Ho scoperto da poco il forum e mi è piaciuto, mi sembra fatto bene e quello che dici lo riscontro molte volte in me stesso, però c’è una cosa sulla quale mi sento parecchio lontano. Non che non mi piaccia quello che scrivi, solo che non mi sembra affatto realistico. Provo a spiegarmi meglio. Tu parli di amore gay, anzi di Amore Gay, e mi sta bene, solo che sono concetti astratti che ho finito per mettere fa parte. Non sono più giovanissimo, ho passato i 35 e ho fatto le mie esperienze, alcune serie altre meno, ma sono tutte finite e non le rimpiango, almeno non le rimpiango per come sono state veramente, magari potrei rimpiangerle per come avrebbero potuto essere, ma anche qui siamo sempre nel regno della fantasia. Mi innamorerò ancora? Penso proprio di no! Esco da una storia “seria” perché lo era, una storia durata 5 anni. Anni di ansia, di attese, di illusioni e disillusioni e poi di sostanziali delusioni. Non ce l’ho col mio ex, che era, tutto sommato, un bravo ragazzo, forse troppo diverso da me, o forse non eravamo una coppia bene assortita. A lui il sesso non interessava più di tanto, a me forse interessava di più, ma il punto non è nemmeno questo. Io avrei voluto che si andasse a vivere insieme, e si poteva farlo, ma lui non ha voluto perché “sarebbe stato come mettersi in piazza”, così diceva. Ma a un certo punto, se sei gay, se stai non dico bene ma passabilmente col tuo ragazzo, bisognerà pure farlo un passo avanti! Ci si vedeva sempre di nascosto, a casa sua non ha voluto mai portarmi. Lui non aveva programmi sul nostro futuro, per lui poteva andare avanti così all’infinito, ma io avrei voluto altro, avrei voluto costruire qualcosa che fosse un po’ come una famiglia, noi due soli, ma in un posto nostro, insomma uno ha le sue esigenze anche di privacy, anche di intimità. Io sarei stato disposto a mettermi a rischio, lui non ha voluto perché diceva che sul lavoro si sarebbe messo nei guai. Ha un lavoro importante ed è anche un personaggio abbastanza in vista. Beh, lui si è fatto i calcoli, su un piatto della bilancia c’ero io e sull’altro c’era il lavoro e tutto il resto, e ha deciso che doveva sacrificare me. Per lui doveva continuare tutto come prima, io potevo essere il contorno serale del suo piatto forte che era quello del lavoro. Come contorno potevo andare bene, come piatto unico no! E quindi, senza troppi complimenti mi ha presentato l’alternativa: o così o la finiamo qui. Negli ultimi tempi avevo capito che sarebbe andata a finire così e non ho fatto troppa fatica a dirgli: “Ok, allora vado, ciao!” Le storie precedenti, se devo dire la verità, mi hanno lasciato molto poco, sia nel bene che nel male. A distanza di anni non c’è rimasto più nulla. Con un solo ragazzo mi è rimasto qualche rimpianto. Con lui sono stato io a tagliare i ponti e penso di aver fatto male sia per lui che per me, perché forse era veramente diverso dagli altri. In pratica è l’unico ragazzo che ho rivisto qualche volta anche dopo. Adesso ha una storia sua da anni ma non ne so praticamente più niente. Ma ha un senso cercarsi un ragazzo? A parte il fatto che i gay sono pochi, anche tra quei pochi è difficilissimo trovarne uno che vada bene. Ho qualche amico, ma solo amico, anzi i miei amici sono ragazzi che non mi piacciono fisicamente, quindi nessuna paura di innamoramenti impossibili. Loro mi dicono: ma per il sesso come fai? Ma ci sono i porno, che almeno non mettono illusioni per la testa e rispetto alle avventure tipo “una botta e via” almeno non sono pericolosi per la salute. E poi a quasi 36 anni… beh che dovrei fare? Dovrei perdere la testa appresso a qualcuno? Per poi rompermela contro un muro di egoismo e di stupidità? No! Ne faccio volentieri a meno. Non chiudo le porte a nulla, se qualcosa mi dovesse capitare, ben venga, ma certo non mi metterò a caccia di ragazzi. Quella fase è finita. La pornografia è un’alternativa alla vita reale, una cosa non impegnativa, più leggera, in cui stai solo con te stesso, il che, dopo che uno ha provato tante altre cose, alla fine si dimostra niente affatto una cosa stupida. Io mi sono abituato, da ragazzo, a pensare che un gay dovesse solo nascondersi, e ho evitato quelli che volavano uscire allo scoperto, poi, piano piano ho cominciato a pensare anche io che prima o poi un gay, o una coppia gay devono uscire allo scoperto, almeno andando a convivere e allora ho finito per evitare quelli che pensavano come io pensavo prima. In pratica, questi problemi hanno pesato tantissimo per me. La vita è uno schifo, Project, un continuo essere presi e anche prendere gli altri per i fondelli, manca proprio un momento di dialogo vero. Ognuno ha in mente il suo progetto da realizzare e dell’altro non gliene frega niente, mi sono comportato così anche io, ma adesso sono stufo di andare avanti così. Voglio tornare ad essere solo, almeno senza un compagno più o meno stabile. Non andrei a cercare partner per un’avventura di una sera, queste cose non mi interessano, forse mi interesserebbero, ma ho troppa paura dell’aids per buttarmi in cose del genere, molto meglio la vecchia, sana pornografia, presa pure a piccole dosi. Ieri un mio amico mi ha chiesto che cosa penso delle coppie gay e io gli ho risposto con un sorriso scettico, lui mi ha guardato e mi ha detto: “Ah! Ho capito!” Voleva essere incoraggiato da me! Non mi stava facendo la dichiarazione, voleva solo essere incoraggiato a buttarsi con tutte le scarpe in una nuova avventura della quale però non mi sembrava essere troppo entusiasta. E poi non è nemmeno un problema gay, per gli etero è pure peggio. Non capisco proprio il senso del voler stare insieme per forza. Capisco per mettere al mondo i figli e, al limite, per crescerli, ma se non ci sono figli, perché questa mania di mettersi insieme? Ognuno a casa sua, anche casa da single, ma niente di più, così quando poi ci si vede c’è un po’ più di entusiasmo, ma la parodia gay della famiglia del mulino bianco no! Proprio no!
Visualizzazione post con etichetta AMORE E PORNOGRAFIA GAY. Mostra tutti i post
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lunedì 16 febbraio 2015
UN GAY CHE VUOLE TORNARE SINGLE
Ciao Project,
Ho scoperto da poco il forum e mi è piaciuto, mi sembra fatto bene e quello che dici lo riscontro molte volte in me stesso, però c’è una cosa sulla quale mi sento parecchio lontano. Non che non mi piaccia quello che scrivi, solo che non mi sembra affatto realistico. Provo a spiegarmi meglio. Tu parli di amore gay, anzi di Amore Gay, e mi sta bene, solo che sono concetti astratti che ho finito per mettere fa parte. Non sono più giovanissimo, ho passato i 35 e ho fatto le mie esperienze, alcune serie altre meno, ma sono tutte finite e non le rimpiango, almeno non le rimpiango per come sono state veramente, magari potrei rimpiangerle per come avrebbero potuto essere, ma anche qui siamo sempre nel regno della fantasia. Mi innamorerò ancora? Penso proprio di no! Esco da una storia “seria” perché lo era, una storia durata 5 anni. Anni di ansia, di attese, di illusioni e disillusioni e poi di sostanziali delusioni. Non ce l’ho col mio ex, che era, tutto sommato, un bravo ragazzo, forse troppo diverso da me, o forse non eravamo una coppia bene assortita. A lui il sesso non interessava più di tanto, a me forse interessava di più, ma il punto non è nemmeno questo. Io avrei voluto che si andasse a vivere insieme, e si poteva farlo, ma lui non ha voluto perché “sarebbe stato come mettersi in piazza”, così diceva. Ma a un certo punto, se sei gay, se stai non dico bene ma passabilmente col tuo ragazzo, bisognerà pure farlo un passo avanti! Ci si vedeva sempre di nascosto, a casa sua non ha voluto mai portarmi. Lui non aveva programmi sul nostro futuro, per lui poteva andare avanti così all’infinito, ma io avrei voluto altro, avrei voluto costruire qualcosa che fosse un po’ come una famiglia, noi due soli, ma in un posto nostro, insomma uno ha le sue esigenze anche di privacy, anche di intimità. Io sarei stato disposto a mettermi a rischio, lui non ha voluto perché diceva che sul lavoro si sarebbe messo nei guai. Ha un lavoro importante ed è anche un personaggio abbastanza in vista. Beh, lui si è fatto i calcoli, su un piatto della bilancia c’ero io e sull’altro c’era il lavoro e tutto il resto, e ha deciso che doveva sacrificare me. Per lui doveva continuare tutto come prima, io potevo essere il contorno serale del suo piatto forte che era quello del lavoro. Come contorno potevo andare bene, come piatto unico no! E quindi, senza troppi complimenti mi ha presentato l’alternativa: o così o la finiamo qui. Negli ultimi tempi avevo capito che sarebbe andata a finire così e non ho fatto troppa fatica a dirgli: “Ok, allora vado, ciao!” Le storie precedenti, se devo dire la verità, mi hanno lasciato molto poco, sia nel bene che nel male. A distanza di anni non c’è rimasto più nulla. Con un solo ragazzo mi è rimasto qualche rimpianto. Con lui sono stato io a tagliare i ponti e penso di aver fatto male sia per lui che per me, perché forse era veramente diverso dagli altri. In pratica è l’unico ragazzo che ho rivisto qualche volta anche dopo. Adesso ha una storia sua da anni ma non ne so praticamente più niente. Ma ha un senso cercarsi un ragazzo? A parte il fatto che i gay sono pochi, anche tra quei pochi è difficilissimo trovarne uno che vada bene. Ho qualche amico, ma solo amico, anzi i miei amici sono ragazzi che non mi piacciono fisicamente, quindi nessuna paura di innamoramenti impossibili. Loro mi dicono: ma per il sesso come fai? Ma ci sono i porno, che almeno non mettono illusioni per la testa e rispetto alle avventure tipo “una botta e via” almeno non sono pericolosi per la salute. E poi a quasi 36 anni… beh che dovrei fare? Dovrei perdere la testa appresso a qualcuno? Per poi rompermela contro un muro di egoismo e di stupidità? No! Ne faccio volentieri a meno. Non chiudo le porte a nulla, se qualcosa mi dovesse capitare, ben venga, ma certo non mi metterò a caccia di ragazzi. Quella fase è finita. La pornografia è un’alternativa alla vita reale, una cosa non impegnativa, più leggera, in cui stai solo con te stesso, il che, dopo che uno ha provato tante altre cose, alla fine si dimostra niente affatto una cosa stupida. Io mi sono abituato, da ragazzo, a pensare che un gay dovesse solo nascondersi, e ho evitato quelli che volavano uscire allo scoperto, poi, piano piano ho cominciato a pensare anche io che prima o poi un gay, o una coppia gay devono uscire allo scoperto, almeno andando a convivere e allora ho finito per evitare quelli che pensavano come io pensavo prima. In pratica, questi problemi hanno pesato tantissimo per me. La vita è uno schifo, Project, un continuo essere presi e anche prendere gli altri per i fondelli, manca proprio un momento di dialogo vero. Ognuno ha in mente il suo progetto da realizzare e dell’altro non gliene frega niente, mi sono comportato così anche io, ma adesso sono stufo di andare avanti così. Voglio tornare ad essere solo, almeno senza un compagno più o meno stabile. Non andrei a cercare partner per un’avventura di una sera, queste cose non mi interessano, forse mi interesserebbero, ma ho troppa paura dell’aids per buttarmi in cose del genere, molto meglio la vecchia, sana pornografia, presa pure a piccole dosi. Ieri un mio amico mi ha chiesto che cosa penso delle coppie gay e io gli ho risposto con un sorriso scettico, lui mi ha guardato e mi ha detto: “Ah! Ho capito!” Voleva essere incoraggiato da me! Non mi stava facendo la dichiarazione, voleva solo essere incoraggiato a buttarsi con tutte le scarpe in una nuova avventura della quale però non mi sembrava essere troppo entusiasta. E poi non è nemmeno un problema gay, per gli etero è pure peggio. Non capisco proprio il senso del voler stare insieme per forza. Capisco per mettere al mondo i figli e, al limite, per crescerli, ma se non ci sono figli, perché questa mania di mettersi insieme? Ognuno a casa sua, anche casa da single, ma niente di più, così quando poi ci si vede c’è un po’ più di entusiasmo, ma la parodia gay della famiglia del mulino bianco no! Proprio no!
Ho scoperto da poco il forum e mi è piaciuto, mi sembra fatto bene e quello che dici lo riscontro molte volte in me stesso, però c’è una cosa sulla quale mi sento parecchio lontano. Non che non mi piaccia quello che scrivi, solo che non mi sembra affatto realistico. Provo a spiegarmi meglio. Tu parli di amore gay, anzi di Amore Gay, e mi sta bene, solo che sono concetti astratti che ho finito per mettere fa parte. Non sono più giovanissimo, ho passato i 35 e ho fatto le mie esperienze, alcune serie altre meno, ma sono tutte finite e non le rimpiango, almeno non le rimpiango per come sono state veramente, magari potrei rimpiangerle per come avrebbero potuto essere, ma anche qui siamo sempre nel regno della fantasia. Mi innamorerò ancora? Penso proprio di no! Esco da una storia “seria” perché lo era, una storia durata 5 anni. Anni di ansia, di attese, di illusioni e disillusioni e poi di sostanziali delusioni. Non ce l’ho col mio ex, che era, tutto sommato, un bravo ragazzo, forse troppo diverso da me, o forse non eravamo una coppia bene assortita. A lui il sesso non interessava più di tanto, a me forse interessava di più, ma il punto non è nemmeno questo. Io avrei voluto che si andasse a vivere insieme, e si poteva farlo, ma lui non ha voluto perché “sarebbe stato come mettersi in piazza”, così diceva. Ma a un certo punto, se sei gay, se stai non dico bene ma passabilmente col tuo ragazzo, bisognerà pure farlo un passo avanti! Ci si vedeva sempre di nascosto, a casa sua non ha voluto mai portarmi. Lui non aveva programmi sul nostro futuro, per lui poteva andare avanti così all’infinito, ma io avrei voluto altro, avrei voluto costruire qualcosa che fosse un po’ come una famiglia, noi due soli, ma in un posto nostro, insomma uno ha le sue esigenze anche di privacy, anche di intimità. Io sarei stato disposto a mettermi a rischio, lui non ha voluto perché diceva che sul lavoro si sarebbe messo nei guai. Ha un lavoro importante ed è anche un personaggio abbastanza in vista. Beh, lui si è fatto i calcoli, su un piatto della bilancia c’ero io e sull’altro c’era il lavoro e tutto il resto, e ha deciso che doveva sacrificare me. Per lui doveva continuare tutto come prima, io potevo essere il contorno serale del suo piatto forte che era quello del lavoro. Come contorno potevo andare bene, come piatto unico no! E quindi, senza troppi complimenti mi ha presentato l’alternativa: o così o la finiamo qui. Negli ultimi tempi avevo capito che sarebbe andata a finire così e non ho fatto troppa fatica a dirgli: “Ok, allora vado, ciao!” Le storie precedenti, se devo dire la verità, mi hanno lasciato molto poco, sia nel bene che nel male. A distanza di anni non c’è rimasto più nulla. Con un solo ragazzo mi è rimasto qualche rimpianto. Con lui sono stato io a tagliare i ponti e penso di aver fatto male sia per lui che per me, perché forse era veramente diverso dagli altri. In pratica è l’unico ragazzo che ho rivisto qualche volta anche dopo. Adesso ha una storia sua da anni ma non ne so praticamente più niente. Ma ha un senso cercarsi un ragazzo? A parte il fatto che i gay sono pochi, anche tra quei pochi è difficilissimo trovarne uno che vada bene. Ho qualche amico, ma solo amico, anzi i miei amici sono ragazzi che non mi piacciono fisicamente, quindi nessuna paura di innamoramenti impossibili. Loro mi dicono: ma per il sesso come fai? Ma ci sono i porno, che almeno non mettono illusioni per la testa e rispetto alle avventure tipo “una botta e via” almeno non sono pericolosi per la salute. E poi a quasi 36 anni… beh che dovrei fare? Dovrei perdere la testa appresso a qualcuno? Per poi rompermela contro un muro di egoismo e di stupidità? No! Ne faccio volentieri a meno. Non chiudo le porte a nulla, se qualcosa mi dovesse capitare, ben venga, ma certo non mi metterò a caccia di ragazzi. Quella fase è finita. La pornografia è un’alternativa alla vita reale, una cosa non impegnativa, più leggera, in cui stai solo con te stesso, il che, dopo che uno ha provato tante altre cose, alla fine si dimostra niente affatto una cosa stupida. Io mi sono abituato, da ragazzo, a pensare che un gay dovesse solo nascondersi, e ho evitato quelli che volavano uscire allo scoperto, poi, piano piano ho cominciato a pensare anche io che prima o poi un gay, o una coppia gay devono uscire allo scoperto, almeno andando a convivere e allora ho finito per evitare quelli che pensavano come io pensavo prima. In pratica, questi problemi hanno pesato tantissimo per me. La vita è uno schifo, Project, un continuo essere presi e anche prendere gli altri per i fondelli, manca proprio un momento di dialogo vero. Ognuno ha in mente il suo progetto da realizzare e dell’altro non gliene frega niente, mi sono comportato così anche io, ma adesso sono stufo di andare avanti così. Voglio tornare ad essere solo, almeno senza un compagno più o meno stabile. Non andrei a cercare partner per un’avventura di una sera, queste cose non mi interessano, forse mi interesserebbero, ma ho troppa paura dell’aids per buttarmi in cose del genere, molto meglio la vecchia, sana pornografia, presa pure a piccole dosi. Ieri un mio amico mi ha chiesto che cosa penso delle coppie gay e io gli ho risposto con un sorriso scettico, lui mi ha guardato e mi ha detto: “Ah! Ho capito!” Voleva essere incoraggiato da me! Non mi stava facendo la dichiarazione, voleva solo essere incoraggiato a buttarsi con tutte le scarpe in una nuova avventura della quale però non mi sembrava essere troppo entusiasta. E poi non è nemmeno un problema gay, per gli etero è pure peggio. Non capisco proprio il senso del voler stare insieme per forza. Capisco per mettere al mondo i figli e, al limite, per crescerli, ma se non ci sono figli, perché questa mania di mettersi insieme? Ognuno a casa sua, anche casa da single, ma niente di più, così quando poi ci si vede c’è un po’ più di entusiasmo, ma la parodia gay della famiglia del mulino bianco no! Proprio no!
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giovedì 24 novembre 2011
AMORE E SESSUALITÀ DEI VERI GAY
Ciao Project,
sono
anni che seguo progetto gay e lo faccio perché mi sembra che sia uno
dei pochissimi siti che dicono cose vere. Ho letto il tuo articolo sulla
vera sessualità gay e mi ci ritrovo, ed è proprio partendo da quelle
premesse che vorrei dire una cosa sulla quale mi hai fatto riflettere.
La grande maggioranza della pornografia cosiddetta gay ai gay, o meglio
ai veri gay, non interessa più se non come puro sfogo momentaneo e forse
nemmeno quello. Io ho 24 anni e ho fatto sempre uso di pornografia ma
poi sono arrivato al livello di saturazione, francamente vedere ragazzi
che fanno sesso nelle condizioni più improbabili non solo mi annoia ma
certe volte mi disgusta addirittura, vorrei dire che un video dovrebbe
avere anche un minimo di senso e non essere solo un esercizio fisico di
sesso e basta, che poi, per come viene rappresentato, diventa così
volgarmente recitato da perdere qualunque interesse. Un film serio con
qualche scena di sesso mi piace molto più di un porno che francamente fa
pena per la stupidità e la meccanicità dei comportamenti. È un po’ di
tempo che ho cominciato a seguire dei blog fotografici, dove c’è anche
un po’ di nudo, ma ci sono delle foto bellissime di ragazzi bellissimi
in pose naturali, anche di intimità, ma senza nessun atteggiamento
strillato o da film porno. Francamente preferisco un nudo semplice a
qualsiasi porno. Il mio sogno sarebbe vedere in un blog fotografico
quello che accade veramente in una storia d’amore, ma io parlo d’amore,
anche di intimità sessuale ma intesa come tenerezza, non come esercizio
ginnico e poi quando parlo di un bel ragazzo non intendo riferirmi a
certi mezzi ercoli che sono oggettivamente brutti per quando hanno i
muscoli pompati, un bel ragazzo è un’altra cosa, deve essere normale, al
limite nemmeno bellissimo, ma deve ispirare dolcezza. Ma queste cose
non si vedono nemmeno nei blog fotografici. Ci sono blog fotografici che
fanno proprio schifo perché sono solo mezzi di propaganda per la
pornografia e per quella di bassissimo livello, ma ce ne sono di
veramente belli, fatti con amore e senza finalità commerciali, certe
volte mi incanto a guardarli, penso francamente che siano stati fatti da
veri gay, nel senso che dai tu a questa espressione, cioè da ragazzi
che amano i ragazzi, perché ci vedi un altro rispetto, un’altra
attenzione per non scadere nel volgare. Ci può anche essere il nudo, che
non dispiace certamente, ma è, per dire così, un nudo quotidiano e non
sguaiato che dà il senso della intimità e non della teatralizzazione del
sesso. Nella mia vita mi sono innamorato solo due volte e ho avuto una
vita sessuale con quei due ragazzi e credo che non li dimenticherò mai.
Il primo era più grande di me e mi ha insegnato che cosa significa
volersi bene, anche io gli volevo bene ma non ne ero innamorato anche a
livello sessuale come lui lo era di me, quando gli ho detto che avevo
conosciuto un altro ragazzo coetaneo temevo che la prendesse male e
invece si è fatto da parte per lasciarmi campo libero e mi sono sentito
amato anche per questo. L’altro ragazzo è il mio attuale ragazzo, i
primi tempi tra noi non è stato facile, ho temuto parecchie volte che il
nostro rapporto sarebbe finito ma non è successo. Credo che non sarei
mai capace di fare a meno di questo ragazzo perché ne sono innamorato.
Il sesso che ho vissuto col mio primo ragazzo per me non era del tutto
soddisfacente ma non è mai stato una cosa stupida, aveva un valore
affettivo sia per lui che per me, e ora con il mio ragazzo attuale il
sesso è proprio una forma di tenerezza totale. Sono stato fortunato,
questo è verissimo. Ho fatto l’amore (perché di quello si trattava, non
di fare sesso) solo con due gay e se faccio il paragone con la
pornografia siamo proprio su un altro pianeta. Penso che se non avessi
conosciuto il mio primo ragazzo avrei cominciato a cercare sesso non
solo virtuale e probabilmente avrei cominciato a buttare via la mia vita
correndo appresso ai modelli di quella che pensavo fosse la sessualità
gay. Per un po’ mi sono sentito perfino strano, avevo cominciato a
frequentare certi locali ma mi sentivo un pesce fuor d’acqua e mi
chiedevo che cosa ci potessero trovare gli altri che ci andavano. Il mio
primo ragazzo l’ho conosciuto per puro caso all’università e con me è
stato serissimo, forse era un po’ complessato perché aveva 5 anni più di
me ma è stata una cosa bella, sul piano sessuale sono stato io a
portarci lui, perché lui tendeva a tenere le cose sul piano
dell’amicizia, abbiamo fatto prima il test, come dici tu, Project, è
stata una cosa voluta e molto bella anche se lui non era realmente il
mio tipo al 100%. Col mio attuale ragazzo, adesso, a livello sessuale
l’affiatamento è totale, ci leggiamo nel pensiero e abbiamo costruito
una sessualità tutta nostra fatta soprattutto di coccole, di avere tempo
per stare abbracciati. Il coinvolgimento proprio passionale c’è eccome,
specialmente quando stiamo lontani per qualche giorno, ma poi torniamo a
un livello più tranquillo soprattutto di intimità. Una delle cose più
belle in assoluto è, quando ci rivediamo dopo una pausa più lunga,
vedere come è spasmodicamente in attesa di un contatto sessuale che è
quasi liberatorio, come d’altra parte succede a me, lo vedo
completamente partito e abbandonato alla sua sensualità ed è una cosa
bellissima perché totalmente spontanea. Non credo di poter immaginare
niente di più coinvolgente. Nei suoi comportamenti mi ci rivedo, li
sento totalmente miei, perché anche a me vengono del tutto spontanei.
Anche con lui ci siamo conosciuti all’università, quindi fuori da
ambienti gay e devo dire che l’intesa sessuale è arrivata dopo perché
per lui all’inizio il sesso era molto legato ai modelli della
pornografia e ci ha messo parecchio tempo a capire che per me era
proprio un’altra cosa. Mi sembrava che recitasse, gliel’ho detto e si è
molto arrabbiato, poi, col passare del tempo certi modelli li ha messi
da parte e abbiamo trovato un equilibrio veramente nostro. Tra l’altro
né io né i miei due ragazzi siamo dichiarati e questo penso abbia
contato molto perché la nostra vita affettiva era solo nostra e non
doveva essere raccontata a nessun altro. C’è un solo problema che un po’
mi angoscia e un po’ cerco di tenere tutto per me, se il mio ragazzo si
stancasse di me non so se sarei capace di mettermi da parte come ha
fatto con me il mio primo ragazzo, penso francamente che ci starei
malissimo, ma al momento attuale sono solo paure teoriche, al momento
almeno mi sento veramente realizzato e penso che anche lui sia felice.
Penso che nel nostro rapporto il sesso conti molto, forse troppo, non lo
so, adesso va tutto bene così ma col mio ragazzo mi piacerebbe proprio
avere un progetto di vita comune. Ultimamente abbiamo passato nottate
intere abbracciati a raccontarci di quando eravamo piccoli e mi sono
sentito felice. Qualcuno potrebbe pensare che sono cose da bambini e che
non siamo ancora cresciuti, bene, lo pensi pure! Noi stiamo bene così!
Adesso per me la sessualità non è più una cosa a sé staccata dalla vita
reale e dico sessualità deliberatamente e non sesso. Adesso la
sessualità mi sembra una cosa assolutamente ovvia, e voglio dire la
sessualità a due, quella condivisa, non solo le fantasie ma il poter
stare in intimità vera col mio ragazzo, ormai è una cosa che fa parte
delle vita ordinaria sia per me che per lui, è il nostro mondo. Io sono
gay, per la verità non ho mai avuto problemi ad accettarlo ma non avrei
mai pensato che sarei riuscito veramente a realizzare una vita mia come
la desideravo e invece è successo ed è successo in modo del tutto
naturale, fuori di qualsiasi ambiente gay, preciso che non ho mai
frequentato chat o siti di appuntamenti, i miei due ragazzi li ho
riconosciuti dalle loro esitazioni, mi sento felice di essere gay e non
ci rinuncerei per nulla al mondo, la mia vita ha avuto un senso perché
ho trovato persone che mi hanno amato veramente. Project, un po’ del
merito è anche tuo perché piano piano comincio a capire veramente che
cosa significa essere veri gay. Forse non è un caso ma anche i miei due
ragazzi conoscevano progetto gay. Mi farebbe piacere se tu pubblicassi
la mia mail. Grazie per tutto quello che hai fatto e che continuerai a
fare!
Angelo
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domenica 11 aprile 2010
GAY E DIPENDENZA DALLA PORNOGRAFIA
Ciao Project,
è da una settimana che ho scoperto Progetto Gay e per me è stata una scoperta importante, non solo per le testimonianze che hai raccolto ma anche per le statistiche e i test che hai pubblicato, che sono cose interessantissime e mi hanno proprio aperto il cervello. Ho letto e meditato con la massima attenzione soprattutto le interviste a risposta libera che permettono di capire in modo più organico come vive realmente un ragazzo gay. Sono un 32enne che vive ancora con i genitori in una piccola città del sud che non brilla certo per apertura mentale. Ho studiato, mi sono laureato e ho un lavoro stabile discreto. Ti dico subito che i miei mi vogliono bene ma non hanno la più pallida idea di quello che io sono veramente. Ho letto sul forum di ragazzi che hanno fatto coming out in famiglia ma a me sembrano storie di marziani. L’idea del coming out in famiglia non mi ha mai sfiorato. Nel mio riconoscermi gay ho avuto una storia molto complicata, poi, leggendo quello che scrivi tu, mi sono ritrovato molto in certe situazioni. In pratica ho cercato, provato ad essere etero fino ai 30 anni e anche oltre. Ho avuto nel corso degli anni quattro ragazze che per me sono state solo miseri tentativi di piegare la mia sessualità verso l’eterosessualità. Non ho mai avuto rapporti sessuali con una ragazza, con l’ultima, che era molto più intraprendente della altre, mi sono sentito spesso in estremo disagio, quasi violentato. Il fatto è che in quelle situazioni, in cui lei con me ci provava in tutti i modi, proprio toccandomi (da sopra i pantaloni) mi eccitavo pure e lei la prendeva come un segno evidente che io volevo ma ero represso, ma io non mi sono mai masturbato pensando a una ragazza, tutte le mie fantasie erano per i ragazzi del mio gruppo sportivo che potevo vedere nudi praticamente tutti i gironi. Piano piano ero riuscito ad avere un autocontrollo tale che potevo fare la doccia con loro senza il rischio dell’erezione. Anzi certe volte erano loro ad andare in erezione quando giocavano tra loro un po’ cameratescamente anche se erano e sono tutti etero e di questo non ho mai avuto nessun dubbio. Devo confessare una cosa di cui mi vergogno, o meglio mi vergognavo molto, ancora a 32 anni sono in pratica totalmente dipendente dalla pornografia. Ho provato più volte a chiudere con questa dipendenza ma non ci sono mai riuscito. Quando i miei vanno a dormire, verso l’una di notte, mi chiudo a chiave nella mia camera e lì ti puoi immaginare quello che faccio. Devo dire che leggendo i sondaggi e vedendo che ragazzi nelle mie condizioni ce ne sono un bel po’ mi sono sentito meno strano ma l’idea di essere un po’ troppo grande per dipendere dalla pornografia mi resta comunque. Praticamente ho sempre immaginato di poter fare con i miei compagni di squadra quello che vedevo nei porno, ma è normale che uno arrivi a 32 anni così? Adesso da due anni ho rotto con la mia ultima ragazza e non mi metterò più con nessun’altra perché ormai per me la stagione del forzarsi all’essere etero è proprio finita. Leggendo quello che scrivi una cosa mi ha colpito perché la riscontro in me ed è il fatto che vedo l’omosessualità essenzialmente in chiave sessuale e non affettiva. Ho provato a chiedermi se ho mai provato dei sentimenti veri e forti per un ragazzo ma mi sembra che non sia mai successo. Mi piacciono fisicamente, mi eccitano sessualmente, ma non me ne sento innamorato, non so come dire, ma non ho mai pensato che con un ragazzo potrei fare vita comune come in una famiglia. C’è sicuramente anche il fatto che a 32 anni non ho mai conosciuto un ragazzo gay, nemmeno uno. Non mi piacciono le chat e le cose di quel genere, che sono pure pericolose per le malattie. Il mio mito è la mia squadra ma nemmeno a livello individuale, quasi direi a livello di gruppo perché nello spogliatoio c’è un clima che mi piace moltissimo. So bene che quel clima è così significativo solo per me e che a quei ragazzi non fa né caldo né freddo, però è proprio la mia atmosfera sessuale ideale. Certe volte penso che non mi troverei nemmeno bene con un ragazzo, cioè a stare con lui in coppia, nemmeno per solo sesso. Tu dici che un gay si innamora di un ragazzo e mi piace pensarlo, ma perché a me non succede? Tu dici che omosessualità significa prima di tutto tendenza a creare un rapporto affettivo con un altro ragazzo, ma questo a me non succede. È pure vero che io ho sempre vissuto l’omosessualità come una trasgressione. Ho letto il tuo articolo in proposito e ci trovo molto del mio modo di reagire ma francamente non riesco proprio a pensare di essere gay per il solo desiderio di superare un tabù. Cioè vivo l’omosessualità come una cosa soprattutto sessuale, ma almeno a livello sessuale e almeno a livello di masturbazione, perché con un ragazzo non ci sono mai stato e forse non ci starò mai, la soddisfazione ce la trovo eccome. Se penso a quando mi forzavo di stare vicino a una ragazza e faccio il paragone con quando faccio fantasie sui miei compagni di squadra non c’è proprio paragone, secondo me è sessualità vera, cioè non la sento come il superamento di un tabù. Insomma, come dici tu, per me il fatto di poter condividere l’intimità sessuale con un altro ragazzo sarebbe importantissimo anche perché lo è già in dimensione di fantasia. Nello scrivere questa frase mi accorgo che alla fine un sogno affettivo verso un ragazzo lo potrei pure avere, però fino adesso non mi è mai capitato con un ragazzo determinato. Un’altra cosa che mi manca da matti è la possibilità di parlare con dei ragazzi gay in modo serio. Credo di sapere poco e niente sui gay, e anzi adesso tramite il tuo sito comincio a capire tante cose ma certo parlare con ragazzi veri sarebbe importantissimo. Ho letto che i ragazzi parlano tra loro anche molto seriamente di cose di sesso, tipo la masturbazione, ma come fanno? Io non ci riuscirei mai. L’ho fatto con te in questa mail e non so nemmeno come è potuto succedere ma con un altro ragazzo mi sentirei terribilmente in imbarazzo. Ti faccio una domanda, però rispondimi sinceramente. Pensi che per uno come me ci sia qualche speranza o faccio meglio a mettermi l’anima in pace? In effetti per me cambiare ambiente sarebbe difficilissimo e comincio ad abituarmi all’idea che per me la sessualità si ridurrà solo alle mie nottate davanti ai siti porno. Chissà che non arrivi poi un ragazzo che cambi le cose! Magari! Lo vorrei tanto, ma un ragazzo serio che cosa si può aspettare da uno come me?
Ciao Project (se vuoi pubblica la mia mail, ma rispondimi in privato, ti allego il mio contatto [-omissis-], mi farebbe piacere potere parlare un po’ con te).
______
è da una settimana che ho scoperto Progetto Gay e per me è stata una scoperta importante, non solo per le testimonianze che hai raccolto ma anche per le statistiche e i test che hai pubblicato, che sono cose interessantissime e mi hanno proprio aperto il cervello. Ho letto e meditato con la massima attenzione soprattutto le interviste a risposta libera che permettono di capire in modo più organico come vive realmente un ragazzo gay. Sono un 32enne che vive ancora con i genitori in una piccola città del sud che non brilla certo per apertura mentale. Ho studiato, mi sono laureato e ho un lavoro stabile discreto. Ti dico subito che i miei mi vogliono bene ma non hanno la più pallida idea di quello che io sono veramente. Ho letto sul forum di ragazzi che hanno fatto coming out in famiglia ma a me sembrano storie di marziani. L’idea del coming out in famiglia non mi ha mai sfiorato. Nel mio riconoscermi gay ho avuto una storia molto complicata, poi, leggendo quello che scrivi tu, mi sono ritrovato molto in certe situazioni. In pratica ho cercato, provato ad essere etero fino ai 30 anni e anche oltre. Ho avuto nel corso degli anni quattro ragazze che per me sono state solo miseri tentativi di piegare la mia sessualità verso l’eterosessualità. Non ho mai avuto rapporti sessuali con una ragazza, con l’ultima, che era molto più intraprendente della altre, mi sono sentito spesso in estremo disagio, quasi violentato. Il fatto è che in quelle situazioni, in cui lei con me ci provava in tutti i modi, proprio toccandomi (da sopra i pantaloni) mi eccitavo pure e lei la prendeva come un segno evidente che io volevo ma ero represso, ma io non mi sono mai masturbato pensando a una ragazza, tutte le mie fantasie erano per i ragazzi del mio gruppo sportivo che potevo vedere nudi praticamente tutti i gironi. Piano piano ero riuscito ad avere un autocontrollo tale che potevo fare la doccia con loro senza il rischio dell’erezione. Anzi certe volte erano loro ad andare in erezione quando giocavano tra loro un po’ cameratescamente anche se erano e sono tutti etero e di questo non ho mai avuto nessun dubbio. Devo confessare una cosa di cui mi vergogno, o meglio mi vergognavo molto, ancora a 32 anni sono in pratica totalmente dipendente dalla pornografia. Ho provato più volte a chiudere con questa dipendenza ma non ci sono mai riuscito. Quando i miei vanno a dormire, verso l’una di notte, mi chiudo a chiave nella mia camera e lì ti puoi immaginare quello che faccio. Devo dire che leggendo i sondaggi e vedendo che ragazzi nelle mie condizioni ce ne sono un bel po’ mi sono sentito meno strano ma l’idea di essere un po’ troppo grande per dipendere dalla pornografia mi resta comunque. Praticamente ho sempre immaginato di poter fare con i miei compagni di squadra quello che vedevo nei porno, ma è normale che uno arrivi a 32 anni così? Adesso da due anni ho rotto con la mia ultima ragazza e non mi metterò più con nessun’altra perché ormai per me la stagione del forzarsi all’essere etero è proprio finita. Leggendo quello che scrivi una cosa mi ha colpito perché la riscontro in me ed è il fatto che vedo l’omosessualità essenzialmente in chiave sessuale e non affettiva. Ho provato a chiedermi se ho mai provato dei sentimenti veri e forti per un ragazzo ma mi sembra che non sia mai successo. Mi piacciono fisicamente, mi eccitano sessualmente, ma non me ne sento innamorato, non so come dire, ma non ho mai pensato che con un ragazzo potrei fare vita comune come in una famiglia. C’è sicuramente anche il fatto che a 32 anni non ho mai conosciuto un ragazzo gay, nemmeno uno. Non mi piacciono le chat e le cose di quel genere, che sono pure pericolose per le malattie. Il mio mito è la mia squadra ma nemmeno a livello individuale, quasi direi a livello di gruppo perché nello spogliatoio c’è un clima che mi piace moltissimo. So bene che quel clima è così significativo solo per me e che a quei ragazzi non fa né caldo né freddo, però è proprio la mia atmosfera sessuale ideale. Certe volte penso che non mi troverei nemmeno bene con un ragazzo, cioè a stare con lui in coppia, nemmeno per solo sesso. Tu dici che un gay si innamora di un ragazzo e mi piace pensarlo, ma perché a me non succede? Tu dici che omosessualità significa prima di tutto tendenza a creare un rapporto affettivo con un altro ragazzo, ma questo a me non succede. È pure vero che io ho sempre vissuto l’omosessualità come una trasgressione. Ho letto il tuo articolo in proposito e ci trovo molto del mio modo di reagire ma francamente non riesco proprio a pensare di essere gay per il solo desiderio di superare un tabù. Cioè vivo l’omosessualità come una cosa soprattutto sessuale, ma almeno a livello sessuale e almeno a livello di masturbazione, perché con un ragazzo non ci sono mai stato e forse non ci starò mai, la soddisfazione ce la trovo eccome. Se penso a quando mi forzavo di stare vicino a una ragazza e faccio il paragone con quando faccio fantasie sui miei compagni di squadra non c’è proprio paragone, secondo me è sessualità vera, cioè non la sento come il superamento di un tabù. Insomma, come dici tu, per me il fatto di poter condividere l’intimità sessuale con un altro ragazzo sarebbe importantissimo anche perché lo è già in dimensione di fantasia. Nello scrivere questa frase mi accorgo che alla fine un sogno affettivo verso un ragazzo lo potrei pure avere, però fino adesso non mi è mai capitato con un ragazzo determinato. Un’altra cosa che mi manca da matti è la possibilità di parlare con dei ragazzi gay in modo serio. Credo di sapere poco e niente sui gay, e anzi adesso tramite il tuo sito comincio a capire tante cose ma certo parlare con ragazzi veri sarebbe importantissimo. Ho letto che i ragazzi parlano tra loro anche molto seriamente di cose di sesso, tipo la masturbazione, ma come fanno? Io non ci riuscirei mai. L’ho fatto con te in questa mail e non so nemmeno come è potuto succedere ma con un altro ragazzo mi sentirei terribilmente in imbarazzo. Ti faccio una domanda, però rispondimi sinceramente. Pensi che per uno come me ci sia qualche speranza o faccio meglio a mettermi l’anima in pace? In effetti per me cambiare ambiente sarebbe difficilissimo e comincio ad abituarmi all’idea che per me la sessualità si ridurrà solo alle mie nottate davanti ai siti porno. Chissà che non arrivi poi un ragazzo che cambi le cose! Magari! Lo vorrei tanto, ma un ragazzo serio che cosa si può aspettare da uno come me?
Ciao Project (se vuoi pubblica la mia mail, ma rispondimi in privato, ti allego il mio contatto [-omissis-], mi farebbe piacere potere parlare un po’ con te).
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Se volete, potete partecipare alla discussone di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
venerdì 2 aprile 2010
STATISTICHE SU GAY E PORNOGRAFIA
Cari amici di Progetto Gay, parte oggi il sondaggio di Progetto Gay sui rapporti tra gay e pornografia. Dai precedenti sondaggi di Progetto Gay sulla sessualità gay (http://progettogaysito.altervista.org/i ... to_gay.htm) risultava piuttosto chiaramente il peso significativo della pornografia nell’ambito della educazione sessuale e della vita sessuale dei ragazzi gay. Il sondaggio “Gay e pornografia” mira a puntualizzare la questione sulla base di una valutazione statistica.
Il modulo online del sondaggio “Gay e pornografia”, la cui compilazione è totalmente anonima, è accessibile all’indirizzo:
http://spreadsheets.google.com/viewform ... eF9nbmc6MA
Il Data Base contenete tutte le risposte è accessibile a chiunque all’indirizzo:
http://spreadsheets.google.com/pub?key= ... utput=html
Il test è avviato a livello sperimentale. Al più presto saranno aggiunti strumenti adeguati di analisi statistica. Sono graditi suggerimenti per migliorare il servizio.
Riposto qui di seguito il questionario e le risposte previste.
____________
1 La mia età
2 Dichiarato non dichiarato
1) Nessuno sa che sono gay
2) Solo un amico (un’amica) sa che sono gay
3) I miei amici veri sanno che sono gay
4) Sono pubblicamente dichiarato
3 Uso della pornografia
1) Non faccio mai uso di pornografia
2) Qualche volta vado su siti porno ma solo per curiosità
3) Uso siti porno per masturbarmi ma lo faccio di rado
4) Uso siti porno per masturbarmi, lo faccio spesso, ma la cosa non mi condiziona
5) In pratica mi masturbo quasi soltanto guardando siti porno
6) Sono parzialmente dipendente dalla pornografia, ci sto sopra tutto il tempo che posso
7) La pornografia per me è una specie di ossessione, in pratica tutto il mio tempo su internet è dedicato ai siti porno e non riesco a farne a meno
4 Faccio uso della pornografia perché
1) Non posso esprimere liberamente la mia sessualità e la pornografia è in pratica l’unico sfogo sessuale che ho
2) Le occasioni concrete di coinvolgimento sessuale nella vita di tutti i giorni sono poche e la pornografia aiuta a vivere una sessualità almeno virtuale
3) Potrei benissimo farne a meno ma non vedo perché dovrei, dato che c’è e che presa con spirito critico non fa alcun danno
5 A quanti anni hai cominciato a fare uso della pornografia (0 = mai)
6 Quante volte, in percentuale, ti masturbi facendo uso della pornografia? (da 0 a 100)
7 Protagonisti dei porno
1) Preferisco video con un solo ragazzo in scene di nudo in condizioni non sessuali (doccia, spogliatoio, nudismo)
2) Preferisco video con un solo ragazzo che si masturba
3) Preferisco video con due o ragazzi in condizioni non sessuali (doccia, spogliatoio, nudismo)
4) Preferisco video con due ragazzi che si masturbano insieme ma ciascuno per proprio conto
5) Preferisco video con due ragazzi che fanno sesso tra loro
6) Preferisco video con più di due ragazzi in condizioni non sessuali (doccia, spogliatoio, nudismo)
7) Preferisco video con più di due ragazzi coinvolti in rapporti sessuali
8 Tipologia del porno
1) Preferisco video di spy cam con ragazzi (non attori porno) in situazioni reali di nudo non sessuale
2) Preferisco video di spy cam con ragazzi (non attori porno) che si masturbano
3) Preferisco video di spy cam con ragazzi (non attori porno) coinvolti in rapporti sessuali
4) Preferisco video amatoriali di vita collettiva (università, squadre sportive) in cui si creano situazioni sessualmente coinvolgenti ma senza rapporti sessuali.
5) Preferisco video in cui intervengano attori porno in cui ci sia anche una storia e non solo sesso
6) Preferisco video che presentino esclusivamente rapporti sessuali
9 In base che cosa scelgo i porno da 0 a 10
0= solo in base al fatto che i protagonisti sono ragazzi che mi piacciono fisicamente => 10 = solo in base al contenuto del porno cioè a quello che fanno i protagonisti
10 Sei mai andato su un sito porno a pagamento?
1) Mai
2) Una volta sola
3) Da 2 a 5 volte
4) Da 6 a 10 volte
5) Da 11 a 20 volte
6) Ci vado spesso
11 Hai mai acquistato film porno?
1) Mai
2) Una volta sola
3) Da 2 a 5 volte
4) Da 6 a 10 volte
5) Da 11 a 20 volte
6) Ne acquisto spesso
12 Quanti siti porno visi abitualmente?
1) Nessuno
2) Un unico sito porno
3) Da due a cinque
4) Da cinque a dieci
5) Oltre dieci
13 Variabilità delle fantasie masturbatorie
1) Le mie fantasie masturbatorie sono praticamente sempre le stesse
2) Le mie fantasie masturbatorie cambiano poco nel tempo
3) Le mie fantasie masturbatorie sono molto variabili
14 In che misura le tue fantasie masturbatorie sono ispirare dalla pornografia? (scala da 0 = per niente; a 10 = totalmente)
15 Le mie esperienze sessuali
1) Nessuna esperienza sessuale
2) Rare e solo etero
3) Rare sia etero che gay
4) Rare solo gay
5) Frequenti e solo etero
6) Frequenti sia etero che gay
7) Frequenti solo gay
16 Le mie esperienze para-sessuali
1) Ho spiato la nudità di altri ragazzi inconsapevoli
2) Ho fatto in modo che altri ragazzi si trovassero in situazioni sessualmente imbarazzanti
3) Mi capita di trovarmi in situazioni di nudità collettiva (spogliatoi, docce in comune) senza mio coinvolgimento sessuale (senza erezione)
4) Mi capita di trovarmi in situazioni di nudità collettiva (spogliatoi, docce in comune) che mi stimolano sessualmente, mi sento in imbarazzo perché non riesco a controllarmi (erezione)
5) Scherzi pesanti di gruppo a sfondo sessuale subiti (esempio: denudamento forzato in pubblico)
6) Scherzi pesanti di gruppo a sfondo sessuale fatti ad altri (esempio: denudamento forzato in pubblico)
17 Frequenti chat erotiche?
1) Mai
2) Sì qualche volta ma solo per curiosità
3) Mi è capitato qualche volta perché cercavo ragazzi da contattare ma non ho mai contattato nessuno di persona tra quelli che ho conosciuto sulle chat erotiche
4) Mi è capitato qualche volta perché cercavo ragazzi da contattare e poi ho conosciuto di persona alcuni di quei ragazzi.
5) Mi è capitato molte volte perché cercavo ragazzi da contattare ma non ho mai contattato nessuno di persona tra quelli che ho conosciuto sulle chat erotiche
6) Mi è capitato molte volte perché cercavo ragazzi da contattare e poi ho conosciuto di persona molti di quei ragazzi.
7) Frequento regolarmente chat erotiche e conosco così moltissimi ragazzi anche di persona.
18 Frequenti siti di incontri?
1) Mai
2) Sì qualche volta ma solo per curiosità
3) Mi è capitato qualche volta perché cercavo ragazzi da contattare ma non ho mai contattato nessuno di persona tra quelli che ho conosciuto sui siti di incontri
4) Mi è capitato qualche volta perché cercavo ragazzi da contattare e poi ho conosciuto di persona alcuni di quei ragazzi.
5) Mi è capitato molte volte perché cercavo ragazzi da contattare ma non ho mai contattato nessuno di persona tra quelli che ho conosciuto sui siti di incontri
6) Mi è capitato molte volte perché cercavo ragazzi da contattare e poi ho conosciuto di persona molti di quei ragazzi.
7) Frequento regolarmente i siti di incontri e conosco così moltissimi ragazzi anche di persona.
19 Sei mai stato in un locale dichiaratamente gay?
1) Mai
2) Sì qualche volta ma solo per curiosità
3) Mi è capitato qualche volta perché ci vado con amici
4) Mi è capitato qualche volta perché cercavo ragazzi da contattare
5) Mi è capitato molte volte perché ci vado con amici
6) Mi è capitato molte volte perché cercavo ragazzi da contattare
7) Frequento regolarmente i locali gay
20 Se mi innamoro di un ragazzo
1) Evito di masturbarmi
2) Mi masturbo pensando a lui ma dopo ho sensi di colpa
3) Mi masturbo tranquillamente pensando a lui
4) Mi masturbo pensando anche ad altri ragazzi ma dopo ho sensi di colpa perché mi sembra di tradirlo
5) Mi masturbo tranquillamente anche pensando ad altri ragazzi
6) Mi masturbo solo pensando ad altri ragazzi, se lo facessi pesando a lui mi sentirei in colpa
21 Quando mi innamoro di un ragazzo
1) Non vado più sulle chat erotiche e sui siti di incontri
2) Cerco di evitare le chat erotiche e i siti di incontri ma non sempre ci riesco
3) Continuo ad andare sulle chat erotiche e sui siti di incontri
22 Quando sono innamorato di un ragazzo
1) Non ho più bisogno di siti porno per masturbarmi
2) Cerco di non andare nei siti porno per masturbarmi ma qualche volta succede
3) Continuo tranquillamente a masturbarmi guardando siti porno
Il modulo online del sondaggio “Gay e pornografia”, la cui compilazione è totalmente anonima, è accessibile all’indirizzo:
http://spreadsheets.google.com/viewform ... eF9nbmc6MA
Il Data Base contenete tutte le risposte è accessibile a chiunque all’indirizzo:
http://spreadsheets.google.com/pub?key= ... utput=html
Il test è avviato a livello sperimentale. Al più presto saranno aggiunti strumenti adeguati di analisi statistica. Sono graditi suggerimenti per migliorare il servizio.
Riposto qui di seguito il questionario e le risposte previste.
____________
1 La mia età
2 Dichiarato non dichiarato
1) Nessuno sa che sono gay
2) Solo un amico (un’amica) sa che sono gay
3) I miei amici veri sanno che sono gay
4) Sono pubblicamente dichiarato
3 Uso della pornografia
1) Non faccio mai uso di pornografia
2) Qualche volta vado su siti porno ma solo per curiosità
3) Uso siti porno per masturbarmi ma lo faccio di rado
4) Uso siti porno per masturbarmi, lo faccio spesso, ma la cosa non mi condiziona
5) In pratica mi masturbo quasi soltanto guardando siti porno
6) Sono parzialmente dipendente dalla pornografia, ci sto sopra tutto il tempo che posso
7) La pornografia per me è una specie di ossessione, in pratica tutto il mio tempo su internet è dedicato ai siti porno e non riesco a farne a meno
4 Faccio uso della pornografia perché
1) Non posso esprimere liberamente la mia sessualità e la pornografia è in pratica l’unico sfogo sessuale che ho
2) Le occasioni concrete di coinvolgimento sessuale nella vita di tutti i giorni sono poche e la pornografia aiuta a vivere una sessualità almeno virtuale
3) Potrei benissimo farne a meno ma non vedo perché dovrei, dato che c’è e che presa con spirito critico non fa alcun danno
5 A quanti anni hai cominciato a fare uso della pornografia (0 = mai)
6 Quante volte, in percentuale, ti masturbi facendo uso della pornografia? (da 0 a 100)
7 Protagonisti dei porno
1) Preferisco video con un solo ragazzo in scene di nudo in condizioni non sessuali (doccia, spogliatoio, nudismo)
2) Preferisco video con un solo ragazzo che si masturba
3) Preferisco video con due o ragazzi in condizioni non sessuali (doccia, spogliatoio, nudismo)
4) Preferisco video con due ragazzi che si masturbano insieme ma ciascuno per proprio conto
5) Preferisco video con due ragazzi che fanno sesso tra loro
6) Preferisco video con più di due ragazzi in condizioni non sessuali (doccia, spogliatoio, nudismo)
7) Preferisco video con più di due ragazzi coinvolti in rapporti sessuali
8 Tipologia del porno
1) Preferisco video di spy cam con ragazzi (non attori porno) in situazioni reali di nudo non sessuale
2) Preferisco video di spy cam con ragazzi (non attori porno) che si masturbano
3) Preferisco video di spy cam con ragazzi (non attori porno) coinvolti in rapporti sessuali
4) Preferisco video amatoriali di vita collettiva (università, squadre sportive) in cui si creano situazioni sessualmente coinvolgenti ma senza rapporti sessuali.
5) Preferisco video in cui intervengano attori porno in cui ci sia anche una storia e non solo sesso
6) Preferisco video che presentino esclusivamente rapporti sessuali
9 In base che cosa scelgo i porno da 0 a 10
0= solo in base al fatto che i protagonisti sono ragazzi che mi piacciono fisicamente => 10 = solo in base al contenuto del porno cioè a quello che fanno i protagonisti
10 Sei mai andato su un sito porno a pagamento?
1) Mai
2) Una volta sola
3) Da 2 a 5 volte
4) Da 6 a 10 volte
5) Da 11 a 20 volte
6) Ci vado spesso
11 Hai mai acquistato film porno?
1) Mai
2) Una volta sola
3) Da 2 a 5 volte
4) Da 6 a 10 volte
5) Da 11 a 20 volte
6) Ne acquisto spesso
12 Quanti siti porno visi abitualmente?
1) Nessuno
2) Un unico sito porno
3) Da due a cinque
4) Da cinque a dieci
5) Oltre dieci
13 Variabilità delle fantasie masturbatorie
1) Le mie fantasie masturbatorie sono praticamente sempre le stesse
2) Le mie fantasie masturbatorie cambiano poco nel tempo
3) Le mie fantasie masturbatorie sono molto variabili
14 In che misura le tue fantasie masturbatorie sono ispirare dalla pornografia? (scala da 0 = per niente; a 10 = totalmente)
15 Le mie esperienze sessuali
1) Nessuna esperienza sessuale
2) Rare e solo etero
3) Rare sia etero che gay
4) Rare solo gay
5) Frequenti e solo etero
6) Frequenti sia etero che gay
7) Frequenti solo gay
16 Le mie esperienze para-sessuali
1) Ho spiato la nudità di altri ragazzi inconsapevoli
2) Ho fatto in modo che altri ragazzi si trovassero in situazioni sessualmente imbarazzanti
3) Mi capita di trovarmi in situazioni di nudità collettiva (spogliatoi, docce in comune) senza mio coinvolgimento sessuale (senza erezione)
4) Mi capita di trovarmi in situazioni di nudità collettiva (spogliatoi, docce in comune) che mi stimolano sessualmente, mi sento in imbarazzo perché non riesco a controllarmi (erezione)
5) Scherzi pesanti di gruppo a sfondo sessuale subiti (esempio: denudamento forzato in pubblico)
6) Scherzi pesanti di gruppo a sfondo sessuale fatti ad altri (esempio: denudamento forzato in pubblico)
17 Frequenti chat erotiche?
1) Mai
2) Sì qualche volta ma solo per curiosità
3) Mi è capitato qualche volta perché cercavo ragazzi da contattare ma non ho mai contattato nessuno di persona tra quelli che ho conosciuto sulle chat erotiche
4) Mi è capitato qualche volta perché cercavo ragazzi da contattare e poi ho conosciuto di persona alcuni di quei ragazzi.
5) Mi è capitato molte volte perché cercavo ragazzi da contattare ma non ho mai contattato nessuno di persona tra quelli che ho conosciuto sulle chat erotiche
6) Mi è capitato molte volte perché cercavo ragazzi da contattare e poi ho conosciuto di persona molti di quei ragazzi.
7) Frequento regolarmente chat erotiche e conosco così moltissimi ragazzi anche di persona.
18 Frequenti siti di incontri?
1) Mai
2) Sì qualche volta ma solo per curiosità
3) Mi è capitato qualche volta perché cercavo ragazzi da contattare ma non ho mai contattato nessuno di persona tra quelli che ho conosciuto sui siti di incontri
4) Mi è capitato qualche volta perché cercavo ragazzi da contattare e poi ho conosciuto di persona alcuni di quei ragazzi.
5) Mi è capitato molte volte perché cercavo ragazzi da contattare ma non ho mai contattato nessuno di persona tra quelli che ho conosciuto sui siti di incontri
6) Mi è capitato molte volte perché cercavo ragazzi da contattare e poi ho conosciuto di persona molti di quei ragazzi.
7) Frequento regolarmente i siti di incontri e conosco così moltissimi ragazzi anche di persona.
19 Sei mai stato in un locale dichiaratamente gay?
1) Mai
2) Sì qualche volta ma solo per curiosità
3) Mi è capitato qualche volta perché ci vado con amici
4) Mi è capitato qualche volta perché cercavo ragazzi da contattare
5) Mi è capitato molte volte perché ci vado con amici
6) Mi è capitato molte volte perché cercavo ragazzi da contattare
7) Frequento regolarmente i locali gay
20 Se mi innamoro di un ragazzo
1) Evito di masturbarmi
2) Mi masturbo pensando a lui ma dopo ho sensi di colpa
3) Mi masturbo tranquillamente pensando a lui
4) Mi masturbo pensando anche ad altri ragazzi ma dopo ho sensi di colpa perché mi sembra di tradirlo
5) Mi masturbo tranquillamente anche pensando ad altri ragazzi
6) Mi masturbo solo pensando ad altri ragazzi, se lo facessi pesando a lui mi sentirei in colpa
21 Quando mi innamoro di un ragazzo
1) Non vado più sulle chat erotiche e sui siti di incontri
2) Cerco di evitare le chat erotiche e i siti di incontri ma non sempre ci riesco
3) Continuo ad andare sulle chat erotiche e sui siti di incontri
22 Quando sono innamorato di un ragazzo
1) Non ho più bisogno di siti porno per masturbarmi
2) Cerco di non andare nei siti porno per masturbarmi ma qualche volta succede
3) Continuo tranquillamente a masturbarmi guardando siti porno
mercoledì 17 marzo 2010
MASTURBAZIONE GAY TRA INNAMORAMENTO E PORNOGRAFIA
Questo lungo post contiene uno scambio di mail tra me e un ragazzo, uno studente 22enne, sui temi della sessualità gay. Il mio interlocutore mi ha autorizzato a pubblicare i testi in forma anonima (Marco è un nome fittizio), cosa che faccio di buon grado, perché si tratta di uno scambio epistolare serissimo che ha aiutato anche me a riflettere su molti aspetti della sessualità gay.
Da Marco a Project - Sabato, 6 Mar 2010 22:16:55 +0100
Ciao Project, non ti sento da un po’ ... tutto bene?
Volevo sapere se le considerazioni che ti ho espresso sul tuo lavoro ti fossero state d'aiuto o meno.
Ho visto sul sito che hai risposto ad un ragazzo di 20 anni circa che non sapeva se fosse etero o gay.
Non ho potuto fare a meno di notare, nuovamente rinnovato in questo caso, la tua forte dedizione alla considerazione dell'elemento sessuale masturbatorio come componente essenziale dell'autoidentificazione del sé come gay ... E, te lo dico sinceramente ... mi sono sentito male.
Ho visto sul sito che hai risposto ad un ragazzo di 20 anni circa che non sapeva se fosse etero o gay.
Non ho potuto fare a meno di notare, nuovamente rinnovato in questo caso, la tua forte dedizione alla considerazione dell'elemento sessuale masturbatorio come componente essenziale dell'autoidentificazione del sé come gay ... E, te lo dico sinceramente ... mi sono sentito male.
Mi sono sentito male perché per un attimo ho avuto come l'impressione che tu potessi avere qualche remora nel rispondermi (visto che ormai è da un bel po’ che non ti fai vivo) proprio per il fatto che io, quasi all'inverso del tuo pensiero, riponessi la mia attenzione sull'aspetto affettivo delle cose più che su quello sessuale (che invece mi pare d'aver capito sia il perno stesso sul quale si basa la tua idea di orientamento sessuale) ...
Per favore, dimmi che ho pensato male. Io ci tengo molto a poter costruire insieme a te, ed a chiunque altro voglia unirsi alle mie ed alle nostre forze, un posto per le persone da poter chiamare "casa". In verità ti dico che faccio questo per buona parte perché io stesso mi sento non appartenere a niente in questo mondo per me vuoto di affetti.
Se non appartengo a nessuna realtà, a nessuna persona, ed in più non ho neppure modo di aiutare gli altri a sentirsi parte di qualcosa di buono (ad avere una "casa" nella quale tornare), io mi sento ancora più perso, debole, triste.
Non so se riesci a capire quello che intendo dire. E un po’ di tutto questo discorso io mi sento colpevole di agire in modo così "nobile" solo ed esclusivamente per la salvezza della mia anima. Ma sono un essere umano limitato almeno quanto tutti gli altri uomini che calpestano questa terra. Vivo per il mio desiderio di vivere e la mia felicità, prim'ancora di quella degli altri. Sono inquieto, ho veramente paura di quello che mi potrà accadere in futuro.
Ho paura di perdere anche quel poco di affetti che ho.
Se non appartengo a nessuna realtà, a nessuna persona, ed in più non ho neppure modo di aiutare gli altri a sentirsi parte di qualcosa di buono (ad avere una "casa" nella quale tornare), io mi sento ancora più perso, debole, triste.
Non so se riesci a capire quello che intendo dire. E un po’ di tutto questo discorso io mi sento colpevole di agire in modo così "nobile" solo ed esclusivamente per la salvezza della mia anima. Ma sono un essere umano limitato almeno quanto tutti gli altri uomini che calpestano questa terra. Vivo per il mio desiderio di vivere e la mia felicità, prim'ancora di quella degli altri. Sono inquieto, ho veramente paura di quello che mi potrà accadere in futuro.
Ho paura di perdere anche quel poco di affetti che ho.
Ho paura di non riuscire a sostenere economicamente la mia famiglia ora che ce n’è bisogno. Ho paura che non riuscirò mai ad essere felice insieme a nessun ragazzo (neanche a livello di profonda amicizia). Ho paura delle lacrime che mi stanno rigando il volto adesso, paura di tutti gli orrori e debolezze che mi nascondono.
Perdonami per queste lunghe lamentele, ma ho bisogno di sfogarmi con qualcuno e tu sei l'unico col quale posso liberamente parlare di queste cose. Perdonami se ti usando così. Non volevo scriverti tutte queste cose, ma alla fine non ce l'ho fatta a trattenermi ed a dirti le cose come stanno in maniera chiara e tonda.
Ciao Project, ti prego rispondimi. Anche se tu fossi arrabbiato con me per qualsiasi cosa, perché ti sono sembrato freddo e supponente nei miei discorsi tecnici, o per qualsiasi altra cosa ancora, ti prego rispondimi. Da solo non ce la faccio davvero a sopportare tutto questo peso sulle mie spalle. Ti prego.
Marco
Da Project a Marco - Domenica, 7 Mar 2010 08:54:50 +0100
Ciao Marco,
non sono affatto arrabbiato con te e mi piacerebbe eccome continuare a lavorare con te sui test del progetto, è solo che adesso sono subissato di lavoro, ho una marea tale di cose da fare che non riesco nemmeno ad avviarle e ho delle scadenze prossime e non procrastinabili. La mail che ho pubblicato non è di questi giorni ma di quando avevo tempo di dedicarmi a queste cose. E vorrei tanto averne ancora. Quando alla questione del apporto tra masturbazione e affettività, francamente, non vedo perché le due cose non debbano andare d’accordo. Sessualità fisica e affettività non sono cose distinte, la masturbazione è un modo di vivere un’affettività forte di coppia quando non è possibile viverla realmente. Quando un ragazzo si innamora di un altro ragazzo comincia a masturbarsi pensando a quel ragazzo, il che però ha esattamente il valore di un profondissimo desiderio di intimità con quel ragazzo. E’ ovvio che una sessualità senza sentimenti non ha senso e non può risultare gratificante, tipico il caso del sesso fatto con sconosciuti che non si rivedranno più, ma la masturbazione dedicata ad un ragazzo che si ama è un segno di coinvolgimento profondo, sessuale e affettivo insieme, verso quel ragazzo. Non penso affatto che tu sbagli a fondare le cose sulla dimensione affettiva, penso piuttosto che la masturbazione sia l’espressione di una pulsione profonda, affettiva e sessuale insieme verso un altro ragazzo, in qualche modo sia un’affettività concreta che si esprime anche a livello genitale. Francamente non credo che quello che dici tu sia sostanzialmente diverso da quello che dico io.
Mi dispiace molto invece di leggere l’ultima parte della tua mail, perché ti vedo molto scoraggiato e non vorrei affatto che accadesse. Non sono sparito e non ho nessuna intenzione di sparire ma mi sento schiacciato dalla mole enorme di lavoro che devo fare e che non posso rinviare. Cercherò di essere più presente ma, te lo ripeto, non ho nessuna intenzione di defilarmi.
Un abraccio fortissimo e coraggio! Che si deve andare avanti!
A presto Marco
Project
Da Marco a Project - Lunedì, 8 Mar 2010 00:11:58 +0100
Ciao, e scusami per lo scoraggiamento che ti ho espresso nella mail. E' solo che ultimamente mi stanno accadendo tutte insieme tante cose brutte e sento che spesso mi manca la forza interiore per far fronte a tutto il caos della mia vita. Mi dispiace sinceramente di averti fatto sentire il peso delle mie lacrime, ma purtroppo non ce la facevo più e mi sono sentito nel bisogno di dovermi sfogare con qualcuno che poteva comprendermi. Perdonami davvero, non volevo neppure apparire così debole ai tuoi occhi, perché vorrei essere molto più forte di adesso per poter affrontare non solo i miei problemi ma anche quelli degli altri (o almeno questo è quello che vorrei). Se tu per caso dovessi avere bisogno di qualsiasi aiuto da parte mia, o anche solo volessi sfogarti con qualcuno puoi tranquillamente parlare con me perché io ci sono ad ascoltarti. Almeno questo è giusto che sia chiaro, perché è questo quello che io desidero veramente. E' una cosa che va al di là del fatto di darti una mano per "senso del dovere".
Per quanto invece riguarda il discorso masturbazione devo dirti che sono d'accordo con te col fatto che masturbarsi pensando ad un altro ragazzo è segno di voler diventare più intimi con quel ragazzo, voler amare quel ragazzo. D'altra parte percepisco però che qualcosa è sbagliato in questa stessa affermazione. E' una percezione quella che sento, non è una sorta di certezza di cui sono convinto, però proverò comunque a cercare di spiegarmi . . .
. . . è indubbiamente certo che un ragazzo che ama un altro ragazzo possa riversare nella masturbazione affetto verso il ragazzo amato. Ma, oltre al fatto che penso che il masturbarsi è derivazione dell'affetto, non mai l'affetto derivazione della masturbazione, voglio esporti quella che è la mia sensazione personale: non riuscirei mai a masturbarmi pensando al ragazzo che amo, perché sento che lo renderei "sporco", o comunque mi sembrerebbe di sminuire l'affetto e la stima che ho per lui immaginandomelo in situazioni sessualmente eccitanti. E' come se io ponessi un qualche muro divisorio che impedisca alla sessualità di toccare le cose che amo, perché le deifico e non voglio che "perdano valore" ridotte ad una fantasia sessuale atta al mio semplice appagamento fisico.
Allo stesso tempo vedo l'idea del sesso fatto tra persone che si amano come qualcosa di giusto e bello, e permetto che dal sentimento ci sia il passaggio successivo alla sessualità fra le due persone (e non vissuta tra me e me tramite la sola masturbazione, come del resto ho detto prima).
Non riesco a descriverti meglio di così le mie sensazioni, ma penso che siano già abbastanza comprensibili. Cosa ne pensi? a) sono solo fisse mie; b) c'è del vero nel mio discorso; oppure c) sono ad un qualche stadio di rifiuto della sessualità o giù di lì; d) altro?
Non so come è la realtà vissuta dagli altri ragazzi gay, o meglio mi sto facendo sempre più qualche vaga idea al riguardo. E sulla base delle idee che mi sono fatto oserei dire che ci sono ragazzi che tranquillamente si masturbano pensando a chi gli piace, in piena consapevolezza di tutte le sensazioni che si provano al masturbarsi pensando alla persona amata. [è così che agiscono o sbaglio?]
Per me il sesso è solo un'estensione dell'affetto che provo per una persona, non è assolutamente necessario che ci sia, ed è in virtù di ciò che mi sembra di deflorare la purezza dell'immagine della persona che amo immaginandomela in situazioni erotiche non necessarie per convincermi del'integrità dell'affetto che nutro per quella persona, ma io considero anche egoisticamente fine a sé stessa l'dea di ridurre alla mia mercé un altro ragazzo (nelle fantasie erotiche ovviamente) per raggiungere l'orgasmo.
Non lo so, tu che ne pensi? Sono il solo a pensarla così o sono in molti i ragazzi che la pensano come me? Se fossimo in molti a pensarla così, quale fondo di verità di cui fare tesoro si potrebbe trovare nel nostro pensiero? O forse la conclusione di tutto questo è solo che sono una persona dalla sessualità frigida? [anche se così non mi reputo per varie ragioni che non sto qui ad elencare]
Attendo una tua risposta [magari in settimana . . . no, non per farti fretta ovvio. Semplicemente perché mi piacerebbe sentire il tuo parere il prima possibile per poterci poi ragionare su e *credo* che una settimana possa bastarti per pensare a tua volta cosa dirmi e trovare il tempo per dirmelo, o sbaglio?][mi piacerebbe inoltre sapere cosa ne pensi di quel che ti ho detto nella mia mail riguardante il tuo futuro test sulla sessualità: sia che tu abbia critiche, sia che tu condivida appieno quel che ti ho detto ... sempre nei limiti delle tue possibilità di tempo ed energie che ci puoi spendere, ovviamente]
Ciao ancora e grazie davvero per le amorevoli attenzioni che mi concedi. Spero per te che i problemi di lavoro non finiscano col toglierti il respiro. Vorrei davvero esserti più vicino di così.
A presto
Marco
Da Project a Marco - Martedì, 9 Mar 2010 06:55:46 +0100
Ciao Marco,
prima di tutto non devi scusarti di nulla, tra noi le formalità non servono, mi dispiace sentirti giù di tono e vorrei sentirti in un altro modo. Non solo non mi crei problemi ma alla fine questo scambio di mail è un po’ un momento di pausa in mezzo alle assurdità della vita sociale e del lavoro, una dimensione rara in cui si può essere quello che si è e si può dire quello che si pensa. Anche per me queste mail hanno la dimensione della valvola di sfogo e sono cose che vivo come dei momenti positivi ai quali mi piacerebbe poter dedicare più tempo.
Ma veniamo alla questione masturbazione. Sembra assurdo, ma ancora nel XXI secolo ci sono in proposito dei pregiudizi molto radicati e condizionanti. La sessualità fisica ancora oggi non solo non è vissuta in modo sereno ma è caricata di molte valenze mitiche ed è condizionata da molti tabù. È l’eredita di secoli di cultura cattolica, di condanne e di repressione. C’è poco da fare, il pregiudizio resta. Einstein diceva che è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio! La distinzione affettività/sesso ripete la distinzione anima/corpo: tutto ciò che è nobile viene dall’anima, e quindi dall’affettività, tutto ciò che è “sporco” viene dal corpo e quindi dal sesso. Se ne deduce che la sessualità non per fini procreativi è “sporca” e che un interesse affettivo nobilita la persona che si ama, mentre un interesse sessuale la degrada. In realtà, la distinzione dell’uomo in anima e corpo non ha senso, si tratta di una unità inscindibile e così non ha senso la scissione tra affettività e sessualità. Al di là delle divisioni ereditare da una cultura bipolare (bene/male, amina/corpo) esiste una dimensione unitaria cui bisognerebbe dare il giusto valore. Siamo d’accordo circa il fatto che non abbia senso pensare ad una sessualità anaffettiva che è sostanzialmente dissociata e introduce una spaccatura tra affettività e sessualità, ma allo stesso modo non ha senso un’affettività desessualizzata. Quando un ragazzo si innamora di un altro ragazzo, se tra i due non c’è e non ci può essere alcun contatto fisico (tipico il caso dei rapporti gay-etero), non per questo il rapporto è desessualizzato. Certamente non lo è da parte del gay, ma, se si intende come sessualità una forma di gradevolezza fisica piuttosto che di sola reazione genitale, un qualche coinvolgimento sessuale esiste anche da parte etero, vedi tutte le forme di cameratismo, che non sono lette in chiave sessuale ma di amicizia ma che probabilmente hanno a che vedere con la sessualità molto più di quanto non si creda. Quindi possiamo parlare di rapporti che non hanno manifestazioni sessuali evidenti, ma non certo rapporti che non coinvolgono la sessualità che è una realtà ubiquitaria che accompagna la vita di un individuo in tutte le sue manifestazioni.
Tanto premesso, se facendo un’operazione mentale mettiamo per un attimo tra parentesi i preconcetti sulla sessualità fisica, non esiste alcuna ragione per attribuirle un valore negativo capace di contaminare e di distruggere. La sessualità fisica è una delle manifestazioni dell’affettività che non deve essere demonizzata. C’è ancora l’idea che il sacrificio è buono mentre il piacere è cattivo, cosa priva di senso. Aggiungo che la sessualità troppo spesso viene repressa in tutte le sue forme e, quanto alla masturbazione, resiste l’idea che si tratti di una forma di sessualità non affettiva o non di coppia ma quasi dedicata al solo piacere individuale ed egoistico. Questi concetti non hanno in realtà alcun fondamento. Nella masturbazione si tende proprio a creare mentalmente e fisicamente quel contato che nella realtà non è possibile creare. Si tratta certamente di un’attività che coinvolge in modo essenziale l’immagine di un’altra persona, che prefigura un rapporto di coppia o addirittura tende a riviverlo in una forma meno astratta del puro ricordo. La masturbazione non sporca nessuno ed è anzi il segno di un interessamento profondo. Non potrai negare che quando un ragazzo si masturba pensando ad un altro alla base c’è un rapporto affettivo forte, cioè c’è un sogno d’amore (e di sessualità) che non è riducibile al puro sfogo fisico.
Marco, non voglio aggiungere altro. Cerca di stare sereno, te lo dico di cuore anche se capisco che è difficile. Un abbraccio.
Project
Da Marco a Project - Martedì, 9 Mar 2010 16:34:40 +0100
Ciao Project,
primissima cosa prima che me la dimentichi: ho notato che mi stai scrivendo con lo stesso carattere ad eguale grandezza . . . non è necessario se non ti piace. Non è che ho problemi di vista o altro è solo che gradisco maggiormente una scrittura più corposa, in specie se le mail che scrivo o leggo sono particolarmente articolate.
Detto questo ti ringrazio di avermi ricordato del bisogno profondamente affettivo che la sessualità sublima, anche attraverso la masturbazione pensando a colui che si ama. Non avendo avuto molte esperienze di vita in generale dimentico facilmente che sessualità è sopratutto questo. Come giustamente dici tu non è vero che il sacrificio non può che essere cosa buona ed il piacere al contrario malvagia. Però volevo anche metterti al corrente del fatto che la mia difficoltà nel masturbarmi in tal senso non deriva da una formazione religiosa [la mia religiosità non si immischia nella mia sessualità], bensì da una mia considerazione di valore che per sommi capi dice "non desidero mischiare l'aspetto fisico a quello spirituale per il semplice fatto che voglio pensare a quella persona per ciò che di lei amo realmente, cioè la sua anima. Il suo corpo mi attrae, è vero, ma io mi sono innamorato del suo spirito che per me vale molto di più e non voglio distogliere l'attenzione dall'animo per guardare una bellezza (fisica) che è per natura inferiore alla prima bellezza"
Ora, immagino facilmente che tu avrai da ribadirmi che affettività senza sessualizzazione è un qualche cosa di tronco … e sicuramente la realtà sta esattamente come dici tu. Però mi è venuto in mente un aneddoto che considero molto più convincente della mia stessa versione per spiegarmi chiaramente: hai mai letto (o meglio ti ricordi ancora qualcosa) della Divina Commedia? E' successo un fatto molto strano nel grande libro di Dante Alighieri, che io non sono mai riuscito a spiegarmi, a dargli un senso, una dimensione di giustizia vera ed inconfutabile. Mi sto riferendo al viaggio di Dante nel girone dei lussuriosi . . . come tutti sappiamo quivi dimorano le anime di Paolo e Francesca . . . ed io non ho mai capito il perché. Mi chiesi perché. Loro si amavano di un amore puro e degno di esistere . . . ma allora perché? Neanche i miei insegnanti ruscirono mai a darmi una spiegazione valida al riguardo. E' pur vero che si macchiarono dell’assassinio del marito di lei, ma quell'uomo era un individuo orribile e comunque le loro anime al limite dovevano finire tra gli omicidi, no? No, stando a quel che ci dice Dante. Neppure adesso riesco a comprenderne il perché, è vero, però mi è capitato qualche anno fa di vedere la lettura di quel passo da parte di Roberto Benigni ed una cosa mi fece capire lui stesso: che non bisogna guardare alla bellezza del corpo, ma a quella dell'anima, la sola autentica ed eterna. Se si rimane a guardare estasiati per troppo tempo le cose effimere (qui la bellezza del corpo), si finisce col perdere di vista la vera bellezza che si cela dentro a tutte le cose: essere troppo materialisti porta a non essere capaci di riflettere sopra alla bellezza e rarità di un arcobaleno (esempio realmente accaduto), a non guardare al di là di come appaiono le cose (esempio vero: una persona fisicamente brutta è per noi brutta, punto). Se non affiniamo la nostra anima guardando alla vera anima delle cose, quella persona rimarrà per noi sempre una brutta persona, nonostante magari sia la persona più dolce del mondo . . . ed anche nel caso in cui noi sappiamo che quella persona è una persona dolce, noi ci fermiamo comunque a tenere conto per quanto riguarda il discorso bellezza solo ed esclusivamente dell'aspetto fisico. Ti sembrerà impossibile forse, ma questa è la realtà dei fatti: conosco personalmente individui che ragionano su questi canoni. Costoro che non hanno la benché minima idea di cosa sia la bellezza.
Ah, inoltre aggiungo una cosa che mi è realmente successa: c'è stato un periodo in cui ero costantemente attratto dalla corporeità dei ragazzi . . . ed ho immancabilmente finito con non essere più in grado di sentire tutte quelle belle cose che la vita mi offriva. Tutte occasioni perse. Tutte possibilità di crescita come persona, essere umano dotato di una valido livello di umanità, inesorabilmente perdute. Comprendi quello che dico? Sia chiaro che non sto dicendo che la sessualità è cosa "sporca" [nonostante il fatto che avevo erroneamente introdotto quel concetto nella mia mail precedente], bensì che io sono un tipo che forse dà anche fin troppa importanza all'affetto riducendo al limite l'aspetto sessuale.
primissima cosa prima che me la dimentichi: ho notato che mi stai scrivendo con lo stesso carattere ad eguale grandezza . . . non è necessario se non ti piace. Non è che ho problemi di vista o altro è solo che gradisco maggiormente una scrittura più corposa, in specie se le mail che scrivo o leggo sono particolarmente articolate.
Detto questo ti ringrazio di avermi ricordato del bisogno profondamente affettivo che la sessualità sublima, anche attraverso la masturbazione pensando a colui che si ama. Non avendo avuto molte esperienze di vita in generale dimentico facilmente che sessualità è sopratutto questo. Come giustamente dici tu non è vero che il sacrificio non può che essere cosa buona ed il piacere al contrario malvagia. Però volevo anche metterti al corrente del fatto che la mia difficoltà nel masturbarmi in tal senso non deriva da una formazione religiosa [la mia religiosità non si immischia nella mia sessualità], bensì da una mia considerazione di valore che per sommi capi dice "non desidero mischiare l'aspetto fisico a quello spirituale per il semplice fatto che voglio pensare a quella persona per ciò che di lei amo realmente, cioè la sua anima. Il suo corpo mi attrae, è vero, ma io mi sono innamorato del suo spirito che per me vale molto di più e non voglio distogliere l'attenzione dall'animo per guardare una bellezza (fisica) che è per natura inferiore alla prima bellezza"
Ora, immagino facilmente che tu avrai da ribadirmi che affettività senza sessualizzazione è un qualche cosa di tronco … e sicuramente la realtà sta esattamente come dici tu. Però mi è venuto in mente un aneddoto che considero molto più convincente della mia stessa versione per spiegarmi chiaramente: hai mai letto (o meglio ti ricordi ancora qualcosa) della Divina Commedia? E' successo un fatto molto strano nel grande libro di Dante Alighieri, che io non sono mai riuscito a spiegarmi, a dargli un senso, una dimensione di giustizia vera ed inconfutabile. Mi sto riferendo al viaggio di Dante nel girone dei lussuriosi . . . come tutti sappiamo quivi dimorano le anime di Paolo e Francesca . . . ed io non ho mai capito il perché. Mi chiesi perché. Loro si amavano di un amore puro e degno di esistere . . . ma allora perché? Neanche i miei insegnanti ruscirono mai a darmi una spiegazione valida al riguardo. E' pur vero che si macchiarono dell’assassinio del marito di lei, ma quell'uomo era un individuo orribile e comunque le loro anime al limite dovevano finire tra gli omicidi, no? No, stando a quel che ci dice Dante. Neppure adesso riesco a comprenderne il perché, è vero, però mi è capitato qualche anno fa di vedere la lettura di quel passo da parte di Roberto Benigni ed una cosa mi fece capire lui stesso: che non bisogna guardare alla bellezza del corpo, ma a quella dell'anima, la sola autentica ed eterna. Se si rimane a guardare estasiati per troppo tempo le cose effimere (qui la bellezza del corpo), si finisce col perdere di vista la vera bellezza che si cela dentro a tutte le cose: essere troppo materialisti porta a non essere capaci di riflettere sopra alla bellezza e rarità di un arcobaleno (esempio realmente accaduto), a non guardare al di là di come appaiono le cose (esempio vero: una persona fisicamente brutta è per noi brutta, punto). Se non affiniamo la nostra anima guardando alla vera anima delle cose, quella persona rimarrà per noi sempre una brutta persona, nonostante magari sia la persona più dolce del mondo . . . ed anche nel caso in cui noi sappiamo che quella persona è una persona dolce, noi ci fermiamo comunque a tenere conto per quanto riguarda il discorso bellezza solo ed esclusivamente dell'aspetto fisico. Ti sembrerà impossibile forse, ma questa è la realtà dei fatti: conosco personalmente individui che ragionano su questi canoni. Costoro che non hanno la benché minima idea di cosa sia la bellezza.
Ah, inoltre aggiungo una cosa che mi è realmente successa: c'è stato un periodo in cui ero costantemente attratto dalla corporeità dei ragazzi . . . ed ho immancabilmente finito con non essere più in grado di sentire tutte quelle belle cose che la vita mi offriva. Tutte occasioni perse. Tutte possibilità di crescita come persona, essere umano dotato di una valido livello di umanità, inesorabilmente perdute. Comprendi quello che dico? Sia chiaro che non sto dicendo che la sessualità è cosa "sporca" [nonostante il fatto che avevo erroneamente introdotto quel concetto nella mia mail precedente], bensì che io sono un tipo che forse dà anche fin troppa importanza all'affetto riducendo al limite l'aspetto sessuale.
Più precisamente mi masturbo facilmente sulla pornografia che trovo online, ma non sulle persone da cui sono attratto: è ovvio che verso le pornostar non provo affettività e quindi non ho alcun problema a masturbarmi utilizzando il supporto che mi danno.
In conclusione del discorso probabilmente sono leggermente sessualmente deviato (nel senso che non rientro nella norma e che la mia anormalità ha anche un qualche fondo di difficile relazionalità tra me ed il sesso)
Chiudo il discorso lasciandolo aperto ad ogni e qualsiasi tua considerazione in merito che è sempre ben gradita.
Speriamo di risentirci presto e tutt'e due messi meglio con i nostri problemi personali.
Chiudo il discorso lasciandolo aperto ad ogni e qualsiasi tua considerazione in merito che è sempre ben gradita.
Speriamo di risentirci presto e tutt'e due messi meglio con i nostri problemi personali.
Ciao ancora, ci si risente.
Marco
Da Project a Marco - Martedì, 9 Mar 2010 18:09:14 +0100
Ciao Marco,
beh, non ti nascondo che nel leggere la tua mail ho pensato molto ad una forma di sublimazione della sessualità. La sottolineatura della distanza tra lo spirituale e il fisico e l’idea della masturbazione sulla pornografia ma non sui ragazzi da cui sei attratto, anche se non derivano immediatamente da un’educazione religiosa risentono inevitabilmente di quel clima di cui ancora ci sono tracce pesanti anche negli ambienti in cui meno ci si aspetterebbe di trovarle. Hai attenuato le espressioni, nel senso che non parli più di sporcare ma di far perdere di vista gli aspetti spirituali, ma la sostanza sembra la stessa. Fa riflettere il fatto che dici tu stesso che quando ti sei soffermato di più sulla corporeità dei ragazzi hai perso delle occasioni. Francamente non capisco perché un’attrazione fisica debba finire per allontanare dal contatto affettivo-spirituale con un ragazzo. Come puoi leggere in molte parti del forum, non sono pochi i ragazzi che usano la parola sporcare quando si masturbano pensando ad un ragazzo, e anzi quanto più quel ragazzo è per loro importante tanto più vivono con sensi di colpa il fatto che si masturbano pensando a quel ragazzo. Anche se la cosa mi appare a prima vista come un portato di una forma di educazione repressiva, non posso negare che questo meccanismo non è affatto raro. In fondo la pornografia è una cosa molto più neutra e molto meno coinvolgente ma mi chiedo se per questa via non si finisce per togliere del tutto alla masturbazione quella dimensione affettiva che dovrebbe pure avere. Non capisco perché la sessualità fisica non possa essere un veicolo di affettività. In fondo l’uso della pornografia svilisce la masturbazione perché la stacca dalla vita reale e contribuisce a creare dei modelli di sessualità del tutto avulsi dall’esperienza e sostanzialmente privi di affettività. Quando poi si arriva alla vita di coppia emergono i problemi connessi proprio alla divisione tra affettività e sessualità. Vivere una vita di coppia tra due ragazzi significa vivere in modo perfettamente integrato affettività e sessualità. Un ragazzo ha bisogno di una sessualità affettiva e se è abituato ad una masturbazione non affettiva può creare difficoltà nell’altro ragazzo. È evidente che ci possono essere molte situazioni in cui non ci può essere uno sbocco sessuale e lì forse la sublimazione della sessualità fisica e la relegazione della masturbazione ad attività puramente tecnica sulla base della pornografia potrebbero avere una seria ragion d’essere, proprio per il fatto che affettività e sessualità in quelle situazioni devono rimanere distinte.
Una sessualità formata su una masturbazione dipendente dalla pornografia ha però un altro aspetto che può creare difficoltà: impedisce lo sviluppo di una sessualità spontanea, cioè non condizionata da modelli. Siccome nella vita di coppia la soddisfazione sessuale è legata proprio al fatto che si riesca a realizzare in maggiore o minore misura le fantasie già vissute nella masturbazione, si rileva che i ragazzi che hanno sviluppato una sessualità spontanea non condizionata dalla pornografia in genere vivono la sessualità di coppia con livelli di soddisfazione decisamente più alti, proprio in ragione della loro spontaneità. Tra ragazzi cresciuti sulla pornografia e ragazzi che non ne hanno fatto sostanzialmente uso gli archetipi sessuali sono piuttosto diversi e questo comporta che l’incompatibilità di coppia tra un ragazzo cresciuto sulla pornografia e uno estraneo alla pornografia è decisamente più marcata. Riflettendo più attentamente sulla sublimazione e sulla separazione tra affettività e sessualità arrivo alla conclusione che, siccome si tratta di fenomeni reali e piuttosto comuni, devono pure esserci delle motivazioni molto serie che alla fine rendono una scelta del genere preferibile almeno in determinate circostanze. Francamente sono portato a pensare che sia l’impossibilità concreta di vivere la sessualità fisica in modo spontaneo e libero da tabù a portare alla sublimazione che in sostanza deriverebbe da una necessità di non sognare cose che non sarebbe comunque possibile ottenere. Probabilmente le cose sono più complesse e meriterebbero un’analisi più seria anche da altri punti di vista.
Marco, non ti avvilire mai. La tua mail mi è stata gradita e ti ho risposto subito perché ho trovato il tempo di farlo e soprattutto perché mi faceva piacere farlo. Un abbraccio.
Project
Da Marco a Project - Sabato, 13 Mar 2010 00:45:35 +0100
Ciao Project,
scusami se mi faccio sentire solo ora, spero che non ti sia preoccupato per me o quant'altro . . . Comunque ho riflettuto un po’ sul discorso masturbazione / sublimazione / affettività / sessualità. Intanto rispondo alla tua affermazione " Fa riflettere il fatto che dici tu stesso che quando ti sei soffermato di più sulla corporeità dei ragazzi hai perso delle occasioni. Francamente non capisco perché un’attrazione fisica debba finire per allontanare dal contatto affettivo-spirituale con un ragazzo". Forse non sono stato molto chiaro, ma non intendevo dire con la frase "ho perso occasioni" che ho allontanato un qualche "contatto affettivo-spirituale con un ragazzo". Le occasioni che ho perso sono quelle che spiego dopo il punto, e cioè avevo perso la capacità di dare valore alle cose belle che abbiamo/stanno-attorno. Non ero più in grado di comprendere la loro bellezza perché ero completamente preso da qualcosa che mi toglieva il tempo ed il desiderio di percepire la presenza del resto del mondo attorno a me.
Ma aldilà di questo volevo aggiungere un punto al tuo discorso sulla divisione sessualità affettività. Volevo dirti che penso che sicuramente come dici tu si dovrebbe fare un'indagine più approfondita per scoprire la natura di questo fenomeno psichico (sopratutto perché credo proprio che questa "scelta" che fanno molti ragazzi non sia una soltanto ma vari da ragazzo a ragazzo). Inoltre riflettendo sulle cose che mi hai scritto mi sento in dovere di dire la mia: in tutta onestà io sono partito male introducendo il concetto di "peccato" nell'ambito della masturbazione affettiva ... perché in realtà è una cosa più ampia quella che sento, e cioè sento che un ragazzo può trovarsi in difficoltà di fronte a questa particolare masturbazione non esattamente perché "sporca" l'altro. In realtà è che non si riesce spontaneamente a masturbarsi pensando alla persona amata in quanto l'affetto che si prova verso l'altro ragazzo affonda le sue origini in un interesse genuino rivolto verso la personalità dell'altra persona. In altre parole "io ho costruito un rapporto speciale con quel ragazzo fatto di amicizia, fiducia ed affetto e mi sono reso conto di provare amore per lui. Voglio vivere tutte le emozioni che provo per lui. Il mio cuore lo ama perdutamente, perdutamente desidera amarlo e continuare ad amarlo indefinitamente." Amare perdutamente è un azione che implica non solo il continuo amare, ma anche il desiderare di amare sopra ogni altra cosa. Questo amore è tiranno, nel senso che reclama per sé tutto lo spazio affettivo nella mente del ragazzo, e questo in virtù del fatto che provare affetto per l'altro prende qui la connotazione di massima realizzazione del proprio appagamento affettivo. Quindi ne possiamo dedurre che: provare affetto = massima felicità; perciò: la masturbazione viene esclusa perché non è amare lo spirito dell'altro ragazzo, ma solo desiderare il suo corpo distogliendoci così dalla sopracitata "massima felicità". Se in tale situazione di "innamoramento" ci si dovesse rendere conto che il nostro corpo (o meglio il nostro subconscio? /es?/istinto?/boh?) non sta tanto ad accontentarsi dell'appagamento psichico ma a desiderare a sua volta di trovare sfogo, ecco che qui le necessità della persona derivanti dal "pensiero affettivo" (amare l'anima) si scontrano con le necessità dell' "attrazione fisica" (amare il corpo) e ne viene fuori un bel conflitto di priorità. Potrebbe essere una spiegazione, nonostante quanto appare "sordida"? Considera che la mia ipotesi potrebbe essere avallata dal palese fattore di disturbo ad un sano sviluppo affettivo rappresentato dalla pornografia e più in generale dalla mercificazione dei messaggi sessuali che viene ogni giorno fatta dai media e reiterata dai comportamenti / atteggiamenti / discorsi fatti tra i ragazzi. E questo disturbo può avvenire sopratutto se rileggiamo i codici che ci vengono forniti dalla pornografia e dai media tramite la chiave di lettura ormai secolarizzata dei dualismi "bene / male" - " anima / corpo" - "purezza - peccato". [Ergo: se misceli il messaggio moralistico di natura parareligiosa con quello di avvilimento della moralità fornito dalla "dimensione pornografia" sommato a quello del "vangelo della cultura popolare secondo i mass media", ottieni sicuramente persone che trovano molte difficoltà nel dare il giusto peso naturale e culturale alla propria sessualità, anzi che dico, alla sessualità stessa come definizione e dato di fatto]
Ma aldilà di questo volevo aggiungere un punto al tuo discorso sulla divisione sessualità affettività. Volevo dirti che penso che sicuramente come dici tu si dovrebbe fare un'indagine più approfondita per scoprire la natura di questo fenomeno psichico (sopratutto perché credo proprio che questa "scelta" che fanno molti ragazzi non sia una soltanto ma vari da ragazzo a ragazzo). Inoltre riflettendo sulle cose che mi hai scritto mi sento in dovere di dire la mia: in tutta onestà io sono partito male introducendo il concetto di "peccato" nell'ambito della masturbazione affettiva ... perché in realtà è una cosa più ampia quella che sento, e cioè sento che un ragazzo può trovarsi in difficoltà di fronte a questa particolare masturbazione non esattamente perché "sporca" l'altro. In realtà è che non si riesce spontaneamente a masturbarsi pensando alla persona amata in quanto l'affetto che si prova verso l'altro ragazzo affonda le sue origini in un interesse genuino rivolto verso la personalità dell'altra persona. In altre parole "io ho costruito un rapporto speciale con quel ragazzo fatto di amicizia, fiducia ed affetto e mi sono reso conto di provare amore per lui. Voglio vivere tutte le emozioni che provo per lui. Il mio cuore lo ama perdutamente, perdutamente desidera amarlo e continuare ad amarlo indefinitamente." Amare perdutamente è un azione che implica non solo il continuo amare, ma anche il desiderare di amare sopra ogni altra cosa. Questo amore è tiranno, nel senso che reclama per sé tutto lo spazio affettivo nella mente del ragazzo, e questo in virtù del fatto che provare affetto per l'altro prende qui la connotazione di massima realizzazione del proprio appagamento affettivo. Quindi ne possiamo dedurre che: provare affetto = massima felicità; perciò: la masturbazione viene esclusa perché non è amare lo spirito dell'altro ragazzo, ma solo desiderare il suo corpo distogliendoci così dalla sopracitata "massima felicità". Se in tale situazione di "innamoramento" ci si dovesse rendere conto che il nostro corpo (o meglio il nostro subconscio? /es?/istinto?/boh?) non sta tanto ad accontentarsi dell'appagamento psichico ma a desiderare a sua volta di trovare sfogo, ecco che qui le necessità della persona derivanti dal "pensiero affettivo" (amare l'anima) si scontrano con le necessità dell' "attrazione fisica" (amare il corpo) e ne viene fuori un bel conflitto di priorità. Potrebbe essere una spiegazione, nonostante quanto appare "sordida"? Considera che la mia ipotesi potrebbe essere avallata dal palese fattore di disturbo ad un sano sviluppo affettivo rappresentato dalla pornografia e più in generale dalla mercificazione dei messaggi sessuali che viene ogni giorno fatta dai media e reiterata dai comportamenti / atteggiamenti / discorsi fatti tra i ragazzi. E questo disturbo può avvenire sopratutto se rileggiamo i codici che ci vengono forniti dalla pornografia e dai media tramite la chiave di lettura ormai secolarizzata dei dualismi "bene / male" - " anima / corpo" - "purezza - peccato". [Ergo: se misceli il messaggio moralistico di natura parareligiosa con quello di avvilimento della moralità fornito dalla "dimensione pornografia" sommato a quello del "vangelo della cultura popolare secondo i mass media", ottieni sicuramente persone che trovano molte difficoltà nel dare il giusto peso naturale e culturale alla propria sessualità, anzi che dico, alla sessualità stessa come definizione e dato di fatto]
C'è una frase che hai scritto il cui senso non l'ho ben compreso: "È evidente che ci possono essere molte situazioni in cui non ci può essere uno sbocco sessuale e lì forse la sublimazione della sessualità fisica e la relegazione della masturbazione ad attività puramente tecnica sulla base della pornografia potrebbero avere una seria ragion d’essere, proprio per il fatto che affettività e sessualità in quelle situazioni devono rimanere distinte."
Non hai spiegato per quali motivi " ... affettività e sessualità in quelle situazioni devono rimanere distinte.": se non mi dici il tuo punto di vista non riesco a comprendere quello che intendi dire.
Non hai spiegato per quali motivi " ... affettività e sessualità in quelle situazioni devono rimanere distinte.": se non mi dici il tuo punto di vista non riesco a comprendere quello che intendi dire.
Saluti e grazie ancora di tutto,
Marco
Da Project a Marco - Domenica, 14 Mar 2010 09:06:36 +0100
Ciao Marco,
per la verità avevo notato un ritardo nella tua risposta e ti stavo per scrivere ma appena aperto il pc ho trovato la tua mail e poi, come al solito, ti rispondo io in ritardo.
Parto dalla fine. È una cosa che noto nelle chat con i ragazzi: la sublimazione della sessualità accompagna spesso l’innamoramento verso un ragazzo etero. Un ragazzo gay si innamora del suo amico etero, in fondo, a parte l’ipotesi remotissima che il suo amico si scopra gay, sa benissimo che l’amico resterà etero e che con lui potrà vivere al massimo un bel rapporto in chiave affettiva (cosa che succede realmente, qualche volta) ma sa anche che con l’amico non ci potrà essere nessun contatto sessuale. In questi termini è quasi ovvio che la sessualità fisica venga messa tra parente, ma parlo della sessualità fisica di coppia. Francamente mi sembra quasi impossibile che un ragazzo gay innamorato del suo amico etero sublimi anche la sessualità della masturbazione, anzi direi che in genere quello che è impossibile vivere a livello di coppia lo si vive proprio attraverso la masturbazione e l’immagine dell’amico è la fantasia sessuale dominante. Certo c’è una dimensione di frustrazione in tutto questo ma è accettata proprio per il fatto che con l’amico etero si crea un rapporto anche fisico virtuale attraverso la masturbazione.
Tu dici che non si riesce a masturbarsi pensando a un amico quando l’interesse verso quell’amico è un interesse genuino rivolto alla personalità dell’altro, beh, francamente non è quello che vedo, perché anche questa è una rimozione/sublimazione, dici che “la masturbazione viene esclusa perché non è amare lo spirito dell'altro ragazzo, ma solo desiderare il suo corpo” ecco il dualismo che torna. Quelli che chiami conflitti di priorità vengono proprio dal pensare anima e corpo come due cose distinte tra le quali bisogna stabilire un ordine, ma da quello che vedo le cose in genere seguono altre logiche. Masturbarsi pensando a un amico e ancora di più condividere con quell’amico una intimità sessuale significa sentire un legame, un legame profondo che non si riduce affatto al coinvolgimento solo fisico proprio o dell’amico ma coinvolge eccome anche la sfera dei sentimenti. Ho visto tante volte ragazzi gay innamoratissimi di un loro amico, che ovviamente si masturbavano pensando a quell’amico o che avevano anche rapporti sessuali con quell’amico, che, quando se ne è presentata l’occasione, hanno dato prova di una dedizione totale verso quel ragazzo e non c’è stato nulla a livello affettivo che si stato messo da parte o che si sia perso perché l’amico è stato oggetto di fantasie masturbatorie. Non sono portato a pensare che la sessualità fisica possa avere di per sé una valenza negativa ma credo che, non dico la valenza negativa, ma anche il semplice dover stabilire una gerarchia tra sessualità e affettività, come se fossero cose distinte, non sia che il portato di una cultura della rimozione che si respira ovunque. Tu pensa alla scuola superiore, che è frequentata da ragazzi dai 14 ai 19 anni, dove si parla di tutto: dalla tragedia greca ai teoremi di matematica, beh nella scuola superiore non si parla mai seriemente di sessualità, il che è un controsenso, e meno che mai si parla di masturbazione, come se fosse una cosa che semplicemente non esiste, mentre queste cose sono oggettivamente il centro della vita dei ragazzi. È chiaro che chi cresce con l’idea che di certe cose non si parla se non nelle barzellette, finisce per mettersi in testa l’idea che i sentimenti e la sessualità fisica sono cose diverse ma in realtà non è così, ti porto un esempio concreto, perché, secondo te, ci si innamora in modo profondo, con vere forme di sofferenza e di dipendenza, quando si è giovani, 20/30 anni e queste cose non succedono a 50/60 anni, o se succedono, succedono in modo molto più blando? La risposta sta nel fatto che sono diversi i substrati fisici e ormonali e che l’innamoramento forte di un giovane dipende in gran parte dalla sua sessualità che è nel pieno del suo sviluppo, sessualità e coinvolgimenti affettivi seguono la stessa curva nel corso degli anni perché sono sostanzialmente la stessa cosa.
Poi c’è il problema della religione, altra potente spinta al dualismo e alla rimozione della sessualità fisica, che, però, oggi ha un peso veramente significativo in una percentuale non molto elevata di casi.
La vera questione centrale dell’educazione sessuale sta nel fatto che essa è in pratica totalmente affidata alla pornografia, e questo risulta in modo nettissimo dai sondaggi di Progetto Gay, questo fatto comporta che la parola sesso diventi quasi sinonimo di pornografia. Per un ragazzo ventenne di oggi, pensare a una sessualità affettiva e meno semplice che in passato perché per lui il sesso ha poco a che vedere con l’amicizia e con l’amore e molto con i modelli pornografici. Ci sono film gay, non pornografici, con scene esplicite di sesso inquadrate in una storia affettiva profondamente coinvolgente, questi film sono vissuti dai ragazzi gay con un’emozione profonda proprio perché ci si coglie il valore affettivo della sessualità. Il problema della pornografia non consiste nel fatto di fare vedere scene di sesso esplicito, ma nel fare vedere solo quello, come se il rapporto sessuale tra due persone fosse solo quello. Ho scritto dei romanzi gay in cui racconto la vita di ragazzi gay e in cui ovviamente c’è spazio anche per la sessualità fisica perché tra ragazzi gay la sessualità fisica è una componente normale della vita. Bene, di quei romanzi ho pubblicato in rete diversi capitoli, con dei tagli per motivi legati al fatto che li ho pubblicati su siti senza restrizioni, cioè aperti a tutti, in ogni caso la presenza della sessualità fisica è comunque fortemente presente. I ragazzi che hanno letto quei capitoli mi hanno scritto cose bellissime perché ci si sono ritrovati e perché hanno letto una storia d’amore, che coinvolgeva anche la sessualità fisica, ma una vera storia d’amore, cioè hanno visto “insieme” sessualità fisica e sentimenti.
Un abbraccio Marco e alla prossima.
Project
Da Marco a Project - Domenica 14 Mar 2010 22:19:37 +0100
Ma infatti, scusami se insisto Project, quello che stavo cercando di dirti nella mail di prima è proprio che i dualismi "anima - corpo", "sesso [la cui idea è mutuata dall'ambiante pornografico [e cioè visto come sporco] - amore [puro, perché pieno di sentimento che ci fa sentire bene con se stessi e con l'altro]" sono molto sentiti. Il potere distruttivo che hanno sulla vita affettiva di molti ragazzi è disarmante. Possono portare facilmente le persone a sentire disagio dove questo non dovrebbe esserci.
Io prima ho posto il caso di un ragazzo che ama un altro ragazzo e che considera il masturbarsi su di lui come cosa "sporca" ... e credo che questo valga per tutti i ragazzi: se tu ami un ragazzo lo senti un certo grado di attrazione fisica verso di lui, ma se allo stesso tempo senti che masturbarsi pensando a lui sia "sporco" allora reprimi questo tuo desiderio . . . però accade che inevitabilmente la parte di te che si eccita pensando a lui comincia ad agire contro la tua volontà cosciente di repressione della sessualità. E' questo il "conflitto di priorità" di cui parlavo prima: il te stesso cosciente (come direbbe Freud l' IO) ed il te stesso subcosciente (sempre citando Freud l' ES) combattono fra di loro ... e l' IO ne esce facilmente sconfitto in questa guerra se si intromettono nella battaglia condizionamenti para-moralistici derivati dal SUPER-IO (termine sempre coniato da Freud). E' di questo che parlavo prima.
Per quanto riguarda la mia condizione personale, ti dico che non riuscirei a masturbarmi pensando al ragazzo che amo perché non riesco a dare alla masturbazione quell'aspetto affettivo che tu tanto decanti avere. La verità è che tu dici che la masturbazione "dovrebbe" avere un'origine affettiva, ma purtroppo capita che non venga vissuta così dalle persone, me compreso.
Io mi masturbo nella mia solitudine, da solo e per il mio personalissimo desiderio di appagamento sessuale. Nessuno è lì con me quando lo faccio, e con nessuno ho mai sviluppato il piacere di poter vivere con lui un momento di donarsi piacere reciproco tramite la masturbazione.
La questione è che la pornografia è il mio unico modello forte di riferimento alla sessualità.
Ma anche la mancanza di esperienze positive con un ragazzo in termini di vivere la masturbazione insieme a lui con affettività mi rende impossibile sentire il masturbarmi verso un altro ragazzo una cosa da non considerarsi "vuota, fine a sé stessa", oserei quasi dire "sporca" (perché se svuoti questa pratica dall'elemento affettivo l'unica cosa che fai quando ti masturbi diventa sfruttare il pensiero che hai di quel ragazzo che ami per il tuo solo fine egoistico di godere).
Ripeto e ti ricordo che capisco perfettamente il tuo discorso logico riguardante il fatto che masturbarsi pensando all'amato è segno di affettività nei suoi confronti. Questo lo comprendo bene a livello di discorso, ma per i motivi sopra citati mi è impossibile vivere questa situazione. Non sono in grado di sentire nulla che sia affettività masturbandomi così (perché non ho un solo ricordo affettivo associato a quella persona a livello di intimità), ma solo il mio appagamento sessuale (perché per me la masturbazione assume solo questo valore).
Ripeto e ti ricordo che capisco perfettamente il tuo discorso logico riguardante il fatto che masturbarsi pensando all'amato è segno di affettività nei suoi confronti. Questo lo comprendo bene a livello di discorso, ma per i motivi sopra citati mi è impossibile vivere questa situazione. Non sono in grado di sentire nulla che sia affettività masturbandomi così (perché non ho un solo ricordo affettivo associato a quella persona a livello di intimità), ma solo il mio appagamento sessuale (perché per me la masturbazione assume solo questo valore).
Inoltre c'è una cosa che mi ha lasciato male e che non condivido pienamente: tu dici che l'amore viene vissuto più potentemente dai giovani 20/30enni che dai 50enni in su per ragioni naturali ormonali ... Mi spiace, ma non riesco a condividere questa idea con te. Non metto in dubbio il fatto che siano più attivi sul lato sentimentale i giovani gay anche per fattori ormonali, vero, ma non me la sento proprio di dare a madre natura tutto questo peso sulla minore carica passionale nei più maturi. Non contano niente i vari fattori psicologici e/o sociali esistenti? : ad esempio il fatto che gli uomini di 50 e più anni possano aver maturato una determinata esperienza sul campo superiore che li ha portati a ridimensionare la necessità dell' "innamorarsi" (perché hanno vissuto di più e hanno fatto parecchie esperienze negative; o anche solo tante esperienze e quindi sono arrivati ad "averne piene le scatole dell'amore"); e che mi dici invece del fatto che sì i giovani forse sono più passionali degli adulti, ma anche che forse gli adulti sono più coscienti del significato di "amare ed essere amati"; e del fatto che molto dipende anche dal vissuto interiore della persona e come questa agisce e reagisce nel corso della sua vita??? [esempio banale: il fatto di sentirsi sempre giovani anche ad età avanzate] ... Mi hai ridotto la capacità individuale dell'innamorarsi ad una mera funzione della maggiore o minore presenza di tempeste ormonali nell'individuo ... tua frase testuale: "sessualità e coinvolgimenti affettivi seguono la stessa curva nel corso degli anni perché sono sostanzialmente la stessa cosa" ... non ti pare eccessivo detto così?
Scusa se sono stato un po’ irruento nel dirti le cose, ma mi sono venute così di getto. Riflettici bene su alcune di queste, in particolare quelle riguardanti la mancanza e l’annientamento di valori affettivi che il consumo della pornografia porta con sé e quell'altra circa il fatto che senza esperienze affettive forti si possono innescare meccanismi di "colpevolizzazione della masturbazione a mero atto di auto-appagamento". Reputo molto importante analizzare questi punti al fine di poter cercare di capire i modelli di affettività e sessualità dei gay, sia ai giovani che maturi.
Un abbraccio anche a te,
Marco
Da Marco a Project - Lunedì, 15 Mar 2010 18:49:28 +0100
E proprio perché mi sono venute così di getto queste cose da dirti, rileggendo la mail ho notato che ho scritto alcune cose male ...
1) Dove dico che l'IO viene facilmente sconfitto intendo dire che le tensioni che creano ES e SUPER-IO fra di loro, tensioni opposte perché le "ragioni moralistiche" del secondo tentano di reprimere le pulsioni del primo, possono portare l'IO, cioè la volontà della persona, a provare dolore perché si sta comportando "in modo sporco".
In altre parole è dilaniante essere divisi tra il desiderio di amare liberamente (che comprende il masturbarsi) e la concezione dualistica di "puro - immondo". E' una cosa che agli estremi può portare a tendere dolorosamente l'equilibrio psico-sessuale di una persona, oppure può risolversi più spesso nel negarsi la masturbazione perché prevale il "moralismo". In ogni caso le due cose sono entrambe sbagliate, profondamente ingiuste.
2) Quando dico che "la masturbazione non viene vissuta in senso affettivo dalle persone" è ovviamente una generalizzazione molto grossa. Sono convinto del fatto che molte persone siano in grado di sentire quel qualcosa di più in questo particolare tipo di autoerotismo.
Però questo non riduce la mia convinzione che molti altri ragazzi gay come me ritrovino difficoltà non indifferenti in questo senso.
Bene, ti dovevo proprio mandare la mail con queste correzioni ... no, più che altro perché rileggendo quello che avevo scritto prima mi sono detto da solo: "ma se qualcuno legge queste cose mi da immediatamente del pazzo furioso!!!"
Va bene esprimere il proprio punto di vista, certo, ma sicuramente bisogna essere moderati e ponderati nel farlo. Essere integralisti non porta a niente, salvo forse se si ha indubbiamente ragione (ma forse anche in quei rari casi in cui si ha pienamente ragione è comunque meglio essere moderati, per molti altri motivi annessi e connessi)
Va be’, dai ti saluto ancora. [e se trovi altre cose che reputi fuori dalle righe, sbagliate, o semplicemente hai delle critiche di vario genere da pormi, non esitare mai a farmi sapere, mi raccomando. Ci tengo a mantenere un rapporto quanto più onesto e produttivo possibile con te]
Ciao.
Marco
Marco
Da Project a Marco - Martedì, 16 Mar 2010 09:06:36 +0100
Ciao Marco,
comincio col dirti una cosa. Questo nostro scambio di mail mi sta facendo riflettere su tante cose che non avevo considerato e su tante che avevo dato per scontate. Devo dire che il livello di analisi e di confronto è estremamente serio e alla fine aiuta, e non poco, a capire meglio le cose. Anche per questa ragione mi era venuto in mente che queste mail, magari opportunamente riviste in modo da non mettere assolutamente a rischio la privacy, potrebbero essere pubblicate perché potrebbero veramente aiutare molti ragazzi a capire più profondamente il senso e la complessità della sessualità. Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi. Ovviamente se per qualsiasi ragione tu non lo ritenessi opportuno non se ne fa nulla e basta.
Quanto alla tua ultima, parto dalla fine. Tramite il Progetto mi è capitato di parlare con tantissime persone delle età più diverse, ma la grande maggioranza aveva tra i 18/20 e i 30 anni. Se guardi le persone che compilano e inviano il modulo online dell’intervista sulla sessualità gay vedi che l’età media è di 24,76 anni. Gli ultra trentacinquenni sono pochi, gli ultra quarantenni sono rari e di ultra cinquantenni in tre anni di attività ne ho conosciuti solo 3. Spiegare questi dati col fatto che le persone più mature non sono abituate ad usare internet è fuorviante. In buona sostanza l’interesse per la sessualità e anche quello per la dimensione affettiva diminuiscono con gli anni. Potrei dire che più passa il tempo minore è l’interesse a costruire una vita affettiva e sessuale con un altra persona. Un uomo gay di 40-45 anni gli entusiasmi se li è persi in gran parte per strada e comincia a crescere in lui la convinzione che alla fine la solitudine, ma bisognerebbe dire l’essere single, non è poi una cosa così tremenda, e rispetto a storie costruire al solo fine di superare la solitudine è addirittura preferibile. Certo su questa evoluzione della storia affettiva e sessuale delle persone pesano molto le esperienze e anche l’idea che in fondo mettere in crisi il proprio tradizionale modo di vivere per cercare di costruire un po’ forzatamente una storia che in effetti potrebbe presentarsi più come una complicazione che altro, forse non vale la pena. La questione è del tutto simile al problema del classico “devi sistemarti” che le madri dicono ai ragazzi etero che non sono realmente portati verso il matrimonio. A una certa età, la costruzione di una relazione non ha più realmente una motivazione affettiva e sessuale profonda ma risponde ad esigenze più astratte e razionali e molto meno pulsionali, sia a livello emotivo che fisico. Oltre una certa età le coppie sono sostanzialmente delle forme di mutua assistenza, che hanno eccome una dignità, ma che con la sessualità e con l’affettività sessuale hanno ben poco a che vedere. Non che io voglia sminuire la dimensione affettiva che si può avere a 50 anni e oltre ma è oggettivamente diversa da quella di un ragazzo ventenne. Un ventenne innamorato vive sentimenti profondi e addirittura sconvolgenti di entusiasmo e di privazione, per lui la dimensione sessuale è realmente quella caratterizzante al punto che immaginare di privare un ragazzo di vent’anni di una dimensione sessuale, anche vivibile singolarmente come la masturbazione, significherebbe imporgli un sacrificio pesantissimo. Per gli ultra 50enni non è certamente la stessa cosa, la sessualità perde progressivamente peso con l’andare degli anni al punto che la castità non è nemmeno un sacrificio, dato che in effetti le pulsioni da contenere, ammesso che ci siamo, sono comunque molto più blande. Una storia d’amore tra due cinquantenni ha poco a che vedere con una storia apparentemente simile tra due ventenni. Non è diversa solo la sessualità fisica, ma in conseguenza di un diverso modo di vivere la sessualità fisica, molto più episodico e molto meno coinvolgente, anche l’affettività in qualche modo degrada e si sostituisce con altri valori, degnissimi peraltro, come la fedeltà, il rispetto e reciproco nell’ambito di una dimensione di affettività conservativa più che creativa. Un ventenne che si innamora crea, inizia una storia, sperimenta, si confronta, fa esperienza, cresce, un 50enne deve prima mettere da parte le abitudini, deve adattarsi a sconvolgere almeno un po’ i ritmi quotidiani della sua vita e farlo non è assolutamente facile, il peso di modi di vita consolidati resta come substrato al di là della storia affettiva che si costruisce.
Avevo cominciato a scriverti questa mail prima di ricevere la tua precisazione della sera del 15 e anche prima di riceverla le cose che hai scritto sulla masturbazione mi sembravano non solo accettabili ma decisamente realistiche. In realtà la masturbazione affettiva è un corollario dell’innamoramento e se ne capisce il senso solo se se ne è fatta esperienza diretta. L’assenza di esperienze affettive profonde legate alla masturbazione e il condizionamento della pornografia, chiaramente tolgono alla masturbazione il senso affettivo, il valore di un’esperienza che anche se è fisicamente individuale è almeno mentalmente un’esperienza affettiva di coppia o la prefigurazione di un esperienza affettiva di coppia o un modo di rivivere un’esperienza affettiva di coppia. Le coppie gay, quando sono costrette a una separazione temporanea proseguono il rapporto di coppia attraverso la masturbazione che serve proprio a rinsaldare e a non fare affievolire il rapporto sessuale di coppia. In una coppia gay la masturbazione reciproca è una componente ordinaria del contatto sessuale e anche per questa via si rafforza il senso della masturbazione come esperienza di coppia, questa volta anche fisicamente di coppia. In queste situazioni non è tanto l’orgasmo che conta quanto la condivisione di una intimità profonda anche a livello sessuale, il non avere più segreti fisici l’uno per l’altro. È evidente che in questa chiave la masturbazione ha un senso eminentemente affettivo ed è proprio questo che permette ai ragazzi di viverla come una vera esperienza sessuale, insieme fisica e affettiva.
Alla fine della pagina dell’analisi statistica del test di autovalutazione dell’orientamento sessuale
si evidenzia in modo nettissimo la correlazione tra soddisfazione affettiva e soddisfazione sessuale nella masturbazione. Quanto più intenso è il livello di partecipazione affettiva nella masturbazione tanto maggiore soddisfazione se ne trae a livello sessuale. In assenza di una vera partecipazione affettiva la masturbazione non avviene con fantasie sessuali polarizzate su un ragazzo vero, con il suo fisico ma anche con la sua affettività, ma sulla pornografia. È in fondo proprio il diffondersi del modello pornografico, che sostituisce le fantasie masturbatorie spontanee e affettive, che riduce il senso della masturbazione a puro sfogo fisico individuale.
Un abbraccio e a presto.
Project
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