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giovedì 30 agosto 2012

GAY AL 100%!

Ciao Project,
ti scrivo per spingerti ad andare avanti con “progetto gay” perché sono convinto, e lo so perché l’ho sperimentato in prima persona, che si tratti proprio di uno strumento fondamentale di educazione sessuale, in pratica l’unico strumento in rete che permette ai ragazzi gay di avere delle risposte serie su tante cose che non potrebbero affrontare da nessun’altra parte. Ho letto il manuale di sesso gay che hai appena messo in rete, è veramente una cosa importante. Ti racconto la mia storia (ti avevo scritto tanto tempo fa e abbiamo pure parlato su msn), poi, se vuoi la puoi pubblicare, penso che avrebbe senso farlo perché credo che tanti ragazzi abbiano passato cose analoghe a quelle che ho passato io. Ho 25 anni, non sono proprio giovanissimo ma ti posso dire che sto imparando solo adesso ad apprezzare il fatto che sono gay e a vivere l’omosessualità in un altro modo.
Io sono della generazione del computer e sono figlio unico, tra l’altro di genitori anziani, mio padre ha quasi 70 anni e mia madre ne ha poco meno di 60. Dei miei genitori posso dire solo bene. A casa mia sono stato sempre bene, si sono preoccupati per me ma mi hanno lasciato sempre una notevole libertà sostanziale. A 19 anni viaggiavo per l’Europa in tenda coi miei amici, non mi hanno mai angosciato con le classiche domande tipo “ce l’hai la ragazza?” o simili, però con loro l’argomento sesso è stato sempre tabù, è come se loro avessero in mente che loro in quelle cose non c’entrano niente e fino a un certo punto va pure bene. Avevo già il mio bel pc a 14 anni e ci smanettavo molto. I miei un po’ per mentalità, perché non andrebbero mai a frugare fra le mie cose, e un po’ perché non capiscono nulla di pc non sarebbero certamente mai entrati nel mio pc e io all’inizio lo usavo solo per la scuola e non ci avevo messo nemmeno password, poi, spinto soprattutto dai racconti dei compagni di scuola, comincio a mettere su google parole tipo sesso, fi.a, e simili. Quello che ne viene te lo immagini. Mi salvo i siti e poi penso che è rischioso e allora mi studio come mettere la password, ci perdo due ore per capire che dovevo fare ma poi ci riesco. Avevo appena fatto 14 anni, aspetto che papà e mamma vadano a letto e poi via sesso senza freni, cioè seghe senza fine su foto e video con un ragazzo e una ragazza, fino a notte alta, ma tutto apparentemente rigorosamente in chiave etero. Lo dico perché adesso lo so benissimo, un porno etero può essere interessatissimo pure per un ragazzino gay, perché non c’è solo la ragazza, ma io allora a questo tipo di ragionamento non ci arrivano, per me se c’era una ragazza il video era etero e quindi mi stava benissimo. Per qualche giorno è andata avanti così, io mi sentivo grande perché pensavo al sesso, la mattina a scuola ero talmente rimbambito che mi addormentavo in classe. Ero al punto che mi facevo una sega tre o quattro volte al giorno. In pratica la pornografia mi monopolizzava completamente, ero arrivato al punto che il coso mi faceva proprio male e pensavo di avere fatto un guaio proprio a insistere troppo, ma per fortuna non era così. Ero un po’ succube di queste cose e un po’ cominciavo a pensare che era proprio troppo e che mi potava fare male alla salute e allora ho cominciato a ridurre il numero delle seghe ma contemporaneamente volevo che fossero proprio una cosa potente e quindi sceglievo con cura le foto o il porno da utilizzare, anche se allora i porno erano brevissimi. Un bel po’ di volte sono finito in siti che non si chiudevano più e ho chiuso tutto io spegnando il pc, allora non c’era l’adsl e c’era il rischio dei dyaler, che ti caricavano sulla bolletta cifre altissime, ma per fortuna non ci sono mai incappato, poi da quando ho saputo che con l’adsl non c’era il rischio del dyaler, ho fatto cambiare abbonamento ai miei e ho messo l’adsl, almeno da quel punto di vista stavo al sicuro. Avevo fatto da poco 15 anni e avevo notato una cosa, che cioè anche se mi facevo le seghe sui siti porno etero, in effetti nella realtà, a me delle ragazze non me ne fregava niente e senza internet, quando provavo a andare solo a fantasia manco mi si alzava. Mi ricordo che la cosa all’epoca mi mise molto in agitazione, andai a leggere articoli sull’impotenza e mi sembrava di avere tutti i mali del mondo. Poi è successo un fatto che mi ha proprio sconvolto. A scuola, la mia classe era quasi del tutto maschile ed eravamo un sacco, noi facevamo ginnastica senza le ragazze alla prima e alla seconda ora, le ragazze la facevano con le altre ragazze il pomeriggio. Alla fine del secondo anno, all’inizio di maggio, il prof. ci dice che il lunedì successivo ci avrebbe portato allo stadio comunale di atletica e ci dice “vi portate tutto, pure il sapone, lo sciampo e l’asciugamano perché allo stadio ci stanno le docce.” A scuola invece non c’era proprio niente se non un campetto da calcio e una palestra, ma ancora con tutti gli attrezzi di legno attaccati ai muri, come tanti anni fa. Arriva il lunedì successivo, beh diciamo che mi è proprio cambiata la vita. Non c’erano solo i miei compagni ma c’erano pure i ragazzi grandi del quarto e del quinto. Le docce erano enormi e negli spogliatoi c’era un vai e vieni di ragazzi nudi che io sono partito a razzo con un’erezione che non riuscivo a trattenere. Ovviamente non ho fatto la doccia, non ero proprio in condizioni possibili, sono entrato nello spogliatoio per primo e ne sono uscito per ultimo, poi quando ho visto che qualcuno si avviava verso le docce, a fine mattinata, mi ci sono fiondato e sono uscito dopo l’ultimo dei miei compagni. Per fortuna che avevo la borsa a tracolla, perché invece di mettermela sulle spalle me la sono messa appesa al collo in modo che mi ricadesse sul davanti a coprire l’erezione. In pratica non avevo più dubbi, non avevo ancora 16 anni. Da quel giorno non ho più usato siti porno etero, ormai mi sentivo completamente gay. Devo dire che non ho avuto nessun problema ad accettare la cosa, perché mi veniva assolutamente naturale e anche senza porno farmi le seghe a fantasia mi veniva benissimo perché il ricordo della mattinata allo stadio è ancora adesso una delle mie fantasie sessuali fisse.
Qui comincia la seconda parte della storia e forse la più sgradevole. Avevo appena cominciato a girare sui siti gay, tante cose mi sembravano quadrare perfettamente col mio modo di fantasticare sui ragazzi: accarezzarsi, abbracciarsi, baciarsi, e voler vedere e toccare le parti intime dell’altro ragazzo e anche lasciarsi andare a lui esattamente nello stesso modo, tutto questo mi tornava molto bene e anche masturbarsi reciprocamente, ci avevo già pensato da solo tantissime volte dopo la famosa mattinata allo stadio, il sesso orale, ancora ancora, non era mai stato una cosa spontanea, ma in un certo senso mi dicevo che in effetti lo avrei anche fatto da tutte e due le parti, diciamo, però molti porno andavano avanti con la penetrazione e francamente era una cosa che non solo non mi era mai passata per la testa ma sinceramente mi ripugnava, non per una questione di moralismo ma proprio non riuscivo a concepirla. L’idea del sesso orale era una cosa diversa, non spontanea, ma alla fine possibile pure per me ma la penetrazione no, né da una parte né dall’altra. Da qui ho cominciato a chiedermi se io fossi veramente gay, tante battute che sentivo sui gay alludevano a quella cosa, nei porno era una cosa frequente, non proprio sempre presente ma molto presente. Ho cominciato a fare una selezione dei video eliminando tutti quelli che finivano con la penetrazione e salvando tutti gli altri, e poi vedevo solo quelli che avevo salvato perché li sentivo più miei. Poi ho cominciato a fissarmi sul fatto che io fossi immaturo, perché leggevo che quando dicevano rapporto completo volevano proprio alludere alla penetrazione e mi dicevo che se ci deve essere per forza e a me non piace è segno che io non sono gay veramente … ma allora che cosa sono? Sono uno che preferisce fermarsi a una cosa incompleta e quindi ho paura del vero sesso gay. Provavo a farmi le seghe forzandomi a delle fantasie sulla penetrazione ma la sentivo proprio come una cosa del tutto estranea. Questo fatto per me è stato molto condizionante, in pratica anche se avevo amici che pensavo fossero gay non avevo mai provato nemmeno lontanamente a rompere il ghiaccio e a ogni tentativo da pare loro avevo risposto in modo molto freddo perché in effetti non mi sentivo pienamente gay e pensavo che comunque non avrebbe funzionato, che magari avrei dovuto adattarmi per forza, cosa che però non mi piaceva per niente. Poi sono capitato sul tuo blog, e lì c’era il link al romanzo Andy. Sono rimasto incuriosito e mi sono messo a leggere e più andavo avanti più mi piaceva, il testo era cesurato ma comunque si capiva lo stesso. Io mi dicevo: “stai sicuro che tanto ci arrivano pure questi! (intendevo alla penetrazione)”. Arrivo alla fine del capitolo 3 e leggo questo brano:
- Marco ma tu stai con me solo per guardarmi negli occhi e per prepararmi la colazione?
- No, non solo per quello.
- E per che altro? Dillo! Non ti sentire condizionato!
- Be’, anche perché mi piacerebbe fare sesso con te!
- Oh! Finalmente! E che cosa significa per te fare sesso con me?
- Be’, lo sai!
- No, non lo so, me lo devi dire tu!
- Dai non mi mettere in difficoltà!
- Ma se ti senti in difficoltà per questo stasera mi sa che di sesso ne faremo ben poco! Dai di’ quello che ti piacerebbe fare! Forza, non fare storie!

[...omissis... (Andy cerca in ogni modo di fare dire a Marco quali siano le sue fantasie sessuali, quelle che egli vorrebbe realizzare con Andy. Marco all’inizio è reticente poi, sempre usando un linguaggio non troppo direttamente sessuale, parla delle sue fantasie. Tuttavia l’elenco delle fantasie sessuali di Andy è decisamente breve)]

- E poi?
- E poi basta!
- No, dilla tutta senza ipocrisie!
- No! E poi basta!
- No! Non è vero, raccontala tutta la storia!
- No! Proprio basta!
- Come hai detto?
- Basta, finito! Non c’è altro!
- Non ti vergognare, Marco, e il resto?
- Niente resto!
- Che vuol dire niente resto?
- Vuol dire che a me il sesso da dietro non mi piace… come te lo devo dire.
- Mi stai sfottendo?
- No! E’ proprio così, se non ti sta bene mi dispiace, potrei pure cercare di adattarmi ma non mi verrebbe spontaneo, mi sembrerebbe una forzatura, nelle mie fantasie queste cose non ci sono mai state.
Andy si fece più serio.
- Sei sicuro, Cucciolo?
- Ci mancherebbe altro, io le mie fantasie le conosco bene, ma perché fai quella faccia?
- Perché veramente non sono mai passate per la testa nemmeno a me.
- Non mi sfottere Andy, dimmi la verità!
- Te lo giuro, non ho mai pensato di fare l’amore in quel modo, è un’idea che non mi ha mai nemmeno sfiorato.
- Andy, non mi prendere in giro su queste cose, sono troppo importanti!
- No, Cucciolo, è tutto vero! Quando guardavo i film porno e arrivavo a quel punto passavo oltre...
- Mannaggia! Possibile? Siamo uguali anche da questo punto di vista.

Project, ti giuro che la lettura di questo brano mi ha proprio mandato il cuore a mille. Quindi mi sono detto, c’è un romanzo gay che parla di due ragazzi gay che hanno la stessa idea del sesso gay che ho io! E loro sono gay, sono i protagonisti di un romanzo dove c’è scritto proprio “romanzo gay”. Così ti ho scritto, forse te lo ricorderai ancora “Forsegay”, abbiamo parlato su msn e mi hai detto che la storia di Andy è una storia vera. Io non ti ho nemmeno detto perché mi interessava tanto, forse te lo ricorderai, ti avevo chiesto se secondo te Andy e Marco fossero veramente gay al 100% e tu eri rimasto perplesso e mi avevi detto: “Ma perché? Si può essere più gay di così?” Ormai avevo capito che i gay come me esistono e forse non sono rari, ma mi restava l’idea che io un ragazzo come me, cioè col mio modo di vedere le cose del sesso non lo avrei mai trovato, i gay così potevano anche esistere ma io non ne avrei mai trovato uno. Dopo un po’ di tempo ho conosciuto all’università un ragazzo perché studiavamo insieme, non aveva la ragazza, non parlava di ragazze e vedevo che a me ci teneva veramente, ma non avevo il coraggio di rompere il ghiaccio, per fortuna lo ha fatto lui, io col solito dubbio evitavo di fare anche il minimo passo avanti, poi ci siamo detti esplicitamente che eravamo gay e che ci piacevamo. Gli ho detto però che per fare sesso con lui avremmo dovuto fare due cose, gli ho detto: “La prima è il test aids” e mi ha detto: “Ok! Nessun problema, io non sono mai stato con nessuno! E la seconda?” Gli ho risposto: “Devi prima leggere un romanzo e mi devi dire che cosa te ne sembra, ok?” Mi ha detto: “Certo! Quale?” e gli ho dato il link di Andy, lo ha detto in due giorni e poi ci siamo rivisti. Io ero molto ansioso e gli ho chiesto: “Che ti sembra del romanzo?” Mi ha detto: “E’ bellissimo! Una delle cose più belle che ho letto!” Io gli ho chiesto: “Ma secondo te Marco e Andy sono gay?” Lui ha risposto: “Se non lo sono loro non so proprio chi potrebbe essere gay!” e allora gli ho detto: “Ma loro non fanno sesso da dietro.” Mi ha guardato perplesso e mi ha detto: “Ma per te è così fondamentale?” Gli ho risposto “No, e per te?” Non sapeva che dire, poi si è deciso: “Se posso essere sincero non ho mai capito che cosa ci trovano. Io la vedo come una forzatura, è una cosa che non mi è mai venuta in mente.” Gli ho detto che mi levava un peso enorme e che adesso ci mancava solo il test, poi gli ho chiesto se si sentiva proprio gay e non magari gay solo fino a un certo punto. Mi ha guardato e mi ha detto: “Ma chi te le ha messe in testa tutte queste stupidaggini? Cero che mi sento gay al 100%! Poi chi la penetrazione la considera una cosa fondamentale faccia quello che vuole, sono affari suoi, ma che pensi che io mi devo sentire da meno per questo? Ma sarebbe proprio assurdo!” Beh, adesso lui è il mio ragazzo già da un bel po’ di mesi, il sesso va bene, ma in realtà ci pensiamo poco. Bisogna finire gli studi e trovare un lavoro in modo da poter vivere insieme, perché il nostro sogno è quello. Adesso, Project, di questa mail fanne quello che vuoi, ma sappi che Andy ha fatto la felicità mia e del mio ragazzo. Io a progetto gay devo proprio tanto. Anche il mio ragazzo ha letto questa mail e te la mandiamo insieme. Ci sono tante persone che ti vogliono bene anche se non ti conoscono di persona.
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=2729

giovedì 26 aprile 2012

EDUCAZIONE SESSUALE GAY

Questo post è dedicato alla educazione sessuale con particolare riguardo alla educazione sessuale dei ragazzi gay. Parto da una osservazione concreta. Nel parlare quotidianamente di sessualità con ragazzi gay di tutte le età, riscontro sistematicamente i danni provocati da una educazione sessuale distorta o meglio sarebbe dire dalla totale assenza di una educazione sessuale che possa essere degna di questo nome. Ancora oggi, nel 21° secolo ormai inoltrato, i ragazzi hanno ancora delle sessualità un concetto legato a tabù di vario tipo, la sessualità è vista non come una realtà ordinaria, vissuta quotidianamente da tutti, ma come una specie di territorio nello stesso tempo affascinante e proibito al confine tra il gioco e l’affettività, un territorio che attira e nello stesso tempo intimorisce, che promette cose meravigliose ma che può provocare fortissime delusioni. Questa visione della sessualità come realtà che deve restare nascosta perché porta in sé una nota forte di trasgressione, dato che tutto quello che ha a che vedere col piacere sessuale appare intrinsecamente trasgressivo, è ancora profondamente radicata specialmente tra i ragazzi più giovani e tende piano piano ad affievolirsi con l’andare degli anni. È molto più facile parlare seriemente e senza tabù di sessualità con un ragazzo tra i 35 e i 40 anni che con un ragazzo intorno ai 20 anni che è ancora profondamente condizionato da modelli comportamentali e di interpretazione di origine esterna. Ci sono ancora oggi parecchi ragazzi ventenni che non hanno un’idea realistica di come gli altri vivano la sessualità e che, quindi, tendono a considerarsi unici e a vedere la propria sessualità come anomala o affetta da qualcosa di patologico quando di anomalo o di patologico non c’è assolutamente nulla. Aggiungo che ci sono ragazzi 20enni letteralmente terrorizzati dall’idea che qualcosa della loro sessualità possa trapelare ai loro genitori. In certi ambienti, ancora oggi, i ragazzi gay subiscono delle vere forme di violenta repressione che li induce purtroppo a fare scelte che nel tempo si dimostreranno devastanti per la loro vita affettiva e per il loro equilibrio personale. Mi capita di parlare con ragazzi di oltre 20 anni che non hanno mai avuto prima nessuna possibilità di parlare seriemente della loro sessualità. Parlare con questi ragazzi permette di capire la profondità del loro disagio e la necessità che hanno di essere rassicurati e di poter guardare il futuro con una speranza concreta. Per uscire da certi ambienti e guadagnarsi una vera autonomia ci vuole uno sforzo enorme e questi ragazzi sono spesso del tutto abbandonati a se stessi e scoraggiati in ogni loro tentativo di emanciparsi e di costruirsi una prospettiva migliore. Molto spesso le famiglie o sono assolutamente incapaci di rendersi conto delle difficoltà dei figli o sono portare a considerare prioritario che si segua il modo di vivere tradizionale per mantenere una onorabilità almeno di facciata davanti alla gente. In certi ambienti, ancora oggi, un ragazzo 20enne non può permettersi di non avere una ragazza se non vuole essere sostanzialmente emarginato. Lo stato di sofferenza provocato da queste situazioni è veramente pesante. Qui non solo non c’è una educazione sessuale alla libertà e alla responsabilità ma c’è una vera forma di violenza educativa che non propone ma impone, con forme pesantissime di ricatto mascherato, modelli coercitivi di comportamento. A questo atteggiamento impositivo si contrappone quello di completo disinteresse che è invece caratteristico di ambienti che si ritengono più aperti e liberi. Va sottolineato che, per i ragazzi, parlare seriemente di sessualità e chiarire i propri dubbi in questa materia è fondamentale e l’assenza di qualsiasi forma di confronto finisce per indurli a cercare il confronto lontano dalla dimensione del quotidiano, negli ambienti che, per l’etichetta gay che portano, appaiono i più adatti al confronto in tema di sessualità. Parlo in primo luogo della pornografia, che presenta modelli apparentemente gratificanti e semplici ma dotati di una forza di persuasione ben al di là di quella delle parole. Negli anni passati la pornografia in internet si presentava con criteri di forte aggressività e in forme molto stereotipate, l’accesso ai siti era in genere a pagamento e la presenza di dialer per addebitare all’utente spese telefoniche molto alte era un deterrente che aiutava a tenere la grande maggioranza dei ragazzi fuori da quegli ambienti. Oggi le cose sono cambiate, i siti porno gratuiti sono molti (si finanziano esclusivamente con la pubblicità a tema) e recentemente si stanno diffondendo i blog creati da singoli utenti per raccogliere foto dal web e per ri-pubblicarle, è il fenomeno del re-blogging, che ha un particolare significato quando si parla di siti erotici (qui non si parla esplicitamente di pornografia ma di contenuti attinenti la sessualità anche in modo più largo, come foto di nudo o candid con qualche interesse sessuale). Il re-blogging ha portato alla creazione di siti che ormai della vecchia pornografia pesante presente su internet anni fa hanno decisamente ben poco, sono gestiti con buon gusto, alcune volte non hanno finalità commerciali e non c’è da meravigliarsi che abbiano un pubblico in progressivo aumento. Anche questi blog a tema erotico però presentano inevitabilmente modelli di comportamento. La pornografia e oggi anche il re-blogging di contenuti erotici costituiscono per parecchi ragazzi gay il modello sessuale di riferimento, in qualche modo la vera educazione sessuale. Va tenuto presente che l’approccio dei ragazzi con la pornografia è molto precoce e che in genere il primo contatto avviene tra i 13 e i 14 anni, quindi in un’età estremamente recettiva rispetto ai contenuti attinenti alla sessualità. L’uso della pornografia è strettamente connesso con la masturbazione ed è, al massimo, argomento di discussione con i coetanei, ma questo accade soprattutto per i ragazzi etero, per i quali parlare di queste cose con i loro amici è comunque possibile e non rischioso, per i ragazzi gay è invece facile rendesi conto dai discorsi degli altri ragazzi che la sessualità di quei ragazzi è un’altra ed è facile dedurne l’errata conclusione che nella propria sessualità c’è qualcosa di sbagliato. I ragazzi etero arrivano a parlare tra loro della loro sessualità, della pornografia e della masturbazione e questo consente loro di rendersi conto del loro essere come gli altri. Per un ragazzo etero i messaggi provenienti dalla pornografia sono filtrati attraverso i discorsi con gli amici ed hanno una valenza meno importante che per i ragazzi gay che su quegli argomenti non hanno una possibilità di confronto interpersonale. Aggiungo che i primi rapporti sessuali dei ragazzi etero sono in genere notevolmente più anticipati dei primi rapporti dei ragazzi gay e si presentano come una specie di patente da adulto, per i ragazzi gay invece, la masturbazione sulla base della pornografia sostituisce la sessualità vissuta con persone reali per periodi molto lunghi e finisce per consolidare i modelli offerti dalla pornografia. C’è poi un altro elemento che gioca nettamente a sfavore dei ragazzi gay. Un ragazzo etero può ammettere anche in famiglia di avere una simpatia per una ragazza e può vederla anche a casa sua, alla presenza dei genitori, che in genere vedono la cosa con occhio benevolo purché non si vada troppo oltre almeno in modo visibile. I genitori sanno bene, anche se fingono di non saperlo, che i figli e le figlie hanno una loro vita sessuale anche se giovanissimi, ma danno tutto questo per ovvio e scontato, in sostanza non se ne meraviglierebbero affatto. Per un ragazzo gay invece la sessualità è fin dall’origine qualcosa da nascondere, da tenere in una dimensione privatissima di assoluta invisibilità, relegata ai momenti in cui nessuno può intervenire. Per un ragazzo gay, le opportunità di parlare seriamente di sessualità gay sono molto ristrette almeno fino ai 18 anni, poi, anche attraverso internet si arriva, talvolta pericolosamente, a situazioni in cui è possibile parlare anche di sessualità gay, ma spesso i contesti sono i meno appropriati e sono quelli legati alle chat erotiche e ai siti di incontri in cui i discorsi sono finalizzati agli incontri e le possibilità vere di confronto serio sono decisamente ridotte. L’educazione sessuale dei ragazzi gay presenta una enorme complicazione che consiste nel fatto che, purtroppo, non esiste di fatto una società matura capace di integrare l’omosessualità, in questo senso una educazione a comportamenti liberi, che sarebbe in assoluto la più desiderabile, finirebbe per essere dannosa per lo steso ragazzo e lo metterebbe seriamente a rischio in ambienti in cui l’omofobia è ancora profondamente radicata. I discorsi sulla sessualità servono certamente a creare un confronto ma anche e soprattutto a fare diminuire l’ansia, ed evitare l’idea che la sessualità, e quella gay in particolare, sia una specie di successione di tappe obbligate. Parlare serve a sdrammatizzare, a togliersi dalla mente l’idea di “avere un problema” di essere “un po’ anomalo”, di dover per forza trovare una spiegazione a tutto, di dover interpretare qualsiasi pensiero che ci passi per la mente per scoprirne i risvolti più riposti. Parlare di sessualità serve a ridimensionare e a riportare le cose in prospettive meno emotivamente condizionate, a capire che la sessualità è una cosa complessa e che ciascuno ha i suoi tempi, i suoi ritmi e suoi condizionamenti che vanno accettati per quello che sono.
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martedì 1 novembre 2011

LA VERA SESSUALITÀ GAY

Su che cosa sia la sessualità gay ci sono in giro molte leggende metropolitane basate su cose che con la vera sessualità gay non c’entrano nulla, come la pornografia o le improbabili analogie con i comportamenti sessuali etero, come se la sessualità gay fosse una specie di brutta copia della sessualità etero. Nella sessualità etero, che è una sessualità di complementarità, esistono atti (la penetrazione vaginale) senza i quali un rapporto sessuale non è neppure tale, la distinzione tra preliminari  e atto sessuale vero e proprio ha un significato biologico in termini di procreazione, i ruoli sono essenziali perché un uomo e una donna sono sessualmente differenziati. In un rapporto tra ragazzi, cioè in un rapporto omosessuale, nell’altro non si cerca una complementarità, lo si ama perché lo si sente simile a sé da tutti i punti di vista, non si cerca il sostituto di una donna, non ha alcun senso parlare di ruoli e non ha alcun senso pensare che ci sia un comportamento senza il quale il rapporto sessuale non è più tale. La pornografia tradizionale veicola concetti molto diversi da quelli appena espressi. Proviamo a chiederci il perché. Tra la definizione di “gay come ragazzo che si innamora di ragazzi” che è quella che qui nel progetto diamo per scontata e credo a ragione, e la definizione di “gay come ragazzo che fa sesso con i ragazzi”, che è la definizione comune di gay, c’è un abisso. Si tratta di due concetti molto diversi e di ragazzi che fanno l’amore con i ragazzi senza minimamente innamorarsene ce ne sono moltissimi, per loro viene prodotta la maggior parte della pornografia, e si tratta spesso di persone che hanno anche una vita sessuale etero e considerano il sesso con un ragazzo un diversivo, naturalmente queste persone tendono a riportare in un rapporto con un ragazzo modelli di comportamento tipicamente etero come l’idea che l’essenziale della sessualità sia la penetrazione o l’idea dei ruoli che è lontanissima dalla sessualità spontanea dei ragazzi che si innamorano di altri ragazzi. Quando parlo di sessualità gay non mi riferisco alla pornografia né a quello che la gente crede essere tipicamente gay ma a quello che la maggior parte dei ragazzi che si innamorano di ragazzi (cioè dei gay in questo senso) vive e desidera. Questa “vera” sessualità gay non ha nulla a che vedere con la pornografia dilagante, al punto che un ragazzo gay (nel nostro senso) in un video porno tende a vedere soprattutto la prima parte e ad abbandonare il video quando la dimensione affettiva sparisce del tutto, ma aggiungo che i video più gettonati dai ragazzi che amano veramente i ragazzi, sono video di coccole e di tenerezze sessuali, cose che in genere ai consumatori di pornografia, che fanno sesso con i ragazzi ma non li amano, appaiono prive dell'essenziale e quasi banali. In una dimensione di affettività-sessualità gay come forma di tenerezza sono proprio i gesti affettuosi che acquistano un valore enorme, anche sessuale, certo, ma di una sessualità profondamente affettiva. Per capirci, guardarsi negli occhi e scambiare un sorriso affettuoso durante un contatto fisico con un altro ragazzo, mentre ci si accarezza, anche intimamente, è una cosa che ha un significato enorme in termini di scambio affettivo. L’affiatamento sessuale, cioè il viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda è anche il segno di un affiatamento affettivo che sta alla base di quella sessualità. E poi c’è una cosa fondamentale: non conta quello che si fa, ma con chi lo si fa. Chi cerca sesso (cosiddetto gay) in una chat per andare subito al sodo mira al che cosa non al chi, vorrei dire che queste persone non sono gay ma sono solo ragazzi che fanno sesso coi ragazzi.


Il cerchio in rosso rappresenta l’insieme dei ragazzi che fanno sesso coi ragazzi, la comune definizione di gay,
Il cerchio in celeste rappresenta i ragazzi che si innamorano dei ragazzi, la nostra definizione di gay, esiste una zona comune 2 in cui la sessualità è accompagnata dall’innamoramento, una zona 1 in cui la sessualità e priva di una componente seriamente affettiva, e la zona 3 in cui ci si innamora di ragazzi ma non si hanno contatti sessuali con loro. La gente intende comunemente come sessualità gay quella della zona 1, ma la vera sessualità gay è quella della zona 2 ed è una sessualità tipicamente affettiva.

venerdì 26 novembre 2010

MODELLI DI AFFETTIVITA' E SESSUALITA' GAY

Accade spesso che persone del tutto estranee alla realtà gay parlino di matrimonio gay o di coppie gay, estrapolando semplicemente al campo gay dei modelli di affettività e di sessualità tipici del mondo etero. Accade che anche gli stessi gay siano spesso portati a conformare più o meno consapevolmente i loro comportamenti ad analoghi comportamenti etero. In realtà i modelli di affettività e di sessualità etero non sono esportabili nel mondo gay perché mentre nella realtà etero dominano categorie come la complementarità sessuale, il suo fine procreativo e la dimensione sociale del rapporto di coppia, nella realtà gay dominano categorie come la parità sessuale, l’orientamento non procreativo della sessualità e la privacy. Questo post mira a puntualizzare l’originalità dei modelli di affettività e di sessualità gay rispetto ai corrispondenti modelli etero.

Modelli sessuocentrici e modelli a sessualità diffusa


Le diverse concezioni della vita affettiva possono essere classificate a seconda del ruolo che in esse assume la sessualità. Esistono modelli in cui la sessualità riproduttiva domina a tal punto da rendere secondaria anche la scelta del/della partner, in altri casi la sessualità, considerata fondamentale anche al di là della finalità riproduttiva, resta comunque al centro della vita affettiva, il che significa che una rapporto interpersonale assume un significato importante solo quando sfocia in un rapporto sessuale, che la fedeltà si identifica esclusivamente con la fedeltà sessuale e che il rapporto va in crisi quando il rapporto sessuale non è più gratificante.

Alcune affermazioni tipiche di certi modelli di sessualità etero come: “lo scopo essenziale della sessualità è la nascita dei figli”, “la masturbazione è inammissibile perché significa sprecare il seme”, “il rapporto tra due persone dello stesso sesso non può essere un rapporto d’amore perché non può trasmettere la vita”, “la verginità è una virtù importantissima” e simili, sono indici di modelli sessuocentrici. Analogamente può dirsi quando si ritiene che un contatto sessuale etero non sia realmente gratificante quando manca la penetrazione e si afferma che tutto ciò che viene prima è soltanto una preparazione. Sono sempre in una dimensione sessuocentrica le sottolineature della mascolinità e della femminilità come ruoli ben definiti anche a livello sociale. La dimensione sessuocentrica della vita affettiva può portare a dare particolare enfasi al rapporto sessuale e quindi ad ansia di prestazione.

Nel diffondere modelli sessuocentrici un ruolo particolare compete alla pornografia che identifica la sessualità con i rapporti sessuali e diffonde, per imitazione, modelli di comportamento non spontaneo che possono essere profondamente condizionanti. Mi capita spesso di parlare con ragazzi non più giovanissimi cresciuti con una educazione o meglio con una diseducazione sessuale affidata esclusivamente alla pornografia. Il vero danno provocato a questi ragazzi dalla pornografia consiste nell’impedire o nel ritardare lo sviluppo di una vera sessualità affettiva.

I modelli sessuocentrici arrivano a diffondersi anche tra i gay proprio attraverso la pornografia. Molte caratteristiche dei modelli sessuocentrici etero sono assimilate acriticamente anche dai gay che non fanno che trascrivere quei modelli in chiave gay. Un antidoto potente contro i danni della pornografia è rappresentato dai modelli affettivi non sessuocentrici derivati dagli esempi della vita familiare. I ragazzi gay cresciuti in famiglie in cui dominavano modelli di sessualità diffusa (coccole, affettuosità) sono in un certo senso vaccinati contro le visioni sessuocentriche della pornografia.

La trascrizione meccanica in chiave gay dei modelli sessuocentrici etero induce i ragazzi a non fare troppa attenzione ai propri sentimenti ma a considerare fondamentali solo le reazioni strettamente sessuali. Mi capita spesso di parlare con ragazzi che attribuiscono una importanza fondamentale alla sessualità tecnica intesa come centro della vita affettiva, tipiche in questo senso sono le situazioni dei ragazzi che si concentrano totalmente sulla propria risposta sessuale, in questi casi l’ipervalutazione della sessualità tecnica porta talvolta a reazioni nevrotiche come il mettersi alla prova a livello sessuale (esperimenti sessuali) cosa che può manifestarsi anche in modo ripetitivo e disturbante al limite del contenuto ossessivo. In queste situazioni sarebbe necessaria una vera rieducazione affettiva o meglio una rieducazione alla sessualità affettiva cosa possibile però solo con un partner che non abbia anche lui una visione sessuocentrica dell’affettività.

L’affettività può però manifestarsi anche in modo diffuso, con caratteristiche che non sono affatto sessuocentriche. Questo non vuol dire che non esista una sessualità nel senso stretto del termine ma solo che questa sessualità è una componente del rapporto affettivo ma non ne è l’essenza. La sostanziale differenza tra affettività sessuocentrica e sessualità diffusa consiste nel fatto che una sessualità diffusa permea di sé tutto il comportamento affettivo di una persona e non si limita ai momenti tecnicamente sessuali. Ovviamente la sessualità diffusa non è né etero né gay ma è un modo di concepire la sessualità, resta però che, da quello che vedo, ho l’impressione che per una coppia gay la sessualità diffusa, in assenza di condizionamenti della pornografia, sia una dimensione spontanea, certamente non indotta dall’esterno e non imitativa. Il significato profondamente affettivo e appagante che può avere una abbraccio per un ragazzo gay non è legato al fatto che l’abbraccio può preludere ad un rapporto sessuale ma deriva dalla dimensione di calore, di intimità che quell’abbraccio assume in una dimensione di sessualità diffusa.

Una conseguenza significativa della sessualità diffusa gay si ritrova nel confine tendenzialmente più labile tra amicizia e amore. Per un gay pensare ad una dimensione sessualizzata dell’amicizia non è necessariamente dirompente proprio perché la sessualità spesso non è vista come l’essenza del rapporto di coppia, in questo senso l’infedeltà episodica diventa tollerabile perché è intesa come un modo sessualizzato di dimostrare il proprio affetto ad un amico più che come un tentativo di costruire una coppia alternativa.

La coppia gay “possibile”

Vorrei dedicare la seconda parte di questo post al concetto di coppia gay possibile. Con questa espressione intendo indicare che per un gay la possibilità di realizzare al 100% i suoi desideri in termini di vita di coppia rappresenta una eventualità non comune. Un etero ha molte più possibilità di scelta e molta più libertà di azione, per un gay la realizzazione di una vita di coppia è legata all’eventualità a priori improbabile che il ragazzo del quale si innamora sia gay.

Quando un ragazzo gay si innamora di un ragazzo etero, cioè ne è attratto in modo forte e a livello globale, sia affettivo che sessuale, prima o poi deve prendere atto che i suoi desideri non si realizzeranno, a quello stesso ragazzo gay potranno presentarsi poi delle occasioni concrete di conoscere altri ragazzi gay e di poter creare con loro un rapporto di coppia “possibile”, questa dimensione di coppia resta però spesso apparentemente indebolita dal fatto che ci sono altri ragazzi anche etero e, direi, quasi sempre etero, che risultano per il ragazzo gay decisamente più attraenti sul piano sessuale del suo compagno “possibile”. Su questa base si potrebbe pensare in modo automatico ad una fragilità di coppia. In realtà non è così, se la coppia “possibile” non soddisfa in pieno uno dei due partner sotto il profilo del desiderio sessuale, che può rimanere concentrato anche su altri ragazzi (partner impossibili), resta comunque che si tratta di un rapporto “possibile” ossia reale contrapposto a desideri che sono irrealizzabili. Il rapporto di coppia in questi termini non può essere sessuocentrico e si modifica, pur mantenendo una dimensione sessuale, ponendo al centro una affettività-sessualità diffusa. È il caso classico del voler bene al proprio ragazzo in modo profondo considerandolo come un compagno di vita nel senso più serio del termine pur senza provare per lui una forte attrazione sessuale. In queste situazioni la sessualità si vive come un completamento del rapporto affettivo e non come un valore di per se determinante, si vive una sessualità affettiva di coppia e nello stesso tempo una masturbazione non dedicata al proprio compagno ma a un ragazzo “impossibile” verso il quale ci si sente sessualmente attratti.

Il meccanismo che ho descritto è tipico dei gay ed ha un valore enorme nel processo di crescita della persona in quanto allontana da visioni molto schematiche della sessualità. Devo sottolineare che questi rapporti di coppia non sono di serie B rispetto ai rapporti in cui desiderio sessuale e affettività vanno perfettamente d’accordo, ma stanno in rapporto con quelli come la realtà possibile sta alle ipotesi teoriche. La più grande paura per un ragazzo gay non è non avere un compagno con cui fare sesso ma non essere amato e la coppia “possibile” risponde al bisogno affettivo in modo serio ed è proprio per questo che i ragazzi che vivono un rapporto di “coppia possibile” non sono frustrati, come si potrebbe pensare dall’esterno. È evidente che la visione sessuocentrica dell’affettività è incompatibile con queste situazioni.
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martedì 10 agosto 2010

NORMALITA' GAY E DIPENDENZA DALLA PORNOGRAFIA

Caro Project,
sono entrato in una situazione insostenibile e ne voglio uscire, dico che lo voglio ma non ci riesco, è per questo che ti scrivo, perché forse altre cose del genere ti saranno capitate. Ti dico che sono proprio incapace di uscirne. Ho 24 anni, quasi 25, adesso mi sento gay, dico mi sento perché non lo so se è proprio così ma il punto non è questo. Forse è meglio che ti racconto le cose per ordine. Mi sono sentito etero fino a 22 anni, anche qui dico che mi ci sono sentito perché non so se lo ero veramente, però dai 18 anni ho avuto due ragazze anche se per me non era il massimo, che non era il massimo lo capivo ma non pensavo di essere gay. Con le due ragazze ho avuto anche rapporti, pure quelli, magari più per la curiosità ma mi piacevano, cioè quando succedeva non stavo a disagio ma quando non succedeva non mi mancavano. Mi masturbavo pensando alle ragazze, anche lì niente di travolgente ma mi sentivo normale e poi le ragazze di cui ti ho parlato penso si fossero proprio innamorate di me, io di loro forse, ma forse non seriemente. Fino a 22 anni con l’università le cose andavano bene, gli esami li facevo e pure con voti buoni, poi a 22/23 anni è cominciato il disastro. Ora ti spiego. Ho conosciuto un ragazzo che è venuto da noi per fare la laurea magistrale e abbiamo cominciato a studiare insieme e così mi sono accorto che mi piaceva moltissimo stare con lui. Lui è etero e di questo non ho il minimo dubbio. Ho letto quello che pensi dell’innamorarsi di un etero e lo capisco ma io non riuscivo a togliermelo dalla testa, lui poi aveva molte attenzioni per me e penso che “a suo modo” mi volesse anche bene. Comunque sono andato totalmente in crisi. Mi veniva duro anche solo a pensare a questo ragazzo e poi ci vedevamo tutti i giorni mattina e pomeriggio per studiare. Quando stavamo insieme lui studiava e io no. Lo studio insieme è durato un semestre poi lui ha fatto gli esami ed è andato avanti, io non ho fatto nulla e in pratica ho perso il primo anno della magistrale ma questo sarebbe ancora una cosa relativa. Da quando mi sono innamorato di lui ho cominciato a masturbarmi pensando a lui, ed era una cosa che mi piaceva moltissimo, tutta di fantasia ma mi sentivo soddisfatto, ho capito che sono gay e questo fatto non mi ha nemmeno creato problemi, se lo avevo vicino a me ero felice. Quando poi mi ha lasciato per studiare da solo perché non combinavo più niente ci sono stato proprio male. Non andavo all’università per non vederlo perché avevo capito che tra noi non ci poteva essere niente. I miei andavano a lavorare e io me ne stavo da solo a casa a vedere film porno dalla mattina quando i miei uscivano fino alle due quando tornavano, a loro dicevo che ro andato all’università ma non ci andavo. Quando la sera andavano a dormire mi rimettevo al computer a vedere porno fino alle ore piccole. Quando ero più padrone di me mi sentivo un deficiente a buttare la vita così ma poi non riuscivo a staccarmi dai porno, ne avevo riempito il computer. Non c’erano pericoli perché i miei non sanno nemmeno come si accende un computer ma la mia vita girava tutta intorno ai porno e alla masturbazione che, tra l’altro, ormai mi sembrava una cosa molto stupida. Ho cominciato a rimpiangere il tempo quando ero etero magari a metà ma avevo una vita normale. Non ne posso proprio più di andare avanti così. Il mio amico prenderà la laurea magistrale a novembre e io non ho concluso nulla, ho fatto solo due esami e di quelli più stupidi. Devo dare assolutamente una svolta alla mia vita. Tra l’altro ho cominciato a bere un po’ troppo e devo smettere prima che diventi un problema, anche se ancora non lo è. Project io vorrei una vita da ragazzo gay, perché quello sono, ma una vita normale. Quando ero etero le ragazze mi cercavano loro perché mi dicono che sono un bel ragazzo ma come gay mi sento intorno il vuoto totale. Che sono gay non lo sa nessuno, ma essere gay è snervante, se ti innamori di un ragazzo molto probabilmente è etero e non glielo puoi nemmeno dire e allora o hai una volontà di ferro o finisci sui porno come me. Io vorrei essere un gay normale, vorrei avere un ragazzo che mi vuole bene, ma tutto questo finisce per essere difficilissimo e poi comincio ad avere l’incubo dell’età che va avanti e quello delle depressione. Fino adesso non mi sembra di essere depresso ma se vado avanti così il rischio c’è. Ho quasi una paura ossessiva di non riuscire più a uscirne e di buttare via così tutta la vita. Puoi immaginare quanto ho girato i siti gay su internet e ovviamente sono finito parecchie volte su progetto gay, lo scartavo sempre perché non ci sono foto e roba simile poi sono capitato su un post del forum, di un 32enne dipendente dalla pornografia. Per lui le cose sono diverse ma l’ossessione della pornografia in effetti è simile. Io sono un ragazzo molto riservato e per me raccontare certe cose è imbarazzante ma non ce la faccio più ad andare avanti, sta per ricominciare l’università e non voglio buttare via il terzo anno di seguito. Ho bisogno di qualcuno che mi dia un po’ di voglia di ricominciare e mi dica che per uno come me ci può essere un futuro di normalità. Tu dici che per un gay ci può essere una possibilità di vivere come vuole, ne sei convinto, lo dici in tutti i modi ma io vedo davanti a me come un muro di impossibilità. Lo so che devo tornare a una vita normale, è quasi una settimana che mi sono imposto di non vedere più porno e di non bere ma poi mi sembra una grande stronzata e ho paura che ricomincerà tutto come prima. Rispondimi in privato se vuoi, ho bisogno di un confronto serio.
Matteo
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lunedì 12 aprile 2010

SESSUALITA' GAY STATISTICHE INTERATTIVE

Cari utenti di Progetto Gay, sono lieto di offrirvi “finalmente” un mezzo veramente potente per permettervi, in prima persona e secondo i vostri criteri, di analizzare le banche dati di Progetto Gay relative all’orientamento sessuale, alla sessualità gay e al rapporto tra gay e pornografia. Si tratta di una pagina dalla quale vi sarà possibile non solo accedere ai dati ma filtrarli secondo le risposte ad una o più domande (quindi secondo l’età e secondo qualunque altra caratteristica). Il lettore è così del tutto libero di analizzare i dati in profondità e potete star certi che da una ricerca seria può venire fuori un’immagine assai realistica della sessualità gay. Si tratta di strumenti che è praticamente impossibile trovare altrove. Progetto Gay li mette a disposizione di chiunque sia interessato.

Cliccando su questo link andrete alla pagina delle statistiche interattive:


http://progettogaysito.altervista.org/analsi_interattiva_sessualita_gay.htm

Ricordo che per partecipare ai sondaggi di Progetto Gay (ovviamente in modo totalmente anonimo) e per leggere tutto il materiale prodotto, potete andare alla pagina:

http://progettogaysito.altervista.org/i_form_di_progetto_gay.htm
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http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=35&t=629&start=0

domenica 11 aprile 2010

GAY E DIPENDENZA DALLA PORNOGRAFIA

Ciao Project,
è da una settimana che ho scoperto Progetto Gay e per me è stata una scoperta importante, non solo per le testimonianze che hai raccolto ma anche per le statistiche e i test che hai pubblicato, che sono cose interessantissime e mi hanno proprio aperto il cervello. Ho letto e meditato con la massima attenzione soprattutto le interviste a risposta libera che permettono di capire in modo più organico come vive realmente un ragazzo gay. Sono un 32enne che vive ancora con i genitori in una piccola città del sud che non brilla certo per apertura mentale. Ho studiato, mi sono laureato e ho un lavoro stabile discreto. Ti dico subito che i miei mi vogliono bene ma non hanno la più pallida idea di quello che io sono veramente. Ho letto sul forum di ragazzi che hanno fatto coming out in famiglia ma a me sembrano storie di marziani. L’idea del coming out in famiglia non mi ha mai sfiorato. Nel mio riconoscermi gay ho avuto una storia molto complicata, poi, leggendo quello che scrivi tu, mi sono ritrovato molto in certe situazioni. In pratica ho cercato, provato ad essere etero fino ai 30 anni e anche oltre. Ho avuto nel corso degli anni quattro ragazze che per me sono state solo miseri tentativi di piegare la mia sessualità verso l’eterosessualità. Non ho mai avuto rapporti sessuali con una ragazza, con l’ultima, che era molto più intraprendente della altre, mi sono sentito spesso in estremo disagio, quasi violentato. Il fatto è che in quelle situazioni, in cui lei con me ci provava in tutti i modi, proprio toccandomi (da sopra i pantaloni) mi eccitavo pure e lei la prendeva come un segno evidente che io volevo ma ero represso, ma io non mi sono mai masturbato pensando a una ragazza, tutte le mie fantasie erano per i ragazzi del mio gruppo sportivo che potevo vedere nudi praticamente tutti i gironi. Piano piano ero riuscito ad avere un autocontrollo tale che potevo fare la doccia con loro senza il rischio dell’erezione. Anzi certe volte erano loro ad andare in erezione quando giocavano tra loro un po’ cameratescamente anche se erano e sono tutti etero e di questo non ho mai avuto nessun dubbio. Devo confessare una cosa di cui mi vergogno, o meglio mi vergognavo molto, ancora a 32 anni sono in pratica totalmente dipendente dalla pornografia. Ho provato più volte a chiudere con questa dipendenza ma non ci sono mai riuscito. Quando i miei vanno a dormire, verso l’una di notte, mi chiudo a chiave nella mia camera e lì ti puoi immaginare quello che faccio. Devo dire che leggendo i sondaggi e vedendo che ragazzi nelle mie condizioni ce ne sono un bel po’ mi sono sentito meno strano ma l’idea di essere un po’ troppo grande per dipendere dalla pornografia mi resta comunque. Praticamente ho sempre immaginato di poter fare con i miei compagni di squadra quello che vedevo nei porno, ma è normale che uno arrivi a 32 anni così? Adesso da due anni ho rotto con la mia ultima ragazza e non mi metterò più con nessun’altra perché ormai per me la stagione del forzarsi all’essere etero è proprio finita. Leggendo quello che scrivi una cosa mi ha colpito perché la riscontro in me ed è il fatto che vedo l’omosessualità essenzialmente in chiave sessuale e non affettiva. Ho provato a chiedermi se ho mai provato dei sentimenti veri e forti per un ragazzo ma mi sembra che non sia mai successo. Mi piacciono fisicamente, mi eccitano sessualmente, ma non me ne sento innamorato, non so come dire, ma non ho mai pensato che con un ragazzo potrei fare vita comune come in una famiglia. C’è sicuramente anche il fatto che a 32 anni non ho mai conosciuto un ragazzo gay, nemmeno uno. Non mi piacciono le chat e le cose di quel genere, che sono pure pericolose per le malattie. Il mio mito è la mia squadra ma nemmeno a livello individuale, quasi direi a livello di gruppo perché nello spogliatoio c’è un clima che mi piace moltissimo. So bene che quel clima è così significativo solo per me e che a quei ragazzi non fa né caldo né freddo, però è proprio la mia atmosfera sessuale ideale. Certe volte penso che non mi troverei nemmeno bene con un ragazzo, cioè a stare con lui in coppia, nemmeno per solo sesso. Tu dici che un gay si innamora di un ragazzo e mi piace pensarlo, ma perché a me non succede? Tu dici che omosessualità significa prima di tutto tendenza a creare un rapporto affettivo con un altro ragazzo, ma questo a me non succede. È pure vero che io ho sempre vissuto l’omosessualità come una trasgressione. Ho letto il tuo articolo in proposito e ci trovo molto del mio modo di reagire ma francamente non riesco proprio a pensare di essere gay per il solo desiderio di superare un tabù. Cioè vivo l’omosessualità come una cosa soprattutto sessuale, ma almeno a livello sessuale e almeno a livello di masturbazione, perché con un ragazzo non ci sono mai stato e forse non ci starò mai, la soddisfazione ce la trovo eccome. Se penso a quando mi forzavo di stare vicino a una ragazza e faccio il paragone con quando faccio fantasie sui miei compagni di squadra non c’è proprio paragone, secondo me è sessualità vera, cioè non la sento come il superamento di un tabù. Insomma, come dici tu, per me il fatto di poter condividere l’intimità sessuale con un altro ragazzo sarebbe importantissimo anche perché lo è già in dimensione di fantasia. Nello scrivere questa frase mi accorgo che alla fine un sogno affettivo verso un ragazzo lo potrei pure avere, però fino adesso non mi è mai capitato con un ragazzo determinato. Un’altra cosa che mi manca da matti è la possibilità di parlare con dei ragazzi gay in modo serio. Credo di sapere poco e niente sui gay, e anzi adesso tramite il tuo sito comincio a capire tante cose ma certo parlare con ragazzi veri sarebbe importantissimo. Ho letto che i ragazzi parlano tra loro anche molto seriamente di cose di sesso, tipo la masturbazione, ma come fanno? Io non ci riuscirei mai. L’ho fatto con te in questa mail e non so nemmeno come è potuto succedere ma con un altro ragazzo mi sentirei terribilmente in imbarazzo. Ti faccio una domanda, però rispondimi sinceramente. Pensi che per uno come me ci sia qualche speranza o faccio meglio a mettermi l’anima in pace? In effetti per me cambiare ambiente sarebbe difficilissimo e comincio ad abituarmi all’idea che per me la sessualità si ridurrà solo alle mie nottate davanti ai siti porno. Chissà che non arrivi poi un ragazzo che cambi le cose! Magari! Lo vorrei tanto, ma un ragazzo serio che cosa si può aspettare da uno come me?
Ciao Project (se vuoi pubblica la mia mail, ma rispondimi in privato, ti allego il mio contatto [-omissis-], mi farebbe piacere potere parlare un po’ con te).
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lunedì 5 aprile 2010

STATISTICHE GAY E PORNOGRAFIA

Progetto Gay ha pubblicato una pagina di statistiche interattive sui rapporti tra Gay e pornografia.
http://progettogaysito.altervista.org/gay_e_pornografia.htm
Sottolineo che "per la prima volta" in Progetto Gay, questa pagina non è un'analisi "a bocce ferme" cioè non è l'analisi di un particolare momento della raccolta di dati, ma è un'analisi dinamica, cioè, ogni volta che viene compilato e inviato un nuovo modulo-intervista il programma aggiorna in breve tempo le statistiche (in media 40 secondi). Le statistiche sono quindi sempre aggiornate e seguono momento per momento l'evolversi della raccolta di dati. Aggiungo che con il programma di statistiche interattive ogni eventuale correzione del Data Base (dovuta per esempio alla duplicazione di una scheda per "doppio invio") comporta l'immediato aggiornamento e la correzione di tutte le statistiche.
Nella pagina si trovano anche le indicazioni per partecipare al sondaggio, per leggere i commenti inseriti dal programma alla scheda appena postata, e per leggere l'inero Data Base delle risposte.

lunedì 29 marzo 2010

AMORE GAY DIPENDENZA DALLA PORNOGRAFIA

Ciao Project,
leggo il tuo forum da diversi mesi ma non ho mai trovato il coraggio di scriverti, anche se ne sentivo proprio il bisogno. Ho 26 anni che già mi cominciano a pesare tutti come un macigno. In pratica la mia vita l’ho passata tutta scappando e cercando di non vedere e di non capire. Sono all’apparenza un ragazzo normalissimo e sotto molti aspetti anche fortunato. Mi sono laureato molto bene e adesso da poco più di un anno ho trovato anche lavoro, non è un lavoro eccelso ma non è lontano da casa e tutto sommato mi sta bene così. Quindi, diciamo, da tutti questi punti di vista generali mi dovrei dire soddisfatto, ma c’è un però: in pratica non ho alcun dialogo con i miei genitori, per essere sincero ne ho quasi paura. Mio padre dice con la massima tranquillità cose incredibili sui gay e io devo stare lì a sentire e a stare attento a non reagire. Mia madre lo asseconda in tutto e certe volte se ne esce con delle sparate che sono peggiori di quelle di mio padre. Sono letteralmente ossessionato dal’idea che mio padre possa capire qualcosa. Tra l’altro i miei sono convinti che io sia segretamente innamorato di mia cugina che mi sta appresso e che mi tratta quasi come se fossi il suo ragazzo, anche perché pure lei è spinta dai genitori. Francamente non ho il problema di mia cugina perché penso che al di là delle pressioni dei genitori sia interessata ad un altro ragazzo il che mi lascia nella parte dell’innamorato trascurato, parte che a me sta comunque benissimo. Il mio vero problema sono i miei genitori, che per fortuna non capiscono niente di computer, ma ad ogni buon fine sul mio computer ci sono le password a ogni passo. Fino qui sembra quasi una situazione comune, chissà, magari capitano cose simili a tantissimi ragazzi. Però il fatto è che anche se mi sento gay e non ho proprio nessun dubbio su questo (leggere i tuoi articoli mi è servito tantissimo), non riesco comunque a vedermi in una storia vera con un ragazzo. Diciamo che mi sento gay, ma che la vivo come una cosa che mi piacerebbe non dover vivere, come se in fondo essere gay per me fosse una specie di condanna, la mia, certo, ma una cosa comunque negativa. Aggiungo una cosa importante, non ho mai avuto rapporti con un ragazzo (e nemmeno con una ragazza) e sono un consumatore accanito di pornografia, diciamo che questo è un po’ il mio vizio segreto e ti devo dire che lo sento come molto condizionante. Ho cominciato prestissimo ed è diventata una specie di fissazione. Ci passo ore ogni giorno, onestamente ho anche pensato che ci fosse qualcosa di patologico in questo mio atteggiamento, anche perché non riesco a staccarmene e, quello che è peggio, mi sento sempre meno coinvolto nei contatti umani con i miei amici e ti devo dire che non mi sono mai innamorato di un ragazzo. Per me è come se il sesso fosse pensabile solo nel clima della pornografia, mi è impossibile pensare di poter voler bene a un ragazzo (cosa che mi fa uno strano effetto anche a dirla) e poi magari di poter avere un rapporto sessuale con lui, per me le due cose non possono andare insieme. Mi dà fastidio l’idea di un ragazzo che mi coccola o che solo fa il tenero con me. Piano piano credo di essere diventato refrattario ai contatti con i ragazzi. Anni fa, fino a quando avevo 22 anni, andavo in piscina e facevo nuoto a livello agonistico serio, allora la piscina aveva per me anche il valore di un momento sessuale, lo spogliatoio e tutto il resto e poi il clima cameratesco che mi piaceva moltissimo, poi me ne sono staccato perché quelle cose non avevano mai un risvolto sessuale vero, era solo una cosa di fantasia, e dovevo pure stare bene attento a non farmi scoprire e non era facile perché “lui” si drizzava spesso. Oggi come oggi ci sarebbe forse un unico ragazzo che potrebbe non dico interessarmi, ma mi piacerebbe parlare con lui, chiamiamolo Luca. Luca è un bel ragazzo, è un mio collega di lavoro, con lui parliamo ma di cose generiche. Luca non parla di ragazze e penso non abbia la ragazza, ma non ne so più di questo. Luca potrebbe essere per me un po’ la svolta, anche se non so nemmeno se è gay, perché da parecchi anni a questa parte è in pratica l’unico ragazzo “vero” che è entrato nelle mie fantasie masturbatorie. È successo in modo del tutto tranquillo tanto che all’inizio non ci ho nemmeno fatto caso, però è successo. Non è che le cose per me siano cambiate gran che perché in pratica vado sempre a cercare i porno, cioè la fissa non mi è passata, però, come dire, c’è pure Luca. Sento che è un equilibrio instabile e che in effetti, se Luca fosse etero, sarebbe tutta una elucubrazione senza seguito, però Luca c’è. Non mi sento innamorato di Luca, per me è un amico, però quando ti masturbi pensando a un amico forse non è solo un amico. Il guaio è che la paura che la cosa sia unilaterale è grossa. Detto questo vengo alla domanda: che fare? Cioè in una situazione simile parlo con lui in modo sincero? Fino a che punto? Vale la pena di rischiare? Lascio andare le cose per il loro verso e mi limito a giocare di rimando? E poi ho un grandissimo dubbio, a parte le mie fantasie erotiche su Luca, che comunque non sono poi realmente travolgenti, ho paura che alla prova dei fatti non riuscirei a vivere un rapporto vero con un altro ragazzo, sia sul lato sesso, perché mi sento molto condizionato dalla pornografia, sia soprattutto sul lato affettivo perché, come ti ho detto prima, per me, cercare di costruire un rapporto affettuoso con un ragazzo è quasi innaturale mentre penso che per lui magari potrebbe essere essenziale. Qualche volta penso che su Luca sto costruendo magari tanti castelli in aria e che io stesso in fondo in fondo per lui non sento niente di serio e sto solo cercando di trovare una soluzione alla mia dipendenza dalla pornografia, però non ti nascondo che il mio sogno sarebbe potergli parlare veramente a cuore aperto di tutto, compresa la dipendenza dalla pornografia e che lui mi dicesse: “Non c’è problema! Perché ci vogliamo bene!” Vado cercando solo uno che mi tiri fuori dalle mie paranoie o forse mi posso innamorare veramente di Luca? E poi c’è il fatto che se magari si riuscisse a costruire veramente qualcosa io non potrei nemmeno viverla alla luce del sole perché c’è mio padre. Avevo letto nel forum dei quei giochi infiniti a tira e molla: “è gay, non è gay?” ma non pensavo di finirci dentro io, ma penso che stia succedendo, e poi mi dico: ma se Luca non è gay io che faccio? A 26 anni e con la mentalità che mi ritrovo che cosa posso pensare di costruire di buono? Project, ti passo il mio contatto [- omissis -] mi farebbe piacere fare due chiacchiere con te, soprattutto perché avrei bisogno di convincermi che gay e porno non sono la stessa cosa, cioè, per me sarebbe fondamentale rendermi conto che esiste, come dici tu, una normalità gay e che i ragazzi gay non sono magari gente un po’ fissata come me, ma in effetti spero di non essere poi così fissato nemmeno io.
Aggiungimi su mns. A presto. Se vuoi pubblicare questa mail fallo, naturalmente togli il mio contatto.
M.T.
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mercoledì 17 marzo 2010

MASTURBAZIONE GAY TRA INNAMORAMENTO E PORNOGRAFIA

Questo lungo post contiene uno scambio di mail tra me e un ragazzo, uno studente 22enne, sui temi della sessualità gay. Il mio interlocutore mi ha autorizzato a pubblicare i testi in forma anonima (Marco è un nome fittizio), cosa che faccio di buon grado, perché si tratta di uno scambio epistolare serissimo che ha aiutato anche me a riflettere su molti aspetti della sessualità gay.

Da Marco a Project - Sabato, 6 Mar 2010 22:16:55 +0100

Ciao Project, non ti sento da un po’ ... tutto bene?
Volevo sapere se le considerazioni che ti ho espresso sul tuo lavoro ti fossero state d'aiuto o meno.
Ho visto sul sito che hai risposto ad un ragazzo di 20 anni circa che non sapeva se fosse etero o gay.
Non ho potuto fare a meno di notare, nuovamente rinnovato in questo caso, la tua forte dedizione alla considerazione dell'elemento sessuale masturbatorio come componente essenziale dell'autoidentificazione del sé come gay ... E, te lo dico sinceramente ... mi sono sentito male.
Mi sono sentito male perché per un attimo ho avuto come l'impressione che tu potessi avere qualche remora nel rispondermi (visto che ormai è da un bel po’ che non ti fai vivo) proprio per il fatto che io, quasi all'inverso del tuo pensiero, riponessi la mia attenzione sull'aspetto affettivo delle cose più che su quello sessuale (che invece mi pare d'aver capito sia il perno stesso sul quale si basa la tua idea di orientamento sessuale) ...
Per favore, dimmi che ho pensato male. Io ci tengo molto a poter costruire insieme a te, ed a chiunque altro voglia unirsi alle mie ed alle nostre forze, un posto per le persone da poter chiamare "casa". In verità ti dico che faccio questo per buona parte perché io stesso mi sento non appartenere a niente in questo mondo per me vuoto di affetti.
Se non appartengo a nessuna realtà, a nessuna persona, ed in più non ho neppure modo di aiutare gli altri a sentirsi parte di qualcosa di buono (ad avere una "casa" nella quale tornare), io mi sento ancora più perso, debole, triste.
Non so se riesci a capire quello che intendo dire. E un po’ di tutto questo discorso io mi sento colpevole di agire in modo così "nobile" solo ed esclusivamente per la salvezza della mia anima. Ma sono un essere umano limitato almeno quanto tutti gli altri uomini che calpestano questa terra. Vivo per il mio desiderio di vivere e la mia felicità, prim'ancora di quella degli altri. Sono inquieto, ho veramente paura di quello che mi potrà accadere in futuro.
Ho paura di perdere anche quel poco di affetti che ho.
Ho paura di non riuscire a sostenere economicamente la mia famiglia ora che ce n’è bisogno. Ho paura che non riuscirò mai ad essere felice insieme a nessun ragazzo (neanche a livello di profonda amicizia). Ho paura delle lacrime che mi stanno rigando il volto adesso, paura di tutti gli orrori e debolezze che mi nascondono.
Perdonami per queste lunghe lamentele, ma ho bisogno di sfogarmi con qualcuno e tu sei l'unico col quale posso liberamente parlare di queste cose. Perdonami se ti usando così. Non volevo scriverti tutte queste cose, ma alla fine non ce l'ho fatta a trattenermi ed a dirti le cose come stanno in maniera chiara e tonda.
Ciao Project, ti prego rispondimi. Anche se tu fossi arrabbiato con me per qualsiasi cosa, perché ti sono sembrato freddo e supponente nei miei discorsi tecnici, o per qualsiasi altra cosa ancora, ti prego rispondimi. Da solo non ce la faccio davvero a sopportare tutto questo peso sulle mie spalle. Ti prego.
Marco

Da Project a Marco - Domenica, 7 Mar 2010 08:54:50 +0100

Ciao Marco,
non sono affatto arrabbiato con te e mi piacerebbe eccome continuare a lavorare con te sui test del progetto, è solo che adesso sono subissato di lavoro, ho una marea tale di cose da fare che non riesco nemmeno ad avviarle e ho delle scadenze prossime e non procrastinabili. La mail che ho pubblicato non è di questi giorni ma di quando avevo tempo di dedicarmi a queste cose. E vorrei tanto averne ancora. Quando alla questione del apporto tra masturbazione e affettività, francamente, non vedo perché le due cose non debbano andare d’accordo. Sessualità fisica e affettività non sono cose distinte, la masturbazione è un modo di vivere un’affettività forte di coppia quando non è possibile viverla realmente. Quando un ragazzo si innamora di un altro ragazzo comincia a masturbarsi pensando a quel ragazzo, il che però ha esattamente il valore di un profondissimo desiderio di intimità con quel ragazzo. E’ ovvio che una sessualità senza sentimenti non ha senso e non può risultare gratificante, tipico il caso del sesso fatto con sconosciuti che non si rivedranno più, ma la masturbazione dedicata ad un ragazzo che si ama è un segno di coinvolgimento profondo, sessuale e affettivo insieme, verso quel ragazzo. Non penso affatto che tu sbagli a fondare le cose sulla dimensione affettiva, penso piuttosto che la masturbazione sia l’espressione di una pulsione profonda, affettiva e sessuale insieme verso un altro ragazzo, in qualche modo sia un’affettività concreta che si esprime anche a livello genitale. Francamente non credo che quello che dici tu sia sostanzialmente diverso da quello che dico io.
Mi dispiace molto invece di leggere l’ultima parte della tua mail, perché ti vedo molto scoraggiato e non vorrei affatto che accadesse. Non sono sparito e non ho nessuna intenzione di sparire ma mi sento schiacciato dalla mole enorme di lavoro che devo fare e che non posso rinviare. Cercherò di essere più presente ma, te lo ripeto, non ho nessuna intenzione di defilarmi.
Un abraccio fortissimo e coraggio! Che si deve andare avanti!
A presto Marco
Project

Da Marco a Project - Lunedì, 8 Mar 2010 00:11:58 +0100

Ciao, e scusami per lo scoraggiamento che ti ho espresso nella mail. E' solo che ultimamente mi stanno accadendo tutte insieme tante cose brutte e sento che spesso mi manca la forza interiore per far fronte a tutto il caos della mia vita. Mi dispiace sinceramente di averti fatto sentire il peso delle mie lacrime, ma purtroppo non ce la facevo più e mi sono sentito nel bisogno di dovermi sfogare con qualcuno che poteva comprendermi. Perdonami davvero, non volevo neppure apparire così debole ai tuoi occhi, perché vorrei essere molto più forte di adesso per poter affrontare non solo i miei problemi ma anche quelli degli altri (o almeno questo è quello che vorrei). Se tu per caso dovessi avere bisogno di qualsiasi aiuto da parte mia, o anche solo volessi sfogarti con qualcuno puoi tranquillamente parlare con me perché io ci sono ad ascoltarti. Almeno questo è giusto che sia chiaro, perché è questo quello che io desidero veramente. E' una cosa che va al di là del fatto di darti una mano per "senso del dovere".

Per quanto invece riguarda il discorso masturbazione devo dirti che sono d'accordo con te col fatto che masturbarsi pensando ad un altro ragazzo è segno di voler diventare più intimi con quel ragazzo, voler amare quel ragazzo. D'altra parte percepisco però che qualcosa è sbagliato in questa stessa affermazione. E' una percezione quella che sento, non è una sorta di certezza di cui sono convinto, però proverò comunque a cercare di spiegarmi . . .
. . . è indubbiamente certo che un ragazzo che ama un altro ragazzo possa riversare nella masturbazione affetto verso il ragazzo amato. Ma, oltre al fatto che penso che il masturbarsi è derivazione dell'affetto, non mai l'affetto derivazione della masturbazione, voglio esporti quella che è la mia sensazione personale: non riuscirei mai a masturbarmi pensando al ragazzo che amo, perché sento che lo renderei "sporco", o comunque mi sembrerebbe di sminuire l'affetto e la stima che ho per lui immaginandomelo in situazioni sessualmente eccitanti. E' come se io ponessi un qualche muro divisorio che impedisca alla sessualità di toccare le cose che amo, perché le deifico e non voglio che "perdano valore" ridotte ad una fantasia sessuale atta al mio semplice appagamento fisico.

Allo stesso tempo vedo l'idea del sesso fatto tra persone che si amano come qualcosa di giusto e bello, e permetto che dal sentimento ci sia il passaggio successivo alla sessualità fra le due persone (e non vissuta tra me e me tramite la sola masturbazione, come del resto ho detto prima).

Non riesco a descriverti meglio di così le mie sensazioni, ma penso che siano già abbastanza comprensibili. Cosa ne pensi? a) sono solo fisse mie; b) c'è del vero nel mio discorso; oppure c) sono ad un qualche stadio di rifiuto della sessualità o giù di lì; d) altro?
Non so come è la realtà vissuta dagli altri ragazzi gay, o meglio mi sto facendo sempre più qualche vaga idea al riguardo. E sulla base delle idee che mi sono fatto oserei dire che ci sono ragazzi che tranquillamente si masturbano pensando a chi gli piace, in piena consapevolezza di tutte le sensazioni che si provano al masturbarsi pensando alla persona amata. [è così che agiscono o sbaglio?]

Per me il sesso è solo un'estensione dell'affetto che provo per una persona, non è assolutamente necessario che ci sia, ed è in virtù di ciò che mi sembra di deflorare la purezza dell'immagine della persona che amo immaginandomela in situazioni erotiche non necessarie per convincermi del'integrità dell'affetto che nutro per quella persona, ma io considero anche egoisticamente fine a sé stessa l'dea di ridurre alla mia mercé un altro ragazzo (nelle fantasie erotiche ovviamente) per raggiungere l'orgasmo.

Non lo so, tu che ne pensi? Sono il solo a pensarla così o sono in molti i ragazzi che la pensano come me? Se fossimo in molti a pensarla così, quale fondo di verità di cui fare tesoro si potrebbe trovare nel nostro pensiero? O forse la conclusione di tutto questo è solo che sono una persona dalla sessualità frigida? [anche se così non mi reputo per varie ragioni che non sto qui ad elencare]

Attendo una tua risposta [magari in settimana . . . no, non per farti fretta ovvio. Semplicemente perché mi piacerebbe sentire il tuo parere il prima possibile per poterci poi ragionare su e *credo* che una settimana possa bastarti per pensare a tua volta cosa dirmi e trovare il tempo per dirmelo, o sbaglio?][mi piacerebbe inoltre sapere cosa ne pensi di quel che ti ho detto nella mia mail riguardante il tuo futuro test sulla sessualità: sia che tu abbia critiche, sia che tu condivida appieno quel che ti ho detto ... sempre nei limiti delle tue possibilità di tempo ed energie che ci puoi spendere, ovviamente]

Ciao ancora e grazie davvero per le amorevoli attenzioni che mi concedi. Spero per te che i problemi di lavoro non finiscano col toglierti il respiro. Vorrei davvero esserti più vicino di così.

A presto
Marco 

Da Project a Marco - Martedì, 9 Mar 2010 06:55:46 +0100

Ciao Marco,
prima di tutto non devi scusarti di nulla, tra noi le formalità non servono, mi dispiace sentirti giù di tono e vorrei sentirti in un altro modo. Non solo non mi crei problemi ma alla fine questo scambio di mail è un po’ un momento di pausa in mezzo alle assurdità della vita sociale e del lavoro, una dimensione rara in cui si può essere quello che si è e si può dire quello che si pensa. Anche per me queste mail hanno la dimensione della valvola di sfogo e sono cose che vivo come dei momenti positivi ai quali mi piacerebbe poter dedicare più tempo.
Ma veniamo alla questione masturbazione. Sembra assurdo, ma ancora nel XXI secolo ci sono in proposito dei pregiudizi molto radicati e condizionanti. La sessualità fisica ancora oggi non solo non è vissuta in modo sereno ma è caricata di molte valenze mitiche ed è condizionata da molti tabù. È l’eredita di secoli di cultura cattolica, di condanne e di repressione. C’è poco da fare, il pregiudizio resta. Einstein diceva che è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio! La distinzione affettività/sesso ripete la distinzione anima/corpo: tutto ciò che è nobile viene dall’anima, e quindi dall’affettività, tutto ciò che è “sporco” viene dal corpo e quindi dal sesso. Se ne deduce che la sessualità non per fini procreativi è “sporca” e che un interesse affettivo nobilita la persona che si ama, mentre un interesse sessuale la degrada. In realtà, la distinzione dell’uomo in anima e corpo non ha senso, si tratta di una unità inscindibile e così non ha senso la scissione tra affettività e sessualità. Al di là delle divisioni ereditare da una cultura bipolare (bene/male, amina/corpo) esiste una dimensione unitaria cui bisognerebbe dare il giusto valore. Siamo d’accordo circa il fatto che non abbia senso pensare ad una sessualità anaffettiva che è sostanzialmente dissociata e introduce una spaccatura tra affettività e sessualità, ma allo stesso modo non ha senso un’affettività desessualizzata. Quando un ragazzo si innamora di un altro ragazzo, se tra i due non c’è e non ci può essere alcun contatto fisico (tipico il caso dei rapporti gay-etero), non per questo il rapporto è desessualizzato. Certamente non lo è da parte del gay, ma, se si intende come sessualità una forma di gradevolezza fisica piuttosto che di sola reazione genitale, un qualche coinvolgimento sessuale esiste anche da parte etero, vedi tutte le forme di cameratismo, che non sono lette in chiave sessuale ma di amicizia ma che probabilmente hanno a che vedere con la sessualità molto più di quanto non si creda. Quindi possiamo parlare di rapporti che non hanno manifestazioni sessuali evidenti, ma non certo rapporti che non coinvolgono la sessualità che è una realtà ubiquitaria che accompagna la vita di un individuo in tutte le sue manifestazioni.
Tanto premesso, se facendo un’operazione mentale mettiamo per un attimo tra parentesi i preconcetti sulla sessualità fisica, non esiste alcuna ragione per attribuirle un valore negativo capace di contaminare e di distruggere. La sessualità fisica è una delle manifestazioni dell’affettività che non deve essere demonizzata. C’è ancora l’idea che il sacrificio è buono mentre il piacere è cattivo, cosa priva di senso. Aggiungo che la sessualità troppo spesso viene repressa in tutte le sue forme e, quanto alla masturbazione, resiste l’idea che si tratti di una forma di sessualità non affettiva o non di coppia ma quasi dedicata al solo piacere individuale ed egoistico. Questi concetti non hanno in realtà alcun fondamento. Nella masturbazione si tende proprio a creare mentalmente e fisicamente quel contato che nella realtà non è possibile creare. Si tratta certamente di un’attività che coinvolge in modo essenziale l’immagine di un’altra persona, che prefigura un rapporto di coppia o addirittura tende a riviverlo in una forma meno astratta del puro ricordo. La masturbazione non sporca nessuno ed è anzi il segno di un interessamento profondo. Non potrai negare che quando un ragazzo si masturba pensando ad un altro alla base c’è un rapporto affettivo forte, cioè c’è un sogno d’amore (e di sessualità) che non è riducibile al puro sfogo fisico.
Marco, non voglio aggiungere altro. Cerca di stare sereno, te lo dico di cuore anche se capisco che è difficile. Un abbraccio.
Project

Da Marco a Project - Martedì, 9 Mar 2010 16:34:40 +0100

Ciao Project,
primissima cosa prima che me la dimentichi: ho notato che mi stai scrivendo con lo stesso carattere ad eguale grandezza . . . non è necessario se non ti piace. Non è che ho problemi di vista o altro è solo che gradisco maggiormente una scrittura più corposa, in specie se le mail che scrivo o leggo sono particolarmente articolate.
Detto questo ti ringrazio di avermi ricordato del bisogno profondamente affettivo che la sessualità sublima, anche attraverso la masturbazione pensando a colui che si ama. Non avendo avuto molte esperienze di vita in generale dimentico facilmente che sessualità è sopratutto questo. Come giustamente dici tu non è vero che il sacrificio non può che essere cosa buona ed il piacere al contrario malvagia. Però volevo anche metterti al corrente del fatto che la mia difficoltà nel masturbarmi in tal senso non deriva da una formazione religiosa [la mia religiosità non si immischia nella mia sessualità], bensì da una mia considerazione di valore che per sommi capi dice "non desidero mischiare l'aspetto fisico a quello spirituale per il semplice fatto che voglio pensare a quella persona per ciò che di lei amo realmente, cioè la sua anima. Il suo corpo mi attrae, è vero, ma io mi sono innamorato del suo spirito che per me vale molto di più e non voglio distogliere l'attenzione dall'animo per guardare una bellezza (fisica) che è per natura inferiore alla prima bellezza"
Ora, immagino facilmente che tu avrai da ribadirmi che affettività senza sessualizzazione è un qualche cosa di tronco … e sicuramente la realtà sta esattamente come dici tu. Però mi è venuto in mente un aneddoto che considero molto più convincente della mia stessa versione per spiegarmi chiaramente: hai mai letto (o meglio ti ricordi ancora qualcosa) della Divina Commedia? E' successo un fatto molto strano nel grande libro di Dante Alighieri, che io non sono mai riuscito a spiegarmi, a dargli un senso, una dimensione di giustizia vera ed inconfutabile. Mi sto riferendo al viaggio di Dante nel girone dei lussuriosi . . . come tutti sappiamo quivi dimorano le anime di Paolo e Francesca . . . ed io non ho mai capito il perché. Mi chiesi perché. Loro si amavano di un amore puro e degno di esistere . . . ma allora perché? Neanche i miei insegnanti ruscirono mai a darmi una spiegazione valida al riguardo. E' pur vero che si macchiarono dell’assassinio del marito di lei, ma quell'uomo era un individuo orribile e comunque le loro anime al limite dovevano finire tra gli omicidi, no? No, stando a quel che ci dice Dante. Neppure adesso riesco a comprenderne il perché, è vero, però mi è capitato qualche anno fa di vedere la lettura di quel passo da parte di Roberto Benigni ed una cosa mi fece capire lui stesso: che non bisogna guardare alla bellezza del corpo, ma a quella dell'anima, la sola autentica ed eterna. Se si rimane a guardare estasiati per troppo tempo le cose effimere (qui la bellezza del corpo), si finisce col perdere di vista la vera bellezza che si cela dentro a tutte le cose: essere troppo materialisti porta a non essere capaci di riflettere sopra alla bellezza e rarità di un arcobaleno (esempio realmente accaduto), a non guardare al di là di come appaiono le cose (esempio vero: una persona fisicamente brutta è per noi brutta, punto). Se non affiniamo la nostra anima guardando alla vera anima delle cose, quella persona rimarrà per noi sempre una brutta persona, nonostante magari sia la persona più dolce del mondo . . . ed anche nel caso in cui noi sappiamo che quella persona è una persona dolce, noi ci fermiamo comunque a tenere conto per quanto riguarda il discorso bellezza solo ed esclusivamente dell'aspetto fisico. Ti sembrerà impossibile forse, ma questa è la realtà dei fatti: conosco personalmente individui che ragionano su questi canoni. Costoro che non hanno la benché minima idea di cosa sia la bellezza.
Ah, inoltre aggiungo una cosa che mi è realmente successa: c'è stato un periodo in cui ero costantemente attratto dalla corporeità dei ragazzi . . . ed ho immancabilmente finito con non essere più in grado di sentire tutte quelle belle cose che la vita mi offriva. Tutte occasioni perse. Tutte possibilità di crescita come persona, essere umano dotato di una valido livello di umanità, inesorabilmente perdute. Comprendi quello che dico? Sia chiaro che non sto dicendo che la sessualità è cosa "sporca" [nonostante il fatto che avevo erroneamente introdotto quel concetto nella mia mail precedente], bensì che io sono un tipo che forse dà anche fin troppa importanza all'affetto riducendo al limite l'aspetto sessuale.
Più precisamente mi masturbo facilmente sulla pornografia che trovo online, ma non sulle persone da cui sono attratto: è ovvio che verso le pornostar non provo affettività e quindi non ho alcun problema a masturbarmi utilizzando il supporto che mi danno.
In conclusione del discorso probabilmente sono leggermente sessualmente deviato (nel senso che non rientro nella norma e che la mia anormalità ha anche un qualche fondo di difficile relazionalità tra me ed il sesso)
Chiudo il discorso lasciandolo aperto ad ogni e qualsiasi tua considerazione in merito che è sempre ben gradita.
Speriamo di risentirci presto e tutt'e due messi meglio con i nostri problemi personali.
Ciao ancora, ci si risente.
Marco

Da Project a Marco - Martedì, 9 Mar 2010 18:09:14 +0100

Ciao Marco,
beh, non ti nascondo che nel leggere la tua mail ho pensato molto ad una forma di sublimazione della sessualità. La sottolineatura della distanza tra lo spirituale e il fisico e l’idea della masturbazione sulla pornografia ma non sui ragazzi da cui sei attratto, anche se non derivano immediatamente da un’educazione religiosa risentono inevitabilmente di quel clima di cui ancora ci sono tracce pesanti anche negli ambienti in cui meno ci si aspetterebbe di trovarle. Hai attenuato le espressioni, nel senso che non parli più di sporcare ma di far perdere di vista gli aspetti spirituali, ma la sostanza sembra la stessa. Fa riflettere il fatto che dici tu stesso che quando ti sei soffermato di più sulla corporeità dei ragazzi hai perso delle occasioni. Francamente non capisco perché un’attrazione fisica debba finire per allontanare dal contatto affettivo-spirituale con un ragazzo. Come puoi leggere in molte parti del forum, non sono pochi i ragazzi che usano la parola sporcare quando si masturbano pensando ad un ragazzo, e anzi quanto più quel ragazzo è per loro importante tanto più vivono con sensi di colpa il fatto che si masturbano pensando a quel ragazzo. Anche se la cosa mi appare a prima vista come un portato di una forma di educazione repressiva, non posso negare che questo meccanismo non è affatto raro. In fondo la pornografia è una cosa molto più neutra e molto meno coinvolgente ma mi chiedo se per questa via non si finisce per togliere del tutto alla masturbazione quella dimensione affettiva che dovrebbe pure avere. Non capisco perché la sessualità fisica non possa essere un veicolo di affettività. In fondo l’uso della pornografia svilisce la masturbazione perché la stacca dalla vita reale e contribuisce a creare dei modelli di sessualità del tutto avulsi dall’esperienza e sostanzialmente privi di affettività. Quando poi si arriva alla vita di coppia emergono i problemi connessi proprio alla divisione tra affettività e sessualità. Vivere una vita di coppia tra due ragazzi significa vivere in modo perfettamente integrato affettività e sessualità. Un ragazzo ha bisogno di una sessualità affettiva e se è abituato ad una masturbazione non affettiva può creare difficoltà nell’altro ragazzo. È evidente che ci possono essere molte situazioni in cui non ci può essere uno sbocco sessuale e lì forse la sublimazione della sessualità fisica e la relegazione della masturbazione ad attività puramente tecnica sulla base della pornografia potrebbero avere una seria ragion d’essere, proprio per il fatto che affettività e sessualità in quelle situazioni devono rimanere distinte.
Una sessualità formata su una masturbazione dipendente dalla pornografia ha però un altro aspetto che può creare difficoltà: impedisce lo sviluppo di una sessualità spontanea, cioè non condizionata da modelli. Siccome nella vita di coppia la soddisfazione sessuale è legata proprio al fatto che si riesca a realizzare in maggiore o minore misura le fantasie già vissute nella masturbazione, si rileva che i ragazzi che hanno sviluppato una sessualità spontanea non condizionata dalla pornografia in genere vivono la sessualità di coppia con livelli di soddisfazione decisamente più alti, proprio in ragione della loro spontaneità. Tra ragazzi cresciuti sulla pornografia e ragazzi che non ne hanno fatto sostanzialmente uso gli archetipi sessuali sono piuttosto diversi e questo comporta che l’incompatibilità di coppia tra un ragazzo cresciuto sulla pornografia e uno estraneo alla pornografia è decisamente più marcata. Riflettendo più attentamente sulla sublimazione e sulla separazione tra affettività e sessualità arrivo alla conclusione che, siccome si tratta di fenomeni reali e piuttosto comuni, devono pure esserci delle motivazioni molto serie che alla fine rendono una scelta del genere preferibile almeno in determinate circostanze. Francamente sono portato a pensare che sia l’impossibilità concreta di vivere la sessualità fisica in modo spontaneo e libero da tabù a portare alla sublimazione che in sostanza deriverebbe da una necessità di non sognare cose che non sarebbe comunque possibile ottenere. Probabilmente le cose sono più complesse e meriterebbero un’analisi più seria anche da altri punti di vista.
Marco, non ti avvilire mai. La tua mail mi è stata gradita e ti ho risposto subito perché ho trovato il tempo di farlo e soprattutto perché mi faceva piacere farlo. Un abbraccio.
Project

Da Marco a Project - Sabato, 13 Mar 2010 00:45:35 +0100

Ciao Project,
scusami se mi faccio sentire solo ora, spero che non ti sia preoccupato per me o quant'altro . . . Comunque ho riflettuto un po’ sul discorso masturbazione / sublimazione / affettività / sessualità. Intanto rispondo alla tua affermazione " Fa riflettere il fatto che dici tu stesso che quando ti sei soffermato di più sulla corporeità dei ragazzi hai perso delle occasioni. Francamente non capisco perché un’attrazione fisica debba finire per allontanare dal contatto affettivo-spirituale con un ragazzo". Forse non sono stato molto chiaro, ma non intendevo dire con la frase "ho perso occasioni" che ho allontanato un qualche "contatto affettivo-spirituale con un ragazzo". Le occasioni che ho perso sono quelle che spiego dopo il punto, e cioè avevo perso la capacità di dare valore alle cose belle che abbiamo/stanno-attorno. Non ero più in grado di comprendere la loro bellezza perché ero completamente preso da qualcosa che mi toglieva il tempo ed il desiderio di percepire la presenza del resto del mondo attorno a me.

Ma aldilà di questo volevo aggiungere un punto al tuo discorso sulla divisione sessualità affettività. Volevo dirti che penso che sicuramente come dici tu si dovrebbe fare un'indagine più approfondita per scoprire la natura di questo fenomeno psichico (sopratutto perché credo proprio che questa "scelta" che fanno molti ragazzi non sia una soltanto ma vari da ragazzo a ragazzo). Inoltre riflettendo sulle cose che mi hai scritto mi sento in dovere di dire la mia: in tutta onestà io sono partito male introducendo il concetto di "peccato" nell'ambito della masturbazione affettiva ... perché in realtà è una cosa più ampia quella che sento, e cioè sento che un ragazzo può trovarsi in difficoltà di fronte a questa particolare masturbazione non esattamente perché "sporca" l'altro. In realtà è che non si riesce spontaneamente a masturbarsi pensando alla persona amata in quanto l'affetto che si prova verso l'altro ragazzo affonda le sue origini in un interesse genuino rivolto verso la personalità dell'altra persona. In altre parole "io ho costruito un rapporto speciale con quel ragazzo fatto di amicizia, fiducia ed affetto e mi sono reso conto di provare amore per lui. Voglio vivere tutte le emozioni che provo per lui. Il mio cuore lo ama perdutamente, perdutamente desidera amarlo e continuare ad amarlo indefinitamente." Amare perdutamente è un azione che implica non solo il continuo amare, ma anche il desiderare di amare sopra ogni altra cosa. Questo amore è tiranno, nel senso che reclama per sé tutto lo spazio affettivo nella mente del ragazzo, e questo in virtù del fatto che provare affetto per l'altro prende qui la connotazione di massima realizzazione del proprio appagamento affettivo. Quindi ne possiamo dedurre che: provare affetto = massima felicità; perciò: la masturbazione viene esclusa perché non è amare lo spirito dell'altro ragazzo, ma solo desiderare il suo corpo distogliendoci così dalla sopracitata "massima felicità". Se in tale situazione di "innamoramento" ci si dovesse rendere conto che il nostro corpo (o meglio il nostro subconscio? /es?/istinto?/boh?) non sta tanto ad accontentarsi dell'appagamento psichico ma a desiderare a sua volta di trovare sfogo, ecco che qui le necessità della persona derivanti dal "pensiero affettivo" (amare l'anima) si scontrano con le necessità dell' "attrazione fisica" (amare il corpo) e ne viene fuori un bel conflitto di priorità. Potrebbe essere una spiegazione, nonostante quanto appare "sordida"? Considera che la mia ipotesi potrebbe essere avallata dal palese fattore di disturbo ad un sano sviluppo affettivo rappresentato dalla pornografia e più in generale dalla mercificazione dei messaggi sessuali che viene ogni giorno fatta dai media e reiterata dai comportamenti / atteggiamenti / discorsi fatti tra i ragazzi. E questo disturbo può avvenire sopratutto se rileggiamo i codici che ci vengono forniti dalla pornografia e dai media tramite la chiave di lettura ormai secolarizzata dei dualismi "bene / male" - " anima / corpo" - "purezza - peccato". [Ergo: se misceli il messaggio moralistico di natura parareligiosa con quello di avvilimento della moralità fornito dalla "dimensione pornografia" sommato a quello del "vangelo della cultura popolare secondo i mass media", ottieni sicuramente persone che trovano molte difficoltà nel dare il giusto peso naturale e culturale alla propria sessualità, anzi che dico, alla sessualità stessa come definizione e dato di fatto]
C'è una frase che hai scritto il cui senso non l'ho ben compreso: "È evidente che ci possono essere molte situazioni in cui non ci può essere uno sbocco sessuale e lì forse la sublimazione della sessualità fisica e la relegazione della masturbazione ad attività puramente tecnica sulla base della pornografia potrebbero avere una seria ragion d’essere, proprio per il fatto che affettività e sessualità in quelle situazioni devono rimanere distinte."
Non hai spiegato per quali motivi " ... affettività e sessualità in quelle situazioni devono rimanere distinte.": se non mi dici il tuo punto di vista non riesco a comprendere quello che intendi dire.
Saluti e grazie ancora di tutto,
Marco

Da Project a Marco - Domenica, 14 Mar 2010 09:06:36 +0100

Ciao Marco,
per la verità avevo notato un ritardo nella tua risposta e ti stavo per scrivere ma appena aperto il pc ho trovato la tua mail e poi, come al solito, ti rispondo io in ritardo.
Parto dalla fine. È una cosa che noto nelle chat con i ragazzi: la sublimazione della sessualità accompagna spesso l’innamoramento verso un ragazzo etero. Un ragazzo gay si innamora del suo amico etero, in fondo, a parte l’ipotesi remotissima che il suo amico si scopra gay, sa benissimo che l’amico resterà etero e che con lui potrà vivere al massimo un bel rapporto in chiave affettiva (cosa che succede realmente, qualche volta) ma sa anche che con l’amico non ci potrà essere nessun contatto sessuale. In questi termini è quasi ovvio che la sessualità fisica venga messa tra parente, ma parlo della sessualità fisica di coppia. Francamente mi sembra quasi impossibile che un ragazzo gay innamorato del suo amico etero sublimi anche la sessualità della masturbazione, anzi direi che in genere quello che è impossibile vivere a livello di coppia lo si vive proprio attraverso la masturbazione e l’immagine dell’amico è la fantasia sessuale dominante. Certo c’è una dimensione di frustrazione in tutto questo ma è accettata proprio per il fatto che con l’amico etero si crea un rapporto anche fisico virtuale attraverso la masturbazione.
Tu dici che non si riesce a masturbarsi pensando a un amico quando l’interesse verso quell’amico è un interesse genuino rivolto alla personalità dell’altro, beh, francamente non è quello che vedo, perché anche questa è una rimozione/sublimazione, dici che “la masturbazione viene esclusa perché non è amare lo spirito dell'altro ragazzo, ma solo desiderare il suo corpo” ecco il dualismo che torna. Quelli che chiami conflitti di priorità vengono proprio dal pensare anima e corpo come due cose distinte tra le quali bisogna stabilire un ordine, ma da quello che vedo le cose in genere seguono altre logiche. Masturbarsi pensando a un amico e ancora di più condividere con quell’amico una intimità sessuale significa sentire un legame, un legame profondo che non si riduce affatto al coinvolgimento solo fisico proprio o dell’amico ma coinvolge eccome anche la sfera dei sentimenti. Ho visto tante volte ragazzi gay innamoratissimi di un loro amico, che ovviamente si masturbavano pensando a quell’amico o che avevano anche rapporti sessuali con quell’amico, che, quando se ne è presentata l’occasione, hanno dato prova di una dedizione totale verso quel ragazzo e non c’è stato nulla a livello affettivo che si stato messo da parte o che si sia perso perché l’amico è stato oggetto di fantasie masturbatorie. Non sono portato a pensare che la sessualità fisica possa avere di per sé una valenza negativa ma credo che, non dico la valenza negativa, ma anche il semplice dover stabilire una gerarchia tra sessualità e affettività, come se fossero cose distinte, non sia che il portato di una cultura della rimozione che si respira ovunque. Tu pensa alla scuola superiore, che è frequentata da ragazzi dai 14 ai 19 anni, dove si parla di tutto: dalla tragedia greca ai teoremi di matematica, beh nella scuola superiore non si parla mai seriemente di sessualità, il che è un controsenso, e meno che mai si parla di masturbazione, come se fosse una cosa che semplicemente non esiste, mentre queste cose sono oggettivamente il centro della vita dei ragazzi. È chiaro che chi cresce con l’idea che di certe cose non si parla se non nelle barzellette, finisce per mettersi in testa l’idea che i sentimenti e la sessualità fisica sono cose diverse ma in realtà non è così, ti porto un esempio concreto, perché, secondo te, ci si innamora in modo profondo, con vere forme di sofferenza e di dipendenza, quando si è giovani, 20/30 anni e queste cose non succedono a 50/60 anni, o se succedono, succedono in modo molto più blando? La risposta sta nel fatto che sono diversi i substrati fisici e ormonali e che l’innamoramento forte di un giovane dipende in gran parte dalla sua sessualità che è nel pieno del suo sviluppo, sessualità e coinvolgimenti affettivi seguono la stessa curva nel corso degli anni perché sono sostanzialmente la stessa cosa.
Poi c’è il problema della religione, altra potente spinta al dualismo e alla rimozione della sessualità fisica, che, però, oggi ha un peso veramente significativo in una percentuale non molto elevata di casi.
La vera questione centrale dell’educazione sessuale sta nel fatto che essa è in pratica totalmente affidata alla pornografia, e questo risulta in modo nettissimo dai sondaggi di Progetto Gay, questo fatto comporta che la parola sesso diventi quasi sinonimo di pornografia. Per un ragazzo ventenne di oggi, pensare a una sessualità affettiva e meno semplice che in passato perché per lui il sesso ha poco a che vedere con l’amicizia e con l’amore e molto con i modelli pornografici. Ci sono film gay, non pornografici, con scene esplicite di sesso inquadrate in una storia affettiva profondamente coinvolgente, questi film sono vissuti dai ragazzi gay con un’emozione profonda proprio perché ci si coglie il valore affettivo della sessualità. Il problema della pornografia non consiste nel fatto di fare vedere scene di sesso esplicito, ma nel fare vedere solo quello, come se il rapporto sessuale tra due persone fosse solo quello. Ho scritto dei romanzi gay in cui racconto la vita di ragazzi gay e in cui ovviamente c’è spazio anche per la sessualità fisica perché tra ragazzi gay la sessualità fisica è una componente normale della vita. Bene, di quei romanzi ho pubblicato in rete diversi capitoli, con dei tagli per motivi legati al fatto che li ho pubblicati su siti senza restrizioni, cioè aperti a tutti, in ogni caso la presenza della sessualità fisica è comunque fortemente presente. I ragazzi che hanno letto quei capitoli mi hanno scritto cose bellissime perché ci si sono ritrovati e perché hanno letto una storia d’amore, che coinvolgeva anche la sessualità fisica, ma una vera storia d’amore, cioè hanno visto “insieme” sessualità fisica e sentimenti.
Un abbraccio Marco e alla prossima.
Project

Da Marco a Project - Domenica 14 Mar 2010 22:19:37 +0100

Ma infatti, scusami se insisto Project, quello che stavo cercando di dirti nella mail di prima è proprio che i dualismi "anima - corpo", "sesso [la cui idea è mutuata dall'ambiante pornografico [e cioè visto come sporco] - amore [puro, perché pieno di sentimento che ci fa sentire bene con se stessi e con l'altro]" sono molto sentiti. Il potere distruttivo che hanno sulla vita affettiva di molti ragazzi è disarmante. Possono portare facilmente le persone a sentire disagio dove questo non dovrebbe esserci.

Io prima ho posto il caso di un ragazzo che ama un altro ragazzo e che considera il masturbarsi su di lui come cosa "sporca" ... e credo che questo valga per tutti i ragazzi: se tu ami un ragazzo lo senti un certo grado di attrazione fisica verso di lui, ma se allo stesso tempo senti che masturbarsi pensando a lui sia "sporco" allora reprimi questo tuo desiderio . . . però accade che inevitabilmente la parte di te che si eccita pensando a lui comincia ad agire contro la tua volontà cosciente di repressione della sessualità. E' questo il "conflitto di priorità" di cui parlavo prima: il te stesso cosciente (come direbbe Freud l' IO) ed il te stesso subcosciente (sempre citando Freud l' ES) combattono fra di loro ... e l' IO ne esce facilmente sconfitto in questa guerra se si intromettono nella battaglia condizionamenti para-moralistici derivati dal SUPER-IO (termine sempre coniato da Freud). E' di questo che parlavo prima.

Per quanto riguarda la mia condizione personale, ti dico che non riuscirei a masturbarmi pensando al ragazzo che amo perché non riesco a dare alla masturbazione quell'aspetto affettivo che tu tanto decanti avere. La verità è che tu dici che la masturbazione "dovrebbe" avere un'origine affettiva, ma purtroppo capita che non venga vissuta così dalle persone, me compreso.
Io mi masturbo nella mia solitudine, da solo e per il mio personalissimo desiderio di appagamento sessuale. Nessuno è lì con me quando lo faccio, e con nessuno ho mai sviluppato il piacere di poter vivere con lui un momento di donarsi piacere reciproco tramite la masturbazione.

La questione è che la pornografia è il mio unico modello forte di riferimento alla sessualità.
Ma anche la mancanza di esperienze positive con un ragazzo in termini di vivere la masturbazione insieme a lui con affettività mi rende impossibile sentire il masturbarmi verso un altro ragazzo una cosa da non considerarsi "vuota, fine a sé stessa", oserei quasi dire "sporca" (perché se svuoti questa pratica dall'elemento affettivo l'unica cosa che fai quando ti masturbi diventa sfruttare il pensiero che hai di quel ragazzo che ami per il tuo solo fine egoistico di godere).
Ripeto e ti ricordo che capisco perfettamente il tuo discorso logico riguardante il fatto che masturbarsi pensando all'amato è segno di affettività nei suoi confronti. Questo lo comprendo bene a livello di discorso, ma per i motivi sopra citati mi è impossibile vivere questa situazione. Non sono in grado di sentire nulla che sia affettività masturbandomi così (perché non ho un solo ricordo affettivo associato a quella persona a livello di intimità), ma solo il mio appagamento sessuale (perché per me la masturbazione assume solo questo valore).

Inoltre c'è una cosa che mi ha lasciato male e che non condivido pienamente: tu dici che l'amore viene vissuto più potentemente dai giovani 20/30enni che dai 50enni in su per ragioni naturali ormonali ... Mi spiace, ma non riesco a condividere questa idea con te. Non metto in dubbio il fatto che siano più attivi sul lato sentimentale i giovani gay anche per fattori ormonali, vero, ma non me la sento proprio di dare a madre natura tutto questo peso sulla minore carica passionale nei più maturi. Non contano niente i vari fattori psicologici e/o sociali esistenti? : ad esempio il fatto che gli uomini di 50 e più anni possano aver maturato una determinata esperienza sul campo superiore che li ha portati a ridimensionare la necessità dell' "innamorarsi" (perché hanno vissuto di più e hanno fatto parecchie esperienze negative; o anche solo tante esperienze e quindi sono arrivati ad "averne piene le scatole dell'amore"); e che mi dici invece del fatto che sì i giovani forse sono più passionali degli adulti, ma anche che forse gli adulti sono più coscienti del significato di "amare ed essere amati"; e del fatto che molto dipende anche dal vissuto interiore della persona e come questa agisce e reagisce nel corso della sua vita??? [esempio banale: il fatto di sentirsi sempre giovani anche ad età avanzate] ... Mi hai ridotto la capacità individuale dell'innamorarsi ad una mera funzione della maggiore o minore presenza di tempeste ormonali nell'individuo ... tua frase testuale: "sessualità e coinvolgimenti affettivi seguono la stessa curva nel corso degli anni perché sono sostanzialmente la stessa cosa" ... non ti pare eccessivo detto così?

Scusa se sono stato un po’ irruento nel dirti le cose, ma mi sono venute così di getto. Riflettici bene su alcune di queste, in particolare quelle riguardanti la mancanza e l’annientamento di valori affettivi che il consumo della pornografia porta con sé e quell'altra circa il fatto che senza esperienze affettive forti si possono innescare meccanismi di "colpevolizzazione della masturbazione a mero atto di auto-appagamento". Reputo molto importante analizzare questi punti al fine di poter cercare di capire i modelli di affettività e sessualità dei gay, sia ai giovani che maturi.

Un abbraccio anche a te,
Marco

Da Marco a Project - Lunedì, 15 Mar 2010 18:49:28 +0100

E proprio perché mi sono venute così di getto queste cose da dirti, rileggendo la mail ho notato che ho scritto alcune cose male ...

1) Dove dico che l'IO viene facilmente sconfitto intendo dire che le tensioni che creano ES e SUPER-IO fra di loro, tensioni opposte perché le "ragioni moralistiche" del secondo tentano di reprimere le pulsioni del primo, possono portare l'IO, cioè la volontà della persona, a provare dolore perché si sta comportando "in modo sporco".

In altre parole è dilaniante essere divisi tra il desiderio di amare liberamente (che comprende il masturbarsi) e la concezione dualistica di "puro - immondo". E' una cosa che agli estremi può portare a tendere dolorosamente l'equilibrio psico-sessuale di una persona, oppure può risolversi più spesso nel negarsi la masturbazione perché prevale il "moralismo". In ogni caso le due cose sono entrambe sbagliate, profondamente ingiuste.

2) Quando dico che "la masturbazione non viene vissuta in senso affettivo dalle persone" è ovviamente una generalizzazione molto grossa. Sono convinto del fatto che molte persone siano in grado di sentire quel qualcosa di più in questo particolare tipo di autoerotismo.

Però questo non riduce la mia convinzione che molti altri ragazzi gay come me ritrovino difficoltà non indifferenti in questo senso.

Bene, ti dovevo proprio mandare la mail con queste correzioni ... no, più che altro perché rileggendo quello che avevo scritto prima mi sono detto da solo: "ma se qualcuno legge queste cose mi da immediatamente del pazzo furioso!!!"
Va bene esprimere il proprio punto di vista, certo, ma sicuramente bisogna essere moderati e ponderati nel farlo. Essere integralisti non porta a niente, salvo forse se si ha indubbiamente ragione (ma forse anche in quei rari casi in cui si ha pienamente ragione è comunque meglio essere moderati, per molti altri motivi annessi e connessi)

Va be’, dai ti saluto ancora. [e se trovi altre cose che reputi fuori dalle righe, sbagliate, o semplicemente hai delle critiche di vario genere da pormi, non esitare mai a farmi sapere, mi raccomando. Ci tengo a mantenere un rapporto quanto più onesto e produttivo possibile con te]
Ciao.
Marco

Da Project a Marco - Martedì, 16 Mar 2010 09:06:36 +0100

Ciao Marco,
comincio col dirti una cosa. Questo nostro scambio di mail mi sta facendo riflettere su tante cose che non avevo considerato e su tante che avevo dato per scontate. Devo dire che il livello di analisi e di confronto è estremamente serio e alla fine aiuta, e non poco, a capire meglio le cose. Anche per questa ragione mi era venuto in mente che queste mail, magari opportunamente riviste in modo da non mettere assolutamente a rischio la privacy, potrebbero essere pubblicate perché potrebbero veramente aiutare molti ragazzi a capire più profondamente il senso e la complessità della sessualità. Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi. Ovviamente se per qualsiasi ragione tu non lo ritenessi opportuno non se ne fa nulla e basta.
Quanto alla tua ultima, parto dalla fine. Tramite il Progetto mi è capitato di parlare con tantissime persone delle età più diverse, ma la grande maggioranza aveva tra i 18/20 e i 30 anni. Se guardi le persone che compilano e inviano il modulo online dell’intervista sulla sessualità gay vedi che l’età media è di 24,76 anni. Gli ultra trentacinquenni sono pochi, gli ultra quarantenni sono rari e di ultra cinquantenni in tre anni di attività ne ho conosciuti solo 3. Spiegare questi dati col fatto che le persone più mature non sono abituate ad usare internet è fuorviante. In buona sostanza l’interesse per la sessualità e anche quello per la dimensione affettiva diminuiscono con gli anni. Potrei dire che più passa il tempo minore è l’interesse a costruire una vita affettiva e sessuale con un altra persona. Un uomo gay di 40-45 anni gli entusiasmi se li è persi in gran parte per strada e comincia a crescere in lui la convinzione che alla fine la solitudine, ma bisognerebbe dire l’essere single, non è poi una cosa così tremenda, e rispetto a storie costruire al solo fine di superare la solitudine è addirittura preferibile. Certo su questa evoluzione della storia affettiva e sessuale delle persone pesano molto le esperienze e anche l’idea che in fondo mettere in crisi il proprio tradizionale modo di vivere per cercare di costruire un po’ forzatamente una storia che in effetti potrebbe presentarsi più come una complicazione che altro, forse non vale la pena. La questione è del tutto simile al problema del classico “devi sistemarti” che le madri dicono ai ragazzi etero che non sono realmente portati verso il matrimonio. A una certa età, la costruzione di una relazione non ha più realmente una motivazione affettiva e sessuale profonda ma risponde ad esigenze più astratte e razionali e molto meno pulsionali, sia a livello emotivo che fisico. Oltre una certa età le coppie sono sostanzialmente delle forme di mutua assistenza, che hanno eccome una dignità, ma che con la sessualità e con l’affettività sessuale hanno ben poco a che vedere. Non che io voglia sminuire la dimensione affettiva che si può avere a 50 anni e oltre ma è oggettivamente diversa da quella di un ragazzo ventenne. Un ventenne innamorato vive sentimenti profondi e addirittura sconvolgenti di entusiasmo e di privazione, per lui la dimensione sessuale è realmente quella caratterizzante al punto che immaginare di privare un ragazzo di vent’anni di una dimensione sessuale, anche vivibile singolarmente come la masturbazione, significherebbe imporgli un sacrificio pesantissimo. Per gli ultra 50enni non è certamente la stessa cosa, la sessualità perde progressivamente peso con l’andare degli anni al punto che la castità non è nemmeno un sacrificio, dato che in effetti le pulsioni da contenere, ammesso che ci siamo, sono comunque molto più blande. Una storia d’amore tra due cinquantenni ha poco a che vedere con una storia apparentemente simile tra due ventenni. Non è diversa solo la sessualità fisica, ma in conseguenza di un diverso modo di vivere la sessualità fisica, molto più episodico e molto meno coinvolgente, anche l’affettività in qualche modo degrada e si sostituisce con altri valori, degnissimi peraltro, come la fedeltà, il rispetto e reciproco nell’ambito di una dimensione di affettività conservativa più che creativa. Un ventenne che si innamora crea, inizia una storia, sperimenta, si confronta, fa esperienza, cresce, un 50enne deve prima mettere da parte le abitudini, deve adattarsi a sconvolgere almeno un po’ i ritmi quotidiani della sua vita e farlo non è assolutamente facile, il peso di modi di vita consolidati resta come substrato al di là della storia affettiva che si costruisce.
Avevo cominciato a scriverti questa mail prima di ricevere la tua precisazione della sera del 15 e anche prima di riceverla le cose che hai scritto sulla masturbazione mi sembravano non solo accettabili ma decisamente realistiche. In realtà la masturbazione affettiva è un corollario dell’innamoramento e se ne capisce il senso solo se se ne è fatta esperienza diretta. L’assenza di esperienze affettive profonde legate alla masturbazione e il condizionamento della pornografia, chiaramente tolgono alla masturbazione il senso affettivo, il valore di un’esperienza che anche se è fisicamente individuale è almeno mentalmente un’esperienza affettiva di coppia o la prefigurazione di un esperienza affettiva di coppia o un modo di rivivere un’esperienza affettiva di coppia. Le coppie gay, quando sono costrette a una separazione temporanea proseguono il rapporto di coppia attraverso la masturbazione che serve proprio a rinsaldare e a non fare affievolire il rapporto sessuale di coppia. In una coppia gay la masturbazione reciproca è una componente ordinaria del contatto sessuale e anche per questa via si rafforza il senso della masturbazione come esperienza di coppia, questa volta anche fisicamente di coppia. In queste situazioni non è tanto l’orgasmo che conta quanto la condivisione di una intimità profonda anche a livello sessuale, il non avere più segreti fisici l’uno per l’altro. È evidente che in questa chiave la masturbazione ha un senso eminentemente affettivo ed è proprio questo che permette ai ragazzi di viverla come una vera esperienza sessuale, insieme fisica e affettiva.
Alla fine della pagina dell’analisi statistica del test di autovalutazione dell’orientamento sessuale
si evidenzia in modo nettissimo la correlazione tra soddisfazione affettiva e soddisfazione sessuale nella masturbazione. Quanto più intenso è il livello di partecipazione affettiva nella masturbazione tanto maggiore soddisfazione se ne trae a livello sessuale. In assenza di una vera partecipazione affettiva la masturbazione non avviene con fantasie sessuali polarizzate su un ragazzo vero, con il suo fisico ma anche con la sua affettività, ma sulla pornografia. È in fondo proprio il diffondersi del modello pornografico, che sostituisce le fantasie masturbatorie spontanee e affettive, che riduce il senso della masturbazione a puro sfogo fisico individuale.
Un abbraccio e a presto.
Project
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