giovedì 31 marzo 2016
IDENTITÀ GAY PROFONDA E STEREOTIPI SECONDO HAVELOCK ELLIS
giovedì 30 agosto 2012
GAY AL 100%!
ti scrivo per spingerti ad andare avanti con “progetto gay” perché sono convinto, e lo so perché l’ho sperimentato in prima persona, che si tratti proprio di uno strumento fondamentale di educazione sessuale, in pratica l’unico strumento in rete che permette ai ragazzi gay di avere delle risposte serie su tante cose che non potrebbero affrontare da nessun’altra parte. Ho letto il manuale di sesso gay che hai appena messo in rete, è veramente una cosa importante. Ti racconto la mia storia (ti avevo scritto tanto tempo fa e abbiamo pure parlato su msn), poi, se vuoi la puoi pubblicare, penso che avrebbe senso farlo perché credo che tanti ragazzi abbiano passato cose analoghe a quelle che ho passato io. Ho 25 anni, non sono proprio giovanissimo ma ti posso dire che sto imparando solo adesso ad apprezzare il fatto che sono gay e a vivere l’omosessualità in un altro modo.
Io sono della generazione del computer e sono figlio unico, tra l’altro di genitori anziani, mio padre ha quasi 70 anni e mia madre ne ha poco meno di 60. Dei miei genitori posso dire solo bene. A casa mia sono stato sempre bene, si sono preoccupati per me ma mi hanno lasciato sempre una notevole libertà sostanziale. A 19 anni viaggiavo per l’Europa in tenda coi miei amici, non mi hanno mai angosciato con le classiche domande tipo “ce l’hai la ragazza?” o simili, però con loro l’argomento sesso è stato sempre tabù, è come se loro avessero in mente che loro in quelle cose non c’entrano niente e fino a un certo punto va pure bene. Avevo già il mio bel pc a 14 anni e ci smanettavo molto. I miei un po’ per mentalità, perché non andrebbero mai a frugare fra le mie cose, e un po’ perché non capiscono nulla di pc non sarebbero certamente mai entrati nel mio pc e io all’inizio lo usavo solo per la scuola e non ci avevo messo nemmeno password, poi, spinto soprattutto dai racconti dei compagni di scuola, comincio a mettere su google parole tipo sesso, fi.a, e simili. Quello che ne viene te lo immagini. Mi salvo i siti e poi penso che è rischioso e allora mi studio come mettere la password, ci perdo due ore per capire che dovevo fare ma poi ci riesco. Avevo appena fatto 14 anni, aspetto che papà e mamma vadano a letto e poi via sesso senza freni, cioè seghe senza fine su foto e video con un ragazzo e una ragazza, fino a notte alta, ma tutto apparentemente rigorosamente in chiave etero. Lo dico perché adesso lo so benissimo, un porno etero può essere interessatissimo pure per un ragazzino gay, perché non c’è solo la ragazza, ma io allora a questo tipo di ragionamento non ci arrivano, per me se c’era una ragazza il video era etero e quindi mi stava benissimo. Per qualche giorno è andata avanti così, io mi sentivo grande perché pensavo al sesso, la mattina a scuola ero talmente rimbambito che mi addormentavo in classe. Ero al punto che mi facevo una sega tre o quattro volte al giorno. In pratica la pornografia mi monopolizzava completamente, ero arrivato al punto che il coso mi faceva proprio male e pensavo di avere fatto un guaio proprio a insistere troppo, ma per fortuna non era così. Ero un po’ succube di queste cose e un po’ cominciavo a pensare che era proprio troppo e che mi potava fare male alla salute e allora ho cominciato a ridurre il numero delle seghe ma contemporaneamente volevo che fossero proprio una cosa potente e quindi sceglievo con cura le foto o il porno da utilizzare, anche se allora i porno erano brevissimi. Un bel po’ di volte sono finito in siti che non si chiudevano più e ho chiuso tutto io spegnando il pc, allora non c’era l’adsl e c’era il rischio dei dyaler, che ti caricavano sulla bolletta cifre altissime, ma per fortuna non ci sono mai incappato, poi da quando ho saputo che con l’adsl non c’era il rischio del dyaler, ho fatto cambiare abbonamento ai miei e ho messo l’adsl, almeno da quel punto di vista stavo al sicuro. Avevo fatto da poco 15 anni e avevo notato una cosa, che cioè anche se mi facevo le seghe sui siti porno etero, in effetti nella realtà, a me delle ragazze non me ne fregava niente e senza internet, quando provavo a andare solo a fantasia manco mi si alzava. Mi ricordo che la cosa all’epoca mi mise molto in agitazione, andai a leggere articoli sull’impotenza e mi sembrava di avere tutti i mali del mondo. Poi è successo un fatto che mi ha proprio sconvolto. A scuola, la mia classe era quasi del tutto maschile ed eravamo un sacco, noi facevamo ginnastica senza le ragazze alla prima e alla seconda ora, le ragazze la facevano con le altre ragazze il pomeriggio. Alla fine del secondo anno, all’inizio di maggio, il prof. ci dice che il lunedì successivo ci avrebbe portato allo stadio comunale di atletica e ci dice “vi portate tutto, pure il sapone, lo sciampo e l’asciugamano perché allo stadio ci stanno le docce.” A scuola invece non c’era proprio niente se non un campetto da calcio e una palestra, ma ancora con tutti gli attrezzi di legno attaccati ai muri, come tanti anni fa. Arriva il lunedì successivo, beh diciamo che mi è proprio cambiata la vita. Non c’erano solo i miei compagni ma c’erano pure i ragazzi grandi del quarto e del quinto. Le docce erano enormi e negli spogliatoi c’era un vai e vieni di ragazzi nudi che io sono partito a razzo con un’erezione che non riuscivo a trattenere. Ovviamente non ho fatto la doccia, non ero proprio in condizioni possibili, sono entrato nello spogliatoio per primo e ne sono uscito per ultimo, poi quando ho visto che qualcuno si avviava verso le docce, a fine mattinata, mi ci sono fiondato e sono uscito dopo l’ultimo dei miei compagni. Per fortuna che avevo la borsa a tracolla, perché invece di mettermela sulle spalle me la sono messa appesa al collo in modo che mi ricadesse sul davanti a coprire l’erezione. In pratica non avevo più dubbi, non avevo ancora 16 anni. Da quel giorno non ho più usato siti porno etero, ormai mi sentivo completamente gay. Devo dire che non ho avuto nessun problema ad accettare la cosa, perché mi veniva assolutamente naturale e anche senza porno farmi le seghe a fantasia mi veniva benissimo perché il ricordo della mattinata allo stadio è ancora adesso una delle mie fantasie sessuali fisse.
Qui comincia la seconda parte della storia e forse la più sgradevole. Avevo appena cominciato a girare sui siti gay, tante cose mi sembravano quadrare perfettamente col mio modo di fantasticare sui ragazzi: accarezzarsi, abbracciarsi, baciarsi, e voler vedere e toccare le parti intime dell’altro ragazzo e anche lasciarsi andare a lui esattamente nello stesso modo, tutto questo mi tornava molto bene e anche masturbarsi reciprocamente, ci avevo già pensato da solo tantissime volte dopo la famosa mattinata allo stadio, il sesso orale, ancora ancora, non era mai stato una cosa spontanea, ma in un certo senso mi dicevo che in effetti lo avrei anche fatto da tutte e due le parti, diciamo, però molti porno andavano avanti con la penetrazione e francamente era una cosa che non solo non mi era mai passata per la testa ma sinceramente mi ripugnava, non per una questione di moralismo ma proprio non riuscivo a concepirla. L’idea del sesso orale era una cosa diversa, non spontanea, ma alla fine possibile pure per me ma la penetrazione no, né da una parte né dall’altra. Da qui ho cominciato a chiedermi se io fossi veramente gay, tante battute che sentivo sui gay alludevano a quella cosa, nei porno era una cosa frequente, non proprio sempre presente ma molto presente. Ho cominciato a fare una selezione dei video eliminando tutti quelli che finivano con la penetrazione e salvando tutti gli altri, e poi vedevo solo quelli che avevo salvato perché li sentivo più miei. Poi ho cominciato a fissarmi sul fatto che io fossi immaturo, perché leggevo che quando dicevano rapporto completo volevano proprio alludere alla penetrazione e mi dicevo che se ci deve essere per forza e a me non piace è segno che io non sono gay veramente … ma allora che cosa sono? Sono uno che preferisce fermarsi a una cosa incompleta e quindi ho paura del vero sesso gay. Provavo a farmi le seghe forzandomi a delle fantasie sulla penetrazione ma la sentivo proprio come una cosa del tutto estranea. Questo fatto per me è stato molto condizionante, in pratica anche se avevo amici che pensavo fossero gay non avevo mai provato nemmeno lontanamente a rompere il ghiaccio e a ogni tentativo da pare loro avevo risposto in modo molto freddo perché in effetti non mi sentivo pienamente gay e pensavo che comunque non avrebbe funzionato, che magari avrei dovuto adattarmi per forza, cosa che però non mi piaceva per niente. Poi sono capitato sul tuo blog, e lì c’era il link al romanzo Andy. Sono rimasto incuriosito e mi sono messo a leggere e più andavo avanti più mi piaceva, il testo era cesurato ma comunque si capiva lo stesso. Io mi dicevo: “stai sicuro che tanto ci arrivano pure questi! (intendevo alla penetrazione)”. Arrivo alla fine del capitolo 3 e leggo questo brano:
- Marco ma tu stai con me solo per guardarmi negli occhi e per prepararmi la colazione?
- No, non solo per quello.
- E per che altro? Dillo! Non ti sentire condizionato!
- Be’, anche perché mi piacerebbe fare sesso con te!
- Oh! Finalmente! E che cosa significa per te fare sesso con me?
- Be’, lo sai!
- No, non lo so, me lo devi dire tu!
- Dai non mi mettere in difficoltà!
- Ma se ti senti in difficoltà per questo stasera mi sa che di sesso ne faremo ben poco! Dai di’ quello che ti piacerebbe fare! Forza, non fare storie!
[...omissis... (Andy cerca in ogni modo di fare dire a Marco quali siano le sue fantasie sessuali, quelle che egli vorrebbe realizzare con Andy. Marco all’inizio è reticente poi, sempre usando un linguaggio non troppo direttamente sessuale, parla delle sue fantasie. Tuttavia l’elenco delle fantasie sessuali di Andy è decisamente breve)]
- E poi?
- E poi basta!
- No, dilla tutta senza ipocrisie!
- No! E poi basta!
- No! Non è vero, raccontala tutta la storia!
- No! Proprio basta!
- Come hai detto?
- Basta, finito! Non c’è altro!
- Non ti vergognare, Marco, e il resto?
- Niente resto!
- Che vuol dire niente resto?
- Vuol dire che a me il sesso da dietro non mi piace… come te lo devo dire.
- Mi stai sfottendo?
- No! E’ proprio così, se non ti sta bene mi dispiace, potrei pure cercare di adattarmi ma non mi verrebbe spontaneo, mi sembrerebbe una forzatura, nelle mie fantasie queste cose non ci sono mai state.
Andy si fece più serio.
- Sei sicuro, Cucciolo?
- Ci mancherebbe altro, io le mie fantasie le conosco bene, ma perché fai quella faccia?
- Perché veramente non sono mai passate per la testa nemmeno a me.
- Non mi sfottere Andy, dimmi la verità!
- Te lo giuro, non ho mai pensato di fare l’amore in quel modo, è un’idea che non mi ha mai nemmeno sfiorato.
- Andy, non mi prendere in giro su queste cose, sono troppo importanti!
- No, Cucciolo, è tutto vero! Quando guardavo i film porno e arrivavo a quel punto passavo oltre...
- Mannaggia! Possibile? Siamo uguali anche da questo punto di vista.
Project, ti giuro che la lettura di questo brano mi ha proprio mandato il cuore a mille. Quindi mi sono detto, c’è un romanzo gay che parla di due ragazzi gay che hanno la stessa idea del sesso gay che ho io! E loro sono gay, sono i protagonisti di un romanzo dove c’è scritto proprio “romanzo gay”. Così ti ho scritto, forse te lo ricorderai ancora “Forsegay”, abbiamo parlato su msn e mi hai detto che la storia di Andy è una storia vera. Io non ti ho nemmeno detto perché mi interessava tanto, forse te lo ricorderai, ti avevo chiesto se secondo te Andy e Marco fossero veramente gay al 100% e tu eri rimasto perplesso e mi avevi detto: “Ma perché? Si può essere più gay di così?” Ormai avevo capito che i gay come me esistono e forse non sono rari, ma mi restava l’idea che io un ragazzo come me, cioè col mio modo di vedere le cose del sesso non lo avrei mai trovato, i gay così potevano anche esistere ma io non ne avrei mai trovato uno. Dopo un po’ di tempo ho conosciuto all’università un ragazzo perché studiavamo insieme, non aveva la ragazza, non parlava di ragazze e vedevo che a me ci teneva veramente, ma non avevo il coraggio di rompere il ghiaccio, per fortuna lo ha fatto lui, io col solito dubbio evitavo di fare anche il minimo passo avanti, poi ci siamo detti esplicitamente che eravamo gay e che ci piacevamo. Gli ho detto però che per fare sesso con lui avremmo dovuto fare due cose, gli ho detto: “La prima è il test aids” e mi ha detto: “Ok! Nessun problema, io non sono mai stato con nessuno! E la seconda?” Gli ho risposto: “Devi prima leggere un romanzo e mi devi dire che cosa te ne sembra, ok?” Mi ha detto: “Certo! Quale?” e gli ho dato il link di Andy, lo ha detto in due giorni e poi ci siamo rivisti. Io ero molto ansioso e gli ho chiesto: “Che ti sembra del romanzo?” Mi ha detto: “E’ bellissimo! Una delle cose più belle che ho letto!” Io gli ho chiesto: “Ma secondo te Marco e Andy sono gay?” Lui ha risposto: “Se non lo sono loro non so proprio chi potrebbe essere gay!” e allora gli ho detto: “Ma loro non fanno sesso da dietro.” Mi ha guardato perplesso e mi ha detto: “Ma per te è così fondamentale?” Gli ho risposto “No, e per te?” Non sapeva che dire, poi si è deciso: “Se posso essere sincero non ho mai capito che cosa ci trovano. Io la vedo come una forzatura, è una cosa che non mi è mai venuta in mente.” Gli ho detto che mi levava un peso enorme e che adesso ci mancava solo il test, poi gli ho chiesto se si sentiva proprio gay e non magari gay solo fino a un certo punto. Mi ha guardato e mi ha detto: “Ma chi te le ha messe in testa tutte queste stupidaggini? Cero che mi sento gay al 100%! Poi chi la penetrazione la considera una cosa fondamentale faccia quello che vuole, sono affari suoi, ma che pensi che io mi devo sentire da meno per questo? Ma sarebbe proprio assurdo!” Beh, adesso lui è il mio ragazzo già da un bel po’ di mesi, il sesso va bene, ma in realtà ci pensiamo poco. Bisogna finire gli studi e trovare un lavoro in modo da poter vivere insieme, perché il nostro sogno è quello. Adesso, Project, di questa mail fanne quello che vuoi, ma sappi che Andy ha fatto la felicità mia e del mio ragazzo. Io a progetto gay devo proprio tanto. Anche il mio ragazzo ha letto questa mail e te la mandiamo insieme. Ci sono tante persone che ti vogliono bene anche se non ti conoscono di persona.
mercoledì 1 febbraio 2012
COME NON HO CAPITO E NON HO ACCETTATO DI ESSERE GAY
Assumiamo come definizione di base che essere perfettamente eterosessuale significhi innamorarsi affettivamente e sessualmente in modo esclusivo di persone del sesso opposto e che essere perfettamente omosessuale significhi innamorarsi affettivamente e sessualmente in modo esclusivo di persone del proprio sesso. Resta ovviamente che tutte le posizioni intermedie sono comunque possibili.
Ora il problema è identificare innanzitutto in che cosa si concretizzi l’innamoramento affettivo e sessuale. Che vuol dire per esempio innamorarsi affettivamente e sessualmente in modo profondo di un ragazzo? Provo a rispondere sulla base dell’esperienza maturata in Progetto Gay.
Innamorarsi affettivamente di un ragazzo significa:
1) Desiderarne intensamente la presenza (creare occasioni per stare spesso accanto a quel ragazzo, cercare di ritardare il più possibile il momento della separazione quando si sta con lui, percepire che il tempo passa lentissimo quando aspettiamo di vederlo e che passa velocissimo quando stiamo insieme con lui, scambiare appena possibile sms con quel ragazzo e aspettare ansiosamente le sue risposte, cercare di metterlo totalmente a suo agio, avere il piacere di ascoltarlo).
1) Percepire la gradevolezza della presenza fisica di quel ragazzo (restare colpiti dal suo sguardo, dalla sua voce, dalla sua stretta di mano, dal suo modo di sorridere, di muovere le mani, di camminare, vedere qualcosa di perfetto in alcuni particolari fisici di quel ragazzo come il colore della pelle, dei capelli, l’armonia del suo fisico, la forma delle mani o del volto, il calore emanato da quel ragazzo, il suo odore).
È ovvio che tra le forme di coinvolgimento affettivo e quelle di coinvolgimento strettamente sessuale ci sono ampie zone di ricopertura e di continuità e che le distinzioni troppo analitiche hanno un significato molto relativo. Un solo concetto va sempre tenuto presente e cioè che perché ci sia un vero innamoramento non basta né il solo interesse sessuale né il solo interesse affettivo, le due componenti sono entrambe necessarie.
CAPIRE DI ESSERE GAY E ACCETTARE DI ESSERE GAY
L’essere gay può essere vissuto senza attribuire all’innamoramento oggettivo che si vive alcuna connotazione consciamente gay, in questo caso non si potrà parlare di identità gay perché il significato dell’innamoramento non è ancora stato inquadrato correttamente dalla persona che pure lo vive. Si manifesta così il problema di capire e di accettare di essere gay, problema che, in ambienti fortemente orientanti alla eterosessualità, può non essere di facile soluzione.
http://it.wikipedia.org/wiki/Teorie_sulla_differenziazione_dell'orientamento_sessuale .
Devo sottolineare che anche oggi alcuni operatori sanitari, che dovrebbero essere punti di riferimento attendibili, arrivano a confondere orientamento sessuale e identità di genere.
CORTEGGIAMENTO GAY E AMICIZIA AMOROSA
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sabato 14 giugno 2008
FANTASIE DISCORSI E COMPORTAMENTI GAY capire di non essere gay
Questo post è intitolato “fantasie, discorsi e comportamenti gay”. Mi capita spesso parlando in chat con i ragazzi di sentire raccontare di esperienze gay vissute anche da ragazzi molto giovani e ho notato che certi ragazzi sono particolarmente orgogliosi dei loro comportamenti che a loro sembravano nettamente adulti ma a me danno l’impressione di essere comportamenti ben lontani da una dimensione adulta della sessualità. Alcuni ragazzi si imbarcano in età molto giovane in esperienze sessuali che, viste dall’esterno, sembrano più derivare da un atteggiamento di sfida che da una vera esigenza affettiva. Cose del genere, anche quando non comportano conseguenze brutte a livello di malattie sessualmente trasmesse perché sono state fatte evitando i rischi più grossi, immancabilmente comportano strascichi a livello psicologico anche a distanza di anni. L’esperienza sessuale vissuta per sfida verso i divieti della famiglia oppure come mezzo per sentirsi adulti è uno dei più evidenti segni di immaturità affettiva. Si arriva al paradosso per il quale, siccome la sessualità gay è ritenuta più trasgressiva, alcuni ragazzi ci si imbarcano senza nessuna motivazione seria a livello personale e ad un’età molto giovane, per fare un dispetto ai genitori o per sentirsi appunto “trasgressivi”. Può sembrare assurdo ma ho parlato con ragazzi giovani che a mio giudizio avevano ben poco di gay, che si ritenevano gay al 100% perché avevano esperienze gay, ma esperienze nelle quali si erano cacciati per fare un dispetto ai genitori e per sentirsi grandi e indipendenti. Alcuni giorni fa ho parlato con un ragazzo di 18 anni che mi ha sconcertato: un ragazzo cresciuto in un ambiente molto oppressivo di una tipica famiglia borghese. A 16 anni frequentava locali gay per sua stessa ammissione “per fare un dispetto ai genitori” e a 16 anni si è messo con un ragazzo di 34 per fare vedere che non aveva paura di nulla e che era in grado di fare quello che voleva. Ha continuato a vivere con il 34enne per quasi due anni, ma allo stesso tempo aveva una ragazza con la quale aveva anche rapporti sessuali. Lui si definiva gay o al limite bisessuale ma in realtà, dal suo discorso si capiva che dal rapporto col 34enne non era stato capace di staccarsi, in pratica andava avanti perché l’altro lo corteggiava all’incredibile, naturalmente tutto all’insaputa della famiglia. Con la ragazza ha parlato del 34enne e lei non lo ha lasciato e anzi si è affezionata in modo forte, lui “per sdebitarsi” ha avuto rapporti sessuali con lei, che ha commentato così: “Mi è venuto assolutamente spontaneo, mentre col mio amico adesso almeno è un po’ una forzatura.” Mi dice che quando si masturba pensa alla ragazza e “alla tenerezza di stare con lei che non è affatto aggressiva.” Poi mi chiede che cosa può fare per trovare un ragazzo che possa andare bene per lui, perché si è stufato del 34enne, e gli dico che non deve cercare un ragazzo ma deve capire che una ragazza l’ha già trovata e che è innamorata di lui e che anche lui ne è innamorato. È perplesso, mi dice che non ho capito bene, che lui con 34enne ci “ha fatto tutto” mentre con la ragazza poco poco e che è ancora a livello di fantasia. Allora gli parlo della crescita della sessualità di un ragazzo, e qui torno al titolo, delle fantasie, dei discorsi e dei comportamenti gay. Gli dico che in genere i ragazzi gay si accorgono del loro orientamento sessuale dalle loro fantasie masturbatorie e che la loro sessualità vive una specie di periodo di gestazione e di esperimento fatto di masturbazione e di reazioni sessuali e psicologiche che definiscono piano piano l’orientamento sessuale a livello individuale. Quando questo livello è superato si comincia a parlare di sessualità prima in modo generico e allusivo oppure in chiave di battute, poi in modo sempre più diretto e consapevole, solo successivamente arrivano i veri comportamenti collegati all’orientamento sessuale, cioè arriva l’innamoramento, nel quale la sessualità esplicita di coppia ha spessissimo un ruolo molto marginale. Gli dico che cominciare dalla fine, cioè da comportamenti sessuali concreti (da pratiche sessuali) in età molto giovane, stravolge tutto il processo di orientamento sessuale e porta spesso a fraintendimenti. Insisto con quel ragazzo nel dire che la sessualità deve essere spontanea e non reattiva e che il suo sentirsi stretto con il 34enne e il sentirsi invece libero con la ragazza è una cosa che ha un valore enorme e che le fantasie che lui fa sulla ragazza contano molto di più di quel “tutto” che fa col 34enne. Alla fine di una lunghissima chat mi chiede che cosa potrebbe succedere se “poi” gli tornassero in testa fantasie gay. Gli rispondo che lui fantasie gay non ne ha mai avute ma ha solo avuto dei comportamenti sessuali gay di tipo reattivo e che le sue vere fantasie sessuali sono etero. Mi dice che probabilmente è vero e che lo aveva pensato anche lui. Poi mi fa una domanda, mi chiede se sono gay! Perché lui si aspettava da me un altro atteggiamento e non che tirassi fuori la sua parte etero ed era rimasto stupito da questo fatto. Gli dico che la cosa che conta veramente è cha ciascuno possa vivere la sua vera sessualità e che se lui starà bene con la sua ragazza (cosa della quale non ha dubbi!) io sarò il primo ad essere felice e che anzi mi farebbe piacere che non si perdessero i contatti tra di noi perché un gay come me può anche voler bene a un ragazzo etero come lui. Poi ci siamo salutati in modo molto affettuoso.
Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul forum di Progetto Gay: http://progettogay.forumfree.net/?t=28781520