venerdì 23 febbraio 2018
COPPIE GAY E SEPARAZIONI IMMOTIVATE
martedì 11 ottobre 2011
GAY MEGLIO SOLO CHE MALE ACCOMPAGNATO
ho 35 anni, 12 anni fa ho vissuto una storia d’amore con un ragazzo etero, forse non era esattamente una storia d’amore ma ci volevamo bene e di questo ero certo, poi lui ha trovato una ragazza e si è innamorato, io ci sono stato male, ma in fondo sapevo che sarebbe finita così. Il punto non è questo. Per un paio d’anni siamo rimasti amici anche se sempre meno stretti, il fatto che fosse etero e che fosse sposato non mi metteva in crisi, sapevo che era la sua vita, poi ci siamo persi di vista del tutto per diversi anni. La scorsa settimana ci siamo incontrati di nuovo per caso, a me faceva piacere e evidentemente anche a lui. La famiglia era fuori città e siamo andati a cena insieme. Lui parlava di sé, dei successi che aveva ottenuto, io ho un lavoro qualsiasi, lui invece è lanciatissimo e guadagna un pozzo di soldi, ha una supermacchina, va in vacanza dove vanno quelli che contano ecc. ecc., tutto questo in effetti mi starebbe benissimo ma ho notato tante cose che non mi sono piaciute per niente, una tendenza ad usare qualunque mezzo pur di arrivare al risultato, una spregiudicatezza assoluta, uno direbbe la disponibilità ad ammazzare anche la madre pur di fare quattrini, e tutto questo elevato a filosofia di vita, ammannito come pillole di saggezza, uno scarso rispetto del prossimo, un’arroganza che mi dava fastidio. Ho resistito per tutto il tempo della cena, che ho pagato io prima che lui potesse farlo, poi mi ha riaccompagnato a casa e mi ha salutato come se niente fosse successo, in pratica era talmente occupato a fare il suo show che non si è nemmeno accorto che lo spettacolo non è piaciuto. A casa avevo una scatola con i ricordi della nostra storia e qualche oggetto che aveva comprato per me (un portachiavi, un disco e una penna). Ho preso la scatola e ho gettato tutto nell’immondizia e, non contento di questo, sono sceso per gettare l’immondizia nel cassonetto. Ma come ho fatto 12 anni fa ad innamorarmi di un tipo simile? Avevo proprio gli occhi foderati di prosciutto! Mi sento così contento del fatto che non fosse gay che mi viene da sorridere! Se fosse stato gay avrei potuto buttare la vita appresso a un tipo che crede di essere il padrone solo perché ha il portafoglio pieno e si vanta anche di come lo ha riempito. Dopo di lui ho conosciuto un ragazzo gay col quale, a seguito di un infinto gioco di tira e molla, non si è concluso nulla, evidentemente io non ero il suo tipo (e per la verità nemmeno lui il mio) però siamo rimasti amici. Io adesso vivo da solo in una città lontana da quella della mia famiglia, l’inverno scorso sono stato male, con la febbre alta e lui veniva a casa a portarmi il pranzo e lo ha fatto per una settimana, beh se devo fare i dovuti paragoni, quello che mi dispiace è che con lui non sia stato possibile costruire niente di più di un’amicizia, io, anche senza un grande trasporto, penso che con lui sarei stato bene, lui con me non lo so. Insomma per fortuna certe storie finiscono presto, altrimenti si rischierebbe di finire nei guai, perché forse le persone cambiano e forse, molto più probabilmente, l’amore rende proprio incapaci di vedere e di capire chi realmente si ha di fonte.
Project, questo è solo uno sfogo ma, se vuoi, pubblicalo, potrebbe forse servire a mettere in guardia qualcuno e a fargli tenere gli occhi aperti!
Un caro saluto.
Umberto76
giovedì 22 luglio 2010
TRAMONTO DI UNA CONVIVENZA GAY
sono un quarantanovenne appena uscito dalla sua terza e ultima storia di convivenza. Dico ultima perché, a parte l’età, non credo che vorrei più vivere niente di simile. So che il mio discorso è in un certo senso opposto a quelli che leggo nel forum, ma credo che ci siano delle componenti di età che non mi permettono più di riconoscermi in quel modo di pensare. Da tre settimane è conclusa la mia ultima convivenza, la più duratura (8 anni). Non mi sento solo ma finalmente mi sento libero e so che non ci ricascherò un’altra volta. Non ho nulla da rimproverare al mio compagno che è un uomo serio e mi ha voluto bene, ma lo dico al passato, perché tutto passa, poi arrivano altre esigenze, non si tratta di tradimenti, alla nostra età sarebbe ridicolo, ma ognuno vuole la sua libertà e alla fine si sente il peso di vivere in coppia. Non mi avventuro alla ricerca dei perché che in effetti non aggiungerebbero nulla, mi basta il fatto che a un certo punto preferisci stare solo. Lui non mi manca, ci penso ogni tanto, ma non ho nessun desiderio di ritornare con lui. Come dire, piano piano ci si distacca, tutte quelle belle fantasie sulle quali si costruiva il senso della vita di coppia vengono meno, e ti accorgi che l’uomo che hai accanto non lo conosci a fondo, che ha altre esigenze che non potresti mai soddisfare e non sai nemmeno quali possano essere, ti rendi conto che lui in effetti non ti capisce. Ti aspetteresti da lui una reazione e invece o non arriva nessuna reazione e lo vedi distratto, oppure arriva ma non è quella che avresti voluto. Ti serve un po’ di tenerezza, una carezza, e ti trovi di fronte mille ragionamenti che non ti servono a nulla. Penso in effetti di essere stato anche io del tutto incapace di capire le sue esigenze. Ho continuato a camminare per la mia strada e lui per la sua, per un po’ le nostre strade sono state vicine, e allora ci siamo illusi di camminare insieme, ma poi si sono si nuovo separate. Leggevo le pagine di diario del gay settantenne e anche se ho 20 anni di meno mi ci sono ritrovato. Lui il compagno lo ha perso e magari col compagno sarebbe stato felice pure da vecchio ma poi alla fine dei conti si torna sempre alla solitudine che non è una cosa terribile, forse è proprio una forma di liberazione. Ho pensato che se non avessi convissuto col mio compagno ma ciascuno fosse rimasto al posto suo, probabilmente, adesso staremmo ancora insieme ma in un modo che ci avrebbe permesso di salvare la nostra autonomia, forse è possibile volersi bene per molto tempo solo se ci si vuole bene a distanza, così l’altro c’è, ma relativamente, non ci devi fare i conti tutti i giorni. Chi lo sa, forse sto invecchiando ma comincio ad apprezzare la mia libertà.
mercoledì 30 luglio 2008
DOCCIA FREDDA GAY
Ciao Project,
Ti mando il file che ti avevo detto, avevo cominciato a scriverlo come una cosa non indirizzata a te ma al forum, però mi accorgo che in certi puntI sembra una lettera ma non ho voglia di correggerlo. Mettilo così.
DOCCIA FREDDA GAY
Io (Marco) 26 anni, ex-etero. Lui, Andrea, 25 anni, ex-mezzo-etero.
Ex-etero significa che fino a 20 anni, cioè fino a quando ho conosciuto Andrea io ero etero, campavo di porno etero, avevo avuto sei ragazze, una dopo l’altra ovviamente, e avevo fatto con loro tutto quello che si poteva fare. Dopo le mollavo e ciao! Facevo la corte alle ragazze ma solo per portarmele a letto.
Andrea, ragazze zero! Ma zero totale, a livello sesso dico, però, cavolo, stava sempre a chiacchierare con le amiche sue. Amici maschi niente! Amiche del cuore tre! Una più cozza dell’altra!
Non so se mi sono mai innamorato di Andrea, francamente non l’ho mai capito, perché che significa innamorarsi forse non lo so nemmeno.
Una mattina all’università me lo vedo passare davanti. Uno etero che fa? Non si gira! E invece io mi sono girato. Andrea è un bel ragazzo, non posso dire quello che avevo sempre sognato perché io non avevo mai sognato un ragazzo, comunque mi sono girato e la cosa, a ripensarci dopo qualche secondo, m’ha fatto pensare: Ma che cavolo sto a fare! Te la faccio breve ma è stata una cosa complicata. Dopo due ore mi ripassa davanti, ok! Sono etero, però perché non lo devo seguire? Io lo seguo. L’ho pedinato tutta la giornata e non ho fatto altro, non sono nemmeno andato a lezione ma sono andato alla lezione dove andava lui. Mi studiavo tutte le tecniche per non perderlo d’occhio, proprio con un pedinamento da cacciatore che deve stanare la preda. Stava sempre a cincischiare con le ragazze. A me non è che me ne fregasse più di tanto, perché io ero etero! Allora stavo con Monica, la mia sesta ragazza, un gran pezzo.. (vabbe’, hai capito). Poi quella brava ragazza di Monca se ne va con un’amica non so dove per una settimana. Un giorno, due e poi comincio a pensare ad Andrea e quando lo penso vado il tiro, poi una cosa tira l’altra, insomma mi faccio una sega pensando ad Andrea. Tu puoi dire: “Allora sei andato in crisi!” No! Manco per il cavolo, mi piaceva proprio. Mi sono detto. “Marco! Oh! Sei gay! … però gay è bello!” Monica manco ho dovuto pensare a liquidarla perché m’ha liquidato lei che se n’era trovato un altro, me l’ha detto e ha fatto: “Mi dispiace, ma proprio non me la sento do continuare!” E io gli ho fatto: Vabbe’, dai, un po’ ci siamo divertiti, perché ti devi dispiacere?” Lei è rimasta un po’ perplessa di questa fine così rapida della nostra relazione, ma contenta lei, contento io, meglio di così! Ho pensato che dovevo fare con Andrea come facevo con le ragazze perché me lo volevo portare a letto. Dopo sei ragazze un ragazzo ci sta bene! Accorcio, ok. Lo abbordo proprio di brutto, alla malandrina, gli faccio l’occhietto, lui mi sorride, penso: “è fatta!” Si avvicina e mi chiede: “Sei gay?” Io mi sento preso alla sprovvista e rispondo: “No! Cioè sì! Da una settimana.” La risposta gli è piaciuta. Vabbe’. Una cinquantina di ore dopo stavamo a letto insieme. Project, qui non si può dire (e mi sto buono!) però, ma come ho fatto a essere etero fino a 20 anni? Con Andrea non c’è stato proprio nessun problema. Pure lui mi diceva: “Beh per essere uno che è gay da una settimana te la cavi bene!” Insomma, abbiamo passato un mesetto a fare solo quello. Esami in malora, non tornavo a casa la notte. I miei erano convinti al 200% che c’avevo chissà che ragazza! Siamo proprio spariti dalla circolazione. E poi sai, oh! Cose di ormoni sono, io c’avevo 20 anni e lui 21 e quindi puoi capire. Però c’è una cosa, noi ci volevamo bene ma in un modo strano, litigavamo un sacco ma finiva sempre a letto. Certe volte mi provocava proprio perché magari non c’aveva la faccia di dirmi che lo voleva rifare e così, in un modo o nell’altro ci si arrivava. Stavamo sempre insieme, ma proprio sempre. Stessi amici e ci andavamo sempre insieme. Insomma insieme 24 ore su 24. Fino qui tu puoi dire: “Una meraviglia!” Effettivamente pure io la vedevo così ma c’erano tante cose che non capivo perché con Andrea finiva sempre nello stesso modo, non potevi nemmeno provare a prendere un discorso serio che manco mi stava a sentire. In effetti non avevamo poi tanti discorsi da fare, almeno così sembrava, è andata avanti così per 5 anni, tutto sommato anni belli, poi una sera sentiamo una canzone, mi chiede se è bella e io gli dico che in effetti non mi piace troppo, un attimo resta perplesso, mi chiede perché no? Io cerco di minimizzare perché sento che sta per arrivare il fulmine, ma lui alza i toni, ma non come faceva sempre, lo fa con freddezza, io cerco di avvicinarmi per buttarla sul piano sessuale ma mi risponde cose viperine, che non sono la sua puttana e che non lo rispetto ecc. ecc. Mi girano le scatole di butto e invece di rispondere mi prendo il giubbotto e me ne vado, mi porto appresso il cellulare ma non mi ferma e dopo non mi chiama, passano le ore e non mi chiama, lo stronzo! Me la deve fare pesare! Io ci sono stato malissimo camminavo per strada e mi veniva da piangere, la sera alle nove sono andato a casa dei miei, ho detto che Andrea quella sera non c’era e che volevo stare da loro, mi sono distratto un po’ ma il tarlo mi rodeva dentro e Andrea non chiamava. Io non volevo mollare, non gli volevo dare la soddisfazione. Dopo mezzanotte squilla il cellulare, penso che sia lui, ma non è, è Michele un amico nostro etero, che mi aggredisce, mi dice che Andrea lo ha chiamato che era disperato che io lo facevo stare malissimo, che è stato a piangere con lui al telefono per un’ora. Michele era convinto che lo avessi offeso, umiliato, che ne so. Gli ho detto che tutto era cominciato da una canzone, ma non ci ha creduto, mi ha detto che Andrea non è stupido e mi ha fatto capire che secondo lui dovevo avere fatto qualcosa di terribile. Ha insistito che lo dovevo chiamare subito. Io l’ho fatto mettendo sotto i piedi la mia dignità. Mi è costato moltissimo. Al massimo gli avrei mandato un sms e invece l’ho chiamato e dopo mezzo minuto me ne sono pentito amaramente. Mi ha detto che se mi ero stancato di lui dovevo dirglielo chiaramente, ma l’ha detto con livore, in modo aggressivo, si sentiva dalla voce. L’ho supplicato per mezz’ora, finalmente si è deciso, non a dirmi di tornare, no! Ma a rispondere “fai quello che vuoi” quando gli ho chiesto se mi voleva a casa. Ho salutato i miei e ho detto che Andrea era ritornato e che dovevo andare da lui. Quando sono tornato a casa, l’ho cercato ma si era chiuso a chiave in camera e non ha nemmeno risposto. Era notte fonda e non potevo strillare. Ho dormito sul divano. Dormito! Si fa per dire, perché la rabbia mi mangiava dentro. Il girono appresso io lavoravo di mattina e lui di pomeriggio. Quando sono tornato se n’era andato di casa, aveva raccattato tutte le sue cose e se n’era andato. Neanche un sms di saluto. I primi 5 o 6 giorni sono stato malissimo poi ho pensato che se quello è il livello del nostro comprenderci reciprocamente, beh allora è meglio che ce ne andiamo ognuno per la strada propria. Ma questo non basta, ha montato contro di me tutti miei amici, che adesso sono solo amici suoi e ha riempito la città di pettegolezzi. Dal giorno che se n’è andato sono passati 32 giorni e ormai Andrea è una storia conclusa e, da parte mia, conclusa con una sensazione di amarezza e di schifo, perché se cerco un motivo di tutto questo precipitare delle cose non ce lo trovo proprio, non riesco proprio a trovarlo. Non mi risulta che stia con un ragazzo, gli ex-amici comuni, e ora solo amici suoi, non fanno che pensare che gli ho rovinato la vita e che dovrei avere gli scrupoli di coscienza, ma io adesso sono contento che la storia sia finita così. Un po’ mi dispiace per Andrea, però penso che uno che reagisce così ha qualche rotella che non funziona. Non so se lui troverà un altro ragazzo, io l’idea me la sono fatta passare e poi quello che mi sconcerta è l’assurdità del tutto. Ho pensato che se non c’era un motivo per rompere non c’era neppure un motivo per stare insieme. In fondo io quello che gli passava per la testa non lo sapevo proprio, tutto era giocato sulla dimensione sesso, ma si vede che non basta, o forse una coppia gay io non ho mai capito che cosa possa essere. Fatto sta che oggi come oggi, dopo cinque anni di convivenza con un ragazzo mi ritrovo da capo solo, come se non fosse successo niente e comincio a chiedermi che cosa sarebbe stato se non avessi mai incontrato Andrea. Forse starei solo lo stesso, non lo so, meglio o peggio è difficile dirlo. Project, dimmi che non è finita così e che c’è ancora un futuro, adesso mi sento soltanto un passato pesante dietro le spalle. Se ci sei stasera ti rompo un po’ le scatole. Una storia come la mia, in fondo, la posso raccontare solo a te. Tu sui gay sei ottimista! Beato te! Io adesso comincio a pensare che è tutto un fallimento. Quest’estate mi avevi promesso che saremmo andati a prendere una pizza. Fissiamo una giornata perché l’esatte sta finendo, però a ora di pranzo perché la sera non posso tornare a casa troppo tardi, perché adesso sto definitivamente dai miei!
Un abbraccio
Marco
Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta sul Forum di Progetto Gay
http://progettogay.forumfree.net/?t=30582843
martedì 1 luglio 2008
AMORE GAY IN CRISI
e-mail del 16 Aprile 2008
Ciao Project,
complimenti per il forum che indubbiamente mi piace. Leggerlo mi dà una spinta positiva, specialmente adesso che ne ho bisogno. Ti vorrei raccontare la mia storia e mi piacerebbe che tu la mettessi del forum. La mia storia penso che sia molto comune, anche se in qualche modo suona strana ai ragazzi che non vogliono capirla, e anche io, fino a poco temo fa, avevo sempre pensato o meglio avevo voluto pensare le storie gay come cose eterne. Project, se ti va, mandami il tuo contato. Io vedo quello che fai e vorrei parlare un po’ con te. Mi chiamo Stefano, ho 26 anni, sono di un paese vicino Bergamo. Gay da sempre, senza grossi problemi nemmeno in famiglia (lo so, sono fortunato). Ho amato per 5 anni Luca, un ragazzo al quale voglio un gran bene (spero che sia vero) anche adesso, ma non lo amo più. Luca ha un anno più di me, è un ragazzo come si deve, è onesto, leale, con me si è comportato sempre benissimo, non ho proprio niente da rimproverargli. Vivevamo insieme, viviamo ancora insieme e probabilmente continueremo a vivere insieme però non ci amiamo più. E’ di questo che vorrei parlarti, del fatto che l’amore finisce, no, anzi non voglio dire nemmeno così, diciamo che l’amore può finire e la cosa che ha lasciato me più sconcertato è stata il fatto che può finire anche l’amore più vero, più serio e più bello, perché si tratta di una cosa fragile che si consuma nel tempo. Io spero che per gli altri non accada così, ma per noi è stato così. Quando sei innamorato del tuo ragazzo ne dipendi proprio fisicamente, la sua presenza fisica e la sua voce ti fanno stare bene, tra me e Luca succedeva proprio così, ci siamo amati, ma in modo totale, proprio con trasporto, e non solo all’inizio. Quando stavamo lontani provavamo tutti e due un senso fortissimo di privazione fisica, ci desideravamo. Beh, sembra impossibile che poi, piano piano, le cose siano cambiate. Abbiamo continuato a fare l’amore come se non ci fossimo accorti che qualcosa non andava, poi ne abbiamo parlato e abbiamo capito che era la stessa cosa per tutti e due. In genere si pensa che una storia d’amore tra due ragazzi possa finire solo per un tradimento, e invece a noi non è successo così. Luca non ha un altro ragazzo e non ce l’ho nemmeno io. Dopo una prima fase in cui fingevamo di non vedere e continuavamo i contatti sessuali come prima, siamo arrivati di comune accordo all’idea che era meglio dormire separati: ognuno la sua stanza. Per quanto riguarda le nostre necessità sessuali, io non so che cosa faccia lui, ma io mi faccio le seghe cercando di non dimenticare quello che c’era stato tra noi. È proprio un modo per cercare di ricordare che ci sono stati periodi belli, bellissimi, tra noi! Per noi, che avevamo condiviso tutto per cinque anni e che il nostro letto lo consideravamo sacro, pensare di tornare a dormire soli è stato difficilissimo, ma l’abbiamo fatto. La mattina gli preparo la colazione come facevo prima. Prima facevamo la doccia insieme, adesso non succede più, ma non solo, non ci tocchiamo proprio, nemmeno una carezza o un passarsi una mano tra i capelli. Siamo arrivati anche a cosa stupide come separare la biancheria o andare a fare acquisti ognuno per conto suo. Quando abbiamo parlato sembrava che il gioco a distruggere fosse solo dettato dal rispetto dell’altro, tipo: “lo faccio per te!” Lui lo fa per me, io lo faccio per lui e così stiamo male tutti e due, però ormai i rapporti sono formali, prima lo potevo abbracciare e tante cose che non è facile dire a parole le potevo dire con un abbraccio ma adesso non ci abbracciamo più, che poi è una cosa che non ha senso, perché se magari l’interesse sessuale non c’è, perché uno alla fine si deve privare anche di un abbraccio? Io gli voglio bene e penso che per lui sia lo stesso, eppure l’impaccio non riusciamo a superarlo. Prima pensavo che esistessero solo le dichiarazioni d’amore, ma adesso so che esistono anche le dichiarazioni di disamore e che una volta che hai detto a un ragazzo che non lo ami più hai distrutto qualcosa, hai rotto un incantesimo e poi, qualunque cosa succeda, tornare indietro è sostanzialmente impossibile. Luca mi fa tenerezza, non lo desidero, o non lo desidero come prima, è vero, ma vedo che ci sta male, lui fa il duro e il disinvolto, ma si vede che soffre come me e forse pure peggio. Adesso è tutta una finzione, il coraggio di parlarci liberamente non ce l’abbiamo più! Project, quando la sera mo ritiro nella mia stanza mi viene da piangere, perché quel ragazzo che è stato la mia vita per anni adesso mi sembra un estraneo anche se io sono convinto che tra noi, in fondo, non sia crollato nulla. C’è meno spinta sessuale, è vero, ma io penso che ci vogliamo bene lo stesso, forse in un altro modo, ma secondo me non è vero che è finito tutto. Al diavolo il sesso! Se non c’è non fa niente, se ne può anche fare a meno, ma io potrei amarlo in un altro modo. Capisci quello che dico Project? Ho bisogno di parlare con te perché così non vivo più. Ti prego, fatti vivo.
Stefano
______________
e-mail del 28/6/2008
Ciao Project,
mannaggia, ieri sera mi sembrava tutto chiaro, parlare con te mi ha fatto bene, poi stamattina il coraggio mi è mancato, mi vengono in testa cose stupide come la dignità personale. Mi ripeto che siamo adulti e che non dobbiamo avere paura l’uno dell’altro, ma poi a parlare con lui non ci riesco, anche se so che lo dovrei fare e subito. Ma tu pensi veramente che abbia senso provare? Ma sono quattro mesi ormai che le cose stanno così, e poi, come faccio? Che gli dico? Come comincio? Non lo so, mi sento ansioso, completamente sottosopra. Project, ti trovo stanotte? Mi dispiace scocciarti con le cose mie però parlare mi serve e lo posso fare solo con te. Appena compari ti chiamo! Per favore cerca di esserci!
Stefano
________________
e-mail del 1/7/2008
Ciao Project,
ti devo dare una bellissima notizia. Ho parlato con Luca. Non mi ha fatto nemmeno finire di parlare e mi ha abbracciato. Una cosa così l’ho desiderata per mesi! È molto più bella del sesso e di qualunque cosa, senti che ti ama ancora, che ti stringe fortissimo, come prima, anzi con più amore di prima. Fatti trovare stanotte dopo mezzanotte su msn! TI VOGLIO BENE PROJECT! La vita può essere veramente una cosa meravigliosa! Un abbraccio Project! A stasera!
Stefano
___________
Se volete, potete partecipare alla discussione su questa testimonianza aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogay.forumfree.net/?t=29619363
martedì 8 gennaio 2008
AMORE GAY PRIMA DURANTE E DOPO
Sì, certo, tutto quello che ti pare, i nomi ce li risparmiamo, però pure per i ragazzi tuoi, guarda, ... è bene che lo sappiano... tra i gay ci stanno certi figli di buona donna! ... e uno me lo sono beccato io. Sì. Quando l’ho conosciuto c’aveva 19 anni, io ne avevo 36 ed ero sposato da 12 anni, anche se praticamente con mia moglie ci siamo separati l’anno stesso che ci siamo posati, ma questa è un’altra storia. Quando stavo con mia non ci stavo bene e un bel ragazzo me lo sognavo sempre... Adesso tu mi puoi fare la solita storia che me lo dovevo aspettare... che un ragazzo di 19 anni, quando ne hai 36, te lo devi levare dalla testa, può darsi pure che c’hai ragione... Insomma mi piaceva molto, si, brutalmente, a livello sessuale, sì... io qualche esperienza ce l’avevo, ma cosette, lui pure, diceva di no... ma secondo me ne doveva avere fatte di tutti colori. Vebbe’, mo’ che ti racconto... la storia d’amore? Che mi pare pure ridicolo chiamarla così. Gli ho fatto la corte per un mese... lui era innamorato, almeno sembrava, ma no, non sembrava, era proprio innamorato... all’inizio sì... era innamorato pure lui, è stato dopo il disastro... Chiaro che lui studiava ancora... io lavoravo in banca, in pratica vivevamo insieme, salvo la notte, poi l’anno appresso ha fatto il coming out con la famiglia e con la famiglia sua ha chiuso. Se n’è venuto a stare da me... allora stavo in fitto... già le rogne con la padrona di casa che non voleva... non ti dico... vabbe’... allora io un po’ di soldi ce li avevo da parte e abbiamo preso una decisione... la casa, comprare casa. Lui non lavorava aveva 20 anni... però era entusiasta... sai... “casa nostra”... le solite cose... io c’avevo già 37 anni... ho comprato casa ma ho fatto una stupidaggine enorme, l’ho intestata a lui, per la verità lui non me l’aveva chiesto, l’ho fatto io per fargli una cosa gradita, di mia iniziativa.... è stupido lo so... ma l’ho fatto. Quando l’ho detto a mio padre mi ha guardato e mi ha detto: “Sei un irresponsabile!”... e io gli ho risposto male... i primi tre anni... tutto bene... è stata una cosa bellissima, io a mio padre raccontavo cose bellissime ma lui era scettico e mi diceva che secondo lui avevo fatto una stupidaggine grossa comunque... Io ho fatto 40 anni e lui 23... e poi le cose sono cambiate, era nervoso, mi rispondeva male, non tornava a casa, insomma siamo finiti ai ferri corti... sembrava un’altra persona, nei miei confronti era acido, mi accusava di avere approfittato di lui quando non capiva niente perché era troppo giovane... io non lo sopportavo più... era evidente che le cose non potevano andare avanti... A un certo punto è sparito. Sono tornato a casa dopo due giorni fuori per lavoro... e aveva portato via tutto da casa... mi dispiaceva ma nemmeno tanto, anzi proprio per niente. Un mesetto dopo mi arriva l’ingiunzione di un avvocato che mi intimava di lascare l’appartamento che occupavo “senza titolo alcuno”... hai capito! ... La casa era la sua e adesso la voleva... io ho ignorato la lettera, dopo un mese me n’è arrivata un’altra molto perentoria con minaccia di denuncia per occupazione abusiva. Sono stato dall’avvocato mio che m’ha detto in pratica che ero stato un cretino, che la casa non era mia e l’avrei dovuta mollare comunque. Dai contratti non risultava nessuna ipoteca sulla casa per il mutuo, perché io lavoravo in banca ed ero stato così stupido da permettere che mi ipotecassero la casa al mare per non mettere ipoteche sulla casa nuova... In pratica se non avessi pagato il mutuo avrei perso casa mia al mare. L’avvocato mi ha guardato e mi ha detto: “Ma perché si è fatto fregare in questo modo? ... Ma il proprietario lei lo conosce?” Io la domanda me l’aspettavo e ho detto all’avvocato che era mio cognato e lui ha fatto: “Ah! ... ”. L’avvocato sicuramente il pensiero maligno ce l’aveva fatto ma non ha detto niente. Quando sono uscito di là mi sono detto: “Quanto sono str...o!” Adesso per 27 anni io pago il mutuo e lui se ne sta a casa mia... pazzesco eh! Vabbe’... ma se dovevo mollare l’appartamento dovevo tornare a casa dei miei e i miei sapevano che la casa l’avevo intestata a lui... tanto ci dovevo andare per forza, mi sono fatto coraggio e ho parlato con mio padre che mi ha solo detto: “Te l’avevo detto io!”, solo questo, ho fatto il trasloco e a 40 anni sono tornato a vivere dai miei... cornuto e mazziato! Ho dovuto cambiare pure la residenza. Prima di andare via avevo pensato di spaccare tutto, vetri, apparecchi igienici... ma l’avvocato mi ha detto che mi avrebbero potuto citare per i danni, perché quella non era casa mia, però una cosa l’ho fatta... ho otturato il water e tutte le tubature, proprio con la stoppa spinta bene dentro... ho tolto la luce e ho ragliato i collegamenti elettrici, tagliato i cordoni delle serrande e tante altre cosette del genere, ho chiuso la porta blindata a chiave... ancora con le serrature di tipo vecchio e ho riempito le toppe delle serrature con la polvere di marmo... poi sono andato a consegnare la chiave all’avvocato... uno giovane 35enne... sembrava che non sapesse nulla della storia e mi trattava come un inquilino abusivo. Poi dopo 30 giorni sono passato sotto casa e sul citofono all’appartamento mio c’era proprio il nome dell’avvocato... ho chiesto al portiere, gli ho detto che l’appartamento l’avevo venduto e lui m’ha detto che adesso ci stava un avvocato, una persona tanto per bene, che adesso stava lì col cugino che studia all’università, gli ho detto che era mio cognato, per mettermi al riparo con l’idea di una moglie e l’ho salutato come se niente fosse. Io penso che l’avvocato lo fregherà, se non l’ha già fatto... ma in fondo gli sta pure bene... Io anche solo un anno fa non me lo sarei mai aspettato che sarebbe andata a finire così... certo la differenza d’era c’era e, tu mi puoi dire, tu c’hai marciato... forse è vero, io mi sono fatto prendere per il cu.. ma lui è proprio uno str... ! ... E dopo... che dici? ... Si sta bene in coppia eh? ... Io ci sono passato... non pensavo che un gay potesse fare schifo fino a questo punto... Se lo vedi... è tutto bellino, dolce dolce... ma io l’ho visto in pratica che tipo è... hai capito i gay! I ragazzotti dolci dolci! Io la vita me la sono rovinata così, da deficiente, perché ho creduto all’amore e forse c’ho pure giocato... ma sono rimasto fregato! Ecco, digliela ai ragazzi... quando l’ho conosciuto per me era un dio... adesso mi fa solo schifo. Sì è proprio venduto!
giovedì 13 dicembre 2007
SESSO GAY E SUBLIMAZIONE
Nel rileggere questo ultimo brano mi viene un'impressione di disgusto di me stesso, ho l'impressione di non amare Luca e di cercare scuse per farlo a pezzi, ho l'impressione che forse il fatto che l'ho amato solo in previsione di un coinvolgimento di tipo sessuale non è solo una ipotesi bislacca, perché quando mi viene meno il contato fisico con Luca, non quello affettivo generico ma proprio quello fisico, quando non sento il coinvolgimento di Luca anche a livello sessuale, mi sento gelido e comincio a incolparlo di cose assurde, come se il fatto che Luca ricerca la sua felicità e non la mia fosse una cosa riprovevole, tanto più che adesso mi sembra chiarissimo che anch'io cerco solo la mia. Insomma ci siamo strumentalizzati a vicenda, ognuno ha pensato di potare l’altro nel proprio mondo e non abbiamo creato niente di veramente comune, di nostro. La paura di non riuscire ad amare Luca veramente e profondamente dopo che è venuto meno il contatto sessuale mi lascia con l'impressione di essere solo un ipocrita, che nasconde le cose a se stesso prima che a Luca e si finge innamorato (che cosa pazzesca!), si finge altruista (e in un certo senso se ne autoconvince) per nascondersi la banalità estrema della sua logica che è solo una logica di conquista e di dominio (affetto = dominio). Io Luca lo volevo mio, mio a livello sessuale, affettivo, totale, ma mio! Cioè lo volevo possedere come fosse una cosa.
Ho l'impressione di essere veramente un individuo squallido, non per quello che in effetti cerco ma per il fatto che lo faccio subdolamente, dovrei cercare sesso in modo esplicito e invece faccio finta di essere sublime e in qualche modo la storia delle carezze che lui non ha voluto serve a smascherare, a demolire un castello dorato di ipocrisie, perché adesso che il contatto sessuale con Luca non c’è più io lo vedo solo come un problema da chiudere, adesso la sua presenza quasi mi dà fastidio, mi dà fastidio che continui a chiamarmi, serve solo a ricordarmi che non è più mio... ma serve anche a demolire tutto quello che c'era stato con Luca e tutto quello che ci potrebbe essere? Non lo so, ho l'impressione di non sentirmi in grado di stare vicino a Luca, mi richiederebbe un livello di onestà, di purezza, che non è mai stato mio, ci sarebbe sempre e comunque una ipocrisia di fondo che non si può rimuovere, quello che mi domando ancora è ma che cosa può volere Luca da me? Sesso no! ... E allora basta! ... e invece no... Ma che vuole da me? A questa domanda non riesco a dare nessuna risposta plausibile, forse Luca ha l'anima pulita e quindi non vive questi contorcimenti e queste complicazioni e nemmeno pensa che tutto quello che gli ho sempre detto e che gli dico ancora può essere tutto falso, forse lui si fida ancora di me, forse Luca vuole un affetto pulito, semplice, un affetto di una purezza totale, ma non posso chiedergli queste cose perché non le sa nemmeno lui. Non se ne è andato nemmeno quando io mi aspettavo che potesse succedere, il mio massimo desiderio in questo momento sarebbe contare veramente qualche cosa davanti a Luca, ma per quello che sono veramente, con tutte le fantasie concrete che mi passano per la mente, non solo per come mi vorrebbe lui, perché io non sono come mi vorrebbe lui, vorrei che fosse capace di volermi bene anche quando io mi affatico per cercare di volere bene a lui, anche quando metto in scena le mie piccole miserie, vorrei che mi volesse bene come sono... e in fondo anche lui forse vuole solo che io gli voglia bene come lui è, ma è certo che queste cose sono contorte e difficili, non hanno la semplicità che ci dovrebbe essere nell'amore, sono farneticazioni di disperati che cercano di non morire. In questo momento, se penso che Luca può restare solo nonostante tutto, allora mi viene l'idea che io in fondo amo Luca molto profondamente perché è un disperato come me, ma se penso che può essere felice con un altro e che prima o poi succederà, l'idea di cercare di amarlo mi riesce difficilissima, perché lo sento lontano da me, lo sento uno di quelli che alla fine bene o male arrivano a realizzarsi e a costruire la loro vita, io ho bisogno di attaccarmi a Luca, di trovare la sua risposta emotiva, sessuale, che mi permetta di entrare veramente nella sua vita e quindi di vivere a mia volta, ma certo cominciano ad esserci tante crepe, troppe crepe, sia nel rapporto in sé sia nel fatto di volerlo costruire o addirittura mantenere in vita. Vorrei tanto sapere non quello che pensa Luca, quello che si porta in cuore, vorrei sapere se riesce a volermi bene, ma questa cosa, che è l'unica cosa importante, non si può chiedere e la risposta in ogni caso sarebbe così imbarazzata e formale, in un certo senso scontata, che la domanda stessa perde ogni significato.