venerdì 22 febbraio 2008

SE UN GAY AMA UN ETERO - ciao triste

Ciao triste,
ho letto il tuo ultimo commento al post
RAPPORTI GAY ETERO ciao triste, su Progetto Gay. Avrei voluto risponderti ieri ma non mi è stato proprio possibile, lo faccio oggi appena tornato del lavoro. Nel precedente post sui rapporti gay etero mi sono limitato a descrivere una fenomenologia e, come avrai notato, ho insistito sul fatto che certi rapporti affettivi possono essere serissimi e importantissimi sia per un gay che per un etero, ma si tratta di una possibilità ed è proprio sul rischio connesso a questa possibilità che intendo soffermarmi oggi. Leggendo quello che scrivi si avverte per un verso il fatto che sei innamorato del tuo amico etero e per l’altro il timore che in realtà lui non ti consideri. La situazione nella quale ti trovi è caratteristica dei rapporti gay etero. Cercherò di spiegarmi meglio.
Quando un gay arriva a dichiarare la propria omosessualità ad un amico etero può agire per due ordini di motivi completamente diversi:
1) se il coming out è verso un numero alto di persone, ragazzi e ragazze, cioè in sostanza se è un coming out sociale la finalità è il coming out stesso come momento (rischioso) di liberazione individuale,
2) se il coming out avviene verso un solo ragazzo, o almeno verso un solo ragazzo alla volta, la finalità non si esaurisce nel coming out e dietro la dichiarazione esplicita: “sono gay” ce n’è un’altra implicita: “mi sono innamorato di te”.
Il fatto che tu abbia fatto il tuo primo coming out verso questo tuo amico lascia pensare che nella sostanza si trattasse già di una dichiarazione d’amore almeno in termini impliciti. Il gesto sicuramente ti è costato molto ma il rischio poteva sembrarti completamente giustificato dall’eventualità di trovare una risposta molto favorevole da parte sua.
Provo a capire che tipo di risposta favorevole tu potessi aspettarti. Dato per scontato che tu avessi chiara coscienza del suo essere etero, se escludiamo che tu potessi aspettarti una corrispondenza affettiva e sessuale piena, cioè se escludiamo che lui ti potesse dire: “sono gay anche io e sono innamorato di te”, dobbiamo ridurre l’ipotesi al fatto che lui potesse provare per te dei sentimenti forti, sesso escluso. Mi chiedo se nel considerare soddisfacente una ipotesi del genere ci sia una vera consapevolezza di quello che si sta facendo, cioè della rinuncia ad una sessualità condivisa con un altro ragazzo, o non ci sia piuttosto l’idea che “le cose potrebbero cambiare” cioè che gli orientamenti sessuali di quel ragazzo potrebbero cambiare. Ho visto spesso ragazzi gay innamorati di ragazzi etero che, in teoria, non avevano nessuna esitazione nel mettere da parte la loro sessualità per privilegiare il rapporto affettivo platonico col loro amico etero, ma in pratica vivevano in un’attesa spasmodica di un possibile cambiamento degli interessi sessuali del proprio amato.... Questi ragazzi si sentivano, o meglio si illudevano di essere completamente disinteressati al sesso e quasi nobilitati da questo fatto... ma poi manifestavano un senso profondo di frustrazione perché non sono non ottenevano nessun cambiamento della sessualità del loro amico ma si rendevano conto che il loro amico era sostanzialmente disinteressato a loro sotto ogni profilo.
Riporto qui un brano di conversazione con un ragazzo etero 24enne che si è sentito fare la dichiarazione da un amico gay 25enne.

- Beh... quando me l’ha detto ci sono rimasto di stucco... non me l’aspettavo... però che gli potevo dire... non lo so eh... ma che si dice in questi casi? Io non è che sono omofobo, non me ne importa proprio niente... s’è innamorato di me... vabbe’... non ho capito perché ci devo restare sconvolto. Non ci vedo niente di strano, basta! Finito lì...
- Tu pensi che lui sia rimasto deluso della tua reazione?
- No, perché? Lo sapeva benissimo che sono etero, non ho capito perché ci doveva restare deluso...
- Sì, è vero, lui lo sapeva, ma poteva covare un desiderio profondo che tu potessi cambiare orientamento sessuale nel tempo perché così ti saresti avvicinato a lui.
- Sì, ho capito, però queste sono tutte elucubrazioni sue... io lo rispetto, mica lo piglio a botte, ma io non sono innamorato di lui, è un bravo ragazzo sì, tutto quello che ti pare, però io con lui non ho proprio nulla da spartire... ma poi, non ho capito, ma che si può aspettare che io mollo la mia ragazza e che mi metto appresso a lui? Beh... se lo pensa sta fuori di testa...

Quando un gay si innamora di un etero partono forme estreme di sublimazione, almeno a parole, ... Si dichiara al proprio amico etero che si sta bene vicino a lui e addirittura che “il sesso non c’entra” poi ci si masturba solo pensando a quel ragazzo. Ma l’aspetto più problematico è dato dal fatto che un gay innamorato perde spesso la capacità di valutare oggettivamente i comportamenti del suo amico etero, sminuisce quelli sfavorevoli e tende a valorizzare quelli dall’apparenza anche minimamente favorevole. Comincia un gioco infinito di proiezioni, interpretazioni, illusioni, delusioni, attese, angosce... insomma comincia una storia che ha tutta l’apparenza dell’innamoramento ma che rischia di essere totalmente unilaterale.
In un solo caso, secondo la mia personale esperienza, sono portato a credere che un rapporto gay etero sia veramente reciproco e importante a livello affettivo, ossia quando è il ragazzo etero a comincialo e a volerlo, perché in quel caso il gay ha la sicurezza di una risposta affettiva di alto livello e il gioco delle interpretazioni del non detto non esiste proprio. Francamente in situazioni diverse, per un gay, innamorarsi di un etero può creare situazioni difficilissime da gestire e soprattutto senza alcuna prospettiva reale se non un dialogo che rischia di rimanere comunque molto al di sotto di quanto un gay possa desiderare. In rapporti di questo tipo, spesso, i ragazzi gay spendono moltissimo tempo, anni, sperando nell’impossibile... Non voglio dire che queste cose siano da evitare, in qualche caso possono essere cose bellissime e lo so per esperienza personale, ma quando non ci sono le premesse giuste, queste storie rischiano di essere defatiganti e frustranti esperienze senza futuro.
Se volete lasciate un vostro commento nella discussione sul tema aperta nel FORUM DI PROGETTO GAY
http://progettogay.forumfree.net/?t=25424242

FAMIGLIA GAY ALLARGATA

Questo post mi viene dal cuore e rappresenta una riflessione serissima anche se per chi ha pregiudizi, cioè crede di sapere e non sa, quello che sto per dire potrebbe risultare molto strano.Famiglia gay... ok! Costruita sul modello della famiglia etero: una coppia stabile con una prospettiva di ipotetici figli, ecc. ecc., sì, sembra tutto ok... forse potrebbe anche essere tutto ok in un altro mondo, in un altro clima sociale, con un altro livello di civiltà e di consapevolezza. In realtà, quanto meno finché la situazione non cambierà radicalmente a livello sociale le ipotesi di una famiglia gay composta da una coppia stabile e da ipotetici figli è un’idea che serve solo come simbolo di una strada aperta verso il futuro.Ma quale dovrebbe essere la molla di fondo che tiene insieme una famiglia gay di quel tipo? Il sesso... sì quando si ì giovani potrebbe anche sembrare una motivazione sufficiente, l’affettività di coppia, il reciproco volersi bene e sostenersi in situazioni di difficoltà? Certo questo potrebbe essere un buon cemento per tenere unita la coppia, ma poi c’è il problema dei figli... in provetta, con madri in affitto o come vi pare sarebbero comunque figli biologici di uno solo dei componenti della coppia. Ma io mi chiedo, non avrebbe più senso pensare che una famiglia gay non debba essere ricalcata su nessun modello precostituito? Ebbene io un modello alternativo assolutamente originale e originario di famiglia gay ce l’ho eccome! E’ un modello di famiglia gay allargata. Per me la famiglia gay dovrebbe essere un gruppo di solidarietà e dovrebbe reggersi sull’esperienza affettiva del volersi bene. Volete sapere quale è il mio modello di famiglia gay? Il mio modello è il gruppo di ragazzi che si è costituito intorno a Progetto Gay. Ditemi quello che volete ma io penso che si tratti veramente di una famiglia. Ci si vuole bene, ci si sostiene reciprocamente, si è amici, si parla in modo libero, ci si sente accettati e direi qualche volta coccolati in una dimensione affettiva tipicamente familiare. Giorni fa avevo censurato dei post di Loki e di Fabiomatteo che uscivano un po’ dai limiti in cui questo blog si deve mantenere. Ebbene io ho avuto il timore che questo fatto potesse mettere in crisi i miei rapporti con questi ragazzi, poi ho parlato con Fabiomatteo e gli ho spiegato il mio punto o di vista e non è andato in crisi proprio nulla, anzi abbiamo parlato in modo serissimo e ci siamo salutati in modo autenticamente affettuoso con un sentitissimo “Ti voglio bene!” che non era per niente una formula di cortesia. Poi ho parlato con Loki e non si è posto nessun problema. I rapporti che ho con questi ragazzi non possono andare in crisi per delle banalità, il motivo è uno solo, perché ci si vuole bene e ci si stima a livello umano in modo profondo, per me sono parte della mia famiglia. Cito solo loro ma il discorso coinvolge in modo vario tutti i ragazzi. Con qualcuno si creano delle consuetudini di fiducia e di attenzione reciproca veramente speciali, si condividono le preoccupazioni, ci si impegna per le stesse finalità, si sta male nelle stessi situazioni. Ricevo messaggi di una serietà di una profondità che non ho mai visto in nessun’altra situazione. Quando ho dei dubbi, cosa che mi capita quasi ogni giorno, trovo un ascolto autentico, un consiglio, un confronto. Non mi sento solo, sento che si sono cerati dei legami e di questi legami sono felice. Quando vado al lavoro, spesso nella pause penso ai ragazzi di Progetto Gay e li sento presenti, so che non sono una mia fantasia, che sono ragazzi veri... e che ragazzi! Qualche volta per qualcuno ci sto anche male. Qualche volta, se so che c’è qualcuno che non sta bene, non ci dormo le nottate intere, se poi in una situazione del genere non riesco ad avere contatti mi prende proprio una specie di angoscia... ma quando poi il contatto si ristabilisce e riesco ad avere notizie mi sento in paradiso e mi prende un senso straordinario di felicità. E quello che mi lascia incantato è che tra i ragazzi ci sia un rispetto reciproco profondo e una dimensione di solidarietà straordinaria nonostante le differenze talvolta non piccole di punto di vista. E’ stupefacente l’idea di sentirsi gruppo, di sentirsi in qualche modo famiglia. Alcuni ragazzi di Progetto Gay si sono incontrati qualche giorno fa e hanno passato una giornata insieme. Uno di loro mi diceva: “Era incredibile la sensazione di conoscersi da sempre!” In sostanza l’incontrarsi in chat e il parlare per ore ha fatto di questi ragazzi un gruppo, un gruppo di amici che si vogliono bene... ma io vorrei dire un’altra parola, una famiglia, una famiglia senza vincoli di parentela, una famiglia legata solo da vincoli affettivi ma una famiglia vera in cui la solidarietà e il volersi bene solo le uniche cose necessarie... Quando torno a casa dal lavoro e mi metto al computer e mi sento tante chiamate in chat e vedo tanti messaggi e commenti sui blog... mi chiedo: che cosa sarei io se non avessi questa famiglia che si è creata da sé? Sarei un ometto piccolo piccolo, senza scopo nella vita, uno che non dovrebbe preoccuparsi di altro che di se stesso... ma io mi sento un leone e quando mi rendo conto che anche gli errori che commetto (e ne commetto!) non sono in realtà distruttivi perché al fondo di questa famiglia gay c’è un legame affettivo vero che non crolla nemmeno di fronte alla mia stupidità o alla mia ingenuità, quando mi rendo conto che non sono solo e dove io non arrivo altri possono arrivare, quando mi rendo conto che questi altri possono fare le cose cento volte meglio di come posso farle io e in realtà le fanno... beh... allora me la sento veramente una famiglia intorno, una famiglia che non giudica i miei errori ma che mi capisce e che mi vuole bene, che mi supporta e mi conforta, che mi fa sentire un affetto vero al di là ogni possibile immaginazione! Ragazzi! Vi voglio bene!!!Dedico questo post ad uno di voi per il quale ho passato la notte scorsa senza chiudere occhio. Non so se leggerà questo messaggio ma vorrei dirgli che gli voglio bene e che gli sono vicino.
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martedì 19 febbraio 2008

RAPPORTI GAY ETERO Ciao triste

Rinvio al prossimo numero di “Cronache di Progetto Gay” i ringraziamenti ai lettori che hanno commentato il blog di Progetto Gay o che lo hanno onorato di un post come ha fatto puroQuore, dedicherò ad essi l’attenzione dovuta non appena possibile.

Ora desidero rivolgermi in modo diretto a “triste”, un ragazzo 24enne che ha scritto su Progetto Gay cose che mi riempiono di orgoglio e mi spingono ad andare avanti sulla stessa strada. Ti ringrazio in modo sentitissimo. Conosci Progetto Gay da due giorni e hai postato due tuoi commenti e non puramente occasionali. Il tema che prendi in considerazione è uno dei temi fondamentali del mondo gay. Per un ragazzo gay la ricerca di un compagno, in linea teorica, dovrebbe rivolta ad altri ragazzi gay, tuttavia, sia per l’impossibilità di trovare i contatti gay “giusti” sia perché, come è ovvio, l’interesse affettivo e anche sessuale di un ragazzo gay si rivolge indiscriminatamente a tutti ragazzi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, accade che in un numero niente affatto trascurabile di casi, un ragazzo gay si innamori di un etero. Non si tratta di un errore ma spesso l’innamoramento si radica in modo profondissimo nell’anima del ragazzo gay perché, a parte il sesso, lo scambio affettivo con un ragazzo etero può essere profondissimo. Questi rapporti, che sono veri e propri rapporti d’amore con un diretto coinvolgimento sessuale per il ragazzo gay, anche se solo a livello di masturbazione, dal lato del ragazzo etero possono avere delle valenze affettive fortissime. Porto un esempio che ho potuto vedere direttamente parlando con entrambi gli interessati. Marco è un ragazzo gay, Andrea è un ragazzo etero, Marina è una ragazza etero. In una situazione del genere, Andrea ha un rapporto affettivo fortissimo gay-etero con Marco, Andrea si innamora di Marina, desidera l’approvazione di Marco per vivere il suo rapporto con Marina in modo soddisfacente. Marco approva in rapporto di Andrea con Marina e la cosa funziona benissimo. Poi Marina pretende il monopolio della vita affettiva di Andrea e gli dice: “Se vuoi stare con me non devi vedere più Marco”. Andrea va in crisi, poi decide e lascia la ragazza. Il rapporto con la ragazza che era stato bellissimo quando Marco era in qualche modo una presenza rassicurante, si spezza di fronte all’out out. Aggiungo che ci sono ragazzi eterosessuali che si sentono così legati ai loro amici gay che si dichiarano gay anche se non lo sono, per condividerne il disagio e ho visto situazioni in cui un ragazzo etero è arrivato a proporsi al suo amico gay come partner sessuale perché lo vedeva depresso e sessualmente non realizzato. Devo sottolineare che si trattava di un ragazzo eterosessuale che non ha mai pensato in nessun’altra occasione di fare sesso con ragazzo. Aggiungo un’altra cosa che può sembrare paradossale: l’impossibilità di un contatto sessuale in un rapporto gay-etero costituisce spesso una spinta propulsiva verso un rapporto affettivo molto profondo. Per un ragazzo etero pensare che un suo amico gay è innamorato di lui anche se sa che tra loro non ci sarà mai un contatto sessuale è una cosa gratificante, perché è una forma d’amore molto sublimato e non finalizzato al sesso, una forma d’amore che, cioè, non mette in crisi il ragazzo etero che di fronte alla sessualizzazione del rapporto rimarrebbe assai spiazzato e perplesso.
Tanto premesso devo sottolineare che il fatto che un ragazzo etero non possa contraccambiare un ragazzo gay è vero solo a livello sessuale ma non a livello affettivo, dove invece è la forza di questi rapporti che durano anche dopo che l’etero si sposa, e spesso durano per tutta la vita.
Tu dici so che il ragazzo del quale ti sei innamorato non è gay ma potrebbe essere anche bisex, ma la bisessualità nella grande maggioranza dei casi non è una sessualità intermedia per cui sempre e comunque si possono cercare partner gay o etero. Essere bisessuale significa attraversare fasi successive (che durano anni) di omosessualità e di eterosessualità. Un bisex in fase gay è un gay e un bisex in fase etero è un etero anche se queste condizioni sono destinate a cambiare una o più volte (ma non moltissime) nel corso della vita. Vorrei dirti di non interpretare un comportamento moto aperto verso i gay come omosessuale, perché ci sono molti etero (e ne ho conosciuto più di qualcuno) che hanno dei comportamenti di tale disponibilità vero i gay, con i quali si trovano benissimo anche perche non ci sono complicazioni sessuali, da sembrare essi stessi gay, ma non sono gay e la loro sessualità è tipicamente eterosessuale. Il problema vero è chiedersi che cosa significa per ciascuno di noi amare un ragazzo. Nella grande maggioranza dei casi, innamorarsi di un ragazzo significa desiderare a un contatto con lui che sia anche di natura sessuale, nel senso che senza la prospettiva del contatto sessuale diretto molti vedono il loro innamoramento spegnersi. Ma non è sempre così e ci sono casi (e non pochissimi) di rapporti strettissimi tra due ragazzi, uno gay e uno etero che li hanno condotti a fare vite particolarissime: il gay ha rinunciato alla tipica vita gay per restare vicino al suo amico etero e l’etero ha rinunciato alla tipica vita etero per restare vicino al suo amico gay, si tratta di cose assolutamente fuori schema ma di cose sulle quali si può costruire una vita. Concludo sottolineando che le cose delle quali ho parlato non sono teorie o ipotesi improbabili ma sono cose che sono accadute e accadono realmente anche se in una piccola (ma non trascurabile) percentuale di casi.

lunedì 18 febbraio 2008

AMORI GAY ROMANTICI

romantico91 commentando il post GAY E ETERO A SCUOLA su (STORIE GAY)
http://nonsologay.blogspot.com/search/label/GAY%20E%20ETE...
ha detto...
ragazzi, questa storia è bellissima a mio parere, sia per il fatto che ragazzo abbia una sensibilità ke nessun etero può capire... poi perché è la stessa cosa che provo e vedo ogni giorno nella mia scuola, anke io ho il mio Massimiliano ma che non so neanke come si chiama ma che m guarda ogni giorno e fantastico in storie d'amore esageratamente romantiche.... la società che c sta attorno invece ci vorrebbe eliminare, io ho paura di dire che mi piacciono anke i maski per una possibile reazione di violenza... vi rendete conto, non posso essere libero di dire ciò ke penso e sono... non è questa libertà!!! e dirlo o no agli amici??? ma proprio no!!! se solo gli sfuggisse?? loro non sanno cosa può accadere. Forse mi sono fatto troppe seghe mentali nel dire queste cose... ma un fondo di verità ci sta!! Il caso non mi ha neanche portato a conoscere qualkuno gay... perciò queste parole rimangono solo scritte in questo intervento di un blog... ma per ora e non so fino a quando rimarranno qui... sperando che quakuno le possa leggere e che ci possa riflettere seriamente per far qualkosa... la speranza c'è... ancora complimentoni per il tuo intervento... è possibile avere il tuo contatto di msn anche solo per fare 2 kiakkiere e per darci anche solo un sostegno morale per quei momenti che ci buttano giù??? 17 febbraio 2008 18.58
Carissimo romantico91, mi piacerebbe molto che il tuo commento fosse letto dall’autore della storia che hai commentato, ma la cosa è alquanto improbabile perché la storia è stata pubblicata il 1° Ottobre 2007 e l’autore non si è più fatto vivo. Se vuoi capire come la pensano i ragazzi gay sul coming out puoi seguire diverse strade:
1) Usare il motore di ricerca interno tra i siti di Progetto Gay, accessibile nella parte alta del blog
Progetto Gay, sulla sinistra e nella parte alta del blog Storie Gay sulla destra. Tieni presente che sul blog di Progetto Gay i commenti ai post sono circa 800.
2) Puoi cercare per titolo o per tag (argomento) nella colonna di destra del blog
Storie Gay.
3) Puoi andare al
Forum di Progetto Gay dove un gruppo di ragazzi, circa una ventina, pubblicano i loro post a tema gay. Se tu ti facessi conoscere sul forum dai ragazzi che lo frequentano, potresti poi chiedere a qualcuno di loro il contatto msn ma ci tengo a ribadirlo, l’autore del post che hai commentato non si è fatto più sentire da epoche ben precedenti all’apertura del forum e quindi non potrai incontrarlo.

sabato 16 febbraio 2008

PAURA DI ESSERE GAY

Ho visto sul forum la sezione capire di essere gay e vorrei chiedere a Project di mettere questa storia in quella sezione.
Non credo che la mia storia sia molto comune, adesso conosco due ragazzi gay ma hanno esperienze lontanissime dalla mia, nel senso che si sono sentiti sempre gay. Per me non è stato così. Io sono cresciuto nella piena convinzione di essere etero e questa idea me la sono portata appresso in pratica senza nessun cedimento fino a dopo aver compiuto i 21 anni. Ho avuto il mio primo contatto sessuale con una ragazza intorno ai 16 anni, a 18 ho avuto il mio primo rapporto completo con una ragazza e l’ho desiderato come fanno tutti i ragazzi etero. Il sesso con le ragazze mi piaceva molto e le amavo anche a livello emotivo. Insomma erano l’unico vero oggetto dei miei desideri. A 19 anni mi sono fidanzato con Martina (il nome è inventato) la stessa ragazza con la quale avevo avuto il mio primo rapporto. Insieme stavamo molto bene, anche a livello sessuale. Mi sentivo veramente soddisfatto. Non lo dico per dire, era proprio così. Io sono di settembre, ho compiuto 21 anni. Martina mi ha fatto il regalo più bello che potessi desiderare. Siamo andati fuori insieme tre giorni e sono stati giorni da sogno! Questa è la premessa.

Tornato dai tre giorni con Martina la domenica sera, il giorno appresso vado all’università e vengo a sapere che il professore di genetica col quale dovevo fare la tesi non insegnava più da noi. La cosa mi dava fastidio. Ho cercato di capire che fine avrei fatto. Tutti gli studenti del mio gruppo sarebbero stati assegnati al professore di genetica dell’altro canale che però non era specificamente un genetista molecolare. Comunque non c’era molto da fare. La prima lezione sarebbe stata l’indomani alle 9.00. L’indomani alle 8.30 ero davanti all’aula e, secondo la mia antica abitudine mi guardavo intorno alla ricerca della collega più carina. Ne vedo una niente male, la seguo, mi siedo vicino a lei e cerco di fare quattro chiacchiere finché non arriva il professore, poi, nel voltarmi casualmente all’indietro, incrocio lo sguardo di un ragazzo che non avevo mai visto, probabilmente uno dell’altro canale. Lì per lì non ci faccio nemmeno caso, poi la cosa si ripete e noto che il ragazzo che mi osserva, appena mi giro distoglie immediatamente lo sguardo. Lui sta più indietro rispetto a me quindi ha la possibilità di osservarmi con attenzione mentre io non mi posso girare... però so che c’è e che mi sta osservando. Ma che cosa avrà da guardare quello! Poi la lezione termina, mi giro ma lui non c’è più, ci resto quasi male, poi mi giro verso la mia collega carina, ma sono distratto, singolarmente distratto. Non sto nemmeno pensando al ragazzo... ma nemmeno alla ragazza. Non sapevo il perché ma il pensiero di quel ragazzo mi tornava di tanto in tanto alla mente, mi chiedevo se lo avevo già visto da altre parti ma mi sembrava di no, cercavo di trovare una ragione del perché mi stesse osservando ma non ne trovavo nessuna ma continuavo a pensarci. Poi me ne dimentico, il pomeriggio torno alle cose mie solite e non ci penso per un po’... poi la sera mi torna in mente, mi dico: “Ma che vorrà quello?”. L’indomani lo rivedo, è molto più prudente, evidentemente non vuole che io che io lo becchi mentre mi osserva. Il gioco di sguardi mi distrae anche durante la lezione. Non so che fare, mi dà fastidio che mi osservi così... mi riprometto di farglielo capire... mi giro un po’ mentre il professore è girato verso la lavagna e lo becco che mi osserva, con la mano gli faccio cenno, come a dire. “Che vuoi?”, lui mi fa capire che me lo dirà all’intervallo... e io aspetto l’intervallo per capire di che si tratta... suona la fine della lezione. Esco, si avvicina, gli chiedo: “Ma noi ci conosciamo?” e lui mi risponde “Purtroppo no...” Io non colgo al volo il significato di quel purtroppo e gli chiedo: “Ma perché mi osservi?” Mi risponde: “Perché sei un bel ragazzo...” e nel dirlo diventa rosso e gira gli occhi dall’altra parte. Una risposta del genere non me l’aspettavo... gli ho detto solo: “Ma che dici...” e me ne sono andato ma la cosa mi ha turbato profondamente. Mi sentivo un po’ come una puttana ad essere stato abbordato in modo così diretto e poi, con i miei parametri di allora, che un ragazzo potesse dire ad un altro ragazzo una cosa come quella che quello aveva detto a me mi sembrava del tutto assurdo... Non avevo mai odiato i gay, per me semplicemente non esistevano, quello era il primo ragazzo gay che incontravo... e mi aveva fatto una mezza dichiarazione... ero turbato, agitato, quasi offeso, mi sentivo sporco per il fatto di essere stato desiderato da un ragazzo, mi sembrava una cosa strana, innaturale... Insomma, ci ho ripensato tutto il pomeriggio... poi la sera ho visto Martina, l’ho vista per dire che ci siamo appartati come facevamo sempre. Tra noi la confidenza era totale, io le ho raccontato la storia e lei mi ha risposto: “Beh... è solo un finocchio!” e lo ha detto con un tono che non mi è piaciuto per niente. Per un attimo l’ho odiata, ma dopo è passata e abbiamo fatto l’amore... però mentre lo facevamo ogni tanto mi tornava in mente quel ragazzo e il pensiero mi dava fastidio. A Martina non ho detto nulla perché la sua reazione precedente non mi era piaciuta. Tu guarda come sono le cose... con un ragazza ci vai a letto e poi non le dici quello che pensi! Però a me è successo così. Sono tornato a casa arrabbiato con me stesso... era la prima volta che non dicevo a Martina la verità e tutto perché? Per un imbecillotto che mi aveva detto una cosa da finocchi... Non capivo perché potesse succedere una cosa simile, non potevo farmi condizionare da quello... però in effetti lui aveva detto solo poche parole, stupide quanto vuoi... ero io che stavo andando in crisi per una stupidaggine. La mattina appresso l’ho rivisto all’università, lui non si è avvicinato e ha fatto finta di nulla e la cosa mi è dispiaciuta... mi dicevo: “Tanto questo lo dice a tutti!” Però mi faceva rabbia che facesse finta di non vedermi e allora ho preso l’iniziativa, mi sono avvicinato e l’ho salutato con un ciao, lui mi ha risposto con un sorriso, come per dire: “Ci sono... non ti preoccupare” Ormai tra me e lui c’era une specie di sfida. Martina non sta alla mia facoltà, però alla mia facoltà c’era una ragazza che mi piaceva molto, Anna, quando vedevo quel ragazzo avvicinarsi mi stringevo a lei quasi istintivamente e lei mi diceva: “Ma che fai!” dopo un paio di settimane più o meno così e dopo qualche dissapore con Martina per motivi stupidissimi, ho deciso di parlare con quel ragazzo e di dirgli di lasciarmi in pace. Un giorno alla fine delle lezioni lo fermo perché volevo arrivare a una specie di regolamento di conti, gli chiedo di parlare, ce ne andiamo ai giardini pubblici, data l’ora c’era poca gente. Gli dico che mi deve lasciare in pace e lui mi guarda e mi dice: “Ma che ti ho fatto?” Io non so che dire... gli dico: “Non mi devi sfottere! Hai capito?” Mi dice: “Non lo farei mai...” Gli dico: “E il discorso che mi hai fatto quel giorno?” Mi risponde: “Quello è vero sei un bel ragazzo...”. Gli chiedo. “Sei gay?” Mi risponde: “Sì” Ribatto: “Io no! E non me ne frega niente! C’ho pure una ragazza e ci sto benissimo!” Lui mi fa: “E allora dov’è il problema?” Mentre parlava io lo osservavo. Non era un tipo appariscente ma era dolce... mi veniva voglia di toccarlo, aveva mani molto belle... e un sorriso incredibile. Gli faccio un sorriso e gli dico: “Pensi che un gay e un etero possano essere amici?” Mi risponde di sì con la testa e sorride. Abbiamo parlato un po’ poi ci siamo scambiati i numeri di cellulare e ci siamo salutati. Ero contento di come erano andate le cose. Quel ragazzo mi piaceva. Mi dicevo: “Ma è proprio un bel ragazzo...” e subito dopo pensavo: “Ma che cavolo vado a pensare...”. La sera mi sono proposto di raccontare tutto a Martina perché altrimenti mi sembrava di tradire la sua fiducia. L’ho fatto e lei mi ha risposto: “Che hai fatto tu!” Le ho detto: “Ma guarda che non ci sono mica andato a letto...” lei mi ha guardato con un senso di repulsione e mi ha detto: “Ma non sarai mica finocchio pure tu?” Io allora mi sentivo etero al 100%, l’ho abbracciata, ecc. ecc. ma l’ho fatto solo per dimostrare che non ero gay, alla fine si è sciolta ed è stata contenta: per me quella è stata la prima volta che ho fatto l’amore perché dovevo farlo... ma lei non se n’è accorta. L’indomani vedo Marco all’università, mi accompagna in macchina, gli racconto che la sera prima ho fatto l’amore con la mia ragazza e che è stato bellissimo, lui mi guarda e mi fa: “Ti invidio... a me non è mai capitato niente di simile...” Io gliel’ho chiesto e lui mi ha parlato di sé. Esperienze sessuali nessuna! Dice che con me ci ha provato proprio perché io lo ispiravo molto, dice che non l’ho affatto deluso e che già avere un amico vero è bellissimo, anche se è etero perché forse certi etero ti capiscono più dei gay. Il discorso mi colpisce molto e decido sul momento di dirgli la verità. Gli dico: “Quello che ti ho detto non è vero... ieri ho fatto l’amore con la mai ragazza ma l’ho fatto per forza, per dimostrarle che non sono gay, perché le ho detto di te e lei mi ha rinfacciato che se voglio essere tuo amico sono gay anch’io...” Parlare con Marco è stato rassicurante perché tendeva a dire che io potevo essere solo etero, però io avevo parecchi dubbi per la testa e poi Marco mi piaceva fisicamente, così, solo a livello estetico. Ci salutiamo. La sera dovevo vedere Martina, la chiamo e le dico che non sto bene, resta perplessa e mi dice: “Ma non è per la storia di quel ragazzo?” Le dico di no. Dentro di me sapevo che non era vero. L’indomani rivedo Marco che mi riaccompagna a casa in macchina. Quando siamo dalle parti mie si ferma e cominciamo a parlare. Io mi eccito, era la prima volta che mi capitava di avere l’erezione per il solo fatto di stare in macchina vicino a Marco. Ero imbarazzatissimo, mi sono fatto schermo con l’impermeabile e sono sceso... Lui non si è accorto di nulla. Io mi sono detto: “Cavolo! allora è vero! ... Però io non lo amo, io di lui non so quasi nulla, questa è solo attrazione gay senza amore e poi io non voglio essere gay, non ha senso che io possa essere gay, mica posso dipendere psicologicamente da Marco...” Ma mentre facevo tutto questo ragionamento, ce lo avevo sempre davanti agli occhi e non solo l’erezione non mi passava... insomma mi masturbo pensando a Marco, poi penso che ne dovrei essere preoccupato, angosciato... e invece no! Neanche per sogno! Mi resta solo in mente che è stato bellissimo e che lui con me ci starebbe e che lui stupidaggini sulla mia vita etero precedente non me ne aveva mai dette. L’indomani vedo Marco e gli racconto come sono andate le cose, mi aspetto una risposta entusiastica e invece lui è molto prudente, si vede che è contento ma mi dice una cosa che non mi sarei mai aspettato: “Luca, ti voglio bene, ma non è un gioco, tu a me non devi dimostrare niente, io ti voglio bene anche se sei etero, ti voglio bene come persona perché mi hai trattato con rispetto e perché gay o etero mi sono innamorato di te, ma tu non devi sbagliare strada, devi fare sempre e solo quello che ti senti spontaneamente di fare...” L’unico gesto che ha fatto è stato prendermi la mano e stringerla fortissimo tra le sue.

DONNE INNAMORATE DI UOMINI GAY

Aprendo il blog Progetto Gay trovo due commenti di Emma che meritano la massima attenzione. Li riporto qui di seguito e aggiungo il mio commento.

Ho letto il tuo intervento-spiegazione sul progetto gay. Parli di collaborazione per ovviare a una visione distorta o vincolata ad alcuni ambienti di un mondo. Il blog parte con una richiesta di collaborazione con storie, esperienze, e così via...per capire cosa significa essere gay oggi. Non posso darti il mio contributo diretto, ma posso darti le mie testimonianze... e una richiesta. Quella di parlare, anche, di quelle persone si trovano in particolari situazioni... innamorarsi per esempio di un uomo e scoprire, con lui, che probabilmente la sua natura è un altra... e ovviare un cammino che lo porti a consapevolizzarsi ed a essere felice... senza scappare egoisticamente, ma affrontando la situazione, spiegando le cose, combattendo, litigando e istigando per avere una reazione, per riuscire ad essere felici, divisi ma insieme... senza afflati romantici ma per l'amore, quello universale, quello che la mattina ci fa vedere il sole e sorridere e ringraziare di essere qui.... Emma. Scritto da : Emma 16/02/2008

BELLO IL PROGETTO...interessante. Parli di una collaborazione con storie ed esperienze reali che possano contribuire a dare una visione totale di questo mondo, che vada al di là dello "schermo" che tutti noi conosciamo. Io posso darti una esperienza forse fuori dal coro, quella di uno persona che sta vivendo una storia con un uomo che ha molti dubbi sulla sua sessualità, che forse deve ancora scoprire la sua natura, che inconsciamente mi sta facendo capire tante cose. La mia storia, quella di una persona che non sta scappando ma sta vivendo con quest'uomo la confusione, la lotta, le risate e le liti e tante altre cose...perché lui è gay e non potrà mai dare ciò che lei vuole. La storia di una persona che vorrebbe aiutare il suo uomo a evolvere secondo la sua natura e scelta, che lo vuole vedere felice, che invece lo vede confuso e infelice e brancolante nel buio.E' difficile il mondo per chi segue una natura e scelta diversa, è difficile anche per chi è vicino a queste persone... la mia è una richiesta di aiuto, di collaborazione, di dialogo...... ecco tutto.Emma. Scritto da : Emma 16/02/2008

Il tema affrontato è delicatissimo e non è la prima volta che una donna innamorata di un gay si rivolga a Progetto Gay per cercare aiuto, collaborazione e dialogo. Mi capita diverse volte di trovare fra le chiavi di accesso al blog, utilizzate dagli utenti nei motori di ricerca, espressioni che fanno pensare chiaramente a donne che scoprono che il loro compagno è gay. Per offrire a queste persone una possibilità seria di confronto sul rapporto con i loro compagni, apro oggi una nuova sezione del FORUM di PROGETTO GAY, intitolata

Invito tutti gli amici di Progetto Gay e tutti gli utenti del Forum ad intervenire su questo argomento delicatissimo portando il loro contributo, in modo che possano emergere le valutazioni dei gay su questa importantissima questione.

Ho avuto modo più volte di parlare anche in chat con donne che si sono accorte che il loro compagno è gay (e talvolta non ammette di esserlo). Sono situazioni non facili, in cui sono in gioco equilibri affettivi importanti da tutte e due le parti. Cercare di presentare il punto di vista dei gay su questi temi può non essere affatto indifferente.

La maggior parte dei gay si riconosce tale fin dall’origine e non attraversa alcuna fase di sessualità etero, tuttavia anche tra i ragazzi di Progetto Gay alcuni ragazzi si sono riconosciuti gay in modo piuttosto problematico dopo aver vissuto una vera e propria vita eterosessuale, anche soddisfacente. Alcuni gay si sposano perché si ritengono etero o “abbastanza etero” e hanno anche figli. Alcuni si sposano nella piena coscienza di essere gay e con la consapevolezza della compagna che li sposa. Altri si sposano proprio per esorcizzare l’omosessualità e hanno anche figli, continuano a vivere una sessualità di facciata (non necessariamente problematica) con la moglie e una sessualità di desiderio, più meno represso, nella totale inconsapevolezza della moglie. Per quanto riguarda le donne, secondo la mie esperienza in chat, la grande maggioranza della donne che scopre che il compagno è gay lo lascia, anche a costo di divorziare, se si tratta di coppie sposate, ma una percentuale non trascurabile di donne reagisce in modo del tutto diverso e cerca per amore disinteressato o per vari altri motivi di conservare con il compagno un qualche rapporto affettivo forte, pur accettando il fatto che è gay. Comprendere il senso esatto e la portata reale di queste cose in termini affettivi, sia per la donna che per il gay, non è facile ed è proprio all’analisi di questi problemi che è dedicata la nuova sezione del Forum.

Per il momento mi limito a rinviare ad alcuni post che ho scritto tempo fa proprio su questi argomenti, augurandomi che la nuova sezione del forum possa avere una utilità concreta.

RAPPORTI CON LE DONNE DI GAY E BISEX (6/10/2007)
http://nonsologay.blogspot.com/2007/10/rapporti-con-le-do...

UNA DONNA COMMENTA IL POST “SE UNA DONNA AMA UN GAY” (6/1/2008)
http://nonsologay.blogspot.com/2008/01/una-donna-commenta...

STIMA E AFFETTO PER UNA DONNA CHE LO MERITA (6/1/2008)
http://nonsologay.blogspot.com/2008/01/stima-e-affetto-pe...

UN GAY AMATO DA UN UOMO E DA UNA DONNA SENZA GELOSIA (8/1/2008)
http://nonsologay.blogspot.com/2008/01/un-gay-amato-da-un...

Sottolineo che per una donna innamorata di un gay, che si trova a vivere una situazione oggettivamente difficile, frequentare un Forum come il Forum di Progetto Gay può significare avere una finestra aperta sul vero mondo dei gay.

venerdì 15 febbraio 2008

EDUCAZIONE SESSUALE GAY

La sessualità è una realtà complessa in cui si intrecciano in vario modo aspetti fisiologici, psichici e culturali. Le reazioni personali di fonte alla scoperta della sessualità e in particolare della omosessualità sono le più varie ma sono sempre soggette a pesanti ipoteche di tipo ambientale e culturale.

L’educazione sessuale comincia monto prima della pubertà (ossia della maturazione sessuale) con l’assimilazione imitativa dei ruoli (maschile e femminile). Il primo mezzo dell’educazione sessuale è l’osservazione dei genitori dai quali si apprende anche in ambito sessuale un insieme di valori guida (comportamenti affettuosi e mai violenti fra i coniugi, rispetto all’interno della coppia, abitudine al contatto fisico affettuoso: carezze, baci...).
La televisione è in genere il secondo mezzo di apprendimento di comportamenti sessuali, filtrato attraverso il giudizio dei genitori. Ancora in queste fasi un bambino non ha alcuna esperienza della sessualità adulta e legge i comportamenti sessuali come qualcosa di naturale e non specificamente finalizzato.
Con l’adolescenza e quindi con la maturazione sessuale l’atteggiamento verso la sessualità muta, spesso radicalmente, perché la sessualità non è più intesa come comportamento generico da maschietto o da femminuccia ma come comportamento specificamente sessuale nel senso genitale del termine.

LA MASTURBAZIONE

La scoperta della masturbazione è un elemento fondamentale nella evoluzione della sessualità di un ragazzo perché gli permette di vivere virtualmente una vasta gamma di emozioni sessuali e di sperimentare la propria sessualità. Gli atteggiamenti dell’ambiente circostante circa la masturbazione possono creare condizionamenti profondi. Quando i ragazzi si masturbano lo fanno in modo da non potere essere sorpresi dai loro genitori, il che indica che la masturbazione è vissuta come attività proibita e che la sessualità è considerata come una questione assolutamente privata e personale.
Devo sottolineare un aspetto in genere del tutto trascurato del rapporto genitori figli: quando un figlio si accorge che i genitori hanno una vita sessuale, in genere, ne resta turbato, ma il discorso vale anche all’inverso: quando un genitore si accorge che il figlio si masturba ne resta spesso turbato, dimenticando completamente il proprio vissuto personale. Dall’analisi delle chiavi di accesso al blog principale di Progetto Gay si rileva che non pochissimi genitori digitano sui motori di ricerca chiavi del tipo: “mio figlio si masturba, che devo fare?” Cose del genere sono indice di forte immaturità nel comportamento dei genitori. L’argomento masturbazione non è praticamente mai preso in considerazione nei colloqui tra genitori e figli. Su questo punto la famiglie reticenti o repressive e la chiesa, che condanna la masturbazione, sono spesso tra i peggiori agenti di educazione sessuale. Su questo terreno fioriscono l’ipocrisia e il formalismo. Sulla masturbazione, in particolare da parte dei gay, ho scritto diversi post ai quali faccio rinvio:

PORNOGRAFIA GAY

Quando la masturbazione domina la sessualità di un ragazzo gay, quel ragazzo si mette a caccia di tutte le notizie sulla omosessualità di cui può venire a conoscenza e di tutti gli stimoli che gli forniscano ulteriori fantasie masturbatorie. Era la fase, un tempo, dei giornaletti porno, ora dei video o dei siti erotici gay in internet. In questa fase un ragazzo si vede esposto ad una presentazione della sessualità gay che è stata costruita all’unico fine di consentire una sfruttamento economico della omosessualità. In buona sostanza un ragazzo gay si trova esposto a modelli di comportamento gay che nulla hanno a che vedere con la realtà ma hanno un’apparenza quanto mai seduttiva. Questi modelli, quantunque falsi, vengono interiorizzati e considerati i tipici paradigmi della sessualità gay. Esistono siti seri che parlano di sessualità gay in modo realistico, ma siccome non sono siti pornografici ben poco possono contro l’invadenza della pornografia a fini commerciali.

SESSUALITA' INTERPERSONALE

Quando un ragazzo gay cresce, la ricerca del porno si fa meno impellente. Si rileva che i ragazzi più grandi cominciano ad essere interessati, può che al porno, al film gay in cui si rappresenta la vita dei gay in una dimensione affettiva realistica, anche se le implicazioni sessuali sono solo suggerite. In questa fase la sessualità tende a concentrarsi su persone reali e, in particolare, su coetanei o quasi, con i quali il ragazzo è a contatto quotidianamente (sessualità diretta) o incontrati solo in rete (sessualità virtuale). Si tratta di due fenomeni piuttosto diversi. La sessualità diretta implica una forma di innamoramento nei confronti di un altro ragazzo conosciuto nella globalità della sua personalità e comporta quindi un contatto affettivo a 360 gradi, mentre la sessualità virtuale è una realtà in cui la valenza affettiva “può” anche esserci, ma spesso è molto ridotta o assente del tutto e la controparte ha in pratica lo stesso ruolo di un film porno.
Quando due ragazzi gay riescono a costruire un rapporto tale che tra loro il contatto sessuale su base affettiva seria è una realtà spontanea (cosa tutt’altro che semplice), questi ragazzi sentiranno, nella realtà dei fatti quanto la vera sessualità gay è diversa dai modelli che provengono dalla pornografia, sperimenteranno forme di timore, di imbarazzo, di senso del limite, di difficoltà ad esprimere i propri desideri, ma scopriranno anche la ricchezza di una relazione interpersonale autentica, di un contatto sessuale basato sulla dolcezza e sul rispetto reciproco, si renderanno conto, finalmente, che la vera sessualità gay è una forma d’amore.

SESSUALITA' GAY NON REALIZZATE

Purtroppo molti ragazzi non seguono questo percorso fino alla fine e si fermano prima, spesso in una ricerca infinta di un compagno “vero” che non incontreranno, spesso in una ricerca di sessualità non affettiva che può durare per molti anni. Se tutti questi ragazzi avessero avuto fin dall’adolescenza una forma seria di educazione sessuale gay avrebbero qualche chance in più, ma il moralismo che asfissia la sessualità gay fa spesso le sue vittime e finché non si potrà parlare di sessualità gay in modo serio nelle scuole e in tutti i luoghi di ritrovo dei giovani, molti gay saranno destinati ad una vita sessualmente insoddisfacente.

GAY E PRESERVATIVO

Aggiungo qui una osservazione che ritengo fondamentale. L’educazione sessuale gay (come quella etero) non dovrà mai dimenticare di sottolineare mille volte la necessità della prudenza. L’USO DEL PRESENTAVIVO E’ FONDAMENTALE PER PREEVNIRE I RISCHI CONNESSI ALL’AIDS E A PARECCHIE ALTRE MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE.
Aggiungo che quando parlo con ragazzi gay e ricordo loro di usare SEMPRE il preservativo, la cosa è presa bene, come una forma di attenzione verso di loro e di rispetto e non come una forma di invadenza o di repressione. Quindi non solo USARE SEMPRE IL PRESERVATIVO, ma INCORAGGIARSI A VICENDA AD USARE IL PRESENTAVTIVO!

Se volete dire la vostra in proposito, lasciate qui un commento oppure andare alla discussione EDUCAZIONE SESSUALE GAY (SEZIONE GAY E SESSO) sul FORUM DI PROGETTO GAY

mercoledì 13 febbraio 2008

CIAO KARIM - GAY ED EFFEMINATEZZA

Questo post si riferisce al commento di Karim (12/2/2008 su Progetto Gay) al post “Come riconoscere un gay”.
Innanzitutto ringrazio Karim per il suo commento che mi dà l’occasione di dire la mia in proposito. Nel commento di Karim individuo tre elementi fondamentali:
1) il rapporto tra essere gay ed effeminatezza (delicatezza nel parlare, nell’approccio, ecc.) e la riconoscibilità dei ragazzi gay o bisex,
2) il senso della frequentazione dei locali gay,
3) l’emarginazione dei gay con comportamenti effeminati.
Partiamo dal primo punto. Nonostante quello che la gente pensa e quello che talvolta pensano gli stessi gay, il rapporto tra essere ragazzi gay ed essere effeminati è una tipica legenda metropolitana che presuppone tra l’altro l’idea, a mio parere completamente sbagliata, del gay come personalità quasi femminile, o peggio del gay come portatore di una natura intermedia tra il maschile e il femminile. Questi concetti, lo dico senza incertezze, sono sistematicamente smentiti nella realtà, salvo che un ragazzo gay non voglia atteggiarsi ad effeminato per gioco, per moda e per rendersi più facilmente riconoscibile. Quanto ai bisex, l’idea che il bisex sia un individuo che indifferentemente e sempre è attratto dagli uomini e dalle donne non corrisponde alla realtà. La grande maggioranza dei bisex attraversa dei periodi in cui è perfettamente etero e dei periodi in cui è perfettamente gay. Anche nella mia personale esperienza ho avuto modo di incontrare ragazzi con modi di fare e atteggiamenti quasi femminili che erano radicalmente eterosessuali. Sottolineo che se l’effeminatezza è un atteggiamento adottato “come segnale” allora è evidente che il comportamento effeminato indica che si tratta di un gay, ma si tratta di atteggiamenti assunti appunto come segnale, non spontanei e legati all’idea del farsi riconoscere. Solo una ristretta minoranza di gay manifesta effettivamente comportamenti effeminati ma si tratta di una minoranza strettamente sovrapponibile in termini percentuali con quella degli etero effeminati.
Quanto alla frequentazione dei locali gay, devo riconoscere che in modo graduale certi ambienti stanno cambiando, nel senso che non sono più esclusivamente l’ambiente tipico del dragaggio dove si va per cercare sesso, ma francamente non consiglierei a un ragazzo di frequentare quegli ambienti, tu stesso dici che frequenti locali gay ma non hai mai fatto sesso o preso pastiglie con nessuno anche quando te lo hanno chiesto, il che vuol dire che te lo hanno chiesto, e non è certo un segno che si tratta di ambienti come si deve. Il fatto poi che tu sia una persona seria è un’altra questione che non mi permetterei mai di mettere in dubbio. Certo è che frequentare locali gay per fare conoscenze “senza tante chiacchiere” non mi sembra l’idea migliore. Il mio parere è ovviamente strettamente personale ma conosco tanti ragazzi che hanno frequentato locali gay e si sono sentiti a disagio, anche se da locale a locale le cose possono essere diversissime. C’è comunque un’idea che non mi piace nella stessa definizione di locale gay ed è l’idea del ghetto, dell’ambiente per soli addetti ai lavori, si tratta di un’idea che è un po’ il contrario dell’idea di integrazione. In un mondo in cui ci fosse una vera integrazione dei gay non ci sarebbero nemmeno locali gay ma in un locale dove si balla potrebbero trovarsi insieme coppie etero e coppie gay. Mi rendo conto che si tratta di un sogno lontanissimo ma mi piacerebbe molto vederlo realizzato.
Per quanto riguarda il terzo punto, ossia l’emarginazione dei gay con comportamenti effeminati, per quanto pochi essi siano, devo dire che la tendenza ad isolare i gay effeminati esiste realmente. Spesso i ragazzi gay sottolineano che il loro comportamento “non è effeminato” e tendono a marcare la distinzione tra omosessualità ed effeminatezza e aggiungono addirittura che a loro non piacciono i ragazzi effeminati, ma qui bisognerebbe distinguere. Non è certo la delicatezza, la finezza nel parlare o il garbo tipico delle persone educate che non piace ai gay... anzi queste cose sono in genere molto apprezzate. Ciò che non piace sono gli atteggiamenti assunti per posa, i comportamenti da prima donna, le frivolezze alla moda. Queste cose non piacciono perché sono il segno di un atteggiamento leggero e di una cura eccessiva dell’esteriorità. Se la diffidenza dei ragazzi gay verso i comportamenti effeminati è letta in questa chiave essa appare decisamente molto ridimensionata. Concludo facendo mia la saggissima esortazione di Karim: “... sempre a testa alta a difendere il nostro onore e se posso dare anche un consiglio a quei ragazzi che criticano sempre quelli effeminati, beh ragazzi siamo tutti nella stessa barca o effeminati o non, siamo sempre gay e dobbiamo rispettarci per quello che siamo, è già difficile andare avanti con questa società poi vi ci mettete anche voi... non mi sembra il caso....”
Se volete dire la vostra in proposito, lasciate qui un commento oppure andare alla discussione GAY ED EFFEMINATEZZA sul FORUM DI PROGETTO GAY
http://progettogay.forumfree.net/?t=25129697

lunedì 11 febbraio 2008

DIALOGO TRA GENITORI E FIGLI GAY

Questo post è dedicato all’avvio di una nuova sezione del forum di Progetto Gay intitolata “GENITORI DI RAGAZZI GAY”:
Tre giorni fa, in tarda serata, mi ha chiamato uno psicologo (particolarmente serio) per discutere con me sulle situazioni di disagio dei ragazzi gay. Anche sa da punti di vista sostanzialmente diversi, le nostre analisi convergevano sull’idea che la grande maggioranza delle situazioni di disagio psicologico dei ragazzi gay non deriva dall’essere gay ma da precedenti situazioni di disagio familiare, aggravate, se mai, dal fatto che un figlio è gay: assenza di dialogo, medicalizzazione del problema, forme più o meno velate di rifiuto... Lo psicologo mi diceva che esistono dei forum per i genitori di ragazzi gay, che in qualche modo favoriscono il dialogo di genitori di ragazzi gay con altri genitori che si trovano nelle stesse situazioni, ma ciò che manca è un forum in cui i genitori possano incontrare ragazzi dell’età dei figli e in cui i ragazzi possano incontrare i genitori di altri ragazzi gay, manca cioè anche in queste situazioni un dialogo tra genitori e fogli che permetta agli uni di capire il punto di vista degli altri e di confrontarsi con loro. E’ in questo senso che Progetto gay intende avviare la nuova sezione del forum: per mettere genitori e figli a confronto in un dialogo reale. L’ambiente di Progetto Gay è totalmente libero da pregiudiziali e mio unico fine è favorire un dialogo vero. In queste situazioni c’è sempre da imparare e nessuno può arrogarsi il diritto di considerarsi portatore di una verità assoluta. Oggi avvio questo strumento di discussione sperando che non cada nel vuoto, nella convinzione, derivata dall’esperienza, che per un ragazzo gay il supporto della famiglia non sia sono utile ma sia di primaria importanza.

venerdì 8 febbraio 2008

SESSO GAY E BUGIE IN CHAT

Ho 17 anni, sono di Torino, vorrei raccontare qui la mia esperienza. Non so se potrà servire ad altri ragazzi ma forse sì... perché se le cose che ho capito adesso le avessi capite qualche anno fa, avrei evitato di perdere una marea di tempo. Sono gay da sempre però diciamo che la cosa m’ha preso in modo molto forte dopo i 16 anni. In pratica prima ci pensavo meno, ma a 16 anni, quando facevo il terzo scientifico la storia di essere gay m’ha preso di brutto, però allora ero troppo ragazzino, ma nemmeno ragazzino, cioè proprio non capivo. A 16 anni tu che pensi? Che i gay sono quelli che fanno certe cose perché io qualche porno su internet l’avevo visto e la fantasia non la fermi più... Cioè mi immaginavo proprio tutte quelle cose che si vedono nei film e mi veniva duro e mi ci masturbavo sopra, come pensando a un mio compagno di classe proprio sexy. Però a parte le fantasie e le seghe io coi ragazzi non ci facevo niente, non c’avevo manco il coraggio di cominciare un mezzo discorso e poi c’avevo paura che mi veniva duro e di non riuscire a controllarmi... quindi ragazzi veri nisba! A casa mia, meglio che lascio perdere, di me se ne sono sempre fregati tutti. Mia madre pensa solo ai soldi, mio padre fuma come un turco che a casa nostra quando ci entro mi fa schifo di entrarci per la puzza di fumo... mio fratello ha 26 anni.... lui c’ha la ragazza e mica si può stare a fare asfissiare da me, che poi a lui i cavoli miei non glieli direi nemmeno ammazzato. Io non sapevo proprio dove sbattere la testa ma io un ragazzo gay lo volevo, ma mica per innamorarmene ma proprio per farci quelle cose che si fanno i gay tra loro. Non sapevo dove andare... sono andato su un sito gay che mi sembrava una cosa seria, però un po’ di foto hard c’erano, ma poco... adesso, se ti vuoi registrare devi dare la mail e questo non è un problema, ne faccio una nuova e uso quella, poi vogliono il profilo e la foto che però non è obbligatoria, la foto mia non ce l’avrei messa mai, una falsa non mi andava di mettercela, quindi niente foto. Mi scelgo un bel nick gay ma non porno, mi metto a meditare su quello che dovevo scrivere nel profilo. Ecco il profilo è questo.
Nome: Marco
Nick: MarcoGay
Località: Torino
età: 23
altezza: 1.82
peso: 71
capelli: biondi
occhi: celesti
Cerco: ragazzo serio sotto i 35 anni scopo amicizia sincera
Le altre voci, quelle relative al sesso non le ho compilate. Solo un dato era falso, l’età, quella vera era 16, ma se ci mettevo 16 non mi registravano. Andavo ogni cinque minuti a guardare se d’erano risposte ma non c’era niente. Poi finalmente ho trovato una risposta. Il cuore mi batteva fortissimo... la mia prima cosa di tipo sessuale!!! Vado a vedere il suo profilo. Eccolo:
Nome: Gianni
Nick: Gianni
Località: Torino
età: 33
altezza: 1.79
peso: 67
capelli: castani
occhi: castani
Cerco: cerco amici gay seri
Anche lui non aveva compilato le voci relative al sesso... C’era solo l’elemento dell’età, mi sembrava troppo vecchio, aveva più del doppio della mia età... però era un ragazzo e mi aveva scritto. Ero eccitatissimo. Era in linea, l’ho chiamato tramite la chat interna del sito ma non mi piaceva per niente e allora gli ho chiesto il contatto msn e lui me l’ha dato... siamo passati su msn... Era simpatico. All’inizio non ha fatto domande, d’altra parte aveva visto il mio profilo, mi sembrava una persona colta sapeva un sacco di cose e io non sapevo che cosa rispondere e rispondevo a monosillabi... e allora per non stare troppo zitti parlava lui e io mi dicevo: “Ma com’è che questo non la butta sul sesso? Ma che gay è questo?”. Ricopio qui un pezzo della conversazione:
- MarcoGay: ma tu di sesso che fai?
- Gianni: in che senso, scusa...
- MarcoGay: cioè sei fidanzato?
- Gianni: ho un ragazzo da anni e ci vogliamo bene
- MarcoGay: ma ci fai anche sesso?
- Gianni: be’ ... certo
- MarcoGay: e che cosa ci fai?
- Gianni: scusa eh... ma che domande mi fai?
- MarcoGay: io non l’ho mai fatto e voglio capire
- Gianni: ti prego, non mi mettere in imbarazzo... non sono abituato a questo tipo di discorsi
- MartcoGay: ma ti vergogni?
- Gianni: ma no... e poi io non ti conosco...
- MarcoGay: vabbe’, se non mi vuoi aiutare
- Gianni: dai su, lasciamo perdere e poi queste cose non sono solo mie ma sono pure del mio ragazzo e non mi va di parlarne
- MarcoGay: però tu su una chat gay il profilo ce l’hai messo
- Gianni: sì ma non per cercare chissà che
- MarcoGay: allora, dai, dimmelo, per favore, che fate?
Insomma più o meno così... Io di me non gli dicevo niente... cioè non è vero, di me gli ho detto solo bugie, gli ho detto che facevo la specialistica di ingegneria civile al Politecnico, però sono cascato male perché lui è ingegnere civile... mi chiedeva un sacco di cose e io non sapevo nemmeno di che cosa stava parlando. Poi mi ha chiesto di me, ma proprio con una delicatezza estrema. Gli ho detto che ero solo, che non avevo mai fatto sesso con nessuno e che non avevo mai avuto un ragazzo, nemmeno così a livello platonico, in certi momenti mi sono pure sfogato un po’ e lui è stato a sentire e mi rispondeva cose che mi piacevano molto. C’aveva più del doppio degli anni miei ma io l’ho pure desiderato, pure se non l’avevo mai visto... assurdo eh? Vabbe’, l’ho messo alle strette per tanto tempo, l’ho proprio torturato, gli ho fatto capire che per me era importante, ecc. ecc., quindi che sarei stato disposto a fare di tutto con lui.
- MarcoGay: senti ti devo dire una cosa importante... ma la sai già
- Gianni: mi sa che la so....
- MarcoGay: allora, ci stai?
- Gianni: dai, non giocare come i ragazzini...
- MarcoGay: ma io dico sul serio...
- Gianni: basta ti prego... se vuoi parlare seriamente, bene, altrimenti è meglio che non ci sentiamo più
- MarcoGay: ma perché mi vuoi umiliare? ma che ti ho fatto?
- Gianni: scusa... non voglio affatto umiliarti... però mi piacerebbe fare un discorso serio, io c’ho provato in tutti i modi ma con te è impossibile...
- MarcoGay: quando fai così ti odio, sei proprio stronzo!
- Gianni: scusami, non ti arrabbiare, mi sono espresso male...
- MartcoGay: ma vatti a fare fottere! Sei proprio uno stronzo!
E ho chiuso la chat. Così l’ho mollato di brutto! Poi però ci sono rimasto di merda e, passata la rabbia del momento, mi è venuta l’idea di dirgli come stavano veramente le cose... mi vergognavo come un ladro, ma Gianni mi mancava alla disperata. Prima ho sperato che mi richiamasse lui ma dopo quattro giorni di ansia tremenda l’ho chiamato io:
- MarcoGay: ascoltami ti prego, non mi chiudere la chat ti dico tutta la verità... Non mi sto per prendere la specialistica in ingegneria civile...
- Gianni: No??
- MarcoGay: no! Tante cose di quelle che ti ho detto sono vere ma questa no!
- Gianni: vabbe’, ma non è un problema così grosso...
- MarcoGay: zitto! Non ho finito... Io non ho 23 anni ma ne ho 16...
- Gianni: mah... mi stai prendendo in giro?
- MarcoGay: no, ti giuro è così...
- Gianni: sono molto perplesso... non so se crederti...
- MarcoGay: ti prego, credimi.... ti giuro che è così!
- Gianni: beh, se quello che dici è vero tante cose mi sono più chiare...
- MartcoGay: cioè, dai, spiegami
- Gianni: be’ un ragazzo di 23 anni non avrebbe mai fatto discorsi come quelli che hai fatto tu
- MarcoGay: vuoi dire che sono stato stupido?
- Gianni: no, tu hai avuto paura di dire la verità e, in genere, non è detto che sia un atteggiamento sbagliato
- MarcoGay: mi prometti una cosa?
- Gianni: che cosa?
- MarcoGay: che non mi molli per quello che ti ho detto...
- Gianni: adesso non ho nessuna intenzione di mollarti, dopotutto il coraggio di dire la verità l’hai trovato e questo vuol dire che per te posso contare qualcosa
- MarcoGay: Grazie! Grazie!!! Garzie!!!
Adesso Gianni lo sento quasi tutti i giorni, è uno serio, ma serio nel senso vero del termine e poi mi vuole bene, lo sento, quando parliamo mi sento sereno, mi ha spiegato tante cose, ma da papà, non come uno sta giocando o che vuole approfittare. Avere un amico gay grande, ma un amico serio come Gianni, per me è stato importantissimo, ho capito tante cose, ma non cose stupide, cose proprio della vita vera dei gay. Un giorno mi ha invitato a casa sua, c’era pure il suo ragazzo che ha 37 anni... mi sono sentito coccolato, loro a me non hanno mai raccontato frottole... Prima io non avrei mai pensato che nel mondo gay ci potessero essere cose così. Adesso io con Gianni ci parlo liberamente anche di sesso e lui mi risponde da pari a pari. Adesso ho imparato che di certe persone mi posso fidare. Ragazzi, ve lo dico perché ci sono passato, se volete costruire qualcosa di serio, prima di tutto dovete essere voi stessi!

CRONACHE DI PROGETTO GAY 9

Ringrazio Just Walter, Patroclo, Javier, Distillato, Ritter, Loki, V87, Claudio, Mario, Lounge71, CioCe, Federico, D (al quale ho dedicato un post), Fabiomatteo e Aster per i loro graditissimi commenti su Progetto Gay.
Ringrazio in particolare Just Walter per il suo commento del 31 Gennaio, che ho molto apprezzato e che è un segno di grande attenzione per Progetto Gay.

Ringrazio alexis_boy per il suo commento del 1° febbraio ad “Amore e odio gay” su Storie Gay.

Ringrazio tutti gli amici del Forum, che hanno voluto onorarci con una loro testimonianza: StevenL, will74, Lounge71, proyou (in modo speciale), federic.88, Javier111, lokiluk, Claudiox86, Aster86 e Survived (vera anima del Forum).

Il 5/2/2008 ho avuto il piacere di sentire in chat Steven un ragazzo 25enne napoletano col quale mi sono trovato benissimo fin dal primo momento, nei giorni successivi ci siamo risentiti per cercare di riorganizzare il Forum. Con Steven si parla seriamente ma si più anche scherzare e questo dà al dialogo un brio tutto particolare.

Il 7/2/2008 ho avuto il piacere di parlare in chat con Pippo, che mi ha contattato tramite C6, una persona di una educazione squisita, non più un ragazzo anche se decisamente più giovane del vostro Progettista. Con Pippo ho parlato a lungo, mi ha aggiunto nella lista degli amici e spero di poterlo risentire presto.

Il 7/2/2008 Gay Niscemese, un ragazzo 24enne col quale avevo avuto qualche contatto tramite commenti sul mio o sul suo blog MSN e tramite mail, mi ha mandato il suo contatto MSN e ne sono stato felicissimo. L’ho aggiunto e ho avuto il piacere di parlare con lui. La conversazione è stata autentica e gradevolissima. Gli auguro di cuore ogni felicità e spero veramente che le cose di cui abbiamo parlato in chat possano risolversi o almeno ridimensionarsi.

Ringrazio in modo speciale Federico con il quale si è stabilita una consuetudine di contatti che apprezzo moltissimo. Sono molto contento che le cose vadano per il meglio. Siccome i nostri orari non coincidono continueremo a sentirci per e-mail.

Ringrazio e abbraccio con affetto sonosempreio col quale ho parlato ieri sera e che mi fa sentire importante quando mi concede la sua stima.

Auguro a Ritter la felicità che merita e incrocio le dita per lui!

Ringrazio con affetto specialissimo Fabiomatteo e Astrer che sento spesso e ai quali devo una fatta considerevole della mia serenità di fondo.

Ringrazio e abbraccio Emanuele col quale ho avuto lunghi e serissimi colloqui in questi giorni.

Ringrazio e abbraccio Loki e gli faccio i miei auguri più sentiti perché possa trovare lavoro al più presto. Ieri mi aveva chiamato ma io stavo per uscire e non abbiamo potuto parlare, ma spero di risentirlo a più presto.

Vi abbraccio, Ragazzi. Vi voglio bene!