domenica 24 gennaio 2016
DA ETERO A GAY: LA SCOPERTA TARDIVA DELLA PROPRIA SESSUALITÀ
martedì 3 maggio 2011
VOGLIO ESSERE FELICE DI ESSERE GAY
lunedì 27 dicembre 2010
DA ETERO A BISEX E A GAY
mercoledì 13 ottobre 2010
SESSUALITA' GAY FRENETICA
mercoledì 3 febbraio 2010
FORSE SONO GAY MA NON LO SO
Ciao Project,
ho scoperto progetto gay da due gironi e sono rimasto affascinato, in pratica sono stato a leggere tutto ieri notte e stanotte. È l’unica cosa seria gay che ho trovato in rete. Ti dico che non credevo ai miei occhi ed è anche l’unico sito gay nel quale posso dire di riconoscermi. Prima di scriverti ho esitato un po’ perché non ho mai fatto una cosa simile ma la cosa mi sembra proprio seria e monumentale (avrò da leggere per mesi) e allora mi sono deciso.
Ho 22 anni, se mi vedessi dall’esterno diresti che è tutto a posto e che non posso stare meglio di così. Gli studi vanno molto bene, tutto sommato penso di essere un bel ragazzo, a casa mia, almeno all’apparenza, sto bene, ho un sacco di amici, esco con loro, in un certo senso mi diverto pure e ho pure la ragazza (chiamiamola Chiara). Questo è il punto. Diciamo che fino all’anno scorso, la fine del 2008, mi sentivo piuttosto contento della mia situazione perché il rapporto con Chiara era più che altro un rapporto di amicizia e di complicità e vedere che mi cercava e a me ci teneva mi faceva piacere. Premetto che fino alla fine del 2008 non avevo mai pensato ai ragazzi come interesse sessuale, mi masturbavo di rado perché pensavo di non essere dipendente dal sesso come gli altri ragazzi e lo facevo pensando esclusivamente a ragazze conosciute a scuola o all’università, da quando c’è stata Chiara, lo facevo pensando a lei, ma per me non è mai stata una fissa. Alla fine del 2008, tra natale e capodanno 2009, ho cominciato a frequentare un mio amico dell’università (chiamiamolo Marco), etero al 100%, ma proprio fissato con le ragazze e soprattutto un bellissimo ragazzo. All’inizio ho preso la cosa con la massima leggerezza, studiavamo insieme, lui conosce anche Chiara. Poi abbiamo cominciato a parlare anche po’ di sesso. Marco sapeva che io stavo con Chiara, la cosa era ed è pubblica e quindi mi considerava etero al 100% e poi Marco è del tutto disinibito nel parlare di sesso. Io non potevo certo dirgli che con Chiara non avevamo rapporti sessuali perché lo avrebbe considerato assolutamente assurdo, quindi ho inventato a fantasia storie di miei rapporti sessuali con Chiara. Lui ascoltava, mi dava suggerimenti e mi parlava molto della sua sessualità e di come la viveva con la sua ragazza (chiamiamola Marta). All’inizio il mio interesse nei racconti di Marco era rivolto alla possibilità di capire come la vivesse lui, poi un pomeriggio che dovevamo vederci non si è fatto sentire e ho provato la netta sensazione che Marco mi mancasse, una cosa che con Chiara non era mai successa, quando Chiara mi diceva che non potevamo vederci io non ci rimanevo male, non provavo nessun senso di vuoto, cioè non sentivo la sua mancanza, ma la mancanza di Marco la sentivo. La cosa mi ha fatto riflettere ma poi non ho dato al fatto nessuna importanza e tutto è ricominciato come prima. Ogni tanto Marco mi raccontava dei suoi rapporti con Marta e lo faceva in modo esplicito, perché “tra ragazzi” certi discorsi si fanno. Dal mese di marzo (precisamente il 6 marzo, lo ricordo benissimo) ho cominciato a masturbarmi pensando ad una scena in cui Marco e Marta facevano l’amore, praticamente succedeva tutte le volte che vedevo Marco per studiare insieme e i discorsi finivano sul sesso. Siccome in queste fantasie c’era una ragazza non me ne sono allarmato ma in pratica ho cominciato a masturbarmi spessissimo e sempre con la stessa fantasia. Alla fine di giugno ho cominciato a fare anche sesso con Chiara, non sesso completo perché lei non voleva (e probabilmente nemmeno io) ma ci toccavamo e la cosa mi piaceva, e quando mi masturbavo pensavo sempre più spesso a Chiara, e meno a Marco e a Marta, diciamo che ero completamente tranquillo sotto il profilo sesso. Una sera Marco era venuto da me per studiare per un esame e avevamo fatto tardissimo e lui si è trattenuto da me e ha dormito nella mia stanza (letti separati ovviamente). Qui è successo il patatrac. Mi sono svegliato a notte alta, tra le due e le tre e ho sentito nettamente che Marco si stava masturbando. Credo che per un ragazzo il fruscio ritmico prodotto da un altro ragazzo che si masturba sia inconfondibile. È lì che mi è scattata un’erezione incontrollabile, ero eccitato ma anche turbato. Tra l’altro Marco ci ha messo parecchio tempo e io sono stato assolutamente immobile, da allora il ricordo di quella notte non me lo dimenticherò più. Naturalmente a Marco non ho detto nulla. L’indomani mi sono masturbato pensando in modo esplicito a Marco e non più a Marco e Marta che facevano l’amore, cioè proprio una fantasia gay inequivocabile. Devo dire onestamente che non sono rimasto affatto sconvolto e l’idea di “poter essere” gay non mi turbava più di tanto. Ho continuato a fare sesso con Chiara ma mi sentivo in colpa in modo pesantissimo con lei e in effetti la strumentalizzavo del tutto, quando la toccavo e l’accarezzavo, dentro di me, pensavo di toccare e di accarezzare Marco. Ormai quando studiavo con Marco lo osservavo attentamente e mi accorgevo di quando fosse bello, del suo sorriso strizzando gli occhi, del modo di agitare la testa per rimettere a posto i capelli, del modo di fare la faccia interrogativa. Marco andava in palestra regolarmente e mi aveva proposto di andarci insieme, ma non me la solo proprio sentita, avevo paura di non riuscire a controllarmi nello spogliatoio e soprattutto nelle docce. Fatto sta che non ci sono andato ma dopo mi sono preso per cretino mille volte perché almeno avrei potuto vedere come era fatto. Ho continuato a fare l’amore con Chiara, però sempre pensando a Marco. Quando faccio sesso con Chiara e l’abbraccio stretta come farei con Marco lei è contenta, per paradossale che sia questo tipo di sesso le piace molto anche se lei non si domanda perché non vado oltre. Project, adesso puoi capire quanti pensieri mi ha suscitato la lettura di progetto gay, in moltissime cose mi sono proprio ritrovato. Diciamo che ora come ora il fatto di essere gay non mi sconvolge, ammesso e non concesso che io lo sia veramente (secondo il criterio della masturbazione lo sono certamente) perché in effetti il rapporto con Chiara, anche se pesa molto il fatto che con lei non riesco a parlare di quello che provo veramente, va bene un po’ sotto tutti i punti di vista. Io non potrò mai avere Marco, e questo è scontato, e non ho mai, dico mai, provato interesse sessuale per altri ragazzi, in pratica non sono gay ma sono marcofilo, senza Marco potrei anche essere etero. Ho provato a mettermi alla prova andando sui siti porno gay ma non mi attirano proprio, quindi siamo proprio sicuri che sono gay? Certo quando mi masturbo l’idea di stare con Marco è l’unica che mi viene in mente. Che devo fare con Chiara? Alla fine la storia con Chiara potrebbe andare avanti benissimo, se glielo dicessi si sentirebbe tradita e abbandonata, cosa che in realtà non è vera, o forse sì? Ma non sarebbe meglio tenersi tutto dentro e continuare tutto con Chiara come se niente fosse successo e in effetti non è successo niente. Marco continua a comportarsi con me come farebbe con un suo amico totalmente etero e non credo che sia molto lontano dal vero. Ma è gay uno che si prende una cotta per un amico etero e solo per quello e non ha mai guardato un altro ragazzo in vita sua? Perché Marco riesce ad avere tutto questo peso su di me (mi condiziona proprio) anche se lui non sa assolutamente nulla e nei suoi comportamenti non è cambiato nulla? Sono arrivato al punto che guardo gli altri ragazzi ma li metto sempre a paragone con Marco e non me ne piace nessuno. Ma esistono gay che si sono innamorati di un ragazzo solo? Certo però che Marco la mia sessualità l’ha risvegliata di brutto e anche Chiara l’ha potuto notare. Io mi sono innamorato proprio di un ragazzo che non potrà mai corrispondermi, lo so benissimo che è così, eppure non me lo tolgo dalla testa, sono proprio dipendente da lui e devo cercare di non farglielo capire. È proprio la sua presenza fisica che mi mette la felicità addosso. Da quello che ho letto capita a tanti ragazzi gay di innamorarsi di un ragazzo etero, ma come fanno ad andare avanti? Perché è un’autentica tortura, cioè desideri quello che non potrai mai avere. Uno dice a se stesso: se so che non ha senso prima o poi mi metto il cuore in pace ma non è così, io continuo a sperare, ma a sperare che? So benissimo che non ho nulla da sperare e poi, mettiamo che io riesca a chiudere la parentesi della cotta per Marco, ammesso che mi passi, che faccio? Posso stare tranquillo che se mi rimetto con Chiara poi alla fine magari tra qualche annetto non mi arriva qualche altro bel ragazzo che mi rovina la vita come ha fatto Marco, perché Marco, in un modo o nell’altro, pure senza averne nessuna responsabilità, la vita me l’ha rovinata. Chi sono io? Che sarò in futuro. Project, ho una confusone in testa che non ti dico! E poi mi brucia parecchio il fatto che sto imbrogliando Chiara, mi sento proprio un Giuda, e l’idea di raccontarle tutto mi viene eccome ma poi mi sto tranquillo perché penso che farei peggio. In effetti io imbroglio sia Marco che Chiara, loro pensano che le cose stiano in un modo mentre stanno in un altro. Con Marco non mi sento tanto in colpa, perché per lui non cambierebbe nulla, ma la vita di Chiara dipende anche dalle mie decisioni, ma decidere in queste situazioni è sgradevolissimo. Project, ho bisogno di parlare, ma di queste cose con chi parlo? Solo con te, se avrai la pazienza di ascoltarmi. Il mio indirizzo MSN è [omissis].
Ciao.
G.
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martedì 8 dicembre 2009
DA ETERO PERPLESSO A GAY FELICE
Ciao Project,
sono un po’ di mesi che seguo progetto gay che è praticamente una realtà unica in tutta la rete e mi ha permesso di capire tante cose e di dare una risposta seria a tante domande. Mi chiamo Massimo, ho 29 anni, per mia fortuna ho un buon lavoro, che di questi tempi è una rarità, e vivo per conto mio in una piccola città del nord. Per accettare ci essere gay ci ho messo tanto, ho avuto due ragazze, la prima storia era una cosa di poco peso ma la seconda è stata importante. Avevo bisogno di un appoggio, mi sentivo solo, avevo 26 anni, quando è cominciata. Con questa ragazza mi sono un po’ lasciato andare, poi ho capito la ragione ma al momento non la capivo, ho avuto rapporti sessuali con lei ma in un modo molto strano, io non prendevo l’iniziativa, proprio non mi veniva in mente, era lei a fare tutto, io mi abbandonavo proprio passivamente e lei mi portava pure all’orgasmo. Le prime volte, è questo che ho capito dopo, mi sembrava importantissimo che io avessi l’erezione con una ragazza perché così allontanavo la paura di essere gay. Quando arrivavo all’orgasmo però me ne restava un senso di delusione, come se fosse una cosa del tutto stupida e in effetti per me era solo una reazione fisica. Lei al fatto che io arrivassi all’orgasmo dava molta importanza, se ne sentiva fiera. Solo pochissime volte sono stato io a stimolarla, ma mi ha dovuto in pratica insegnare tutto perché non avevo un’idea concreta di come una donna potesse eccitarsi. Penso che in genere un ragazzo di 26 anni sappia molto bene che cosa fare a una donna ma io non lo sapevo. Lei voleva che io provassi la penetrazione ma non l’ho mai fatto, un po’ per la paura che restasse incinta e un po’ perché per me non era affatto una cosa spontanea. Insomma secondo lei le cose andavano benissimo e io ero solo un po’ imbranato ma sapevo benissimo che non era così e che mi stavo costringendo, proprio come dici tu, stavo facendo un esperimento su me stesso per vedere se alla fine potevo adattarmi a vivere con una donna. Il fatto di fare sesso con lei mi dava comunque la sensazione di non essere gay e andavo avanti così, e qui è intervenuto il tuo blog, in effetti io allora avevo pure un’altra vita sessuale, cioè mi masturbavo ma sempre e solo guardando video gay oppure facendo fantasie su ragazzi incontrati in palestra. Francamente a queste cose, allora, non annettevo un grande significato, quando li guardavo dicevo a me stesso che lo facevo per fare confronti e basta, come fanno, credo, tutti i ragazzi etero e poi, tutto sommato, non succedeva nemmeno tanto spesso. Fantasie su ragazze non ne ho fatte mai ma allora mi sembrava ovvio e quasi meritorio dato che io una ragazza che faceva sesso con me ce l’avevo. Con la mia ragazza avevo un rapporto molto particolare anche perché i suoi non lo sapevano o almeno io non mi ero mai voluto fare conoscere dai suoi perché, penso, inconsciamente avevo paura di rimanere incastrato, gli amici invece lo sapevano, sia i suoi che i miei e, in fondo, che i miei amici lo sapessero, per me, era una cosa importante. A lei avevo detto una marea di cose strane sul fatto che non mi volevo sposare e che non volevo avere figli, queste cose a lei sembravano tutte assurde ed era sicurissima che sarebbe riuscita a farmi cambiare idea. Certe volte ho pensato che a lei di me come persona importasse molto poco e che per lei avesse importanza solo il fatto che io entrassi a completare il suo progetto di vita, però, diciamo che ormai fare sesso tra noi era diventata un’abitudine, io ci stavo a lei piaceva ma quando poi era finita non ci ripensavo più e in fondo non lo desideravo. Mi ricordo che quando stavamo insieme lei era totalmente concentrata sul sesso mentre io pensavo proprio ad altro e mi chiedevo che si stavo a fare lì. Non abbiamo mai parlato veramente di noi, ma sempre dei suoi progetti che in effetti non riguardavano noi come persone ma il nostro possibile apparire come coppia, andare qua, andare la, fare questo e fare quello. Mi stupiva che lei si sentisse innamorata ma secondo me ci si sentiva veramente. Un paio d’anni fa sono capitato per caso su progetto gay e mi sono messo a leggere. Più andavo avanti più mi si aprivano gli occhi. A un certo punto mi sono detto: ma allora sono veramente gay! Prima pensavo che il fatto che non io non avessi mai fatto quelle cose che si dice che siano tipiche dei gay fosse la prova evidente che non ero gay, tanto più che facevo sesso con una ragazza. Poi a forza di leggere il tuo blog quei ragionamento cominciavano a sembrarmi assurdi, ho cominciato a pensare seriemente al fatto che le fantasie sessuali sono una cosa seria e piano piano, diciamo, ho cominciato a vivere certe cose con più consapevolezza, ma al massimo potevo ritenermi bisex, quella era l’idea che mi ero fatto di me, ma poi anche quell’idea ha finito per andare in frantumi, però l’idea di essere gay non mi piaceva. Leggere il forum mi ha aiutato parecchio, però ormai il sesso con la mia ragazza era diventato un’abitudine e francamente pensavo che sarebbe stato comunque meglio di fare sesso con un uomo, cosa su cui fantasticavo ma ritenevo assolutamente impossibile, per me, come esperienza concreta. Diciamo che avevo raggiunto un equilibrio, un compromesso, certamente instabile però tranquillizzante. Poi da tre mesi a questa parte le cose sono cambiate, ho conosciuto un ragazzo di 21 anni per puro caso. È venuto dove lavoro e aveva degli affari da sbrogliare, erano cose piuttosto complicate e mi ha chiesto se potevo dargli una mano. Il modo come me lo ha chiesto e il suo aspetto mi hanno fatto venire un colpo al cuore. Sono rimasto incantato. Io avevo altro lavoro da fare ma l’ho fatto accomodare e ho chiuso la porta, ha cominciato a espormi i vari problemi e ho cercato di trovare proprio la soluzione migliore mettendoci il massimo impegno. Non tutte le pratiche si potevano sbrigare a vista, ci siamo incontrati di nuovo anche nei giorni successivi. Piano piano si è creato un clima meraviglioso. Andavo a lavorare solo per rivedere quel ragazzo. Di domande me ne sono fatte centomila e anche lui. Piano piano il clima si è sciolto, mi chiamava a casa per avere informazioni e si facevano sempre quattro chiacchiere che col lavoro non avevano nulla a che fare. Cercavamo entrambi di prolungare il più possibile la conversazione. A darci del tu ci abbiamo messo pochissimo, poi la prima pizza insieme e la prima serata passata a parlare in macchina, poi mi ha chiesto come avevo fatto io a capire e ad accettare, gli ho detto come stavano le cose senza nessun problema, è venuto tutto naturalissimo, e lui mi ha detto si sé e che pure lui aveva passato nottate intere a leggere i post del blog di Project. La sera che ci siamo detti tutto credo sia stata una cosa assolutamente irripetibile mi sentivo felice e anche lui. Quando lo guardavo negli occhi e lo vedevo sorridere mi sentivo l’uomo più felice del mondo, volevo abbracciarlo ma non avevo il coraggio e nemmeno lui, temevo che un contatto fisico anche minimo potesse fare svanire l’incantesimo. Ci siamo visti tutti i giorni per quasi tre mesi, poi mi ha detto che per lui era la prima volta e che avrebbe voluto fare l’amore con me, gli ho snocciolato tutte le mie paure, insistendo sul fatto della mia ragazza anche se francamente io desideravo stare solo vicino a lui. Con lui riuscivo a parlare di tutto anche delle mie fantasie sessuali. Certe volte mi sembrava impossibile che un ragazzo come lui potesse essere innamorato di me, ma era proprio così. Io verso di lui provavo un’attrazione sessuale fortissima ma soprattutto una tenerezza totale, gli volevo proprio bene come persona, lui mi faceva sentire amato, mi faceva sentire che mi voleva bene, si fidava totalmente di me, eravamo felici insieme e lo siamo tuttora. Project, quello che scrivi sull’affettività gay è verissimo. Ultimamente ho passato due giorni interi con lui e non penso che saprei più farne a meno. Da due settimane non vedo più la mia ragazza, a lei non ho potuto dire nulla e in fondo mi dispiace ma penso che non avrebbe capito. Quelle rare volte che avevamo avuto occasione di parlare dei gay aveva risposto come chi non si scandalizza ma con “quelli” proprio non vorrebbe avere nulla a che fare. Credo di non essere mai stato così felice come in questi giorni. Non è una questione di sesso, è che mi sento proprio totalmente innamorato di questo ragazzo. In tutto quello che fa e che dice non c’è mai stata una nota stonata e un ragazzo così si è innamorato di me! Ragazzi, io prima ero convinto che la mia vita sarebbe stata fare sesso etero in modo non partecipato e recitare come se fossi innamorato di una ragazza, pensavo che non avrei mai avuto un ragazzo, lo davo per scontato, e poi a 29 anni le possibilità diminuiscono, e invece no! Come dice Project, quando incontri il ragazzo giusto la vita ti cambia. E io al mio ragazzo voglio bene in modo totale, mi piace in tutti i sensi, proprio come persona, è buono dentro, è una ragazzo onesto e senza complessi stupidi. Lo voglio dire a tutti, non vi mettere in testa che l’amore non esiste e che non lo troverete perché quando meno te lo aspetti un ragazzo ti guarda negli occhi e la tua vita cambia! Un abbraccio a tutti quanti! E uno speciale a ta Project (adesso capisco proprio il senso profondo di quello che dicevi tu!)
Massimo
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sabato 11 aprile 2009
SCOPRIRSI GAY A 26 ANNI
Ciao Project,
non so chi sei e per inviarti questa e-mail ho aperto appositamente un nuovo account di posta che userò solo per scrivere a te, se mi risponderai. So che forse è un eccesso di prudenza ma è quello che ho fatto. Chiamami Alex, anche se ovviamente non mi chiamo così. Non ti nascondo che non mi sento a mio agio a scriverti una mail come questa in cui racconto cose che non sa nessuno ma penso che valga comunque la pena di scriverle perché Progetto Gay mi ha aiutato molto e la mia storia può servire a qualcosa.
Ho 27 anni, da alcuni mesi vivo per conto mio, lontano dalla mia famiglia di origine. Ho un lavoro fisso che mi piace e sono economicamente autonomo, anzi ho il rispetto e la considerazione degli altri. Diciamo che dall’esterno sembro uno che si è realizzato e in un certo senso è così ma dentro di me per molti anni mi sono sentito un fallito. Pensavo che nella vita non avrei mai fatto quello che volevo ma sempre altro. Avrei voluto studiare Fisica ma ho fatto Economia ed è grazie a quello che lavoro, avrei voluto lavorare a Milano dove stanno i miei e invece sono finito e Bologna dove ho trovato una mia autonomia personale, insomma ho fatto sempre il contrario di quello che avrei voluto ma alla fine mi sono trovato bene.
In una sola cosa mi sentivo proprio uno che non era riuscito a costruire nulla ed era la vita affettiva. Leggendo il tuo sito mi si sono chiarite parecchio le idee. Fino a 26 anni mi sono ritenuto etero al 100% e non avevo nessuna ragione per pensare diversamente, ma proprio nessuna. Con una donna non ci sono mai stato ma le mie fantasie le facevo sulle donne anche se non sono mai state grandi cose e il sesso per me è sempre stato in tono minore cioè non ho mai avuto la mania di queste cose, sentivo raccontare da altri cose straordinarie ma a me non succedevano mai. Insomma il sesso per me era una mezza cosa e non capivo che cosa ci potesse essere di travolgente ma anche il sesso individuale era una cosa che non mi entusiasmava. Avevo provato anche coi siti porno etero ma mi sembravano cose assurde. Fino a 26 anni non ho mai pensato a un ragazzo, ma proprio mai, le trasmissioni sui gay mi sembravano cose di un altro pianeta. Fino a 25 anni ho fatto sport e coi miei compagni facevamo la doccia insieme ma la cosa per me era del tutto indifferente. Pensavo proprio di non avere una sessualità. Le ragazze mi dicevano che ero un bel ragazzo ma non si innamoravano di me, quando io ci provavo si allontanavano e ci rimanevo malissimo. Non credo che sarei mai capace di corteggiare una ragazza e di sicuro non è mai successo.
Le cose per me sono cambiate dal settembre del 2008. Ho cominciato a lavorare in un’altra città, dove ho affittato un monolocale abbastanza vicino al posto di lavoro e nel posto dove lavoro ho incontrato un ragazzo che aveva un anno meno di me, chiamiamolo Max. Pure lui viveva in un monolocale, ma lontano da dove stavo io, circa mezz’ora in macchina. Siamo stati assunti lo stesso giorno e l’ho incontrato che aspettava davanti alla porta dell’amministratore delegato per conosce la sua destinazione. Io stavo lì per la stessa ragione. Abbiamo aspettato più di mezz’ora, sia lui che io timidissimi e normalissimi, e poi eravamo entrambi timorosi dell’ambiente nuovo del lavoro, il primo lavoro sia per me che per lui. Entra lui per primo, io aspetto, dopo mezz’ora lui esce e chiamano me. Io entro, mi danno le lettere di assunzione mi spiegano sommariamente che l’indomani avrei dovuto prendere servizio, in pratica in un posto vicinissimo a casa mia. Ero contento. Esco e vedo che Max è nell’anticamera. Mi stava aspettando. La cosa mi faceva piacere. Non aveva macchina. Gli chiedo dove lo hanno destinato, apprendo che lo avevano mandato dall’altra parte della città, vicino a casa sua, o almeno non lontanissimo. La cosa mi dispiace un po’. Gli dico della mia destinazione. Ci scambiamo i numeri di cellulare. Erano passare le undici, mi propone di pranzare insieme, dico di sì, ma è presto. Lo invito da me ma preferisce fare due passi, è una bella giornata e non ci resto male. Camminiamo molto, poi il pranzo in un fast food. Mi chiede se ho impegni. Gli dico di no. Mi chiede se è ancora valida l’offerta di salire a casa mia. Saliamo nel mio monolocale. C’è un unico letto matrimoniale. Si sfila la scarpe e di stende sul letto, io mi siedo sull’unica poltrona e parliamo. In pratica parla sempre lui, del fatto che faceva sport, di quanto voleva bene ai nonni che non ha più, delle canzoni che sente, di quello che si aspetta dal lavoro e di tante altre cose. Io lo ascolto con piacere, è simpatico, disinvolto, poi dice sciocchezze, ride, insomma è una compagnia gradevole. A distanza di tempo mi sono reso conto che non abbiamo mai parlato di sesso o d’amore, mai, come se l’argomento non esistesse proprio, ma allora non facevo caso a queste cose. La sera abbiamo preso qualcosa al fast food e poi l’ho accompagnato a casa sua ma non sono salito. Ero contento di avere trovato Max. Non mi sentivo solo anche stavo in una città che non conoscevo affatto. In breve siamo diventati come fratelli. Dieci giorni dopo era diventato normale che stessimo sempre insieme fino alla sera o nelle giornate libere, ma la notte stavamo ciascuno a casa propria. Dopo un mese abbiamo cominciato anche a dormire nella stessa casa e nello stesso letto ma tutto senza nessuna implicazione di altro genere a nessun livello, eravamo proprio come due fratelli, nessun imbarazzo reciproco e nessun pensiero sessuale né da parte mia, né, credo, da parte sua.
La prima idea che la cosa potesse avere un altro senso l’ho avuta quando una collega ha cominciato a fare il filo a Max. Era una cosa che non sopportavo, mi dava proprio fastidio, non che lo facesse lei ma che Max ci perdesse tempo. Lui la trattava educatamente, probabilmente non era interessato ma io avevo paura che lo fosse. Una sera mi dice che la collega gli ha proposto di uscire con lei. Gli chiedo: “E tu che hai risposto?” Mi dice che aveva detto che non se la sentiva. A quel punto ho tirato un respiro di sollievo e devo avere fatto una faccia molto contenta. Max mi ha guardato e mi ha detto: “Non ti preoccupare, non succede!” Sul momento ho fatto la faccia di quello che ha capito e ho cambiato discorso, ma quella frase ha cominciato a girarmi in testa in modo incredibile. La sera è rimasto a dormire da me, ho provato a riprendere il discorso ed è stato evasivo, mi ha detto solo: “Non fare troppe domande...” . E’ a quel punto che mi sono chiesto se Max non si fosse innamorato di me. Che io potessi innamorarmi di lui lo escludevo del tutto, ma che lui potesse innamorasi di me lo consideravo una cosa possibile. Mi chiedevo che cosa avrei dovuto fare, se tagliare i rapporti con lui o semplicemente non dormire più insieme, anche se tra noi non era mai successo nulla. Comunque non gli ho detto niente e tutto, tra noi, è continuato esattamente come prima, abbiamo continuato a dormire insieme nello stesso letto o da me o da lui e non è successo assolutamente nulla, col passare dei giorni ho finito per mettere da parte l’idea che fosse gay, mi sembrava assolutamente impossibile. Mi dicevo: se è gay perché non ci prova? Infondo stiamo insieme nello stesso letto. È possibile che un gay in una situazione del genere non tenti nulla, nemmeno a livello minimo? Comunque a giudicare dai suoi comportamenti non mi sembrava assolutamente che potesse essere gay. In pratica sono passati mesi in cui abbiamo vissuto insieme e da parte sua non c’è stato mai un minimo cenno, mai un discorso, nemmeno vago, niente! Una bella mattina mi sveglio prima del suono della sveglia, c’era abbastanza luce nella stanza, lui è addormentato, lo osservo con attenzione. È bello. Mi viene voglia accarezzargli il viso ma non lo faccio, ma è proprio bello, sereno, un’immagine che non dimenticherò mai ed è lì che ho avuto la prima reazione fisica guardando un uomo. Non mi era mai successo prima, era la prima volta in assoluto. Ne sono rimasto turbato. Mi sono detto: ma che mi sta succedendo? Mi sono alzato e sono andato a mettermi sotto la doccia gelata. Lì per lì ero convinto che fosse passata. Quando Max si è alzato tutto è andato come al solito ed ero felicissimo che la cosa non si fosse ripetuta. Cercavo tutte le motivazioni possibili per giustificare quello che era successo: il caldo, il fatto che non facevo sesso per conto mio da qualche giorno e cose del genere e il fatto che non si fosse ripetuto mi faceva sentire tranquillo. Per tutta la giornata di lavoro niente. La sera dovevo andare a casa sua ma ho messo una scusa e non ci sono andato, avevo paura che succedesse di nuovo. Lui non mi ha detto nulla, in fondo ero rimasto solo a casa altre volte. Ho passato la notte da solo con l’idea che potesse succede ancora, ho visto la tv, sono stato un po’ su internet, poi mi ha chiamato in chat per chiedermi se andava tutto bene e la cosa è successa di nuovo anche se stavamo parlando solo di lavoro. L’ho salutato in fretta perché non volevo che continuasse. Ero proprio sconvolto, ho cercato di distrarmi ma non mi è riuscito e ho fatto una cosa che non avevo mai fatto, ho bevuto due lattine di birra una appresso all’altra e, stordito com’ero, me ne sono andato a letto. Cominciavo a pensare che lo avrei voluto accanto a me e nello stesso tempo che lo avrei dovuto allontanare e che se ero a quel punto era colpa sua, perché la sua compagnia mi aveva rovinato. Insomma lo odiavo e lo amavo. Da allora ho cominciato ad allontanarlo, probabilmente per lui è stata una mazzata tremenda ma non ha detto nulla e ha cercato di fare come se se tra noi le cose non fossero cambiate. Più lo allontanavo peggio stavo e poi cominciavo proprio a desiderarlo, cioè anche a livello sessuale, con tutto quello che viene appresso. Mi dicevo che sarebbe passata ma sapevo benissimo che non sarebbe stato così. La fase di allontanamento, diciamo così, è durata quasi due mesi. Lui con me era amichevole quando ci incontravamo ma succedeva di rado e solo quando l’azienda di obbligava a delle attività comuni, ma a livello privato non ci vedevamo più. La separazione non solo non mi aveva fatto passare i mie sentimenti per Max ma li aveva messi nettamente sul piano sessuale. Ormai avevo del tutto rinunciato all’idea di essere etero ma il fatto di essere innamorato di Max dovevo tenerlo solo per me, ormai eravamo come due estranei, o almeno io credevo così. È stato in quei giorni che ho cominciato a cercare in rete siti gay e, dopo avere visto cose di uno squallore incredibile che mi facevano stare proprio male, ho scoperto Progetto Gay ed è stata una scoperta fondamentale che mi ha proprio aperto gli occhi. Un giorno io e Max capitiamo insieme a una riunione, lui mi chiede: “Come stai?” Ma me lo chiede in un modo serissimo, proprio preoccupato per me. Gli rispondo che ho dei problemi, mi guarda fisso negli occhi e mi stringe forte la mano, da fuori solo un saluto, per me molto ma molto di più. Gli dico: “Ti va di passare da me nel pomeriggio?” Mi dice: “Certo!” Viene subito dopo il lavoro. Mi sento in un imbarazzo terribile, la sua presenza fisica mi mette in uno stato d’animo stranissimo. Mi sento eccitatissimo, anche sessualmente, ma ho paura di dire cose fuori luogo, di ferirlo, di offenderlo. Risultato: dopo ore di tentativi di colloquio io non dico nulla. Mi chiede se può restare per la notte per parlare un altro po’, ma insisto per riaccompagnarlo a casa sua. Lo riposto a casa, lungo tutto il viaggio non diciamo una parola, l’imbarazzo si sente fortissimo. Torno a casa. Mi chiama al telefono, poche parole e lunghissimi silenzi. Chiudiamo il telefono con un nulla di fatto. La situazione è andata avanti così per più di un mese e oltre, ma non ce la facevo più. Un pomeriggio viene da me come non lo avevo mai visto. Non mi fa domande, mi dice solo: “Stai zitto e fammi parlare …” Io ascolto. Mi dice solo: “Alex, mi sono innamorato di te!” Non so che faccia ho fatto in quel momento, ero felice ma anche turbato, non me l’aspettavo proprio, dopo diversi secondi ho risposto: “Forse anche io …” ma ho aggiunto che non mi era mai successa una cosa simile e che mi sentivo strano. È stata la prima volta che abbiamo parlato di noi in modo veramente libero. Io e Max eravamo arrivati a questo punto, adesso sapevamo tutto l’uno dell’altro, anche le cose più intime e tutto era stato assolutamente semplice. Mi sembrava incredibile che si potessero fare discorsi simili in modo così diretto, eppure era successo. Mi disse che quando lo avevo allontanato era stato malissimo ma che pensava che io lo avessi allontanato perché avevo capito che era gay dai discorsi che aveva fatto e non voleva intromettersi nella mia vita perché in fondo anche se mi vedeva come etero mi voleva bene lo stesso e non voleva crearmi problemi e quindi aveva accettato di mettersi da parte. Insomma lui prendeva me per etero e io ci prendevo lui. Ci siamo confessati il nostro interesse sessuale reciproco ma anche l’imbarazzo circa la possibilità di fare sesso tra noi. Anche lui è piuttosto inibito. Abbiamo deciso di andare molto piano. Quella notte ci siamo limitati a dormire tenendoci per mano. Ma anche stringere la sua mano era bellissimo, era pure quello un contatto fisico e trasmetteva un’emozione fortissima. A un certo punto gli dico: “Max, mi sento eccitato” e lui mi dice: “Anche io … ma ti imbarazza?” Gli rispondo: “No … e a te?” Mi dice: “Per niente, anzi … “. Max non era mai stato innamorato di un ragazzo in vita sua, proprio come me. Era il 29 Marzo 2009 un giorno che non dimenticherò mai.
Project, io e Max consideriamo Progetto Gay un po’ una seconda casa, veramente una cosa unica su internet, e nel modo di vedere di questi ragazzi io e Max ci ritroviamo benissimo. La nostra storia non la sa nessuno, non la sanno nemmeno le nostre famiglie, perché probabilmente non capirebbero il senso vero del nostro rapporto, ma desideriamo che la sappiano i ragazzi che leggono i tuoi siti. Né io né Max avremmo mai immaginato una vita come quella che stiamo facendo eppure la stiamo vivendo. Non è semplicissimo né tra noi né a livello sociale ma abbiamo passato prove dure e siamo qui a testimoniare che, se due ragazzi si vogliono bene, la felicità per loro è possibile.
Grazie per quello che fai, Project, e non mollare!
Alex
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