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martedì 10 settembre 2013

OMOFOBIA E DISCRIMINAZIONE IN ITALIA SECONDO L'UNIONE EUROPEA

Riporto qui di seguito, in traduzione mia, un documento del European Union Agency for Fundamental Rights (FRA) del Marzo 2009 che ritrae la situazione della omofobia e della transfobia in Italia. 
Credo non ci sia molto da aggiungere. Si tratta di un documento ufficiale della Unione Europea.

“La situazione sociale dell'omofobia e della discriminazione per motivi di orientamento sessuale in Italia”  Marzo 2009

Una sintesi della situazione globale delle persone LGBT
Per eredità storica l’ordinamento italiano è caratterizzato dalla negazione piuttosto che dalla repressione dell'omosessualità. Le relazioni tra persone dello stesso sesso, così come l'omofobia, rimangono invisibili alla regolamentazione statale. L'unica eccezione rilevante è il decreto legislativo n . 216/2003 recante attuazione della direttiva 2000/78/CE, in cui l'orientamento sessuale è indicato come una delle cause di discriminazione.
In generale, il sistema giuridico italiano manca di documenti, statistiche e giurisprudenza in materia di discriminazione per motivi di orientamento sessuale. Non c'è il riconoscimento di coppie dello stesso sesso a livello nazionale e non c’è accesso all’adozione per le coppie dello stesso sesso.
Diverse organizzazioni LGBT si stanno mobilitando per il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali e contro l'omofobia e la discriminazione e stanno cominciando a parlare contro l'influenza della Chiesa cattolica che ostacola le nuove disposizioni legislative in materia. Diversi studi mettono in evidenza le molestie e il bullismo nelle scuole e crimini di odio omofobo come oggetto di preoccupazione.

Principali risultati
Atteggiamenti verso le persone LGBT

Le indagini che esaminano l'accettazione e gli atteggiamenti verso l'omosessualità sono state effettuate a livello europeo nel 2008 e nel 2006.
L' Eurobarometro 2008 ha posto questa domanda: ' Come ti sentiresti personalmente ad avere un omosessuale (gay o lesbica) come vicino di casa ? ' ( 1 significa 'molto a disagio' e 10 significa 'molto a mio agio') . La cifra risultante dal sondaggio, in Italia, è stata 6,7, con una media UE di 7,9. In Romania si è avuta la cifra più bassa con 4.8.
Nel Eurobarometro del 2006, gli atteggiamenti verso il matrimonio omosessuale sono stati esaminati in ogni Stato membro. Il 42% dei cittadini dell'Unione europea ha convenuto che tali matrimoni dovrebbero essere autorizzati in tutta Europa, in Italia la percentuale è stata del 31% (i Paesi Bassi hanno raggiunto la percentuale più alta con l’82%. La percentuale minima si è ottenuta in Romania con l'11 % ). 
Per quanto riguarda l’adozione, il livello di accettazione diminuisce in Europa e in Italia. Il 31% degli europei ritiene che le coppie omosessuali dovrebbero essere autorizzate ad adottare bambini in tutta Europa, in Italia la percentuale è del 24% (i Paesi Bassi registrano la percentuale più alta con il 69% per cento e la Polonia e Malta quella più bassa con il 7 per cento). 
Secondo Arcigay e Arcilesbica , lo stigma sociale legato alle persone LGBT è molto diffuso. La conseguenza dello stigma sociale è spesso l'esclusione sociale delle persone LGBT o delle persone percepite come aventi determinate identità sessuali o di genere. Le ONG ritengono che questi atteggiamenti siano sostenuti da un'offensiva ideologica dal Vaticano e dai partiti di destra che si concentrano sui valori tradizionali della famiglia e prendono di mira le persone LGBT usando un linguaggio aggressivo e dispregiativo nei discorsi pubblici. 
Tuttavia, la ricerca mostra che vi è stato un certo cambiamento di atteggiamento verso gli omosessuali nel corso degli ultimi decenni. Due terzi della popolazione italiana considerava l'omosessualità una malattia ancora negli anni ’70. Vent'anni dopo, solo il 17 % delle persone di età tra i 15 e i 34 anni condivideva ancora questa idea. Si è anche ridotta la quota di popolazione che considera l'omosessualità immorale, dal 66 % nel 1981 al 30 % nel 1999. Di conseguenza, le persone che si sentono a disagio a contatto con gli omosessuali sono diventate una minoranza, nel 1999 il 29 % non voleva avere un omosessuale come vicino di casa.
I cambiamenti sono particolarmente evidenti nelle indagini su persone tra e 15 e i 34 anni: la percentuale che considera l'omosessualità accettabile in base ai propri valori è stata del 37% nel 1983 e del 50% nel 1996.

Diritto Penale - crimini d'odio
Non esiste attualmente alcuna disposizione di legge penale o civile in Italia in materia di incitamento all'odio relativo alla omofobia o di discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale. Il diritto penale sanziona solo espressioni di odio relative alla discriminazione per motivi di razza, etnia, nazionalità o religione. Inoltre, l’ordinamento giuridico italiano non tiene conto - sia nella legislazione che nella giurisprudenza – del fatto che un crimine sia commesso con intento omofobico. Non esistono dati ufficiali sul numero di casi giudiziari non penali avviati in collegamento con dichiarazioni omofobiche o fatti legati all’omofobia.
Durante il periodo della XV legislatura (aprile 2006- febbraio 2008) , diversi disegni di legge sono stati presentati al Parlamento per estendere le disposizioni penali anche alla discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale, tuttavia, nessuno di questi è stato approvato a causa della crisi di governo e del conseguente scioglimento anticipato del Parlamento nel febbraio 2008.
I dati disponibili mostrano che la violenza omofoba - in termini di attacchi fisici o verbali - è parte dell'esperienza di molte persone LGBT. Secondo un sondaggio Web recente, la metà delle persone LGB si sente meno sicura a causa della propria sessualità. Uomini gay e bisessuali spesso sperimentano la violenza nei luoghi pubblici e nelle aree di incontro (per esempio nei parchi), mentre le donne lesbiche e bisessuali hanno maggiori probabilità di sperimentare la violenza in altri ambienti privati o a casa. Più di cento omicidi di uomini gay, su base omofoba, sono stati identificati tra il 1990 e il 2001. I crimini d’odio e le minacce sono stati ritrovati anche l’interno della famiglia stessa. La violenza indirizzata contro persone o luoghi o organizzazioni LGB ha acquisito maggiore visibilità nei media.
I gay e le lesbiche non sembrano fidarsi di istituzioni statali in materia di protezione dalla violenza: raramente riferiscono alla polizia di essere stati vittime di violenza omofoba.
Nel caso di discriminazione fondata sull'orientamento sessuale, come accade con altri tipi di discriminazione, la vittima deve portare il caso in tribunale e pagare le spese, se perde la causa.

Libertà di riunione
In Italia né i gay pride né le dimostrazioni omofobe possono essere vietati dalle autorità pubbliche se sono organizzati pacificamente e senz'armi. Il diritto di tenere entrambi i tipi di incontri è completamente protetto dalla Costituzione. 
Nel 2008, l' appena nominato ministro delle Pari Opportunità ha rifiutato di appoggiare il Pride di Roma, sostenendo che gli omosessuali non sono più discriminati in Italia e che lei non è d'accordo con l'obiettivo degli organizzatori, da lei identificato nel il riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali allo stesso livello delle coppie sposate.
Manca una valutazione statistica della portata dei crimini contro sedi LGBT. Tuttavia, è comune percezione generale delle organizzazioni LGBT che la violenza contro le organizzazioni LGBT e le sedi delle comunità sembra essere in aumento e ritengono che questa tendenza alla omofobia sia rafforzata dalle posizioni della Chiesa cattolica e dalla crescente attività dei gruppi neofascisti.
Molti luoghi che vengono utilizzati per i dibattiti pubblici, come teatri o cinema, sono di proprietà della Chiesa cattolica. Ci sono casi in cui l’accesso a questi luoghi è stato vietato per eventi riguardanti i diritti delle persone LGBT. Altri casi segnalati da organizzazioni LGBT concernono le autorità locali che hanno negato l'uso dei loro spazi per congressi o seminari sulla vita e i diritti delle persone LGBT. 
Il divieto per le organizzazioni LGBT di partecipare a discussioni pubbliche sulle politiche familiari ha caratterizzato la Conferenza governativa sulla famiglia, organizzata dal Ministero della Famiglia nel maggio 2007. Il ministro ha dichiarato che, a differenza di altre organizzazioni che si occupano di questioni familiari, alcune organizzazioni LGBT non hanno potuto partecipare perché si tratta di una conferenza sulla famiglia, quella definita dall'articolo 29 della Costituzione, fondata sul matrimonio. L' unica organizzazione LGBT che ha avuto accesso al convegno è stata l’Agedo, l'associazione delle famiglie e degli amici di gay e lesbiche.

Famiglia e altre tematiche sociali
Il sistema giuridico italiano non riconosce il matrimonio omosessuale come qualsiasi altra forma di partnership eterosessuale fuori dal matrimonio o LGBT. Non vi è alcuna possibilità per le coppie LGBT di adottare bambini e nessun riconoscimento del rapporto tra bambini e cogenitorialità nelle famiglia LGBT.
Le Organizzazioni LGBT e le persone sperimentano conseguenze negative di tutto questo sia a livello pratico che simbolico. La questione dei diritti della famiglia è al centro del dibattito pubblico su questioni LGBT e all'ordine del giorno delle organizzazioni LGBT.
La coppia omosessuale sta guadagnando una maggiore visibilità nel dibattito pubblico e nell'agenda del movimento LGBT. La ricerca mostra che il 20,5 % degli uomini gay italiani e il 17,7 % delle lesbiche sono genitori e che il desiderio di avere dei figli e di espandere le famiglie è aumentato. La fecondazione assistita è ancora un fenomeno raro, ma l'interesse sembra essere in rapida crescita, soprattutto tra le lesbiche, anche se all'inseminazione artificiale in Italia è illegale.
Secondo Arcigay e Arcilesbica, è più difficile ottenere case popolari per coloro che non sono sposati.
Partner dello stesso sesso non hanno diritto al permesso di soggiorno sulla base della loro relazione. La libertà di movimento è pienamente assicurata per singole persone, indipendentemente dalle condizioni personali e dall’orientamento sessuale. Tuttavia, la legge italiana non considera il matrimonio omosessuale, o l’unione registrata o la relazione stabile debitamente attestata come diritto autonomo di godere di libertà di movimento pari a quella delle persone eterosessuali sposate.
Vi è un numero crescente di casi di cittadini italiani che si sposano, o comunque registrano legalmente la loro relazione in un altro paese dell'UE, e chiedono il riconoscimento del loro status come coppia in Italia. Un certo numero di cause è attualmente pendente.
Diverse le Pubbliche Amministrazioni locali e regionali riconoscono le unioni civili o le coppie dello stesso sesso, tuttavia, senza una normativa nazionale, questo ha più valore simbolico che pratico. Allo stesso modo, alcuni governi regionali riconoscono i diritti del partner dello stesso sesso nei regolamenti di loro competenza.

Il mercato del lavoro
Il mercato del lavoro è l' unico settore in cui l'orientamento sessuale è esplicitamente riconosciuto come motivo di discriminazione da parte della legislazione italiana. La direttiva 2000/78/CE sul lavoro è stata recepita in Italia dal Decreto legislativo n. 216 del 7 maggio 2003, emanato dal governo su delega dal Parlamento. Tuttavia, secondo la Commissione Europea, alcune parti della direttiva non sono state applicate correttamente : 1 ) i casi in cui le differenze di trattamento giuridico non possono essere qualificate come discriminazioni, perché sono giustificate sulla base di requisiti professionali essenziali, 2 ) il ruolo delle associazioni nelle procedure giudiziarie o amministrative contro le discriminazioni, 3) l’onere della prova, e 4) la vittimizzazione.
Le indagini sociologiche approfondiscono più ampie e più sottili forme di svantaggio sul lavoro, rispetto agli episodi che sono chiaramente riconoscibili e riconosciuti dalle loro vittime come una discriminazione. Le persone LGB spesso non percepiscono l'abuso verbale omofobico come discriminazione.
La maggior parte dei lavoratori dipendenti LGB confidano il loro orientamento sessuale ad almeno un collega, ma molto raramente sono visibili a tutti. I gay e le lesbiche in particolare evitano manifestare il loro orientamento sessuale ai loro datori di lavoro. Le donne tendono ad essere particolarmente prudenti, e la visibilità è limitata a persone con alto livello di educazione.
La comunicazione del proprio orientamento sessuale di solito va incontro all’accettazione, all’indifferenza o alla curiosità. Negli studi recenti, meno del 10 per cento ha riferito reazioni di risentimento aperto. Più frequente è l'esperienza di assistere a discriminazioni o molestie nei confronti di altre persone LGBT sul posto di lavoro. Ci sono stati casi di persone LGBT licenziate o costrette a lasciare il lavoro a causa di reazioni omofobe.

Educazione
I sondaggi indicano molestie diffuse e bullismo nelle scuole. In un sondaggio del 2001 a Torino, il 48 per cento degli uomini gay e il 10 per cento delle donne lesbiche ha riferito molestie o isolamento sociale da parte di altri studenti quando erano a scuola. Cifre simili ( 41% degli uomini e il 21% delle donne ) sono stati trovate in un campione più recente. Sebbene le molestie da parte degli insegnanti sembrino essere più rare, le vittime lamentano la loro indifferenza e la mancanza di sostegno.
Il bullismo omofobico ha guadagnato visibilità sui media nel 2007 a causa di un suicidio a Torino. La madre del 16 enne che si è suicidato ha riferito che il figlio era angosciato perché era stato identificato come omosessuale e aveva subito atti di bullismo a scuola. Il caso è stato al centro di dibattiti dei media e di incontri pubblici. Organizzazioni LGBT hanno sottolineato che non è stato un caso isolato.
I programmi scolastici, compresa l'educazione sessuale, sono caratterizzati dal silenzio sulle tematiche LGBT. La visibilità degli insegnanti LGBT sembra essere particolarmente limitata ed è percepita come molto rischiosa.

Servizio Sanitario
I partner dello stesso sesso non sono spesso riconosciuti come parente prossimo, e di conseguenza sono negate loro le informazioni sanitarie sul partner e non hanno nessuna influenza sul trattamento del partner. Spesso non c'è il riconoscimento delle particolari esigenze dei pazienti LGBT (per esempio, le lesbiche si preoccupano ed evitando gli esami ginecologici). I gay non possono donare il sangue. Anche se l'omosessualità non è considerata ufficialmente una malattia è ancora in qualche misura considerata un disordine.
Una ricerca del 2005 ha indagato questioni di salute e sessualità sottolineando la necessità di proseguire l'azione di prevenzione dell'HIV/AIDS rivolta specificamente alle persone omosessuali: un terzo degli intervistati di sesso maschile ha detto che è difficile trovare informazioni su quali comportamenti sessuali comportano rischi di infezione. Le donne hanno riferito una mancanza di informazioni sulle pratiche di prevenzione in materia di sesso tra donne.
La maggioranza degli intervistati nel sondaggio di cui sopra non erano visibili come gay o lesbiche per i loro medici. I sondaggi mostrano che circa un terzo degli intervistati avevano paura che avrebbero ricevuto un trattamento peggiore dagli operatori sanitari a causa del loro orientamento sessuale. Il 14,5% delle persone, sia uomini che donne, ha detto che dopo aver discusso il loro orientamento sessuale, il loro rapporto con il loro medico è migliorato. È peggiorato nel 4,5% dei casi e non è cambiato nell’81% dei casi .

Religione
Le Organizzazioni LGBT denunciano l'influenza della Chiesa cattolica sulla politica italiana. Le gerarchie della Chiesa cattolica sono state fortemente critiche verso la possibilità di riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali, sostenendo pubblicamente che tali unioni sono contro natura e non devono essere trattate in Parlamento. I dirigenti della Chiesa hanno anche criticato le trasmissioni TV che presentano immagini positive di gay e lesbiche. 
Non vi è alcuna ricerca sociologica sul grado di omofobia e discriminazione contro le persone LGBT nelle istituzioni della Chiesa cattolica in Italia. Tuttavia, ci sono diversi episodi che attestatno tale comportamento, ad esempio molestie da parte di insegnanti nelle scuole cattoliche, bullismo nei gruppi giovanili cattolici e offese verbali e violenze fisiche da parte di preti.

Sport
La visibilità delle persone LGBT nello sport è molto bassa e gruppi neofascisti che esprimono il sentimento anti-LGBT sono presenti tra diversi fan club e gruppi di tifosi. Tuttavia, negli ultimi anni, gruppi sportivi LGBT sono emersi anche in Italia e alcuni eventi relativi hanno ottenuto finanziamenti pubblici.

Media
Le Organizzazioni LGBT e le tematiche LGBT sono trattate in modo limitato e distorto dai media e son stati segnalati casi di omofobia presentati nei media da parte dei politici e dei leaders della chiesa. Uno studio sociologico su come i media hanno affrontato la genitorialità gay e lesbica ha confermato la scarsa visibilità delle organizzazioni LGBT e dei loro argomenti.

Asilo e protezione sussidiaria
La direttiva 2004/83/CE è stata recepita con il decreto legislativo 251/2007. L’articolo 8 riconosce che la persecuzione per appartenenza a un determinato gruppo sociale caratterizzato dalla caratteristica comune dell'orientamento sessuale è da considerarsi tra i motivi di asilo.
I dati ufficiali forniti dal Ministero dell'Interno per quanto riguarda il periodo tra il 2005 e l'inizio del 2008 hanno mostrato che almeno 29 delle 54 richieste di asilo per motivi di persecuzione dovuta all’orientamento sessuale sono stati accettate. In questi casi è stato concesso lo status di rifugiato o una forma diversa di protezione umanitaria.
Due recenti decisioni della Suprema Corte di Cassazione sul riconoscimento dello status di rifugiato affermano che il richiedente deve dimostrare che nel paese d'origine l'omosessualità , come pratica personale privata e non solo come una manifestazione pubblica di indecenza sessuale, è considerata un reato penale. Le Organizzazioni LGBT sottolineano che la concessione dell'asilo dipende in buona parte dall'opera di avvocati che fanno uno sforzo di raccolta di informazioni sulle condizioni nei paesi di origine.

Ricongiungimento familiare
A causa della mancanza di un riconoscimento ufficiale delle coppie dello stesso sesso, in Italia, le persone LGBT non hanno accesso al ricongiungimento con partner che non siano cittadini italiani. I dati relativi al ricongiungimento familiare non esistono, dal momento che l'ordinamento italiano prevede il ricongiungimento familiare solo per i coniugi, ed esclude quindi il matrimonio omosessuale (art. 2 e DL 5/2007 , art. 29 Decreto Legislativo 286/1998 ).
Le Organizzazioni LGBT sottolineano il crescente numero di italiani che vivono all'estero con i loro partner stranieri e che desiderano tornare in Italia. Nei casi di unione registrata, come nel caso di una coppia proveniente dalla Nuova Zelanda, al partner non viene concesso il permesso di soggiorno.

Problemi transgender
Per quanto riguarda la procedura di riassegnazione del sesso, una persona transessuale deve fare due richieste a un giudice: in primo luogo, lui/lei deve essere autorizzato a sottoporsi all'intervento chirurgico richiesto. L' autorizzazione giudiziaria permette alla persona di ottenere questo tipo di chirurgia negli ospedali pubblici a titolo gratuito. In secondo luogo, lui/lei può chiedere un ordine giudiziario che dà il consenso per modificare il sesso e il nome nei registri dell'Ufficio dello Stato civile.
È molto difficile raccogliere giurisprudenza in materia. Da quanto si rileva:
- La mancanza di previa autorizzazione di un giudice per la chirurgia non può escludere un successivo riconoscimento del diritto a una diversa identità sessuale, se l'autorizzazione avrebbe potuto essere data in quello specifico caso.
- La riassegnazione del sesso da maschio a femmina è solitamente autorizzata solo quando il maschio ha avuto un intervento chirurgico complesso comprendente orchiectomia, penectomia e vaginoplastica. Se la persona non è in grado (per esempio a causa di malattia) o non vuole sottoporsi a queste procedure complesse, non può ottenere l'ordine giudiziario e la conseguente riassegnazione del sesso, anche se prende gli ormoni sessuali prescritti. Solo in due casi, a quanto pare, un giudice ha ordinato una riassegnazione del sesso dopo una semplice orchiectomia, e solo in un caso un giudice ha disposto la riassegnazione del sesso senza alcuna operazione, considerato che il transessuale in questione era molto malato e probabilmente vicino alla morte.
– Tra transizione da femmina a maschio di solito è autorizzata quando la femmina ha avuto un intervento chirurgico, compresa mastectomia e isterectomia. Per contro, la chirurgia per la ricostruzione del pene non è richiesta perché è un'operazione molto difficile, con un alto tasso di fallimento .
Coloro che si sposano dopo la transizione hanno la possibilità di proporsi come genitori adottivi. Secondo le organizzazioni transessuali e transgender, tuttavia, i pregiudizi nel processo di valutazione vanificano questa possibilità.
La ricerca sociologica qualitativa sulle condizioni di vita delle persone transessuali e transgender ha messo in evidenza le tante forme di disagio sociale ed economico che caratterizzano il periodo di transizione prima della riassegnazione legale del sesso. Questo periodo può durare diversi anni o essere uno status permanente per coloro che non vogliono sottoporsi ad intervento chirurgico di riassegnazione del sesso.
Il lavoro è una delle principali aree di disagio. La ricerca ha dimostrato l'alto rischio di essere vittima di molestie sul posto di lavoro o di essere licenziato, e la difficoltà delle persone transessuali nel trovare un posto di lavoro quando il loro aspetto non corrisponde con i loro documenti.
Secondo Arcigay e Arcilesbica, la mancanza di accesso al mercato del lavoro relega un numero relativamente elevato di persone transgender (in particolare donne transgender) alla prostituzione, e il divieto di prostituzione in Italia emargina ulteriormente i lavoratori del sesso transgender.

Discriminazione multipla
Le Organizzazioni LGBT riconoscono che le lesbiche e le donne bisessuali devono affrontare ulteriori problemi rispetto agli uomini gay e bisessuali, perché si trovano ad affrontare anche la discriminazione di genere. Arcilesbica si è separata da Arcigay nel 1997 al fine di dare priorità e visibilità alla dimensione lesbica.
Arcilesbica e Arcigay sottolineano anche i migranti LGBT e le persone LGBT appartenenti a minoranze etniche possono sperimentare la discriminazione multipla e hanno ulteriori difficoltà specifiche a causa della loro specifico retroterra. Recenti ricerche su disabilità e omosessualità mostrano forti effetti di discriminazione multipla, nel senso che gay e lesbiche disabili sperimentano l’esclusione sia da parte delle organizzazioni per le persone disabili che dall'interno della comunità omosessuale.
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venerdì 8 giugno 2012

GAY E SCUOLA DI PREGIUDIZI

Caro Project,
sono un ragazzo di 19 anni, tra poco farò la maturità e me ne andrò dalla scuola. Non vedo l’ora! Perché per me è stata un’esperienza negativa sotto troppi punti di vista. Premetto che ho sempre avuto buoni risultati, non eccellenti ma buoni certamente sì e studiare mi piace, ma a scuola mi sono sentito come in prigione, in un ambiente in cui ho dovuto fingere e fare l’equilibrista per non finire nel ridicolo e nell’emarginazione. Sono un ragazzo normalissimo, solo che sono gay, non sono mai andato dietro alle ragazze e quando le ragazze mi si mettono appresso mi sento a disagio e non so come liberarmene e loro si sentono rifiutate ed è sgradevole per tutti e due. Oggi mi è venuto tra le mani un documento di programmazione per il prossimo anno (io non ci sarò!) in cui in cui prevedono un cineforum su alcol, droga, omosessualità e violenza tra i giovani. Hanno messo l’omosessualità in mezzo tra la droga e la violenza! Per loro sono comunque devianze e sono sullo stesso piano. I pregiudizi li vedi proprio in queste cose. Poi le lezioni, una cosa grottesca, la prof. di Italiano che sa il libro a memoria ed è patita di d’Annunzio ce lo ha esaltato in tutte le salse, abbiamo fatto tanta letteratura anche recente ma Gadda no, Pasolini no, Bassani no, per fortuna che li avevo letti per conto mio e forse è meglio che non li abbia trattati, di latino è patita di Ovidio, mah! Quando ha parlato di Petronio lo ha presentato come se Petronio fosse una specie di implicito moralista fustigatore dell’omosessualità e il libro, scelto da lei, della omosessualità in Petronio ne accenna in una sola riga e in termini di ipotesi! O la prof. e chi ha scritto il libro non hanno mai letto Petronio, cosa che non credo, oppure la necessità di censurare è tale che ci si deve abbassare proprio a falsare consapevolmente le cose per quieto vivere e a presentare Petronio come un mezzo prete! La prof. di Scienze, dico di Scienze non di Filosofia, dà per scontato che essere gay è una malattia mentale e che gay si diventa e quindi bisogna stare attenti! Parole sue. È quasi incredibile che una persona che in tante altre cose ha anche una sua competenza seria, almeno per quello che posso capirne io, sulle questioni che toccano l’omosessualità sia del tutto succube di preconcetti assurdi. Il prof. di Matematica, quando è capitato di parlare di queste cose, le ha subito messe da parte dicendo che aveva ancora tante cose da fare del programma e che non poteva “perdere tempo”. La prof. Di Filosofia si salva un po’ ma anche lei glissa del tutto, almeno non dice che i gay sono anormali e, dato l’ambiente del mio liceo, è già molto. Io faccio anche Religione, soprattutto per vedere come la rigirano, il prof. è un prete giovane un po’ appiccicoso, sempre molto pappa e ciccia coi ragazzi, amicone di tutti, ma mi dà tanto l’impressione di uno che recita una parte. Con lui è capitato una volta di parlare di omosessualità, ha detto che la chiesa non può accettare chi confonde il sacramento del matrimonio (riferito egli etero) col “divertirsi” (riferito ai gay), che la chiesa capisce i problemi di queste persone, non le giudica e le rispetta “come si devono rispettare tutte le persone”, questa specificazione mi ha imbestialito! Poi ha cominciato a parlare di famiglia e il discorso gay è finito qui! A scuola c’è su queste cose un equilibrio della paura, ognuno si limita a dire solo cose ovvie, cose che non possono non essere accettate da tutti. È la fiera delle ovvietà e dei grandi principi che sono talmente generali e astratti che non si significano più nulla. Anche la politica è una realtà totalmente tabù e tutti gli argomenti tabù vengono accuratamente evitati da tutti. Il prete di religione non parla di omosessualità e di politica, non c’è possibilità di discussione, gli altri hanno i programmi, gli esami ecc. ecc., poi leggi le carte e parlano di “formazione integrale della persona”, il che è non solo ridicolo ma grottesco. Ma in fondo i prof. li posso pure capire, nessuno vuole rogne, basta portarsi lo stipendiuccio a casa! Fare questioni di principio per difendere i gay? No! Troppo rischioso e non vale proprio la pena! Anche perché se qualcuno provasse a fare diversamente lo metterebbero subito a tacere o finirebbe nel ridicolo. Ma quello che mi fa imbestialire sono soprattutto gli studenti; sono assolutamente certo che se qualche prof. provasse a fare una lezione meno stupida parlando “anche” di omosessualità in modo onesto, verrebbe subito etichettato come gay dai suoi stessi studenti con tutto quello che un fatto del genere comporta e penso che possa essere una vera forma di ricatto e di persecuzione, perché vedo certi miei compagni e soprattutto compagne che fanno dei commenti allucinanti, che sono pronti al linciaggio perché per loro è solo un gioco che afferma la loro superiorità. La stessa prof. di Filosofia ha fatto più volte finta di non sentire commenti del genere e questo è vergognoso. Ma, mi chiedo, se fosse intervenuta che cosa avrebbe ottenuto? L’avrebbero considerata nella migliore delle ipotesi una stupida che ha tempo fa perdere. Così va la scuola, almeno la mia. Me ne voglio andare dalla mia regione, non dico dall’Italia, ma voglio vivere in un posto civile, dove il rispetto c’è veramente, dove una persona può essere se stessa senza aver paura e senza dover ricorrere a funambolismi vari per non beccarsi la nomina di gay con tutto quello che viene appresso. Ho letto di scuole del nord dove le cose sono molto diverse, evidentemente ci sono ancora due Italie e io mi trovo in quella meno civile. Leggo di ragazzi che frequentano scuole dove hanno potuto addirittura fare coming out coi compagni di classe e trovarsi un ragazzo. Per me queste cose sono sull’altra faccia della luna.
Se vuoi, pubblica pure la mail, ma togli l’ultima parte.
Uno studente inca..ato!
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http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=21&t=2516

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domenica 29 giugno 2008

MONTALE GAY?

Ciao Project,

ti scrivo perché fai cose che hanno un senso e mi devo pure sfogare in qualche modo. Ho 19 anni e sto facendo adesso la maturità. Be’ io sto imparando a mie spese quanto convenga essere ipocriti. Quest’anno alla prova di italiano c’era un tema su una poesia di Montale e sulla missione salvifica della bellezza femminile. Il giorno appresso è uscito sui giornali che Montale aveva scritto quella poesia per un ballerino russo. Non so se Montale avesse niente a che vedere coi gay, ma non credo, quello che ho pensato leggendo quello che hanno scritto i giornali il girono successivo è che Montale deve essere stato almeno una persona intelligente se ha potuto parlare in quei termini della bellezza di un ragazzo, anche se magari lui era etero. Etero sì, ma non schiacciato sui modelli più stupidi della letteratura. Se avessi saputo a chi era dedicata quella poesia l’avrei commentata, ma il ministero fa veramente cose strane, tra tutta la letteratura etero che c’è, se volevano parlare di donne angelicate di scelta ne avevano, ma loro sono andati a parlare di forza salvifica della bellezza femminile pure commentando una poesia dedicata ad un uomo! Ma perché non ci può essere una forza salvifica della bellezza maschile? Per Montale esisteva, ma per il ministero un’idea del genere è totalmente inconcepibile. Ho fatto il tema sulla Costituzione. Io quando leggo la costituzione mi commuovo, quello è un po’ il mondo come dovrebbe essere, una cosa seria, dove c’è libertà e c’è rispetto e non uno schifo come quello in cui viviamo, in cui chi strilla di più ha ragione. Della storia di Montale i miei compagni ne hanno fatto occasione di battutacce e io zitto! Che schifo! Da parte loro perché ci ridono sopra e da parte mia perché non ho il coraggio di fargli notare quanto sono stupidi. Nel tema sulla Costituzione ho parlato pure dei gay e ho detto che se un ministro coma Mara Carfagna si permette dei commenti omofobi (dice che i gay sono “costituzionalmente sterili” e che “per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare”) lei sta offendendo anche la Costituzione che dovrebbe essere una lezione di vita anche per lei. Queste cose le ho scritte sul tema! Che succederà? Aspetto il verdetto. Se mi tagliano le gambe vuol dire che sono deficienti. Un professore mio che non si sbottona mai troppo, però, mi ha fatto capire che quando hanno letto il mio tema lo hanno addirittura apprezzato. La tesina l’ho fatta su Petronio, Wilde, Gadda e Pasolini. Chi vuole capire capisce. Be’ le cose le ho prese in termini generali però il centro era il perbenismo borghese. I professori miei non sono stupidi e durante l’hanno mi hanno trattato con molto rispetto. Che sono gay non l’ho detto mai apertamente, ma chi vuole capire capisce e secondo me hanno capito tutti. Però per gli esami tesina soft, prudenza, mezzi toni, insomma questa sarebbe la libertà! Ma perché nella Costituzione non c’è esplicitamente una libertà di essere gay, anzi un vero e proprio diritto. Non so che ne pensi tu, ma io penso che il mondo fa schifo, lo penso veramente, non mi piace vivere in un mondo di ipocriti in cui se sei ipocrita ti danno pure il premio e se dici quello che pensi realmente ti sputano in faccia! Ma il mondo nostro è così. Io sono gay, non appartengo e non voglio appartenere a questo mondo da schifo, certe volte spaccherei tutto. In un mondo di ipocriti come questo mi ci sento stretto. Adesso per fortuna (se non mi bocciano) la scuola è finita, almeno cambio aria! Ho bisogno di libertà, di vivere la mia vita senza guinzagli di nessun genere. Purtroppo non me ne potrò andare di casa e dovrò continuare a fingere ancora per parecchi anni! I miei compagni etero hanno tutti la ragazza e se la portano a casa, io devo vivere di nascosto, ma ti sembra giusto? Noi il diritto ad essere noi stessi ce lo dobbiamo riprendere, che poi non è una cosa teorica, perché se vivo nascosto non ho nemmeno la possibilità di trovarmi un ragazzo e magari devo passare tutta la vita da solo mentre certa gente ci fa pure il ministro dicendo stupidaggini. Ma quello è solo quello che si vede, poi c’è tutto quello che non vede, tutta l’omofoba nascosta dei buoni sentimenti nel modo più ipocrita, ma che te lo dico a fare? Tu lo sai meglio di me!

Un abbraccio

Enrico

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mercoledì 27 febbraio 2008

COMING OUT A SCUOLA

Per la scuola ci passano tutti. Apro questa classicissima discussione con una riflessione, apparentemente banale: per un ragazzo gay la scuola superiore è insieme l’inferno e il paradiso, ci si entra a 14 anni e se ne esce a 19 ormai giovani adulti. In pratica quasi tutto l’apprendistato sessuale e soprattutto affettivo è legato all’ambiente della scuola. Se per un ragazzo etero i comportamenti possono essere relativamente liberi, un ragazzo gay sperimenta a scuola lo stesso senso di costrizione e di limitazione che sperimenterà per il resto della vita. Si tratta letteralmente, purtroppo, di una scuola di vita. Nonostante tutte le limitazioni che un ragazzo gay sente sulla sua pelle la curiosità sessuale resta sempre vigile e prevale in genere sul senso di disagio, tra i ragazzi più grandi si sviluppano talvolta rapporti affettivi molto forti, amicizie, amicizie amorose e anche vere storie d’amore. Storie d’amore etero ne vedete molte, storie d’amore gay non ne vedere mai e anzi non vedete mai nemmeno ragazzi gay. Tutto a scuola è rigidamente etero, nessuno, né insegnante né studente si concede aperture gay, il gioco è pericoloso e, talvolta, sotto l’apparenza dell’interessamento pedagogico e psicologico alcuni ragazzi possono subire l’omofobia latente nell’istituzione. Riporto qui qualche pagina del diario scolastico 1976 di Dario, un ragazzo allora 16enne.
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Lunedì
Potevo nascere brutto! ... Mamma.... perché m’hai fatto così bello? Se ero brutto stavo meglio... io a queste non le sopporto proprio... Mi s’appiccicano addosso, mi fanno una caspita di moine. Cinzia mi si siede sempre sulle gambe e fa finta di niente... Paola mi si sbaciucchia pure... ma chi te vole! ... ma andatevene da Cristiano che a lui non gli pare vero, così fate contento lui e lasciate tranquillo me... ma quello è brutto... per fortuna sua... vabbe’... basta... ma quanto la fa lunga questa [la prof. di filosofia] e poi la butta sempre il politica e lei dice che fa lezione... Ma che ti guardi? ... Sto scrivendo... ma a te che te ne frega che sto scrivendo... sto prendendo appunti dei cavoli miei... vedi... faccio pure sì sì con la testa... sei contenta? ... Ma a me questa mi pare Maga Magò!
Mercoledì
Che rabbia! Io a quello me lo magno! Sei vecchio, passi! C’hai la pancetta, passi! Non c’hai manco un capello in testa, non è colpa tua. Ma sei uno str.... !... io le due ore del mercoledì le aspetto tutta la settimana perché mi devo vedere Emilio che si spoglia... e tu che mi fai? Te ne stai casa tua e ti dai malato... e a noi ci mandano la befana per altre due ore di filosofia... ma caz..! E adesso devo aspettare un’altra settimana...
Giovedì
Oggi mi chiama Maga Magò... “Ma che stai scrivendo? ... portami il diario!” ... Io... a te... il diario... ma col caz... che te lo porto! L’ho dovuta supplicare, mica glielo potevo dare. Vabbe’ questa è una... e poi Paola, ciccì e cicciò, m’ha pure detto all’orecchio che secondo lei Fabrizio è gay... Fabrizio! Che è brutto come la fame... Avesse detto Emilio... beh...
Venerdì
Oggi ci siamo parlati e m’ha cercato lui! ... vabbe’... c’eravamo solo noi perché c’era l’assemblea e erano quattro gatti... però mi dice: “Lo vuoi un caffè?” Mi ci so’ fiondato... Siamo stati a parlare dalla nove a mezzogiorno. Emilio è affascinante... è un poeta, dice cose bellissime, un po’ malinconiche però, dice che non gli hanno mai voluto bene.... ma com’è possibile? La maggior parte abbiamo parlato di scuola, vabbe’ è la prima volta che parliamo. Lui fa atletica, c’ha quasi 17 anni e sembra che ce ne abbia venti! Si fa la barba tutti i giorni e c’ha la pelle del viso bellissima. E’ proprio bello e poi non si crede di essere chissà chi... non c’ha boria... quando stava lì io me lo sarei ... dico per dire, però mica tanto! ... poi è passata Maga Magò e m’ha fatto venire i nervi: “Che state facendo voi due lì? ... andate all’assemblea! ... forza!” S’è messa davanti alla porta della classe e ha aspettato che uscissimo... e quando siamo usciti c’ha guardato con un ghignetto che non m’è piaciuto proprio. Io a Emilio gliel’ho detto: “Questa ha pensato chissà che...” e lui m’ha detto una cosa bellissima: “E lasciaglielo pensare!” Bella, Emilio, bellissima! All’assemblea una rottura incredibile. C’era uno del quinto che faceva tutto lui... “Noi dei quinti di qua, noi dei quinti di là...” ... Oh! Bello che se te fa uno strillo la befana te la fai sotto! Io e Emilio ci siamo messi da una parte e siamo rimasti a chiacchierare e a un certo punto mi sono appoggiato alla spalla di Emilio... una sensazione da sogno... poi è passato un ragazzo e mi ha fatto occhiacci, io mi sono girato e la befana ce l’avevo dietro... ha detto solo: “Eh...” e io me la sono guardata e le ho detto: “Professoressa ma qui stanno pomiciando tutti... ma lo dica un po’ pure agli altri! ...” e lì è scoppiato il finimondo: “Voi siete due maleducati!” ... “Semmai io sono maleducato... lui non c’entra proprio!”... “Eh no! C’entra c’entra... ma dove vi credete di essere!” E lì s’è girato pure Emilio: “Andiamocene va!” Io ero rosso di rabbia, sotto gli occhi della befana Emilio mi prede la mano e ci allontaniamo mano nella mano. E’ stato uno dei momenti più belli della mia vita! Poi m’è venuta la paura perché quella si vendica ma Emilio ha detto: “Mica ci possiamo fare condizionare da quella...” Io lo amo, prima era una questione solo di sesso ma adesso lo amo, lo amo proprio! Emilio!!!

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