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lunedì 17 settembre 2007

TRASPARENZA GAY LETTERA A UN LETTORE

Questa lettera è indirizzata a “distillato7” un lettore del mio blog "progetto gay" che mi ha lasciato un meraviglioso commento.

Ciao, “distilato7”,
vado subito al sodo, ho un obbligo morale nei tuoi confronti (come nei confronti di tutti i lettori di questo blog), devo evitare che i miei post ti traggano in inganno facendoti immaginare di trovarti di fronte a un ragazzo della tua età, ti ripeto quindi qui ciò che ho già detto altre volte in questo blog, io purtroppo non sono un ragazzo di 23 anni e nemmeno di 33 o di 43 o di 53, io sono più avanti nella strada della vita, sono prossimo alla pensione. Non sto giocando con le identità, è assolutamente vero. Le storie che leggi qui, con l’eccezione di tre soltanto, che mi sono state inviate dai lettori di questo blog, non sono storie autobiografiche che si riferiscono alla mia persona, ma sono il risultato (qui condensato perché i post non possono essere troppo lunghi) di un lavoro durato molti anni di raccolta di episodi di vita vera gay. Chi ha letto questo blog sa che tratta della vita gay da molti punti di vista e soprattutto secondo le prospettive di età e condizioni molto diverse. Io ho raccolto e rielaborato queste storie cercando nel riscriverle di mantenere la massima possibile aderenza ai fatti come mi sono stati riferiti o come li ho visti e in qualche caso vissuti direttamente. Tutto questo per non appropriarmi di identità che non ho, o che non ho più, perché credo che non sarebbe onesto giocare sull’equivoco. Quello che leggi è reale perché rappresenta cose accadute e situazioni reali ma spesso non è riferibile a me in prima persona. Aggiungo qualcosa di me, nei limiti del possibile, perché il post relativo alla “depressione gay” anche se non è mio al 100% lo sento straordinariamente mio dal punto di vista sostanziale. Quando ho riassunto il testo che originariamente era molto più lungo e conteneva lettere autentiche e appunti autentici, ho provato la sensazione di scrivere cose che sento in prima persona. Ho vissuto una vita intera “a fare altro” anche cose relativamente gratificanti, ma fino al 30 Agosto di quest’anno non avevo mai fatto nulla che fosse veramente mio, mio nel senso di gay e di gay dal mio punto di vista. Ma il 30 Agosto di quest’anno ho avviato i miei blog (ce ne sono altri due che sono la fotocopia di questo, al solo fine di raggiungere più persone). Non ho alcuna finalità di tipo economico o politico, vorrei solo parlare qui di quello che la vita vera dei gay è oggi ed è stata negli anni passati. Ho trascorso la vita a scrivere e a raccogliere testimonianze gay, ho scritto romanzi che rispecchiano fedelmente fatti realmente accaduti che, ovviamente, non potevano essere pubblicati, queste cose sono state e sono ma mia vita. Sto cominciando a mettere tutti questi contenuti in rete. Li rielaboro per renderli più immediatamente comprensibili in un tempo ragionevole ma sono cose vere, non sono fantasie. Riscoprire alla mia età la possibilità di mettermi in contatto con un insieme di persone che mi possono capire è un’emozione grandissima. La parola gay, per me, è una parola sacra, dietro c’è una moralità, c’è una sofferenza e c’è una capacità di amare che la gente non immagina nemmeno e che ho trovato nel mondo reale nelle situazioni più varie. Trovare sul mio blog il tuo commento è per me una cosa di valore enorme, hai aggiunto un link al tuo blog, e anche questa è una cosa di un valore enorme, mi ripropongo di leggere il tuo blog con la massima attenzione, probabilmente lo farò questa notte stessa. Copierò questa lettera in un commento che aggiungerò dopo il tuo, in calce al post “depressione gay” e ti lascerò, sul tuo blog un piccolo commento non invasivo usando una identità più neutra “il_progettista”. Per il momento ti ringrazio e mi auguro che voglia continuare a leggere il mio blog. Oggi mi hai fatto felice. Grazie.

martedì 11 settembre 2007

SUCCESSO DEI BLOG GAY


Il successo notevolissimo di questi blog gay mi convince sempre più del fatto che ha senso uscire dagli stereotipi e presentare il mondo gay, non quello mediatico o quello ufficiale ma quello della grande maggioranza dei gay, per quello che è. Come c’era da attendersi, i lettori di questi blog sono centinaia ma le persone che lasciano un commento sono in numero esiguo e ciò è completamente in linea con l’idea dei gay come popolo invisibile, ma quel popolo esiste. Parafrasando una frase celeberrima che, tra l’altro ho riletto di recente su un bellissimo blog gay, potrei dire: io ho un sogno: vorrei che la parola gay diventasse una parola di uso comune e di significato alto, vorrei che la gente capisse che il mondo gay ha una moralità, una dignità. Leggendo qua e là sul web vedo spesso la parola gay usata in senso negativo, come offesa, o in termini molto ambigui, è per questo che in questi blog quella parola ricorre invece così frequentemente associata a momenti di moralità alta in un ambito di vita reale. Se vi riconoscete in questo progetto continuate a leggere questi blog e, se potete, datemi una mano.

domenica 9 settembre 2007

QUALE PROGETTO GAY

Il blog “progetto gay” e gli altri del gruppo sono partiti da pochissimo tempo (dalla fine di Agosto 2007), la finalità dichiarata nel primo post non è quella di costruire un blog “personale” e “autobiografico” nel senso letterale del termine. Ovviamente in questi post c’è moltissimo di me, ma prendere alla lettera questi post sarebbe un errore, due soltanto di essi mi sono stati inviati e li ho pubblicati tali e quali, gli altri sono delle rielaborazioni concretamente realistiche di storie che mi sono state riferite o sono storie costruite a partire da fatti reali. Il mio impegno è stato quello di riportare il più fedelmente possibile quanto mi viene riferito o quanto posso constatare in prima persona. Preferirei ricevere dei post già scritti dagli autori ma è una cosa che capita molto raramente. Alcune persone e “non solo gay” collaborano con me a questo progetto e questo è uno dei motivi per cui il mio blog su Google si chiama “non solo gay”. Può sembrare strano che degli etero al 100% collaborino a mandare avanti un blog come questo, se vogliamo chiamarlo blog, eppure è così; da loro ricevo spunti, elementi concreti, suggerimenti, il che vuol dire che l’integrazione gay esiste eccome, almeno in certe situazioni. Io poi rielaboro quanto mi viene proposto ma, lo ripeto, cercando di rispettare il più possibile fatti, situazioni e personaggi e cercando nel contempo di focalizzare il problema in termini brevi, dato che un blog con post troppo lunghi non stimola alla lettura. Certo questa non è una confessione autobiografica, salvo alcune eccezioni. Mi piacerebbe molto suscitare una discussione e avviare un progetto collaborativo più largo ma non su un forum, come ho spiegato altrove e, d’altra parte, non mi illudo di riuscire a spingere qualcuno alla collaborazione, anche se mi piacerebbe moltissimo, perché la privacy piace a tutti e soprattutto ai gay. Il successo di questo blog e dei collegati è notevolissimo, ben al di là dei risultati tipici del blog non sponsorizzati, e ne vado fiero, e io credo che la ragione consista essenzialmente nel fatto che questi blog forniscono un’immagine meno distorta del mondo gay. Vorrei scrivere la vita dei gay com’è e cerco di tenermi stretto a questa linea, il che però, onestamente non significa che ogni singola parola corrisponda alla realtà. Fino ad oggi i post ricevuti da altri autori e pubblicati in questi blog sono stati meno del 5% del totale, mentre diverse persone mi hanno raccontato verbalmente le loro storie. Non posso certo garantire che i post che mi sono stati mandati da altri siano “autobiografici” alla lettera e sarebbe troppo chiedere una cosa simile, e forse le stesse storie che mi vengono raccontate verbalmente possono non essere reali al 100% ma sa sostanza del discorso è autentica. In fondo è per questo che questi bog (che non dovrebbero chiamarsi blog) hanno successo. Ci sono altri due blog quasi completamente identici a questo, qualcuno mi ha chiesto il perché. La risposta è semplice: per aumentare il numero di lettori, anche se in questo non c’è alcun vantaggio economico. Vorrei contribuire a fornire un’immagine più realistica del mondo gay, almeno per quello che ne conosco, perché non c’è nulla di meglio per essere capiti e accettati dalla gente che presentarsi per quello che si è. Ovviamente ogni consiglio e bene accetto.