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venerdì 8 giugno 2012

GAY E SCUOLA DI PREGIUDIZI

Caro Project,
sono un ragazzo di 19 anni, tra poco farò la maturità e me ne andrò dalla scuola. Non vedo l’ora! Perché per me è stata un’esperienza negativa sotto troppi punti di vista. Premetto che ho sempre avuto buoni risultati, non eccellenti ma buoni certamente sì e studiare mi piace, ma a scuola mi sono sentito come in prigione, in un ambiente in cui ho dovuto fingere e fare l’equilibrista per non finire nel ridicolo e nell’emarginazione. Sono un ragazzo normalissimo, solo che sono gay, non sono mai andato dietro alle ragazze e quando le ragazze mi si mettono appresso mi sento a disagio e non so come liberarmene e loro si sentono rifiutate ed è sgradevole per tutti e due. Oggi mi è venuto tra le mani un documento di programmazione per il prossimo anno (io non ci sarò!) in cui in cui prevedono un cineforum su alcol, droga, omosessualità e violenza tra i giovani. Hanno messo l’omosessualità in mezzo tra la droga e la violenza! Per loro sono comunque devianze e sono sullo stesso piano. I pregiudizi li vedi proprio in queste cose. Poi le lezioni, una cosa grottesca, la prof. di Italiano che sa il libro a memoria ed è patita di d’Annunzio ce lo ha esaltato in tutte le salse, abbiamo fatto tanta letteratura anche recente ma Gadda no, Pasolini no, Bassani no, per fortuna che li avevo letti per conto mio e forse è meglio che non li abbia trattati, di latino è patita di Ovidio, mah! Quando ha parlato di Petronio lo ha presentato come se Petronio fosse una specie di implicito moralista fustigatore dell’omosessualità e il libro, scelto da lei, della omosessualità in Petronio ne accenna in una sola riga e in termini di ipotesi! O la prof. e chi ha scritto il libro non hanno mai letto Petronio, cosa che non credo, oppure la necessità di censurare è tale che ci si deve abbassare proprio a falsare consapevolmente le cose per quieto vivere e a presentare Petronio come un mezzo prete! La prof. di Scienze, dico di Scienze non di Filosofia, dà per scontato che essere gay è una malattia mentale e che gay si diventa e quindi bisogna stare attenti! Parole sue. È quasi incredibile che una persona che in tante altre cose ha anche una sua competenza seria, almeno per quello che posso capirne io, sulle questioni che toccano l’omosessualità sia del tutto succube di preconcetti assurdi. Il prof. di Matematica, quando è capitato di parlare di queste cose, le ha subito messe da parte dicendo che aveva ancora tante cose da fare del programma e che non poteva “perdere tempo”. La prof. Di Filosofia si salva un po’ ma anche lei glissa del tutto, almeno non dice che i gay sono anormali e, dato l’ambiente del mio liceo, è già molto. Io faccio anche Religione, soprattutto per vedere come la rigirano, il prof. è un prete giovane un po’ appiccicoso, sempre molto pappa e ciccia coi ragazzi, amicone di tutti, ma mi dà tanto l’impressione di uno che recita una parte. Con lui è capitato una volta di parlare di omosessualità, ha detto che la chiesa non può accettare chi confonde il sacramento del matrimonio (riferito egli etero) col “divertirsi” (riferito ai gay), che la chiesa capisce i problemi di queste persone, non le giudica e le rispetta “come si devono rispettare tutte le persone”, questa specificazione mi ha imbestialito! Poi ha cominciato a parlare di famiglia e il discorso gay è finito qui! A scuola c’è su queste cose un equilibrio della paura, ognuno si limita a dire solo cose ovvie, cose che non possono non essere accettate da tutti. È la fiera delle ovvietà e dei grandi principi che sono talmente generali e astratti che non si significano più nulla. Anche la politica è una realtà totalmente tabù e tutti gli argomenti tabù vengono accuratamente evitati da tutti. Il prete di religione non parla di omosessualità e di politica, non c’è possibilità di discussione, gli altri hanno i programmi, gli esami ecc. ecc., poi leggi le carte e parlano di “formazione integrale della persona”, il che è non solo ridicolo ma grottesco. Ma in fondo i prof. li posso pure capire, nessuno vuole rogne, basta portarsi lo stipendiuccio a casa! Fare questioni di principio per difendere i gay? No! Troppo rischioso e non vale proprio la pena! Anche perché se qualcuno provasse a fare diversamente lo metterebbero subito a tacere o finirebbe nel ridicolo. Ma quello che mi fa imbestialire sono soprattutto gli studenti; sono assolutamente certo che se qualche prof. provasse a fare una lezione meno stupida parlando “anche” di omosessualità in modo onesto, verrebbe subito etichettato come gay dai suoi stessi studenti con tutto quello che un fatto del genere comporta e penso che possa essere una vera forma di ricatto e di persecuzione, perché vedo certi miei compagni e soprattutto compagne che fanno dei commenti allucinanti, che sono pronti al linciaggio perché per loro è solo un gioco che afferma la loro superiorità. La stessa prof. di Filosofia ha fatto più volte finta di non sentire commenti del genere e questo è vergognoso. Ma, mi chiedo, se fosse intervenuta che cosa avrebbe ottenuto? L’avrebbero considerata nella migliore delle ipotesi una stupida che ha tempo fa perdere. Così va la scuola, almeno la mia. Me ne voglio andare dalla mia regione, non dico dall’Italia, ma voglio vivere in un posto civile, dove il rispetto c’è veramente, dove una persona può essere se stessa senza aver paura e senza dover ricorrere a funambolismi vari per non beccarsi la nomina di gay con tutto quello che viene appresso. Ho letto di scuole del nord dove le cose sono molto diverse, evidentemente ci sono ancora due Italie e io mi trovo in quella meno civile. Leggo di ragazzi che frequentano scuole dove hanno potuto addirittura fare coming out coi compagni di classe e trovarsi un ragazzo. Per me queste cose sono sull’altra faccia della luna.
Se vuoi, pubblica pure la mail, ma togli l’ultima parte.
Uno studente inca..ato!
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post, aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=21&t=2516

Read this post in English: http://gayprojectforum.altervista.org/T-gays-and-school-of-prejudices

giovedì 1 aprile 2010

STORIA DI UN RAGAZZO GAY

Caro Gay Project,
ho scoperto solo recentemente il tuo blog, e devo dire che mi ha da subito affascinato, perché offre un punto di vista sull'omosessualità maschile che ben pochi altri siti sono in grado di fornire, anche grazie alla pubblicazione di mail di altre persone, che più o meno apertamente parlano del rapporto con se stessi e con gli altri. Ho deciso di scriverti questa mail perché sento la necessità di parlare con qualcuno; ho appena sedici anni, e ho preso coscienza della mia inclinazione sessuale solo recentemente; nel senso che solo poco tempo fa ho ammesso a me stesso che essere gay non è un "reato", ma anzi qualcosa di naturale: infatti è da quattro anni ( ma anche più direi ) che provo forte attrazione per persone del mio stesso sesso, solo che fino a poco tempo fa, non riuscendo ad accettare questa attrazione, che ritenevo fosse profondamente sbagliata, mi autoconvincevo che mi dovessero piacere le ragazze, ma sentivo che provare qualcosa di "serio" per persone per cui naturalmente non provo nulla, mi faceva stare male. Eccome. Difatti solo attraverso la masturbazione mi sentivo in qualche modo meglio, ma anche in quei momenti mi sentivo colpevole, di cosa poi non lo so.
Devi sapere che fin da piccolo venivo bollato come "gay" per non so quali motivi, solo che a sei anni non ti poni più di tanto il problema, perché l'amore non è tra i tuoi primi pensieri; alle medie, ancora peggio: tutti quelli che mi circondavano mi guardavano come se fossi un alieno, e appunto mi davano dell'omosessuale, ma non davo loro retta, almeno all'inizio, perché poi le voci sono diventate sempre più insistenti ed assillanti. Senza contare che sono "quasi finito a letto" con uno dei miei amici, ed è una storia che sinceramente mi imbarazza molto, perché in quel momento non mi rendevo conto di quello che stessi facendo. Finiscono le medie, e finalmente mi son detto che avrei trovato delle persone più mature alle superiori; mai nulla fu più sbagliato: ai pessimi voti iniziali, che mi gettarono nel più totale annebbiamento, si aggiunsero le voci, delle quali venni a sapere attraverso terzi, che mi bollavano automaticamente come gay. E ci rimasi molto male, perché, va bene, ero un po' sfigato, con qualche chilo in più e un viso non molto attraente, non mi aspettavo che anche a 15 anni ( ma evidentemente pensavo male ) la gente mettesse in giro ancora quelle voci...
Da quel giorno ho sempre cercato di nascondere i miei desideri per le persone del mio stesso sesso, attraverso, come dicevo all'inizio, una politica di autoconvincimento, e funzionava anche; finché non ho trovato il tuo blog, che è stato una vera benedizione; ho letto tante storie che assomigliavano in parte con le mia; ho letto di tante persone che hanno provato sentimenti simili ai miei e via dicendo. E quella sera, dopo aver passato circa due ore sul tuo blog ( mi aveva appassionato ), ho fatto il coming out a me stesso prima; e non ti dico come mi sentivo bene, era come se mi fossi liberato di un peso che mi opprimeva; solo che non bastava, sentivo che dovevo rendere partecipe qualcuno della mia fortuna ( perché la ritengo una fortuna ), così l'ho confidato prima ad una mia amica, che è stata molto contenta, e siamo andati a festeggiare con una pallina di gelato ( in inverno... ) e con un po' di shopping. Poi l'ho detto ad altre due mie amiche: una è stata contenta del fatto che mi sia aperto con lei, mentre un'altra mi ha fatto velatamente capire come non volesse avere niente a che fare con me ( mi ha scritto in un sms qualcosa che suonava come "non ti bollare; sii libero, lascia stare..." e via dicendo ). Adesso sinceramente mi sento molto meglio, anche perché in questo modo ho compreso quali persone mi vogliano veramente bene al di là del mio orientamento sessuale; ho la tentazione di parlarne anche con altre persone, ma ho notato che i loro sentimenti verso gli omosessuali non sono dei migliori, quindi meglio lasciar stare.
Due settimane fa, circa, ho scoperto un ragazzo che frequenta la mia scuola, che è bellissimo, almeno per me: alto, capelli lunghi mossi, magro ma non troppo, molto "cucciolo", e con un sorriso meraviglioso, solo che è etero, e ti lascio immaginare che delusione quando l'ho scoperto, perché ero quasi convinto che fosse gay ( questo dimostra che non bisogna giudicare un libro dalla copertina ), solo che mi piace proprio tanto, e non so cosa fare. Certo non posso andare li a dirglielo, ma mi dispiacerebbe anche liquidare la faccenda così in fretta, ma è etero quindi è evidente che non gli interesso...
Adesso volevo farti un paio di domande, perché non so come comportarmi in generale: come faccio a capire se qualcuno è gay? cioè, non voglio sapere se uno è gay guardandolo dall'alto in basso, ma volevo capire, perché non credo sia sensato andare li e chiedergli "sei gay?"; e poi, secondo te è troppo presto per me per avere una storia d'amore? Che sia breve o lunga non importa ( meglio lunga...=P ), l'importante è che sia vissuta. Faccio bene a sperare ciò oppure è meglio accontentarsi di una storia passeggera ( qualora ci dovesse essere )?
Grazie mille e pubblica pure se vuoi la mail (nascondendo l'indirizzo, ovviamente ).
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Ciao,
ho letto la tua mail tutta d’un fiato. Ho l’impressione che tu stia reagendo con molto equilibrio e che il periodo peggiore sia ormai superato. Per un ragazzo gay, tanto più se giovane come te, il passo veramente importante consiste nel dirsi: “Sono gay, questo è un dato di fatto. Adesso partiamo da qui e cerchiamo di costruire!” Il momento critico è il passaggio dalla negazione all’accettazione, alla consapevolezza che non c’è niente da modificare ma tutto da accettare per cominciare a costruire il proprio futuro sulla base della propria affettività. Da quello che scrivi è evidente che hai combattuto contro la tua sessualità perché sei stato abituato a considerarla un disvalore, hai assimilato idee preconcette che ti hanno messo in lotta con te stesso, ma poi, lentamente, la realtà dei fatti si impone a qualunque preconcetto, piano piano apri gli occhi e cominci a capire che nonostante gli atteggiamenti di derisione e di sarcasmo dei tuoi compagni di scuola, che manifestano in questi comportamenti tutta la loro immaturità, essere gay è un modo di amare e non qualcosa da respingere come se fosse patologico o peggio buffonesco. Ma ormai il passo lo hai fatto e hai cominciato a ragionare con la tua testa. Ed è su questo che potrei portarti mille conferme: essere gay è un modo di amare, è una cosa della quale non solo non ci si deve vergognare ma bisogna andare fieri perché per un ragazzo gay la sua sessualità e la sua affettività rappresentano una parte profonda e fondamentale della sua personalità. Essere gay e arrivare a realizzarsi anche a livello affettivo è possibile e di questo ho conferme ogni giorno. Di ragazzi gay che vivono una vita di alto profilo fatta di sentimenti profondi e condivisi, oltre che di studio, di lavoro e di impegno sociale ne ho visti parecchi. Realizzare il proprio progetto di vita non è facile, ci vuole uno sforzo costante ma alla fine ci si riesce. Per un ragazzo gay che voglia prendere le cose seriemente la vita può essere veramente meravigliosa. Ma, in concreto, che fare? Bisogna guardare lontano, costruire prima di tutto la propria indipendenza economica, perché potrai sentirti libero ed esserlo veramente solo se riuscirai ad essere economicamente indipendente e ad avere una casa in cui vivere senza dover rendere conto a nessuno di quello che fai e quindi senza essere condizionato. Poi c’è la questione del coming out, per la quale ti raccomando la massima prudenza perché gli ambienti in cui si convive con gli altri in regime almeno in parte concorrenziale (scuole, università e luoghi di lavoro) sono i meno adatti alla creazione di amicizie profonde e quindi quelli in cui il rischio che il coming out possa diventare pettegolezzo o peggio possa essere strumentalizzato a tuo danno è più consistente. Quindi prudenza. Poi, senza nessuna fretta, penserai anche se è il caso di affrontare un discorso diretto con la tua famiglia ma, lo ribadisco, è una cosa che dovrai valutare molto attentamente perché dopo un coming out in famiglia i rapporti cambiano inevitabilmente e dopo ti rendi conto, anche quando va bene, che le cose non sono esattamente come prima. Quindi anche e soprattutto rispetto ad un eventuale coming out in famiglia non affrettare i tempi e mantieni un atteggiamento di lucidità. Quanto alla sessualità, beh sentirsi in colpa per il fatto di masturbarsi pensando a un ragazzo invece che a una ragazza non ha proprio alcun senso. È ovvio che se sei gay le tue fantasie sessuali sono concentrate sui ragazzi, quindi devi sentirti totalmente libero. Un discorso diverso invece va fatto sull’idea di cercarsi un ragazzo, qui c’è una dose di rischio che non è trascurabile. L’ambiente scuola non è certo il migliore per un ragazzo gay, all’università in genere è possibile che si creino contatti seri perché l’ambiente è molto più libero ed esiste un livello di privacy molto più alto. Quasi tutte le storie importanti che ho visto tra ragazzi gay sono nate all’università e sui posti di lavoro, del tutto al di fuori di qualunque ambiente gay e sono nate in modo spontaneo, come sviluppo di una normale amicizia, senza che nessuno dei due dovesse dichiararsi all’altro. Come si fa a capire se un ragazzo è gay? La risposta è solo indicativa, si cerca di vedere quello che quel ragazzo non fa. Un ragazzo gay in un ambiente in cui non si sente sicuro si guarderà bene dal mettere comunque in atto comportamenti che possano farlo individuare come gay ma eviterà anche comportamenti nettamente etero, sia per non entrare in storie che non lo coinvolgono, sia per non lanciare messaggi sbagliati ad altri ragazzi gay. Quindi osserva prima di tutto quello che un ragazzo non fa. L’altra questione: è troppo presto per una storia d’amore? Beh, non è una scelta, sono cose che capitano, se capitano, e se capitano non c’è dubbio che sono esperienze importantissime, sia nel positivo che nel negativo, perché non è affatto detto che anche se tu trovassi un ragazzo gay che ti piace e che sembra che ti corrisponda, alla fine quel ragazzo sia realmente il ragazzo giusto per te. Quindi anche qui prudenza. Le cose serie sono quelle che durano e che cominciano piano piano. Soprattutto una cosa devi tenere presente, che alla base di qualsiasi rapporto affettivo ci deve essere rispetto reciproco, stima dell’altro come persona e desiderio di costruire insieme, cioè l’essere in due è sostanzialmente diverso dall’essere soli. Quanto all’innamorarsi di un ragazzo etero, beh, è un classico, tutti i ragazzi gay ci passano. Un ragazzo etero, se va bene, può essere un buon amico, ma non devi mai dimenticare che quello che tu provi per un ragazzo etero lui non lo proverà mai per te e che nella sua mente non potrai mai avere il primo posto. Per il momento ti saluto e ti invio la mail.
Un abbraccio forte e un incoraggiamento sentitissimo ad andare avanti e a lavorare per il tuo futuro.
Project
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mercoledì 26 novembre 2008

COMING OUT IMPOSSIBILE

Ciao Project.
ho 19 anni, sono di Parma, un posto tradizionalmente civile, anzi è la mia città e l’apprezzo molto, però qui non è per niente tutto rose e fiori. Devo fare la maturità scientifica a luglio, la mia scuola è di quelle serie dove ti spacchi la schiena a studiare e ti selezionano in modo pauroso. Di cose ne ho imparate tante, è vero, ma non ho mai vissuto la mia vita, non quella di ragazzo gay, ma semplicemente quella di ragazzo liceale che avrebbe anche bisogno di un po’ di aria libera. La scuola: un’ossessione. A 19 anni io posso dire di avere solo studiato e di non avere una vita mia nemmeno a livello minimo. Amici non ne ho, ai miei compagni di classe interesano solo i voti e poter dire di essere più bravi degli altri. E non finisce qui perché questa musica continuerà anche all’università e poi quando troveremo lavoro, se lo troveremo: una corsa continua per arrivare sempre primi, distruggendo le persone dentro. I miei compagni, che penso che siamo tutti etero, non hanno la ragazza perché non hanno tempo se non per studiare, quelli che ce l’hanno, pochissimi, la vedono una volta ogni 15 giorni se va bene a casa dei genitori. Tra noi non si parla mai di sesso a nessun livello e in pratica non si parla che di cose da studiare e al massimo della scelta della facoltà, cioè praticamente qui non si vive. C’è la fissa del cento e lode! C’è gente che se non lo prende rischia di cadere in depressione. Non scherzo è proprio così. Poi leggo nel tuo forum della prudenza nel coming out, ma quale coming out? Ma lo sai tu a che cosa è ridotta la mia vita affettiva/sessuale? A guardare di straforo qualche compagno che si spoglia prima della lezione di Educazione fisica e poi la mia vita sessuale (che espressione enorme per una realtà così stupida!) non esiste proprio, mi limito a passare un po’ di tempo la sera davanti al computer. Mi piacerebbe almeno starci in pace per un’ora, ma no! Pochi minuti e basta! E certe volte lascio proprio perdere prima di cominciare. E poi arrivo cotto dallo studio e voglia di sesso ne ho poca o niente. Ti dico che magari mi piacerebbe parlare un po’ con te, ma tanto non lo posso fare se non per e-mail perché la sera devo andare a dormire presto se no l’indomani non rendo. Un coming out io? Forse quando avrò 40 anni! E adesso devo pure chiudere la mail perché devo andare a studiare. Rispondimi per e-mail, una bella lunga, quella la leggo rapidamente, ma la chat con va bene per me, ci vuole troppo tempo! (capisci come vivo!)

Stammi bene. Pubblica pure questa mail, mi piacerebbe sapere se gli altri ragazzi hanno le stesse ossessioni che ho io.


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http://progettogay.forumfree.net/?t=34492660

domenica 29 giugno 2008

MONTALE GAY?

Ciao Project,

ti scrivo perché fai cose che hanno un senso e mi devo pure sfogare in qualche modo. Ho 19 anni e sto facendo adesso la maturità. Be’ io sto imparando a mie spese quanto convenga essere ipocriti. Quest’anno alla prova di italiano c’era un tema su una poesia di Montale e sulla missione salvifica della bellezza femminile. Il giorno appresso è uscito sui giornali che Montale aveva scritto quella poesia per un ballerino russo. Non so se Montale avesse niente a che vedere coi gay, ma non credo, quello che ho pensato leggendo quello che hanno scritto i giornali il girono successivo è che Montale deve essere stato almeno una persona intelligente se ha potuto parlare in quei termini della bellezza di un ragazzo, anche se magari lui era etero. Etero sì, ma non schiacciato sui modelli più stupidi della letteratura. Se avessi saputo a chi era dedicata quella poesia l’avrei commentata, ma il ministero fa veramente cose strane, tra tutta la letteratura etero che c’è, se volevano parlare di donne angelicate di scelta ne avevano, ma loro sono andati a parlare di forza salvifica della bellezza femminile pure commentando una poesia dedicata ad un uomo! Ma perché non ci può essere una forza salvifica della bellezza maschile? Per Montale esisteva, ma per il ministero un’idea del genere è totalmente inconcepibile. Ho fatto il tema sulla Costituzione. Io quando leggo la costituzione mi commuovo, quello è un po’ il mondo come dovrebbe essere, una cosa seria, dove c’è libertà e c’è rispetto e non uno schifo come quello in cui viviamo, in cui chi strilla di più ha ragione. Della storia di Montale i miei compagni ne hanno fatto occasione di battutacce e io zitto! Che schifo! Da parte loro perché ci ridono sopra e da parte mia perché non ho il coraggio di fargli notare quanto sono stupidi. Nel tema sulla Costituzione ho parlato pure dei gay e ho detto che se un ministro coma Mara Carfagna si permette dei commenti omofobi (dice che i gay sono “costituzionalmente sterili” e che “per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare”) lei sta offendendo anche la Costituzione che dovrebbe essere una lezione di vita anche per lei. Queste cose le ho scritte sul tema! Che succederà? Aspetto il verdetto. Se mi tagliano le gambe vuol dire che sono deficienti. Un professore mio che non si sbottona mai troppo, però, mi ha fatto capire che quando hanno letto il mio tema lo hanno addirittura apprezzato. La tesina l’ho fatta su Petronio, Wilde, Gadda e Pasolini. Chi vuole capire capisce. Be’ le cose le ho prese in termini generali però il centro era il perbenismo borghese. I professori miei non sono stupidi e durante l’hanno mi hanno trattato con molto rispetto. Che sono gay non l’ho detto mai apertamente, ma chi vuole capire capisce e secondo me hanno capito tutti. Però per gli esami tesina soft, prudenza, mezzi toni, insomma questa sarebbe la libertà! Ma perché nella Costituzione non c’è esplicitamente una libertà di essere gay, anzi un vero e proprio diritto. Non so che ne pensi tu, ma io penso che il mondo fa schifo, lo penso veramente, non mi piace vivere in un mondo di ipocriti in cui se sei ipocrita ti danno pure il premio e se dici quello che pensi realmente ti sputano in faccia! Ma il mondo nostro è così. Io sono gay, non appartengo e non voglio appartenere a questo mondo da schifo, certe volte spaccherei tutto. In un mondo di ipocriti come questo mi ci sento stretto. Adesso per fortuna (se non mi bocciano) la scuola è finita, almeno cambio aria! Ho bisogno di libertà, di vivere la mia vita senza guinzagli di nessun genere. Purtroppo non me ne potrò andare di casa e dovrò continuare a fingere ancora per parecchi anni! I miei compagni etero hanno tutti la ragazza e se la portano a casa, io devo vivere di nascosto, ma ti sembra giusto? Noi il diritto ad essere noi stessi ce lo dobbiamo riprendere, che poi non è una cosa teorica, perché se vivo nascosto non ho nemmeno la possibilità di trovarmi un ragazzo e magari devo passare tutta la vita da solo mentre certa gente ci fa pure il ministro dicendo stupidaggini. Ma quello è solo quello che si vede, poi c’è tutto quello che non vede, tutta l’omofoba nascosta dei buoni sentimenti nel modo più ipocrita, ma che te lo dico a fare? Tu lo sai meglio di me!

Un abbraccio

Enrico

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sabato 22 marzo 2008

SESSO GAY NEL DIARIO DI UN DICIOTTENNE

Un documento interessante: la sessualità gay di un diciottenne di 33 anni fa

La sessualità gay, proprio per il fatto che interviene tra persone dello stesso sesso, risponde a una profonda esigenza di identificazione con l’altro e di corrispondenza che la distingue dalla eterosessualità in cui domina il concetto di complementarità legata alla differenza di genere. A questa constatazione elementare e nello stesso tempo basilare rinvia la pagina di diario che riposto qui di seguito. Preciso che ho lasciato il testo in versione integrale.

6 Marzo 1975

Che culo! Io voto!!!! Oggi hanno fatto la legge del voto a 18 anni, io 18 anni l’ho fatti da pochissimo... alle prossime elezioni voto!!! ... ma in fondo che me ne frega a me che voto... io adesso c’ho altro per la testa... Chissà perché mi piace e mi piace da matti? tutto intellettualotto coi capelli un po’ lunghetti, in un certo senso mi somiglia, è chiaro di carnagione come me, castano chiaro di capelli come me, capello liscio come me, sempre jeans e maglione come me. Oggi c’aveva un maglione così largo che ci navigava dentro.. e i jeans... la moda dei jeans stretti benedetto chi l’ha inventata, lì anche se non vuoi, non dico che si vede ma te l’immagini e mi sa che ce l’ha pure come il mio. Lui sta al banco avanti al mio, e sono stato tutta l’ora di matematica a fissare la sua gota sinistra, bellissima con quel po’ di barba chiara appena rasata, ma io m’innamoro anche solo di un particolare così... poi qualche centimetro di collo, l’attaccatura dei capelli, l’orecchio, bellissimo, proprio perfetto. Poi la matta l’ha interrogato e ci sono stato malissimo, l’ha proprio torturato. Dico! Ma lascialo stare no! Invece quella ci si divertiva! ... Io sarei andato lì e gliel’avrei tolto da sotto le grinfie... vabbe’ non l’ho fatto... ma mica mi posso giocare l’anno! Quando siamo usciti ci siamo guardati, occhi negli occhi come facciamo tutti i gironi... che sensazione! Ormai sono tre mesi che abbiamo rotto il ghiaccio, io non credevo che sarebbe mai successo ed invece è successo... erano i primi di dicembre... ti avevo mangiato con gli occhi fino dal primo giorno di scuola, mi dicevo: Ma come fa a essere così bello, così dolce... e così sexy... perché lo sei in un modo così naturale che mi rubi l’anima. Prima di dirtelo... un’ansia da infarto quando poi sono arrivato al punto e ho sputato il rospo tu m’hai fatto il gesto mi mandarmi un bacio, poi m’hai preso la mano e l’hai stretta tra le tue. Il nostro primo contatto fisico vero, voluto. Avevi le mani calde, asciutte, esattamente come le mie, il contatto era gradevole avrei voluto che durasse all’infinito. Stringere le mani di un altro ragazzo... non solo, stringere le Mani di marco, del mio Marco, belle, forti, chissà quante cose c’hai fatto con quelle mani... vabbe’, lasciamo perdere... però un contatto fisico è proprio un’altra cosa, conta più di mille parole, ti trasmette proprio quella vibrazione fisica che ti stordisce. Se quel contatto non ti tradisce, non si perde in esitazioni o in incertezze strane, diventa una cosa così essenziale che non ne puoi più fare a meno... io non posso andare girando con lui mano nella mano ma sarebbe bellissimo... e mi immagino che cosa deve essere poterlo abbracciare, poterlo baciare in pubblico, o addirittura avere con lui un contatto intimo... io credo che per l’emozione mi potrebbe venire un infarto.... se anche solo a stringerci le mani mi sentivo un dio! La sensazione più bella che c’è, che lui ti guarda negli occhi e ti dice di sì. Io la sera ho fatto proprio i buoni propositi per meritarmelo il mio tenerone, ho promesso che non mi sarei più masturbato perché mi volevo conservare tutto per Marco... vabbe’, promesse un po’ pazzesche... però per qualche giorno c’ho provato, anche se era un’impresa titanica, già lo era prima ma dopo che ci eravamo stretti le mani era proprio impossibile. Marco... mi piacerebbe tanto sapere che cosa hai fatto tu quella sera, ma non te lo chiederei mai... non ti voglio mettere in imbarazzo nemmeno un pochettino. Io con te col sesso vorrei correre a velocità stratosferica, ma mi sento un imbranato totale e mi sa che tu pure non scherzi... Poi uno pensa: se trovo un ragazzo gay che mi corrisponde, col sesso parto in quarta, ho risolto tutti i problemi e ho realizzato tutte le fantasie... col cavolo! C’ho sempre una maledetta paura di fare il passo più lungo della gamba, di correre troppo... io voglio che noi andiamo di pari passo perché nel sesso dobbiamo veramente essere in due però, mannaggia, il tempo passa e alla fine ne abbiamo parlato solo, però quando ne abbiamo parlato ero proprio eccitatissimo, non era il fatto di parlare di sesso, era il fatto di parlare di sesso tra noi, l’intimità era pazzesca è mi sono eccitato in modo pazzesco... e quella notte intera al telefono a parlare piano piano per non farci sgamare, non era nemmeno parlare di sesso, anche quello, sì, però era proprio il fatto che eravamo disposti a stare una notte intera al telefono l’uno per l’altro... perché io lo sapevo benissimo quello che passava per la testa a te e tu sapevi benissimo quello che passava per la testa a me... e non solo per la testa. Allora ti sei fatto coraggio tanto c’era il telefono di mezzo, e m’hai raccontato un po’ delle fantasie tue che mi sembravano proprio identiche alle mie, quella notte, sussurrando piano piano, mi hai parlato dei tuoi sogni erotici e dei tuoi desideri segreti, eri quasi stupito che quelle cose mi sembrassero totalmente naturali e totalmente anche mie, mi hai detto: “Ma possibile che siamo uguali fino a questo punto?”... Marco, accidenti, io penso che da qui a qualche giorno non riuscirò più a fermarmi... ma come faccio a fermarmi... io ti salto addosso... stare al posto mio mi costa moltissimo però non ti vorrei mai mettere in imbarazzo, meglio niente di qualcosa che non sia buona anche per te... però io ti porto sempre con me, di giorno e di notte... ieri notte ti ho sognato, ho sognato che ci abbracciavamo nudi, lo so che era solo un sogno ma era bellissimo... adesso la fase del “perché lo dovremmo fare” l’abbiamo passata adesso siamo al quando... insomma sì qualche passo avanti l’abbiamo fatto... ma io non ce la faccio più ad aspettare... ma perché? Uffa! Lo so che non dobbiamo rovinare le cose per correre troppo... tu mi hai promesso che la prossima volta ci proviamo... ve bene... se non te la senti va bene lo stesso... però ti prego... proviamoci... Adesso ogni volta che vengo da te mi faccio una doccia lunghissima senza masturbarmi, ed è già una tortura, poi mi metto la biancheria più bella che ho... perché io penso che possa essere la volta buona... e poi io lo sento che ci siamo quasi... mercoledì, quando ci siamo baciati è stata una cosa così sexy che mi stavo proprio sciogliendo... poi mi dici che ti senti in imbarazzo... per portarti a baciarmi come si deve ci sono voluti mesi, all’inizio ti sembrava una cosa impossibile pure quella, poi ti sei sciolto e adesso chi ti ferma più... però ancora siamo a questo livello... sì, è bello, bellissimo, sexy, sexyssimo... però... me l’hai detto pure tu che non vedi l’ora, ma io non ti dico chissà che cosa, ci spogliamo e ci mettiamo sotto le lenzuola, neanche ci tocchiamo, te lo giuro, ma io voglio sentire il tuo calore, quello vero, quello di tutto il corpo... ma scusa, ma di che hai paura? ... mi pare che alla fine i nostri desideri sessuali sono esattamente gli stessi, non ci saranno sorprese di nessun genere, lo sai già... Marco... la prossima volta... mi raccomando, pensaci... io lo so che ci pensi perché quando stiamo insieme sei eccitatissimo anche tu e si vede... e allora perché no? Perché non ancora? Ma non ti rendi conto che così è una tortura? Però alla fine una cosa bellissima l’hai fatta, mi hai dato una tua foto in costume, io una cosa del genere non te l’avrei mai chiesta e invece l’hai fatta tu, direttamente. Io quella foto l’ho nascosta, non c’è niente di strano nella foto... ma quella foto è mia l’hai data tu a me... è un pegno d’amore... mannaggia adesso mi sento pure stupido... mi ci volevi mettere una bella dedica... e io ti ho detto di non mettercela perché se qualcuno l’avesse trovata sarebbe stato imbarazzante... e m’hai detto pure che cosa ci avresti scritto: “Al mio gattino, perché mi porti sempre sul cuore...” Come si fa a non desiderare di fare l’amore con un ragazzo come te... è impossibile, sei troppo dolce... Lo sai che ho scritto per te anche una poesia erotica... niente di sconvolgente, però l’idea di fare l’amore con te mi torna proprio ossessivamente... che ci posso fare... forse sono un po’ maniaco ma quando ti sto vicino mi sento in orbita e non capisco più niente... Adesso me ne vado a dormire o meglio prima a... e poi a dormire... tanto lo sai... ce lo siamo detto chiaro... Ciao tenerone mio... e masturbati solo pensando a me... capito!?

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giovedì 20 marzo 2008

AMORE TRA GENITORI E FIGLI GAY

Ciao Project,
ti ricordi di me? Matteo, di Bergamo, 18 anni, quello che era innamorato di un compagno di scuola... allora io ti avevo detto che non ero dichiarato ma adesso le cose sono cambiate. Ti racconto la storia, se ti va pubblicala, mi farebbe piacere che gli altri ragazzi la leggessero perché per me questo è un momento di felicità straordinaria. Mai avrei sognato di vivere cose simili. Ma cerco di andare per ordine e di farmi capire da tutti. Ciao Project! Anche per un ragazzo gay la vita può essere bellissima e tu me l’avevi detto anche se io allora non ci credevo! Oggi sono felice!

Ciao ragazzi, vi racconto la mia storia. Fino al mese di ottobre dell’anno scorso la mia vita è stata in sostanza solo un’attesa e un’attesa brutta di cose che io pensavo non sarebbero mai arrivate. Mi ero innamorato più volte, se si può chiamare amore il perdere la testa per un ragazzo che nemmeno ti guarda, mi sentivo frustrato e depresso. Non era nemmeno una questione sessuale, del sesso non me ne sarebbe importato nulla, mi sentivo maledettamente solo, dei miei sentimenti non potevo parlare con nessuno, poi ho scoperto il blog di Project e mi è tornato un po’ di coraggio, a ottobre ho contattato Project che mi ha detto un sacco di cose positive sui gay e sul fatto che possono veramente essere felici, quelle cose mi faceva piacere sentirmele dire ma mi sembravano anche un po’ false... in un certo senso troppo belle, come se fossero state inventate per farti stare tranquillo, una specie di anestetico. Con Project ho parlato un paio di volte, poi sono sparito, lui mi ha mandato una mail della quale capisco il senso solo adesso, ma allora non ho nemmeno risposto. Continuavo a leggere il blog e mi sembrava un po’ un libro di favole e le cose positive che scrivevano i ragazzi mi facevano un effetto stranissimo, mi dicevo che erano terribilmente ingenui ad avere fiducia nel futuro perché il futuro sarebbe stato per loro solo una delusione. Bene, adesso tutte queste cose mi sembrano assurde e l’ottimismo di Project (prudente ma vero ottimismo!) mi sembra una cosa assolutamente realistica.
Nella mia classe, alla fine di ottobre è arrivato un ragazzo nuovo che si chiama Matteo come me, quando l’ho visto ho sentito dentro come una scossa elettrica, mi sono detto: è lui! E’ tenero, dolcissimo, mai aggressivo e poi ci siamo presi fin dal primo momento. Dopo pochissimi giorni ho cominciato ad andare a studiare a casa sua. I genitori mi hanno accolto benissimo, noi studiavamo in una stanza e ogni tanto ci portavano il tè coi pasticcini o il caffè, poi tante volte sono rimasto a pranzo a casa sua, stavo benissimo, anche coi genitori ho parlato più volte, erano molto premurosi e dicevano cose bellissime del figlio. Un pomeriggio siamo andati a fare una passeggiata e lui mi ha detto che era gay ma l’ha fatto nel modo più informale possibile. Parlavamo dei suoi genitori e gli ho detto che per un figlio avere dei genitori così deve essere bellissimo e lui mi ha detto. “Tanto più poi per un figlio gay...” Alla fine del pomeriggio mi sentivo in Paradiso, Matteo era innamorato di me e me l’aveva detto chiaramente e, udite udite! ... lo aveva detto anche ai genitori che l’avevano presa bene e dopo avermi conosciuto erano entusiasti di me! Pare pazzesco ma è tutto vero! ... Però per me rimaneva un problema grossissimo, cioè quello di dirlo ai miei genitori che con ogni probabilità una cosa del genere non se l’aspettavano proprio. Matteo era venuto a studiare da me qualche volta ma i miei sono molto più riservati e con lui avevano scambiato solo poche parole di cortesia. Insomma la cosa andava benissimo tra noi e con la sua famiglia e in fondo non poteva proprio andare meglio, mi sentivo proprio incoraggiato, ma sul lato della mia famiglia mi sentivo impacciatissimo, sapevo bene che il problema potevo risolverlo solo io e ho fatto una cosa rischiosissima che non avrei mai pensato di fare, ho affrontato prima mio padre, l’osso più duro, sono andato da lui e gli detto: “Papà, hai presente Matteo, quel mio compagno...” lui mi ha detto. “Sì” e io ho aggiunto: “Penso di essermi innamorato di lui...” Mio padre è rimasto letteralmente senza parole, non sapeva che dire, ma non era sconvolto, poi m’ha guardato negli occhi e mi ha detto: “Ma sei sicuro?” Gli ho detto: “Penso proprio di sì...” e quello che mi ha detto dopo ha sconvolto me, mi ha detto: “Ma tu lo conosci bene?” in pratica sul fatto che fossi gay non ha battuto ciglio, poi gli ho anche chiesto se se lo immaginava e mi ha detto nettamente di no. Ha voluto sapere tutto di Matteo, anche dei genitori, di come mi trovavo con loro, cioè si è comportato, al 100% come se fossimo due fidanzati etero. Poi mi ha detto: “Io non ti dico nulla, se ce lo vuoi fare conoscere, insomma, fai tutto come ritieni meglio, io lo so chi sei e ti voglio bene... a mamma glielo dico io... ma vedrai che non ci saranno problemi, però state attenti a scuola che lì l’ambiente non è sempre favorevole...” Notavo che mio padre non usava mai né la parola gay né la parola omosessuale e allora l’ho invitato a farlo, cioè a dire esplicitamente che io e Matteo siamo due ragazzi gay, la prima volta l’ha fatto con una certa difficoltà, poi piano piano si è sciolto un po’. Come sono stato felice di quelle risposte di mio padre non ve lo potete nemmeno immaginare. L’avrei abbracciato, ma non l’ho fatto, lui m’ha detto: “Portami un gelato dal frigo... che mi devo riprendere un pochettino...” ma l’ha detto sorridendo. Gli ho portato il gelato e quando gliel’ho dato mi ha preso la mano e l’ha stretta fortissimo e mi ha detto: “Tu non sai quante volte io ho pensato che per te non sono stato un esempio, che magari tu avresti voluto un padre diverso...” e allora me lo sono abbracciato stretto! Accidenti, fa un’impressione fortissima sentirti tuo padre che ha appena saputo che sei gay e che vuole un abbraccio da te... è bellissimo! Il pomeriggio l’ho raccontato a Matteo e siamo stati tutta il tempo mano nella mano, una cosa dolcissima. Quando camminavo mi sembrava proprio di non toccare terra.
L’indomani a scuola è successa un’altra cosa incredibile... io e Matteo stavamo soli in classe e Matteo appoggiava la testa sulla mia spalla, a un certo punto è entrato il prof. di Matematica, un signore sessantenne ma simpatico, entra, ci vede così, capisce al volo, poi ci fa segno con la mano di separarci e si siede di fronte a noi e comincia a parlare di matematica... cinque secondi dopo entra il preside con un geometra della provincia che doveva vedere delle cose dell’edilizia. Il preside è uno che io non sopporto proprio ha un suo concetto delle disciplina... insomma se ci avesse beccato soli in classe, io e Matteo e in quegli atteggiamenti sarebbe successo un disastro. Quando il preside se n’è andato il prof. di matematica ci ha detto: “Ragazzi cercate di essere prudenti... non vi mettete nei guai...” Anche questa è una cosa che non mi sarei mai aspettato. La lezione l’abbiamo capita e a scuola abbiamo evitato qualunque atteggiamento anche lontanamente sospetto. Il prof. di Matematica quando ci vede nei corridoi ci saluta e ci sorride, anche questa è una cosa importantissima.
Io non so che cosa può cercare un ragazzo dagli altri, ma a me non interessa affatto che mi accetti tanta gente che non mi piace e che non sopporto, ma tengo moltissimo alla simpatia delle persone che stimo.

Ragazzi, lo so che vi sembra una favola e sembra così anche a me, prima che mi succedesse non l’avrei mai immaginato, eppure è successo e allora voglio dire a Project che aveva ragione e che la felicità per i ragazzi gay esiste!

Ciao ragazzi e non vi scoraggiate mai perché le cose possono cambiare in meglio molto rapidamente... se oggi siete depressi e vi sembra che le cose non andranno mai per il verso giusto, pensate che sei mesi fa la pensavo anch’io così! In bocca al lupo da Matteo 1 e da Matteo 2!!!
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mercoledì 27 febbraio 2008

COMING OUT A SCUOLA

Per la scuola ci passano tutti. Apro questa classicissima discussione con una riflessione, apparentemente banale: per un ragazzo gay la scuola superiore è insieme l’inferno e il paradiso, ci si entra a 14 anni e se ne esce a 19 ormai giovani adulti. In pratica quasi tutto l’apprendistato sessuale e soprattutto affettivo è legato all’ambiente della scuola. Se per un ragazzo etero i comportamenti possono essere relativamente liberi, un ragazzo gay sperimenta a scuola lo stesso senso di costrizione e di limitazione che sperimenterà per il resto della vita. Si tratta letteralmente, purtroppo, di una scuola di vita. Nonostante tutte le limitazioni che un ragazzo gay sente sulla sua pelle la curiosità sessuale resta sempre vigile e prevale in genere sul senso di disagio, tra i ragazzi più grandi si sviluppano talvolta rapporti affettivi molto forti, amicizie, amicizie amorose e anche vere storie d’amore. Storie d’amore etero ne vedete molte, storie d’amore gay non ne vedere mai e anzi non vedete mai nemmeno ragazzi gay. Tutto a scuola è rigidamente etero, nessuno, né insegnante né studente si concede aperture gay, il gioco è pericoloso e, talvolta, sotto l’apparenza dell’interessamento pedagogico e psicologico alcuni ragazzi possono subire l’omofobia latente nell’istituzione. Riporto qui qualche pagina del diario scolastico 1976 di Dario, un ragazzo allora 16enne.
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Lunedì
Potevo nascere brutto! ... Mamma.... perché m’hai fatto così bello? Se ero brutto stavo meglio... io a queste non le sopporto proprio... Mi s’appiccicano addosso, mi fanno una caspita di moine. Cinzia mi si siede sempre sulle gambe e fa finta di niente... Paola mi si sbaciucchia pure... ma chi te vole! ... ma andatevene da Cristiano che a lui non gli pare vero, così fate contento lui e lasciate tranquillo me... ma quello è brutto... per fortuna sua... vabbe’... basta... ma quanto la fa lunga questa [la prof. di filosofia] e poi la butta sempre il politica e lei dice che fa lezione... Ma che ti guardi? ... Sto scrivendo... ma a te che te ne frega che sto scrivendo... sto prendendo appunti dei cavoli miei... vedi... faccio pure sì sì con la testa... sei contenta? ... Ma a me questa mi pare Maga Magò!
Mercoledì
Che rabbia! Io a quello me lo magno! Sei vecchio, passi! C’hai la pancetta, passi! Non c’hai manco un capello in testa, non è colpa tua. Ma sei uno str.... !... io le due ore del mercoledì le aspetto tutta la settimana perché mi devo vedere Emilio che si spoglia... e tu che mi fai? Te ne stai casa tua e ti dai malato... e a noi ci mandano la befana per altre due ore di filosofia... ma caz..! E adesso devo aspettare un’altra settimana...
Giovedì
Oggi mi chiama Maga Magò... “Ma che stai scrivendo? ... portami il diario!” ... Io... a te... il diario... ma col caz... che te lo porto! L’ho dovuta supplicare, mica glielo potevo dare. Vabbe’ questa è una... e poi Paola, ciccì e cicciò, m’ha pure detto all’orecchio che secondo lei Fabrizio è gay... Fabrizio! Che è brutto come la fame... Avesse detto Emilio... beh...
Venerdì
Oggi ci siamo parlati e m’ha cercato lui! ... vabbe’... c’eravamo solo noi perché c’era l’assemblea e erano quattro gatti... però mi dice: “Lo vuoi un caffè?” Mi ci so’ fiondato... Siamo stati a parlare dalla nove a mezzogiorno. Emilio è affascinante... è un poeta, dice cose bellissime, un po’ malinconiche però, dice che non gli hanno mai voluto bene.... ma com’è possibile? La maggior parte abbiamo parlato di scuola, vabbe’ è la prima volta che parliamo. Lui fa atletica, c’ha quasi 17 anni e sembra che ce ne abbia venti! Si fa la barba tutti i giorni e c’ha la pelle del viso bellissima. E’ proprio bello e poi non si crede di essere chissà chi... non c’ha boria... quando stava lì io me lo sarei ... dico per dire, però mica tanto! ... poi è passata Maga Magò e m’ha fatto venire i nervi: “Che state facendo voi due lì? ... andate all’assemblea! ... forza!” S’è messa davanti alla porta della classe e ha aspettato che uscissimo... e quando siamo usciti c’ha guardato con un ghignetto che non m’è piaciuto proprio. Io a Emilio gliel’ho detto: “Questa ha pensato chissà che...” e lui m’ha detto una cosa bellissima: “E lasciaglielo pensare!” Bella, Emilio, bellissima! All’assemblea una rottura incredibile. C’era uno del quinto che faceva tutto lui... “Noi dei quinti di qua, noi dei quinti di là...” ... Oh! Bello che se te fa uno strillo la befana te la fai sotto! Io e Emilio ci siamo messi da una parte e siamo rimasti a chiacchierare e a un certo punto mi sono appoggiato alla spalla di Emilio... una sensazione da sogno... poi è passato un ragazzo e mi ha fatto occhiacci, io mi sono girato e la befana ce l’avevo dietro... ha detto solo: “Eh...” e io me la sono guardata e le ho detto: “Professoressa ma qui stanno pomiciando tutti... ma lo dica un po’ pure agli altri! ...” e lì è scoppiato il finimondo: “Voi siete due maleducati!” ... “Semmai io sono maleducato... lui non c’entra proprio!”... “Eh no! C’entra c’entra... ma dove vi credete di essere!” E lì s’è girato pure Emilio: “Andiamocene va!” Io ero rosso di rabbia, sotto gli occhi della befana Emilio mi prede la mano e ci allontaniamo mano nella mano. E’ stato uno dei momenti più belli della mia vita! Poi m’è venuta la paura perché quella si vendica ma Emilio ha detto: “Mica ci possiamo fare condizionare da quella...” Io lo amo, prima era una questione solo di sesso ma adesso lo amo, lo amo proprio! Emilio!!!

Se volete, potete partecipare alla discussione "COMING OUT A SCUOLA" nel FORUM DI PROGETTO GAY:
http://progettogay.forumfree.net/?t=25564308

lunedì 18 febbraio 2008

AMORI GAY ROMANTICI

romantico91 commentando il post GAY E ETERO A SCUOLA su (STORIE GAY)
http://nonsologay.blogspot.com/search/label/GAY%20E%20ETE...
ha detto...
ragazzi, questa storia è bellissima a mio parere, sia per il fatto che ragazzo abbia una sensibilità ke nessun etero può capire... poi perché è la stessa cosa che provo e vedo ogni giorno nella mia scuola, anke io ho il mio Massimiliano ma che non so neanke come si chiama ma che m guarda ogni giorno e fantastico in storie d'amore esageratamente romantiche.... la società che c sta attorno invece ci vorrebbe eliminare, io ho paura di dire che mi piacciono anke i maski per una possibile reazione di violenza... vi rendete conto, non posso essere libero di dire ciò ke penso e sono... non è questa libertà!!! e dirlo o no agli amici??? ma proprio no!!! se solo gli sfuggisse?? loro non sanno cosa può accadere. Forse mi sono fatto troppe seghe mentali nel dire queste cose... ma un fondo di verità ci sta!! Il caso non mi ha neanche portato a conoscere qualkuno gay... perciò queste parole rimangono solo scritte in questo intervento di un blog... ma per ora e non so fino a quando rimarranno qui... sperando che quakuno le possa leggere e che ci possa riflettere seriamente per far qualkosa... la speranza c'è... ancora complimentoni per il tuo intervento... è possibile avere il tuo contatto di msn anche solo per fare 2 kiakkiere e per darci anche solo un sostegno morale per quei momenti che ci buttano giù??? 17 febbraio 2008 18.58
Carissimo romantico91, mi piacerebbe molto che il tuo commento fosse letto dall’autore della storia che hai commentato, ma la cosa è alquanto improbabile perché la storia è stata pubblicata il 1° Ottobre 2007 e l’autore non si è più fatto vivo. Se vuoi capire come la pensano i ragazzi gay sul coming out puoi seguire diverse strade:
1) Usare il motore di ricerca interno tra i siti di Progetto Gay, accessibile nella parte alta del blog
Progetto Gay, sulla sinistra e nella parte alta del blog Storie Gay sulla destra. Tieni presente che sul blog di Progetto Gay i commenti ai post sono circa 800.
2) Puoi cercare per titolo o per tag (argomento) nella colonna di destra del blog
Storie Gay.
3) Puoi andare al
Forum di Progetto Gay dove un gruppo di ragazzi, circa una ventina, pubblicano i loro post a tema gay. Se tu ti facessi conoscere sul forum dai ragazzi che lo frequentano, potresti poi chiedere a qualcuno di loro il contatto msn ma ci tengo a ribadirlo, l’autore del post che hai commentato non si è fatto più sentire da epoche ben precedenti all’apertura del forum e quindi non potrai incontrarlo.

giovedì 7 febbraio 2008

CIAO D

Ciao D
Leggo oggi un commento del 6 Febbraio 2008 ad un post del 27 Settembre 2007. E’ improbabile che l’autore di quel post legga il commento e quindi cercherò io stesso di scrivere due righe in proposito.

Riporto innanzitutto il commento, nella speranza che l’autore legga quello che intendo scrivergli.
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Anke io sto vivendo la tua stessa situazione, per di più con un ragazzo k ha lo stesso nome della persona ke ami. Io ho 17 anni e Giuseppe ne ha 15... andiamo nella stessa classe e mi sono innamorato di lui verso ottobre novembre 2007.... ci sto male x lui... nn riesco a concentrarmi non riesco a studiare... solo ke lui in classe non mi caga quasi mai e questo mi butta ankora più a terra di quanto lo fossi già a causa sua... E' il + figo della classe ed è single e ho molte fantasie su di lui soprattutto quando andiamo in piscina perkè ha un fisico strepitoso ke mi fa impazzire... di carattere è 1 po' stronzo ma secondo me dentro è tenero... lo amo ma non so cosa fare... aiuto!!!!
Scritto da : D 06/02/2008
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Carissimo D,
è piuttosto raro che un ragazzo della tua età scriva un commento (e un commento serio come il tuo) su un blog di Progetto Gay. Non fosse altro che per l’eccezionalità del commento unita alla sua qualità, sento di doverti una risposta altrettanto seria.
Quello che scrivi non è una cosa rara, succede a tanti ragazzi, non solo della tua età ma anche molto più grandi. Dal tuo commento sembra di poter dedurre alcuni elementi: ti senti innamorato di un ragazzo molto bello, un po’ spinoso di carattere, che non ti corrisponde in nessun modo ma tu pensi che si tratti di un ragazzo molto dolce. Evidentemente le ipotesi sono due:
1) Quel ragazzo non ha alcuna possibilità di corrispondere a quello che provi per lui perché, dando per scontato che se ne sia accorto, è eterosessuale e quindi non bada al tuo interessamento o comunque non lo interpreta come un interesse di tipo sessuale.
2) Quel ragazzo (diamo qui per scontato che sia anche lui gay) non si è reso conto di quello che tu provi per lui.
Non so se i tuoi compagni di classe sanno che sei gay ma, francamente alla tua età mi pare un’ipotesi improbabile, come mi pare improbabile che il tuo amico sia gay perché, a parte il fatto che gli eterosessuali sono più del 90% della popolazione, un ragazzo gay si sarebbe accorto delle tua attenzioni verso di lui.
Se Giuseppe è così giovane come dici e se gli vuoi bene veramente, devi lasciargli la libertà di crescere secondo i suoi tempi e le sue regole che possono essere (ed è probabile che sia così) molto diverse da come tu le vorresti. Se Giuseppe non corrisponde ai tuoi sentimenti, tu non puoi farci nulla e se gli vuoi bene devi lasciarlo andare per la su strada. Se invece arriverà da sé a rendersi conto di quello che provi per lui e se la sentirà di corrispondere ai tuoi sentimenti, cosa che non dipende solo dal fatto di essere o non essere gay ma da moltissimi altri fattori, allora, e allora soltanto, potrai provare a costruire una vera storia con lui, perché per vivere una storia importante anche la fantasia conta, ma è assolutamente indispensabile essere in due Il fatto che Giuseppe sia un bel ragazzo può accendere la tua fantasia, come è successo al ragazzo del post, ma per costruire qualcosa di serio con Giuseppe l’essenziale è che anche Giuseppe ti voglia bene. Nella vita affettiva di un ragazzo gay (ma il discorso vale con piccole varianti anche per gli etero) l’interesse sessuale è importantissimo, ma non è per se stesso determinante nella costruzione di una storia d’amore. Diciamo che è una condizione necessaria, ma senza una vera reciprocità, senza essere veramente in due non si costruisce nulla.
Ti ringrazio moltissimo del tuo commento che mi dà la soddisfazione di sapere che Progetto Gay ha un senso anche per ragazzi molto giovani. Un abbraccio.

lunedì 14 gennaio 2008

GAY E SCUOLA – LA LOGICA DI PONZIO PILATO

Davide mi ha mandato per e-mail questo commento al post precedente “GAY TRA PORNOGRAFIA E SUBLIMAZIONE”. Lo pubblico qui perché può dare spunto a discussioni interesanti.
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Hai ragione project, è proprio la capacità di accettarsi, ancora prima di un coming out più o meno voluto, cercato o addirittura forzato dalle condizioni esterne, che è difficile.Il lavoro che un ragazzo, adolescente o giovane che sia, deve compiere su di sé è davvero difficile, tremendamente, addirittura quel fantastico "mondo gay" su cui aleggiano stereotipi e mezze verità può rendere difficili le cose.E siamo soli, terribilmente, a scuola, (oddio i tempi delle medie..) le superiori poi, la stessa università... non aiutano perché i ragazzi gay sono più o meno invisibili.Io poiché è da poco che mi sono affacciato a questo mondo non posso dire tanto però,se ricordi quando abbiamo parlato del problema dei ragazzi giovani delle superiori... beh.. ecco... c'è da lavorare e tanto.La società ancora è interessata non all'affettività tra due uomini ma allo scandalo che essa può dare alla società stessa, al fatto che chissà quale dei due uomini nell'atto sessuale dà o riceve.. l'Italia è immatura... divide per ruoli... e cosi giudica.E io lo percepisco anche dal fatto che se stai qualche ora (tipo me giorni fa) in una scuola, la parola che più spesso senti... è proprio "gay" o uno dei suoi tanti e colorati sinonimi, ma sempre usato in termini dispregiativi e omofobi.un giovane ragazzino che si sente dire questo ogni santo giorno e che sa di esserlo più o meno consapevolmente... che razza di vita serena e tranquilla può vivere? come può tranquillamente accettarsi? Si sentirà sempre fuori posto, contro natura, diverso.
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Prendo lo spunto da questo commento di Davide per sottolineare come la scuola, al di là delle buone intenzioni dei singoli, sia spessissimo per un ragazzo gay un problema veramente grosso da gestire. Si è fatto un gran parlare tempo fa di bullismo, inteso come devastazione di arredi scolastici e di strutture ma anche come atteggiamento aggressivo nei confronti di chi non faccia mostra di aderire agli atteggiamenti del branco. Il bullismo è figlio dell’ignoranza e della immaturità non solo dei ragazzi ma anche dei genitori e della scuola stessa. Il bullismo è consciamente o inconsciamente promosso o tollerato dalle famiglie e dalla scuola. Un ragazzo che frequenta la scuola media e che avverte dentro di sé le prime spinte verso la omosessualità è già molto indaffarato a capire il senso di quello che gli sta accadendo in un’adolescenza che in qualche modo lo fa sentire diverso. Ebbene, quel ragazzo deve vedersela con i bulli, subire intimidazioni e vera violenza non solo morale e verbale ma addirittura fisica. Come giustamente dice Davide, in una situazione simile per un ragazzo giovanissimo, l’accettazione della propria omosessualità diventa molto problematica e il giovanissimo gay impara sulla propria pelle ad essere un diverso e a conformarsi ai comportamenti del branco pur di non subire. Il problema del bullismo tende ad attenuarsi nelle scuole superiori, dove i ragazzi sono più maturi e i fenomeni connessi alla violenza del branco sono molto più ridotti, ma anche qui, per un ragazzo gay, l’emarginazione è ancora pesantissima. Ma a parte i fenomeni legati al bullismo, è su un altro punto che mi vorrei fermare. Tutti noi siamo andati a scuola, tutti noi abbiamo letto libri di scuola. Bene... quanto spazio è dedicato a tematiche attinenti alla omosessualità? Una percentuale minima. E una percentuale ancora inferiore questi contenuti occupano nell’attività scolastica di ogni giorno. Parlando con alcuni insegnanti apprendo che, perfino con ragazzi di 19 anni, cercare di trattare anche a livello minimo di problemi connessi alla omosessualità significa andare incontro a risatine, battute e spiritosaggini di tutti i tipi, con la conseguenza che, per quieto vivere, l’argomento viene del tutto omesso, anche perché si rischia, con i ragazzi più giovani, di scatenare le ire delle mamme benpensanti e con quelli più grandi di essere etichettati come gay. In una classe di 28 ragazzi, in media ce ne sono circa due che sono omosessuali o che scopriranno prima o poi di esserlo. Questi ragazzi subiscono sistematicamente le battute degli altri e le omissioni della scuola che di fatto li discrimina. Senza dire che tra gli insegnanti più di qualcuno ha atteggiamenti consciamente o inconsciamente omofobi giustificati magari dalla volontà di “prevenire” il diffondersi del fenomeno. In genere non si tratta di atteggiamenti omofobi strillati ma di cose più subdole che si manifestano nel pettegolezzo privato con gli altri colleghi o addirittura nel tirare fuori il “problema”, facendo anche il nome degli interessati, in sedi istituzionali come i consigli di classe, il tutto sempre e solo “a fin di bene”. Il problema gay nelle scuole semplicemente “non esiste”, i ragazzi gay si guardano bene (e fanno benissimo!) dall’esporsi troppo e le istituzioni, dal canto loro, non hanno nessun interesse ad aprire una discussione su questo argomento. Ho sentito un insegnante sostenere con una certa soddisfazione che nella sua scuola “non ci sono gay”; il fatto che non se ne vedano dovrebbe invece fare riflettere molto sul clima che si respira nella scuola! Un ragazzo etero sente parlare di storie d’amore etero a tutti i livelli, da Dante fino a ieri sera... ma è assolutamente improbabile che un ragazzo gay senta parlare di Platone, di Michelangelo, di Leonardo, di Machiavelli, di Tasso, di Leopardi o di Pasolini in chiave omosessuale. Perfino il Satyricon di Petronio è stato letto in chiave di polemica contro l’omosessualità il che non è solo falso ma grottesco! Alcuni grandi maestri dell’Arte e della Letteratura sono considerati grandi maestri “nonostante” siano omosessuali. Nei libri di scuola compare ancora la parola vizio per riferirsi alla omosessualità, se questo fosse solo il frutto dell’ignoranza sarebbe perdonabile, ma purtroppo dietro l’apparente ignoranza c’è il facile adattamento a logiche commerciali e di quieto vivere. Viene più adottato e quindi si vende di più un libro che sorvola o che accredita come verità cose che l’opinione pubblica benpensante vuole credere tali. Come può un ragazzo gay trovare in un ambiente scolastico simile l’atmosfera adeguata allo sviluppo della sua effettività e della sua sessualità? Ci sono lodevoli eccezioni, ma una rondine non fa primavera e un gay, a scuola, va a scuola di emarginazione, di conformismo superficiale, impara a reprimersi, perché è quello che più o meno dovrà fare in tutta la sua vita, con l’eccezione “forse” di pochi ambienti e di poche persone. Ma è meglio che pochi vengano sacrificati per la tranquillità del popolo! Questa è la logica di Ponzio Pilato.

GAY TRA PORNOGRAFIA E SUBLIMAZIONE

Accettarsi o non accattarsi? I lettori che commentano questo blog hanno una età media superiore ai 25 anni. L’osservazione induce a riflettere. Parlando con i ragazzi del blog, leggendo le mail che mi arrivano e dialogando con utenti di altre chat, sempre più o meno di età media intorno ai 25 anni, rilevo che, per moltissimi ragazzi, per le situazioni ambientali difficili, per l’educazione ricevuta e per tanti altri problemi, l’accettazione della omosessualità non è affatto una cosa facile. Una buona parte di questi ragazzi stenta a riconoscersi gay, tenta esperienze etero, evita di pensarsi in chiave gay e soprattutto sublima e trasforma le proprie pulsioni gay in cose che appaiano più accettabili e accessibili come le amicizie molto strette (best friend). Dall’esperienza delle chat rilevo che, in genere, per tantissimi ragazzi (non parlo dei ragazzi del blog che sono veramente un mondo a parte) la dissociazione dell’affettività dalla sessualità è piuttosto marcata. I riferimenti sessuali espliciti hanno la tipica connotazione linguistica della pornografia, sono troppi e inutili, come se parlare del sesso in termini para-pornografici semplificasse le cose. Con questi ragazzi un dialogo serio su temi riguardanti la sessualità non è nemmeno possibile. Ieri sera parlavo su C6 con un ragazzo di 22 anni. All’inizio si presenta in modo educato, mi dice nome e età, mi chiede la mia età, gliela dico, mi risponde dicendomi che mi vuole chiedere un consiglio, dice di non essere gay ma di essere interessato ad un ragazzo gay di 21 anni, cosa un po’ strana, poi mi chiede che cosa può fare per conquistare quel ragazzo. Gli dico che ci deve parlare, che lo deve conoscere meglio, ecc. ecc. poi, chiedendomi scusa per il linguaggio esplicito, mi dice che non ne è innamorato ma che il ragazzo ventunenne è bellissimo, di nuovo una strana osservazione per un etero, e mi spiega come aveva pensato di fare per conquistare il suo bel 21enne, ma in pratica descrive con garbo il tipico set di un film porno. Glielo faccio notare e comincia a spiegarmi quello che, secondo lui, vogliono veramente i gay! Lo fa in modo educato, ma sostiene che i gay pensano solo al sesso ecc. ecc., ed è convinto di quello che dice... A un certo punto gli dico esplicitamente che, secondo me, la sua educazione sessuale deriva solo dai film porno, poi gli chiedo che cosa prova per il ragazzo 21enne. Qui è imbarazzato, non sa che dire, ci mette un tempo lunghissimo a scrivere, cancella e riscrive più volte... poi mi scrive: “Ma tu mi vuoi fare dire che mi sono innamorato di un gay... ma no, non è così... io la ragazza ce l’ho, con lui è solo una cosa di sesso...”. A farla breve quel 22enne sapeva descrivere per filo e per segno senza alcun imbarazzo la scena di un video porno in cui avrebbe collocato il suo amico 21enne ma non riusciva ad accettare di volergli bene. Il 22enne, con ogni probabilità, era un gay ancora incapace di accettarsi (a 22 anni), trincerato dietro una maschera auto-difensiva di eterosessualità. Per questo ragazzo cercare di sedurre un ragazzo gay è possibile pur rimanendo etero. Una dimensione affettiva rifiutata si trasforma in sessualità immediata che, vissuta in un clima quasi di trasgressione porno, è comunque più facile da accettare. Per moltissimi ragazzi che leggono questo blog il meccanismo di non accettazione è esattamente capovolto, nel senso che è la non accettazione della dimensione sessuale esplicita del proprio essere gay che conduce ad interpretare l’essere gay in chiave non sessuale e addirittura a considerare la parola gay, i siti gay come questo, le discussioni serie sulla sessualità, cose non accettabili perché troppo scopertamente legate al sesso. Cerco di spigarmi meglio: i ragazzi che fanno ragionamenti di questo genere una pulsione sessuale gay la sentono eccome ma la realizzano solo nella masturbazione, vissuta tra l’altro con sensi di colpa. La loro sessualità, che comunque esiste, è razionalmente soffocata e rimandata in cantina... Mi capita talvolta, quando parlo con ragazzi molto giovani, di osservare che nei loro discorsi espliciti non c’è mai nessun riferimento al sesso, né diretto né indiretto, tutto resta nel vago di una dimensione affettiva molto intensa ma, almeno dichiaratamente, molto poco sessuale. Talvolta chattare con questi ragazzi è estenuante perché si ha l’impressione che possano travisare completamente ogni riferimento al sesso. Mi spiego meglio, per questi ragazzi, parlare di sesso è così improponibile che chi ne parla, forse, ha delle finalità occulte ed è una persona della quale non ci si può fidare. Mi è capitato due giorni fa, al termine di una lunga chat di sentirmi dire: “Non sapevo che cosa aspettarmi... ma non mi aspettavo che si potesse parlare di sesso in questo modo, non mi era mai successo...” In sostanza il mio interlocutore aveva messo da parte il timore che prima o poi gli potesse arrivare chissà quale proposta oscena, cosa che in partenza considerava una ipotesi plausibile se non addirittura probabile. Ma torno al tema di fondo: ho letto diari estenuanti di amicizie amorose che sono durate anni, in quei diari mancava ogni riferimento esplicito al sesso che comunque aleggiava su ogni pagina. Ho sentito ragazzi palare dei loro amici con linguaggi che non si userebbero nemmeno per un amante dichiarato. Ho visto (forse anche in me stesso) gay che si sono innamorati di ragazzi etero per mettere da parte la sessualità esplicita. Ho letto centinaia di poesie d’amore piene di simboli dietro i quali era evidente un interesse che poteva essere solo sessuale. Ho visto ragazzi gay umiliarsi volontariamente di fronte a ragazzi etero implorandoli di essere amati, tutto questo al di fuori di ogni logica e di ogni lucidità, quasi questa sublimazione dell’eros gay lo rendesse in qualche modo più legittimo e più nobile. Eppure essere gay non è così difficile, è ammettere di esserlo che è difficile, è fare il grande balzo nel buio che è difficile e può essere veramente traumatico. Quando un ragazzo timido, abituato a vivere di masturbazione e di sublimazioni fa il salto nel buoi ed entra del mondo gay si aspetta un’accoglienza a braccia parte. Quello è un momento critico, perché quell’accoglienza non c’è quasi mai e il ragazzo che ha fatto il salto si sente, addirittura, molto più profondamente solo nel mondo gay che in quello etero. Noi gay non siamo diversi dagli altri, almeno sotto il profilo dell’egoismo, e dei problemi degli altri spesso ce ne infischiamo e sono proprio questi aspetti che possono congelare sul nascere gli entusiasmi di un ragazzo gay che con tanta fatica è riuscito a riconoscere in sé stesso quello che è veramente.

venerdì 28 dicembre 2007

GAY A SCUOLA E IN FABBRICA

[Registrato il 15/3/2006]
Beh, certo, ottimista, sempre ottimista, che a questi ragazzi gli dobbiamo lasciare qualcosa di buono, che le malinconie ci stanno... e poi passano, che pure per noi sono passate o no? Un poco perché sono passate, un poco perché sono passati gli anni... Ma pure noi la vita nostra ce la siamo fatta... perché tu mo’ non sei vecchio come a me ma tu pure gli annetti tuoi li tieni... insomma pure noi la parte nostra l’abbiamo fatta, mo’ se ti dico una cosa tu te le pigli pure... ma tutta questa storia che ai tempi nostri stavamo così male... manco è tanto vera. Certo non era come adesso... o no? Allora che facevi tu? ... il comung out come lo chiamano mo’? E quando mai! ... niente, queste cose non c’erano... mo’ in Spagna si sposano pure e noi che potevamo fare? Zitto e basta! ... però... non era manco così terribile, non ci stavano manco le pretese... che ce ne ho messo io a capire quello che andavo cercando... e chi me ne parlava a me? Come si chiama quella cosa che tieni tu? ... il blog... e che ci stava il blog allora? Allora non ci stava proprio niente ma eravamo ragazzi. Quelli della generazione prima della nostra stavano male, ma non perché erano gay... allora ci stava la guerra e stavano male perché ci stava la guerra, ma io sono nato nel ’40, la guerra è finita quando tenevo cinque anni, quella mio padre se l’è vista io no, io ho fatto 20 anni nel ’60, che già era una cosa, diciamo così, moderna... mo’ che ti devo dire... il 57/58, così... insomma, io più o meno quelli sono gli anni che ho capito come stavano le cose, insomma... e come l’ho capito dici tu... quella è una cosa che si capisce in un modo solo, mo’ non so se qua si può dire perché io poi non è che parlo troppo ricercato... insomma, mo’ lo dico, poi, se non lo vuoi mettere, lo togli... allora andavamo a scuola, era un Istituto Tecnico, ma una cosa colossale, cosa che l’avevano costruito ai tempi del fascismo, io manco mi ricordo che classe facevo mi pare la quarta, tenevo 17/18 anni... insomma allora ci stava una cosa che quando a qualcuno gli volevano fare uno scherzo gli zompavano tutti quanti addosso e gli calavano i pantaloni, dicevano che gli facevano la stira, così si diceva allora, ma non ti credere che era una cosa di sesso, a quelli non gli passava manco per la testa era uno scherzo, una cosa così... io sapevo che queste cose le facevano ma non l’avevo mai vista direttamente, però non era una cosa che qualcuno si offendeva... insomma la pigliavano a ridere, va’... Alla classe mia stava un ragazzo di quelli tutti sistemati, sempre a posto che portava pure la cravatta... insomma uno che gli piaceva andare sistemato... va bene... che poi quelli sono quelli che li mettono in mezzo... Insomma... Il professore di Meccanica non ci stava e noi stavamo soli nel laboratorio. A uno così gli viene in testa “Facciamo la stira a Bianchi!” mo’ non mi ricordo se si chiamava proprio così, ma una cosa come quella... allora uno si mette alla porta per vedere se arriva il professore e gli altri a Bianchi lo mettono in mezzo... quello si difendeva... ma quegli altri erano una ventina... lo buttano a terra, lo tengono fermo lo gli abbassano i pantaloni... lo scherzo doveva finire lì... e invece no, ma non perché quelli volevano... ma è successo... nel togliergli i pantaloni se ne sono venute pure le mutande e Bianchi è rimasto proprio nudo e stava a un metro da me e l’ho visto benissimo, ma è stata una cosa di pochissimi secondi, quello che stava di guardia alla porta ha fatto segno che stava arrivando il preside, allora l’hanno lasciato e se ne sono tonati tutti ai posti loro facendo finta di lavorare. Bianchi s’è salvato all’ultimo momento perché per rimettersi a posto c’ha messo qualche secondo in più... Mo’ tutta questa storia per farti capire... dopo, alle ore successive, quello scherzava con gli altri come niente fosse e gli altri della cosa non ne hanno parlato più. Loro avevano giocato è basta... e io mi dicevo... ma com’è che questi una cosa del genere se la sono dimenticata... io non me la potevo proprio dimenticare, ogni volta che mi dovevo fare una sega io a quello pensavo... solo a quello... e quelli parlavano di ragazze... Pure Bianchi, io l’avevo visto con la ragazza... Insomma io mi dicevo... ma com’è possibile che qua questa cosa m’è rimasta in testa solo a me e non mi sapevo capacitare... mo’ ai ragazzi di oggi può sembrare pure una cosa stupida... però io un ragazzo nudo non l’avevo mai visto, voglio dire un ragazzo della mia età. Noi facevamo ginnastica per modo di dire, palestra non ce n’era e non ci cambiavamo nemmeno, l’unica cosa che facevamo, giocavamo a pallone nel cortile e spaccavamo le scarpe... e quello era tutto. Insomma io la storia di quando hanno fatto la stira a Bianchi non me la sono più levata dalla testa... ma manco mo’... e poi a noi chi ce le diceva certe cose? ... Io occasioni per potere stare con altri ragazzi non ne avevo. Però qualche cosa è successo quando sono andato in fabbrica... io sono entrato che avevo 19/20 anni e sono entrato come perito, allora sai, il 1959... perito non era una cosa da poco... io ero giovane, un ragazzo ma sotto a me ci stavano tanti operai, certi erano padri di famiglia di 40/50 anni e non mi potevo mica mettere con loro, ma ci stavano pure gli operai giovani. Allora c’era molto classismo... io andavo a lavorare vestito col vestito mio, gli operai andavano con la tuta... e siccome erano cose di meccanica si ingrassavano e alla fine del turno si facevano la doccia prima di uscire. Per i tecnici come me c’era un ambiente con degli armadietti chiusi dove potevi lasciare quello che volevi, ma non ci stava la doccia, noi lavoravamo col tecnigrafo, facevamo disegni, misure, calcoli, più era il tempo che si passava nella sala tecnica di quello che si passava nei reparti, ma gli operai no, quelli alla fine del turno la doccia la facevano... e mo’ viene il bello, ma dovrei dire il brutto. Ce ne stava uno, ma che ti dico, bello come il sole è poco. Quello c’aveva si e no 18/19 anni, quanti ne tenevo io, pure meno, era un ragazzo del nord, di Lecco, mi pare... dove sta il lago... sai... alto biondo, occhi chiari, poi un sorriso... vabbe’, che te lo dico a fare... si chiamava Marco... tu non sai quello che ho fatto appresso a quel ragazzo. Gli operai entravano prima di noi e io entravo con loro per non perderlo nemmeno per un minuto, ogni volta che potevo scappavo al reparto per vedere se c’era, però non è che mi potevo avvicinare e quando finiva il turno lo vedevo andare allo spogliatoio degli operai dove ci stavano pure le docce... e quando usciva aveva tutti i capelli bagnati e appiccicati alla fonte. Io allora ho maledetto il fatto che avevo studiato, se fossi stato un operaio pure io sarei andato con lui alle docce, ma un tecnico come me non poteva andare negli spogliatoi degli operai... tutte le fantasie che c’ho fatto... tu manco te le immagini... beh, no... mi sa che te le immagini... gli avevo parlato qualche volta ma di me aveva paura perché ero un tecnico e lui era proprio del reparto che dovevo controllare io, abbiamo scambiato pochissime parole, poi col tempo qualcuna in più... ma non siamo diventati amici... poi un giorno mi chiede di parlare con me e mi chiede di cambiargli un turno di lavoro del sabato pomeriggio perché vuole andare a trovare la sua ragazza che sta a 50 km. Io gli ho detto di sì e lui si è sciolto un po’... per me era stata una doccia fredda, ma poi il rapporto con lui è cambiato, ha cominciato a fidarsi si me... insomma siamo diventati pure amici, l’ho invitato a casa mia, cioè a casa dei miei genitori, e lui c’è venuto con la ragazza, cosa che è stata utilissima per togliere definitivamente dalla testa di mio padre che in me ci fosse qualcosa che non andava in rapporto alle donne. A 22 anni s’è sposato e io gli ho fatto da testimone... Tu mi dirai: Ma quando gliel’hai detto che eri gay e che ti eri innamorato di lui? La risposta è semplice... non gliel’ho detto mai... e siamo ancora amici... ma scusa, ma perché avrei dovuto dirglielo, per metterlo in difficoltà, era tutto pappa e ciccia con la Chiesa... no! Per lui io ero un ottimo amico, come lui lo è per me... a che serve essere chiari? Come lo chiamano adesso? Coming out... sì... adesso mi ricordo. Insomma questa è la storia di Marco, tu puoi dire che è una stupidaggine e invece è stata una cosa importantissima, che i ragazzi di oggi, che pensano solo al sesso, manco lo capiscono... che io dico dico ma dei ragazzi di oggi non ne so proprio niente e magari sono tali e quali a noi... Abbiamo finito o no?

martedì 9 ottobre 2007

GAY CHE SI FINGE GAY A SCUOLA

Ho 18 anni, quasi 19, che sono gay che ve lo dico a fare... ho letto qui qualche post di ragazzi gay che hanno fatto il coming out a scuola... Boh! Se penso alla classe mia non vedo l’ora che finisco e che me li tolgo dalla scatole. Non sono nemmeno cattivi, per essere cattivi ci vuole un po’ di intelligenza... quelli sono solo stupidi, certe volte si mettono a urlare che sembrano bestie, si pigliano a botte per delle cose che io proprio non li capirò mai, della scuola se ne fregano tutti, qua i professori c’hanno paura, basta che li spaventi un po’ e campi tranquillo, se la fanno proprio sotto... e io che faccio? Mi metto a raccontare i cavoli miei a questi quattro deficienti? ... E le ragazze! Vedessi le ragazze... che quando parlano su cinque parole ci stanno quattro parolacce... ma si credono molto evolute per questo... tanto sono persone che nella vita non combineranno proprio niente, almeno si sfogano un po’ a dire le parolacce... E io? Come ci campa uno come me là in mezzo? I gay a scuola mia non esistono... sono tutti etero spaccati, dicono tutti una marea di parolacce, si strofinano le ragazze davanti ai professori... e quelli zitti! Sennò li pure menano... qua che non mi strofino le ragazze ci sto solo io. Io sto sempre sulle mie... al primo banco, metto i gomiti sul banco, mi metto le cuffiette nelle orecchie e non mi dice niente nessuno... almeno non rompo troppo... certe volte mi faccio certe dormire, e le cuffiette me le metto pure per non stare a sentire a loro, me le metto pure quando le batterie sono scariche... ho letto che certi ragazzi gay si vanno a guardare gli altri mentre si spogliano allo spogliatoio o quando si fanno la doccia... ma qua questo pericolo non ci sta... noi stiamo in una succursale schifosa che non so da dove cavolo l’hanno tirata fuori, di fronte c’è una strada dove non ci passa nessuno e andiamo a giocare a pallone lì... vestiti normale... qui la palestra e le docce non sanno manco che roba è... quindi io, quanto a sesso, manco guardare... e poi chi mi metto a guardare? Ci stanno certi caproni che è meglio perderli che trovarli! Oggi c’avevamo un’ora di Matematica e una d’Inglese e ci mancavano tutti e due... hanno cominciato a fare un chiasso infernale, proprio a sbattere i banchi contro i muri, se ne stava a venire giù la scuola. La prima ora di supplenza non c’è stato nessuno, alla seconda c’hanno mandato un vecchietto che manco riusciva a tirare il fiato, io a scuola l’avevo visto, uno passabile, uno che coi ragazzi suoi ci stava bene... però te lo mandano da noi che siamo la peggio teppa della scuola... quando è entrato l’hanno cominciato a sfidare subito... qui così fanno, chiedono tutti di andare al bagno così quello deve dire di no e allora fanno vedere che loro ci vanno lo stesso perché loro sono forti e il professore tanto deve abbozzare e basta... questo era vecchio ma era tosto, s’è messo davanti alla porta e non li ha fatti uscire e quelli lo volevano menare e lui s’è arrabbiato di brutto e ha cominciato a urlare e allora uno dai caporioni gli ha detto, dandogli del tu, perché qua funziona così: “Statti buono! Non ti fare pigliare un accidente! .... Boni rega’, sennò questo schiatta!” E si sono rimessi seduti... io sempre al primo banco con le cuffiette alle orecchie... si vedeva proprio il professore non si reggeva in piedi, io ho alzato gli occhi e gli ho fatto una mossa, come per dirgli: “Tanto sono bestie... che te la prendi a fare...”, lui la cosa l’ha gradita, in pratica io non l’ho aggredito... una delle ragazze ha detto a mezza voce. “Ma quando lo mandano in pensione a questo?” Lui ha sentito e ha abbozzato, tanto qui i professori possono solo abbozzare e mo’ qui viene la cosa importante... e qua ho fatto schifo pure io... si sono messi a strofinarsi le ragazze sotto il naso di quel poveretto, ma mica perché gliene fregava niente... solo così per provocare... quello non sapeva che dire, gliel’ha detto una volta, due e tre ma quelli facevano sempre peggio, tanto stava per suonare la campana e quello non vedeva l’ora di andarsene... e allora m’hanno messo in mezzo a me, come per dire: “Ma tu che fai? Non te le strofini?” e allora ho fatto la mia pensata geniale (io ogni tanto certe cose le faccio). Stavano tutti in pedi e mi sono avvicinato a un mio compagno da dietro e ho cominciato a strofinarmici contro ma il professore stava girato dall’altra parte e io ho insistito e a al compagno mio gli ho proprio leccato l’orecchio... e allora si sono messi tutti a ridere, il professore s’è girato e gli stava prendendo un accidente e allora gli ho risposto male pure io, gli ho detto: “Guarda che non stai buono qua spacchiamo tutto!” Lui m’avrebbe strozzato se avesse potuto... a tanto non poteva perché stava suonando la campana. Poi all’intervallo sono sceso al piano di sotto e gli sono passato vicino e gli ho detto: “Scusi per prima... ma se non faccio così quelli mi mettono in mezzo pure a me” e lui m’ha fatto cenno che aveva capito. E io che dovrei fare? In un ambiente simile dovrei dire che sono gay?