ho riletto più volte il tuo intervento (su Progetto Gay), la prima stamattina, prima di andare al lavoro, poi all’ora di pranzo, prima di scappare di nuovo al lavoro, ed altre due volte adesso. Una cosa mi colpisce moltissimo ed è il fatto che tu ti rivolga me in modo molto diretto e personale, è una cosa unica e preziosa che devo meritare rispondendoti con la massima onestà e senza reticenze. Caro Emanuele, innanzitutto mi piacerebbe parlare con te in modo libero, vorrei ascoltarti senza interromperti, per lasciarti tutto lo spazio che vuoi e per capirti meglio, credimi, non per curiosità ma perché il tuo mondo non lo sento affatto lontano da me. Quello che scrivi è di un livello tale che bisogna pensare molto prima di rispondere per non dire banalità, perché penso tu abbia assolutamente bisogno di essere preso sul serio. Tu non sei giovanissimo ma potresti essere tranquillamente mio figlio e per uno come me l’onestà nei confronti di un ragazzo gay è un imperativo categorico. Ho conosciuto tanti ragazzi gay, sia più giovani che più grandi di te, con le esperienze più varie, parlando con questi ragazzi ho ritrovato una costante di fondo: il desiderio di essere amati, accettati, valorizzati per quello che sono, cioè per il fatto di essere ragazzi gay. Io a questi ragazzi posso offrire solo un rispetto totale e un dialogo onesto, ma ti posso assicurare che le risposte che incontro sono incantevoli. Questi ragazzi non sono abituati ad essere trattati con vero rispetto della loro dimensione gay, sono spesso radicalmente soli, soli sotto il profilo affettivo, soli perché non possono parlare di sé dicendo la verità, soli perché costretti a vivere una doppia vita anche in famiglia e con gli amici. Quando questi ragazzi trovano una forma di rispetto vero riescono a superare momenti di depressione anche pesante. Non so se potrà sembrarti strano ma quando sto in chat con questi ragazzi il sesso è un argomento assolutamente marginale, hanno bisogno di rispetto, di non invadenza, in una parola hanno bisogno d’amore, ed è una forma d’amore anche un colloquio autentico, anche uno scambio di battute scherzose che in sostanza, in situazioni simili, non è mai fine a se stesso. Anche se sono ragazzi di età molto diversa, sono comunque giovanissimi rispetto a me ma, quando mi trovo in chat con loro, si crea un ambiente così gradevole che io stesso mi sento trasportato in un’atmosfera di serenità totale. Non è per motivi altruistici che io entro in queste chat ma perché ci sto bene, perché queste cose fanno bene anche a me, perché sono autentiche e creano momenti di contatto incredibilmente profondo. Una chat seria non è una cosa stupida, può veramente riconciliare con la vita, aiuta anche me a vivere meglio. Mentre lo dico mi compare una chiamata in chat di uno che usa un avatar e un linguaggio da film porno e la chiudo senza rispondere... quello non è gay, è porno, perché confonde l’essere gay con uno stupido gioco sessuale! Emanuele, una cosa vorrei dirti prima di ogni altra: non lasciarti scivolare nella depressione che purtroppo è il punto di arrivo di tanti gay, specialmente di quelli over 50, anche per quelli però la depressione non è senza uscita, figurati se può esserlo per te a 31 anni! Te lo dico dalla prospettiva di uno che si avvia ai 60 anni e ti posso assicurare che la vita non ti deluderà. Mi dispiace sentire giù di corda un ragazzo gay della tua età, se penso che io che sono un vecchio mi sento felice di essere gay. E lo sai perché? Perché ho trovato persone che mi hanno voluto bene e mi hanno amato con tutta l’anima e a queste persone io devo la mia felicità... e persone del genere le troverai anche tu. Certo le discoteche gay o i luoghi di battuage non sono i posti più adatti per cercare un amore gay vero. Le esperienze di sesso deprimente delle quali parli danno alla fine una sensazione terribile di essersi buttati via, quelle cose con l’amore non hanno nulla a che vedere, non ne sono nemmeno un versione degradata, semplicemente non c’entrano nulla. Per dirti qualcosa di più sensato dovrei conoscerti un po’ meglio e credo che ne varrebbe la pena e mi piacerebbe anche parlarti di me e del mio modo di essere gay. Spero di risentirti presto e di poter parlare con te direttamente. Per il momento chiudo qui, per non scadere in banalità. Su di corda Emanuele! Non ti voglio sentire depresso! Te lo ripeto: la tua felicità la troverai! Un abbraccio.
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lunedì 29 ottobre 2007
CIAO EMANUELE 2
Ciao Emanuele,
ho riletto più volte il tuo intervento (su Progetto Gay), la prima stamattina, prima di andare al lavoro, poi all’ora di pranzo, prima di scappare di nuovo al lavoro, ed altre due volte adesso. Una cosa mi colpisce moltissimo ed è il fatto che tu ti rivolga me in modo molto diretto e personale, è una cosa unica e preziosa che devo meritare rispondendoti con la massima onestà e senza reticenze. Caro Emanuele, innanzitutto mi piacerebbe parlare con te in modo libero, vorrei ascoltarti senza interromperti, per lasciarti tutto lo spazio che vuoi e per capirti meglio, credimi, non per curiosità ma perché il tuo mondo non lo sento affatto lontano da me. Quello che scrivi è di un livello tale che bisogna pensare molto prima di rispondere per non dire banalità, perché penso tu abbia assolutamente bisogno di essere preso sul serio. Tu non sei giovanissimo ma potresti essere tranquillamente mio figlio e per uno come me l’onestà nei confronti di un ragazzo gay è un imperativo categorico. Ho conosciuto tanti ragazzi gay, sia più giovani che più grandi di te, con le esperienze più varie, parlando con questi ragazzi ho ritrovato una costante di fondo: il desiderio di essere amati, accettati, valorizzati per quello che sono, cioè per il fatto di essere ragazzi gay. Io a questi ragazzi posso offrire solo un rispetto totale e un dialogo onesto, ma ti posso assicurare che le risposte che incontro sono incantevoli. Questi ragazzi non sono abituati ad essere trattati con vero rispetto della loro dimensione gay, sono spesso radicalmente soli, soli sotto il profilo affettivo, soli perché non possono parlare di sé dicendo la verità, soli perché costretti a vivere una doppia vita anche in famiglia e con gli amici. Quando questi ragazzi trovano una forma di rispetto vero riescono a superare momenti di depressione anche pesante. Non so se potrà sembrarti strano ma quando sto in chat con questi ragazzi il sesso è un argomento assolutamente marginale, hanno bisogno di rispetto, di non invadenza, in una parola hanno bisogno d’amore, ed è una forma d’amore anche un colloquio autentico, anche uno scambio di battute scherzose che in sostanza, in situazioni simili, non è mai fine a se stesso. Anche se sono ragazzi di età molto diversa, sono comunque giovanissimi rispetto a me ma, quando mi trovo in chat con loro, si crea un ambiente così gradevole che io stesso mi sento trasportato in un’atmosfera di serenità totale. Non è per motivi altruistici che io entro in queste chat ma perché ci sto bene, perché queste cose fanno bene anche a me, perché sono autentiche e creano momenti di contatto incredibilmente profondo. Una chat seria non è una cosa stupida, può veramente riconciliare con la vita, aiuta anche me a vivere meglio. Mentre lo dico mi compare una chiamata in chat di uno che usa un avatar e un linguaggio da film porno e la chiudo senza rispondere... quello non è gay, è porno, perché confonde l’essere gay con uno stupido gioco sessuale! Emanuele, una cosa vorrei dirti prima di ogni altra: non lasciarti scivolare nella depressione che purtroppo è il punto di arrivo di tanti gay, specialmente di quelli over 50, anche per quelli però la depressione non è senza uscita, figurati se può esserlo per te a 31 anni! Te lo dico dalla prospettiva di uno che si avvia ai 60 anni e ti posso assicurare che la vita non ti deluderà. Mi dispiace sentire giù di corda un ragazzo gay della tua età, se penso che io che sono un vecchio mi sento felice di essere gay. E lo sai perché? Perché ho trovato persone che mi hanno voluto bene e mi hanno amato con tutta l’anima e a queste persone io devo la mia felicità... e persone del genere le troverai anche tu. Certo le discoteche gay o i luoghi di battuage non sono i posti più adatti per cercare un amore gay vero. Le esperienze di sesso deprimente delle quali parli danno alla fine una sensazione terribile di essersi buttati via, quelle cose con l’amore non hanno nulla a che vedere, non ne sono nemmeno un versione degradata, semplicemente non c’entrano nulla. Per dirti qualcosa di più sensato dovrei conoscerti un po’ meglio e credo che ne varrebbe la pena e mi piacerebbe anche parlarti di me e del mio modo di essere gay. Spero di risentirti presto e di poter parlare con te direttamente. Per il momento chiudo qui, per non scadere in banalità. Su di corda Emanuele! Non ti voglio sentire depresso! Te lo ripeto: la tua felicità la troverai! Un abbraccio.
ho riletto più volte il tuo intervento (su Progetto Gay), la prima stamattina, prima di andare al lavoro, poi all’ora di pranzo, prima di scappare di nuovo al lavoro, ed altre due volte adesso. Una cosa mi colpisce moltissimo ed è il fatto che tu ti rivolga me in modo molto diretto e personale, è una cosa unica e preziosa che devo meritare rispondendoti con la massima onestà e senza reticenze. Caro Emanuele, innanzitutto mi piacerebbe parlare con te in modo libero, vorrei ascoltarti senza interromperti, per lasciarti tutto lo spazio che vuoi e per capirti meglio, credimi, non per curiosità ma perché il tuo mondo non lo sento affatto lontano da me. Quello che scrivi è di un livello tale che bisogna pensare molto prima di rispondere per non dire banalità, perché penso tu abbia assolutamente bisogno di essere preso sul serio. Tu non sei giovanissimo ma potresti essere tranquillamente mio figlio e per uno come me l’onestà nei confronti di un ragazzo gay è un imperativo categorico. Ho conosciuto tanti ragazzi gay, sia più giovani che più grandi di te, con le esperienze più varie, parlando con questi ragazzi ho ritrovato una costante di fondo: il desiderio di essere amati, accettati, valorizzati per quello che sono, cioè per il fatto di essere ragazzi gay. Io a questi ragazzi posso offrire solo un rispetto totale e un dialogo onesto, ma ti posso assicurare che le risposte che incontro sono incantevoli. Questi ragazzi non sono abituati ad essere trattati con vero rispetto della loro dimensione gay, sono spesso radicalmente soli, soli sotto il profilo affettivo, soli perché non possono parlare di sé dicendo la verità, soli perché costretti a vivere una doppia vita anche in famiglia e con gli amici. Quando questi ragazzi trovano una forma di rispetto vero riescono a superare momenti di depressione anche pesante. Non so se potrà sembrarti strano ma quando sto in chat con questi ragazzi il sesso è un argomento assolutamente marginale, hanno bisogno di rispetto, di non invadenza, in una parola hanno bisogno d’amore, ed è una forma d’amore anche un colloquio autentico, anche uno scambio di battute scherzose che in sostanza, in situazioni simili, non è mai fine a se stesso. Anche se sono ragazzi di età molto diversa, sono comunque giovanissimi rispetto a me ma, quando mi trovo in chat con loro, si crea un ambiente così gradevole che io stesso mi sento trasportato in un’atmosfera di serenità totale. Non è per motivi altruistici che io entro in queste chat ma perché ci sto bene, perché queste cose fanno bene anche a me, perché sono autentiche e creano momenti di contatto incredibilmente profondo. Una chat seria non è una cosa stupida, può veramente riconciliare con la vita, aiuta anche me a vivere meglio. Mentre lo dico mi compare una chiamata in chat di uno che usa un avatar e un linguaggio da film porno e la chiudo senza rispondere... quello non è gay, è porno, perché confonde l’essere gay con uno stupido gioco sessuale! Emanuele, una cosa vorrei dirti prima di ogni altra: non lasciarti scivolare nella depressione che purtroppo è il punto di arrivo di tanti gay, specialmente di quelli over 50, anche per quelli però la depressione non è senza uscita, figurati se può esserlo per te a 31 anni! Te lo dico dalla prospettiva di uno che si avvia ai 60 anni e ti posso assicurare che la vita non ti deluderà. Mi dispiace sentire giù di corda un ragazzo gay della tua età, se penso che io che sono un vecchio mi sento felice di essere gay. E lo sai perché? Perché ho trovato persone che mi hanno voluto bene e mi hanno amato con tutta l’anima e a queste persone io devo la mia felicità... e persone del genere le troverai anche tu. Certo le discoteche gay o i luoghi di battuage non sono i posti più adatti per cercare un amore gay vero. Le esperienze di sesso deprimente delle quali parli danno alla fine una sensazione terribile di essersi buttati via, quelle cose con l’amore non hanno nulla a che vedere, non ne sono nemmeno un versione degradata, semplicemente non c’entrano nulla. Per dirti qualcosa di più sensato dovrei conoscerti un po’ meglio e credo che ne varrebbe la pena e mi piacerebbe anche parlarti di me e del mio modo di essere gay. Spero di risentirti presto e di poter parlare con te direttamente. Per il momento chiudo qui, per non scadere in banalità. Su di corda Emanuele! Non ti voglio sentire depresso! Te lo ripeto: la tua felicità la troverai! Un abbraccio.
LA MORALE GAY E I DANNI DEL FALSO MORALISMO
Commenti come quello di Emanuele e come quello di Salvatore (su Progetto Gay) mi riempiono di entusiasmo. Da questi commenti si vede la serietà del mondo gay vero, dei ragazzi che cercano in tutti i modi di avere una vita affettiva seria, di trovare un amore che sia veramente amore, al di là di tutte le assurdità che passano per gay ma sono solo delle volgarissime strumentalizzazioni commerciali. L’ambiente che avete ritratto e il modo come l’ave ritratto sono il segno che i ragazzi gay veri, quelli che non si vendono nemmeno per la moda o per le prime pagine dei giornali, hanno una dignità alta e non accettano di essere strumentalizzati, costi quello che costi. Da queste bellissime manifestazioni di dignità, che ammiro sinceramente, vorrei prendere l’avvio per un discorso che credo interessi tutti i gay “seri”, giovani e meno giovani, che non vogliono essere confusi con cose che loro non hanno nulla a che vedere. Che cos’è ma morale? La mia risposta è quella di un gay vecchio, che sta riscoprendo l’entusiasmo di vivere per quello in cui crede. La morale per me è la ricerca “seria”, cioè condotta senza visioni aprioristiche ma tenendo gli occhi ben aperti sulla realtà, di un modo per fare diminuire la sofferenza che c’è intorno a noi. Se potete accettare un concetto di morale di questo genere, cercate di tirarne le conseguenze, sempre tenendo gli occhi ben aperti sulla realtà. Le religioni, sostanzialmente tutte, condannano l’omosessualità, condanne in ogni caso aprioristiche. Ci tengo a dire che io ho della omosessualità un concetto elevatissimo, per me si tratta di una forma d’amore senza nessun complesso di inferiorità rispetto a nulla. La chiesa cattolica richiede che il fedele omosessuale viva in castità, non solo, ma condanna anche la masturbazione e perfino i pensieri e i desideri a sfondo sessuale. Il che significa che ai gay in sostanza viene richiesto di fare voto di castità al 100%, le altre religioni o si comportano più o meno nello stesso modo o vanno anche oltre e arrivano a condannare alla forca i gay. Io conosco tanti ragazzi gay, ebbene, pensare di imporre a questi ragazzi una forzata castità, totalmente contro natura, non è solo inumano ma deriva da una visone strumentale delle cose, è in sostanza solo un tentativo di alimentare in questi ragazzi un terribile e continuo senso di colpa per comportamenti che sono assolutamente normali e non sono altro che una vera ricerca di una forma d’amore. Che un ragazzo di 30 anni possa reprimere totalmente la propria sessualità è una cosa impossibile. Già tutto questo crea una forma di sofferenza profonda, ma le conseguenze del falso moralismo, che non vuole aprire gli occhi sulla realtà in nome di preconcetti medievali, va ben oltre. La società civile, che è civile solo fino a un certo punto, anche in Europa, anche in Italia, fa propri questi tipi di moralismo religioso, con le conseguenze che il mondo gay “vero” viene sistematicamente negato o addirittura confuso con la pedofilia, e i ragazzi gay hanno “paura” di uscire allo scoperto, paura è la parola adatta, paura delle famiglie, paura della reazione sociale, e si nascondono e vivono una vita che siccome non può andare apertamente e onestamente alla ricerca di una affettività e di una sessualità seria, finisce per degradarsi in ricerca assurda di sesso sostitutivo con tutti i rischi enormi che una cosa del genere comporta, in termini di frustrazione affettiva e anche di salute fisica. In sostanza, se fosse possibile essere gay alla luce del sole, se si potesse parlare di omosessualità a scuola, se l’argomento rappresentasse un parte significativa dei programmi “seri” della televisione, se i giornali parlassero di vita gay in modo meno ridicolo di come realmente fanno e con rispetto della verità, la pornografia diminuirebbe drasticamente e diminuirebbero drasticamente i suoi terribili effetti in termini di formazioni dei modelli di vita gay. Chi pensa che le sfilate di moda siano il paradiso dei gay probabilmente non ha la più pallida idea di che cosa sia l’affettività “vera” di un ragazzo gay che ha bisogno prima di tutto di rispetto e poi d’amore, ma d’amore vero, non di sesso stupido, che talvolta arriva ad essere sesso comprato con le luci della ribalta. Il moralismo che tende a negare l’esistenza dei gay e quindi a chiuderli nel ghetto è la peggiore forma di immoralità perché condanna decine di migliaia di ragazzi e di uomini adulti a vivere vite si serie B, senza affetti veri, in condizione di terribile solitudine affettiva alla quale inevitabilmente cercano di trovare rimedio come possono. Questo moralismo è profondamente immorale perché chiude gli occhi di fonte alla realtà della “normalità dell’essere gay” e condanna i gay a vivere una vita falsa, una doppia vita. Ci sono persone come Emanuele e come Salvatore, e credo ce ne siano tantissimi altri, che non sopportano l’idea di non esistere o di vivere una vita degradante, che di gay non ha assolutamente nulla! Il modello della vita gay non è la pornografia o l’ambiente del ghetto gay, no! La vita gay “vera” è quella che decine di migliaia di ragazzi vorrebbero realizzare, parlando dei loro sentimenti, dichiarandoli per quelli che sono, come affetti veri e seri, che meritano un rispetto totale. Emanuele e Salvatore mi hanno dato oggi una soddisfazione profondissima! Ragazzi! Riappropriamoci della nostra dignità di gay! Senza compromessi, abbiamo il sacrosanto diritto di vivere la nostra vita nel rispetto degli altri... Oggi questo blog ha fatto un colossale salto di qualità. Grazie Emanuele! Grazie Salvatore! Essere gay è una cosa di dignità altissima! E nessuno, per nessuna ragione, ci più usurpare la nostra dignità!
CIAO EMANUELE
Ciao Emanuele,
ho letto il tuo commento di ieri sera su Progetto Gay, mettendo da parte ogni retorica posso dirti che mi ha fatto venire i brividi. Tante persone mi lasciano commenti o mi scrivono ma cose di questa intensità non ne ho mai trovate, ripeto: mai. Sarei molto felice di avere con te uno scambio di idee e spero che la cosa si realizzi nel più breve tempo possibile. Per contattarmi facilmente puoi usare la chat di Alice (C6). Il mio contatto è nel blog di “Progetto Gay”, in alto sulla colonna di sinistra, dove è scritto “contattami”, se sono al computer la scritta appare in verde. Se vorrai ti darò il mio contatto MSN, dove forse è possibile parlare in modo più tranquillo. Capisco perfettamente il senso di quello che dici e penso che nonostante tutto non sia poi una situazione così rara, ma tu hai il coraggio di guardare in faccia la realtà, cosa che gli altri preferiscono non fare. Un intervento come il tuo mi onora e mi gratifica. Desidero e spero tanto di poter avere un confronto con te. La vita vera dei ragazzi gay non è quella dei locali e delle discoteche e neanche quella delle chat e tu lo sai meglio di me. Il mio sogno è creare un momento di confronto sulla “vita vera dei gay”, perché si parli della realtà e si mettano da parte le mitologie. Con il tuo intervento mi hai dato una mano fortissima su questa strada e di questo ti sono infinitamente grato. Purtroppo oggi sono al lavoro mattina e pomeriggio (ritorno intorno alle 20.00), ma ti posso assicurare che il mio cervello passerà l’intera giornata a riflettere su quello che hai scritto e a cercare il modo più diretto e più onesto di dirti quello che penso. Dopo le 20.00 dovrei essere a casa. Se per qualunque motivo tu avessi difficoltà a usare C6 o preferissi un altro modo per metterti in contatto con me fammelo sapere con un commento oppure mandandomi due righe. Basta cliccare sul contatto gayproject e poi su “scrivimi”. Adesso devo preparami per andare al lavoro, ma vorrei tanto che tu sentissi il mio abbraccio fortissimo. Per scrivere quello che hai scritto hai avuto un coraggio enorme e cercherò in ogni modo di essere alla tua altezza. Ancora un abbraccio fortissimo.
ho letto il tuo commento di ieri sera su Progetto Gay, mettendo da parte ogni retorica posso dirti che mi ha fatto venire i brividi. Tante persone mi lasciano commenti o mi scrivono ma cose di questa intensità non ne ho mai trovate, ripeto: mai. Sarei molto felice di avere con te uno scambio di idee e spero che la cosa si realizzi nel più breve tempo possibile. Per contattarmi facilmente puoi usare la chat di Alice (C6). Il mio contatto è nel blog di “Progetto Gay”, in alto sulla colonna di sinistra, dove è scritto “contattami”, se sono al computer la scritta appare in verde. Se vorrai ti darò il mio contatto MSN, dove forse è possibile parlare in modo più tranquillo. Capisco perfettamente il senso di quello che dici e penso che nonostante tutto non sia poi una situazione così rara, ma tu hai il coraggio di guardare in faccia la realtà, cosa che gli altri preferiscono non fare. Un intervento come il tuo mi onora e mi gratifica. Desidero e spero tanto di poter avere un confronto con te. La vita vera dei ragazzi gay non è quella dei locali e delle discoteche e neanche quella delle chat e tu lo sai meglio di me. Il mio sogno è creare un momento di confronto sulla “vita vera dei gay”, perché si parli della realtà e si mettano da parte le mitologie. Con il tuo intervento mi hai dato una mano fortissima su questa strada e di questo ti sono infinitamente grato. Purtroppo oggi sono al lavoro mattina e pomeriggio (ritorno intorno alle 20.00), ma ti posso assicurare che il mio cervello passerà l’intera giornata a riflettere su quello che hai scritto e a cercare il modo più diretto e più onesto di dirti quello che penso. Dopo le 20.00 dovrei essere a casa. Se per qualunque motivo tu avessi difficoltà a usare C6 o preferissi un altro modo per metterti in contatto con me fammelo sapere con un commento oppure mandandomi due righe. Basta cliccare sul contatto gayproject e poi su “scrivimi”. Adesso devo preparami per andare al lavoro, ma vorrei tanto che tu sentissi il mio abbraccio fortissimo. Per scrivere quello che hai scritto hai avuto un coraggio enorme e cercherò in ogni modo di essere alla tua altezza. Ancora un abbraccio fortissimo.
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