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mercoledì 5 dicembre 2007

CIAO V87 4

Ciao V87,
eccomi di nuovo alle prese con il tuo post... sono molto contento di questi scambi che sono la più bella dimostrazione di che cosa sia realmente un ragazzo gay (o bisex). Nelle cose che scrivi si avverte una partecipazione profonda e questo mi porta a rispondere ad ogni tuo messaggio. Hai una e-mail che io posso sicuramente recuperare e che appena potrò utilizzerò certamente anche se purtroppo vado incontro a un periodo di superlavoro che mi allontanerà un po’ dal blog e dalle chat. Se mi capiterà di non risponderti qualche volta, sappi che non è né per disinteresse né per trascuratezza ma per assoluta impossibilità materiale. Anche stasera avrei dal lavoro da sbrigare ma, a costo di fare notte alta, devo rispondere a te e a Loki, perché sono cose che mi sembrano troppo importanti. Vado per punti. Innanzitutto, quando io ero ragazzo il mondo non era poi molto diverso da quello di oggi e gli atteggiamenti verso i gay erano più o meno gli stessi ma la cosa veramente terribile era l’isolamento. Le notizie che io avevo sui gay erano solo derivate da libri (romanzi) che qualche volta compravo vincendo la vergogna di presentarmi alla casa, in fondo pensavo che tutti sapessero di che cosa parlavano quei libri, ma sicuramente non era così. Allora non c’era Internet e non c’erano blog o siti gay, c’era un po’ di pornografia alla quale non osavo nemmeno avvicinarmi, c’erano i divieti della religione, i complessi di colpa, i tentativi di dominarsi ecc. ecc., ma realmente il vero problema, allora come adesso era la non visibilità dei gay. Ho conosciuto il primo ragazzo gay dichiarato quando avevo 34 anni! Oggi ci sono almeno i siti e le chat ma allora non c’era nulla. Secondo punto, quello centrale: “la violenza più grande è proprio sapere che lui esiste, siamo simili e non ci conosciamo...”, questo, oggi come ieri, è il vero problema dei gay, però c’è qualche mezzo di conoscenza in più... anche se, certo, per un ragazzo gay, trovare un altro ragazzo gay che possa rappresentare il suo completamento affettivo è estremamente più difficile di quanto capita tra eterosessuali. Certo che è un’ingiustizia... lo so benissimo e l’ho vissuto in modo pesantissimo sulla mia pelle... ma adesso, almeno da vecchio, almeno in Internet, ho conosciuto tanti ragazzi gay (e bisex), certo se avessi 40 anni di meno potrei sperare anche di vedere realizzato il sogno di una coppia gay, ormai questa ipotesi e archiviata, ma nonostante tutto il contatto con i ragazzi del blog, per me, è una cosa essenziale e, francamente, oggi come oggi, non saprei più concepire la mia vita come essa era anche solo fino a pochi mesi fa. Con l’apertura dei blog e tutto quello che ne è seguito, dalla fine di agosto ad oggi la mia vita è realmente cambiata. Oggi pomeriggio sono sotto al lavoro e ho incontrato molte persone che mi hanno detto che quando parlano con me si rendono conto che io trasmetto una carica positiva... la cosa mi fa piacere... ma loro non potrebbero mai immaginare da dove proviene quella carica di entusiasmo e di positività che mi anima in questi giorni... ma chi legge questo blog lo sa! Insomma, essere gay è una cosa difficile ma è anche una cosa meravigliosa!
P.S. Scarica msn... non è una chat aperta al pubblico, non c’è niente di pericoloso e può consentire un contatto molto più immediato di uno scambio di e-mail...

domenica 16 settembre 2007

GAY POPOLO INVISIBILE

Avevo in mente, tempo fa scrivere un romanzo sul “popolo invisibile”, anch’io ne faccio parte, salvo che per questi blog. I miei blog ormai totalizzano moltissimi accessi, i commenti sono belli e graditi, ma, a riconferma del fatto che il popolo gay è un popolo invisibile, ho ricevuto un solo commento dichiaratamente gay. Lasciatemi mettere da parte tutte le altre questioni perché per il momento vorrei soffermarmi sulla sostanziale assenza di commenti gay. E’ ovvio che questo blog per quanto non abbia tra i suoi programmi la costruzione di un piccolo mondo “solo gay”, ha, nonostante tutto, un target facilmente individuabile. Se osservo le ricerche inserite dagli utenti nei motori di ricerca non posso negare che si tratta delle tipiche ricerche che inserisco anch’io in internet. Praticamente la parola gay si trova in oltre il 95% delle ricerche e la parola bisex in un altro 4%, in conclusione quindi circa l’1% delle richieste non sono specificamente gay o bisex. La maggior parte dei lettori etero o delle donne arriva a questo blog per altra via, cioè attraverso le notifiche immediate dei blog aggiornati, mentre l’accesso tramite motori di ricerca è al 99% tipicamente gay.
Aggiungo che tra i diritti dei gay metterei ai primi posti il diritto di nascondersi, lo dico perché ne sento la necessità sulla mia pelle. Quindi non mi permetterei mai di insistere perché un gay mi lasciasse un suo commento, queste cose devono essere del tutto libere e, anche se l’individuabilità degli autori dei commenti è praticamente nulla, a meno che essi stessi non aggiungano un link a un blog o a un sito, la paura di poter essere scoperti è ancora molto radicata. I gay, come me, in genere preferiscono legge che scrivere. Io ho scoperto da poco che si può anche gestire un blog gay, l’attività è cominciata il 30 Agosto scorso e vi posso garantire che scrivere è bello e allontana lo spettro della solitudine. Ho aperto un forum che è rimasto rigorosamente deserto ancora alla data di oggi, ma per scrivere su quel forum bisogna registrarsi sulla Community di Alice, il che è come dire che se uno è iscritto alla Community e scrive lì, si può individuare, almeno, se ha un blog il blog si può individuare, se invece il lettore non è iscritto alla Communuty di alice la probabilità che si registri per inserire un commento è pari a 0,00! Quindi forum finito prima di cominciare!
Ma il blog, il blog di Alice, è vivo e vegeto. “Non solo gay” è stato invece distrutto dal fatto che non si trova più nella prima pagina di Google relativa al titolo (non solo gay, appunto).
Lo so che ci siete ed è per voi che scrivo e continuerò a scrivere anche se non ci saranno commenti gay! Prima o poi qualche cosa cambierà.

mercoledì 12 settembre 2007

I GAY NON ESISTONO

Oggi ho letto qui dei post interessanti (più interessanti di quelli vecchi), mi riferisco a quelli su “disagio gay” e su “disagio gay e coming out” e a proposito del fatto che tanti ragazzi non hanno nemmeno una doppia vita ma solo una vita falsa, come dice M.T., posso dire solo che almeno nel caso mio è verissimo. Io in teoria vivo benissimo ma a costo di fingere al 100%. I miei mi vogliono bene, ma loro non sanno come stanno le cose e prima o poi si aspettano altro e verrà il momento della resa dei conti, quindi con loro è come se stesi seduto su un bomba che prima o poi esploderà, e sto imbrogliando anche i miei amici, che non si fidano di me come Andrea di “disagio gay e coming out” (magari fosse cosi!) ma che si illudono di conoscermi almeno un po’. Io almeno di essere gay l’ho sempre saputo e non ho mai tentato di convincermi di non esserlo, e francamente non so come possono certi ragazzi avere dubbi sul loro orientamento sessuale, quanto alle ragazze, io contro le ragazze non ho nulla ma per me non sono un argomento interessante e non mi caccerei mai nei pasticci con una ragazza. Una c’ha provato con me in modo serio, lei, poveretta, ci teneva veramente ma io l’ho dovuta scoraggiare subito in modo brutale perché mettesse da parte l’idea. In effetti ho sempre avuto l’ossessione che di me si innamorassero le persone sbagliate, sia ragazze che ragazzi che non mi interessano, perché io sono molto selettivo e di cento ragazzi al massimo me ne può piacere uno, gli altri non mi dispiacciono ma in sostanza mi interessano poco. Penso che se si dovesse innamorare di me un ragazzo che non mi piace sarei in difficoltà peggiori, non so nemmeno il perché, ma per dire a un ragazzo gay: “guarda tu non mi interessi proprio” ci vuole più coraggio che per dirlo a una ragazza e non perché io sono gay ma perché per una ragazza è molto più facile trovare un altro ragazzo, mentre per un ragazzo gay trovare un altro ragazzo gay è molto più difficile, è proprio una questione di numeri. Quindi non mi sono mai messo nei pasticci grossi, dai quali si può uscire solo con un coming out e quindi non ho fato nessun coming out e non me ne pento, certo, devo recitare praticamente 24 ore al giorno, non devo lasciare tracce nel computer perché il mio lo usa anche mio fratello. Il problema di non lasciare tracce della navigazione internet si risolve facilmente e quello di non lasciare in giro carte compromettenti o numeri telefonici non esiste proprio perché io una vita gay non ce l’ho proprio, ma nemmeno mi viene in testa di provarci. Che il tempo passa e non bisogna sprecarlo l’ho pensato tante volte, ma per il momento questi problemi li ho messi del tutto da parte. A 18 anni il mondo dovrebbe essere bello, il mio non è brutto, qualche cosa che mi piace c’è pure ma ci manca qualche cosa, accidenti se ci manca qualche cosa. A scuola vedo ragazzi e ragazze che limonano tranquillamente, che si tengono per mano, che si baciano per le scale, quelli non li nota nessuno, è normale, ma se lo facessero due ragazzi si scandalizzerebbero tutti, M.T. diceva chiaramente che nel suo paese nessuno è gay perché i gay che ci sono non si vedono, ma io devo dire a M.T. che non è così solo da lui, a scuola mia non se n’è mai visto uno! ma nemmeno per sbaglio, ma nemmeno per scherzarci sopra e poi è vero che la voglia di rispondere per le rime ti viene proprio quando ti rendi conto della stupidità di certe persone. Noi c’abbiamo una professoressa di filosofia che fa la psicologa clinica. Io mi dico: poveretti i pazienti di questa qua! A me è toccato stare a sentire in classe tutta una tirata di questa signora che quando parlava di gay, l’ho notato subito perché mi ha colpito, non pronunciava mai né la parola gay né la parola omosessuale ma diceva “queste persone” e poi ripeteva mille volte la parola “percorso”, in sostanza diceva solo che “queste persone devono fare un percorso”, magri guidato da una come lei, per risolvere i loro problemi. Io mi sono dovuto sentire tutta la solfa della professoressa sui gay, a un certo punto non ce l’ho fatta più e ho fatto un mezzo intervento, ma mentre lo stavo facendo mi sembrava troppo pericoloso e ho lasciato il discorso molto sul generico riempiendolo di formule dubitative e allora la professoressa mi ha pure zittito in malo modo chiedendomi di non interrompere perché per parlare bisogna sapere di che si sta parlando! Io non so che cosa significa essere gay e devo stare zitto e lei invece lo sa perché ha letto sul manuale delle giovani marmotte! Stavo proprio per saltare al collo della professoressa ma poi, che vuoi fare, come al solito abbozzi e zitto! ... se no sei gay! Con tutto quello che viene appresso. Non puoi mica cercare di difendere le cause perse! Poi si dice che a scuola ci si va per imparare... ma che cosa e da chi? Pure io, come M.T. non posso mai parlare di me con nessuno e una cosa del genere è orribile, ti devi tenere tutto dentro ma anche le cose più banali, gli amici sono amici per modo di dire perché non ci puoi parlare come vorresti e pure i genitori sono genitori per modo di dire, ti senti solo nel senso più schifoso del termine e penso che una cosa del genere non succede solo a me, penso che di ragazzi che vivono così ce ne siano tanti ma sono invisibili e io che mi lamento lo faccio qui solo perché sono coperto dall’anonimato. Ma è vita questa?