Visualizzazione post con etichetta sesso gay e AIDS. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sesso gay e AIDS. Mostra tutti i post

domenica 10 ottobre 2010

ESSERE GAY E RICOMINCIARE

Ciao Project,
ti ricordi di me? Penso di sì, sono Mat, abbiamo parlato a lungo giovedì notte, non l’ultimo giovedì, era il 16 settembre. Avrai pensato che ero fuori di testa perché non c’era nessun motivo perché me la prendesi con te in quel modo. Hai decisamente una calma unica, penso di avere passato di parecchio i confini dell’educazione ma non ti sei arrabbiato. In genere mi mandano a quel paese per molto meno ma tu non lo hai fatto. Ho reagito male perché mi sono sentito punto nel vivo, mi hai detto in pratica che sono un immaturo ed è vero, ma sentirmelo dire mi ha dato immensamente fastidio. Project, io ho fatto una marea di stupidaggini e lo riconosco ma io non ho mai avuto nessuno con cui confrontarmi. Con te sono stato maleducato e pure peggio ma adesso ho capito e ti chiedo scusa ed è una cosa che non faccio mai con nessuno. Mi sono messo in situazioni incredibili come un deficiente e me le sono andate a cercare, ma un ragazzo di 22 anni che può fare? Non si può mica fermare, il sesso è una cosa fondamentale, questo lo sai benissimo anche tu e allora me lo sono andato a cercare, da stupido, va bene, però la colpa non la dare tutta a me. Non è nemmeno giusto che un ragazzo come me ci debba rinunciare, va bene, avrei potuto evitare di andare a cercare nei posti sbagliati ma a me chi me lo ha mai detto che il sesso può anche essere una cosa legata all’amore? Io ancora adesso stento a crederci e non so se ci riuscirò mai. Per me il sesso è sempre stata una cosa diversa da quella che dici tu, una cosa da rubare o da prendersi con la forza o quasi, lo sai, te l’ho raccontato, quello che ho passato quando avevo 14 anni e non me lo scordo più, non voglio cercare giustificazioni, vorrei pure imparare a vedere le cose in un altro modo ma non è per niente facile e poi dove lo trovo io un ragazzo che mi possa volere bene? Gli altri dicono che è difficile per un motivo o per l’altro ma uno come me in un posto come quello dove vivo io non lo vuole nessuno. Io vivo in un posto piccolo dove tutti sanno gli affari tuoi e quello che è successo a me lo sanno tutti. Ti riporto qui un pezzo della conversazione del 16 settembre: “Fai presto tu a dire che devo allontanarmi da qui e andare a vivere in una grande città del nord, ma io dove posso andare? Come mi posso staccare da casa mia? Io non studio, io lavoro e non ho scelta e non solo, io lavoro qui al mio paese e lavoro nel negozio dei miei, io la possibilità di andare via di qua non ce l’ho e non ce l’avrò mai, me la poso sognare, ma per realizzarla ci vogliono possibilità concrete”. Project, nonostante tutto, anche se ero incavolato nero, parlare con te mi ha messo in moto il cervello e due cose te le devo dire (la più importante te la dico per ultima), sono andato a (omissis) e mi sono iscritto a scuola per finire gli studi, l’ho detto ai miei e l’hanno presa bene, però devo pure lavorare il pomeriggio perché serve proprio per casa. Sono andato a scuola dal 5 ottobre. Mi hanno trattato bene. La preside mi ha cercato una classe come si deve e ho ricominciato. Mi sento un po’ vecchio rispetto agli altri ma stringerò i denti. Non so dove andrò a finire e ho una paura matta del futuro. Seconda cosa, la più importante, ho fatto il test ed è negativo, il dottore del centro ha detto che, dati i tempi passati dall’ultimo rapporto, posso stare tranquillo ed è stato anche questo a farmi tornare a scuola. Project, ho pure capito che il 16 settembre ti ho proprio fatto venire l’angoscia, sul momento non lo avevo capito ma dopo ci ho ripensato. Se ti ho fatto stare malissimo allora queste due notizie te le devo dare almeno adesso. Sono stato un animale a non farti sapere subito del test e ti chiedo scusa vergognandomi di me stesso, però adesso ho cercato di rimediare all’errore. Project a cambiare proprio vita ci voglio provare con tutte le mie forze, ma tu che dici, ce la farò? Quando ti avevo mandato la prima mail, dopo avere inviato mi sentivo stupido a credere che una cosa del genere potesse avere un senso ma ho l’impressione che sia stata una delle poche cose intelligenti che ho fatto in vita mia. Quando ho cominciato a scrivere avrei voluto che questa mail rimanesse solo tra noi ma adesso penso esattamente il contrario. Pubblicala senz’altro (magari dopo avere rimesso un po’ a posto i verbi e i congiuntivi). Non ho proprio tempo per chiamarti in chat ma mi farò vivo per email appena posso.
Un abbraccio, Project, t.v.b.
Mat
___________

Che cosa bella Mat!!! Mi sento profondamente felice! Avevo passato effettivamente un pomeriggio di angoscia e poi non ti ho sentito per parecchi giorni e la sensazione di disagio aumentava perché pensavo che avresti fatto il test. Matt!!! Grazie!! Un abbraccio fortissimo!! T.v.b.
Project
__________

Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

mercoledì 18 agosto 2010

SAPERNE DI PIU' SU AIDS E HIV


Progetto Gay non può non partecipare alla diffusione delle norme di prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse e in particolare dell'AIDS. Sono convinto che un'informazione seria possa dare un contributo concreto alla prevenzione dei comportamenti a rischio e alla salvaguardia della salute di tutti, che è un bene di valore inestimabile. Non sono un medico e devo dare la parola a persone ed istituzioni qualificate sotto il profilo scientifico ed operativo. Per questo motivo ho riportato subito sotto il titolo i link a due importanti documenti dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) che fanno il punto su AIDS e HIV in Italia fino al 31/12/2008, e il link al sito HELP AIDS del Servizio Sanitario dell'Emilia Romagna in cui è possibile reperire in modo estremamente chiaro le risposte fondamentali alle questioni concernenti l'AIDS.
Non sottolineerò mai abbastanza l'importanza di questi link.
__________
Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Foum di Progetto Gay:
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=815&start=0

martedì 4 maggio 2010

INCONTRI GAY PERICOLOSI

Questo post è dedicato agli incontri gay pericolosi, si rivolge in primo luogo ai ragazzi più giovani ma anche ai ragazzi più grandi che non hanno una conoscenza reale di ambienti e di situazioni potenzialmente pericolose.

Tra i gay, come tra gli etero, esistono persone che ricercano sesso facile sfruttando tutte le occasioni che la rete può offrire e sono decisamente molte, alcune classiche come le chat erotiche e i siti di incontri, il cui fine dichiarato, in modo più o meno esplicito, è proprio quello di combinare incontri sessuali, altre assai più subdole, che colgono spesso i ragazzi del tutto impreparati.

Cerco di spiegarmi con un esempio. Un ragazzo gay ha un blog o un profilo su facebook nel quale sono contenuti dei suoi dati personali che ne consentono l’identificazione, quel ragazzo pubblica sul suo blog o sul suo profilo dei contenuti che, a un occhio esperto, lo identificano come gay (non è neppure necessario che il discorso sia esplicito). Con una rapida ricerca tramite google per il cacciatore di sesso è facile identificare situazioni simili. Identificato l’obiettivo, in genere tramite una foto, che permette di scartare subito le persone non interessanti, il cacciatore di sesso aggiunge un commento “serio” sul blog del ragazzo o sul suo profilo in modo da stimolare l’interesse della potenziale vittima. Sottolineo che, in linea di massima, il commento aggiunto tende a rispondere alla aspettative della vittima potenziale o a sottolineare l’affinità con la vittima: stesso linguaggio, età molto simile, atteggiamenti emotivi molto simili. Riporto qui di seguito tre messaggi autentici lasciati su blog e profili di ragazzi individuabili come gay da cacciatori di sesso (cioè che si sono dimostrati successivamente cacciatori di sesso):

“Ciao, ho letto il tuo post e mi è venuto da piangere, ma perché dobbiamo stare così male? Non è giusto! Sei un ragazzo così sensibile e devi stare così. A me sono successe le stesse cose. Rapporti con i miei pessimi, traumatici, rapporti con gli amici niente, adesso sono solo e non so dove sbattere la testa. Se ti va di parlare un po’, questo è il mio contatto [omissis].”

“Non so se capita anche a te, ma io ho proprio il bisogno fisico di avere un ragazzo vicino e non ce l’ho, non l’ho mai avuto e mi manca da morire. Hai ragione quando dici che la masturbazione non ti basta più. Voglio anche io un ragazzo vero vicino! Ti prego, contattami.”

“Che bel post! Mi sono stancato pure io di dire sempre bugie, vorrei potere parlare con un ragazzo della mia vita vera, vorrei capire come la vive lui, vorrei innamorarmi, non ce la faccio più di stare solo! Se ti va di parlare io sono qui.”

In questi messaggi si individuano alcuni contenuti subliminali che si possono riassumere così:

1) Sono un ragazzo come te, più o meno della tua età e con problemi del tutto simili ai tuoi
2) Non ho mai avuto un ragazzo (messaggio incoraggiante che tende ad esorcizzare il rischio aids)

Se al primo messaggio segue una risposta da parte del destinatario, nella replica del ragazzo che cerca sesso compare subito o comunque molto presto la domanda: “di dove sei?” (se l’informazione non è deducibile dal blog o dal profilo della vittima) e la richiesta di scambio di foto. Sia la domanda “di dove sei?” che lo scambio di foto servono ad operare una selezione: se la vittima non ha aspetto gradito al cacciatore di sesso o risiede in località molto lontana lo scambio di messaggi è destinato a spegnersi rapidamente, se per caso la vittima risiede nella stessa città del cacciatore di sesso ed ha un aspetto gradevole si passa invece ad un “breve” periodo di contatto in chat, periodo che in genere non eccede la settimana. Se il cacciatore di sesso vede dall’altra parte atteggiamenti molto riservati può decidere di lasciar perdere, se vede invece un interesse reale (se viene richiamato dalla vittima, se la conversazione arriva presto a toccare contenuti esplicitamente anche se moderatamente sessuali) si arriva all’immancabile invito a vedersi di persona. Ovviamente l’invito è proposto per “parlare”, per “bere qualcosa”, per “conoscersi meglio”.

Sottolineo che il cacciatore di sesso non fa riferimenti di carattere sessuale, mette le cose sul piano dell’amicizia, tende a creare un’intimità affettuosa con la vittima ma soprattutto, tende ad “accorciare i tempi degli scambi in chat” e ad andare al più presto ad un incontro faccia a faccia. Riporto qui di seguito un brano di chat tra un cacciatore di sesso 32enne e un ragazzo 16enne (i nomi sono stati cambiati).

32enne scrive - Ciao Marco, tutto ok?
16enne scrive - Ti aspettavo!!
32enne scrive - Beh, che ci sentiamo in chat fa piacere anche a me, anzi proprio tanto …
16enne scrive - Sono contento!!! Ieri notte in pratica sono stato sveglio tutta la notte … e non ti dico perché
32enne scrive - Dai, su, perché?
16enne scrive - Beh ho ripensato a tutto quello che mi hai detto ieri, cioè alla tua storia e al fatto che in effetti quel ragazzo non ti meritava proprio, praticamente ti ha solo illuso
32enne scrive - E sì in un certo senso è proprio così, ma dai, alla fine a me del sesso non me ne importa
proprio niente però mi sono sentito tradito, preso in giro, per me innamorarmi è una cosa seria, i ragazzi che prendono il sesso come un gioco non li sopporto proprio
16enne scrive - Ma sai, non sono tutti come te e di ragazzi che pensano solo al sesso ce ne stanno eccome e un po’ li capisco però, perché alla fine un ragazzo pensa pure a quello, non solo a quello, ma ci pensa eccome
32enne scrive - Beh sì, ok, però alla fine volersi bene è un’altra cosa, magari tu penserai che sono troppo tradizionalista però se ti innamori di un ragazzo lo devi fare seriamente
16enne scrive - Sono d’accordo, però, alla fine il sesso c’è comunque
32enne scrive - Ma tu di dove sei? Perché abbiamo parlato di tutto ma non ce lo siamo detto, io sono di Milano
16enne scrive - Veramente? Pure tu! E di che zona?
32enne scrive - San Siro e tu?
16enne scrive - Io Niguarda. Allora stiamo pure vicini!
32enne scrive - Che ne diresti se ci si vedesse di persona, così, magari per bere qualcosa
16enne scrive - Veramente mi piacerebbe ma non sono abituato ad andare nei locali gay
32enne scrive - Ma quali locali gay! No, io parlo di un bar con una sala da tè. Nei locali gay non ci andrei mai.
16enne scrive - Ah, ok, per me va bene
32enne scrive - Pure stasera?
16enne scrive - Sì, però non facciamo tanto tardi che i miei sono una palla sugli orari, massimo alle undici a casa
32enne scrive - Alle undici sarai a casa sicuro, ti riaccompagno io
16enne scrive - Allora a che ora ci vediamo e dove?
32enne scrive - Se mi dici dove stai vengo a prenderti sotto casa tua
16enne scrive - Io sto [omissis]
32enne scrive - Allora passo alle sei sotto casa tua ok?
16enne scrive - Perfetto!
32enne scrive - Il mio cellulare è [omissis], se mi dai il tuo, in caso di necessità ti posso chiamare
16enne scrive - Ok [omissis] ecco, allora ti aspetto alle sei sotto casa e GRAZIE!!!
32enne scrive – Grazie a te e ci vediamo alle sei. Ciao!
16enne scrive - Ciao!
A parte il fatto che il 32enne è venuto sapere dove abita il 16enne e anche il suo cellulare [attenzione massima prima di dare ad altre persone indirizzi o numeri di telefono, anche di cellulare, che permettano la vostra identificazione!], fin qui in linea teorica nulla lascerebbe pensare che il 32enne sia un cacciatore di sesso. Va sottolineato che quando un cacciatore di sesso si rende conto di avere a che fare con un ragazzo che ha già avuto molte esperienze in genere è più guardingo perché l’altro sa come si sviluppano le cose e anche perché il timore dell’aids trattiene talvolta anche i cacciatori di sesso, specialmente quando avvertono di trovarsi in situazioni potenzialmente pericolose.

Sottolineo che la chat che ho riportato sopra non si conclude con un invito al 16enne da parte del 32enne a vedersi a casa del 32enne perché la cosa sarebbe troppo scoperta e l’invito sarebbe rifiutato, ma con un invito che all’apparenza non ha nulla che possa fare pensare ad un incontro di sesso.

Il 32enne della chat riportata sopra si presenta affettivamente alle 18.00 in punto al luogo dell’appuntamento con una bella macchina pulita e lucidata per l’occasione e per di più elegantemente vestito, ma senza eccessi. Il locale scelto è di medio livello ma il tavolo è decentrato. La conversazione reale si sviluppa più o meno così (il testo è stato ricostruito dal 16enne a distanza di circa due settimane):

32enne scrive - Ma lo sai che sei veramente un bel ragazzo!!
16enne scrive - Ma dai!
32enne scrive - Hai due occhi bellissimi!
In questo momento, sfruttando l’imbarazzo del 16enne, il 32enne avvia il primo contatto fisico, appoggia la gamba a quella del ragazzo, come se la cosa fosse casuale, il ragazzo risponde con un sorriso imbarazzato.
32enne scrive - Se ti dà fastidio la tolgo …
16enne scrive - No, dai, non c’è problema …
32enne scrive - Che bel sorriso che hai! Hai un viso di una dolcezza molto maschile, una cosa rara …
16enne scrive - Ma dai …
32enne scrive - Sei alto, proprio di bella figura, sembri più grande della tua età e hai della mani bellissime
16enne scrive - Ma dai … mi metti in imbarazzo …
32enne scrive - Hai delle labbra bellissime … guardami negli occhi, ecco così, lo sai che si vede l’anima e la tua è bellissima … posso stringerti la mano? Dai ti prego … sotto il tavolo, tanto non ci vede nessuno … ecco … che bello! … dai siediti qui, a fianco a me, ecco … sento il tuo calore … ti voglio baciare, mi mancano le tue labbra sarà bellissimo

Il 32enne si porta la mano del ragazzo sul pene rigido, il ragazzo non toglie la mano, cosa che autorizza il 32enne a tastare il pene del 16enne che ovviamente è totalmente rigido. Ormai il contatto sessuale è stabilito e il 16enne ha manifestato in modo chiaro il suo consenso. Il 32enne non azzarda la proposta di andare a casa sua ma propone di andare in macchina per stare un po’ tranquilli.

32enne scrive - Ti mangerei di baci, ti abbraccerei stretto fino a farti male! Dai adesso stiamocene un po’ tranquilli così ci calmiamo e ce ne possiamo andare un po’ in macchina. Non sei solo bello sei pure sexy! Eh eh! Oh, se ti senti a disagio ti riaccompagno a casa, basta che lo dici …
16enne scrive - Ma dai, non c’è problema, un po’ di imbarazzo c’è perché è la prima volta però è proprio bello, la spinta sessuale la sento fortissima, prima quando mi hai toccato stavo proprio per venire.
32enne scrive - Io adesso penso di essere in condizioni di uscire …
16enne scrive - Io no! aspettiamo ancora un po’, così proprio non posso.
32enne scrive - Ma sei proprio bello!
16enne scrive - Guarda che se fai così qua ci stiamo fino a domani … aspetta va, uso la giacca, dai usciamo così, non penso che si nota …
32enne scrive - No, per niente … queste sono le chiavi tu vai in macchina, io passo alla cassa e vengo
16enne scrive - Ok …

In macchina i contatti sessuali diventano più espliciti. Il cacciatore di sesso non esagera vuole consolidare piano piano il consenso del ragazzo 16enne, si arriva alla masturbazione reciproca, non si va oltre, ma il coinvolgimento sessuale del 16enne è ormai totale ed è il 16enne che propone il sesso orale, il 32enne si fa pregare dicendo “non so se è giusto … ma dai mi sembra troppo … “ ma poi, ovviamente, accetta, il 16enne ha l’impressione di essere lui a guidare il gioco.

A questo punto intervengono le rassicurazioni del 32enne sull’assenza del rischio aids:

32enne scrive - Non avere problemi per l’aids, io sono donatore di sangue e sono controllatissimo e poi io non ho mai avuto un ragazzo e non ho mai fatto sesso con nessuno, quindi puoi stare tranquillo

Ovviamente NON si tratta di un donatore di sangue, perché un ragazzo 32enne che fa sesso al primo incontro con un 16enne non è certo alla sua prima esperienza sessuale ed è estremamente improbabile che un ragazzo che ha una vita sessuale promiscua sia un donatore di sangue, perché su questo punto i centri trasfusionali sono molto attenti ad evitare il più possibile di mettere in circolazione sacche di sangue infetto, quindi o il 32enne mente all’intervista al centro trasfusionale, cosa veramente da criminali più che da incoscienti, o non può diventare donatore. L’unica seria rassicurazione sulla sieronegatività di un ragazzo si può ottenere facendo insieme con lui il test e ripetendolo dopo il periodo finestra (6 mesi o anche meno con i test più recenti e più sensibili). Solo in questo modo si ha la certezza che il test sia stato effettivamente fatto e che i risultati attestano la sieronegatività. Fidarsi delle rassicurazioni di un 32enne che alla prima uscita con un 16enne fa sesso con lui significa mettersi a rischio in modo serio. Il “rischio aids BASSO” relativo ad alcune pratiche sessuali considerate meno pericolose non significa che invece dell’aids, siccome il rischio è basso, si prende il raffreddore, ma solo che è minore la probabilità di infettarsi, ma se ci si infetta si diventa effettivamente sieropositivi con tutto quello che ne consegue. USARE IL CERVELLO IN QUALSIASI CONTATTO SESSUALE SERVE A SALVARSI LA VITA!

Il 16enne, al termine della sua prima esperienza con il 32enne non si sente né depresso né vittima, si sente grande, ha l’impressione di poter portare un ragazzo più grande a fare quello che vuole lui ed è anche soddisfatto di sé, considera quello che ha fatto un’esperienza di amore e di passione e vede il ragazzo 32enne come il suo ragazzo, vorrebbe diventare il centro della vita di quel ragazzo, conoscere ogni cosa della sua vita, in pratica vorrebbe costruire con lui un rapporto di coppia, ma è proprio qui che la cosa va in crisi. Il 32enne ha la sua vita nella quale il 16enne non può e non deve entrare, il 32enne non è disponibile quando vuole il 16enne ma deve essere il 16enne ad essere sempre disponibile quando vuole il 32enne. Di test per l’aids non si deve nemmeno parlare perché la risposta è sempre la stessa: “Te l’ho detto che non c’è nessun rischio!” Meno che mai si potrà vedere il tesserino dei donatori di sangue, si potrà invece vedere il risultato di un test HIV non recente da cui risulta che il 32enne è sieronegativo. Questo però significa una cosa sola e cioè che il 32enne ha avuto in altre situazioni il timore di essere sieropositivo e per questo ha fatto il test, cosa che non rassicura affatto. I ragazzi che non hanno mai avuto rapporti sessuali non hanno ovviamente mai fatto il test per l’HIV, chi lo ha fatto deve avere avuto qualche preoccupazione connessa a rapporti sessuali con molta probabilità a rischio.

Aggiungo una sola considerazione, dopo un rapporto a rischio anche basso, che non significa senza rischio, in genere, interviene la paura dell’aids, paura che PURTROPPO INTERVIENE SEMPRE DOPO E NON PRIMA, e i ragazzi fanno il test, che deve essere ripetuto a distanza di tempo. Tutto questo comunque toglie loro la tranquillità per molto tempo, anche se, per fortuna, non sono frequenti i casi in cui si finisce in sieropositività per un rapporto con una persona di cui non si sa con certezza che è sieronegativa.

Il rapporto tra il 16enne e il 32enne si conclude quando il 16enne si rende conto di essere un diversivo sessuale e nulla più, è allora che intervengono i sensi di frustrazione e di smarrimento e si ha l’impressione di avere buttato via la propria sessualità con una persona che altro non era che un cacciatore di sesso e, se si è trattato della prima esperienza sessuale, un’esperienza del genere condizionerà per un bel po’ la sessualità del 16enne. Ma una cosa va detta: ANCHE SE E’ MEGLIO USARE IL CERVELLO PRIMA E NON DOPO E’ COMUNQUE BENE COMINCIARE AD USARLO!!

CONCLUSIONI
Storie come quella riportata in questo articolo NON HANNO NULLA A CHE VEDERE CON L’AMORE GAY, sono storie squallide di abbordaggio senza scrupoli e di ingenuità, due ingredienti che se messi insieme diventano pericolosi. L’amore gay è una cosa seria e ha bisogno di crescere su una base affettiva vera, non si tratta di provare un’esperienza ma di amare una persona.
________________
Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

lunedì 27 aprile 2009

DIFENDERSI DALL’AIDS

L’argomento di questo post è estremamente importante. Non insisterò mai abbastanza sul fatto che i rapporti sessuali possono essere mezzo di trasmissione di malattie anche gravissime e che DEVONO ESSERE PROTETTI. Facendo espressa eccezione alla regola di Progetto Gay, secondo la quale tutti i materiali pubblicati devono essere originali, pubblico qui di seguito dei testi informativi sulle malattie sessualmente trasmesse e sull’aids tratti dal sito del Ministero della Salute.
____________________
MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE
Nel nostro Paese, in base ai dati disponibili, si valuta che le infezioni sessualmente trasmesse possano essere più di mezzo milione l’anno.
Le MTS sono causate da batteri, funghi, parassiti o virus che si trasmettono da una persona ad un’altra attraverso “i rapporti sessuali non protetti”, siano essi eterosessuali o omosessuali. Quindi fare sesso non protetto con una persona che abbia una MTS (e potrebbe anche non saperlo!) è causa di trasmissione. Le più conosciute sono la Sifilide, la Gonorrea e l’AIDS. Altre MTS molto diffuse sono le infezioni da Herpes genitale, le infezioni da papilloma virus (HPV) e le epatiti virali da HAV, HBV, HCV (epatite A, B, C). Possono essere presenti in una persona senza provocare sintomi particolari, altre provocano ulcere o perdite mucose.
_____________________

Che cos'è l'Aids
La sigla AIDS (Acquired Immune Deficiency Sindrome) significa "Sindrome da Immunodeficienza Acquisita"

Come si trasmette il virus
Il virus si trasmette attraverso:
sangue infetto (stretto e diretto contatto tra ferite aperte e sanguinanti, scambio di siringhe)
rapporti sessuali (vaginali, anali, orogenitali), con persone con Hiv, non protetti dal preservativo
da madre con Hiv a figlio durante la gravidanza, il parto oppure l’allattamento al seno
Sieropositivà all'Hiv e Aids
Essere sieropositivi all'Hiv non significa sempre essere ammalati. La sieropositività è quella condizione in cui viene riscontrata la presenza di anticorpi anti-HIV, ma non sono ancora comparse le infezioni opportunistiche come nell'AIDS.

Come non si trasmette il virus
Il virus non si trasmette attraverso: strette di mano, abbracci, vestiti, baci, saliva, morsi, graffi, tosse, lacrime, sudore, muco, urina e feci bicchieri, posate, piatti, asciugamani e lenzuola punture di insetti. Non si trasmette frequentando: palestre, piscine, docce, saune e gabinetti scuole, asilo e luoghi di lavoro, ristoranti, bar, cinema e locali pubblici, mezzi di trasporto
__________

Il test HIV
Per sapere se si è stati contagiati dall’HIV è sufficiente sottoporsi al test specifico per la ricerca degli anticorpi anti-HIV che si effettua attraverso un normale prelievo di sangue. Il test anti-HIV è in grado di identificare la presenza di anticorpi specifici che l’organismo produce nel caso in cui entra in contatto con questo virus.Se si sono avuti comportamenti a rischio è bene effettuare il test al termine del sesto mese dall’ultimo rischio di contagio (periodo finestra) poiché gli anticorpi anti-HIV possono presentarsi anche entro sei mesi di distanza dall’esposizione al contagio. Bisogna tenere presente che durante il cosiddetto 'periodo finestra' (periodo di tempo che va dal momento del contagio a quello della comparsa degli anticorpi) è comunque possibile trasmettere il virus pur non risultando positivi al test. La Legge italiana (135 del giugno 1990) garantisce che il test sia effettuato solo con il consenso della persona.Il test non è obbligatorio, ma se si sono avuti comportamenti a rischio sarebbe opportuno effettuarlo. Per eseguire il test, nella maggior parte dei servizi, non serve ricetta medica; è gratuito e anonimo.Le persone straniere, anche se prive di permesso di soggiorno, possono effettuare il test alle stesse condizioni del cittadino italiano.Per tutte le coppie che intendono avere un bambino sarebbe opportuno sottoporsi al test per la sicurezza del neonato. Il risultato del test viene comunicato esclusivamente alla persona che lo ha effettuato. Sapere precocemente di essere sieropositivi al test dell’HIV consente di effettuare tempestivamente la terapia farmacologica che permette oggi di migliorare la qualità di vita e vivere più a lungo.
__________

Terapia
Nei paesi occidentali i successi terapeutici contro l'AIDS sono in gran parte dovuti ai risultati ottenuti dalla ricerca scientifica che ha consentito di individuare farmaci dotati di potente attività antivirale. Occorre tuttavia tenere ben presente che le attuali strategie terapeutiche non consentono la guarigione dall'infezione ma permettono di tenerla sotto controllo. Oggi i medici propongono la terapia HAART (terapia antiretrovirale altamente attiva)contro l'infezione da HIV alle persone sieropositive sulla base dei cosiddetti "valori" dei linfociti CD4 (cellule del sistema immunitario) e della carica virale (numero di particelle di HIV nel sangue) che misura la velocità di replicazione dell'infezione. La terapia è in genere composta da più farmaci antiretrovirali che permettono di ridurre la carica virale e migliorare la situazione immunitaria. Il medico potrà spiegare meglio quali sono le varie possibilità terapeutiche, i possibili effetti collaterali, le modalità di assunzione dei farmaci. Per maggiori approfondimenti è possibile consultare il documento "Aggiornamento sulle conoscenze in tema di terapia antiretrovirale - 2005" (pdf, 989 Kb) elaborato dalla Commissione nazionale per la lotta contro l' AIDS - Comitato Scientifico di Progetto del Centro Nazionale per la Prevenzione e il controllo delle malattie, nella seduta di dicembre 2005. Il testo, organizzato in 7 Sezioni per complessive circa 180 pagine, è stato redatto dai maggiori esperti infettivologi, immunologi e virologi della comunità scientifica nazionale affiancati da epidemiologi, operatori di sanità pubblica, psicologi e avvalendosi anche dell’apporto di rappresentanti delle associazioni di pazienti. Tutto il testo è stato revisionato e approvato dalla Commissione Nazionale AIDS sia per quanto riguarda le sezioni redatte da suoi componenti che da esperti associati “esterni”. L’obiettivo, chiaramente esplicitato, è di offrire, a tutti i Centri infettivologici distribuiti nella Penisola, uniformi raccomandazioni di comportamento clinico redatte allo scopo di aiutare i medici e i pazienti a decidere le modalità assistenziali più appropriate in specifiche situazioni cliniche.
__________

FAQ - Telefono Verde Aids: le risposte alle domande più frequenti (fonte ISS)
Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2007

1. Quali accertamenti diagnostici devono essere eseguiti per rilevare l'infezione da HIV?
I test specifici per la ricerca degli anticorpi anti-HIV più diffusi sono il test Elisa e il metodo Western Blot. Il primo viene usato come test preliminare mentre il secondo come test di conferma.
2. E' possibile sottoporsi ad esami e controlli mantenendo l'anonimato?
Si, nella maggior parte dei Centri è possibile mantenere l’anonimato; negli altri Centri, comunque, è strettamente confidenziale. Per Legge, inoltre, (art. 5 - Legge 135 dell’08/06/90) nessuno può essere sottoposto al test HIV senza il proprio consenso ed è vietato rivelare i risultati del test a persone diverse dall'interessato o dai suoi tutori legali.
3. Nelle strutture pubbliche il test è sempre gratuito?
Nelle strutture pubbliche, il test è anonimo, come prevede la Legge 135 del 1990, e gratuito, come specificato dal Decreto ministeriale del 1° Febbraio 1991, che individua le malattie che danno diritto all’esenzione dal ticket. Il Ministero della Salute attiverà nel 2008, in accordo con le Regioni e Province Autonome, il sistema nazionale di sorveglianza delle diagnosi delle nuove infezioni da HIV che permetterà, tra l’altro, di fare il punto sulla corretta applicazione delle norme che garantiscono gratuità e anonimato del test da parte delle Asl. Le persone straniere, anche se prive del permesso di soggiorno, possono effettuare il test alle stesse condizioni del cittadino italiano.
4. Quando è opportuno effettuare il test HIV?
Quando si è corso un rischio di contagio reale (rapporti sessuali non protetti, scambio di siringhe per i tossicodipendenti, scambio diretto di sangue infetto e trasmissione verticale da madre HIV+ a figlio), tenendo presente che devono trascorrere sei mesi (periodo finestra) dall’ultimo comportamento a rischio (tempo necessario all'organismo per sviluppare gli anticorpi specifici contro l'HIV).
5. Quando è inutile ripetere il test HIV?
Quando il test dà esito negativo ed è stato effettuato sei mesi dopo l'ultimo comportamento a rischio.
6. Un risultato positivo è sempre indicativo di infezione da HIV?
Si, se sono stati effettuati gli ulteriori test di conferma (Western Blot).
7. Come si trasmette l'infezione da HIV?
L'infezione da virus HIV si trasmette:
per via sessuale attraverso rapporti di penetrazione vaginale, anale e rapporti oro-genitali non protetti da profilattico o con uso non adeguato dello stesso
per via ematica- attraverso lo scambio di siringhe contaminate (per chi usa sostanze per via endovenosa)- attraverso un contatto diretto tra ferite cutanee, profonde, aperte e sanguinanti- attraverso un contatto diretto tra sangue infetto e mucose, anche integre, durante i rapporti sessuali
per via materno-fetale.

8. Quali liquidi biologici trasmettono il virus?
I liquidi biologici che trasmettono l'infezione da HIV sono: sperma, liquido precoitale, secrezioni vaginali, sangue, latte materno.
9. Perché si considerano a maggiore rischio di infezione i rapporti sessuali di tipo anale?
I rapporti anali sono a maggior rischio perché la mucosa anale è molto fragile ed in tale pratica si possono creare delle microferite che aumentano la possibilità del passaggio del virus.
10. Perché coloro che assumono droghe per via endovenosa sono a rischio per l'infezione da HIV?
Perché generalmente scambiano siringhe non sterili, contenenti sangue infetto.
11. I rapporti sessuali con più partner, non protetti da profilattico, aumentano ancora di più i rischi di infezione da HIV?
Si, se nei rapporti sessuali non si usa correttamente il profilattico.
12. Le prostitute possono trasmettere l'infezione da HIV?
Si, se sono persone che hanno contratto l’HIV. Non esistono categorie a rischio, ma comportamenti a rischio, pertanto le prostitute con l’infezione da HIV possono trasmettere il virus se durante i rapporti sessuali non usano il profilattico. Il virus, infatti, non fa distinzione di sesso, età, religione, razza, condizioni socio-economiche. Se il cliente è sieropositivo e non usa il profilattico durante il rapporto sessuale può trasmettere l’infezione da HIV alla persona che si prostituisce.
13. Le persone contagiate per via ematica possono trasmettere il virus durante i rapporti sessuali?
Si, se non usano correttamente il profilattico.
14. Che cosa rischiano i soggetti sieropositivi e i loro partners continuando ad adottare comportamenti a rischio?
I soggetti sieropositivi che continuano ad avere rapporti non protetti da profilattico, rischiano di infettare altre persone e di essere esposti ad altre malattie infettive.
15. I bambini come possono contrarre l'infezione?
I bambini possono contrarre l'infezione da virus HIV dalla madre sieropositiva durante la gravidanza, al momento del parto e durante l'allattamento. Per questo motivo, attualmente, le donne sieropositive in gravidanza assumono farmaci, partoriscono con il cesareo e evitano l’allattamento al seno. In questo modo si riduce notevolmente il rischio di contagio per il bambino.
16. La persona con HIV mostra segni/sintomi dell'infezione?
No, in quanto lo stato di infezione può mantenersi a lungo senza alcun sintomo.
17. L'infezione da HIV può costituire motivo di discriminazione?
No, perché esiste una Legge (Legge 135 - art.5 dell'8/6/1990) che tutela la persona sieropositiva da discriminazioni di carattere sociale, sanitario, lavorativo etc.
18. Una persona contagiata da HIV o malata di AIDS può essere licenziata per tale motivo?
No, come indica la Legge 135 - art. 5 - dell’8/6/90.
19. Un operatore sanitario può rifiutarsi di assistere un sieropositivo o un malato di AIDS?
No, perché alla persona sieropositiva o malata di AIDS deve essere offerta tutta l'assistenza e la cura necessaria come per qualsiasi altra persona residente sul territorio nazionale.
20. Come si possono eliminare i rischi di contrarre l'infezione da HIV mediante i rapporti sessuali?
Con un uso corretto del profilattico.
21. Il profilattico elimina il rischio di contagio?
Si, se indossato fin dall’inizio del rapporto, per tutta la durata e non si rompe. Per un utilizzo corretto seguire le istruzioni riportate nella confezione.
22. Il profilattico deve essere usato anche per un solo rapporto sessuale?
Si, perché ci si può infettare anche con un solo rapporto sessuale.
23. Si può contrarre oggi l'infezione da HIV mediante una trasfusione di sangue?
E' estremamente raro, poiché dal 1986 il sangue donato viene controllato.
24. Le persone che hanno comportamenti a rischio possono donare il sangue?
No, perché potrebbero essere infette e quindi contagiare altre persone.
25. Il virus HIV può penetrare attraverso la pelle integra?
No, perché la pelle è una protezione, un 'rivestimento', una barriera per il nostro organismo.
26. E' pericoloso vivere nello stesso ambiente di un sieropositivo o di un malato di AIDS?
No, perché la condivisione di ambienti di vita non comporta alcun rischio di contagio.
27. L'infezione da HIV può trasmettersi attraverso il bacio 'profondo'?
No, salvo il caso in cui si abbiano lesioni e sanguinamenti delle mucose orali macroscopicamente visibili.
28. Si può contrarre l'infezione bevendo nello stesso bicchiere o mangiando nello stesso piatto di persone sieropositive?
No, perché la saliva non trasmette questo virus.
29. Le lacrime e il sudore sono in grado di trasmettere il virus da HIV?
No, le lacrime, il sudore, la saliva, l’urina, le feci, il vomito e le secrezioni nasali non trasmettono il virus HIV.
30. Si può contrarre l'infezione usando il rasoio o lo spazzolino da denti di persone sieropositive?
No, perché l'infezione si trasmette attraverso contatto 'diretto' con il sangue infetto. Si consiglia, però, per buona norma igienica, di usare strumenti personali indipendentemente dalla conoscenza dello stato di sieropositività.
31. Si può trasmettere l'infezione attraverso gli strumenti usati dal dentista?
No, perché gli strumenti vengono sterilizzati ad una temperatura elevata che non permette la sopravvivenza di questo virus.
32. Gli insetti e gli animali domestici possono trasmettere il virus HIV?
No, perché non è possibile la trasmissione uomo/animale e viceversa. Questo virus, infatti, si può trasmettere solo da un essere umano infetto ad un altro.
33. Un bambino sieropositivo può contagiare un altro bambino sano?
No, nessun bambino si è mai contagiato nei contatti sociali con un bambino sieropositivo.
34. Quali sono le precauzioni specifiche che il personale scolastico può adottare in caso di sanguinamento da parte di un bambino sieropositivo?
La precauzione da usare, come in tutte le situazioni di contatto con sangue di altre persone, è l’uso di guanti per effettuare la medicazione di ferite e/o tamponare emorragie.
35. Qual è la causa dell’infezione da HIV?
La causa dell’infezione è un virus che dal 1986 è stato denominato Virus dell’Immunodeficienza Umana (Human Immunodeficiency Virus - HIV). Sono stati identificati due tipi principali di HIV, denominati HIV-1 e HIV-2, che sembrano avere caratteristiche patologiche e cliniche simili.
36. Quanti sieropositivi ci sono nel mondo?
Al 31 dicembre 2005 il numero delle persone infette è stimato nell’ordine di 33 - 46 milioni (Report UNAIDS 2006).
37. Quanti casi di AIDS ci sono in Italia?
Dal 1982 al 31 dicembre 2005 i casi di AIDS conclamato in Italia sono 56.076 (forniti dal Reparto di Epidemiologia del Dip. MIPI dell’Istituto Superiore di Sanità).
38. Quanti sieropositivi ci sono in Italia?
Si stimano circa 110.000 – 130.000 persone sieropositive (forniti dal Reparto di Epidemiologia del Dip. MIPI dell’Istituto Superiore di Sanità).
39. Quali farmaci attualmente sono utilizzati per il trattamento delle persone con HIV e con AIDS?
Oggi vengono utilizzate terapie combinate (HAART: High Aggressive Antiretroviral Therapy) che consistono nell’associazione di più farmaci e che consentono sia una migliore qualità della vita sia un prolungamento del periodo di sopravvivenza.
40. A che punto è la ricerca scientifica?
Attualmente la ricerca è orientata a sperimentare nuovi farmaci e vaccini.
41. Che cos’è un vaccino?
Un vaccino è un prodotto che stimola il sistema immunitario a reagire contro un particolare microrganismo. I vaccini sono stati concepiti per la prevenzione delle malattie infettive. La somministrazione di un vaccino induce una risposta immunitaria dell’organismo che determina la protezione della persona vaccinata nei confronti di una o più malattie (nel caso dei vaccini combinati) di origine batterica o virale.I vaccini possono essere costituiti da batteri o virus interi vivi inattivati (uccisi) oppure da frammenti del microrganismo specifico. Questi vaccini, detti inattivati, stimolano la risposta anticorpale, ma non causano la malattia. Esiste un terzo tipo di vaccini prodotto con microrganismi vivi attenuati in grado di indurre una forma asintomatica della malattia e quindi la formazione degli anticorpi specifici.Una caratteristica specifica dei programmi generali di vaccinazione consiste nel fatto di non produrre solo effetti sulla persona che riceve il vaccino, ma su tutta la popolazione riducendo la circolazione dell’agente responsabile di una specifica malattia.
42. Che cosa è un vaccino preventivo?
Un vaccino viene definito preventivo quando ha lo scopo di prevenire un’infezione o una malattia in un individuo sano.
43. Che cosa è un vaccino terapeutico?
Viene definito terapeutico un vaccino somministrato ad una persona già infetta o malata. Esso ha lo scopo di indurre o potenziare la risposta immunitaria specifica per controllare l’evoluzione di una infezione o di una malattia. Un vaccino terapeutico potenzialmente si configura come una ulteriore arma per controllare l’evoluzione di una malattia.
44. Che cos’è un trial clinico?
Trial è una parola inglese che significa “prova”. In italiano si parla di “studio clinico”. I trial clinici vengono effettuati per capire se un nuovo trattamento (somministrazione di un farmaco o vaccino) è applicabile agli esseri umani, se può essere nocivo, se ha o meno effetti collaterali, se è efficace e in quale misura lo è nel contrastare la malattia o prevenire l’infezione e quali sono i dosaggi più opportuni. Quando si sperimenta un nuovo trattamento devono essere superate tre tappe consecutive, definite convenzionalmente fasi I, II e III.Generalmente ogni nuova sostanza in procinto di essere sperimentata sull’uomo è stata prima sottoposta ad un lungo periodo di studio in laboratorio. Successivamente la sostanza viene sperimentata su animali di laboratorio (topo, ratto, coniglio, scimmia). Tale fase viene detta sperimentazione preclinica. Se gli studi effettuati sugli animali dimostrano che la sostanza non è tossica ed è efficace, viene valutata l’opportunità di avviare la fase I di sperimentazione clinica.
45. Che tipo di vaccino è quello basato sulla proteina TAT?
Si tratta di un vaccino contro l’HIV basato sull’utilizzo di una proteina del virus chiamata TAT, che è indispensabile per la replicazione virale. Una serie di motivi rendono la proteina TAT “speciale”. Il primo è che si tratta di una proteina regolatoria del virus, un motore del virus, e non di una proteina strutturale. Questo vuol dire che il vaccino sperimentato dall’Istituto Superiore di Sanità presenta un razionale, cioè un approccio totalmente differente da quello degli altri vaccini sperimentati sinora nel mondo. Questi, infatti, si sono concentrati sulle proteine esterne dell’involucro del virus, allo scopo di ottenere un’immunità sterilizzante, ossia la produzione di anticorpi che bloccano il virus prima che entri nelle cellule, creando una risposta immune contro queste proteine esterne. Il vaccino TAT, al contrario, non è in grado di bloccare l’entrata del virus, ma di bloccarne il funzionamento, di non farlo replicare. In altre parole, la risposta immune contro questa proteina dovrebbe far sì che questa proteina non funzioni più nel virus e quindi che l’infezione diventi abortiva. La funzione preventiva del vaccino TAT deriva proprio dal fatto che riesce a bloccare le prime fasi di replicazione del virus. Quando si viene infettati, infatti, il virus entra nella cellula e inizia un meccanismo di proliferazione di se stesso, per cui produce tante copie di virus che si diffondono nell’organismo. Se si riesce a bloccare questa prima fase, il virus non è più in grado di copiare se stesso. Nella sperimentazioni precliniche, condotte sulle scimmie, è successo esattamente così: il virus è entrato nella cellula (i ricercatori hanno trovato tracce di DNA provirale), ma non c’è stata replicazione, non c’è stata quindi l’evoluzione dell’infezione. Poi, con una serie di indagini nel tempo, è stato possibile osservare addirittura che negli animali non c’era più neanche traccia di virus. Questo significa che nel modello animale il vaccino è riuscito a bloccare l’infezione in fasi così precoci che l’infezione stessa non è riuscita a partire. In una seconda ipotesi, meno efficace, è possibile che il virus riesca ad iniziare un ciclo replicativo, il quale, tuttavia, può essere tenuto sotto controllo da un sistema immune che funziona. I cicli di replicazione virale diventano in questo caso molto più bassi e la malattia rimane sotto controllo. Dati condivisi della letteratura internazionale testimoniano che sono proprio le prime fasi di infezione a stabilire l’evoluzione della malattia. In altre parole, più virus replica nelle fasi di infezione acuta all’inizio, più aumentano le probabilità di procedere verso la malattia in tempi brevi. In questo caso, dunque, si è riusciti, sempre nelle scimmie, a controllare talmente bene il processo replicativo che la malattia è rimasta sotto controllo.
46. Questo vaccino può proteggere dall’infezione da HIV?
Questo vaccino non previene l’infezione, ma potrebbe controllare la replicazione del virus e quindi la progressione e la trasmissione della malattia.
47. Il vaccino TAT può essere sia preventivo che terapeutico?
Sì. Proprio perché questo vaccino potrebbe controllare la replicazione virale, può essere usato sia come vaccino preventivo, bloccando i primi cicli di replicazione del virus e quindi impedendo la sua diffusione all’interno dell’organismo, sia come vaccino terapeutico, bloccando la progressione della malattia in individui sieropositivi.
48. Può essere efficace sugli esseri umani?
Sugli esseri umani non possiamo ancora dirlo, ma sugli animali ha dimostrato la sua efficacia nel modello della scimmia.
49. Quando sarà disponibile in commercio?
Saranno necessari alcuni anni di sperimentazione clinica per accertare che il vaccino sia sicuro ed efficace e che possa essere utilizzato per la prevenzione e la terapia dell’HIV/AIDS. Affinché il vaccino sia commercializzato, la sua efficacia dovrà essere confermata con la sperimentazione clinica di Fase III, e ciò richiederà circa 7-10 anni.
50. Quali sono stati i risultati della sperimentazione clinica di Fase I del vaccino Tat?
Questa prima fase di sperimentazione sull’uomo ha avuto come principale obiettivo la verifica della sicurezza del vaccino Tat, ossia l’assenza di tossicità per l’organismo umano. Il vaccino si è dimostrato sicuro e ben tollerato dai pazienti. Non si è, infatti, avuta alcuna indicazione di tossicità, né si sono verificati eventi avversi significativi, se non locali, relativi all’iniezione stessa, o lievi febbricole, molto frequenti peraltro nelle vaccinazioni. Obiettivo secondario di questa fase di sperimentazione, inoltre, era anche quello di verificare l’immunogenicità del vaccino. Una risposta immune specifica è stata riscontrata sia nei soggetti sani che in quelli sieropositivi. In particolare, nel 100% dei volontari immunizzati si è avuta una risposta umorale positiva, ossia la produzione di anticorpi specifici, sia nel protocollo preventivo che in quello terapeutico. La risposta cellulare, ossia la risposta di cellule specifiche capaci di riconoscere la proteina TAT, è stata indotta nel 93% dei volontari sani (protocollo preventivo) e nell’83% dei volontari sieropositivi (protocollo terapeutico).
51. Come proseguirà la sperimentazione clinica del vaccino Tat?
La sperimentazione clinica del vaccino Tat proseguirà con la realizzazione di studi clinici di Fase II, che saranno condotti su volontari sieronegativi a rischio di infezione (vaccinazione preventiva) e su volontari sieropositivi con o senza terapia (vaccinazione terapeutica).
52. A chi ci si può rivolgere per avere informazioni scientifiche e aggiornate sull’infezione da HIV e sull’AIDS?
Si può telefonare, gratuitamente e in anonimato da qualsiasi parte d’Italia, al Servizio Telefono Verde AIDS (800 861061) dell’Istituto Superiore di Sanità. Ricercatori esperti rispondono ai quesiti posti dal lunedì al venerdì dalle ore 13.00 alle ore 18.00. Ogni anno, in occasione del 1 dicembre, Giornata Mondiale di Lotta contro l’AIDS, il servizio è attivo a partire dalle 10.00 alle 18.00.
___________

Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.gratisforum.tv/viewtopic.php?f=20&...

martedì 8 luglio 2008

DUE RAGAZZI GAY

Ricevo e pubblico questo post. Da questo post si capisce a che profondità spirituale possano arrivare i ragazzi gay e che cosa significhi volersi bene a questo livello. Ringrazio con tutto me stesso l’autore e vorrei che mi sentisse vicino.
_________

Prima X l’ho conosciuto attraverso le parole. Per me erano importanti, mi facevano stare bene e neppure ne capivo il motivo, solo le leggevo e rileggevo. Ho fatto in modo di farmi coraggio e chiedergli il suo msn anche se con una difficoltà incredibile perché per le cose a cui tengo davvero io sono di una timidezza e forse pure di una codardia pazzesca. Parlare con lui mi ha dato così tanto! Lui ha un modo tutto suo di vedere le cose, magari strano e difficile da capire ma riusciva sempre a farmi uscire dalla mia depressione, in un modo o nell’altro mi donava un senso profondo di serenità. Io avevo un macigno dentro qualcosa che mi portavo da anni e che mi toglieva tutto. Non ho mai pensato che avrei mai avuto la forza per dirlo a qualcuno. Invece a X alla fine mi è venuto spontaneo raccontarlo e farlo mi ha fatto stare bene. L’essere gay per me è sempre stata una cosa inaccettabile e mostruosa, ma non i sentimenti solo l’idea del sesso. Io ho una famiglia schifosa. Non interesso a loro, sono sempre stato il classico bagaglio inutile, dopo il loro divorzio sono continuamente sballottato di qua e di là. Niente affetto, nessuna attenzione, nessun dialogo. In realtà è come se non ci fossi, se anche sto fuori casa neppure se ne accorgono e quando sono preso in considerazione è solo per imporre, ordinare, pretendere, offendere o peggio per prendermele. Che da anni sono depresso e da 2 peggio che peggio, tanto che non ho più amicizie, le ho mollate tutte, sono stato bocciato, sto sempre in casa da solo. No, non se ne accorgono. Mi sono sempre sentito solo, da quando ho capito che forse ero pure gay è stato un crescendo. Ma ormai mi ci sono anche abituato, perché sapete quando si vive senza speranza la solitudine non fa più così male. Ma non è questo il macigno. Quello che ho confidato a X è una altra cosa: che quando avevo 14 anni un ragazzo molto più grande di me, che frequentava a volte la compagnia di mia cugina e che tutti sapevano essere gay ha abusato di me. Ecco perché odio il sesso gay. Quando mi sono innamorato per la prima volta 2 anni fa di un ragazzo ho pensato che fosse per quell’abuso. Ho sofferto troppo. Mi sono sentito come se un qualcosa di impuro mi si fosse insinuato dentro. Per me era come un contagio. Una maledizione che mi si appiccicava addosso. Ma ancora non è questa la cosa peggiore. Lo è il fatto che 1 anno e mezzo dopo quello che mi aveva fatto ho scoperto da mia cugina che quel ragazzo era sieropositivo e io sapevo che con me non aveva usato nessuna precauzione. Io lui non l’ho più visto e non ci ho mai potuto parlare per sapere se lo potessi essere divenuto anche io, ma poi non so se avrei mai avuto il coraggio di farlo. Ricordo ancora perfettamente cosa ho provato nello scoprirlo allora. E’ un po’ stato come morire. Avevo in mano il modulo per l’iscrizione a un corso di scrittura creativa a cui tenevo tantissimo ed era stata la prima volte che avevo combattuto tanto per ottenere qualcosa a casa mia, ho cominciato a strapparlo in pezzi sempre più piccoli ed era un po’ come stracciare il mio futuro. Da allora il ghiaccio non mi ha più abbandonato. Ho continuato a vivere ma solo ai margini perché tutto mi faceva soffrire troppo. Il dubbio lo tenevo seppellito dentro di me, il più a fondo possibile, era qualcosa a cui non pensavo mai ma che ad ogni modo se ne stava là e mi avvelenava ogni cosa. Da allora sono sempre stato inconcludente, disfattista e remissivo in tutto. Sentivo gli altri parlare di cosa volevano fare e io non dicevo nulla, non pensavo a nulla. Ultimamente con alcuni mi sono lasciato un po’ trascinare. Ho pensato a cosa avrei voluto fare davvero, ho fatto qualche programma, ad un ragazzo con cui parlavo su msn un giorno ho anche detto che lo sarei andato a trovare questa estate. Un po’ ci credevo, lo speravo ma poi mi passava. Si, in cuor mio era come essere uno già morto. Parlare con X mi ha fatto troppo bene. Lui ha un ragazzo e sono innamoratissimi, lui è felice e realizzato, eppure anche se non mi conosceva per niente, se anche parlare con me era sempre così difficile e penoso credo, mi cercava e se non mi trovava o io non mi facevo trovare perché troppo depresso, mi scriveva comunque anche solo poche parole che però mi facevano sentire che almeno a una persona interessavo veramente. Si X mi dedicava sempre tanto tempo e attenzione, un pensiero costante e sincero, era l’unico a farlo davvero e nel modo più disinteressato possibile, a darmi un po’ di sé e senza ricevere o volere niente in cambio. Ho pensato mille volte che era stranissimo che una persona potesse essere così e per di più con uno come me. Ma lui è speciale e UNICO. Alla fine è riuscito anche a convincermi che dovevo andare a farmi il test. L’ha fatto dicendomi che mi avrebbe accompagnato lui. Ho aspettato di finire la maturità e subito per il giorno dopo ci siamo dati appuntamento tramite msn e mi è venuto a prendere nella città dove vivo. Quando l’ho visto non potevo credere che fosse davvero lui anche se si che era bello si vedeva anche dall’avatar. Perché X è bellissimo ma il punto è che di ragazzi non dico bellissimi ma belli magari ce ne stanno, ma X è una cosa a parte. E poi ha degli occhi incredibili, che uno penserebbe che non possano esistere due occhi così. Nessuno dopo averli guardati anche il più materialista potrebbe mai più poter pensare che non esiste l’anima. Me ne sono innamorato subito. E’ allucinante ma appena l’ho visto non ho più pensato che stavo andando a farmi il test per l’HIV, cioè si lo pensavo ma era una cosa secondaria. Ero troppo preso da lui. Ho subito sentito dei sentimenti bellissimi e per me provarli era una cosa naturale e giusta. E sì, mi attraeva anche fisicamente e tantissimo, per me era davvero troppo imbarazzante ma riuscivo a nasconderlo bene e per la prima volta non mi faceva schifo, era bello e naturale anche quello e andava bene in quel modo. A fare il test siamo andati in una città piuttosto lontana, perché io volevo così, una cosa stupida lo so ma mi faceva sentire più anonimo e sicuro, mi ci ha portato lui in macchina. Io credevo si dovesse andare a digiuno per il prelievo, quando lo ha saputo X ha sorriso e siccome per l’agitazione ero pallidissimo, mi ha detto “Non è che poi mi vai giù vero??”e mentre aspettavamo mi ha tenuto la mano stretta per tutto il tempo, sotto un giornale piegato di lato così non si vedeva e non mi imbarazzavo. Appena uscito dall’ambulatorio mi ha passato un braccio attorno alle spalle e mi ha portato a far colazione. Dopo aver mangiato però al posto di star meglio sono stato malissimo. Mi aveva colpito nel modo più duro l’immagine dell’infermiere che mi faceva il prelievo, i guanti in lattice, il modo in cui stava seduto col busto tutto all’indietro e come mi toccava appena, l’indispensabile, ma soprattutto la visione del mio sangue. Da quel giorno in cui ho saputo, il pensiero del mio sangue mi ha sempre ossessionato. Era un incubo che facevo a volte la notte; il mio sangue che schizzava all’improvviso addosso ai miei compagni di scuola mentre stavo in classe, il terrore del loro sguardo mi rimaneva per tutto il giorno in testa tanto che credevo di vederglielo davvero negli occhi. Io del mio sangue avevo paura e disgusto. E ora che lo avevo visto uscire mi sentivo impazzire. A quel punto sono scoppiato dentro. Ho cominciato a pensare solo all’unica cosa che sentivo reale per me: a cosa potevo aver dentro di me, al fatto che avrei dovuto accompagnarmi a questa cosa estranea e nemica per quello che mi restava, che sarei stato un pericolo, che avrei continuato a stare solo e a rimanerci fino alla fine, che sarei stato tenuto a distanza ma soprattutto che io stesso avrei tenuto tutto e tutti a distanza da me. Per non dover soffrire ancora di più. E questo a soli 19 anni. Niente alle spalle e niente davanti. Uno passa la maturità e dovrebbe cominciare a programmare il suo futuro alla lunga distanza. Nel mio caso sentivo che non aveva più senso, non lo aveva mai avuto per me. X mi guardava fisso ma io non gli dicevo niente e mentre camminavamo mi scostavo e allontanavo sempre più. Lui ad un certo punto mi ha fermato ed abbracciato senza parlare e mi ha abbracciato così tanto tanto stretto! Ho solo detto “Lo sai ho sempre saputo di essere già morto. ” X mi ha scosso forte mi ha fatto pure male e mi ha detto “Non dire stupidaggini!! Se anche fosse la vita non finisce per questo. Cambia solo.“ Non so per quanto tempo mi ha tenuto abbracciato, io volevo piangere ma non ci riuscivo ed è bizzarro perché sono troppi anni che piango ogni singolo fottuto giorno, eppure in quel momento ero secco e quel secco mi faceva troppo male. Ma a un certo punto ho cominciato a sentire il corpo di X, il suo respiro contro di me, il suo calore, il suo odore. Ho trattenuto il fiato e mi sono concentrato sul battito del suo cuore a sentirlo con l’orecchio ma anche con la pelle. Ho provato uno struggimento inesprimibile che mi saliva dallo stomaco, una cosa così bella e intensa che quasi faceva male e poi, insomma ho avuto una erezione. Seppure continuassi a sentire di essere sieropositivo, sentivo anche e con più forza di desiderare X con tutto me stesso e sentivo che ero disposto a tutto pur di averlo vicino a me, anche ad essere sieropositivo. Lo so sembra assurdo ma io in questi tre mesi ho scoperto che è la vita vera ad essere assurda non quella immaginata. Ho cercato di scostarmi era una cosa troppo imbarazzante e poi ho pensato che giustamente se la potesse prendere a male. Ma lui non me l’ha permesso anzi mi ha detto “Lo vedi? Il tuo corpo sa di essere vivo e di volerlo rimanere.” Siamo rimasti ancora abbracciati è passata qualche persona che ci guardava male, qualcuno deve anche aver detto qualcosa. A me non importava per niente sarei voluto rimanere così per sempre. X mi lasciato ad un certo punto e io mi sono sentito un gran vuoto dentro, allora mi è venuto spontaneo dirgli che il suo ragazzo è la persona più fortunata sulla terra, è arrossito, ha sorriso e ha detto “Credimi sono io ad essere quello fortunato ad avere lui.” Ho pensato che mi avrebbe riaccompagnato indietro, alla fin fine quello che dovevo fare lo avevo fatto invece X è voluto comunque rimanere con me. Abbiamo girato per la città, non abbiamo parlato un granché ma abbiamo camminato semplicemente, ogni tanto ci sedevamo da qualche parte. Siamo andati a pranzo ma io avevo lo stomaco chiuso per lui anche se gli ho mentito e ho detto che era ancora per il test. X è così bello che non smetteresti mai di guardarlo, ha un sorriso di luce continuo negli occhi e poi è dolce e affettuoso nelle parole ma anche tanto nei gesti in un modo che ti fa sentire protetto e caldo dentro. Mentre eravamo in giro mi mostrava spesso delle cose che io non avrei mai visto da solo e mi sorprendeva e commuoveva per questo modo che ha tutto suo di guardare il mondo ed essere felice per certe cose che non interessano mai a nessuno. Ogni tanto aveva un gesto verso di me molto dolce come uno sfiorarmi il braccio o una lieve stretta della mano, una comunicazione a parte con cui mi faceva capire che lui c’era. La sera mi ha riaccompagnato al posto dove ci eravamo dati appuntamento. Io ero tutto scombussolato, X mi ha detto che sarebbe venuto di nuovo con me a prendere il risultato del test, perché te lo danno dopo pochi giorni e te lo devi andare a prendere di persona. Io mi sentivo tristissimo con quel senso di vuoto che diventava sempre più grande. X mi ha guardato era teso, preoccupato e ha detto “Tutto apposto?”. Allora ho pensato quanto tutto quello gli potesse fare male. Gli avevo incollato addosso settimane e settimane di angoscia e depressione, le mie, e lui non se ne era mai sottratto anzi, ma una creatura meravigliosa come lui non se ne meritava neppure la miliardesima parte. Mi sono sentito meschino ed egoista nel peggiore dei modi. Mi sono sforzato di dirgli che andava tutto bene, che stavo meglio ma lui si vedeva bene che non ci credeva per niente. Ci siamo comunque salutati e nel farlo mi ha dato un bacio leggero sulla bocca. E’ stato un bacio di una dolcezza bellissima, non aveva nessuna valenza sessuale, ha solo detto quello che nessuna parola poteva spiegare. Che lui non aveva paura di me anche se potevo essere sieropositivo e la disponibilità, l’affetto e il calore di una vera amicizia da lui lo avrei avuto comunque. Nessuno mi ha mai dato in vita qualcosa di più bello. Quel bacio mi ha riempito totalmente l’anima, credo che quella sensazione me la porterò per sempre dentro. In quel momento così come ora penso che almeno una cosa bellissima ce l’ho e nessuno me la può togliere, sarà mia fino alla fine.

___________

Un annuncio importantissimo: La storia cui si riferisce il post che avete appena letto si è conclusa felicemente. Ho ricevuto la bellissima notizia alle ore 19.15 del 7/7/2008 e mi sono messo a piangere di gioia! Abbraccio con tutta la mia forza i protagonisti di quella storia, che sono due ragazzi splendidi ai quali voglio un mondo di bene. La loro felicità oggi è profondissima e ne hanno resi partecipi tutti noi. VI VOGLIO BENE RAGAZZI!!! OGGI E’ UNO DEI GIORNI PIU’ BELLI DELLA MIA VITA!!!

Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta sel Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=29732721

martedì 6 maggio 2008

GAY E MALATTIE SESSUALMENTE TARSMESSE

Questo post è dedicato a tutti coloro che hanno o possono avere comportamenti sessuali a rischio, in particolare ai ragazzi più giovani che si apprestano a vivere la loro sessualità attraverso rapporti con altre persone e non solo attraverso la masturbazione.

CHE COSA SONO LE MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE

Le malattie sessualmente trasmesse (che un tempo si chiamavano “venéree”) sono malattie infettive, trasmesse o diffuse principalmente per contagio diretto in occasione di attività sessuali.

Sono in genere causate dalla trasmissione di batteri, virus, parassiti o funghi che passano da un corpo all'altro attraverso il contatto delle mucose genitali o con liquidi organici infetti, come sperma, secrezioni che precedono l’eiaculazione, secrezioni vaginali e, per alcune malattie, anche la saliva.

Queste malattie si trasmettono essenzialmente attraverso attività sessuali ma non colpiscono non solo gli organi genitali ma anche altri organi e in alcuni casi possono portare alla morte o a lezioni e menomazioni permanenti gravi.

Nel passato, ma purtroppo anche ai nostri giorni, le malattie sessualmente trasmesse sono state considerate il segno di comportamenti moralmente riprovevoli e, a causa di questo atteggiamento moralistico, ancora oggi si preferisce talvolta curarle di nascosto e senza ricorrere ai presidi sanitari idonei e si tende a non riservare alle campagne di prevenzione lo spazio che esse dovrebbero avere.

La lotta contro queste malattie si svolge in due modi complementari:

1) rendendo praticamente facile e non imbarazzante dotarsi dei mezzi meccanici di prevenzione come il profilattico,

2) combattere cause di ostacolo alla prevenzione ed alla cura sia in termini di psicologia individuale della persona a rischio che in termini di morale generale, nell'intento di abbattere il pregiudizio e di avvicinare con maggiore naturalezza il paziente al medico per favorire la prevenzione, la diagnosi precoce e la terapia, oltre che per arginare l'ulteriore espansione della patologia.

Le più frequenti malattie trasmissibili sessualmente sono, secondo l'eziologia (la causa):

Malattie dovute a batteri

1) Gonorrea (Blenorragia)

2) Sifilide

Micoplasmi

1) Chlamydia thachomatis, la più diffusa in Nord America, ma che anche da noi in Europa sta aumentando di incidenza. È molto importante perché può rapidamente portare a infertilità e dare una infiammazione pelvica acuta, molto grave.

2) Ureaplasma urealyticum.

3) Mycoplasma genitalis e M. hominis.

Protozoi

1) Trichomonas vaginalis

Virus

1) AIDS, dovuta a infezione da HIV

2) Virus del papilloma umano o HPV che può dare, a seconda del sierotipo, condilomi o essere causa diretta del carcinoma, come lo sono gli HPV 16 e 18

3) HSV (virus dell’Herpes simplex) 1 e 2, e i virus erpetici

4) Virus dell’Epatite C e virus dell’Epatite B che non sono malattie prettamente della sfera sessuale ma sono comunque trasmissibili per via sessuale.

COME CI SI DIFENDE DALLE MALATTIE SESSUALEMNTE TRASMESSE

Dalle malattie sessualmente trasmesse ci si difende attraverso l’uso sistematico del preservativo (detto anche profilattico o condom). Il preservativo deve essere indossato correttamente e al momento di toglierlo è bene usare guanti di gomma (in particolare se si presuppone che ci sia un rischio) e comunque evitando il contatto con lo sperma del partner. Il profilattico usato deve essere gettato via subito. Il profilattico non azzera il rischio di trasmissione di malattie sessualmente trasmesse ma lo riduce moltissimo. Come è evidente, i rischi della malattie sessualmente trasmesse aumentano attraverso quelle pratiche sessuali che comportano contatto diretto tra lo sperma o le secrezioni che precedono l’eiaculazione di un individuo e le mucose dell’altro individuo. In questo senso, il sesso anale non protetto è in assoluto la pratica sessuale più rischiosa. Molti ragazzi considerano l’uso del preservativo assolutamente scomodo e non naturale, ne lamentano la fastidiosità che farebbe perdere gradevolezza al contatto sessuale in termini di spontaneità e di immediatezza delle sensazioni. Questi ragazzi devono però tenere presente che il rischio che si corre non usando il preservativo non è il rischio di prendere un raffreddore ma il rischio di perdere la vita. Tanto dovrebbe bastare a fare accettare l’idea dell’uso sistematico del preservativo ad ogni persona intelligente.

AFFERMAZIONI IRRESPOSNABILI A PROPOSITO DEL PRESERVTIVO

Riporto qui di seguito alcune affermazioni irresponsabili a proposito dell’uso del preservativo:

a) “Vabbe’, lo metto sempre ma per una volta non succede niente”

b) “Io del mio ragazzo mi fido”

c) “Mi ha detto che non ha problemi del genere e che posso stare sicuro”

d) “Quell’affare mi dà fastidio, non lo sopporto”

e) “Ma se gli dico che senza il profilattico non lo faccio vuol dire che non mi fido di lui”

I GAY E LA VERA PREVENZIONE

La prevenzione vera delle malattie sessualmente trasmesse è una questione educativa di fondo. Anche l’uso del preservativo viene da un’educazione corretta, tuttavia l’educazione alla prevenzione, che fa appello al senso di responsabilità individuale, mira anche a questioni più complesse e più generali e intende innanzitutto:

a) Rendere i ragazzi consapevoli del fatto che l’attività sessuale deve essere intesa come una cosa seria, capace di confermare un rapporto interpersonale forte preesistente e deve avere una base affettiva autentica. In altri termini: il sesso non è un gioco e la sessualità a due è diversissima dalla masturbazione individuale nella quale non si corre in nessun caso alcun rischio.

b) Far comprendere che l’irresponsabilità dovuta alla furia e alla pulsione sessuale di un momento può portare a conseguenza gravissime.

c) Far comprendere che chiedere a un altro ragazzo di fare “entrambi” un test per l’HIV e per altre malattie sessualmente trasmesse è un segno di responsabilità e di affidabilità e che chi rifiuta il test prima di fare sesso o solleva questioni pretestuose non ama certamente l’altro ragazzo nel senso serio del termine.

d) Fare comprendere che dopo il test HIV negativo ed altri test per le malattie sessualmente trasmesse (compresa l’epatite) negativi, è possibile un contatto sessuale anche non protetto e in condizioni di sicurezza, in una situazione in cui non ci sono preoccupazioni di fondo a poter compromettere il coinvolgimento sessuale ed emotivo più autentico.

e) Fare capire che la salute è un valore assolutamente prioritario rispetto a qualunque altro e che un comportamento prudente è un segno d’amore e non di disinteresse.

PROGETTO GAY E LA PREVENZIONE

Progetto Gay si rivolge a ragazzi gay per i quali la sessualità non è una questione teorica ma una questione di vita pratica. È per questo che mi rivolgo a tutti i ragazzi che leggeranno questo post, per dire loro nel modo più forte possibile di tenere sempre comportamenti responsabili perché il bene della vita è troppo importante. Per vivere bene la sessualità ci vuole soprattutto equilibrio e senso di responsabilità.


Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=27680544

giovedì 1 maggio 2008

SESSO GAY E PREVENZIONE

Carissimi Ragazzi,

oggi in chat mi è capitato di venire a contatto con situazioni connesse alla sieropositività e all’AIDS. Confesso che mi sono sentito totalmente inadeguato, spiazzato come non mai. Sono abituato da sempre a parlare con ragazzi gay di tutte le età di tutte le possibili condizioni, studenti e ragazzi già in attività di lavoro, ragazzi che vivono come single o in coppia, ecc. ecc., ma, vi giuro che venire a contatto con i problemi della sieropositività mi ha messo in crisi. Avevo sempre cercato di rimuovere queste cose e di allontanarle in uno sfondo lontanissimo ma queste cose esistono e parlarne qui è un dovere assolutamente prioritario. L’AIDS esiste, la sieropositività esiste e la prevenzione è una cosa assolutamente fondamentale.

Voglio portare che mi legge a riflettere su un punto importantissimo: la prudenza nell’attività sessuale non è un di più ma è essenziale per evitare di correre rischi gravissimi la cui terribile concretezza purtroppo si percepisce spesso soltanto quando ci si trova di fronte alle conseguenza pesantissime della propria imprudenza.

L’uso del preservativo serve a proteggersi e a proteggere il nostro partner da eventuali rischi di cui potremmo non essere a conoscenza.

Il tradimento, nell’ambito di una coppia omosessuale (ma anche nell’ambito di una coppia eterosessuale) può portare alla diffusione dell’AIDS e può portare a distruggere la vita propria e la vita di colui che si ama. L’uso del PRESEVATIVO, pur non sicuro al 100%, abbassa nettamente il rischio. L’uso del preservativo nei rapporti sessuali è una garanzia irrinunciabile per la salute. Solo quando si ha una certezza reciproca assoluta, legata a una totale confidenza nel proprio partner e dopo aver fatto il test dell’HIV e delle più comuni malattie sessualmente trasmesse è pensabile avere rapporti non protetti.

Ragazzi! Cervello in testa e comportamenti responsabili vi possono mettere al riparo da rischi enormi.

Non insisterò mai abbastanza sul fatto che il sesso può essere una cosa meravigliosa ma, se fatto in modo irresponsabile, può essere l’origine di autentici disastri. Quindi: prudenza e sesso protetto! Non lo sto solo dicendo, lo sto strillando perché è una cosa troppo importante.

Non sono un medico, ad ogni buon fine riporto qui di seguito il link alla pagina del sito del Ministero della Salute concernente HIV e AIDS:

http://www.ministerosalute.it/hiv/hiv.jsp

Ragazzi, mi raccomando, cervello in testa!

Un abbraccio!

Il vostro GayProject

Se volete, potete partecipare alla discussione su questo messaggio aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogay.forumfree.net/?t=27593252