Ho scoperto da poco il forum e mi è piaciuto, mi sembra fatto bene e quello che dici lo riscontro molte volte in me stesso, però c’è una cosa sulla quale mi sento parecchio lontano. Non che non mi piaccia quello che scrivi, solo che non mi sembra affatto realistico. Provo a spiegarmi meglio. Tu parli di amore gay, anzi di Amore Gay, e mi sta bene, solo che sono concetti astratti che ho finito per mettere fa parte. Non sono più giovanissimo, ho passato i 35 e ho fatto le mie esperienze, alcune serie altre meno, ma sono tutte finite e non le rimpiango, almeno non le rimpiango per come sono state veramente, magari potrei rimpiangerle per come avrebbero potuto essere, ma anche qui siamo sempre nel regno della fantasia. Mi innamorerò ancora? Penso proprio di no! Esco da una storia “seria” perché lo era, una storia durata 5 anni. Anni di ansia, di attese, di illusioni e disillusioni e poi di sostanziali delusioni. Non ce l’ho col mio ex, che era, tutto sommato, un bravo ragazzo, forse troppo diverso da me, o forse non eravamo una coppia bene assortita. A lui il sesso non interessava più di tanto, a me forse interessava di più, ma il punto non è nemmeno questo. Io avrei voluto che si andasse a vivere insieme, e si poteva farlo, ma lui non ha voluto perché “sarebbe stato come mettersi in piazza”, così diceva. Ma a un certo punto, se sei gay, se stai non dico bene ma passabilmente col tuo ragazzo, bisognerà pure farlo un passo avanti! Ci si vedeva sempre di nascosto, a casa sua non ha voluto mai portarmi. Lui non aveva programmi sul nostro futuro, per lui poteva andare avanti così all’infinito, ma io avrei voluto altro, avrei voluto costruire qualcosa che fosse un po’ come una famiglia, noi due soli, ma in un posto nostro, insomma uno ha le sue esigenze anche di privacy, anche di intimità. Io sarei stato disposto a mettermi a rischio, lui non ha voluto perché diceva che sul lavoro si sarebbe messo nei guai. Ha un lavoro importante ed è anche un personaggio abbastanza in vista. Beh, lui si è fatto i calcoli, su un piatto della bilancia c’ero io e sull’altro c’era il lavoro e tutto il resto, e ha deciso che doveva sacrificare me. Per lui doveva continuare tutto come prima, io potevo essere il contorno serale del suo piatto forte che era quello del lavoro. Come contorno potevo andare bene, come piatto unico no! E quindi, senza troppi complimenti mi ha presentato l’alternativa: o così o la finiamo qui. Negli ultimi tempi avevo capito che sarebbe andata a finire così e non ho fatto troppa fatica a dirgli: “Ok, allora vado, ciao!” Le storie precedenti, se devo dire la verità, mi hanno lasciato molto poco, sia nel bene che nel male. A distanza di anni non c’è rimasto più nulla. Con un solo ragazzo mi è rimasto qualche rimpianto. Con lui sono stato io a tagliare i ponti e penso di aver fatto male sia per lui che per me, perché forse era veramente diverso dagli altri. In pratica è l’unico ragazzo che ho rivisto qualche volta anche dopo. Adesso ha una storia sua da anni ma non ne so praticamente più niente. Ma ha un senso cercarsi un ragazzo? A parte il fatto che i gay sono pochi, anche tra quei pochi è difficilissimo trovarne uno che vada bene. Ho qualche amico, ma solo amico, anzi i miei amici sono ragazzi che non mi piacciono fisicamente, quindi nessuna paura di innamoramenti impossibili. Loro mi dicono: ma per il sesso come fai? Ma ci sono i porno, che almeno non mettono illusioni per la testa e rispetto alle avventure tipo “una botta e via” almeno non sono pericolosi per la salute. E poi a quasi 36 anni… beh che dovrei fare? Dovrei perdere la testa appresso a qualcuno? Per poi rompermela contro un muro di egoismo e di stupidità? No! Ne faccio volentieri a meno. Non chiudo le porte a nulla, se qualcosa mi dovesse capitare, ben venga, ma certo non mi metterò a caccia di ragazzi. Quella fase è finita. La pornografia è un’alternativa alla vita reale, una cosa non impegnativa, più leggera, in cui stai solo con te stesso, il che, dopo che uno ha provato tante altre cose, alla fine si dimostra niente affatto una cosa stupida. Io mi sono abituato, da ragazzo, a pensare che un gay dovesse solo nascondersi, e ho evitato quelli che volavano uscire allo scoperto, poi, piano piano ho cominciato a pensare anche io che prima o poi un gay, o una coppia gay devono uscire allo scoperto, almeno andando a convivere e allora ho finito per evitare quelli che pensavano come io pensavo prima. In pratica, questi problemi hanno pesato tantissimo per me. La vita è uno schifo, Project, un continuo essere presi e anche prendere gli altri per i fondelli, manca proprio un momento di dialogo vero. Ognuno ha in mente il suo progetto da realizzare e dell’altro non gliene frega niente, mi sono comportato così anche io, ma adesso sono stufo di andare avanti così. Voglio tornare ad essere solo, almeno senza un compagno più o meno stabile. Non andrei a cercare partner per un’avventura di una sera, queste cose non mi interessano, forse mi interesserebbero, ma ho troppa paura dell’aids per buttarmi in cose del genere, molto meglio la vecchia, sana pornografia, presa pure a piccole dosi. Ieri un mio amico mi ha chiesto che cosa penso delle coppie gay e io gli ho risposto con un sorriso scettico, lui mi ha guardato e mi ha detto: “Ah! Ho capito!” Voleva essere incoraggiato da me! Non mi stava facendo la dichiarazione, voleva solo essere incoraggiato a buttarsi con tutte le scarpe in una nuova avventura della quale però non mi sembrava essere troppo entusiasta. E poi non è nemmeno un problema gay, per gli etero è pure peggio. Non capisco proprio il senso del voler stare insieme per forza. Capisco per mettere al mondo i figli e, al limite, per crescerli, ma se non ci sono figli, perché questa mania di mettersi insieme? Ognuno a casa sua, anche casa da single, ma niente di più, così quando poi ci si vede c’è un po’ più di entusiasmo, ma la parodia gay della famiglia del mulino bianco no! Proprio no!
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lunedì 16 febbraio 2015
UN GAY CHE VUOLE TORNARE SINGLE
Ciao Project,
Ho scoperto da poco il forum e mi è piaciuto, mi sembra fatto bene e quello che dici lo riscontro molte volte in me stesso, però c’è una cosa sulla quale mi sento parecchio lontano. Non che non mi piaccia quello che scrivi, solo che non mi sembra affatto realistico. Provo a spiegarmi meglio. Tu parli di amore gay, anzi di Amore Gay, e mi sta bene, solo che sono concetti astratti che ho finito per mettere fa parte. Non sono più giovanissimo, ho passato i 35 e ho fatto le mie esperienze, alcune serie altre meno, ma sono tutte finite e non le rimpiango, almeno non le rimpiango per come sono state veramente, magari potrei rimpiangerle per come avrebbero potuto essere, ma anche qui siamo sempre nel regno della fantasia. Mi innamorerò ancora? Penso proprio di no! Esco da una storia “seria” perché lo era, una storia durata 5 anni. Anni di ansia, di attese, di illusioni e disillusioni e poi di sostanziali delusioni. Non ce l’ho col mio ex, che era, tutto sommato, un bravo ragazzo, forse troppo diverso da me, o forse non eravamo una coppia bene assortita. A lui il sesso non interessava più di tanto, a me forse interessava di più, ma il punto non è nemmeno questo. Io avrei voluto che si andasse a vivere insieme, e si poteva farlo, ma lui non ha voluto perché “sarebbe stato come mettersi in piazza”, così diceva. Ma a un certo punto, se sei gay, se stai non dico bene ma passabilmente col tuo ragazzo, bisognerà pure farlo un passo avanti! Ci si vedeva sempre di nascosto, a casa sua non ha voluto mai portarmi. Lui non aveva programmi sul nostro futuro, per lui poteva andare avanti così all’infinito, ma io avrei voluto altro, avrei voluto costruire qualcosa che fosse un po’ come una famiglia, noi due soli, ma in un posto nostro, insomma uno ha le sue esigenze anche di privacy, anche di intimità. Io sarei stato disposto a mettermi a rischio, lui non ha voluto perché diceva che sul lavoro si sarebbe messo nei guai. Ha un lavoro importante ed è anche un personaggio abbastanza in vista. Beh, lui si è fatto i calcoli, su un piatto della bilancia c’ero io e sull’altro c’era il lavoro e tutto il resto, e ha deciso che doveva sacrificare me. Per lui doveva continuare tutto come prima, io potevo essere il contorno serale del suo piatto forte che era quello del lavoro. Come contorno potevo andare bene, come piatto unico no! E quindi, senza troppi complimenti mi ha presentato l’alternativa: o così o la finiamo qui. Negli ultimi tempi avevo capito che sarebbe andata a finire così e non ho fatto troppa fatica a dirgli: “Ok, allora vado, ciao!” Le storie precedenti, se devo dire la verità, mi hanno lasciato molto poco, sia nel bene che nel male. A distanza di anni non c’è rimasto più nulla. Con un solo ragazzo mi è rimasto qualche rimpianto. Con lui sono stato io a tagliare i ponti e penso di aver fatto male sia per lui che per me, perché forse era veramente diverso dagli altri. In pratica è l’unico ragazzo che ho rivisto qualche volta anche dopo. Adesso ha una storia sua da anni ma non ne so praticamente più niente. Ma ha un senso cercarsi un ragazzo? A parte il fatto che i gay sono pochi, anche tra quei pochi è difficilissimo trovarne uno che vada bene. Ho qualche amico, ma solo amico, anzi i miei amici sono ragazzi che non mi piacciono fisicamente, quindi nessuna paura di innamoramenti impossibili. Loro mi dicono: ma per il sesso come fai? Ma ci sono i porno, che almeno non mettono illusioni per la testa e rispetto alle avventure tipo “una botta e via” almeno non sono pericolosi per la salute. E poi a quasi 36 anni… beh che dovrei fare? Dovrei perdere la testa appresso a qualcuno? Per poi rompermela contro un muro di egoismo e di stupidità? No! Ne faccio volentieri a meno. Non chiudo le porte a nulla, se qualcosa mi dovesse capitare, ben venga, ma certo non mi metterò a caccia di ragazzi. Quella fase è finita. La pornografia è un’alternativa alla vita reale, una cosa non impegnativa, più leggera, in cui stai solo con te stesso, il che, dopo che uno ha provato tante altre cose, alla fine si dimostra niente affatto una cosa stupida. Io mi sono abituato, da ragazzo, a pensare che un gay dovesse solo nascondersi, e ho evitato quelli che volavano uscire allo scoperto, poi, piano piano ho cominciato a pensare anche io che prima o poi un gay, o una coppia gay devono uscire allo scoperto, almeno andando a convivere e allora ho finito per evitare quelli che pensavano come io pensavo prima. In pratica, questi problemi hanno pesato tantissimo per me. La vita è uno schifo, Project, un continuo essere presi e anche prendere gli altri per i fondelli, manca proprio un momento di dialogo vero. Ognuno ha in mente il suo progetto da realizzare e dell’altro non gliene frega niente, mi sono comportato così anche io, ma adesso sono stufo di andare avanti così. Voglio tornare ad essere solo, almeno senza un compagno più o meno stabile. Non andrei a cercare partner per un’avventura di una sera, queste cose non mi interessano, forse mi interesserebbero, ma ho troppa paura dell’aids per buttarmi in cose del genere, molto meglio la vecchia, sana pornografia, presa pure a piccole dosi. Ieri un mio amico mi ha chiesto che cosa penso delle coppie gay e io gli ho risposto con un sorriso scettico, lui mi ha guardato e mi ha detto: “Ah! Ho capito!” Voleva essere incoraggiato da me! Non mi stava facendo la dichiarazione, voleva solo essere incoraggiato a buttarsi con tutte le scarpe in una nuova avventura della quale però non mi sembrava essere troppo entusiasta. E poi non è nemmeno un problema gay, per gli etero è pure peggio. Non capisco proprio il senso del voler stare insieme per forza. Capisco per mettere al mondo i figli e, al limite, per crescerli, ma se non ci sono figli, perché questa mania di mettersi insieme? Ognuno a casa sua, anche casa da single, ma niente di più, così quando poi ci si vede c’è un po’ più di entusiasmo, ma la parodia gay della famiglia del mulino bianco no! Proprio no!
Ho scoperto da poco il forum e mi è piaciuto, mi sembra fatto bene e quello che dici lo riscontro molte volte in me stesso, però c’è una cosa sulla quale mi sento parecchio lontano. Non che non mi piaccia quello che scrivi, solo che non mi sembra affatto realistico. Provo a spiegarmi meglio. Tu parli di amore gay, anzi di Amore Gay, e mi sta bene, solo che sono concetti astratti che ho finito per mettere fa parte. Non sono più giovanissimo, ho passato i 35 e ho fatto le mie esperienze, alcune serie altre meno, ma sono tutte finite e non le rimpiango, almeno non le rimpiango per come sono state veramente, magari potrei rimpiangerle per come avrebbero potuto essere, ma anche qui siamo sempre nel regno della fantasia. Mi innamorerò ancora? Penso proprio di no! Esco da una storia “seria” perché lo era, una storia durata 5 anni. Anni di ansia, di attese, di illusioni e disillusioni e poi di sostanziali delusioni. Non ce l’ho col mio ex, che era, tutto sommato, un bravo ragazzo, forse troppo diverso da me, o forse non eravamo una coppia bene assortita. A lui il sesso non interessava più di tanto, a me forse interessava di più, ma il punto non è nemmeno questo. Io avrei voluto che si andasse a vivere insieme, e si poteva farlo, ma lui non ha voluto perché “sarebbe stato come mettersi in piazza”, così diceva. Ma a un certo punto, se sei gay, se stai non dico bene ma passabilmente col tuo ragazzo, bisognerà pure farlo un passo avanti! Ci si vedeva sempre di nascosto, a casa sua non ha voluto mai portarmi. Lui non aveva programmi sul nostro futuro, per lui poteva andare avanti così all’infinito, ma io avrei voluto altro, avrei voluto costruire qualcosa che fosse un po’ come una famiglia, noi due soli, ma in un posto nostro, insomma uno ha le sue esigenze anche di privacy, anche di intimità. Io sarei stato disposto a mettermi a rischio, lui non ha voluto perché diceva che sul lavoro si sarebbe messo nei guai. Ha un lavoro importante ed è anche un personaggio abbastanza in vista. Beh, lui si è fatto i calcoli, su un piatto della bilancia c’ero io e sull’altro c’era il lavoro e tutto il resto, e ha deciso che doveva sacrificare me. Per lui doveva continuare tutto come prima, io potevo essere il contorno serale del suo piatto forte che era quello del lavoro. Come contorno potevo andare bene, come piatto unico no! E quindi, senza troppi complimenti mi ha presentato l’alternativa: o così o la finiamo qui. Negli ultimi tempi avevo capito che sarebbe andata a finire così e non ho fatto troppa fatica a dirgli: “Ok, allora vado, ciao!” Le storie precedenti, se devo dire la verità, mi hanno lasciato molto poco, sia nel bene che nel male. A distanza di anni non c’è rimasto più nulla. Con un solo ragazzo mi è rimasto qualche rimpianto. Con lui sono stato io a tagliare i ponti e penso di aver fatto male sia per lui che per me, perché forse era veramente diverso dagli altri. In pratica è l’unico ragazzo che ho rivisto qualche volta anche dopo. Adesso ha una storia sua da anni ma non ne so praticamente più niente. Ma ha un senso cercarsi un ragazzo? A parte il fatto che i gay sono pochi, anche tra quei pochi è difficilissimo trovarne uno che vada bene. Ho qualche amico, ma solo amico, anzi i miei amici sono ragazzi che non mi piacciono fisicamente, quindi nessuna paura di innamoramenti impossibili. Loro mi dicono: ma per il sesso come fai? Ma ci sono i porno, che almeno non mettono illusioni per la testa e rispetto alle avventure tipo “una botta e via” almeno non sono pericolosi per la salute. E poi a quasi 36 anni… beh che dovrei fare? Dovrei perdere la testa appresso a qualcuno? Per poi rompermela contro un muro di egoismo e di stupidità? No! Ne faccio volentieri a meno. Non chiudo le porte a nulla, se qualcosa mi dovesse capitare, ben venga, ma certo non mi metterò a caccia di ragazzi. Quella fase è finita. La pornografia è un’alternativa alla vita reale, una cosa non impegnativa, più leggera, in cui stai solo con te stesso, il che, dopo che uno ha provato tante altre cose, alla fine si dimostra niente affatto una cosa stupida. Io mi sono abituato, da ragazzo, a pensare che un gay dovesse solo nascondersi, e ho evitato quelli che volavano uscire allo scoperto, poi, piano piano ho cominciato a pensare anche io che prima o poi un gay, o una coppia gay devono uscire allo scoperto, almeno andando a convivere e allora ho finito per evitare quelli che pensavano come io pensavo prima. In pratica, questi problemi hanno pesato tantissimo per me. La vita è uno schifo, Project, un continuo essere presi e anche prendere gli altri per i fondelli, manca proprio un momento di dialogo vero. Ognuno ha in mente il suo progetto da realizzare e dell’altro non gliene frega niente, mi sono comportato così anche io, ma adesso sono stufo di andare avanti così. Voglio tornare ad essere solo, almeno senza un compagno più o meno stabile. Non andrei a cercare partner per un’avventura di una sera, queste cose non mi interessano, forse mi interesserebbero, ma ho troppa paura dell’aids per buttarmi in cose del genere, molto meglio la vecchia, sana pornografia, presa pure a piccole dosi. Ieri un mio amico mi ha chiesto che cosa penso delle coppie gay e io gli ho risposto con un sorriso scettico, lui mi ha guardato e mi ha detto: “Ah! Ho capito!” Voleva essere incoraggiato da me! Non mi stava facendo la dichiarazione, voleva solo essere incoraggiato a buttarsi con tutte le scarpe in una nuova avventura della quale però non mi sembrava essere troppo entusiasta. E poi non è nemmeno un problema gay, per gli etero è pure peggio. Non capisco proprio il senso del voler stare insieme per forza. Capisco per mettere al mondo i figli e, al limite, per crescerli, ma se non ci sono figli, perché questa mania di mettersi insieme? Ognuno a casa sua, anche casa da single, ma niente di più, così quando poi ci si vede c’è un po’ più di entusiasmo, ma la parodia gay della famiglia del mulino bianco no! Proprio no!
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post, aperta sul Forum di Progetto gay:
giovedì 30 agosto 2012
GAY AL 100%!
Ciao Project,
ti scrivo per spingerti ad andare avanti con “progetto gay” perché sono convinto, e lo so perché l’ho sperimentato in prima persona, che si tratti proprio di uno strumento fondamentale di educazione sessuale, in pratica l’unico strumento in rete che permette ai ragazzi gay di avere delle risposte serie su tante cose che non potrebbero affrontare da nessun’altra parte. Ho letto il manuale di sesso gay che hai appena messo in rete, è veramente una cosa importante. Ti racconto la mia storia (ti avevo scritto tanto tempo fa e abbiamo pure parlato su msn), poi, se vuoi la puoi pubblicare, penso che avrebbe senso farlo perché credo che tanti ragazzi abbiano passato cose analoghe a quelle che ho passato io. Ho 25 anni, non sono proprio giovanissimo ma ti posso dire che sto imparando solo adesso ad apprezzare il fatto che sono gay e a vivere l’omosessualità in un altro modo.
Io sono della generazione del computer e sono figlio unico, tra l’altro di genitori anziani, mio padre ha quasi 70 anni e mia madre ne ha poco meno di 60. Dei miei genitori posso dire solo bene. A casa mia sono stato sempre bene, si sono preoccupati per me ma mi hanno lasciato sempre una notevole libertà sostanziale. A 19 anni viaggiavo per l’Europa in tenda coi miei amici, non mi hanno mai angosciato con le classiche domande tipo “ce l’hai la ragazza?” o simili, però con loro l’argomento sesso è stato sempre tabù, è come se loro avessero in mente che loro in quelle cose non c’entrano niente e fino a un certo punto va pure bene. Avevo già il mio bel pc a 14 anni e ci smanettavo molto. I miei un po’ per mentalità, perché non andrebbero mai a frugare fra le mie cose, e un po’ perché non capiscono nulla di pc non sarebbero certamente mai entrati nel mio pc e io all’inizio lo usavo solo per la scuola e non ci avevo messo nemmeno password, poi, spinto soprattutto dai racconti dei compagni di scuola, comincio a mettere su google parole tipo sesso, fi.a, e simili. Quello che ne viene te lo immagini. Mi salvo i siti e poi penso che è rischioso e allora mi studio come mettere la password, ci perdo due ore per capire che dovevo fare ma poi ci riesco. Avevo appena fatto 14 anni, aspetto che papà e mamma vadano a letto e poi via sesso senza freni, cioè seghe senza fine su foto e video con un ragazzo e una ragazza, fino a notte alta, ma tutto apparentemente rigorosamente in chiave etero. Lo dico perché adesso lo so benissimo, un porno etero può essere interessatissimo pure per un ragazzino gay, perché non c’è solo la ragazza, ma io allora a questo tipo di ragionamento non ci arrivano, per me se c’era una ragazza il video era etero e quindi mi stava benissimo. Per qualche giorno è andata avanti così, io mi sentivo grande perché pensavo al sesso, la mattina a scuola ero talmente rimbambito che mi addormentavo in classe. Ero al punto che mi facevo una sega tre o quattro volte al giorno. In pratica la pornografia mi monopolizzava completamente, ero arrivato al punto che il coso mi faceva proprio male e pensavo di avere fatto un guaio proprio a insistere troppo, ma per fortuna non era così. Ero un po’ succube di queste cose e un po’ cominciavo a pensare che era proprio troppo e che mi potava fare male alla salute e allora ho cominciato a ridurre il numero delle seghe ma contemporaneamente volevo che fossero proprio una cosa potente e quindi sceglievo con cura le foto o il porno da utilizzare, anche se allora i porno erano brevissimi. Un bel po’ di volte sono finito in siti che non si chiudevano più e ho chiuso tutto io spegnando il pc, allora non c’era l’adsl e c’era il rischio dei dyaler, che ti caricavano sulla bolletta cifre altissime, ma per fortuna non ci sono mai incappato, poi da quando ho saputo che con l’adsl non c’era il rischio del dyaler, ho fatto cambiare abbonamento ai miei e ho messo l’adsl, almeno da quel punto di vista stavo al sicuro. Avevo fatto da poco 15 anni e avevo notato una cosa, che cioè anche se mi facevo le seghe sui siti porno etero, in effetti nella realtà, a me delle ragazze non me ne fregava niente e senza internet, quando provavo a andare solo a fantasia manco mi si alzava. Mi ricordo che la cosa all’epoca mi mise molto in agitazione, andai a leggere articoli sull’impotenza e mi sembrava di avere tutti i mali del mondo. Poi è successo un fatto che mi ha proprio sconvolto. A scuola, la mia classe era quasi del tutto maschile ed eravamo un sacco, noi facevamo ginnastica senza le ragazze alla prima e alla seconda ora, le ragazze la facevano con le altre ragazze il pomeriggio. Alla fine del secondo anno, all’inizio di maggio, il prof. ci dice che il lunedì successivo ci avrebbe portato allo stadio comunale di atletica e ci dice “vi portate tutto, pure il sapone, lo sciampo e l’asciugamano perché allo stadio ci stanno le docce.” A scuola invece non c’era proprio niente se non un campetto da calcio e una palestra, ma ancora con tutti gli attrezzi di legno attaccati ai muri, come tanti anni fa. Arriva il lunedì successivo, beh diciamo che mi è proprio cambiata la vita. Non c’erano solo i miei compagni ma c’erano pure i ragazzi grandi del quarto e del quinto. Le docce erano enormi e negli spogliatoi c’era un vai e vieni di ragazzi nudi che io sono partito a razzo con un’erezione che non riuscivo a trattenere. Ovviamente non ho fatto la doccia, non ero proprio in condizioni possibili, sono entrato nello spogliatoio per primo e ne sono uscito per ultimo, poi quando ho visto che qualcuno si avviava verso le docce, a fine mattinata, mi ci sono fiondato e sono uscito dopo l’ultimo dei miei compagni. Per fortuna che avevo la borsa a tracolla, perché invece di mettermela sulle spalle me la sono messa appesa al collo in modo che mi ricadesse sul davanti a coprire l’erezione. In pratica non avevo più dubbi, non avevo ancora 16 anni. Da quel giorno non ho più usato siti porno etero, ormai mi sentivo completamente gay. Devo dire che non ho avuto nessun problema ad accettare la cosa, perché mi veniva assolutamente naturale e anche senza porno farmi le seghe a fantasia mi veniva benissimo perché il ricordo della mattinata allo stadio è ancora adesso una delle mie fantasie sessuali fisse.
Qui comincia la seconda parte della storia e forse la più sgradevole. Avevo appena cominciato a girare sui siti gay, tante cose mi sembravano quadrare perfettamente col mio modo di fantasticare sui ragazzi: accarezzarsi, abbracciarsi, baciarsi, e voler vedere e toccare le parti intime dell’altro ragazzo e anche lasciarsi andare a lui esattamente nello stesso modo, tutto questo mi tornava molto bene e anche masturbarsi reciprocamente, ci avevo già pensato da solo tantissime volte dopo la famosa mattinata allo stadio, il sesso orale, ancora ancora, non era mai stato una cosa spontanea, ma in un certo senso mi dicevo che in effetti lo avrei anche fatto da tutte e due le parti, diciamo, però molti porno andavano avanti con la penetrazione e francamente era una cosa che non solo non mi era mai passata per la testa ma sinceramente mi ripugnava, non per una questione di moralismo ma proprio non riuscivo a concepirla. L’idea del sesso orale era una cosa diversa, non spontanea, ma alla fine possibile pure per me ma la penetrazione no, né da una parte né dall’altra. Da qui ho cominciato a chiedermi se io fossi veramente gay, tante battute che sentivo sui gay alludevano a quella cosa, nei porno era una cosa frequente, non proprio sempre presente ma molto presente. Ho cominciato a fare una selezione dei video eliminando tutti quelli che finivano con la penetrazione e salvando tutti gli altri, e poi vedevo solo quelli che avevo salvato perché li sentivo più miei. Poi ho cominciato a fissarmi sul fatto che io fossi immaturo, perché leggevo che quando dicevano rapporto completo volevano proprio alludere alla penetrazione e mi dicevo che se ci deve essere per forza e a me non piace è segno che io non sono gay veramente … ma allora che cosa sono? Sono uno che preferisce fermarsi a una cosa incompleta e quindi ho paura del vero sesso gay. Provavo a farmi le seghe forzandomi a delle fantasie sulla penetrazione ma la sentivo proprio come una cosa del tutto estranea. Questo fatto per me è stato molto condizionante, in pratica anche se avevo amici che pensavo fossero gay non avevo mai provato nemmeno lontanamente a rompere il ghiaccio e a ogni tentativo da pare loro avevo risposto in modo molto freddo perché in effetti non mi sentivo pienamente gay e pensavo che comunque non avrebbe funzionato, che magari avrei dovuto adattarmi per forza, cosa che però non mi piaceva per niente. Poi sono capitato sul tuo blog, e lì c’era il link al romanzo Andy. Sono rimasto incuriosito e mi sono messo a leggere e più andavo avanti più mi piaceva, il testo era cesurato ma comunque si capiva lo stesso. Io mi dicevo: “stai sicuro che tanto ci arrivano pure questi! (intendevo alla penetrazione)”. Arrivo alla fine del capitolo 3 e leggo questo brano:
- Marco ma tu stai con me solo per guardarmi negli occhi e per prepararmi la colazione?
- No, non solo per quello.
- E per che altro? Dillo! Non ti sentire condizionato!
- Be’, anche perché mi piacerebbe fare sesso con te!
- Oh! Finalmente! E che cosa significa per te fare sesso con me?
- Be’, lo sai!
- No, non lo so, me lo devi dire tu!
- Dai non mi mettere in difficoltà!
- Ma se ti senti in difficoltà per questo stasera mi sa che di sesso ne faremo ben poco! Dai di’ quello che ti piacerebbe fare! Forza, non fare storie!
[...omissis... (Andy cerca in ogni modo di fare dire a Marco quali siano le sue fantasie sessuali, quelle che egli vorrebbe realizzare con Andy. Marco all’inizio è reticente poi, sempre usando un linguaggio non troppo direttamente sessuale, parla delle sue fantasie. Tuttavia l’elenco delle fantasie sessuali di Andy è decisamente breve)]
- E poi?
- E poi basta!
- No, dilla tutta senza ipocrisie!
- No! E poi basta!
- No! Non è vero, raccontala tutta la storia!
- No! Proprio basta!
- Come hai detto?
- Basta, finito! Non c’è altro!
- Non ti vergognare, Marco, e il resto?
- Niente resto!
- Che vuol dire niente resto?
- Vuol dire che a me il sesso da dietro non mi piace… come te lo devo dire.
- Mi stai sfottendo?
- No! E’ proprio così, se non ti sta bene mi dispiace, potrei pure cercare di adattarmi ma non mi verrebbe spontaneo, mi sembrerebbe una forzatura, nelle mie fantasie queste cose non ci sono mai state.
Andy si fece più serio.
- Sei sicuro, Cucciolo?
- Ci mancherebbe altro, io le mie fantasie le conosco bene, ma perché fai quella faccia?
- Perché veramente non sono mai passate per la testa nemmeno a me.
- Non mi sfottere Andy, dimmi la verità!
- Te lo giuro, non ho mai pensato di fare l’amore in quel modo, è un’idea che non mi ha mai nemmeno sfiorato.
- Andy, non mi prendere in giro su queste cose, sono troppo importanti!
- No, Cucciolo, è tutto vero! Quando guardavo i film porno e arrivavo a quel punto passavo oltre...
- Mannaggia! Possibile? Siamo uguali anche da questo punto di vista.
Project, ti giuro che la lettura di questo brano mi ha proprio mandato il cuore a mille. Quindi mi sono detto, c’è un romanzo gay che parla di due ragazzi gay che hanno la stessa idea del sesso gay che ho io! E loro sono gay, sono i protagonisti di un romanzo dove c’è scritto proprio “romanzo gay”. Così ti ho scritto, forse te lo ricorderai ancora “Forsegay”, abbiamo parlato su msn e mi hai detto che la storia di Andy è una storia vera. Io non ti ho nemmeno detto perché mi interessava tanto, forse te lo ricorderai, ti avevo chiesto se secondo te Andy e Marco fossero veramente gay al 100% e tu eri rimasto perplesso e mi avevi detto: “Ma perché? Si può essere più gay di così?” Ormai avevo capito che i gay come me esistono e forse non sono rari, ma mi restava l’idea che io un ragazzo come me, cioè col mio modo di vedere le cose del sesso non lo avrei mai trovato, i gay così potevano anche esistere ma io non ne avrei mai trovato uno. Dopo un po’ di tempo ho conosciuto all’università un ragazzo perché studiavamo insieme, non aveva la ragazza, non parlava di ragazze e vedevo che a me ci teneva veramente, ma non avevo il coraggio di rompere il ghiaccio, per fortuna lo ha fatto lui, io col solito dubbio evitavo di fare anche il minimo passo avanti, poi ci siamo detti esplicitamente che eravamo gay e che ci piacevamo. Gli ho detto però che per fare sesso con lui avremmo dovuto fare due cose, gli ho detto: “La prima è il test aids” e mi ha detto: “Ok! Nessun problema, io non sono mai stato con nessuno! E la seconda?” Gli ho risposto: “Devi prima leggere un romanzo e mi devi dire che cosa te ne sembra, ok?” Mi ha detto: “Certo! Quale?” e gli ho dato il link di Andy, lo ha detto in due giorni e poi ci siamo rivisti. Io ero molto ansioso e gli ho chiesto: “Che ti sembra del romanzo?” Mi ha detto: “E’ bellissimo! Una delle cose più belle che ho letto!” Io gli ho chiesto: “Ma secondo te Marco e Andy sono gay?” Lui ha risposto: “Se non lo sono loro non so proprio chi potrebbe essere gay!” e allora gli ho detto: “Ma loro non fanno sesso da dietro.” Mi ha guardato perplesso e mi ha detto: “Ma per te è così fondamentale?” Gli ho risposto “No, e per te?” Non sapeva che dire, poi si è deciso: “Se posso essere sincero non ho mai capito che cosa ci trovano. Io la vedo come una forzatura, è una cosa che non mi è mai venuta in mente.” Gli ho detto che mi levava un peso enorme e che adesso ci mancava solo il test, poi gli ho chiesto se si sentiva proprio gay e non magari gay solo fino a un certo punto. Mi ha guardato e mi ha detto: “Ma chi te le ha messe in testa tutte queste stupidaggini? Cero che mi sento gay al 100%! Poi chi la penetrazione la considera una cosa fondamentale faccia quello che vuole, sono affari suoi, ma che pensi che io mi devo sentire da meno per questo? Ma sarebbe proprio assurdo!” Beh, adesso lui è il mio ragazzo già da un bel po’ di mesi, il sesso va bene, ma in realtà ci pensiamo poco. Bisogna finire gli studi e trovare un lavoro in modo da poter vivere insieme, perché il nostro sogno è quello. Adesso, Project, di questa mail fanne quello che vuoi, ma sappi che Andy ha fatto la felicità mia e del mio ragazzo. Io a progetto gay devo proprio tanto. Anche il mio ragazzo ha letto questa mail e te la mandiamo insieme. Ci sono tante persone che ti vogliono bene anche se non ti conoscono di persona.
ti scrivo per spingerti ad andare avanti con “progetto gay” perché sono convinto, e lo so perché l’ho sperimentato in prima persona, che si tratti proprio di uno strumento fondamentale di educazione sessuale, in pratica l’unico strumento in rete che permette ai ragazzi gay di avere delle risposte serie su tante cose che non potrebbero affrontare da nessun’altra parte. Ho letto il manuale di sesso gay che hai appena messo in rete, è veramente una cosa importante. Ti racconto la mia storia (ti avevo scritto tanto tempo fa e abbiamo pure parlato su msn), poi, se vuoi la puoi pubblicare, penso che avrebbe senso farlo perché credo che tanti ragazzi abbiano passato cose analoghe a quelle che ho passato io. Ho 25 anni, non sono proprio giovanissimo ma ti posso dire che sto imparando solo adesso ad apprezzare il fatto che sono gay e a vivere l’omosessualità in un altro modo.
Io sono della generazione del computer e sono figlio unico, tra l’altro di genitori anziani, mio padre ha quasi 70 anni e mia madre ne ha poco meno di 60. Dei miei genitori posso dire solo bene. A casa mia sono stato sempre bene, si sono preoccupati per me ma mi hanno lasciato sempre una notevole libertà sostanziale. A 19 anni viaggiavo per l’Europa in tenda coi miei amici, non mi hanno mai angosciato con le classiche domande tipo “ce l’hai la ragazza?” o simili, però con loro l’argomento sesso è stato sempre tabù, è come se loro avessero in mente che loro in quelle cose non c’entrano niente e fino a un certo punto va pure bene. Avevo già il mio bel pc a 14 anni e ci smanettavo molto. I miei un po’ per mentalità, perché non andrebbero mai a frugare fra le mie cose, e un po’ perché non capiscono nulla di pc non sarebbero certamente mai entrati nel mio pc e io all’inizio lo usavo solo per la scuola e non ci avevo messo nemmeno password, poi, spinto soprattutto dai racconti dei compagni di scuola, comincio a mettere su google parole tipo sesso, fi.a, e simili. Quello che ne viene te lo immagini. Mi salvo i siti e poi penso che è rischioso e allora mi studio come mettere la password, ci perdo due ore per capire che dovevo fare ma poi ci riesco. Avevo appena fatto 14 anni, aspetto che papà e mamma vadano a letto e poi via sesso senza freni, cioè seghe senza fine su foto e video con un ragazzo e una ragazza, fino a notte alta, ma tutto apparentemente rigorosamente in chiave etero. Lo dico perché adesso lo so benissimo, un porno etero può essere interessatissimo pure per un ragazzino gay, perché non c’è solo la ragazza, ma io allora a questo tipo di ragionamento non ci arrivano, per me se c’era una ragazza il video era etero e quindi mi stava benissimo. Per qualche giorno è andata avanti così, io mi sentivo grande perché pensavo al sesso, la mattina a scuola ero talmente rimbambito che mi addormentavo in classe. Ero al punto che mi facevo una sega tre o quattro volte al giorno. In pratica la pornografia mi monopolizzava completamente, ero arrivato al punto che il coso mi faceva proprio male e pensavo di avere fatto un guaio proprio a insistere troppo, ma per fortuna non era così. Ero un po’ succube di queste cose e un po’ cominciavo a pensare che era proprio troppo e che mi potava fare male alla salute e allora ho cominciato a ridurre il numero delle seghe ma contemporaneamente volevo che fossero proprio una cosa potente e quindi sceglievo con cura le foto o il porno da utilizzare, anche se allora i porno erano brevissimi. Un bel po’ di volte sono finito in siti che non si chiudevano più e ho chiuso tutto io spegnando il pc, allora non c’era l’adsl e c’era il rischio dei dyaler, che ti caricavano sulla bolletta cifre altissime, ma per fortuna non ci sono mai incappato, poi da quando ho saputo che con l’adsl non c’era il rischio del dyaler, ho fatto cambiare abbonamento ai miei e ho messo l’adsl, almeno da quel punto di vista stavo al sicuro. Avevo fatto da poco 15 anni e avevo notato una cosa, che cioè anche se mi facevo le seghe sui siti porno etero, in effetti nella realtà, a me delle ragazze non me ne fregava niente e senza internet, quando provavo a andare solo a fantasia manco mi si alzava. Mi ricordo che la cosa all’epoca mi mise molto in agitazione, andai a leggere articoli sull’impotenza e mi sembrava di avere tutti i mali del mondo. Poi è successo un fatto che mi ha proprio sconvolto. A scuola, la mia classe era quasi del tutto maschile ed eravamo un sacco, noi facevamo ginnastica senza le ragazze alla prima e alla seconda ora, le ragazze la facevano con le altre ragazze il pomeriggio. Alla fine del secondo anno, all’inizio di maggio, il prof. ci dice che il lunedì successivo ci avrebbe portato allo stadio comunale di atletica e ci dice “vi portate tutto, pure il sapone, lo sciampo e l’asciugamano perché allo stadio ci stanno le docce.” A scuola invece non c’era proprio niente se non un campetto da calcio e una palestra, ma ancora con tutti gli attrezzi di legno attaccati ai muri, come tanti anni fa. Arriva il lunedì successivo, beh diciamo che mi è proprio cambiata la vita. Non c’erano solo i miei compagni ma c’erano pure i ragazzi grandi del quarto e del quinto. Le docce erano enormi e negli spogliatoi c’era un vai e vieni di ragazzi nudi che io sono partito a razzo con un’erezione che non riuscivo a trattenere. Ovviamente non ho fatto la doccia, non ero proprio in condizioni possibili, sono entrato nello spogliatoio per primo e ne sono uscito per ultimo, poi quando ho visto che qualcuno si avviava verso le docce, a fine mattinata, mi ci sono fiondato e sono uscito dopo l’ultimo dei miei compagni. Per fortuna che avevo la borsa a tracolla, perché invece di mettermela sulle spalle me la sono messa appesa al collo in modo che mi ricadesse sul davanti a coprire l’erezione. In pratica non avevo più dubbi, non avevo ancora 16 anni. Da quel giorno non ho più usato siti porno etero, ormai mi sentivo completamente gay. Devo dire che non ho avuto nessun problema ad accettare la cosa, perché mi veniva assolutamente naturale e anche senza porno farmi le seghe a fantasia mi veniva benissimo perché il ricordo della mattinata allo stadio è ancora adesso una delle mie fantasie sessuali fisse.
Qui comincia la seconda parte della storia e forse la più sgradevole. Avevo appena cominciato a girare sui siti gay, tante cose mi sembravano quadrare perfettamente col mio modo di fantasticare sui ragazzi: accarezzarsi, abbracciarsi, baciarsi, e voler vedere e toccare le parti intime dell’altro ragazzo e anche lasciarsi andare a lui esattamente nello stesso modo, tutto questo mi tornava molto bene e anche masturbarsi reciprocamente, ci avevo già pensato da solo tantissime volte dopo la famosa mattinata allo stadio, il sesso orale, ancora ancora, non era mai stato una cosa spontanea, ma in un certo senso mi dicevo che in effetti lo avrei anche fatto da tutte e due le parti, diciamo, però molti porno andavano avanti con la penetrazione e francamente era una cosa che non solo non mi era mai passata per la testa ma sinceramente mi ripugnava, non per una questione di moralismo ma proprio non riuscivo a concepirla. L’idea del sesso orale era una cosa diversa, non spontanea, ma alla fine possibile pure per me ma la penetrazione no, né da una parte né dall’altra. Da qui ho cominciato a chiedermi se io fossi veramente gay, tante battute che sentivo sui gay alludevano a quella cosa, nei porno era una cosa frequente, non proprio sempre presente ma molto presente. Ho cominciato a fare una selezione dei video eliminando tutti quelli che finivano con la penetrazione e salvando tutti gli altri, e poi vedevo solo quelli che avevo salvato perché li sentivo più miei. Poi ho cominciato a fissarmi sul fatto che io fossi immaturo, perché leggevo che quando dicevano rapporto completo volevano proprio alludere alla penetrazione e mi dicevo che se ci deve essere per forza e a me non piace è segno che io non sono gay veramente … ma allora che cosa sono? Sono uno che preferisce fermarsi a una cosa incompleta e quindi ho paura del vero sesso gay. Provavo a farmi le seghe forzandomi a delle fantasie sulla penetrazione ma la sentivo proprio come una cosa del tutto estranea. Questo fatto per me è stato molto condizionante, in pratica anche se avevo amici che pensavo fossero gay non avevo mai provato nemmeno lontanamente a rompere il ghiaccio e a ogni tentativo da pare loro avevo risposto in modo molto freddo perché in effetti non mi sentivo pienamente gay e pensavo che comunque non avrebbe funzionato, che magari avrei dovuto adattarmi per forza, cosa che però non mi piaceva per niente. Poi sono capitato sul tuo blog, e lì c’era il link al romanzo Andy. Sono rimasto incuriosito e mi sono messo a leggere e più andavo avanti più mi piaceva, il testo era cesurato ma comunque si capiva lo stesso. Io mi dicevo: “stai sicuro che tanto ci arrivano pure questi! (intendevo alla penetrazione)”. Arrivo alla fine del capitolo 3 e leggo questo brano:
- Marco ma tu stai con me solo per guardarmi negli occhi e per prepararmi la colazione?
- No, non solo per quello.
- E per che altro? Dillo! Non ti sentire condizionato!
- Be’, anche perché mi piacerebbe fare sesso con te!
- Oh! Finalmente! E che cosa significa per te fare sesso con me?
- Be’, lo sai!
- No, non lo so, me lo devi dire tu!
- Dai non mi mettere in difficoltà!
- Ma se ti senti in difficoltà per questo stasera mi sa che di sesso ne faremo ben poco! Dai di’ quello che ti piacerebbe fare! Forza, non fare storie!
[...omissis... (Andy cerca in ogni modo di fare dire a Marco quali siano le sue fantasie sessuali, quelle che egli vorrebbe realizzare con Andy. Marco all’inizio è reticente poi, sempre usando un linguaggio non troppo direttamente sessuale, parla delle sue fantasie. Tuttavia l’elenco delle fantasie sessuali di Andy è decisamente breve)]
- E poi?
- E poi basta!
- No, dilla tutta senza ipocrisie!
- No! E poi basta!
- No! Non è vero, raccontala tutta la storia!
- No! Proprio basta!
- Come hai detto?
- Basta, finito! Non c’è altro!
- Non ti vergognare, Marco, e il resto?
- Niente resto!
- Che vuol dire niente resto?
- Vuol dire che a me il sesso da dietro non mi piace… come te lo devo dire.
- Mi stai sfottendo?
- No! E’ proprio così, se non ti sta bene mi dispiace, potrei pure cercare di adattarmi ma non mi verrebbe spontaneo, mi sembrerebbe una forzatura, nelle mie fantasie queste cose non ci sono mai state.
Andy si fece più serio.
- Sei sicuro, Cucciolo?
- Ci mancherebbe altro, io le mie fantasie le conosco bene, ma perché fai quella faccia?
- Perché veramente non sono mai passate per la testa nemmeno a me.
- Non mi sfottere Andy, dimmi la verità!
- Te lo giuro, non ho mai pensato di fare l’amore in quel modo, è un’idea che non mi ha mai nemmeno sfiorato.
- Andy, non mi prendere in giro su queste cose, sono troppo importanti!
- No, Cucciolo, è tutto vero! Quando guardavo i film porno e arrivavo a quel punto passavo oltre...
- Mannaggia! Possibile? Siamo uguali anche da questo punto di vista.
Project, ti giuro che la lettura di questo brano mi ha proprio mandato il cuore a mille. Quindi mi sono detto, c’è un romanzo gay che parla di due ragazzi gay che hanno la stessa idea del sesso gay che ho io! E loro sono gay, sono i protagonisti di un romanzo dove c’è scritto proprio “romanzo gay”. Così ti ho scritto, forse te lo ricorderai ancora “Forsegay”, abbiamo parlato su msn e mi hai detto che la storia di Andy è una storia vera. Io non ti ho nemmeno detto perché mi interessava tanto, forse te lo ricorderai, ti avevo chiesto se secondo te Andy e Marco fossero veramente gay al 100% e tu eri rimasto perplesso e mi avevi detto: “Ma perché? Si può essere più gay di così?” Ormai avevo capito che i gay come me esistono e forse non sono rari, ma mi restava l’idea che io un ragazzo come me, cioè col mio modo di vedere le cose del sesso non lo avrei mai trovato, i gay così potevano anche esistere ma io non ne avrei mai trovato uno. Dopo un po’ di tempo ho conosciuto all’università un ragazzo perché studiavamo insieme, non aveva la ragazza, non parlava di ragazze e vedevo che a me ci teneva veramente, ma non avevo il coraggio di rompere il ghiaccio, per fortuna lo ha fatto lui, io col solito dubbio evitavo di fare anche il minimo passo avanti, poi ci siamo detti esplicitamente che eravamo gay e che ci piacevamo. Gli ho detto però che per fare sesso con lui avremmo dovuto fare due cose, gli ho detto: “La prima è il test aids” e mi ha detto: “Ok! Nessun problema, io non sono mai stato con nessuno! E la seconda?” Gli ho risposto: “Devi prima leggere un romanzo e mi devi dire che cosa te ne sembra, ok?” Mi ha detto: “Certo! Quale?” e gli ho dato il link di Andy, lo ha detto in due giorni e poi ci siamo rivisti. Io ero molto ansioso e gli ho chiesto: “Che ti sembra del romanzo?” Mi ha detto: “E’ bellissimo! Una delle cose più belle che ho letto!” Io gli ho chiesto: “Ma secondo te Marco e Andy sono gay?” Lui ha risposto: “Se non lo sono loro non so proprio chi potrebbe essere gay!” e allora gli ho detto: “Ma loro non fanno sesso da dietro.” Mi ha guardato perplesso e mi ha detto: “Ma per te è così fondamentale?” Gli ho risposto “No, e per te?” Non sapeva che dire, poi si è deciso: “Se posso essere sincero non ho mai capito che cosa ci trovano. Io la vedo come una forzatura, è una cosa che non mi è mai venuta in mente.” Gli ho detto che mi levava un peso enorme e che adesso ci mancava solo il test, poi gli ho chiesto se si sentiva proprio gay e non magari gay solo fino a un certo punto. Mi ha guardato e mi ha detto: “Ma chi te le ha messe in testa tutte queste stupidaggini? Cero che mi sento gay al 100%! Poi chi la penetrazione la considera una cosa fondamentale faccia quello che vuole, sono affari suoi, ma che pensi che io mi devo sentire da meno per questo? Ma sarebbe proprio assurdo!” Beh, adesso lui è il mio ragazzo già da un bel po’ di mesi, il sesso va bene, ma in realtà ci pensiamo poco. Bisogna finire gli studi e trovare un lavoro in modo da poter vivere insieme, perché il nostro sogno è quello. Adesso, Project, di questa mail fanne quello che vuoi, ma sappi che Andy ha fatto la felicità mia e del mio ragazzo. Io a progetto gay devo proprio tanto. Anche il mio ragazzo ha letto questa mail e te la mandiamo insieme. Ci sono tante persone che ti vogliono bene anche se non ti conoscono di persona.
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giovedì 26 aprile 2012
EDUCAZIONE SESSUALE GAY
Questo
post è dedicato alla educazione sessuale con particolare riguardo alla
educazione sessuale dei ragazzi gay. Parto da una osservazione concreta.
Nel parlare quotidianamente di sessualità con ragazzi gay di tutte le
età, riscontro sistematicamente i danni provocati da una educazione
sessuale distorta o meglio sarebbe dire dalla totale assenza di una
educazione sessuale che possa essere degna di questo nome. Ancora oggi,
nel 21° secolo ormai inoltrato, i ragazzi hanno ancora delle sessualità
un concetto legato a tabù di vario tipo, la sessualità è vista non come
una realtà ordinaria, vissuta quotidianamente da tutti, ma come una
specie di territorio nello stesso tempo affascinante e proibito al
confine tra il gioco e l’affettività, un territorio che attira e nello
stesso tempo intimorisce, che promette cose meravigliose ma che può
provocare fortissime delusioni. Questa visione della sessualità come
realtà che deve restare nascosta perché porta in sé una nota forte di
trasgressione, dato che tutto quello che ha a che vedere col piacere
sessuale appare intrinsecamente trasgressivo, è ancora profondamente
radicata specialmente tra i ragazzi più giovani e tende piano piano ad
affievolirsi con l’andare degli anni. È molto più facile parlare
seriemente e senza tabù di sessualità con un ragazzo tra i 35 e i 40
anni che con un ragazzo intorno ai 20 anni che è ancora profondamente
condizionato da modelli comportamentali e di interpretazione di origine
esterna. Ci sono ancora oggi parecchi ragazzi ventenni che non hanno
un’idea realistica di come gli altri vivano la sessualità e che, quindi,
tendono a considerarsi unici e a vedere la propria sessualità come
anomala o affetta da qualcosa di patologico quando di anomalo o di
patologico non c’è assolutamente nulla. Aggiungo che ci sono ragazzi
20enni letteralmente terrorizzati dall’idea che qualcosa della loro
sessualità possa trapelare ai loro genitori. In certi ambienti, ancora
oggi, i ragazzi gay subiscono delle vere forme di violenta repressione
che li induce purtroppo a fare scelte che nel tempo si dimostreranno
devastanti per la loro vita affettiva e per il loro equilibrio
personale. Mi capita di parlare con ragazzi di oltre 20 anni che non
hanno mai avuto prima nessuna possibilità di parlare seriemente della
loro sessualità. Parlare con questi ragazzi permette di capire la
profondità del loro disagio e la necessità che hanno di essere
rassicurati e di poter guardare il futuro con una speranza concreta. Per
uscire da certi ambienti e guadagnarsi una vera autonomia ci vuole uno
sforzo enorme e questi ragazzi sono spesso del tutto abbandonati a se
stessi e scoraggiati in ogni loro tentativo di emanciparsi e di
costruirsi una prospettiva migliore. Molto spesso le famiglie o sono
assolutamente incapaci di rendersi conto delle difficoltà dei figli o
sono portare a considerare prioritario che si segua il modo di vivere
tradizionale per mantenere una onorabilità almeno di facciata davanti
alla gente. In certi ambienti, ancora oggi, un ragazzo 20enne non può
permettersi di non avere una ragazza se non vuole essere sostanzialmente
emarginato. Lo stato di sofferenza provocato da queste situazioni è
veramente pesante. Qui non solo non c’è una educazione sessuale alla
libertà e alla responsabilità ma c’è una vera forma di violenza
educativa che non propone ma impone, con forme pesantissime di ricatto
mascherato, modelli coercitivi di comportamento. A questo atteggiamento
impositivo si contrappone quello di completo disinteresse che è invece
caratteristico di ambienti che si ritengono più aperti e liberi. Va
sottolineato che, per i ragazzi, parlare seriemente di sessualità e
chiarire i propri dubbi in questa materia è fondamentale e l’assenza di
qualsiasi forma di confronto finisce per indurli a cercare il confronto
lontano dalla dimensione del quotidiano, negli ambienti che, per
l’etichetta gay che portano, appaiono i più adatti al confronto in tema
di sessualità. Parlo in primo luogo della pornografia, che presenta
modelli apparentemente gratificanti e semplici ma dotati di una forza di
persuasione ben al di là di quella delle parole. Negli anni passati la
pornografia in internet si presentava con criteri di forte aggressività e
in forme molto stereotipate, l’accesso ai siti era in genere a
pagamento e la presenza di dialer per addebitare all’utente spese
telefoniche molto alte era un deterrente che aiutava a tenere la grande
maggioranza dei ragazzi fuori da quegli ambienti. Oggi le cose sono
cambiate, i siti porno gratuiti sono molti (si finanziano esclusivamente
con la pubblicità a tema) e recentemente si stanno diffondendo i blog
creati da singoli utenti per raccogliere foto dal web e per
ri-pubblicarle, è il fenomeno del re-blogging, che ha un particolare
significato quando si parla di siti erotici (qui non si parla
esplicitamente di pornografia ma di contenuti attinenti la sessualità
anche in modo più largo, come foto di nudo o candid con qualche
interesse sessuale). Il re-blogging ha portato alla creazione di siti
che ormai della vecchia pornografia pesante presente su internet anni fa
hanno decisamente ben poco, sono gestiti con buon gusto, alcune volte
non hanno finalità commerciali e non c’è da meravigliarsi che abbiano un
pubblico in progressivo aumento. Anche questi blog a tema erotico però
presentano inevitabilmente modelli di comportamento. La pornografia e
oggi anche il re-blogging di contenuti erotici costituiscono per
parecchi ragazzi gay il modello sessuale di riferimento, in qualche modo
la vera educazione sessuale. Va tenuto presente che l’approccio dei
ragazzi con la pornografia è molto precoce e che in genere il primo
contatto avviene tra i 13 e i 14 anni, quindi in un’età estremamente
recettiva rispetto ai contenuti attinenti alla sessualità. L’uso della
pornografia è strettamente connesso con la masturbazione ed è, al
massimo, argomento di discussione con i coetanei, ma questo accade
soprattutto per i ragazzi etero, per i quali parlare di queste cose con i
loro amici è comunque possibile e non rischioso, per i ragazzi gay è
invece facile rendesi conto dai discorsi degli altri ragazzi che la
sessualità di quei ragazzi è un’altra ed è facile dedurne l’errata
conclusione che nella propria sessualità c’è qualcosa di sbagliato. I
ragazzi etero arrivano a parlare tra loro della loro sessualità, della
pornografia e della masturbazione e questo consente loro di rendersi
conto del loro essere come gli altri. Per un ragazzo etero i messaggi
provenienti dalla pornografia sono filtrati attraverso i discorsi con
gli amici ed hanno una valenza meno importante che per i ragazzi gay che
su quegli argomenti non hanno una possibilità di confronto
interpersonale. Aggiungo che i primi rapporti sessuali dei ragazzi etero
sono in genere notevolmente più anticipati dei primi rapporti dei
ragazzi gay e si presentano come una specie di patente da adulto, per i
ragazzi gay invece, la masturbazione sulla base della pornografia
sostituisce la sessualità vissuta con persone reali per periodi molto
lunghi e finisce per consolidare i modelli offerti dalla pornografia.
C’è poi un altro elemento che gioca nettamente a sfavore dei ragazzi
gay. Un ragazzo etero può ammettere anche in famiglia di avere una
simpatia per una ragazza e può vederla anche a casa sua, alla presenza
dei genitori, che in genere vedono la cosa con occhio benevolo purché
non si vada troppo oltre almeno in modo visibile. I genitori sanno bene,
anche se fingono di non saperlo, che i figli e le figlie hanno una loro
vita sessuale anche se giovanissimi, ma danno tutto questo per ovvio e
scontato, in sostanza non se ne meraviglierebbero affatto. Per un
ragazzo gay invece la sessualità è fin dall’origine qualcosa da
nascondere, da tenere in una dimensione privatissima di assoluta
invisibilità, relegata ai momenti in cui nessuno può intervenire. Per un
ragazzo gay, le opportunità di parlare seriamente di sessualità gay
sono molto ristrette almeno fino ai 18 anni, poi, anche attraverso
internet si arriva, talvolta pericolosamente, a situazioni in cui è
possibile parlare anche di sessualità gay, ma spesso i contesti sono i
meno appropriati e sono quelli legati alle chat erotiche e ai siti di
incontri in cui i discorsi sono finalizzati agli incontri e le
possibilità vere di confronto serio sono decisamente ridotte.
L’educazione sessuale dei ragazzi gay presenta una enorme complicazione
che consiste nel fatto che, purtroppo, non esiste di fatto una società
matura capace di integrare l’omosessualità, in questo senso una
educazione a comportamenti liberi, che sarebbe in assoluto la più
desiderabile, finirebbe per essere dannosa per lo steso ragazzo e lo
metterebbe seriamente a rischio in ambienti in cui l’omofobia è ancora
profondamente radicata. I discorsi sulla sessualità servono certamente a
creare un confronto ma anche e soprattutto a fare diminuire l’ansia, ed
evitare l’idea che la sessualità, e quella gay in particolare, sia una
specie di successione di tappe obbligate. Parlare serve a
sdrammatizzare, a togliersi dalla mente l’idea di “avere un problema” di
essere “un po’ anomalo”, di dover per forza trovare una spiegazione a
tutto, di dover interpretare qualsiasi pensiero che ci passi per la
mente per scoprirne i risvolti più riposti. Parlare di sessualità serve a
ridimensionare e a riportare le cose in prospettive meno emotivamente
condizionate, a capire che la sessualità è una cosa complessa e che
ciascuno ha i suoi tempi, i suoi ritmi e suoi condizionamenti che vanno
accettati per quello che sono.
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domenica 13 febbraio 2011
GAY E SESSUALITÀ REPRESSA
Ciao Project,
sono capitato sul blog per caso, anzi nemmeno per caso, onestamente cercavo un po’ di porno, questa è la realtà, poi mi sono messo a leggere e sono andato avanti per tutta la sera. Volevo entrare in chat ma non me la sono sentita, quasi un senso di repulsione, non lo saprei definire diversamente, non so che cosa ci potrei trovare e magari mi potrebbe lasciare male, ma in fondo non è di questo che ho bisogno. Penso che tu di ragazzi gay ne abbia conosciuti molti, io ho vent’anni, vado all’università con buoni risultati, sarei in pratica soddisfatto della mia vita se non ci fosse il fatto che io vivo praticamente due vite, una per gli altri, quella del bravo ragazzo tutto casa e chiesa (sì, anche quello) e l’altra per me, quella del ragazzo represso che forse non riuscirà mai ad essere se stesso. Sono gay, di questo non ho alcun dubbio, non ho mai avuto alcun interesse sessuale per le ragazze ma non riesco ad accettare il mio essere gay. Diversi anni fa (a 13/14 anni, non ricordo nemmeno esattamente) ho fatto qualche volta dei giochi sessuali con un altro ragazzo della mia età, solo che dopo lui è diventato del tutto etero e io sono diventato del tutto gay. Lui proprio non se ne ricorda più mentre per me è diventata una specie di idea fissa, insieme molto attraente e molto repellente. Ho pensato spesso che sono diventato gay come conseguenza di quei fatti, ma se ci penso razionalmente non mi sembra possibile. Per l’altro ragazzo al di là della curiosità momentanea non c’è stato più nulla, questo penso significhi che io ero in un certo senso predisposto a diventare gay. Ma torniamo alla mia seconda vita, mi sento totalmente represso, arrivo a fare di tutto se mi viene in mente una finalità sessuale (che poi non metto mai in pratica). Nell’ultimo anno di liceo mi sono innamorato di un mio compagno, ho fatto di tutto per stare con lui in camera alla gita scolastica e per riuscire a vederlo nudo almeno per un momento e ci sono riuscito. In pratica quella per me era l’unica finalità della gita scolastica, proprio un’idea fissa. Quel ragazzo è etero, io non ho mai detto a nessuno di essere gay e così devo limitarmi a rubare qualcosa di sessuale perché so che non potrei mai parlare apertamente e meno ancora potrei sperare che un ragazzo si innamorasse di me, e invece di me si innamorano le ragazze, io faccio di tutto per non incoraggiarle ma loro mi stanno appresso e non mi mollano mai. Tutti pensano che io sia etero per il fatto che ho sempre tante ragazze intorno ma per me non sono nemmeno amiche, non me ne fido affatto, come non mi fido nemmeno nei ragazzi. E allora vivo di porno ma è proprio deludente, in pratica la mia vita è fatta solo di studio (che le soddisfazioni me le dà eccome) e di porno che alla fine mi porta al disgusto ma è anche l’unica forma di sessualità accessibile. A casa mia ho la mia stanza ma da sempre non ci sono chiavi alle porte, nemmeno al bagno, quindi per stare un po’ tranquillo devo aspettare che i miei siano a dormire il che non succede mai prima dell’una di notte, insomma passo le mie serate a girare per i siti porno aspettando che i miei vadano a dormire, con la paura che qualcuno possa entrare da un momento all’altro, e poi mi sfogo un po’, ma anche lì le cose sono deprimenti, non prima o durante ma soprattutto dopo, mi sento uno schifo e avrei voglia di buttare via tutto perché non ha senso andare avanti così. Qualche volta penso di avere qualcosa di patologico, non so come dire, proprio qualcosa che non va a livello psichico, e vorrei uscire da questa doppia vita che in pratica è una doppia frustrazione. Ho tagliato i ponti con tutti, ai ragazzi che conoscevo, a forza di sentirsi dire di no, è passata anche la voglia di chiamarmi e di invitarmi. Adesso poi ci si mettono pure i miei genitori che danno tutto per scontato e anche se sono persone intelligenti non hanno capito assolutamente nulla. Project, è con questo stato d’animo che sono arrivato al tuo blog e francamente mi ha colpito parecchio, è una cosa in pratica unica nel web e nelle storie di alcuni ragazzi mi ci sono rivisto. Non avevo mai scritto una mail come questa e soprattutto non avrei mai pensato di poterla spedire ma adesso provo a farmi forza e a farlo. Se vuoi pubblicala perché non ci sono elementi personali specifici, però ti chiedo di mandarmi la risposta per e-mail . Ho letto che è possibile parlare con te su msn, ti mando il mio contatto (omissis), mi farebbe piacere parlare un po’ (non so se poi avrò realmente il coraggio di farlo).
sono capitato sul blog per caso, anzi nemmeno per caso, onestamente cercavo un po’ di porno, questa è la realtà, poi mi sono messo a leggere e sono andato avanti per tutta la sera. Volevo entrare in chat ma non me la sono sentita, quasi un senso di repulsione, non lo saprei definire diversamente, non so che cosa ci potrei trovare e magari mi potrebbe lasciare male, ma in fondo non è di questo che ho bisogno. Penso che tu di ragazzi gay ne abbia conosciuti molti, io ho vent’anni, vado all’università con buoni risultati, sarei in pratica soddisfatto della mia vita se non ci fosse il fatto che io vivo praticamente due vite, una per gli altri, quella del bravo ragazzo tutto casa e chiesa (sì, anche quello) e l’altra per me, quella del ragazzo represso che forse non riuscirà mai ad essere se stesso. Sono gay, di questo non ho alcun dubbio, non ho mai avuto alcun interesse sessuale per le ragazze ma non riesco ad accettare il mio essere gay. Diversi anni fa (a 13/14 anni, non ricordo nemmeno esattamente) ho fatto qualche volta dei giochi sessuali con un altro ragazzo della mia età, solo che dopo lui è diventato del tutto etero e io sono diventato del tutto gay. Lui proprio non se ne ricorda più mentre per me è diventata una specie di idea fissa, insieme molto attraente e molto repellente. Ho pensato spesso che sono diventato gay come conseguenza di quei fatti, ma se ci penso razionalmente non mi sembra possibile. Per l’altro ragazzo al di là della curiosità momentanea non c’è stato più nulla, questo penso significhi che io ero in un certo senso predisposto a diventare gay. Ma torniamo alla mia seconda vita, mi sento totalmente represso, arrivo a fare di tutto se mi viene in mente una finalità sessuale (che poi non metto mai in pratica). Nell’ultimo anno di liceo mi sono innamorato di un mio compagno, ho fatto di tutto per stare con lui in camera alla gita scolastica e per riuscire a vederlo nudo almeno per un momento e ci sono riuscito. In pratica quella per me era l’unica finalità della gita scolastica, proprio un’idea fissa. Quel ragazzo è etero, io non ho mai detto a nessuno di essere gay e così devo limitarmi a rubare qualcosa di sessuale perché so che non potrei mai parlare apertamente e meno ancora potrei sperare che un ragazzo si innamorasse di me, e invece di me si innamorano le ragazze, io faccio di tutto per non incoraggiarle ma loro mi stanno appresso e non mi mollano mai. Tutti pensano che io sia etero per il fatto che ho sempre tante ragazze intorno ma per me non sono nemmeno amiche, non me ne fido affatto, come non mi fido nemmeno nei ragazzi. E allora vivo di porno ma è proprio deludente, in pratica la mia vita è fatta solo di studio (che le soddisfazioni me le dà eccome) e di porno che alla fine mi porta al disgusto ma è anche l’unica forma di sessualità accessibile. A casa mia ho la mia stanza ma da sempre non ci sono chiavi alle porte, nemmeno al bagno, quindi per stare un po’ tranquillo devo aspettare che i miei siano a dormire il che non succede mai prima dell’una di notte, insomma passo le mie serate a girare per i siti porno aspettando che i miei vadano a dormire, con la paura che qualcuno possa entrare da un momento all’altro, e poi mi sfogo un po’, ma anche lì le cose sono deprimenti, non prima o durante ma soprattutto dopo, mi sento uno schifo e avrei voglia di buttare via tutto perché non ha senso andare avanti così. Qualche volta penso di avere qualcosa di patologico, non so come dire, proprio qualcosa che non va a livello psichico, e vorrei uscire da questa doppia vita che in pratica è una doppia frustrazione. Ho tagliato i ponti con tutti, ai ragazzi che conoscevo, a forza di sentirsi dire di no, è passata anche la voglia di chiamarmi e di invitarmi. Adesso poi ci si mettono pure i miei genitori che danno tutto per scontato e anche se sono persone intelligenti non hanno capito assolutamente nulla. Project, è con questo stato d’animo che sono arrivato al tuo blog e francamente mi ha colpito parecchio, è una cosa in pratica unica nel web e nelle storie di alcuni ragazzi mi ci sono rivisto. Non avevo mai scritto una mail come questa e soprattutto non avrei mai pensato di poterla spedire ma adesso provo a farmi forza e a farlo. Se vuoi pubblicala perché non ci sono elementi personali specifici, però ti chiedo di mandarmi la risposta per e-mail . Ho letto che è possibile parlare con te su msn, ti mando il mio contatto (omissis), mi farebbe piacere parlare un po’ (non so se poi avrò realmente il coraggio di farlo).
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martedì 10 agosto 2010
NORMALITA' GAY E DIPENDENZA DALLA PORNOGRAFIA
Caro Project,
sono entrato in una situazione insostenibile e ne voglio uscire, dico che lo voglio ma non ci riesco, è per questo che ti scrivo, perché forse altre cose del genere ti saranno capitate. Ti dico che sono proprio incapace di uscirne. Ho 24 anni, quasi 25, adesso mi sento gay, dico mi sento perché non lo so se è proprio così ma il punto non è questo. Forse è meglio che ti racconto le cose per ordine. Mi sono sentito etero fino a 22 anni, anche qui dico che mi ci sono sentito perché non so se lo ero veramente, però dai 18 anni ho avuto due ragazze anche se per me non era il massimo, che non era il massimo lo capivo ma non pensavo di essere gay. Con le due ragazze ho avuto anche rapporti, pure quelli, magari più per la curiosità ma mi piacevano, cioè quando succedeva non stavo a disagio ma quando non succedeva non mi mancavano. Mi masturbavo pensando alle ragazze, anche lì niente di travolgente ma mi sentivo normale e poi le ragazze di cui ti ho parlato penso si fossero proprio innamorate di me, io di loro forse, ma forse non seriemente. Fino a 22 anni con l’università le cose andavano bene, gli esami li facevo e pure con voti buoni, poi a 22/23 anni è cominciato il disastro. Ora ti spiego. Ho conosciuto un ragazzo che è venuto da noi per fare la laurea magistrale e abbiamo cominciato a studiare insieme e così mi sono accorto che mi piaceva moltissimo stare con lui. Lui è etero e di questo non ho il minimo dubbio. Ho letto quello che pensi dell’innamorarsi di un etero e lo capisco ma io non riuscivo a togliermelo dalla testa, lui poi aveva molte attenzioni per me e penso che “a suo modo” mi volesse anche bene. Comunque sono andato totalmente in crisi. Mi veniva duro anche solo a pensare a questo ragazzo e poi ci vedevamo tutti i giorni mattina e pomeriggio per studiare. Quando stavamo insieme lui studiava e io no. Lo studio insieme è durato un semestre poi lui ha fatto gli esami ed è andato avanti, io non ho fatto nulla e in pratica ho perso il primo anno della magistrale ma questo sarebbe ancora una cosa relativa. Da quando mi sono innamorato di lui ho cominciato a masturbarmi pensando a lui, ed era una cosa che mi piaceva moltissimo, tutta di fantasia ma mi sentivo soddisfatto, ho capito che sono gay e questo fatto non mi ha nemmeno creato problemi, se lo avevo vicino a me ero felice. Quando poi mi ha lasciato per studiare da solo perché non combinavo più niente ci sono stato proprio male. Non andavo all’università per non vederlo perché avevo capito che tra noi non ci poteva essere niente. I miei andavano a lavorare e io me ne stavo da solo a casa a vedere film porno dalla mattina quando i miei uscivano fino alle due quando tornavano, a loro dicevo che ro andato all’università ma non ci andavo. Quando la sera andavano a dormire mi rimettevo al computer a vedere porno fino alle ore piccole. Quando ero più padrone di me mi sentivo un deficiente a buttare la vita così ma poi non riuscivo a staccarmi dai porno, ne avevo riempito il computer. Non c’erano pericoli perché i miei non sanno nemmeno come si accende un computer ma la mia vita girava tutta intorno ai porno e alla masturbazione che, tra l’altro, ormai mi sembrava una cosa molto stupida. Ho cominciato a rimpiangere il tempo quando ero etero magari a metà ma avevo una vita normale. Non ne posso proprio più di andare avanti così. Il mio amico prenderà la laurea magistrale a novembre e io non ho concluso nulla, ho fatto solo due esami e di quelli più stupidi. Devo dare assolutamente una svolta alla mia vita. Tra l’altro ho cominciato a bere un po’ troppo e devo smettere prima che diventi un problema, anche se ancora non lo è. Project io vorrei una vita da ragazzo gay, perché quello sono, ma una vita normale. Quando ero etero le ragazze mi cercavano loro perché mi dicono che sono un bel ragazzo ma come gay mi sento intorno il vuoto totale. Che sono gay non lo sa nessuno, ma essere gay è snervante, se ti innamori di un ragazzo molto probabilmente è etero e non glielo puoi nemmeno dire e allora o hai una volontà di ferro o finisci sui porno come me. Io vorrei essere un gay normale, vorrei avere un ragazzo che mi vuole bene, ma tutto questo finisce per essere difficilissimo e poi comincio ad avere l’incubo dell’età che va avanti e quello delle depressione. Fino adesso non mi sembra di essere depresso ma se vado avanti così il rischio c’è. Ho quasi una paura ossessiva di non riuscire più a uscirne e di buttare via così tutta la vita. Puoi immaginare quanto ho girato i siti gay su internet e ovviamente sono finito parecchie volte su progetto gay, lo scartavo sempre perché non ci sono foto e roba simile poi sono capitato su un post del forum, di un 32enne dipendente dalla pornografia. Per lui le cose sono diverse ma l’ossessione della pornografia in effetti è simile. Io sono un ragazzo molto riservato e per me raccontare certe cose è imbarazzante ma non ce la faccio più ad andare avanti, sta per ricominciare l’università e non voglio buttare via il terzo anno di seguito. Ho bisogno di qualcuno che mi dia un po’ di voglia di ricominciare e mi dica che per uno come me ci può essere un futuro di normalità. Tu dici che per un gay ci può essere una possibilità di vivere come vuole, ne sei convinto, lo dici in tutti i modi ma io vedo davanti a me come un muro di impossibilità. Lo so che devo tornare a una vita normale, è quasi una settimana che mi sono imposto di non vedere più porno e di non bere ma poi mi sembra una grande stronzata e ho paura che ricomincerà tutto come prima. Rispondimi in privato se vuoi, ho bisogno di un confronto serio.
Matteo
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giovedì 8 luglio 2010
SESSUALITA’ AFFETTIVA GAY E PORNOGRAFIA
Il post che segue si compone di due parti, la prima parte è costituita da un post che stavo scrivendo oggi pomeriggio, la seconda parte è un estratto di una mail che ho ricevuto e che presenta un punto di vista lontanissimo dal mio ma che merita la massima attenzione, perché non è certo la prima volta che mi capita di incontrare ragazzi che la pensano così.
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Questo post intende analizzate i rapporti dei gay con la pornografia. Con tutte le riserve del caso, partirò dai dati dedotti dal sondaggio di Progetto Gay sulla pornografia.
L’età media dei ragazzi che hanno partecipato al sondaggio sulla pornografia è di 23, 81 anni, il 40% non ha mai dichiarato a nessuno la propria omosessualità, il 20% la ha dichiarata ad una sola persona, il 34,67% l’ha dichiarata agli amici veri, mentre il 4% è dichiarato pubblicamente.
L’1,33% del campione dichiara di non aver mai fatto uso di pornografia, il 2,67% va su siti porno solo eccezionalmente e per curiosità, il 13,33% usa siti porno per masturbarsi ma lo fa di rado, il 45,33% usa spesso siti porno per masturbarsi ma non se ne sente condizionato, il 25,33% si masturba in pratica solo usando i porno, l’8% dichiara di essere parzialmente dipendente dalla pornografia e di passare sui siti porno tutto il tempo possibile, il 4% si dichiara dipendente dalla pornografia della quale non riesce a fare a meno.
Il 29,3% dei ragazzi che hanno fatto il test dichiara di avere avuto i primi contatti con la pornografia prima dei 14 anni, il 21,33% a 14 anni.
Il 28% dei ragazzi si masturba facendo uso di pornografia in oltre il 90% dei casi.
La pornografia di massa è un fenomeno abbastanza recente. Oggi la pornografia in rete ha praticamente soppiantato quasi del tutto quella a mezzo stampa e quella tramite cassette e DVD. Le ragioni sono riducibili sostanzialmente due: in primo luogo l’anonimato e il secondo luogo il costo. Poter fruire gratuitamente di pornografia in modo del tutto anonimo costituisce una spinta molto forte al consumo.
Vorrei aggiungere che, specialmente in età molto giovane (14/15 anni) la pornografia costituisce in pratica l’unico mezzo cui viene di fatto delegata l’educazione (o la maleducazione) sessuale dei ragazzi. La famiglia non si occupa praticamente mai di educazione sessuale, la scuola insegna di tutto ma l’educazione sessuale è ancora un tabù totale e viene delegata ad equipe mediche che trattano la cosa esclusivamente in termini di fisiologia della riproduzione o, al massimo, di prevenzione e di educazione alla salute. La Chiesa è praticamente l’unico ente che in qualche modo si occupa anche di educazione sessuale ma ha in questo campo dei presupposti che portano alla condanna di principio della omosessualità. Che cosa resta ad un ragazzo giovanissimo per soddisfare le sue curiosità? La risposta è facile, gli resta solo la pornografia ma, nell’ottica di una educazione sessuale, la pornografia è uno strumento pericoloso perché non presenta la realtà della sessualità e fornisce modelli in cui la sessualità è del tutto scissa dalla vita affettiva.
Una forma di educazione sessuale seria dovrebbe partire da una rappresentazione della sessualità integrata nella vita affettiva delle persone, in sostanza una educazione sessuale seria non dovrebbe mai essere esclusivamente sessuale nel senso tecnico del termine ma dovrebbe mostrare e chiarire il rapporto tra sessualità e vita affettiva. Nel mondo di oggi è ancora sostanzialmente valida la vecchia distinzione tra film d’amore serio, anche a tema gay, e pornografia. Il film serio si occupa di problematiche affettive, psicologiche, interpersonali, ma con dei limiti di censura che di fatto bandiscono i contenuti strettamente sessuali, il porno presenta solo aspetti strettamente sessuali del tutto staccati dalle tematiche affettive. Ne risulta a livello complessivo un messaggio che viene inteso come: l’affettività è una cosa, il sesso è un’altra cosa. Lo stesso discorso vale per la letteratura. Il romanzo d’amore serio non si occupa del sesso se non per allusioni o di sfuggita, il racconto pornografico parla solo di sesso al di fuori di contesti affettivi.
Emerge frequentemente nelle chat con i ragazzi il tema della scissione tra affettività e sessualità nel senso che la sessualità masturbatoria, vissuta come del tutto staccata dall’affettività, è rivolta verso i ragazzi mentre gli interessi affettivi sono rivolti in modo più o meno convinto verso le ragazze. La masturbazione viene vissuta da moltissimi ragazzi come una realtà che non ha nulla a che vedere con la sfera affettiva e che è condotta esclusivamente sulla base della pornografia. Molti ragazzi faticano a comprendere che possa esistere una masturbazione affettiva, cioè del tutto slegata dai porno e condotta su fantasie relative a ragazzi conosciuti nella realtà e verso i quali si prova a anche un forte trasporto affettivo. In sostanza si arriva al paradosso che molti ragazzi che sono abituati a vivere la masturbazione esclusivamente in dipendenza dalla pornografia non riescono a riconnetterla ad una dimensione affettiva verso persone reali. Questo fatto comporta anche il sorgere di problemi relativi alla sessualità di coppia che viene vista come qualcosa di più o meno vagamente affine alla pornografia e questo comporta difficoltà nella creazione di rapporti affettivi e nel vivere la sessualità all’interno di questi rapporti affettivi. Il condizionamento operato dalla pornografia sulla sessualità individuale non è neppure avvertito da chi lo subisce e anzi chi lo subisce non ha il minimo dubbio che quanto di fatto ha appreso dalla pornografia rappresenti invece la sua concezione spontanea della sessualità. La pornografia diffonde modelli di comportamento sessuale e di normalità che si imprimono profondamente nella mente dei ragazzi, tanto più se giovanissimi, e inducono all’imitazione e all’idea di provare, trasformando la sessualità in un insieme di pratiche che contano per se stesse e che sarebbero da sperimentare per vivere a pieno la propria sessualità. In campo gay poi, si definisce addirittura una identità sessuale gay basata sulla presunzione che un gay non possa non seguire determinate pratiche sessuali. Tutto questo, come risulta evidente dalle statistiche di Progetto Gay non ha nulla a che vedere con la realtà.
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Ho ricevuto poco fa una mail da un 25enne proprio della sessualità gay e col suo permesso ne riporto qui dei tratti fondamentali.
“ Project, lo so che tu non la pensi così, ma io mi sono stufato, ho avuto tre ragazzi e ho fatto sesso con tutti e tre, protetto, sempre, però alla fine se non lo avessi fatto sarebbe stato meglio, in effetti a questi ragazzi volevo e voglio bene, mi fanno un po’ pena come anche io faccio pena a me stesso, ma fare sesso non capisco proprio a che possa servire, mi pare di recitare un porno, che ne so. Quando non lo hanno fatto i ragazzi lo vivono nell’attesa come se fosse la cosa più sublime del mondo (almeno i ragazzi con cui sono stato io) poi, quando lo hanno fatto, per un po’ dura la frenesia e dopo si stufano. Tu la metti sulla storia d’amore, ma in effetti è tutto molto più banale. Io adesso mi sono proprio stufato di cercare le storie d’amore, se ne ho voglia uso un porno, che almeno è sicuro dal punto di vista della salute, ma di rimettermi con un ragazzo non ne voglio più sapere, è sempre la solita storia, ci sono passato tre volte di fare la quarta non mi va proprio. Bisognerebbe accettare tutti la propria mediocrità e invece spariamo sempre in alto, scusa se te lo dico Project, ma certe volte ho l’impressione che tu sui gay ci fai proprio la filosofia sopra, bellissima per carità, ma le cose non vanno come dici tu. La sessualità affettiva? Potrebbe pure esistere, però non l’ho mai vista. Lo sai che cos’è il grande amore? È il periodo in cui i ragazzi stanno costruendosi la strada verso un rapporto sessuale, è il prima che conta, sai, tanta fantasia, tante cose bellissime, ecc. ecc., poi, dopo che è successo, uno o due mesi e si passa oltre. Questa non è sessualità affettiva perché la sessualità affettiva non esiste. Ma tanto i ragazzi alla fine non vivono una vita sessuale vera ma vivono solo una vita sessuale degradata fatta solo di masturbazione sui porno e quando stanno con un ragazzo e si accorgono che di idillico non c’è proprio niente pensano che tutta questa supervalutazione della sessualità in effetti è solo un grande presa per il c. . Ho letto un po’ di cose che hai scritto, sono belle per carità, tu i ragazzi li fai sognare ma prima o poi si sveglieranno. Ma credi davvero che la sessualità affettiva, come la chiami tu, sia la realizzazione di un ragazzo gay? Io francamente penso che non sia così.”
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domenica 11 aprile 2010
GAY E DIPENDENZA DALLA PORNOGRAFIA
Ciao Project,
è da una settimana che ho scoperto Progetto Gay e per me è stata una scoperta importante, non solo per le testimonianze che hai raccolto ma anche per le statistiche e i test che hai pubblicato, che sono cose interessantissime e mi hanno proprio aperto il cervello. Ho letto e meditato con la massima attenzione soprattutto le interviste a risposta libera che permettono di capire in modo più organico come vive realmente un ragazzo gay. Sono un 32enne che vive ancora con i genitori in una piccola città del sud che non brilla certo per apertura mentale. Ho studiato, mi sono laureato e ho un lavoro stabile discreto. Ti dico subito che i miei mi vogliono bene ma non hanno la più pallida idea di quello che io sono veramente. Ho letto sul forum di ragazzi che hanno fatto coming out in famiglia ma a me sembrano storie di marziani. L’idea del coming out in famiglia non mi ha mai sfiorato. Nel mio riconoscermi gay ho avuto una storia molto complicata, poi, leggendo quello che scrivi tu, mi sono ritrovato molto in certe situazioni. In pratica ho cercato, provato ad essere etero fino ai 30 anni e anche oltre. Ho avuto nel corso degli anni quattro ragazze che per me sono state solo miseri tentativi di piegare la mia sessualità verso l’eterosessualità. Non ho mai avuto rapporti sessuali con una ragazza, con l’ultima, che era molto più intraprendente della altre, mi sono sentito spesso in estremo disagio, quasi violentato. Il fatto è che in quelle situazioni, in cui lei con me ci provava in tutti i modi, proprio toccandomi (da sopra i pantaloni) mi eccitavo pure e lei la prendeva come un segno evidente che io volevo ma ero represso, ma io non mi sono mai masturbato pensando a una ragazza, tutte le mie fantasie erano per i ragazzi del mio gruppo sportivo che potevo vedere nudi praticamente tutti i gironi. Piano piano ero riuscito ad avere un autocontrollo tale che potevo fare la doccia con loro senza il rischio dell’erezione. Anzi certe volte erano loro ad andare in erezione quando giocavano tra loro un po’ cameratescamente anche se erano e sono tutti etero e di questo non ho mai avuto nessun dubbio. Devo confessare una cosa di cui mi vergogno, o meglio mi vergognavo molto, ancora a 32 anni sono in pratica totalmente dipendente dalla pornografia. Ho provato più volte a chiudere con questa dipendenza ma non ci sono mai riuscito. Quando i miei vanno a dormire, verso l’una di notte, mi chiudo a chiave nella mia camera e lì ti puoi immaginare quello che faccio. Devo dire che leggendo i sondaggi e vedendo che ragazzi nelle mie condizioni ce ne sono un bel po’ mi sono sentito meno strano ma l’idea di essere un po’ troppo grande per dipendere dalla pornografia mi resta comunque. Praticamente ho sempre immaginato di poter fare con i miei compagni di squadra quello che vedevo nei porno, ma è normale che uno arrivi a 32 anni così? Adesso da due anni ho rotto con la mia ultima ragazza e non mi metterò più con nessun’altra perché ormai per me la stagione del forzarsi all’essere etero è proprio finita. Leggendo quello che scrivi una cosa mi ha colpito perché la riscontro in me ed è il fatto che vedo l’omosessualità essenzialmente in chiave sessuale e non affettiva. Ho provato a chiedermi se ho mai provato dei sentimenti veri e forti per un ragazzo ma mi sembra che non sia mai successo. Mi piacciono fisicamente, mi eccitano sessualmente, ma non me ne sento innamorato, non so come dire, ma non ho mai pensato che con un ragazzo potrei fare vita comune come in una famiglia. C’è sicuramente anche il fatto che a 32 anni non ho mai conosciuto un ragazzo gay, nemmeno uno. Non mi piacciono le chat e le cose di quel genere, che sono pure pericolose per le malattie. Il mio mito è la mia squadra ma nemmeno a livello individuale, quasi direi a livello di gruppo perché nello spogliatoio c’è un clima che mi piace moltissimo. So bene che quel clima è così significativo solo per me e che a quei ragazzi non fa né caldo né freddo, però è proprio la mia atmosfera sessuale ideale. Certe volte penso che non mi troverei nemmeno bene con un ragazzo, cioè a stare con lui in coppia, nemmeno per solo sesso. Tu dici che un gay si innamora di un ragazzo e mi piace pensarlo, ma perché a me non succede? Tu dici che omosessualità significa prima di tutto tendenza a creare un rapporto affettivo con un altro ragazzo, ma questo a me non succede. È pure vero che io ho sempre vissuto l’omosessualità come una trasgressione. Ho letto il tuo articolo in proposito e ci trovo molto del mio modo di reagire ma francamente non riesco proprio a pensare di essere gay per il solo desiderio di superare un tabù. Cioè vivo l’omosessualità come una cosa soprattutto sessuale, ma almeno a livello sessuale e almeno a livello di masturbazione, perché con un ragazzo non ci sono mai stato e forse non ci starò mai, la soddisfazione ce la trovo eccome. Se penso a quando mi forzavo di stare vicino a una ragazza e faccio il paragone con quando faccio fantasie sui miei compagni di squadra non c’è proprio paragone, secondo me è sessualità vera, cioè non la sento come il superamento di un tabù. Insomma, come dici tu, per me il fatto di poter condividere l’intimità sessuale con un altro ragazzo sarebbe importantissimo anche perché lo è già in dimensione di fantasia. Nello scrivere questa frase mi accorgo che alla fine un sogno affettivo verso un ragazzo lo potrei pure avere, però fino adesso non mi è mai capitato con un ragazzo determinato. Un’altra cosa che mi manca da matti è la possibilità di parlare con dei ragazzi gay in modo serio. Credo di sapere poco e niente sui gay, e anzi adesso tramite il tuo sito comincio a capire tante cose ma certo parlare con ragazzi veri sarebbe importantissimo. Ho letto che i ragazzi parlano tra loro anche molto seriamente di cose di sesso, tipo la masturbazione, ma come fanno? Io non ci riuscirei mai. L’ho fatto con te in questa mail e non so nemmeno come è potuto succedere ma con un altro ragazzo mi sentirei terribilmente in imbarazzo. Ti faccio una domanda, però rispondimi sinceramente. Pensi che per uno come me ci sia qualche speranza o faccio meglio a mettermi l’anima in pace? In effetti per me cambiare ambiente sarebbe difficilissimo e comincio ad abituarmi all’idea che per me la sessualità si ridurrà solo alle mie nottate davanti ai siti porno. Chissà che non arrivi poi un ragazzo che cambi le cose! Magari! Lo vorrei tanto, ma un ragazzo serio che cosa si può aspettare da uno come me?
Ciao Project (se vuoi pubblica la mia mail, ma rispondimi in privato, ti allego il mio contatto [-omissis-], mi farebbe piacere potere parlare un po’ con te).
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è da una settimana che ho scoperto Progetto Gay e per me è stata una scoperta importante, non solo per le testimonianze che hai raccolto ma anche per le statistiche e i test che hai pubblicato, che sono cose interessantissime e mi hanno proprio aperto il cervello. Ho letto e meditato con la massima attenzione soprattutto le interviste a risposta libera che permettono di capire in modo più organico come vive realmente un ragazzo gay. Sono un 32enne che vive ancora con i genitori in una piccola città del sud che non brilla certo per apertura mentale. Ho studiato, mi sono laureato e ho un lavoro stabile discreto. Ti dico subito che i miei mi vogliono bene ma non hanno la più pallida idea di quello che io sono veramente. Ho letto sul forum di ragazzi che hanno fatto coming out in famiglia ma a me sembrano storie di marziani. L’idea del coming out in famiglia non mi ha mai sfiorato. Nel mio riconoscermi gay ho avuto una storia molto complicata, poi, leggendo quello che scrivi tu, mi sono ritrovato molto in certe situazioni. In pratica ho cercato, provato ad essere etero fino ai 30 anni e anche oltre. Ho avuto nel corso degli anni quattro ragazze che per me sono state solo miseri tentativi di piegare la mia sessualità verso l’eterosessualità. Non ho mai avuto rapporti sessuali con una ragazza, con l’ultima, che era molto più intraprendente della altre, mi sono sentito spesso in estremo disagio, quasi violentato. Il fatto è che in quelle situazioni, in cui lei con me ci provava in tutti i modi, proprio toccandomi (da sopra i pantaloni) mi eccitavo pure e lei la prendeva come un segno evidente che io volevo ma ero represso, ma io non mi sono mai masturbato pensando a una ragazza, tutte le mie fantasie erano per i ragazzi del mio gruppo sportivo che potevo vedere nudi praticamente tutti i gironi. Piano piano ero riuscito ad avere un autocontrollo tale che potevo fare la doccia con loro senza il rischio dell’erezione. Anzi certe volte erano loro ad andare in erezione quando giocavano tra loro un po’ cameratescamente anche se erano e sono tutti etero e di questo non ho mai avuto nessun dubbio. Devo confessare una cosa di cui mi vergogno, o meglio mi vergognavo molto, ancora a 32 anni sono in pratica totalmente dipendente dalla pornografia. Ho provato più volte a chiudere con questa dipendenza ma non ci sono mai riuscito. Quando i miei vanno a dormire, verso l’una di notte, mi chiudo a chiave nella mia camera e lì ti puoi immaginare quello che faccio. Devo dire che leggendo i sondaggi e vedendo che ragazzi nelle mie condizioni ce ne sono un bel po’ mi sono sentito meno strano ma l’idea di essere un po’ troppo grande per dipendere dalla pornografia mi resta comunque. Praticamente ho sempre immaginato di poter fare con i miei compagni di squadra quello che vedevo nei porno, ma è normale che uno arrivi a 32 anni così? Adesso da due anni ho rotto con la mia ultima ragazza e non mi metterò più con nessun’altra perché ormai per me la stagione del forzarsi all’essere etero è proprio finita. Leggendo quello che scrivi una cosa mi ha colpito perché la riscontro in me ed è il fatto che vedo l’omosessualità essenzialmente in chiave sessuale e non affettiva. Ho provato a chiedermi se ho mai provato dei sentimenti veri e forti per un ragazzo ma mi sembra che non sia mai successo. Mi piacciono fisicamente, mi eccitano sessualmente, ma non me ne sento innamorato, non so come dire, ma non ho mai pensato che con un ragazzo potrei fare vita comune come in una famiglia. C’è sicuramente anche il fatto che a 32 anni non ho mai conosciuto un ragazzo gay, nemmeno uno. Non mi piacciono le chat e le cose di quel genere, che sono pure pericolose per le malattie. Il mio mito è la mia squadra ma nemmeno a livello individuale, quasi direi a livello di gruppo perché nello spogliatoio c’è un clima che mi piace moltissimo. So bene che quel clima è così significativo solo per me e che a quei ragazzi non fa né caldo né freddo, però è proprio la mia atmosfera sessuale ideale. Certe volte penso che non mi troverei nemmeno bene con un ragazzo, cioè a stare con lui in coppia, nemmeno per solo sesso. Tu dici che un gay si innamora di un ragazzo e mi piace pensarlo, ma perché a me non succede? Tu dici che omosessualità significa prima di tutto tendenza a creare un rapporto affettivo con un altro ragazzo, ma questo a me non succede. È pure vero che io ho sempre vissuto l’omosessualità come una trasgressione. Ho letto il tuo articolo in proposito e ci trovo molto del mio modo di reagire ma francamente non riesco proprio a pensare di essere gay per il solo desiderio di superare un tabù. Cioè vivo l’omosessualità come una cosa soprattutto sessuale, ma almeno a livello sessuale e almeno a livello di masturbazione, perché con un ragazzo non ci sono mai stato e forse non ci starò mai, la soddisfazione ce la trovo eccome. Se penso a quando mi forzavo di stare vicino a una ragazza e faccio il paragone con quando faccio fantasie sui miei compagni di squadra non c’è proprio paragone, secondo me è sessualità vera, cioè non la sento come il superamento di un tabù. Insomma, come dici tu, per me il fatto di poter condividere l’intimità sessuale con un altro ragazzo sarebbe importantissimo anche perché lo è già in dimensione di fantasia. Nello scrivere questa frase mi accorgo che alla fine un sogno affettivo verso un ragazzo lo potrei pure avere, però fino adesso non mi è mai capitato con un ragazzo determinato. Un’altra cosa che mi manca da matti è la possibilità di parlare con dei ragazzi gay in modo serio. Credo di sapere poco e niente sui gay, e anzi adesso tramite il tuo sito comincio a capire tante cose ma certo parlare con ragazzi veri sarebbe importantissimo. Ho letto che i ragazzi parlano tra loro anche molto seriamente di cose di sesso, tipo la masturbazione, ma come fanno? Io non ci riuscirei mai. L’ho fatto con te in questa mail e non so nemmeno come è potuto succedere ma con un altro ragazzo mi sentirei terribilmente in imbarazzo. Ti faccio una domanda, però rispondimi sinceramente. Pensi che per uno come me ci sia qualche speranza o faccio meglio a mettermi l’anima in pace? In effetti per me cambiare ambiente sarebbe difficilissimo e comincio ad abituarmi all’idea che per me la sessualità si ridurrà solo alle mie nottate davanti ai siti porno. Chissà che non arrivi poi un ragazzo che cambi le cose! Magari! Lo vorrei tanto, ma un ragazzo serio che cosa si può aspettare da uno come me?
Ciao Project (se vuoi pubblica la mia mail, ma rispondimi in privato, ti allego il mio contatto [-omissis-], mi farebbe piacere potere parlare un po’ con te).
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Se volete, potete partecipare alla discussone di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
lunedì 5 aprile 2010
STATISTICHE GAY E PORNOGRAFIA
Progetto Gay ha pubblicato una pagina di statistiche interattive sui rapporti tra Gay e pornografia.
http://progettogaysito.altervista.org/gay_e_pornografia.htm
Sottolineo che "per la prima volta" in Progetto Gay, questa pagina non è un'analisi "a bocce ferme" cioè non è l'analisi di un particolare momento della raccolta di dati, ma è un'analisi dinamica, cioè, ogni volta che viene compilato e inviato un nuovo modulo-intervista il programma aggiorna in breve tempo le statistiche (in media 40 secondi). Le statistiche sono quindi sempre aggiornate e seguono momento per momento l'evolversi della raccolta di dati. Aggiungo che con il programma di statistiche interattive ogni eventuale correzione del Data Base (dovuta per esempio alla duplicazione di una scheda per "doppio invio") comporta l'immediato aggiornamento e la correzione di tutte le statistiche.
Sottolineo che "per la prima volta" in Progetto Gay, questa pagina non è un'analisi "a bocce ferme" cioè non è l'analisi di un particolare momento della raccolta di dati, ma è un'analisi dinamica, cioè, ogni volta che viene compilato e inviato un nuovo modulo-intervista il programma aggiorna in breve tempo le statistiche (in media 40 secondi). Le statistiche sono quindi sempre aggiornate e seguono momento per momento l'evolversi della raccolta di dati. Aggiungo che con il programma di statistiche interattive ogni eventuale correzione del Data Base (dovuta per esempio alla duplicazione di una scheda per "doppio invio") comporta l'immediato aggiornamento e la correzione di tutte le statistiche.
Nella pagina si trovano anche le indicazioni per partecipare al sondaggio, per leggere i commenti inseriti dal programma alla scheda appena postata, e per leggere l'inero Data Base delle risposte.
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