Visualizzazione post con etichetta GAY E DONNE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta GAY E DONNE. Mostra tutti i post
sabato 5 novembre 2016
OMOSESSUALI E ORRORE DI FRONTE ALLA DONNA SECONDO RAFFALOVIC
I due capitoli di “Uranismo e Unisessualità” che vi presento oggi affrontano il cosiddetto “orrore di fronte alla donna” (horror feminae). Raffalovich prende in esame la reazione degli omosessuali di fronte al coito con una donna; non si sofferma affatto sulla possibilità o meno per un omosessuale, di avere rapporti sessuali con una donna, ritiene semplicemente che la cosa sia decisamente molto più comune di quanto appare attraverso la letteratura, ma, proprio prendendo in esame i rapporti sessuali degli omosessuali con le donne, ne coglie la dimensione di forzatura, di cosa sostanzialmente “non sessuale”, di sforzo di volontà che rappresenta una violenza alla volontà libera, in sostanza una forma di onanismo incapace di lasciare ricordi. Tutto ciò deriva dall’indifferenza dell’omosessuale verso la donna, ma non è certo un segno di odio o di orrore. L’orrore verso il coito eterosessuale, in un uranista non è un fatto necessario o naturale, ma, per Raffalovich, è indotto da una serie di circostanze sulle quali l‘autore si sofferma.
Nel secondo dei due capitoli che potete leggere nel seguito, Raffalovich riporta una serie di citazioni dal Satyricon di Petronio, un’opera dei tempi di Nerone ma di straordinaria attualità, che per secoli è stata ostracizzata ma che andrebbe riletta con una maggiore consapevolezza critica. A coloro che ne condannavano l’immoralità, si opponevano coloro che ne rivendicavano la piena legittimità, ma che la vedevano comunque come una specie di romanzo erotico ante litteram. In realtà, se ci si libera dai pregiudizi nell’uno come nell’altro senso, si potrà capire che il Satyricon è un vero romanzo d’amore e che i sentimenti che descrive non sono una parodia, satirica appunto, della realtà, ma ne sono una rappresentazione seria. Nei brani citati da Raffalovich è presa in considerazione in particolare la posizione di Encolpio, innamorato di Gitone, ma capace di apprezzare sessualmente anche le donne. Dai brani citati risulterà evidente che Encolpio non è innamorato della bella Trifena e nemmeno del bel Lica, che pure cerca di sedurlo, ma soltanto e perdutamente del suo Gitone, che lo fa soffrire ma che è l’unico che può fargli provare un profondo trasporto affettivo oltre che sessuale.
Ma lascio la parola a Raffalovich.
_______
Orrore di fronte alla donna
Io credo che si troverà che la facoltà (non dico il desiderio) di avere rapporti sessuali con i due sessi è molto più normale e diffusa di quanto non sia stato scritto. I rapporti col sesso verso in quale l’uomo non ha inclinazione lo soddisfano solamente fisicamente, momentaneamente, e gli sembrano un atto basso e inferiore. Si sentono alcuni uranisti dire che per loro il coito con una donna è un atto fisico, animale, stancante, mentre qualsiasi atto sessuale con un uomo di loro scelta (anche fisica) può mettere in gioco tutte le loro emozioni, tutte le loro vanità. L’uranista, la maggior parte delle volte, compie il coito con una donna attraverso uno sforzo di volontà e nello stesso tempo contro la sua stessa volontà.
L’uomo eterosessuale cerca nella donna una compagna, una serva, un’amante, della quale può andare orgoglioso, un divertimento, un diversivo, un’occupazione e la madre dei suoi figli. L’invertito, pur restando profondamente invertito, può nascondere la sua unisessualità alle donne, senza intaccare il suo ideale di unisessualità. Al contrario, più è amato da sua moglie e dai suoi figli, più le donne appartenenti ad un mondo o ad un altro lo occupano, o anche lo divertono, più si dà da fare per farsi notare dalla gente mostrandosi con una donna bella o interessante o alla moda, più avrà bisogno di ciò che per lui è la realtà, la verità, il centro, o l’illusione necessaria, la visione, l’orizzonte. Più le donne possederanno la sua vita fisica o morale, più i suoi desideri unisessuali fisici o platonici o romantici si espanderanno. L’orrore di fronte alla donna non è un elemento distintivo indispensabile o normale dell’invertito più invertito, ma può essere acquisito e coltivato.
La misoginia, l’orrore mescolato alla paura nei confronti della donna come essere fisico, morale e intellettuale, è una malattia, una mania, una fobia: ma uno sdegno intellettuale, un fastidio intimo (ci sono uomini molto eterosessuali che trovano che la più grande prova d’amore è sopportare il fastidio causato dalla donna amata) un fastidio che l’affetto o la simpatia o la bontà o il rispetto per una qualità qualunque possono far superare, questo fastidio-sdegno è logico, frequente, e deriva dal carattere dell’uomo, dal carattere della donna e dalla civiltà che circonda la donna di tanta curiosità e di tanta cortesia. Molte donne ignorano la loro mancanza di attenzione o di memoria, i loro infantilismi, i loro difetti, e tutto ciò che di loro è stato tanto vantato, l’enigma che degenera in rebus. L’uomo annoiato o allontanato da tutto ciò che ho appena indicato, e che è così diffuso tra le persone più colte il cui cervello non è tanto perfezionato quanto i loro atteggiamenti, o l’uomo respinto dalla ristrettezza mentale e dall’opacità di altre donne che non si mettono in posa, o respinto dalle loro pretese, quest’uomo non ha nulla di sorprendente. L’eterosessuale non avrà vergogna di confessare questa noia, questa critica spesso inevitabile.
L’invertito prova sensazioni o pensa nello stesso modo. Sarà forse più portato all’indulgenza rispetto all’eterosessuale, ha più pazienza se non ha sofferto a causa delle donne, se ha vissuto al riparo dalle complicazioni che le donne producono, o se ha delle amiche che stima e di cui non ha mai avuto da lamentarsi. Le donne saranno per lui quello che sono per la maggior parte degli eterosessuali: gli saranno simpatiche, indifferenti o sgradevoli, secondo le circostanze, la loro condotta, la loro natura e la sua capacità di capirle.
Potrà per simpatia estetica e morale, per l’attrazione di certe qualità fisiche e intellettuali, per delle virtù o dei talenti, per il merito o per gli orpelli essere anche portato al limite stesso dell’eterosessualità, e più di uno ha seguito questa strada almeno una volta, o è stato tentato più di una volta di seguirla. Il desiderio del focolare domestico, della paternità, o l’illusione del teatro, della commediante travestita o in un abito di fantasia, ha probabilmente visitato tutti gli uranisti in un momento o in un altro, anche quelli che sono del tutto ribelli e contenti della loro sorte o che come Prometeo, non vogliono sottomettersi.
Ma se delle donne arrivano a calunniarli ad interrompere lo scorrere pacifico dei loro affetti o la loro ricerca di un amore prezioso; se delle donne fanno soffrire quello o quelli che essi amano, se la gelosia o la paura delle donne si impossessa di loro, allora essi le detestano, le analizzano, le disprezzano, ne hanno terrore: sono le Nemiche,[1] delle nemiche che non si possono evitare, insinuanti, che non perdonano mai e dimenticano ancora meno, che tra loro si danno alla maldicenza.
Dato che essi non desiderano nulla da loro, quando diventano antipatiche, non c’è più alcuna idealizzazione, o cristallizzazione; devono lamentarsi delle donne e si vendicano detestandole. Comunque questo stato di cose non è destinato a durare: perché porterebbe alla follia della persecuzione.
Da quando le donne li hanno ostacolati, sconvolti, la freddezza sessuale verso di loro si muta in antipatia, in repulsione e può raggiungere il parossismo, l’orrore. L’odore della donna li stomacherà, il suo sudore! Diventeranno sensibili all’odore mestruale come a tutte le traspirazioni. Questo accade in parte perché si abbandonano a delle antipatie , ad un antagonismo di lunga data, e in parte perché essi creano delle antipatie o un antagonismo. È la lotta che dà una forma all’indifferenza, che la metamorfosizza e la traspone.
Anche per l’eterosessuale è facile scivolare sulla china dell’antipatia personale fino all’orrore sessuale. Ci sono molte donne che producono su molti eterosessuali una rivolta e delle sensazioni che possono arrivare fino all’orrore del coito. Perché un uranista ben portante arrivi ad un orrore simile bisogna che la sua tendenza unisessuale sia o molto contrastata o molto supereccitata. Il matrimonio è tanto pericoloso per certi uranisti perché li obbliga a soddisfare i loro istinti unisessuali.
L’uomo che ama l’uomo con i suoi sensi e col suo spirito considera ordinariamente il coito con una donna come un atto fisico che non lascia che stanchezza, quella tristezza dell’animale che si è reso più debole senza avere neppure un ricordo in cambio. È dopo dei rapporti con una donna che l’uranista è soprattutto esposto a dei tentativi unisessuali incoercibili. È forse più facile astenersi del tutto da qualsiasi commercio carnale che limitarsi esclusivamente a quello che non soddisfa affatto l’immaginazione, la vanità, la decenza: perché a molti invertiti i rapporti eterosessuali sembrano poco decenti.
La volontà dell’uranista che pratica il coito, o uno dei suoi sostituti, con una donna (se non è entusiasta del matrimonio, ansioso di avere figli, di fare il suo dovere verso sua moglie, e in questo caso sarebbe molto meglio per lui se non ci fosse un simile dovere), è così contraddetta, così scioccata; lui è totalmente schiacciato dal mondo, si sente una vittima, oppresso da una forza più grande di lui al punto di provare la stanchezza terribile e delusa di un animale più che di un uomo.
Tutti i medici ripetono con enfasi che la soddisfazione unisessuale tranquillizza l’invertito, lo rende forte, riposato, ben portane. È una cosa del tutto naturale, bisogna ricordarselo sempre quando si giudica un unisessuale. La sua antipatia verso la donna aumenta sia attraverso l’asservimento, l’annientamento della sua volontà che in funzione del benessere che egli avrebbe provato nel letto di un maschio “simpatico”. Non c’è da stupirsi allora se, alla lunga, prova la sensazione che la corvée coniugale gli è intollerabile a meno di non essere costretto a sopportarla.
Lui prova quello che prova una moglie che non ama suo marito e che ama un altro. L’uranista effeminato, probabilmente, ha più spesso questo orrore fisico del coito, ma l’uranista virile o extra-virile, forzato a sacrificare la sua volontà, arriva per risentimento a un simile orrore. L’effeminato ha potuto talmente femminilizzarsi, ha potuto talmente abituarsi a dei sentimenti da donna, talmente indebolirsi fisicamente, permettendosi degli scatti di nervi e dei momenti di collera, che i rapporti eterosessuali possono sembrargli una forma di onanismo inutile o nociva. D’altra parte più di un invertito prova un piacere malizioso a non esaudire i desideri di una donna.
Quando l’uranista ha avuto una disavventura di salute, quando una donna l’ha infettato, il suo orrore può diventare insuperabile.
Riassumo:
L’orrore del coito non esiste sempre o necessariamente; può comunque sopravvenire in qualsiasi occasione. Un atto sessuale che non interessa, che non è un atto sessuale, non ha nulla di desiderabile per un uomo raffinato e civilizzato; e non gli viene facilitato, normalmente, né dalla bellezza fisica della donna, né da una inquadramento ideale né da circostanze lusinghiere o romantiche. L’uranista, con una donna, resta indifferente. Servono degli avvenimenti fortuiti o molto particolari per cambiare l’indifferenza in orrore.[2]
Gli effeminati hanno dovuto sempre adattarsi al coito con le donne, almeno gli effeminati un po’ passivi, o stanchi o delicati; ma gli uranisti virili devono evitare la donna più degli altri. In effetti la posizione sociale della donna, dopo il Cristianesimo, dopo che essa ha lasciato il gineceo, l’ha resa molto più antipatica sessualmente per l’uranista. È il simbolo sociale della donna che impedisce a più di un uranista virile di avere rapporti eterosessuali.
I frammenti di Petronio che sto per citare mostreranno Gitone, Manon Lascaut unisessuale, amato da due uranisti, di cui uno, Encolpio, l’eroe del romanzo, può soddisfare i desideri lubrici con delle donne, ma prova amore psichico solo per Gitone.
Frammenti del Satyricon
Encolpio (l’”io” del testo) è un Desgieux[3] dissoluto, Gitone[4] è la Manon Lescaut dell’unisessualità romana.
“Appena arrivai nella mia stanza mi misi a letto col mio caro Gitone… Dio dell’amore, che notte! … Avevo torto comunque ad essere contento della mia sorte, perché approfittando del mio sono, Ascilto prelevò Gitone dalla mie braccia stordite dall’ubriachezza, e se lo portò nel suo letto. Lì, mettendo sotto i piedi tutti diritti umani più sacri, usurpò senza il minimo scrupolo i piaceri che appartenevano soltanto a me, e si addormentò sul petto di Gitone, che non sentì, o forse fece finta di non sentire l’ingiuria che Ascilto mi faceva. Al mio risveglio cercai vanamente nel mio letto solitario l’oggetto del mio amore: per vendicarmi dei due spergiuri, fui tentato di infilzarli con la mia spada e di farli passare dal sonno alla morte, ma alla fine, prendendo la decisione più saggia, svegliai Gitone a bastonate; poi gettando su Ascilto uno sguardo violento, Scellerato, gli dissi, con una vile aggressione hai violato le leggi dell’amicizia, prendi le tue cose e vattene… – Ascilto sembrò acconsentire; ma dato che abbiamo diviso d’amore e d’accordo le nostre cose, ora, disse, dividiamoci anche il ragazzo.
“All’inizio pensai che fosse una battuta, e che sarebbe partito; ma lui, sguainando la sua spada con una mano fratricida: Tu non ti godrai da solo questo tesoro, gridò…
“Anche io salto sulla mia spada, e arrotolando il mantello intorno al mio braccio, mi metto in guardia. Durante questi sfoghi furiosi, l’infelice ragazzo abbracciava le nostre ginocchia, e bagnato di lacrime ci supplicava di non sporcarci le mani col sangue del fratello al quale fino a poco prima ci univa una tenera intimità. – Sì, gridò, se la morte di uno di noi è necessaria, ecco il mio collo, colpite! Affondateci le spade! Tocca a me morire, a me che ho mandato in frantumi i legami della vostra mutua amicizia.
“Disarmati da queste preghiere, rimettemmo le spade nel fodero. Allora Ascilto disse: Gitone appartenga a quello di noi che lui stesso preferirà. Lasciamo almeno che scelga liberamente quello di noi che vuole per fratellino. – Pieno di fiducia nell’antichità delle mie relazioni con quel ragazzo, che sembravano unirmi a lui con una specie di parentela, accettai con ansia la scelta che Ascilto mi proponeva e mi affidai al giudizio di Gitone; ma lui, senza stare troppo a soppesare le cose e senza mostrare un solo istante di esitazione, scelse Ascilto per fratellino.
Fulminato da questa conclusione, non ebbi neppure l’idea di riprendermi Gitone con le armi, e caduto sul mio letto mi sarei dato la morte se non avessi temuto di aumentare il trionfo del mio rivale. Fiero del successo, Ascilto se ne va col trofeo della sua vittorie, lasciando un antico compagno, il compagno della buona come della cattiva sorte, che fino a ieri ancora chiamava amico, solo e senza soccorso in un paese straniero… Feci un pacchetto dei miei stracci e me ne andai tristemente ad alloggiare in un posto poco frequentato, sulla riva del mare. Là rimasi tre giorni senza uscire: il ricordo del mio abbandono e del disprezzo di Gitone mi tornava incessantemente in mente; mi spaccavo il petto emettendo singhiozzi dirompenti e nella mia violenta disperazione gridavo spesso: Perché il mare, così funesto anche per gli innocenti, mi ha risparmiato? Ho ucciso il mio ospite, e nonostante tutto sono sfuggito al castigo… eccomi solo, abbandonato come un mendicante, come un esiliato, in questo brutto albergo di una città greca. E chi mi sprofonda in questa terribile solitudine? Un giovane uomo contaminato da ogni specie di dissolutezza… i cui favori erano venduti al miglior offerente… e che dirò dell’altro, di questo Gitone, che si mise i vestiti da donna quando era il tempo di mettersi la toga virile, … che in una prigione si abbandonò alle carezze degli schiavi più vili; che dopo essere passato dalle mie braccia in quelle di un rivale, abbandona di colpo un vecchio amico, e come una vile prostituta, o vergogna! nello spazio di una sola notte sacrifica tutto alla sua nuova passione. Adesso, come una coppia felice, passano le notti intere nei più dolci abbracci. Forse anche in questo momento, esausti entrambi per l’eccesso del piacere, ridono sul mio triste abbandono…
“Sono andato alla terme con Eumolpo. Rientrandoci ho visto Gitone appoggiato contro il muro che teneva in mano degli stracci e dei raschietti da inserviente di bagno pubblico. Dalla sua aria triste e abbattuta si indovinava facilmente che serviva Ascilto suo malgrado. Mentre lo guardavo con attenzione per assicurarmi che fosse proprio lui, mi vide e girando verso di me il viso in cui brillava la gioia più viva: Grazie, fratello mio, abbi pietà di me. Qui non vedo più brillare le armi e ti posso fare conoscere i miei veri sentimenti. Liberami dalla tirannia di un brigante sanguinario e per punirmi del giudizio che ho pronunciato contro di te, infliggimi pure i più severi castighi; ma non è forse un supplizio abbastanza crudele per il disgraziato Gitone avere perso il tuo affetto? – Gli ordino di farla finita con le recriminazioni per paura di attirare l’attenzione… poi trascino Gitone fuori da quei luoghi e scappiamo a gambe levate verso il mio albergo. Là, chiudendo la porta dietro di noi, mi precipito nelle sue braccia, e coi baci ardenti asciugo i pianti di cui le sue gote sono inondate. Rimanemmo per parecchio tempo senza poter proferire parola perché questo amabile ragazzo si squarciava il petto a forza di singhiozzi. – Che vergogna per me, gli dicevo, amarti ancora dopo il tuo abbandono. Ricerco invano nel mio cuore la profonda ferita che tu ci hai fatto, ma non ci trovo più nemmeno la cicatrice. Come puoi giustificarti di avermi abbandonato così per volartene a nuovi amori? Avevo meritato il tuo affronto? Gitone, vedendo che lo amavo ancora inarcò le sopracciglia ancora più sorpreso. Comunque, proseguii, io non ho cercato nessun altro arbitro se non te, per giudicare chi, Ascilto o io, meritasse di più il tuo amore; ma io sopprimo anche le mie giuste lamentazioni, mi dimentico di tutto a condizione che il tuo pentimento sia sincero. Pronunciando queste parole gemevo, versavo un torrente di lacrime. Gitone, asciugandomi il viso col suo mantello mi disse: Sii giusto, Encolpio; mi richiamo alla tua memoria: sono io che ti ho abbandonato? E non ti sei tradito da te stesso? Lo confesserò francamente e senza girarci intorno, quando vi ho visti tutti e due con le armi in mano, mi sono messo dalla parte del più forte. – A queste parole mi gettai al suo collo e baciai la bocca dalla quale era uscita una risposta così sensata; poi, per meglio convincerlo che gli perdonavo il passato, e che il mio amore per lui era così vivo e così sincero come non mai, gli prodigai le più tenere carezze…
(Eumolpo, il poeta, rende visita a Encolpio, si mostra fin troppo galante verso Gitone, poi racconta quello che gli è capitato alla terme: )
“Mentre facevo il bagno, mi sono salvato dall’essere ammazzato, perché per distrarre quelli che erano seduti intorno alla vasca, ho cominciato a declamare loro uno dei miei poemi. Cacciato dalla terme, come mi è spesso capitato di essere cacciato dal teatro, vi cercavo da tutte le parti e gridavo forte: Encolpio! Encolpio! Quando dalla parte opposta un giovane uomo, tutto nudo e che aveva perso i suoi vestiti si mise a gridare forte quanto me e con una voce animata dalla collera: Gitone! Gitone! C’era però tra noi una differenza, perché i valletti delle terme ridevano di me come se fossi un folle e mi facevano la caricatura con insolenza, mentre la numerosa folla che stava intorno a lui gli prodigava applausi e testimonianze di una rispettosa ammirazione. Bisogna che vi dica che la natura lo ha dotato così riccamente degli attributi della virilità che per la grandezza delle sue proporzioni lo si potrebbe scambiare per Priapo. … Così non restò per molto tempo in imbarazzo, perché non so quale cavaliere romano, ben noto, mi hanno detto, come un infame debosciato, vedendolo correre tutto nudo lo coprì col suo mantello e se lo portò a casa, certamente per assicurarsi il monopolio di questa buona fortuna … Come è vero che si fa più caso ai doni del corpo che a quelli dello spirito! – Ad ogni parola che Eumolpo diceva, io cambiavo colore; perché se la disavventura capitata al mio amico mi aveva reso contento all’inizio, ero desolato di vederla volgere a suo vantaggio..
“Un banditore pubblico entrò nell’albergo, seguito da un valletto di città e da una grande folla di curiosi: agitando una torcia, lesse ad alta voce: Un ragazzo di circa 16 anni, di nome Gitone, coi capelli ricci, di corporatura delicata e di aspetto gradevole, si è appena smarrito nelle terme; mille sesterzi di ricompensa a chiunque lo riporterà o potrà indicare il luogo dove si trova…
“Frattanto[5] Trifena, sempre sdraiata su Gitone, copriva il suo petto di baci… Quanto a me , il loro riaccomodarsi mi provocava tanta impazienza quanta amarezza, al punto che io non potevo né bere né mangiare. Lanciai ad entrambi degli sguardi terribili; i baci, le carezze di questa donna impudica erano per me altrettanti colpi di pugnale. Non sapevo contro quale dei due dovevo indirizzare il mio furore, o contro Gitone, che mi toglieva la mia amante o contro Trifena, che mi corrompeva il ragazzo. Entrambi mi offrivano uno spettacolo odioso e più triste ancora della passata prigionia. Per aggiunta di dolore, Trifena evitava la mia conversazione e sembrava non riconoscere più in me un amico, un amante che fino a poco prima le era così caro. Gitone da parte sua, non mi trovava degno di una bevuta alla mia salute, come accadeva di solito, e neppure mi rivolgeva la parola come avrebbe fatto con qualsiasi altra persona… Affranto dal dolore, inondavo il mio petto di lacrime, e i miei singhiozzi, che cercavo di soffocare, mi soffocavano. Frattanto, nonostante la mia tristezza, la parrucca bionda che mi avevano fornito prestava senza dubbio un po’ di nuovo fascino al mio viso; tanto che Lica, il cui amore per me si era riacceso, mi lanciava degli sguardi appassionati e cercava di condividere con me i piaceri che Trifena gustava con Gitone: lui non assumeva il tono di un padrone che ordina ma quello di un amante che implora un favore. Mi fece pressione per parecchio tempo: poi vedendosi respinto, il suo amore si mutò in furore, voleva strapparmi con la forza quello che io rifiutavo alle sua preghiere, quando Trifena, entrando nel momento in cui lui meno se lo aspettava, fu testimone della sua brutalità. Alla sua vista, lui si turba, si riaggiusta in fretta e se ne scappa. Questo incidente rianima i desideri di Trifena: Qual era lo scopo – mi dice – dei petulanti attacchi di Lica? – mi costringe a raccontare tutto. Questo racconto accende ancora di più la sua passione … ma stanco per i troppi piaceri, respinsi sdegnosamente le sue avances.
“Il naufragio. – Quanto e me, chinato su Gitone, gridavo piangendo: Ahimé! Il nostro amore aveva meritato dagli dei che ci unisse una medesima morte; ma la sorte gelosa ci rifiuta questa consolazione. Vedi questi flutti che stanno per inghiottire il nostro vascello; vedi queste onde furiose che ben presto metteranno fine ai nostri dolci abbracci. Gitone, se tu hai mai avuto un po’ di affetto per Encolpio, coprimi di baci: perché ancora è tempo e rubiamo ancora questo ultimo piacere alla morte che si avvicina. Appena riuscii ad ottenere che Gitone si spogliasse del suo vestito e si avvolgesse nel mio, che avvicinasse alle mie labbra la sua testa affascinante; poi per attaccarci così strettamente che la potenza dei flutti non potesse separarci, lui ci legò entrambi con la stessa cinghia.[6]
________
[1] “Vedere sempre serpeggiare la vipera dorata,
sempre questa compagnia il cui cuore non è sicuro,
la donna, bambino malato e dodici volte impura.”
Alfred de Vigny (1797-1863) – [La colère de Samson]
[2] La maggior parte degli uomini di una certa età provano un’indifferenza fisica e sessuale gli uni nei confronti degli altri; l’orrore sessuale richiederebbe delle motivazioni speciali e determinate.
[3] Nota di Project: – Il protagonista maschile di Manon Lescaut.
[4) Nota di Project: - Uno dei tre protagonisti del Satyricon di Petronio. In Francese il termine “giton” è usato correntemente nel senso di omosessuale passivo nel coito anale.
[5] Questo succede sul battello.
[6] Gli adoratori del dolce romanzo dell’abate Prévost dovranno riconoscere di mala voglia la similitudine morale tra Encolpio-Gitone e Desgirieux-Manon.
__________
Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=5787
Etichette:
affettività gay,
gay,
GAY E DONNE,
GAY E SESSO ETERO,
omosessuali e donne,
sessualità gay
martedì 13 settembre 2016
DONNE E OMOSESSUALITA’ MASCHILE – A PROPOSITO DI MARIA DI FRANCIA
Il brano che segue del trattato di André Raffalovich su “Uranismo e Unisessualità” parte da una citazione dai lais di Maria di Francia e da qui passa ad analizzare la posizione delle donne di fronte all’unisessualità maschile, non senza qualche punta di misoginia. La seconda parte del testo è dedicata al tema dell’educazione degli omosessuali, che per Raffalovich deve essere educazione alla castità e all’autocontrollo, perché secondo lui “la realizzazione dei loro desideri non è di questo mondo”. In sostanza l’unica scelta possibile per un omosessuale è la sublimazione della sessualità. Ma lasciamo la parola a Raffalovich.
__________
__________
Maria di Francia (seconda metà del XII secolo) ha probabilmente scritto in Inghilterra. Fu celebre; i suoi lais sono dedicati a un re, probabilmente a Enrico II d’Inghilterra.(1)
La biblioteca dell’università di Upsala possiede la traduzione di diversi lais di Maria di Francia, compreso il Lanval a partire dal verso 150, cioè compreso il brano che ho citato e quello che citerò. Questa traduzione fu fatta per ordine del re Hakon (1217-1263).
Ecco il brano ingenuo e istruttivo:
La biblioteca dell’università di Upsala possiede la traduzione di diversi lais di Maria di Francia, compreso il Lanval a partire dal verso 150, cioè compreso il brano che ho citato e quello che citerò. Questa traduzione fu fatta per ordine del re Hakon (1217-1263).
Ecco il brano ingenuo e istruttivo:
“Signora”, disse lui, “lasciatemi stare!
Io non mi curo di amarvi.
A lungo ho servito il re
Non voglio smentire la mia fedeltà.
Né per voi né per il vostro amore,
Farò un torto al mio signore”.
La regina se ne corrucciò,
si adirò, e così inveì:
“Lanval”, disse lei, “lo credo bene:
Voi non amate quel piacere;
Mi hanno detto spesso
Che non avete il gusto delle donne.
Avete valletti ben allevati:
E vi divertite insieme con loro.
Villano codardo, malvagio sleale,
È proprio in una brutta condizione il mio re
Che vi ha tollerato accanto a lui;
Per quanto ne so, che Dio mi perda!”.
Quando lui udì ciò, ne fu molto addolorato;
ma nel rispondere non fu certo lento.
E per collera disse cose
di cui si pentì spesso.
“Signora”, disse lui, “in quel mestiere
non saprei nemmeno che cosa fare.”(2)
Io non mi curo di amarvi.
A lungo ho servito il re
Non voglio smentire la mia fedeltà.
Né per voi né per il vostro amore,
Farò un torto al mio signore”.
La regina se ne corrucciò,
si adirò, e così inveì:
“Lanval”, disse lei, “lo credo bene:
Voi non amate quel piacere;
Mi hanno detto spesso
Che non avete il gusto delle donne.
Avete valletti ben allevati:
E vi divertite insieme con loro.
Villano codardo, malvagio sleale,
È proprio in una brutta condizione il mio re
Che vi ha tollerato accanto a lui;
Per quanto ne so, che Dio mi perda!”.
Quando lui udì ciò, ne fu molto addolorato;
ma nel rispondere non fu certo lento.
E per collera disse cose
di cui si pentì spesso.
“Signora”, disse lui, “in quel mestiere
non saprei nemmeno che cosa fare.”(2)
Si rimprovera anche spesso alle donne di oggi (rimprovero che faccio anche io) di leggere tutti i dettagli di un processo come quello di Oscar Wlde,(3) e questo rimprovero è abbastanza fondato. È facile per una donna cadere nella mania di sospetti, intravedere ovunque tendenze o atti unisessuali, mormorare, ascoltare le calunnie, perseguitare. Non è una cosa rara.
Il signor Chevalier proibisce alla donne la lettura del suo libro sull’inversione sessuale. La sua proibizione deriva da un sentimento naturale: non si vorrebbe falsare o eccitare l’immaginazione delle donne, ma comunque esse non sono tanto ignoranti come le si crede, e hanno ancora più bisogno di istruirsi e di capire una questione che le tocca così da vicino, che di conservare un’ignoranza poco duratura, fragile, pericolosa, per il mondo così com’è. Il matrimonio, la maternità, l’educazione dei figli, i doveri di famiglia, mettono molto le donne in rapporto con l’unisessualità e con l’inversione degli uomini. Oggi come oggi, ne conoscono per la maggior parte solo gli scandali, i pettegolezzi (come la Sconosciuta delle lettere di Mérimée), e hanno veramente poche conversazioni(4) così istruttive come quelle di M.lle de Lespinasse col dottore, e pochissime hanno guide così illuminate come il Diderot di M.lle Voland.
In epoca classica le donne sapevano che bisognava proteggere l’infanzia e la prima adolescenza e ammiravano la virtù del precettore che, a tavola, dichiarava il suo orrore verso la pederastia.
Nel medioevo, non erano così virtuose come lasciano credere Maria di Francia e tutte le signore che amavano i suoi Lais.
Nei secoli seguenti avevano certo a loro disposizione, nella vita e nella letteratura, tutto il necessario per imparare l’importanza dell’unisessualità.
Sarebbe interessante saper quando per una donna divenne cosa virtuosa e di buon gusto ignorare l’unisessualità. Oggi, mentre ritorniamo esteriormente alla libertà e alla licenza dei tempi passati, questa regola diventa meno severa, meno potente.
La questione è delicata e complicata. Sarei portato facilmente a credere che sia necessario risalire al punto in cui la letteratura di democratizzò al punto da contare le donne tra le sue lettrici indispensabili e ausiliarie. Non posso precisare questo momento, ma dovette presentarsi in questo ultimo secolo. Divenne allora di moda sopprimere tutto quello poteva scioccare il pudore delle donne come l’uomo credeva che esso dovesse essere.
Si potrebbe arrivare a fissare questo momento dopo qualche mese di ricerche. Quando hanno cominciato i romanzieri a rivolgersi alla loro lettrici? Sterne dice Sir or Madam. È vero che non ometteva certo un’allusione all’unisessualità, quando voleva. Smollett è l’ultimo romanziere inglese(5) (non l’ultimo americano) che descrive senza reticenze e come un galantuomo un episodio di sodomia. Non dico certo che l’inversione non esiste nel romanzo inglese contemporaneo, ma ci si ritrova malaticcia, mistificatrice, prudente e dà un’impressione peggiore della saggezza dei lettori e degli autori. Lascio ad altri il compito di rintracciare il momento storco della nascita di questo pudore delle donne, e mi accontenterò di fare notare che se le donne continuano ad allevare i loro figli dovranno di buono o di mal grado, imparare il senso dell’inversione, i suoi pericoli e la sua morale.
L’educazione degli invertiti di nascita non è stata ancora affrontata. Noi ignoriamo stranamente gli indici di unisessualità tra i bambini. L’unisessualità aumenta e aumenterà. Non possiamo affatto guarire gli invertiti. L’ipnosi non è convincente e il matrimonio è il peggiore dei rimedi, perché sacrifica la tranquillità e la salute dei figli alla guarigione inverosimile del padre e alla sua riabilitazione problematica. Ci sono troppi invertiti e pervertiti mariti e padri e ipocriti perché il matrimonio oggi come oggi salva l’onore di un omosessuale.
L’educazione dell’uranista è un dovere e diventerà ben presto una necessità. Se ci applichiamo a scoprire l’uranista bambino, a perfezionarlo e a migliorarlo, se gli facilitiamo la continenza, la castità, la serietà, i doveri, ci troveremo di fronte ad una nuova categoria di persone, adatta al celibato, al lavoro, alla religione (dato che la realizzazione dei loro desideri non è di questo mondo).
Come il medico ideale di Platone, saranno di complessione abbastanza fragile per comprendere i mali dei loro simili e di volontà abbastanza forte per rendersi utili.
La castità di certi grandi uomini, qualsiasi ne sia la causa, ha grandemente contribuito alla civiltà. Lo studio e il perseguimento dell’educazione degli uranisti avrebbe risultati immediati. Non solo si potrebbero migliorare molti piccoli esseri che ora sono stati già generati o che vagiscono nelle loro culle, ma si imparerebbero molte cose che non sappiamo.
La cause dell’uranismo (parlo delle cause prime) sono probabilmente altrettanto misteriose di quelle della differenza dei sessi; non sono probabilmente nelle possibilità della scienza di cui disponiamo, ma potremmo arrivare a conoscerne il meccanismo, le ascendenze, l’ereditarietà.
Solo le donne non potrebbero impiegare mezzi meravigliosi o ricette ciarlatanesche. E soprattutto dovranno farsi convincere che l’inversione non è il peccato irremissibile, il peccato vergognoso per eccellenza che la donna non può perdonare. Quanto ai padri di famiglia, hanno ancora di più da imparare: al giorno d’oggi la posizione logica del padre di famiglia non è sostenibile. L’unisessualità fiorisce nei collegi, è un peccato nascosto e perdonato. Dopo il collegio è un crimine. I genitori hanno bisogno di un’educazione così come i figli.
Rinvio a più tardi uno sguardo sull’universalità della unisessualità per non rinviare la classificazione delle diverse sessualità congenite e acquisite, classificazione che aiuterà a comprendere non solo gli invertiti di oggi ma anche quelli della storia e della geografia.
_____________
(1) Denis Pyramus, nella sua introduzione alla vita di sant’Edmond dice a proposito di “dame Marie” e dei suoi lais:
Ed ella ne riceve molte lodi
E la sua poesia è amata dovunque;
Perché molto la amano, e l’hanno molto cara
Conti, baroni e cavalieri
E ne amano molto lo scritto
E lo fanno leggere, ne provano piacere
E lo fanno spesso trascrivere.
I Lamenti solevano piacere alla dame;
Con gioia li ascoltano di buon grado
Perché sono secondo la loro volontà.
E la sua poesia è amata dovunque;
Perché molto la amano, e l’hanno molto cara
Conti, baroni e cavalieri
E ne amano molto lo scritto
E lo fanno leggere, ne provano piacere
E lo fanno spesso trascrivere.
I Lamenti solevano piacere alla dame;
Con gioia li ascoltano di buon grado
Perché sono secondo la loro volontà.
(2) Rinvio ai Lais di Maria di Francia, editi da Karl Warnke, Halle, 1885. Terzo volume della Bibliotheca Normannica (Herausgegeben von H. Suchier)
(3) Un processo che le donne inglesi non hanno affatto trascurato di leggere, anche quelle che non leggerebbero un romanzo francese senza essere rassicurate che non contiene niente di spiacevole o di volgare, eufemismi delle donne di buona famiglia che non trovano femminile dire indecente, scioccante o sconveniente. Le donne che non l’hanno letto se ne sono astenute perché un uomo ha chiesto loro di non leggerlo o perché avevano per principio di non leggere processi sessuali; ma anche queste hanno potuto soccombere alla magia della notorietà.
(4) Veramente poche, in rapporto alle altre così numerose; ma alcune donne di valore, che hanno conosciuto da vicino e amato uno o più invertiti, tentano di comprendere la questione e di giudicarla dall'alto.
(5) I romanzieri francesi contemporanei non sono così dissimulatori e ipocriti come gli inglesi quando si tratta di unisessualità maschile. Lo si potrà giudicare dalla seguente lista di francesi che se ne sono serviti, lista che sarebbe più lunga se non mi limitassi a citare solamente quelli che io ho letto personalmente: Balzac, Catulle Mendès (soprattutto in “La Maison del vieille”, ammirevoli e realistici quadri della vita unisessuale).René Maizeroy (“Le Boulet”, ecc.) Paul Margueritte (“Tous quatre”), Octave Mirbeau, Jean Richepin, Jean Ajalbert, Huysmans, Péladan, Paul Adam, Henri d’Argis, Georges de Lys, Maurice Montégut, Alexis Bouvier, Oscar Méténier, M. Leblanc, Paul Bourget, Georges Bonnamour, Gaston Méry, Paul Bonnetain, Abel Hermant, Beysson, Rachilde,Maurice Barrès, Jean Lorrain, Emile Goudeau, Pierre Loti, Lucien Descaves, Emile Zola, Léon Cladel, G. Darien, Jules Renard e per venire ai morti, J. Méry (“Monsieur Auguste”), Gautier, Flaubert, Jean Lombard (“L’Agonie”), Dumas padre.
Malgrado delle deplorevoli deviazioni, l’attitudine degli autori francesi è più manly, più maschile di quella degli autori inglesi.
È interessante vedere che Tolstoj nella “Sonata a Kreutzer”, e Grimmelshausen nel grande romanzo tedesco del diciassettesimo secolo (simplicius simplicissimus) fanno dire al loro eroe che lui non è sodomita come tanti altri.
L’eroe di Tolstoj era convinto che la sua moralità fosse irreprensibile:
“L’idea che avevo della mia moralità proveniva dal fatto che nella mia famiglia non si conoscevano affatto queste dissolutezze speciali così ben conosciute nei nostri ambienti di gentiluomini proprietari terrieri e anche dal fatto che né mio padre né mia madre si ingannavano a vicenda… Non ero seduttore e non avevo gusti contro natura.”
__________
(5) I romanzieri francesi contemporanei non sono così dissimulatori e ipocriti come gli inglesi quando si tratta di unisessualità maschile. Lo si potrà giudicare dalla seguente lista di francesi che se ne sono serviti, lista che sarebbe più lunga se non mi limitassi a citare solamente quelli che io ho letto personalmente: Balzac, Catulle Mendès (soprattutto in “La Maison del vieille”, ammirevoli e realistici quadri della vita unisessuale).René Maizeroy (“Le Boulet”, ecc.) Paul Margueritte (“Tous quatre”), Octave Mirbeau, Jean Richepin, Jean Ajalbert, Huysmans, Péladan, Paul Adam, Henri d’Argis, Georges de Lys, Maurice Montégut, Alexis Bouvier, Oscar Méténier, M. Leblanc, Paul Bourget, Georges Bonnamour, Gaston Méry, Paul Bonnetain, Abel Hermant, Beysson, Rachilde,Maurice Barrès, Jean Lorrain, Emile Goudeau, Pierre Loti, Lucien Descaves, Emile Zola, Léon Cladel, G. Darien, Jules Renard e per venire ai morti, J. Méry (“Monsieur Auguste”), Gautier, Flaubert, Jean Lombard (“L’Agonie”), Dumas padre.
Malgrado delle deplorevoli deviazioni, l’attitudine degli autori francesi è più manly, più maschile di quella degli autori inglesi.
È interessante vedere che Tolstoj nella “Sonata a Kreutzer”, e Grimmelshausen nel grande romanzo tedesco del diciassettesimo secolo (simplicius simplicissimus) fanno dire al loro eroe che lui non è sodomita come tanti altri.
L’eroe di Tolstoj era convinto che la sua moralità fosse irreprensibile:
“L’idea che avevo della mia moralità proveniva dal fatto che nella mia famiglia non si conoscevano affatto queste dissolutezze speciali così ben conosciute nei nostri ambienti di gentiluomini proprietari terrieri e anche dal fatto che né mio padre né mia madre si ingannavano a vicenda… Non ero seduttore e non avevo gusti contro natura.”
__________
Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta nel Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=16&t=5664
domenica 10 gennaio 2016
SESSUALITA’ GAY E GAY SPOSATI TRA 800 E 900
STORIE DI OMOSESSUALI TRA 800 E 900 – parte settima
Prosegue la pubblicazione della traduzione italiana delle Storie di omosessuali inserite da Havelock Ellis nel suo trattato sull’inversione sessuale. Qui di seguito potete leggere le storie 16, 17, 18 e 19, che presentano modi molto diversi di affrontare l’omosessualità, si passa da atteggiamenti risoluti e fortemente liberi da condizionamenti ambientali, a situazioni vagamente possibiliste nei confronti di un matrimonio etero, per arrivare al caso, veramente interessantissimo, di un gay sposato, trattato nella Storia 19.
Stupisce che Storie raccolte e pubblicate quasi cento anni fa siano ancora così attuali.
Buona lettura.
STORIA XVI
Irlandese, 36 anni; non ha notizia di nulla di insolito nei suoi antenati. I suoi gusti sono maschili sotto ogni aspetto. È forte, sano, e appassionato di esercizi e di sport. I suoi istinti sessuali sono anormalmente sviluppati; confessa un grande desiderio quasi di tutto, mangiare, bere, fumare, e di tutte le cose buone della vita.
A circa 14 anni ha praticato la masturbazione con altri ragazzi della stessa età, e ha anche provato molto piacere nell’essere a letto con uno zio con il quale praticava la stessa cosa. In seguito ha praticato la masturbazione con ogni ragazzo o uomo con il quale era in rapporti di intimità; l’essere stato a letto con chiunque senza che avesse luogo nulla di simile gli avrebbe reso impossibile il sonno, e lo avrebbe fatto sentire assolutamente misero. I suoi sogni erotici in un primo momento riguardavano le donne, ma più di recente riguardano di solito giovani uomini, e molto raramente donne. È per lo più insensibile nei confronti delle donne, come anche le donne sono sempre state insensibili nei suoi confronti. Anche se è bello, forte, e maschile, non ha mai conosciuto una donna che si sia innamorata di lui. Quando aveva circa 18 anni pensò di essersi innamorato di una ragazza; e aveva spesso, coabitato con prostitute quando aveva tra 20 a 30 anni. Ricorda che una volta, molti anni fa, ebbe rapporti sessuali con una donna sette o otto volte in una notte, e poi dovette masturbarsi a mezzogiorno del giorno successivo. Non è sposato, e pensa che sia improbabile che possa mai sposarsi, ma aggiunge che se una donna sana, bella e intelligente, si innamorasse di lui, lui potrebbe cambiare idea, perché essere vecchio e solo sarebbe come essere abbandonati, e gli piacerebbe avere dei figli.
Non è mai attratto da uomini più anziani di lui, e preferisce i giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni. Possono essere di qualsiasi classe sociale, ma non gli piace la gente comune, e non ama uniformi e livree. Le attrattive richieste sono: un occhio intelligente, una bocca voluttuosa, e “denti intelligenti.” “Se Alcibiade cercasse di corteggiarmi”, dice, “e avesse i denti brutti, il suo sforzo sarebbe inutile.” È stato a volte il partner attivo nella pedicatio, e ha provato il ruolo passivo per curiosità, ma preferisce la fellatio.
Non ritiene di stare facendo qualcosa di sbagliato, e considera i suoi atti come del tutto naturali. Il suo unico rammarico è la natura assorbente delle sue passioni, che si impongono anche nei momenti meno opportuni, e lo lasciano tranquillo solo raramente o addirittura mai, e talvolta rendono la sua vita un inferno. Eppure dubita che cambierebbe, anche se ne avesse la possibilità.
STORIA XVII
Età 25; è impiegato in una comune officina, e vive nei vicoli di una grande città in cui è nato e cresciuto. È bello, delicato e raffinato in apparenza. Gli organi sessuali sono normali e ben sviluppati, e le passioni sessuali forti. Sua madre è una donna grossa e mascolina, e lui le è molto legato. Il padre è delicato e debole. Ha sette fratelli e una sorella. I desideri omosessuali sono iniziati in tenera età, anche se non sembra essere stato sottoposto a qualche influenza perversa. Non è incline alla masturbazione. I sogni erotici sono sempre di maschi. Dichiara di non essersi mai curato di nessuna donna eccetto sua madre, e che non poteva sopportare di dormire con una donna.
Dice che generalmente si innamora di un uomo a prima vista, di regola, qualcuno più grande di lui e di classe sociale più elevata, e anela a dormire e a stare con lui. In un caso si innamorò di un uomo che aveva il doppio della sua età, e non ebbe pace finché non ottenne il suo affetto. Non si preoccupa molto di quale forma il rapporto sessuale prenda. È sensibile e femminile per natura, gentile e affettuoso. È pulito e ordinato nelle sue abitudini, e appassionato del lavoro domestico; aiuta la madre a lavare, ecc.. Sembra pensare che le relazioni con gli uomini sono perfettamente naturali.
STORIA XVIII
Inglese, nato a Parigi; 26 anni; un attore. Appartiene ad una antica famiglia inglese; suo padre, per quanto egli ne sa, non aveva inclinazioni omosessuali, né le aveva nessuno dei suoi antenati dal lato paterno; ma crede che alcuni della famiglia di sua madre, e in particolare uno zio materno, che aveva un forte interesse per la bellezza fisica, fossero molto simili a lui da questo punto di vista.
I suoi primi ricordi mostrano un’attrazione per i maschi. Alle feste dei bambini incorse nell’ira di suo padre per aver baciato altri ragazzini, e i suoi sentimenti crebbero di intensità con gli anni. Non ha mai praticato l’auto-abuso, e raramente aveva sogni erotici; quando si verificavano riguardavano maschi.
La sua sensazione fisica per le donne è di indifferenza assoluta. Ammira le belle donne nello stesso modo in cui si ammira uno splendido panorama. Allo stesso tempo, gli piace parlare con donne intelligenti, e ha formato molte amicizie con ragazze inglesi schiette, pure, e colte, per le quali egli ha la massima ammirazione e il massimo rispetto. Il matrimonio è impossibile, perché il piacere fisico con le donne è impossibile; ci ha provato ma non riesce ad ottenere la minima sensazione sessuale o la minima eccitazione.
Ammira soprattutto i giovani (anche se non devono essere immaturi) dai 16 o 17 anni a circa 25. Il tipo che lo attira di più e che lui attira di più, è fine, ha la pelle liscia, è delicato, piuttosto femminile ed effeminato, con la mollezza dell’ingenuo, non della cocotte. Il suo preferito, per attirarlo deve essere sottomesso e femminile; gli piace essere l’uomo e il maestro. Su questo punto aggiunge: “La grande passione della mia vita è un’eccezione, e sorge su una base completamente diversa. Realizza un ideale di matrimonio in cui nessuno dei due è padrone, ma entrambi condividono un potere congiunto, e in cui la tirannia sarebbe altrettanto dolorosa per entrambi. Ma questa amicizia e questo amore sono per un pari, un anno più giovane di me, e non esclude altri e meno affidabili legami, essendo la fedeltà fisica impossibile per gli uomini del nostro calibro.”
La pedicatio è la soddisfazione che preferisce, a condizione che abbia il ruolo attivo, e mai quello passivo. È bello, con le spalle larghe, bella figura, e con viso piuttosto classico, con begli occhi azzurri. Ama andare in barca e pattinare, ma non il cricket o il calcio, e di solito è pronto al divertimento, ma ha, allo stesso tempo, ha il gusto della lettura.
Non ha sentimenti morali su tali questioni; egli le considera come al di fuori dell’etica, come mere questioni di temperamento e di sensibilità sociale. Se l’Inghilterra fosse spopolata, pensa che potrebbe eventualmente provare qualche lieve rimorso; ma, per come stanno le cose, sente che nel prostituire maschi piuttosto che femmine sta facendo un’azione meritoria.
STORIA XIX
T. N. La sua storia è riportata qui con le sue parole.
“Fin dal tempo delle mie prime fantasie, sono sempre stato attratto con forza dagli uomini e spesso ho pensato di essere rapito da grandi guerrieri e di vivere con loro nelle grotte e altrove. Quando avevo circa 7 anni, un ragazzo aveva l’abitudine di farmi vedere il suo pene e di maneggiare il mio di tanto in tanto. Nel convitto privato la masturbazione era abbastanza frequente e penso di essere stato iniziato alla masturbazione a circa 12 o 13 anni. Dopo aver lasciato il convitto, a volte indulgevo alla masturbazione, ma non successe niente fino a quando avevo circa 20 anni, salvo il fatto che ero spesso attratto da giovani uomini forti, ben strutturati e di buon carattere, un uomo che non fosse onesto e di buon cuore non mi attraeva affatto. A 20 anni sono stato molto legato ad un giovane della mia età. Era fidanzato. Questo non gli impedì, una volta, di tentare per gioco e con suo fratello di avere accesso alla mio corpo. Io ho resistito con successo, però, se fosse stato presente solo lui, non avrei resistito, ma avrei accolto con favore il tentativo, e ho spesso rimpianto di non averglielo fatto sapere. Ma avevo una vaga idea che il mio pene fosse un po’ sottodimensionato e questo mi rese timido. Le circostanze ci separavano. Circa due anni dopo, stavo attraversando la Manica, quando mi sono impegnato in una conversazione con un uomo che aveva più o meno otto anni più di me, che era uno del nostro gruppo in viaggio. Credo che l’attrazione sia stata un caso di amore a prima vista, di certo lo è stata da parte mia. Alcune notti più tardi, aveva sistemato le cose in modo che condividessimo una camera da letto, e lui venne subito verso di me e teneramente toccò il mio corpo. Io ricambiai, e torno indietro di tutti questi anni col pensiero a quella notte con piacere e senza vergogna. In un’occasione, in quel periodo, mi capitò di essere a letto con un altro giovanotto (un compagno di ufficio) in un giorno festivo, quando mi svegliai, trovai che lui teneva in mano mio pene e lo accarezzava. Io gentilmente spostai la sua mano e mi girai. Ciò nonostante pensai a lui, ma il mio corpo sembrava appartenere solo a me stesso e all’amico che amavo. L’amico che amavo non era un Urning, ne sono certo, ma stavamo spesso insieme è entrai molto nei suoi interessi e provai una soddisfazione infinita della vita, feci molti progressi ed ebbi molti amici. La nostra intimità fisica si ripeté, lui aveva la parte attiva nel contatto intercrurale. Poi si sposò felicemente. La nostra amicizia rimane, ma le circostanze ci impediscono di incontrarci spesso, e non c’è più alcun desiderio da nessuna delle due parti.
“Per alcuni anni sono stato piuttosto solitario nonostante avessi amici. Ero in qualche modo attratto da un altro uomo, ma la sua posizione sociale superiore era un difetto da me. Poi, a 28 anni circa, sono venuto in contatto con un giovane di 24, della classe artigiana, ma superiore per ideali e intelligenza alla maggior parte degli uomini. L’ho amato a prima vista e fino ad oggi. All’inizio era solo amicizia, ma ben presto la sua figura, la voce e i pensieri mi sono entrati nell’anima di giorno e di notte. Desideravo di stare sempre vicino a lui, di vederlo progredire e aiutarlo se potevo. Avrei rinunciato con gioia a casa, amici, e reddito, e lo avrei seguito fino alla fine del mondo, preferibilmente su un’isola dove noi due fossimo gli unici uomini bianchi. Sembrava incarnare tutto quello che desideravo quanto a conoscenza della natura, forza, e capacità pratiche, e la voglia di imitarlo in queste cose allargava e rafforzava il mio carattere. La prima volta che ho dormito con lui ho potuto solo trovare il coraggio di mettere il mio braccio sul suo petto, ma non riuscivo a dormire per il desiderio insoddisfatto, e l’erezione costante provocò un dolore sordo l’indomani. Non mi era mai piaciuto quel tipo di conversazione che confina con l’osceno e di conseguenza ero molto ignorante sul molte questioni; mi addolorava anche sentirlo ridere di tali osservazioni. Penso che se fosse stato intimo con me non avrei conversato molto su tali argomenti, ma allora provavo piacere in queste cose con lui perché esprimevano intimità. Lo sognavo e non ero mai veramente felice in sua assenza; la gioia più grande sarebbe stata quella di dormire tra le sue braccia; la pelosità delle sue gambe e delle sue braccia erano anche più affascinanti. Circa un anno più tardi, ci siamo trovati ancora una volta insieme la notte, e questa volta ho sentito, per gradi, con la mano, i suoi organi genitali, ma lui era freddo e mi sono sentito un po’ insoddisfatto. Volevo essere abbracciato. Questo è accaduto ancora una volta, e poi in un’altra occasione, – non che mi desse tanta soddisfazione, ma volevo stimolarlo all’ardore – tentai di masturbarlo. Questo provocò il suo disgusto e di conseguenza io rimasi sgomento. Mi disse che dovevo sposarmi e, anche se sapevo che il suo amore era tutto quello che volevo, non mi sentivo se non uno che può fare felice una donna. Le continue erezioni non soddisfatte che avevano luogo quando vedevo il mio amico adottare un atteggiamento gradevole mi causavano dolore in fondo alla schiena, e io consultai due specialisti, che, anche loro, mi consigliarono il matrimonio. Non ho detto loro che ero un ‘invertito’, perché neppure sapevo che era una cosa riconosciuta, ma dissi loro qualcosa di quello che era accaduto, loro non hanno fatto nessun commento, ma davano per scontato che fosse una cosa frequente. Il mio amico ora sentiva repulsione verso di me, ma non si esprimeva, e siccome altre circostanze, allora, in una certa misura, alzarono una barriera tra noi, non mi rendevo conto del vero motivo della sua freddezza. Ma mi sentivo assolutamente miserabile. Quando ho incontrato una donna nobile che avevo conosciuto da tempo, le ho chiesto di essere mia moglie e lei ha acconsentito. Anche se le ho detto molto presto, e molto prima del nostro matrimonio, dei miei limiti come marito e del mio costante desiderio per il mio amico, capisco ora di aver fatto un grande errore, e non riesco a capire perché non ne fossi più consapevole a quel tempo; che stessi in una certa misura ingannando i suoi parenti era inevitabile. Mi aspettavo di dedicare la mia vita a renderla felice, ma ho presto scoperto che il vero motivo dell’infedeltà apparente del mio amico era stata la mia azione, combinata con la sensazione da parte sua che il nostro rapporto affettivo avrebbe dovuto cessare comunque, anche a costo di incomprensioni. Da allora, tre anni fa, non ho avuto un giorno o una notte felice, e non sono quindi proprio in grado di promuovere la felicità degli altri. Senza il mio amico, non posso trovare alcuna soddisfazione con una moglie, un figlio, o una casa. La vita è diventata quasi insopportabile. Spesso ho seriamente pensato di suicidarmi, solo per rinviare poi la cosa ad un momento che fosse meno crudelmente inopportuno per gli altri. Vedo il mio amico (ora sposato) quasi ogni giorno, e soffro torture nel vedere gli altri più vicini a lui di me. Sembra impossibile che si possa arrivare ad un chiarimento tra noi, dato che l’idea stessa dell’inversione è così ripugnante per lui, ed essendo un uomo d’onore, per lui i legami coniugali escludono qualsiasi altro calore di affetto. Ma tutti i desideri della mia vita sembrano dover culminare in una forza trainante che mi porterà alla prostituzione maschile o alla morte. Non posso concentrare il mio pensiero su niente altro, e di conseguenza sono diventato inefficiente nel lavoro e non ho cuore per il gioco. So che, se i miei desideri potessero essere occasionalmente soddisfatti, recupererei immediatamente, ma il mio timore è che se io mi uccido, quelli che mi conoscevano in giorni più felici siano confermati solo nell’idea che io fossi un degenerato e pensino che siano stati miei istinti a provocare mio suicidio, mentre in realtà sarebbero proprio la negazione e la fame di quegli istinti ad aver prodotto quel risultato. Ora so per esperienza di me stesso e degli altri che la mia disposizione è congenita e che ho reso infelice me stesso e sono stato causa di infelicità per gli altri perché sono venuto troppo tardi a conoscenza di me stesso. L’esempio del mio ex amico che si è sposato mi ha portato a credere erroneamente che anche io avrei potuto sposarmi e fare una casa felice; e così, quando l’uomo che amavo mi ha consigliato in quel modo, ho deciso di farlo, come avrei fatto quasi altra cosa che egli mi avesse suggerito. Se avessi potuto tirarmi indietro senza imbarazzo dal fidanzamento con la donna devota che divenne mia moglie, lo avrei fatto, se lei me ne avesse dato l’opportunità. Nulla nel mio matrimonio mi ha dato piacere e spesso mi auguro che mia moglie possa cessare di amarmi in modo da poterci separare. Ma lei avrebbe il cuore spezzato anche solo all’idea e mi sento spinto a tentare di alleviare i miei sentimenti anche in un modo che in precedenza mi sembrava ripugnante, cioè mediante l’uso di denaro.
“Quanto ai miei sentimenti verso mio figlio non c’è molto da dire, in quanto non sono molto forti. Lo prendo in braccio, aiuto quando fa bagnetto e lo assisto tanto quanto la maggior parte dei padri, e quando lui sarà di qualche anno più grande spero di poterlo trovare molto socievole. Ma lui non mi ha portato una vera gioia, anche se vedo che altri uomini lo guardano quasi con affetto. Ma ha portato un po’ di felicità in più a sua madre.”
Il prossima Storia è interessante perché mostra lo sviluppo mentale ed emotivo in un caso molto radicale di inversione sessuale.
__________
Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
lunedì 9 novembre 2015
GAY IN FUGA DAL MATRIMONIO ETERO
Ciao Project, ti scrivo con molta ansia addosso, non per te ma perché devo uscire il più presto possibile da una situazione che mi sta facendo a pezzi. Ho trentadue anni, sono fidanzato a casa con una ragazza e ormai tutti mi stanno mettendo alle strette perché io mi decida a sposarla. Ho letto su “Essere Gay” dei gay sposati e più ci penso più mi viene il terrore di essere costretto a fare una cosa che non voglio fare. Vivo in un paesetto di una provincia veneta, in un mondo in cui tutto è dato per scontato, in cui il matrimonio è un dovere inderogabile e l’omosessualità è considerata come la peggiore disgrazia. Qui tutti si fanno gli affari degli altri, perché tutti, e specialmente le donne, non fanno nulla dalla mattina alla sera e quindi non fanno che spettegolare. Io non ho dubbi sul mio essere gay, con la mia ragazza ho avuto anche (raramente, molto raramente) dei rapporti sessuali, nei quali una sola volta sono arrivato fino in fondo ma erano cose che riuscivo a fare solo per non deludere la mia ragazza e forzandomi molto. L’unica volta che abbiamo fatto sesso completo (ovviamente col preservativo, perché l’eventualità di figli non voluti mi avrebbe incastrato in via definitiva) ho provato proprio un profondo senso si repulsione e di nausea (e lei non se n’è nemmeno accorta), ma poi nonostante le insistenze della mia ragazza non l’ho voluto rifare più per nessuna ragione e ho rinviato tutto a dopo il matrimonio. Adesso io ho 32 anni e lei 29, sento il fiato sul collo sia della mia famiglia che della sua, che non fanno che insistere perché si fissi la data del matrimonio. Qui in paese io e la mia ragazza usciamo sempre in coppia da anni e la gente dà per scontato che sposeremo prestissimo, lei poi è cattolicissima, in tutto e per tutto dipendente da quello che le dice il parroco che la ha detto che deve affrettare i tempi per evitare il rischio di altri rapporti prematrimoniali! Loro si preoccupano di questo, ma io sono proprio al limite. A casa mia la parola gay è considerata una parolaccia da sempre. I miei sono persone istruite ma del tutto ignoranti su queste cose e anche loro sono profondamente cattolici. Io non vado con loro a messa ormai da dieci anni e loro pensano che io non vada più in chiesa perché faccio sesso con la mia ragazza e non ci voglio rinunciare. Dire ai miei che sono gay sarebbe terribile per loro e soprattutto per me, perché io ancora non ho trovato un lavoro stabile e, al bisogno, non me ne potrei comunque andare di casa. Ma come potrei pensare di rimanere in casa coi miei se sapessero che sono gay? Loro non solo non sospettano nulla ma pensano che io sia uno che con la sua ragazza ne combina di cotte e di crude e anche per questo mi consigliano sposarmi presto, perché così, secondo loro, mi metterei a posto anche la coscienza. C’è anche un altro problema: il mio futuro suocero (mai sia!) ha una piccola industria e ha un sacco di soldi, mentre i miei di quattrini ne hanno pochini e mio suocero si è offerto di prendermi a lavorare nella sua azienda, naturalmente “dopo il matrimonio” che quindi avrebbe anche un ritorno economico notevole, solo che così io sarei legato mani e piedi a una situazione assurda. La mia ragazza ha fatto sesso solo con me e quando l’abbiamo fatto, prima si è sentita in paradiso per una cosa che per me era del tutto forzata e contro natura (ma non se ne è nemmeno accorta!) e poi si è fatta prendere dallo sconforto religioso e si è andata a confessare, e lì sono cominciate le insistenze del parroco. Capisci in che mondo vivo, Project? Tu mi dirai che in questa situazione non mi ci dovevo cacciare e che in fondo non faccio che pagare la mai stupidità, ma con lei abbiamo cominciato quando io avevo 17 anni e lei 14, era tutto un gioco, a me serviva per mettere da parte l’omosessualità, che c’era anche allora, e per darmi arie da ragazzo grande. Che devo fare, Project? Ho veramente paura di non riuscire a venirne fuori, qualsiasi cosa io faccia mi rovino la vita: sposarla, no, proprio non me la sento, io ho sempre desiderato ragazzi e non ragazze, ci sono dei ragazzi ai quali ho pensato come un ossesso, cosa che per lei non è masi successa nemmeno a livello minimo, ma come faccio a rompere il fidanzamento al punto in cui siamo? Non posso dire: “Scusate, non me la sento perché sono gay!” Sento già il comento di mia madre: “Prima te la sei spassata con quella povera ragazza e adesso pensi di potertene uscire fuori in questo modo?” Perché se dicessi che sono gay non ci crederebbe nessuno, proprio nessuno, la considererebbero come una scusa di pessimo gusto, perché non mi hanno mai visto correre dietro ai ragazzi e su di me non ci sono mai state chiacchiere del tipo di quelle che girano su altri ragazzi del paese. Io ho proprio il marchio DOCG dell’etero e questa etichetta non me la schioda nessuno. Ho pensato ad altre vie d’uscita e mi sembra che ce ne possa essere solo una praticabile e cioè quella dell’infertilità, potrei dire che da controlli fatti non posso avere figli, con una motivazione del genere forse potrei riuscire a cavarmene fuori, ma in primo luogo sarebbe un falso e poi c’è il rischio molto concreto che vogliano portarmi per forza a vedere “che cosa si può fare” e lì verrebbe fuori tutto l’inghippo, però potrei rifiutarmi e dire che la cosa è chiara e che non mi sposerò comunque (perché non mi sposerò certamente), che non l’ho detto alla mia ragazza perché non ne avevo ancora la sicurezza… lo so che è un imbroglio, ma io voglio uscire da questa storia il più presto possibile e ne voglio uscire senza danni, perché non sono in condizioni di potermi allontanare dal paese. Che ne dici, Project? Io non mi sentirei in colpa per una cosa del genere, in fondo non è un vero imbroglio ma un modo per concludere in modo accettabile una cosa che non doveva nemmeno cominciare. Certo avrei problemi con i miei, dovrei dare spiegazioni anche a loro, vorrebbero sapere almeno perché ho fatto i controlli della fertilità, perché ho avuto dei dubbi su questa cosa, però penso che riuscirei a zittirli. Mi sono studiato bene le problematiche tipiche dell’infertilità maschile, ne so quasi quanto un dottore e ho letto decine di referti come quello che potrei dire di avere ricevuto io. In fondo, per riservatezza potrei non mostrare niente a nessuno, o, al massimo, potrei scrivere un falso referto di un istituto inesistente … lo so che in un certo senso è un imbroglio ma io non ho scampo e non mi voglio assolutamente sposare, è proprio un’idea che mi fa venire il rigetto, come faccio a fare sesso (e da sposato lo dovrei fare addirittura senza preservativo, cosa che mi sembra assolutamente repellente) con questa ragazza e a “doverlo” fare per tutta la vita? Sarebbe una tortura indicibile e poi con mia moglie non avrei nessuna possibilità di parlare chiaro, sarebbe un imbroglio (quello sì che sarebbe un imbroglio vero!) che dura tutta la vita. Rovinerei la mia vita ma rovinerei anche la sua e questo non deve proprio succedere. Project, tu hai un’altra soluzione praticabile e non distruttiva? Se ce l’hai, per carità, dimmela e dimmela subito, perché io devo arrivare a prendere una decisione e in tempi molto rapidi, o meglio, io la mia decisione l’ho già presa e mi serve solo un po’ di incoraggiamento perché non ci sono alternative e non si può più andare avanti così. Mi sento molto meschino nel pensare a tutti questi raggiri, mentre sarebbe più dignitoso dire semplicemente la verità ma credo che l’infertilità sia una cosa meno traumatica e più accettabile per entrambe le parti. Una ragazza lasciata dal fidanzato che “dice” di essere gay può starci veramente malissimo, può sentirsi una stupida, ingannata e presa in giro in modo pesante da uno che, appunto, “dice” di essere gay per scaricarla ma che aveva anche fatto l’amore con lei e quindi ai suoi occhi non sarà mai gay, mentre se è stata lasciata per motivi di infertilità può accettarlo più facilmente e senza covare sentimenti di odio. Sono ragionamenti meschini che servono solo a salvare la faccia? Non lo so, Project, adesso aspetto solo con ansia la tua risposta.
__________
Se volete, potete partecipare alla discussione di quetso post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=20&t=5242
Etichette:
gay,
GAY E DONNE,
GAY E GENITORI,
gay e matrimonio etero,
GAY E RAGAZZE
mercoledì 19 agosto 2015
E. CARPENTER: “IL SESSO INTERMEDIO” PRIMA PARTE
Dopo aver messo in rete la mia traduzione del saggio
giuridico di Jeremy Bentham sulla punibilità penale della omosessualità, ho
cominciato a lavorare alla traduzione di un saggio di Edward Carpenter “Il
sesso intermedio”. Si tratta di un lavoro pubblicato nel 1921, e divenuto
rapidamente uno dei testi più famosi della lotta per i diritti degli
omosessuali. Carpenter, che fu oltre che omosessuale uno dei grandi teorici del
Socialismo, si ritenne, per quanto riguarda l’omosessualità, il continuatore dell’opera
di John Addington Symonds e in effetti gli echi di Symonds si sentono qua e la
in modo piuttosto chiaro nell’opera di Carpenter. Il saggio di Carpenter è meno
scientifico di quello di Symonds (Una questione di Etica moderna, vedi
Biblioteca di Progetto Gay, nella home del forum), ma è indubbiamente più
moderno e, per l’anno di pubblicazione, oltre che per il linguaggio molto
semplice, era destinato ad un’ampia divulgazione, per quanto potesse essere
ampia all’epoca la divulgazione di un libro che tratta di omosessualità. Non c’è
dubbio che Carpenter, come il lettore potrà facilmente notare, accredita
stereotipi che diverranno dei classici e che ancora è difficile superare, ma la
sua descrizione della situazione degli omosessuali ha il pathos di una autodifesa
ed ha indubbiamente una capacità di comunicare amozioni veramente rara. La mia
traduzione italiana ha cercato di rendere l’immediatezza della lettura, cosa
comunque non troppo difficile perché l’Inglese di Carpenter non è certo quello
di Bantham.
Evito di dare qui notizie biografiche sull’autore, lo farò,
come al solito limitandomi alle questioni relative all’omosessualità quando
pubblicherò l’intero saggio. Per il momento potete leggere il primo capitolo del
libro di Carpenter, che ha toni di sconcertante modernità.
_________
PREFAZIONE
Le carte che seguono, ora raccolte in forme di libro, sono
state scritte – e alcune di esse pubblicate – in varie occasioni durante gli ultimi
dodici o quattordici anni e nelle pause di altri lavori, e questo potrebbe
scusarmi delle ripetizioni occasionali e delle sovrapposizioni di materia, che
si possono rilevare tra di esse. Tuttavia ho scelto di lasciarle come sono,
perché in questo modo ciascuna è più completa in se stessa. Il secondo saggio,
che dà il titolo al libro, è già stato pubblicato nel mio “Il raggiungimento della maggiore età
dell’amore” ma è ristampato qui in ragione della sua più specifica appartenenza
a questo volume.
Una raccolta di citazioni di autori responsabili, che si
occupano in vari luoghi dell’argomento, è stata aggiunta alla fine, per formare
un’Appendice che l’autore pensa possa essere utile anche se egli non condivide
tutte le opinioni lì presentate.
E.C.
“Ci sono forme di
transizione tra i metalli e i non metalli, tra le combinazioni chimiche e le
semplici misture, tra gli animali e le piante, tra le fanerogame e le
crittogame e tra i mammiferi e gli uccelli … Si può quindi dare per scontata
l’improbabilità di trovare in Natura una netta frattura tra tutto ciò che è
maschile da una parte e tutto ciò che è femminile dall’altra; o che qualsiasi
creatura vivente sia tanto semplice, sotto questo aspetto, da poter essere
messa totalmente da una parte o dall’altra della linea di confine.”
O. Weininger
INTRODUZIONE
L’argomento trattato in questo libro è di grande importanza
e si potrebbe dire di importanza via via crescente. Sia che il periodo presente
sia un periodo che vede un grande incremento nei numeri degli uomini e delle
donne di temperamento intermedio o misto, o sia esso un periodo nel quale più
del solito accade che si presti loro attenzione, resta certamente il fatto che
l’argomento è di grande attualità e fa pressione si di noi da tutte le parti. È
un fatto riconosciuto che comunque il numero di persone che occupano una
posizione intermedia tra i due sessi è molto grande, che quelle persone giocano
un ruolo importante nella società generale e che quelle persone necessariamente
presentano e incarnano molti problemi che, sia per il loro bene che per il bene
della società, richiedono una soluzione. La letteratura su questa questione, di
conseguenza, è già cresciuta fino ad essere molto estesa, specialmente sul
Continente, e include una grande quantità di lavori scientifici, di trattati
medici, di saggi letterari, di romanzi, di romanzi storici, si poesia, ecc.. E
ora è generalmente ammesso che una qualche conoscenza e una qualche
comprensione illuminata dell’argomento è assai necessaria per l’agire di certe
categorie – come per esempio: medici, insegnanti, genitori, magistrati, giudici
e simili.
Che ci siano distinzioni e gradazioni nelle reazioni
spirituali in relazione al sesso – che le affezioni psichiche interne e le
affinità siano articolate e disperse in
un vasto ventaglio di possibilità, estremamente differenziate tra maschio
e femmina e non sempre in corrispondenza
ovvia col sesso fisico esterno – è una cosa evidente per chiunque consideri
l’argomento; né potrebbe una qualche buona finalità essere perseguita ignorando
questo fatto – se mai fosse possibile ignorarlo. È ovviamente facile (come
fanno alcuni) classificare questi tipi misti o intermedi come cattivi. Ma è altrettanto
facile dedurre (come fanno altri) che proprio perché combinano qualità opposte,
essi dovrebbero essere buoni e rispettabili. Me le sottigliezze e le
complicazioni della natura non possono essere liquidate in modo così generico.
È molto probabile che, come in qualsiasi altra categoria di creature umane, ci
sia anche qui, bene e male, più e meno, degno e indegno – alcuni forse
attraverso il loro doppio temperamento esibiranno un raro e bel fiore di
umanità, altri una perversa e ingarbugliata rovina.
Prima dei fatti di Natura noi dobbiamo preservare una certa umiltà e un certo rispetto, senza andare
correndo con le nostre preconcette e ostinate presupposizioni. Anche se queste
gradazioni del tipo umano sono state sempre e tra tutti i popoli conosciute e
riconosciute, oggi la loro frequenza o anche la concentrazione dell’attenzione
su di esse può essere segno di qualche cambiamento importante che si sta
realizzando. Noi non sappiamo in realtà quali possibili evoluzioni stiano per
realizzarsi o quali nuove forme di consistenza e di valore permanente si siano
già lentamente differenziate rispetto alla circostante massa dell’umanità. Può
essere che in qualche periodo passato dell’evoluzione l’ape operaia si sia
senza dubbio differenziata dai due ordinari sessi delle api, così, nel tempo
presente, può darsi che alcuni nuovi tipi del genere umano stiano emergendo,
nuovi tipi che avranno una parte importante da giocare nella società del futuro
– anche se per il momento il loro apparire è atteso con un bel po’ di
confusione e di equivoco. Potrebbe essere così e potrebbe non essere. Noi non
lo sappiamo; e il migliore atteggiamento che possiamo adottare e quello di una
sincera e imparziale osservazione dei fatti.
Ovviamente ogni volta che questo argomento entra nel campo dell’amore posiamo aspettarci che sorgano domande difficili. È probabile che già ora il lavoro più nobile del sesso intermedio o dei sessi intermedi si possa realizzare, come è anche probabile che gli errori più grossi possano essere commessi. Sembra quasi una legge di natura che nuovi e importanti movimenti possano non essere capiti e siano invece sviliti – anche se dopo essi potranno essere largamente approvati e accettati con onore. Movimenti simili all’inizio sono sempre considerati sulla base di qualche aspetto ridicolo o disprezzabile che essi possono avere. I primi Cristiani, agli occhi dei Romani, erano noti essenzialmente come cultori di riti oscuri e di crimi nelle tenebre delle catacombe. Si credette per lungo tempo che il moderno socialismo fosse una questione di pugnali e di dinamite; e anche adesso ci sono migliaia di brave persone abbastanza ignoranti da credere che esso significhi semplicemente “dividere tutto e prendersi ciascuno la propria fetta da quattro soldi.” Si credeva che i Vegetariani fossero un gruppo di deboli mangiatori di cavoli senza cervello. Il movimento delle Donne, così notevole per il suo scopo e la sua importanza. non era altro che un assurdo tentativo di rendere le donne “le scimmie degli uomini.” E così si può andare avanti all’infinito, l’accusa in tutti i casi consiste in un’etichetta e nell’ultimo mozzicone di un fatto colto per ignoranza e colorito dal pregiudizio, tanto comune da essere frainteso e tanto semplice da essere travisato.
Ovviamente ogni volta che questo argomento entra nel campo dell’amore posiamo aspettarci che sorgano domande difficili. È probabile che già ora il lavoro più nobile del sesso intermedio o dei sessi intermedi si possa realizzare, come è anche probabile che gli errori più grossi possano essere commessi. Sembra quasi una legge di natura che nuovi e importanti movimenti possano non essere capiti e siano invece sviliti – anche se dopo essi potranno essere largamente approvati e accettati con onore. Movimenti simili all’inizio sono sempre considerati sulla base di qualche aspetto ridicolo o disprezzabile che essi possono avere. I primi Cristiani, agli occhi dei Romani, erano noti essenzialmente come cultori di riti oscuri e di crimi nelle tenebre delle catacombe. Si credette per lungo tempo che il moderno socialismo fosse una questione di pugnali e di dinamite; e anche adesso ci sono migliaia di brave persone abbastanza ignoranti da credere che esso significhi semplicemente “dividere tutto e prendersi ciascuno la propria fetta da quattro soldi.” Si credeva che i Vegetariani fossero un gruppo di deboli mangiatori di cavoli senza cervello. Il movimento delle Donne, così notevole per il suo scopo e la sua importanza. non era altro che un assurdo tentativo di rendere le donne “le scimmie degli uomini.” E così si può andare avanti all’infinito, l’accusa in tutti i casi consiste in un’etichetta e nell’ultimo mozzicone di un fatto colto per ignoranza e colorito dal pregiudizio, tanto comune da essere frainteso e tanto semplice da essere travisato.
Che il temperamento Uranista,
specialmente in riferimento al suo lato affettivo, non manchi di cadute, si
deve certamente riconoscerlo, ma è certo che è stato grossolanamente e
assurdamente frainteso. Con un bel po’ di esperienza sulla questione, credo che
uno possa a ragione dire che il difetto del maschio uranista, o Urning,(1) non
è la sensualità ma piuttosto la sentimentalità. Gli Uranisti di più basso
livello, quelli più comuni, sono spesso terribilmente sentimentali; quelli di
livello superiore, stranamente, quasi incredibilmente, sono emotivi e, di regola
(anche se ci sono eccezioni) non sono così sensuali come l’uomo normale medio.
L’immensa capacità di amore affettivo rappresenta ovviamente una grande forza
trainante. Sia nell’individuo che nella società, l’amore è eminentemente
creativo. È proprio la loro forte tendenza all’affettività, che dà ai migliori
Uranisti la loro influenza penetrante e la loro capacità di agire e che li
rende largamente graditi e bene accetti
da quelli che nulla sanno dello loro sentire interno. Molto
probabilmente il mondo non saprà mai quanti cosiddetti filantropi del tipo
migliore (non c’è bisogno di nominarli) sono stati coinvolti dal temperamento
uranista. E in tutte le strade della vita il gran numero e l’influenza delle
persone di questa disposizione e i posti importanti che essi già occupano, si
concretizzano solo per quelli che stanno bene o male dietro la scena. Ed è
probabile anche che sia proprio questa tendenza all’amore affettivo a dare agli
Uranisti la loro notevole giovinezza.
Comunque con le loro straordinarie
doti e con la loro esperienza negli affari di cuore (dal doppio punto di vista,
sia degli uomini che delle donne) non è difficile rendersi conto che queste
persone possono svolgere un lavoro speciale di riconciliatori e interpreti dei
due sessi, uno verso l’altro. Di questo ho parlato più largamente nel seguito
(capitoli 2 e 5). È probabile che gli Uranisti superiori diventino negli affari
di cuore, in notevole misura, degli insegnanti della società futura; e se è
così, è possibile che la loro influenza tenda alla realizzazione e all’espressione
di un’affettività meno esclusivamente sensuale rispetto alla madia odierna, e
alla diffusione di questa affettività in tutte le direzioni.
Anche se non presumo di parlare con
autorità a nessun livello in questa materia, mi esprimo a favore di una sua
paziente considerazione, per il dovuto riconoscimento dei tipi di carattere
coinvolti e perché ci si sforzi per riconoscere loro il giusto posto e la
giusta sfera di utilità nello schema generale della società.
Aggiungo un’altra cosa come
spiegazione introduttiva. La parola Amore è comunemente usata in modo così
generale e indiscriminato per indicare talvolta istinti fisici e atti e altre
volte per indicare i sentimenti più intimi e profondi; e in questo modo si
genera un bel po’ di confusione. In questo libro (salvo le eccezioni in
Appendice) la parola è usata per indicare la devozione interna di una persona
verso un’altra; e quando si intenderà usarla in un modo diverso – per esempio
come per indicare relazioni sessuali o atti – sarà specificato in modo chiaro
ed esplicito.
II
IL SESSO INTERMEDIO
“Gli Urning, uomini e donne, nel
cui libro della vita la Natura ha scritto la sua parola nuova che suona così
strana per noi, sopportano una tale tempesta e un tale stress dentro di loro,
un tale fermento e una tale fluttuazione, un materiale così complicato che
vedrà la sua realizzazione solo nel futuro; le loro individualità sono così
ricche e multilaterali e per di più così poco capite, che è impossibile
caratterizzarle adeguatamente in poche frasi.” Otto de Joux
Negli ultimi anni (e dall’arrivo
della Nuova Donna tra noi) sono cambiate molte cose nel rapporto reciproco tra
gli uomini e le donne o in qualche modo sono diventate più chiare. Il senso via
via crescente di uguaglianza nelle abitudini e nei modi di fare – gli studi
universitari, l’arte, la musica, la politica, la bicicletta, ecc. – tutte queste
cose hanno portato ad un riavvicinamento tra i sessi. Se la donna moderna è in
qualche modo più maschile di quelle che l’hanno preceduta, l’uomo moderno (si
spera), anche se per nulla effeminato, è un po’ più sensibile nel temperamento e
un po’ più artistico nel sentire dell’originario Jonh Bull. Si comincia a
riconoscere che i sessi non formano o potrebbero non formare normalmente due
gruppi totalmente isolati l’uno dall’altro nelle abitudini e nei sentimenti, ma
piuttosto che essi rappresentano i due poli di un unico gruppo – che è la razza
umana; così che anche se certamente le manifestazioni estreme di ciascun polo
sono nettamente divergenti, ce n’è un buon numero nella regione intermedia che
(anche se differiscono fisicamente come uomini e donne) sono, per emozioni e
temperamento, molto prossime le une alle altre.(2) Tutti noi conosciamo donne
con qualche forte tratto di temperamento maschile, come conosciamo uomini la
cui sensibilità femminile e la cui intuizione sembrano smentire la loto
apparenza fisica. La Natura, questo dovrebbe essere chiaro, nel mescolare gli
elementi che vanno a comporre ogni individuo, non tiene sempre ben separati i
suoi due gruppi di ingredienti – che rappresentano i due sessi – ma spesso li
mescola in un certo modo sconcertante, ora in un modo ora in un altro, ma ancora
saggiamente, dobbiamo credere, perché se una netta distinzione degli elementi
fosse sempre mantenuta, i due sessi scivolerebbero presto a latitudini lontane
e smetterebbero del tutto di capirsi reciprocamente. Stando così le cose, ci sono dei notevoli e
(io credo) degli indispensabili tipi di carattere nei quali c’è una tale unione
e un tale bilanciamento di qualità maschili e femminili che queste persone
diventano in larga misura gli interpreti degli uomini e delle donne. C’è poi un
altro punto che è diventato chiaro più tardi. Perché ora che la gente sta
cominciando a vedere che i sessi formano in un certo senso un gruppo continuo,
ci si comincia a rendere conto che Amore a Amicizia – che sono stati così
spesso separati uno dall’altra come cose assolutamente distinte – sono in
realtà strettamente correlati e sfumano uno nell’alto. Le Donne stanno
cominciano a richiedere che il Matrimonio possa significare Amicizia oltre che
Passione; che un’uguaglianza come tra compagni possa essere ricompresa nella
parola Amore; ed è riconosciuto che da un stremo costituito dall’amicizia
“Platonica” (spesso tra persone dello
stesso sesso) fino all’altro estremo dell’amore appassionato (generalmente tra
persone di sesso opposto) non può essere tirata nessuna netta e chiara linea di
confine che separi effettivamente i tipi diversi di affetto. Sappiamo infatti
di Amicizie così romantiche nel sentimento che sembrano proprio tendere
all’Amore; e sappiamo di Amori così intellettuali e spirituali che si collocano
a stento nella sfera della Passione.
Basta pensarci un po’ per
riconoscere per rendersi conto che le condizioni generali indicate sopra – se
sono comunque prossime alla verità – mirano ad una estrema differenziazione del
temperamento e del carattere umano in rapporto al sesso e all’amore; ma anche che
se questa diversità, probabilmente, è sempre esistita, è solo in tempi
relativamente recenti che essa è diventata oggetto di studio.
Più di trent’anni or sono,
comunque, uno scrittore Austriaco. K. H. Ulrichs, ha rivolto la sua attenzione
in una serie di saggi (Memnon, Ara Spei,
Inclusa, ecc.) all’esistenza di una categoria di persone che illustrano in
modo forte le osservazioni precedenti e delle quali questi fogli si occupano in
modo particolare. Ulrichs ha sottolineato che ci sono persone nate in una tale
condizione – come se fossero sulla linea di divisione dei due sessi - che, anche se appartenenti in modo chiaro ad
uno dei due sessi per quanto riguarda i loro corpi, si può dire che
appartengano mentalmente ed emotivamente all’altro; che c’erano uomini, per
esempio, che potevano essere descritti come anime femminili include in un corpo
maschile (anima muliebris in corpore virili
inclusa), o in altri casi, donne, la cui definizione potrebbe essere
esattamente simmetrica. Ed egli sottolineava che questa doppiezza di natura era
in larga misura provata dalla speciale direzione dei loro sentimenti amorosi, perché
in questi casi, come infatti ci si può aspettare, la persona (apparentemente)
mascolina, invece di creare un rapporto amoroso con una donna, tendeva a
stringere un’amicizia affettuosa con uno del suo proprio sesso; mentre la
persona apparentemente femminile, invece di sposarsi nel modo solito, si dedicava
all’amore di un’altra donna.
Le persone di questo tipo (cioè
quelle che presentano una particolare variante del sentimento amoroso) Ulrichs
le chiama Urning;(3) e anche se noi non siamo obbligati ad accettare le sue
teorie sulle connessioni incrociate tra “anima” e “corpo”, dato che per lo meno
queste parole sono in qualche modo vaghe e indefinite; comunque il suo lavoro
fu importante perché fu uno dei primi tentativi nei tempi moderni di
riconoscere l’esistenza di ciò che può essere chiamato sesso intermedio e di dare
in una certa misura qualche spiegazione su di esso.(4)
Dato che allora l’argomento è stato
largamente studiato e descritto da scienziati e da altri, specialmente in
Continente (mentre in Inghilterra esso è ancora comparativamente
sconosciuto), per mezzo di una estesa
osservazione dei casi dei tempi presenti, come delle testimonianze indirette
della storia e della letteratura del passato, si è giunti quasi ad un insieme
di conclusioni generali delle quali mi propongo di dare un un sintetico
rendiconto.
Contrariamente all’impressione
generale, uno dei primi punti che emergono da questo studio è che gli “Urnings”
o Uranisti, non sono affatto così rari, ma formato, al di sotto della
superficie della società, un ben nutrito gruppo. Resta comunque difficile avere
un’esatta valutazione del loro numero; e questo per più di una ragione: in
parte perché, a causa della mancanza di una comprensione generale della loro
situazione, questa gente tende a nascondere i suoi veri sentimenti a tutti, salvo
a quelli del loro stesso gruppo e infatti, spesso deliberatamente si comportano
in modo tale da portare tutti fuori strada (da ciò deriva che un uomo normale
che vive in una certa società spesso rifiuterà di credere che ci sia anche un
solo Urning nel circolo di quelli che frequenta, mentre un Urning o uno che ne
capisce la natura, che viva nella stessa società, può tenere bene il conto) e
in parte perché è certo che i numeri possono variare assai largamente non solo
in paesi diversi ma anche tra classi diverse nello stesso paese. La conseguenza
di tutto questo è che abbiamo delle stime che differiscono molto sensibilmente
le une dalle altre- Il Dott. Grabowsky, autore ben noto in Germania, cita numeri
(che noi stimiamo esagerati) di più di un uomo ogni 22, mentre il Dott. Albert
Moll (Die Conträre Sexualempfindung, capitolo 3) offre stime che variano da uno
ogni 50 ad uno ogni 500.(5) Le cifre
riguardano quelli che sono esclusivamente della citata natura, cioè quelli
i cui sentimenti più profondi d’amore e di amicizia si rivolgono solo a persone del loro stesso sesso. Ovviamente,
se oltre questi si includono persone con la doppia natura (che sono molte) che
provano interessi affettivi normali con una tendenza omogenica aggiunta di
grado maggiore o minore, le stime devono essere largamente aumentate.
In secondo luogo emerge (sempre
contro l’impressione generale) che gli uomini e le donne di tipo esclusivamente
uraniano non sono in nessun modo necessariamente casi patologici da nessun
punto di vista, salvo che, ovviamente il loro peculiare temperamento non sia definito
patologico in sé. Un tempo si dava per scontato che il tipo fosse meramente il
risultato di una malattia o di una degenerazione; ma ora dall’esame di fatti
presenti appare evidente che, al contrario, molti sono individui sani e forti
del loro sesso, muscolosi e con un corpo ben sviluppato, di cervello potente e
di alto livello di condotta e con nulla di anormale o di patologico di nessun
tipo che possa essere rilevato nella loro struttura fisica o nella loro
costituzione. Questo ovviamente non è vero per tutti e rimangono ancora un certo
numero di casi di tipi deboli che possono supportare il punto di vista neuropatico.
È una cosa notevole che questo punto di vista è molto meno sottolineato dagli
scrittori più recenti, rispetto a quelli più datati. Vale anche la pena di
notare che è riconosciuto che anche nei casi di migliore salute, la speciale
predisposizione affettiva dell’”Intermedio” è di regola non sradicabile; e
quanto tanto più quando (come in non pochi casi) questi uomini e queste donne,
per ragioni sociali o per altre ragioni, si sono forzati al matrimonio e anche
all’avere figli, essi non sono stati comunque capaci di dominare la loro tendenza
o l’inclinazione al di là di tutto al loro attaccamento vitale a qualche amico
del loro stesso sesso.
Questo argomento, per quanto
ovviamente sia un argomento di grande interesse e importanza, fino ad ora, come
io ho sottolineato, è stato discusso veramente poco in questo paese, in
parte a causa di una certa quantità di
dubbio o di disgusto che, forse non del tutto innaturalmente, lo ha circondato.
E certamente se gli uomini e le donne nati con la tendenza in questione fossero
solo estremamente rari, anche se non sarebbe dignitoso ignorarli in questa
analisi, non si potrebbe comunque ritenere strettamente necessario discutere in
modo approfondito della loro situazione. Ma dato che la categoria è realmente,
in qualsiasi conteggio, numerosa, diventa un dovere per la società non solo
capirli ma aiutarli a capirsi.
Perché non c'è dubbio che in molti
casi le persone di questo tipo soffrono molto per il loro temperamento e
tuttavia, dopo tutto, è possibile che essi possono avere un ruolo importante
nell'evoluzione della razza. Chiunque si renda conto di che cosa è l’amore: una
dedizione del cuore, così profonda, così coinvolgente, così misteriosa, così imperativa,
e sempre e solo nelle nature più nobili così forte, non può non vedere quanto
difficile e anche quanto tragico debba spesso essere il fato di coloro i cui
sentimenti più profondi sono destinati fin dai primi giorni ad essere un enigma
e una pietra d'inciampo, che essi stessi non si spiegano e che è passato sotto
silenzio da altri.(6) Chiamare le persone di tale temperamento "malate”, e
così via, non è utile. Tale termine è, infatti, assurdamente inapplicabile ai
molti, che sono tra i più attivi, i più amabili e i più accettati membri della
società; e per di più in questo modo non si ottiene alcuna soluzione del
problema in oggetto, ma non si fa che mortificare per disprezzo un proprio simile
che ha già notevoli difficoltà a fare i conti con quel disprezzo.
Dice il dottor Moll, "Chiunque
abbia visto molti Urnings probabilmente ammette che essi formano senza alcun dubbio
un gruppo umano snervato; al contrario, si trovano tra loro individui possenti
di aspetto sanissimo; " ma nella frase successiva dice che "soffrono
gravemente" per il modo in cui sono considerati; e nel manifesto di una
considerevole comunità di queste persone in Germania si trovano queste parole:
"I raggi di sole nella notte della nostra esistenza sono così rari, che
siamo sensibili e profondamente grati per il minimo gesto, per ogni singola voce
che parla a nostro favore nel forum del genere umano."(7)
Nel trattare con questa categoria
di persone, quindi, mentre non nego che essi presentino un problema difficile,
io credo che proprio per questa ragione il loro caso richiesta una discussione.
Sarebbe un grave errore supporre che la loro affettività sia necessariamente
sessuale o connessa con atti sessuali. Al contrario, come mostrano abbondanti
evidenze, essi sono spesso puramente emozionali nei loro caratteri, e
confondere gli Uranisti (come si fa tanto spesso) con i libertini, che non
hanno altra legge che la curiosità che sfocia in autoindulgenza, è fare loro un
grave torto. Allo stesso tempo è evidente che il loro speciale temperamento può
qualche volta causare loro dei problemi in riferimento alla loro relazioni
sessuali. Non abbiamo bisogno di affrontare adesso questo argomento. Ma
possiamo sottolineare quanto sia negativo, specialmente per i giovani tra loro,
che un velo di completo silenzio posa essere gettato su questo argomento, un
velo che porti ai fraintendimenti, alle perversioni e alle confusioni più
penose della mente e che non possa esserci nessun suggerimento capace di guidarli,
nessun riconoscimento dei solitari e serissimi sforzi interiori che essi devono
affrontare! Se il problema è difficile, come indubbiamente è, il destino di
questi individui è molto duro perché devono affrontare all’interno delle loro
persone senza loro colpa, un’aggiunta di sofferenza a causa del rifiuto della
società di dare loro un qualsiasi aiuto. È in parte per queste ragioni e per
gettare un po’ di luce dove può essere necessario che io ho pensato fosse
consigliabile in questo libro semplicemente dare poche caratteristiche generali
dei tipi intermedi.
Come già indicato, nella struttura
corporea, non c’è, di regola nulla che distingua i soggetti della nostra
analisi dagli uomini ordinari e dalle donne ordinarie; ma quando consideriamo
le caratteristiche mentali generali appare da quasi tutte le testimonianze che
il maschio tende ad essere di atteggiamento piuttosto gentile e emotivo con
difetti, se esistono, in direzione della sottigliezza, dell’evasività, della
timidezza, della vanità, ecc.; mentre la donna è esattamente il contrario:
focosa, attiva, coraggiosa, sincera, con difetti orientati verso l’irascibilità
e la grossolanità. Si può aggiungere che la mente dell’uomo intermedio è
generalmente intuitiva e istintiva nelle sue percezioni, con maggiore o minore
gusto artistico mentre la mente della donna intermedia è più logica, scientifica e precisa di quanto
accade si regola tra le donne normali. Queste caratteristiche sono così marcate
che qualche volta attraverso di esse (anche se non sono una guida infallibile)
la natura del ragazzo o della ragazza può essere scoperta fin dall’infanzia,
prima che abbia avuto luogo il pieno sviluppo; e non c’è bisogno di dire che può
spesso essere molto importante essere in grado di fare ciò.
Certamente a seguito
dell’osservazione di questi segni K. H. Ulrichs propose la sua teoria; e anche
se la teoria, come abbiamo detto, non
spiega in nessun modo tutti i fatti, non è comunque priva di meriti e vale la
pena di ricordarla.
Nel caso, per esempio, di una donna
di questo temperamento (definita, noi supponiamo, come “un’anima maschile in un
corpo femminile”) la teoria ci aiuta a capire come sia stato possibile per lei,
in buona fede, innamorarsi di un’altra donna. Krafft-Ebing presenta(8) il caso
di una signora (A.), di 28 anni, che si innamorò profondamente di una donna più
giovane (B.). “L’ho amata divinamente” dice la signora. Vivevano insieme e
l’unione durò per quattro anni, ma fu poi interrotta per il matrimonio di B..
A. in conseguenza di questo soffrì di spaventosa depressione; ma in conclusione
– quantunque senza vero amore – anche lei si sposò. La sua depressione comunque
continuò ad aumentare e si aggravò trasformandosi in malattia. I dottori,
quando furono consultati, dissero che tutto sarebbe andato bene solo se lei
avesse potuto avere un figlio. Il marito, che amava sinceramente la moglie, non
riusciva a capire il suo comportamento enigmatico. Lei si comportava
amichevolmente con lui, tollerava le sue carezze, ma poi rimaneva “spenta,
esausta, afflitta dall’irritazione della spina dorsale ed era nervosa.” Ora una
viaggio della coppia sposata condusse ad un altro incontro con la donna amica
amata, che all’epoca era stata sposata (anche lei infelicemente) per tre anni.
“Entrambe le signore tremavano di gioia e di eccitazione quando caddero una
nelle braccia dell’altra e da quel momento in poi divennero inseparabili. Il
marito trovò che questa relazione amichevole era molto singolare e affrettò la
partenza. Quando se ne presentò l’occasione, si rese conto, attraverso la
corrispondenza tra sua moglie e la sua “amica” che le loro lettere erano
esattamente come quelle di due innamorati.
Accade che gli amori di questo tipo
di donne siano spesso molto intensi e (come accade anche nel caso degli uomini
Urning) durino tutta la vita.(9) Gli individui di entrambi i gruppi si sentono
pienamente in paradiso quando amano felicemente. Ciò nonostante, per molti di
loro è un fatto penoso che – in conseguenza del loro particolare temperamento –
essi sono comunque appassionati di bambini ma non sono in condizioni tale da
poter fondare una famiglia.
Fin qui ci siamo limitati a
caratteristiche molto generali della razza intermedia. Potrebbe aiutarci a
chiarire e a precisare le nostre idee il descrivere adesso più in dettaglio, in
primo luogo quelli che possono essere chiamati tipi estremi ed esagerati di
questa razza e poi i tipi più normali e perfetti. Così facendo avremo una
visione più definita e concreta del nostro argomento.
In primo luogo dunque gli esempi
estremi – come accade in molte situazioni estreme – non sono particolarmente
attraenti e talvolta sono esattamente l’opposto. Nell’uomo di questo tipo
abbiamo il tipo chiaramente effeminato, sentimentale, apatico, affettato nella
camminata e nelle maniere, un po’ troppo chiacchierone, abile con l’ago e nei
lavori femminili, qualche volta compiaciuto di vestirsi con abiti femminili; la
sua figura non di rado tradisce una tendenza verso il femminile, largo di
fianchi, flessuoso, non muscoloso, col viso carente di capelli con la voce
inclinata a toni alti ecc.; mentre la stanza dove abita è di regola
estremamente elegante anche per la scelta delle decorazioni e dei profumi.
Anche la sua affettività è spesso femminile nell’atteggiamento, appiccicosa,
dipendente e gelosa come di uno che desidera di essere amato anche più di
amare.(10)
Dall’altro lato, come tipo estremo
della donna omogenica, troviamo una persona piuttosto marcatamente aggressiva,
di forti passioni, di maniere e di movenze mascoline, pratica nella condotta
della vita, sensuale più che sentimentale in amore, spesso trasandata, stravagante
nell’abbigliamento;(11) il suo aspetto è muscoloso, la sua voce di tono
piuttosto basso; la stanza dove abita è decorata con scene sportive, pistole,
ecc., e non senza qualche sentore di erbaccia nell’aria; mentre il suo amore
(rivolto in genere ad esemplari piuttosto morbidi e femminili del suo stesso
sesso) è spesso una specie di furore, simile all’amore maschile ordinario, e
talvolta anche incontrollabile.
Questi sono i tipi che, a ragione
del lor silenzio, ciascuno potrà più o meno riconoscere. Naturalmente quando
capita si presta una certa attenzione e non è rara l’impressione che molte
persone di natura omogenica appartengano
all’una o all’altra di queste due categorie. Ma nella realtà, ovviamente,
questi sviluppi estremi sono rari, e per la maggior parte il temperamento in
questione è incarnato in uomini e donne che presentano una esteriorità
abbastanza normale e non sensazionale. Parlando di questo argomento e della
connessione tra effeminatezza e natura omogenica negli uomini, il Dott. Moll
dice: “Bisogna chiare bene in via preliminare che l’effeminatezza non si
manifesta in alcun modo in tutti gli Urning. Quantunque si possa trovare questo
o quell’indizio in un gran numero di casi, non si può comunque negare che una
grande percentuale, forse la grande maggioranza di essi non mostra alcuna
pronunciata effeminatezza”. E si può supporre che si possa arrivare alla stessa
conclusione rispetto alle donne di questa categoria – specificamente che la
maggioranza di loro non mostra pronunciate abitudini maschili. Infatti, anche se questi casi estremi sono di
grandissimo interesse dal punto di vista scientifico perché definiscono le
tendenze e i limiti di sviluppo in certe direzioni, sarebbe tuttavia un grave
errore considerarli casi rappresentativi di tutte le fasi dell’evoluzione umana
interessate.
Venendo a quello che può esse
chiamato il tipo più normale di uomo Uraniano, troviamo un uomo che, pur
possedendo completamente caratteristiche maschili di mente e di corpo, mescola
con esse la più tenera e la più emotiva natura spirituale della donna – e
talvolta in grado notevole. Questi uomini, come abbiamo detto, sono spesso
muscolosi e ben strutturati fisicamente e indistinguibili per struttura
esteriore e portamento del corpo dagli altri del loro stesso sesso; ma emotivamente
sono estremamente complessi, teneri, sensibili, pietosi e amabili, “pieni di
tempesta e fatica, di fermento e fluttuazione” del cuore; La capacità logica
nel loro caso può essere più o meno sviluppata ma l’intuizione è sempre forte:
come le donne, essi individuano i caratteri a colpo d’occhio e sanno, non si sa
come, quello che passa nella mente degli altri, hanno spesso speciali
attitudini per l’infermieristica e per prendersi cura dei bisogni altrui; in
fondo giace la natura artistica, con la sensibilità e la percezione
dell’artista. Una tale persona è spesso un sognatore di abitudini meditative e
riservate, spesso un musicista o un uomo di cultura, corteggiato dalla società
che ciò nonostante non lo capisce, o è anche , talvolta, un figlio del popolo
senza nessuna cultura, ma quasi sempre con una particolare raffinatezza innata.
De Joux, che parla completamente in favore degli uomini uraniani e delle donne
uraniane, dice di questa ultima situazione: “Sono entusiasti della poesia e
della musica, hanno spesso straordinarie attitudini per le arti e sono dominati dall’emozione e dalla
simpatia alla minima occasione triste. La loro sensibilità, la loro tenerezza
senza fine per i bambini, il loro amore dei fiori, la loro grande pietà per i
mendicanti e per gli storpi sono veramente femminili.” E in un altro brano
indica la natura artistica quando dice: “Il sistema nervoso di molti Urning è
il più fine e più complicato strumento musicale a servizio della personalità
interiore che si possa immaginare.”
Sembrerebbe probabile che l’affetto
si un tale individuo sia di carattere tenero e profondo; infatti è possibile
che in questo gruppo di uomini si possa trovare il sentimento amoroso in una
delle sue forme più perfette – una forma nella quale, secondo le necessità
della situazione, l’elemento sensuale, anche se presente, è totalmente
subordinato a quello spirituale. Uno svizzero che si occupa di questo
argomento, dice: “È veramente felice quell’uomo che ha come amico un vero
Urining- lui cammina sulle rose, senza neppure avere paura delle spine”; e
aggiunge: “Ci può mai essere uno che si cura dei malati meglio di un Urning?” E
anche se queste sono esternazioni di parte, possiamo ben credere che ci sia un
nucleo apprezzabile di verità in esse. Un altro scrittore, citato da De Joux,
parla in un modo in certo senso simile e potrebbe forse essere accolto con lo
stesso spirito. “Noi formiamo”, ci dice, “una particolare aristocrazia di
modesti spiriti, di buone e raffinate abitudini e in molti gruppi maschili
siamo rappresentativi dell’elemento di
livello mentale e artistico più alto. In noi, sognatori ed entusiasti, si trova
il controbilanciamento alla quota puramente mascolina della società, tendente,
come fa sempre, alla mera avidità del guadagno e ai piaceri sensuali
materiali.”
Che gli uomini di quel tipo
disprezzino le donne, anche se lo credono in molti e è una cosa che difficilmente
sembra essere giustificata. Infatti, anche se naturalmente non tendono ad
“innamorarsi” in questa direzione, uomini simili sono per loro natura portati
piuttosto ad avvicinarsi donne, e sembrerebbe che essi siano particolarmente
interessati a capire le necessità emotive e i destini dell’altro sesso, cosa
che porta in molti casi ad un affetto genuino che è chiamato amicizia
“Platonica”.
Ci sono pochi dubbi che essi siano
istintivamente ricercati dalle donne, che, senza sospettare nulla della vera
causa, sono coscienti di un accordo simpatetico con l’omogenico, che manca loro
con l’uomo normale. Per citare un’altra volta De Juox: “sarebbe un errore
supporre che tutti gli Urnungs debbano essere odiatori delle donne. In pratica
è vero quasi il contrario. Non è raro che siano i soli fedelissimi amici, i più
veri alleati e i più convinti difensori delle donne.”
Per passare ora agli esempi di
normali e perfetti di donne omogeniche, troviamo un tipo in cui il corpo è
tipicamente femminile e grazioso, con la rotondità e la pienezza della forma
femminile e l’equilibrio e l’appropriatezza del suo movimento, ma nel quale la
natura interna è in gran parte mascolina; il temperamento attivo, audace,
creativo, in qualche modo atto alla decisione, non troppo emotivo, interessato
alla vita fuori di casa, ai giochi e agli sport, alla scienza, alla
politica e anche agli affari; capace di
organizzare e gratificato da posizioni di responsabilità, qualche volta in
realtà capace di incarnare il ruolo di un leader eccellente e generoso. Una
tale donna, lo si vede facilmente, per la combinazione speciale delle sue
qualità, è spesso adatta per una lavoro importante nella vita professionale
oppure come manager di istituzioni, o anche come governatore di un paese. Il
suo amore si rivolge a nature giovani e
più femminili della sua; è una passione potente, quasi di tipo eroico e capace
di ispirare grandi gesta; e quando è tenuta debitamente sotto controllo, può
talvolta diventare una forza smisurata nell’insegnamento e nell’istruzione di ragazze o nel creare una scuola di pensiero
o di azione tra le donne. Molte Santa Chiara e molte badesse fondatrici di case
religiose sono state probabilmente donne di questo tipo; e in ogni epoca queste
donne – non essendo legate agli uomini dai legami ordinari – hanno avuto modo
di lavorare molto più liberamente nell’interesse del loro sesso, una causa alla
quale il loro stesso temperamento le spinge a dedicarsi “con amore”.
Ora ho delineato – in realtà molto
brevemente e inadeguatamente – tutti e due i tipi estremi e i tipo più normale
di uomo intermedio e di donna intermedia: tipi che possono trovare riscontro
nella storia e nella letteratura, anche se certamente in modo più soddisfacente
nella vita reale intorno a noi. E per quanto l’argomento non sia usuale,
comincia ad apparire chiaro che è uno di quelli coi quali il pensiero moderno e
la scienza dovranno avere a che fare. Degli ultimi tipi descritti, cioè dei più
normali, bisogna dire che esistono e sono sempre esistiti in gran numero, e per
questa semplice circostanza c’è una grande probabilità che essi abbiano un
ruolo e uno scopo. Come precisato, non c’è nessuna indicazione speciale di
malattia che li riguardi, a meno che la particolare natura del loro sentimento
amoroso non sia essa stessa considerata patologica; e nella separazione dei
sessi uno dall’altro, per la quale ci si lamenta così spesso oggi, bisogna
ammettere che essi fanno molto per riempire il vuoto.
La natura artistica istintiva del
maschio di questa categoria, il suo spirito sensibile, il suo ondivago temperamento
emotivo, combinato col coraggio dell’intelletto e del corpo; e la franca,
libera natura della donna, la sua mascolina indipendenza e la sua forza unita a
una grazia veramente femminile di forma e di comportamento; si può dire che
diano ad entrambi, attraverso la loro doppia natura, il comando della vita in tutte
le sue fasi, e una certa frammassoneria di segreti fra i due sessi che può
favorire molto la loro funzione di riconciliatori e interpreti. È certamente
considerevole il fatto che alcuni dei più importanti leader del modo e dei più
importanti artisti sono stati dotati o in tutto in parte di temperamento
uraniano – come nei casi di Michelangelo, di Shakespeare, di Marlow, di
Alessandro il grande, di Giulio Cesare, o, tra le donne, di Cristina di Svezia,
della poetessa Saffo e di altre.
____________
Note:
1) Per
la derivazione di questo termine vedi oltre, capitolo II, p.90 [dell’edizione originale]
2) Vedi
appendice, pag. 131 e 132 [dell’edizione originale]
3) Da
Uranos, cielo; essendo la sua idea che l’amore Uraniano fosse di un livello più
alto rispetto al legame ordinario. Per altre informazioni su Ulrichs e le sue
teorie, vedi Appendice, pag. 148-151 [dell’edizione originale]
4) Charles
G. Leland(“Hans Breitmann”), nel suo libro “Il sesso Alternato (Funk, 1904)
insiste molto sulla frequente combinazione delle caratteristiche di entrambi I
sessi in uomini e donne importanti e presenta un capitolo su “L’animo femminile
nell’uomo” e un altro su “L’intelletto maschile nella donna”.
5) Alcune
più recenti indagini statistiche (vedi Statistische Untersuchungen” del dott. M. Hirschfeld, Leipzig 1904) dallo
da 1,5 a 2% come rapporto probabile. Vedi anche Appendice pp. 126-128
[dell’edizione originale]
6) Per
alcuni esempi, vedi Appendice, pp. 149-153 [dell’edizione originale].
7) Vedi
De Joux, Die des Enterbten Liebesglückes (Lipsia, 1893), p. 21.
8) “Psychopathia Sexualis”,
Settima edizione, p. 276.
9) Vedi
Appendice, pagine 145-148 [dell’edizione originale]
10) Questa
descrizione può richiamare alla mente dei lettori la storia delle abitudini e
del carattere di Enrico II di Francia.
11) Forse
come la Regina Cristina di Svezia, che viaggiò attraverso l’Europa, nella sua
visita in Italia, con stivali da uomo e sedendo a cavalcioni sul suo cavallo.
Si dice che abbia stretto la mano del Papa, vedendolo, così energicamente che
il dottore dovette occuparsene subito dopo.
__________
Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aprta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=16&t=5126
Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aprta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=16&t=5126
Etichette:
affettività gay,
AMICIZIA GAY,
amore gay,
E. Carpenter,
gay,
GAY E DONNE,
gay effeminati,
sesso intermedio,
sessualità gay,
STORIA GAY
Iscriviti a:
Post (Atom)