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sabato 26 aprile 2008

COMPORTAMENTI SESSUALI GAY

Chiedo scusa a Daniele che si sarà sentito trascurato, cosa del tutto lontana dalle mie intenzioni.

Ciao Daniele,
a causa della rottura del mio computer (e del fatto che non apro spessissimo il mio account di posta sul sito msn), leggo solo oggi il tuo messaggio del 7 Aprile. Ti ho mandato una mail per chiederti scusa. Riposto qui di seguito la tua mail con l’intero post che hai voluto così gentilmente trasmettermi. Ti ringrazio sentitamente per la fiducia.

Ciao Project,
finalmente mi sono deciso, pensa che ti ripensa stavo lasciando correre tutto per l’ennesima volta e invece sto qui e adesso a scriverti ci provo anche se mi fa una stranissima impressione, non fosse altro perché non ti conosco anche se le cose che fai mi sembrano serie, e direi anche molto serie. È questo il motivo per cui ti scrivo. Non ho scritto un post per te da pubblicare nel forum o nei tuoi siti gay, ti mando qualche pagina del mio diario. Mi sono sempre chiesto se ci sono altri ragazzi che abbiano vissuto le stesse esperienze, è ovvio che ci sono, ma mi chiedo se ci sono rimasti come ci sono rimasto io. Magari io non sono capace di dare alle cose il giusto valore. Ti vorrei pregare di pubblicare queste pagine (se non ti sembrano un po’ troppo scabrose) sul sito msn, anche sugli altri e sul forum se vuoi, ma sul sito msn ci terrei particolarmente. Ti saluto e ti abbraccio!

Daniele

(p.s. il mio contatto è: [omissis])

.__________________________ .

Mercoledì
Una giornata da incubo! Mi hanno mandato in giro per la città tutta la giornata: fai questo, fai quello! Vai sopra, vai sotto! Insomma io sono il servo di tutti. Non conto un cavolo, va bene, ma un po’ di educazione ce la dovrebbero mettere, ma perché si devono pulite i piedi addosso a me? È gente che fa proprio schifo, io me li devo pure tenere buoni perché se no, dove vado? Il principale un po’ di rispetto ce l’ha ma gli altri sono proprio gente squallida. Stamattina all’ufficio postale è successa una cosa strana, hanno cambiato l’impiegato dei pacchi e ce ne hanno messo uno giovane, sembra proprio un ragazzino e oggi con me è stato gentilissimo. Comunque è una piccola consolazione in una giornata di merda.

Giovedì
Ho lavorato poco oggi. Sono stufo di fare niente. C’è un ragazzo nuovo che lavora con me, ma non è nemmeno passabile, non sarebbe bruttissimo ma è imbranato, gli dici una cosa e ne capisce un’altra, certe volte non riesco a capire nemmeno esattamente quello che dice, parla strano, non lo so, anche se non sarebbe proprio brutto, però non mi attizza proprio, diciamo che non è sgradevole, a parlare con me ci prova e porta la fedina, quindi secondo me c’ha pure la ragazza.

Venerdì
Che stress! Oggi è venuto il boss, proprio il proprietario ma io non l’ho nemmeno visto. Il direttore era in fregola, c’avrà più di 40 anni e si comporta come un ragazzino col proprietario, da quello che ho visto, se il boss gli chiedesse di andare a letto con lui, quello ci andrebbe! Poi ho rivisto per un attimo il ragazzo dei pacchi alla posta, quello è veramente un bel ragazzo, manco niente di eccezionale però caruccio, mi attizza un pochetto, almeno un pochetto, però ci siano scambiati solo un sorriso. A casa ho litigato di brutto con mamma, si impiccia dei cavoli miei e mi manda in bestia. Babbo non lo fa, a lui non gli passerebbe nemmeno per la testa, ma lei è ficcanasa e di che si impiccia poi? E mi fa rabbia quando dice che non è vero. Io metto le cose in un certo ordine e le trovo sempre in un altro modo. Tanto è inutile che fruga, le cose mie importanti stanno tutte nel computer sotto password e lì non ci mette le zampe nessuno, nessuno! Oggi dovevo andare a prendere una pizza con Lorenzo e con Luca, ma col cavolo che se ne sono ricordati, tanto loro c’hanno altro da fare, mica possono mollare la ragazza per stare con me. Va bene che dicono che siamo amici! Ma amici di che?

Sabato
Che orrore il sabato e la domenica. Posso solo aspettare il lunedì. Gli amici hanno da fare, io no! Io sto qui a casa bello bello e che faccio? Per fortuna che c’è internet, però pure internet alla fine è una noia, sì, all’inizio un po’ di sesso, però è tutto falso, non dico che mi fa schifo, anzi! Però alla fine al di là di una bella sega non ci si va, almeno per come la vedo io, perché nei pasticci non mi ci voglio cacciare e nemmeno a livello psicologico, tutto quel tira e molla, penso, perché poi non lo so mica come funziona. Un sito bello è [omissis] anzi è proprio bello, però pure quello non dico che stufa, un po’ lo guardo (più di un po’) però alla fine a che mi serve? Mi scarica un pochetto, questo sì, proprio a livello fisiologico, mannaggia ma non mi basta, non mi basta più! Io voglio un ragazzo vero, mi ci voglio dedicare con tutte le mie forze, io un ragazzo vero lo saprei fare felice, ma tanto io un ragazzo vero non ce l’avrò mai!

Domenica
Pranzo da zio, Almeno ho mangiato bene. Zio secondo me sì è messo in testa che mi posso mettere con Martina [la figlia]. A Martina secondo me una cosa del genere non passa nemmeno per l’anticamera del cervello! Per fortuna! Ci mancherebbe solo questa! Mi avevano proposto di iscrivermi a una palestra, sai tu quanti bei ragazzi da vedere! Ma tanto non ci andrò mai! Domani si va a lavorare. Uffa! Non ne posso proprio più! Adesso me ne vado un po’ sul solito sito, così mi rifaccio gli occhi.

Lunedì
Oggi è successa una cosa stranissima, cioè non stranissima ma una cosa che mi si è messa nella testa e non se ne va più via, il ragazzo dei pacchi dell’ufficio postale mi ha sorriso in un modo che può avere solo un significato. Adesso so che si chiama Mauro M. perché sta scritto sul cartellino identificativo che porta al collo. Si è messo a cercare al computer un pacco raccomandato della ditta che si era perduto e ci ha messo più di mezz’ora ed è riuscito a trovarlo, io ho seguito tutta l’operazione e l’ho potuto osservare da vicino. È proprio carino, non bellissimo ma dolce, insomma non me ne sarei andato più. Quando ha trovato che fine aveva fatto il pacco mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha sorriso, come per dire: l’ho fatto per te! Sono stato a pensarci tutta la giornata, mi sa che mi sto prendendo una cotta pericolosa.

Martedì
Ho parlato con Mauro per qualche minuto, mi ha dato il numero di cellulare e io gli ho dato il mio, stasera andiamo a prendere una pizza. Chissà che cosa ne può venire fuori mi devo fare una bella doccia e mi devo fare bene la barba. Non succederà niente, lo so, ma se dovesse succedere voglio essere preparato.

È gay!!! Che bello! Che bello! Che bello! Che bella serata, quanto è dolce, quanto e coccolone, mannaggia me lo sarei mangiato di baci e poi mi piace molto perché non ha la fissa del sesso, siamo stati a parlare in macchina, solo a parlare, due gay in macchina solo a parlare significa che non è uno dei soliti fissati, mi ha carezzato una mano e un altro po’ mi prendeva un accidente. Mi sentivo carico all’ennesima potenza, pensavo che avrebbe fatto un passo oltre ma non è successo. Mi ha detto che ha avuto solo due ragazzi ma che l’hanno scaricato tutti e due perché nel sesso volevano fare solo come volevano loro ma lui si sentiva strumentalizzato e ha cercato di farglielo capire ma quelli non ne hanno voluto sapere. Ma io dico: trovate un ragazzo come Mauro, ma come fate a impuntarvi su cose di sesso? Se vi volete bene alla fine un equilibrio si trova. Poveretto! Penso che ci sia rimasto veramente male. Con me non sarebbe successo niente di simile, gliel’ho anche detto e lui si è limitato a sorridere e mi ha baciato, ma in modo lieve lieve. Mauro! Come faccio a non saltarti addosso.

[ omissis ]

La settimana seguente.

Martedì
Con Mauro abbiamo fatto tanti progressi, adesso ci baciamo proprio come si deve, insomma proprio una cosa coinvolgente proprio a livello sessuale, però mi ha fatto pure dei discorsi un po’ strani. Mi ha detto che cosa gli piacerebbe fare con me. Fino a un certo punto mi ci ritrovavo ma poi mi ha chiesto se io avrei accettato di essere passivo e ha detto che quella è una grandissima prova d’amore. A me questa cosa m’ha dato un po’ fastidio. Gli ho detto che fantasie del genere non ne ho mai avute e lui mi ha detto che lui invece si sentiva completamente attivo, poi ha minimizzato, e ha cercato di cambiare discorso. Va bene che può avere anche delle fantasie diverse dalle mie, però mannaggia, adesso mi mette in crisi, io non lo voglio perdere, però non voglio nemmeno fare cose che non mi piacciono. E poi non capisco una cosa: Marcello che era gay che di più non si può, queste fantasie non ce le aveva, ma non gli passavano nemmeno per l’anticamera del cervello. C’aveva le sue fisse su tante altre cose, ma nelle cose di sesso mi ci ritrovavo piuttosto bene. Mah! Questa cosa mi crea dei problemi. Ma perché dovrei fare cose che non mi piacciono per fare contento Mauro? E poi c’è pure la faccenda del rischio, perché in quelle cose il rischio aids c’è, va bene, col preservativo molto meno, però non è nemmeno questo, mah! Però magari l’ha detta così per dire e non insiste nemmeno, perché in effetti potrebbero essere tutte paturnie mie e magari per lui non è nemmeno una cosa importante, però da come l’ha detto non sembrava.

Mercoledì
Mannaggia stasera è stato tanto coccolone, dolce dolce, ma anche un po’ troppo insistente. Una cosa mi lascia un po’ perplesso: noi ci baciamo e basta, ho provato ad andare oltre ma mi ha fermato e mi ha detto che con me vuole una cosa completa, in un certo senso, lì per lì, mi è sembrato un ricatto affettivo, come se mi dicesse: o fai come dico io o te ne vai. Alla fine una mezza risposta positiva me l’ha strappata. Sabato sera andiamo a casa sua al mare. Chissà se sto facendo bene. È vero che mi chiama dieci volte al girono e mi dice cose tenerissime, mi dice che pensa solo a me dalla mattina alla sera e che si masturba pensando a me ma non mi ha chiesto se faccio lo stesso pure io. Però insiste troppo su quell’altra cosa. Mah! E poi io che posso fare? Di una cosa del genere non ne posso parlare con nessuno.

Domenica mattina
Mauro non mi è piaciuto troppo. Io con Marcello facevo l’amore, era tutta una cosa alla pari, non c’erano ruoli di nessun genere, con Mauro (che è pure un bel ragazzo e nudo e molto meglio che vestito) io l’impressione di una cosa a due non ce l’ho avuta per niente. Lui pensava solo ai cavoli suoi e io subivo e basta. Io ho sopportato tutto, ma a lui l’idea che fare sesso così mi faceva proprio schifo non gli è nemmeno passata per la testa, non l’ha capito, o forse non gliene fregava proprio niente. Io ho subito tutto e pensavo che dopo non dico ci saremmo scambiati le parti perché la cosa per me era del tutto innaturale e proprio repellente, ma pensavo che dopo ci sarebbe stato un po’ di sesso come quello che facevo con Marcello, cioè vero e a due, alla pari, una cosa in cui tu pensi a come farlo stare bene e non pensi nemmeno a te stesso, e invece niente, quando ha finto di fare quello che voleva, a me non ci ha pensato proprio. Io dico, ma ci sono pure io! Ma come fai a non accorgertene. Mi ha usato proprio, che io sono un ragazzo come lui non l’ha nemmeno pensato, ero solo la sua bambola gonfiabile. Mah! A pensare queste cose mi vengono pure gli scrupoli perché magari dal suo punto di vista è tutto diverso e io la sto facendo troppo grossa per cose che poi non sono nemmeno una tragedia nel senso che uno, al limite ma poi perché? Non so che pensare. Domani proverò a parlarci. Gli mando un sms un po’ affettuoso, ma sì, va’, come quelli che mi manda sempre lui.

Non mi ha risposto, gli ho mandato tre sms e non mi ha risposto, non ha mai fatto così… non so che pensare…

Mi chiama Mauro e mi dice che l’ho trattato male, che non gli voglio bene perché ho cercato in tutti i modi di fargli pesare che mi aveva chiesto di essere passivo e io ho finito per consolarlo e per dirgli che lo amo alla follia. Alla follia no, ma che lo amo è vero.

Dopo una settimana.

Lunedì
Mi ha scaricato definitivamente. Siamo finiti a letto cinque volte in sei giorni, ho finito per fare quello che voleva lui, ma lui voleva pure che facessi finta di divertirmi, no! Questo mi sembrava troppo e ho provato a parlarci seriamente. Gli ho detto che almeno un po’ di attenzione da parte sua l’avrei voluta perché dopo tutto sono un ragazzo anche io, lui mi ha detto che il passivo non lo fa perché non gli piace, gli ho detto che non mi riferivo affatto a una cosa simile, lui mi ha risposto che se volevo essere masturbato potevo farlo pure da solo, s’è arrabbiato e ha cominciato ad alzare la voce, poi si è calmato e mi ha chiesto scusa ma me ne sono andato. Adesso per un verso mi manca e per l’altro mi sento di nuovo libero. Anzi mi manca moltissimo…

Martedì
Ieri ho rivisto Marcello e gli ho raccontato la storia. Lui Mauro lo conosce. Mauro c’ha provato pure con lui con la stessa tecnica, ma lui l’ha mandato a quel paese. Grande Marcello! (Ma perché io sono sempre il più tonto della situazione?) Mi ha detto che Mauro fa sempre così e che l’ha già fatto con parecchi ragazzi. Almeno adesso ho le idee chiare. Ma come ho fatto a dare retta a uno simile? E adesso a chi penso quando mi masturbo? Beh, c’è sempre internet, per fortuna almeno davanti allo schermo posso essere me stesso!

Se volete potete partecipare alla discussione su questo documento aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogay.forumfree.net/?t=27408692

mercoledì 13 febbraio 2008

CIAO KARIM - GAY ED EFFEMINATEZZA

Questo post si riferisce al commento di Karim (12/2/2008 su Progetto Gay) al post “Come riconoscere un gay”.
Innanzitutto ringrazio Karim per il suo commento che mi dà l’occasione di dire la mia in proposito. Nel commento di Karim individuo tre elementi fondamentali:
1) il rapporto tra essere gay ed effeminatezza (delicatezza nel parlare, nell’approccio, ecc.) e la riconoscibilità dei ragazzi gay o bisex,
2) il senso della frequentazione dei locali gay,
3) l’emarginazione dei gay con comportamenti effeminati.
Partiamo dal primo punto. Nonostante quello che la gente pensa e quello che talvolta pensano gli stessi gay, il rapporto tra essere ragazzi gay ed essere effeminati è una tipica legenda metropolitana che presuppone tra l’altro l’idea, a mio parere completamente sbagliata, del gay come personalità quasi femminile, o peggio del gay come portatore di una natura intermedia tra il maschile e il femminile. Questi concetti, lo dico senza incertezze, sono sistematicamente smentiti nella realtà, salvo che un ragazzo gay non voglia atteggiarsi ad effeminato per gioco, per moda e per rendersi più facilmente riconoscibile. Quanto ai bisex, l’idea che il bisex sia un individuo che indifferentemente e sempre è attratto dagli uomini e dalle donne non corrisponde alla realtà. La grande maggioranza dei bisex attraversa dei periodi in cui è perfettamente etero e dei periodi in cui è perfettamente gay. Anche nella mia personale esperienza ho avuto modo di incontrare ragazzi con modi di fare e atteggiamenti quasi femminili che erano radicalmente eterosessuali. Sottolineo che se l’effeminatezza è un atteggiamento adottato “come segnale” allora è evidente che il comportamento effeminato indica che si tratta di un gay, ma si tratta di atteggiamenti assunti appunto come segnale, non spontanei e legati all’idea del farsi riconoscere. Solo una ristretta minoranza di gay manifesta effettivamente comportamenti effeminati ma si tratta di una minoranza strettamente sovrapponibile in termini percentuali con quella degli etero effeminati.
Quanto alla frequentazione dei locali gay, devo riconoscere che in modo graduale certi ambienti stanno cambiando, nel senso che non sono più esclusivamente l’ambiente tipico del dragaggio dove si va per cercare sesso, ma francamente non consiglierei a un ragazzo di frequentare quegli ambienti, tu stesso dici che frequenti locali gay ma non hai mai fatto sesso o preso pastiglie con nessuno anche quando te lo hanno chiesto, il che vuol dire che te lo hanno chiesto, e non è certo un segno che si tratta di ambienti come si deve. Il fatto poi che tu sia una persona seria è un’altra questione che non mi permetterei mai di mettere in dubbio. Certo è che frequentare locali gay per fare conoscenze “senza tante chiacchiere” non mi sembra l’idea migliore. Il mio parere è ovviamente strettamente personale ma conosco tanti ragazzi che hanno frequentato locali gay e si sono sentiti a disagio, anche se da locale a locale le cose possono essere diversissime. C’è comunque un’idea che non mi piace nella stessa definizione di locale gay ed è l’idea del ghetto, dell’ambiente per soli addetti ai lavori, si tratta di un’idea che è un po’ il contrario dell’idea di integrazione. In un mondo in cui ci fosse una vera integrazione dei gay non ci sarebbero nemmeno locali gay ma in un locale dove si balla potrebbero trovarsi insieme coppie etero e coppie gay. Mi rendo conto che si tratta di un sogno lontanissimo ma mi piacerebbe molto vederlo realizzato.
Per quanto riguarda il terzo punto, ossia l’emarginazione dei gay con comportamenti effeminati, per quanto pochi essi siano, devo dire che la tendenza ad isolare i gay effeminati esiste realmente. Spesso i ragazzi gay sottolineano che il loro comportamento “non è effeminato” e tendono a marcare la distinzione tra omosessualità ed effeminatezza e aggiungono addirittura che a loro non piacciono i ragazzi effeminati, ma qui bisognerebbe distinguere. Non è certo la delicatezza, la finezza nel parlare o il garbo tipico delle persone educate che non piace ai gay... anzi queste cose sono in genere molto apprezzate. Ciò che non piace sono gli atteggiamenti assunti per posa, i comportamenti da prima donna, le frivolezze alla moda. Queste cose non piacciono perché sono il segno di un atteggiamento leggero e di una cura eccessiva dell’esteriorità. Se la diffidenza dei ragazzi gay verso i comportamenti effeminati è letta in questa chiave essa appare decisamente molto ridimensionata. Concludo facendo mia la saggissima esortazione di Karim: “... sempre a testa alta a difendere il nostro onore e se posso dare anche un consiglio a quei ragazzi che criticano sempre quelli effeminati, beh ragazzi siamo tutti nella stessa barca o effeminati o non, siamo sempre gay e dobbiamo rispettarci per quello che siamo, è già difficile andare avanti con questa società poi vi ci mettete anche voi... non mi sembra il caso....”
Se volete dire la vostra in proposito, lasciate qui un commento oppure andare alla discussione GAY ED EFFEMINATEZZA sul FORUM DI PROGETTO GAY
http://progettogay.forumfree.net/?t=25129697

domenica 23 dicembre 2007

SUL COMMENTO CRITICO di V87 a “CIAO DISTILLATO 31”

Ciao V87,
i complimenti devo farli io a te per il tuo commento, quando ho scritto quel post me ne sentivo fiero, mi sembrava di avere messo ogni cosa al suo posto e di avere schematizzato bene... poi leggendo il tuo commento mi sono detto: “Ma ha ragione!” Dici che il mio distinguere tra persona e comportamento sa di gesuitica perfidia. Beh, pensandoci bene, direi che è vero e che c’è dietro un tentativo di salvare capra e cavoli con un giochetto simile... in fondo condannare i comportamenti e non le persone è pur sempre un modo indiretto di biasimare le persone che quei comportamenti mettono in atto, e tu vedi nel mio sottolineare l’insoddisfazione di quelle persone un implicito (e neanche tanto) giudizio morale. Se da un lato ammetto che probabilmente e inconsciamente posso aver scritto quello che ho scritto giocando con le parole e sulla base di una doppia coscienza, una coscienza libera all’eterno e una intrisa mi radicato moralismo sotto la superficie, resta però un fatto oggettivo: tra le persone che mettono in pratica comportamenti che in modo molto improprio e approssimativo chiamo del terzo tipo, effettivamente non ho trovato quasi mai persone soddisfatte. E’ ben vero che chi prende contatto con me è passato per il filtro del blog, che in effetti è un filtro a maglie molto strette, che quindi lascia passare solo persone molto particolari e questo fatto potrebbe avermi indotto a una generalizzazione impropria, ma qualche perplessità mi resta. In ogni caso, e lo dico con piena coscienza, non ho inteso formulare alcun giudizio negativo, non mi sto difendendo, sto solo affermando che non è così di fatto e che mi dispiace di aver dato questa impressione. Ribadisco che, almeno a livello cosciente, in tutta onestà, non mi metterei mai dalla parte di quello che giudica ed avrei anzi, come qualcuno di voi sa, parecchie cose da rimproverarmi. Quanto al mancato inserimento, nella mia schematizzazione, dei ragazzi gay che hanno il ragazzo e che vivono serenamente la loro sessualità e la loro affettività, beh... effettivamente è una omissione imperdonabile dovuta forse a problemi generazionali, questa categoria, se così vogliamo chiamarla, comincia ad esistere, per la verità a livelli minimi, soltanto in questi anni. Quarant’anni fa queste cose non esistevano nemmeno nell’iperuranio gay. Certo, capisco benissimo che per un ragazzo gay la prospettiva di una vita stabile di coppia sia un sogno e uno scopo della vita e mi scuso con quei ragazzi di non aver valorizzato e anzi di avere rimosso quella categoria di persone che, sicuramente, mi piacerebbe molto che diventasse molto numerosa. L’osservazione in merito alle coppie gay stabili mi fa capire che uno stacco generazionale c’è e che questo blog, per essere veramente utile dovrebbe divenire progressivamente sempre più vostro, anche se, devo dire che ultimamente stiamo decisamente salendo di livello sotto tutti i punti di vista e la discussione e il confronto diventano cose sostanziali, come con i commenti di Distillato e di V87. Ultima questione... è vero che le schematizzazioni creano stereotipi, ma l’eliminazione delle schematizzazioni ridurrebbe qualsiasi riflessione sulla sessualità una pura critica dei preconcetti, cosa peraltro meritoria. Resterebbe in piedi la possibilità di un approccio assolutamente non sistematico, ossia resterebbe l’ipotesi di ridurre drasticamente sul blog le discussioni di carattere teorico (che però hanno molto seguito) per lasciare il massimo spazio a una antologia di documenti di vita gay, tornando un po’ al progetto originario. Credo però che sia meglio mantenere un equilibrio e alternare un po’ i contenuti. Grazie V87, alimentare una discussione seria di alto profilo è una cosa importante perché serve a capire quello che i gay pensano veramente. Questo blog è vostro e sta crescendo in modo splendido perché ci siete voi che lo fate crescere. Grazie Ragazzi!

giovedì 20 dicembre 2007

COMPORTAMENTI DEI GAY DI FRONTE AL SESSO

Permettetemi qui una tipica riflessione gay. Un ragazzo gay per crescere sul piano emotivo e affettivo deve imparare dalla realtà una lezione fondamentale e cioè che i gay sono tanti e sono molto diversi l’uno dall’altro e, aggiungerei, perfino l’identità sessuale, comune in teoria ai gay, non è per niente una identità. Cercherò di costruire il mio discorso a partire proprio da questo punto. Conosco molti ragazzi gay, tutti ottimi ragazzi, ma il loro approccio alla vita affettiva e alla vita sessuale è quanto mai vario, tanto che dubito profondamente che si possano identificare caratteristiche comportamentali simili fra i gay anche restando solo in ambito sessuale. Al di là della preferenza per persone dello stesso sesso non credo che abbia realmente senso andare. Ci sono ragazzi gay che tendono a sublimare la sessualità e a non viverla e addirittura ad evitare le occasioni di un contatto autentico anche a livello sessuale e preferiscono vivere il loro essere gay a livelli di proiezioni, di fantasia e di masturbazione mettendo quasi da parte a priori l’idea che un contatto con un altro ragazzo possa avere anche una valenza sessuale. Esiste poi una seconda categoria di ragazzi che non evitano le occasioni per principio ma considerano così pericoloso cercare occasioni reali che finiscono per rinunciarci o per ridurre i tentativi a una dimensione assolutamente sporadica, occasionale e non convinta. Direi che questi ragazzi, a differenza di quelli che ho citato prima, hanno un desiderio “concreto” di contatto anche su base sessuale, ma richiedono tutta una serie di premesse, se vogliamo di condizioni di serietà e di sicurezza, che quanto più è rassicurante tanto più è improbabile. Anche per questi ragazzi l’attività sessuale principale resta la masturbazione ma nella loro vita esiste anche qualche contatto sessuale reale, magari a livello minimo, ma reale, e il ricordo di queste cose si stampa profondamente nella mente di questi ragazzi e, in proporzione della gratificazione che quei contatti sessuali hanno provocato, il ricordo di quei momenti contribuisce a creare l’archetipo del contatto sessuale. Se un ragazzo è rimasto deluso dei suoi primi contatti sessuali, a qualunque livello, finirà per essere molto esitante di fronte alla sessualità, se invece avrà sperimentato una sessualità seria, nell’ambito di rapporti di amore o quanto meno di rispetto reciproco, manterrà un atteggiamento positivo rispetto alla sessualità diretta. Le due categorie di ragazzi che ho cercato di descrivere mantengono comunque una visione della sessualità come attività finale e di coronamento di un rapporto affettivo profondo e che va costruito con la massima serietà, in altre parole, questi ragazzi hanno una dimensione affettiva matura, a parte le questioni collegate al sesso, socializzano facilmente, hanno amici, hanno desiderio di parlare di sé e di ascoltare, a questi ragazzi piace essere coccolati, piace sentire il calore delle attenzioni, non necessariamente sessuali, di altre persone, hanno in altri termini una reale disponibilità affettiva, non si chiudono. Sia ben chiaro che i ragazzi della seconda delle due categorie che ho citato possono anche avere un’esperienza sessuale concreta consistente, negli anni possono avere avuto rapporti sessuali anche con più di un compagno, ma in ogni caso, per loro, il sesso è amore, non sono portati spontaneamente a ipotizzare che si possa fare sesso al di fuori di un rapporto affettivo che abbia un minio di serietà. Ovviamente questi ragazzi, in momenti di crisi, possono anche essere portati a buttarsi via facilmente e addirittura ad avere contatti sessuali casuali e pericolosi, ma si tratta di eccezioni, delle quali, dopo, si pentono in modo pesante per tornare a una visione del sesso come attività che ha senso solo nell’ambito di un rapporto affettivo che abbia almeno un minimo di serietà. Una terza categoria di comportamenti si può individuare tra i ragazzi che, per varie ragioni, hanno ormai separato la sessualità dall’affettività, questi ragazzi considerano spesso la sessualità un gioco, con varie sfumature che vanno dal considerare il sesso “anche come un gioco”, nel senso che conservano almeno una parte della loro sessualità legata al mondo affettivo, a considerarlo “solo come un gioco”. Per questi ragazzi la masturbazione non costituisce più l’attività sessuale principale, essi cercano freneticamente contatti che, quando non possono essere stabili, sono anche assolutamente occasionali ma sono frequenti. Per questi ragazzi la sessualità a due rappresenta una spinta compulsiva fortissima che li tiene in continuazione alla ricerca di occasioni, per loro, masturbarsi costituisce l’eccezione e non la regola e, tra l’altro, un’eccezione che ha per loro il sapore di una sconfitta perché non riescono a trovare la loro soddisfazione in altro modo. Questi ragazzi, in genere, cercano il sesso per il sesso, ma, ci tengo a sottolinearlo, sono per un altro verso estremamente disposti a un contatto affettivo serio con quelli che loro chiamano amici ma che sono in realtà per loro dei veri amanti con i quali non c’è però contatto sessuale, con i loro amici cercano un contatto affettivo profondo ma poi sono incapaci di stabilire con loro un contatto che implichi un’affettività anche sessuale stabile e la loro attività sessuale resta frenetica e vissuta con estrema variabilità, spesso con persone sconosciute. Quando questi ragazzi riescono a trovare contatti affettivi giusti, che siano per loro realmente gratificanti, in diversi casi, tendono a ricostruire un collegamento tra affettività e sessualità. Il segno di questo momento è rappresentato dall’abbandono della sessualità casuale e promiscua e dalla riscoperta della masturbazione, considerata questa volta come una forma di sessualità soddisfacente. Come accade in tutte le schematizzazioni, anche quella in quella che ho tratteggiato sopra ci sono ampie zone border line ma, direi, il parametro che mi sembra fondamentale è costituito dalla maggiore o minore connessione della sessualità con l’affettività. Il discorso sul sesso che ho cercato di fare fin qui fa da introduzione al discorso sulla complessità e la variabilità del mondo gay, ove oltre i fattori di tipo sessuale giocano moltissimi altri elementi spesso anche pesantemente condizionanti, come l’educazione più o meno libera, l’interiorizzazione della morale religiosa, il contesto familiare e sociale. Per il momento mi fermo qui, mi basta aver dato un’idea che dire “gay” non significa in effetti dire molto nemmeno in termini di comportamenti sessuali.

mercoledì 24 ottobre 2007

ALTRI MODI DI ESSERE GAY E BISEX E RAGAZZI GAY GIOVANISSIMI

Le mie esperienze di chat sono per me un specie di bagno di realtà, talvolta un po’ traumatico. Mi rendo conto che nella mia lunga esperienza di gay non più giovane ho, più o meno consciamente, operato una selezione di persone o, dovrei dire semplicemente che si è creata una selezione forte di persone intorno a me. I miei amici, coetanei o anche molto più giovani di me, hanno tutti delle affinità caratteriali profonde con me, sono in sostanza amicizie non dissonanti. Molti dei miei amici si conoscono e si stimano, tra noi esiste una chiarezza di fondo che rende i nostri rapporti gradevoli, gay o etero che si sia, ci si vuole bene e ci si vuole bene veramente. Ebbene, in questo limitato (se vogliamo) sottoinsieme del mondo gay (e non solo) c’è un’idea di fondo, cioè che il sesso sia una cosa bella quando è un modo per creare un contatto più forte tra due persone: in altri termini il sesso è il coronamento di un rapporto affettivo ed ha senso solo in quel quadro e, ancora di più: possono esistere rapporti affettivi bellissimi anche senza sesso, anche gay-etero anche tra gay e donne. In sostanza il primato assoluto spetta al contatto umano profondo, di cui, secondo il mio punto di vista, la sessualità intesa come contatto esplicitamente sessuale fisico “può essere” (e non è detto che sia), quando è possibile, il coronamento. Nel mio privato ci sono esperienze di rapporti affettivi fortissimi nei quali la sessualità concreta non ha e non può avere nessuno spazio, pure se è ovvio che c’è una molla “anche” di natura sessuale in rapporti del genere. Alcune ragazze che hanno commentato questo blog (Stella) hanno scritto (anche sui loro blog) cose interessantissime, queste ragazze hanno una sensibilità che un gay può trovare almeno parzialmente affine e ricevere commenti del genere mi gratifica molto, con queste persone si capisce che un dialogo serio c’è. Per non dire dei ragazzi con i quali sono in chat che sono, per me, un elemento fondamentale di serenità e di soddisfazione affettiva profonda. Ieri sera sono stato a parlare per ore con un ragazzo che avevo conosciuto tempo fa tramite questo blog e la cosa è stata bellissima, la libertà di espressine era assoluta come la fiducia reciproca... intendo dire che in momenti del genere anch’io parlo di me senza remore perché ho la sicurezza essere capito. Con questi ragazzi, è ovvio, si crea un rapporto serio, che ha una consistenza affettiva non secondaria sia nella loro vita che nella mia. Si tratta di contatti con ragazzi che probabilmente non conoscerò mai di persona... ma anche in chat si arriva a create un rapporto serio e questo per me è estremamente importante. Io sto andando verso il declino della vecchiaia e poter pensare che posso avere una funzione per dei ragazzi giovani, per me, è una spinta verso la vita. Se avessi figli così mi sentirei felice (questo l’ho già detto) e quello che si ritrova in chat è proprio un clima di tipo sostanzialmente familiare... con un modo libero e molto bello di scherzare, con l’attenzione reciproca a non invadere e a mostre in ogni caso che si è felici di stare in chat... Ogni tanto, durante queste lunghe chat pomeridiane e serali, mi arrivano chiamate in chat di altre linee... e quello che sento mi sconvolge... ragazzi anche giovanissimi “non gay” che vogliono “provare” ma solo sesso! Ieri con uno di questi c’è stato un minimo scambio di idee, mi ha spiegato che a lui interessava solo il sesso... un ragazzo giovane “etero” che vuole provare... per vedere com’è il mondo gay! ... Provare?! ... Ho cercato di dire la mia ma non c’era nulla da fare. Voglio sottolineare che si trattava di un ragazzo bene educato e rispettoso nei miei confronti, ma gli sembrava strano che un gay (gli avevo detto la mia età) pensasse che il sesso ha senso solo nell’ambito di un rapporto affettivo serio e mi ha ribadito che per lui il sesso viene prima... poi si è defilato, perché era tardissimo, ma lo ribadisco, in modo sempre educato. Questo ragazzo era etero... secondo lui forse un “etero curioso” ... ma come fa un ragazzo giovane, ma non un ragazzino, a pensare che una esperienza gay sia solo un tipo particolare di comportamento sessuale? Ma dove le hanno lette cose del genere! Pochi secondi fa mi è capitato in chat un ragazzo giovanissimo... conversazione di pochi minuti... gli ho detto che era molto (troppo giovane) e che le chat sono un ambiente che può essere pericoloso ed è sparito subito. Che cosa cerca un ragazzo in una chat, cliccando su un nick gay come il mio? In questo caso il profilo lascia pensare che si tratti veramente di un ragazzo giovanissimo (c’era la data di nascita, la foto e altri elementi). Un ragazzo di quell’età, o cerca “esperienze” e può andare incontro veramente a brutte esperienze, oppure si può sentire talmente solo nel suo essere gay da cercare comunque un contatto anche tramite una chat (sul mio profilo non c’è l’età) e questo mi rattrista moltissimo, perché se questi ragazzi trovassero una possibilità di parlare e di essere se stessi in un modo adeguato alla loro età, crescerebbero sereni nel loro essere gay... e invece comincia la ricerca di strade alternative... di chat... di contatti improbabili... pensate al gioco delle identità! ... Quanto potrebbe essere facile giocare con questi ragazzi prendendoli in giro e ingannandoli con foto e discorsi accattivanti... e invece, se dici a uno di loro che deve stare attento a non mettersi nei guai... ti chiude la chat perché ha paura di te! ... Ha paura di sentirsi dire le cose come stanno... Ma perché questi ragazzi giovanissimi credono ancora alla befana? E perché quelli più grandi credono ancora nel sesso, che per loro diventa quasi una religione alternativa? Accidenti! Mi fa rabbia che tante persone la vita se la giochino, o forse se la debbano giocare, in questo modo... e penso soprattutto ai ragazzi più giovani che potrebbero avere eccome una vita effettiva gay seria... e invece cominciano a buttarsi via cercando sesso in chat con sconosciuti! Tutto questo è folle! Aiutatemi a fare un blog che possa servire a qualche cosa... un blog libero, ma un blog che dia a tanti ragazzi e non più ragazzi una spinta verso l’amore vero, verso i contatti umani seri, vero una vita adulta che non sia una continua fuga dalla realtà. La vita non è un film porno! Non ha nulla a che vedere con un film porno! Leggevo che hanno inasprito le sanzioni per chi adesca minorenni in chat! ... prima mi sembrava un provvedimento volto a ridurre la liberà... ma adesso mi sembra una cosa saggia... perché chi fa cose del genere deve essere messo nell’impossibilità di nuocere in qualsiasi modo. Ragazzi! Cervello! Per carità! Il sesso è una cosa bella... ma solo se è una cosa condivisa e se è parte di un rapporto d’amore! Non cercate la strada stupida verso il mondo gay! ... Essere Gay è una cosa seria! Aggiungo una cosa accaduta in questo istante... un ragazzo di 20 anni mi ha contattato... l’approccio era esplicitamente rivolto al sesso... riporto il dialogo (ovviamente cambiando il nick):
gayproject - ma sei gay?
X - si
gayproject - ti posso chiedere una cosa?
X - si
gayproject - ma ti senti realizzato a cercare sesso in rete con sconosciuti?
segue il mio immediato inserimento nella lista nera!
MEDITATE GENTE MEDITATE!