domenica 19 dicembre 2010
DIARIO DI UN GAY 65ENNE
martedì 13 luglio 2010
QUADERNO DI UN VECCHIO GAY
____________
Che giornata! Fa un freddo boia ma io me ne sto a casa, mi faccio una tazza di tè e sento un po’ di musica. Forse gli altri vecchi non si accorgono così chiaramente di invecchiare. Se hai figli ti devi preoccupare per loro, li hai messi al mondo e devi fare in modo che ci possano stare dignitosamente, o il meno peggio. Io adesso ho solo un fratello parecchio più giovane di me, lui ha famiglia e quindi ha altro da pensare, i nipoti hanno la vita loro e che possono capire di un vecchio? Mi fanno un po’ di moine quando capita che mi vengono a trovare ma per loro la vita è ancora tutta una promessa. Ancora sto in salute, diciamo così, almeno non sembra ci siano cose che mi potrebbero portare dall’altra parte in tempi brevi. E allora mi sono rimesso a scrivere, ma voglio mettere da parte le chiacchiere, devo scrivere solo cose, fatti immediati.
Quando ero giovane avevo una casa piena di tutto e sempre in disordine, adesso non c’è una virgola fuori posto. D’altra parte la casa è piccola piccola e si fa presto.
La signora della rosticceria mi tratta bene perché ci vado quasi tutti i giorni, è una signora grande che in quel posto ci ha passato la vita, adesso si sono allargati e il locale è messo bene e poi ci va tanta gente. Quando ci vado mi metto sempre bene, barba fatta e camicia stirata e soprattutto scarpe lucidate, non voglio cominciare ad andare in giro trasandato, almeno un po’ di decoro lo devo salvare. Tornando a casa ho incontrato il portiere, un ragazzo giovane credo dell’America latina che ha moglie e figli piccoli, veramente un bravissimo ragazzo. Quando mi vede mi saluta e mi fa un sorriso e io rispondo con la mano come se fossimo vecchi amici.
Il pranzo è finito, quello che è rimasto va bene per la sera, ho preso le medicine e per fortuna hanno acceso il riscaldamento e si sta bene. Mi metto un poco di musica bassa bassa e mi metto sul letto perché se sto in piedi i dolori si fanno sentire di più.
Ho sentito una trasmissione sul festival e sulla canzone di quello che non è più gay. Ma perché si buttano i soldi in queste cose quando ci sta tanta gente che muore di fame? E poi Lippi dice che nel calcio di gay non ne ha mai visto uno e la gente va appresso a queste cose, è proprio deprimente. La gente pensa che si è gay a 20 anni e poi passa, ma quelli che sono gay a 20 anni, dopo 50 anni, se sono ancora vivi, sono gay vecchi, ma non fanno più notizia, quello che fa notizia è il bel ragazzo che puoi mettere in copertina, il resto ha fatto il suo tempo.
Sono stato al matrimonio di un mio lontano nipote, un rito veramente grottesco, almeno dal mio punto di vista, la socializzazione dei rapporti d’amore, ammesso e non concesso che amore ce ne sia e non sia solo un contratto di quattrini. Poi dicono matrimonio gay! Per carità! Finire in inghippi simili non lo augurerei a nessuno; suoceri, cognati, obblighi ecc. ecc.. Non vedevo l’ora di andarmene, Come si sta bene a casa! Senza nessuno! Mi sento misantropo e mi sa che il mio essere solo alla fine è addirittura un vantaggio. Ha cominciato a piovere ma non devo uscire di casa oggi ho mangiato pure troppo. Lunedì devo andare dal dottore così faccio un po’ di controlli. Adesso vado a dormire che sono frastornato.
È ancora notte, ho aperto la finestra e fa un freddo polare, per terra è tutto gelato. Dovrei scrivere a [omissis] ma non ne ho nessuna voglia.
Sono passato dalle parti dell’università, mi ha fatto un’impressione stranissima, i ragazzi ci sono sempre, identici a quelli di quando io avevo vent’anni, ma adesso sono vecchio. Sono belli, ma a quei ragazzi non ho nulla da dire e non ci si capirebbe proprio. Due mondi, due galassie lontane, una, la mia, si avvicina ad un buco nero. Senso di solitudine, di distacco, di indifferenza. In fondo non mi manca nulla: la casa, la pensione. Certo non ho progetti, niente che riguardi il futuro, un vecchio, un tramonto lento.
Ho conosciuto in parrocchia un prete giovane (meno di trent’anni) mi irrita per le continue attenzioni che ha per me, si comporta come un boy scout che vuole fare la buona azione quotidiana, quando parla con me cambia voce, come se fossi del tutto rimbambito e io lo lascio fare, a ragionare seriamente non ci provo nemmeno.
Non amo le persone con atteggiamenti assertivi. Anche se è assurdo, un vecchio può pure credere di essere un oracolo ma che lo pensi un giovane è ridicolo. All’ufficio postale c’era un ragazzo che parlava a ruota libera di economia e non la finiva più, sapeva tutto, aveva capito tutto. Io di economia non ne capisco niente ma se ne capissi qualcosa me la terrei per me.
Ho fatto colazione al bar, ho fatto mettere due cornetti in una bustina ma poi li ho lasciati lì. Mi sento uno che fa le cose senza pensare.
Oggi una signora dal fornaio stava parlando dei gay, povera donna non aveva la più pallida idea di quello che stava dicendo e le davano tutti ragione, pure io, tanto il cervello delle persone non cambia.
Ho incontrato la vedova della prima scala, mi ha detto quanto voleva bene al marito. Quando il marito era vivo litigavano tutti i giorni a urli e strilli e li sentiva tutto il palazzo e gli strillava contro che era un debosciato, adesso è morto ed è diventato un santo. Almeno a me queste cose non toccano.
Ho saputo che alcuni condomini pensano che sia vedovo, non solo ma uno dice perfino di aver conosciuto benissimo mia moglie. Non me lo hanno detto in faccia, quindi lasciamo fare: vedovo è ok, non sposato è sospetto.
Oggi stavo cadendo dalle scale, non sono finito per terra perché mi sono aggrappato alla ringhiera, mi dovrò adattare a prendere sempre l’ascensore.
Mio fratello mi ha invitato a pranzo ma non ci sono andato, mi dispiace solo perché da lui si mangia bene.
Ho trovato due mie poesie di quando avevo 25 anni, le ho lette, è come se non fossero mie, le ho buttate via, von voglio feticci.
Che c’è di fronte a me, be’ …
Stasera vado a una cena con due ex-amici di lavoro, ci penso con un certo interesse. Strano!
Non è stata affatto male, tre vecchi che ricordano cose che non ci sono più e ci ridono sopra. Sono bravi ragazzi, ma abbiamo parlato solo di ricordi di lavoro, solo di quello. Meglio di niente. Ho pure bevuto un po’. Devo ricominciare a comprare il vino perché è una cosa buona.
Visita cardiologica passabile. Non ci lamentiamo. Analisi passabili, anche il PSA. Meglio così.
Dovrei pensare seriamente di trovarmi un interesse. Mettermi a studiare? Alla mia età? Non lo so, leggere un po’ lo faccio, ma così per perdere tempo. Mi alzo tardi e mi impigrisco e ne risente il cuore, dovrei muovermi, fare ginnastica, una mezz’oretta al giorno “con calma” come dice il dottore. Di andare in giro non mi va, fa un freddo polare, è meglio se aspetto la primavera.
In chiesa mi trovo solo col parroco vecchio, almeno non fa chiacchiere.
Stamattina al bar una cosa bella, una ragazza nera che serve al bancone, quando mi sono avvicinato mi ha sorriso, si è ricordata di che cosa prendo sempre e mi ha dato pure un bicchiere d’acqua senza che glielo chiedessi, perché ieri gliel’ho chiesto, ha proprio il modo di fare di una signora, mi fa simpatia, è dolce, una donna così l’avrei sposata, forse no, ma forse sì, magari per lei sarei stato solo un peso.
Ho pagato la televisione, me ne ero scordato. Pure questo non era mai successo, è il cervello che comincia a fare cilecca.
Mi sono preparato al computer tutta la lista delle cose che devo fare, prima di tutto delle tasse, irpef, ici, mondezza, televisione, tassa di circolazione, la scadenza della patente (tra poco la devo rinnovare), Carta d’identità, libretto di pensione, tesserino del codice fiscale, tessera sanitaria, esenzioni sanitarie, assicurazione della macchina.
Domani devo andare a prendere la pensione. Vado alle otto, quando aprono, così sto a casa prima. Questo mese ho speso pochissimo ma dopo che prendo la pensione mi devo comprare un giaccone nuovo e un paio di scarpe e così le economie me le mangio tutte.
Ho trovato un blog gay che mi è sembrato fatto bene ma sono cose da ragazzi, beati loro, quando diventi vecchio, o gay o quello che sei, sempre niente conti.
Oggi ho fatto la lavatrice ma i panni li ho dovuti appendere dentro casa che se li metto fuori si gelano.
La vedova vuole che vada alla riunione di condominio per una cosa di uno che ha il cane che piscia per le scale ma come me l’ha detto non mi è piaciuto proprio. Tutte smancerie, un poco da pu.. le ho detto che ci andrò certamente ma non ci andrò proprio. Mi ci manca pure la vedova inconsolabile, certe volte accatta certe tirate sul marito che l’appiccicherei al muro. È una mezza pazza.
Il blog dei ragazzi è carino, certo che le cose sono sempre quelle, altro che progresso, per fortuna certe cose non cambiano. È malinconico fare i conti col tempo. Magari se nascevo adesso chissà che vita avrei fatto.
Domani vado a vedere per il giaccone e magari pure una giacca e un pantalone. Li prendo sempre tutti uguali, stesso colore, stesso genere più o meno, così le camicie si adattano a tutto.
domenica 23 marzo 2008
BUONA PASQUA DA UN VECCHIO GAY
Sono andato stamattina a fare gli auguri di Pasqua al mio amico Vicenzo, quell’anziano signore 81enne di cui ho parlato nella discussione UN AMICO DI PROGETTO GAY A 81 ANNI http://progettogay.forumfree.net/?t=24659239 . Mi aspettava, gli ho fatto vedere gli sviluppi del Forum su un portatile. Quando ero andato a trovarlo l’ultima volta, il 30 Gennaio, gli avevo parlato della storia di Federico e di Davide ed era rimasto molto colpito perché quella storia gli ricordava molto la sua, ed aveva avuto anche belle parole per Loki che aveva commentato i suoi auguri di Natale. Stamani mi ha chiesto per prima cosa di Loki, gli ho detto delle sue peripezie di lavoro, poi mi ha chiesto di Federico e di tanti altri ragazzi di cui gli ho fatto leggere i post. Ha voluto che lo lasciassi solo per un’oretta perché voleva scrivere due righe di augurio, io ho fatto come mi ha chiesto e ora riporto qui di seguito il testo che Vincenzo mi ha dato:
“Carissimi ragazzi,
per un vecchio gay come me (io non sono nemmeno abituato a questa parola straniera gay) è una consolazione grandissima sapere che ci stanno tanti ragazzi come voi, gente onesta e come si deve che vuole vivere i suoi sentimenti con dignità e con serietà. Io ormai la mia vita l’ho fatta, è stata una vita da omosessuale, ma non la cambierei con nessun’altra al mondo perché ho ricevuto e ho dato tanto amore e anche adesso, qua, il Progettista mi dice che posso servire ancora a qualche cosa. La speranza non la dovete perdere mai, la vita è una cosa seria, essere gay è una cosa seria e importante. E’ difficile sì, ma chi di voi l’amore l’ha conosciuto, quello vero, lo sa benissimo che ti cambia la vita. Quelli che non l’hanno trovato, guai a loro se si fanno buttare giù, dovete costruire, pensare al futuro, farvi una sicurezza economica, sentirvi veramente liberi perché l’amore, quello vero, lo troverete pure voi. Avete la coscienza vostra e quello deve essere il metro per capire se state facendo bene o male, tutto il resto non conta niente... e la speranza non la dovete perdere mai... perché la vita qualche cosa di buono la sta preparando pure per voi.
E adesso un pensiero speciale per Loki. Il Progettista m’ha detto dei tuoi problemi di lavoro... Loki, tu mo’ lo stai vedendo direttamente quanto può essere difficile campare e quanto è duro lavorare perché nessuno ti regala niente, ma tu hai una dignità e sei un bravissimo ragazzo... e non ti devi fare scoraggiare, tu a me non mi conosci ma io da quando hai scritto quelle cose a Natale un poco ti voglio bene. Uno come a te è proprio uno speciale...
E un pensierino pure per Federico, il Progettista m’ha raccontato tante cose e se me lo permetti un poco voglio bene pure a te...
Un saluto speciale pure a proyou che dice cose così belle e così vere e che è sempre così gentile e pieno di premure e a Fabio Matteo che deve essere un bravissimo ragazzo. E un saluto caro a Steven, a Aster, a Ritter... Insomma mo’ io i nomi non me li ricordo, ma siete uno meglio dell’altro.
Ma io a questi ragazzi qua, a gente come voi mi ci sento proprio portato a volervi bene perché voi state vivendo la stessa vita che ho vissuto io 60 anni fa e quando leggo le cose che scrivete è come se le scrivessi io... Un augurio sincero a voi e alle persone alle quali volete bene per la buona Pasqua e tanta, tanta felicità a tutti quanti! E pure nei momenti brutti non ve lo dimenticate mai che essere gay è una cosa bellissima!”
mercoledì 19 marzo 2008
RAGAZZI GAY NEGLI ANNI '60
Se posso dire una cosa, nella sezione “storie gay vere” ho trovato una storia che mi è piaciuta molto e si intitola “gay amici”. I protagonisti non sono anziani anziani ma non sono nemmeno ragazzi, sono gente di quasi 60 anni... però la storia non sta nella sezione “gay anziani”. Capisco che è difficile classificare queste cose, perché magari in una storia come quella ci sono protagonisti anziani, c’è il coming out e ci sono tante altre cose, ma volevo dire alle persone che leggono questo blog/forum che se vanno a cercare in altre sezioni possono trovare anche cose che magari trattano di gay anziani. Io ho già lasciato qualche commento sul blog di Progetto Gay tempo fa e Project sa chi sono.
Anziano sono (61 anni) si vivo pure solo. Di gay, in pratica, io ho solo la fantasia. La vita l’ho passata a sognare il ragazzo ideale, quello che si doveva innamorare di me, ma quel ragazzo non è mai esistito e in sostanza io ho imparato piano piano a fare i conti con la solitudine. Sono nato nel 1947, subito dopo la guerra. Quando ero ragazzino, negli anno ’50 a casa mia si tirava la cinghia, lavorava solo mio padre, la casa era piccola. In due stanze eravamo in sei, mio padre e mia madre, e una stanza era la loro, mia nonna e mio nonno, e l’altra stanza era la loro, poi c’eravamo io e mia sorella, mia sorella domina nell’ingresso su una poltrona letto e io in cucina sopra una branda.
Soldi non ce n’erano proprio, il cappotto si rivoltava e se andavo a giocare a pallone e mi rovinavo le scarpe dopo dovevo andare in giro con le scarpe rotte. A casa mia tutto era ridotto all’essenziale. Nonno e nonna badavano a me e a mia sorella. Papà andava a lavorare e a forza di straordinari stava a lavorare fino alla sera alle sette e mamma stava sempre alla macchina da cucire sempre a lavorare per qualche signora che le dava qualche lavoretto di sartoria. Nonno aveva una pensioncina. La vita era dura, si mangiava tanto pane, che allora costava molto meno di adesso, frutta pochissima, molte patate, molti pomodori, che ci facevano da frutta, non si buttava via niente.
Nel ‘58 sono andato alla scuola media. I ragazzi di oggi la considerano una cosa banale, ma allora non era così, quando sono entrato io nella scuola media non c’era ancora la scuola media unica come adesso, che è entrata qualche anno dopo, adesso non mi ricordo quando, ma quando ho studiato io non c’era ancora, allora si sceglieva tra la scuola media, che poi ti poteva portare al ginnasio e al liceo, e l’avviamento professionale per quelli che dopo dovevano andare a lavorare, mi ricordo che i miei sono stati tanto tempo a discutere se mandarmi alla madia o all’avviamento ma ala fine hanno deciso di mandarmi alla media, me l’hanno presentata come una scuola difficile dove si va per studiare. Abbiamo fatto quattro mesi di economie strettissime per arrivare a trovare i soldi per comprare i libri e dei vestiti adatti per mandarmi a scuola. Mi sentivo una responsabilità enorme addosso: attento a come parli! Porta rispetto ai professori! Scriviti tutto quello che dicono! Nonno mi aveva foderato libri e quaderni che non si dovevano rovinare. Mi sentivo grande e pure tanto spaventato. Il latino dalla prima media, all’inizio non avevo capito niente e poi m’hanno mandato dal parroco che m’ha dato qualche lezione e mi sono rimesso subito in carreggiata..
Alla prima media sono stato promosso con fatica ma sono stato promosso, in seconda sono stato promosso con meno difficoltà, in terza gli altri erano già sviluppati e io no... ma non ci facevo nemmeno troppo caso, abbiamo fatto gli esami e sono stato promosso con quasi sette di media ed era una cosa difficile. Poi c’è stato il problema della scelta tra il classico e lo scientifico, io in matematica andavo bene in latino invece me la cavavo a stento e poi c’era il fatto che il classico era la scuola dei ricchi e noi non lo eravamo proprio. La scelta è stata automatica: scientifico.
In prima eravamo 40! Tutti professori vecchi. Di qualcuno avevo proprio il terrore. Avevo una professoressa di Francese (allora si studiava il Francese)... quando la vedevo mi pigliava proprio il panico. Sono arrivato alla fine e mi hanno mandato a settembre in Latino, Francese e Matematica... eh, pure in Matematica! I miei pensavano che mi avrebbero bocciato e avevano poche speranze. Mi sono messo a studiare alla disperata e ho passato gli esami anche se per il rotto della cuffia. C’era un ragazzo che mi piaceva quando ero in prima ma non ero molto consapevole del senso della cosa.
In seconda eravamo solo 25, 15 erano stati bocciati, allora era normale. In seconda sono cominciate per me le preoccupazioni legate al sesso. I compagni miei parlavano di ragazze (non c’erano classi miste e i discorsi sul sesso erano proprio mitici), non solo ma si portavano a scuola i giornaletti pornografici. Il prete di religione aveva fatto tutta una predica sul fatto che quelle era la via dei ragazzi perditi, di quelli che nella vita non avrebbero concluso proprio niente, ma i giornaletti giravano, a me non li facevano vedere perché non ero scafato, ma i giornaletti giravano.
Una volta ne ho visto uno... una donna nuda coi seni e le parti intime coperte con dei pentolini... insomma il nudo integrale non lo vedevi nemmeno sui giornaletti pornografici, almeno su quelli che arrivavano ai ragazzi di 15 anni. Insomma quando ho visto la ragazza dei pentolini, il ragazzo che me l’ha fatta vedere sembrava un esaltato... e ce l’aveva grosso (Project, se vuoi questo particolare lo puoi togliere) perché io ormai a guardare a certe cose c’avevo fatto l’occhio, ma a me dei pentolini e di quello che ci stava sotto non m’importava proprio niente, non è che mi facesse schifo, ma era proprio indifferente, mentre a vedere che tipo di reazioni c’aveva quel ragazzo mentre si guardava i pentolini non ero affatto indifferente. Praticamente a 15 anni ho avuto per la prima volta la sensazione chiara che la mia sessualità non fosse come quella degli altri, ma allora non ci stava Progetto Gay. Se ti veniva un dubbio per la testa te lo dovevi tenere, i miei compagni i dubbi sulle ragazze se li chiarivano l’uno con l’altro, ma io con loro non potevo parlare certo delle cose che passavano per la testa a me.
Il ragazzo dei pentolini mi piaceva parecchio e cominciavo farci le mie fantasie, allora io nemmeno capivo in pieno che se pensava ai pentolini non poteva certo pensare a me, però tutte le mie fantasie, e non solo, erano dedicate a quel ragazzo. Ma a casa mia anche masturbarsi era un’avventura, lo potevo fare solo in bagno in modo rapidissimo. Tutte queste restrizioni non le pativo nemmeno, per me erano cose assolutamente naturali, io non avevo nemmeno il concetto di privacy.
In terzo scientifico le cose per me sono cambiate radicalmente, la mia classe è stata ridotta a 18 ragazzi e siamo stati fusi con un’altra classe e siamo diventati 31. La scuola al triennio era più impegnativa ma mi piaceva pure di più, e poi tra i ragazzi nuovi ce n’era uno che mi piaceva moltissimo, si chiama Marcello ed era veramente un gran bel ragazzo, e poi aveva un sorriso che mi incantava. Le mie fantasie sono passare dal ragazzo dei pentolini a Marcello, me lo mangiavo con gli occhi, cercavo di indovinare come potesse essere nudo ma lavoravo solo di fantasia.
Quell’anno la mia classe ha fatto un viaggio a Venezia e ci sono andato anche io. In camera stavo con Marcello e con altri due. Marcello era dolcissimo, gli altri due erano due rozzi unici. L’ho visto solo una volta in mutande e solo per un attimo ma su quella immagine ci ho viaggiato di fantasia per mesi. Con Marcello, in gita, ho anche parlato molto, mi piaceva da matti la sua voce, era sexy, mi piacevano le sue esitazioni e poi mi eccitava proprio lo stargli vicino.
La gita è finita, il coraggio di dire a Marcello quello che provavo non l’ho avuto ed è stato un bene perché dopo qualche mese s’è innamorato perso di un ragazza amica di sua cugina. Io mi sono detto: “Attento! ... non ti mettere nei guai...” Dopo Marcello fino alla maturità non ho conosciuto altri ragazzi che mi paressero veramente degni della mia attenzione. Mi sarebbe piaciuto andare a fare un po’ di sport anche perché avrei avuto un po’ di contatti con i ragazzi, ma allora soldi non ce n’erano e ne ho dovuto fare a meno.
All’università sono andato a ingegneria. C’erano due ragazzi bellissimi che mi piacevano molto, ho provato ad avvicinarmi a loro ma ho avuto la netta impressione che quei due ragazzi stessero insieme e non gradissero affatto la mia presenza, onestamente credo che se avessero saputo che ero gay mi avrebbero accettato, ma loro con ogni probabilità mi prendevano per etero e avevano paura che mi impicciassi troppo dei fatti loro... io ho capito l’antifona e me ne sono stato per i fatti miei. Bei ragazzi ce n’erano tanti, anzi tantissimi ma c’avevano la ragazza e io mi sentivo proprio come un pesce fuor d’acqua.
Mi sono laureato nel ’73, un po’ in ritardo, non ho trovato subito lavoro e ho cominciato a insegnare meccanica negli istituti tecnici. Avevo circa dieci anni più dei miei alunni ma li sentivo molto di un’altra generazione. Solo con qualcuno si creava un minimo di feeling ma poi in me prevalevano due sentimenti: l’idea che con quei ragazzi non avevo nulla a che fare e l’idea che era comunque troppo rischioso parlare di cose troppo personali.
La pausa dell’insegnamento è durata solo un anno. A novembre del ’74 ho cominciato finalmente a fare l’ingegnere. Mi sono perdutamente innamorato di un perito meccanico eterosessuale che lavorava con me, lui mi adorava e anche io... ma era etero e io lo sapevo benissimo, però c’era, era vero, era un affetto reale, non una fantasia. Ho conosciuto anche la ragazza. Insomma è durata più di tre anni ed è stata proprio una bella storia.
Poi mi hanno mandato a La Spezia in un grosso cantiere di meccanica navale, ormai avevo più di 30 anni, ero lanciato in carriera, i miei capi mi apprezzavano molto, guadagnavo molto bene. I nonni non c’erano più, mia sorella s’era sposata e i miei adesso stavano larghi dentro casa... io ero solo, mi dedicavo solo al lavoro. Nella mia posizione ormai avevo contato solo con gente di alto livello e, francamente, di quelle persone nessuna aveva per me un significato al di fuori del lavoro. Una volta mi hanno coinvolto in una cena di lavoro con ragazze molto disponibili come intrattenitrici e sono stato terribilmente a disagio...
Poi sono arrivato a 40 anni, poi a 50 e affetti veri, cioè affetti miei, niente! Ho cominciato a usare internet anche per cercare sesso e non solo per lavoro. Non vi racconto le mie esperienze... in pratica mi sentivo terribilmente per un verso eccitatissimo e per l’altro imbranatissimo... ci ho provato solo due volte, in entrambi i casi con esisti al limite tra il ridicolo e il patologico. Poi ho lasciato perdere e mi sono contentato di andare in cerca di un po’ di foto, di video e di storie. Anche se sembra strano, certe cose, alla lunga stufano, tanto più uno che non più un ragazzo.
Poi a un certo punto capito sul blog Progetto Gay. Ricordo che la notte che ci sono capitato sono stato praticamente sveglio a leggere fino all’alba dell’indomani. Mi sembrava un’altra cosa, mi sentivo gratificato, mi ci ritrovavo, poi è venuto il forum, forse ancora più interessante perché con testimonianze più dirette, ormai era un’abitudine, aprivo internet e la puntata su Progetto Gay e sul forum era una cosa ovvia. Un giorno mi sono deciso e ho scritto a Project, ero imbarazzato perché mi sentivo troppo vecchio ma mi ha risposto in modo estremamente gentile e allora mi sono detto: un post lo scrivo pure io... ed è quello che avete appena letto. Io non sono più un ragazzo, ma ancora dentro mi sento un ragazzo e pensare che ci siano dei ragazzi gay che si possono confrontare in modo serio mi fa sentire felice. A me non è capitato di vivere la giovinezza nell’era di internet... quelli che ci vivono vorrei che capissero quanto sono fortunati.
Un caro saluto e tutti e specialissimo a Project! ... Lo vedi... anche noi vecchi serviamo a qualcosa!
_______________
Se volete, potete partecipare alla discussione su questa testimonianza aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=26231178
lunedì 21 gennaio 2008
ANZIANI GAY E SOLITUDINE
Questo blog è una cosa buona e mi sono detto che una cosa la voglio scrivere pure io. Di anni ne ho 66 e l’hanno scorso ho vissuto la peggiore tragedia che può toccare a un gay anziano come me. Marco, il mio compagno di una vita, si è ammalato e se n’è andato in sei mesi. Non vi voglio parlare di questo perché che cosa vuol dire una cosa del genere si può capire solo se ci si passa e poi mi sembra una cosa che deve rimanere mia anche per rispetto a Marco che era molto riservato, forse sbaglio, ma mi dovete scusare. Vi vorrei parlare del dopo, di quello che ho passato già dai giorni successivi. Noi non convivevamo, io ho una casetta mia e lui ne aveva una sua che adesso è finita ai parenti suoi per evitare storie e anche perché io sono vecchio e una pensioncina per campare ce l’ho. Ancora mi tengo benino, tanti acciacchetti ce li ho, ma malanni brutti brutti no... A casa mia non ho ricordi legati alla sua malattia perché io l’ho assistito fino alla fine ma a casa sua, proprio mi sono trasferito a vivere lì l’ultimo mese perché non se ne poteva fare a mano. A casa mia ho qualche ricordo bello, tante fotografie nostre, le più vecchie di 45 anni fa, adesso le guardo è penso che è tutto passato e che è tutto finito e che per noi, che bene o male eravamo una coppia che viveva con grande tenerezza reciproca, gli anni belli ci sono stati e che, pure Marco lo diceva, rimpianti non ne abbiamo avuti. Quando eravamo giovani facevamo le cose che fanno tutti... poi, col tempo, vengono i malanni e certe cose non c’hanno più lo stesso peso... due vecchi che si coccolano a vicenda la gente non li accetta, ma noi così facevamo, certo quando stavamo tra noi. Fino a due anni fa stavamo bene tutti e due e l’estate ce ne andavamo fuori città a passeggiare per i boschi, lui era appassionato di piante e aveva lavorato in un’azienda che si occupava di rimboschimento e di manutenzione dei boschi, e mi raccontava un sacco di cose sulle piante e io lo facevo parlare, un po’ perché mi piaceva pure a me e un po’ perché quando parlava stava più sereno, perché dopo i 60 anni stava un poco depresso, medicine non ne pigliava però certe volte si chiudeva e mi diceva solo qualche parola, ma quando parlava di piante, di tipi di legno e di cose di questo genere si distraeva. Insomma i primi mesi io sono stato proprio malissimo, quando passavo sotto casa sua mi mettevo a piangere, mi stava pigliando un po’ malinconia pure a me, non cucinavo nemmeno, compravo un po’ di frutta, mi prendevo una tazza di latte e quello era tutto. La mattina mi alzavo tardi e poi la sera non riuscivo a dormire. Avevo provato un poco con la televisione e qualche cosa faceva, poi la televisione s’è guastata e non l’ho ricomprata, un poco sentivo la radio, poi mi mettevo sul letto e mi mettevo a pensare, a ricordare... perché in fondo la vita nostra è stata buona e prima o poi si deve morire, però noi siamo stati insieme. Però dopo, quando è finito tutto, lo senti pesantissimo che è finito tutto. Quelli che sono stati soli tutta la vita le cose che vivo io adesso non le provano, ma noi siamo stati insieme per 45 anni. Quando mi sdraiavo sul letto mi venivano i ricordi e la malinconia mi mangiava dentro. Ho detto: “Qua se vedo avanti così finisco nella depressione nera.” E allora mi sono comprato il computer, non ne avevo mai avuto uno. All’inizio non ci capivo niente, poi piano piano mi ci sono abituato... e adesso qualche cosa la so fare. Sono andato a cercare un poco di siti gay, ma sono cose che non vanno bene per me. Per carità, vedere un bel ragazzo fa pure piacere ma io andavo cercando di capire come vivono i gay dell’età mia, ma non ci stava niente di quello che andavo cercando io. Poi sono capitato sul vostro blog e ho trovato pure qualche cosa sui gay anziani, non è proprio tanto ma c’è. Quelle cose me le sono lette e sono pure un poco malinconiche, però che dobbiamo fare? E poi io amici gay non ne ho, proprio con conoscevo nessuno, mi bastava Marco. Leggendo il vostro blog mi sono sentito meno strano, anche le cose scritte dai ragazzi e anche i commenti mi sono piaciuti molto, cioè sono una cosa bella. Ci sono stato a meditare tanto prima di scrivere a gayproject, mi sembrava una cosa strana, ma pure lui giovane non è e le cose le può capire. Insomma io volevo dire che mi sento un po’ meno perso, un po’ meno solo.Io questa mail te la mando, vedi tu quello che ne vuoi fare, se vuoi nel forum la metti tu direttamente, per il momento non me la sento di registrarmi.Un saluto caro a tutti quanti.
lunedì 31 dicembre 2007
BUON ANNO - DIALOGO GAY FRA GENERAZIONI
Loki mi dice: “Sarebbe stato bello se fosse stato disposto a raccontare qualcosa della sua vita”. Gli rispondo che io qualche cosa della sua vita la so, e pure più di qualche cosa, che lo sono andato a trovare alla vigilia di Natale, come faccio ogni tanto, ma proprio ogni tanto. Dico a Loki che conosco Vincenzo da molto tempo e che non pensavo che fosse gay ma avevo sempre creduto che fosse vedovo perché porta due fedi, sì... la sua e quella che aveva dato al ragazzo... Loki mi dice: “Quindi ha avuto una storia importante che si porta appresso nei ricordi”. Gli parlo di Vincenzo. Subito dopo la guerra aveva conosciuto un ragazzo di Milano, nel 47/48 e con tutte le difficoltà che ci potevano essere allora, c'è stato bene fino al 1961, perché il ragazzo e morto in un incidente aereo in Africa e lui è rimasto solo, allora aveva 35 anni e il ragazzo forse due o tre di meno. Da allora Vincenzo non ne ha voluto più sapere, a casa sua ci sono le foto di quando stavano insieme e sono cose belle. Gli anni '50 sono stati il suo momento d'oro, ma poi è finita male. La casa l'ha trasformata in un museo o quasi. Insomma... questa è la storia e le lettere sono tutte le lettere che scambiava con il ragazzo che faceva l'elicotterista per grandi compagnie. Le lettere me le ha fatte leggere. Loki mi dice: “Sarebbe stato bello poterle leggere.” Gli dico che sono una cosa tenerissima perché si volevano molto bene, una lettera al giorno o quasi, tu vedi proprio l'amore di due ragazzi, cioè come hanno bisogno l'uno dell'altro. Quando Vincenzo rimaneva solo viveva giorni di paura, per lunghi periodi comunicavano solo per lettera, avevano un altro modo di dirsi le cose, molto sublimato, molto affettuoso, ma come se avessero paura di dire troppo... e poi la posta poteva essere letta da altri. Loki aggiunge: “E’ un peccato che non abbia voluto condividere questo suo ricordo, ma lo capisco perché in qualche modo al momento è tutto quello che ha di più prezioso: il ricordo del suo amore.” Gli dico che, quanto alle lettere, Vincenzo non sa che fare e che pensa che se ci dovesse lasciare la pelle improvvisamente sarebbero buttate via, ma non se ne vuole distaccare finché vive perché sono sue e non le vuole dare a nessuno. Per Vincenzo quelle lettere sono cose sacre perché il ragazzo le ha scritte di pugno, a mano, e l'ultima proprio il giorno prima di morire, sono cose belle ma molto malinconiche. Poi con Loki parliamo d’altro. Prima di chiudere mi dice: “Comunque ho un favore da chiederti, la storia di Vincenzo mi ha colpito molto sai? E mi piacerebbe che, la prossima volta che lo vedi gli dicessi che tra i tuoi ragazzi, a cui lui pensa che non gliene freghi niente, qualcuno ha trovato la sua storia magnifica e che davvero lo ammira. Ammiro il suo costante amore, il ricordo affettuoso che porta con sé...”. Gli ho risposto: ”Io penso che potrei ripassare da Vincenzo prima della fine della settimana, mi ricopio quello che hai scritto e glielo faccio leggere e mi sa che gli potrebbe fare pure molto piacere”. Loki mi dice: “Mi faresti un favore grandissimo.” Dico a Loki che allora cercherò di andare da Vincenzo domattina, ci salutiamo a concludiamo la conversazione.