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venerdì 22 febbraio 2008
FAMIGLIA GAY ALLARGATA
Questo post mi viene dal cuore e rappresenta una riflessione serissima anche se per chi ha pregiudizi, cioè crede di sapere e non sa, quello che sto per dire potrebbe risultare molto strano.Famiglia gay... ok! Costruita sul modello della famiglia etero: una coppia stabile con una prospettiva di ipotetici figli, ecc. ecc., sì, sembra tutto ok... forse potrebbe anche essere tutto ok in un altro mondo, in un altro clima sociale, con un altro livello di civiltà e di consapevolezza. In realtà, quanto meno finché la situazione non cambierà radicalmente a livello sociale le ipotesi di una famiglia gay composta da una coppia stabile e da ipotetici figli è un’idea che serve solo come simbolo di una strada aperta verso il futuro.Ma quale dovrebbe essere la molla di fondo che tiene insieme una famiglia gay di quel tipo? Il sesso... sì quando si ì giovani potrebbe anche sembrare una motivazione sufficiente, l’affettività di coppia, il reciproco volersi bene e sostenersi in situazioni di difficoltà? Certo questo potrebbe essere un buon cemento per tenere unita la coppia, ma poi c’è il problema dei figli... in provetta, con madri in affitto o come vi pare sarebbero comunque figli biologici di uno solo dei componenti della coppia. Ma io mi chiedo, non avrebbe più senso pensare che una famiglia gay non debba essere ricalcata su nessun modello precostituito? Ebbene io un modello alternativo assolutamente originale e originario di famiglia gay ce l’ho eccome! E’ un modello di famiglia gay allargata. Per me la famiglia gay dovrebbe essere un gruppo di solidarietà e dovrebbe reggersi sull’esperienza affettiva del volersi bene. Volete sapere quale è il mio modello di famiglia gay? Il mio modello è il gruppo di ragazzi che si è costituito intorno a Progetto Gay. Ditemi quello che volete ma io penso che si tratti veramente di una famiglia. Ci si vuole bene, ci si sostiene reciprocamente, si è amici, si parla in modo libero, ci si sente accettati e direi qualche volta coccolati in una dimensione affettiva tipicamente familiare. Giorni fa avevo censurato dei post di Loki e di Fabiomatteo che uscivano un po’ dai limiti in cui questo blog si deve mantenere. Ebbene io ho avuto il timore che questo fatto potesse mettere in crisi i miei rapporti con questi ragazzi, poi ho parlato con Fabiomatteo e gli ho spiegato il mio punto o di vista e non è andato in crisi proprio nulla, anzi abbiamo parlato in modo serissimo e ci siamo salutati in modo autenticamente affettuoso con un sentitissimo “Ti voglio bene!” che non era per niente una formula di cortesia. Poi ho parlato con Loki e non si è posto nessun problema. I rapporti che ho con questi ragazzi non possono andare in crisi per delle banalità, il motivo è uno solo, perché ci si vuole bene e ci si stima a livello umano in modo profondo, per me sono parte della mia famiglia. Cito solo loro ma il discorso coinvolge in modo vario tutti i ragazzi. Con qualcuno si creano delle consuetudini di fiducia e di attenzione reciproca veramente speciali, si condividono le preoccupazioni, ci si impegna per le stesse finalità, si sta male nelle stessi situazioni. Ricevo messaggi di una serietà di una profondità che non ho mai visto in nessun’altra situazione. Quando ho dei dubbi, cosa che mi capita quasi ogni giorno, trovo un ascolto autentico, un consiglio, un confronto. Non mi sento solo, sento che si sono cerati dei legami e di questi legami sono felice. Quando vado al lavoro, spesso nella pause penso ai ragazzi di Progetto Gay e li sento presenti, so che non sono una mia fantasia, che sono ragazzi veri... e che ragazzi! Qualche volta per qualcuno ci sto anche male. Qualche volta, se so che c’è qualcuno che non sta bene, non ci dormo le nottate intere, se poi in una situazione del genere non riesco ad avere contatti mi prende proprio una specie di angoscia... ma quando poi il contatto si ristabilisce e riesco ad avere notizie mi sento in paradiso e mi prende un senso straordinario di felicità. E quello che mi lascia incantato è che tra i ragazzi ci sia un rispetto reciproco profondo e una dimensione di solidarietà straordinaria nonostante le differenze talvolta non piccole di punto di vista. E’ stupefacente l’idea di sentirsi gruppo, di sentirsi in qualche modo famiglia. Alcuni ragazzi di Progetto Gay si sono incontrati qualche giorno fa e hanno passato una giornata insieme. Uno di loro mi diceva: “Era incredibile la sensazione di conoscersi da sempre!” In sostanza l’incontrarsi in chat e il parlare per ore ha fatto di questi ragazzi un gruppo, un gruppo di amici che si vogliono bene... ma io vorrei dire un’altra parola, una famiglia, una famiglia senza vincoli di parentela, una famiglia legata solo da vincoli affettivi ma una famiglia vera in cui la solidarietà e il volersi bene solo le uniche cose necessarie... Quando torno a casa dal lavoro e mi metto al computer e mi sento tante chiamate in chat e vedo tanti messaggi e commenti sui blog... mi chiedo: che cosa sarei io se non avessi questa famiglia che si è creata da sé? Sarei un ometto piccolo piccolo, senza scopo nella vita, uno che non dovrebbe preoccuparsi di altro che di se stesso... ma io mi sento un leone e quando mi rendo conto che anche gli errori che commetto (e ne commetto!) non sono in realtà distruttivi perché al fondo di questa famiglia gay c’è un legame affettivo vero che non crolla nemmeno di fronte alla mia stupidità o alla mia ingenuità, quando mi rendo conto che non sono solo e dove io non arrivo altri possono arrivare, quando mi rendo conto che questi altri possono fare le cose cento volte meglio di come posso farle io e in realtà le fanno... beh... allora me la sento veramente una famiglia intorno, una famiglia che non giudica i miei errori ma che mi capisce e che mi vuole bene, che mi supporta e mi conforta, che mi fa sentire un affetto vero al di là ogni possibile immaginazione! Ragazzi! Vi voglio bene!!!Dedico questo post ad uno di voi per il quale ho passato la notte scorsa senza chiudere occhio. Non so se leggerà questo messaggio ma vorrei dirgli che gli voglio bene e che gli sono vicino.
Se volete lasciate un vostro commento nella discussione sul tema aperta nel FORUM DI PROGETTO GAY http://progettogay.forumfree.net/?t=25401374
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mercoledì 2 gennaio 2008
COMMENTO DI UNA RAGAZZA A IL MIO CANTO TRASPARENTE
“Una ragazza” mi ha invito il suo commento al post “Il mio canto trasparente” che non è riuscita a inserire, siccome non sono riuscito neanche io ad inserirlo come commento, lo inserisco come post autonomo.
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E' la seconda volta che provo a commentare sul tuo blog, ma mi da problemi. Questo è il mio commento al post "IL mio canto trasparente"
Io sono d'accordo che l'omosessualità sia una cosa naturale. C'è, esiste, è naturale. Dico che però il leone si accoppia ANCHE col maschio per provare piacere sessuale E BASTA, anche perché i leoni non hanno sentimenti complessi come quelli umani. Il gay invece talvolta non sente minimamente l'esigenza di accoppiarsi con una femmina. Quindi, mentre per il leone si tratta di un "vizietto", un gesto provocato dalla forza di inerzia, per l'omosessuale homo sapiens si tratta del solo modo di esprimere la propria identità. (Certo, poi ci sono anche persone bisex e leoni naturalmente solo omosessuali, ma su questa ultima cosa ne so davvero poco, so solo che il cane maschio di un mio amico si accoppia solo con cani maschi). Voglio solo dire che non stiamo parlando dello stesso fenomeno, quindi, se pure la società riconoscesse che l'omosessualità esiste in natura, avremmo solo dato un suono all'ovvio e non saremmo andati tanto avanti.
Ora parleremo delle mie mestruazioni.
Sono dispiaciuta per la mia sintesi brutale e senza significato, quindi cercherò di approfondire un pochino. Quando io dico "mestruazioni" mi riferisco ad un sistema di cose molto complesso. E' come un'etichetta che racchiude in sé l'intera finalità della donna in quanto animale: la donna "sente" perennemente di essere donna, non c'è un istante in cui lo dimentichi. A questo contribuiscono tutte le fasi mestruali, poiché ognuna condiziona in modo diverso l'agire della donna. "Durante i giorni x e y si ha tanta voglia di accoppiarsi poiché si è fertili; durante i giorni a e b si è irascibili ed euforiche; ecc." E non solo. La "precoce" sfioritura della bellezza, la vera arma della donna, che implica in un certo senso anche il declinare dell'età fertile. Intimamente connesso alla paura del tempo, è il desiderio di maternità. E' un desiderio che induce a vivere la vita in un determinato modo: un modo che è profondamente diverso dal modo in cui vivono gli uomini.
Anche gli uomini desiderano avere figli, è ovvio, ma loro restano sempre strutturalmente LIBERI di rincorrere sogni, progetti, ambizioni, conoscenza. Anche le donne sono libere di farlo, ma se ci guardiamo intorno possiamo accorgerci che NON LO FANNO. E sono tutte balle quelle che ci raccontano sulla società maschilista. Il motivo vero è che le donne sanno che a loro tocca un compito molto più importante, e volano basso, per usare una metafora.
Il fardello della donna consiste nel loro essere legate alla terra. Le mestruazioni non sono che un simbolo di tutto questo. Sangue, ciclicità come quella della Luna, dolore, creazione: a pensarci è molto suggestivo, però :).
Genitori omosessuali?
No, è vero, non dispongo di nessuno studio scientifico su sui basarmi, per poter esprimermi adeguatamente. Penso solo che un bambino debba imparare a confrontarsi profondamente con entrambi i sessi come solo con un genitore è possibile fare. E poi rivolgo una domanda a chiunque voglia rispondermi: Quale importanza ha avuto per voi la presenza di un genitore di sesso femminile? Come vi siete rapportati alla dedizione di vostra madre per voi? Avreste potuto farne a meno? E che importanza ha avuto la figura maschile? Pensate che le due figure siano COMPLEMENTARI o ne sarebbe bastata una sola ma moltiplicata per due?
Ora facciamo finta che pure secondo voi i genitori maschio e femmina siano la soluzione MIGLIORE, quella IDEALE, ma che siate dell'avviso che, IN FIN DEI CONTI, si può crescere ugualmente bene anche con condizioni differenti (molte persone lo fanno e non sempre sono cresciute traumatizzate). Beh, in questo caso sarebbe da stupidi legalizzare una qualsiasi soluzione diversa da quella ideale, no?
L'omosessualità potrà essere naturale (e infatti lo è) ma NON E' normale. Forse i primi che non si accettano sono proprio i gay, perché se così non fosse la smetterebbero di avere pretese assurde come crescere un bambino.
Ma come potrebbe un omosessuale capire e consigliare una figlia adolescente con problemi sentimentali? Quando ogni sentimento amoroso di una donna è strettamente legato ad un desiderio di maternità (anche se solo in fase embrionale in età adolescenziale)? Come potrebbe un uomo senza imene educare una bambina sull'importanza sacra della verginità e dell'unicità e irripetibilità dei sentimenti e delle esperienze? Forse sono concetti che un gay non può nemmeno capire dal momento che riescono miracolosamente ad amare infinite volte.
Per quanto riguarda la poesia... beh sì, fa schifo. non c'è metrica, non c'è lavoro sulle parole, è quasi sloganistica. Troppo sensazionalista. Ma già provarci vuol dire che hai qualcosa in più rispetto agli altri. I più si limitano a pensare, ma esternare i propri pensieri significa dimostrare un forte senso di responsabilità nei confronti dell'umanità, poiché inconsciamente chi propone un dialogo, un messaggio, lo fa sempre perché ama gli altri. Se poi le parole che ho usato sono troppo drastiche, perdonami. Per me le vie di mezzo sono solo bugie che servono a placare le coscienze: la giustizia va perseguita fino in fondo senza compromessi. Per quella storia della metrica... beh, se non si ha voglia o capacità di nobilitare le parole "costringendole" in una metrica, ma allora perché non scrivere in prosa? mi chiedo io.
Una ragazza
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venerdì 2 novembre 2007
SALVATORE: EDUCARE I GAY AI VALORI DELLA FAMIGLIA
Salvatore!!! Che belle cose che mi hai scritto! Le ho lette più volte una di seguito all’altra per non perderne assolutamente nulla! Sono proprio cose che mi fanno tirare un respiro largo largo e mi fanno sentire felice dentro! Un po’ bambino mi ci sento veramente e mi sento felice quanto non puoi nemmeno immaginare quando vedo che non sono solo! Quando trovo persone come te, che credono in quello che fanno, che hanno voglia di costruire qualcosa di positivo e di bello, che credono nel futuro, che hanno un concetto alto dell’essere gay. Quando ho letto della tua vita a Milano ho pensato che hai avuto un coraggio unico e hai fatto una scelta morale forte, tua, gay nel senso più serio e profondo del termine, una scelta di libertà, di autenticità. Salvatore!!! I nostri contatti sono sempre stati postati... ma più ti conosco più ti ammiro e più penso che alla fine sogniamo le stesse cose... sogniamo un mondo migliore in cui si possa essere gay in modo libero, un mondo che non chiuda gli occhi di fronte alla realtà, con persone che ti vogliono bene e che ti accettano per quello che sei. Nel leggere la storia di Giuseppe e i relativi commenti ho notato con quanta delicatezza hai affrontato un discorso difficile e con quanto amore continui ancora a considerare Giuseppe. Tutto questo lo sento vicinissimo al mio modo di essere. Nel tuo blog http://ggorgia.blogspot.com/, che è un’opera d’arte, c’è un’atmosfera speciale che aiuta a riflettere. Ho letto il tuo “Monologo con Benedetto XVI” che sottoscrivo in pieno e in cui c’è un concetto sul quale ho scritto già un post, proprio ispirandomi a una tua espressione “disagio e irresponsabilità”. Riporto qui alla lettera quello che tu hai scritto: “sottolineo ancora l'esigenza di ricondurre gli omosessuali ai valori della famiglia, perché senza tale riconoscimento, vagheranno confusi, e le conseguenze le conosciamo già, sono quelle reazioni comportamentali di frivolezza, disagio, irresponsabilità, di individui spesso privi di un'identità, perché mai educati a riconoscere se stessi e i propri sentimenti in un globo sociale.” Quello che dici è sacrosanto e nessuno ne è più convinto di me. Nel tempo in cui ho scritto questo post mi sono arrivate due chiamate in chat con richieste di sesso via webcam! E sono richieste di ragazzi giovani. Io non condanno nessuno, ma questi ragazzi sono mai stati veramente innamorati? Hanno mai capito che cos’è una vita a due? E soprattutto, si sono mai resi conto che è una cosa possibile? Perché tendono a confondere l’essere gay con un gioco sessuale? Frivolezza e irresponsabilità sono le premesse del disagio.
P.S. Mi piacerebbe molto avere uno scambio di idee con te su msn o in qualche altro modo, ti manderei il mio contatto ma non so dove mandartelo. Se usi “C6”, la chat di Alice, il mio contatto è nella colonna di sinistra in alto nel blog.
P.S. Leggo adesso la bellissima storia che hai appena postato. Il tempo di formattarla e la rimetto in un post autonomo! Grazie Salvatore! Sei unico!
P.S. Mi piacerebbe molto avere uno scambio di idee con te su msn o in qualche altro modo, ti manderei il mio contatto ma non so dove mandartelo. Se usi “C6”, la chat di Alice, il mio contatto è nella colonna di sinistra in alto nel blog.
P.S. Leggo adesso la bellissima storia che hai appena postato. Il tempo di formattarla e la rimetto in un post autonomo! Grazie Salvatore! Sei unico!
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