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giovedì 18 ottobre 2007

CIAO ERY 2

Ciao Ery,
aprire il blog e trovare un commento come il tuo è una cosa che dà una grande soddisfazione. Ma, se mi concedi un minuto, vorrei spiegarti che cosa mi ha colpito nel tuo commento precedente. Sì, è molto bello per quello che dice sull’essere gay, cose che condivido al 100%, ma secondo me è ancora più bello per quello che dice di Fabio, per la tenerezza affettuosa con la quale ti riferisci a lui, questa è la cosa che mi è piaciuta di più perché non è un discorso teorico ma ha il senso del rapporto con un ragazzo vero, concreto, non con un’ipotesi e, evidentemente, quel rispetto affettuoso del quale parla Fabio tra voi c’è. Ti sei messo nei suoi panni, hai provato a capire i suoi momenti bui e i suoi momenti di felicità e questo è il segno di una sensibilità speciale. Sono cose che conosco bene perché capitano anche a me e, non ti nascondo che, per questa ragione, sono stato preso per cretino più volte... eppure sono cose belle e hanno un senso, ovviamente, per chi è in grado di capirle. Quanto al vergognarsi di essere gay... mi pare che sia un’idea di provenienza non gay... io ho trovato gay delusi, depressi, sfiduciati anche pesantemente ma non ho mai trovato gay che non volessero essere gay. La “gente”, nel senso anonimo del termine, non è molto incline a capire queste cose, perché capirle richiede indipendenza dagli schemi mentali comuni, anche se, personalmente ho incontrato ragazzi etero con i quali ho vissuto rapporti affettivi molto profondi, accettati da loro con piena consapevolezza di quello che c’era dall’altra parte. Io penso comunque che per un gay il vero equilibrio emotivo si possa raggiungere solo con altri gay, anche se, sempre per esperienza diretta, posso dire che quando i rapporti affettivi non sono solo rapporti affettivi, ma c’è una componente esterna di altro genere (stesso ambiente di lavoro, stessa comitiva di amici, progetti economici comuni), i rapporti affettivi tra gay sono moto più difficili di quelli tra gay e etero. In ogni caso, quando non ci sono in mezzo altre questioni, un gay sta bene insieme con altri gay come non starebbe bene in nessun’altra situazione perché finalmente si può togliere la maschera e può essere quello che è. Questa è la sensazione che provo parlando con te. Non ti sento appartenente ad un altro mondo, come mi capita con la stragrande maggioranza delle persone che conosco, capisco esattamente quello che dici e lo trovo identico a quello che direi io e soprattutto non ho paura di essere frainteso, perché non c’è bisogno di parlare in codice. Ery... sei una bella persona! E’ un piacere parlare con te.

mercoledì 17 ottobre 2007

ENTUSIASMO PER UN BLOG GAY

Fabio mi ha lasciato un commento con l’indirizzo del suo blog. Lo apro ma, maledettamente devo uscire e non posso leggerlo, faccio a tempo solo a dare una rapidissima occhiata e quello che vedo mi mette addosso una forma di entusiasmo indescrivibile. Esco, faccio quello che devo con la massima fretta perché non vedo l’ora di tornare al computer per leggere tutto. Ho finito pochi secondi fa di leggere il blog di Fabio e non posso trattenermi dal mettermi a scrivere subito. Fabio ha 18 anni! Ma leggere il suo blog letteralmente mi sconvolge perché a 18 anni ha capito perfettamente cose che io ho cominciato a capire solo da pochissimo tempo. Un ragazzo gay di 18 anni che scrive molto meglio di me cose che io vorrei dire ma che non riesco a dire. Si sente in quello che scrive una forza incredibile, una incredibile volontà di amare e di essere amato, di essere se stesso, di vivere nel modo più intenso possibile, un desiderio fortissimo di verità, di genuinità, di contatto reale e forte. Più andavo avanti nella lettura più mi dicevo: “Ma come fa a dire cose così vere e così profonde in modo così coinvolgente?” In diverse occasioni mi sono chiesto perché io ci ho messo tanto tempo a capire certe cose e Fabio le ha capite subito? E poi quel suo partire con la scelta di un nome “Just G” e il suo post di apertura che riporto per intero:
“Un blog diverso. Pausa. Un blog diverso dagli altri per dare voce a tutto quello che è G.
G come GIUSTO.
G come GENIALE
G come GALATTICO
G come GUASTAFESTE
o semplicemente
G come GAY
Qualcosa che possa unire e che possa essere motivo di dibattito. Qualcosa che possa ricordare alle persone che non si vive per amare, ma si ama per vivere. Chiunque ami vive. Chiunque neghi l'amore è morte.”
Avete capito chi è “Just G”! Ma il blog merita non una lettura ma una vera meditazione, non solo i post ma anche i commenti che mettnono chiaramente in evidenza che cosa sono veramente i ragazzi gay! Ho lasciato a “Just G” un primo messaggio ma non credo che potrà leggerlo perché a seguito di una modifica dei blog MSN è scomparso il pulsante che consentiva di accedere alla posta del blog, quindi posterò subito un nuovo messaggio, questa volta in forma di commento perché vorrei dirgli che leggere il suo blog mi ha procurato dei momenti di straordinario entusiasmo.

domenica 7 ottobre 2007

ANDY ROMANZO GAY 2/3

Ho preso finalmente una decisione in merito alla pubblicazione del seguito del romanzo gay “ANDY”, ne pubblicherò altre parti anche perché quelle che seguono immediatamente contengono riferimenti sessuali espliciti ma ancora in modo piuttosto moderato e, tutto sommato, ancora adatto (con piccoli tagli) ad ogni tipo di lettori. Vedrò nel seguito, capitolo per capitolo, che cosa debba essere riscritto e che cosa no. Per il momento ho lasciato questa parte (2/3 terza parte del secondo capitolo) ”quasi completamente” identica all’originale, alcune cose ho dovuto necessariamente modificarle per lasciare la lettura “per tutti”. Vi ripropongo il mio vecchio post “Andy romanzo gay intergale o censurato”, mi piacerebbe molto conoscere il vostro parere in proposito. Il romanzo è un romanzo e non è un post di dieci righe e per leggerlo ci vuole un certo impegno... vale la pena di pubblicarlo (censurato e meno, a puntate o per intero in un sito apposito)? Il dubbio c’è.


E adesso godetevi la fine del secondo capitolo di ANDY (Romanzo Gay).
__________________

Il ragazzo guardò Marco dritto negli occhi, sfoderò un sorriso luminosissimo e aggiunse una parola che scombussolò Marco.
- Peccato!
Quella risposta era già una dichiarazione d’amore, Marco lo capiva benissimo ma non sapeva come andare avanti, si sentiva preso in contropiede, dopo una frazione di secondo si decise, guardò il ragazzo in faccia, sorrise a sua volta e disse la sua.
- Sì, peccato!
Nel rispondere Marco arrossì visibilmente e il ragazzo gli rispose con un larghissimo sorriso, il sorriso tipico di chi ha ottenuto la riposta che desidera.
Le parole di Marco erano così cariche di entusiasmo e di desiderio che non lasciavano adito a interpretazioni riduttive.
- Se non ci conosciamo possiamo rimediare… io sono Andy, mi chiamo Andrea, ma per gli amici Andy.
- E’ un bel nome, mi piace.
- E tu come ti chiami?
- Io Marco.
- E’ un bel nome anche il tuo. Marco, ci prendiamo qualche cosa da mangiare prima che ci mangino tutto il buffet?
Marco era totalmente scombussolato: stava parlando con Andy, ormai non si trattava più di ragionare e di fare ipotesi, Marco capiva benissimo che Andy c’era e ci voleva essere, era la prima volta che gli capitava una cosa del genere, l’ansia delle attese e delle ipotesi cominciava a trasformarsi in eccitazione per la presenza fisica di Andy, Marco lo mangiava con gli occhi, aveva l’impressione di fondersi già totalmente con il “suo” Andy, aveva perso la cognizione del tempo e dello spazio ed era completamente assorbito dal suo sogno d’amore che stava diventando una realtà istante dopo istante, cominciava ad avere un’erezione e non voleva alzarsi dalla poltrona per andare al buffet, si sentiva imbarazzato e rispose all’invito di Andy con un sorriso disarmante, non sapeva come spiegarsi ma non ci fu bisogno di spiegazioni, Andy capì la situazione al volo e scambiò un’occhiata di intesa con Marco.
- Non ti preoccupare, ci vado io.
Poi si alzò e andò al buffet. Marco ebbe l’impressione che anche Andy avesse almeno un principio di erezione, quando Andy tornò vicino a Marco nel passargli il piatto coi tramezzini e con una fetta di torta gli sfiorò la mano in modo quasi casuale, Marco ebbe un fremito, Andy se ne accorse e gli sorrise, Marco ormai era in estasi. Andy prese una sedia e si sedette di fronte a Marco con le gambe leggermente divaricate, rispetto alla sala era di spalle e solo Marco poteva notare l’erezione che Andy non cercava affatto di nascondere.

La conversazione andò avanti come fosse la cosa più naturale del mondo.
- Io ho ventidue anni e tu?
- Io ventitré, anzi a Agosto ne finisco ventiquattro.
- E com’è che stai da queste parti?
- Conoscevo Elvira e mi ha invitato.
- Io invece conosco Michele, mi pare che siano una coppia bene assortita, potrebbero stare bene insieme.
Il discorso scivolava sul banale, Marco corresse immediatamente il
tiro cercando di tornare ad una maggiore intimità.

- Andy, ma tu non balli?
- No, quando ho di meglio da fare no! E tu perché non balli?
Marco rispose con un altro dei suoi sorrisi disarmanti, come per dire: tanto lo sai benissimo! Anche Andy sorrise e Marco rimase ancora più incantato dalla dolcezza del suo sorriso.
- Marco ma tu stai bene qua o ti annoi?
- E tu?
Scambiarono un altro sorriso.
- Marco, te la senti adesso di andare a fare quattro passi qui intorno, poi torniamo su, così un po’ per prendere aria.
Marco alzò un po’ le sopracciglia come per comunicare che aveva ancora l’erezione e che non poteva seguirlo. Andy gli rispose in modo diretto.
- Non ti preoccupare, capita anche a me.
Nel dirlo si mise in piedi davanti a Marco senza nascondere la sua erezione piuttosto evidente, poi continuò.
- Guada come si fa, basta togliersi la giacca e usarla come foglia di fico.
Anche Marco si tolse la giacca e uscirono per fare due passi, fuori era tutto calmo, l’aria era pulita e umida.
- Lo vedi Marco, si sta molto meglio qui.
- Andy, ti andrebbe di andare a fare uno spuntino da qualche parte, magari pure da Mc Donald?
- Mi andrebbe sì… Marco, ti posso dire una cosa?
- Che cosa?
- Sei bellissimo!
- No, non è vero, tu sei bellissimo!
Si abbracciarono così in mezzo alla strada, Marco provò una sensazione fortissima, l’abbraccio di Andy lo portava in una dimensione sconosciuta ma emotivamente calda e coinvolgente. Era nelle braccia del suo bellissimo Andy e tutto era successo nel modo più naturale e più imprevisto.
Andy prima di lasciare Marco gli poggiò le labbra sulle labbra e lo guardò fisso negli occhi, poi lo strinse più forte e finalmente lo lasciò.
- Marco, hai la macchina?
- Sì, è un po’ scassata ma cammina.
- Però è tua, io una macchina veramente mia non ce l’ho.
Da Mc Donald c’era poca gente, si sedettero a un tavolino, Andy ogni tanto fissava Marco negli occhi e gli sorrideva in modo tenerissimo, poi cominciò a fargli piedino sotto il tavolo, c’era ancora un po’ di gente e non potevano parlare liberamente ma a loro bastavano gli sguardi. La cenetta fu brevissima, poi tornarono in macchina.
- Andy vuoi che ti riporto a casa?
- No, se devi andare non fare complimenti ma se non hai fretta vorrei rimanere un po’ con te… senti andiamo dove vuoi tu ma in un posto un po’ isolato… Marco, ma lo sai che sei uno schianto, non sei solo bello, sei anche dolce, io un ragazzo così l’ho sognato tante volte e adesso non ti voglio perdere.
- Mannaggia, io avrei detto le stesse parole!
Marco mise in moto e andò in un parcheggio quasi deserto fuori mano, tirò il freno a mano e distese il sedile, Andy cominciò ad accarezzargli la mano destra, poi gli carezzò il viso con molta cautela, Marco era sconvolto, era in assoluto la prima volta nella sua vita che faceva l’amore, notò che anche Andy era molto incerto e esitante e si fece più ardito,
[ ... omissis... (Marco prende una prima iniziativa di carattere chiaramente sessuale)]
Andy restava immobile, quasi pietrificato.
- Andy, va tutto bene?
Andy fece cenno di sì con la testa ma non disse una parola.
[...omissis... (Andy ripete ansiosamente i gesti di Marco)]
Marco cercò di tranquillizzarlo passandogli una mano tra i capelli.
- Andy…
[...omissis... (il contatto sessuale tra i due ragazzi si fa più diretto pur se esitante e prudente)]
- Andy, è la prima volta che faccio l’amore, proprio in assoluto.
- Marco, io una volta mi sono masturbato con un altro ma è stata una cosa grottesca, adesso mi sento felice, è quello che voglio, non è umiliante, è un gesto d’amore, lo sento.
[...omissis... (nessuno dei due ragazzi accenna a forzature, o a volere andare troppo oltre, il contatto resta limitato e dolce per diversi minuti)]
... questo fatto fece a Marco un’ottima impressione, la sessualità di Andy gli sembrava perfettamente compatibile con la sua, con i suoi tempi e con i suoi desideri. Il contatto fisico era rassicurante e assolutamente spontaneo. Alle due della notte si risistemarono, rimasero ancora un po’ mano nella mano, poi Andy si fece sentire.
- Marco… io l’avevo intuito.
- Che sono gay?
- No! Che sei buono, che sei vero, che sei uno che mi può volere bene.
- Chissà quanti ne troveresti.
- Di ragazzi per fare sesso forse sì e in effetti non lo so nemmeno ma un ragazzo che mi voglia bene come potresti fare, anzi come farai tu, non l’avevo mai trovato.
- Sai Andy che solo due giorni fa io sognavo di incontrare un ragazzo come te e adesso tu ci sei veramente.
- Marco, ci dobbiamo rivedere!
- Ci puoi scommettere, io non ti mollo più.
- Ci possiamo vedere domani, magari nel pomeriggio, così recuperiamo un po’ di sonno e domenica possiamo andare da qualche parte.
- Andy, ma sei stato bene veramente stasera con me? Ti prego, dimmi la verità.
- Marco, la verità è che è la prima volta che mi sento trasportato da una spinta fortissima, io adesso ti porterei a casa mia, ti nasconderei nel mio letto e poi passerei tutta la notte a fare l’amore con te, è che non si può fare perché ci sono i miei e mi ammazzerebbero anche per molto meno e ammazzerebbero anche te…
- Andy, ma tu sei sicuro che non è solo una cosa di sesso?
- Be’, onestamente questo non lo posso dire, ma io mi sento attratto
da te in modo fortissimo, mi piacciono le tue esitazioni, anche queste domande, sono stato bene perché mi sono sentito amato, desiderato, non violentato, sono stato in modo sublime e non ti voglio perdere, voglio stare con te, non devo fare sesso per forza, voglio stare con te comunque, e tu? Sei stato bene?

- Eh… è stata una cosa meravigliosa, è stata la mia iniziazione, non sapevo come sarebbe successo ma è stato tutto così naturale e così bello che adesso mi sembra di essere un’altra persona… Andy, ma tu mi vuoi bene? … cioè nel senso che noi potremmo proprio vivere insieme?
- Magari, Marco! Sarebbe un sogno ma mi sembra molto difficile, ci sono di mezzo tantissime altre cose che questo sogno me lo fanno sembrare impossibile, ma sono tutte cose esterne, se io potessi vivere con te non ci penserei due volte… onestamente non so come potrebbe andare a finire ma solo a pensarci mi viene un entusiasmo che non riesco a controllare, ieri ero un ragazzo solo, ma proprio solo alla disperata, ridevo e giocavo ma dentro mi sentivo disperato, senza amore nel senso più radicale del termine, adesso siamo due e non è la stessa cosa. Adesso se mi gira male ti posso chiamare e posso parlare con te.
- Ma tu di me ti fidi?
- Molto di più che di tante altre persone.
- Ma di me non sai niente.
- Ma nemmeno tu di me, eppure stiamo qui, non siamo rimasti alla festa, io lo sento che il posto mio è vicino a te, e poi per conoscerci avremo tutto il tempo.
- Andy, adesso vuoi che ti riporti a casa?
- Starei con te tutta la notte e forse tutta la vita, ma a casa ci devo tornare per forza e anzi è pure troppo tardi. Dai, metti in moto.
Mentre Marco guidava Andy gli accarezzava i capelli o si limitava a tenergli un braccio sulla spalla. Andy fece cenno di fermare la macchina davanti a uno splendido cancello di un residence di lusso. Andy ebbe qualche esitazione, il livello sociale di Andy non era quello che Marco avrebbe desiderato, ma cercò, non senza sforzo, di non dare alla cosa troppa importanza.
- Ma abiti qui?
- Sì, ma questa non è casa mia, è casa di mio padre, io una casa mia non ce l’ho, il discorso è complesso, poi ti spiegherò.
Andy salutò Marco abbracciandolo e baciandolo sulle labbra, Marco cercò di corrispondere col massimo dell’entusiasmo per lanciare un ulteriore messaggio di conferma, poi Andy scese dalla macchina e salutando con la mano entrò dentro il cancello, e continuò a salutare finché Marco non si fu allontanato, questo gesto sembrò a Marco una cosa molto tenera. Marco sarebbe stato perfettamente felice se non avesse visto dove viveva Andy, ma aveva potuto rendersi conto che Andy era uno dei quartieri alti e questo fatto, nonostante tutti i suoi sforzi per evitare i pregiudizi sociali, lo metteva in allarme, temeva di poter essere solo un giocattolo nelle sue mani anche se nulla nel comportamento di Andy sembrava autorizzare una simile interpretazione e anzi, ricostruendo mentalmente istante per istante tutta la serata, Marco si andava sempre più convincendo che Andy potesse essere veramente il ragazzo, o meglio l’unico ragazzo capace di farlo felice. Si sentiva gasato, entusiasta della vita, era felice come non era mai stato felice prima, ripassava mentalmente tutte le parole e tutte le sensazioni della serata e cercava di scolpirle nella memoria.

venerdì 5 ottobre 2007

I RAGAZZI DEI BLOG GAY

Mi permetto di cominciare questo post con una citazione dal blog MSN del mio nuovo amico di cui ho parlato nel post precedente: “sono fiero di quello che sono... un ragazzo gay!” Leggere una frase come questa mi fa estremamente piacere, adesso, finalmente, magari sotto la protezione dell’anonimato di Internet (anche se chi pubblica in rete le sue foto non ha il certo il mito della privacy!) queste cose si possono dire. L’orgoglio gay è questo, è niente altro che questo, è potere dire: “io sono fiero di essere un ragazzo gay!” Ai miei tempi Internet non c’era e la solitudine era spaventosa, ma oggi c’è, oggi internet sta cambiando anche il mondo gay e i blog gay sono uno degli stimoli più forti di questo cambiamento. I miei blog (come dice Distillato) sono blog a tema e non sono tipici blog gay personali. I blog come i miei possono avere una funzione di supporto nel diffondere una visione più realistica del mondo gay, ma il vero motore di questo cambiamento sono i blog dei ragazzi gay, i blog di tipo personale. Ne ho letto uno ieri sera e sono rimasto incantato! Ho respirato un’aria di giovinezza, di positività, di amore al futuro, di gioia di vivere, che mi ha portato a pensare che per tanti ragazzi gay la felicità è possibile e concretamente realizzabile, che il mondo, finalmente, non è più quello di una volta. Leggo e ci ritrovo la vita di ragazzi giovani e un po’ meno giovani, ci ritrovo le loro speranze, le loro delusioni, ma anche il loro entusiasmo, gli echi della loro felicità. I blog dei ragazzi gay non sono un numero esiguo ed danno un’idea dell’articolazione quanto mai varia del mondo gay che è, come ogni mondo reale, lontanissimo dall’essere omogeneo. Sono ragazzi che ormai non hanno più paura di dire che sono gay, che di questo hanno fatto un valore e sarei portato a dire il valore e il motivo di orgoglio della loro vita. In questi blog non c’è nulla di pornografico, c’è una sessualità pulita, della quale non ci si vergogna perché è una cosa bella... alto che modelli! Altro che stupidaggini! In questi blog c’è la vita vera di tanti ragazzi gay, una vita bella, dignitosa, moralmente di alto profilo, senza meschinità e senza stupidità, una vita vissuta condividendo la vita affettiva con un compagno, per quelli che hanno la fortuna di averlo, o costruendo un futuro concreto nella prospettiva di vivere prima o poi un vero rapporto d’amore. Quante strade diverse hanno portato questi ragazzi a riconoscersi gay... quanti modo diversi, più o meno condizionati dall’ambiente esterno, ci sono per vivere la propria affettività e la propria sessualità, ma alla fine quello che mi rende felice nel leggere questi blog è che questi ragazzi, pur nelle ansie della vita di tutti i giorni, nei problemi dello studio e del lavoro, hanno fatto del loro essere gay un elemento irrinunciabile della loro vita, sono gay e pure nelle complicazioni più estreme sono fieri di essere gay. Ormai questi ragazzi hanno una coscienza autonoma, hanno superato la necessità di essere sostenuti dall’eterno, non temono i giudizi di nessuno, hanno una loro moralità. Su alcuni di questi blog ci sono delle foto, foto di ragazzi che si baciano, che si tengono per mano, che si sorridono, che non hanno paura di manifestare la loro affettività. Queste immagini sono dolci, trasmettono una sensazione di libertà, di pace, di serenità... sono l’espressione di un modo di vivere che non ha bisogno di nessuna legittimazione esterna perché trova in se stesso il suo perché. I ragazzi dei blog gay sono l’immagine più autentica del mondo gay e non delegheranno a nessuno la rappresentanza del mondo gay. E’ consolante pensare che qualità di persone c’è dietro questi blog. Si sente che il mondo sta cambiando. Grazie ragazzi! State facendo una cosa grande, per fare cose grandi vi basta essere voi stessi.

giovedì 27 settembre 2007

BLOG GAY COME TESORI SEPOLTI

In questi giorni ho ricevuto, da parte di alcuni lettori (un numero in realtà ristrettissimo) l’invito ad accedere ai loro blog, naturalmente si trattava di blog gay, anzi, come un acuto lettore mi ha suggerito, dovrei dire meglio di blog di ragazzi gay, che effettivamente è la denominazione più corretta, perché quello che ne emerge è un’immagine della persona nella sua complessità più che della dimensione gay in sé, che neppure esiste. Per accedere ho dovuto chiedere l’autorizzazione ai proprietari, perché si trattava di blog non pubblici. Bene. Sono entrato, ho cominciato a leggere e a osservare, era come entrare in un mondo incantato, in un giardino chiuso da mura altissime. Quanta dolcezza e quanta malinconia c’è in questi blog. Nessuna aggressività né verbale né di immagine, una forma di malinconica dolcezza pervasiva, una comunicazione di sé ai limiti dell’incredibile, una realtà poetica di tipo elevatissimo. Non lo dico perché sono blog gay ma perché sono dei capolavori, delle autentiche forme d’arte, sono il frutto dalla necessità assoluta di essere, di manifestarsi di persone che non possono farlo altrimenti. Certo quando un blog non è pubblico un motivo c’è e quando si tratta di un blog gay la tutela della persona singola è in assoluto l’esigenza primaria e non mi sognerei mai di proporre agli autori di questi blog di renderli pubblici, perché la loro scelta per me è sacra e la loro paura l’ho condivisa in molte situazioni, ma mi viene ugualmente da pensare che se queste autentiche gemme di vita vissuta fossero aperte al pubblico, l’immagine dei gay si modificherebbe, gli stereotipi sarebbero lentamente lasciati da parte e il pubblico etero avrebbe modo di vedere la realtà per quella che è. Aggiungo che anche i gay avrebbero una spinta positiva in più, si sentirebbero meno soli, meno relegati al confine della moralità e più integrati in un mondo alto di sentimenti e di autentica elevatezza di spirituale. Quante perle meravigliose ci sono nel mondo gay! Che peccato che debbano restare in fondo al mare!