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domenica 18 aprile 2010

ACCESSI A PROGETTO GAY

Vi presento qui di seguito una interessante analisi degli accessi al blog Alice "Progetto Gay" che vi permette di avere un'idea chiara della distribuzione geografica degli accessi.
La prima cartina riporta la  percentuale di accessi provenienti dalle singole regioni, calcolata sugli ultimi 500 accessi.
La seconda riporta la popolazione di ciascuna regione.
La terza riporta un indice di densità degli accessi in rapporto alla popolazione.
Passando il mouse sulle singole regioni potete  leggere i dati specifici di quella regione.
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MAPPA RIPARTIZIONE PERCENTUALE DEGLI
ACCESSI A PROGETTO GAY
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DENSITA' DI POPOLAZIONE
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MAPPA DENSITA' ACCESSI A PROGETTO GAY
PER UGUALE NUMERO DI ABITANTI
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domenica 13 gennaio 2008

CRONACHE DI PROGETTO GAY 6

1) Ieri sera ho aperto il forum di progetto gay, che apro molto raramente, e lì ho trovato due cose estremamente significative:
a) un post intitolato “Natale” scritto da nightbird.
b) un post intitolato “La mia intima depressione” scritta da Marco un ragazzo 31enne che è già intervenuto sul nostro blog.
Si tratta di due post di grandissimo interesse, che purtroppo non ho visto prima e me ne rammarico con gli autori che avrebbero meritato ben altro spazio e ben altra attenzione. Ho provato a contattare gli autori ma ho a disposizione solo il nick della Community di Alice e il servizio di mailbox di Alice, quando provo ad inviare un messaggio mi fornisce come risposta in entrambi i casi che il nick non esiste. Ho allora aggiunto gli autori dei due messaggi ai miei amici su C6 e ho mandato loro un messaggio tramite C6, che però potrebbero non vedere, se non aprono la chat, o potrebbe non essere loro recapitato se il nick è dato realmente per sconosciuto.
Ringrazio Nightbird e Marco per i loro post che cercherò di pubblicare oggi stesso, perché si tratta di cose straordinariamente serie e legate all’esperienza personale. Ho mandato a Nightbird e a Marco il mio contatto msn e il mio indirizzo e-mail e sarei estremamente contento di riuscire a mettermi in contatto con loro.
2) Ieri notte mi sono accorto che Gabriele mi aveva chiamato su C6, ma quando me ne sono accorto era troppo tardi. Gli chiedo scusa e mi auguro che ci sia una possibilità di risentirsi a breve.
3) Ho avuto occasione di parlare di nuovo con Claudio (che saluto!) e ho notato che ha cominciato a commentare il blog. La cosa mi fa veramente piacere. In questo modo potrà rendersi conto di chi sono realmente i ragazzi del blog. Mi aveva detto che leggeva i post ma non faceva attenzione ai commenti che, non c’è bisogno di dirlo, sono la cosa più importante di Progetto Gay.
4) Ringrazio e saluto Mario, già dei miei vecchi amici sul blog msn, che ora mi ha dato il suo contatto. Ho avuto il piacere di parlare con lui di Progetto Gay. E’ una persona serissima e allo stesso tempo gradevolissima. Ciao Mario!
5) Saluto con un abbraccio strettissimo Loki, Moreno, Vincenzo, Ritter e Sonosempreio coi quali ho avuto modo di parlare ieri sera e formulo un pensiero speciale per Fabiomatteo. Dire che auguro a questi ragazzi la felicità e il coronamento dei loro sogni più profondi è dire poco, sono persone che riempiono la mia vita e le danno un senso e la loro felicità è la mia stessa felicità. Grazie ragazzi! Vi voglio un mondo di bene!
6) Invito tutti gli amici di Progetto Gay che avessero dei testi che pensano sia utile pubblicare su questi blog, di farmene avere il file e io li pubblicherò. Grazie anticipatamente per la collaborazione!
Un abbraccio dal Vostro gayproject!

lunedì 31 dicembre 2007

LETTERA AI LETTORI GAY di PROGETTO GAY

Carissimi,
rivolgo questa lettera a voi, ai lettori gay di Progetto Gay, perché da alcuni recenti commenti ho l’impressione che si possa scivolare in una forma di difesa d’ufficio dell’omosessualità mirante a “dimostrare” la normalità dell’omosessualità stessa o, anche, in una discussione teorica circa le cause, le reazioni della società, i tentativi di inquadramento teorico, ecc. ecc. Cose del genere, anche se comprensibili, perché manifestano un senso di frustrazione, sono comunque molto rischiose e a mio parere assolutamente inutili. In questo blog vorrei mettere da parte ogni preoccupazione circa la reazione degli “altri” di fonte alla realtà del mondo gay, basta con le questioni relative all’accettazione, all’integrazione... chi vuole capire capisca e gli altri facciano quello che vogliono! Viviamo per noi stessi e non per essere accettati! La vita vera dei gay può essere condizionata da mille cose ma, nella quasi totalità dei casi, con tutte queste cose non ha assolutamente nulla a che vedere. La vita vera dei gay, quella sostanziale, se si ha un minimo di indipendenza mentale, non cambia qualunque sia l’origine dell’omosessualità, qualunque sia l’atteggiamento della Chiesa, qualunque sia la reazione sociale e qualunque spiegazione sociologi, psicologi o chiunque altro voglia darne. Tutte queste cose, almeno da noi, in Italia, e per persone non profondamente condizionate, rappresentano solo una cornice, tutto sommato molto marginale, rispetto alla vita affettiva gay, che il centro e l’essenziale del nostro mondo. Quando parlo in chat con i ragazzi - e lo faccio per moltissime ore ogni giorno - nessuno si sogna di chiedersi se l’omosessualità sia di origine genetica o culturale o come si possa interpretare l’atteggiamento della Chiesa nei nostri confronti. Francamente tutte queste cose nella vita vera di un ragazzo gay hanno un peso molto relativo. Un ragazzo gay si sente felice quando entra in un rapporto d’amore vero con un altro ragazzo. Questo non vale solo per i ragazzi gay, ma è vero a qualunque età. Un rapporto vero d’amore non significa necessariamente una relazione a livello sessuale. Un rapporto d’amore è fatto anche o addirittura soprattutto di tenerezza, di affetto, di interesse profondo verso un’altra persona, è fatto dello scambiarsi la buonanotte in modo affettuoso al termine di una giornata, del dirsi “ti voglio bene” che non è una dichiarazione a fini sessuali, ma una dichiarazione d’amore nel senso profondo del termine. Amare vuol dire volere il bene di un’altra persona che non è necessariamente il tuo ragazzo. Amare sentendosi corrisposti, a qualunque livello, riempie l’anima di una felicità indicibile. E’ di queste cose che parlo in chat e sono cose meravigliose! Non so se queste cose sono tipiche anche del mondo etero e non mi importa nulla di saperlo. Dell’ottica globale, dei discorsi generali, del pensare all’umanità in grande ho imparato a fare a meno. Non so se i sentimenti che percepisco fortissimi quando parlo con ragazzi gay siano universali... sono questioni che non mi interessano. Non voglio fare apologia dei gay, non voglio difendere nessun principio, meno che mai preoccuparmi di quello che possono pensare gli altri. Pensate quello che vi pare, ma io la mia scelta l’ho fatta, io spendo le mie giornate per i ragazzi gay e il motivo è uno solo: perché tra loro mi sento veramente nel mio mondo, perché ci capiamo, perché se queste cose mi mancassero ci starei malissimo. Non passo la mia vita sul blog o in chat per dovere ma perché ci sto bene, ci sto benissimo, ed è la prima volta che posso dire di avere trovato qualcosa che mi arricchisce veramente... siete voi che mi sostenete dall’interno. Ragazzi, vi voglio bene! Pensiamo a noi stessi e al nostro mondo che è un mondo di affetti veri e se qualcuno non lo capisce sono affari suoi.

giovedì 8 novembre 2007

GLI AMICI DI PROGETTO GAY

Carissimi,
bellissima cosa la vita quando ci sono gli amici, quando ci si vuole bene veramente, quando nei rapporti affettivi che si vanno cerando non ci sono altri perché che il voler esserci, quando i sentimenti non sono un mercato del dare e dell’avere... quando sono un sentire che l’altro è importante... anche se non ci si conoscerà mai di persona, anche se si vive a mille chilometri di distanza. E un blog come questo sta creando un gruppo di persone che io conosco e che più di qualche volta si conoscono tra loro, un gruppo di persone che si capiscono e che hanno tra loro un contatto affettivo vero. Queste cose non sono fantasie, esistono, esistono realmente. Da quando rientro a casa e mi metto al computer, fino alla notte tardi (oltre le 2.00) quando vado a dormire, sto continuamente in chat con gli amici che ho incontrato tramite il blog... per me è un piacere, lo faccio perché in questo modo mi sento vivo, lo faccio perché incontro persone vere, lo faccio perché sento che la mia vita è questa e quello che raccolgo è incredibilmente bello. Mi sento molto vicino agi amici del blog, con loro non penso mai a quello che scrivo nell’attimo prima di scrivere perché ormai so chi sono gli amici del blog e, in fondo, penso a loro per molte ore nella mia giornata. Le chiamate le aspetto, se mi arrivano solo felice, se non accade chiamo io, ormai ho messo da parte la sensazione di disagio dovuto al gap generazionale... perché in effetti non lo sento più. Talvolta mi arrivano chiamate in chat da persone che non conosco... sì, ci sono i cacciatori di sesso (che, tra l’altro, possono essere ottimi ragazzi nonostante tutto), ma ci sono pure tanti bravissimi ragazzi che ti cercano anche solo per fare due chiacchiere... ieri sera ho parlato con un 28enne etero che cercava sesso in cam anche con ragazzi. Quella è stata la partenza, poi abbiamo parlato in modo incredibilmente serio... Il colloquio con il 28enne è stato incredibilmente leale, alla fine mi ha detto: “io in genere non faccio discorsi seri... però in certi momenti evidentemente succede!” In qualche caso, in chat, non so come comportarmi perché si creano situazioni di imbarazzo. Questo non succede mai quando si parla di sesso (che comunque è un argomento piuttosto marginale) ma è frequente quando i silenzi si fanno lunghi. Mi spiego meglio. Per quanto mi riguarda ho sempre paura di apparire indiscreto e per questo motivo passo oltre gli argomenti che sembrano i più difficili ma questo mio atteggiamento rischia di essere letto come una forma di disinteresse e quindi di lasciare il mio interlocutore deluso. E’ un problema che ho avuto sempre, il problema del senso del limite... e in una chat dichiaratamente gay, con persone che sento per la prima volta, il senso del limite può essere paralizzante, se per un verso parlare troppo può dare il senso dell’invadenza, per l’altro il mettere da parte gi argomenti difficili può dare il senso del disinteresse e della superficialità, In fondo sia l’invadenza che il disinteresse possono essere validissimi motivi di scoraggiamento per i miei interlocutori. In genere, se ci si risente più di qualche volta, il problema del senso del limite si ridimensiona e la sensazione di imbarazzo cade rapidamente, i silenzi si accorciano e il dialogo diventa vero dialogo. Certo è che la chat, per i gay, può essere un mezzo potente di confronto e un supporto per la creazione di veri rapporti di amicizia; talvolta non è così e ci sono casi, come dice Javier, in cui le chat gay sono un luogo di frequentazioni rituali, per non dire di perdita di tempo o solo un’occasione per la ricerca di contatti sessuali occasionali... Però, cari amici del blog, ci siamo anche noi e a nostro modo ci vogliamo bene. Tutto questo è una cosa importantissima perché anche così si fa fronte alla solitudine e si vive una vita gay più degna di essere vissuta. L’esplosione dei commenti sul blog, il fatto che alcuni amici si siano parlati in chat e si siano scambiati visite sui loro blog e messaggi su Progetto Gay, significa che Progetto Gay non è più il “mio” piccolo blog ma sta diventando il “vostro" grande blog. Questo era il mio sogno che passo dopo passo si sta realizzando, perché non sono le soluzioni tecniche ma è la qualità dei lettori e dei commenti che crea il pregio di un blog. Ormai possiamo parlare al plurale. Grazie amici, stiamo facendo un magnifico lavoro!