CAPITOLO 4 – RAGAZZI GAY E GENITORI
sabato 9 novembre 2013
MANUALE DI OMOSESSUALITA'
CAPITOLO 4 – RAGAZZI GAY E GENITORI
lunedì 27 agosto 2012
MA E’ GAY QUELLO?
ho 18 anni, da un po’ di giorni sono maggiorenne ma mi sento terribilmente stupido, mi sa che ho fatto una stro..ata grossa e adesso mi sento uno schifo. Project, io ho sempre avuto in mente un’idea come si deve del sesso, ho sempre pensato che fosse una cosa importante da vivere col mio ragazzo, quando ne avrò uno e in un rapporto d’amore vero. Io lo so che le cose giuste sono queste, lo so benissimo, l’ho sempre pensato fino a una ventina di giorni fa, poi mi sono cominciate a venire il testa altre idee, che io non devo stare solo, che non è giusto che io non ho un compagno, che non posso andare avanti a forza di video, perché c’è pure questa che io del sesso ho a parole una concezione molto bella ma poi, sai come funziona, e alla fine ti adatti, ed è proprio deprimente perché se magari fosse appresso a un ragazzo che mi piace veramente e che me ne sono innamorato, pure pure, cioè dico perché il desiderio di sesso lo senti veramente, ma non è quello che faccio, perché in pratica non ho niente da fare, mi stravacco sul letto e proprio per noia, perché non c’è proprio altro da fare, la mano va lì, però diciamo che vado solo a fantasia perché la fantasia di quelle cose non mi manca proprio, i porno manco li cerco, è raro, mi metto a immaginare come sarebbe con uno che mi piace. È una cosa penosa, lo so, ma che altro posso fare? E manco mi prende tanto, insomma è una cosa così tanto per fare, oramai non c’è proprio niente di quello che uno si aspetta dal sesso, è una cosa come un’altra, poi quando ho finito, penso, vabbe’ ho fatto pure questa, almeno mi addormento più facilmente. Questo sarebbe in pratica fino a 15 giorni fa, poi mi dico che devo cambiare sistema perché non sono più stupido degli altri allora mi sono detto che uno alla mia età ha pure il diritto di fare quello che vuole e mi sono registrato a un sito per incontri. Manco c’ho pensato tanto quando l’ho fatto, poi ci sono stato incollato tre giorni. Gente che non ti dico, che mi sono detto che li dovrebbero proprio ricoverare perché non ci stanno con la testa. Poi me n’è capitato uno caruccio, diceva che c’aveva 25 anni, saranno stati pure di più ma non era un vecchio come certi altri che facevano proprio pena a guardare la fotografia (certe panze! Vabbe’). Con quello di 25 anni ci parlo un po’, così, prima in chat a scrivere e mi dice che si sente solo, che in quel sito ci si è iscritto per disperazione perché lui cerca un ragazzo onesto come lui solo per amicizia, insomma queste cose qua. Chiacchieriamo a scrivere per due ore, lui è della mia città, è capitato per caso perché io nel profilo la città non ce l’avevo messa, poi mi dice che vuole una foto e me ne manda una sua. Carino era carino, magari la foto non era sua, ma quello della foto era carino, ma io non sapevo che cosa gli dovevo passare, una foto non gliela volavo dare però qualche cosa gliela dovevo dare, ne ho fatta una con la cam, molto sfocata, in modo che non si capisse niente e gliel’ho mandata, m’ha detto che ero un bel ragazzo e queste cose qua, voleva parlare a voce ma io c’avevo i miei a casa e proprio a parlare non si poteva e gliel’ho detto e allora lui m’ha detto che ci potevamo sentire dopo mezzanotte, per parlare un po’, ma gli ho ripetuto che parlare manco se ne parla. Non ha insistito, mi ha detto – ci sentiamo a mezzanotte – e ci siamo detti ciao. Io poi me ne sono andato a cena ma mi sentivo eccitatissimo e il pensiero andava sempre lì. I miei si vedono la tv e io in camera a spettare che se ne vanno a letto ma stavano lì a chiacchierare e non si decidevano mai e mi faceva una rabbia. Quando hanno chiuso la porta della camera loro e hanno spento la luce era mezzanotte e un quarto e io pensavo che avevo perso l’appuntamento per un quarto d’ora. Accendo il pc, vado e contatto quel ragazzo, dopo due minuti mi manda l’invito per la videochiamata, gli dico di no ma lui insiste, mi dice solo per dirsi ciao guardandosi in faccia, io mi dico: proviamo! Se magari sta nudo chiudo subito e così accetto. Era seduto tranquillo in canottiera, non possiamo parlare a voce e scriviamo solo, mi dice che va un attimo a bere, quando si alza si vede che sta in pantaloncini da mare, ma pure io stavo come lui perché pure la notte il caldo è pazzesco. Poi torna. Ti incollo sotto i log della conversazione. Lui è topolino, io sono Nic (uso Nic come nick e a lui ho detto che mi chiamo Nicola ma non è vero).
topolino scrive – grazie che hai accettato, sono proprio contento
Nic scrive – non era una scelta facile, non sai mai che cosa ti puoi aspettare
topolino scrive – in che senso ?
Nic scrive – che tu magati ti trovi uno nudo che da te vuole una cosa sola eh eh…
topolino scrive – ma io sono un bravo ragazzo che ti pensi !
Nic scrive – sono contento pure io che adesso ti posso vedere, perché sai.. tu avevi detto 25 anni, poi magari erano 60
topolino scrive – no , dai , non ti voglio mica imbrogliare! Però , accidenti se sei un bel ragazzo ! Non sei solo simpatico , sei proprio bello !
Nic scrive – chi io? Quello bello sei tu! Sei proprio forte, un bel torace e due bicipiti da paura.
topolino scrive – aspetta che mi tolgo la canotta , che a me mi piacciono i complimenti
Nic scrive – ammazza! Ma sei proprio figo! Ce l’avessi io un fisico come il tuo!
topolino scrive – secondo me non ti manca proprio niente , dai fatti vedere un po’ ! Mettiti in pedi e fai i muscoli come i culturisti , sì bravo così ! Accidenti se sei bello ! Non c’hai un filo di grasso ! Dai togliti la canotta … da sballo proprio , ma tu fai palestra ?
Nic scrive – sì ma due volte a settimana, una cosa così, mica a livello agonistico, tu invece mi sa che la fai sul serio
topolino scrive – io ci provo , poi sai a forza di darci dentro un po’ di fisico te lo fai
Project, hai capito come è cominciata, in pratica siamo andati avanti piano piano, poi ci siano visti solo in slip e poi senza e poi ci siamo masturbati insieme. Alla fine mi dice è stato bellissimo e che non aveva mai pensato che il sesso potesse essere così, io gli faccio i miei complimenti perché anche io sono stato benissimo e mi dice (ti riposto il pezzo di conversazione, gli avevo detto di chiamarmi Nicola, mi pare che te l’ho detto)
topolino scrive – Nick , se vuoi domani lo facciamo dal vero , eh , che ne dici ?
Nic scrive – beh adesso mi imbarazzi un po’ per una cosa del genere non mi sento preparato
topolino scrive – Nick , ma se è per la paura delle malattie lo facciamo col preservativo , che problema c’è ?
Nic scrive – beh non è solo per quello
topolino scrive – dai su che ci divertiamo un po’
Nic scrive – no, dai, non insistere, non me la sento proprio
topolino scrive – su che dal vivo fa tutto un altro effetto , allora va bene ?
Nic scrive – no, dai lasciamo così
topolino scrive – ma sei proprio un ragazzino , l’hai visto , non ti mangio mica !
Nic scrive – no, dai, non insistere
Andiamo avanti ancora così per qualche minuto con un tira e molla e ce la mette tutta per convincermi, ma più lui insiste più mi convinco che proprio non voglio. Prima di chiudere gli dico: “domani ci rivediamo in cam?” e mi risponde “Adesso per una settimana non ci sono che lavoro fuori città , ma quando torno mi faccio sentire .”
Se dicessi che non mi è piaciuta direi una bugia enorme. Sono andato a dormire alle due e mezza ma ero tutto scombussolato, praticamente la prima esperienza di questo genere. Era bello, sexy, non aggressivo, era la prima volta che era entrato in chat, almeno pensavo che fosse così, e ci eravamo beccati così per caso. Vabbe’ che c’aveva parecchi anni più di me ma mica era un vecchio e poi mi piaceva proprio anche da certi punti di vista diciamo anatomici. Insomma ero in orbita. In discorso del vedersi di persona era l’unica cosa che non mi era piaciuta, mi sembrava troppo prematuro ma il resto mi era sembrato proprio eccitantissimo. Avevo davanti una settimana di pausa, ma non volevo andare sul sito di incontri perché volevo restare fedele a lui! Pensa un po’. Lo so che è una stupidaggine però è proprio quello che ho pensato. Quindi per una settimana niente sito di incontri e niente porno, solo fantasia e che fantasia! Insomma ti puoi immaginare che in pratica non pensavo ad altro. Passa la domenica, mi aspetto che il lunedì mi chiami ma non mi chiama, il lunedì comincio ad andare in paranoia, lo cerco ma su msn non c’è mai e sul sito di incontri nemmeno. Non ci eravamo scambiati i cellulari e quindi non lo potevo contattare. Avevo solo la sua mail ma non rispondeva. Il mercoledì ricevo questa mail.
“Nicoletta, è stata una settimana da sogno, non pensavo altro da mesi, a quando avrei potuto finalmente baciarti e stringerti a me. Tu sei la mia topolina, la cuccioletta che mi sa mandare in visibilio! Che cos’è il sesso lo sa solo una donna come te e io vivo per te, sei la mia fissazione, io non penso ad altro, non ho mai guardato un’altra donna, io ho occhi (e non solo occhi) soltanto per te, topolina mia. Con tuo fratello abbiamo parlato, stai tranquilla che andrà tutto benissimo, cercherò io di mettere le cose a posto, non stare preoccupata per questo. Tu sei la metà della mia anima e lo sai che per te farei qualunque cosa. [omissis (seguono riferimenti sessuali espliciti e dettagliati)] Il tuo Topolino che ti pensa sempre!”
Questa mail mi ha lasciato di stucco per non dire di me..a! L’ha mandata a me per sbaglio perché il server di posta dopo Nic ha completato col mio nome e non con Nicoletta e lui non ci ha fatto caso! Project che ci fossero marpioni in rete lo sapevo e lui in effetti non lo era stato, o forse lo sarebbe stato se ci fossimo visti di persona, non lo so, ma quello che mi ha sconvolto è che questo tipo fosse etero, almeno etero a modo suo, se è etero uno così. Ha ovviamente una ragazza e da quello che dice ci fa sesso alla grande, ma come può uno fare con un ragazzo quello che ha fatto lui con me (e adesso credo proprio che lo abbia fatto tante altre volte) e poi piantarlo del tutto in asso raccontando balle e andarsene con la ragazza? Project, puoi capire che mi sono sentito un totale imbecille, magari ci sono uomini che hanno la ragazza e anche sposati che passano nottate in cam a fare sesso coi ragazzi! Ma per me una cosa del genere è incredibile! Sono bisessuali? Non lo so, ma certo che con questi tipi sento di non avere proprio niente in comune. Io con lui ci ho fatto sesso in cam, ok, ma poi mi facevo scrupolo pure di usare un porno, mentre a lui non gliene fregava proprio niente di me perché l’indomani se ne doveva andare con la figona! Ma che ca.zo sei venuto a cercare da me? Mi sono sentito trattato proprio come uno pezzo di mer.a. Ma è gay uno così? Se è gay quello beh giuro che me lo taglio!
Nic
sabato 30 ottobre 2010
GAY E BISEX
ecco, questa è la mia storia, la racconto a te perché non ho nessun altro cui raccontarla.
Ho 38 anni e da quasi quattro mesi è finita (forse) la mia unica storia d’amore, una storia bella, quasi incredibile con ragazzo che ora ha 21 anni e che ne aveva 19 quando ci siamo conosciuti. Forse non sarei mai entrato in una storia simile se non ci fosse stato lui, sarei scappato via, ma con lui è stato diverso, mi ha voluto bene e anche io a lui. Stavamo bene ma qualche volta, specialmente quando non potevamo vederci, aveva delle giornate di malinconia profonda. In quei momenti pensavo che la mia presenza in fondo non avesse la forza di tirarlo fuori dalla sua malinconia ed era una malinconia profonda. Il sesso sembrava soprattutto un modo di esorcizzare questa malinconia che però tornava inevitabilmente. Ci dicevamo tutto, certe volte si arrabbiava con me e mi diceva che non lo capivo, ma nonostante tutto ci si voleva bene in modo profondo. In effetti fin dall’inizio mi aveva detto che mi voleva bene ma che il sesso con me non lo trascinava veramente. La cosa non mi sorprende perché non sono né bello né troppo entusiasta di certe cose. Lui aveva bisogno di innamorarsi anche a livello sessuale, come gli era già capitato prima di conoscermi senza poter arrivare a nessuna conclusione perché si era innamorato di un etero. Mi diceva anche che avrebbe voluto provare con una ragazza e pensava che la cosa sarebbe andata bene, ma in realtà gli mancava un ragazzo della sua età o almeno io credevo che fosse così. Project, io a 38 anni cominciavo a pensare che stare con lui potesse essere un danno per lui e che dovesse vivere in un altro modo la sua giovinezza allora ho cominciato a prendere le distanze e a lasciargli il massimo spazio possibile. Quando non chattava con me, ormai non lo faceva quasi più, chattava con una ragazza. Io lo sapevo e lui me ne parlava, poi ci siamo sentiti sempre meno ma non abbiamo mai interrotto i contatti, ci scambiavamo sms e messaggi su msn, anche molto affettuosi ma io sapevo che ormai la sua strada era un’altra. All’inizio di ottobre mi chiede di vederci e si presenta con la ragazza, una bella ragazza evidentemente innamorata di lui che è un bel ragazzo. Lei non sapeva nulla non solo di noi ma neppure del fatto che lui fosse gay e che lo fossi io, questo era evidente. Mi sono sentito terribilmente a disagio. Siamo andati a prendere un gelato e poi me ne sono andato via con una scusa. Lui c’è rimasto male e la sera mi ha chiamato su msn. Gli ho chiesto se si rendeva conto di quello che stava facendo con quella ragazza e mi ha detto che ne era innamorato e diceva sul serio. Io non capivo più nulla. Mi ha spiegato che avevano fatto l’amore e che lui era stato benissimo. Non sapevo che dire, ho cercato di fare di tutto per non deluderlo e per incoraggiarlo a seguire la sua strada o almeno quella che gli sembrava la sua strada. Non ti dico come ci sono rimasto, soprattutto perché mi sono detto che di quel ragazzo non avevo capito assolutamente niente. Ho cercato di mantenere con lui un comportamento del tutto normale, come prima. Dopo 15 giorni mi chiama, viene a casa mia, cosa che non faceva da molto tempo, e mi provoca esattamente come faceva prima, ma in modo molto dolce, come uno che cerca un contatto affettuoso. Io non so che fare, gli chiedo della ragazza e mi dice che è innamoratissimo ma che la ragazza non gli basta, che lui ha provato a fare di tutto per dimenticarmi ma non c’è riuscito e che ha bisogno di me. Sul momento mi sembra uscito di testa. Mi dice che lui non si sentirebbe completo né a stare solo con me né a stare solo con la ragazza. La cosa mi imbarazza un po’ e di primo impulso sono tentato di respingerlo ma in pratica è impossibile, mi fa una tenerezza enorme e si vede che a me ci tiene moltissimo. Quando lo abbraccio penso che lui sta pure con una ragazza e mi sento strano nei confronti della ragazza. Alla fin dei conti io so come stanno le cose e lo accetto, e in fondo per me, lo dico onestamente, non è poi una cosa sconvolgente, ma la ragazza non sa nulla. Parliamo molto proprio di questo, io non voglio forzare nessuna situazione perché penso che la ragazza non lo accetterebbe per niente, lo lascerebbe e lui ci rimarrebbe malissimo e ripiomberebbe nelle sue malinconie nere. Ti dico onestamente, Project, io a questo ragazzo voglio bene, adesso lo vedo più sereno di prima, ma temo che il suo tentativo di conciliare cose difficilmente conciliabili lo porti a delusioni molto profonde. Lui della ragazza è innamorato veramente e si vede. Project, ho letto le cose che hai scritto sulla bisessualità e i conti tornano. Tu dici che per un gay mantenere un rapporto con un bisex è difficile ma io penso che ci riuscirei. Il problema adesso non sono io ma la possibile reazione della ragazza. Lui sa che con la ragazza deve parlarne ma non lo fa, prede tempo, e vive quel rapporto come se fosse un ragazzo etero. La ragazza non sa che ci vediamo e che lui dorme da me una sera a settimana e questo mi imbarazza terribilmente. Con lui sto bene, o meglio ci starei veramente bene solo se la ragazza accettasse veramente una cosa del genere, ma credo che non succederà mai. D’altra parte spingere lui a parlare con la ragazza mi sembra come spingerlo verso la rovina. A lui sembra tutto facile, probabilmente proprio non si rende conto e parla di fare un figlio con la ragazza, ci crede veramente. Certe volte vorrei tanto stare fuori da questa situazione ma poi quando viene da me, se provo a mantenere una posizione rigida ci resta malissimo e allora lo abbraccio e faccio finta di non avere tutti questi pensieri per la testa. Quando mi vede preoccupato pensa a tutto meno che al vero motivo della mia preoccupazione. Ho pensato addirittura di parlare io con la ragazza, perché lei alla fine mi considererà un individuo spregevole e non avrebbe certo tutti i torti. Che devo fare Project? Mi piacerebbe parlarne un po’ con te. Mi sa che quando parlavi di difficoltà di rapporto tra gay e bisex ti riferivi soprattutto a questo genere di problemi. Io non so nemmeno se sono innamorato di lui, so solo che gli voglio bene e che vorrei vederlo felice perché penso che abbia sofferto e che possa soffrire ancora molto più di me e non vorrei che accadesse per nessuna ragione.
Un abbraccio.
venerdì 28 agosto 2009
SODDISFAZIONE SESSUALE GAY E COMPATIBILITA’ SESSUALE DI COPPIA
Questo post è dedicato ad una riflessione su due concetti importantissimi nella vita sessuale sia degli etero che dei gay:
1) La soddisfazione sessuale
2) La compatibilità sessuale di coppia
Ovviamente tratterò gli argomenti in rapporto alla realtà gay sulla base dell’esperienza maturata nelle chat con i ragazzi. Alcune premesse sono indispensabili, dato che si arriva alla sessualità di coppia dopo un percorso di anni in cui la sessualità si definisce e si stabilizza e dopo una fase, più o meno breve, preliminare al contatto sessuale. Molto schematicamente si può parlare di
1) SRTUTTURAZIONE ORIGINARIA DELLA SESSUALITA’ INDIVIDUALE
Quando un ragazzo arriva a vivere una sessualità di coppia la sua sessualità esiste già da molto tempo ed ha una struttura ben definita e ormai consolidata sulla base della masturbazione e delle fantasie connesse.
2) PREFIGURAZIONE DELLA SESSUALITA’ DI COPPIA
Prima gi giungere ad un contatto sessuale col proprio compagno, nella fase dell’innamoramento, ciascun ragazzo si prefigura il rapporto sessuale col suo compagno attraverso la masturbazione o anche attraverso fantasie coerenti con la propria sessualità che possono non sfociare nella masturbazione a causa della cosiddetta sublimazione dell’innamoramento. La prefigurazione del rapporto sessuale di coppia, in altri termini, tende ad interpretare unilateralmente il futuro rapporto sessuale con il partner come completamento ideale delle proprie fantasie masturbatorie.
3) SESSUALITA’ DI COPPIA
Dopo un periodo più o meno lungo di contatti affettivi non esplicitamente sessuali i due ragazzi arrivano alla sessualità di coppia dopo aver vissuto, in genere attraverso la masturbazione, una prefigurazione di quella sessualità di coppia costruita sulla base della sessualità individuale. Tutto ciò che precede questa fase appartiene al mondo della sessualità individuale, dipende dalla storia individuale e prescinde completamente dalla interazione reale con l’altro ragazzo. Tutto ciò che avviene nell’ambito della sessualità di coppia è invece strettamente dipendente dal modo di interagire delle due prefigurazioni della sessualità di coppia e delle due sessualità individuali.
4) LA SODDISFAZIONE SESSUALE
La soddisfazione sessuale in un rapporto di coppia deriva dalla maggiore o minore corrispondenza della sessualità reale di coppia alla prefigurazione che il singolo se ne era data, cioè dalla maggiore o minore realizzazione nella sessualità di coppia delle fantasie masturbatorie del singolo.
5) LA COMPATIBILITA’ SESSUALE DI COPPIA
La compatibilità sessuale di coppia dipende essenzialmente dalla maggiore o minore corrispondenza tra le prefigurazioni di quel rapporto da parte dei due partner. Se i due ragazzi avevano aspettative realmente molto simili o complementari la compatibilità sessuale di coppia sarà buona. Se i due ragazzi si aspettavano dal rapporto sessuale cose sensibilmente diverse, la compatibilità sarà bassa e la vita sessuale di coppia potrà avere una componente di disagio anche molto marcata, al punto da portare alla disgregazione della coppia.
Nella sessualità di coppia possono emergere problematiche tipiche della sessualità dei singoli ma anche problematiche del tutto nuove relative alla incompatibilità di coppia. Prendiamo in esame delle situazioni concrete.
1) A (gay) si innamora di B (etero). È ovvio che manca del tutto la reciprocità: B è nelle fantasie masturbatorie di A ma A non è nelle fantasie di B. Non solo, le fantasie sessuali dei due ragazzi sono del tutto diverse e non hanno contenuti comuni. Le due sessualità sono strutturate originariamente in modo diverso. A si prefigura un rapporto sessuale con B in chiave chiaramente gay, B non pensa minimamente a un contatto sessuale con A. In questo caso l’incompatibilità sessuale di coppia è nettissima. Aggiungo come corollario che in situazioni del genere spesso A tende a proiettare il suo mondo affettivo-sessuale su B e a leggere i comportamenti di B in chiave gay o nella prospettiva di una possibile evoluzione di B in direzione gay, cosa totalmente priva di senso, perché B ha già una sua sessualità che si è strutturata negli anni.
2) A (gay) si innamora di B (bisex con bisessualità intermedia). Qui la situazione è molto delicata. Ricordo prima di tutto che esistono due tipi diversi di bisessualità:
a) Bisessualità a periodi, in cui una persona attraversa, nel corso della vita 2, 3 o anche 4 periodi diversi, della durata di parecchi anni, in cui vive alternatamente una sessualità strettamente etero e una sessualità strettamente gay. Un bisessuale a periodi in fase gay è un gay al 100% e le sue fantasie masturbatorie sono gay al 100%, analogamente, quando è in fase etero è etero al 100% e le sue fantasie masturbatorie sono esclusivamente etero. I veri problemi questi bisex li devono affrontare quando vanno incontro ad un passaggio da una fase all’altra, perché spesso in queste situazioni si distruggono matrimoni che sembravano saldissimi con conflitti interni e familiari molto pesanti.
b) Bisessualità intermedia, in cui una persona è sessualmente attratta da persone dei due sessi ed ha fantasie masturbatorie non elusivamente gay o esclusivamente etero. Fasi transitorie di bisessualità intermedia si verificano talvolta tra i ragazzi gay che dopo un imprinting (primo contatto sessuale) etero in età molto giovane, hanno vissuto una fase etero e si avviano a riconoscersi definitivamente gay. In questi casi non si tratta di una vera bisessualità, ma di una fase evolutiva che accompagna l’emergere della vera identità sessuale gay. In genere in queste situazioni la polarizzazione della sessualità verso la sessualità gay risulta completata intorno ai 20/21 anni. Se questo non accade e la sessualità non si polarizza, cioè se le fantasie masturbatorie non diventano esclusivamente gay o esclusivamente etero ma restano presenti fantasie di entrambi gli orientamenti mantenendo più o meno la stessa proporzione nel tempo, allora ha senso parlare di bisessualità intermedia.
Quindi un bisex intermedio ha fantasie masturbatorie sia etero che gay. Se le sue fantasie sono più marcatamente di tipo etero anche le sue fantasie di tipo omosessuale saranno diverse da quelle tipiche di un gay, proprio perché un bisex intermedio, marcatamente etero, vivrà il rapporto con un ragazzo con categorie condizionate dal suo prevalente orientamento etero. Pur con tutte le riserve del caso, dovute al ridotto (non ridottissimo) numero si distrazioni di questo genere preso in considerazione, rilevo che un bisex intermedio:
A) Tende a considerare fondamentale la penetrazione riservando sempre per sé il ruolo attivo in un rapporto omosessuale.
B) Gradisce che il partner faccia sesso orale su di lui ma tende a non prendere analoghe iniziative verso il suo compagno.
C) Nella masturbazione reciproca tende a farsi masturbare ma non ricambia con convinzione.
Quando un ragazzo gay si innamora di un ragazzo bisessuale intermedio deve sempre capire bene che il suo compagno non è propriamente un gay e che la compatibilità di coppia può essere bassa, anche se un bisex è interessato ad un rapporto sessuale con un gay, la simmetria nei modi di prefigurarsi il rapporto è in genere molto relativa. Un sintomo caratteristico di disagio sessuale è la cosiddetta “forzatura”, ossia l’atteggiamento che tende ad imporre o a pretendere dal proprio compagno comportamenti che lui spontaneamente non desidera, cosa frequente in relazione alla penetrazione. In genere la forzatura si accompagna ad espressioni come: “vedrai che ti piacerà”. Questa frase rivela una tendenza ad imporre la propria visione della sessualità.
Va tenuto presente che spesso le situazioni di disagio sessuale di coppia non emergono in modo consapevole ma si manifestano come vere disfunzioni sessuali, attraverso la perdita dell’erezione o la difficoltà eiaculatoria. Quando accadono queste cose e la compatibilità di coppia è bassa il partner si stupisce, non riesce a darsi una ragione e tende ad attribuire la mancata risposta sessuale del compagno a problemi individuali del partner. Non è raro che ragazzi che nella masturbazione non hanno il minimo deficit erettivo manifestino invece un deficit erettivo evidente durante un rapporto sessuale in condizione di bassa compatibilità di coppia. In questo caso la disfunzione è una disfunzione imputabile al rapporto di coppia che il ragazzo sente come sostanzialmente insoddisfacente. Non è raro il caso di ragazzi gay che tendono a formare coppia con un bisex intermedio sottovalutando del tutto il fatto che ci possa essere una ridotta compatibilità sessuale e che poi, a distanza di tempo, si rendono conto che quel rapporto non è esattamente quello che avrebbero desiderato e che i comportamenti sessuali e le fantasie di un gay e di un bisex intermedio sono solo vagamente simili. In molti casi, a seguito dell’emergere dell’incompatibilità sessuale dopo un po’ la coppia gay-bisex si scioglie.
3) A (gay) si innamora di B (gay). Si tratta indubbiamente della situazione che in linea di massima dovrebbe creare meno problemi di compatibilità sessuale di coppia ma anche qui i problemi, quantunque di minor peso, non sono rari. Molti elementi possono portare a diverse strutturazioni della sessualità dei due partner. In via puramente indicativa, ne cito alcuni:
a) L’imprinting sessuale, ossia il primo contatto consapevole e importante con le sessualità (spesso ma non sempre il primo rapporto sessuale) che può essere stato etero o gay.
b) Eventuali abusi sessuali subiti.
c) La presenza o meno di una fase di eterosessualità di coppia in uno o in entrambi i partner e in caso positivo la presenza o meno di una concomitante masturbazione con fantasie gay.
d) La dipendenza o meno delle fantasie masturbatorie dai modelli della pornografia.
e) L’educazione ricevuta e in particolare l’educazione religiosa.
f) Le esperienze sessuali precedenti.
È chiaro che anche tra ragazzi gay la compatibilità sessuale di coppia non è affatto una cosa scontata, le problematiche possono essere molto varie e da quello che ho osservato si producono spesso forme di incompatibilità non specificamente sessuale che interagiscono in modo vario con le incompatibilità sessuali. Mi riferisco ad incompatibilità connesse al dichiararsi pubblicamente o al non farlo e al tendere a mantenere ciascuno una sua larga autonomia di comportamento sia in campo generalmente affettivo che talvolta anche in campo sessuale, ma spesso le incompatibilità non hanno assolutamente nulla che rinvii alla sessualità, come nel caso di incompatibilità dovute alla radicale disparità di origini sociali o di livello culturale. Una sola cosa mi sembra assolutamente indispensabile sottolineare ed è che all’interno di una coppia, prima di arrivare a un contatto sessuale, è fondamentale parlare molto per capire se la costruzione di un rapporto serio è realmente possibile e ovviamente anche parlare molto e seriemente della propria sessualità. Poi, nell’andare verso la vita di coppia in senso generale, affettivo e sociale, come nell’esercizio concreto della sessualità, si deve sempre tenere presente la logica di coppia. In una coppia gay i ruoli sono di norma paritari e l’iniziativa del rapporto, cioè la scelta dei tempi, non è demandata a uno solo dei partner. Va sempre tenuto presente un concetto fondamentale, che cioè la sessualità gay è una forma d’amore e che quindi in quell’ambito le forzature non sono assolutamente ammissibili perché incrinano il rapporto alla base. La sessualità di coppia va esplorata in coppia e senza correre troppo a livello individuale verso la propria direzione. È utile parlare, confrontarsi e garantire all’altro il totale rispetto dei suoi tempi e della sua sessualità. A questo punto sottolineo che non c’è nulla di più sgradevole per un ragazzo che ricevere un commento negativo, o peggio ironico, sulla propria sessualità da parte del proprio compagno. Un comportamento simile è il segno classico di una seria incompatibilità. Considerare il proprio partner complessato, imbranato, infantile nell’approccio alla sessualità, immaturo, equivale a dichiarare esplicitamente una seria incompatibilità sessuale di coppia.
Ancora un concetto fondamentale: la sessualità in un rapporto tra due ragazzi gay è importante ed è un modo di volersi bene, ma non è sempre e comunque la cosa fondamentale, una relazione si costruisce con una comunità reale di vita, con una progettazione comune del futuro, con una visione di coppia a 360 gradi. Quando la sessualità è perfettamente integrata in una vera vita affettiva di coppia molti problemi di parziale incompatibilità sessuale possono essere superati in vista di un equilibrio profondamente soddisfacente a livello complessivo, e una scelta adottata consapevolmente e in comune in questa direzione non è una rinuncia ma è proprio il segno di una vita di coppia vissuta con senso di responsabilità e con amore.
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul forum di Progetto Gay;
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=403
martedì 17 marzo 2009
GAY INDECISI
Ciao Project,
salto i convenevoli e vengo al fatto. Se ti chiedo un consiglio lo faccio dopo averci pensato parecchio.
33 anni di cui quasi 20 passati a chiedermi che cosa vado cercando. Da quando mi ricordo. fantasie sulle donne pochissime, avventure etero parecchie, fantasie sui ragazzi tantissime, da sempre, ma storie con ragazzi nemmeno l’ombra. Con le ragazze non ho mai avuto problemi ma lo faccio perché piace a loro. Per me non è sgradevole, anzi non mi dispiace ma i miei desideri sono proprio altri, a due delle ragazze che ho avuto ho provato a dire che sono gay ma il risultato è stato che si sono fatte una risata. Io vado in erezione facilmente quando sto in tante situazioni diverse, mi succede anche con le ragazze ma mi succede anche quando vado in autobus perché l’autobus dà dei sobbalzi. Project, che io ricordi, negli ultimi 10 anni non mi sono mai masturbato pensando a una ragazza. Prima raramente succedeva ma da quando ho cominciato ad avere rapporti con le ragazze non ho fatto più fantasie su di loro. Mi capita spesso di stare con una ragazza e di immaginare che sia un ragazzo. Preferisco le ragazze con pochissimo seno proprio perché mi danno la sensazione di abbracciare un ragazzo. Quando sto con una ragazza non mi piace andare al sodo, alla fine lo faccio perché sarebbe strano non farlo, ma per me le carezze e le coccole ancora vanno bene anche con una ragazza ma poi quando si va proprio sul genitale la sensazione che non è un ragazzo è nettissima e il pensiero se ne va da un’altra parte. Sui ragazzi ci fantastico tanto e cerco di non mettermene in testa nessuno in particolare, vado praticamente a cercare foto e video anche porno ma non è proprio una fissa, qualche volta sono rimasto incantato anche dalle foto di ragazzi vestiti, immagino di abbracciarli e di sentire il loro calore. Ho pensato tante volte che preferirei potermi addormentare al fianco di un bel ragazzo senza fare nulla piuttosto che passare 10 notti di sesso con una ragazza. Mi costruisco mentalmente le storie che mi piacerebbe vivere, anche sesso, ma francamente quello tipo porno proprio mi disgusta. Con un ragazzo vorrei complicità, tenerezza, insomma mi sono chiesto tante volte se in effetti non sono solo un mezzo gay. Project, ho letto le cose che hai scritto sui gay invisibili e mi ci sono ritrovato molto. Non so se per essere gay, diciamo così, sia obbligatorio pensare alle cose che si vedono nei video porno. Se fosse così io non sarei nemmeno gay o solo un po’. Io penso a un ragazzo perché mi innamoro di un ragazzo, anche sessualmente è ovvio, però quella è solo una parte di un rapporto molto più complesso. Poi c’è un’altra cosa, io con le ragazze sono poligamo, nel senso che anche quando sto con una, magari posso pure dire di sì ad un’altra, ed è pure successo. Con un ragazzo non succederebbe affatto così penso che sarei monogamo in senso stretto anche dal punto di vista affettivo. Però il punto cruciale è proprio questo io con un ragazzo non c’ho mai provato, mi piace pensarci, diciamo che è un po’ la mia fissa intellettuale, ma poi quando mi trovo vicino non a un ragazzo qualunque ma uno di quelli che mi fanno un effetto sessuale, mi blocco del tutto, mi sento imbranato, magari mi incanto a sentirlo parlare ma non ho nemmeno il coraggio di dirgli ciao. E cavolo, ho 33 anni! E forse il punto è anche questo, mi piacciono i ragazzi più giovani di me, diciamo soprattutto dai 18 ai 22/23, anche oltre, però per quelli fino ai 23 anni ho una specie di venerazione. Non è nemmeno una questione sessuale. Sono belli. In fondo è il massimo splendore della bellezza di un ragazzo. Già all’età mia non hai più nulla di quello che eri dieci anni prima. Ho visto ieri un ragazzo di una bellezza unica, Project, sto delirando, mi capita spesso, poi quando una ragazzo così me lo trovo davanti mi sento un imbranato completo al punto che se ci parlo mi impappino e magari dico enormi scemenze e allora non c i parlo. È da gay una cosa del genere? E se poi magari con uno che mi piace riuscissi a rompere il ghiaccio e lui magari fosse pure interessato alla fine che ci combinerei? Io penso proprio niente ed è per questo che non mi ci caccio nemmeno. Project t, ti allego il mio contatto msn [omissis]
Un abbraccio
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sabato 3 gennaio 2009
ESPERIMENTI SESSUALI GAY ETERO E BISEX
Questo post è dedicato agli esperimenti sessuali che i ragazzi che avvertono incertezze relative al loro orientamento sessuale mettono in pratica nel tentativo di trovare una risposta alla domanda: “sono gay, etero o bisessuale?”
In primo luogo, l’emergere di elementi di sessualità gay (come l’andare in erezione per la presenza di un amico o il cercare siti gay per masturbarsi) in un ragazzo che ha praticato per anni una sessualità etero non è un fenomeno raro perché il 25/30% dei ragazzi che finiscono per identificarsi come gay hanno praticato per anni l’eterosessualità e l’hanno considerata senza grosse incertezze come la loro vera sessualità. Queste cose, che a chi le avverte per la prima volta in modo cosciente sembrano inusuali e sconvolgenti, rappresentano una dimensione estremamente comune della vita di moltissimi ragazzi, non c’è quindi alcuna ragione di farsi prendere dall’ansia che, quando ci sono problemi veri, li complica e quando non ci sono spesso li crea. È evidente che chi non ha mai parlato di questi argomenti è portato ad interpretarli in chiave ansiosa e a vedersi in una dimensione patologica rispetto agli altri, ma la sessualità è una dimensione ordinaria della vita di tutti e quello che le persone raccontano della loro sessualità in situazioni sociali comuni è spesso lontanissimo dalla realtà, una realtà nella quale ansie, problemi di mancanza o di debolezza di erezione, di eiaculazione precoce o di libido affievolita sono all’ordine del giorno. Un ragazzo che si sente in difficoltà perché avverte problemi di orientamento sessuale non deve commettere l’errore di paragonare la realtà della sua sessualità con una rappresentazione molto irrealistica di quella altrui e meno che mai deve provare disagio per questo motivo.
Vengo ora all’oggetto specifico del post, cioè agli esperimenti sessuali. Questi esperimenti, condotti in situazioni di forte ansia, sono talvolta (e direi frequentemente) frustranti o perché caratterizzati da una erezione parziale se non assente o perché conclusi in modo repentino per evitare l’imbarazzo della mancanza di erezione.
Partiamo un po’ da lontano. Per un ragazzo etero, senza alcun dubbio circa il suo orientamento sessuale, trovarsi a fare sesso con una ragazza che a lui interessa è gratificante e l’erezione ne è il segno caratteristico, ma se quel ragazzo si fa prendere dall’ansia di prestazione e pensa che potrà essere giudicato male dalla ragazza se non mostrerà un’erezione superba, questo stesso fatto potrà metterlo in ansia al punto di perdere parzialmente o totalmente l’erezione. E qui parliamo di semplice ansia da prestazione.
Ma se si trattasse di un ragazzo ha avuto fantasie gay e che si è masturbato pensando ai ragazzi e di questo ha provato sensi di colpa, beh, direi che in una situazione simile l’ansia sarebbe veramente notevolissima perché quel rapporto sessuale non sarebbe visto come una prova della propria virilità da dare a una ragazza ma come una prova del proprio essere etero da dare a se stessi, che è cosa ben più radicale. Un rapporto sessuale, nato con questo tipo di condizionamenti all’origine, non ha nulla in comune con un classico rapporto sessuale etero nato in modo spontaneo su base affettiva o sulla base di una pulsione sessuale immediata e libera.
Vorrei dire che la mancata erezione in una situazione del genere significa solo che invece di vivere un rapporto sessuale si è tentato un esperimento sessuale su se stessi. Da una cosa del genere non si può trarre nessuna conclusione in merito all’orientamento sessuale perché si tratta di cose che non hanno assolutamente nulla in comune con la sessualità libera che emerge in genere nella masturbazione. Non solo si tratta di rapporti di coppia in cui ci sono delle attese dall’altra parte ma di rapporti di coppia creati al fine di confermarsi nell’idea di essere etero. Voglio dire che la mancata erezione non significa assolutamente che un ragazzo non è etero, perché per perdere l’erezione in situazioni simili basta molto meno.
Una premessa fondamentale al seguito: le parole etero, gay e bisex sono “solo” delle schematizzazioni nate per rappresentare in modo elementare la sessualità umana. Le categorie del gay “puro” al 100% o dell’etero puro al 100% sono categorie limite che hanno ben poco a che fare con la realtà. Se poi si pretende di definire anche dei comportamenti sessuali standard dell’etero e del gay queste due parole perdono senso del tutto, perché ci sono 1000 modi diversi di essere etero e 1000 modi diversi di essere gay. Quindi sgombriamo il campo dall’idea di appiccicare etichette facili. Resta comunque tra il gay e l’etero una dimensione della quale si parla meno che è quella della bisessualità. Esiste una maggioranza di bisessuali che vivono la loro bisessualità alternando lunghi periodi (di anni) di vita gay a lunghi periodi (di anni) di vita etero, il cambio di orientamento sessuale emerge 4/5 volte nell’arco della vita e porta veri e propri sconvolgimenti. Cito a questo proposito un tratto di un mio vecchio post: http://nonsologay.blogspot.com/2007/12/rag...ezioni-gay.html : “Un signore di circa 50 anni mi ha raccontato la sua storia: gioventù libera con comportamenti nettamente gay, a 20 anni scopre l’eterosessualità, si sposa con entusiasmo a 22, ha un figlio, a 29 anni incontra un ragazzo di 26, si separa dalla moglie, dalla quale divorzierà dopo qualche anno, e va a vivere col ragazzo di 26 anni, si sente totalmente gay, fa attivismo gay in associazioni gay, dopo 7 anni di convivenza gay che lui stesso definisce meravigliosi, a 36 anni incontra una ragazza di 30 anni, se ne innamora perdutamente, lascia il suo amante, e sposa la ragazza trentenne, è convinto che sarà la scelta definitiva, ha una figlia da questo secondo matrimonio, si sente realizzato, ma a 44 anni, incontra un ragazzo di 29 anni “bellissimo” e se ne innamora, a quello che lui stesso dice “alla follia”, si separa dalla seconda moglie, dalla quale divorzia dopo qualche anno e va a vivere col bellissimo ventinovenne. A 50 anni si sente smarrito, l’amore del “bellissimo” ormai trentacinquenne non gli basta più... ha conosciuto una ragazza anch’essa “bellissima” di 24 anni. Questo è in realtà un caso limite ma serve a chiarire il concetto.”
Esiste poi un altro gruppo di bisessuali che hanno ben poco a che vedere con quelli sopra descritti e sono i bisessuali intermedi (o non a periodi), quelli per i quali la sessualità libera della masturbazione si manifesta sia in senso etero che in senso gay. Tuttavia queste situazioni spesso si sovrappongono ad altre e precisamente alle situazioni tipiche dei ragazzi che escono da un lungo periodo di eterosessualità, vissuta anche a livello di rapporti sessuali etero, ed entrano gradualmente una dimensione adulta gay, si tratta cioè di stati di passaggio che vedono l’affiorare della reale sessualità della persona. Un imprinting fortemente eterosessuale e un lungo periodo di vita sessuale etero stentano a cedere il passo a una dimensione adulta gay. In genere questi stadi intermedi cominciamo dopo i 18 anni e tendono a risolversi in modo deciso dopo i 22/23 anni, l’età di inizio e di conclusione della fase di transizione è in realtà assai variabile in ragione delle condizioni ambientali e dell’educazione e quindi della interiorizzazione dei modelli di comportamento socialmente privilegiati. L’inizio della fase di transizione si colloca quando si arriva alla coscienza del problema del proprio orientamento sessuale che comincia ad apparire quantomeno non del tutto etero, la fine del processo di transizione si colloca quando il problema dell’orientamento sessuale è ormai archiviato e l’accettazione delle propria sessualità non pone in sostanza problemi che non siano di ordine esterno, cioè di tipo sociale o di relazione. In queste fasi di transizione si manifesta una sessualità masturbatoria che comprende sia fantasie gay che fantasie etero, tuttavia si nota una evoluzione nel tempo e lentamente, nel corso di due o tre anni, nelle maggioranza dei casi, le fantasie masturbatorie cominciano a concentrarsi intorno a un unico nucleo o gay o etero, cioè la sessualità si polarizza. Quando si tratta di ragazzi molto giovani, diciamo sotto i 24 anni, è in effetti azzardato parlare di bisessualità intermedia riferendosi solo alle fantasie masturbatorie perché questo ragionamento, che ha un senso preciso per un uomo dai 30 anni in su, cioè con un orientamento sessuale adulto già chiamante emerso, non si può applicare a ragazzi che di fatto avvertono nella propria sessualità dei cambiamenti. Piuttosto che attaccare etichette improprie in una fase che è ancora palesemente evolutiva (sottolineo che stiamo parlando di ragazzi provenienti da una sessualità etero praticata per anni), ha senso focalizzare alcuni punti:
1) Un ragazzo che si sente incerto nel proprio orientamento sessuale non deve essere sottoposto ad alcuna pressione. Per esempio l’interpretazione un chiave gay della sua sessualità operata da altre persone, deve essere evitata.
2) Il ragazzo deve avere piena consapevolezza che deve riconoscere il suo orientamento sessuale profondo in modo autonomo e che questo processo non deve essere condizionato da alcuna volontà di compiacere questa o quella esigenza ambientale.
3) Il ragazzo deve rendersi conto che, sia che finisca per considerarsi gay oppure etero, oppure bisex, sarà comunque accettato, rispettato e apprezzato per quello che è realmente, perché la sessualità non si deve fingere. Mi capita spesso quando parlo con persone bisex adulte (otre 30 anni) di riscontrare in loro una diffidenza rispetto agli ambienti gay, nei quali non si trovano del tutto a loro agio. Queste persone hanno provato sulla loro pelle che cosa significhi essere discriminati in un ambiente gay. In un ambiente gay “serio” non devono esistere discriminazioni e deve potersi trovare a proprio agio anche un ragazzo bisex e anche un ragazzo etero che si siano riconosciuti tali al termine di un periodo di incertezza. Se così non fosse i gay, che hanno provato sulla loro pelle che cosa è la discriminazione, la applicherebbero ai bisex o agli etero, cosa a dire poco incongrua.
4) Un ragazzo che ha incertezze circa il suo orientamento sessuale dovrebbe evitare nel modo più assoluto di fare esperimenti sessuali su se stesso, mettendo alla prova la propria eterosessualità. Questi esperimenti non hanno nulla a che vedere con una seria sessualità etero e risultano spesso frustranti proprio perché sono assurdi, anche se comprensibili, esperimenti psicologici. Accade di frequente che i ragazzi che avvertono incertezze nel proprio orientamento sessuale si impegnino in un’attività sessuale etero frenetica, proprio al fine di esorcizzare l’emergente identità gay. Il risultato paradossale è che per fuggire dalla vera identità gay si finisce in una falsa e frustrante identità etero.
5) Un ragazzo che ha incertezze sul proprio orientamento sessuale non dovrebbe mai considerare determinante il fatto di avere rapporti sessuali, etero o gay che siano. L’orientamento sessuale profondo non si manifesta nella sessualità di coppia, meno che mai se vissuta in modo nevrotico, ma nella masturbazione intesa come attività libera. In questo senso sono ugualmente paradossali, anche se comuni, i tentativi di masturbarsi pensando forzatamente a una ragazza, che finiscono in vere patologie della masturbazione che in questo modo non è più un esercizio gradevole di una sessualità libera, ma l’ennesimo tentativo di sottoporsi ad un esperimento sessuale al fine di avvalorare la propria tesi di eterosessualità.
6) Nessun allarmismo è giustificato o giustificabile nelle questioni di orientamento sessuale e parlare seriamente di queste cose aiuta a vederle nella giusta luce e a mettere da parte i pregiudizi e i condizionamenti che costituiscono in vero problema alla base dalla maggior parte delle sofferenze connesse alla sfera sessuale.
7) La serenità interiore è la migliore amica della sessualità e ne favorisce lo sviluppo libero. La serenità è una condizione generale armonica della persona che dipende da molti parametri non legati al sesso ma ai rapporti familiari, alle amicizie e alle gratificazioni nel lavoro e a molte altre variabili. Vivere bene la sessualità, e quindi anche le incertezze dell’orientamento sessuale, non è una questione di pertinenza tecnicamente sessuale. In un ambiente in cui il preconcetto domina, in cui i ragazzi sono sottoposti a forti pressioni verso l’eterosessualità e il matrimonio, in cui il senso di colpa è usato come strumento di controllo sociale e in cui l’intolleranza è la regola, i problemi di orientamento sessuale sono ampliati a dismisura fino a causare angosce profonde, in un ambiente in cui le condizioni fossero invece diametralmente opposte, il problema dell’orientamento sessuale si ridurrebbe alla semplice identificazione della propria sessualità che sarebbe accettata senza tabù di nessun genere. Se vogliamo facilitare la soluzione dei problemi di orientamento sessuale, che problemi non sono se non in virtù dei condizionamenti sociali, dobbiamo facilitare la rimozione dei tabù e restituire alla sessualità la sua libertà costituiva.
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mercoledì 31 dicembre 2008
NON SO SE E QUANTO SONO GAY
Ciao Project,
stanotte poi non ho dormito. Penso che sarai stravolto anche tu, ma forse tu solo per le ore piccole, ma io proprio per la cosa in sé. Ho capito un sacco di cose e ho meno paura, non che mi sia passata, ma mi sembra più controllabile. Quando ti ho chiamato ero nel panico e pensavo che mi avresti fatto discorsi completamente diversi. Io l’idea fissa del coming out ce l’avevo in testa e anche l’idea di provare a stare con un ragazzo, volevo fare un passo definitivo, che non mi desse la possibilità di tornare indietro, volevo una certezza. In pratica queste cose le davo per scontate. Per uno come me che è stato sempre etero, almeno fino a sei mesi fa, ma proprio senza il minimo dubbio, puoi capire che cominciare a sentire interesse per i ragazzi, anche a livello fisico intendo, è stato sconvolgente. Io questa cosa l’ho combattuta con tutte le mie forze, perché fino a sei mesi fa con la mia ragazza ci stavo bene e la desideravo proprio, poi ho cominciato a provare altre cose ma non volevo, non capivo il perché, non ce n’era proprio nessuna ragione. Ti ho raccontato di quello che è successo in palestra il 4 luglio. Io ci andavo tre volte alla settimana e ormai eravamo tutti amici e nello spogliatoio ogni tanto si gioca un po’, anche giochi a sfondo sessuale, ma così, proprio tanto per giocare, cose che non mi avevano fatto mai nessun effetto. Io stavo lì con la massima indifferenza proprio come sempre, loro si sono messi a giocare e ho cominciato a sentire che mi veniva un’erezione, ma non era mai successo e non c’era niente di diverso da altre volte, eppure il 4 luglio è successo. Dopo la prima reazione di imbarazzo mi sono rivestito rapidamente e me ne sono andato via, in pratica sono scappato, quando sono uscito sentivo che dentro continuavano a scherzare e volevo tornare dentro però mi sono fatto forza e non sono rientrato, ma la pulsione di rientrare per assistere l’ho provata fortissima e l’erezione non mi passava. Ho dovuto usare la borsa come foglia di fico per non dare spettacolo all’uscita dalla palestra. A casa mi sentivo eccitato ma anche sconvolto perché era una cosa strana del tutto imprevista. Ho avuto l’impulso di masturbarmi ma non l’ho fatto e sono rimasto in mezza erezione per un sacco di tempo, ma non volevo che succedesse. Più resistevo più la cosa mi sembrava incontrollabile, come se una cosa esterna e sconosciuta avesse preso possesso di me. La sera non riuscivo a togliermi la scena dalla testa. È stata l’ultima sera da etero, diciamo così, con la mia ragazza, lei era contenta perché non mi aveva mai visto in quello stato ma io non pensavo a lei ma alla scena dello spogliatoio e quando l’abbracciavo immaginavo di stringere Marco ma lei non lo poteva sapere. Dopo l’ho riaccompagnata a casa e l’ho salutata come sempre, anzi forse con più entusiasmo del solito perché pensavo che solo lei mi avrebbe potuto tirare fuori dalla situazione nella quale ero finito. La notte ho dormito pochissimo e la mattina non ce l’ho fatta più emi sono masturbato pensando a Marco. C’era tutto un misto di desiderio e di rigetto. Mentre lo facevo provavo a spostare il pensiero su Sara e non era affatto un pensiero sgradevole, cioè Marco e Sara mi eccitavano tutti e due. Per un verso ero contento perché pensavo che la storia di Marco fosse solo una fantasia e mi dicevo che non ero gay, ma al momento dell’orgasmo stavo pensando a Marco, questo lo avevo notato e mi metteva in crisi. Con Sara ho preso tempo. Non ci siamo visti per una settimana, un periodo incredibilmente lungo usando il metro di valutazione di soltanto un mese prima. In quella settimana non sono andato nemmeno in palestra ma l’idea d Marco mi tornava in mente ossessivamente. Lui non mi ha visto in palestra e mi ha chiamato e anche solo il sentire la sua voce al telefono mi mandava in erezione, mi sembrava tremendamente sexy, cosa che prima non avevo mai pensato. Ho evitato di masturbarmi per cinque giorni poi il sabato Marco è venuto da me e siamo andati a fare due passi. Io andavo in erezione al solo sentire il suo calore vicino, voleva che andassimo al cinema a vedere non so che cosa, ma se mi fossi seduto vicino a lui non avrei potuto rialzarmi della sedia per l’erezione, e così non ci sono andato e la frustrazione è stata terribile. Marco mi diceva che mi vedeva diverso ma la sua presenza mi metteva a disagio anche se la desideravo tantissimo. In una situazione simile che fai? Molli la ragazza! Ma come stanno le cose glielo dici o no? Sono stato una giornata intera a pensarci. Sara non la potevo imbrogliare, lei a me ci aveva sempre tenuto moltissimo e che mi voleva bene lo vedevo, era proprio evidente. Domenica sera vado da Sara, usciamo, ce ne andiamo in un parcheggio fuori mano, dopo molto tergiversare le dico come stanno le cose. Prima è incredula, poi le racconto tutta la storia, mi sta a sentire con la massima attenzione poi mi prende la mano, la bacia, la accarezza, se la porta sul viso e io mi eccito in modo fortissimo. Abbiamo fatto l’amore in modo bellissimo, travolgente. Dopo le ho detto: “Mi sa che sono molto confuso.” Lei non ha commentato, mi ha solo baciato la mano come all’inizio. Ci siamo ridati appuntamento per la domenica successiva. La questione gay mi sembrava che non esistesse proprio più. Ero raggiante, problema superato! Ed era stato tutto facilissimo. Ho continuato a non andare in palestra per tutta la settimana e mi sono masturbato ripensando a come avevo fatto l’amore con Sara. La domenica successiva le cose con Sara sono andate di nuovo benissimo e le paure gay ormai erano archiviate, o almeno sembravano. Il lunedì vado in palestra. Tutto bene! Marco non c’è, sto perfettamente a mio agio. Gli altri ragazzi non mi interessano proprio, faccio pure da doccia, nessuna reazione. Dico a me stesso: “Scampato pericolo!” Il mercoledì però Marco in palestra c’è. Mi saluta con un abbraccio che mi imbarazza (Marco è etero, quindi tutta la storia della mia cotta, o quasi, è assolutamente unilaterale). Lo vedo entrare nello spogliatoio, sarebbe ovvio entrare insieme, come abbiamo sempre fatto, ma invento una scusa e non entro con lui, così, mi dico, evito del tutto le tentazioni. Il ragionamento sembrava giusto, ma se ero etero perché avrei dovuto evitare le tentazioni? Per un etero quelle tentazioni non ci sono proprio. Il mercoledì l’ho evitato, ma poi ci ho ripensato mille volte, mi tornava alla mente la scena dei giochi sessuali ma la cacciavo via cercando di pensar ad altro. Avevo pensato di non andare in palestra il venerdì successivo ma mi sembrava assurdo, mi dicevo che ci dovevo andare perché ero etero e non avevo nulla da temere, ma in realtà ci volevo andare per stare con Marco nello spogliatoio. Tra l’altro con Sara ero stato onesto ma con Marco non avrei potuto in nessun caso e mi sentivo proprio come un ladro o meglio come un guardone. Ho sempre fatto le cose pulite e il fatto di dover fingere non mi piaceva. Marco è un ottimo ragazzo e siamo amici da anni. Insomma, venerdì entro con Marco che è sempre stato disinibito e che si comportava come si era sempre comportato. L’erezione torna puntuale. Ovviamente per me niente doccia, resto seduto sulla panca dello spogliatoio ad aspettare che Marco torni dalla doccia. Vorrei guardarlo, ma ho paura che se ne accorga, allora non lo guardo, ma mi costa tantissimo. Solo uno sguardo rapidissimo per non dare nell’occhio. Non posso alzarmi per l’erezione. Marco si riveste e esce io resto lì. Lo spogliatoio era vuoto. Metto la testa sotto il rubinetto. Appena sono in condizioni passabili esco anche io. Marco sta al bar che mi aspetta, mi fa cenno, lo raggiungo, beviamo una cosa poi usciamo. Provo un forte desiderio che Marco non se ne vada e nello stesso tempo vorrei scappare via. Mi chiede cose cosa ho, mi dice che mi vede strano e che si poteva andare a prendere una pizza. Io accetto, andiamo in un locale all’aperto. Sara mi chiama, lui capisce chi è e se ne va dentro a ordinare per lasciarmi parlare liberamente. Sara mi chiede che sto facendo. Le dico che sto con Marco per una pizza. Lungo silenzio. Poi mi augura di passare una buona serata e mi saluta, nella sua voce si legge una certa preoccupazione o forse una delusione. Marco torna, parliamo del più e del meno, arrivano le pizze, il discorso non parte, gli dico: “Andiamo via, così parliamo un po’ in macchina.” Restiamo in macchina nel parcheggio della pizzeria. Dico a Marco che ho qualche preoccupazione per il mio rapporto con Sara e poi alla fine (io sono fatto così) gli racconto tutta la storia. Lui si gira verso di me e mi dice: “Se fossi gay anche io mi innamorerei di te, ma non sono gay.” Gli dico che lo so benissimo e che gli ho raccontato la storia per onestà. Restiamo a palare fino a notte alta e mi sento gay al 100%, ma dovrei dire che avevo l’impressione di sentirmi gay al 100% perché pensavo che stavo tradendo Sara o meglio avrei voluto lì anche lei, certe volte fantasticavo di avere loro due uno a destra e uno a sinistra, i miei due amori. Marco l’ha presa bene nel senso che ha continuato a telefonarmi ma in palestra non l’ho più visto, pensavo di dirglielo ma non l’ho fatto e avere perso questo aspetto del nostro rapporto mi è costato moltissimo. La domenica ho parlato con Sara. Lei pensava che il venerdì, con Marco, fosse finita a letto. Le ho detto che Marco sapeva e che anche lui mi voleva bene ma che la nostra era una storia platonica perché lui era etero. In realtà la storia era platonica solo dal lato di Marco, dal mio proprio no. La sera ho fatto l’amore con Sara, in modo meno convinto ma non era finzione. Ormai sono tre mesi che la cosa va avanti così. Forse sono innamorato più di Marco che di Sara, almeno sessualmente è così, ma mi masturbo pensando a tutti e due ma con Marco non ho nessuna possibilità e correrei dietro all’impossibile, con Sara è diverso, perché lei è innamorata di me e mi prede come sono e io in fondo ci sto bene. Traendo le somme ero arrivato a una decisione, quella di fare una scelta. Non mi piace non essere né carne né pesce, ecco perché l’idea del coming out e del provare con un ragazzo. E qui torno a te, Project, ci hai perso praticamente una notte intera ma qualche cosa ho capito. Mi hai fatto ragionare sulle conseguenze di un coming out sbagliato e penso che tu abbia ragione anche e soprattutto per il fatto che io voglio scappare da una situazione di incertezza e lo stesso vale per l’andare con un ragazzo. Un altro po’ e mi mangiavi ieri notte. Già, il problema non è andare con un ragazzo ma col ragazzo che ami, è vero, ma, sai, Project, io amo Marco e lo amerò sempre, anche se tu dici che prima o poi passerò oltre e penserò ad altri. E poi mi ha stupito l’idea che tu non dessi automaticamente per scontato che io fossi gay, mi hai detto: “Aspetta!” e mi hai fatto capire che non devo decidere niente ma accettare quello che sono, come dice Baldwin, che ti piace tanto. La storia l’ho riscritta qui un po’ per fare chiarezza dentro di me e un po’ per dirti grazie (se vuoi, pubblicala, tanto i nomi come avrai visto sono cambiati). Mi sento Meno frenetico (mi piace questa tua espressione) e penso che cercherò di ragionare e di capire bene come sono veramente prima di agire. Ieri notte c’è stata una cosa che mi ha dato un po’ fastidio ed era l’insistenza sul preservativo e sul sesso protetto. Io con Marco tanto non ci farò mai niente, quindi sono raccomandazioni inutili, però capsico il senso di quello che mi hai detto e adesso, a mente fredda, ti ringrazio. Ti farò sapere gli sviluppi, credo di avere ancora parecchie cose da imparare.
S. M.
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sabato 30 agosto 2008
BISESSUALITÀ TRA GAY ED ETERO
Questo post è dedicato ai ragazzi che non si identificano in modo esclusivo né in una sessualità gay né in una sessualità etero ma provano interesse affettivo e/o sessuale sia verso i ragazzi che verso le ragazze, o hanno rapporti sessuali sia etero che gay. Non intendo quindi riferirmi alla cosiddetta bisessualità “a periodi” cioè alle persone che, per esempio, si identificano come gay esclusivi per un periodo della vita della durata di anni e poi come etero esclusivi per un altro periodo, attraversando 3/4/5 fasi di diverso orientamento sessuale nel corso della loro vita e mantenendo in ciascuna di queste fasi una sessualità o esclusivamente etero o esclusivamente gay, mi riferisco invece ai ragazzi che tendono a identificarsi come bisessuali nel senso che la loro sessualità per qualche aspetto almeno non è esclusiva.
Bisogna tenere presente che la sessualità di realizza attraverso due meccanismi sostanzialmente diversi:
1) La masturbazione, che è un’attività libera nella quale possono manifestarsi le fantasie sessuali profonde. Mi riferisco specificamente alla masturbazione praticata a livello individuale, perché la masturbazione reciproca è a tutti gli affetti un’attività sessuale di coppia.
2) La sessualità di coppia nella quale la sessualità individuale deve venire a un compromesso con la sessualità, le fantasie sessuali e le aspettative di un’altra persona.
Quando la sessualità emergente dalle fantasie masturbatorie e la sessualità di coppia presentano lo stesso orientamento (gay o etero) non esiste o non emerge alcun problema di sessualità intermedia si parla di sessualità intermedie quando:
1) sia nella masturbazione che nella sessualità di coppia sono presenti sia elementi gay che elementi etero, ossia quando un ragazzo si masturba pensando talvolta ai ragazzi e talvolta alle ragazze e ha sia rapporti sessuali gay che rapporti etero;
2) la sessualità di coppia è esclusiva ma non lo è la masturbazione, cioè quando un ragazzo ha o rapporti esclusivamente etero o esclusivamente gay ma quando si masturba pensa talvolta ai ragazzi e talvolta alle ragazze;
3) la sessualità della masturbazione è esclusiva ma non lo è ma sessualità di coppia, cioè quando un ragazzo di masturba sempre con fantasie etero o sempre con fantasie gay, ma ha rapporti sia con i ragazzi che con le ragazze;
4) quando la masturbazione e la sessualità di coppia sono entrambe esclusive ma una ha orientamento gay e l’altra ha orientamento etero, cioè quando l’identità sessuale che emerge nella masturbazione non si accorda con quella vissuta nei rapporti di coppia.
DISSOCIAZIONE SESSUALITÀ-AFFETTIVITÀ
Quando si parla di sessualità si mettono in gioco due diversi elementi:
1) La sessualità fisica/fisiologica legata essenzialmente all’erezione e all’eccitazione sessuale fino all’orgasmo.
2) La sessualità affettiva legata alla generale gradevolezza fisica e affettiva di un’altra persona senza coinvolgimenti specificamente genitali.
Questi due aspetti si trovano in genere uniti e integrati: innamorarsi significa proprio vivere insieme un coinvolgimento fisico e un coinvolgimento affettivo profondo. L’innamoramento non mira alla realizzazione di un rapporto sessuale ma ad una fusione fisica e spirituale di due persone.
L’innamoramento può essere vissuto sia a livello di coppia, quando e rivolto ad una persona reale, sia a livello virtuale, quando nella masturbazione si struttura una fantasia sessuale che unisce elementi fisici/fisiologici con aspetti affettivi almeno a livello di proiezione e di desiderio.
Accade tuttavia, e non in modo sporadico, che la sessualità fisica/fisiologica e la sessualità affettiva siano rivolte ad oggetti diversi. In situazioni del genere un ragazzo avverte la sensazione di “innamoramento incompleto”, ama, ad esempio, teneramente una ragazza, con la quale può anche avere rapporti sessuali, ma desidera in modo fortissimo avere un rapporto sessuale con un ragazzo, per il quale tuttavia non prova alcun coinvolgimento emotivo, o viceversa.
Cerchiamo ora di prendere in considerazione separatamente le varie forme di sessualità intermedia.
PPREMESSA
L’orientamento sessuale è per molti ragazzi motivo di preoccupazione di stress, ma si stratta di preoccupazioni e stress che non hanno fondamento se non nell’ansia con la quale queste tematiche sono affrontate. A sua volta l’ansia deriva da una concezione rigida, schematica e sostanzialmente poco realistica dell’orientamento sessuale. Un modello falso di sessualità, può provocare sofferenze profonde quando viene interiorizzato e considerato come “la regola” della sessualità.
Le categorie di gay e di etero sono solo modi schematici molto approssimativi di tentare un approccio interpretativo della sessualità, ma in questioni del genere sono le categorie astratte che devono essere modellate sulla realtà e tentare di adattare la realtà del vissuto individuale a cose astratte è un errore di principio. Nel mondo della sessualità e dei sentimenti ogni regola ammette molte eccezioni e le categorie del giusto e dello sbagliato non possono essere applicate alla sessualità se non ricreando pericolose morali dogmatiche.
Riporto qui una citazione di James Baldwin, che si può applicare perfettamente all’orientamento sessuale: “Qui non c’è nulla da decidere ma tutto da accettare”. L’orientamento sessuale è quello che è e nulla può essere fatto per modificarlo. Ciò che ha senso è solo non creare tabù, non cercare mai di imporre o di imporsi nulla o di modificare nulla. Non c’è comunque nulla da correggere. Giova solo prendere coscienza delle cose e considerarle per quello che sono senza creare ansie ingiustificate.
Ai ragazzi che hanno un partner (ragazzo o ragazza che sia) raccomando caldamente una sola cosa: l’onestà col vostro ragazzo o con la vostra ragazza. Chi condivide con voi la sessualità non deve in nessun caso essere ingannato. Capisco che la chiarezza in certi casi è difficile e che il/la vostro/a partner tenderà comunque a non rendersi conto e a sminuire il problema, ma è indispensabile che si renda conto esattamente che, se la vostra sessualità è intermedia, anche se talvolta può apparire che il problema sia risolto, esso potrebbe sempre riemergere anche a distanza di anni. Questo è il problema tipico dei gay sposati.
E ora torniamo esaminiamo le situazioni possibili una per una.
SITUAZIONE N. 1
Sia nella masturbazione che nella sessualità di coppia sono presenti sia elementi gay che elementi etero, ossia quando un ragazzo si masturba pensando talvolta ai ragazzi e talvolta alle ragazze e ha sia rapporti sessuali gay che rapporti etero
In questo caso non si rilevano discrasie tra la sessualità di coppia e le fantasie masturbatorie, il che fa pensare che la sessualità di coppia non sia condizionata da situazioni esterne. Molte volte situazioni di questo genere non sono stabili e hanno una dimensione evolutiva più o meno lenta. L’esperienza insegna che uno dei due orientamenti sessuali tende a prevalere anche se l’altro spesso non sparisce del tutto.
SITUAZIONE N. 2
La sessualità di coppia è esclusiva ma non lo è la masturbazione, cioè un ragazzo ha o rapporti esclusivamente etero o esclusivamente gay ma quando si masturba pensa talvolta ai ragazzi e talvolta alle ragazze
In situazioni del genere la corrispondenza tra la sessualità libera della masturbazione e la sessualità di coppia è parziale. Se l’orientamento “prevalente” nella masturbazione corrisponde alla sessualità di coppia, è da ritenere che quell’orientamento sia realmente quello di fondo anche se l’affacciarsi episodico di esigenze sessuali diverse è avverto come un motivo di turbamento profondo. Se invece la sessualità di coppia non segue l’orientamento sessuale emergente dalla masturbazione, il rapporto di coppia è vissuto come in conflitto con la “propria” sessualità (quella prevalente nella masturbazione) e in sostanza come un qualcosa che talvolta appare estraneo o imposto da obblighi sociali o derivante da abitudine, al di fuori di un’autentica motivazione sessuale personale forte.
Accade più volte, quando la sessualità di coppia è etero e quella della masturbazione è anche parzialmente gay, che la masturbazione venga inconsciamente sacrificata. La sessualità in questo caso si realizza esclusivamente e in modo frustrante nei rapporti di coppia mentre la masturbazione, in ragione della sua coloritura anche parzialmente gay viene rimossa con la motivazione apparente che il sesso di coppia è soddisfacente. Una motivazione del genere è palesemente un autoinganno.
SITUAZIONE N. 3
La sessualità della masturbazione è esclusiva ma non lo è ma sessualità di coppia, cioè quando un ragazzo di masturba sempre con fantasie etero o sempre con fantasie gay, ma ha rapporti sia con i ragazzi che con le ragazze
In situazioni del genere l’orientamento sessuale è ben definito ed è quello che emerge nella masturbazione. Un ragazzo che vive in una situazione del genere avverte nettamente l’insostenibilità dei rapporti di coppa che non corrispondono all’orientamento sessuale emergente dalla masturbazione. Spesso questi rapporti di coppia vengono mantenuti per motivazioni non sessuali ma generalmente affettive. In ragazzo gay che ha la ragazza e che ha con lei un rapporto affettivo profondo senza un autentico coinvolgimento sessuale e portato a parlare d’amore ma avverte che il rapporto sessuale con un ragazza, anche quando c’è non è in realtà profondamente desiderato mentre l’attrazione verso altri ragazzi appare fortissima proprio a livello fisico, verso quei ragazzi ci può essere una vera e propria forma di innamoramento sia a livello affettivo che specificamente sessuale. In situazioni del genere si assiste ad una evoluzione verso l’omosessualità e la sessualità etero tende nel tempo a divenire recessiva. Se invece verso quei ragazzi si manifesta solo un desiderio sessuale che è sentito come decisamente non affettivo, ci si trova nella tipica situazione di dissociazione di sessualità e affettività. In specie, il ragazzo vive un coinvolgimento affettivo non sessuale con le ragazze e un coinvolgimento anche violento con i ragazzi, ma a livello esclusivamente sessuale-genitale.
SITUAZIONE N. 4
La masturbazione e la sessualità di coppia sono entrambe esclusive ma una ha orientamento gay e l’altra ha orientamento etero, cioè l’identità sessuale che emerge nella masturbazione non si accorda con quella vissuta nei rapporti di coppia
In situazioni di questo tipo un ragazzo in genere ha piena coscienza che la sua vera sessualità è quella che emerge nella masturbazione. A prima vista, il fatto che un ragazzo che si sente chiaramente gay abbia rapporti sessuali con delle ragazze potrebbe sembrare assurdo ma spesso alla base di situazioni del genere ci sono delle motivazioni molto forti legate al fatto che il desiderio sessuale gay emergente dalle fantasie masturbatorie può avere scarsissime possibilità di realizzarsi, come nel caso di orientamento sessuale verso persone molto più grandi di età, che è sentito, del tutto pregiudizialmente, come perversione anche da una gran parte dei gay. In situazioni del genere il fatto che un ragazzo consapevole di essere gay, ma in una forma non facilmente accettata, mantenga rapporti etero, appare certamente molto meno incredibile.
Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=31351280
martedì 18 dicembre 2007
RAGAZZI VERI E PROIEZIONI GAY
anche ieri sono stato in chat tutta la giornata e dalla chat traggo spunto per il post di oggi “Ragazzi veri e proiezioni gay”. Ciascuno, gay, etero o quello che sia, ha un suo mondo affettivo, in questo mondo c’è lui stesso, il soggetto, il centro intorno al quale quel mondo affettivo ruota, ma che altro c’è oltre il soggetto? Ci sono gli oggetti dell’interesse affettivo del soggetto, tra questi oggetti ci sono innanzitutto le persone con le quali il soggetto ha rapporti affettivi, ci sono le persone amate, gli amici, i familiari, ma nel mondo affettivo di un individuo non ci sono solo persone reali, perché l’esigenza di amare e di essere amati è tale che, quando non esistono oggetti d’amore reali, si creano degli oggetti d’amore fittizi sui quali riversare la propria effettività e la propria tensione sessuale, questi oggetti fittizi sono dei fantasmi nel senso che non esistono nel mondo reale, ma sono anche delle proiezioni. Mi spiego meglio. Quando l’affettività non si può riversare su una persona reale e si crea un oggetto d’amore fittizio, ovviamente lo si crea ad immagine e somiglianza dei propri desideri, cioè si crea l’oggetto d’amore perfettamente conforme ai desideri del soggetto, che quindi si proiettano in quell’immagine. Non si tratta in fondo di immagini troppo astratte, queste immagini hanno una consistenza reale fortissima nel sogno erotico e nella fantasia masturbatoria la cui forza evocativa è evidente. In queste proiezioni, cioè in queste manifestazioni della dimensione più profonda dell’affettività di un individuo, emergono a livello emotivo le pulsioni che a livello razionale restano spesso coperte da molti pseudo-ragionamenti. Perché quanto detto non sembri troppo teorico, proviamo ad analizzare una questione estremamente concreta per i ragazzi gay. Molti ragazzi gay si riconoscono gay dopo aver vissuto anni di vita etero e talvolta di vita etero convinta, dopo aver avuto rapporti affettivi importanti e rapporti sessuali frequenti con le ragazze, almeno in parte, e talvolta addirittura pienamente, soddisfacenti, in altri termini, a livello comportamentale questi ragazzi sono stati prima totalmente eterosessuali, molti di loro non avevano minimamente pensato per anni di poter essere omosessuali e qualcuno addirittura aveva dimostrato atteggiamenti omofobi. Tuttavia, parlando con questi ragazzi, si scopre che essi anche se avevano un’attività sessuale di coppia di tipo etero, quando si masturbavano non pensavano alle ragazze ma ai ragazzi o, talvolta “anche” ai ragazzi. Questo fatto ha spesso caratteristiche evolutive nel senso che le fantasie masturbatorie gay di un ragazzo con comportamenti etero di età molto giovane 16/17, alle quali l’interessato in genere non annette troppo peso perché si sente etero ed ha una interazione sessuale con le ragazze, diventano con passare del tempo dominanti e parallelamente le fantasie masturbatorie etero tendono a sparire e si avverte che l’interazione eterosessuale non è comunque soddisfacente al 100%. Questo procedimento arriva a lenta maturazione tra i 18 e i 22/23 anni in correlazione anche con moltissime contingenze esterne che possono rallentarlo a accelerarlo. Per esempio, la permanenza in ambienti totalmente etero e per di più molto accoglienti, rallenta la maturazione della coscienza della omosessualità e, per converso, il dialogo libero con altri ragazzi gay la accelera. Quando per un ragazzo le fantasie masturbatorie sono oramai soltanto gay e la masturbazione “pensando a un ragazzo” diventa l’attività sessuale più soddisfacente, l’attività eterosessuale va in crisi, se si tratta di ragazzi con relazioni eterosessuali stabili, queste relazioni sono avvertire non più come un interesse ma come un problema dal quale si deve uscire. Bisogna sottolineare che tutto questo processo avviene di solito in condizioni di assoluta solitudine e di assenza di qualsiasi riscontro serio e oggettivo. Questi ragazzi in pratica si trovano a dovere risolvere il problema da soli, combattendo contro tabù di vario genere, molto radicati nella loro coscienza. In questa fase molti ragazzi ormai non si pongono più il problema in chiave di essere gay o etero, ma in chiave di essere gay o bisex, il che significa che ormai scartano la dimensione etero ma tentano di fuggire quella gay rifugiandosi nella bisessualità. Il problema tipico: “sono gay o bisex?” è un problema mal posto e cercherò di chiarire il perché: in questo mese mi è capitato di parlare seriamente con parecchi bisex, più di dieci, e questo ha ampliato nettamente il campo delle mie conoscenze in materia. Vi porto un esempio vero ed estremamente significativo. Un signore di circa 50 anni mi ha raccontato la sua storia: gioventù libera con comportamenti nettamente gay, a 20 anni scopre l’eterosessualità, si sposa con entusiasmo a 22, ha un figlio, a 29 anni incontra un ragazzo di 26, si separa dalla moglie, dalla quale divorzierà dopo qualche anno, e va a vivere col ragazzo di 26 anni, si sente totalmente gay, fa attivismo gay in associazioni gay, dopo 7 anni di convivenza gay che lui stesso definisce meravigliosi, a 36 anni incontra una ragazza di 30 anni, se ne innamora perdutamente, lascia il suo amante, e sposa la ragazza trentenne, è convinto che sarà la scelta definitiva, ha una figlia da questo secondo matrimonio, si sente realizzato, ma a 44 anni, incontra un ragazzo di 29 anni “bellissimo” e se ne innamora, a quello che lui stesso dice “alla follia”, si separa dalla seconda moglie, dalla quale divorzia dopo qualche anno e va a vivere col bellissimo ventinovenne. A 50 anni si sente smarrito, l’amore del “bellissimo” ormai trentacinquenne non gli basta più... ha conosciuto una ragazza anch’essa “bellissima” di 24 anni. Questo è in realtà un caso limite ma serve a chiarire il concetto: la maggior parte dei bisessuali non ha una natura intermedia tra i gay e gli etero, non ha interessi al 50% gay e al 50% etero, ma attraversa delle fasi, fasi che durano anni. Un bisex in fase etero è un etero a tutti gli effetti, quando passerà in fase gay sarà un gay a tutti gli effetti. E’ per questo che la domanda “sono gay o bisex non ha senso” perché essere bisex significa “prevalentemente” attraversare fasi gay e fasi etero e non essere un etero con qualche fantasia gay. E’ ovvio che quanto ho detto rappresenta una linea di tendenza, che da quello che vedo è maggioritaria tra i bisex ma le eccezioni ci sono eccome, nel senso di una bisessualità non alternativa ma media. Ora, per tornare al tema iniziale vale la pena di sottolineare che un bisex in fase etero ha fantasie masturbatorie eterosessuali, in altri termini tutta la sua sessualità è eterosessuale, mentre un bisex in fase gay ha fantasie masturbatorie gay, cioè ha una sessualità totalmente omosessuale. Ma quando un ragazzo che è stato etero ha sentito crescere dentro di sé fantasie masturbatorie gay pur mantenendo comportamenti sessuali etero, la sua sessualità profonda si esprime nella masturbazione che non è condizionata da ruoli e attese esterne. Bisogna sottolineare che il comportamento sessuale etero di un ragazzo che si masturba pensando ai ragazzi, è pur sempre un comportamento sessuale abituale per quel ragazzo, indipendentemente dal fatto che sia o meno soddisfacente ed è per di più il comportamento verso il quale orientano tutte le pressioni sociali, mentre il comportamento omosessuale incontra ostacoli gravi da arte della coscienza religiosa e dell’ambiente familiare. Che quindi si mantenga un “comportamento” etero coltivando in parallelo fantasie masturbatorie gay non si può leggere in chiave di bisessualità ma di accettazione della omosessualità. Se invece le fantasie masturbatorie fossero almeno in parte etero avrei realmente il dubbio di trovarmi di fronte ad un bisex medio cioè non alternativo. Dopo questa lunga digressione torniamo al punto, chiarito il ruolo proiettivo fondamentale delle fantasie masturbatorie e dei fantasmi che esse creano nel mondo affettivo di un individuo, risulta di tutta evidenza che quando il mondo affettivo è pieno di persone reali, il ruolo della fantasia proiettiva è più limitato e il soggetto è abituato a una vita affettiva reale e quindi sa gestire i problemi di relazione con le persone reali del suo mondo affettivo, quando invece, come purtroppo succede per moltissimi gay, il mondo affettivo è popolato pressoché esclusivamente di fantasmi generati dalla fantasia proiettiva, prendendo magari in prestito l’aspetto fisico di persone reali, il soggetto è abituato a gestire la vita affettiva come una questione tutta privata, tutta interna, questo fatto si concretizza in una sessualità legata alla masturbazione “in assenza di sessualità vera di coppia”, in cui in sostanza ci si relaziona non con persone ma con creazioni della nostra stesa fantasia. Ben diverso è il caso della masturbazione che avviene in coincidenza con una relazione affettiva e sessuale importante in cui in sostanza nella masturbazione si rivive un rapporto con una persona reale senza il bisogno di ricorrere ad una creazione fantastica. I ragazzi gay non abituati a rapporti affettivi (non necessariamente sessuali) con altri ragazzi gay, costruiscono una vita affettiva, tutta interna, vivono la loro affettività investendo la loro carica affettiva sulle proiezioni della loro fantasia gay, cosa che crea almeno una soddisfazione affettiva di tipo virtuale, ma quando poi questi ragazzi si trovano in contesti di correlazione reale, si rendono conto, talvolta traumaticamente, di non essere in grado di gestire i rapporti con le persone reali e di costruire continui confronti tra persone reali e fantasmi creati dalla fantasia proiettiva che non fanno che svalutare la realtà attraverso il confronto con le proiezioni fantastiche. Questi ragazzi devono pian piano uscire da sé per portare altri ragazzi nel loro mondo affettivo e riportare le loro fantasie gay alla reale accettazione di un altro diverso da sé, in questo bagno di realtà consiste la crescita affettiva di un ragazzo gay.