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giovedì 7 agosto 2008

BELLEZZA E SESSO GAY

Ciao Project,
mi sento molto strano a scriverti questa lettera, non ti conosco, ho solo letto un po’ (un bel po’) il forum. In genere diffido molto delle persone. Sono due giorni che ho la grandissima tentazione di mandarti una e-mail, l’ho scritta ma quando sto per fare il clic definitivo mi fermo. Ma adesso ho deciso, provo a fidarmi e te la mando qualunque cosa succeda (e poi non ho capito che cosa potrebbe succedere).

Facciamo che mi chiamo Marco (poi, se ci sentiamo, ti dico il nome vero, ma tutte le cose che hai scritto sulla privacy ma spingo ad essere prudentissimo, faccio male?) ho 25 anni, vivo in un paesetto della Lombardia, praticamente sotto le Alpi, un posto bello a livello naturale ma molto isolato, una frazione di poche case su una strada di montagna. Se non ci fosse internet io sarei tagliato fuori dal mondo. Adesso mi sento perfino in imbarazzo nell’andare avanti. Fino a 23 anni il sesso è stata la mia ossessione ma in un senso molto particolare, in pratica è stata la mia preoccupazione. Almeno quando andavo a scuola c’era l’ora di educazione fisica, poi all’università ho solo studiato e adesso proprio da pochissimo, ho finito anche la specialistica e ho avuto diverse offerte di lavoro tramite l’università e di questo vado molto fiero. In fondo queste cose mi hanno dato soddisfazioni grosse e penso me ne daranno ancora. Ma perché scrivo a Project? Per dirgli che sono tanto bravo e che mi sono laureato e che in fondo me ne sento orgoglioso? No, Project, il fatto è che dietro la scorza del ragazzo modello e di quello che non perde un colpo, c’è in realtà un mondo che fa pena. Dal punto di vista affettivo sono stato sempre solo, a casa mia, arrampicata sui monti, non ci viene nessuno, nel mio paese la gente è pochissima, pensa che ci sono10 negozi in tutto! E di ragazzi della mia età non ce ne sono proprio. Io amici non ne ho mai avuti, ho conosciuto dei ragazzi all’università ma li sentivo lontanissimi da me. Tu, poi, che vuol dire essere gay e essere solo lo puoi capire. I miei sono brava gente che sogna il figlio sposato e i nipotini. Quando mi sono laureato sono stati felicissimi e quando hanno visto che è arrivato anche il lavoro sembrava mi volessero dire che ormai era ora di mettere su famiglia. Da ottobre sarò a Milano per un master, oltre che per il lavoro, e almeno potrò stare lontano da casa. Che io possa trovare amici a Milano non mi sembra realistico, visto che non ne ho trovati fino adesso. E adesso vengo al capitolo dolente, quello del sesso. Nelle cose del sesso mi sento proprio un ragazzino, penso che un quindicenne ne sappia molto più di me. Non sono mai stato con un ragazzo e, quello che è paggio, credo che non sarò mai capace di stare con un ragazzo. È come se io avessi rimosso la sessualità, mi ci vorrebbe una specie di rieducazione. Forse mi sono ammazzato sui libri proprio per non pensare a me stesso. Già al liceo pensavo poco al sesso e molto allo studio, ma col sesso per i cinque anni dell’università c’è stato il black out totale o quasi. A casa mia non ho uno spazio mio dove posso stare da solo, la casa è piccolissima e la privacy non è mai esistita, anche farmi una sega è un problema (a 25 anni!), lo posso fare solo di notte con un minimo di comodità oppure la mattina quando faccio la doccia ma in questo caso devo fare molto in fretta. Quanto ai contatti con i ragazzi, non sono mai esistiti. Te l’ho detto, ho conosciuto dei ragazzi solo all’università ma, lo dico chiaro, non ho mai pensato che un ragazzo potesse innamorarsi di me e il motivo è semplice: io non sono un bel ragazzo. Il miglior commento che ho avuto su di me è stato: non hai nulla che non va! Cioè non sei proprio uno schifo, ma stai su quella strada. Ho quasi l’impressione che quando avvicino un ragazzo (non un ragazzo gay, perché di ragazzi gay non ne conosco), ma “avvicino” non nel senso che ci parlo, in chat o al telefono, perché a questo livello non c’è mai stato nessun problema, ma proprio quando mi avvicino fisicamente, quel ragazzo prova una specie si senso di repulsione nei miei confronti. Non so se la cosa è oggettiva, ma io l’avverto così. Saranno magari ragazzi etero, ma se sono ragazzi etero che repulsione potrebbero provare nei miei confronti? Tanto non ci sarebbe nessun rischio di contatto fisico, ma l’impressione è che non piaccio comunque. E se poi si trattasse di un ragazzo gay? Non bisogna essere ipocriti, un ragazzo bello fa presto a trovare quelli che si innamorano di lui, uno come me non ne trova e basta. All’università c’è un ragazzo bellissimo e gli vanno tutti dietro, ragazze, ragazzi e pure i professori, e ovviamente anche io, ma tanto quello non mi guarderà mai, quello ha solo il problema della scelta. Project, tu mi dirai che magari tutto questo con la sessualità c’entra poco e invece, secondo me, c’entra moltissimo. Ma io che me le faccio a fare le seghe su un bel ragazzo che non mi guarderà mai? Un anno fa avevo la fissazione della ginnastica da camera, almeno per irrobustirmi un po’, avevo pure comprato gli estensori e i pesi. Lavoravo come un matto ma non si vedeva nulla. Lo stesso il look. Prima vestivo sempre nello stesso modo, adesso no, sono un po’ più sciolto, ma al massimo guardano il vestito, mica me! Certe volte sul fatto di essere brutto ci faccio pure gli incubi, sogno di stare vicino a un ragazzo che mi parla, poi io gli pendo la mano e lui si ritrae schifato e mi lascia da solo sulla panchina e io mi metto a piangere. Project, non ti scandalizzare di quello che ti dirò adesso, c’è una sola cosa in cui non mi sentirei proprio in imbarazzo: il mio sesso, quello, onestamente, credo che sia di prima categoria (mi vergogno un po’ a dire una cosa del genere ma non la cancello perché è vero. Ma tanto che ci faccio? Uno che vuole stare con te ti valuta dalla bellezza in generale e, se quella non soddisfa, al sesso non ci arriverà mai. Quindi, mi trovo come ad avere un’arma segreta che tanto non potrò mai adoperare. Mi piacerebbe eccome avere un ragazzo vicino e non è solo una storia di sesso, mi piacerebbe essere in due con lui in ogni cosa: nelle coccole, nelle preoccupazioni, nell’essere felici insieme e ovviamente anche nel sesso. Sto tanto a fantasticare su queste cose, cerco di immaginarmele nei minimi dettagli, quello che farei per farlo stare bene, le sensazioni che si provano a fare i progetti insieme, il modo come fargli capire che ho voglia di fare l’amore con lui. Ma alla fine a che serve fissarsi con queste fantasie? Se sei bello c’è pure qualche possibilità che diventino reali, ma se sei brutto come me lo sai benissimo che tanto non andrai da nessuna parte e che nessuno ti desidererà mai. Project, i ragazzi brutti che conosci tu hanno fatto tutti la fine miserevole che ho fatto io? In pratica sono forzato a sublimare la sessualità studiando, perché, diciamocelo chiaro, una sega fatta pensando a un ragazzo con l’idea che prima o poi sarà il tuo ragazzo è una cosa, ma fatta con l’idea nettissima che tanto a te non ti guarderà nemmeno è proprio un’altra cosa ed è pure deprimente. Insomma, io mi masturbo poco perché so benissimo che “fantasie sono e fantasie resteranno”. Project tu hai scritto che le fantasie masturbatorie servono a strutturare la sessualità, ma io che la strutturo a fare? Per arrivare alla conclusione che in testa c’è già tutta la commedia ma che tanto l’attore è sempre uno solo? Un po’ farei il bis della storia del pene, c’è, e pure di prima categoria, ma tanto non serve a niente! Io sono brutto soprattutto di faccia. Sono arrivato a pensare seriamente di farmi una plastica, l’ho detto a mia madre e mi ha guardato come se stessi scherzando, per lei sono “bellissimo”. A Napoli si dice: “pure ‘o scarrafone (scarafaggio) è bello a mamma sua!” Io ci sto scherzando sopra ma per me è un problema grossissimo. Ho letto di tutti i ragazzi che hanno il problema di essere gay e di farsi accettare, ma io sto molto più indietro di questo livello. Certe volte penso che in fondo una ragazza la troverei (forse) ma non è il mio genere! Quindi resterò “solo” a vita. Project, ma quando eri giovane, eri bello? Che domanda stupida! Eppure uno come me le grandi aziende se lo contendono! Quando sento qualche ragazzo che mi parla della paura dell’aids con molta partecipazione mi viene da sorridere e quello mi dice: “Ma che ti credi? Queste cose possono capitare pure a te!” E invece a me non possono capitare!

Project, faccio pena? Dai dillo senza ipocrisia! Ultima cosa e poi ti saluto. Questa è una domanda! Siccome da ottobre lavorerò a Milano, che faccio? Mi ci iscrivo a una palestra o meglio a una piscina? Questa tentazione ce l’ho, e poi, dai, io almeno lì sono sicuro di non sfigurare!

Scherzi a parte (ma non sono scherzi!) mi piacerebbe fare due chiacchiere con te, naturalmente se ti va. A dire la verità mi piacerebbe parlare con te faccia a faccia e forse mi sentirei meno imbarazzato, ma tanto non sarà possibile (anche se io un viaggetto dalle parti tue me lo farei) e allora mi accontento della chat, per il momento. Non ti rompo più. Mi puoi rispondere allo stesso indirizzo.

Ciao Project
Fabio

Se volete, potete partecipare alla discussione di questa testimonianza aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=30844436

venerdì 28 marzo 2008

DI GAY IN MEGLIO

Oh! Beh.... lo so che ci sei rimasto male e mi dispiace... ma che ti posso dire, così, a cuore aperto te lo dico: io me l’aspettavo... ma scusa, con me no, ve bene, tu hai mille ragioni, a me non l’hai detto in faccia brutalmente il perché, ma io lo so benissimo quel’è il perché... io no perché “c’è di meglio”. Dopo che la storia nostra è finita quanti altri ragazzi hai conosciuto? Sei, sette, non lo so, ho perso il conto. Ogni volta che ne mollavi uno il discorso era sempre quello: “C’è di meglio...” Io credo che a forza di ragionare così farai una collezione tale di frustrazioni tale che alla fine dovrai riconoscere che hai buttato via delle occasioni d’oro. Non dico con me, con me forse non avrebbe funzionato, ma con qualcuno di quei ragazzi tu una storia seria l’avresti potuta costruire eccome. Fabio di te era veramente innamorato ed era un ragazzo splendido, se si fosse innamorato di me mi sarei sentito l’uomo più ricco del mondo, ma lui era innamorato di te e tu non lo hai voluto perché hai detto che c’era di meglio e l’hai fatto stare male come un cane e dopo è venuto da me a leccarsi le ferite. E non solo, lo hai illuso gli hai fatto credere che avresti passato la vita con lui. Io mi ricordo ancora di quella volta siamo usciti insieme, l’hai coccolato in modo tenerissimo, l’hai baciato in modo tenerissimo, sei stato abbracciato con lui tutta la sera e io dentro mi dicevo: “Povero Fabio! Quello ci crede...” e puntualmente, dopo un mesetto la fissa di Fabio t’è passata e ti sei rimesso alla ricerca e a lui nemmeno glielo hai detto... Io, magari, sarò anche cretino... io forse non posso capire ma è come se ti prendesse una specie di smania irrefrenabile, per te il sesso è una droga, tu lo usi proprio come la droga, ne sei dipendente. Fai la corte a un ragazzo come la farebbe solo un innamorato perso, poi lui ti cede e allora dici che non ha carattere, che non sa farsi valere, le tiri fuori di tutti i colori... arrivi perfino a dire che non è bravo a fare l’amore e poi a conclusione del discorso arriva la solita frase: “C’è di meglio!”... e il gioco ricomincia un’altra volta... che fai vittime e che distruggi la vita di questi ragazzi, che non si perdoneranno mai di averti dato retta, non te ne accordi nemmeno perché tu pensi soltanto a te stesso... tu non sai nemmeno i danni che fai... però alla fine gli anni passano e tu li butti via così. Tu non cerchi l’amore tu cerchi il “ragazzo perfetto” tu cerchi cose che non esistono e butti via i ragazzi veri che non dico sono meglio di te ma stanno sicuramente al tuo livello... Hai fatto una volta un discorso folle che mi ha irritato molto: hai detto che avresti voluto le mani di uno, gli occhi di un latro, il sorriso di un terzo e perfino il modo di fare sesso di un altro ancora. Ma chi te le ha messe in testa queste stupidaggini? Ma ti rendi conto che hai quasi 30 anni e tu di che cos’è l’amore non ne sai assolutamente niente, tu di ragazzi ne hai fatto una collezione, sai come i lord inglesi che si appendevano nel salone i trofei di caccia, tu ancora la vedi così... tu ancora, a 30 anni, vai cercando il ragazzo perfetto. Mi potresti dire: “ma che me lo dici a fare?” ... beh... siamo amici no? Anzi credo di essere uno dei pochi amici che ti sono rimasti, gli altri ti hanno mollato tutti... tu sei convinto che sei tu ad averli mollati ma in realtà sono loro ad aver mollato te... in tono minore, ma tu la storia del “c’è di meglio” l’hai applicata pure agli amici... hai provato ad applicarla pure a me... e sono io che non ti ho voluto mollare nonostante tutto. Ho continuato a dirti quello che penso veramente e che cioè stai andando verso una dissipazione totale di te stesso, ti stai buttando via in una marea di stupidaggini, nell’andare a 30 anni ancora a caccia di fantasie... secondo me tu sei ancora condizionato dal mito... proprio dal mito del ragazzo ideale... a 30 anni tu vorresti un ragazzo dolce buono, affettuoso, totalmente senza esperienza perché pensi di poterlo educare tu, ma tu non dici nemmeno educare, dici svezzare... Tu? E che cose gli potresti insegnare a un ragazzo pulito? Potresti insegnargli come si finge di essere innamorati... oppure come ci si sente disperati dentro quando si fa finta di continuare a giocare ma ci si rende conto che il castello ci sta crollando addosso? Io non so che cosa tu possa prevedere per il tuo futuro perché tu in effetti cerchi sempre questo benedetto ragazzo ideale. E poi se anche esistesse questo ragazzo ideale, pensi che si innamorerebbe di te? Allora sei tu il ragazzo ideale... certo è ovvio... guardati allo specchio... in effetti sei un bel ragazzo ma non più giovanissimo, ti porti appresso una marea di manie e di frenesie che uno psicanalista ci potrebbe lavorare una vita, quando parti col bla bla non ti fermi più... dici sempre le stesse cose, credi di essere fascinoso ma non lo sei e non te ne rendi conto, Mattia l’hai lasciato tu? Tu ne sei convinto, ma non è così e lo sai come stanno realmente le cose? Mattia ti ha lasciato... è lui che ti ha lasciato e lo sai perché... è lui che me lo ha detto: ti ha lasciato “perché c’è di meglio...”. Tu non ci credi vero? Come è possibile che ci sia uno meglio di te... Eppure Mattia ne era perfettamente convinto... e lo sai chi gliel’ha insegnata questa filosofia? Gliel’hai insegnata tu! Mattia un ragionamento di questo tipo prima non lo avrebbe fatto... io lo conoscevo bene anche prima, lui, prima, cercava un ragazzo vero... ma dopo che ha conosciuto te ha cominciato a cercare anche lui il ragazzo ideale. Adesso ti ho detto quello che avevo da dirti... svegliati finché sei in tempo... non correre appresso alle farfalle. Se uno a 30 anni non ha ancora capito che cosa vuol dire amare deve cercare di capirlo in fretta perché Mattia che ti ha scaricato perché “C’è di meglio...” rischia di non essere un’eccezione ma il primo di una lunga serie di ragazzi che ti scaricheranno e allora capirai... ma allora capire non avrà alcun senso.Queste cose te le dico perché le penso... non ti preoccupare, non sto cercando di rimettermi con te... lo so anch’io che “c’è di meglio!”... ma almeno come amico puoi andare ancora bene.
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Se volete, potete partecipare alla discussione su questo documento aperta sul Forum di Progetto Gay.
http://progettogay.forumfree.net/?t=26530413

sabato 6 ottobre 2007

RAPPORTI CON LE DONNE DI GAY E BISEX

Riporto qui un commento che ho ricevuto oggi da Anna.

“La mia storia è così complicata. Sono una donna sposata e per ben 4 anni ho avuto una storia d'amore romantica, piena di poesia e intensa fin dentro l'anima con un uomo sposato anche lui che improvvisamente si è confessato bisessuale sin da quando era ragazzino. Io non volevo sapere, era meglio. Avrei lasciato tutto per lui ma quando me lo ha detto non ce l'ho più fatta. Non credo che esista la bisessualità, lui era innamorato del mio cervello e della mia anima ma per il sesso preferiva gli uomini. Adesso ho come messo insieme le tessere di un complesso puzzles. Non si fa così, mi ha fatto troppo male.”

Carissima Anna,
ricevere un commento come il tuo mi obbliga a un intervento serio su una questione quanto mai importante. Io parlo spesso di moralità gay, ma in questo caso dovrei parlare esplicitamente di immoralità gay, perché quello che tu ha riferito è uno dai casi più classici di immoralità gay. Io non posso provare a giustificare i comportamenti di quell’uomo perché violano l’unico criterio di moralità che conosco, che consiste nel non fare soffrire nessuno, però, se me lo permetti, vorrei pure cercare di farti comprendere quanto, in questa storia, se tu sei certamente la prima vittima, il tuo ex compagno è anche lui, in un certo senso (blandamente per la verità) una vittima. Ma andiamo per gradi... quanto alla bisessualità sarei portato, istintivamente (io sono gay) a dirti che non esiste e quindi a darti ragione, ma su questo punto sia tu che io potremmo avere un pregiudizio di fondo. Ammesso che esista effettivamente una bisessualità sostanziale, credo che sia in effetti più difficile da vivere di una condizione strettamente omosessuale e ti potrei dire, che ho conosciuto alcune persone, in realtà veramente non più di un paio, che sembravano realmente bisessuali, quindi prima di dire che queste cose sono solo un modo di mascherare l’omosessualità ci andrei con i piedi di piombo, a parte il fatto che la bisessualità più avere molte motivazioni e molte gradazioni. Aggiungo una cosa. Non mi sembri una persona giovanissima e quindi generalmente inesperta, ma penso che, bisessuale o omosessuale che fosse il tuo ex compagno, in ogni caso non poteva essere facile per te rendertene conto. Certo una persona esperta, cioè una persona che ci è già passata, riconosce in partenza una situazione simile, ma per una donna, rendersi conto che una storia di amore romantico è di fatto il rapporto con un gay è difficilissimo. Nella mia vita (io non sono affatto giovane) ci sono state anche donne, in tutti i casi, escluso uno, io non avrei certamente parlato d’amore perché si trattava di donne che, in buona sostanza, costruivano su di me un loro romanzo, tenendosi sempre strette alle loro ipotesi di partenza (matrimonio, o avventura sessuale extraconiugale) senza chiedersi minimamente che cosa passasse nella mia testa. Con queste persone mi sono trovato in condizioni di disagio fortissimo e sono stato letteralmente costretto a dichiararmi gay perché altrimenti non mi avrebbero mollato. Io non ho amato queste persone che per me sono state solo una preoccupazione e che alla fine hanno fatto su di me una violenza costringendomi ad uscire allo scoperto. In sostanza con queste donne non ho mai provato nessun coinvolgimento affettivo serio e, ti potrà sembrare assurdo, ma una qualche minima forma di coinvolgimento sessuale invece l’ho provato, anche se era chiaramente una sostituzione fantastica dei miei veri oggetti d’amore. Per questo penso che con un fortissimo condizionamento, in altre epoche e forse anche oggi, un ragazzo gay possa arrivare a sposarsi senza nemmeno capire esattamente quello che sta facendo. Ma torniamo a me. In un caso, uno soltanto, ho avuto l’impressione che avrei anche potuto accettare di vivere con una donna, perché si era realmente cerato un rapporto d’amore senza sesso, ma un vero rapporto d’amore. A lei ho detto che ero gay e non per togliermela di mezzo, perché la sua presenza per me non è mai stata sgradevole, ma soltanto per chiarezza, perché non perdesse il suo tempo... e la risposta è stata che del fatto che io fossi gay a lei non importava niente e che se io avessi voluto lei avrebbe preferito in ogni caso rimanermi vicino. Io le ho detto che non me la sentivo e lei non mi ha più chiamato e dopo qualche mese si è sposata, ma dopo tra noi un rapporto di amicizia vera (non so se dire d’amore) e continuato per moltissimi anni e continua tuttora, con tempi lunghi e nel rispetto di altre esigenze, ma è comunque continuato. Con questa donna ho parlato spesso dei ragazzi che ho conosciuto e lei mi dato sempre consigli di alta moralità: amare veramente questi ragazzi e non imbrogliarli mai! Ora io non sono bisessuale, non lo sono mai stato, ma certe forme di coinvolgimento, vagamente sessuale su un fronte e seriamente affettivo sull’altro, le ho provate anch’io. Con questo voglio dire che il tuo ex compagno può essersi trovato veramente in situazioni piuttosto indefinite e potrebbe al limite aver mantenuto un rapporto con te pensando di poter ridurre in qualche modo le spinte gay che provava, anche se, per un uomo adulto una cosa simile è piuttosto improbabile. Se poi aveva piena coscienza di quello che stava facendo, allora non è giustificabile in nessun modo, perché in qual caso ti ha ingannata deliberatamente. Vorrei aggiungere un’altra cosa, spesso i gay entrano in rapporti con le donne nella piena inconsapevolezza delle aspettative che possono suscitare. Queste cose le ho viste spessissimo. Si comincia dalle quattro chiacchiere e dal cappuccino al bar e poi, piano piano le cose vanno avanti, come quando si sprofonda nelle sabbie mobili... quando ci si rende conto di quello che sta succedendo è difficile uscirne. Nota che per un gay, che non prova un reale coinvolgimento sessuale per una donna, capire che una donna possa innamorarsi di lui, sia a livello affettivo profondo che a livello sessuale, non è una cosa facile, perché nei rapporti in genere si tende a presupporre che dall’altra parte ci siano reazioni simili alle nostre, cosa, in questo caso, completamente sbagliata. Certo, per un uomo adulto un comportamento come quello di cui parli tu è imperdonabile, ma c’è un elemento che pur essendo apparentemente paradossale, mi spinge a pensare che il tuo ex compagno potesse essere in qualche modo inconsapevole della sostanza di quello che stava facendo, ed è il fatto che fosse un uomo sposato. O è un uomo abituato a giocare con le donne (anche se solo psicologicamente e senza sesso) oppure può essere realmente un uomo confuso. La tua situazione è sgradevole ma quella della moglie forse non lo è di meno. Non lo giustifico se ha agito nella piena consapevolezza di ingannarti (come ha ingannato la moglie, se l’ha ingannata) ma gli concederei un’attenuante nel dubbio che la sua consapevolezza fosse parziale, perchè certe volte capire di essere gay può essere difficilissimo e per questo si possono combinare autentici disastri. C’è un bel romanzo scritto qualche anno fa da un autore gay al tempo giovanissimo, David Leavitt, che si chiama “La lingua perduta delle gru”, è la storia di un ragazzo gay che si sente tenuto a distanza dalla madre ma molto meno dal padre. Il padre, un uomo ormai non più giovane viveva con la moglie una vita matrimoniale apparentemente irreprensibile ma ogni sabato sera se ne andava in un cinema a luci rosse a vedere film di sesso gay. Quando il padre sente che il figlio è gay... finalmente si rende conto di essere anche lui gay e di avere vissuto una doppia vita per tantissimi anni pur senza avere nessuna volontà di ingannare la moglie. Il rapporto padre-figlio si ricostituirà perché il padre arriverà a chiedere aiuto al figlio e il figlio amerà suo padre per questo, mentre la madre, che non ha accettato il figlio gay, si chiuderà ad una vita affettiva vera pensando di essere stata tradita in modo profondo sia dal marito che dal figlio, entrambi gay. Il romanzo, uno dei più bei romanzi gay che ho letto, descrive la complessità di queste tematiche e le difficoltà psicologiche enormi in cui un gay si può trovare nel rapporto con una donna. Ho cercato di spiegarti onestamente il mio punto di vista. Mi ritengo onorato dal fatto che hai voluto aggiungere su questo blog un commento serio come il tuo. Grazie!

venerdì 7 settembre 2007

SOLITUDINE GAY

SOLITUDINE GAY
Sono un gay giù di corda, non sono più giovane ma non sono ancora vecchio, sto in quell’atmosfera strana che prelude il mettersi l’anima in pace. Non sono un eroe in nessun senso, né gay né altro. A 40 anni comincio a fare i bilanci della vita, che non è stata un gran che ma non mi ha nemmeno trattato malissimo. Tante cose le ho realizzate, tante soddisfazioni me le sono tolte, in tanti mi dicono che alla mia età non potrei proprio lamentarmi e invece non mi sento soddisfatto. Ho sempre fatto altro, non ho mai fatto le cose che veramente avrei voluto. Non mi piacciono le persone della mia età, mi sembrano già cristallizzate e poi gli uomini di 40 anni in genere sono già decaduti. Io non sono palestrato per niente, anzi a questo proposito devo dire che l’anno scorso mi sono iscritto a una palestra, anche per il fatto che lì avrei potuto trovare tanti bei ragazzi ecc. ecc., ho pagato per tutto il mese, accesso libero, pensavo che fosse un po’ come il paradiso terrestre ma non era così, di bei ragazzi ce n’erano e proprio dell’età che piace a me, 22-23 anni, e che ragazzi, in teoria avevo tutte le motivazioni e tutte le spinte possibili e immaginabili per frequentare la palestra, ma in pratica ci sono andato una sola volta. Quelli erano ragazzi normali, felici della loro giovinezza per nulla imbarazzati dalla nudità, io invece ero uno che non c’entrava nulla, una spia, uno che stava lì per rubare qualcosa a questi ragazzi, fatto sta che mi sono sentito così viscido che me ne sono andato e non ci ho messo più piede. Io con quei ragazzi non ho nulla da spartire, con loro non ho nessun contatto, per me sono solo delle immagini, niente altro. Certo in teoria la palestra ha un’attrattiva tutta speciale, è ovvio, ma a me ha fatto un effetto esattamente opposto. Finita la faccenda della palestra in cui la storia del buttare giù un po’ di chili si mescolava con ben diverse motivazioni, e messa da parte per ovvie ragioni anche l’idea della piscina, ho fatto mente locale e mi sono detto: qui o ti dai una mossa o sei perduto, vai fuori tempo massimo. A vent’anni il tempo lo puoi sprecare, perché ne hai, ma poi, piano piano ti comincia a mancare, ed è quello che sta succedendo a me. A quarant’anni faccio delle cose incredibili, mi metto a seguire, cioè proprio a pedinare, i bei ragazzi per la strada, ieri ho seguito un bel poliziotto, era un poliziotto ma era proprio un bel ragazzo, per fortuna non se n’è accorto, ma faccio anche altre cose assurde, per esempio do mance consistenti (un euro) ai baristi carini. Dove lavoro seguo sempre i nuovi assunti e faccio l’affiancamento, in genere non lo vuole fare nessuno, perché nessuno vuole perdere tempo con i nuovi assunti, così li mandano tutti da me e io non dico mai di no, così continuano a mandarmeli, in genere sono ragazze e quindi non ci sono particolari problemi nemmeno psicologici, ma in questi giorni mi è capitato un ragazzo, proprio un ragazzo di 23 anni, e pure carino, e quando dico carino non voglio solo dire che è un bel ragazzo, ma è educato, è intelligente, è uno come si deve, si chiama Filippo, un nome decisamente poco comune, io lo chiamo Filippo perché chiamarlo Pippo come fanno tutti gli altri mi suonerebbe curioso. Filippo di lavoro ne capisce molto più di me, è fresco di studi ed è lui che mi fa vedere quello che devo fare, a lui l’affiancamento non serve ma a me sì, per un verso mi attira moltissimo e per l’altro mi mette in crisi. Per me stare fianco a fianco con un ragazzo come Filippo non è un’esperienza qualunque, ma con lui si ripete un po’ quello che è successo alla palestra, per un verso mi attira perché è bello oltre che molto capace, ma per l’altro mi deprime l’idea che con lui io non avrò mai nessun contatto al di fuori di quelli di lavoro e quando ti trovi vicino a una persona che ti affascina sotto tutti i punti di vista e che ti sorride e che passa con te diverse ore della giornata ti senti uno straccio dentro, perché tu non c’entri niente. Per Filippo io sono solo l’Ingegner ... e basta, io non sono Marco, mentre io per lui vorrei disperatamente essere Marco, vorrei che si aprisse un canale di comunicazione di altro tipo, un canale che non fosse soltanto di tipo tecnico, magari che si parlasse d’altro per cinque minuti, ma questo non succede. Filippo mi tratta con deferenza, non per il posto che ho nell’azienda, almeno credo, ma per il fatto che sono più vecchio di lui, e questa cosa se da un lato mi grafica, dall’altra mi fa capire che tra noi c’è solo un gioco di ruoli e le cose non potranno mai essere diverse. Vorrei avere almeno un minimo accesso al mondo privato di Filippo ma so che non succederà. Io lo tratto con il massimo riguardo, cerco di essere amichevole ma non fino al punto di metterlo in difficoltà, ho provato ad invitarlo a fare colazione con me al bar ma non ci è venuto ed è rimasto a lavorare. Devo passare con Filippo altri venti giorni e per me saranno giorni di esercizi spirituali, io devo finire per accettare che il mio ruolo è solo quello di tutor e basta. Fantasticare su Filippo mi piace molto ma so benissimo che sono tutte fantasie, almeno ci resta la fantasia. Come sarà il futuro? Secondo me di male in peggio. Leggendo i post di questo blog non mi ci sono ritrovato veramente, cioè ci ritrovo le cose che vorrei ma non quelle che vivo tutti i giorni. Qui ci sono solo ragazzi che comunque hanno la giovinezza e il tempo dalla parte loro, non ci sono uomini di mezza età come me che si fanno prendere dalla depressione. Perché a un certo punto la depressione prende e prende di brutto, capisci che sei solo e che resterai solo, Stefano Benni scrive: “prima o poi l’amore arriva” ma non è vero, cari ragazzi prima o poi vi renderete conto che siete stati giocati dalla vita e niente altro. Io non posso calcare troppo la mano sugli aspetti negativi, altrimenti gayproject questo post non lo pubblica, però un po’ mi devo sfogare: al mondo non ci sono solo i ragazzi gay, ci sono pure quelli di mezza età e pure quelli vecchi e più passa il tempo peggio è, è vero che il discorso vale per tutti, ma per i gay c’è anche la solitudine, quella radicale, quella per la quale non puoi mai parlare di quello che hai dentro, questa è la realtà, la maggior parte di noi resterà sola fino alla fine. Leggendo i post di alcuni ragazzi mi chiedo: ma come è possibile? Questi una vita gay, chiamiamola così, cioè una qualche possibilità di realizzarsi, ce l’hanno, io non ce l’ho, forse non sono mai stato capace di costruirla, è proprio pensando che possa essere così che mi viene la depressione, perché adesso, anche se volessi, non c’è più tempo per cambiare vita. Vorrei concludere dicendo solo una cosa ai ragazzi che cominciano adesso a vivere il loro mondo gay: non fate come me! Non buttate via la vostra vita aspettando e rinviando sempre come ho fatto io perché mi trovo adesso a 40 anni con un bilancio fallimentare e con nessuna prospettiva per il futuro.