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domenica 25 marzo 2018

QUELLO CHE MI PIACE E QUELLO CHE NON MI PIACE NEL SESSO GAY

Ciao Project,
avevo grossi timori prima di parlare con te ieri sera, poi quei timori si sono dissipati e posso solo dire che parlare con te mi è stato veramente utile a mettere da parte tanti complessi inutili. Ho avuto una educazione molto cattolica, cosa che non ritengo del tutto negativa, ma che ha anche creato in me molti complessi verso la sessualità, e il fatto che io sia gay non ha certo facilitato le cose.
Comunque ieri sera non ho avuto problemi, è vero, ma mi sono comunque limitato a discorsi molto generali. Oggi vorrei entrare in questioni più specifiche sulle quali non ho nessuna possibilità di confrontarmi con altri ragazzi e poi, dove vivo io sarebbe non solo difficile ma anche rischioso perché qui l’omofobia è piuttosto diffusa.
Posso dirmi piuttosto fortunato perché frequento l’università in una grande città e ho la mia autonomia, a 22 anni, quasi 23, le mie esperienze sessuali le ho fatte anche se con risultati molto variabili. Ci sono delle cose che non mi piacciono affatto, prima di tutto che ci si veda soltanto per fare sesso e poi ciao, ci vediamo la prossima volta, è assurdo pensare di stare con un ragazzo solo per fare sesso con lui. Non sopporto le indecisioni, il fatto che uno si aspetti che l’altro si decida a fare sesso e che l’altro faccia finta di niente, un atteggiamento del genere mi sembra odioso, il sesso non si deve chiedere come una grazia, ma deve venire spontaneo, altrimenti il rapporto non è paritario.
Ma entriamo nello specifico. Mi piacciono i ragazzi che non si fanno pregare, che fanno la prima mossa, che non giocano di rimessa, che fanno capire che sono veramente coinvolti. Permettimi di esprimermi liberamente, non mi piacciono i ragazzi che quando si preparano a fare sesso (si abbassano gli slip) non sono nemmeno in erezione, se non ce l’hai duro vuol dire che non sei veramente coinvolto sessualmente, se non è la mia stessa presenza a fartelo venire duro, che senso ha andare avanti? Probabilmente ci sono altre persone con le quali reagiresti con un’erezione molto rapida e decisa, lo dico perché io, se sono veramente coinvolto, reagisco immediatamente.
Non mi piacciono i ragazzi che si vergognano di essere eccitati, i ragazzi che se lo coprono con le mani, che vogliono spegnere la luce, che vogliono restare sotto le lenzuola. Ma che senso ha fare sesso con un ragazzo se non posso nemmeno vedere come è fatto? Uno mi ha detto che sono un guardone, ma se faccio sesso con te e la cosa a te sta bene, non capisco proprio che cosa hai da vergognarti.
Poi c’è tutta l’inconfessabile serie di complessi sulla dimensione del pene, sulla forma, sulla lunghezza, sulla grossezza, sul mantenere l’erezione ecc. ecc., qui forse posso capire di più le paure di tanti ragazzi e quello che dici tu, Project, mi sembra un po’ riduttivo. Almeno per me il fatto che il mio compagno sia ben dotato non è indifferente. Io prendo come modello il mio, che non è niente di speciale, ma mi sta bene, perché ci sono abituato.
Mi piacciono i ragazzi con il pene simile al mio, diciamo così, normale di dimensioni e dritto. Non ho mai incontrato ragazzi col pene curvo in modo accentuato, ne ho invece trovato uno con una fimosi stretta ed era un po’ complessato da questa cosa, ma devo dire che, salvo un po’ di perplessità iniziale non mi ha creato nessun problema, reagiva benissimo e per tanti aspetti (dimensione e forma) era anche ben al di sopra degli standard normali e dei miei in particolare. Con quel ragazzo non ho avuto problemi sessuali di nessun genere, ma la storia è finita perché è andato a vivere in Australia e mi è dispiaciuto molto, perché era un ragazzo buonissimo e di intelligentissimo.
Ma andiamo avanti, non mi piace il sesso rituale, ripetitivo, quello fatto con la faccia dura, senza sorridere e senza scherzare su quello che si sta facendo. Poi c’è una cosa fondamentale, anche se sono riuscito a realizzarla solo una volta, il sesso deve essere sicuro, il rischio deve essere ridotto a zero, si fa il test insieme prima di fare sesso, si aspetta il periodo finestra e si rifà il test, se è venuto negativo entrambe le volte, allora si può essere molto più tranquilli e si può fare sesso senza essere divorati dai dubbi e dalle preoccupazioni. Se uno non vuole fare il doppio test, allora si fa solo col preservativo e non ci possono essere discussioni, certo è molto meno coinvolgente, ma se lui lo vuole fare in modo più coinvolgente allora si deve adeguare all’idea del doppio test.
Ma andiamo ancora avanti. Durante il sesso si parla almeno un po’, non si sta sempre zitti, Un ragazzo mi ha raccontato che prima di conoscere me era stato con un altro ragazzo che gli diceva che non aveva un bel pene, ecco, una cosa di questo genere la ritengo odiosa, non vuoi stare con un ragazzo? Ok, te ne vai, ma se ci stai non puoi disprezzare la persona con la quale stai. Tra l’altro il ragazzo che veniva offeso aveva un pene normalissimo e pure molto reattivo, quando gliel’ho detto si è sentito molto gratificato, perché non se lo aspettava proprio. Io penso che dire a un ragazzo che ha un bel pene sia un complimento certamente molto gradito, dirgli che ce lo ha brutto è veramente offensivo.
C’è un atteggiamento psicologico che odio, ed è, dopo aver fatto sesso con un ragazzo, dire che lo hai fatto solo per lui ma che a te non interessava veramente. Ma allora che ci sei stato a fare? Per fare un’opera buona? Questo è un ragionamento di una ipocrisia inaccettabile. Un’altra cosa che non mi piace affatto è la mancanza di reciprocità, cioè il fatto che quando hai fatto quello che volevi fare, la cosa è finita e ciao, e il tuo compagno al massimo si può masturbare da solo. Una cosa del genere è terribile, l’ho sentita raccontare ma non mi è mai capitata, penso che avrei reagito malissimo.
Altra cosa odiosa usare per un ragazzo dei vezzeggiativi femminili. Se vuoi stare con una ragazza, vacci, ce ne sono tante non c’è nessun motivo per correre dietro a un gay. Altra questione odiosa: raccontare a uno come fa sesso un altro ragazzo che quel ragazzo conosce. Non c’è niente di più odioso. Il sesso si fa in due e non si racconta agli altri. Io qui sto parlando di sesso con Project che non sa chi sono e certo nel raccontare certe cose non ci metto sotto nome e cognome delle persone di cui sto parlando.
Altra cosa che non sopporto: gli atteggiamenti di superiorità, il fare la parte del maestro di sesso, di quello che ha capito tutto e deve insegnare agli altri come si fa. Le persone che si prendono troppo sul serio non fanno che mettere in mostra la loro stupidità.
Altra cosa importante, finito il sesso, non ci si saluta subito, si prende un caffè, un cioccolatino, si torna a una dimensione di vita ordinaria e poi ci si saluta. Le occasioni spontanee per fare un po’ di sesso possono essere molte, penso al fare la doccia insieme, che ha anche una dimensione giocosa (e mi è capitato), penso al ridere insieme, mi ha colpito una cosa che avevi detto, Project, sul gioco sessuale: il gioco è una via maestra verso una sessualità meno inibita, è verissimo e l’ho sperimentato direttamente.
E qui c’è da aprire il grosso capitolo della pratiche sessuali. A qualcuno potrà sembrare strano ma io amo le coccole, e soprattutto le coccole sessuali, come scambiarsi carezze anche intime ma senza nessuna finalità sessuale specifica, oltre quella di condividere la propria intimità anche fisica, proprio come uno scambio di calore affettivo. Mi piace moltissimo l’idea di addormentarsi nella braccia del proprio compagno, direi che è una delle cose più belle del sesso gay, poi c’è la masturbazione reciproca che penso piaccia a tutti senza eccezioni e per il sesso orale il discorso è più o meno lo stesso, anche se qui cominciano ad esserci i problemi relativi all’uso del preservativo, perché qui il rischio c’è e il preservativo va usato, anche se a tanti può sembrare una cosa del tutto innaturale e sgradevole, però, con l’unico ragazzo che ha accettato di fare il doppio test, lo abbiamo fatto senza preservativo ed è stato molto intimo e direi molto sgradevole.
Per quanto riguarda il sesso anale, dico subito non l’ho mai fatto ma non solo perché è la pratica sessuale più rischiosa, ma proprio perché non ho mai avuto fantasie sessali di questo tipo. Pensavo, anzi di essere un po’ fuori dalla norma proprio per questo, ma mi sono ricreduto. Dei cinque ragazzi coi i quali sono stato, uno solo mi ha proposto di fare sesso anale e c’è rimasto male quando gli ho detto di no. Con gli altri l’argomento non è stato minimamente toccato, nemmeno quando avevamo rapporti sessuali praticamente ogni giorno.
Certo, il buon senso vorrebbe che una coppia trovasse i suoi equilibri anche in termini di pratiche sessuali e che non ci fosse, in questo campo, alcun tentativo di imporre qualcosa a chi non la gradisce
Da tutto quello che ho scritto potrai pensare che ormai non ho dubbi e che so come comportarmi in ogni occasione ma non è così. C’è un ragazzo di cui mi sono innamorato e col quale non ho mai avuto il minimo contatto non dico sessuale ma neppure vagamente fisico, lo chiamerò Marco, beh, ti giuro, Project, non mi sono mai sentito tanto in imbarazzo come con lui, lo desidero anche sessualmente, vorrei tutto di lui, perché penso che sia proprio un ottimo ragazzo e vorrei passare con lui tutta la vita, se non lo hai capito, ne sono innamorato come non sono mai stato innamorato di nessun altro, ed è per questo che non so mai che cosa fare.
Sono arrivato ad una decisione, la prossima volta gli dirò che gli voglio bene e che quando lo sento al telefono mi sento felice, ma non gli dirò che vado anche in erezione, perché ho paura che possa spaventarsi, un po’ mi sembra una cosa stupida ma potrebbe anche succedere e io non lo vorrei perdere per nulla al mondo. Mi sento timidissimo, come se avessi 14 anni e fossi alla mia prima storia, ma probabilmente sono alla mia storia più importante.
I miei amici mi dicono che Marco non è bellissimo e che c’è di meglio e dovrei guardarmi intorno, ma io con Marco ho parlato più volte e mi è sembrato proprio una grande persona, cioè uno del quale ci si può fidare, uno che fa poche chiacchiere (io forse ne faccio troppe) ma fa quello che dice. Insomma, Marco non è il bel bambolotto da mostrare agli amici ma potrebbe essere il vero compagno di una vita. Domani lo vedrò, Project, e gli farò la mia prima dichiarazione, sono molto esitante, ma qualcosa mi dice che andrà tutto bene. Ti farò sapere.
B. G.
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=6429

lunedì 10 aprile 2017

CHAT TRA UN GAY E UN ETERO CURIOSO

Ricevo da un Utente (gay) di Progetto Gay il testo di una sua chat con un ragazzo 22enne etero curioso. Ovviamente le etichette vanno perse con tutte le riserve del caso, ma sono comunque utili a inquadrare sinteticamente la situazione. Entrambi i protagonisti hanno autorizzato la pubblicazione. I nomi sono stati eliminati e le località sono state cambiate.
– Da dove?
– Latina, tu?
– Roma
– A o P?
– Ancora con ste cazzate!
– Perché?
– Perché sono cazzate!
– Ma tu, A o P?
– Ci credi che una questione del genere non m’è proprio mai passata per la testa?
– Ma che fai, sfotti?
– No! È proprio così… secondo me tu non sei manco gay
– Ma che cavolo dici! Io di ragazzi me ne sono fatti tanti
– Lo vedi, non sei gay!
– Ah no? E perché?
– Ma scusa ma tu ti sei mai innamorato di un ragazzo?
– Che? Innamorato? Ma come parli? Ma da che mondo vieni?
– Sì, innamorato! È una cosa bellissima!
– Senti, bello, ma che ci stai a fare qua? Ci stai a cercare l’innamorato? Eh eh …
– No! Quello ce l’ho già!
– Tu, anni?
– 31 e tu?
– Ammazza, manco di primo pelo, io 22, ma mi sa che ne so molto più io di te!
– Di certe cose penso proprio di sì, di altre meno
– Ma sei un prete?
– Io? Per carità!
– Sei dell’esercito della salvezza?
– None!
– E allora chi cazzo sei?
– Sono un gay felice!
– E stai qua solo per rompere i coioni a me?
– No! Ma siccome abbiamo cominciato a parlare… e poi A o P? Ma chi te l’ha messo in testa?
– Come chi me l’ha messo in testa?
– Guarda io e il mio ragazzo siamo proprio disinibiti ma A o P non ce lo siamo mai chiesto
– Cioè? Che cavolo dici? Ci sarà pure uno A e uno P
– Ma manco per niente, noi siamo due ragazzi mica un uomo e una donna.
– Vabbe’ ma scusa e allora come fate?
– Posso fare prima io una domanda a te?
– Vai!
– Tu hai mai fatto l’amore con una ragazza?
– Certo!
– E ci stavi bene?
– Ammazza!
– Lo vedi, non sei gay!
– Ma che cavolo c’entra, con un ragazzo è diverso… con un ragazzo non ci fai l’amore, con un ragazzo è solo sesso, comunque adesso rispondi tu, voi come fate?
– Dici sesso anale?
– Sì
– Non lo facciamo
– Ma che cazzo dici?
– Veramente e mica è una scelta, proprio non c’è mai passato per la testa
– A me invece mi passa per la testa eccome e tutte le volte che l’ho fatto sono stato sempre attivo
– Ma tu non cercavi un ragazzo, tu cercavi il sostituto di una ragazza
– Beh, e con questo? A me piace dominare, si vede che a te ti piace stare sotto!
– Lo vedi, usi proprio categorie che nessun vero gay userebbe
– Vero gay? E chi sarebbe? Uno come te?
– Ma guarda che non sono mica una mosca bianca
– Le mosche si posano sulla merda, altro che bianche!
– Che vorresti dire?
– No, così, niente, una battuta stupida, non era riferita a te
– Ah!
– Quanti anni ha il ragazzo tuo?
– 32
– E da quanto state insieme?
– 11 anni
– Ma dai!
– È vero! proprio 11 anni
– E non vi siete mai messi le corna?
– No, penso proprio di no
– Cioè tu stai da 11 anni con lo stesso ragazzo?
– Sì esattamente!
– E non ti sei stufato?
– Neanche un po’!
– Ma allora me lo dici che ci stai a fare qui?
– Ecco questa è una domanda seria, diciamo per curiosità
– Curiosità di che? Qui è tutto molto spiccio
– Mi piacerebbe capire come ragionano gli altri
– Sei uno psicologo?
– No!
– Uno strizzacerveli?
– No! Niente di tutto questo
– Il tuo ragazzo lo sa che stai in questa chat?
– Certo che lo sa!
– E non dice niente?
– No! Qualche volta ci viene pure lui.
– E voi sareste quelli gay felici e contenti, quelli gay veri!
– Eh sì…
– Ma di sesso tra voi che fate?
– Tutto quello che ci viene spontaneo, e ce n’è!
– Cioè che cosa?
– Beh, a livello sesso, masturbazione reciproca e sesso orale.
– Ma quelle sono cose da ragazzini!
– Forse sì, ma noi siamo ancora ragazzini
– E poi? Cioè che altro fate?
– Poi una marea di coccole
– Di che?
– Di coccole, abbracci, carezze…
– Ma vestiti o nudi
– Beh, è ovvio, nudi, a pelle, e sono cose bellissime
– In effetti non deve essere male
– Lo vedi che lo ammetti pure tu!
– Sì, però ci vorrebbe il ragazzo giusto
– E tu non lo hai mai trovato?
– Dove? Qua? Ma quando mai! Ma tu il ragazzo tuo dove l’hai trovato?
– È un mio ex-collega di lavoro, per un po’ abbiamo lavorato nello stesso posto
– Ti va di raccontarmi come è successo?
– Certo! Ma è stato tutto molto semplice, siamo diventati amici, cominciando a scambiare qualche parola, poi abbiamo parlato molto e alla fine è venuto tutto da sé
– Quanto ci avete messo a dichiararvi?
– A creare il nostro rapporto ci abbiamo messo un anno e mezzo, quanto a dichiaraci non ci siamo mai dichiarati
– Tutto sottinteso?
– Sì, tutto sottinteso
– E il sesso?
– Beh, una volta che ci siamo capiti, è venuto tutto da sé, però aspetta, prima abbiamo fatto il test tutti e due
– Ammazza, ma c’avevate proprio fifa!
– Beh, sai, se uno sta proprio sicuro tutta la cosa se la gode meglio, se no resti sempre con l’ansia
– Ma se non lo fate con la penetrazione non c’è rischio
– Non è vero, il rischio c’è lo stesso e se il sesso te lo vuoi godere non ti puoi portare nel sottofondo la paura che ti stai impestando
– In effetti io prima lo facevo pure senza protezione, poi mi sono venute le paturnie e ho fatto il test, quando lo sono andato a ritirare mi stavo proprio cacando sotto, però è andata bene e adesso il preservativo lo uso sempre, ma solo per il sesso anale
– Beh ma anche il sesso orale è rischioso per il ricevente, almeno bisogna evitare il contatto con lo sperma, non basta, però è comunque meno rischioso
– Vabbe’, allora tanto vale che ti fai frate!
– No, dai che basta un po’ di buon senso
– Mh … vabbe’ … Ma lui ti eccita ancora dopo 11 anni?
– Direi che è soprattutto una immensa tenerezza, il sesso c’entra parecchio, è ovvio, ma per me il sesso serve a farlo stare bene, o meglio, aspetta, serve a stare bene insieme, senza segreti, condividendo proprio tutto
– Mi viene sempre più l’idea che mi stai prendendo per il culo
– E che ci guadagnerei? Non so nemmeno chi sei
– Sì ma fai proprio le prediche, mi sa che sei un fake
– Proprio per niente!
– … Ma tu proprio ragazze zero?
– Te l’ho detto, sono gay!
– Vedi, io con una ragazza le coccole pure le capisco ma è diverso, con un ragazzo la cosa deve essere sessuale nel vero senso della parola
– Scusa, ma perché? Chi lo dice?
– Lo dicono tutti!
– Io no!
– E vabbe’ ma tu sei uno, gli altri sono tanti, anzi tantissimi! Io a scambiare coccole con un ragazzo come con una donna non mi ci vedo proprio
– Ma tu adesso hai una ragazza?
– Una mezza storia, ma è una rompipalle, lei pensa che ce l’ha solo lei, mi ricatta col sesso, e forse c’ha pure un altro
– Ma tu con lei ti ci vedi sposato?
– Sposato? E che me metto la tagliola al cazzo? A parte che mica si piglierebbe uno come me, io me ne piglierei una come lei, cioè col fisico suo, ma deve essere la ragazza mia e basta. Ma è sicuro che non mi stai a piglia’ per il culo?
– Manco ti conosco
– Ma come è possibile che voi proprio con le donne niente? Io questa cosa non la capisco proprio
– Ti può sembrare strano ma è così
– Ma proprio du’ tette, un bel culo e te niente, proprio zero? Perché a me le ragazze mi piacciono ma mi tira pure coi ragazzi, è una cosa diversa ma mi tirano pure i ragazzi
– Io con le donne proprio nessuna interesse
– Ma ti tira almeno un po’?
– Magari, se fosse in una situazione che ci si vuole bene veramente, forse, non lo so, ma al limite…
– Ma ti fanno proprio schifo?
– No! Per carità, ci sono ragazze alle quali voglio bene, le stimo, le sento amiche, ma non sono attratto dalle ragazze
– Cioè proprio non ti si drizza?
– No! Quello può pure succedere e magari, al limite, ci potrei anche fare sesso, forse, ma del mio ragazzo mi sono innamorato, è proprio un’altra cosa
– È come succede a me: coi ragazzi solo sesso, ma de ‘na ragazza mi prende proprio
– Sì, però io non andrei mai a cercare sesso da una ragazza, io una chat etero non ci sono mai entrato
– Io sì, ma era proprio un puttanaio, ma pure quelle gay, ma forse quelle etero è pure peggio
– Beh, se vai a cercare una ragazza in una chat erotica…
– Mh … ma ce l’hai duro adesso?
– Manco per niente!
– Io sì! Lo vuoi vedere?
– No, dai, proprio non mi interessa!
– E che gay sei?
– Uno vero!
– Vabbe’, l’ho detto per metterti alla prova, perché di mezzi preti qui ne trovi tanti, ma poi se gli chiedi se lo vogliono vedere accendono subito la cam
– Ma io non ho accettato…
– Ho visto… però sei un tipo strano, se sei gay tu, gli altri che cosa sono?
– Quelli come te?
– Sì
– Beh, sono etero, un po’ frustrati, o forse un po’ bisessuali
– Allora tu ai bisessuali ci credi?
– Non si tratta di crederci ne ho conosciuti diversi
– Bisessuali come me?
– Ma tu non sei bisessuale, i bisessuali si innamorano dei ragazzi proprio come delle ragazze magari preferiscono più le ragazze o più i ragazzi, ma se ne innamorano proprio
– Ecco, questa cosa non la capisco, io non mi sono mai innamorato di un ragazzo, in genere non ci vediamo una seconda volta e poi certi tipi di ragazzi non mi piacciono proprio
– Cioè quali?
– Quelli che ti si appiccicano, quelli che vogliono essere per forza “il tuo ragazzo” quelli che ti mandano i messaggini, che ti chiamano per darti la buonanotte, sono azzeccosi, sono effeminati
– E allora di dovrebbero piacere
– Beh, una bella trans pure pure, ma uno che fa il ragazzo macho e poi fa tutte quelle moine da femmina proprio non mi piace, un ragazzo deve fare il ragazzo, le moine da un ragazzo non le capisco proprio, ma tu col ragazzo tuo facevi tutte quelle cose lì?
– Beh, qualche sms sì, lui non è ossessivo e nemmeno io però qualche attenzione speciale uno per l’altro ce la siamo concessa.
– Avete mai litigato?
– Eccome! Certe volte lo avrei proprio ammazzato
– Perché?
– Mi diceva che non stava bene, proprio fisicamente, dolori addominali, quando cercavo di portarlo dal dottore lui scattava, non ne voleva sapere, mi diceva che erano fatti suoi e non miei, che non era un ragazzino e che le sue scelte, giuste o sbagliate, le voleva fare da solo e qualche volta mi ha mandato malamente a quel paese
– Però non avete rotto
– No, ma mi faceva venire i nervi perché mi faceva preoccupare. Per fortuna è stato solo un periodo, poi è stato meglio, di recente non è stato bene di nuovo ma questa volta dal dottore c’è venuto e ha fatto bene
– Ma c’erano problemi grossi?
– No, per fortuna no
– Ma voi siete dichiarati?
– Con qualche amico, certo, perché quelli che ci conoscono ci vedono e non sono ciechi, con gli altri no, e tu sei dichiarato?
– No, e poi, se mi dichiaro, alla mia ragazza che cosa dico: senti cara io sono gay!
– E poi tu non lo sei!
– Ma se sono dichiarato me lo hai chiesto tu!
– Vero, era una domanda stupida
– Me lo dai un contatto tuo? Una mail o quello che vuoi tu
– Ok [… omissis …]
– Il mio è [… omissis …], vabbe’ mo’ vado che è tardi, oh è stata una chattata strana, però m’è piaciuta
– Anche a me
– Allora buonanotte e salutami il tuo ragazzo
– Certo! Buonanotte a te!
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=6051

sabato 17 settembre 2011

RAPPORTI SESSUALI GAY-ETERO TRA DUE RAGAZZI

In questo ultimo periodo ho ricevuto alcune mail concernenti tematiche molto importanti, attinenti alla sessualità gay di coppia. Si tratta di mail estremamente serie che mi spingono ad affrontare il discorso in modo sistematico.
Molti ragazzi gay, prima di avere piena coscienza di essere gay o prima di accettarsi del tutto, hanno avuto esperienze sessuali etero, e spesso hanno continuato ad avere rapporti con ragazze anche dopo avere avuto piena consapevolezza di essere gay, non è quindi il mero fatto di avere rapporti sessuali etero a qualificare quei ragazzi come etero. Spessissimo la presa di coscienza della propria sessualità gay è legata al fatto che la sessualità spontanea della masturbazione è orientata verso i ragazzi anche quando la sessualità di coppia è etero. Quando un gay cerca una ragazza la sceglie in genere priva di esperienze, in modo che non possa fare confronti tra il suo comportamento sessuale e quello di altri ragazzi. Mettiamoci ora dal lato della ragazza. È evidente che in un rapporto sessuale con un ragazzo gay una ragazza, che abbia un minimo di esperienza della sessualità etero, avverte qualcosa di incerto, di esitante, avverte un cedere del ragazzo alle sue insistenze più che un desiderio sessuale primario. Qui è il punto. Un gay può anche, in certe situazioni molto particolari provare interesse sessuale e anche eccitazione per una donna al punto di arrivare ad avere rapporti sessuali soddisfacenti, ma quella non è la sua scelta primaria, le sue fantasie sessuali restano gay, la sua masturbazione resta gay spesso al 100%. Per un gay questo ragionamento, applicato ai rapporti sessuali con una ragazza non fa una grinza: il ragazzo è e resta gay, ha rapporti eterosessuali più o meno soddisfacenti, la ragazza se non è molto interessata al sesso può anche accettare le cose in questi termini, ma un discorso per molti versi simmetrico a quello appena fatto si può applicare anche ai rapporti sessuali tra un etero e un gay. Voglio dire che presupporre che un ragazzo che faccia sesso con un ragazzo sia necessariamente gay è esattamente come presupporre che un gay che fa sesso con una ragazza sia necessariamente etero, cose che, entrambe, non reggono. Come un gay in certe circostanze può provare interesse sessuale per una ragazza, così un etero, in certe circostanze, può provare interesse sessuale per un ragazzo. Quell’etero resterà etero anche se avrà contatti sessuali con un ragazzo, la sua sessualità primaria, la sua masturbazione e le sue fantasie sessuali resteranno dirette verso le ragazze anche al 100%. Nel caso appena descritto di un etero che ha rapporti sessuali con un ragazzo gay, mettiamoci dalla parte del ragazzo gay, è ovvio che il ragazzo gay avvertirà che l’interesse sessuale che il ragazzo etero manifesta verso di lui non è simmetrico al suo, perché la sessualità del ragazzo etero si è strutturata negli anni su altre fantasie erotiche che vengono estese al campo gay ma non sono originariamente gay.
Intendo dire che, mentre è ormai abbastanza pacifico che un gay possa avere rapporti sessuali con una donna, non è altrettanto pacifico che un etero possa avere rapporti sessuali con un ragazzo, e anzi, si dà quasi per scontato che un ragazzo che faccia sesso con un altro ragazzo sia gay. Ma di etero che hanno rapporti sessuali anche con ragazzi ce ne sono e non pochi. Ai gay sembrano gay ma non lo sono, la loro sessualità primaria è orientata verso le ragazze. Esattamente come un ragazzo che faccia sesso con una ragazza può apparire etero a quella ragazza ma non è affatto detto che lo sia.
Tanto premesso vengo all’argomento centrale del post. Accade spesso che un ragazzo gay si innamori di un amico, dichiaratamente etero e, piano piano, a forza di insistenze, riesca ad indurlo ad avere contatti sessuali con lui. Questa cosa che, nell’attesa, appare al ragazzo gay un momento esaltante, quando si realizza manifesta tutti i suoi lati deboli. Il gay avverte qualcosa di anomalo, di originariamente non gay, di non corrispondente alle fantasie sessuali tipiche di un ragazzo gay, cioè alle sue fantasie sessuali. Il primo elemento che suona stonato per un gay è il disinteresse del proprio compagno per il pene del partner, o un interesse debole indotto solo dal non voler apparire disinteressato. Il ragazzo etero non masturba il ragazzo gay mentre si fa masturbare da lui, il ragazzo etero è disponibile al sesso orale ma solo se praticato sul suo pene mentre è estremamente riluttante se si tratta di scambiare i ruoli. Ma non solo, il rapporto sessuale si concentra su quello che il ragazzo gay ha di meno maschile, in pratica il gay si rende conto di non costituire l’interesse sessuale primario del suo partner, continua tuttavia a considerare il suo partner un gay strano piuttosto che un etero. Aggiungo che spesso, dopo contatti di questo genere il gay cerca di insistere per creare altre occasioni di incontro mentre l’etero manifesta forti resistenze. Se ne deduce che sarebbe il caso di mettersi in mente che come ci sono i gay che vanno anche qualche volta con le ragazze, così ci sono gli etero che vanno anche qualche volta con i ragazzi ma restano etero a tutti gli effetti, il che significa che per costruire un rapporto serio con un gay manca una reciprocità di fondo e gli interessi sessuali primari non sono compatibili. Rendersi conto di questo, per un gay, è spesso difficilissimo e doloroso, perché si tratta di capire che una storia che sembrava giunta all’apice, di fatto, non è neppure una storia e che la fantasia si è proiettata troppo lontano. La sessualità per essere realmente soddisfacente deve essere condivisa in modo profondo, l’equilibrio sessuale di una coppia gay si basa sulle affinità sessuali, ossia su un insieme condiviso di desideri sessuali e di fantasie. I ragazzi gay avvertono molto nettamente quanto i ragazzi etero abbiano archetipi sessuali diversi dai loro e quanto diversa sia la sessualità etero dalla loro e lo avvertono anche solo parlando con i loro amici etero. Quando invece si arriva a un rapporto sessuale gay-etero tra due ragazzi preceduto da mille aspettative e da mille proiezioni e ci si rende conto solo al momento del vero contatto sessuale che c’è qualcosa che non va per il verso giusto, la disillusione è profonda al punto che si oscura la realtà e si evita di ragionare. L’espressione: “abbiamo fatto sesso insieme quindi non può essere etero anche se lui lo ripete sempre” è del tutto sovrapponibile a frasi analoghe che le ragazze innamorare dei gay usano per sostenere che il loro ragazzo è etero.
I meccanismi attraverso i quali si arriva a un rapporto gay-etero tra due ragazzi è del tutto analogo a quello che porta un ragazzo gay a stare con una ragazza. Si parte dell’amicizia, spesso sessualizzata da una parte sola (il ragazzo gay si masturba pensando al suo amico, ma il ragazzo etero continua a masturbarsi pensando alle ragazze), poi si creano occasioni di intimità sempre più spinta che per il ragazzo gay appaiono come chiaro segno che l’altro è gay mentre al ragazzo etero appaiono solo come forme di amicizia stretta e nulla più, si arriva spesso a situazioni parasessuali, docce in comune in ambienti sportivi, nudità casuale senza imbarazzo e simili, alle quali il gay attribuisce molto significato e che per l’etero sono cose del tutto insignificanti, e così si può arrivare anche ad un rapporto sessuale che per l’etero è accettabile proprio perché non lo vede come una conversione gay (e non lo è di fatto) ma come una cosa qualunque, magari come una forma di generosità verso un amico che ne ha bisogno.
Per costruire una storia seria non basta certo che due ragazzi siano gay, quella è solo una condizione necessaria, non sufficiente, ma è appunto una condizione necessaria, deve trattarsi realmente di due ragazzi gay e il fatto che tra quei due ragazzi siano intercorsi contati sessuali nulla dice sul fatto che siano entrambi realmente gay. L’orientamento sessuale non è una questione di comportamenti ma di pulsioni e di desideri.
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

martedì 19 maggio 2009

MASTURBAZIONE GAY

Dalle statistiche relative ai siti di Progetto Gay si rilevano due dati molto significativi:

1) Le chiavi di accesso a Progetto Gay di gran lunga più frequenti sono relative a temi connessi con la masturbazione

2) I tempi di permanenza degli utenti sulle pagine che trattano temi connessi alla masturbazione sono molto superiori al tempo medio di permanenza sulle pagine di Progetto Gay.

Se ne deduce non solo che i lettori che arrivano a Progetto Gay cercando contenuti relativi alla masturbazione sono moltissimi ma che essi leggono effettivamente gli articoli. Poiché i contenuti di Progetto Gay sono reali e non hanno nulla a che vedere con la pornografia, risulta evidente che molti utenti che arrivano su Progetto Gay cercano contenuti seri relativi alla masturbazione o almeno si fermano a leggerli.

Questo post intende trattare i temi più tipicamente connessi alla masturbazione gay sulla base dell’esperienza maturata nelle chat con i ragazzi. In questo senso ho cercato di esemplificare situazioni reali per favorire la concretezza del discorso.

I temi che tratterò saranno:
1) Masturbazione e orientamento sessuale
2) Masturbazione e sensi di colpa
3) Masturbazione e sessualità di coppia
La trattazione sarà necessariamente non sistematica per dare spazio alla realtà nella sua varia articolazione.

Occorre fare una premessa. A differenza di quanto accade per i ragazzi etero, in genere parlare di masturbazione con ragazzi gay non crea problemi.

I ragazzi etero, che non incontrano troppe difficoltà a vivere il sesso di coppia, tendono a fare battute sulla masturbazione e a considerarla una forma di sessualità degradata, di serie B rispetto alla sessualità di coppia, mentre parlano in modo disinibito della sessualità di coppia, manifestano spesso imbarazzo a parlare di masturbazione.

I ragazzi gay, per i quali vivere una sessualità di coppia non è certo la regola ma l’eccezione, considerano la masturbazione una forma di sessualità importante che, per loro, è spesso l’unica forma di sessualità possibile, e quindi ne parlano seriamente.

MASTURBAZIONE E ORIENTAMENTO SESSUALE

Un ragazzo scrive:

“In erezione pensando a una ragazza? Beh, fino a poco tempo fa succedeva, ma anche adesso, ma è una cosa forzata, controvoglia. Fino a poco tempo fa era una cosa confusa, pensavo sia ai ragazzi che alle ragazze, però mi rendo conto che sono gli uomini ad eccitarmi. Già da parecchio mi masturbavo pensando soprattutto a uomini. In ogni caso al momento dell’orgasmo prevaleva sempre la figura maschile. Da quando mi sono innamorato mi masturbo solo pensando a quel ragazzo. Però ho una specie di nostalgia dell’etero, mi dispiace archiviarlo per fare prevalere il fatto di essere gay, la cosa mi turba e anche il problema della masturbazione non l’ho risolto, è come se mi sentissi in colpa di provare quello che provo e mi vergogno, mentre dall’altro lato sono contento e mi sta bene, però non riesco a fare prevalere la felicità e allora faccio fantasie anche sulle ragazze.”

Un altro ragazzo scrive:

“Nel crescere sentivo delle pulsioni gay ma anche etero e non sapevo distinguerle e lo stesso fatto di masturbarmi mi creava problemi perché mi sentivo in colpa. Sentivo pulsioni per i ragazzi ma mi sentivo attratto a livello mentale dalle ragazze. Non mi sentivo come gli altri ragazzi, loro prendevano sempre giornaletti porno perché all’uscita da scuola si riunivano perché, come dicevano, si masturbavano insieme guardando i film porno. Io non mi sono mai accodato a loro, con le ragazze ho provato ma niente! La masturbazione poi era un po’ un tabù. Non è che pensavo a qualcosa in particolare. La maggior parte delle volte che mi masturbavo non pensavo a qualcosa in particolare o forse sì ma non lo volevo pensare. Quando ho cominciato a pensare di essere gay masturbandomi pensando ai ragazzi o cercando foto di uomini nudi, pensavo di avere una doppia vita, una etero e l’altra quella della masturbazione, sempre con foto di uomini nudi, e questo mi confondeva molto. Man mano che crescevo mi masturbavo sempre più pensando ai ragazzi. In quel periodo ho avuto una ragazza per due anni e una volta (unica volta) abbiamo pure fatto l’amore. Poi una volta mi è capitato di incontrare lo sguardo di un ragazzo e sono finito a masturbarlo il giorno stesso, dopo mi sentivo proprio un pervertito. C’è stato anche un periodo in cui ho avuto due ragazzi contemporaneamente che non sapevano l’uno dell’altro ma mi sentivo a disagio in modo terribile, allora non riuscivo nemmeno a masturbarmi e avevo rapporti con tutti e due anche se in giorni diversi, però è stato bruttissimo, soprattutto perché li stavo imbrogliando entrambi. Adesso non ho più nessun ragazzo da alcuni anni e da un anno circa ho una ragazza ma mi masturbo sempre ricordando quello che era successo prima, cioè pensando ai ragazzi, e mi sento in colpa terribilmente nei confronti della mia ragazza perché lei di tutto questo non sa nulla e se lo sapesse non mi vorrebbe e forse farebbe bene.”

In molti casi, l’80% e più, un ragazzo comincia a concepire l’idea di essere gay proprio dal fatto che le sue fantasie masturbatorie sono orientate verso i ragazzi e non verso le ragazze. In genere il riconoscimento e l’accettazione della propria omosessualità procedono per gradi e provocano problemi di instabilità emotiva non indifferenti perché i ragazzi capiscono che il loro mondo sessuale non è come quello degli altri e che questo fatto avrà conseguenze sulla loro vita.

Tra i ragazzi che finiscono per riconoscersi gay circa il 25-30% ha avuto in precedenza una fase etero, questi ragazzi, condizionati dalla famiglia, dalla religione ma spesso anche da un imprinting sessuale etero molto precoce, hanno sviluppato una sessualità imitativa etero e per loro anche la scoperta della masturbazione e l’esercizio della sessualità masturbatoria, almeno per alcuni anni, avviene con fantasie esclusivamente o prevalentemente etero. Spesso questi ragazzi hanno avuto una ragazza con la quale hanno avuto rapporti affettivi e anche sessuali, e non sono rari i ragazzi gay che hanno vissuto una sessualità etero molto intensa. La maggioranza dei ragazzi gay, ossia quel 70-75% che non ha vissuto una fase etero, si riconosce gay in età moto giovane in pratica al tempo della scoperta della masturbazione che è fin dall’inizio e resta definitivamente strutturata sulla base di fantasie sessuali gay. Quel 25-30% dei ragazzi gay che ha vissuto una fase di sessualità etero arriva a riconoscersi gay dopo un processo di accettazione molto più lungo e complesso. In pratica, lentamente ma progressivamente, tra i 18-19 anni e i 22-23, ma anche molto oltre, entrano nella sessualità di questi ragazzi elementi tipicamente gay, sia in forma implicita (amicizie affettuose, spirito di gruppo, ecc.) che in forma esplicita (andare in erezione e/o masturbarsi pensando ai ragazzi). In genere la coesistenza di fantasie masturbatorie gay ed etero è vissuta come problematica soprattutto per l’avvertita incertezza dell’orientamento sessuale. Molti ragazzi in uscita dalla precedente fase etero vivono dei periodi, anche di anni, senza riuscire ad identificare esattamente il proprio orientamento sessuale, per loro la masturbazione è spesso problematica e oscillante tra gay e etero e ciò li induce a pensare di essere bisessuali (ipotesi il più delle volte poco realistica e giustificata solo dalla volontà di evitare di prendere coscienza al 100% dell’identità gay), oppure è orientata quasi esclusivamente in direzione gay ma è repressa, all’apparenza per motivazioni di carattere morale o religioso ma in realtà perché a contenuto gay. È classico il caso dei ragazzi che cercano di forzarsi alla masturbazione in chiave etero. Quando si masturbano pensando alle ragazze e la cosa va anche parzialmente bene non sono pienamente soddisfatti ma non provano sensi di colpa, quando lo fanno pensando ai ragazzi provano una autentica soddisfazione sul piano sessuale cui fa seguito un senso di colpa più o meno profondo. In questi casi il problema non è nella masturbazione ma nella sua valenza gay. Spesso quando la masturbazione è vissuta come un indice di omosessualità non accettata i ragazzi tentano di eliminare l’omosessualità cercando di evitare ma masturbazione, cosa quasi impossibile, che dà origine ad una lotta con se stessi che può essere estenuante. Se poi la fuga dalla masturbazione gay è favorita da scrupoli di natura religiosa sostanziale, le due motivazioni si rafforzano reciprocamente e la masturbazione può essere sentita come una tentazione degradante da respingere con ogni mezzo. Non è raro il caso di ragazzi sessualmente repressi in questo senso che cercano quasi di auto-convincersi che in fondo anche la chiesa accetta o almeno tollera la masturbazione e l’omosessualità, che quindi in fondo potrebbe anche essere accettata. Per questo ragazzi la sessualità non è libera e per loro qualunque attività sessuale non esplicitamente autorizzata porta a forti sensi di colpa. In genere questi problemi tendono ad attenuarsi dopo i 18 anni, quando la dimensione autonoma della sessualità tende a prevalere sulla morale che viene dall’eterno.

Molti ragazzi che vivono una masturbazione non univocamente orientata praticano esperimenti sessuali consistenti nel cercare tecniche finalizzate all’idea di imporsi delle fantasie etero o parzialmente etero o di aumentare la percentuale di masturbazioni orientate in direzione etero, oppure nel cercare di masturbarsi senza concentrasi su fantasie sessuali ma limitandosi ad una pura eccitazione fisica o nel dare alla masturbazione gay una valenza negativa considerandola solo sesso e non amore, mentre l’amore sarebbe capace di nobilitare la masturbazione in chiave etero. In tema di esperimenti sessuali è significativa e spesso molto frustrante l’idea di potere tentare esperienze di sesso etero senza mai avere avuto una masturbazione orientata in direzione etero, in buona sostanza scegliendo la sessualità etero di coppia come prima opzione a livello puramente astratto e cercando di mettere in pratica le proprie scelte. Paradossalmente, se l’esito dell’esperimento è totalmente negativo le conseguenze vengono metabolizzate in tempi brevi, se l’esito è in invece più o meno positivo, in genere le cose si complicano, perché si tende a costruire sulla base di quell’esperienza una ipotesi assai fragile di essere etero. Se dopo l’esperimento sessuale etero si instaura una nuova fase di masturbazione etero sulla base dell’esperienza sessuale vissuta, l’illusione di essere etero appare ancora più fondata. In questi casi però la masturbazione gay non si perde del tutto. Sono questi i casi tipici che portano dei ragazzi gay non giovanissimi al matrimonio, dopo la rimozione più o meno spontanea dell’identità gay, che comunque, anche se in sordina, resta sempre presente.

Molti ragazzi hanno un’idea della omosessualità fortemente centrata sulla sessualità esplicita, cioè non la identificano come una forma d’amore ma come una forma di sessualità che ha poco a che vedere con l’affettività

“Durante la masturbazione fantasticavo sui ragazzi all’inizio mi attraevano solo sotto il punto di vista sessuale e sono stato in bilico tra amore e sesso, sesso con i maschi e amore con le donne. I primi dubbi sul mio orientamento sessuale li ho avuti proprio attraverso le fantasie masturbatorie che non erano tutte sulle ragazze. Poi piano piano ho capito quello che volevo veramente. Mi sono sempre chiesto che rapporto c’è tra desiderio, masturbazione, sessualità e affettività”.

Talvolta i ragazzi hanno l’impressione che la loro vita sarebbe stata certamente etero se non avessero incontrato il ragazzo che ha fatto perdere loro la testa ed è stato la causa dell’avvio della masturbazione in chiave gay, che prima non esisteva.

“Prima di incontrare quel ragazzo io non avevo alcun problema sessuale e mi ero pure innamorato di una mia amica che mi piaceva e pure molto sotto il profilo sessuale. Poi è arrivato lui ed è cominciato il disastro, ho cominciato ad andare in erezione pensando a lui e quando stava vicino a me, ho cercato in tutti i modo di non pensarci ma bastava che lo vedessi e tutti gli sforzi erano vani, cioè io avevo la mia ragazza ormai ma lui mi tornava in mente e andavo in erezione e cercavo di cacciare quei pensieri cercando di pensare sessualmente la mia ragazza, ma lui mi tornava in mente sempre peggio. Alla fine purtroppo mi sono masturbato pensando a lui e la cosa mi è sembrata stranissima,era un po’ come se avessi violato un tabù, era la prima volta e non ero mica così giovane, mi sono detto, ma che è successo? Ma come può essere? Io gay? Ci sono stato malissimo, però lui continuava a tornarmi in mente e io continuavo a cacciarlo via come potevo, poi mi sono un po’ consolato con l’idea di essere bisex, sempre meglio che gay. Adesso quando mi masturbo pensando a lui e mi sento a disagio ma per un’altra ragione, cioè lui non se lo immagina nemmeno, noi siamo amici, lui mi rispetta molto e non credo che abbia capito proprio niente di quello che mi passa per la mente, perché adesso nel pensare a lui non mi reprimo proprio più, anche se in effetti ho pure la ragazza. Lo so che è tutto terribilmente incasinato, ma io sono fatto così, penso di essere bisex solo perché ho incontrato lui perché prima non avevo desiderato mai nessun altro ragazzo. Ma uno puoi essere bisex perché si prende una cotta per un ragazzo solo? Poi c’è un’altra cosa, e questa è un po’ strana, io riesco a fare sesso con la mia ragazza solo pensando a lui, fare sesso con una persona solo pensando che vorresti stare con un’altra non è il massimo, ma è e così. Comunque lei di questo non sa nulla”.

Spesso i ragazzi con fantasie masturbatorie non univoche si convincono di essere bisex perché la cosa sembra loro più accettabile a livello teorico dell’essere gay. Gli esperimenti sessuali che ne conseguono sono una forzatura della sessualità e, quasi inevitabilmente, si concludono con esisti insoddisfacenti.

“Ho conosciuto un ragazzo in chat, prima abbiamo parlato del più e del meno e poi siamo finiti a parlare di discorsi intimi e mi sono eccitato in modo impressionante però, dopo, quando ho provato a masturbarmi, stamattina, è stata una cosa diversissima dalle altre volte e non ho goduto come si dovrebbe, diciamo che è stata una cosa forzata anche se è stata un’eccitazione interessante. Non pensavo nemmeno a quel ragazzo o solo un momento ma a qualunque cosa pensassi non mi ha dato la forza di andare avanti. Una cosa strana che non riesco a spiegarmi. Non ero poi così tanto eccitato. Non pensavo nemmeno a un ragazzo in particolare. Ho provato a pensare a ragazze ma è stato peggio, mi ha provocato disagio, disgusto. L’ho fatto anche un po’ per vedere se provavo disgusto ma ho proprio sperimentato che è così. Comunque quando mi masturbo e penso ai ragazzi devono essere ragazzi veri, non porno, quelle cose mi sanno proprio di falso”.

In certi casi la masturbazione in chiave gay è vista come un male difficilmente evitabile ma che sarebbe bene evitare.

“Mi era capitato di avere dei sogni bagnati quando sognavo un mio compagno delle superiori e ho cominciato a masturbarmi pensando a lui. La cosa era strana, normalmente quando stavamo a scuola insieme non mi eccitava, non mi era del tutto indifferente ma, insomma, nessuna reazione fisiologica, nessuna erezione, però quando poi stavo solo a casa mi eccitava moltissimo ma solo a fantasia, però io razionalmente non volevo avare quelle fantasie, diciamo che in astratto mi sembravano cose sbagliate, ma anche adesso, non mi piace neanche adesso l’idea di masturbarmi anche se poi finisce che lo faccio, cioè non è razionale farlo, non ha senso ma non è che lo condanno e poi le fantasie sessuali ce le ho lo stesso indipendentemente dalla masturbazione, io penso che la masturbazione deriva dal fatto che non mi sono mai innamorato, perché se mi innamorassi di un ragazzo penso che non avrei più motivo di masturbarmi, la masturbazione è una cosa stupida perché non è un piacere condiviso. Diciamo che durante la masturbazione penso a come vorrei essere, io fisicamente non mi accetto molto, penso a come vorrei essere più che a un altro ragazzo, cioè l’altro è secondario. Di una cosa sono sicuro, non sono mai riuscito a pensare in concreto di masturbarmi pensando a una ragazza”.

I ragazzi che avvertono e non accettano le pulsioni della loro identità gay si costituiscono talvolta due distinte identità, una solare, diurna, pubblica, etero o senza alcuna coloritura sessuale e una notturna, privata, gay, legata alla masturbazione.

“Quando ne ho voglia, già l’idea di farlo mi eccita. Però se provo a concentrarmi su delle fantasie faccio fatica a rimanere concentrato, adesso, proprio ultimamente riesco un po’ a pensare a qualcuno, ma solo per poco tempo e mi distraggo subito dalla mia fantasia, questo quando mi masturbo, quando non mi masturbo invece le fantasie mi vengono e se sono abbastanza eccitato dopo mi masturbo ma non sul momento.

Avevo fantasie soprattutto la notte, non sogni, proprio prima di addormentarmi, cercavo di scindere il girono e la notte pensavo ai ragazzi solo di notte ma di giorno cercavo di dimenticarmi tutto, proprio una scissione di identità. Pensavo a ragazzi nudi, che li baciavo e che li abbracciavo, a volte anche a sfondo sessuale, andavo in erezione ma non mi masturbavo, mi piaceva soprattutto fantasticare. Pensando alla ragazze non andavo in erezione e allora pensavo ai ragazzi e lì cominciavo a stare male con me stesso, un po’ in crisi con la mia fede e con la religione. E la cosa che più mi pesava era sentirmi dire da tutti che si masturbavano, il problema non era quello della masturbazione perché ai preti sembrava che non gliene importasse nulla o quasi, ma quello della omosessualità che la chiesa condanna. Io non sono ipocrita e ho deciso di non voler più essere cristiano. Mi dicevo che gli altri pensano alle ragazze e anche io devo poter pensare a quello che voglio perché in fondo non faccio male a nessuno”.

In alcuni casi la masturbazione praticata solo per fare qualcosa risulta svuotata del suo significato sessuale.

“La masturbazione non andava un gran che, anche se non avevo problemi fisici, e allora ho mollato e l’umore è migliorato molto. Insomma certe volte cominciavo ma poi mi distraevo e me ne passava proprio la voglia, cioè alla fine lo fai quando hai una spinta forte, se no a che serve? Io ho delle fantasie affettive di giorno ma quando mi masturbo sono completamente diverse. Di girono non ho vere fantasie sessuali, quando mi capita guardo dei porno e un po’ funziona. Certe volte riesco a masturbarmi più intensamente del solito e penso che sia proprio per questo motivo che oggi sono così allegro e mi sento così bene con me stesso. In effetti per me il sesso è solo la masturbazione, e non ho molte persone su cui fare le mie fantasie”.

Il rifiuto della masturbazione può essere radicale e motivato da argomenti concreti anche se opinabili.

“Non è che cerco di svalutare la masturbazione, non ci penso proprio, non mi forzo, proprio non mi passa per la testa. Quelle rare volte che mi masturbo cerco di farlo nel migliore dei modi. Ho letto su un post che alcuni immaginano di masturbare un ragazzo mentre si masturbano e l’ho fatto anche io. Ma l’ho fatto per fare la cosa giusta perché avevo letto che si fa e volevo adeguarmi. Adesso non vado più su siti porno da qualche mese, prima sì, di recente ci sarò andato due o tre volte al massimo. Mi masturbavo su quello che vedevo, lì per lì mi veniva spontaneo, ma poi mi tornava una tristezza profonda, proprio un senso di colpa, come se stessi facendo un torto al ragazzo che cercavo di immaginare, un abusare di lui. La masturbazione mi sembra una cosa infantile, egoista, più da bestie che da persone, me ne vergogno non mi piace farmi dei viaggi tra fantasie immature. Cioè le fantasie sessuali mi sembrano cose sciocche. Vedi, adesso c’è un ragazzo che mi piace ma io non mi masturbo pensando a lui, e anche con un altro ragazzo che mi piaceva prima l’ho fatto solo un paio di volte prima di dichiarami con lui ma dopo no, perché lo volevo lasciare intatto, non lo volevo contaminare con queste cose. Quando mi innamoro non mi viene il desiderio perché quel ragazzo è una cosa sacra. Prima non ero così negativo sulla masturbazione, quando avevo qualche compagno di scuola che mi eccitava a scuola mi reprimevo, poi tornavo a casa e quando ero solo lo facevo. Ma adesso è raro che mi masturbi, è un gesto che non ha nulla a che vedere con la realtà, non ha senso cercare di immaginarsi un ragazzo che sta con te, è un po’ come abbracciare il cuscino”.

La masturbazione per i ragazzi sessualmente più ansiosi e insicuri si presenta spesso come una specie di sessualità di rifugio in cui non c’è il timore di fare brutte figure.

“Io la sessualità gay l’ho vissuta in pratica solo con la masturbazione. Un contatto fisico con un ragazzo l’ho vissuto solo tre volte ma ero agitatissimo, insomma diciamo che quando mi trovavo veramente in situazione mi venivano mille preoccupazioni per la testa ma non per malattie o cose simili, cioè mi venivano anche magari solo per masturbarci ognuno per proprio conto uno di fronte all’altro, che poi è stato solo questo, in teoria dovevo essere eccitatissimo, ma quando stavo lì perdevo l’erezione o non veniva proprio. A pensare che sarei stato con quel ragazzo andavo in erezione fortissima, ma poi quando stavamo insieme non succedeva proprio, cercavo di masturbarmi il più forte possibile ma era una cosa frustrante, come un modo per rattoppare qualche cosa. Poi quando me ne tornavo deluso a casa mia, su quel ragazzo mi masturbavo moltissimo e non avevo nessun problema di erezione, in pratica io penso di potere vivere la sessualità gay solo con la masturbazione, è un po’ come un accontentarsi ma è così, può darsi che cambi, anzi lo spero”.

Non è raro il caso in cui la masturbazione risulti frenata da altri fattori oggettivi o semplicemente percepiti come oggettivi che sembrano interferire con la masturbazione stessa, è il caso dell’idea che la masturbazione possa rallentare lo sviluppo del pene o possa accentuarne la curvatura o possa aggravare problemi come il frenulo corto o la fimosi oppure possa indebolire la potenza erettiva. In alcuni casi anche minimi disturbi dell’erezione sono vissuti dai ragazzi in modo negativo e con una ripiegamento verso la depressione. I ragazzi più grandi, spesso dopo molte esitazioni e molti rinvii si decidono ad andare dall’andrologo, i ragazzi più giovani se non hanno un buon rapporto con i genitori ben difficilmente parlano con loro di questi problemi, dei quali peraltro non parlano nemmeno con altri ragazzi, l’idea che c’è qualcosa che non va si impadronisce di questi ragazzi che finiscono per rifiutare la masturbazione perché la riconnettono erroneamente ai loro disturbi. Bisogna tenere presente che i ragazzi che presentano piccoli problemi anatomici o funzionali dei genitali non sono pochissimi e che spesso questi ragazzi, durante l’adolescenza, non hanno neppure la consapevolezza che qualcosa non va. Questa consapevolezza si acquisisce in genere tra i 15/16 anni e può creare problemi psicologici non piccoli. Alcuni problemi, come la fimosi o il frenulo corto non sono in realtà grossi problemi e possono essere risolti senza eccessive difficoltà, altri, come la ritenzione testicolare, se protratti per anni possono avere conseguenze importanti. Purtroppo gli standard dell’educazione sessuale sono bassissimi e sarebbe estremamente utile che i ragazzi più giovani conoscessero l’anatomia maschile e almeno i più comuni problemi cui può andare incontro, ciò aiuterebbe a prevenire disturbi più seri e a ridurre la portata dei problemi psicologici connessi con la sessualità e con la masturbazione in particolare. Purtroppo queste cose sono ancora un tabù e diversi ragazzi sono costretti a pagare con situazioni di disagio il moralismo diffuso.

La masturbazione non è solo un modo di vivere la sessualità di chi non ha un partner o di chi ne è momentaneamente lontano, spesso è un proprio un modo di vivere la sessualità di coppia, in particolare quando il primo contatto fisico tra due ragazzi molto giovani è anche una forma di esplorazione reciproca della sessualità.

“Abbiamo avuto solo rapporti manuali. Da ragazzini sai c’è la mania del mostrarselo e abbiamo cominciato così, lui mi spingeva ma io rifiutavo io allora già mi masturbavo ma sapevo che lui non lo faceva e allora non potevo pensare di farglielo io però lui insisteva e me lo faceva vedere e mi dava materia per le mie fantasie masturbatorie. Poi, l’anno appresso, siamo passati alla masturbazione reciproca. A lui piaceva, cominciava sempre lui ma aveva scrupoli religiosi, falsi penso. Io so benissimo che ci sono tanti ragazzi che si masturbano in compagnia e a volte anche reciprocamente, senza che questo significhi per forza che ci sia omosessualità di fondo, però per tanti ragazzi gay questo è solo un alibi. Una volta oltre il solito confronto mi ha aperto i pantaloni e ha iniziato a masturbarmi. E l’ho fatto anche io. Piano piano la cosa ha perso l’alone del tabù ed è diventata normale. A me poi veniva normale perché nelle mie fantasie avevo già masturbato tanti ragazzi. Era una cosa che conoscevo bene perché la sperimentavo su me stesso e adesso con lui mi veniva proprio spontaneo, piano piano non ci sono state più riserve e nemmeno rituali per cominciare, era diventata una cosa ovvia di tutte le volte in cui ci si vedeva. Col mio secondo ragazzo era una fissa, mi masturbavo anche per mesi di fila con solo lui in mente, non avevo proprio nessun’altra fantasia erotica. Lui dominava la scena, ma immaginavo di essere sempre io a masturbarlo, non era mai lui a masturbare me. Io venivo perché veniva lui”.

Un’attenzione tutta particolare merita il tema della masturbazione per i ragazzi che sono stati oggetto di abusi sessuali.

“Diciamo che non era una cosa violenta, no. Non mi ricordo nemmeno quando è cominciata ma è andata avanti fino a 17 anni, non so quello che provavo e provo per lui, ho letto di ragazzi che hanno subito violenza vera, botte, cose del genere, con lui era cominciata per gioco, per me proprio quello era, almeno all’inizio o una cosa che si faceva e basta. Diciamo che in pratica l’ho solo masturbato, però io adesso sono gay per il fatto che lui ha fatto con me quelle cose e questo pensiero non me lo toglierò più dalla testa. In pratica da quando ho capito che cosa facevamo, diciamo dai 14 anni ormai ero consapevole che non ne sarei più uscito. Non mi sono mai masturbato e diciamo che, dopo che abbiamo smesso, il sesso a qualunque livello mi sembrava stomachevole. Mi faceva una rabbia non poter essere etero per colpa sua. Poi dopo pochi anni lui è morto di infarto, aveva 44 anni esattamente il doppio dei miei e io mi sono sentito meglio, il nostro segreto sarebbe stato solo mio.
Poi c’è stato Luca, un po’ mi piaceva, anzi molto, ma io non volevo essere gay, quando ho cominciato a masturbarmi pensando a Luca mi sono sentito malissimo perché lo riconnettevo a tutto quello che avevo passato fino ai 17 anni, per me i gay potevano essere sono persone come quelle che avevo conosciuto io. Luca era veramente un bravo ragazzo ci ho messo tantissimo tempo a dirgli come stavano le cose, lui ha reagito bene anche se è etero, però mi ha detto che pensare che mi aveva aiutato a venire fuori da una situazione simile gli aveva fatto veramente piacere. Insomma, dopo Luca per masturbarmi uso solo porno, i ragazzi veri è meglio che li lascio da parte”.

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Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=247&start=0

mercoledì 1 ottobre 2008

GAY PER UN GIORNO O GAY PER LA VITA

Andrea ha scritto: Ciao Project, sei occupato?
project ha scritto: No. Ciao Andrea!
Andrea ha scritto: Intanto grazie che mi hai aggiunto
project ha scritto: Ci mancherebbe!
Andrea ha scritto: Pensi che possiamo parlare adesso?
project ha scritto: Certo.
Andrea ha scritto: Ti avevo scritto per una cosa di cui volevo parlare con te ma è una cosa un po’ complicata..
project ha scritto: Io sto qui e seguo quello che scrivi e ti interrompo solo se ci sono cose che non capisco o se devo chiederti qualcosa, però tieni presente che io di te non so assolutamente nulla e che quindi se vuoi farmi capire esattamente le cose non puoi dare nulla per scontato, solo questo.
Andrea ha scritto: Ok, che faccio? Comincio?
project ha scritto: Sì certo!
Andrea ha scritto: Mi chiamo Andrea, ho 24 anni, prossimo ai 25. I miei sono di Salerno e io sono vissuto lì fino a quando ho finito il terzo anno del liceo, poi sono andato a Milano e ho continuato le scuole lì. I miei sono brave persone e mi vogliono bene ma di me non sanno nulla. In pratica fino ai 16 anni, quasi 17, credo di essere stato eterosessuale, ero un bel ragazzo, adesso lo sono un po’ meno, ma allora ero proprio un bel ragazzo, me lo dicevano tutti. Alle medie facevo battute sulle donne come le facevano tutti, le mie compagne alle medie scherzavano con me, mi tenevano per mano, mi davano i bacetti e io ci stavo
Andrea ha scritto: cioè mi piaceva proprio. In terza media ho scoperto la masturbazione (l’ho scoperta da solo), sorvolo su tutti i dubbi perché non capivo bene di che cosa si trattasse però mi piaceva moltissimo e per me era ovvio mentre mi masturbavo pensare a fare cose con le ragazze. Dai 13 e i 14 anni ma anche fino all’inizio della terza superiore, per me era proprio una fissazione, ero convinto di essere un caso patologico perché m masturbavo anche più volte al giorno, però sempre e solo pensando alle ragazze
Andrea ha scritto: cioè io i ragazzi non li pensavo proprio. Alle superiori i giochi con le ragazze si sono fatti più scopertamente sessuali. A16 anni mi sono preso una cotta tremenda per una ragazza di 17 anni che era pure lei innamorata persa. La fissazione di stare con lei proprio di fare l’amore don lei è diventata tale che alla fine lo abbiamo fatto e la cosa mi piaceva moltissimo, ma mi piaceva significa che quando parlavamo al telefono, se c’era gente, minimo andavo in erezione, e se non c’era nessuno a casa mi masturbavo mentre parlavo con lei. Naturalmente all’inizio a lei non avevo detto nulla, ma dopo che abbiamo fatto l’amore gliel’ho raccontato e l’ha presa benissimo!
Andrea ha scritto: Facevamo l’amore quando ci pareva, sempre prendendo tutte le precauzioni, perché lei era molto sveglia e non voleva guai. Per me sono stati mesi di sessualità sfrenata. Ci sei?
project ha scritto: Sì, certo!
Andrea ha scritto: Ok. Tu ti chiederai che c’entrano i gay. Ma diciamo che nelle vacanze dopo il terzo liceo è successo un fatto che mi ha messo in crisi. Avevo 17 anni, mi sentivo sessualmente soddisfatto, ma è successo un fatto strano. Un giorno sono andato al mare con un gruppetto dei miei soliti amici. Sulla spiaggia c’era tanta gente e abbiamo pensato di fare una partitella a pallone. Vicino a dove stavamo noi c’era pure un ragazzo che prendeva il sole, allungato su una sdraio. Era solo e la cosa che mi ha colpito di più è che stava lì seduto normalmente ma con una visibile erezione, almeno parziale, ma si notava, o forse la notavo solo io, non lo so, comunque si è rimesso in piedi riaggiustandosi il costume e poi ha fatto un cenno per chiedere se poteva giocare anche lui. E ha fatto una partita con noi.
Andrea ha scritto: Io ero contento che giocasse con noi. Con Stefano (è un nome di fantasia) è cominciata così. Poi abbiamo parlato un po’, aveva 25 anni, allora mi sembravano tantissimi, era sveglio, intelligente e soprattutto a me sembrava bellissimo. Insomma torno a casa con l’immagine di Stefano in testa. Mi chiama la mia ragazza al cellulare col solito tono da innamorata ma io mi sentivo in imbarazzo, non avevo voglia di giocare all’amore con lei, non la vedevo forse da una decina di giorni e la mattina mi ero masturbato pensando a lei, ma la sera la telefonata mi suonava strana. Per la prima volta mi sono trovato a recitare un po’. Ho fatto una doccia e mi sono masturbato pensando a Stefano nudo. Dopo mi sono detto: ma che sto facendo? Io mi masturbo pensando a un ragazzo e a uno che ha otto anni più di me!
Andrea ha scritto: La notte non ci ho dormito, per un verso mi sembrava tutto assurdo e impossibile ma stavo continuamente in erezione, mi sono masturbato un’altra volta e poi sono riuscito a prendere sonno. Il giorno appresso sono andato in spiaggia da solo perché i miei amici avevano da fare e Stefano era lì. Ci siamo seduti vicini a abbiamo parlato. Lui era molto schivo, non parlava facilmente di sé e questo alimentava i miei sospetti. Insomma penso di avergli fatto una corte spietata proprio usando le stesse tecniche che usavo con le ragazze. Abbiamo mangiato insieme, abbiamo fatto il bagno insieme e poi siamo entrati nello spogliatoio insieme, in due nella stessa cabina. Ci sei?
project ha scritto: Certo
Andrea ha scritto: Beh non ti descrivo quello che è successo però un pratica si siamo masturbati, lui a me e io a lui. Lo conoscevo sì e no da 24 ore, pensavo che avrebbe fatto altro, anzi ci speravo, almeno sesso orale, ma non ne ha voluto sapere e mi ha detto che quelli sono giochi pericolosi, che senza preservativo non l’avrebbe mai fatto e che anche io dovevo stare attento a non correre rischi. Non ha voluto nemmeno baciarmi, mi ha sorriso, mi ha detto che ero un bel ragazzo ma che non dovevo fare stupidaggini. Gli ho chiesto se aveva un compagno e mi ha detto di no.
Andrea ha scritto: Project, la storia è andata realmente così, ma dopo io ho cercato di interpretarla come se Stefano mi avesse costretto perché l’inizio della mia vita gay è stato quello e io ne dovevo pure dare la colpa a qualcuno. Penso di essere stato io a sedurre lui e non il contrario. Ti preciso subito che la mia storia con Stefano è finita lì. Non sono più andato alla spiaggia per qualche giorno, poi ci sono andato di nascosto per qualche altro giorno ma lui non c’era più. Non sapevo chi fosse né dove abitasse. L’unico incontro di tipo sessuale con lui è stato quello che ti ho detto ma mi ha sconvolto la vita.
Andrea ha scritto: Project, mi sono sentito una specie di puttana maschio, uno che abborda i ragazzi e che fa sesso col primo venuto, con uno che ha conosciuto il giorno prima. Non ti dico quello che è successo con la mia ragazza. Soni diventato scontroso e aggressivo nei suoi confronti, quando insisteva per fare sesso con me la mandavo a quel paese in modo violento. Più lei voleva capire più mi faceva venire i nervi e mi arrabbiavo anche con me stesso perché lei mi chiedeva: C’è una ragazza di mezzo? Io rispondevo: No! Ma lei insisteva: E allora dimmi che cavolo è successo! E io non sapevo che dire. Io non ci ho provato nemmeno a continuare a fare sesso con lei, non me ne importava assolutamente più nulla. Sembra assurdo ma è così!
Andrea ha scritto: Non solo non mi attraeva ma l’idea di stare con lei non la sopportavo proprio. Quanto a Stefano facevo di tutto per togliermelo dalla testa (ma mai facendo sesso con una ragazza), ma non ci riuscivo. Nel giro di pochi giorni sono passato all’astinenza sessuale più completa. Niente ragazza, niente masturbazione, proprio sesso niente! La mia ragazza mi deve avere odiato profondamente, chissà che cosa avrà pensato e deve averne sofferto tantissimo, ma io allora non ci facevo caso e d’altra parte fare sesso fingendo non è una cosa bella. Quei dieci minuti di sesso con Stefano in pratica mi avevano sconvolto la vita.
project ha scritto: Andrea, da quello che hai detto, onestamente non mi sembra che tu abbia dubbi circa il tuo orientamento sessuale.
Andrea ha scritto: In effetti non ho dubbi, adesso almeno, e probabilmente non ne avevo nemmeno allora ma il fatto è che dopo quei benedetti-maledetti 10 minuti io in pratica ho finito per sentirmi gay, sì, ma quasi per contagio, non per scelta mia, ed è una cosa sgradevole e soprattutto credo che non mi libererò mai del ricordo di quei 10 minuti. Io facevo l’amore con la mia ragazza tutti i giorni ma a quello non ci penso proprio più, mentre quei 10 minuto non me li tolgo più della testa. Se poi avessi potuto rivedere Stefano e magari parlarci, mi sarebbe piaciuto capire qualcosa di più, ma è stato tutto fulmineo, 24 ore che hanno cambiato la mia vita: un giorno la partitella e il giorno dopo quello che ti ho detto.
project ha scritto: Allora avevi 17 anni, ma dopo hai avuto una vita affettiva?
Andrea ha scritto: Bella domanda, in effetti non lo so. Lo so che sono gay, almeno adesso è così, ma come non lo è stato prima potrebbe anche non essere così in futuro. Ci sono stati due ragazzi dei quali forse mi sarei innamorato, chiamiamoli A e B, bei ragazzi e anche come si deve ma non voglio innamorarmi di un ragazzo, cioè magari continuerò a masturbarmi pensando a Stefano, ma un ragazzo vero vicino non lo voglio, perché non lo voglio rovinare. B è anche gay e me lo ha detto e io gli ho detto di me. In sostanza è l’unica persona che sa di me, ma lo tengo a distanza perché non lo voglio fare soffrire.
Andrea ha scritto: Anzi una volta stavamo soli e io avevo paura che con lui potesse succedere quello che era successo con Stefano, sicuramente a B è venuto in mente ma gli ho detto che non volevo stare lì ma volevo uscire e andare da qualche parte. Io non voglio che finisca come me. Io ho fatto degli sbagli grossissimi che mi hanno condizionato pesantemente ma a B non deve succedere.
project ha scritto: Andrea, scusa, ma quali sarebbero gli sbagli grossissimi?
Andrea ha scritto: Beh, tutta la storia di Stefano, se non ci fosse stata sarebbe stato molto meglio, io mi sarei sposato con quella ragazza e adesso sarei felice e avrei una famiglia vera e invece mi sono fatto portare dalla stupidità e in 10 minuti mi sono giocato un futuro che poteva essere bellissimo. Sono stato un cretino e me lo sono detto milioni di volte. D’altra parte cose del genere possono capitare solo a me.
project ha scritto: NO! Andrea, NO!! Non dire assurdità. In primo luogo quello che è successo a te, con piccole varianti, succede a tantissimi ragazzi. È vero che hai vissuto una vita etero fino a 17 anni, ma se non avessi incontrato Stefano e ti fossi sposato, prima o poi avresti incontrato un altro bel ragazzo e la tua omosessualità sarebbe saltata fuori, e francamente il matrimonio per un gay non è assolutamente la strada migliore.
Andrea ha scritto: Ma io penso che se non avessi incontrato Stefano non mi sarei mai sentito gay.
project ha scritto: NO! Sarebbe come dire che il tuo essere gay è dovuto al fatto che i tuoi compagni quella mattina sono andati al mare con te, perché se non ci fossero andati non ti saresti sentito gay! No! Incontrare Stefano è stata solo l’occasione che ti ha portato alla consapevolezza della tua identità gay, non ne è stata certo la causa. E il fatto che un ragazzo gay (perché tale eri) che quando vede un ragazzo in spiaggia nota che è in erezione almeno parziale, poi voglia vedere che effetto fa avere un contatto sessuale con quel ragazzo, se ci sta, non ha nulla a che vedere con gli errori tragici della vita. E anzi Stefano, con te, è stato molto prudente.
project ha scritto: Ma queste sono cose del passato, adesso c’è la presenza di B. Quanti anni ha B?
Andrea ha scritto: 22
project ha scritto: Ma che cosa è B per te?
Andrea ha scritto: Mah, non lo so, cerco di fare in modo che sia il meno possibile
project ha scritto: Rispondi onestamente
Andrea ha scritto: è un bel ragazzo, mi piace e poi mi ci sono affezionato
project ha scritto: Ma B ha un ragazzo?
Andrea ha scritto: No, anzi io penso che lui nel fatto di potersi mettere con me ci avesse sperato
project ha scritto: Andrea, ma mi fai capire che cosa ti frena nei confronti di B, perché non riesco a trovare una ragione concreta, è gay, vorrebbe stare con te, è un ragazzo che ti piace … allora perché no?
project ha scritto: Aspetta!
project ha scritto: Ti posso fare una domanda diretta?
Andrea ha scritto: Sì, certo.
project ha scritto: Ma quando ti masturbi pensi solo a Stefano?
Andrea ha scritto: No, anzi è da un po’ di tempo che a Stefano non ci penso più
project ha scritto: E a chi pensi?
Andrea ha scritto: Sì, va bene, penso a B, ok, però masturbarsi per un ragazzo e fare l’amore con lui è diverso, e io non voglio che tra noi ci sia un contatto di sesso. Che lo penso quando mi masturbo è un fatto tutto mio che lui non dovrà sapere mai!
project ha scritto: Andrea, ma tu pensi che B sia cretino?
Andrea ha scritto: Perché?
project ha scritto: Tu sei gay, ok, quando ti sei trovato con lui sei scappato via, ma a lui ci tieni e sicuramente glielo hai dimostrato, diciamo pure che in un certo senso te ne sei innamorato, puoi anche non dirgli che ti masturbi pensando a lui ma lui lo capisce lo stesso
Andrea ha scritto: Ma come fa a capirlo?
project ha scritto: Perché al 99% fa anche lui lo stesso!
Andrea ha scritto: Dici? Ma non è possibile! È un bravissimo ragazzo!
project ha scritto: E allora? Ma scusa, ma secondo te quali sono i bravissimi ragazzi? Quelli che non si masturbano? Se fosse così ce ne sarebbero proprio pochissimi! Forse nessuno!
Andrea ha scritto: Ma pensi veramente che lo faccia?
project ha scritto: Al 99% almeno!
project ha scritto: Ma scusa, a un ragazzo gay che non fa sesso in altro modo gli vuoi togliere anche questo?
Andrea ha scritto: Quando lo faccio mi sento in colpa verso di lui, mi sembra di sporcarlo, mi sembra che una cosa del genere non se la merita.
project ha scritto: Ma scusa, quando tu lo facevi per la tua ragazza e glielo hai detto lei l’ha presa bene, allora perché B la dovrebbe prendere male?
Andrea ha scritto: Ma non è lo stesso, lei è una ragazza, e poi io posso volere bene a B ma non voglio fare sesso con lui.
project ha scritto: Andrea, questo non è vero!
Andrea ha scritto: Mh, beh, sì forse non è vero. Metti che me ne sia innamorato (ma non lo so se è vero) ma secondo te io che dovrei fare?
project ha scritto: Dovresti fare tutto quello che ti viene spontaneo ma mettendo da parte le tue elucubrazioni, volere bene a B significa cercare di fare stare bene B, o almeno nel modo migliore possibile. Hai un ragazzo gay che ti vuole bene e gli vuoi bene, ma ti rendi conto di quanto sei fortunato?
Andrea ha scritto: è un po’ assurdo dire che essere gay è una fortuna!
Andrea ha scritto: Project aspetta!
Andrea ha scritto: Ho detto una stupidaggine ok!
Andrea ha scritto: E se poi magari fare sesso con B non mi viene proprio spontaneo che faccio? Perché io questi blocchi penso che ce li avrei. Cioè se gli faccio capire che ha un senso devo pure essere sicuro di me stesso. Su queste cose mi vengono mille paure, mi sento un imbranato totale.
project ha scritto: Andrea, ma che paure vuoi avere! B è un ragazzo come te! Il sesso non è un esame da valutare con un voto, queste cose non hanno senso, il sesso è una forma d’amore.
Andrea ha scritto: Project qui c’è mio padre che mi sta ossessionando che gli serve il computer e ti devo lasciare ma stasera ci sono. Ti posso chiamare?
project ha scritto: Andrea io sto qui, ho avuto il piacere di conoscerti, mi trovi quando vuoi. Una coda ti devo chiedere.
Andrea ha scritto: Dimmi
project ha scritto: Mi permetti di pubblicare il contenuto di questa conversazione?
Andrea ha scritto: Sì pubblicalo ma cambia i nomi e i posti, sai qui se mi beccano mi scorticano! Allora stasera ti chiamo!
project ha scritto: Mi raccomando: tranquillo! L’ansia non è amica né della vita affettiva né della sessualità! La calma prima di tutto! E in fondo non hai nessun motivo di preoccupazione. Un abbraccio Andrea! E a stasera!
Andrea ha scritto: Ciao Project! Un abbraccio a te!! A stasera! E grazie!!!
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Se volete, potete partecipare alla discussione su questo documento aperta nel Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=32716295

sabato 15 dicembre 2007

RIFLESSIONI SULLA SESSUALITA’ GAY

L’analisi statistica delle chiavi di accesso al blog Progetto Gay può fornire utili elementi di riflessione. La statistica è condotta in data odierna sui mille ultimi accessi al blog Progetto Gay tramite motori di ricerca. Tutti i dati sono in sequenza, per salvaguardare la casualità. Dall’analisi delle chiavi di ricerca si deducono i seguenti dati:
la parola “chat” [e derivati (chattare...)] compare nel 5,75% dei casi,
la parola “ragazzo” [e derivati (ragazzi)] compare nel 17,40% dei casi,
la parola “sesso” compare nell’ 8,85% dei casi,
la parola “nudo” [e derivati] compare nel 15,04% dei casi,
la parola “masturbazione” [e derivati (anche verbali)] compare nel 10,62% dei casi.
Queste sono in assoluto le più altre percentuali di ricorrenza, se si escludono quelle legate al nome del blog e se si esclude la parola gay.
Se ne deduce che l’interesse sessuale principale manifestato dai lettori di Progetto Gay è collegato al nudo e alla masturbazione. Nel campione esaminato di 1.000 accessi da motore di ricerca non esiste nessun riferimento a pratiche sessuali specifiche, neanche una volta. Risultato, questo, ben diverso da quello ottenuto nel primo mese di funzionamento del blog (settembre) in cui una percentuale sensibile si accessi avveniva attraverso chiavi marcatamente porno. L’utenza di Progetto Gay si è specializzata e i cosiddetti indici di accesso porno sono praticamente azzerati. Tornando all’oggetto, nudo e masturbazione sono considerati elementi importantissimi per la sessualità gay dai lettori di questo blog. L’idea del nudo come primo interesse è netta nella percezione dei lettori, la parola nudo, dall’analisi delle chiavi di accesso, si trova nella maggior parte di casi al plurale e indica situazioni di nudità condivisa e paritaria, lo stare nudi insieme e più specificamente si riferisce a ragazzi gay che stanno nudi insieme in situazioni che tra gli etero non comporterebbero coinvolgimento sessuale. Permettetemi una piccola riflessione: un criterio di tipo moralistico impone la distinzione degli spogliatoi e delle docce per sesso. Ovviamente in un ambiente costituto al 100% da etero tutto questo, almeno in teoria, dovrebbe rendere lo spogliatoio un ambiente nel quale esiste una forma di cameratismo ma non esistono coinvolgimenti sessuali veri e propri. Questo ragionamento tuttavia, applicato ai gay, porta a conclusioni paradossalmente opposte, al punto che i luoghi separati della nudità distinta per sessi sono in effetti tra i luoghi di più alto interesse erotico per i gay. Sorvolo qui su tutti i problemi connessi all’attività sportiva da parte dei ragazzi gay, che richiederebbe una riflessione seria e un dibattito aperto, quanto meno per non scadere in banalità e per avere un panorama per quanto possibile largo del problema. Qui interessa osservare che la nudità, in particolare quella dell’ambiente sportivo, per i gay, risulta essere un argomento di interesse erotico consistente. Lo spogliatoio, la doccia, la palestra sono nella letteratura gay seria e non solo nella pornografia un elemento dominante. Cito per tutti un libro assai noto: “La biblioteca della piscina” di Alan Hollingurst (Ed. Mondadori), in cui lo spogliatoio del Corinthian Club (Corry) diventa il centro di un universo gay che, generazione dopo generazione, è cresciuto in quei luoghi. La nudità resta, a parte la letteratura, il primo centro di interesse dei lettori di Progetto Gay. Al secondo posto viene la masturbazione, ma con una notazione molto particolare nel senso che il verbo masturbare non è usato in genere in forma riflessiva ma attiva o passiva, si tratta quindi di una masturbazione a due che di fatto costituisce un vero e proprio rapporto sessuale che, nonostante quello che si legge in giro, è considerato da moltissimi gay, in particolare dai ragazzi gay sotto i trent’anni, una forma di sessualità completa e appagante. Il contatto nudo contro nudo e la masturbazione reciproca, in condizioni di parità, cioè senza ruoli, costituisce di gran lunga l’oggetto più frequente dei sogni erotici dei ragazzi gay. Vorrei aggiungere che il peso che ha l’idea della masturbazione reciproca è legato al fatto che la masturbazione è, nella quasi totalità dei casi, un comportamento spontaneo e non appreso, che si radica quindi e si stratifica nella memoria dei ragazzi fin dalla primissima adolescenza, è cioè il comportamento sessuale primario, mentre gli altri comportamenti sessuali sono tutti comportamenti appresi per imitazione, nella stragrane maggioranza dei casi dalla pornografia, divenuta incredibilmente veicolo di educazione e di maleducazione sessuale, e sono quindi collegati a bisogni indotti e non a bisogni primari. In buona sostanza i ragazzi gay tendono a identificare la masturbazione, e quindi anche la masturbazione reciproca, come un comportamento assolutamente normale, sviluppo ovvio di una intimità fisica, ciò che non avviene in genere per altri comportamenti sessuali appresi per imitazione. Il discorso non è banale e serve ad introdurre un’idea alla quale in genere i ragazzi gay che si accostano a una sessualità di coppia non danno il peso necessario: i comportanti, i desideri e le fantasie sessuali di due ragazzi gay possono essere in realtà molto diversi tra loro e le incomprensioni, i rifiuti e i malintesi, in queste cose, possono creare un rischio serio per un rapporto di coppia gay. Parlare di sesso non solo non è un tabù ma è indispensabile per capire chi è l’altro anche da questo punto di vista, che non è affatto secondario. Quando si creano aspettative sessuali che poi restano deluse o che non sono effettivamente condivise, il senso di frustrazione può essere pesantissimo. E’ chiaro che le coppie che si conoscono da anni sanno bene che cosa significhino questi discorsi, ma se avete conosciuto da poco un ragazzo che pensate possa diventare importante nella vostra vita, cercate di capire che quel ragazzo è un altro, e per amarlo veramente è indispensabile conoscere il suo mondo affettivo profondo permettendogli nello stesso tempo di conoscere il vostro. Non abbiate paura di parlare del sesso e ricordatevi che, anche se non tutti la pensano così, il sesso è una forma d’amore e non di egoismo.