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venerdì 14 dicembre 2007
SOGNO GAY IN CHAT
- Beh... chi è non lo so esattamente... 24 anni... caruccio... insomma un tipo, uno tipo cucciolone, si atteggia un po’, un po’ narciso, diciamo... però così mi piace pure di più, cioè un po’ abbiamo parlato, mi è sembrato uno ok... però... non lo so... abbiamo parlato di musica, di sport, di ragazze non ne ha parlato mai, di ragazzi nemmeno veramente... simpatico era simpatico... non lo so eh... magari è tutta una cosa che mi sto inventando io... la foto è bella, ma io non gli potevo chiedere se è la sua... insomma lo dovrei dare per scontato, però una volta avevo visto sui profili di una chat un ragazzo molto bello e poi avevo letto i suo messaggi, diceva che stava sempre solo, che nessuno lo voleva, che era brutto... io gli ho scritto e gli ho detto che era bellissimo e che mi sarebbe piaciuto incontrarlo, e mi ha risposto che la foto non era la sua ma quella di un modello bellissimo... al che sono fuggito, perché magari lui era proprio brutto come la fame... un po’ vigliacco lo so... però insomma, non dico bellissimo, ma uno che non mette la foto sua ma quella di un altro e si lamenta di essere brutto... se permettete... io passo oltre, o no? Adesso diamo per scontato che la foto sia la sua... insomma... non è niente male... certo è solo la foto del profilo... poi l’ho chiamato... un imbarazzo terribile... tu dici... ma perché chiami quello? Solo perché è bello? ... beh... sì... e poi perché sul profilo c’erano scritte cose molto neutre, nessun riferimento al sesso, nemmeno generico, interessi: sport praticato, amici. E’ poco, pochissimo... però sai... uno ci prova... oh... ma insomma perché non ci dovrei provare? No, va be’, va be’, lo so che tu non lo diresti, però in genere lo dicono... sì... è inutile che fai quella faccia, pure i gay, sì, se gliela dici così ti dicono che ci stai provando come un disperato... ma perché no! ... Vabbe’, io clicco e avvio la chat... le solite cose... parliamo di sport... ma l’imbarazzo si tagliava proprio col coltello, e di sport puoi parlare cinque munti... ma poi dove vai? ... C’hai sempre paura che ti chieda se c’hai la ragazza... quindi glissi sull’argomento... allora gli chiedi di dov’è... è di Modena... ma non proprio città... dell’Appennino modenese... funghi, passeggiate nei boschi... interessante, però insomma la mettiamo troppo sul naturalistico, allora passi agli amici... molti, pochi? Ci stai bene, ci stai male? che informazioni raggranello? Ha 5/6 amici seri, gioca a basket, gli amici sono compagni di squadra... è basta... Il discorso non schioda... Gli chiedo di passare in webcam, ma non vuole e cerca una scusa... mi dice che la webcam è rotta... io faccio finta di crederci, penso di avere fatto una mossa falsa, mi sento in imbarazzo, ho voglia di chiudere e di scappare, mi sento proprio a disagio, poi mi dice: la conversazione ristagna un po’... Gli dico che devo chiudere e che devo andare via. Allora prende l’iniziativa, mi chiede il contatto msn... io non me l’spettavo, gli do il mio contatto, lui mi dà il suo, poi lo saluto nel modo più caloroso possibile, però non tanto da suscitare sospetti. Chiude la chat e non è più in linea... Io sono sconvolto... in cam non c’è voluto andare... però il contatto me l’ha dato... e non è mica poco... Lo so che sembra una cosa stupida... ma sono andato a vedere come posso arrivare a Modena, da Firenze sto lì in meno di due ore e mezza... se parto alle 6.00, e il treno c’è! L’ho visto. Posso stare a casa sua prima delle nove, in campagna, se mi viene a prendere a Modena e poi posso ripartire da Modena col treno delle 20.00... insomma, si potrebbe pure fare... no? Certe volte mi sento proprio stupido, magari poi io vado fino lì e lui mi parla della ragazza... perché può succedere benissimo... è facile dire: tu dovevi cercare di capire... ma io mica gli posso dire: Scusa, ma tu sei gay? Così a brutto grugno... Io cerco di capire... certo, fino adesso elementi che lascino pensare che sia etero non ce ne sono... anche se non ci sono nemmeno elementi che facciano pensare che sia etero... e poi... scusa, ma un ragazzo etero che in tutta la conversazione non dice mai “la mia ragazza”? E poi dice che quando la domenica va in giro per le colline va solo, parte la mattina e torna la sera... E un etero passerebbe la domenica in giro per l’Appennino modenese per cercare funghi? Io non credo... io dietro ci leggo che è gay e pure solo... quindi per me può andare bene e poi riferimenti alle ragazze non ne ha fatti proprio mai, ci sono stato attentissimo. Adesso non so che fare... Lo richiamo domani? Gli vorrei proporre di andare insieme in giro per le colline... sarebbe bello, bellissimo, tutta la giornata con lui, col mio cucciolone... poi magari la volta appresso ci vado dal sabato e sto lì la notte tra il sabato e la domenica... l’idea è bella... mi piacerebbe tantissimo... pensa un po’... passare la notte con lui... mica a letto insieme... no... ognuno nel letto suo ma nella stessa stanza a parlate tutta la notte... eh dai... a parlare di che l’hai capito... cioè se è solo una chat di pochi minuti sta sulle sue, è ovvio, ma se cominciamo a passare insieme tante ore, allora si parla veramente... Adesso mi viene in mente una cosa tremenda, un errore imperdonabile... la mia foto sul mio profilo non è una foto ma un disegno, per questioni di riservatezza ci ho messo un coniglietto... però adesso lui la mia foto non l’ha vista... facciamo così... la foto la metto su msn così almeno quando mi chiama su msn la vede e se per caso gli piaccio è fatta! ... perché mi guardi così? ... Lo so, sembra tutta una elucubrazione mentale, però dimmi che potrebbe anche essere vero... ti prego... dimmelo!
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sabato 3 novembre 2007
IL SOGNO DEL MIO AMICO ANTONIO: "UNA VITA DEGNA DI ESSERE VISSUTA".
Mi chiamo Antonio. Il mio nome non mi è mai piaciuto, perciò ho sempre preferito farmi chiamare Tony. Mi si addice di più. Ho 30 anni, faccio il salumiere a tempo pieno e ultimamente ho pochissimo tempo libero a causa del trasloco. Sì, dopo 4 anni insieme a Gianluca, ho deciso di andare a vivere insieme a lui. Non ha dovuto insistere tanto a dire il vero. E’ un po’ che nutro in me il desiderio di andare a vivere per conto mio. Solo che a Gianluca si è presentata un’occasione e quindi l’ha colta. L’abbiamo colta…. La casa in realtà è un trilocale: non è grandissima, non ha il giardino, ma ha un box auto dove uno dei due potrà parcheggiare la macchina, e si trova a metà strada tra la sua casa/madre e la mia. Non è arredata, ma non è un problema: sia io, sia Gianluca abbiamo un corredo personale costruito dalle nostre rispettivi madri, in vista di un matrimonio che non avremo mai. Come dicevo, stavo già covando da tempo l’idea di andare a vivere per conto mio. Per 5 anni, era diventato il mio pensiero fisso, ma allora, quando avevo 25 anni, ero ancora un lavoratore part time, che faticava ad arrivare a fine mese. Poi è cambiato tutto. Mi sembrava inutile continuare ad accontentarsi di un lavoro soddisfacente sul piano umano, ma poco remunerativo, perciò ad un certo punto sono riuscito a dire basta. Ho cominciato a mandare curriculum a destra e a manca e adesso lavoro stabilmente in un altro ipermercato nella zona di Varese. Ho dei colleghi fantastici, un capo severo ma giusto, e il lavoro non mi pesa quasi per niente. Gianluca invece è impiegato presso uno studio che si occupa di…, non ho ancora capito cosa. So solo che a differenza mia, il lavoro lo stressa parecchio. A volte torna a casa così nervoso che prima di rivolgergli la parola faccio passare almeno una buona mezz’ora.In questi cinque anni insieme, abbiamo già sperimentato la vita di coppia e sembriamo davvero ben assortiti… Io sono super disordinato, lui è l’ordine fatto a persona.I primi tempi avevamo anche qualche discussione su questo mio difetto, ma ultimamente ho cercato di controllarmi, e adesso riesco ad essere un po’ meno… Unno. Per quanto riguarda le faccende domestiche, Gianluca sembra essere un colf nato: sa stirare camicie, pantaloni, giacche, magliette, calzini, mutande… sarebbe in grado persino di stirare un preservativo… E poi: sa cucinare bene, sa usare la lavatrice… Io riesco a cucinare quel poco che basta per non morire di fame, non indosso camicie perché non le so stirare bene, calze e mutande non le stiro nemmeno perché tanto anche se stropicciate non le vede nessuno, e si, so usare la lavatrice. Gianluca quindi è un perfetto casalingo.In questo nostro tuffo, i nostri rispettivi genitori si stanno dimostrando davvero molto entusiasti. Mio papà ci sta aiutando con il trasloco e si è dimostrato subito convinto della nostra decisione. Dice che siamo una coppia perfetta, e non importa quante difficoltà potremo avere. Ci siamo trovati e non ci lasceremo più. Spero sia vero… I suoi genitori, invece, hanno voluto aiutarci con l’anticipo del mutuo… Diciamo che io e Gianluca lo consideriamo come un regalo di… nozze. Per il resto dovremo cavarcela da soli, ma la sola idea ci rende elettrizzati. Mia mamma è quella che si è dimostrata un po’ preoccupata per questa nostra scelta. Secondo lei siamo ancora troppo giovani… A 30 anni? Finalmente riesco a realizzare due sogni in una volta sola: quello di andare a vivere per conto mio, e quello di coronare il mio personalissimo sogno d’amore. Cosa posso chiedere di più? Settimana prossima, sia io sia Gianluca, saremo in ferie. Avremo così la possibilità di portarci avanti con i lavori in casa. Di questo passo penso proprio che il prossimo Natale lo festeggeremo a casa. A casa nostra!Il trilocale non è nuovissimo, ma è in perfette condizioni, quindi non dovremo fare nessun tipo di lavoro prima di andarci a vivere… Resta solo da organizzare l’inaugurazione…Gianluca e io, abbiamo deciso di fare una festicciola intima (solo pochi amici) per inaugurare la casa… Forse faremo la serata dello “scambio regali & auguri” assieme all’inaugurazione. Già non vedo l’ora. Adesso sono felice.Eppure una volta era tutto così diverso, talmente diverso che a pensarci adesso, mi sembra di guardare la vita di un’altra persona, totalmente diversa da me. Sono stato un ragazzo triste e vuoto di emozioni positive. Un ragazzo con un barlume di speranza così debole, da sembrare una candela agli sgoccioli della sua esistenza. Mancava poco al fumo. Ma poi ho conosciuto Gianluca. Poi ho cambiato posto di lavoro. E da lì, la mia vita è cambiata.Ho dovuto seguire un percorso che avevo già fatto in passato, nel 2002. Dieci anni fa’, in seguito ad un periodo di crisi nera, scrissi una lista. Volevo cambiare la mia vita e decisi di partire con ciò che mi riusciva meglio: scrivere. Stesi una serie di propositi e riuscii a realizzarli. La mia vita cambiò nel giro di un mese. Ci guadagnai in tranquillità e benessere emotivo, ma persi Giacomo. Ricordo che avrei pagato oro per sapere come sarebbe cambiata la mia vita da lì a 10 anni, e oggi, agli sgoccioli del 2012, posso guardarmi allo specchio e pensare che la mia vita sia perfetta. Eppure…Dentro di me, sento qualcosa che mi rende inquieto. So di essere arrivato ad un punto della mia vita, in cui ho realizzato finalmente tanti aspetti fino a poco tempo fa’ insoddisfacenti: il lavoro, la famiglia, il benessere fisico, emotivo ed economico… E’ tutto ok, e non ho proprio nulla di cui lamentarmi. Eppure non basta. Ho raggiunto la felicità dopo tanti anni, ma essa sembra sempre scivolarmi dalle mani ogni volta che l’afferro. E così ricomincia l’inseguimento. Un nuovo obiettivo, un nuovo desiderio. Lo struggimento, la forza di volontà e la conquista. Fa tutto parte di un disegno chiamato “ricerca della felicità”. Ed è un ciclo continuo dove ogni volta che stai bene, che stai veramente bene, cerchi un input nuovo, un nuovo obiettivo. E forse non lo fai più tanto per cercare la felicità, quanto per sentirti vivo.Ieri sera, dopo il lavoro, sono andato a casa di Gianluca. I suoi erano a cena da amici e quindi l’appartamento era tutto nostro. Mi ha coccolato come al solito: vasca da bagno già riempita d’acqua bollente, tavola apparecchiata… Il tempo di lavarmi la fatica di una dura giornata di lavoro di dosso ed eccomi a tavola. Poi abbiamo guardato la tv sul divano, abbiamo parlato della giornata appena trascorsa e ci siamo buttati a letto… Facciamo l’amore guardandoci negli occhi, come a volerci parlare sempre e comunque. Nel suo sguardo vedo eccitazione e amore nello stesso frangente, e questa è una di quelle cose che mi fa ringraziare il destino per averlo portato a me. Ci addormentiamo.Non so cosa mi svegli. Siamo a fine ottobre e fuori soffia un po’ di vento. Il cielo oggi era molto nuvoloso, ma non ha piovuto. Ho avuto per tutta la giornata un senso di costrizione… Proprio come avrebbe potuto sentirsi un cielo nuvoloso che non scarica la pioggia… Mi alzo con delicatezza per non svegliare Gianluca e mi metto in piedi davanti al letto, davanti al mio ragazzo. Lui dorme profondamente e ha l’aria così dolce e beata che vorrei avvicinarmi e sfiorargli la fronte con un bacio. Mi limito ad osservarlo e a pensare. Come sarebbe la mia vita oggi, senza il mio lavoro, senza le mie poche amicizie, senza Gianluca, senza i miei genitori, senza Alex, senza mia sorella e senza i miei suoceri? Se per assurdo il Domino della mia vita fosse stato imperfetto, e se uno dei tasselli avesse innescato la perdita di qualcosa di importante, che ne sarebbe stato di me? Spesso mi pongo questa domanda, e spesso rabbrividisco all’idea di perdere quello che ho oggi.Dopotutto non v’è certezza nel domani, ma quello che abbiamo ora, è lì davanti a noi. Basta non sottovalutarlo mai, e difficilmente esso si dissolverà.
Scritto da : Salvatore 31/10/2007
Scritto da : Salvatore 31/10/2007
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