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mercoledì 30 novembre 2016

EDUCAZIONE DEGLI OMOSESSUALI SECONDO RAFFALOVICH

Il capitolo di “Uranismo e Unisessualità” che vi presento oggi affronta il tema dell’educazione degli omosessuali.
Raffalovich è convinto che vi siano molti omosessuali che sono tali fin dalla nascita e che la loro omosessualità si manifesti molto precocemente, ben prima della pubertà. Se fosse possibile individuarli molto per tempo si potrebbe applicare loro un tipo particolare di educazione non repressiva che li guidi alla moderazione e all’autocontrollo, rendendo così un grande servigio sia a loro che alla società nel suo complesso.
Raffalovich, nel capitolo precedente, aveva rivendicato per gli omosessuali il diritto di avere una filosofia (che identificava in Platone) che non umiliasse la loro individualità ma mettesse il luce i valori positivi dell’omosessualità vissuta moralmente. Qui l’autore estende il concetto e sostiene che gli omosessuali, almeno gli omosessuali per nascita, hanno diritto ad un loro modello di educazione che, anche in questo caso, non ne schiacci l’individualità e faccia emergere come l’omosessualità di un individuo capace di autocontrollo sia una valore per la società.
Per molti omosessuali per nascita, l’educazione, così come essa era concepita nella seconda metà dell’800 (ed è spasso anche oggi), era il primo assaggio della repressione dell’esclusione sociale e in questo senso era nefasta per l’omosessuale e deleteria per la società. Secondo Raffalovich, l’educazione dell’omosessuale dovrebbe mirare e fargli vivere seriamente la sua omosessualità, allontanandolo dall’effeminatezza, dalla vanità e da tante altre manifestazioni che Raffalovich non considera positive.
Va sottolineato che per quelli che non sono nati omosessuali il discorso educativo è decisamente più complesso, perché qualsiasi tentativo di controllare l’educazione sessuale di un ragazzo può portare a risultati opposti rispetto a quelli sperati, in questo senso non sono consigliabili né l’eccessivo controllo, né la totale libertà.
Raffalovich è convinto che per molti ragazzi l’orientamento sessuale definitivo potrà essere determinato da situazioni imprevedibili e incontrollabili. In qualche modo prefigura il concetto di imprinting sessuale. Ovviamente nessun imprinting sessuale potrà modificare l’orientamento innato degli omosessuali o degli eterosessuali per nascita, ma l’imprinting avrà certamente un peso, a detta di Raffalovich un peso determinante, nel definire l’orientamento di quanti non hanno un orientamento innato.
Oggi i punti di vista di Raffalovich appaiono superati e la distinzione classica tra omosessualità innata e omosessualità acquista, sulla quale si fonda il discorso dell’autore, è stata sostituita da un approccio genetico-epigenetico che promette sviluppi molto interessanti in relazione alla comprensione della sessualità.
Due osservazioni di dettaglio possono avere ancora oggi una validità: 1) l’eccesso di pudore dei bambini, viso come segno molto precoce di possibile omosessualità, 2) la frequenza di coppie fratello-sorella entrambi omosessuali. Su quest’ultimo punto, in particolare, l’approccio di Raffalovich è meramente osservazionale ma coglie un elemento con delle basi oggettive che andrebbe approfondito.
Lasciamo ora la parola a Raffalovich.
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L’educazione degli uranisti
Vorrei fare un appello agli psicologi, agli istitutori, a tutti coloro che hanno l’intelligenza e dispongono di una documentazione in proposito; l’inversione sessuale (non dico la perversione) diventerà uno dei problemi del futuro, è già abbastanza sorprendente oggi, e bisognerà conoscerla a fondo, comprenderla e, se non la si può contenere, bisognerà lottare con essa, nell’ attesa che le persone di esperienza, autorizzate a farlo, definiscano gli indici dai quali si possa capire che il ragazzo (modesto, prudente forse, oppure turbolento, franco o ipocrita, allevato bene e docile) è un invertito. I genitori naturalmente non si assumono questa responsabilità. E forse è una cosa buona, non avrebbero probabilmente più competenze delle persone incaricate di allevare i loro figli. Ma è strano preoccuparci della nostra ignoranza oggi. Da quali indici si può riconoscere che l’inversione minaccia un ragazzo? Quello che è certo è che questi indici esistono. Perché non ce ne siamo ancora occupati? Abbiamo provato e proviamo ogni giorno a non permettere ai ragazzi di pervertirsi, ma l’educazione speciale che deve essere usata per gli invertiti di nascita non è stata neppure accennata. Sarebbe tempo di cominciare.
Non pretendo certo di contribuire molto a questo studio; ma ho qualche osservazione da offrire.
L’educazione non deve preoccuparsi di quelli che arriveranno attraverso la donna all’omosessualità, o alla passione per i minori o per le uniformi.
La passione della similarità è altrettanto radicata di quella del contrasto sessuale, e non è da una di esse che bisogna fare derivare l’altra; ma esse sorgono entrambe da uno stadio intermedio che le precede e che è stato chiamato indifferenza sessuale. C’è (e coloro che si occupano di infanzia lo sanno) un’età (che varia da individuo a individuo) in cui il bambino non ha psicologicamente un sesso preciso; questa indecisione può durare fino alla pubertà, o anche un po’ oltre, e può durare anche tutta la vita. A questa età la maggior parte dei ragazzi sono incerti: la loro sessualità non è ancora definita. Le loro pure amicizie sono dei puri amori. Le loro impurità possono non essere che il male minore e possono non influenzare il loro avvenire. Ogni essere vivente, ogni età, ogni sesso può turbarli e attirarli. Saranno le circostanze, le persone che hanno intorno, l’ora e il momento, che decideranno per loro. Avranno nella loro memoria uno o qualche ricordo omosessuale senza smettere di essere individui eterosessuali per questo, oppure saranno precocemente eterosessuali, o anche saranno viziati, guastati, preparati per l’omosessualità, per tutti i vizi di imitazione e di immaginazione?
L’educazione, come la intendiamo oggi, tenta di lottare contro tutti questi pericoli a forza di lavoro, di sorveglianza e di tante altre cose.
Per un numero di bambini più grande di quanto non si voglia credere, e che aumenterà, ne sono sicuro, c’è una precocità ben altrimenti sorprendente. Il bambino di quattro anni che già ama le donne e si turba alla loro vista o al loro tocco, o il bambino della stessa età che ama gli uomini e che prova alla loro vista o quando li sfiora, o quando pensa a loro delle sensazioni, delle scosse violente, irresistibili (e per molti invertiti queste sensazioni cominciano molto presto e in modo molto innocente: il bambino si interessa quando è ancora piccolissimo alle persone del medesimo sesso), questo bambino è predestinato. E quelli che lo circondano lo ignorano, quasi si penserebbe che vogliano ignorarlo. In ogni caso, se il bambino è ben controllato, ben chiuso, ben protetto, tutto si coalizza per nascondere e oscurare, ma molto poco o nulla per soffocare la sessualità propria del bambino. L’irresistibile vocazione si fa strada, si infiltra, si insinua e viene alla luce.
Quelli che stanno per obbedire a questa vocazione forse non conoscono se stessi, si ignorano perché sono soli o isolati (e niente isola un bambino come l’inversione, anche la più nascosta), perché non sano il nome e il significato delle loro azioni, e un libro, un fatto casuale rivela loro il carattere dei loro desideri o anche delle loro soddisfazioni. Normalmente non si spaventano, poi sono anche contenti di sapere il loro segreto, si mettono da parte inopportunamente e non sono capiti, oppure vengono capiti e rimproverati, o vengono fin troppo capiti e vengono spaventati, quindi lottano e soffrono, si rassegnano e rinunciano, oppure si rassegnano e diventano degli ipocriti o degli eccentrici, oppure si rivoltano e diventano folli, o mostri, o bestie e ci si domanda se l’educazione non avrebbe potuto salvarne qualcuno?
Certi uomini sono nati uranisti, sembrano avere la vocazione all’uranismo dalla più tenera età. Ci sembra che nulla possa cambiarli, smuoverli. Nutrono essi stessi questa vocazione, si formano da se stessi, e nulla li allontana dalla loro strada.
Altri uomini sono nati eterosessuali. Hanno la vocazione di amare la donna e niente li ferma, né l’educazione austera né la carriera che intraprendono. Essi per l’inversione non provano se non il disgusto più profondo e lo stupore più ironico.
Altri uomini soddisfano a tutte le gradazioni tra l’assoluta omosessualità e l’assoluta eterosessualità. Tutte le gradazioni possibili sono rappresentate. Si può trovare il completo ermafroditismo psichico, l’uomo-donna, e molte specie di uomo-donna; l’uomo che è uomo rispetto agli uomini e alle donne, quello che lo è in rapporto ad un solo sesso (non importa quale) e non in rapporto all’altro. Si possono trovare tutte le possibilità e anche tutte le situazioni più improbabili.
L’educazione, le circostanze morali, fisiche, le amicizie, le influenze, tutto quello che può agire poco o molto, determina piano piano la forma che prenderà la sessualità del bambino che cresce. Gli affetti infantili sono immagini di questa incertezza sessuale. Essi ci mostrano anche quello che più tardi noi abbiamo il torto di dimenticare, cioè che gli affetti possono essere potenti e puri.
Se nulla impedisce lo sviluppo del bambino, se è circondato da persone che, senza volerlo, lo guidano verso l’eterosessualità, diventerà un uomo come la maggior parte degli uomini.
Al contrario, se quelli che gli stanno intorno, in un modo o nell’altro, senza saperlo, lo sviano dall’eterosessualità isolandolo, facendogli conoscere anticipatamente tutto quello che c’è da dire contro le donne, costringendolo a una condotta troppo esatta e troppo rigorosa, tenderà più o meno verso l’omosessualità, più o meno a lungo. Tutto dipenderà dalla circostanze.
Gli indifferenti, quelli che possono svilupparsi sia come omosessuali che come eterosessuali con una facilità quasi equivalente, sono spesso guidati dalle restrizioni che vengono loro imposte o dalla libertà che si concede loro. Se si trovano nell’impossibilità di legarsi con una donna senza problemi, inquietudini o rimproveri, scivolano più facilmente sul pendio dell’omosessualità.
Gli uranisti e gli eterosessuali precoci e feroci, non hanno mai avuto delle possibilità.
Nessuno di loro ha avuto dubbi sulla sua disposizione, sulla sua vocazione. Nessuno di loro ha fatto il possibile per sviare la sua sessualità. Si è, forse e veramente troppo tardi, tentato di tenere sotto controllo l’eterosessualità, ma che cosa si è fatto contro l’omosessualità? Niente! Non ci occupiamo affatto qui del bambino eterosessuale. Quello che qui ci interessa è indicare o cercare di indicare quello che può fare l’educazione per l’uranista.
Prima di tutto: come, da quali segni si distingue un uranista?
Vorrei fare un appello a tutti quelli che si dedicano all’educazione dell’infanzia o che hanno conosciuto degli uranisti bambini per pregarli di ricordarsi dei segnali dati da questi bambini e dai loro genitori.
Ho già parlato del pudore precoce degli invertiti. Questo è un segno da osservare. I bambini sono pudichi in presenza di un uomo? Esitano a spogliarsi, a mostrare il loro corpo, a soddisfarne le esigenze più elementari in presenza di un uomo? Questo è un segno che non bisogna trascurare.
La prudenza, la reticenza dei bambini rende molto malagevole questo compito così importante. Il pudore precoce ed esagerato non può essere l’unico segno dell’uranismo infantile. Ma dove trovare quello che cerchiamo?
Gli uranisti raccontano spesso che essi amavano i giochi delle ragazzine, ma molti eterosessuali hanno giocato con le bambole perché avevano fantasia e hanno fatto degli arazzi perché avevano dita agili.
La vanità precoce, il gusto dell’abbellimento sarebbero piuttosto da temere. Bisognerebbe scoraggiarli sempre ma non in modo da rendere più interessante quello che non si permette.
Bisognerebbe evitare tutti i travestimenti, tutto quello che dà al bambino l’illusione di essere una bambina. Ci sono genitori che vestono le loro figlie come dei ragazzini per stupidità e per ignoranza. Tutto quello che accentua o rende confusa la nozione del sesso è da temere per un bambino. Ho trovato spesso, ma non vorrei essere accusato di generalizzare a oltranza, un fratello uranista che aveva una sorella più o meno invertita, o una sorella omosessuale con un fratello più o meno sospetto.
Molte volte sono rimasto colpito da questa coincidenza, ma non so come spiegarla. Se il fratello e la sorella sono stati insieme durante l’infanzia, si potrebbe dare un notevole peso alla loro influenza reciproca. Il fratello delicato e femminile farebbe risaltare nella sorella tutto quelle che lei potrebbe avere di mascolino e di energico. Lei si abituerebbe a proteggere il fratello, a supplire alle qualità di cui lui avrebbe bisogno.
Coloro che conoscono la psicologia dei bambini apprezzeranno quello che ho appena detto.
L’amore delle cose belle, degli abiti, degli oggetti d’arte deve pure richiamare la nostra attenzione, senza che noi siamo portati a scoraggiarlo. Al contrario il gusto per le cose artistiche ha aiutato più di un uranista a condurre un’esistenza possibile o rispettabile: solo che bisognerebbe dare la massima serietà a questo gusto e non farlo diventare un gusto da amatore.
Gli uranisti sono spesso superficiali, gli amatori di ogni tipo si reclutano tra loro.
Molti argomenti a favore delle donne possono essere usati anche a favore degli invertiti. Se si parla a un difensore delle donne dell’inferiorità intellettuale, della mancanza di lealtà delle donne, lui vi dirà: Loro non hanno mai avuto possibilità; a loro non è stata insegnata nessuna di queste cose.
Ebbene, dato che l’invertito non è impedito dalla maternità, da tutti i doveri del sesso femminile, perché non provare a renderlo utile all’umanità? Ha parecchi difetti, parecchi vizi innati, ma la nostra civiltà e la nostra educazione non lo rendono migliore e non possono renderlo migliore.
Le api, le formiche, hanno dei lavoratori che non si riproducono. È possibile, oscuramente possibile utilizzare gli uranisti.
L’inversione non agisce nello stesso modo in tutti gli invertiti. Ci sono invertiti molto onesti e invertiti detestabili, ce ne sono di sobri e di dissoluti.
E comunque possono avere le stesse tentazioni; solo che gli uni si sono lasciati andare mentre gli altri si sono fermati in tempo prima dell’abiezione. Confessano che i loro errori hanno insegnato loro a correggersi, a emendarsi, ma che avrebbero sofferto molto meno, che si sarebbero comportati meglio, che sarebbero stati più forti e meglio armati verso la vita, se l’educazione avesse trovato la strada giusta, li avesse aiutati, capiti, invece di rifiutarli ed esacerbarli. Per costoro l’educazione è stata cieca e crudele.
Quanto gli altri, a quelli il cui valore morale era minore, la cui vanità e la cui insincerità erano nate con l’inversione, l’educazione è spesso stata loro complice.
Se, invece di cercare scuse nella sorte tragica degli invertiti nati (sorte che non è più tragica, quando valgono qualcosa, di quella degli uomini eterosessuali dello stesso valore), si fosse provato fin dall’infanzia, ad aiutarli, ad insegnare loro a dominarsi, a superarsi, questo sarebbe stato un servizio all’umanità. Ma per fare questo bisognerebbe scoprire, riconoscere l’invertito prima che egli abbia avuto il tempo di corrompersi inconsciamente. Bisognerebbe vegliare a tutti i costi sulla salute fisica, più facile da correggere rispetto alla salute morale, e non bisognerebbe trascurare una molto complessa igiene morale. E si potrebbe riuscire a ridurre il numero degli effeminati, degli ipocriti, degli eccentrici, dei vanitosi viziosi e venali che invadono la società.
E ne varrebbe proprio la pena.
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Se volete, potete partecipare alla discussione di quetso post, aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=16&t=5830

giovedì 22 settembre 2016

EVOLUZIONE DEI RAPPORTI ETERO-GAY

Rapporti etero-gay e femminilizzazione del gay
I rapporti etero-gay, così come erano vissuti nel XIX secolo e all’inizio del XX, proprio perché in essi il gay appariva al maschio dominante etero come il “sostituto di una donna” inducevano anche il gay, che con ogni probabilità avrebbe preferito un rapporto paritario, ad assumere un ruolo più marcatamente femminile, reprimendo i suoi istinti che lo avrebbero portato a reclamare la parità almeno sul piano sessuale.
L’interesse dell’etero per il pene del gay era di norma inesistente e l’idea che il gay potesse provare una forma di piacere non riducibile al solo ruolo passivo non era minimamente presa in considerazione, l’eiaculazione era appannaggio solo del partner etero, il gay doveva limitarsi a procurarsi l’orgasmo tramite la masturbazione, ma separatamente e fuori dalla vista del suo compagno, al quale non piaceva doversi ricordare di avere avuto un rapporto sessuale con un ragazzo e non con una ragazza. Per ciò stesso le caratteristiche maschili del ragazzo gay dovevano essere minimizzate o dovevano sparire, si arrivava ad incoraggiare il gay a non tagliarsi i capelli e ad acconciarli in fogge vagamente femminili, ad usare profumi o biancheria intima femminile, ma si arrivava anche a chiedergli di nascondere il pene tra le cosce per non mostrarlo al suo compagno e a depilarsi; nell’intimità lo si chiamava con nomignoli femminili analoghi a quelli che si sarebbero usati per una prostituta.
Il ragazzo gay finiva per convincersi che per non perdere il suo compagno fosse indispensabile compiacerlo per quanto possibile ed era spinto per questo ad assumere atteggiamenti languidi, a nascondere i suoi desideri e, in buona sostanza a “recitare consapevolmente” un ruolo femminile.
La seduzione nel rapporto etero-gay
Per avere un’idea concreta delle tecniche di seduzione tramite le quali un etero facoltoso arrivava ad ottenere la disponibilità di un ragazzo gay di bassa condizione sociale, possiamo riferirci ai modi di fare di Oscar Wilde. Non entro minimamente nella questione concernente l’omosessualità di Wilde, che comunque era sposato e aveva due figli, i suoi rapporti con i ragazzi hanno però parecchie caratteristiche dei classici rapporti etero-gay. Come risultò durante il processo, Wilde ebbe un’amicizia intima con un certo Wood, un maestro cantore diciottenne, che Wilde invitò a cena e al quale prestò denaro, ebbe un legame con un giovane commesso di libreria al quale regalò 200 franchi, una cifra enorme, fece fare abiti eleganti per un giovane vagabondo, un certo Alfonso Conwell, e alloggiò con lui una notte a Brighton. Wilde era amico di un certo Taylor, procacciatore di ragazzi, noto alla polizia, aveva coabitato a Parigi col giovane Atkins, aveva cenato in un hotel di lusso col domestico Scott e gli aveva regalato un portasigarette. L’elenco potrebbe continuare, mi limito a fare rinvio a “Gay e Storia”, Biblioteca di Progetto Gay: “Il processo a Oscar Wilde”, in cui il lettore potrà trovare molti dettagli utili ad illustrare la situazione.
Mi si potrebbe obiettare, e non senza ragione, che le storie omosessuali di Wilde sono molto più vicine a semplici vicende di prostituzione che ai classici rapporti etero-gay e che l’unica storia veramente importante di Wilde fu quella con lord Alfred Douglas, che non può essere interpretata alla luce del modello etero-gay, non fosse altro, per il rango sociale di Douglas, certo non inferiore a quello di Wilde, ma il riferimento a Wilde serve almeno ad avere un’idea dei mezzi di seduzione tipici dei rapporti etero-gay, in cui mancava il corrispettivo in denaro della prestazione sessuale, tipico della prostituzione, e tutto era basato sul fatto che il giovane che si accompagna a Wilde poteva assaggiare la vita dell’alta società, che gli sarebbe stata altrimenti preclusa. I viaggi su treni di lusso, le cene in alberghi importanti, e gli ingressi in ambienti esclusivi erano i veri strumenti di seduzione di questo tipo di rapporti. Nel caso di Wilde erano rapporti senza alcuna componente affettiva, con l’unica eccezione, forse, di Alfred Douglas, ed erano troppo numerosi e superficiali per avere una minimo di continuità.
Raffalovich negli Annali dell’Unisessualità accusa più volte e in modo molto accesso John Addigton Symonds di avere usato il suo prestigio e il suo denaro per sedurre alcuni giovani ma dalla lettura dei diari di Symonds risulta tutt’altro. Symonds, anche se era sposato anche lui, come Wilde, e aveva due figlie, era tuttavia profondamente omosessuale, subiva certamente il fascino dei ragazzi delle classi popolari, non solo gay ma anche etero, ma costruiva con loro dei rapporti tendenzialmente paritari, cosa tipica dei gay, non rinnegava affatto l’identità maschile di quei ragazzi, che era anzi la causa prima del suo interesse e non rinnegava nemmeno la loro eterosessualità, quando erano eterosessuali, e soprattutto se ne innamorava veramente, scriveva poesie struggenti per loro e costruiva con loro rapporti di amicizia destinati a durare. Con buona pace di Raffalovich, le storie d’amore di Symonds furono classiche storie di innamoramento gay, non sempre indirizzate verso ragazzi gay e con una componente affettiva fortissima.
Evoluzione dei rapporti etero-gay
I rapporti etero-gay, così come li abbiamo ricostruiti rappresentano una realtà ormai superata. Nel secolo XIX e all’inizio del XX, per un etero frustrato nei suoi rapporti eterosessuali, non era certamente facile trovare un ragazzo gay disponibile, e quando questo accadeva, il rapporto aveva, proprio per questa ragione, una sua intrinseca stabilità. Il caso di Wilde è poco significativo perché il suo comportamento era fortemente eccentrico e poco allineato al comportamento dell’uomo sposato medio in cerca di ragazzi.
Con la liberazione sessuale post ’68 e soprattutto con l’arrivo di Internet, la situazione è rapidamente cambiata e l’assenza di rapporti affettivi forti, unita alla facilità di trovare partner disponibili ha portato alla sostanziale instabilità dei rapporti etero-gay, che tuttavia non sono scivolati verso la prostituzione, perché la maggior parte dei rapporti costruiti tramite internet non prevede alcun mercimonio, i mezzi di seduzione tipici dei rapporti etero-gay sono rimasti comunque i medesimi, perché l’offerta di fare una crociera insieme o di trascorre una settimana in un grande albergo all’estero non è in genere intesa come un corrispettivo per delle prestazioni sessuali. In buona sostanza le relazioni etero-gay di lunga durata sono diventate una rarità e la facilità di cambiamento del partner domina ormai la scena.
Per dare alcuni esempi dell’evoluzione dei rapporti etero-gay, che vedono coinvolti uomini sposati, nel XXI secolo, mi riferirò ad un interessante articolo comparso in “LGBTQ Nation” del 20 Marzo 2016, intitolato “‘Straight’ men discuss their secret sexual relationships with other men”. L’articolo presenta tre intervistare ad eterosessuali-bisessuali ottenute sotto garanzia di anonimato. Riporto qui di seguito quelle interviste. Premetto tuttavia che, come appare ovvio dal contesto, i termini eterosessuale e bisessuale sono usati con accezioni lievemente diverse da quelle adottate in Progetto Gay.
1) Rob
Rob (nome fittizio) 46 anni, vive a San Jose, California, ed è sposato con sua moglie da 12 anni. Si identifica come “etero con tendenze bisessuali”, ha avuto relazioni segrete con ragazzi da quando aveva 19 anni.
“Agganciare altri uomini, per me, è un modo non complicato per rilassare i miei ardori sessuali. È solo un rilassarsi fisicamente, senza obblighi.”
Rob preferisce incontrare altri uomini sposati, in segreto, piuttosto che single o gay dichiarati. Trova la maggior parte dei ragazzi su internet tramite i siti di incontri.
“Vado cercando altri uomini sposati per la semplice ragione che siamo nella stessa barca, e spero possano essere interessati a quello che sto cercando io. Non voglio mettere a repentaglio il mio matrimonio. Un altro uomo sposato lo può capire. Gli uomini sposati non vogliono assumersi troppi rischi.”
Secondo Rob, il primo rischio è: “provare forti emozioni o innamorarsi. Io non vorrei proprio diventare un oggetto di desiderio per un altro uomo. Trovo attraenti alcuni uomini, ma per me è solo una questione di sesso. Non mi sento assolutamente attratto verso un uomo come un innamorato.”
Rob vede adesso regolarmente due uomini. “Uno è divorziato, l’altro è vedovo e quasi in pensione. Vivono entrambi soli e quindi ci possiamo vedere a casa loro”, ma sta bene attento ad aggiungere subito. “l’amore non c’entra niente.”
“Mia moglie non sa nulla” ammette Rob, “Non mi sento colpevole quando faccio quello che faccio. Comunque starei a disagio se lei lo venisse a sapere. Ne sarebbe sconvolta e lo considererebbe un tradimento. La cosa mi preoccupa molto, perché non voglio divorziare.”
2) Tony
Tony (nome fittizio) ha 32 anni, è divorziato, vive a New York e solo di recente ha cominciato a considerarsi bisessuale anche se lo ha detto soltanto a pochissime persone. Ha delle ragazze quando capita, e anche pochi compagni che occasionalmente incontra per fare sesso.
“La prima volta che ho fatto qualcosa con un ragazzo avevo 21 anni. Lui era un ragazzo più grande, sposato, l’ho conosciuto in un sito gay.
Il mio problema è che New York è una città molto adatta ai gay femminili, e quello non è il mio tipo. Mi piacciono solo i ragazzi che non sono identificabili come gay. Questa è la mia regola. Quando trovo qualcuno così me lo tengo come compagno regolare.”
Anche Tony incontra la maggior parte dei ragazzi tramite internet e, dopo, cerca spesso di stabilire amicizie strette con loro. Dice di non avere paranoie circa il fatto che le gente sappia quello che lui fa ma comunque non si sente del tutto a suo agio.
“Mi preoccuperebbe il fatto di dire a qualcuno che ho avuto una relazione con un uomo, forse un giorno la penserò diversamente. Comunque, devo essere sicuro che il tipo soddisfi i miei criteri.“
“La mia ex-moglie non sapeva quello che facevo” dice Tony. “Le donne con cui ho avuto incontri dopo, però, lo sapevano. Loro sanno come sono e ancora penso di essere interessante e attraente, al di là di tutto questo. A questo punto della mia vita, non me la sento più di vivere di menzogne.”
3) Andrew
Andrew (nome fittizio), 33 anni di New Orleans, si considera totalmente etero ed è sposato con sua moglie dall’età di 21 anni. Ha avuto la sua prima esperienza gay circa dieci anni fa.
“Dopo solo due anni di matrimonio cominciai a capire che volevo provare qualcosa di diverso, da allora ho avuto rapporti con una dozzina di ragazzi. Non è molto, normalmente succede quando mi sembra che il mio matrimonio stia per andare a rotoli e stia diventando noioso, e alla fine mi rinvigorisce.”
Come Rob e Tony, anche Andrew trova la maggior parte dei ragazzi che incontra tramite internet e tende a orientarsi verso persone che sono in incognito.
“Preferisco uomini di questo tipo, trovo che con loro ho più cose in comune ed è più facile creare un rapporto.”
“Se mia moglie lo venisse a sapere mi lascerebbe” dice Andrew. “lei è molto tradizionalista e religiosa e non crede nell’omosessualità. Io la amo e vorrei avere con lei una specie di relazione libera, ma lei non sarebbe mai d’accordo.”
“Il fatto di incontrarmi con altri uomini non è qualcosa di cui io sono orgoglioso. Vorrei non sentire la necessità o la voglia di farlo, ma c’è qualcosa nello stare con un altro ragazzo che mi riaccende. Dopo che sono stato con un altro ragazzo mi sento molto più amabile e più felice quando sto in casa, e questo mi dà nuova vita.”
Comportamenti sessuali e percezione dell’orientamento sessuale
Jane Ward è Professore associato e vice direttore del Dipartimento di studi sul Genere e sulla Sessualità, e direttore del Programma di studi LGBIT dell’Università della California Riverside, e anche autrice del libro di successo: “Non Gay: Sesso tra uomini bianchi eterosessuali”.
“Possiamo imparare molto sulla fluidità sessuale e la diversità dagli uomini che vivono di nascosto. – dice la Ward – Alcuni uomini si identificano come bisessuali ma non dichiarano in pubblico i loro rapporti con gli uomini. Altri si identificano come totalmente eterosessuali e considerano il fatto di fare sesso con gli uomini come un hobby erotico, per così dire. Per loro è solo un mezzo occasionale per scaricarsi, ma non è certo una cosa sufficientemente significativa per influenzare il loro modo di intendere il loro orientamento sessuale.
La questione fondamentale è che la gente può farsi coinvolgere nelle stesse attività sessuali ma può dare a quelle cose i significati più diversi.
È questo processo di attribuzione di senso che alla fine conta quando di tratta di come le persone si identificano dal punto di vista sessuale.
Diversamente dagli animali, noi umani abbiamo la capacità di riflettere sulle nostre pratiche sessuali e su quello che esse significano nel determinare chi siamo e chi vogliamo essere.”
Condivido totalmente il giudizio di Jane Ward.
Un altro esempio significativo del valore del giudizio soggettivo sui comportamenti, al di là della loro oggettività, si può ritrovare nell’analisi del rapporto sesso gay-gioco sessuale etero, nel capitolo dedicato ala sessualità gay.
Fermiamoci ora ad analizzare le tre interviste. Uomini sposati (o che sono stati sposati e hanno comunque delle compagne) hanno rapporti sessuali con altri uomini. L’elemento comune è la non consapevolezza delle mogli o delle compagne, con l’eccezione di Andrew, che dice di non voler più vivere nelle menzogne. In tutti e tre i casi gli intervistati non considerano la relazione omosessuale un’alternativa al matrimonio, che essi non vogliono mettere in crisi, ma solo un diversivo sessuale, magari favorito dall’amicizia con persone anch’esse sposate che “sono sulla stessa barca”, o addirittura uno stimolo per riaccendere l’interesse eterosessuale quando questo tende a venire meno. Emerge chiaramente che la vita matrimoniale di questi uomini non è gratificante, che il dialogo con le mogli è di fatto inesistente ma che nonostante tutto il rapporto etero ha una sua stabilità dovuta soprattutto all’ambiente sociale, come si deduce dal fatto che questi uomini tendono a mantenere segrete le loro frequentazioni omosessuali e a conservare un rapporto matrimoniale formale anche quando all’interno della coppia manca la comunicazione anche su aspetti fondamentali della sessualità. Appare evidente che questi uomini sono legati al matrimonio e all’eterosessualità, tendono a sottolineare che non intendono in nessun modo diventare oggetto del desiderio sessuale di altri uomini e che non vedono i loro incontri sessuali con altri uomini come incontri d’amore, e addirittura considerano l’ipotesi di innamorarsi di un uomo come il maggiore dei rischi delle loro relazioni omosessuali, rischio che va evitato accuratamente. Questi uomini, nonostante i loro rapporti omosessuali, non si percepiscono affatto come gay, anzi tendono a non creare rapporti con singoli gay o con gay dichiarati e a stare con altri uomini sposati, ammettono al massimo una loro tendenza bisessuale, ma solo a livello sessuale. Nel capitolo dedicato alla sessualità gay avremo modo di parlare ampiamente degli etero curiosi, categoria nella quale gli uomini sposati che si percepiscono come etero e hanno rapporti omosessuali possono essere ricompresi. Come vedremo si tratta di un gruppo molto numeroso.
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=16&t=5677

sabato 3 marzo 2012

SULLA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA DELL'ORIENTAMENTO SESSUALE

Il test di Orientamento sessuale di Progetto Gay presuppone una lettura e una interpretazione quantitativa dei dati emergenti dal questionario. Per quanto si tratti si schematizzazioni, sono pur sempre schematizzazioni che tendono a rispettare gli stessi criteri di classificazione e di interpretazione che intervengono in un colloquio diretto.
Adottiamo quindi una scala di orientamento sessuale  0 (completamente etero) a 1 (completamente gay), graduata in centesimi.
La scala dell’orientamento sessuale [0;1] ha un significato importante nello studio del caso singolo. Se alle risposte significative in termini di orientamento sessuale si attribuisce un valore sulla scala [0;1], il loro valor medio potrà essere considerato l’orientamento medio e lo scarto quadratico medio dei valori potrà essere utilizzato come parametro di dispersione. Volendo rappresentare la densità di probabilità nell’intervallo [0;1] utilizzando solo questi due parametri si hanno due scelte possibili: la distribuzione Beta e la distribuzione normale,
La distribuzione Beta, limitata all’intervallo [0;1], è definita da due parametri α e β:



Il pratica si tratta di usare la funzione



divisa per il fattore



In modo da riportare ad 1 l’area sull’intervallo [0;1].

La media µ e lo scarto quadratico medio σ di una distribuzione Beta sono legate ai parametri α e β dalle formule



Si trova facilmente la distribuzione Beta avente scarto quadratico medio dato e media data, tuttavia sussistono problemi in merito al calcolo del fattore 



perché, quando α o β sono minori dell’unità, l’integrale numerico che si dovrebbe calcolare è improprio ma non solo,

Funzione di densità di probabilità
Funzione di densità di probabilità

la funzione agli estremi dell’intervallo o va a zero o tende ad infinito, esclusi tutti i valori intermedi, questa ultima osservazione porta ad eliminare la distribuzione Beta da quelle che possono essere scelte per rappresentare correttamente l’orientamento sessuale.

La scelta alternativa, nettamente migliore, consiste nell’adottare una distribuzione normale gaussiana riparametrata in modo che l’area nell’intervallo [0;1] sia unitaria. Partiamo dalla gaussiana pura



e riparametriamola in modo da avere area unitaria sull’intervallo [0;1] 
 


semplificando



Questa funzione ha media e deviazione standard µ e σ e non contiene integrali impropri, inoltre può assumere agli estremi qualsiasi valore, 0 escluso, ed ha area unitaria nell’intervallo [0;1], per questo si presta nel modo migliore a rappresentare l’orientamento sessuale “con due soli parametri”. Ovviamente la funzione è simmetrica rispetto al valor medio ed ha un significato di tipo orientativo. Una rappresentazione nettamente migliore, ma questa volta basata su un maggior numero di parametri, si ottiene suddividendo le domande del questionario in tre categorie (sessualità, affettività, socialità), con un numero di domande per ciascuna categoria che consenta di avere una significatività statistica per determinare una media e una deviazione standard attendibili (10 o12 domande).

La combinazione lineare di tre funzioni di distribuzione normale relative alle tre componenti studiate, con coefficienti fissi, che riflettano il peso medio della sessualità, dell’affettività e della socialità nella determinazione dell’orientamento sessuale complessivo (per esempio coefficiente 0.6 per la sessualità, 0.3 per l’affettività e 0.1 per la socialità) potrebbe fornire una rappresentazione a 6 parametri, con un limite di tre massimi possibili, la rappresentazione potrebbe poi assumere una evidenza “di colore” rappresentando per ogni ascissa tre tratti verticali uno di seguito all'altro di altezza corrispondente a ciascuna delle tre componenti, per esempio usando il rosso per la componente sessuale, il blu per la componente affettiva il  verde per quella sociale. In questo modo l'orientamento complessivo è visivamente scomposto nelle sue tre componenti.


Nella figura qui sopra è rappresentata una curva di orientamento sessuale con una componente sessuale molto forte in fona gay, con massimo intorno ad 80% gay, ma emerge anche un secondo picco in zona etero, intorno a 17% gay, determinato da una componente affettiva nettamente etero e da una forte componente sociale, concentrata anche essa in zona etero.

La figura seguente rappresenta invece una situazione in cui affettività e sessualità sono bene integrate, resta un picco di origine sociale in zona etero, ma decisamente molto meno significativo di quello emerso nel caso precedente.



In ogni caso i diagrammi precedenti, costruiti sulla base della teoria illustrata sopra mantengono un notevole livello di significatività e di immediatezza grafica, Progetto Gay quindi li adotterà come standard nello studio dell'orientamento sessuale.

venerdì 1 aprile 2011

TEST DI ORIENTAMENTO SESSUALE RIATTIVATO

TEST DI ORIENTAMENTO SESSUALE
INTERVISTE ONLINE SULLA SESSUALITÀ GAY
STATISTICHE SULLA SESSUALITÀ GAY

In questa pagina di “Progetto Gay”
potete trovare tre distinti servizi:
1) Le “Interviste online sulla sessualità gay”, articolate su 30 domande alle quali l’utente può rispondere in modo totalmente anonimo, senza limiti di lunghezza delle risposte. Per evitare che il servizio possa essere adoperato per altri fini (spam e pubblicità) l’inserimento dell’intervista nell’archivio accessibile al pubblico è subordinato alla moderazione da parte di Progetto Gay. Per evitare la duplicazione degli invii, la funzione di invio viene disabilitata per un periodo di tempo dopo il primo invio. Tutto il sito è accessibile e operativo in molte lingue, gli utenti possono leggere le interviste disponibili in archivio direttamente nella loro lingua, possono compilare nella loro lingua il questionario che sarà loro proposto nella loro lingua (con la sola limitazione che si tratti di una lingua che usa l’alfabeto latino come l’Inglese, il Francese, lo Spagnolo, il Portoghese, ecc.). Le funzioni di ricerca sono state progettate per un archivio di schede compilate in lingua italiana e quindi le ricerche, per coinvolgere la gran parte delle schede, devono essere basate su parole o parti di parole italiane. In caso si inserissero parole o parti di parole ad esempio in Inglese, la ricerca sarebbe limitata soltanto alle schede compilate in lingua inglese.
2) Il "Test di orientamento sessuale online", articolato su 67 domande con risposta a scelta. Il test è del tutto anonimo. La scheda, una volta inviata, è immediatamente inserita nell’archivio accessibile al pubblico. Anche in questo caso, per evitare la duplicazione degli invii, la funzione di invio viene disabilitata per un periodo di tempo dopo il primo invio. Dopo l'invio del modulo, il sistema elabora una risposta personalizzata e la presenta in una pagina speciale che contiene un’analisi delle risposte date dall’utente condotta sulla base delle esperienze maturate in Progetto Gay. I moduli contenenti le risposte al test vengono archiviati e costituiscono la base del sistema statistico di Progetto Gay. Chiunque può compilare il test, leggere la scheda personalizzata di risposta e leggere le altre schede presenti in archivio nella propria lingua e può anche usare le funzioni di ricerca e leggere i risultati nella propria lingua. Attualmente il sistema è ancora in costruzione e le risposte personalizzate si limitano all'analisi dei soli elementi indicativi dll'orientamento sessuale. Progetto Gay cercherà di arricchire gradualmente le risposte personalizzate allargando l'analisi anche ad altri aspetti del test. L’analisi personalizzata del test sarà accessibile anche sulla base del solo numero della scheda, per consentire agli utenti di ripetere il test in un secondo momento.
3) Le “Statistiche di Progetto Gay”, che consentono un’analisi dell’archivio dei Test di orientamento sessuale costruita sulla base di specifiche richieste inviate direttamente online al sistema da parte dell'utente. Ovviamente le analisi statistiche richiedono una base di dati adeguatamente ampia per avere un significato concreto. Le statistiche possono essere lette nella lingua scelta dall’utente.

mercoledì 13 ottobre 2010

SESSUALITA' GAY FRENETICA

Questo post è dedicato ad una particolare fase (la cosiddetta fase frenetica) del processo di accettazione della omosessualità da parte di ragazzi che si scoprono gay in età adulta (dopo l’adolescenza) oltre i 18/19 anni. Anche se su Progetto Gay sono stati già pubblicati diversi articoli concernenti questo argomento, può essere utile cercare di capire in modo più preciso di che cosa si tratta.
Come è noto, un 25/30% dei ragazzi che finiscono per riconoscersi definitivamente gay ha vissuto in precedenza, in modo più o meno convinto, una vita etero, il che significa che ha vissuto, almeno in una percentuale significativa dei casi, un’adolescenza tipicamente etero, spesso con un imprinting sessuale etero e con una sessualità masturbatoria esclusivamente etero. Per questi ragazzi la percezione della propria omosessualità arriva quando ormai hanno strutturato una sessualità adulta in chiave etero non solo a livello esterno e sociale ma spesso a livello di consuetudini sessuali consolidate (sessualità di coppia e masturbazione esclusivamente etero). Nella quasi totalità di casi, questi ragazzi provengono da ambienti in cui l’omofobia o almeno una forte spinta sociale alla eterosessualità è stata un elemento caratteristico di una educazione sessuale praticamente senza nessuna possibilità di scelta autonoma. Devo sottolineare che gli atteggiamenti familiari più pericolosi non si manifestano come repressione della omosessualità, che è argomento del tutto rimosso, ma come induzione dolce, cioè subliminale, non percepibile, alla eterosessualità.
Porto un esempio per essere più esplicito. Un ragazzo 23enne mi raccontò che quando aveva 15 anni la sua famiglia era andata in vacanza al mare con la famiglia di uno zio che aveva una figlia anche 15enne. Il ragazzo, che aveva assimilato del tutto passivamente, cioè senza nessuna esperienza concreta, i modelli di comportamento etero, compresa la masturbazione in chiave etero, non era però di fatto interessato alla cugina ma preferiva giocare a pallone con gli altri ragazzi sulla spiaggia con i quali parlava di sessualità etero anche se quei discorsi risultavano interessanti non perché si parlava di ragazze ma perché erano discorsi a sfondo sessuale condotti appunto con altri ragazzi in un clima quasi di complicità. I genitori è lo zio gli regalarono un battello gonfiabile a due posti e lo indussero ad usarlo per portare la cugina in giro sul mare. Il ragazzo, trovatosi solo con la cugina, ebbe con lei i primi contatti sessuali (imprinting sessuale etero), se ne sentì gratificato e la cosa è continuò. L’incoraggiamento delle due famiglie e una sessualità facile indussero questo ragazzo a ritenersi del tutto etero per diversi anni, ad avere tre ragazze e ad avere rapporti sessuali con tutte e tre. Solo all’età di 23 anni cominciò a riflettere sul fatto che aveva un amico importante e che stare col suo amico senza nessun contatto sessuale era per lui più gratificante che stare con la sua ragazza a avere rapporti sessuali con lei. Un giorno si trovò a parlare di sesso col suo amico, interpretò alcune reticenze dell’amico come una indiretta ammissione di omosessualità e si sentì sessualmente eccitato. Il discorso andò avanti, l’equivoco si chiarì, perché l’amico, che era etero, parlò di ragazze in modo tipicamente etero. Quel colloquio fu per il nostro ragazzo 23enne la scoperta della propria omosessualità.
Ma torniamo alla questione generale. A 18/19 anni, un ragazzo che si è sentito sempre gay ha una percezione piuttosto precisa di che cosa significhi essere gay, di quali siano i meccanismi e i rischi tipici dell’innamoramento gay, in buona sostanza è cresciuto con il suo essere gay, che ormai è maturo ed ha una dimensione solidamente affettiva. Un ragazzo 18/19enne, gay fin dall’origine, ha ormai nella grande maggioranza dei casi una maturità affettiva gay che lo mette al riparo da errori grossolani di valutazione. Per un gay che si scopre gay a 22/23 anni, dopo aver vissuto una vita etero le cose sono piuttosto diverse: manca del tutto la conoscenza e l’esperienza della vita gay, che non ha nulla a che vedere con i modelli mediatici ma ha molto a che vedere con la tutela assoluta della propria riservatezza, con la prudenza sia a livello sociale sia verso i ragazzi dei quali ci si può innamorare, ma, cosa ancora più significativa, quel ragazzo 22/23enne è portato a sopravvalutare la sessualità rispetto alla dimensione affettiva: avere esperienze è di fatto una esigenza molto più urgente che costruire una storia. Le pulsioni gay più direttamente sessuali che un ragazzo che si sente gay fin dall’inizio prova nella prima adolescenza, un ragazzo che si scopre gay a 22/23 anni le prova nettamente più tardi. Nella prima adolescenza c’è il timore del mondo circostante e c’è di solito una dose non piccola di prudenza, a 22/23 anni si ha l’impressione che le pulsioni che si provano e che finalmente non provocano più sensi di colpa possano essere realizzate facilmente. È la fase dell’ “adesso mi sono accettato” come se l’accettazione a livello personale della omosessualità preludesse in modo automatico alla realizzazione di una vita di coppia pienamente soddisfacente. È qui che comincia la fase frenetica. La totale assenza di conoscenza della realtà gay porta un ragazzo in fase frenetica a considerare automaticamente gay tutte le cose che gli appaiono con quell’etichetta. Essere gay viene identificato non con il costruire una storia di affetto vero con un ragazzo ma col realizzare un contatto sessuale in tempi rapidi e attraverso i canali che si considerano tipicamente gay come le chat erotiche e i siti di incontri. E qui cominciano i rischi della fase frenetica, il primo è quello dell’aids che non deve mai essere sottovalutato e che spesso lo è in modo del tutto irresponsabile. Le chat erotiche e i siti di incontri sono luoghi in cui la quasi totalità dei frequentatori entra per cercare sesso facile, si tratta di persone che hanno molti partner e quindi ad alto rischio. Ma al di là del rischio aids se ne deve registrare un altro di tipo psicologico, legato al fatto che si finisce di fatto per identificare la realtà gay con quello che si trova nei siti di incontri e nelle chat erotiche, cosa del tutto lontana dalla realtà. Un ragazzo in fase frenetica non cerca un amore ma un’esperienza, non ha pazienza, non è prudente come i gay che sono stati sempre gay, tende invece a buttarsi facilmente nella mischia, a parlare d’amore anche di fonte a cose che con l’amore non hanno nulla a che vedere, tende a cercare il ragazzo ideale dove è assolutamente improbabile che possa trovarlo. Sottolineo che la volontà di fare esperienze appare nella grande maggioranza dei casi coperta da dichiarazioni di principio in termini di prudenza e di buoni sentimenti. La pulsione a provare è talmente forte che il ragazzo si autoinganna, non ammetterà mai di cercare sesso perché si sentirebbe squalificato, ma dirà “io ci voglio solo parlare”, “non è il sesso che mi interessa” ecc. ecc.. Un ulteriore rischio della fase frenetica è che si entri nei giri di frequentatori di locali di chat e di siti di incontri e che di fatto non se ne esca più. Quando è nella fase frenetica un ragazzo è particolarmente disponibile alla seduzione, si fa portare facilmente dalle belle parole dell’altro e finisce per seguirlo e quasi per diventarne dipendente, tipica è l’espressione: “non posso dirgli di no”. Dopo la prima delusione non segue un risveglio dalla primitiva illusione ma si passa ad una nuova illusione rimanendo sempre nello stesso ambiente. Perché si arrivi ad una presa di coscienza ci vogliono 6/12 mesi in cui si collezionano delusioni o piccole soddisfazioni che aiutano a ridimensionare e a ridisegnare del tutto il proprio essere gay.  Un’altra caratteristica spesso presente tra i ragazzi in fase frenetica è la frenesia del coming out, considerato un dovere quasi sacro che porterà un gay a vedersi accettato in famiglia, dagli amici e sul porto di lavoro. Non è un caso che i sostenitori del coming out come elemento essenziale dell’essere gay siano più numerosi tra i ragazzi che hanno avuto in precedenza una vita etero. La sottovalutazione del rischio del coming out porta parecchi ragazzi in situazioni difficili che essi poi attribuiscono genericamente all’essere gay mentre dipendono dall’esserlo in modo imprudente e sostanzialmente poco attento alla realtà circostante. Siccome tutti i modelli mediatici, a partire dalla pornografia, puntano sulla sessualità e non sull’affettività, per un ragazzo che arriva alla coscienza della propria omosessualità a 22/23 anni è molto difficile rendersi conto che l’omosessualità non è una questione di pratiche sessuali ma di sentimenti e che la soddisfazione più profonda di una ragazzo gay sta nell’amare un altro ragazzo e nel sentirsene riamato. Il superamento della fase frenetica, che è di fatto un’adolescenza gay ritardata, consiste proprio nel passaggio da una concezione tipicamente sessuale dell’essere gay ad una dimensione realmente affettiva.
Che cosa può aiutare un ragazzo ad uscire dalla fase frenetica più in fretta e senza danni? La risposta almeno in linea di principio è semplice: sono da considerare positive e utili tutte le circostanze che aiutano il ragazzo capire che cosa significa veramente essere gay. In questo senso, un forum come Progetto Gay può avere certamente una funzione come sono importantissimi i contatti, non con finalità sessuali, con altri ragazzi gay, che aiutino a capre ciò che la vita di un ragazzo gay è veramente e allontanino da modelli del tutto irrealistici. Socializzare, interagire con altri ragazzi, discutere con loro seriemente aiuta a superare le visioni mitiche, in positivo o in negativo, della realtà gay e a farsi un’idea più matura dell’essere gay. La fase frenetica, all’inizio è dominata da pulsioni molto forti ma con l’andare dei mesi la fase di passaggio al omosessualità si supera e si recupera una serenità di fondo caratteristica della vita gay adulta.
Va sottolineato che la fase frenetica in diversi casi è accompagnata anche da una permanente sessualità etero che potrebbe essere recessiva (bisessualità di passaggio) ma potrebbe anche preludere a una qualche forma di bisessualità stabile. La sessualità etero, in questi casi, è vissuta in modo limitato e con molti sensi di colpa mentre quella gay segue il tipico sviluppo frenetico.
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

venerdì 12 marzo 2010

INDICATORI DI ORIENTAMENTO SESSUALE


PROGETTO GAY



Gadgets powered by Googl

Nella tabella sopra riportata si analizzano i dati emersi dal test di autovalutazione dell'orientamento sessuale di Progetto Gay.
Il test di autovalutazione dell'orientamento sessuale si compone di:
A) Modulo intervista, per partecipare, ovviamente del tutto anonimo.
B) Scheda personale contenente l'esame dei risultati dell'ultimo modulo trasmesso (in cui, dopo aver inviato il modulo di partecipazione potete leggere l'analisi delle vostre risposte previo refresh).
C) Foglio Excel comprendente tutte le risposte pervenute.
D) Analisi statistica dei dati.
I dati ripostati in grafico, riguardano quattro indicatori di orientamento sessuale. Le risposte possibili, graduate in una scala da 1 a 14 (1 = totalmente gay; 14 = totalmente etero), nel modo seguente:

1) OSP = Orientamento Sessuale Percepito (corrispondente alla domanda: "qual è il tuo orientamento sessuale?")

  • 1 Mi sono sentito sempre gay fin dall’inizio
  • 2 All’inizio ho avuto anche una fase etero ma ora mi sento nettamente gay
  • 3 Mi sento gay, ma ogni tanto avverto anche pulsioni etero
  • 4 Mi sento gay ma le ragazze non mi sono sessualmente indifferenti
  • 5 Mi sento bisessuale con una forte prevalenza gay
  • 6 Mi sento bisessuale con una lieve prevalenza gay
  • 7 Mi sento bisessuale senza un particolare orientamento gay o etero
  • 8 Mi sono sentito o pienamente etero o pienamente gay a seconda dei periodi
  • 9 Mi sento bisessuale con una live prevalenza etero
  • 10 Mi sento bisessuale con una forte prevalenza etero
  • 11 Mi sento etero, ma i ragazzi non mi sono sessualmente indifferenti
  • 12 Mi sento etero, ma ogni tanto avverto anche pulsioni gay
  • 13 All’inizio ho avuto anche una fase gay ma ora mi sento nettamente etero
  • 14 Mi sono sentito sempre etero fin dall’inizio
2) OAP = Orientamento Affettivo Percepito (corrispondente alla domanda: "di chi ti innamori?")

  • 1 Tendo ad innamorarmi solo di ragazzi
  • 2 All’inizio mi sono innamorato di ragazze ma ora tendo ad innamorarmi solo di ragazzi
  • 3 Tendo ad innamorarmi solo di ragazzi ma penso che di qualche ragazza potrei anche innamorarmi
  • 4 Tendo ad innamorarmi solo di ragazzi ma con certe ragazze sto proprio benissimo
  • 5 Tendo ad innamorarmi quasi esclusivamente di ragazzi ma anche di qualche ragazza
  • 6 Tendo ad innamorarmi sia di ragazzi che di ragazze, forse più di ragazzi
  • 7 Tendo ad innamorarmi indifferentemente di ragazzi e ragazze
  • 8 Tendo ad innamorarmi indifferentemente di ragazzi e ragazze a seconda dei periodi
  • 9 Tendo ad innamorarmi sia di ragazzi che di ragazze, forse più di ragazze
  • 10 Tendo ad innamorarmi quasi esclusivamente di ragazze ma anche di qualche ragazzo
  • 11 Tendo ad innamorarmi solo di ragazze ma con certi ragazzi sto proprio benissimo
  • 12 Tendo ad innamorarmi solo di ragazze ma penso che di qualche ragazzo potrei anche innamorarmi
  • 13 All’inizio mi sono innamorato di ragazzi ma ora tendo ad innamorarmi solo di ragazze
  • 14 Tendo ad innamorarmi solo di ragazze
3) OSM= Orientamento sessuale della masturbazione (corrispondente alla domanda "con quali fantasie sessuali ti masturbi?")

  • 1 Mi masturbo solo con fantasie gay
  • 2 All’inizio mi masturbavo con fantasie etero ma ora lo faccio solo con fantasie gay
  • 3 Mi masturbo solo con fantasie gay, ogni tanto ho anche fantasie etero ma non collegate alla masturbazione
  • 4 Mi masturbo con fantasie gay ma penso che riuscirei a farlo anche pensando a qualche ragazza
  • 5 Mi masturbo quasi esclusivamente con fantasie gay, ma molto raramente anche pensando a qualche ragazza
  • 6 Mi masturbo prevalentemente con fantasie gay ma qualche volta anche pensando alle ragazze
  • 7 Mi masturbo indifferentemente sia pensando ai ragazzi che alle ragazze
  • 8 Mi masturbo pensando ai ragazzi o alle ragazze a seconda dei periodi
  • 9 Mi masturbo prevalentemente con fantasie etero ma qualche volta anche pensando ai ragazzi
  • 10 Mi masturbo quasi esclusivamente con fantasie etero, ma molto raramente anche pensando a qualche ragazzo
  • 11 Mi masturbo con fantasie etero ma penso che riuscirei a farlo anche pensando a qualche ragazzo
  • 12 Mi masturbo solo con fantasie etero, ogni tanto ho anche fantasie gay ma non collegate alla masturbazione
  • 13 All’inizio mi masturbavo con fantasie gay ma ora lo faccio solo con fantasie etero
  • 14 Mi masturbo solo con fantasie etero
4) SEC= Sessualità Effettiva di Coppia (corrispondente alla domanda: "con chi hai rapporti sessuali?")

  • 0 Non ho mai avuto rapporti sessuali
  • 1 Ho avuto rapporti sessuali esclusivamente con ragazzi
  • 2 All’inizio ho avuto rapporti sessuali con ragazze ma ora ho rapporti esclusivamente con ragazzi
  • 3 Ho rapporti sessuali esclusivamente con ragazzi nonostante qualche fantasia etero
  • 4 Ho rapporti sessuali esclusivamente con ragazzi ma sono attratto anche dalle ragazze
  • 5 Ho rapporti sessuali quasi esclusivamente con ragazzi ma qualche volta anche con ragazze
  • 6 Ho rapporti sessuali soprattutto con ragazzi ma anche con ragazze
  • 7 Ho rapporti sessuali indifferentemente con ragazzi e ragazze
  • 8 Ho rapporti sessuali indifferentemente con ragazzi e ragazze a seconda dei periodi
  • 9 Ho rapporti sessuali soprattutto con ragazze ma anche con ragazzi
  • 10 Ho rapporti sessuali quasi esclusivamente con ragazze ma qualche volta anche con ragazzi
  • 11 Ho rapporti sessuali esclusivamente con ragazze ma sono attratto anche dai ragazzi
  • 12 Ho rapporti sessuali esclusivamente con ragazze nonostante qualche fantasia gay
  • 13 All’inizio ho avuto rapporti sessuali con ragazzi ma ora ho rapporti esclusivamente con ragazze
  • 14 Ho avuto rapporti sessuali esclusivamente con ragazze
I dati sono ordinati sulla base di chiavi successive:
A) ORIENTAMENTO SESSUALE PERCEPITO (variabilità 1-14)
B) ORIENTAMENTO AFFETTIVO PERCEPITO (variabilità 21-34, valori aumentati di 20 per differenziarli graficamente da quelli di altri indicatori, evitando sovrapposizioni)
C) ORIENTAMENTO SESSUALE DELLA MASTURBAZIONE (variabilità 41-54, valori aumentati di 40 per differenziarli graficamente da quelli di altri indicatori, evitando sovrapposizioni)
D) SESSUALITA' EFFETTIVA DO COPPIA (variabilità 61-74, valori aumentati di 60 per differenziarli graficamente da quelli di altri indicatori, evitando sovrapposizioni)
In ascissa c'è il numero progressivo della questionario che compone il campione, da 1 a 104.
La linea più in basso, è a tratti, ciascuno dei tratti a più o meno lungo a seconda del numero degli intervistati che hanno dichiarato di appartenere a quel livello della scala gay=>etero (1=>14).
La distribuzione relativa alla sessualità effettiva di coppia presenta numerosi punto sulla linea 60, questi punti rappresentano le persone che non hanno mai avuto rapporti sessuali.
Le quattro distribuzioni sono simili, perché è facile prevedere che chi si ritiene gay abbia una sessualità di coppia gay, abbia fantasie masturbatorie gay e si innamori di ragazzi e non di ragazze.
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Se volete commentare questi dati, potete farlo direttamente sul blog oppure sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=35&t=578&start=0

sabato 6 marzo 2010

GAY O NON GAY QUESTO E' IL DILEMMA

Ciao projet. sono passato di qua molte volte ma non ho mai trovato il coraggio di scriverti, anche perché sono ancora molto incerto e non riesco proprio... è una cosa più forte di me che non riesco a dire a nessuno e per me è la prima volta parlare così apertamente di ciò che in realtà non so di essere. Per questo mi rivolgo a te visto che hai (da quanto ho visto) una certa esperienza in questo ambito. Il mio è un pensiero non fisso, ma il cui sol pensiero mi fa stare male. Oggi ho letto alcuni post da te aggiunti (visto che non venivo qui da più di due mesi!) e vedevo dentro di me che c'era qualcosa che non andava, che leggendo il tutto sentivo un profondo peso, un qualcosa veramente di straziante!! Cerco perciò di aiutarti, sperando che te possa riuscire a capirmi e a farmi capire quello che sono veramente.
Fin da piccolo non posso negare che avevo un certo "prediletto" per i ragazzini è molto spesso quello che era il mio stesso sesso mi attirava molto. Ma in realtà dentro di me hanno convissuto sempre due anime che non hanno trovato ancora pace e nessuna di entrambe è riuscita (purtroppo!) a prevalere sull'altra. Ma nel frattempo che mi piacevano i lui avevo anche un certo attaccamento verso le lei!! Il mio primo bacio voluto (se così si può chiamare) l'ho ricevuto all'età di 6 anni da un bambino che appena ne aveva 4, ma quel bambino rimarrà per sempre nel mio cuore da quel momento. Nel frattempo però mi piaceva una mia compagna d'asilo con la quale dicevo di esser fidanzato e mi piaceva da impazzire, anche se di lei adesso non rimangono che ricordi. Comunque col tempo si cresce e nella mia vita ci sono state sempre donne: donne (bambine) a destra, bambine a sinistra che mi volevano, che impazzivano per me, mi volevano sposare (in poche parole la mia vita era circondata da femmine!) e mia madre mi faceva sempre "devi stare attento quando sarai più grande", ma io le rispondevo sempre: "mamma... io non mi sposerò mai!". Mi ero fatto una promessa con me stesso (e il signoruzzo davanti!): PROMETTITI CHE NON TI SPOSERAI MAI, PROMESSO!! Comunque questo è solo un inizio. A me piacevano molte ragazzine, ma anche ragazzini e in realtà a quell'età non capivo... Questo fino alle medie, quando tutto cambia: mi accorgo di avere qualcosa che non va, qualcosa di "diverso" rispetto agli altri e forse anche data la mia "bellezza" (anche se io non mi ci sono mai sentito) tutti mi prendevano in giro, perché ero troppo carino per essere un ragazzo: "troppo perfetto per esser un ragazzo"!?! Ed io pensavo: "ma infatti io non sono perfetto, ho un difetto che nessuno scoprirà...". Quindi "onorati" di ricevere questa mia prima confessione assoluta!! Comunque quel bambino a cui ho dato il mio primo bacio diventerà parte della mia vita, uscivamo, giocavamo insieme e... CI PROVAVA CON ME!!!, ed io non capivo perché, perché se sono un ragazzo?!? Poi quando ero più piccolo una storia analoga m'era già successa e mi sembrava "normale" che i ragazzini facessero questo. Arriva però il periodo più brutto della mia vita: le superiori! I primi anni sono stati un vero inferno!?! Non capivo perché mi prendevano in giro e dicevano cose di me che io stesso assolutamente non pensavo! Comunque passo la mia vita in un vero inferno e ho sempre pensato di stroncarmi, ma non so quale santo, o meglio quale "Freak Of Nature" mi ha salvato e la ringrazierò per sempre di questo. Arriva internet anche a casa mia e li inizia la mia girata per il mondo, per capire come effettivamente "girasse" il mondo e rimando sbalordito perché quello che pensavo io era effettivamente vero: ero come mi dicevano gli altri?? E questa è stata una bruttissima notizia per me, perché pensavo sempre di essere normale, anche perché mi piacevano le ragazze, però i ragazzi mi attizzavano molto. Ho avuto molte storie con ragazzE e tutte si sono concluse con esito negativo (ma per mia volontà!), l'ultima qualche settimana fa, quando ho scoperto il vero è proprio piacere... il più bel piacere che secondo me un uomo possa trovare, cioè mi sono masturbato per la prima volta alla modica età di 20 anni!! Infatti sono rimasto impressionato, anche perché solo prima me ne venivo solo nel sonno, quindi io aspettavo sempre la sera che per me era il momento più bello e la mattina mi svegliavo con qualche bagnatina in più, ma per me erano delle sensazioni bellissime!! Comunque meglio che giungo al sodo: non riesco proprio a capire se sono etero, omo o bisex, perché a me piacciono da impazzire sia le ragazze, ma anche i ragazzi, ma in realtà con loro non sono arrivato mai a certi punti, anche perché o non volevo o mi faceva paura, una paura da sentirsi male e di non sapere... Comunque per adesso ho trovato solo conferma nella mia "famosa" promessa, cioè che non mi sposerò mai, ma per il resto?? Ti chiedo semplicemente di riuscire a farmi uscire da questo "buco nero" da cui non riesco ad uscire. Grazie di tutto e ti chiedo momentaneamente di non pubblicare nulla di mio. Grazie e spero di sentirti al più presto!
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Ciao,
ho letto la tua mail che merita una risposta seria e mi sono messo subito a scrivere anche se prima di poterti dare una risposta veramente pertinente ci sarebbe bisogno di conoscere la situazione più da vicino. Ti do comunque atto di aver avuto un notevolissimo coraggio a scrivere una mail come quella che mi hai mandato. È probabile che tu abbia avuto un’infanzia profondamente condizionata, senza veri punti di riferimento adulti che potessero essere dei modelli credibili e soprattutto delle fonti consultabili per tutti i problemi connessi alla sessualità che un ragazzo che cresce può incontrare. Una questione fondamentale è quella connessa alla scoperta della masturbazione a 20 anni, che non è una cosa comune. Partiamo da un presupposto: l’adolescenza è intesa comunemente come quel periodo nel quale avviene lo sviluppo sessuale fisico, per i ragazzi lo sviluppo dei testicoli e del pene che arrivano più o meno alle dimensioni dell’adulto, questo sviluppo e che è accompagnato da modificazioni ormonali profonde. Ma in realtà, dire che nell’adolescenza comincia l’attività sessuale significa anche che a livello psicologico nell’adolescenza si va strutturando la sessualità adulta ossia prendono forma i desideri che poi saranno quelli tipici dell’età adulta. Poiché a quell’età non è concretamente possibile esercitare una sessualità di coppia, lo sviluppo sessuale è realizzato attraverso la masturbazione, che è un modo di sperimentare la propria reattività sessuale polarizzandola su alcuni contenuti specifici. È in questa fase che matura l’orientamento sessuale. Tieni presente che l’orientamento sessuale di un ragazzo non si manifesta nei suoi comportamenti sessuali di coppia, che possono essere condizionati da mille cose, ma nella masturbazione, nella quale la sessualità di un ragazzo si esprime in modo libero. Ti dico subito che mi è capitato altre volte di parlare con ragazzi che avevano cominciato a masturbarsi tardi, anche oltre il 20 anni, 22, 23 e anche di più. Questi ragazzi hanno vissuto un’adolescenza cui è mancata lì esperienza della masturbazione e quindi è mancato un supporto importante per la definizione dell’orientamento sessuale e della sessualità individuale. Questi ragazzi in genere non individuano in modo troppo netto l’oggetto del loro interesse sessuale perché questa individuazione avviene in genere proprio tramite la masturbazione. Ti faccio un esempio. Se un ragazzo sta benissimo sia con un ragazzo che con una ragazza ma si masturba pensando esclusivamente alla ragazza è etero e l’amico è solo un amico, se invece il ragazzo si masturba pensando al suo amico, anche se magari fa sesso con la ragazza, è da considerare comunque gay, perché la sua sessualità libera è orientata in quella direzione. Chiaramente questo criterio distintivo viene meno quando non si pratica la masturbazione e l’orientamento risulta almeno apparentemente incerto. La scoperta tardiva della masturbazione può essere riportata a due ordini di cause. In molti casi un adolescente non arriva a scoprire la masturbazione anche se ne ha sentito parlare dagli altri perché ha dei problemi fisici dei genitali che renderebbero la masturbazione dolorosa, tipico è il caso dell’ipersensibilità del glande, ossia della condizione per cui il glande scoperto fa male anche solo quando ci va sopra una goccia d’acqua della doccia, altra situazione non altrettanto condizionante può essere il frenulo corto, mentre altre condizioni, come la fimosi, cioè l’impossibilità di scoprire il glande, non impedisce la masturbazione. Oltre le cause fisiche esistono poi quelle di tipo psicologico, legate essenzialmente a forme di educazione repressiva con il tabù della sessualità o ad episodi a sfondo sessuale in cui la sessualità del ragazzo è oggetto di scherno. I ragazzi che scoprono tardi la masturbazione vanno incontro ad un periodo di maturazione psicologica della sessualità detto adolescenza ritardata. Si tratta ormai non di adolescenti ma di adulti che vivono però in età adulta le esperienze adolescenziali tipiche della masturbazione. Tra i ragazzi che sono arrivati tardi alla masturbazione per ragioni fisiche e quelli che sono stati pesantemente condizionati a livello psicologico c’è une certa differenza. I primi, superato il problema fisico (la masturbazione aiuta a superare il problema dell’ipersensibilità del glande) in tempi relativamente brevi (un anno o poco più), riescono a ridefinire o a sottolineare il loro orientamento sessuale proprio in base alle fantasie della masturbazione, per gli altri ragazzi la strada è un po’ più complicata, subentrano sensi di colpa rispetto alle attività sessuali di qualsiasi tipo e in specie alla masturbazione, si vedono tentativi di rimozione totale della sessualità, che viene tendenzialmente sublimata in varie direzioni (religione, studio, sport) e soprattutto subentra l’idea ricorrente di dover definire subito il proprio orientamento sessuale in termini di aut aut: o gay o etero. In realtà l’unica cosa che ha senso è non forzare i tempi e fare capire a questi ragazzi che devono lasciare libera la loro sessualità di manifestarsi e di orientasi in modo naturale, sottolineando che, qualsiasi essa sia, la sessualità di un individuo è una parte nobile e profonda della coscienza individuale. Il maggiore problema nello strutturare la sessualità in età adulta è dato dai condizionamenti esterni che un ragazzo che si masturba in età adolescenziale non prova affatto. Per un ragazzo giovanissimo la masturbazione, una volta scoperta, è un elemento di libertà che è molto più forte di qualunque tentativo di reprimerla. Quindi una cosa ti raccomando prima di ogni altra: vivi la sessualità in modo sereno, la masturbazione non è affatto una banalità, ti aiuta a capirti e ad esplorare la tua sessualità ed è una cosa importantissima. Non correre avanti, non cercare subito chiarezza o risposte definitive, lascia libera la tua sessualità e starai molto meglio con te stesso e con gli altri e non aver paura di nulla, che tu sia etero, gay o bisex hai comunque una vita da costruire anche a livello affettivo e sessuale e una felicità da realizzare. Un gay può essere un ottimo ragazzo e può essere felice come può esserlo un etero o un bisex. La prima cosa da fare e mettere la paura fuori della porta e accettarsi per quello che si è, piano piano, senza fretta e con la certezza di fondo che la tua libertà conta più di ogni altra cosa.
Un abbraccio.
Project

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