Visualizzazione post con etichetta GLI AMICI DI PROGETTO GAY. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta GLI AMICI DI PROGETTO GAY. Mostra tutti i post
domenica 27 gennaio 2008
INCONTRI GAY
Dedico questo post a Ritter col quale ieri ho trascorso uno splendido pomeriggio. Ritter mi aveva già anticipato che forse sarebbe venuto a Roma sabato 26 gennaio per una manifestazione politica. La sera del 25 era ancora indeciso, aspettava di sentire il suo ragazzo ed era piuttosto ansioso. Poi ha parlato con suo ragazzo e il cielo di Ritter si è rimesso al bello. Mi ha comunicato che sarebbe venuto effettivamente a Roma. Tutta la mattinata sarebbe stato impegnato e anch’io, d’altra parte, lavoro il sabato mattina. Tramite sms ci siamo messi d’accordo sul posto e sull’ora. Al Pantheon alle ore 14.30. Qualche minuto prima ero lì, gli ho detto che ero sul posto e che stavo al portone di bronzo. Un minuto dopo l’ho visto, ci siamo salutati con un abbraccio e gli ho chiesto a che ora doveva ripartire e da dove, mi ha detto alle 18.30 da Rebibbia. Rapido giro del Pantheon (tombe reali, tomba di Raffaello), S. Luigi dei Francesi, Palazzo Madama, Piazza S. Agostino, il ponte sul Tevere, il palazzaccio , Castel S. Angelo, via della Conciliazione e finalmente S. Pietro. Sembrava che ci si conoscesse da sempre, il dialogo era gradevolissimo, mi ha parlato a lungo del suo ragazzo, di come è riuscito a incontrarlo, della felicità che ha provato quando si sono baciati, mi ha parlato delle prospettive di lavoro e del fatto che desidera soprattutto una vita serena. Gli ho parlato di me, delle mie storie, che d’altra parte Ritter già conosceva, abbiamo parlato dei ragazzi del blog e di come in effetti si siano creati rapporti veri di amicizia, del fatto che parlare liberamente della propria vita vera dà una sensazione bellissima di libertà. Ritter mi ha detto che i suoi amici lo hanno accettato senza problemi e, se è possibile, gli vogliono ora bene più di prima. A S. Pietro, per entrare nella basilica bisognava passare al metal detector e ci siamo messi in fila. Gli ho detto scherzando che per la sua storia avrebbe potuto chiedere la benedizione papale, mi ha risposto che non gliela darebbero mai e io gli ho consigliato di omettere qualche piccolo dettaglio. Dentro abbiamo visitato la basilica e il tesoro. Ritornava una riflessione: in nome di che cosa l’omosessualità è considerata contro natura? Ritter mi dice: quando ho baciato il mio ragazzo non ho pensato affatto che fosse contro natura, era una cosa bellissima. Usciti dalla basilica siamo andati alla metropolitana perché Ritter aveva fame e non aveva mangiato. Siamo scesi a Termini e abbiamo preso un panino in un bar della stazione, quindi siamo andati a Santa Maria Maggiore e poi, con una lunga scarpinata a passo veloce, dato che il tempo della partenza si avvicinava siamo arrivati a S. Giovanni che Ritter non aveva mai visto. Usciti dalla basilica di corsa alla metropolitana, cambio di metro a Termini e corsa fino a Rebibbia nella Metro B. A Rebibbia siamo arrivati con qualche minuto di anticipo, siamo andati a prenderci un caffè e poi abbiamo camminato un po’ in attesa dell’orario della partenza perché gli amici di Ritter erano un po’ in ritardo. Abbiamo parlato di Porgetto Gay, di come lui è arrivato a Progetto Gay cercando “come scoprire un gay all’università”, del primo post che ha letto “A caccia di gay all’università”, che è uno dei più gettonati ancora oggi. Mi ha detto che sul brog ha trovato la possibilità, per la prima volta, di capire che cosa potevano provare altri ragazzi che si trovavano nelle sue stesse condizioni, ha detto che era una cosa importante, già anche solo fermandosi alla lettura, ma poi ha preso il coraggio a due mani e ha cominciato a scrivere e adesso si sente quasi stupito della strada che ha fatto e di come le sue prospettive si siamo modificate o, meglio, si siano chiarite. Mentre prima, anche se di fatto provava le stesse sensazioni, non le interpretava in chiave gay, adesso, dice, è come se fosse caduto il velo di Maia. Gli ho detto che ero molto felice di averlo incontrato e lui, timidamente, mi ha stretto il braccio sinistro. Quando sono arrivati i suoi amici ci siamo salutati con un abbraccio e sono tornato a casa. Ero felice di aver trascorso un pomeriggio meraviglioso. Poco dopo il rientro a casa mi è arrivato un sms di Ritter che mi diceva che era stato contento del pomeriggio passato con me. Gli ho risposto subito con entusiasmo. Onestamente, non avrei mai pensato che partendo dai blog di Progetto Gay si potesse arrivare e conoscere personalmente dei ragazzi gay e che ragazzi! Persone di profilo umano altissimo, ragazzi di una serietà e di una schiettezza totali, ragazzi ai quali non si può non voler bene nel senso più profondo del termine. Quando sono ritornato a casa sono stato in chat con Fabiomatteo e gli ho detto che con Ritter avevamo detto cose bellissime di lui, gli ho raccontato dell’incontro e lui mi ha detto di scrivere un post “parlaci di queste cose belle che ci fanno bene a tutti e ci uniscono!” Fabiomatteo è sempre speciale... e mi incoraggia. Ecco il mio post l’ho scritto. Vorrei che restasse come una testimonianza che Sabato 26 Gennaio 2008 ho vissuto un pomeriggio meraviglioso con Ritter, una persona che mi è molto cara e alla cui felicità tengo moltissimo. Ragazzi! Avere amici così è bellissimo, ci si rende conto che non si è soli al mondo e che essere gay è una cosa di alto profilo, di una moralità assoluta, e che con gli amici gay si sta bene perché ti capiscono a un altro livello. Quando conosci ragazzi come Ritter ti senti orgoglioso di essere gay.
Etichette:
AMICIZIA GAY,
GLI AMICI DI PROGETTO GAY,
incontri gay
mercoledì 19 dicembre 2007
EMOZIONE E RISCHIO DI UN INCONTRO FRA RAGAZZI GAY
Questo post contiene una riflessione sull’incontro tra ragazzi gay, sulle emozioni e sui rischi che l’incontro può comportare. Sia ben chiaro, a scanso di equivoci, che sto parlando di cose assolutamente serie e di ragazzi ottimi sotto ogni profilo, nulla dunque di riportabile a situazioni più o meno squallide. Ma partiamo dall’inizio: un ragazzo gay sostanzialmente solo... un ragazzo con tanti amici... ma sostanzialmente solo. Che cosa sogna questo ragazzo? Distruggere il muro della solitudine per lui significa incontrare altri ragazzi gay. Un sogno, se volete, al limite dell’impossibile. Da soli è difficile e soprattutto è rischioso... ci sono le discoteche, ci sono i siti gay di incontri o i siti di chat specificatamente gay, sono cose che possono attirare, poi, o si finisce schiavi del sesso nel senso stupido del termine o si lasciano quegli ambienti con una netta sensazione di amaro in bocca, quindi si torna a girare per il web alla ricerca di qualcosa di diverso, di qualcosa di serio, dopo un po’ di navigazione in mari pieni di piovre e di sirene il ragazzo vede all’orizzonte l’isolotto di Progetto Gay. Un blog non pericoloso, la possibilità di incontrare in chat altri ragazzi gay... un sogno. I primi contatti sono positivi i ragazzi sono veri, sono come si deve, sono gay, ma che cosa si può sperare di più. L’incontro in chat diventa un’abitudine, si parla, ci si apre un po’, si prova per la prima volta l’ebbrezza di un discorso libero tra ragazzi gay, una cosa inimmaginabile fino a pochi giorni prima, ci si sente carichi, entusiasti, nascono le amicizie, i gruppi di amici, nascono inevitabilmente le prime simpatie e non sono cose da nulla perché in chat si parla e ci si conosce veramente... e per un ragazzo gay conoscere altri ragazzi gay è un’esperienza fondamentale, poi, una volta rotto il ghiaccio, si mette una foto nell’avatr ed è come se ci si guardasse negli occhi. I giorni passano, il dialogo si fa più serio, più serrato, più coinvolgente, la conoscenza reciproca diventa meno superficiale, ci si rende conto per esperienza di quanto il mondo dei ragazzi gay veri possa essere bello, ricco, umanamente gratificante. Questa constatazione apre le porte alla trasformazione del dialogo in un rapporto più coinvolgente che appaga sfere più profonde della vita affettiva, intanto l’amicizia si consolida, diventa una cosa veramente importante, poi quando i tempi sono maturi, inevitabilmente si arriva al momento in cui dall’incontro in chat si passa all’incontro di persona. In genere questi incontri non sono a due perché i ragazzi hanno bisogno di conoscersi di persona in modo tranquillo, hanno bisogno di verificare se le ipotesi e le attese sui loro amici che hanno definito in chat siano o no conformi alla realtà fuori del mondo telematico. Il ragazzo lancia la proposta, con una certa ansia... la proposta è accattata, sembra ovvia a tutti... il ragazzo è felice. Comincia il tempo delle attese, delle proiezioni, dei desideri, il terrore di una possibile delusione. Il ragazzo considera quell’incontro importante, importantissimo. Poi cerca di frenare la fantasia... forse sarà deludente... Ma l’ansia dell’attesa resta fortissima. Perché sto aspettando? Perché sono in ansia? Che cosa mi aspetto? Ecco siamo a questo punto da qui parte il mio discorso. Innanzitutto tutte queste cose sono bellissime, sono, in sostanza, proprio le cose delle quali prima si sentiva un disperato bisogno... ma queste cose sono soprattutto vere! I ragazzi con i quali ci si incontrerà sono veri! Tutto questo genera attesa ed ansia ad un tempo... Il ragazzo non si sente attrezzato a far fronte a una situazione del genere che in fondo gli si presenta per la prima volta, l’ha desiderata ma adesso la teme, ha paura di poter rovinare tutto, di non comportarsi in modo adeguato... ha paura che le sue impressioni possano rivelarsi fallaci... in sostanza ha paura che tutte le proiezioni e le fantasie che ha alimentato sull’incontro con dei ragazzi gay possano dissolversi al contatto con la realtà. E qui devo dire la mia. Tutto il procedimento di cui ho parlato prima è assolutamente naturale, fa parte della crescita affettiva dei ragazzi gay, li forma dall’interno, li mette alla prova, dà loro sicurezze, permette forme di confronto che in altri modi sarebbero assolutamente impossibili. Direi a quel ragazzo: se ti senti ansioso parlane con gli altri ragazzi e scoprirai che stanno vivendo più o meno le stesse ansie e le stesse attese. Sai, direi sempre a quel ragazzo, è ovvio che tu senta il senso dell’attesa, perché sono cose importati nella tua vita personale, non forzarti a non sperare e a non fantasticare troppo, sarà quello che sarà. Sono cose che vanno vissute semplicemente, senza troppe ansie e senza troppe proiezioni (lo so che non facile)... ci si incontra tra amici, si passa una giornata insieme, si parla in modo diretto, senza l’intermedio di una chat, si parla di persona... si parla liberamente e di persona del proprio essere gay con altri ragazzi gay, poi, certo, si può sognare altro, ci mancherebbe, ma bisogna stare attenti, le logiche dei rapporti reali con le persone non solo le logiche delle proiezioni fantastiche.
Etichette:
BLOG DI PROGETTO GAY,
gay,
GLI AMICI DI PROGETTO GAY,
RAGAZZI GAY
martedì 11 dicembre 2007
LETTERA DI ALBERTO SU PROGETTO GAY
Caro gayproject,
forse censurerai la mia lettera, anzi, te la mando per email e non la inserisco come commento per non fare una cosa scorretta nei tuoi riguardi, perché, in effetti, non ti meriti cose fatte a tradimento specialmente da parte di un ragazzo gay, però secondo me al tuo blog, che non è proprio niente male, mancano altre cose che per dare come dici tu un’immagine realistica del mondo gay, secondo me, sono essenziali. Leggo un po’ dei commenti che i ragazzi lasciano sul tuo blog, adesso la cosa non ti piacerà e forse non piacerà nemmeno a loro, se gliela farai leggere, ma se nei post che penso scrivi tu, o che prendi da qualche parte, qualche volta c’è, o meglio c’era, qualche riferimento al sesso, cose normalissime dico, niente pornografia, ma si parlava almeno di masturbazione, nei commenti dei ragazzi non c’è mai nessun discorso che tocchi neanche lontanamente la sessualità nel senso diretto del termine, tante disquisizioni di principio, come sull’articolo di quell’etologo, che secondo me, non meritava proprio un post, o tutti quei discorsi sulla fine di un amore gay. Sono andato all’indietro a leggere i commenti, specialmente quelli dei post che toccavano questioni di religione, i ragazzi sono in pratica tutti o quasi tutti di formazione cattolica, insomma, tu non glielo puoi dire ma io glielo direi, si sente molto che sono ancora condizionati da quelle cose, scrivono su un blog gay, ma è il tuo blog gay (che è molto fuori del comune nel panorama dei siti gay, cioè è fin troppo moderato e controllato) e già questo la dice lunga sul fatto che se in un certo modo si sono accettati e scrivono su un blog gay, però l’autocensura la applicano comunque in modo automatico e non se ne accorgono nemmeno. Io mi chiedo: ma per questi ragazzi il sesso è un argomento teorico? A me, francamente, sembra incredibile. Qui siete tutti seri, tutti ingessati... ma avete paura di parlare con gli altri ragazzi gay dell’argomento che vi interessa di più, cioè della sessualità A forza di sublimazioni non si fa molta strada e io vorrei sapere dai ragazzi che scrivono su “progetto gay” se in fondo in fondo sono soddisfatti della loro vita, non dello studio o del lavoro, ma della loro vita sessuale, perché anche se forse voi cercate di rimuoverla (e tu gayproject in questo stai dando loro una mano), per un ragazzo della mia età la vita sessuale rimane comunque la cosa essenziale. Se mi dite che non è vero siete ipocriti. E adesso ti dico due cose di me:
mi chiamo Alberto, ho 23 anni e nella mia vita ci sono essenzialmente due cose: sesso e studio e metto deliberatamente prima il sesso. Sia ben chiaro, tu dici che i ragazzi del blog sono bravissimi ragazzi e questo lo penso anch’io, ma pure io mi sento un bravissimo ragazzo anche se il sesso è in pratica il mio chiodo fisso. Perché bravo ragazzo, secondo me, non significa affatto uno che ha paura del sesso (d’accordo gayproject?). Allora io sono un bravo ragazzo nel senso mio del termine, ho un ragazzo col quale faccio sesso praticamente tutti i giorni o quasi, ma di nascosto perché, anche vi può sembrare assurdo, io non sono pubblicamente dichiarato. Quando sto col mio ragazzo non ho sensi di colpa di nessun genere, ci sto bene ma non cerco di costruire una specie di matrimonio gay, ci sto bene e basta, ma se devo essere esplicito noi non facciamo insieme meditazione trascendentale e non mi piace per la sua visione della vita o per cose troppo sublimate. Mi piace perché è un bel ragazzo e mi fermo qui perché se no potreste scandalizzarvi anche se penso che più di qualcuno vorrebbe sentire anche il resto. Poi faccio anche le cose che tu gayproject spesso consideri assurde perché pure tu, secondo me, hai rimosso parecchio, io faccio sesso in chat e con la cam, e non mi sento per niente a disagio, non mi sento sporco, non ho affatto l’impressione di buttare via la vita, come tu qualche volta (un po’ ipocritamente) hai lasciato capire. Per me è solo un gioco e qualche volta lo faccio insieme al mio compagno. Sono d’accordo che non è il massimo ma è solo un modo di giocare e per di più c’è l’anonimato e non c’è il rischio dell’aids. Io non faccio sesso promiscuo, ma non per ragioni morali (scusa gayproject, ma non è che della parola “morale” ne abusi un pochino?), non lo faccio perché ho paura dell’aids. Al mio futuro non ci penso. Scusate, voi che ci avete pensato, che cose avete ottenuto? Quello che ho ottenuto io sarà pure poco ma c’è, io il mio compagno lo posso stringere a me tutte le sere, con tutto quello che viene appresso e una cosa del genere tra noi crea un legame che non ha nulla da invidiare alla cautele e alle estenuanti chiacchierate dove si parla solo di aria fritta. Il sesso è una realtà fondamentale per i gay, ma il sesso e le elucubrazioni sulla sessualità sublimata non sono la stessa cosa. Hai capito, gayproject, che cosa manca al tuo blog? Che non lo devi stravolgere è ovvio (e non lo faresti mai) ma non chiudere gli occhi, non pensare e non mettere in testa ai ragazzi che i bravi ragazzi sono quelli che vivono solo una sessualità sublimata... facendo così non li aiuti ma li aiuti a mentire a se stessi.
Adesso ho detto tutto... io aspetterò di vedere quello che farai... puoi cestinare questa email, ma se la pubblichi, secondo me, fai meglio. A te la scelta.
Alberto784
forse censurerai la mia lettera, anzi, te la mando per email e non la inserisco come commento per non fare una cosa scorretta nei tuoi riguardi, perché, in effetti, non ti meriti cose fatte a tradimento specialmente da parte di un ragazzo gay, però secondo me al tuo blog, che non è proprio niente male, mancano altre cose che per dare come dici tu un’immagine realistica del mondo gay, secondo me, sono essenziali. Leggo un po’ dei commenti che i ragazzi lasciano sul tuo blog, adesso la cosa non ti piacerà e forse non piacerà nemmeno a loro, se gliela farai leggere, ma se nei post che penso scrivi tu, o che prendi da qualche parte, qualche volta c’è, o meglio c’era, qualche riferimento al sesso, cose normalissime dico, niente pornografia, ma si parlava almeno di masturbazione, nei commenti dei ragazzi non c’è mai nessun discorso che tocchi neanche lontanamente la sessualità nel senso diretto del termine, tante disquisizioni di principio, come sull’articolo di quell’etologo, che secondo me, non meritava proprio un post, o tutti quei discorsi sulla fine di un amore gay. Sono andato all’indietro a leggere i commenti, specialmente quelli dei post che toccavano questioni di religione, i ragazzi sono in pratica tutti o quasi tutti di formazione cattolica, insomma, tu non glielo puoi dire ma io glielo direi, si sente molto che sono ancora condizionati da quelle cose, scrivono su un blog gay, ma è il tuo blog gay (che è molto fuori del comune nel panorama dei siti gay, cioè è fin troppo moderato e controllato) e già questo la dice lunga sul fatto che se in un certo modo si sono accettati e scrivono su un blog gay, però l’autocensura la applicano comunque in modo automatico e non se ne accorgono nemmeno. Io mi chiedo: ma per questi ragazzi il sesso è un argomento teorico? A me, francamente, sembra incredibile. Qui siete tutti seri, tutti ingessati... ma avete paura di parlare con gli altri ragazzi gay dell’argomento che vi interessa di più, cioè della sessualità A forza di sublimazioni non si fa molta strada e io vorrei sapere dai ragazzi che scrivono su “progetto gay” se in fondo in fondo sono soddisfatti della loro vita, non dello studio o del lavoro, ma della loro vita sessuale, perché anche se forse voi cercate di rimuoverla (e tu gayproject in questo stai dando loro una mano), per un ragazzo della mia età la vita sessuale rimane comunque la cosa essenziale. Se mi dite che non è vero siete ipocriti. E adesso ti dico due cose di me:
mi chiamo Alberto, ho 23 anni e nella mia vita ci sono essenzialmente due cose: sesso e studio e metto deliberatamente prima il sesso. Sia ben chiaro, tu dici che i ragazzi del blog sono bravissimi ragazzi e questo lo penso anch’io, ma pure io mi sento un bravissimo ragazzo anche se il sesso è in pratica il mio chiodo fisso. Perché bravo ragazzo, secondo me, non significa affatto uno che ha paura del sesso (d’accordo gayproject?). Allora io sono un bravo ragazzo nel senso mio del termine, ho un ragazzo col quale faccio sesso praticamente tutti i giorni o quasi, ma di nascosto perché, anche vi può sembrare assurdo, io non sono pubblicamente dichiarato. Quando sto col mio ragazzo non ho sensi di colpa di nessun genere, ci sto bene ma non cerco di costruire una specie di matrimonio gay, ci sto bene e basta, ma se devo essere esplicito noi non facciamo insieme meditazione trascendentale e non mi piace per la sua visione della vita o per cose troppo sublimate. Mi piace perché è un bel ragazzo e mi fermo qui perché se no potreste scandalizzarvi anche se penso che più di qualcuno vorrebbe sentire anche il resto. Poi faccio anche le cose che tu gayproject spesso consideri assurde perché pure tu, secondo me, hai rimosso parecchio, io faccio sesso in chat e con la cam, e non mi sento per niente a disagio, non mi sento sporco, non ho affatto l’impressione di buttare via la vita, come tu qualche volta (un po’ ipocritamente) hai lasciato capire. Per me è solo un gioco e qualche volta lo faccio insieme al mio compagno. Sono d’accordo che non è il massimo ma è solo un modo di giocare e per di più c’è l’anonimato e non c’è il rischio dell’aids. Io non faccio sesso promiscuo, ma non per ragioni morali (scusa gayproject, ma non è che della parola “morale” ne abusi un pochino?), non lo faccio perché ho paura dell’aids. Al mio futuro non ci penso. Scusate, voi che ci avete pensato, che cose avete ottenuto? Quello che ho ottenuto io sarà pure poco ma c’è, io il mio compagno lo posso stringere a me tutte le sere, con tutto quello che viene appresso e una cosa del genere tra noi crea un legame che non ha nulla da invidiare alla cautele e alle estenuanti chiacchierate dove si parla solo di aria fritta. Il sesso è una realtà fondamentale per i gay, ma il sesso e le elucubrazioni sulla sessualità sublimata non sono la stessa cosa. Hai capito, gayproject, che cosa manca al tuo blog? Che non lo devi stravolgere è ovvio (e non lo faresti mai) ma non chiudere gli occhi, non pensare e non mettere in testa ai ragazzi che i bravi ragazzi sono quelli che vivono solo una sessualità sublimata... facendo così non li aiuti ma li aiuti a mentire a se stessi.
Adesso ho detto tutto... io aspetterò di vedere quello che farai... puoi cestinare questa email, ma se la pubblichi, secondo me, fai meglio. A te la scelta.
Alberto784
giovedì 8 novembre 2007
GLI AMICI DI PROGETTO GAY
Carissimi,
bellissima cosa la vita quando ci sono gli amici, quando ci si vuole bene veramente, quando nei rapporti affettivi che si vanno cerando non ci sono altri perché che il voler esserci, quando i sentimenti non sono un mercato del dare e dell’avere... quando sono un sentire che l’altro è importante... anche se non ci si conoscerà mai di persona, anche se si vive a mille chilometri di distanza. E un blog come questo sta creando un gruppo di persone che io conosco e che più di qualche volta si conoscono tra loro, un gruppo di persone che si capiscono e che hanno tra loro un contatto affettivo vero. Queste cose non sono fantasie, esistono, esistono realmente. Da quando rientro a casa e mi metto al computer, fino alla notte tardi (oltre le 2.00) quando vado a dormire, sto continuamente in chat con gli amici che ho incontrato tramite il blog... per me è un piacere, lo faccio perché in questo modo mi sento vivo, lo faccio perché incontro persone vere, lo faccio perché sento che la mia vita è questa e quello che raccolgo è incredibilmente bello. Mi sento molto vicino agi amici del blog, con loro non penso mai a quello che scrivo nell’attimo prima di scrivere perché ormai so chi sono gli amici del blog e, in fondo, penso a loro per molte ore nella mia giornata. Le chiamate le aspetto, se mi arrivano solo felice, se non accade chiamo io, ormai ho messo da parte la sensazione di disagio dovuto al gap generazionale... perché in effetti non lo sento più. Talvolta mi arrivano chiamate in chat da persone che non conosco... sì, ci sono i cacciatori di sesso (che, tra l’altro, possono essere ottimi ragazzi nonostante tutto), ma ci sono pure tanti bravissimi ragazzi che ti cercano anche solo per fare due chiacchiere... ieri sera ho parlato con un 28enne etero che cercava sesso in cam anche con ragazzi. Quella è stata la partenza, poi abbiamo parlato in modo incredibilmente serio... Il colloquio con il 28enne è stato incredibilmente leale, alla fine mi ha detto: “io in genere non faccio discorsi seri... però in certi momenti evidentemente succede!” In qualche caso, in chat, non so come comportarmi perché si creano situazioni di imbarazzo. Questo non succede mai quando si parla di sesso (che comunque è un argomento piuttosto marginale) ma è frequente quando i silenzi si fanno lunghi. Mi spiego meglio. Per quanto mi riguarda ho sempre paura di apparire indiscreto e per questo motivo passo oltre gli argomenti che sembrano i più difficili ma questo mio atteggiamento rischia di essere letto come una forma di disinteresse e quindi di lasciare il mio interlocutore deluso. E’ un problema che ho avuto sempre, il problema del senso del limite... e in una chat dichiaratamente gay, con persone che sento per la prima volta, il senso del limite può essere paralizzante, se per un verso parlare troppo può dare il senso dell’invadenza, per l’altro il mettere da parte gi argomenti difficili può dare il senso del disinteresse e della superficialità, In fondo sia l’invadenza che il disinteresse possono essere validissimi motivi di scoraggiamento per i miei interlocutori. In genere, se ci si risente più di qualche volta, il problema del senso del limite si ridimensiona e la sensazione di imbarazzo cade rapidamente, i silenzi si accorciano e il dialogo diventa vero dialogo. Certo è che la chat, per i gay, può essere un mezzo potente di confronto e un supporto per la creazione di veri rapporti di amicizia; talvolta non è così e ci sono casi, come dice Javier, in cui le chat gay sono un luogo di frequentazioni rituali, per non dire di perdita di tempo o solo un’occasione per la ricerca di contatti sessuali occasionali... Però, cari amici del blog, ci siamo anche noi e a nostro modo ci vogliamo bene. Tutto questo è una cosa importantissima perché anche così si fa fronte alla solitudine e si vive una vita gay più degna di essere vissuta. L’esplosione dei commenti sul blog, il fatto che alcuni amici si siano parlati in chat e si siano scambiati visite sui loro blog e messaggi su Progetto Gay, significa che Progetto Gay non è più il “mio” piccolo blog ma sta diventando il “vostro" grande blog. Questo era il mio sogno che passo dopo passo si sta realizzando, perché non sono le soluzioni tecniche ma è la qualità dei lettori e dei commenti che crea il pregio di un blog. Ormai possiamo parlare al plurale. Grazie amici, stiamo facendo un magnifico lavoro!
bellissima cosa la vita quando ci sono gli amici, quando ci si vuole bene veramente, quando nei rapporti affettivi che si vanno cerando non ci sono altri perché che il voler esserci, quando i sentimenti non sono un mercato del dare e dell’avere... quando sono un sentire che l’altro è importante... anche se non ci si conoscerà mai di persona, anche se si vive a mille chilometri di distanza. E un blog come questo sta creando un gruppo di persone che io conosco e che più di qualche volta si conoscono tra loro, un gruppo di persone che si capiscono e che hanno tra loro un contatto affettivo vero. Queste cose non sono fantasie, esistono, esistono realmente. Da quando rientro a casa e mi metto al computer, fino alla notte tardi (oltre le 2.00) quando vado a dormire, sto continuamente in chat con gli amici che ho incontrato tramite il blog... per me è un piacere, lo faccio perché in questo modo mi sento vivo, lo faccio perché incontro persone vere, lo faccio perché sento che la mia vita è questa e quello che raccolgo è incredibilmente bello. Mi sento molto vicino agi amici del blog, con loro non penso mai a quello che scrivo nell’attimo prima di scrivere perché ormai so chi sono gli amici del blog e, in fondo, penso a loro per molte ore nella mia giornata. Le chiamate le aspetto, se mi arrivano solo felice, se non accade chiamo io, ormai ho messo da parte la sensazione di disagio dovuto al gap generazionale... perché in effetti non lo sento più. Talvolta mi arrivano chiamate in chat da persone che non conosco... sì, ci sono i cacciatori di sesso (che, tra l’altro, possono essere ottimi ragazzi nonostante tutto), ma ci sono pure tanti bravissimi ragazzi che ti cercano anche solo per fare due chiacchiere... ieri sera ho parlato con un 28enne etero che cercava sesso in cam anche con ragazzi. Quella è stata la partenza, poi abbiamo parlato in modo incredibilmente serio... Il colloquio con il 28enne è stato incredibilmente leale, alla fine mi ha detto: “io in genere non faccio discorsi seri... però in certi momenti evidentemente succede!” In qualche caso, in chat, non so come comportarmi perché si creano situazioni di imbarazzo. Questo non succede mai quando si parla di sesso (che comunque è un argomento piuttosto marginale) ma è frequente quando i silenzi si fanno lunghi. Mi spiego meglio. Per quanto mi riguarda ho sempre paura di apparire indiscreto e per questo motivo passo oltre gli argomenti che sembrano i più difficili ma questo mio atteggiamento rischia di essere letto come una forma di disinteresse e quindi di lasciare il mio interlocutore deluso. E’ un problema che ho avuto sempre, il problema del senso del limite... e in una chat dichiaratamente gay, con persone che sento per la prima volta, il senso del limite può essere paralizzante, se per un verso parlare troppo può dare il senso dell’invadenza, per l’altro il mettere da parte gi argomenti difficili può dare il senso del disinteresse e della superficialità, In fondo sia l’invadenza che il disinteresse possono essere validissimi motivi di scoraggiamento per i miei interlocutori. In genere, se ci si risente più di qualche volta, il problema del senso del limite si ridimensiona e la sensazione di imbarazzo cade rapidamente, i silenzi si accorciano e il dialogo diventa vero dialogo. Certo è che la chat, per i gay, può essere un mezzo potente di confronto e un supporto per la creazione di veri rapporti di amicizia; talvolta non è così e ci sono casi, come dice Javier, in cui le chat gay sono un luogo di frequentazioni rituali, per non dire di perdita di tempo o solo un’occasione per la ricerca di contatti sessuali occasionali... Però, cari amici del blog, ci siamo anche noi e a nostro modo ci vogliamo bene. Tutto questo è una cosa importantissima perché anche così si fa fronte alla solitudine e si vive una vita gay più degna di essere vissuta. L’esplosione dei commenti sul blog, il fatto che alcuni amici si siano parlati in chat e si siano scambiati visite sui loro blog e messaggi su Progetto Gay, significa che Progetto Gay non è più il “mio” piccolo blog ma sta diventando il “vostro" grande blog. Questo era il mio sogno che passo dopo passo si sta realizzando, perché non sono le soluzioni tecniche ma è la qualità dei lettori e dei commenti che crea il pregio di un blog. Ormai possiamo parlare al plurale. Grazie amici, stiamo facendo un magnifico lavoro!
Etichette:
AMICI GAY IN CHAT,
AMICIZIA GAY,
GLI AMICI DI PROGETTO GAY,
PROGETO GAY
Iscriviti a:
Post (Atom)