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mercoledì 10 dicembre 2008

DUE FACCE DEL MONDO GAY

Ricevo e pubblico con autorizzazione dell’autore.

Ciao Project,
Tu dici Amore Gay! Io dico amore gay? Tu ci credi e forse i ragazzi di questo forum ci credono anche loro e da quello che vedo a qualcuno è pure andata bene. Io sarò sfigato ma a me l’amore gay sembra solo un bufala, una specie di favola alla quale aggrapparsi per non essere travolti del tutto. Ho 25 anni e di esperienza ne ho fatta abbastanza, fino a un paio d’anni fa frequentavo proprio i locali, non ti dico quello che ho visto, ma insistevo perché pensavo che lì almeno un po’ di ragazzi gay li avrei trovati. Beh ne ho trovati sì, non cattivi per carità, ma sbandati molto peggio di me, gente che non sapeva dove sbattere la testa, una cosa da fare pena, non rabbia, perché quando conosci da vicino certi ragazzi ti chiedi come facciano a ridursi così. Me ne ricordo uno in particolare, aveva 20 anni e mi piaceva parecchio, insomma, me ne ero innamorato in modo serio, mi faceva una tenerezza infinita, proprio il tipico ragazzo sperduto senza nessuna idea per la testa ma con una voglia disperata di affetto, di non stare solo. Insomma mi sono innamorato di questo ragazzo e mi è venuta in testa un’idea che magari a te sembrerà cretina o forse nasconde un desiderio di dominio o un pregiudizio, non lo so, può pure essere, ma mi sono messo in testa di tirarlo fuori da quell’ambiente. Quello che mi ha raccontato era cosa da fare drizzare i capelli in testa, dalla famiglia che se n’è sempre fregata fino ai tipi che ha incontrato nei locali e alle cose che è stato costretto a fare e a subire. Ho provato a dirgli che poteva stare tranquillo e che con me non sarebbe successo niente di simile. Per qualche giorno (una settimana) ci siamo visti ogni girono e abbiamo solo parlato di noi, poi lui voleva passare ai fatti. Gli ho detto che dovevamo andare tutti e due a fare il test e dopo se ne sarebbe parlato, perché l’idea di mettersi a rischio per una cosa simile è pazzesca e non ha nulla a che vedere col volersi bene. Da lì il rapporto è andato in pezzi, a lui sembrava pazzesco che non mi fidassi di lui. Insomma ha fatto una scenata furiosa e se n’è andato sbattendo la porta. Quando se n’è andato ho provato un senso di liberazione ma non sapevo cosa fare perché a quel ragazzo ci tenevo e lo vedevo del tutto fuori di sé. Poi non l’ho più richiamato, non so se ho fatto bene o male e me lo sono chiesto tante volte. Quel ragazzo è stato l’unica persona trovata in quegli ambienti che mi ha ispirato un minimo e più di un minimo di tenerezza, gli altri erano proprio di uno squallore totale. Lo ripeto non gente cattiva, ma ragazzi scoppiati e senza un progetto, che ormai davano per scontato che per loro l’amore potesse essere al massimo un po’ di sesso con uno sconosciuto. Spero tanto che i locali non siano tutti come quelli che ho conosciuto io, ma ne ho conosciuti tre e con poche variati la musica era sempre quella. Io penso che non è nemmeno un problema di gay e etero ma un problema di educazione. Io ai miei ho detto che ero gay a 19 anni l’ho detto perché non riuscivo più a tenermela per me e loro mi hanno aiutato tantissimo. Ho passato tante ore a parlare con mio padre di queste cose e lui mi ha consigliato. Project, lui mi diceva tante cose simili a quelle che tu scrivi nel forum, cioè che si deve essere quello che si è ma in modo serio, che essere gay è un modo di amare e queste cose mi hanno aiutato tantissimo. Io adesso sono solo, non ho un ragazzo, quando esco la sera mio padre mi dice sempre di stare attentissimo alla salute ma non mi trattiene e non mi fa la predica e in effetti non ce n’è bisogno perché non sono proprio il tipo che si va a cacciare nei guai. Certo però che di ragazzi gay con la testa sul collo ne ho conosciuti pochi. Non ti dico poi delle chat, ci ho provato, dopo una settimana mi sono cancellato ed è finita lì. Da due anni non frequento più locali né chat. All’università (sto finendo la specialistica) ho conosciuto un ragazzo gay piuttosto serio, anzi dovrei dire molto molto serio ma c’è un problema grosso: non mi attira fisicamente e la cosa mi dispiace tantissimo perché con un ragazzo come quello, se ci fosse un feeling a livello fisico, mi troverei benissimo. Adesso siamo amici, qualche volta usciamo, qualche volta andiamo al cinema, anche lui è solo, tra noi il non detto è tanto, credo che lui si sia innamorato di me ma non me lo dice per non mettermi in difficoltà, siamo al punto che non mi chiama per non crearmi obblighi di nessun genere e allora lo chiamo sempre io, ma quando lo chiamo è proprio felicissimo e lo sento sia da quello che dice che dal tono della voce, per uscire con me farebbe di tutto e sono sicuro che parecchie volte ha disdetto anche appuntamenti importanti per questa ragione. Lui non mi ha detto che “si è innamorato di me” e io non gli ho detto che “non mi sono innamorato di lui”, insomma viviamo sulle omissioni, così almeno ciascuno crede quello che vuole o finge di credere quello che vuole, anche se penso che siamo tutti e due perfettamente consapevoli di come stanno le cose. Questo ragazzo dell’università io lo stimo moltissimo e gli voglio anche bene ma non ne sono innamorato. Certe volte mi sento in imbarazzo, perché magari mi comporterei con lui in modo più disinvolto ma non lo devo fare per non dargli false speranze.

Quindi Project, o trovo ragazzi gay che rispetto a me stanno proprio sull’altra faccia della luna (ma adesso di queste cose mi sono stancato) o trovo ragazzi come il mio amico dell’università, gay, un ottimo ragazzo, ma che non mi attira a livello sessuale. Ero arrivato addirittura a una conclusione che penso sia assurda: cioè che posso innamorarmi a livello sessuale solo di ragazzi dell’altra faccia della luna mentre quelli che mi somigliano in effetti non sono capaci di suscitarmi certe reazioni, perché sono come me, sempre prudenti, sempre per la mezza misura, almeno così sembra. Ma è possibile che non esistano ragazzi gay seri e anche sessualmente attraenti? Francamente io non ne ho mai trovati.


Se volete, potete partecipare alla discussione d questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogay.forumfree.net/?t=34861234

giovedì 7 agosto 2008

BELLEZZA E SESSO GAY

Ciao Project,
mi sento molto strano a scriverti questa lettera, non ti conosco, ho solo letto un po’ (un bel po’) il forum. In genere diffido molto delle persone. Sono due giorni che ho la grandissima tentazione di mandarti una e-mail, l’ho scritta ma quando sto per fare il clic definitivo mi fermo. Ma adesso ho deciso, provo a fidarmi e te la mando qualunque cosa succeda (e poi non ho capito che cosa potrebbe succedere).

Facciamo che mi chiamo Marco (poi, se ci sentiamo, ti dico il nome vero, ma tutte le cose che hai scritto sulla privacy ma spingo ad essere prudentissimo, faccio male?) ho 25 anni, vivo in un paesetto della Lombardia, praticamente sotto le Alpi, un posto bello a livello naturale ma molto isolato, una frazione di poche case su una strada di montagna. Se non ci fosse internet io sarei tagliato fuori dal mondo. Adesso mi sento perfino in imbarazzo nell’andare avanti. Fino a 23 anni il sesso è stata la mia ossessione ma in un senso molto particolare, in pratica è stata la mia preoccupazione. Almeno quando andavo a scuola c’era l’ora di educazione fisica, poi all’università ho solo studiato e adesso proprio da pochissimo, ho finito anche la specialistica e ho avuto diverse offerte di lavoro tramite l’università e di questo vado molto fiero. In fondo queste cose mi hanno dato soddisfazioni grosse e penso me ne daranno ancora. Ma perché scrivo a Project? Per dirgli che sono tanto bravo e che mi sono laureato e che in fondo me ne sento orgoglioso? No, Project, il fatto è che dietro la scorza del ragazzo modello e di quello che non perde un colpo, c’è in realtà un mondo che fa pena. Dal punto di vista affettivo sono stato sempre solo, a casa mia, arrampicata sui monti, non ci viene nessuno, nel mio paese la gente è pochissima, pensa che ci sono10 negozi in tutto! E di ragazzi della mia età non ce ne sono proprio. Io amici non ne ho mai avuti, ho conosciuto dei ragazzi all’università ma li sentivo lontanissimi da me. Tu, poi, che vuol dire essere gay e essere solo lo puoi capire. I miei sono brava gente che sogna il figlio sposato e i nipotini. Quando mi sono laureato sono stati felicissimi e quando hanno visto che è arrivato anche il lavoro sembrava mi volessero dire che ormai era ora di mettere su famiglia. Da ottobre sarò a Milano per un master, oltre che per il lavoro, e almeno potrò stare lontano da casa. Che io possa trovare amici a Milano non mi sembra realistico, visto che non ne ho trovati fino adesso. E adesso vengo al capitolo dolente, quello del sesso. Nelle cose del sesso mi sento proprio un ragazzino, penso che un quindicenne ne sappia molto più di me. Non sono mai stato con un ragazzo e, quello che è paggio, credo che non sarò mai capace di stare con un ragazzo. È come se io avessi rimosso la sessualità, mi ci vorrebbe una specie di rieducazione. Forse mi sono ammazzato sui libri proprio per non pensare a me stesso. Già al liceo pensavo poco al sesso e molto allo studio, ma col sesso per i cinque anni dell’università c’è stato il black out totale o quasi. A casa mia non ho uno spazio mio dove posso stare da solo, la casa è piccolissima e la privacy non è mai esistita, anche farmi una sega è un problema (a 25 anni!), lo posso fare solo di notte con un minimo di comodità oppure la mattina quando faccio la doccia ma in questo caso devo fare molto in fretta. Quanto ai contatti con i ragazzi, non sono mai esistiti. Te l’ho detto, ho conosciuto dei ragazzi solo all’università ma, lo dico chiaro, non ho mai pensato che un ragazzo potesse innamorarsi di me e il motivo è semplice: io non sono un bel ragazzo. Il miglior commento che ho avuto su di me è stato: non hai nulla che non va! Cioè non sei proprio uno schifo, ma stai su quella strada. Ho quasi l’impressione che quando avvicino un ragazzo (non un ragazzo gay, perché di ragazzi gay non ne conosco), ma “avvicino” non nel senso che ci parlo, in chat o al telefono, perché a questo livello non c’è mai stato nessun problema, ma proprio quando mi avvicino fisicamente, quel ragazzo prova una specie si senso di repulsione nei miei confronti. Non so se la cosa è oggettiva, ma io l’avverto così. Saranno magari ragazzi etero, ma se sono ragazzi etero che repulsione potrebbero provare nei miei confronti? Tanto non ci sarebbe nessun rischio di contatto fisico, ma l’impressione è che non piaccio comunque. E se poi si trattasse di un ragazzo gay? Non bisogna essere ipocriti, un ragazzo bello fa presto a trovare quelli che si innamorano di lui, uno come me non ne trova e basta. All’università c’è un ragazzo bellissimo e gli vanno tutti dietro, ragazze, ragazzi e pure i professori, e ovviamente anche io, ma tanto quello non mi guarderà mai, quello ha solo il problema della scelta. Project, tu mi dirai che magari tutto questo con la sessualità c’entra poco e invece, secondo me, c’entra moltissimo. Ma io che me le faccio a fare le seghe su un bel ragazzo che non mi guarderà mai? Un anno fa avevo la fissazione della ginnastica da camera, almeno per irrobustirmi un po’, avevo pure comprato gli estensori e i pesi. Lavoravo come un matto ma non si vedeva nulla. Lo stesso il look. Prima vestivo sempre nello stesso modo, adesso no, sono un po’ più sciolto, ma al massimo guardano il vestito, mica me! Certe volte sul fatto di essere brutto ci faccio pure gli incubi, sogno di stare vicino a un ragazzo che mi parla, poi io gli pendo la mano e lui si ritrae schifato e mi lascia da solo sulla panchina e io mi metto a piangere. Project, non ti scandalizzare di quello che ti dirò adesso, c’è una sola cosa in cui non mi sentirei proprio in imbarazzo: il mio sesso, quello, onestamente, credo che sia di prima categoria (mi vergogno un po’ a dire una cosa del genere ma non la cancello perché è vero. Ma tanto che ci faccio? Uno che vuole stare con te ti valuta dalla bellezza in generale e, se quella non soddisfa, al sesso non ci arriverà mai. Quindi, mi trovo come ad avere un’arma segreta che tanto non potrò mai adoperare. Mi piacerebbe eccome avere un ragazzo vicino e non è solo una storia di sesso, mi piacerebbe essere in due con lui in ogni cosa: nelle coccole, nelle preoccupazioni, nell’essere felici insieme e ovviamente anche nel sesso. Sto tanto a fantasticare su queste cose, cerco di immaginarmele nei minimi dettagli, quello che farei per farlo stare bene, le sensazioni che si provano a fare i progetti insieme, il modo come fargli capire che ho voglia di fare l’amore con lui. Ma alla fine a che serve fissarsi con queste fantasie? Se sei bello c’è pure qualche possibilità che diventino reali, ma se sei brutto come me lo sai benissimo che tanto non andrai da nessuna parte e che nessuno ti desidererà mai. Project, i ragazzi brutti che conosci tu hanno fatto tutti la fine miserevole che ho fatto io? In pratica sono forzato a sublimare la sessualità studiando, perché, diciamocelo chiaro, una sega fatta pensando a un ragazzo con l’idea che prima o poi sarà il tuo ragazzo è una cosa, ma fatta con l’idea nettissima che tanto a te non ti guarderà nemmeno è proprio un’altra cosa ed è pure deprimente. Insomma, io mi masturbo poco perché so benissimo che “fantasie sono e fantasie resteranno”. Project tu hai scritto che le fantasie masturbatorie servono a strutturare la sessualità, ma io che la strutturo a fare? Per arrivare alla conclusione che in testa c’è già tutta la commedia ma che tanto l’attore è sempre uno solo? Un po’ farei il bis della storia del pene, c’è, e pure di prima categoria, ma tanto non serve a niente! Io sono brutto soprattutto di faccia. Sono arrivato a pensare seriamente di farmi una plastica, l’ho detto a mia madre e mi ha guardato come se stessi scherzando, per lei sono “bellissimo”. A Napoli si dice: “pure ‘o scarrafone (scarafaggio) è bello a mamma sua!” Io ci sto scherzando sopra ma per me è un problema grossissimo. Ho letto di tutti i ragazzi che hanno il problema di essere gay e di farsi accettare, ma io sto molto più indietro di questo livello. Certe volte penso che in fondo una ragazza la troverei (forse) ma non è il mio genere! Quindi resterò “solo” a vita. Project, ma quando eri giovane, eri bello? Che domanda stupida! Eppure uno come me le grandi aziende se lo contendono! Quando sento qualche ragazzo che mi parla della paura dell’aids con molta partecipazione mi viene da sorridere e quello mi dice: “Ma che ti credi? Queste cose possono capitare pure a te!” E invece a me non possono capitare!

Project, faccio pena? Dai dillo senza ipocrisia! Ultima cosa e poi ti saluto. Questa è una domanda! Siccome da ottobre lavorerò a Milano, che faccio? Mi ci iscrivo a una palestra o meglio a una piscina? Questa tentazione ce l’ho, e poi, dai, io almeno lì sono sicuro di non sfigurare!

Scherzi a parte (ma non sono scherzi!) mi piacerebbe fare due chiacchiere con te, naturalmente se ti va. A dire la verità mi piacerebbe parlare con te faccia a faccia e forse mi sentirei meno imbarazzato, ma tanto non sarà possibile (anche se io un viaggetto dalle parti tue me lo farei) e allora mi accontento della chat, per il momento. Non ti rompo più. Mi puoi rispondere allo stesso indirizzo.

Ciao Project
Fabio

Se volete, potete partecipare alla discussione di questa testimonianza aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=30844436