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mercoledì 14 ottobre 2015

IL SESSO INTERMEDIO – EDWARD CARPENTER (IN ITALIANO)

La Biblioteca di Progetto Gay si arricchisce di un nuovo e importante volume, ossia della (mia) traduzione italiana di un famosissimo saggio di Edward Carpenter del 1908, che è stato per decenni il punto di riferimento e la “speranza” di parecchie generazioni di omosessuali.
Il libro ha più di un secolo ma conserva tutta la sua freschezza e tutta la sua carica di entusiasmo ed è ancora oggi un testo che tutti i gay dovrebbero leggere.
Il libro è scaricabile (ovviamente gratis e senza alcuna formalità) dalla home del forum, di Progetto Gay (http://progettogayforum.altervista.org/index.php), sezione Biblioteca di Progetto Gay, oppure direttamente da qui:

domenica 11 ottobre 2015

E. CARPENTER: “IL SESSO INTERMEDIO” QUINTA PARTE

APPENDICE
“In questo paese [Inghilterra] noi abbiamo per troppo tempo trascurato la scienza relativa al sesso per un senso di falso pudore. In Germania le cose stanno diversamente. Ci troviamo studiosi che hanno elaborato autonomamente una nuova scienza e che hanno offerto al mondo una conoscenza che è della massima importanza. Noi ora sappiamo che ci sono donne con forti caratteristiche maschi e vice-versa. Anatomicamente e mentalmente troviamo che esistono tutte le sfumature tra il puro genere maschile e il puro genere femminile. Perciò è stato definito quello che da un illustre esponente della scienza è stato giustamente denominato «il terzo sesso».” – Dr. James Burnet, The Medical Times and Hospital Gazette, vol. xxxiv, N. 1497, 10 Novembre 1906, Londra.
“Ogni cittadino in grado di adempiere i suoi dovere di cittadino, sia egli padre o marito, insegnante o studente, padrone o servo, ufficiale o subordinato, ha il diritto e addirittura il dovere, di conoscere i fatti dell’inversione sessuale, di combattere e di prevenire la dissolutezza, il crimine e il vizio, di imparare e di insegnare agli altri il ruolo dell’inversione nella società e la sua morale, i doveri dell’invertito di fronte a se stesso, di fronte agli altri invertiti, di fronte all’uomo normale e di fronte alle donne e ai bambini. E anche i doveri dell’uomo normale verso l’invertito non sono minori, non sono meno difficili né meno indispensabili.” – M. A. Raffalovich. “Uranisme et Unisexualité.” Parigi, 1896.
“Il fatto che l’inversione sessuale non è un fenomeno casuale … risulta evidente dal fatto che è stata osservata in ogni tempo e in ogni luogo, e tra popoli piuttosto nettamente separati gli uni degli altri” – A. Moll, “Die Konträre Sexualempfindung” seconda edizione, p. 15. Berlino, 1893.
“Circa la larga diffusione dell’inversione sessuale, e in genere dei fenomeni omosessuali, non ci possono essere dubbi di nessun genere. Moll afferma che a Berlino egli stesso ha visto tra seicento e settecento omosessuali e ha sentito parlare di altri duecentocinquanta o trecento. Ed io stesso ho molti riscontri della loro frequenza sia in Inghilterra che negli Stati Uniti. Quanto all’Inghilterra, a proposito della quale io posso naturalmente parlare con maggior sicurezza, le sue manifestazioni sono chiaramente evidenti per quelli che hanno gli occhi aperti. … Tra gli elementi di maggiore livello professionale e culturale in Inghilterra ci deve essere una percentuale notevole di invertiti che qualche volta possono arrivare al cinque per cento, anche se queste stime possono spesso essere arrischiate. Tra le donne della medesima classe la percentuale sembra essere almeno doppia – anche se qui i fenomeni sono meno definiti e radicati.” – Havelocl Ellis, “Psychology of Sex” vol. Sexual Inversion, pp. 29-30. Philadelphia, 1901.
“Secondo la notizia di De Joux in “The Disinherited of Love”, il numero degli Urning in tutta l’Europa è di circa cinque milioni, il 4-5% di tutti i maschi di Europa sono Urning. E allora, una malattia – se la si può chiamare malattia – che sia così diffusa, richiede la nostra massima attenzione; ed è strano che sia solo dagli anni ’70 che questo argomento è stato discusso nella letteratura scientifica.
È proprio a causa di questa ignoranza che l’opinione pubblica è stata dominata ed è ancora dominata dal pregiudizio secondo il quale l’ermafroditismo fisico e l’inversione sessuale non sono altro che crimini, crimini volontari, mentre invece derivano in modo necessario dalla originaria natura di questi individui.” – Norbert Grabowshy, “Die verkehrte Geschlechtsempfindung” p. 16, Lipsia, 1894.
Il Dr. Hirschfeld, nel suo “Statistischen Untersuchunge über den Prozentensatz der Homosexuellen” dà I risultati di varie ricerche statistiche su questo argomento; e il loro notevole grado di coincidenza lo autorizza a parlare in modo abbastanza affidabile. Egli dice (p. 41): “Ora sappiamo che dobbiamo considerare il numero di quelli che si allontanano dalla normalità non in unità millesimali ma in unità centesimali. Il fatto che come risultato di queste inchieste e di queste commissioni di studio sia emersa più o meno la stessa percentuale (per la proporzione delle persone esclusivamente omosessuali), in particolare, la cifra si aggira intorno all’1,5%. – cioè questo straordinario accordo non può con ogni probabilità essere casuale, ma deve poggiare su una legge – una legge di natura – cioè, in particolare, che dal 90 al 95% degli uomini hanno una sessualità normale dalla nascita; che una percentuale che va dall’1,5 al 2% sono nati puri omosessuali (dico che si tratta di circa un milione in Germania); e che tra le due categorie ci rimane circa un 4% costituito da bisessuali per natura.”
E ancora (p. 60): “Ma che cosa ci mostrano questi numeri? Ci mostrano che su 100.000 abitanti in media solo 94.600 sono sessualmente normali, mentre 5.400 si allontanano dalla norma. Di questi ultimi 1.500 sono esclusivamente omosessuali e 3.900 bisessuali, di questi 3.900 700 sono prevalentemente omosessuali: cosi che di 100.000 Tedeschi, 2.200 (cioè il 2,2%) sono omosessuali o in modo esclusivo o in modo predominante – si tratta di 1.200.000 per tutta la patria tedesca.”
“L’inversione sessuale è stata normalmente considerata come psicopatologica, come un sintomo di degenerazione; e quelli che la manifestano sono stati considerati come fisicamente malati. Questo punto di vista comunque sta cadendo in discredito, specialmente da quando Krafft-Ebing, il suo principale difensore lo ha abbandonato nelle ultime edizioni del suo lavoro. Ciò non di meno, non è comunque ammesso da tutti che gli invertiti sessuali possano essere d’altra parte in perfetta salute e siano abbastanza normali in altre questioni sociali. Quando si chiede loro se abbiano mai desiderato che le cose per loro fossero diverse sotto questo aspetto essi pressoché invariabilmente rispondono di no.” – O. Weininger, “Sex and Character”, capitolo IV, Heinemann, Londra 1906.
“La gente, comunemente crede che un maschio che prova amore il suo stesso sesso debba essere spregevole, degradato, depravato, vizioso e incapace di sentimenti umani e generosi. Se la storia greca non è bastata a demolire questi preconcetti, una piccola e paziente ricerca sui comportamenti moderni sarà sufficiente a rimuoverli.” – J. Addington Symonds, “A Problem in Modern Ethics”, p. 10.
“Mantegazza dice giustamente che gli Urning non si trovano di certo soltanto nella feccia del popolo, ma che bisognerebbe piuttosto cercarli nei gruppi che, per cultura, ricchezza e posizione sociale si collocano ai primi posti. Perciò non c’è il minimo dubbio che un gran numero di Urning si possono trovare tra gli aristocratici.” – A. Moll, op. cit. P. 76.
“In nessun gruppo ci sono tanti Urning come tra i servi. Si potrebbe dire che un domestico su tre è un Urning.” – De Joux. “Die Enterbten des Liebesglückes”, p. 193. Lipsia, 1893.
“È quindi certo, come abbiamo visto, che molti Urning vengono da famiglie nevrotiche e patologicamente predisposte … ma comunque devo dire che non c’è prova che in tutti i casi di inversione sessuale tra uomini, gli individui interessati siano così predisposti ereditariamente. E inoltre c’è da tenere presente che, secondo certi autori, l’estensione della tara ereditaria, è al presente così grande che si potrebbe dimostrare una tendenza alle malattie nervose e mentali quasi in chiunque.” – A. Moll, op. cit. p.221.
“La verità è che noi non possiamo spiegare i sentimenti sessuali invertiti meglio di come possiamo spiegare l’impulso normale; tutti i tentativi di spiegare queste cose e l’amore, sono carenti.” – ibid. p. 253.
“Tra le propensioni degli Urning si trova non di rado un grande interesse per l’arte e la musica – sia per l’interesse attivo che per il godimento passivo dell’arte e della musica .. Il talento dell’attore è particolarmente notevole in alcuni. … Ma non si deve credere che gli Urning siano capaci soltanto di una particolare attività dell’immaginazione. Al contrario ci sono casi indubbi in cui essi portano il loro contributo anche nel settore della scienza. … Anche nella poesia gli Urning talvolta dimostrano un talento eccezionale; specialmente nei versi d’amore indirizzati agli uomini.” – Ibid. p. 80.
“Un esame dei miei casi [di invertiti] dimostra il fatto interessante che il 68% possiede un’attitudine artistica in vario grado. Galton trova, da un’indagine su circa mille persone, che la media di coloro che mostrano gusti artistici, in Inghilterra, è solo del 30%.” – Havelock Ellis, “Sexual Inversion”, p. 173.
“Nell’antichità, specialmente tra i Greci, sembra che ci siano stati molti uomini che nelle loro nature emotive erano ermafroditi. Io credo che lo studio dell’ermafroditismo fisico sia molto importante e penso che porterà ancora grande luce sulla stessa psicologia dell’amore. Le osservazioni condotte sino ad oggi, mostrano già che lo stesso individuo in momenti diversi può provar sentimenti sessuali piuttosto diversi.” – A. Moll, op. cit., p. 200.
“L’Urning è capace, attraverso la forza del suo amore, di compiere i più grandi sacrifici per il suo amato, e sotto questo profilo, l’amore di un Urning è stato spesso paragonato con l’amore di una donna. Proprio come l’amore di una donna, è più forte e più devoto di quello di un uomo normale, proprio perché supera quello dell’uomo in profondità, secondo Ulrichs, l’amore urning, sotto questo aspetto dovrebbe essere considerato più in altro di quello dell’uomo che ama le donne.” – Ibid. p. 118.
“Gli uomini femminili spesso sanno come trattare le donne meglio di come fanno gli uomini maschili. Gli uomini maschili, salvo casi molto rari, imparano come trattare le donne solo dopo una lunga esperienza e anche allora in modo molto imperfetto.” – O. Weininger, “Sex and Character”, capitolo V.
“È proprio necessario che tutte le donne e gli uomini siano nettamente separati in due gruppi ben distinti, le donne da una parte e gli uomini dall’altra, allo stesso modo e sotto ogni punto di vista? … Esistono forme di transizione tra metalli e non metalli, tra combinazioni chimiche e semplici misture, tra animali e piante, tra fanerogame e crittogame, tra mammiferi e uccelli. … Si può dare per certo quindi che sia assolutamente improbabile trovare in Natura una netta delimitazione tra tutto quello che è maschile da una parte e tutto quello che è femminile dall’altra; o che qualsiasi creatura vivente sia così semplice sotto questo aspetto, da poter essere collocata interamente da una parte o interamente dall’altra della linea di confine.” – Weininger, Ibid., Introduzione, p. 2.
“Su questo, Chéron fece un’osservazione piuttosto strana. ‘Noi abbiamo – disse – per quanto riguarda le distinzioni sessuali, dei concetti che la primitiva semplicità delle persone delle epoche trascorse non poteva nemmeno immaginare. Dal fatto che ci sono due sessi e solo due, essi deducevano che una donna è semplicemente una donna e un uomo è semplicemente un uomo. In realtà le cose non stanno così, ci sono donne che sono molto donne e donne che lo sono molto poco. Queste differenze, nascoste nei tempi andati dal costume e dal modo di vivere e mascherate dal pregiudizio, si notano invece ben chiaramente nella nostra società. E non solo, ma diventano sempre più accentuate e visibili di generazione in generazione.’” – Anatole France, “Sur la Pierre Blanche”, p. 301.
“In ogni essere umano sono presenti sia elementi maschili che elementi femminili, solo nelle persone normali (secondo il loro sesso) un gruppo di elementi è molto più sviluppato dell’altro. La differenza fondamentale, nel caso delle persone omosessuali, è che in loro gli elementi maschili e femminili sono più equilibrati; così che, quando per di più lo sviluppo generale è di grado elevato, noi troviamo in questa classe di persone il tipo più perfetto di umanità.” – Dr. Arduin, “Die Frauenfrage”, in Jahrbuch der Sexuellen Zwischenstufen, vol. ii, p. 217. Lipsia, 1900.
“L’idea che gli esseri umani fossero originariamente ermafroditi è sia antica che diffusa. La troviamo nel libro della Genesi, a meno che effettivamente non vi sia una confusione lì tra due diverse teorie sulla creazione. Si dice che Dio abbia fatto prima l’uomo a Sua immagine, maschio femmina in un solo corpo, e abbia ordinato loro di moltiplicarsi, più tardi Egli creò la donna da una parte del suo uomo originario.” (Vedi anche il mito riportato da Aristofane nel Simposio di Platone.) – Havelock Ellis, “Sexual Inversion”, p. 229.
“Quando l’istinto sessuale compare per la prima volta nella prima adolescenza, sembra essere molto meno specializzato di come diventa successivamente. Non solo al suo apparire è meno definitamente diretto verso uno specifico fine sessuale, ma anche il sesso del suo oggetto è talvolta incerto.” – Ibid., p. 44.
“In me la natura omosessuale è singolarmente completa e certamente congenita. La più intensa delizia della mia fanciullezza (anche quando ero solo un esile ragazzino affidato alla mia balia) era di guardare gli acrobati e i cavallerizzi nel circo. E questo non dipendeva tanto dalle loro azioni abilissime quanto dalla bellezza dei loro corpi. Anche allora mi interessavo soprattutto i ragazzi più flessuosi e graziosi. La gente mi diceva che gli attori del circo erano malvagi e potevano rapire i ragazzini e così cominciai a vedere i miei favoriti come mezzi diavoli e mezzi angeli. Quando ero più grande e ci potevo andare da solo, andavo spesso in giro tra le tende degli spettacoli ambulanti nella speranza di intravedere gli attori. Desideravo ardentemente di vederli nudi senza le loro calzamaglie e avevo l’abitudine di rimanere sveglio la notte pensando a loro e desiderando di essere abbracciato e amato da loro.” Ibid., caso ix, p. 62.
“Avevo quindi anni, undici mesi e mezzo quando il primo sogno erotico annunciò l’arrivo della pubertà. Non avevo avuto prima nessuna esperienza di soddisfazione sessuale, né in direzione omosessuale né nell’altra direzione. Questo avvenimento, quindi, arrivò abbastanza normalmente. Da parecchio tempo prima, comunque, ero stato soggetto in parte a tenere bramosie e in parte a desideri sensuali senza una forma o una finalità definita – rimanendo però le due emozioni separate una dell’altra e mai le avevo provate insieme per lo stesso ragazzo. Questi desideri sensuali senza finalità mi tormentavano spesso nelle ore di solitudine e non riuscivo a superarli. Mi si presentarono per la prima volto durante il mio quindicesimo anno, quando ero a scuola a Detmold, e nei due modi seguenti: – Per la prima volta furono risvegliati da un disegno sulle “Säulen-ordnungen” [gli ordini architettonici] di Normand, della figura di un dio greco o di un eroe che stava lì nella sua bellezza nuda. Questa immagine, cento volte respinta, tornò ancora cento volte alla mia mente. (Non c’è bisogno che io dica che quell’immagine non causò in me il temperamento urning; essa non fece che svegliare ciò che già stava lì addormentato – una cosa che qualsiasi altra circostanza avrebbe potuto provocare.) In secondo luogo, quando stavo studiando nella mia stanzetta, o quando giacevo sul mio letto, prima di andare a dormire, il pensiero era solito sorgere improvvisamente e irresistibilmente nella mia mente – ‘Che una volta un soldato potesse arrampicarsi attraverso la mia finestra ed entrare nella mia stanza!’ Allora la mia immaginazione mi dipingeva una splendida immagine di soldato di venti o ventidue anni; ed io ero, per così dire, tutto in fiamme. E comunque i miei pensieri erano abbastanza vaghi e non erano diretti a qualche tipo definito di soddisfazione, né avevo mai scambiato nemmeno una parola con un vero soldato.” – K. H. Ulrichs. “Memnon”, paragrafo 77. Lipsia, 1898. Vedi anche “Un Problema di Etica Moderna”, p. 73.
“Le amicizie di questo tipo, che ho formato a scuola, sono state solo due – Io non dimenticherò mai la loro assorbente profondità e intensità. Io non ho mai parlato di esse a nessuno e per questo esse erano molto più sacre e serie, né – benché possa sembrare strano – ho mai parlato di esse direttamente agli stessi ragazzi interessati e nemmeno ho mai mostrato il minimo segno di affetto verso di loro. Se avessi detto loro che io mi ero consacrato al loro benessere e che per quello volevo scarificare me stesso e tutto quello che avevo (cosa che era assolutamente vera) loro sarebbero rimasti semplicemente stupiti; e ancora di più dato che erano entrambi ragazzi giovani, non ancora arrivati alla pubertà.
Adesso io sono in qualche modo amaramente cosciente che in questi casi una delle più forti e positive influenze che mi sono capitate nella mia vita andò sprecata per i nove decimi. È impossibile immaginarsi quanto migliore sarebbe stata la situazione in condizioni più favorevoli. E ancora, tutto quello che ho provato per i ragazzi non lo avrei certamente provato senza quella buona influenza su di me, anche se (data la loro totale ignoranza dei mie sentimenti) quella influenza avrebbe potuto essere nulla. Ero consapevole dell’effetto tonificante e incoraggiante su tutta la mia natura, della confermata salute del corpo e soprattutto della enormemente accresciuta capacità di lavoro. E certamente tutto questo sarebbe stato mille volte intensificato se io fossi stato guidato qualche volta e incoraggiato anche da una pubblica opinione che approvasse queste amicizie.
Un ragazzo della Public School ha dopo tutto forti sentimenti di onore e di correttezza, e sono certo che si potrebbe fare molto di più coltivando l’opinione pubblica della scuola: rendendo le amicizie devote e disinteressate molto considerate e apprezzate e condannando come base e mezzo di correzione anche il minimo tentativo di insudiciare la purezza di un ragazzo giovane attraverso un desiderio grossolano ed egoistico di gratificazione personale. L’opinione pubblica della scuola, ne sono sicuro, si orienterebbe abbastanza prontamente a scorrere in questi canali. Ma tutto questo richiederebbe una vera apertura nel trattamento di tutta la questione, che certamente adesso non esiste. Il fatto che la più grande forza che il preside ha a sua disposizione sia così ignorata (e così immotivatamente) è più che assurdo, è mostruoso. E si tratta di una cosa che riguarda lui come insegnante quasi quanto riguarda i ragazzi stessi nelle loro reciproche relazioni. Io credo che guadagnarsi l’affetto del ragazzo venga necessariamente prima dell’insegnargli qualunque cosa. Altrimenti non gli si insegna assolutamente nulla.” – Lettera privata.
“Potrei raccontarvi un bel po’ di cose su un’altra amicizia ugualmente importante che io ho formato (io venticinquenne e il ragazzo quattordicenne) che è stato uno degli eventi più felici della mia vita. Era una cosa riconosciuta da entrambe e parti ma perfettamente controllata e pura: ci siamo conosciuti molto bene nei periodi di vacanza scolastica per quasi un anno. Io avrei potuto fare qualunque cosa con qual ragazzo, la mia influenza su di lui in quel tempo posso dire che fosse illimitata: e certamente portò un beneficio immenso ad entrambi.” – Ibid.
“Nella mia vita scolastica – come alunno esterno – avevo due amicizie di questo tipo, anche se, ovviamente, per un alunno esterno non c’era la stessa possibilità di svilupparle. Una era con un ragazzo più grande di me di circa cinque anni e un’altra con un maestro più grande di me di circa dodici. Io ero un ragazzino vergognoso e timido, e non avendo un fisico robusto, non entrai molto nell’attività atletica della scuola. Il mio amico più grande era un ragazzo molto delicato, gentile, fine di una purezza e di un’altezza di pensiero che era in contrasto stridente con la sporca atmosfera morale della scuola in quell’epoca, ma lui non era mai uno che giudicava e non era nemmeno superbo. Io sento che questa amicizia ha esercitato la più potente influenza nei miei primi anni di vita nel conservare un alto ideale di condotta davanti a me, molto più potente dell’influenza di casa, della quale non credo di essere stato molto consapevole.
“Dopo che lasciò la scuola per Cambridge, avevamo l’abitudine di scriverci regolarmente lunghe lettere, raramente di meno di tre pagine. Mi ricordo che io pensavo a lui come al più bel ragazzo che avessi mai conosciuto, ma guardando adesso la sua fotografia, presa più o meno in quell’epoca, e paragonandola con le altre, noto che i suoi tratti erano meno belli di quelli di molti altri miei compagni di scuola. Alla fine del secondo anno morì di consunzione. Successe durante le vacanze estive e allora io mi trovavo all’estero. Mi ricordo che avevo l’abitudine di sedermi a notte alta per scrivergli delle lunghe lettere su tutto quello che avevo visto, per interessarlo durante la sua malattia. Io non sapevo quanto fosse malato, ma avevo la paura terribile che non lo avrei rivisto un’altra volta. Quando rientrai in patria e seppi che era appena morto, il colpo fu terribile. Per settimane mi sentii come se io non avessi un amico in tutto il mondo. Non ho mai sentito nessuna perdita così profondamente né prima né dopo. …
“L’altra amicizia col mio insegnante di matematica, anche se non così intima, era comunque di un carattere molto affettivo. Io devo molto a quest’amicizia – Lui ha posto le fondamenta del mio ideale, del dovere di un insegnante verso i suoi alunni.” Lettera privata.
“Non è certo una novità: il sentimento che muoveva Gesù verso Giovanni, o Shakespeare verso il giovane dei sonetti o che ispirò le amicizie della Grecia è stato con noi prima e, nella nuova cittadinanza, sarà di nuovo con noi. L’amore per i compagni di Whitman è la sua moderna espressione; la Democrazia – concepita socialmente e non politicamente – è la sua base. Chiedersi quanta solidarietà nel lavoro o quanto dei moderni sindacati possa derivare da una fede inconscia in questo principio di cameratismo non è certo un domanda inutile. La più libera, la più diretta e la più genuina relazione tra uomini, che deriva da questo, deve costituire la base più profonda della fabbrica ricostituita”. – C. R. Ashbee, “Workshop Reconstruction and Citizenship”, p. 160.
Un caso di appassionato attaccamento tra due ragazzi Indiani è stato raccontato all’autore di questo libro da un maestro di una scuola in India. I ragazzi che avevano circa sedici anni, frequentavano la stessa scuola ed erano amici devoti, ma venne il tempo in cui dovettero dividersi. Uno fu portato via dai parenti verso una parte lontana del paese. L’altro era inconsolabile di fronte a questa prospettiva. Quando arrivò il giorno e il suo compagno fu allontanato, subito dopo, se ne andò tranquillamente ad un pozzo nel recinto della scuola, ci saltò dentro e annegò. La notizia, inviata per telegrafo, raggiunse l’amico in partenza che ancora era in viaggio. Quello disse poco, ma ad una delle stazioni abbandonò il treno e scomparve. Il treno andò avanti, ma dopo poco il ragazzo sbucò fuori dai cespugli vicino alla linea ferroviaria, si buttò sui binari e fu ucciso.
Quanto segue è tratto da uno dei casi ricordati da Havelock Eellis nel suo “Sexual Inversion”; “la più profonda sensazione sessuale di cui sono consapevole risale all’età di nove o dieci anni quando mi innamorai di un bel ragazzo che deve essere stato di un paio d’anni più anziano di me. Non ricordo di aver mai parlato con lui, ma il mio desiderio, per quanto posso ricordare, era che lui potesse impadronirsi di me e gestirmi. Io ho ancora una sensazione precisa di quanto gradevole sarebbero stati nelle sue mani anche il dolore fisico e la crudeltà.” – Havelock Eellis, op. cit., vcaso xiii, p. 71.
“Quando avevo circa sedici anni e mezzo, venne in casa un ragazzo di circa due anni più giovane di me, che divenne il pensiero più assorbente dei miei giorni di scuola. Non ricordo neppure un momento, da quando lo vidi per la prima volta a quando lasciai la scuola, in cui io non fossi innamorato di lui e l’affetto era ricambiato anche se alquanto riservatamente. Lui era sempre un po’ più avanti di me nei libri e nel lavoro scolastico ma quando il nostro affetto maturò passavano insieme molto del nostro tempo libero e lui rispondeva alle mie avances più o meno come una ragazza che viene corteggiata, un po’ ridendoci sopra, forse, ma con vero piacere. Mi permetteva di vezzeggiarlo e accarezzarlo, ma la nostra intimità non andò mai più in la di un bacio e su questo c’era pure il freno della vergogna; c’era sempre una barriera tra noi e non abbiamo mai nemmeno bisbigliato l’uno con l’altro su quelle cose sulle quali tutta la scuola parlava in modo osceno.” – Stesso caso, pag. 73.
“All’età di ventuno anni cominciai gradualmente a rendermi conto che in qualche modo non ero come i miei compagni, che non mi piacevano le occupazioni tipicamente maschili, che fumare, bere o giocare a carte mi dava poca soddisfazione, e che avevo un vero terrore mortale per il bordello. E infatti non ci ero mai stato e in ogni occasione, con un pretesto o con l’altro, ero riuscito a tenermene alla larga. Allora conciai a pensare a me stesso. Mi sentivo paurosamente solo, miserabile e sfortunato e sospiravo per un amico della mia stessa natura – ancora senza nemmeno immaginare che ci potessero essere altri come me. A ventidue anni arrivai a conoscere un ragazzo che almeno mi chiarì le idee sull’inversione sessuale e su quelli che ne sono affetti, al punto che lui – un urning come me – arrivò ad innamorarsi di me. Mi caddero le bende dagli occhi, e benedico il giorno che mi portò la luce. … Rispetto alle donne nel loro aspetto sessuale, provavo un vero orrore, che l’esercizio del mio più alto potere di immaginazione non poteva comunque superare; e infatti non ho mai nemmeno provato a superarlo dato che sono quasi persuaso dell’inutilità di un simile tentativo che mi sembra peccaminoso e innaturale.” – Krafft-Ebing, “Psycopathia Sexualis”, settima edizione, caso n. 122, p. 291. Stoccarda 1892.
“Senza l’amore degli uomini non potrei più esistere, senza un tale amore non posso che rimanere in conflitto con me stesso. … Se esistesse il matrimonio tra uomini credo che non sarei affatto preoccupato da una relazione che dura tutta la vita, cosa che con una donna mi sembra sostanzialmente impossibile. … Ma dato che comunque questo tipo d’amore è considerato criminale, attraverso la sua soddisfazione io posso essere in armonia con me stesso ma mai col mondo e perciò necessariamente ci deve essere qualcosa di discordante e tanto più perché ho un carattere aperto e odio e bugie di qualsiasi tipo. Questo tormento di dover sempre nascondere tutto, mi ha costretto a confessare la mia anomalia a pochi amici, della cui comprensione e della cui riservatezza sono sicuro. Anche se spesso la mia condizione mi sembra abbastanza triste per la difficoltà di trovare soddisfazione e per il disprezzo generale degli amori maschili, sono comunque spesso almeno un po’ orgoglioso di avere questi anomali sentimenti. Naturalmente non mi sposerò mai – ma questo non mi sembra in nessun modo una sfortuna, anche se sono innamorato della vita familiare, e fino adesso ho passato il mio tempo solo tra le mie relazioni. Vivo nella speranza di poter avere più tardi un amante fisso; e lo devo avere, altrimenti il futuro mi sembrerebbe grigio e scolorito e tutti gli oggetti che la gente di solito insegue – onore, alta posizione sociale, ecc. – mi sembrerebbero solo cose vane per nulla attrattive.
“Se questa speranza non dovesse realizzarsi, so che sarei incapace di dedicarmi ai miei interessi permanentemente e con piacere e che sarei capace di mettere da parte qualsiasi cosa per ottenere l’amore di un uomo. Non sento più alcuno scrupolo morale a causa della mia inclinazione anomala e in genere non sono mai stato turbato dal fatto che mi sento attratto verso i giovani. … Fino adesso mi è sembrato cattivo e immorale fare cose che sono aggressive verso gli altri o che non vorrei fossero fatte a me e da questo punto di vista posso dire che cerco il più possibile di non infrangere i diritti degli altri e sono capace di reagire violentemente a qualsiasi ingiustizia fatta agli altri.” – Ibid. p. 249, caso n. 110 (funzionario in una fabbrica, 31 anni).
“I miei pensieri non sono in nessun modo esclusivamente del corpo o morbosamente sensuali. Quanto spesso alla vista di un bel ragazzo mi prende un umore profondamente entusiastico e io offro una preghiera, per così dire, con le gloriose parole di Heine – ‘Tu sei come un fiore, così grazioso, così bello, così puro’ … Finora nessun ragazzo ha mai sospettato il mio amore per lui, non ho mai corrotto o messo a rischio la moralità di nessuno, ma per molti ho qua e là ho consumato la loro strada: e quindi non ho problemi e faccio sacrifici, che sono l’unica cosa che posso fare per loro.
E quindi, quando ho la fortuna di avere un amico amato vicino a me, al quale insegnare qualcosa, da supportare, da aiutare, quando il mio amore inconfessato trova una risposta amorosa (anche se naturalmente non sessuale), allora tutte le immagini immonde svaniscono sempre di più nella mia mente. Allora il mio amore diventa piuttosto platonico e si innalza solo per poi scivolare di nuovo nel fango quando è privato della sue specifica attività.
Quanto al resto, io non sono, e posso dirlo senza presunzione, uno degli uomini peggiori. Mentalmente più sensibile di molti uomini normali. Mi interesso a qualsiasi cosa che emoziona l’umanità. Sono ben disposto, tenero, e facilmente mi muovo a pietà, non posso fare alcun male ad alcun animale, e certamente non ad una creatura umana, ma sono al contrario attivo in un modo amichevole verso la gente, se e come posso.
Perciò, quindi, davanti alla mia coscienza non posso rimproverarmi, e anche se devo certamente rigettare il giudizio del mondo su di noi, soffro comunque molto. Nella massima sincerità, non ho offeso nessuno e mantengo il mio amore nella sua più nobile attività altrettanto santamente quando fanno gli uomini normalmente disposti, ma sotto un destino infelice che non ci concede né tolleranza né riconoscimento. Soffro spesso più di quanto la mia vita possa sopportare.” – Ibid. p. 286, caso n. 114.
“Descrivere tutta la miseria, tutte le situazioni sfortunate, il costante terrore si essere scoperti nella propria particolarità e di diventare una persona non tollerabile in società – dare un’idea di tutto questo è veramente molto più di quanto la penna o le parole possano fare. Il pensiero stesso di perdere la propria esistenza sociale e di essere rigettato da tutti, appena sorge, è un tormento più grande di quanto si possa immaginare. In una situazione del genere qualsiasi cosa, qualsiasi cosa che uno avesse fatto nella via del bene sarebbe dimenticata; nella coscienza della sua alta moralità ogni uomo con disposizioni normali si gonfia di orgoglio, per quanto abbia potuto agire in modo frivolo a proposito del suo amore. Io conosco parecchie persone normali di questo tipo di cui mi è molto difficile capire la concezione svilente dell’amore.” – Ibid., p. 269.
“Prima di dormire vedo immagini tormentose di amore tradito, e così sono costretto, diverse volte, a fare ricorso al cloralio. I miei sogni sono solo la prosecuzione della mia vita attuale e sono altrettanto penosi. Come tutto questo finirà realmente non lo so; ma io penso che queste emozioni profonde debbano fare il loro corso. … L’unica fine ragionevole della lotta è la morte.” – A. Moll, “Conträre Sexualempfindung”, seconda edizione, pag. 123 (citazione da una lettera).
“Stanco e logoro, sono passato attraverso ogni tempesta di angoscia e di disperazione. Anni della più rovinosa agonia mentale sono passati sulla mia testa senza uccidermi. Attraverso gli orologi della lunga notte, ho sentito rintoccare le ore incessanti. Al sonno non ho neppure mai pensato, ma sono stato steso sul mio letto cercando di leggere qualche libro o inginocchiato vicino al mio letto a sforzarmi di innalzare il mio cuore e il mio spirito alla preghiera cercando soccorso e perdono. Alla fine, incapace di andare avanti, con la bocca fortemente serrata e la fronte corrugata, il Charmer ha attutito i miei sensi per una o due brevi ore; ma solo perché potessi svegliarmi con una più forte e più chiara percezione della mia condizione senza speranza.
Non so come siano passati i giorni, come io abbia potuto vivere così a lungo in questa miseria, non lo so proprio. Ma una tortura di questo tipo è crudelmente lenta oltre che certa. È tipico dei giovani sopportare per molto tempo quando l’amore è messo alla prova e un casuale barlume – una specie di beffardo fantasma di speranza così simile alla speranza come la meteora veloce lo è al sole che dura – aiuta a tollerare il peso della miseria e così lo prolunga. Io mi sento vecchio di centinaia di anni nel mio squallore di ogni momento. Non posso combattere contro l’amore e schiacciarlo – mai! Dio ha inserito nel mio cuore la necessità del sentimento; ma è difficile non chiedersi perché ha inserito un elemento così divino nella mia natura che è condannata a morire insoddisfatta che è destinata alla fine ad essere la mia vera morte.” – Da un manoscritto consegnato all’autore da un Urning.
H. Ellis, nell’appendice D del suo libro sull’Inversione sessuale, parla alquanto estesamente delle amicizie scolastiche della ragazze, che loro chiamano “fiamme” e “deliri”, dell’amore a prima vista, del romanticismo, del corteggiamento, degli incontri nonostante gli ostacoli, delle lunghe lettere, della gelosia, dello scrivere ovunque il nome dell’amata, ecc.; queste relazioni sono talvolta sessuali, ma molto frequentemente non è così, anche se sono piene di “eretismo psichico”.
Nella stessa appendice cita una donna di trentatré anni che scrive; “A quattordici anni mi sono innamorata per la prima volta, ma è stato con una ragazza. Era un amore insano e intenso, ma aveva le stesse qualità e provocava le stesse sensazioni del mio primo amore con un uomo a diciotto anni. In nessuno dei due casi l’oggetto d’amore era idealizzato: io ero completamente consapevole dei loro difetti, ciò nonostante tutta la mia persona era persa, immersa nella loro esistenza. Il primo durò due anni, il secondo sette anni. Da allora nessun amore è stato così intenso ma adesso queste due persone , anche se sono ancora viventi, non sono per me nulla di più che autentici estranei.”
Un’altra donna di trentacinque anni scrive: “Le ragazze tra i quattordici e i diciotto anni in collegio o nella scuola femminile spesso si innamorano di persone dello stesso sesso. Non si tratta di amicizia. L’amata è più grande, più avanzata, più affascinante o più bella. Quando ero una matricola in collegio ho conosciuto più o meno trenta ragazze che erano innamorate di una ragazza più grande. Molte la ricercavano per il fascino, ma io so che il mio omaggio e quello di molte altre era sincero e appassionato. Io l’amavo perché era brillante e completamente indifferente all’amore che le si dimostrava. Non era bella, anche se all’epoca la consideravamo bella. Una delle sue adoratrici, per essere stata offesa, si sentì male per due settimane. Al suo ritorno stava parlando con me quando l’oggetto della nostra ammirazione entrò nella stanza. Lo shock fu tropo grande e lei svenne. Quando raggiunsi l’ultimo anno fui io a ricevere gli sguardi languidi, i versi originali, le rose e le lettere appassionate scritte a mezzanotte o alle tre del mattino.
L’amore appassionato tra ragazze, da quello più innocente alle escursioni più elaborate nella direzione del lesbismo, sono estremamente comuni nei teatri, sia tra le attrici che, e ancora forse di più, nei cori e tra le ballerine.” – Havelock Ellis, “Sexual Inversion”, p. 130.
“L’amore delle donne omosessuali è spesso molto appassionato, come quello degli urning. Proprio come gli urning, le donne omosessuali si sentono felicissime quando amano in modo felice. Comunque, per molte di loro, come per gli urning esiste la circostanza molto penosa che in conseguenza della loro antipatia per il tocco del maschio non sono in condizione di fondare una famiglia. Talvolta, quando l’amore di una donna omosessuale non è corrisposto, ne seguono seri disturbi del sistema nervoso, che portano anche al parossismo della furia.” – A. Moll, op. cit p. 338.
“È degno di nota il numero di donne invertite che, con maggiore o minore frode sono state sposate con donne di loro scelta e la coppia ha vissuto felicemente insieme per lunghi periodi. So di un caso, probabilmente unico, nel quale la cerimonia è andata avanti senza nessun inganno da nessuna delle due parti; una donna inglese congenitamente invertita, di notevole abilità intellettuale, ora morta, era legata alla moglie di un uomo di chiesa che, nella piena consapevolezza di tutti i fatti del caso, sposò privatamente le due donne nella sua chiesa.” – Havelocj Ellis, op. cit., p. 146, nota a fondo pagina.
“Ci si dice (nel “Giornale del viaggio in Italia” di Montaigne, 1350) che sette o otto ragazze che erano di Chaumont, decisero di vestirsi e di lavorare come uomini; una di esse venne a Vitry per lavorare come tessitore e fu ritenuta un ragazzo di buna condizione, come tale era amato da tutti. A Vitry si fidanzò con una donna ma, siccome sorse un problema, non si celebrò alcun matrimonio. Successivamente si innamorò di una donna che sposò e con la quale visse per quattro o cinque mesi, con grande soddisfazione della moglie, si dice. Ma essendo stata riconosciuta da qualcuno di Chaumint e portata davanti alla giustizia, fu condannata all’impiccagione, Disse che avrebbe preferito essere impiccata al vivere ancora come una ragazza e fu impiccata per avere usato invenzioni illecite per supplire ai difetti del suo sesso.” – Ibid. p. 119.
“È evidente che ci devono essere delle ragioni profonde della frequenza della omosessualità tra le prostitute. Una di queste cause, senza dubbio, risiede nel carattere delle relazioni delle prostitute con gli uomini; queste relazioni sono di carattere professionale e dato che l’elemento economico è enfatizzato, la possibilità della soddisfazione sessuale diminuisce; nel migliore dei casi, anche qui manca il senso di parità sociale, la sensazione del possesso e l’ambito necessario all’esercizio dell’affetto e della devozione femminile.” – Ibid., p. 149.
“Tra le prostitute registrare a Berlino ce ne sono senza dubbio un gran numero che onorano l’amore delle donne. Fonti bene informate mi dicono che circa il 25% delle prostituite di Berlino hanno relazioni con altre donne.” – A. Moll, op. cit., p.331.
“Karl Heinrich Ulrichs (nato vicino Aurich nel 1825), aveva esposto e difeso l’amore omosessuale, e i suoi punti di vista si dice abbiano avuto una certa influenza nell’attirare l’attenzione di Westphal sull’argomento; era un ufficiale legale di Hannover (Agente del fisco), lui stesso invertito sessuale. Da 1864 in poi, all’inizio sotto lo pseudonimo di Numa Numantius e poi usando il suo vero nome, Ulrichs pubblicò in varie parti della Germania una lunga serie di lavori che trattavano di questa questione e fece vari tentativi per ottenere una revisione della posizione legale dell’invertito sessuale in Germania.
Pur non essendo un autore i cui punti di vista psicologici possono avere molto peso scientifico, Ulrichs ci appare essere stato un uomo di abilità molto brillante e la sua conoscenza si dice essere stata quasi universale; non era solo molto versato nei suoi argomenti specifici di giurisprudenza e di teologia ma anche in molti settori delle scienze naturali come anche nell’archeologia; era inoltre considerato da molti come il miglior latinista del suo tempo. Nel 1880 lasciò la Germania e si stabilì a Napoli e poi all’Aquila degli Abruzzi da dove pubblicò anche un periodico latino. Morì nel 1895.” – Havelock Ellis, op. cit., p. 33.
Ultichs entra in una classificazione elaborata di tipi umani, con una corrispondente nomenclatura, che, benché un tantino ponderosa, è stata utile. Tra i maschi, per esempio, distingue l’uomo abbastanza normale, che lui chiama “Dioning”, dall’invertito, che chiama “Urning”. Tra gli Urning, di nuovo, distingue (1) coloro che sono completamente maschili nell’apparenza, nelle abitudini mentali e nel carattere (“Mannlings”) e che tendono ad amare soggetti più morbidi e più giovani del loro stesso sesso; (2) Coloro che sono di apparenza e di modo di pensare effeminato (”Weiblings”) e amano uomini più rozzi e più vecchi; e (2) quelli che sono di un tipo intermedio (“Zwischen Urnings”) e amano i giovani uomini. Poi di nuovo c’è l’”Urano.dioning”, che è nato con la capacità di amare in entrambe le direzioni, cioè sia uomini che donne, Questo è generalmente di tipo maschile. E al di à di queste ci sono alcune sotto-specie come l’”Uraniaster”, che è un uomo normale che ha contratto abitudini urning, e l’”Urning virilizzato”, che è un Urning che ha contratto abitudini normali, anche se queste non sono naturali per lui! Il tutto si può riassumere in una tabella come segue: -
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Se aggiungiamo a questa una tabella corrispondente per il sesso femminile avremo un’idea della complicazione del sistema di Ulrichs! Per quanto il sistema sia complicato e per quante critiche possiamo muovergli, dobbiamo riconoscere che non eccede comunque la complicazione dei fatti reali di natura. (Vedi K.H. Ulrichs, “Memnon”, capitoli iii-v.)
L’analisi dell’argomento di Krafft-Ebing è nel complesso tanto elaborata quanto quella di Ulrichs. È data da J.A. Symonds in forma di tabella, come segue:
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A Symonds continua: – “Qual è la spiegazione razionale dei fatti che ci è presentata dall’analisi che ci ho formulato in questa tabella, non può ancora essere completamente chiarito. Non conosciamo ancora abbastanza circa le leggi del sesso nelle creature umane per avanzare una teoria. Krafft-Ebing e gli autori della sua scuola sono attualmente inclini a riferirsi tutti alle malattie dei centri nervosi, ereditarie, congenite, risvegliate da abitudini precoci di auto-abuso. Ho già cercato di mostrare l’inadeguatezza di questo metodo e ho anche richiamato l’attenzione sul fatto che non ci dà sufficientemente conto dei fenomeni che ci sono noti attraverso la storia e attraverso l’esperienza di ogni giorno.” [Bisognerebbe notare che nelle edizioni più tarde del suo libro, Krafft-Ebing modifica considerevolmente l’idea secondo la quale queste variazioni sessuali indicano tutte malattia.] – “Un Problema di Etica Moderna”, p. 46.
Moll, parlando dell’atto così comunemente accreditato agli Urning (sodomia), dice: “Comunemente si dà per scontato che il rapporto sessuale tra Urning consista in questo. Ma è un grosso errore supporre che questo atto sia così frequente tra di loro.” – A- Moll, op. cit., p. 139.
E Krafft-Ebing ne parla come di cosa rara tra i veri Urning, quantunque piuttosto comune tra i vecchi viziosi e debosciati di più normale temperamento. – “Psychopathia Sexualis”, settima edizione, pag. 258.
“L’urning non solo nega l’innaturalità delle sue inclinazioni ma anche il loro carattere patologico; protesta contro il paragone con gli zoppi e coi sordi. La coincidenza occasionale dell’inversione sessuale con altre condizioni realmente morbose non significa nulla e nemmeno il ricordare che essa è contraria alla finalità di propagazione della razza è una prova; chi infatti ci può garantire che la natura abbia inteso destinare tutti alla propagazione della razza? Anche all’ape operaia la natura non ha garantito questa funzione anche se nei suoi rachitici organi sessuali femminili esiste una innegabile indicazione o un suggerimento di sentimenti sessuali.” – A. Moll, op. cit., p. 271. (Da una lettera di un Urning sessantenne.)
“L’omosessualità, quindi, può essere definita come una varietà anormale dell’impulso sessuale, ma difficilmente come una varietà patologica. Se volete, potrebbe essere definita un arresto dello sviluppo o una specie di reversione. E questo si accorda abbastanza col fatto che i migliori esperti di questo argomento non hanno finora scoperto più anormalità fisiche tra gli omosessuali che tra gli eterosessuali – e nemmeno più degenerazione o segni di degenerazione.” – Consulente medico Dr. Paul Naeke, in “Der Tag”, 26 ottobre 1907.
“Come risultato di queste considerazioni Ulrichs conclude che non c’è alcuna base reale per la persecuzione degli Urning salvo quella che può essere trovata nella ripugnanza provata dalla grande maggioranza numerica verso una minoranza insignificante. La maggioranza incoraggia i matrimoni, perdona la seduzione, sanziona la prostituzione, legalizza il divorzio nell’interesse delle sue proprie inclinazioni sessuali. Rende illegali le unioni temporanee o permanenti per la minoranza, la cui inversione dell’istinto aborrisce. E questa persecuzione, nel pensiero popolare, a qualunque livello, è giustificata come molti altri atti iniqui di pregiudizio e ignoranza, da presupposti teologici e da cosiddette disposizioni della rivelazione” – “Un problema di etica moderna” p. 83.
“Noi intendiamo come “omosessuale” una persona che si sente portata verso individui dello stesso sesso da sentimenti di vero amore. Dal punto di vista scientifico è indifferente se egli agisca o meno in accordo col suo sentimento omosessuale. Così come ci sono persone normali che vivono castamente, così ci sono persone omosessuali in cui amore ha chiaramente un carattere psichico, ideale e “platonico”. …
“L’impronta femminile, nel caso degli uomini omosessuali, è in genere evidenziata dalla presenza di una maggiore sensibilità e recettività e anche dalla predominanza della vita emotiva, da un forte senso artistico, specialmente in direzione della musica, e anche spesso da una tendenza al misticismo, e da diverse inclinazioni e abitudini femminili sia nel senso migliore che in quello peggiore del termine. Questa mescolanza di temperamento, comunque, non rende l’omosessuale come tale una persona di minor valore. Egli non è infatti della stessa natura dell’eterosessuale, ma è di uguale valore.” Testimonianza del Dr. M. Hirschfeld come medico specialista nel processo Moltke-Harden.
“Una seria obiezione al riconoscimento e alla tolleranza dell’inversione sessuale, è sempre stata che essa tende alla limitazione della popolazione. Questo era un argomento politico e sociale sano al tempo di Mosé, quando una piccola tribù militare aveva bisogno di moltiplicarsi al massimo della sua capacità procreativa. In nessun modo è un argomento valido nella nostra epoca, quando le porzioni abitabili del globo stanno diventando rapidamente sovrappopolate. E per di più dobbiamo tenere a mente che la società, nell’ordine esistente, sanziona la prostituzione femminile e in questo modo, uomini e donne, quantunque normalmente procreativi, sono sterilizzati in misura indefinita.” – J. A. Symonds, “Un problema di etica moderna”, p.82.
“Prima di Giustiniano, sia Costantino che Teodosio approvarono leggi contro l’inversione sessuale, affidando i colpevoli alle “fiamme vendicatrici”. Ma queste norme non erano applicate rigidamente e si può dire che l’opinione pubblica moderna derivi dalla legislazione di Giustiniano. Le opinioni in materia di costumi e comportamenti seguono sempre la legge. Anche se gli editti imperiali non potevano sradicare una passione che è inerente alla natura umana, avevano l’effetto di diffondere le più estreme punizioni in tutti i codici della nazioni cristiane e di creare un permanente odio sociale.” – Ibid. p.13.
“Il nostro atteggiamento moderno è in qualche modo fatto risalire alla legge giudaica e alla sua sopravvivenza nelle opinioni di san Paolo su questa materia. Ma la legge giudaica stessa aveva un fondamento. Ogni qualvolta l’allargamento della popolazione diventa una necessità sociale fortemente sentita, come accadeva tra i Giudei, nella loro esaltazione della vita familiare, e come accadeva quando i popoli europei furono costituiti, lì l’omosessualità è considerata come un crimine, punibile perfino con la morte … Fu nel secolo quarto di Roma che la forte opposizione moderna all’omosessualità fu formulata in legge. La razza romana era stata in decadenza per parecchio tempo, fiorivano perversioni sessuali di tutti i tipi, la popolazione stava calando, e nello stesso tempo il Cristianesimo, con la sua ostilità giudaico-paolina alla omosessualità stava rapidamente diffondendosi. Gli uomini di stato del tempo, ansiosi di accelerare le pulsazioni della vita nazionale che stavano venendo meno, utilizzarono questo potente sentimento cristiano. Costantino, Teodosio e Valentiniano, tutti approvarono leggi contro l’omosessualità – l’ultimo ordinando in ogni caso come pena le “fiamme vendicatrici”” – Havelock Ellis, op. cit. p.206.
“Oggi i calzolai che fanno le scarpe su misura, trattano in modo più personale con gli individui dei nostri insegnanti e dei nostri direttori di scuola nel loro applicare i principi morali. Gli individui della forma sessualmente intermedia sono trattati come se essi fossero esattamente dei buoni esempi del tipo ideale di maschio o di femmina. Ci manca un trattamento “ortopedico” dell’anima, invece dalla tortura provocata dall’applicazione di forme convenzionali già pronte. Il sistema attuale elimina molto di ciò che è originale, sradica molto di ciò che è veramente naturale e distorce molto in forme artificiali e innaturali.” O. Weininger. “Sesso e carattere”, capitolo v.
“Ciò che è nuovo, nel mio modo di vedere la cose è che stando ad esso l’omosessualità non può essere considerata come un atavismo o come dovuta ad un arresto dello sviluppo embrionale o ad una incompleta differenziazione sessuale; non può essere considerata come un’anomalia rara che si intrufola nella comune completa separazione dei sessi. L’omosessualità è solo la condizione sessuale di quelle forme sessuali intermedie che si estendono da una condizione sessuale ideale all’altra condizione sessuale ideale. Secondo me, ogni organismo attuale ha sia omosessualità che eterosessualità.” – O. Weininger, “Sesso e carattere”, cap. iv.
“E dunque come può accadere che nella nostra epoca, considerata così filantropica, tutte le categorie di uomini, in ragione di anormalità mentali congenite, siano bollate e bandite, freneticamente perseguitate, pubblicamente marchiate, e trattate con le condanne penali più severe? Si stenta a credere che casi gravi di omicidi criminali, parlando moralmente, accadano in questa materia ancora alla fine del diciannovesimo secolo. Alla penosa ignoranza dei giudici, ai mille pregiudizi ereditari della pubblica opinione, come anche alla schiavitù mentale dei corpi legislativi, si deve ascrivere il fatto che il codice penale degli stati più civili è ancora in grande misura formulato nello spirito cupo del medioevo.” – O. de Joux, “Die Enterbten des Liebesglückes” [I diseredati della felicità amorosa] p. 16.
“Fino adesso l’umanità omosessuale si è trovata in una posizione particolare. La sua bocca era chiusa e non poteva parlare; era legata mani e piedi e non poteva muoversi. Ma ora c’è stato un cambiamento importante. La Scienza ha preso le parti di queste persone e ha difeso il loro onore. … Io dichiaro quindi apertamente che questi uomini non dovrebbero più essere marchiati in nome della Cristianità né per mezzo della legge né con qualsiasi altro mezzo.” Da una lettera scritta da un prete cattolico, in risposta ad una circolare inviata dal Comitato delle Humane-Science di Berlino. (Vedi “Jahrbuch der Sexuellen Zwischenstufen) [Annuario degli intermedi sessuali] vol. ii, p. 177.)
“Così il peggiore di tutti i mestieri, quello del ricatto [delle lettere anonime] è incoraggiato dalla legge. … Il miserabile disgraziato perseguitato, messo nell’alternativa di pagare denaro o diventare socialmente impresentabile, perdendo una posizione importante e vedendo il disonore esplodere su di lui e sulla sua famiglia, paga; ma non solo, più paga più grande diventa il vampiro che gli succhia il sangue e la vita, finché alla fine davanti a lui non resta nulla se non la totale rovina finanziaria e la disgrazia. Chi si stupirebbe se i nervi di un individuo in questa posizione non sono capaci di sopportare uno sforzo così terribile? In alcuni casi i nervi cedono tutti insieme. … Cambiate la legge e invece di aumentare il vizio lo diminuirete. La tentazione di esercitare un mestiere disgraziato con lo scopo di estorcere denaro sarebbe eliminata.” – “Un problema di Etica Moderna”, pagine 56 e 86.
“Ne dedurrete giustamente che è difficile per me dire esattamente come io considero (moralmente) la tendenza omosessuale, comunque sono certo che anche se fosse possibile non vorrei cambiare la mia natura di invertito in una normale. Io sospetto che le amozioni sessuali, e anche quelle di un invertito, abbiano un senso più sottile di quello che si attribuisce loro generalmente; ma i moderni moralisti o dibattono timidamente di interpretazioni trascendentali o non ne considerano alcuna, e io sono ignorante e incapace di risolvere il mistero che questi sentimenti sembrano implicare”. – Havelock Ellis, op. cit. p. 65, caso ix.
“Io non posso considerare i miei sentimenti sessuali come innaturali o anormali, dato che si sono dischiusi dentro di me in modo così perfettamente naturale e spontaneo. Tutto quello che ho letto nei libri o ho sentito dire sull’ordinario amore sessuale, la sua intensità a la sua passione, la devozione per tutta la vita, l’amore a prima vista, ecc. mi sembrano potersi facilmente paragonare con le mie esperienze di tipo omosessuale; e rispetto alla moralità di questo difficile argomento, la mia sensazione è che sia la stessa che potrebbe manifestarsi nell’amore tra un uomo e una donna, e precisamente che nessuna soddisfazione fisica sarebbe ricercata al costo di stressare o degradare un’altra persona. Sono certo che questo tipo di amore è, nonostante le difficoltà fisiche che lo accompagnano, così profondamente eccitante e nobilitante come l’amore dell’altro tipo, se non anche di più; e credo che per una perfetta relazione le vere gratificazioni sessuali (qualsiasi esse siano) probabilmente rivestano un’importanza minore in questo amore che nell’altro.” – Ibid, “caso” vii, p. 58.
“Sono cresciuto, ho cominciato i miei studi professionali e ne sono stato molto felice. Vivevo in una grande capitale, mi muovevo molto in società. Avevo un grande e vivace gruppo di amici. Ma sempre, ogni volta, io capivo che nel nucleo, alla radice profonda di me stesso, c’erano un palpito e un calore, un riflusso e un’ondata, una ricerca come in un sogno vano di realizzare ancora quella passione di amicizia che potesse trascendere finalmente la fredda idea moderna di legame; la super-amicizia, l’amore-amicizia dell’Ellade che significava che tra uomo e uomo poteva esistere l’amore fisico sessuale. Questo era ancora possibile! Ora lo sapevo. Avevo letto nei versi e nella prosa di autori greci, latini o orientali, che avevano descritto ogni ombra della sua bellezza o della sua bruttezza, il suo potere di svilimento – Da Teocrito a Marziale, o ad Abu-Nuwas, a Platen, a Michelangelo, a Shakespeare. Lo avevo imparato dalle statue degli scultori – in queste linee così spesso vivide per la mera bellezza fisica maschile – lavori che generano, che fanno sorgere il senso di essa in una razza. Lo avevo quasi indovinato nella musica di Beethoven e di Tschaikowsky, prima di conoscere la biografia ci ciascuno di loro. E avevo riconosciuto che cosa esso rappresenti per la maggior parte della gente oggi – dal disgusto al disprezzo alle risate dei miei simili – quando si accenna appena ad una simile emozione.” “Imre: a memorandum” di Xavier Mayne, p. 120. Napoli, R. Rispoli, 1906.
“Finalmente, in quello stesso inverno, il caso mi ha aperto bene gli occhi su me stesso. Da allora, non ho più avuto bisogno di conoscere altro del mio albero del bene e del male. Mi sono buttato in una massa di studi seri: Tedesco, Italiano, Francese, Inglese, a partire dai migliori specialisti e teorici europei di materie intorno alla sessualità, molti di loro con idee molto diverse da quelle del mio bene intenzionato ma fin troppo assertivo dottore Yankee (che aveva raccomandato il matrimonio come cura). Ho letto delle teorie più discusse sul “sesso secondario” e sull’”intersessualità”, ho imparato molto circa le teorie e i fatti relativi all’omosessualismo, l’amore uraniano, la razza uraniana, il “sesso all’interno dello stesso sesso”… Sono venuto a sapere della loro enorme distribuzione nel mondo oggi, e della notevole attenzione che gli scienziati e i giuristi europei hanno dedicato ai problemi collegati con l’omosessualismo. Potrei seguire intelligentemente gli sforzi di ben disporre l’opinione pubblica verso questa non sradicabile e non compresa fase dell’umanità. Ho capito che ero sempre stato membro di quelle confraternita nascosta e di quel sub-sesso o super-sesso. Mi sono anche preoccupato di informarmi della sue profondamente istintive framassonerie, anche di quelle organizzate, in ogni classe sociale, in ogni paese e in ogni civiltà.” – Ibid., pp. 134-135.
“Così nell’inversione sessuale troviamo quello che si può giustamente chiamare “gioco” della variazione, una di quelle aberrazioni organiche che vediamo nella natura vivente, nella piante e negli animali.” … “ Tutte queste variazioni organiche che io ho menzionato qui per illustrare l’inversione sessuale sono anormalità. È molto importante che noi abbiamo un’idea chiara di che cosa sia l’anormalità. Molta gente immagina che ciò che è anormale sia necessariamente patologico. Ma non è così a meno che noi non diamo alla parola malattia un’estensione sconveniente e illegittima. È insieme sconveniente e inesatto parlare di daltonismo, di criminalità e di genio come malattie nello stesso senso in cui parliamo di scarlattina, tubercolosi o paralisi generale come malattie.” – Havelock Ellis, op. cit. p. 186.
“Ho sostenuto da qualche tempo una teoria su questa questione “omogenica” – io non credo che sia nuova – ma il fatto è che quando un uomo raggiunge un certo stato di sviluppo e si avvicina alla totalità della natura umana, viene all’esistenza in lui, anche in tono minore all’inizio, un elemento femminile oltre quello maschile. Questo significa che quando egli supera le varie barriere, supera anche le barriere del sesso, nel suo percorso per diventare un essere umano completo, un Universale.” – Da una lettera privata.
“I grandi geni, uomini come Goethe, Shakespeare, Shelley, Byron, Darwin, avevano tutti un’anima femminile ben sviluppata in loro. … Come noi incontriamo comunemente nelle città donne che sono maschi per un quarto o per un ottavo e così via, … Così c’è all’interno di noi un analogo mezzo sangue che si adatta alle circostanze con la massima facilità. I Greci riconoscevano che un essere simile poteva esistere anche in armonia con la natura e così lo abbellirono e lo idealizzarono come Saffo.” – Charles G. Leland, “Il sesso alternato”, pag. 41 e 57. Londra, 1904.
“Ho analizzato e indagato questa questione per molti anni ed è mia ferma convinzione da molto tempo che nessuna violazione della moralità è coinvolta nell’amore omosessuale che, come ogni altra passione, tende quando debitamente inteso e controllato da un sentimento spirituale, alla salute fisica e morale dell’individuo e della razza, e che sono solo le sue brutali perversioni che sono immorali. Ho conosciuto molte persone più o meno soggette a questa passione e ho trovato che erano una categoria di uomini di pensiero particolarmente elevato, retti, fini e, devo aggiungere, puri di mente.” – Comunicato dal prof. … in Appendice a “Inversione sessuale” di Havelock Ellis, p. 240.
“Ciò che fin dal principio mi bloccava di più ma ora mi sembra perfettamente chiaro e anzi proprio necessario è che tra gli omosessuali si trova il gruppo più notevole di uomini, specificamente quelli che io chiamo super-virili. Questi uomini stanno in virtù della speciale variazione della loro anima tanto al di sopra degli uomini comuni quanto un uomo di sessualità normale sta sopra una donna. Un individuo simile è capace di ammaliare gli uomini con suo odore di anima, come loro, benché passivamente, ammaliano lui. Ma dato che lui vive sempre nella società degli uomini, e gli uomini, per così dire, siedono ai suoi piedi, ne deriva che questo super-virile spesso scala le cime più altre dall’evoluzione spirituale, dello stato sociale e della capacità virile. Da qui deriva che i nomi più famosi del mondo e della storia della cultura stanno a ragione o a torto nella lista degli omosessuali. Nomi come Alessandro il Grande, Platone, Giulio Cesare, Michelangelo, Carlo XII di Svezia, Guglielmo d’Orange e così via. Non solo è così ma deve essere così. Così come certamente come eroe delle donne rimane un uomo spiritualmente inferiore, così l’eroe degli uomini è proprio un eroe degli uomini, se in qualche modo ha materia per esserlo.
Di conseguenza il codice penale tedesco, nel bollare l’omosessualità come crimine mette il fior fiore dell’umanità nella lista di proscrizione.” Prof. Dott. Jaeger, “Die Entdeckung der Seele” [la scoperta dell’anima] pp. 268-269.
“I tipi licenziosi, garruli o morbosi di invertiti sono stati così onorari dalla pubblicità che gli altri tipi sono ancora poco conosciuti. Questi ultimi nella maturità della loro natura intellettuale e morale, smettono di cercare il sesso come il perno dell’universo, smettono di rattristarsi della loro sorte. Hanno la loro missione da compiere quaggiù e cercano di compierla quanto meglio possono. Nello stesso modo troviamo che ci sono eterosessuali (o normali) che in un certo stadio della loro crescita si liberano della vita sessuale.” – M. A. Raffalovich. “Uranismo e unisessualità”, p. 74.
“Il beneducato e molto acculturato Urning è un completo idealista; la materia per lui non è che un simbolo del pensiero e il reale non è che l’espressione vivente dell’invisibile”. – De Joux, “Die Enterbten des Liebesglücks” [I diseredati della felicità amorosa], p. 46.
“Dato che la natura e la legge sociale sono così crudeli da imporgli un severo celibato, tutto il suo essere è conseguentemente di straordinaria freschezza e di superba purezza, e i sui modi di vita sono modesti come quelli di un santo – una cosa che nel caso di un uomo di salute florida e che gira il mondo è certamente inusuale.” – Ibid. p. 41.
“Se l’anima di una donna nella sua forma usuale rappresenta un segreto chiuso con sette sigilli, quando è imprigionata nel robusto copro di un uomo e fusa con alcuni dei motivi della virilità, nessuno potrà mai essere certo della scrittura ben più enigmatica di quei significati sibillini. Solo un Urning può capire un Urning.” – Ibid. p. 63.
“Dato che essi stessi (gli Urning) sono di natura molto complessa e messi insieme a partire da elementi opposti, essi ricercano ed amano le nature semplici, schiette, franche. Dato che soffrono in continuazione per la ribellione dei loro desideri contro il buon gusto e la morale, spesso bramano una libertà barbarica. E poiché ogni loro emozione è accorciata, distratta e usurata dalle migliaia di dubbi e di sospetti delle loro menti urning, radunano intorno a sé uomini che sono abituati ad andare direttamente dalla sensazione all’azione e che lavorano a partire da istinti basilari selvaggi con la stessa certezza degli animali.” – Ibid. p. 96.
“È vero che noi siamo spesso inferiori agli uomini normali quanto a forza di volontà, sapienza mondana e senso del dovere; ma d’altra parte, nella profondità e nella delicatezza del sentimento e in ogni virtù del cuore noi siamo molto superiori. Non possiamo amare le donne, ma ci lamentiamo con loro e le aiutiamo al focolare e accanto alla culla, nel bisogno e nella solitudine come i loro amici più altruisti. … Noi non disprezziamo le donne perché sono deboli perché siamo molto più perspicaci e abbiamo molto meno pregiudizi dei cosiddetti signori della creazione, siamo molto più nobili, molto più utili e abbiamo una visione molto più corretta della loro … Comunque, se uno dei sessi ha un motivo per limitare il rispetto in qualsiasi grado nei confronti dell’altro, chi ne ha più motivo? Di’ pire di loro quello che vuoi, il secondo e il terzo sesso (le Donne e gli Urning) sono sempre molto migliori degli uomini brutali ed egoisti, che oggi sono immersi nel grossolano materialismo; perché, con qualsiasi livello di corruzione, i due sessi citati prima sono comunque di cuore più puro e si infiammano più facilmente verso tutto ciò che è buono e sono più capaci di entusiasmo genuino e di amore dei loro compagni rispetto al sesso maschile.” – Ibid. p. 224.
“Incarnando come realmente incarna amore, pazienza, rinuncia, umiltà e dolcezza, potrebbe cercare di colpire con la sua mano gentile tutti i cuori e di guarire tutte le ferite che sono il risultato della debole peccaminosità originale dell’uomo. Le tenere emozioni nel suo petto, il suo cuore sempre tenero facilmente sconvolto, la sua delicata sensibilità e la sua recettività verso tutto ciò che è alto e puro, la sua mitezza, la sua bontà e la sua inesauribile pazienza – tutti questi doni divini della sua anima portano chiaramente alla conclusione che il grande creatore del mondo intendeva creare negli Urning un nobile sacerdozio, una razza di Samaritani, un ordine rigorosamente puro di uomini per offrire un forte contrappeso alle tendenze immorali della razza umana, che aumentano con l’aumentare della sua cultura.” – Ibid. p. 253.
“Quando riprendo in considerazione i casi che ho presentato e la storia mentale degli invertiti che ho conosciuto, sono portato a dire che se noi potessimo fare in modo che un invertito fosse in buona salute, autocontrollato, capace di rispetto verso se stesso, avremmo fatto spesso ben più che convertirlo ad un mero debole simulacro di un uomo normale. Un riferimento alla pederastia dei tempi migliori dei Greci e alla dignità, alla temperanza e anche alla castità che essa comportava troverà spesso una pronta risposta nella natura emozionale entusiastica dell’invertito congenito. L’amore “maschile” celebrato da Walt Wgitman in “Leaves of Grass”, anche se può essere di valore più dubbio per un uso generale, fornisce un sano e robusto ideale all’invertito che è insensibile ai normali ideali. È con alcuni metodi del genere, di auto-trattamento come questo, che molti degli uomini più intelligenti e delle donne le cui storie ho già brevemente ricordato, hanno alla fine lentamente e istintivamente raggiunto una condizione di relativa sanità e di pace fisica e morale.” – Havelock Ellis, “Sexual Inversion”, p. 202.
“Dall’America una signora scrive: “Gli invertiti dovrebbero avere il coraggio e l’indipendenza di essere se stessi e di richiedere un’analisi seria della loro condizione. Se uno si sforza di vivere onorevolmente e prende in considerazione il più grande bene per il più grande numero di persone, non è un crimine e nemmeno una disgrazia essere un invertito. Non ho certo bisogno della legge per difendermi, e nemmeno desidero di aver qualche concessione fatta a mio vantaggio, né chiedo ai miei amici di sacrificare i loro ideali per me. Anche io ho ideali che sosterrò sempre. Tutto quello che desidero e che pretendo come mio diritto è la libertà di esercitare questo dono divino di amare, che non è né una minaccia per la società né una disgrazia per me. Lasciate una buona volta che sia chiaro che l’invertito medio non è un degenerato morale e nemmeno un degenerato mentale ma semplicemente un uomo o una donna meno altamente specializzato, meno completamente differenziato degli altri uomini e delle altre donne, e io credo che il pregiudizio su di essi sparirà, e se essi vivono rettamente si guadagneranno certamente la stima e la considerazione di tutte le persone intelligenti. Io so che cosa significa essere un invertito (che si percepisce come messo da parte dal resto dell’umanità) e trovare un cuore umano che si fida di lui e lo capisce, e so come queste cose siano e saranno quasi impossibili finché il mondo non sarà reso consapevole di questi fatti.” Ibid., p. 213.
FINE
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sabato 26 settembre 2015

E. CARPENTER: "IL SESSO INTERMEDIO" QUARTA PARTE

IL RUOLO DEGLI URANISTI NELLA SOCIETÀ
Per quante visioni diverse ci possano essere sui problemi più importanti che le sessualità intermedie presentano e per quanto difficile sia la soluzione delle questioni coinvolte, c’è una cosa che mi appare incontestabile: e precisamente che un vasto numero di intermedi svolgono ora un lavoro sociale molto apprezzabile e che essi lo fanno in parte in ragione del loro temperamento sociale.
Questo fatto, in genere, non è conosciuto come dovrebbe per la semplice ragione che l’uranista stesso non è riconosciuto, e infatti (come abbiamo già detto) tende a nascondere il suo temperamento al pubblico. Non c’è dubbio che, se fosse ampiamente noto che cosa sono gli uranisti, il mondo rimarrebbe stupito di trovare tanti tra i suoi grandi uomini e tanti trai suoi leader in mezzo a loro.
Ho pensato che sarebbe stato utile indicare alcune delle linee lungo le quali un lavoro considerevole viene effettivamente svolto, o è stato svolto, dalle persone di questo orientamento; e nel fare questo non intendo certo mascherare o nascondere il fatto che ci sono parecchie persone omosessuali che sono soltanto frivole o deboli o anche viziose, che in pratica non fanno assolutamente alcun lavoro utile per la società, così come ci sono persone normali che non fanno alcun lavoro utile per la società. L’esistenza di quelli che non fanno alcun lavoro significativo non altera il fatto dell’esistenza degli altri il cui lavoro è di grande importanza. Desidero anche chiarire che io uso la parola uranisti per indicare semplicemente quelli le cui vite e la cui attività sono ispirate da una genuina amicizia o da amore per quelli del loro stesso sesso, senza avventurarmi a specificare le loro particolari e specifiche abitudini o le loro relazioni con quelli che amano (relazioni che in molti casi non abbiamo alcun modo di conoscere). Alcuni intermedi illuminati e leader – certamente non pochi – sono fisicamente molto riservati e continenti; altri sono sensuali in grado maggiore o minore. Il punto è che essi sono tutti uomini o donne la cui motivazione più profonda deriva del fatto di dedicarsi al loro stesso genere e che in qualche modo si limitano a quello. E se sembra strano e anomalo che in questi casi un lavoro di particolare importanza per la società sia fatto da gente i cui affetti e le cui stesse disposizioni la società stessa biasimerebbe, dopo tutto si tratta di un fatto che è accaduto già prima centinaia di volte nella storia del mondo.
Come ho già accennato, il temperamento uraniano (probabilmente proprio a causa della sua doppia natura e della veloce e costante interazione tra i suoi elementi maschili e quelli femminili) è enormemente sensibile ed emotivo; e non c’è dubbio che per questa ragione un gran numero di artisti, musicisti, letterati, pittori appartengano a questa categoria. Quella delicata e sottile corrispondenza con ogni onda e con ogni fase della sensibilità, che rende possibile l’esistenza di un artista, è anche specificamente una caratteristica degli uranisti (di tipo maschile), e rende facile e naturale per un uranista diventare artista. Nelle confessioni e nei casi raccolti da Krafft-Ebing, Havelock Ellis e altri, è veramente considerevole il largo numero di uomini di questo temperamento che appartengono alla classe degli artisti. Nel suo volume sulla “Inversione sessuale” [1] che parla dei casi raccolti da lui stesso, Ellis dice: “Un esame dei miei casi rivela il fatto interessante che trentadue di essi, cioè il sessantotto per cento, possiede in grado variabile un’attitudine artistica. Galton ha trovato, attraverso un’indagine su circa mille persone, che la media generale di quelli che mostrano attitudini artistiche in Inghilterra è solo di circa il trenta per cento. Bisogna anche dire che i miei numeri sono probabilmente al di sotto della verità, perché nessuna particolare attenzione era stata usata per indagare questo punto specifico, e anche perché in molti dei miei casi le attitudini artistiche sono di alto livello. Rispetto alla particolare occupazione dei miei casi, bisogna dire ovviamente che nessuna occupazione fornisce una salvaguardia contro l’inversione. Ci sono comunque alcune occupazioni verso le quali gli invertiti sono particolarmente attratti. L’attore è certamente una delle più importanti. Tre dei mie casi appartengono alla professione drammatica e altri hanno spiccate attitudini drammatiche. E ancora, l’arte nelle sue varie forme e la musica esercitano su di loro molta attrazione. Nella mia esperienza, comunque, la letteratura è l’attività verso la quale gli invertiti si sentono più fortemente vocati e in cui d’altra parte possono trovare nel più alto grado successo e reputazione. Almeno una mezza dozzina dei miei casi sono uomini di lettere di successo”.
Della letteratura in questo senso e dei grandi scrittori del mondo il cui lavoro è stato in parte ispirato dall’amore uraniano ho già parlato io stesso. [2] Si può dire in aggiunta che quelli tra i moderni scrittori d’arte e i poeti che hanno fornito i più grandi servizi sulla strada della interpretazione e della ricostruzione della vita greca e degli ideali greci – uomini come Winckelmann, Goethe, Addington Symonds, Walter Pater – hanno avuto una marcata nota di questo temperamento in loro. E questo è stato un servizio di grande valore, in servizio che il mondo a stento avrebbe potuto permettersi di perdere.
I pittori e gli scultori, specialmente del del periodo del rinascimento in Italia forniscono non pochi esempi di uomini il cui lavoro è stato ispirato in questo modo – come nei casi di Michelangelo, Leonardo, Bazzi, Cellini e altri. Quanto alla musica, questa è certamente l’arte che nella sua sottigliezza e tenerezza – e forse in una certa inclinazione ad indulgere all’amozione – si colloca più vicino alla natura uranista. Ce ne sono pochi, infatti, di questa natura che non abbiano qualche dono nella direzione della musica – anche se non sembra, se non citiamo Tschaikowsky, che molti uomini profondamente Uranisti abbiano raggiunto i più alti livelli in questa arte.
Un’altra direzione verso la quale il temperamento uranista trova del tutto naturalmente il suo sbocco è l’importante lavoro sociale dell’educazione. La capacità che un uomo ha, in questi casi, di dedicarsi al benessere dei ragazzi e dei giovani è chiaramente una cosa che non dovrebbe essere gettata via e che può essere molto preziosa e utile. Non si può contestare che un gran numero di uomini (e di donne) sono attratti verso la professione dell’insegnamento da questo sentimento – e il lavoro che essi fanno è in molti casi decisamente sottostimato. Fortunato il ragazzo che si incontra con un aiuto simile nella prima fase della sua vita! Conosco un uomo – un pensatore e uno scrittore emergente e vigoroso – che deve quasi tutto, mentalmente, ad un simile amico della sua adolescenza, che ebbe per lui il massimo interesse, lo vide quasi ogni giorno per anni, e quindi gli chiarì non solo le questioni mentali ma anche quelle morali, dandogli l’affetto e la guida di cui il suo giovane cuore aveva bisogno. Ed io stesso ho conosciuto e visto non pochi di questi insegnanti, sia in scuole pubbliche che in scuole private, e ho visto qualcosa del loro lavoro e quanto siano stati di esempio per i loro ragazzi. Ostacolati come sono stati dalla facilità del mondo nell’interpretare male le cose, sono stati comunque capaci di fare un lavoro prezioso. Ovviamente qua e là capita qualche caso nel quale c’è stato abuso di posizione, ma anche allora il giudizio del mondo è spesso irragionevolmente severo. Un povero ragazzo, una volta, mi disse con le lacrime agli occhi del lavoro che un uomo aveva fatto per lui. Quest’uomo aveva salvato il ragazzo dai genitori ubriachi, lo aveva portato via dai quartieri malfamati e attraverso un club lo aveva inserito nel mondo. Era chiaro che ne aveva salvati decine e decine di altri nello stesso modo. Ma in un’occasione o nell’altra si trovò nei guai e fu accusato di familiarità improprie. Nessuna scusante e nessun ricordo di una vita utile fu del minimo aiuto. Qualsiasi spropositata calunnia otteneva credito, qualsiasi motivo meschino gli veniva imputato, dovette rinunciare alla sua posizione e andarsene da un’altra parte, il suo lavoro di una vita fu distrutto e per non essere mai più ricominciato.
La capacità di affetto sincero che fa in modo che un uomo più grande si prenda cura con tale attenzione del benessere di un giovane o di un ragazzo trova una corrispondenza in una corrispondente capacità del giovane di devozione verso un uomo più grande. Questo fatto spesso non è riconosciuto. Ma ho visto casi di ragazzi e anche di giovani uomini che potevano provare l’attaccamento più romantico verso uomini abbastanza maturi, talvolta fino a quaranta o cinquant’anni di età e solo verso di loro – che non prendevano assolutamente in considerazione i loro coetanei, dell’uno o dell’altro sesso, ma che si preoccupavano solo di ottenere una risposta affettiva da questi altri. Può sembrare strano ma è vero. E questo fatto non solo ci fa capire quali rovelli ci siano, addormentati, nei petti dei nostri figli ma quanto sia importante che noi cerchiamo di comprenderli – perché qui, in casi come questi, trovare un cuore che ti corrisponde in un uomo più grande potrebbe essere proprio la salvezza del più giovane.
Sarebbe certo difficile dire quanto dell’enorme ammontare del lavoro filantropico fatto ai giorni nostri – da donne in mezzo a ragazze bisognose e indigenti di tutti i tipi o da uomini tra categorie corrispondenti di ragazzi – è ispirato da questo sentimento; ma deve trattarsi comunque di una notevole percentuale. Io personalmente credo che il miglior lavoro filantropico, proprio perché è quello più personale, più affettuoso, e il meno riducibile ad aspetti solo formali, il meno presuntuoso, ha una forte fibra di cuore uraniano che lo percorre. E se andrebbe detto che un lavoro di tipo così personale è più soggetto a pericoli e a difficoltà in quel senso, è l’unico che è veramente dei migliori in tutti i settori.
Eros è un grande livellatore. Probabilmente la democrazia si trova, molto più saldamente che in qualsiasi altro luogo in un sentimento che facilmente supera i limiti di classe e di casta e unisce negli affetti più stretti i livelli più distanti della società. È da notare quanto frequentemente gli uranisti di buona posizione e di buona educazione sono portati verso i tipi più rozzi, come i lavoratori manuali e frequentemente si formino rapporti molto stabili in questo modo, che, anche se non pubblicamente riconosciuti hanno un’influenza decisiva sulle istituzioni sociali, sulle usanze e sulle tendenze politiche e che avrebbero ancora un bel po’ di influenza in più se fosse data loro una maggiore visibilità e un maggiore riconoscimento. Ci sono casi che ho conosciuto (anche se il comune mondo commerciale lo può credere a stento) di datori di lavoro che hanno fatto in modo che i loro dipendenti, o molti di loro, si affezionassero a loro in modo molto personale, e il cui scopo nel condurre i loro affari era almeno altrettanto quello di dare un buon tenore di vita ai loro dipendenti, quanto di darlo a loro stessi; mentre i dipendenti, rendendosene conto hanno corrisposto come meglio potevano. È possibile che qualcosa di simile alle gilde e alle confraternite del medioevo possa quindi essere ricostruito ma su una base molto più intima e personale ai nostri giorni; e infatti non mancano i segni che una simile ricostruzione si stia attualmente verificando.
Le “Lettere di Amore e di Lavoro” scritte sa Samuel M: Jones di Toledo, Ohio, ai suoi dipendenti in uno stabilimento industriale di cui era il direttore, sono molto interessanti a questo riguardo. Esse emanano uno spirito di affetto straordinariamente personale verso i dipendenti e una grande confidenza con loro, sentimenti che erano di cuore corrisposti da questi ultimi e tutta l’impresa era gestita con grande successo sulla base di un principio di stretta e amichevole collaborazione a tutto tondo. [3]
Queste cose suggeriscono in realtà che è possibile che lo spirito uranista possa condurre a qualcosa di simile ad un generale entusiasmo di umanità, e che le persone uraniste possano essere destinate a formare l’avanguardia del grande movimento che trasformerà un giorno la vita comune sostituendo un legame di affetto personale e di compassione ad altri vincoli, monetari, legali o comunque esterni che adesso controllano e limitano la società. Non possiamo ovviamente aspettarci che gli uranisti possano ricoprire un tale ruolo a meno che la disponibilità per il loro tipo d affetto esista – benché in germe e in modo non sviluppato – nell’animo dell’umanità su larga scala. E il pensiero e la ricerca moderna procedono su questa strada per confermare che questo può avvenire.
Il Dtt. E. Bertz nel suo recente studio su Whitman come persona di temperamento fortemente omogenico [4] tira fuori l’obiezione che il Vangelo del Cameratismo come mezzo di rigenerazione sociale è fondato su una falsa base perché (Così dice il Dott. Bertz) questo Vangelo di Whitman deriva da una anormalità in lui stesso, e quindi non può certo avere una applicazione universale né creare un entusiasmo generale. Ma questo è piuttosto il caso in cui si dà per scontato il punto che deve essere dimostrato. Whitman sostiene costantemente che il suo orientamento, a qualsiasi livello è normale e che lui rappresenta il modello di uomo medio. E può essere vero, almeno finché è interessato il suo temperamento uraniano, perché mentre questo era particolarmente sviluppato in lui, i germi di esso sono quasi universali. Se è così il cameratismo sul quale Whitman fonda una gran parte del suo messaggio, può nel corso del tempo trasformarsi in un entusiasmo generale, i più nobili uranisti di oggi possono essere destinati, come abbiamo suggerito, ad essere i suoi pionieri e le sue avanguardie. Come uno di essi ha cantato:
Queste cose accadranno! Una razza più alta,
Di quelle che il mondo ha mai conosciuto, sorgerà
Con la fiamma della libertà nelle loro anime,
E con la luce della scienza nei loro occhi.
Nazione con nazione, terra con terra,
Senza armi vivranno libere come compagne;
In ogni cuore e in ogni cervello palpiterà
Il battito della fraternità.
[John Addington Symonds.]
Ma procediamo. L’uranista, anche se in genere è eccitabile e sensibile, certamente non è sempre un sognatore. È talvolta straordinariamente e inaspettatamente pratico; e un uomo simile può trasmettere e spesso trasmette un entusiasmo positivo tra i suoi subordinati in una organizzazione di affari. Lo stesso si può dire per l’organizzazione militare. Di regola il temperamento uranista (nel maschio) non è militarista. La guerra con i suoi orrori e i suoi modi selvaggi è qualcosa di alieno per questo tipo di uomini. Ma anche qui ci sono eccezioni; e in ogni tempo ci sono stati grandi generali (come Alessandro, Cesare, Carlo XII di Svezia o Federico II di Prussia, per non parlare di esempi più moderni) con una potente traccia in loro di natura omogenica e una stupefacente capacità di organizzazione e di comando che si combinava col loro personale interesse o per le loro truppe o col loro attaccamento ad esse, e l’entusiasmo suscitato in risposta ha reso le loro armate pressoché invincibili.
L’esistenza di questa abilità pratica in alcuni uranisti non può essere negata; ed essa mira all’importante lavoro che essi potrebbero dover fare nella ricostruzione sociale. Nello stesso tempo credo che sia da notare che la politica (a qualunque livello, nel senso moderno del termine, in relazione in particolare con questioni di partito e col governo dei partiti) di regola non sia cosa loro congeniale. L’elemento personale o affettivo è probabilmente troppo remoto o assente. Meri “punti di vista” o “questioni” e conflitti di partito sono cose lontane per un uomo uranista, come lo sono in genere per la donna comune.
Se la politica, comunque, non è loro particolarmente congeniale, è comunque da notare quanti personaggi di rango reale sono stati decisamente omogenici nel temperamento. Prendendo i re di Inghilterra dalla conquista normanna fino ai nostri giorni, ne possiamo contare più o meno trenta. E tre di essi, cioè in particolare Guglielmo il Rosso, Edoardo II e Giacomo I, erano omosessuali in modo marcato e possono senza problemi essere classificati come uranisti, mentre alcuni altri, come Gugliemo III, mostravano una forte componente dello stesso temperamento. Tre su trenta costituiscono una percentuale notevole – il dieci per cento – e considerando che i sovrani generalmente non scelgono da sé di essere sovrani ma finiscono nella loro posizione per caso o per nascita, la percentuale è certamente notevole. Questo suggerisce che la percentuale generale, nel mondo considerato nel suo complesso è ugualmente alta, ma che resta inavvertita, salvo che nella feroce luce che batte sui troni? O c’è un’altra spiegazione per la speciale predisposizione dei regnanti per l’inversione? Qualche volte è stata chiamata in causa la degenerazione ereditaria. Ma è difficile spiegare la faccenda anche con questa teoria, perché anche se l’epiteto “degenerato” si può forse applicare a Giacomo I, non sarebbe comunque applicabile a Guglielmo il Rosso e a Guglielmo III, che nei loro diversi modi, erano entrambi uomini di grade coraggio e di grande forza personale – mentre Edoardo II era senza dubbio mancante di abilità.
Ma mentre il temperamento uranista ha, in alcuni casi, aiutato coloro che lo possedevano a diventare persone distinte nell’arte o nell’educazione o nella guerra o nell’amministrazione, e li ha resi capaci di svolgere un lavoro di valore in questi campi; resta comunque vero che d’altra parte li ha favoriti e li favorisce marcatamente per il servizio negli affari di cuore.
È difficile immaginare persone più dotate in queste materie rispetto agli Intermedi. Perché, infatti, nessun altro probabilmente può trovare una risposta a tutte le fluttuazioni e a tutte le interazioni della vita umana maschile e femminile e può comprenderle meglio di loro. La falsa timidezza e la passività delle donne , la rude invasività degli uomini; la lussuria, la brutalità, le lacrime segrete, il cuore sanguinante; la rinuncia, la maternità, la finezza, il romanticismo, la devozione angelica, tutte queste cose si trovano addormentate nell’anima uranista, pronte ad esprimersi quando se ne presenta l’occasione; e se non sono sempre espresse, sono comunque sempre lì a scopo di divinazione o di interpretazione. Ci sono in realtà poche situazioni, nel corteggiamento o nel matrimonio che un uranista non possa capire istintivamente; ed è strano vedere come anche una persona illetterata di questo tipo possa spesso leggere facilmente manoscritti d’amore in casi in cui un uomo o una donna normale brancola su di essi come un bambino al buio. [5]
Che gli uranisti spicchino come aiutanti e guide, non solo in questioni educative, ma in questioni d’amore e di matrimonio è abbastanza evidente a tutti quelli che li conoscono. Per loro è una cosa comune essere consultati ora dagli uomini ora della donne le cui situazioni matrimoniali sono in crisi o sono addirittura al disastro, in genere non per il fatto che coloro che li consultano percepiscono la natura uranista, ma perché essi sentono istintivamente che c’è una grossa simpatia unita alla comprensione della questione dal loro punto di vista. In questo modo, il destino dell’uranista, benché non riconosciuto, è di avvicinare tempi più felici e una migliore comprensione reciproca tra quelli coi quali può trovarsi ad avere a che fare. Spesso diventa anche il confidente di ragazzi giovani di entrambi sessi, colti nel groviglio dell’amore e della passione, che non sanno a chi rivolgersi per cercare aiuto.
Penso, per esempio, a tutti i servizi che un uranista può rendere alla società. Un bel giorno si troverà che nel risolvere problemi di affetto e di cuore egli potrà rendere il più grande servizio. Si sta veramente avvicinando il giorno in cui, come abbiamo suggerito, l’amore dovrà prendere il suo giusto posto come collante e forza direttrice della società (al posto dei legami basati sul denaro) e la società dovrà trasformarsi di conseguenza andando verso un livello più alto, allora certamente i tipi superiori di uranista – preparati per questo servizio da una lunga esperienza e dal fatto di essersi dedicati ad essa, come da molta sofferenza, avranno un ruolo importante da giocare nella trasformazione. Perché gli uranisti nelle loro vite mettono l’amore davanti a qualsiasi altra cosa, posponendo ad esso le altre motivazioni, come il fare soldi, il successo negli affari, la fama, che occupano un così largo spazio nelle carriere di molte persone. Questo è un fatto che è evidente a tutti quelli che conoscono gli uranisti. Questo può significare dire poco o nulla in favore degli individui di questa categoria la cui concezione dell’amore è solo di tipo basso e frivolo; ma nel caso degli altri, che vedono il dio nella sua giusta luce, il fatto che essi servano il dio con onestà di cuore e senza mai interrompere il loro servizio, li innalza di un solo balzo nella posizione di leader naturali dell’umanità.
Da questo fatto – cioè dal fatto che queste persone si occupano molto spesso di problemi di cuore – e dal fatto che le loro relazioni e le loro amicizie si formano e si sviluppano per così dire al di sotto della superficie della società e perciò in qualche misura al di là delle ricerche e delle analisi della signora Grundy, discendono delle conclusioni interessanti.
Per un verso continuiamo a chiederci come la società si conformerebbe se fosse libera: che forma assumerebbe in questioni di amore e di matrimonio, se le attuali restrizioni e sanzioni fossero rimosse o fortemente modificate. Attualmente in queste materie, la Legge, la Chiesa, e una forte pressione della pubblica opinione interferiscono molto, costringendo all’osservanza di determinate norme; e diventa difficile dire quanto dell’ordine esistente è dovuto all’istinto spontaneo e al senso comune della natura umana e quando alla mera costrizione e all’interferenza esterna: quanto, per esempio, la monogamia sia naturale o artificiale; fino a che punto i matrimoni sarebbero stabili se la legge non li rendesse tali; quale sia una visione razionale del divorzio; se la gelosia sia il necessario completamento dell’amore, e così via. Questi sono problemi che sono continuamente discussi senza giungere a conclusioni; o non raramente con conclusioni abbastanza pessimistiche.
Ora nei gruppi degli urning esiste una certa libertà (anche se, ovviamente, incompleta). Al di sotto della superficie della società generale e per conseguenza in modo indipendente dalle sue leggi e dai suoi costumi, le relazioni si formano, si mantengono o si modificano o si rompono in accordo più con una necessità interna che per una pressione esterna. E così accade che in questi gruppi si presenta l’opportunità di notare e osservare i raggruppamenti in condizione di libertà, come non accade nel mondo ordinario. Di regola, io credo, bisognerebbe dire che i rapporti sono piuttosto stabili. Invece del selvaggio caos generale che tanta brava gente sembra aspettarsi nel caso che la legge fosse ammorbidita, si trova (eccettuati ovviamente pochi casi individuali) che prevalgono un comune senso della fedeltà e una forte tendenza alla stabilità. Nel mondo ordinario, finora, ha circolato il dubbio che molti oggi non credano affatto che un matrimonio libero possa durare tutta la vita. Tuttavia tra gli uranisti questa cosa si potrebbe dire che è quasi comune e ben nota; e certamente sono pochi tra loro quelli che non credono a questa possibilità.
Ci sono stati grossi dibattiti, in ogni tempo e dovunque, sulla gelosia; e su quanto la gelosia sia naturale, istintiva e universale e quanto sia il prodotto dell’opinione pubblica e del senso di opportunità e così via. Nell’ordinario matrimonio quella che si può chiamare gelosia sociale e appropriativa è indubbiamente un fattore importante. Ma questo tipo di gelosia difficilmente compare e opera nei gruppi di urning. Quindi abbiamo la possibilità di osservare questi ultimi in condizioni in cui esiste solo la gelosia naturale e istintiva. Questa ovviamente è presente tra gli uranisti – talvolta in modo aggressivo e violento, qualche volta quiescente e tendente a dissolversi nel nulla. Sembra dipendere quasi integralmente dall’individuo singolo; e noi certamente impariamo che la gelosia, anche se frequente e diffusa largamente, non è assolutamente una compagna necessaria dell’amore; ci sono casi di uranisti (sia uomini che donne) che, anche se uniti in modo permanente, non si oppongono ad amicizie minori da entrambe le parti, e ci sono casi invece di opposizione molto decisa. E noi possiamo concludere che in un certo senso la stessa cosa varrebbe per il matrimonio ordinario una volta rimosse le considerazioni sulla proprietà e la gelosia possessiva. Comunque la tendenza a stabilire una relazione di coppia, più o meno fissa, risulta essere molto forte tra gli intermedi e si può concludere che sia ugualmente forte tra le persone più normali.
Ancora con riguardo alla prostituzione, nel gruppo degli urning si vede che ci sono pochi prostituti nati; ma la prostituzione in quel mondo non riveste un ruolo così importante come quello che riveste nel mondo normale in parte perché il matrimonio obbligatorio definito dalla legge lì non esiste, e in parte perché la prostituzione ha naturalmente poche possibilità e non può entrare in competizione con un mondo in cui i rapporti sono liberi e c’è un largo spazio per l’amicizia. Da qui noi possiamo capire che la libertà delle unioni e del matrimonio nel mondo ordinario porterà probabilmente ad una grande diminuzione se non alla sparizione della prostituzione.
In questo e in altri modi l’esperienza del mondo uranista che si forma liberamente e che non è soggetto a leggi e ad istituzioni esterne ci giunge come una guida – e veramente si tratta di una guida piena di speranza – verso il futuro. Vorrei dire comunque che nel fare queste sottolineature su certe conclusioni che noi possiamo mettere insieme da alcune unioni spontanee e relativamente non ristrette, non intendo in nessun modo accusare le istituzioni e le tradizioni. Io credo che l’amore uraniano soffra certamente per la mancanza di riconoscimento e di standard. E anche se al presente è meglio che resti fuori piuttosto che venga assoggettato ad una regolamentazione sciocca e invadente, nel futuro esso avrà i suoi standard e i suoi ideali più o meno definiti, come l’amore normale. Se si considera per un momento come le relazioni ordinarie tra i sessi potrebbero soffrire se non ci fossero codici generalmente riconosciuti di onore e di condotta riguardo ad esse, si vede che forme e istituzioni ragionevoli sono un aiuto e piuttosto bisognerebbe meravigliarsi che i gruppi degli urning siano così ben condotti, come in realtà sono.
Ho detto che gli uomini urning, nelle loro vite mettono l’amore prima del fare soldi, del successo negli affari, della fama e di altri motivi che governano l’uomo normale. Sono sicuro che, per loro, considerati nel complesso, è altrettanto vero che mettono l’amore prima del sesso. E non sono certo che si possa dire altrettanto dell’uomo normale, a qualunque livello, nello stadio presente dell’evoluzione. È dubbio, se nell’insieme l’attrazione meramente fisica non sia la motivazione più forte per quest’ultimo gruppo. Per quanto il mondo nel suo complesso non sia disposto ad accreditare quello che sto per dire, e per quanto siano gravi le incomprensioni attuali dell’argomento, penso sia vero che gli uomini uranisti siano superiori agli uomini normali da questo punto di vista cioè rispetto al sentimento amoroso, che è per loro più grande, più coinvolgente, più considerato, più un fatto di cuore e meno una soddisfazione meramente fisica, rispetto al sentimento amoroso degli uomini ordinari.[6] Tutto questo discende in modo naturale dalla presenza in loro di un elemento femminile e dal suo mescolarsi col resto della loro natura. Ci si dovrebbe aspettare tutto questo a priori e dovrebbe essere immediatamente rilevato da quelli che hanno una qualche conoscenza del mondo degli urning. Gran parte dei fraintendimenti attuali circa il carattere e le abitudini degli urning deriva del fatto che li si confonde con l’ordinario libertino che, anche se di temperamento normale contrae abitudini omosessuali per curiosità e così via, ma questo è un punto che ho già toccato prima e che ora dovrebbe essere sufficientemente chiaro. Se una buona volta si riconoscesse che la natura amorosa degli uranisti è di tipo sincero, profondamente umano e gentile, allora anche l’importanza del ruolo sociale dell’uranista e del lavoro sociale che egli può produrre dovrebbe essere certamente riconosciuta.
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[1] “Studies in the Psychology of Sex”, vol. ii, p. 173.
[2] Vedi il capitolo II, supra e anche Ioläus, nell’Antologia dell’Amicizia di E. Carpenter.
[3] Il sig. Jones divenne sindaco di Toledo, ma morì all’età ancora giovane di 53 anni. Vedi anche “Workshop Reconstruction” di C.R. Ashbee, Appendice, infra, pag. 138.
[4] Edward Bertz, “Whitman: ein Charakterbild”, (Leipzig, Max Spohr).
[5] Certamente questo non significa una superiorità di carattere del primo, ma solo che con la sua doppia capacità di penetrazione, egli vede delle cose che l’altro non vede.
[6] Vedi Appendice, p. 164-166.
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