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mercoledì 18 febbraio 2009

IL VERO MONDO DEI RAGAZZI GAY

Scrivo questo post come ringraziamento ad alcuni ragazzi che ho avuto modo di conoscere meglio in quest’ultimo periodo. Con alcuni di loro mi è stato possibile incontrarmi di persona e dopo quegli incontri si è ulteriormente rafforzata la mia convinzione che nella vita di tutti i giorni si incontrano moltissimi ragazzi gay che non solo sono bravissimi ragazzi, ma hanno una ricchezza di umanità, una dignità, una levatura morale veramente eccezionale. Questo mi porta a dire che oggi per i ragazzi gay la strada verso la realizzazione di una vita affettiva di alto profilo esiste eccome e che il futuro offre prospettive reali molto positive.

Talvolta parlando in chat coi ragazzi avverto une certa negatività di fondo, quasi una passiva accettazione di una specie di destino di infelicità, sento parole sconsolate che sembrano preludere a una vita vuota. Questi discorsi mi fanno ribollire dentro perché so che la tendenza a lasciarsi andare è distruttiva, mentre la realizzazione affettiva seria di questi ragazzi è realmente possibile e ne ho le prove ogni giorno.

Un ragazzo mi ha contattato tramite la chat di Progetto Gay, ci eravamo già sentiti quattro o cinque volte con lo stesso mezzo, mi ha detto che non poteva usare msn perché a casa sua c’è sempre gente che entra ed esce dalla sua stanza e non poteva nemmeno inviarmi mail perché condivide il computer con altre persone. Per lui l’unico sistema per parlare un po’ poteva essere il parlare di persona. Era un po’ titubante, poi mi ha chiesto di incontrarci, dopo un po’ di esitazione abbiamo fissato un appuntamento in una zona della città lontana da dove risiede. Ci siamo incontrati alle cinque del pomeriggio. Sembrava che ci si conoscesse da sempre. Lui conosceva bene i contenuti di Progetto Gay e poi ci si capiva al volo, si parlava la stessa lingua. Abbiamo fatto un lungo giro per la città parlando di tutto con la massima spontaneità, dalle questioni personali all’università, alle prospettive di lavoro in Italia e all’estero. Il pomeriggio è passato rapidissimo e in modo estremamente gradevole. Faceva freddo, siamo entrati in un bar per prendere una cioccolata calda, poi l’ho accompagnato all’autobus e ci siamo salutati. Posso solo dire che mi sentivo felice. Ho ricevuto poi un bellissimo sms da parte sua che mi ha dato la misura di quanto la cosa deve essere risultata gradita anche a lui. Eppure dall’esterno sembrano solo banalità, una passeggiata e quattro chiacchiere. Ma quelle quattro chiacchiere sono proprio quelle che non si fanno mai, e l’assoluta naturalezza del discorso è la misura della realtà dei ragazzi gay, mille miglia lontana da modelli e da stereotipi. Quando dico a quel ragazzo che troverà eccome la sua realizzazione affettiva, io dico una cosa della quale sono profondamente convinto. Non faccio l’apologia dei gay per difesa d’ufficio ma dico che il mondo è pieno di ragazzi gay come si deve e per questi ragazzi la strada verso una vita di affetti veri e profondi esiste eccome. È per questo che mi sento dentro un ottimismo prorompente. Costruire un’amicizia seria, non dico altro, tra ragazzi di questo livello vuol dire riempire la vita di un significato vero.

Chi vede queste cose, come le vedo io in pratica ogni giorno, ha dei gay una visione realistica ed insieme altamente positiva. Un futuro di felicità per questi ragazzi è concretamente possibile e per quello che potrò, farò di tutto per dissipare i dubbi, per fare svanire le malinconie e per strillare fortissimo che la vita va vissuta col cuore aperto alla speranza. L’amore tra due ragazzi gay esiste eccome e di esempi ne ho avuti molti. Volersi bene è l’unica strada verso la realizzazione affettiva e volersi bene significa costruire insieme un futuro migliore. La felicità per i ragazzi gay è possibile e lo vedo ogni giorno!
Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta sul Nuovo Forum Progetto Gay:
http://progettogay.gratisforum.tv/viewtopic.php?f=18&t=204

lunedì 21 luglio 2008

MALINCONIA E DEPRESSIONE GAY

e-mail di Paolo di lunedì 7 luglio 2008

Ciao Project,

ti ricordi ancora di me? Sono Paolo, il ventiduenne indomabile di Brescia. Ti ricordi? Ci siamo conosciuti quasi quattro mesi fa, era il 21 di marzo e mi avevi fatto notare che era il primo giorno di primavera. Intanto grazie per averci provato allora a mettermi in testa quattro idee non stupide, ma io allora ero proprio refrattario. Ti ho fatto perdere la pazienza per due settimane, poi ti ho mandato a quel paese e ho cancellato il tuo contatto msn. Adesso te lo ricordi vero? Io sono un cafone, lo avrai pensato certamente, lo so, ma mi dava enormemente fastidio che tu potessi guardarmi dentro. Ti avevo cercato io, ma non volevo che arrivassi alla soluzione anche se lo sapevo benissimo qual’era la soluzione. Lo so che è pazzesco a 22 anni non sapere ancora se vuoi andare con un ragazzo o con una ragazza, però io non lo sapevo o facevo ancora finta di non saperlo. Poi quello che volevi tirarmi fuori non mi piaceva proprio, ti ho raccontato balle, lo so che è pazzesco pure venirti a cercare per parlare con te e poi raccontarti balle, ma comunque tu non ci sei cascato, abbiamo perso decine di ora a girarci intorno, tu a cercare di capire e io a cercare di non farti capire. Io mi aspettavo che tu mi dicessi: Ok, sei gay. E basta. Ma tu hai avuto paura della mia reazione (Confessalo, è così! Sei stato vigliacco pure tu! Di me hanno paura tutti), l’hai presa alla larga, me lo ricordo benissimo, hai fatto una lunga pausa e poi hai cominciato a dirmi che stavo fingendo anche con me stesso e avrei fatto bene a non coinvolgere altre persone nella mia finzione e lì non c’ho visto più, in fondo stavi solo dicendo che sono gay e io lo sapevo benissimo, ma non mi piaceva il modo, proprio con un gesto di stizza ho chiuso tutto e ti ho cancellato. Ero proprio furioso nero. Poi, ovvio, lo sapevo che avevi ragione. Era l’inizio di Aprile e avevo gli esami alla fine di Maggio ma ho preso tutti i soldi che avevo e me ne sono andato da casa, ma senza dire niente a nessuno. Ai miei ho fatto prendere un accidente, loro non sanno nulla di me, avevo staccato il cellulare, poi dopo tre giorni quando l’ho riattaccato ho trovato 100 messaggi dei miei e li ho chiamati. Loro non c’entrano proprio per niente, ma non sono tornato a casa, poi il cellulare si è scaricato e si è spento. Sono stato a Milano e ho cercato di restare lì spendendo il meno possibile, volevo arrivare fino a primi di giugno e passare lì il tempo degli esami, randagio, e provare il piacere di mandare tutto alla malora per dire che io sono più forte di tutte quelle stronzate dell’università. Dormivo sulle panchine o nelle sale d’aspetto delle stazioni. Così sono arrivato al 9 giugno e con gli ultimi soldi contati che mi erano rimasti ho ripreso il treno e sono tornato a casa. I miei non hanno detto nulla, come se nulla fosse accaduto, mi hanno salutato affettuosamente (in modo un po’ falso) come se fossi tornato da un viaggio. Probabilmente pure loro ormai hanno paura di me e delle mie reazioni. All’università la sessione l’ho perduta e poi non ho voglia nemmeno di provarci. Fino a ieri sera ho fatto la vita del vegetale e non mi va proprio di fare nulla e di spiegare niente a nessuno, sono proprio stufo della vita e non so nemmeno bene perché ti mando questa mail.

Paolo

p. s. scusami la chiusa secca ma non sono in vena di smancerie

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e-mail di Paolo di martedì 8 luglio 2008

Ciao Project,

devo chiederti scusa, ma ieri sera è successa la stessa cose di 4 mesi fa. Ma perché non facciamo due chiacchiere e basta? Ma a te che te ne frega della vita mia, ne senti centomila! È inutile che ti metti in testa di portarmi sulla buona strada tanto ormai io sono fuori ed è proprio di vivere che non me ne frega più niente.

(e-mail non firmata)

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e-mail di Project di mercoledì 9 luglio 2008

Senti Paolo,

non mi piaccino questi giochi al massacro, sei stato già cretino abbastanza, io i giochi dei ragazzini non li sopporto! Ma non ti accorgi che fai pena? Ti comporti come un deficiente, te ne vai da casa, fai prendere un accidente ai tuoi, salti una sessione intera di esami, passi che mi rispondi a parolacce, ma che cominci a fare i discorsi stupidi sulla vita e la morte non lo sopporto proprio! Bello mio, ma è possibile che tu faccia tutta questa commedia perché sei gay, si lo hai capito benissimo che sei GAY, ma il patologico non è nell’essere gay ma nel fare tutta questa commedia, ma per che cosa? Per farti compatire? Bello! Di ragazzi gay ne ho visti centinaia ma stupidi come te no! È gente seria che non fa il pagliaccio come fai tu, è gente che ha una dignità!

Paolo, capiamoci bene! Se hai veramente intenzione di fare le cose serie puoi stare certo che su di me ci puoi contare, ti do pure l’anima! Ma se per caso vuoi giocare con la morte perché sei deficiente fino a questo punto allora dimenticati che esisto!

Ti aspetto in chat domani mattina alla 10.00, ma se non ci sei con me hai chiuso.
Un abbraccio (se per te vale ancora qualche cosa)

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e-mail di Project di giovedì 10 luglio 2008

Ciao Paolo,

queste sono un po’ le mie riflessioni a freddo. Intanto fammi dire che avevo una paura forte di non sentirti stamattina alle 10.00. Quando ti ho visto comparire sono stato felice. Ispido sei stato come lo sei stato sempre, però per la prima volta (perché non era mai successo!) abbiamo parlato seriamente. E qui tocca a me chiederti scusa perché non pensavo che le cose stesero a questo punto, è vero che non avevo nemmeno la possibilità di capirlo, ma indubbiamente ho semplificato troppo il quadro. Se devo dire la verità, mi vergogno molto dei toni aggressivi che usato con te, erano manifestazioni della mia stupidità e del fatto che io, invece di cercare di capire, consideravo stupide le tue reazioni. Stamattina, te lo confesso, mi sono sentito un verme. Ma è la prima volta che mi sono realmente sentito vicino a Paolo. Dovrei avere una giornata completamente libera entro fine luglio e penso di poterti venire a trovare, ma ci metteremo d’accordo via chat. Intanto ti mando questa, poi appena ti vedo in linea ti chiamo subito.

Un abbraccio fortissimo

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e-mail di Paolo di domenica 20 luglio 2008

Ciao [omissis],

adesso sei tu a non essere in linea e invece ne avrei un bisogno disperato. Almeno ti scrivo questa per colmare il vuoto, perché mi sento proprio uno schifo. Che devo fare? Ormai con l’università un anno l’ho perso, non ho proprio la forza di andare avanti, per me non è un problema di laurea e nemmeno di gay o non gay, quella è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, io non ce la faccio più a stare solo, ho bisogno di sfogarmi, ma sono proprio al limite. Adesso la storia la sai tutta, tu dici che alla fine si risolvono pure quelle cose, ma io qui non ci voglio più stare, me ne voglio andare via, da un’altra parte, voglio stare solo, non so se ce la farò a cominciate tutto da capo ma io all’università non ci voglio più andare, non ce la faccio proprio. Per gli esami avevo pure studiato, però se quelli poi me li ritrovo davanti che faccio? È un rigetto fisico. Si potrebbe pure pensare di andare a Milano, su questo hai ragione, e i miei un supporto economico me lo darebbero eccome, sono brave persone, ma loro non sanno nulla e se mio padre lo venisse a sapere gli prenderebbe un infarto. Io è da più di un anno che non mi faccio mai vedere in giro con loro perché non voglio che la gente mi associ a loro. Sto sempre in giro, esco presto di casa e torno di notte o, quando sono stanco, non esco proprio per giorni. Quando non sto a casa parto la mattina prestissimo, prendo il treno e vado a passeggiare sul lago di Garda, il treno parte prestissimo e sto lì praticamente alle sei di mattina e resto lì fino alla sera, mi porto un libro, ma non lo apro mai, vado solo avanti e dietro per il lungo lago, mi siedo sulle panchine e aspetto. Adesso è estate e si sta bene, praticamente ci vengo due o tre volte alla settimana, ma ci venivo pure d’inverno e allora si motiva di freddo e passavo le giornate alla sala d’aspetto della stazione, allora magari, d’inverno, il libro un po’ lo leggevo. Gli esami che non ho fatto li ho preparati così e li ho preparati perché pensavo che a rimette piede lì ce l’avrei fatta e invece sono stato un vigliacco totale. Quando arrivo sul lago la mattina, adesso che è estate, è bellissimo, fresco, un posto meraviglioso e la paura di vivere mi passa è sto bene fino a mezzogiorno, poi mi mangio la mia pagnottella e mi rimetto a passeggiare e mano mano che passano le ore mi prende un’angoscia tremenda. So che non posso tornare a casa troppo presto e allora aspetto che venga la notte ma è proprio un incubo. Adesso magari ti posso mandare un sms ma prima era zero totale, sai che vuol dire “solo” nel senso più assoluto, ecco così! Poi adesso andare al lago mi fa un effetto stranissimo, è pieno di ragazzi. Stanno tutti insieme, sono contenti, giocano, scherzano, loro la loro gioventù se la vivono e io che faccio? Li osservo e basta. Io con loro non c’entro niente. E adesso ti dico di ieri perché dopo che avevo parlato con te stavo un po’ meglio, ma dopo quello che è successo ieri sto uno schifo peggio di prima. Arrivo al lago, scendo dal treno e mi trovo davanti due ragazzi bellissimi, non un ragazzo e una ragazza, ma proprio due ragazzi, sicuramente turisti americani. Mannaggia [omissis]! Giocavano tra loro, ma sai proprio in un modo così dolce, ma con qualcosa di disinibito, di sensuale, che mi strappavano l’anima. Ma io non mi sono mosso, poi uno di loro è venuto a chiedermi un’informazione, volevano andare a Sirmione. Io un po’ di Inglese niente male lo parlo, ho risposto che erano circa 9 km e che io c’ero andato più volte a piedi. Quel ragazzo, Patrick, ha fatto un’espressione di stupore, poi ha aperto le braccia come a dire: “Sì, ma noi non sappiamo nemmeno per dove si va”. Mi sono proposto di accompagnarli, Patrick è andato a parlare con l’altro ragazzo, Steven, che ha fatto cenno di sì. Mi hanno offerto la colazione al bar e poi ci siamo messi in strada. Io i posti li conoscevo benissimo perché le guide turistiche del posto le so a memoria. Insomma, abbiamo fatto 10 km a piedi! Piano piano l’atmosfera si è sciolta, loro parlavano anche un po’ di Italiano e capirsi era piuttosto semplice. A Sirmione ormai parlavamo come se fossimo amici, poi Patrick ha guardato negli occhi Steven e si è girato verso di me e mi ha detto: “Penso che sia giusto dirti che noi siamo due ragazzi gay che si vogliono bene”, e lo ha detto in Italiano, evidentemente era una farse alla quale aveva pensato parecchio. Io ho risposto nel modo più gentile possibile ma di me non ho detto nulla, ho detto che avevo un amico gay (me stesso) che la viveva malissimo e che aveva passato pure parecchie brutte avventure, perché da noi, in Italia essere gay è ancora una situazione difficile, poi ho detto che a quel mio amico io volevo molto bene “as a friend, obviously” e che però non credo che tutti i gay siano come quel mio amico, e ho raccontato la storia di quello che è successo a me. Patrick era perplesso, quel “non credo che tutti i gay siano come il mio amico” gli aveva dato fastidio, mi ha guardato un istante in modo interrogativo, ho avuto l’impressione che volesse misurare le mie reazioni, poi ha detto: “Posso?” e ha preso la mano di Steven ma l’ha lasciata subito perché ha avuto l’impressione che la cosa mi desse fastidio e mi ha chiesto pure scusa. Da quel momento hanno tenuto con me un comportamento apparentemente amichevole ma molto formale e anche tra loro non hanno parlato quasi più: comportamenti disinibiti zero! Un silenzio gelato! In pratica dalle due del pomeriggio non vedevo l’ora di stare per conto mio. Io non ho detto nulla di me a quei due ragazzi che, tra l’altro, non avrei mai più rivisto ma loro non lo hanno capito nulla e anzi hanno proprio frainteso il mio atteggiamento, una cosa penosa. Insomma, io sono diventato l’etero cortese. Per tornare indietro abbiamo preso l’autobus. All’arrivo li ho salutati in modo molto freddo. Non ci siamo nemmeno scambiati gli indirizzi e i contatti msn, niente. Era finito tutto in uno schifo! Sono rimasto solo dalle tre e mezza fino alle nove di sera con un’amarezza dentro che non te la immagini nemmeno, poi sono tornato a casa e non ho nemmeno acceso il computer. [omissis], non ce la faccio proprio ad andare avanti così!

(e-mail non firmata)

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e-mail di Project di domenica 20 luglio 2008

Ciao Paolo,

ho letto e l’angoscia è venuta pure a me. Domani se ti va sono su msn dalle 6.00. Ti dico solo che ti voglio bene! E ti abbraccio!

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Se volete potete partecipare alla discussione di questa tesimonianza aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=30245374

sabato 19 aprile 2008

INCONTRI GAY

In questi giorni mi sono reso conto per esperienza diretta di quanto sia importate per me il contatto con i ragazzi di Progetto Gay, di come realmente mi manchino, di come la loro presenza abbia un ruolo primario nella mia vita affettiva. La sensazione di isolamento è in sostanza una sensazione quasi di esilio. Mi sento lontano dal mio mondo. Mi chiedo che cosa sarà successo nel frattempo, che cosa ho perso a causa della rottura del mio computer. Domani è domenica e la giornata trascorrerà in attesa e poi ancora qualche giorno… ancora qualche giorno di vuoto, come quando, internet non esisteva, come quando 40 anni fa mi domandavo che futuro mi aspettasse. Allora sognavo molto, ma la sensazione di isolamento praticamente totale la sentivo vivissima. Perfino la parola gay era tabù, per me poi, cresciuto in una tipica famiglia per bene, quella parola aveva un sapore affascinante di proibito: l’altra faccia della luna, quella che nessuno conosce, eppure io avevo la chiara sensazione di conoscerla. Ma allora, senza internet, senza l’anonimato, la vita di un gay poteva giocarsi solo fra due alternative: essere o non essere. Oggi, col senno di poi, la scelta di “essere” sembrerebbe ovvia, eppure allora non lo era. “Essere” significava nella stragrande maggioranza dei casi finire in un ghetto di marginalità. Allora l’idea di omosessualità come normalità non esisteva affatto. La parola gay comportava un che di abnorme, di eccessivo anche per gli stessi gay, almeno in dimensione pubblica. Allora come oggi i gay esistevano, allora come oggi era in pratica assolutamente impossibile accorgersi di loro nei normali ambienti di vita sociale, a scuola o all’università, ma allora non c’erano altre possibilità di nessun genere, la vita dei gay, della stragrande maggioranza dei gay finiva lì. Solo a 34 anni ho avuto per la prima volta occasione di parlare con un ragazzo dichiaratamente gay. Lo ricordo molto bene. Camminavo lungo un bel viale di una città del Nord Italia, non avevo certo il modo di fare di uno che va di fretta, in quegli anni il mio lavoro mi lasciava tempo libero in quantità, le mie giornate si consumavano letteralmente in lunghissime attese, specialmente nei pomeriggi, passeggiavo, compravo qualche libro, in buona sostanza andavo avanti e dietro come un vagabondo, perché nella città dove lavoravo non conoscevo assolutamente nessuno. Bene, mentre andavo così, col mio fare svagato, mi si avvicina un ragazzo (anche un bel ragazzo) e mi chiede una sigaretta (a me… che non ho mai fumato in vita mia!), io apro le braccia e accenno un sorriso come a dire: “Mi spiace ma hai scelto la persona sbagliata…” lui mi guarda, sorride a sua volta e mi dice: “Dove stai andando?” Gli rispondo che sono senza meta, e aggiunge: “Ti dispiace se facciamo due passi insieme?”. So benissimo che chi legge può rimanere perplesso e può pensare che sia una storia inventata, ed io stesso, sul momento sono rimasto perplesso, ma è successo esattamente così… Mi dice subito che ha 25 anni, ma aggiunge con una punta di autoconsolazione “appena compiuti”, mi chiede la mia età (34) e mi dice che ne dimostro di meno, subito dopo si dichiara “Io sono gay”. Per me è una dichiarazione sconvolgente. Fingo di non essere turbato. Ovviamente mi guardo molto bene dal dire “anche io” e lo lascio parlare, ogni tanto, quando la conversazione langue, gli faccio qualche domanda. Mi risponde in modo singolarmente serio. Mentre camminiamo passa un ragazzo e lo saluta con una formula per me inusuale: “Ciao bello!” Io mi sento molto a disagio perché farmi vedere in giuro con quel ragazzo può significare essere etichettato come gay, lui se ne accorge e mi dice che si rende conto benissimo che posso stare a disagio e che se volessi andare via lui non ci rimarrebbe male, ma lo rassicuro. E’ contento che io non voglia andarmene. La situazione non è simmetrica, lui non mi fa nessuna domanda ma parla solo di sé. E’ un ragazzo gay pubblicamente dichiarato, ha amici gay, con i quali frequenta qualche locale gay, non ha un ragazzo e dice che con i suoi amici gay non riesce a parlare seriamente. Mi parla delle reazioni della sua famiglia e tende a giustificarla anche negli atteggiamenti meno tolleranti. Ride, scherza, fa battute ma sempre su se stesso, non mi chiede nulla di me. Intanto, camminando e parlando abbiamo fatto molta strada e siamo quasi fuori città, a un certo punto cambia strada e mi dice solo: “andiamo per di qua” poi mi chiede che cosa peso di lui. Gli rispondo che sono contento di parlare con lui e che parlare con lui mi ha aperto gli occhi su tante cose. A questa espressione dà il significato più prudente possibile e cerca di spiegarmi quello che lui vorrebbe realizzare, ma lo fa col tono tipico del ragazzo gay che sta spiegando al suo amico etero che essere gay non è poi una cosa così tremenda. Più quel ragazzo parla più mi vado convincendo di una verità che oggi mi sembra ovvia e cioè che essere gay è una cosa assolutamente naturale. Ho parlato con quel ragazzo fino all’ora di cena, l’ho ascoltato molto attentamente ma non gli ho detto che ero gay, un discorso del genere, allora, non rientrava per me tra le ipotesi possibili. L’indomani mattina era domenica e sarei andato, come ogni domenica a fare una gita a Lecco, avrei fatto una lunga passeggiata da solo lungo il lago, avrei pranzato da solo in un ristorante di fronte al lago e poi avrei ripreso il treno per essere a casa la sera. Allora vivevo solo. Mi è venuta in mente un’idea, ho invitato quel ragazzo a venire con me l’indomani, era tentato, anche perché io ho insistito, poi mi ha detto: “No… è meglio di no… altrimenti mi metto strane idee in testa…” A distanza di tempo ho pensato spesso che, se gli avessi detto di me, quell’incontro casuale (chissà se poi era veramente casuale…) avrebbe potuto avere un seguito, si è limitato a dirmi che ero una brava persona e che era stato contento di parlare con me e ci siamo salutati così, senza darci la mano. L’indomani, passeggiando lungo il lago, ho ripensato mille volte a quanto sarebbe stato bello se con me ci fosse stato quel ragazzo, ma ormai la situazione non si poteva più modificare e forse non lo avrei nemmeno voluto. Anche se il rimpianto era stato grande, fare un’altra scelta avrebbe comportato difficoltà insormontabili. Nei giorni successivi sono tornato più volte nei posti dove avevo incontrato quel ragazzo e nelle strade che avevamo percorso insieme ma non l’ho più visto e allora non c’erano nemmeno i telefonini.
Permettetemi ora qualche riflessione sul 25enne che avrei voluto portare con me sul lago di Como. Chi ha letto la storia che ho riportato poco sopra si sarà chiesto perché, anche se sembrava la cosa più ovvia, non ho detto a quel ragazzo che ero gay anch’io e a questo vorrei cercare di dare una risposta quanto più onesta possibile.
Quel ragazzo lo sentivo vicino, almeno in modo intuitivo e nei limiti di quello che si può capire da un colloquio di qualche ora; se mi aveva fermato chiedendomi una sigaretta e poi chiedendomi di fare due passi con lui non era certo per la sigaretta. Mi sono chiesto più volte che cosa potesse averlo indotto ad individuarmi come persona degna di un’attenzione speciale. Io, allora come adesso, non venivo mai individuato come gay, nemmeno a livello ipotetico. Se quel ragazzo mi ha fermato, penso però che lo abbia fatto proprio presupponendo che io fossi gay. Il radar gay di quel ragazzo funzionava veramente bene ma non riesco a capire come sia arrivato alla conclusione. Ho anche pensato, e l’ipotesi non è poi del tutto peregrina, che mi avesse fermato anche prescindendo dalla mia identificazione come gay, perché aveva un fortissimo bisogno di parlare di sé. In effetti sembrava più interessato a parlare si sé e a farsi accettare per quello che era che non a capire chi io fossi veramente. Il suo dichiararsi gay subito, dal mio punto di vista, risultava spiazzante e incomprensibile. Per quanto paradossale possa sembrare, ci possono essere più difficoltà di approccio tra un gay dichiarato pubblicamente e un gay non dichiarato che tra un gay dichiarato pubblicamente e un etero. Da tutto l’insieme della serata sarei portato a credere che quel ragazzo mi avesse considerato realmente un etero di mentalità molto aperta. Nei miei confronti non c’è mai stata la minimia forzatura né la minima insistenza nemmeno verbale. Il colloquio era disinvolto e aveva le tipiche caratteristiche di un discorso amichevole che non sottende alcuna valenza sessuale, parlava di “innamorarsi di un ragazzo” ma non parlava di sesso, anzi il discorso era addirittura impacciato quando rasentava esplicitamente temi sessuali, che rimanevano comunque al solo livello di accenno mentre i temi di interesse affettivo erano il centro della conversazione. Quel ragazzo mi dava l’impressione tipica del gay che nonostante si senta inserito in un ambiente di amicizie gay, non ci si sente di fatto a suo agio, come se, in quell’ambiente, fosse quasi costretto a seguire un copione molto standardizzato. Ma la questione da analizzare non è tanto il comportamento di quel ragazzo quanto il mio aver evitato di dirgli che ero gay. Oggi come allora non sono affatto convinto che dichiararmi sarebbe stata la cosa migliore da fare. A 34 anni avevo vissuto, e anzi vivevo, i miei innamoramenti anche se nei confronti di ragazzi etero, ragazzi con i quali sono rimasto in ottimi rapporti anche ora e che, anche se hanno seguito la loro strada che li portava vero le donne e verso il matrimonio, mi hanno voluto bene veramente. Se la storia col 25enne avesse avuto un seguito (cosa astrattamente possibile) avrei messo in crisi quegli altri rapporti ai quali tenevo e tengo tuttora molto, ma non credo, onestamente che la più grande spinta al silenzio vero il 25enne sia stata questa. Aggiungo che era anche un bel ragazzo, molto sorridente e con una evidente e seria disponibilità affettiva. A quel tempo, relativamente alla mia età, mi sentivo uno piuttosto realizzato e un’amicizia con quel ragazzo, con tutto il giro di chiacchiere che avrebbe potuto comportare in una piccola città, che prima o poi avrebbe inevitabilmente condotto anche me ad essere individuato come gay, era per me un rischio sociale grosso, probabilmente troppo grosso per essere accettabile. Se fossi stato a Milano, forse, mi sarei comportato diversamente, ma lì dove mi trovavo mi sembrava che la prudenza fosse d’obbligo. E in fondo che futuro avrebbe potuto avere una storia come quella? Ostacoli familiari fortissimi da parte della mia famiglia con la quale non ho mai fatto il coming out, rischi gravi a livello di lavoro se quella relazione fosse divenuta di dominio pubblico, cosa comunque alla lunga inevitabile. Mi sarebbe piaciuto mantenere un’amicizia con quel ragazzo ma, onestamente, anche se fosse venuto con me sul lago di Como il giorno appresso, non credo gli avrei detto nulla di me… lo avrei voluto come amico, ma senza scoprire le mie carte, il che in fondo vuol dire che non sarei mai stato veramente un amico per lui. Ho fatto mentalmente i miei conti ed ho deciso di tirare avanti. Piccineria mentale? Paure di tipo sociale? Me ne sono mai pentito? No, non mi sembra proprio. A distanza di quasi 23 anni ho cercato di ipotizzare i possibili scenari in cui quella storia avrebbe potuto evolversi… ma gli elementi sono pochi e labili e le ricostruzioni seguono più che la logica i profili dei miei umori giornalieri.
Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta sul Forum di Proggetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=27213518

giovedì 6 marzo 2008

LA REALTA' DEI GAY NEL FORUM DI PROGETTO GAY - GRAZIE ALESSANDRO

Oggi torno dal lavoro, sono stanchissimo, apro il Blog di Progetto Gay e trovo questo commento di Alessandro:

“Questo spazio è fantastico e spero che, nonostante l'abbattimento momentaneo, tu possa continuare a portare avanti questo progetto con coraggio e amore come mi pare sia stato fatto fino a questo momento... Questo sito non solo mi ha dato una speranza ma soprattutto una certezza, la certezza che esistono ragazzi e ragazze, uomini e donne omosessuali che si impegnano al massimo per costruire e vivere una vita serena... Persone che ai vuoti stereotipi propagandati su tanti fronti ("comunità gay" in primis) preferiscono la realtà, un mondo che parta dai noi e dal nostro autentico valore...
Con stima, affetto e gratitudine
Ale (6/3/2008)”


... leggo il commento una prima volta, poi lo rileggo, mi accorgo che non sento più la stanchezza, vado a cercare gli altri commenti che Alessandro ha lasciato sul blog di Progetto Gay il 16 e il 17 gennaio, li leggo attentamente, ne sono profondamente colpito. Alessandro dice cose estremamente serie e vere... e mi dice cose come quelle del commento di oggi... Come si fa a non essere felici di una cosa del genere? ... che cosa sono i ragazzi gay! Che bellissimo tesoro di umanità si portano dentro! ... Esco di nuovo perché oggi lavoro anche di pomeriggio, porto con me, stampati su un foglio, i testi dei commenti di Alessandro, li rileggo durante le pause del lavoro, li medito, mi ci ritrovo. Grazie Alessandro, mi hai regalato un pomeriggio di felicità, ti sento veramente vicino.

Parlo spesso con Fabio Matteo, con Proyou, con Federico, con Steven, con Loki, con Aster, di recente ho conosciuto in chat nuovi amici... ebbene sono sempre più convinto della dignità del mondo gay e della qualità degli amici che ho avuto la fortuna di conoscere.

Come sapete già, il nostro forum
http://progettogay.forumfree.net/ sta crescendo, il numero degli utenti cresce ma, ce lo dobbiamo dire chiaramente, non raggiungeremo mai i livelli di traffico tipici dei Forum Gay più gettonati. Il Forum di Progetto Gay è nato come sviluppo di Progetto Gay e ne condivide gli obiettivi:
1) presentare la verità del mondo gay fuori dagli stereotipi commerciali, senza alcuna concessione alla pornografia,
2) favorire la discussione e l’incontro fra persone gay e fra gay e etero, in un clima di serietà e di autentico confronto.
Il Forum, che è uno strumento assai più flessibile del Blog ed è quindi più appetibile anche a chi intende abusarne per farne un palcoscenico, è andato incontro più volte ad episodi poco gradevoli. Come avrete visto, in alcun casi ho lasciato correre ma in altri ho dovuto fare ricorso alla extrema ratio della esclusione di alcuni utenti, cosa peraltro che faccio con rammarico anche quando è indispensabile. Vorrei chiarire che questo tipo di provvedimenti mira a non allontanare il Forum dalla sua finalità. Non vorrei per nessuna ragione che il Forum si trasformasse un una palestra di scontro ideologico, una cosa del genere ne distruggerebbe lo spirito e lo avvelenerebbe. Cercherò nelle mie possibilità di fare ogni sforzo per mantenere questo Forum nel binario originario sintetizzato nei punti 1 e 2.

giovedì 31 gennaio 2008

GESTIRE UN FORUM GAY

Leggo oggi sul forum STORIE GAY E NON SOLO un commento di Steven riferito alle proposte di Marco relative alla gestione del Forum (post precedente). Il link all’intervento originale è il seguente: http://storiegay.spaces.live.com/blog/cns!5A60249849128BD...
In calce alla trascrizione dell’intervento di Steven aggiungo qualche mia considerazione.
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“Con molta sincerità credo che Marco abbia ragione su alcuni punti mentre su altri non mi trovo.

Penso che lui sbaglia quando parla di sesso e sul fatto di aprire un' area riservata. Project è stata una persona che mi ha dato e da consigli su come affrontare alcune situazioni, su come comportarsi ma non approfondisce il discorso "sesso" perché un 19enne potrebbe subito fraintendere ed è per questo che le premesse di Project vanno rispettate così come il distacco che lui mantiene nel parlare liberamente di sesso. Io ho 25 anni e ho le mie esperienze e se uno mi parla al primo accenno di sesso esplicito non ci vado a far caso mentre un 18enne (per mancata esperienza) potrebbe fraintendere. Poi circa l'area riservata penso sia una cattiva idea perché nei forum non c'è solo gente pulita che ha voglia di scambiarsi idee, purtroppo c'è anche gente grande di età che potrebbe approfittare della situazione e dare vita magari a discussioni con un secondo fine facendo decadere quel clima soft che si era creato. Ci sono in giro uomini che non fanno altro che raggirare le persone sopratutto i ragazzetti di 16,17,18...anni promettendo loro chissà cosa. Quindi dovremmo ringraziare Project se non ha mai oltrepassato i limiti e se ha creato un forum in cui ci si racconta tutto senza mai scadere nel volgare o sesso esplicito, quello come ha detto lo stesso Marco lo si può trovare ovunque e allora perché non elogiare un forum (quale appunto quello di Project) in cui i ragazzi mantengono quel clima di castità che al nostro tempo si è perso e che dovrebbe essere ricercato.

Sono d'accordo con Marco, invece,su punto n°1 ovvero dove richiede più spiegazioni sul concetto di "Ragazzo Gay" e prevenire quelli che verranno in futuro. Questo perché sui forum ci sono anche i ragazzini che hanno voglia di sapere e di conoscere il mondo gay perché magari non hanno nessuno che li aiuti.
Project volevo proporti io personalmente una cosa che mi sta a cuore, mi piacerebbe trovare sul tuo forum una sorta di "telefono amico" in cui tu o chi per te da consigli sui problemi come la solitudine, l'esclusione dalla società, l'emarginazione dei gay...tutti problemi che magari vengono affrontati dagli altri utenti ma non da una persona esperta. Forse chiedo una cosa irrealizzabile ma così come Marco non esiterebbe a iscriversi se gli crei un'area riservata ad un pubblico adulto, io non esiterei ad iscrivermi sapendo che lì c'è qualcuno a cui posso chiedere aiuto e/o consigli.
A presto CIAOOOOOO!!!
Steven
30 gennaio 19.42”
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Ciao Steven,
stamani, aprendo il blog sono stato contentissimo di trovare questo tuo commento. Come ho avuto modo di scriverti in riposta alla tua precedente, leggere un tuo messaggio mi è graditissimo perché anche se ci si sente poco in termini quantitativi, non si tratta certo di cose poco significative e questo tuo ultimo commento mi fa sentire orgoglioso. Effettivamente con te non mi è mai capitato di parlare di sesso, non certo per un rifiuto a priori ma semplicemente perché non se ne è mai data l’occasione. Con altri ragazzi è successo ma mantenendo una posizione necessariamente esterna e distaccata. Forse proprio per questa ragione, quando mi è capitato di parlare esplicitamente di sesso, non mi sono mai trovato di fronte a nessuna forma di fraintendimento. Quanto all’area riservata del Forum, come ho già detto, non penso sia una buona idea perché il Forum (ma il discorso vale anche per i blog) deve essere uno strumento utile di confronto e di discussione seria, anche su questioni attinenti il sesso, ma viste nel quadro della vita complessiva di un ragazzo gay. I blog e il Forum di Progetto Gay sono ambienti molto selezionati, destinati ad un’utenza seria, la sola idea che possano in qualche modo diventare luoghi di interesse per persone di pochi scrupoli a caccia di ragazzi inesperti mi fa rabbrividire. Cerco di esercitare il massimo controllo sia sui blog che sul Forum per mantenere un’atmosfera di serietà (non di seriosità) e soprattutto perché questi spazi mantengano in pieno la funzione per cui sono stati creati. Si può parlare ovviamente di tutto ma le persone educate sanno farlo in modo adeguato. I ragazzi sono ragazzi, è ovvio, e parlare di sesso è una priorità importante, ma Progetto Gay non è e non dovrà mai essere associato in nessun modo all’idea di porno. Progetto Gay è e vuole rimanere “per tutti” e creare aree con restrizioni di accesso, a mio giudizio, non è conciliabile con lo spirito di fondo del progetto (cosa che, tra l’altro, lo stesso Marco ha riconosciuto ampiamente).
Quanto alle proposte di Marco con le quali sei d’accordo devo dire che sono d’accordo anch’io. Sia per quanto riguarda l’idea di “Ragazzo Gay” che è effettivamente quanto mai vaga, sia per quanto riguarda l’idea di riservare una sezione del forum ad una informazione generale dedicata ai lettori più giovani. Questa ultima proposta, in particolare, penso possa avere una importanza sostanziale notevolissima. E’ una cosa che si può realizzare certamente, ma per metterla in pratica ho bisogno di aiuto ti spiego perché. Io passo in chat con ragazzi gay in media 10 ore ogni giorno, ma talvolta sto in chat tutta la notte e nei giorni di festa non ci sto meno di 15/16 ore, tutto questo mi mette a contatto con la realtà mondo gay in modo molto diretto, ma i miei interlocutori, in genere, non sono non sono ragazzi giovanissimi. L’età media dei ragazzi di progetto gay è tra i 25 e i 26 anni, e questa è anche l’età media dei ragazzi con cui sto in chat, i ragazzi sotto i vent’anni sono pochissimi, i minorenni sono rarissime eccezioni. Mi rendo conto che la coscienza di essere gay si acquisisce in forma più o meno netta molto prima dei 20 anni, ma in sostanza non ho esperienza diretta del contatto con ragazzi gay di quell’età. Ti sarei grato (ma il discorso è esteso a chiunque voglia darmi una mano) se volessi suggerirmi come, in concreto, avviare la cosa. Io posso provare con buona volontà ma ho bisogno di collaborazione.
E adesso vengo all’ultima proposta che, non ti nascondo, non mi sarei mai aspettato. Un’idea simile io non l’avrei mai avuta, ma se me la proponi significa che ha un senso. Mi lusinga molto che tu mi possa considerare una persona esperta ma la parola esperto in genere si dà a persone titolate per svolgere un’attività. Io non sono uno psicologo, non sono un medico, non ho alcun titolo che mi abiliti a dare consigli. Io sono solo un gay anziano che, come tutti, ha una sua particolare e specifica esperienza della vita gay e una sua particolare e specifica visione delle problematiche connesse. La conoscenza che ho del mondo gay si è stratificata negli anni e ultimamente si è arricchita moltissimo tramite le chat che, lo devo confessare, mi hanno portato in diverse occasioni a rivedere talvolta radicalmente le mie precedenti posizioni su questioni anche fondamentali della vita gay. Io devo ringraziare i Ragazzi perché in tantissime cose mi hanno aperto gli occhi. Se questa esperienza, con tutti i caratteri di relatività che si porta appresso, può servire, beh, francamente, io non chiedo di meglio che mettermi a disposizione di chi vorrà contattarmi. In certi giorni, già adesso arrivo alla mattina dopo nottate in chat e ci arrivo stremato, ma cercherò di tenere conto di tutti i possibili impegni anche se, nonostante la buona volontà, non me la sento di garantire a priori quello che un lettore serio può aspettarsi da me. Ricevo in media una o due e-mail “serie” al giorno (spesso anche tre o quattro) e devo rispondere in modo altrettanto serio, poi ci sono le Chat, i Blog, il Forum... bene, con un po’ di buona volontà cercherò di farci entrare anche il “telefono amico”. Ti dico la verità, posso scrivere in una sezione del forum quello che penso, ma in moltissimi casi la cosa che avrebbe più senso sarebbe incontrare le persone in chat in modo da poter parlare con calma. Avvierò certamente una sezione del Forum tipo “Gayproject risponde” e metterò nel post di apertura anche tutte le modalità per contattarmi in chat, ma non pubblicherò il mio contatto MSN direttamente. Però dopo ti devi registrare, ormai me l’hai promesso.
Per il momento ti saluto. Questo messaggio te lo manderò anche per e-mail col solito metodo tramite il tuo space.
Grazie Steven.
Un abbraccio!
Gayproject

sabato 5 gennaio 2008

CIAO DISTILLATO 32 - GAY E PATOLOGIE DELLA SOLITUDINE

Ciao Distillato,
mi ripromettevo da parecchio tempo di dedicarti un post perché leggere i tuoi commenti è estremamente gradevole e, come ci siamo detti più volte, mi ritrovo sostanzialmente d’accordo con le cose che scrivi e con il modo di vedere la vita che sottintendono. Colgo l’occasione la volo anche per allargare un po’ il discorso. Citi una mia farse "E la solitudine sostanziale porta a commettere errori anche gravi nel tentativo di uscirne e, ciò che è paggio, diventa spessissimo una condizione cronica" e mi chiedi quali sono i rischi patologici dei quali parlo.
Provo a chiarire il concetto. Che la solitudine sostanziale, cioè quella che si percepisce proprio stando in mezzo alla gente, sia una componente essenziale e caratterizzante della vita di tanti ragazzi gay è purtroppo innegabile. I ragazzi che leggono e commentano questo blog e che ormai hanno formato un gruppo e parlano tra loro ogni giorno in chat potranno andare incontro ad illusioni e a delusioni ma la dimensione della solitudine sostanziale l’hanno superara, perché hanno amici gay con i quali parlare e, aggiungo, persone veramente di alto profilo. Ma la stragrande maggioranza dei ragazzi gay, ma anche degli uomini adulti e degli anziani, non vive in coppia, non ha amici dichiaratamente gay e si limita a vivere una vita di relazione nella quale l’omissione dei contenuti attinenti all’omosessualità è la regola e il conformismo sociale forzato è inevitabile, anche e soprattutto all’interno dell’ambiente familiare. Che la solitudine sostanziale per i gay sia in pratica la condizione di vita prevalente è un fatto. La solitudine ha dei connotati oggettivi riconoscibili ma viene vissuta in termini soggettivi estremamente variabili. Insisto nel dire, piaccia o non piaccia, che secondo me la solitudine più tremenda non è legata alla mancanza di una relazione sessuale ma all’assenza di un contatto umano profondo che coinvolga la persona per quello che è, alla constatazione che nessuno si interessa di te come persona e nessuno ti accetta con tutte le tue caratteristiche, per un gay, ovviamente, compresa l’omosessualità. In questo senso essere amati da persone che “non sanno” è una cosa poco significativa, perché quelle persone non amano te ma un’immagine falsa di te. Le patologie della solitudine sono tante e moto pesanti. Mi riferisco ad un vecchio post agghiacciante per la sua crudezza
STATISTICHE SUI GAY, i dati sono riferiti agli U.S.A. ove si rileva che la percentuale di tentati suicidi tra giovani omosessuali è tre volte superiore a quella della popolazione generale. Esistono ancora molte situazioni difficili in cui manca un'accettazione di sé, in cui ci sono problemi in famiglia e, ancora oggi, ci sono problemi legati al bullismo. Il suicidio è in assoluto la più grave patologia della solitudine sostanziale. Mi limito a suggerirne soltanto altre con implicazioni apparentemente meno tragiche, come la tendenza all’evasione attraverso l’uso di stupefacenti o dell’alcol, la frequentazione di ambienti pericolosi nei quali si spera irrealisticamente di trovare un contatto affettivo, ma si possono citare altri esempi come l’autolesionismo, la guida a rischio. Questi comportamenti crescono su un terreno di sostanziale depressione che si manifesta e si sintetizza nell’espressione: “Tanto la vita non ha senso...” e non è una frase assurda, perché una vita senza una dimensione affettiva seria non ha realmente senso. Queste patologie della solitudine, per di più, sono spesso affrontate non rimuovendo la causa ma ricorrendo a farmaci anche in età molto giovane. In parecchi casi i disturbi comportamentali dell’adolescenza sono riconducibili alla solitudine sostanziale. La solitudine sostanziale e la principale causa di stress dei gay. I gay che hanno una vita affettiva ricca, non necessariamente anche a livello sessuale, non corrono i rischi connessi alla solitudine sostanziale. Le risposte alla solitudine sostanziale possono essere varie, due sono diametralmente opposte: ad un estremo la proiezione nel lavoro e in situazioni gratificanti di tipo non affettivo e all’altro estremo la depressione. Spesso le due cose convivono, è l’ho visto più di una volta: uomini professionalmente realizzati si portano dentro una disperazione affettiva lacerante che talvolta emerge fino al livello del pianto di disperazione. Esiste poi tutta una serie di comportamenti che possono essere rischiosi e che sono caratteristici di persone che hanno vissuto in uno stato di solitudine sostanziale per lungo tempo, come la tendenza a innamorarsi mettendo da parte qualsiasi filtro razionale, a rispondere a stimoli affettivi minimi in modo spropositato e a lasciarsi coinvolgere molto facilmente. In questo modo si creano tutta una serie di illusioni alle quali poi sistematicamente fanno seguito le disillusioni che aggravano ancora di più la sensazione penosa della solitudine. Vorrei sottolineare che anche la lettura di un blog può servire alla rottura del muro della solitudine. Alcuni lettori di Progetto Gay, anche se non lasciano mai commenti, leggono il blog ogni giorno e anche più volte in una giornata, cosa che per me è graditissima, questi comportamenti sono il segno di un interesse e in qualche modo di un’appartenenza della quale mi sento estremamente fiero. Cercherò di evitare sistematicamente post che abbiano aspetti polemici o ideologici e di continuare a pubblicare post che riflettano le esperienze concrete delle persone. Sarei estremamente soddisfatto se la cerchia degli amici di Progetto Gay si allargasse e se questo piccolo blog potesse diventare un centro di aggregazione, perché sentirsi liberi in un luogo serio fa bene allo spirito e aiuta realmente a superare il muro della solitudine.
Grazie Distillato di avermi dato l’occasione per esporre il mio pensiero. Grazie amici. Vi voglio bene.

domenica 16 dicembre 2007

NUOVI AMICI DI PROGETTO GAY - CIAO M. - CIAO STEVEN - (DEDICATO A RITTER E A V87)

Carissimi Ritter e V87, in primissimo luogo vi devo delle spiegazioni perché ieri notte (a notte avanzata) mi avete chiamato e io non ho risposto e non vorrei per nessun motivo che voi attribuiste la mia mancata risposta a disinteresse nei vostri confronti, cosa che dal mio punto di vista è assolutamente inconcepibile. Ieri notte non vi ho risposto perché ero impegnato in una chat. Mi potreste dire: “Ma come stavi parlando con il tuo interlocutore potevi parlare anche con noi”, e qui, in teoria, avreste ragione a rimproverarmi ma la cronaca della mia serata-nottata di ieri vi può fare capire meglio come stavano realmente le cose. Sapete che quando sto al computer nel blog Progetto Gay il riquadro “contattami” della chat di Alice (C6), sotto il mio avatar (la bandierina arcobaleno), appare colorato in verde. E qualcuno effettivamente mi ha contattato anche tramite C6 in questo modo. Bene, quando ormai era quasi l’una di notte ricevo una chiamata su C6. In genere su C6 si ricevono pressoché esclusivamente chiamate di gente che ti cerca per fare sesso. E quando ricevo chiamate su C6 la mia reazione spontanea è: “Un’altro!”, anche se, raramente, ho trovato, anche in C6, gente seria (ciao Stefano!). Allora apro la lavagnetta di C6 e mi trovo un messaggio che mi dice, più o meno, “Ti ho mandato un messaggio tramite il blog di Alice” e unisce il link. Mi precipito sul messaggio, lo leggo, è di un ragazzo di 21 anni. Il messaggio è serio. Per avermi mandato un messaggio su C6 lui è sicuramente in linea. Mi precipito su C6. Bene. Era l’una di notte, mi pare doveroso dirgli: “Sono felice di sentirti, se vuoi ci sentiamo domattina” mi dice che l’indomani non potrà usare il computer e mi propone di parlare subito, anche se brevemente. Siamo rimasti in chat praticamente fino alle tre, all’inizio in modo molto concitato e nello stesso tempo ingessato, poi, piano piano, anche scherzando un po’. Di cose da dire ne avevamo tantissime. Il colloquio è stato assolutamente libero ed estremamente serio. Io in genere non do facilmente il mio contatto msn se non mi rendo conto prima di chi è il mio interlocutore... ma gli ho dato il mio contatto e abbiamo finito la conversazione su MSN. Carissimi Rittere e V87, quando mi avete chiamato, io ero nel pieno della chat con questo ragazzo, una chat velocissima, in cui, dato che non ci sono pause, è praticamente impossibile distrarsi e certo non si può seguire una seconda conversazione. Io intendevo ascoltare quel ragazzo con la massima attenzione. Se un ragazzo (che non ha mai commentato prima il blog) mi manda una mail e mi contatta su C6 significa che non sta lì per caso e che ha un coraggio enorme per superare l’imbarazzo e cercare un contatto. In una situazione del genere un ragazzo si deve rendere conto che parlare con me significa trovare un’attenzione totale, se dovesse percepire il contrario potrebbe provare dei sensi di frustrazione pesantissimi. In sostanza il momento in cui si rompe il ghiaccio con il mondo gay e si esce dalla dimensione strettamente individuale per creare un contatto vero con una persona dichiaratamente gay come me è un momento estremamente importante. In quei momenti io mi sento e sono sotto esame da parte di chi mi contatta, che valuta sicuramente molto attentamente le mie reazioni e non c’è reazione che possa essere valutata peggio del disinteresse o dalla banalizzazione del discorso. Devo sottolineare che il dialogo con quel ragazzo era assolutamente serio e importante, non solo per lui ma anche per me. Io non sto qui per mestiere, ci sto perché per me, personalmente, poter avere un contatto serio con dei ragazzi gay significa dare un senso alla mia vita, e il colloquio con quel ragazzo era serissimo. Ecco, è per questo, carissimi Ritter e V87, che non ho risposto alla vostra chiamata. Onestamente spero di vedere presto i commenti di quel ragazzo sul blog e di poterlo risentire. Ma, come se non bastasse, nella tarda serata di ieri, ho trovato sul blog MSN un commento di Steven, che un’altra volta mi aveva lasciato un commento sul guestbook. Questo è il testo del commento di Steven: “Ciao è molto bello leggere ciò che scrivi specialmente questo ultimo intervento, pieno di gioia e felicità... non ti conosco ma è sempre bello vedere che chi ti "assomiglia" è felice... tornerò a trovarti spesso... anche a me piacerebbe avere tanti amici gay che vivano con te le emozioni e le situazioni...”. Dopo aver letto questo bellissimo commento avevo dedicato buona parte della serata a scrivere una e-mail (anzi due) a Steven, ne riporto il testo in fondo a questo intervento. Concludo dicendo che alle tre e mezza di notte ho aperto il blog e ho trovato i vostri commenti! Credo che non avrei potuto essere più felice di così. Ritter! ... sono letteralmente senza parole. Vabbe’ adesso chiudo la cronaca di ieri sera... l’unica cosa che mi viene da dire è che vi voglio bene!!!
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Ciao Steven,
ho letto pochi minuti fa il tuo commento sul mio ultimo post. In realtà mi avevi già lasciato in messaggio il 17 novembre, ma non ti ho risposto perché il messaggio era un po’ troppo neutro. Quello di oggi mi autorizza a risponderti, cosa che faccio con estremo piacere. Innanzitutto sono molto contento di sapere che continuerai a leggere il mio blog... Chiaramente, dalla lettura del mio ultimo post, che hai commentato in modo così gratificante per me, puoi capire che la mia giovinezza è solo di spirito, in sostanza, mi avvicino ai 60 anni. Questo devo premetterlo. Poi ti sarai chiesto perché non ho mai lasciato commenti sul tuo blog, le ragioni sono due: innanzitutto è un blog a tema su un personaggio del quale so poco più di quello che sa un lettore sbadato dei giornali non di argomento musicale, seconda ragione: il mio nick su MSN è un nick gay e lasciare un commento con un nick gay su un blog non specificamente gay non mi sembra corretto. E’ per questo che ho preferito inviarti una e-mail.
Io ho tre blog di contenuto, in termini di post, quasi identico:
1) Progetto Gay, (blog Alice)
http://progettogay.myblog.it/ con più di 400 post e quasi 500 commenti scritti dai ragazzi del blog. C’è anche un motore di ricerca interno.
2) Storie Gay, (blog Blogger)
http://nonsologay.blogspot.com/ con un indice analitico che consente l’immediata ricerca dei post per data e per tag, c’è anche un motore di ricerca interno. I commenti sono però pochissimi.
3) Storie gay e non solo, (blog MSN), quello sul quale hai lasciato i commenti, senza indici efficienti, con pochissimi commenti e senza motore di ricerca interno.

“Storie Gay” è prezioso per i suoi indici, ma Progetto Gay è, secondo me, una cosa unica in internet perché contiene quasi 500 commenti di una serietà e di una profondità unica. Sono i commenti dei ragazzi di Progetto Gay, un gruppo che si è formato in modo assolutamente spontaneo e imprevisto tra i lettori di Progetto Gay. Alcuni hanno commentato, io ho risposto sul blog, poi si è arrivati allo scambio dei contatti msn, prima con me, poi tra i ragazzi e si è formato un bellissimo gruppo. Vanno dai 18 ai 43 anni ma la maggior parte sono tra i 20-26 anni. Io ho parlato in chat con loro molte volte e direi che ormai siamo diventati amici. Attualmente i ragazzi di Progetto Gay sono una quindicina, ma la loro presenza va a periodi ed è legata ai ritmi dello studio e del lavoro. Quello che vedo è che sono ragazzi ottimi e lo dico con profonda soddisfazione, sono persone che mi hanno ridato uno scopo nella vita e la gioia di vivere.

Che dirti? ... Il tuo commento è estremamente gradito e mi farebbe moltissimo piacere se tu potessi farti un giretto su Progetto Gay non tanto per leggere i miei post (che non sono letteratura ma sono documenti veri di vita gay) ma soprattutto per leggere i commenti dei ragazzi, commenti che ti possono fare capire immediatamente di fronte a chi ti trovi e poi, se tu lo riterrai opportuno, sarei felicissimo se lasciassi un commento su Progetto Gay, dove puoi essere visibile per i ragazzi che frequentano in pratica solo quel blog. Io sono sicuro che se scriverai qualche commento e ti farai conoscere un po’ da loro, saranno loro a chiederti il contatto MSN. Per fugare qualunque remotissimo dubbio ti dico in modo esplicito che non ho nessuna finalità che non sia quella di lavorare per i ragazzi gay perché si possano conoscere e perché abbiano la possibilità di parlare e di confrontarsi in modo serio. Dai ragazzi di Progetto Gay ho ottenuto soddisfazioni meravigliose... non insisto oltre.
Ciao Steven! Spero di risentirti presto. Un abbraccio.
il progettista
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Ciao Steven,
ho dimenticato una cosa importante, questo è il mio contatto MSN, ... omissis ..., se tu volessi aggiungermi ne sarei felice, naturalmente resti totalmente libero di non farlo e la mia considerazione nei tuoi riguardi non diminuirà in ogni caso.
Spero comunque di risentirti molto presto. Un abbraccio.
il progettista

giovedì 13 dicembre 2007

RISPOSTA DI ALBERTO784

Ciao ragazzi,
sono Alberto784, il rompiscatole, ho letto tutto quello che avete scritto sulla email che avevo mandato progettogay... Allora, massima sincerità, mi colpisce molto il fatto che siete un gruppo vero. Io sono stato in altri gruppi gay dove la gente andava e veniva e in pratica si faceva viva solo per un motivo. Da voi è diverso, e lo vedo, e siete un bel gruppo, l’imbecillità che ho visto altrove qui non c’è. Non so come fate, realmente non lo capisco ma ragionate più o meno tutti in modo simile. Vi ammiro, lo dico sinceramente. Altrettanto sinceramente però devo dire che tra voi mi sentirei un po’ fuori del mio mondo, cioè vi sento parecchio diversi da me anche se mi piacete molto, quindi non commenterò su questi blog. Non ce l’ho con voi, ma non mi viene spontaneo anche se certamente continuerò a leggere questo blog per cercare di capire qualche cosa di più del vostro mondo che onestamente mi sembra strano ma mi incuriosisce non poco. Vorrei dire a gayproject che il suo commento mi è piaciuto, proprio perché non era polemico, adesso, se la cosa non ti pare assurda ti mando il mio contatto, tu inseriscimi e non chiamarmi, se mi andrà ti chiamerò io... ok? Comunque qui avete un ambiente molto particolare che può attirare anche gente che la pensa in modo molto diverso da voi. Non voglio commentare i vostri commenti che sono cose serie almeno perché avete detto la vostra. Sono solo un po’ risentito con Sara perché ha commentato la mia email anche su un altro blog ma lì il commento era diverso... “Voglio rispondere a questo fringuellino che fa tanto il saputello, e poi non ha ancora il coraggio di esporsi a dovere!!!!”... giudicate voi! Adesso avete almeno un lettore in più... che vi tiene d’occhio!

giovedì 6 dicembre 2007

DA PAOLO A V87

Ciao Paolo,
condivido pienamente quello che scrivi nel tuo commento a “Ciao V87 3” su “Storie gay e non solo” (blog msn). Siccome V87 frequenta Progetto Gay (blog Alice) e il tuo commento è stato pubblicato sul blog msn, lo riporto in prima pagina su tutti i blog in modo che V87 lo possa leggere e magari commentare. In questi giorni di piena attività del blog provo momento di autentico entusiasmo... Grazie Paolo!

P.S. se hai un contatto MSN puoi mandarmelo attraverso il blog msn; sotto l’icona cioè sotto la bandiera arcobaleno, c’è “invia un messaggio” basta cliccare. Se la cosa non funziona puoi andare sul blog Progetto Gay (
http://progettogay.myblog.it/) clicca sulla scritta gayproject, accanto alla bandierina arcobaleno, si aprirà la pagina del mio profilo dove c’è il link “scrivimi”. Ti manderei il mio contatto ma tu non hai un blog e il tuo profilo non è accessibile. Se non riesci a mandarmi il tuo contatto così puoi seguire un’altra strada, cioè mandarmi un commento su Progetto Gay, per spedire il commento devi inserire una e-mail che è accessibile solo al gestore del blog (cioè a me).

“Ciao gayproject!
Rimango sempre più favorevolmente colpito e, diciamolo, sono contento quando vedo che in molti, ogni giorno, si aggiungono alle già nutrite fila di coloro che apprezzano quello che stai facendo. Sai, penso che questa dei blog sia l'opportunità migliore che, visti i tempi, si può dare a noi che non dichiariamo pubblicamente la nostra dimensione gay; e non diamo peso a quegli stupidi (eufemisticamente parlando) che sono capaci soltanto di lanciare offese e cercano di imporre il loro standard a chiunque non vi si accosti. Sono dei poverini, gretti e meschini, per i quali le parole "confronto" e "tolleranza" sono meno che pezze da piedi. Scusa l'uscita polemica ma son cose che non capisco, proprio non le concepisco: forse proprio perché l'essere gay mi ha inconsciamente portato a sentirmi "diverso" in questa società e quindi ad avere un atteggiamento aperto verso tutte le diversità che incontro. e in questo senso io mi considero fortunato e molto più "ricco" di questi "raddrizzatori di storture".
Quanto a quello che definisci "gay commerciale" io lo vedo come una specie di diramazione di quello che è l'albero-gay (ahahah! bella l'immagine dell'albero gay! a volte il mio cervello partorisce delle cose assurde..!!) dai cui rami tutti noi pendiamo: è un modo (discutibile) come tanti altri (ugualmente discutibili da differenti punti di vista) di essere e di vivere sé stessi. Il problema vero non è se sia giusto o sbagliato questo modo di vivere la propria omosessualità, dato che un modo di vivere oggettivamente giusto o sbagliato non esiste: il problema, dicevo, è che urta la sensibilità di molti, che di conseguenza esprimono la loro contrarietà o in maniera genuina e sincera oppure lo fanno lanciando insulti ed improperi. Con i primi posso anche essere d’accordo e confrontarmici, d’altronde anche noi qui parliamo e critichiamo il modo di porsi di parte del mondo etero di fronte ai gay; i secondi non li voglio neanche vedere!!
Ho letto i commenti che v87 ti ha lasciato in questi ultimi giorni tutti di fila uno via l'altro, non so se in ordine cronologico, e gli voglio dire che anche io mi trovo nella stessa situazione. Anche io sono stato cresciuto ed educato in un’ottica cattolica e anche io ho davanti il quesito se credere o meno, se è possibile che tutto ciò che è sia frutto solo di coincidenze ed esplosioni o se esista qualcosa “oltre” tutto ciò. Ma non sono ancora arrivato a conclusioni chiare: d’altronde credere e avere fede per me significa negare la logica e la ragione.
E aggiungo che pure io, come lui dice, ho un buon successo tra le ragazze e anche per me è difficile fingere di non essere interessato per motivi diversi dal mio essere gay. Ma per ora si va avanti. Per me devi considerarti fortunato ad avere una famiglia che sa di te e ti accetta per quello che sei senza sollevare inutili problemi: problemi che poi non esistono neanche!
Un’ultima cosa per te gayproject: ho cercato di contattarti seguendo le istruzioni sull’intervento che mi avevi indicato ma non ce l’ho fatta, probabilmente ci sono dei problemi.. non è che c’è un qualche altro modo per entrare in contatto??
Grazie ancora per quello che fai! Ciao!”

mercoledì 5 dicembre 2007

CIAO V87 4

Ciao V87,
eccomi di nuovo alle prese con il tuo post... sono molto contento di questi scambi che sono la più bella dimostrazione di che cosa sia realmente un ragazzo gay (o bisex). Nelle cose che scrivi si avverte una partecipazione profonda e questo mi porta a rispondere ad ogni tuo messaggio. Hai una e-mail che io posso sicuramente recuperare e che appena potrò utilizzerò certamente anche se purtroppo vado incontro a un periodo di superlavoro che mi allontanerà un po’ dal blog e dalle chat. Se mi capiterà di non risponderti qualche volta, sappi che non è né per disinteresse né per trascuratezza ma per assoluta impossibilità materiale. Anche stasera avrei dal lavoro da sbrigare ma, a costo di fare notte alta, devo rispondere a te e a Loki, perché sono cose che mi sembrano troppo importanti. Vado per punti. Innanzitutto, quando io ero ragazzo il mondo non era poi molto diverso da quello di oggi e gli atteggiamenti verso i gay erano più o meno gli stessi ma la cosa veramente terribile era l’isolamento. Le notizie che io avevo sui gay erano solo derivate da libri (romanzi) che qualche volta compravo vincendo la vergogna di presentarmi alla casa, in fondo pensavo che tutti sapessero di che cosa parlavano quei libri, ma sicuramente non era così. Allora non c’era Internet e non c’erano blog o siti gay, c’era un po’ di pornografia alla quale non osavo nemmeno avvicinarmi, c’erano i divieti della religione, i complessi di colpa, i tentativi di dominarsi ecc. ecc., ma realmente il vero problema, allora come adesso era la non visibilità dei gay. Ho conosciuto il primo ragazzo gay dichiarato quando avevo 34 anni! Oggi ci sono almeno i siti e le chat ma allora non c’era nulla. Secondo punto, quello centrale: “la violenza più grande è proprio sapere che lui esiste, siamo simili e non ci conosciamo...”, questo, oggi come ieri, è il vero problema dei gay, però c’è qualche mezzo di conoscenza in più... anche se, certo, per un ragazzo gay, trovare un altro ragazzo gay che possa rappresentare il suo completamento affettivo è estremamente più difficile di quanto capita tra eterosessuali. Certo che è un’ingiustizia... lo so benissimo e l’ho vissuto in modo pesantissimo sulla mia pelle... ma adesso, almeno da vecchio, almeno in Internet, ho conosciuto tanti ragazzi gay (e bisex), certo se avessi 40 anni di meno potrei sperare anche di vedere realizzato il sogno di una coppia gay, ormai questa ipotesi e archiviata, ma nonostante tutto il contatto con i ragazzi del blog, per me, è una cosa essenziale e, francamente, oggi come oggi, non saprei più concepire la mia vita come essa era anche solo fino a pochi mesi fa. Con l’apertura dei blog e tutto quello che ne è seguito, dalla fine di agosto ad oggi la mia vita è realmente cambiata. Oggi pomeriggio sono sotto al lavoro e ho incontrato molte persone che mi hanno detto che quando parlano con me si rendono conto che io trasmetto una carica positiva... la cosa mi fa piacere... ma loro non potrebbero mai immaginare da dove proviene quella carica di entusiasmo e di positività che mi anima in questi giorni... ma chi legge questo blog lo sa! Insomma, essere gay è una cosa difficile ma è anche una cosa meravigliosa!
P.S. Scarica msn... non è una chat aperta al pubblico, non c’è niente di pericoloso e può consentire un contatto molto più immediato di uno scambio di e-mail...

martedì 4 dicembre 2007

COLLEGHI GAY

Registrazione effettuata in data 15 Aprile 2005.
Beh, e mo’ che si dice qua? ... è acceso? allora...
Dunque, io ho 61 anni, mi chiamo Paolo, adesso il mio sogno è la pensione, come il tuo... o no? Mo’ se non ci fregano un’altra volta al massimo ci vogliono quattro anni... e poi sto un poco più tranquillo, tu mi dici perché... mo’ mo’ te lo dico... io oramai dove lavoro sono un vecchio che aspetta di uscire, non è che mi sento poi così vecchio, mettiamo bene in chiaro... da noi si dice che sono un senatore, cioè che a me non mi tocca nessuno... e così è, lavoro, va bene, ma senza dover correre appresso alle cose nuove, quelle le lasciano ai giovani... e qua sta la questione... io sono anziano e a me tocca di avviare i giovani al lavoro, cioè, meglio siamo in due io e Maddalena, che è una anziana come me e pure un po’ di più... lei segue le ragazze e io seguo i ragazzi che vengono a lavorare da noi... e sono tutti ragazzi laureati e persone molto sveglie... e qua cominciano i problemi... Insomma, io sono paziente... la pazienza non la perdo mai... poi sono molto alla mano do del tu a tutti. I miei colleghi, anche quelli molto più giovani di me non lo fanno, anche quelli che contano meno di me... sai, la spocchia è una cosa diffusa... loro vivono di queste cose... che li devi chiamare ingegnere e li devi trattare con rispetto... ma sai che rispetto è quello? ... e che puoi fare... mica gli puoi dire... tu sei solo un imbecille... e quelli devi vedere come mi trattano a me... proprio con timore e tremore... all’apparenza eh, poi come abbassi la guardia un pochettino ti fregano nel modo più viscido... Vabbe’, mo’ tutte queste storie non c’entrano niente... però, sai, capisci che ambiente è.. Insomma mi arriva una mail del consiglio di amministrazione che mi dice che devo fare da tutor per sei mesi all’ing. Andrea ... . Per me non è una cosa insolita, mi capita in media una volta l’anno... ragazzi preparati, intelligenti, pure bei ragazzi... perché quando c’hai 25/26 anni brutto non puoi essere... però, per dirlo chiaro chiaro, io vicino a quei ragazzi ci stavo, lavoravamo insieme, qualche volta si andava pure a prendere qualcosa insieme nelle pause del lavoro... ma, con loro, se non stavo male, perché male non ci stavo, però non stavo nemmeno bene... sai quelli carucci carucci, buonini buonini... ma che non te le puoi fidare... loro pensano solo alla carriera... eh beh... sono fatti così... Insomma io pensavo che l’ing. Andrea fosse più o meno lo stesso. Una mattina mi si presenta in ufficio... vabbe’, bello era bello, ma pure gli altri erano belli, ma lui era un’altra cosa, sorrideva... non faceva la faccia professionale... quella tipica dei cretini... un po’ mi aveva colpito, ma neanche tanto. Insomma siamo stati due ore a parlare degli studi che aveva fatto e delle sue aspirazioni a livello di lavoro, sai, si fa per capire un po’ chi sono questi ragazzi... e beh lui non mi ha scodellato il solito curriculum di stupidaggini universitarie con diplomi e diplomini... no... lui parlava di sé... io gliel’ho detto e gli ho detto che apprezzavo moto la cosa, poi è venuto il momento critico... ovviamente dire “diamoci del tu” spetta a me... e io gliel’ho detto, in genere si creano momenti di imbarazzo e i ragazzi faticano a trattare con te dandoti del tu... si sentono in difficoltà, si sentono troppo giovani, ma con lui non è stato così... mi ha guardato e mi ha detto: “Paolo... sai che mi sento contento adesso... lo sai che avevo pensato di darti del tu senza nemmeno chiederti il permesso?”. Alla fine della mattinata Andrea era contento, mi chiamava spesso per nome, cose che altri non fanno mai... Insomma siamo diventati amici. Ma tra un ragazzo di 26 anni e un uomo di 61 ci può essere amicizia vera? Io non lo avrei mai creduto e invece è successo, già dopo la prima settimana abbiamo cominciato a vederci fuori qualche pomeriggio... mi diceva che avrebbe voluto parlare liberamente con me ma si sentiva condizionato... poi... in un momento di pausa, poco prima di scendere dalla macchina per salire a casa sua, in modo del tutto inaspettato mi dice: “Io sono gay, adesso te l’ho detto!” poi scende alla macchina e se ne va senza nemmeno guardarmi in faccia... Io non sapevo che fare gli ho mandato un sms “anche io” e basta. Dopo tre secondi la risposta: “...”. La sera torno a casa, sono sconvolto... una cosa tutto sommato inattesa... io ho avuto spesso rapporti amichevoli con colleghi giovani ma dichiarazioni del genere non ne avevo mai ricevute. A 61 anni, per una gay single, che ha vissuto sempre nell’ombra, l’idea di potere trovare un contatto del genere aveva qualcosa di esaltante... però, poi, il giorno appresso, tutti questi sogni a occhi aperti mi sono caduti addosso in modo traumatico. Era veramente tutto cambiato, ma in peggio, non ci ho messo molto a capire che, se fossi stato etero, Andrea con me avrebbe voluto costruire qualcosa... ma siccome ero gay aveva paura di me, mi evitava, mi trattava in modo formale, non sorrideva più, non mi concedeva nemmeno uno sguardo... niente! Era gelido nei miei confronti... Io mi sentivo in imbarazzo totale, non sapevo che fare e certe volte avevo proprio paura di lui, temevo che quello che sapeva di me lo potesse utilizzare contro di me, e probabilmente lui temeva la stessa cosa da parte mia. Per tutto il tempo in cui avrebbe dovuto fare l’affiancamento l’ho messo vicino ad altre persone ma la cosa ha creato ulteriori problemi, lui ha pensato che lo avessi scaricato e addirittura ha avuto paura di essere licenziato, pensava che io potessi fare una relazione negativa sul suo periodo di prova. Io non avevo nessuna ragione di lavoro per fare una cosa del genere ma, lo confesso, quando dopo quattro mesi di inferno, ho scritto la relazione l’ho fatta particolarmente positiva e un po’ sopra le righe rispetto al solito, proprio perché avevo un po’ di paura delle reazioni di Andrea. Ha superato il periodo di prova ma, dopo, i nostri rapporti si sono ridotti proprio a zero, in pratica erano passati poco più di sei mesi da quando Andrea era entrato in azienda. Un giorno ho visto che era solo nella sua stanza e ho bussato, non se lo aspettava. Abbiamo parlato un po’... non ci siamo nemmeno fatti le scuse reciprocamente. Andrea era contento di parlare con me. Gli ho proposto di vederci nel pomeriggio e di andare a prendere una pizza e lui c’è venuto... era imbarazzato, non voleva parlare, poi mi ha detto che aveva un ragazzo, e si vedeva che aveva paura di dirmelo, come se si aspettasse una mia reazione negativa, ma l’atmosfera si è sciolta un po’, mi ha chiesto: “Ma ti dà fastidio?” Gli ho detto di no e lui mi ha parlato del ragazzo. la loro storia è complicata, se ve la vorranno raccontare lo faranno loro... io posso solo dire che sono contento di aver ritrovato un rapporto serio con Andrea, è un ragazzo splendido, onesto fino all’incredibile. Lui stava già col suo ragazzo prima di venire a lavorare da noi e ha pensato che la sua presenza per me potesse essere un problema... dopo la pizza abbiamo parlato molto, poi l’ho riaccompagnato a casa e gli ho detto solo: “Ti voglio bene”. Lui mi ha risposto. “Anch’io” e mi ha stretto la mano fortissimo, un gesto che non aveva mai fatto prima. Adesso almeno non ho più paura di perdere Andrea.
Basta no? ... E che altro devo dire... spegni, spegni...

sabato 1 dicembre 2007

GRAZIE LOKI

Erano due giorni che desideravo di riprendere contatto con Loki, dopo una mia stupida ingerenza fuori luogo. Avevo lanciato un messaggio nella bottiglia nel post “Cronache dei blog di Progetto gay 2” e oggi ho trovato risposte che mi hanno reso felice. Ho ricevuto due commenti da Loki (e che commenti!) e una e-mail e ho potuto parlare con lui in chat in modo gradevolissimo... Insomma la reazione è andata di gran lunga oltre le mie più rosee aspettative, a testimonianza della qualità della persona di Loki. Sono veramente felice che i rapporti siano a questo punto e che un mio commento maldestro possa essere capito e perdonato. In sostanza mi sento veramente felice perché anzi c’è stata un’occasione che ha dimostrato che le cose serie non posso andare in crisi così facilmente. Grazie Loki! E aggiungo che i tuoi commenti hanno una dimensione di sincerità che apprezzo moltissimo. Oggi ho imparato da te delle cose molto importanti su che cosa è l’amicizia e su come ci si comporta con gli amici e di queste cose saprò fare tesoro. Te lo garantisco! Un abbraccio!

lunedì 5 novembre 2007

CIAO DISTILLATO 28

Ciao Distillato,
se penso che siamo arrivati a “Ciao Distillato 28” mi posso dire piuttosto soddisfatto, ormai si tratta di un rapporto consolidato che mi fa veramente piacere. Stamattina parlavo di te in chat con Salvatore, che ha visitato il tuo blog ed è rimasto colpito e ha detto cose molto belle di te. Lo scrivo qui perché gli ho chiesto prima se era d’accordo che lo scrivessi e mi ha detto di sì. Adesso vengo al punto e cerco di rispondere ai tuoi commenti con la massima onestà. Il tuo commento a “Esempi di chat gay erotiche o quasi” è quasi integralmente condivisibile da parte mia, in sostanza tu dici che per certe persone un dialogo serio su temi gay è impossibile e forse è impossibile un dialogo serio su qualunque tema... in un certo senso potresti avare ragione e statisticamente direi che hai ragione eppure ho visto anche cose diverse da quelle che descrivi tu, ho conosciuto in chat ragazzi che hanno cominciato con una proposta sessuale esplicita e poi hanno cambiato completamente registro. Sono casi sporadici ma esistono. Si può finire anche a cercare sesso in chat per disperazione e queste cose le ho viste direttamente, cioè ho visto persone che di fronte a una risposta decisa e negativa a qualunque approccio di tipo sessuale, non hanno chiuso la chat e hanno continuato a parlare, ti potrà sembrare assurdo, ma a parlare anche in modo serio. Ci sono ragazzi che pensano che il contatto sessuale sia l’unico tipo di contatto interpersonale possibile perché, letteralmente, nella loro vita un contatto serio non finalizzato al sesso non c’è mai stato. Per l’esperienza che ho di queste cose, in particolare, non mi sento di dire che chi cerca sesso in chat sia di un altro pianeta, penso che la maggior parte di questi ragazzi sia come anestetizzata rispetto a una dimensione affettiva seria, ma comunque in tutto questo ci sono modi e gradi diversissimi da persona a persona. E’ ovvio che io non vado a cercare queste persone, non cerco mai persone sconosciute in chat, ma succede che mi cerchino. Come hai visto dai due esempi che ho riportato nel post, che sono molto tipici, i colloqui “impossibili” sono molto brevi e derivano da una forma di disinteresse sostanziale al dialogo, in sostanza non sono nemmeno un modo di perdere tempo. In una giornata cose del genere capitano tre o quattro volte. In chat rispondo a chi non parte subito con una proposta sessuale, ma a chi mi dice almeno “ciao” e non rispondo ad utenti con foto, diciamo così, eloquenti. In sostanza queste cose non mi portano via più di 20 minuti al giorno e poi tra le persone che mi cercano in chat non per il solo fatto che ho un nick gay, ci sono quelli che sono andati prima sui blog e che quindi appartengono a una categoria molto diversa di persone, persone che mi cercano per parlare. Avrai visto che nel blog, in alto, sulla colonna di sinistra c’è il mio contatto C6 che qualche volta mi ha permesso di essere contattato in modo diretto da alcuni lettori del blog e quindi non da cacciatori di sesso purché sia. Chiudere quel contatto significherebbe limitare una possibilità che in qualche caso ha avuto un seguito molto serio. Quello che vedo è che intorno a questi miei blog finisce per costituirsi un vero e proprio gruppo di amici che hanno un modo affine di concepire l’essere gay e tutto questo significa molto per me, in pratica è esattamente quello che volevo e che non speravo di poter ottenere. Ora, “noi” cioè io e i ragazzi che commentano questi blog, siamo un mondo molto particolare. Il nostro modo di vedere le cose che, ovviamente, a me sta benissimo, secondo me potrebbe essere una pietra di paragone per tante altre persone, anche di quelle che non posterebbero mai commenti su un blog come questo. Capisco che ti può sembrare che io stia facendo sogni ad occhi aperti e stia puntando a cosa troppo grosse... cioè a fare un lavoro veramente utile, però il cambiamento del mondo gay può nascere solo dall’interno... vedi, se io vado sul tuo blog, o su quello di Salvatore, io mi sento a casa mia, se parlo in chat con Codice non ho affatto la sensazione che appartenga a una realtà aliena, perché in sostanza lo capisco perfettamente... eppure i gay, moltissimi gay, non sono come noi e probabilmente ci prenderebbero per mezzi matti... ma anche quelli sono ragazzi gay e, francamente, credo che anche con loro ci sia molto da dire... se qualcuno cerca una qualche forma di dialogo non c’è una ragione seria per chiudere le porte. E’ possibile, non probabile, ma possibile, e in qualche caso queste cose si sono realizzate. Quanto ai miti gay, concordo al 100% con quello che dici e in particolare con la conclusione che mi sembra assolutamente vera. L’ho detto in altre occasioni ma lo ripeto, più conosco il mondo gay autentico più me ne innamoro. I ragazzi gay che conosco, che non sono certo pochissimi, mi sembrano veramente persone superlative e non lo dico perché sono gay e io devo garantirne una difesa d’ufficio. Sono persone ottime perché lo sono! Se la gente vedesse queste cose il mondo gay avrebbe il rispetto vero degli altri, almeno di quelli che vogliono guardare in faccia alla realtà. Quindi diamo visibilità a quello che siamo veramente, con la prudenza che non è mai troppa ma senza falsità o atteggiamenti strani, vittimistici o trionfalistici che siano. Noi siamo e vogliamo essere solo quello che siamo. Ad occuparsi dei gay devono essere i gay, non solo la pubblicità o l’industria cinematografica!

sabato 3 novembre 2007

CIAO NOMEINCODICEVABENE? 2

Ciao Codice,
ieri sera crollavo dal sonno e dallo stress per una giornata difficile (salvo il blog e i relativi contatti!), dopo avere scritto il post che ti riguarda mi sono steso sul letto. In teoria la mia intenzione era quella di rimettermi al computer qualche minuto dopo ma mi sono addormentato vestito, con le luci accese e il computer in funzione. Mi sono svegliato solo verso le sette. Ho dato un’occhiata al blog e ho trovato il tuo messaggio. Credimi: un momento di vera felicità! Se hai girato per il blog, ormai mi conosci più di un po’ e, se poso permettermi, anch’io credo di conoscerti almeno un po’ perché le cose che scrivi mi ricordano molto da vicino atmosfere e emozioni che ho vissuto in prima persona trent’anni fa e anche più. Da quello che scrivi si capisce che sei innamorato e già una cosa del genere, anche se non c’è la corrispondenza che vorresti, ti riempie la vita, vivi completamente proiettato verso un’altra persona, esattamente come dici tu, ti imprimi nell’orecchio il timbro della sua voce e ti senti felice solo a sentirlo parlare, ti sembra che il tempo non passi mai quando sei nell’attesa di vederlo e che corra troppo veloce quando state insieme. Queste sensazioni hanno un nome solo, si chiamano amore. E quando dici che non lo guardi con occhi assetati di sesso ma che per te è un oggetto di venerazione e faresti di tutto per renderlo felice, mi richiami alla mente fatti precisi della mia giovinezza e situazioni in cui avrei usato esattamente le stesse parole. E’ evidente che alla base di una forma d’amore come quella di cui parli c’è comunque una spinta sessuale forte ma questa spinta è fin dall’inizio connaturata ad una dimensione affettiva profondissima che ti porta verso quel ragazzo e ti porterebbe ad accettare qualunque cosa, al limite anche a mettere tra parentesi il tuo interesse sessuale per lui, pur di renderlo felice. In sostanza in una situazione del genere il senso di dedizione che puoi provare è totale e tendi spontaneamente a metterti da parte per lasciargli spazio e per lasciarlo libero. Non so esattamente a che cosa ti riferisci nel tuo commento, ma se un ragazzo si ferma a parlare con te per ore al telefono magari a parlare di questo e di quello, quanto meno, ha il piacere di farlo. Faccio delle ipotesi, perdonami se vado completamente fuori strada, ma cerco di ragionare su quello che hai detto. Se questo ragazzo non è gay ma mantiene con te un rapporto di confidenza serio, cioè non ti parla solo di cose qualsiasi ma ti parla anche di sé, tieni presente che un rapporto di amicizia e anche un vero rapporto d’amore è possibile anche con un ragazzo etero, ovviamente senza sesso condiviso ma con l’accettazione da parte sua del tuo interesse sessuale verso di lui. Ci tengo a sottolineare questo punto perché sono cose non infrequenti che mi sono capitate e sono tra le esperienze affettive più profonde che ho vissuto. Voglio dire che puoi trovare ragazzi etero seriemente interessati a starti vicino e ad esserti amici in modo profondo, cioè a volerti bene in modo assolutamente serio e con un vero coinvolgimento da parte loro, anche se senza sesso. Se invece quel ragazzo fosse gay, il che, tra l’altro, è possibile anche se anch’io sono stato al telefono per ore (anche per una nottata intera) con ragazzi etero che avevano solo (e dire “solo” svaluta la cosa) il problema di non sentirsi soli, se quel ragazzo fosse gay, dicevo, il che non è un’ipotesi incredibile, dovresti permettergli di essere se stesso fino in fondo, costi quello che costi, rispettando le sue paure e i suoi tempi. Una sola cosa credo sia assolutamente fondamentale, te la dico ma credo sia proprio quello che tu già fai: bisogna essere presenti, non sparire, non proiettarsi troppo nelle proprie fantasie, non sentirsi delusi se la telefonata non arriva... lasciarlo libero se la cosa è necessaria, anche se questo comporta una spirito di sacrificio radicale. Voglio dire che un rapporto d’amore gay serio può nascere solo in un clima di libertà totale e di rispetto reciproco. Se questo ragazzo fosse gay “potrebbe” nascerne un rapporto veramente condiviso ma te lo devo dire, la cosa non è assolutamente automatica. Ho visto purtroppo tanti ragazzi gay che non sono riusciti ad andare d’accordo con i ragazzi che amavano perché avevano un modo molto diverso di essere gay o anche per questioni di orientamenti culturali o di appartenenze sociali diverse. E’ brutto dirlo ma ho visto ragazzi gay di alto livello sociale innamorati di ragazzi non del loro livello sociale che, alla fine, hanno preferito lasciare il ragazzo che amavano (o che soltanto desideravano) perché mettersi con quel ragazzo avrebbe comportato un discredito sociale, nota bene, non per il fatto di essersi imbarcati in una relazione gay, ma per il fatto di essersi messi con uno che non è del livello sociale giusto! Io credo che il denaro e il rango sociale siano una delle più terribili tentazioni dei ragazzi gay che, purtroppo, più di qualche volta, sono portati a vendesi l’anima per queste cose, anche perché non sono stati educati a credere nei sentimenti.
Non solo il tuo commento non è uscito fuori argomento, mi ha dato anzi il modo di riflettere su cose vere e su cose che sento profondamente mie.
P.S. ti dico una cosa che mi viene spontanea, mi piacerebbe fare due chiacchiere con te su msn. Su molti dei miei post e anche su diversi commenti puoi trovare tracce dei miei contatti in chat con i ragazzi che leggono questo blog, col alcuni, e non pochissimi, si sono creati veri rapporti di amicizia anche se a migliaia di km di distanza. Fammi sapere, lasciando un commento sul blog, se è possibile scambiare due chiacchiere su msn. Ad ogni buon fine ti rinvio ad un mio vecchio post che ti permetta di capire meglio chi sono e il senso di un blog come questo, nella prospettiva della massima trasparenza:
http://progettogay.myblog.it/archive/2007/09/17/trasparen... . N.B. se non te la senti ti posso capire benissimo. Non mi mandare contatti inserendoli sul blog, perché su questo blog girano ogni giorno centinaia di persone e la prudenza non è mai troppa (puoi notare che appena trovo un commento che contiene un indirizzo di posta lo cancello immediatamente per motivi prudenziali), dimmi solo se sei d’accordo e, in caso positivo, proverò a inserire l’indirizzo e-mail che hai usato per postare il tuo commento tra i miei contatti msn o ti manderò una e-mail a quell’indirizzo. In ogni caso, sappi che apprezzo moltissimo i tuoi commenti anche perché danno voce ad una dimensione molto diffusa tra i ragazzi gay ma poco appariscente. Se hai letto gli ultimi post e gli ultimi commenti hai potuto vedere che gran parte della discussione si è incentrata su argomenti relativi alla convivenza tra gay, su ragazzi gay che vivono una sessualità molto esplicita e su problemi connessi spesso a gay dichiarati. Tutto questo mi sta benissimo... però la stragrande maggioranza del sommerso gay è quella di cui parli tu! E vorrei che questo blog non trascurasse per nessuna ragione questo modo di essere gay! Grazie ancora per il coraggio che hai avuto. Un abbraccio.

lunedì 29 ottobre 2007

CIAO EMANUELE 2

Ciao Emanuele,
ho riletto più volte il tuo intervento (su Progetto Gay), la prima stamattina, prima di andare al lavoro, poi all’ora di pranzo, prima di scappare di nuovo al lavoro, ed altre due volte adesso. Una cosa mi colpisce moltissimo ed è il fatto che tu ti rivolga me in modo molto diretto e personale, è una cosa unica e preziosa che devo meritare rispondendoti con la massima onestà e senza reticenze. Caro Emanuele, innanzitutto mi piacerebbe parlare con te in modo libero, vorrei ascoltarti senza interromperti, per lasciarti tutto lo spazio che vuoi e per capirti meglio, credimi, non per curiosità ma perché il tuo mondo non lo sento affatto lontano da me. Quello che scrivi è di un livello tale che bisogna pensare molto prima di rispondere per non dire banalità, perché penso tu abbia assolutamente bisogno di essere preso sul serio. Tu non sei giovanissimo ma potresti essere tranquillamente mio figlio e per uno come me l’onestà nei confronti di un ragazzo gay è un imperativo categorico. Ho conosciuto tanti ragazzi gay, sia più giovani che più grandi di te, con le esperienze più varie, parlando con questi ragazzi ho ritrovato una costante di fondo: il desiderio di essere amati, accettati, valorizzati per quello che sono, cioè per il fatto di essere ragazzi gay. Io a questi ragazzi posso offrire solo un rispetto totale e un dialogo onesto, ma ti posso assicurare che le risposte che incontro sono incantevoli. Questi ragazzi non sono abituati ad essere trattati con vero rispetto della loro dimensione gay, sono spesso radicalmente soli, soli sotto il profilo affettivo, soli perché non possono parlare di sé dicendo la verità, soli perché costretti a vivere una doppia vita anche in famiglia e con gli amici. Quando questi ragazzi trovano una forma di rispetto vero riescono a superare momenti di depressione anche pesante. Non so se potrà sembrarti strano ma quando sto in chat con questi ragazzi il sesso è un argomento assolutamente marginale, hanno bisogno di rispetto, di non invadenza, in una parola hanno bisogno d’amore, ed è una forma d’amore anche un colloquio autentico, anche uno scambio di battute scherzose che in sostanza, in situazioni simili, non è mai fine a se stesso. Anche se sono ragazzi di età molto diversa, sono comunque giovanissimi rispetto a me ma, quando mi trovo in chat con loro, si crea un ambiente così gradevole che io stesso mi sento trasportato in un’atmosfera di serenità totale. Non è per motivi altruistici che io entro in queste chat ma perché ci sto bene, perché queste cose fanno bene anche a me, perché sono autentiche e creano momenti di contatto incredibilmente profondo. Una chat seria non è una cosa stupida, può veramente riconciliare con la vita, aiuta anche me a vivere meglio. Mentre lo dico mi compare una chiamata in chat di uno che usa un avatar e un linguaggio da film porno e la chiudo senza rispondere... quello non è gay, è porno, perché confonde l’essere gay con uno stupido gioco sessuale! Emanuele, una cosa vorrei dirti prima di ogni altra: non lasciarti scivolare nella depressione che purtroppo è il punto di arrivo di tanti gay, specialmente di quelli over 50, anche per quelli però la depressione non è senza uscita, figurati se può esserlo per te a 31 anni! Te lo dico dalla prospettiva di uno che si avvia ai 60 anni e ti posso assicurare che la vita non ti deluderà. Mi dispiace sentire giù di corda un ragazzo gay della tua età, se penso che io che sono un vecchio mi sento felice di essere gay. E lo sai perché? Perché ho trovato persone che mi hanno voluto bene e mi hanno amato con tutta l’anima e a queste persone io devo la mia felicità... e persone del genere le troverai anche tu. Certo le discoteche gay o i luoghi di battuage non sono i posti più adatti per cercare un amore gay vero. Le esperienze di sesso deprimente delle quali parli danno alla fine una sensazione terribile di essersi buttati via, quelle cose con l’amore non hanno nulla a che vedere, non ne sono nemmeno un versione degradata, semplicemente non c’entrano nulla. Per dirti qualcosa di più sensato dovrei conoscerti un po’ meglio e credo che ne varrebbe la pena e mi piacerebbe anche parlarti di me e del mio modo di essere gay. Spero di risentirti presto e di poter parlare con te direttamente. Per il momento chiudo qui, per non scadere in banalità. Su di corda Emanuele! Non ti voglio sentire depresso! Te lo ripeto: la tua felicità la troverai! Un abbraccio.

domenica 7 ottobre 2007

DIFFICILE DIALOGO TRA GAY

Chi conosce il mondo gay in modo diretto ha messo da parte da un pezzo tutte le mitologie che sono state create sull’incontro gay dalla letteratura e dagli stessi gay che vogliono pretendere di aver fabbricato un mondo a parte, in qualche modo migliore. Una delle prime certezze mitiche a cadere è quella della facilità dei rapporti personali tra gay. In effetti non ho visto frequentemente rapporti tra gay senza complicazioni, almeno all’inizio. Vorrei precisare che non mi sto riferendo ai rapporti strettamente correlati al sesso, cioè a rapporti tra persone che condividono una intimità sessuale, anche se anche pure in quel campo le cose non sono sempre semplicissime, qui intendo riferirmi in particolare ai contatti di tipo più superficiale. Le vere amicizie appartengono ad un’altra sfera, quella nella quale le incomprensioni sono ormai un problema superato. Parto da un’osservazione. E’ comune sentire che esista una specie di radar gay che ciascun gay sviluppa in modo quasi automatico in conseguenza della sua necessità di cercare il simile in mezzo ad una popolazione dove il simile si nasconde (con la segreta speranza di non essere trovato dalle persone sbagliate e nello stesso tempo di essere trovato dalle persone giuste). Questo radar, se vogliamo, ha una sua indubbia utilità anche se i suoi errori sono talvolta clamorosi e imbarazzanti. In funzione di questa continua ricerca del simile, che tuttavia ha una base spiccatamente sessuale, si sviluppa una specie di equazione mentale: gay = sesso, questa equazione, comunissima tra i gay, è profondamente interiorizzata e la difficoltà di avviare rapporti di amicizia tra gay in giovane età ne accentua il peso. Ogni ragazzo è visto in chiave di possibile partner sessuale, o almeno quella è la prima e immediata chiave di lettura. Rilevo, per esempio che quando ho avuto occasione di parlare con ragazzi dichiaratamente gay che sapevano chi ero, si finiva quasi inevitabilmente a parlare di sesso. Per ragioni di età, i ruoli erano fissi e non sussistevano possibilità di coinvolgimento diretto, ma se io avessi avuto 30 anni di meno, la deriva verso un contatto di tipo sessuale sarebbe stata inevitabile, con tutte le conseguenza che queste cose hanno quando sono prese superficialmente. Voglio dire che l’equazione profondamente assimilata dai ragazzi gay: gay = sesso finisce per essere condizionante e per rendere molto più difficile un contatto di tipo non sessuale. In qualche modo l’idea che la sessualità sa il centro della vita gay sempre e comunque sembra un’idea molto radicata e quando un gay incontra un altro gay (specialmente se ne incontra pochi o pochissimi) la lettura dell’incontro in chiave sessuale è inevitabile. Questi fenomeni sono particolarmente accentuati negli incontri che si fanno in Internet, luogo in cui, se l’anonimato favorisce, o dovrebbe favorire l’essere se stessi, lo tesso anonimato consente giochi di ruolo e di identità che nella vita reale sono impossibili. In qualche modo, conoscere una persona senza l’etichetta di gay e magari apprezzarla per altri motivi e rendersi conto successivamente che si tratta di un gay, favorisce un contatto personale più generico che impedisce poi la lettura del rapporto in chiave sessuale. Le persone che mi hanno voluto bene non mi hanno voluto bene “perché ero gay” ma “perché ero io” e poi hanno accettato il fatto che fossi gay, perché, in fondo si può volere bene solo alle persone, non alle etichette, se sulla persona c’è anche l’etichetta gay si accetta l’etichetta perché è su “quella” persona o si è addirittura più contenti di quella persona perché c’è l’etichetta, ma non si può amare una persona “essenzialmente” per l’etichetta di gay che c’è sopra, che non è in fondo una connotazione di tipo individuale. In un commento ho trovato un riferimento a brutte esperienze fatte negli incontri tramite internet (adesso non cito più i messaggi di altri alla lettera), cioè a persone (veri delinquenti) che hanno cercato di costringere ragazzi giovanissimi a fare quello che non volevano, il post si concludeva osservando che cose del genere, nel mondo gay, purtroppo esistono realmente. Il che significa che come in ogni tipo di sottoinsieme sociale, nel mondo gay c’è di tutto e quindi l’etichetta gay non è affatto una garanzia sotto il profilo morale. Io stesso, girando in internet, trovo delle interpretazioni dell’essere gay che non posso accettare sotto nessun profilo anche se ne trovo altre che mi sembrano veramente molto simili alle mie. In fondo io amo le persone che hanno principi morali simili ai miei, se sono gay tanto meglio, ma un gay che ragioni in modo molto diverso dal mio preferisco non conoscerlo affatto. Il mondo gay è un mondo complesso che rispecchia sotto molti spetti la complessità della società di cui è un sottoinsieme. C’è una cosa che in realtà osservo molto spesso, la tendenza a dare valore al sesso senza affettività, al sesso in cui chi è il partner non è poi così essenziale. Francamente, se posso capire benissimo che uno sia libero di sbrigliare la fantasia in ogni direzione e di costruirsi tutte la fantasie masturbatorie possibili e immaginabili, credo nonostante tutto che il senso profondo di un contatto emotivo intimo con un’altra persona, anche a livello sessuale, se la cosa viene da sé ed è pienamente accettata, sia realmente una realtà di un’altra dimensione. Non lo dico per fare un’affermazione di principio ma perché l’ho sperimentato. Sentirsi amati per quello che si è, anche quando si sbaglia, anche quando ci si comporta in un modo stupidamente aggressivo, anche quando si fa del male senza nemmeno rendersene conto, è una cosa bellissima che permette una crescita morale. Si esce da un mondo affettivo egoistico e si entra in una dimensione d’amore che è un vero dono si sé all’altro. Chi è passato per un’esperienza del genere sa che cos’è la felicità e non la cambierebbe per nulla al mondo.