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lunedì 5 novembre 2007

SOGNI DI UN VECCHIO GAY CHE SI REALIZZANO

Questo post è dedicato a nomeincodicevabene? che chiamerò semplicemente Codice.
Ciao Codice,
sento il bisogno di scrivere questo post per te, per dirti che sono felice di averti conosciuto. Ieri sera ti ho sentito felice come non mai e la cosa mi ha fatto bene allo spirito. La felicità si contagia! All’inizio il nostro dialogo sembrava difficile ma poi è diventato entusiasmante e ho ritrovato in molte delle cose che mi hai detto modi di reagire e di vedere la vita che sento molto affini ai miei. In effetti il post sui Miti Gay l’ho scritto sulla spinta delle cose che ci siamo detti in chat. Mi piace molto il tuo atteggiamento di fronte all’amore, un atteggiamento “senza calcolo” senza “do un des” senza l’idea dell’amore come investimento dal quale si deve ottenere un risultato per sé. Questa strada, che probabilmente è proprio la tua, perché ieri sera eri un’esplosione di felicità, in altri tempi è stata la mia e lo è anche ora. Ho visto che hai introdotto nel tuo avatar msn la frase di Baldwin “qui non c’è nulla da decidere ma tutto da accettare”, quella frase è per me un principio morale fondamentale, è l’unica strada vera verso la felicità che si conquista solo attraverso la felicità dell’altro, qualunque essa sia. Quello che ho visto di te ieri sera: il tuo non venire meno quando il tuo ragazzo ha bisogno della tua presenza “per qualunque motivo”, il tuo mettere da parte le esitazioni, prendere il telefono e chiamarlo quando pensi che lui non sia sereno, il tuo non pretendere e non aspettarti nulla in cambio mi sembrano cose meravigliose. Sono cose difficili è richiedono uno sforzo morale diretto verso il ragazzo che ami e non verso te stesso, sono dimensioni di amore vero, cioè di amore altruistico in cui la “sua” sofferenza è la “tua” sofferenza e la “sua” felicità” è la tua felicità. E’ l’idea, difficilissima da accettare ma profondamente seria, di non pretendere di essere per forza il numero uno per il tuo ragazzo, se questo non è possibile, e di accettare di essere anche il numero due, perché essere veramente il numero due per la persona che ami è comunque una cosa grande e poi ci sono tanti modi di amare e di essere amati. In effetti, c’è un solo criterio per capire veramente quello che vuoi ed è la felicità che provi quando metti in pratica le tue scelte. Ci sono cose che sembrano intelligenti e razionali, ma ti lasciano dentro un senso di vuoto e di miseria affettiva profonda, un senso di insoddisfazione profonda, e ci sono cose che sembrano assurde ad un’analisi razionale ma ti danno momenti di felicità totale, quei momenti ti indicano senza ombra di dubbio la tua strada e da quello che ho visto ieri sera penso che la tua vita senza il ragazzo che ami sarebbe per te una sofferenza terribile. E adesso vengo a me. Per un vecchio gay come me, incontrare ragazzi che si sentono felici di essere gay e che la loro felicità la stanno costruendo in un modo serio è la cosa più bella che ci possa essere. Io in qualche modo partecipo alla tua felicità, quando ti sento sereno, quando vedo che sei su di spirito, la cosa mi riempie di entusiasmo e, francamente, ieri mi sono sentito profondamente felice. Codice!!! La felicità esiste! La vita ha senso e deve essere vissuta ai livelli più alti, con amore, senza pensare a se stessi, ma cercando di costruire prima di tutto la felicità del ragazzo che si ama. Come tu stesso dici, la sua voce, il suo sorriso, il sapere che sta bene o almeno meglio, sono la più grande ricompensa che esista, sono cose che ti riempiono il cuore al di là di ogni calcolo stupido. Codice!!! Innamorarsi è bellissimo e tu lo sai bene!!! Grazie dei momenti di felicità che mi hai fatto provare!

giovedì 18 ottobre 2007

CIAO ERY 2

Ciao Ery,
aprire il blog e trovare un commento come il tuo è una cosa che dà una grande soddisfazione. Ma, se mi concedi un minuto, vorrei spiegarti che cosa mi ha colpito nel tuo commento precedente. Sì, è molto bello per quello che dice sull’essere gay, cose che condivido al 100%, ma secondo me è ancora più bello per quello che dice di Fabio, per la tenerezza affettuosa con la quale ti riferisci a lui, questa è la cosa che mi è piaciuta di più perché non è un discorso teorico ma ha il senso del rapporto con un ragazzo vero, concreto, non con un’ipotesi e, evidentemente, quel rispetto affettuoso del quale parla Fabio tra voi c’è. Ti sei messo nei suoi panni, hai provato a capire i suoi momenti bui e i suoi momenti di felicità e questo è il segno di una sensibilità speciale. Sono cose che conosco bene perché capitano anche a me e, non ti nascondo che, per questa ragione, sono stato preso per cretino più volte... eppure sono cose belle e hanno un senso, ovviamente, per chi è in grado di capirle. Quanto al vergognarsi di essere gay... mi pare che sia un’idea di provenienza non gay... io ho trovato gay delusi, depressi, sfiduciati anche pesantemente ma non ho mai trovato gay che non volessero essere gay. La “gente”, nel senso anonimo del termine, non è molto incline a capire queste cose, perché capirle richiede indipendenza dagli schemi mentali comuni, anche se, personalmente ho incontrato ragazzi etero con i quali ho vissuto rapporti affettivi molto profondi, accettati da loro con piena consapevolezza di quello che c’era dall’altra parte. Io penso comunque che per un gay il vero equilibrio emotivo si possa raggiungere solo con altri gay, anche se, sempre per esperienza diretta, posso dire che quando i rapporti affettivi non sono solo rapporti affettivi, ma c’è una componente esterna di altro genere (stesso ambiente di lavoro, stessa comitiva di amici, progetti economici comuni), i rapporti affettivi tra gay sono moto più difficili di quelli tra gay e etero. In ogni caso, quando non ci sono in mezzo altre questioni, un gay sta bene insieme con altri gay come non starebbe bene in nessun’altra situazione perché finalmente si può togliere la maschera e può essere quello che è. Questa è la sensazione che provo parlando con te. Non ti sento appartenente ad un altro mondo, come mi capita con la stragrande maggioranza delle persone che conosco, capisco esattamente quello che dici e lo trovo identico a quello che direi io e soprattutto non ho paura di essere frainteso, perché non c’è bisogno di parlare in codice. Ery... sei una bella persona! E’ un piacere parlare con te.

GAY ALLA RICERCA DELLA FELICITA'

Diceva Epicuro che “non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per cercare la felicità” e aveva ragione! Lo sto sperimentando in questi giorni. Rubo un’idea a Fabio: prima condizione il rispetto! Cosa sacrosanta. Nessuno ha il diritto di asfissiare o angosciare altri, o soltanto di avere aspettative, in nome dei sentimenti che prova. Il rispetto è il presupposto dell’amore. Sentirsi rispettati è molto più gratificate che sentirsi desiderati senza rispetto. Seconda condizione: l’autenticità. Dove si recita, dove i fini non sono dichiarati onestamente in modo esplicito, dove ci sono inganni nascosti non c’è amore. La verità è il presupposto di qualsiasi rapporto affettivo serio. Terzo presupposto: l’assenza di condizioni. Fare dipendere i rapporti affettivi da altri interessi, economici, di prestigio sociale o anche sessuali significa fare dall’altro uno strumento, un oggetto, e questo non è amore. Quarto presupposto: rinuncia totale a ogni schema a priori della vita affettiva. Tentare di realizzare un modello significa anteporre la modalità della relazione alla persona, e questo non è amore. E’ possibile realizzare questi presupposti in un rapporto tra due gay? Cercare una risposta a priori non ha senso. Tra i gay non c’è un unico modo di essere e le variabili individuali e ambientali sono infinite ma sarei portato a distinguere due diversi comportamenti. I Gay entusiasti, e ne ho incontrati parecchi, sono in genere veramente entusiasti di essere Gay perché hanno fatto delle scelte radicali, non in questioni di sesso, ma a livello di scelte di fondo della vita: scelta radicale di rispetto dell’altro, costi quello che costi, di onestà, di autenticità, di incondizionata preminenza dei valori morali su quelli economici o di prestigio sociale. Essere Gay con questi presupposti corrisponde a quello che scriveva Sandro Penna, uno dei più grandi poeti omosessuali del ‘900: “Felice chi è diverso essendo egli diverso”. Ci sono poi i Gay in crisi, quelli che non si sentono fieri di essere Gay. Non mi permetto di esprimere alcun giudizio su di loro, ma se le loro scelte non vanno nella direzione del totale rispetto dell’altro, dell’onesta, dell’autenticità e dell’assoluta preminenza dei valori morali, queste persone hanno scelto di rimanere persone comuni, per loro Sandro Penna continua: “Ma guai a chi è diverso essendo egli comune”. L’essere Gay non perdona: aut aut! O la felicità profonda di essere Gay “diversi” o il limbo della mezza misura dell’essere Gay “comuni”. La ricerca della felicità è possibile ma solo a patto che si esca dalla mezza misura. Non si richiede eroismo ma onestà e piena accettazione di sé e degli altri. Per chi non è gay, seguire a metà la strada già segnata è più facile, ma per chi è gay e deve andare contro corrente la forza morale interiore è una necessità assoluta per non rimanere travolti. Signori Gay, e lo dico prima di tutto a me stesso, bisogna mettere da parte le mezze misure! So benissimo che la tentazione dell’essere “comuni” è grande, lo so per esperienza diretta, sono stato “comunissimo” per decine di anni... ma anche per me è arrivata l’ora di svegliarsi, di mettere da parte il superfluo, l’altro da sé e cominciare finalmente a vivere, ho cominciato da poco e spendere il mio tempo su cose che mi interessano veramente, e sto sperimentando il sapore della vita vera... e, credetemi, è proprio un’altra cosa! Ciò che più mi incoraggia, e ormai non mi stupisce più, è vedere quanti ragazzi gay molto più giovani di me stanno in effetti molto più avanti di me in questa ricerca della felicità. Nel leggere quello che scrivono provo momenti di grande soddisfazione. Sono ragazzi gay felici di essere ragazzi gay! E questo è bellissimo. Un blog non è una cosa banale... un blog è un modo di esistere, di farsi ascoltare, di trovare risposte serie, risposte vere. Se penso ai commenti che ricevo sui miei blog posso solo dire che sono di altissimo livello e il piacere di essere presi sul serio da persone di questa levatura è grande... e poi sono persone che mi apprezzano per quello che faccio e per quello che sono, sono persone che non hanno nessun interesse concreto a dirmi quello che mi dicono e per questo la cosa ha un valore eccezionale, perché è per me come persona, per quello che sono veramente. In certi momenti sento la pienezza della felicità dell’essere gay, un senso di pace, di soddisfazione profonda, un gusto della vita che ho imparato a riconoscere da poco tempo. Su questo blog e fra gli amici che lo frequentano, che lo commentano o che mi hanno mandato i loro contatti MSN e con i quali sono spesso in chat, mi sento totalmente a mio agio, questo è il mio mondo, il mondo nel quale e per il quale voglio vivere. Il senso di appartenenza è fortissimo, perché la soddisfazione di essere se stessi e di parlare finalmente in modo libero è grandissima, mi sento, finalmente, tra persone che capiscono esattamente il senso di quello che dico, non ho più bisogno di censure o di filtri e questa sensazione di libertà fa bene all’anima!