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mercoledì 25 maggio 2011

NON SO SE SONO GAY O CHE ALTRO SONO

Ciao Project,
sono arrivato sul tuo forum da google e mi sono fermato a leggere. È vero che ero in internet per cercare contenuti gay. Francamente non lo avevo mai considerato un fatto importante. Ho 24 anni, non sono proprio di primo pelo e in campo etero ho una certa esperienza, però forse in me un filino di gay c’è stato sempre. Mi innamoro delle ragazze, mi piacciono proprio sessualmente, o meglio, mi piacciono sessualmente ma non me ne innamoro in senso veramente profondo, diciamo che ci sto bene ma ci sto bene perché hanno il significato di un interesse sessuale, di uno sfogo. Le ragazze d’altra parte non mi sono mai mancate, non ho mai capito perché si innamorano di me, io le tratto bene, capita anche che si faccia sesso, ma non mi capita di pensare a una ragazza come a una persona con la quale voler passare la vita. Ho detto che probabilmente in me c’è anche un filino di gay perché invece con certi ragazzi, direi proprio pochissimi, però è successo, mi capitava di desiderare la loro presenza, paradossalmente di preferire la loro compagnia semplice al fatto di passare la notte con una ragazza. Questa cosa la vivo da quando avevo 14/15 anni e qualche volta mi ha fatto pensare. Ho sempre avuto pochissimi amici veri ma con loro avevo un rapporto assolutamente unico, o almeno io lo vivevo così, c’era complicità maschile e mi piaceva molto. Poi, certo, se loro potevano scegliere se stare con me o stare con la ragazza preferivano stare con la ragazza, per me non era la stessa cosa. Altra cosa: la masturbazione. Direi quasi sempre etero, ma quasi, non sempre, questo in pratica dall’inizio ma non l’ho mai considerato un problema. Una cosa invece mi ha fatto pensare, specialmente in questi ultimi tempi, i miei sogni erotici sono solo gay. Non faccio sogni erotici molto spesso, ma diciamo che una volta al mese capita. In pratica sono sempre a sfondo gay e sono travolgenti, molto di più dei rapporti sessuali veri con le ragazze. Scusa l’espressione ma in sogno mi eccito moltissimo e vengo senza nemmeno bisogno di toccarmi, con le ragazze ho bisogno di una stimolazione molto intensa quasi sempre autoprodotta (hai capito). Che significa tutto questo? Che sono un gay represso? Francamente non saprei che cosa dire perché dalle ragazze sono attratto eccome e quasi tutta la mia masturbazione è rivolta alle ragazze (accidenti a quel quasi). Poi c’è un altro problema per il quale ho pensato di scrivere a te e cioè che io di queste cose non posso parlare con nessuno, con gli amici etero non è proprio il caso, con un ragazzo gay che conosco è rischioso perché proprio non vorrei che si illudesse, il mio tipo non è lui, quindi la mia fantasia me la tengo per me. Figuriamoci se posso fare un discorso del genere a una ragazza! Come sono capitato sul tuo forum veramente? Lo puoi immaginare: cercando un po’ di cose gay per eccitarmi. Anche qui c’è una cosa strana, preferisco leggere piuttosto che guardare, leggere un racconto erotico, ma ho bisogno di un racconto che sia erotico in senso molto dolce, che mi permetta di innamorarmi del protagonista. Le cose tutto sesso non mi sono mai piaciute. Arrivo sul tuo forum e comincio a leggere. Anche qui l’impressione è strana, non ho l’impressione che quello che leggo appartenga realmente alla mia identità, però non poso negare che ho letto molto e che incontrare dei ragazzi come quelli di cui ho letto le storie mi piacerebbe moltissimo. Perché se ho questi interessi gay non sono, cioè non mi sento, veramente gay? Non mi sconvolgerebbe affatto, ma io continuo quasi sempre a pensare sessualmente alle ragazze anche se la cosa mi soddisfa solo da un punto di vista diciamo così tecnico. Ho letto che tanti ragazzi prima si credono bisex e poi si accettano come gay ma il fato è che io non mi sento gay e nemmeno bisex, se mi ci sentissi mi starebbe bene, senza problemi, ma proprio non mi ci sento. E se sono etero, perché questo filino gay me lo porto sempre appresso? Sono bisex? Però ho letto che in genere i ragazzi che dividono sesso e affettività vivono il sesso in chiave gay e l’affettività con le ragazze, a me succede esattamente il contrario. Sono strano? Perché non riesco a riconoscermi in nessuna delle situazioni di cui parla il forum? Francamente non so che pensare. Se non ti do troppo fastidio, mi piacerebbe parlare un po’ con te. Non sono preoccupato ma così per chiarirmi un po’ le idee. Il mio contatto è [omissis].
Ciao Project, spero di poter parlare presto con te. Comunque non avevo mai trovato cose come progetto gay in internet, hai fatto un lavoro che penso sia utilissimo.
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

venerdì 1 aprile 2011

TEST DI ORIENTAMENTO SESSUALE RIATTIVATO

TEST DI ORIENTAMENTO SESSUALE
INTERVISTE ONLINE SULLA SESSUALITÀ GAY
STATISTICHE SULLA SESSUALITÀ GAY

In questa pagina di “Progetto Gay”
potete trovare tre distinti servizi:
1) Le “Interviste online sulla sessualità gay”, articolate su 30 domande alle quali l’utente può rispondere in modo totalmente anonimo, senza limiti di lunghezza delle risposte. Per evitare che il servizio possa essere adoperato per altri fini (spam e pubblicità) l’inserimento dell’intervista nell’archivio accessibile al pubblico è subordinato alla moderazione da parte di Progetto Gay. Per evitare la duplicazione degli invii, la funzione di invio viene disabilitata per un periodo di tempo dopo il primo invio. Tutto il sito è accessibile e operativo in molte lingue, gli utenti possono leggere le interviste disponibili in archivio direttamente nella loro lingua, possono compilare nella loro lingua il questionario che sarà loro proposto nella loro lingua (con la sola limitazione che si tratti di una lingua che usa l’alfabeto latino come l’Inglese, il Francese, lo Spagnolo, il Portoghese, ecc.). Le funzioni di ricerca sono state progettate per un archivio di schede compilate in lingua italiana e quindi le ricerche, per coinvolgere la gran parte delle schede, devono essere basate su parole o parti di parole italiane. In caso si inserissero parole o parti di parole ad esempio in Inglese, la ricerca sarebbe limitata soltanto alle schede compilate in lingua inglese.
2) Il "Test di orientamento sessuale online", articolato su 67 domande con risposta a scelta. Il test è del tutto anonimo. La scheda, una volta inviata, è immediatamente inserita nell’archivio accessibile al pubblico. Anche in questo caso, per evitare la duplicazione degli invii, la funzione di invio viene disabilitata per un periodo di tempo dopo il primo invio. Dopo l'invio del modulo, il sistema elabora una risposta personalizzata e la presenta in una pagina speciale che contiene un’analisi delle risposte date dall’utente condotta sulla base delle esperienze maturate in Progetto Gay. I moduli contenenti le risposte al test vengono archiviati e costituiscono la base del sistema statistico di Progetto Gay. Chiunque può compilare il test, leggere la scheda personalizzata di risposta e leggere le altre schede presenti in archivio nella propria lingua e può anche usare le funzioni di ricerca e leggere i risultati nella propria lingua. Attualmente il sistema è ancora in costruzione e le risposte personalizzate si limitano all'analisi dei soli elementi indicativi dll'orientamento sessuale. Progetto Gay cercherà di arricchire gradualmente le risposte personalizzate allargando l'analisi anche ad altri aspetti del test. L’analisi personalizzata del test sarà accessibile anche sulla base del solo numero della scheda, per consentire agli utenti di ripetere il test in un secondo momento.
3) Le “Statistiche di Progetto Gay”, che consentono un’analisi dell’archivio dei Test di orientamento sessuale costruita sulla base di specifiche richieste inviate direttamente online al sistema da parte dell'utente. Ovviamente le analisi statistiche richiedono una base di dati adeguatamente ampia per avere un significato concreto. Le statistiche possono essere lette nella lingua scelta dall’utente.

venerdì 24 dicembre 2010

OMOSESSUALITA' LATENTE

Questo post è la risposta ad un messaggio comparso sul guest book di Progetto Gay.
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Età 41-45.  Salve, vorrei capire di più sull'omosessualità latente e come può rivelarsi.
Mio marito, 43 anni, si sarebbe scoperto recentemente bisessuale ma la costante mutevolezza ed incertezza delle sue scelte culturali e professionali, il suo attaccamento a me (anche sessuale, per anni, ed appassionato) l'involontario ed occasionale interesse estetico per altre donne, la coincidenza, inoltre, del suo outing in concomitanza con l'evidente necessità di assumersi impegni più maturi rispetto ad un passato in cui solo io mi sono fatta carico del progetto di vita comune coinvolgendolo sempre, il suo inseguirmi quando mi allontanavo, mi lasciano molto perplessa. Io rispetterei, dolorosamente, la sua scelta, se potessi credere che è ineluttabile ma sospetto un pretesto semi-consapevole.
Il nostro ambiente è sempre stato libero ed aperto, abbiamo sempre frequentato amici gay, il nostro dialogo era profondo e non aveva motivo di celarsi per quasi un ventennio. Vi sarei molto grata per un'opinione.
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Proverò a risponderti sulla base dell’esperienza maturata nel Progetto, utilizzando una documentazione autentica, costituita da brani di e-mail che sono stato autorizzato a pubblicare.
Partiamo con una premessa. Intanto con l’espressione “omosessualità latente” si intende una omosessualità della quale non si ha consapevolezza. Non si tratta di omosessualità repressa consapevolmente ma di una realtà che opera al di sotto dei livelli di coscienza e che si manifesta attraverso una serie di fenomeni che vengono interpretati da chi li osserva in sé stesso sulla base di categorie del tutto estranee alla omosessualità.

Passiamo all’esame della prima mail che ho ricevuto da un 43enne che chiameremo Marco.

“Ciao Project, vorrei chiederti un parere su alcune questioni che da qualche tempo mi danno da pensare. Devo fare una premessa necessaria, sono un uomo sposato e ho una figlia di quasi 19 anni, sono sempre stato etero, le ragazze mi hanno sempre cercato e stare con loro mi piaceva e molto, purtroppo certe volte sono proprio stressato e forse c’è un po’ di ansia di prestazione, per cui qualche volta vivo la sessualità in modo non proprio sereno, però con mia moglie sto bene, lei a me ci tiene moltissimo, con lei mi sento a mio agio e poi non è una cosa essenzialmente sessuale, ci vogliamo proprio bene. Da quando sto con lei non sento più il bisogno di masturbarmi anche perché con lei facciamo sesso abbastanza spesso, d’altra parte la masturbazione non è mai stata una fissa per me, riuscivo a farne a meno anche prima. Quando mi sono messo con mia moglie non avrei mai creduto di poter vivere la sessualità con lei, cioè la spinta che provavo verso di lei non è stata quella, poi le cose sono venute da sé piano piano, avevo un po’ di timori che si sono sciolti via via e adesso le cose vanno bene. Quanto agli amici, ne ho anche di gay e non ho nessuna preclusione di principio nei loro confronti. Faccio ancora attività sportiva, non agonistica, ho la possibilità di vedere i miei compagni di squadra nudi un sacco di volte ma la cosa mi è del tutto indifferente, non ho mai pensato che avrei potuto fare sesso con un ragazzo. Ho un amico col quale mi trovo benissimo, un amico etero, un compagno di squadra, ci sentiamo spesso e il dialogo tra noi è molto bello, lui mi racconta delle sue emozioni e io con lui parlo di tutto, problemi sessuali compresi, capita che usciamo spesso in quattro, io, lui e le nostre mogli, con questo amico parlo spesso ma per me la sua presenza non ha e non ha mai avuto nessun altro significato, cioè è un amico e basta. Ti dicevo all’inizio che qualche volta mi sento un po’ stanco e penso che questo comprometta un po’ i rapporti con mia moglie, certe volte quando sto con lei mi tornano in mente i problemi di lavoro e questo non mi piace perché mi perdo i momenti più belli, ma passerà, ne sono sicuro”.

Passiamo all’analisi dei contenuti di questo brano che costituisce l’avvio della prima mail che ho ricevuto da Marco.

Fenomenologia in ambito etero (debolezza della sessualità etero)

Marco ha o può avere talvolta problemi di erezione quando si trova in intimità con la moglie, tende a distrarsi durante i rapporti sessuali etero, vive la sessualità etero come risposta alle iniziative della moglie, non si masturbava (o non lo faceva spesso) pensando alla sua ragazza anche se non aveva con lei rapporti frequenti, tende a passare più tempo con i suoi amici o con un suo amico che con sua moglie. Per lui la sessualità etero non ha la valenza di una pulsione primaria ma riveste il ruolo di complemento di un rapporto affettivo, ossia l’interesse sessuale non è la prima spinta alla creazione di un contatto affettivo, ma, al contrario, dalla scelta affettiva primaria deriva anche la disponibilità sessuale. Marco non ha in mente un tipo fisico di ragazza che susciti in lui un interesse sessuale immediato, cioè non ha un archetipo sessuale femminile. In età adolescenziale è stato sempre cercato dalle ragazze (non dice di averle cercate) con le quali ha avuto qualche forma di contatto sessuale ma non ha preso l’iniziativa. La masturbazione in età adolescenziale non era frequente.

Fenomenologia in ambito gay (assenza di una sessualità gay)

Marco non ha mai avuto reazioni sessuali riferibili alla presenza di un altro ragazzo, frequenta palestre, piscine o spogliatoi e fa la doccia insieme con altri senza alcuna risposta sessuale, non prova alcun imbarazzo nell’affrontare discorsi che riguardano l’omosessualità, ha anche amici gay con i quali ha un rapporto del tutto simile a quello che ha con gli amici etero, non è mai stato neppure lontanamente sfiorato dall’idea di potersi masturbare pensando a un ragazzo.
Proseguiamo ora con il testo della mail di Marco.

Elementi di crisi dell’identità etero e accettazione della bisessualità

“Project, tu mi dirai, allora dove sta il problema? E qui comincio a non capire bene. Io voglio bene a mia moglie, con lei ho condiviso tutto, è una donna come si deve e per me ha fatto moltissimo, si è perfino messa contro la sua famiglia per sposarmi, perché la famiglia avrebbe voluto che sposasse un altro (che i genitori conoscevano) ma lei si è imposta e ci siamo sposati. Ci tengo a sottolineare che non è stata affatto una scelta di opportunismo ma un matrimonio d’amore, io specialmente i primi tempi, con lei ho vissuto proprio anni meravigliosi, non mi mancava nulla, quando ci siamo sposati avevo 23 anni e lei 21, l’anno dopo è nata mia figlia e non avrei potuto essere più felice di così. Sono sposato da 20 anni e per 19 di questi 20 anni ho avuto in mente solo mia moglie, non ho mai tradito mia moglie, non mi è mai passato neppure per la mente, poi improvvisamente si è presentata una situazione che mi ha messo in crisi. Abbiamo ospitato a casa nostra un nipote di mia moglie di 22 anni, chiamiamolo Luca, un bel ragazzo, credo che mia figlia se ne sia innamorata e fin qui non ci sarebbe nessun problema. Fatto sta che una notte in cui mia moglie non c’era perché era andata dalla madre, ho fatto uno dei rarissimi sogni erotici (un sogno bagnato) della mia vita e ho sognato Luca, ho sognato che lui voleva essere abbracciato da me e siamo finiti alle carezze intime e io sono arrivato all’orgasmo. Nel sogno era tutto molto bello, ma quando mi sono svegliato e ho fatto mente locale mi è crollato il mondo addosso, mi sentivo sporco sia perché si trattava di un sogno omosessuale sia perché Luca ha 22 anni, quasi l’età di mia figlia. E poi pensavo a mia moglie, mi chiedevo se con lei avrei dovuto parlare oppure no e stavo proprio malissimo. Poi mi dicevo che i sogni non significano niente ma questo mi lasciava perplesso perché nel sogno ho vissuto emozioni sessuali violente che non avevo ma provato prima, come una specie di super-sessualità. La mattina ho visto Luca, che mi chiamava zio, mi sentivo un traditore della fiducia di quel ragazzo, perfino una specie di pedofilo, stavo malissimo ma mi sono fatto forza e non ho fatto trasparire niente di quello che mi portavo dentro. La sera è tornata mia moglie a abbiamo fatto l’amore, è stato bellissimo, direi che mi sembrava di essere tornato ai primissimi tempi del nostro matrimonio, mi sentivo confortato perché tra me e mia moglie non era cambiato nulla e se era cambiato era cambiato in meglio. L’incubo di poter essere omosessuale lo sentivo meno incombente. Quando Luca è tornato a casa sua mi sono sentito sollevato, come se il pericolo fosse passato. Comunque a mia moglie non ho detto nulla, sia perché non la volevo agitare, sia perché pensavo fosse una cosa passeggera. Per due mesi sono tornato alla mia vita di prima, poi, l’estate, in vacanza mi sono trovato con un ragazzo poco più grande di Luca e mi sono accorto che ero portato ad osservarlo, mi sembrava bellissimo, sorridente, con un sorriso che non ho mai visto in una ragazza, ne ricordavo la voce, i gesti, le mani grandi, bellissime, con una pelle perfetta. Questo ragazzo, che chiamerò Silvio, si è affezionato a me, veniva a casa nostra al mare, mia moglie pensava che stesse appreso a nostra figlia ma non era così. Silvio veniva per stare con me e io con lui stavo bene, cercavo tutti i modi per poter passare un po’ di tempo con lui, per un po’ la cosa è stata molto gradevole ma poi ho cominciato ad aver paura di spingermi troppo oltre. Tra noi non c’è stato mai nulla e Silvio mi trattava come un papà però per me le cose non stavano esattamente così. Non pensavo a lui in termini sessuali e questo mi faceva stare tranquillo, cercavo di mettere da parte l’idea di poter essere innamorato di Silvio ma di fatto era così, però ti ripeto, nessuna fantasia sessuale su di lui, proprio mai, non lo so, forse mi reprimevo, però Silvio mi faceva stare bene. Anche questa volta non ho detto niente a mia moglie e in fondo non avevo nulla da dirle, tra me e Silvio non c’era stato niente, nemmeno in sogno. Però con Silvio avevo meno paura di poter scoprire di essere bisex, diciamo che lo mettevo in conto almeno in astratto. Non parlo di essere omosessuale ma bisessuale perché con mia moglie i rapporti sessuali andavano ancora bene o almeno passabilmente. Torna l’autunno e viene nel mio studio un praticante nuovo, sui 25 anni, su di lui sono cominciati i pensieri sessuali e il mio terrore è ricominciato. Sono arrivato a chiedere di essere mandato in un’altra sede, ma poi avevo bisogno di vederlo e sono tornato dove stava lui che non è mai accorto di niente, anche con questo ragazzo non c’è stato mai nulla ma è stato il primo ragazzo sul quale ho fatto fantasie erotiche, per un verso ero spaventato, ma per l’altro mi dicevo: perché no? Dopotutto una cosa del genere non distrugge il mio matrimonio, questi ragazzi non ne sanno niente, allora perché privarmi di una cosa che in fondo non fa male a nessuno. Sono bisex, ok, ne prendo atto. Tanto poi queste cose restano tutte nella mia fantasia perché non mi viene proprio in mente che potrei mettere in crisi in mio matrimonio e il rapporto con mia figlia per una fantasia sessuale. Diciamo che questo è lo stadio al quale sono adesso, la mia vera paura è quelle dell’escalation cioè che queste cose che prima non esistevano proprio e che piano piano ho finito per accettare possano poi evolvere presentandomi il conto e magari spingendomi in qualche avvenuta che mi potrebbe mettere in grosse difficoltà. Fino qui mi sento di accettare quello che mi sta succedendo ma ho il terrore che la cosa non si fermi qui. Mia moglie non sa nulla di tutto questo e tra l’altro non saprei proprio come farle capire una cosa del genere.”

Al di là dell’esempio che ho riportato, si verificano situazioni in cui il mantenimento degli equilibri precedenti all’emergere della omosessualità è di fatto impossibile. L’evoluzione in quei casi non va verso una bisessualità a prevalenza etero in cui è possibile contenere l’omosessualità nel limite della masturbazione gay episodica ma verso forme di omosessualità esclusiva che mettono in crisi in matrimonio e portano inevitabilmente alla separazione. 

Nel caso di Marco (quello citato prima) la moglie è del tutto inconsapevole, ma nei casi in cui l’omosessualità latente evolve in omosessualità esclusiva il ruolo della moglie diventa critico perché in queste situazioni il marito intende il matrimonio come una trappola e il rapporto coniugale mantiene solo aspetti negativi. In genere i mariti che escono da situazioni di omosessualità latente parlano con le mogli solo se avvertono l’impossibilità di proseguire il legame matrimoniale e in questi casi, anche se i mariti si qualificano come bisessuali c’è da credere che si tratti invece di omosessualità esclusiva.

Bisogna dire che in genere le mogli ritengono il comportamento del marito oggetto di una scelta, cosa che non corrisponde a verità, si tratta invece dell’emerge di una sessualità latente, cosa che comporta, per chi vive queste situazioni, stati di disagio spesso molto profondi.
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domenica 27 giugno 2010

SESSUALITA’ GAY E AFFETTIVITA’ ETERO - DITE LA VOSTRA

Per affrontare l’argomento partendo da una base concreta e per invitare tutti voi a dire la vostra in modo da arricchire e completare il quadro, riporto qui, con il permesso degli interessati, alcuni tratti di e-mail e alcuni tratti di conversazione in chat sull’argomento. Ovviamente i nomi sono fittizi. Subito appresso ripubblico il testo dell’articolo SESSUALITA’ GAY E AFFETTIVITA’ ETERO che avevo eliminato dal forum tempo fa. Penso che possa in qualche modo costituire materiale di discussione, con tutte le riserve del caso. Quanto a una sintesi su questa materia forse è troppo ardua.
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Mail di Alberto

[omissis] Sono cresciuto in una famiglia strana, i miei dell’omosessualità pensano che sia una malattia psichiatrica che ti femminilizza, in pratica non hanno la più pallida idea di queste cose, un gay, diciamo così, normale nei comportamenti esterni, secondo loro, non può esistere, quindi che io possa essere gay non solo non lo hanno mai pensato ma lo ritengono radicalmente impossibile, perché io di effeminato non ho proprio nulla. La cosa assurda della mia famiglia è invece l’idea fissa, di mia madre in particolare, che i ragazzi abbiano sempre e solo fisse sessuali sulle ragazze, sarà pure vero, ma per mia madre il fatto che il figlio faccia sesso con una ragazza prima del matrimonio è proprio inconcepibile. Loro pensano che io abbia una ragazza. Quando parlo di una collega dell’università mia madre sicuramente presuppone che io abbia per quella ragazza chissà quale interesse sessuale. Ancora adesso mi dice che devo stare attento e che “non devo fare fesserie!” ma per lei fare fesserie significa in pratica solo mettere incinta una ragazza. Adesso si comporta ancora così e pensa che io non abbia portato a casa una ragazza per non darle la possibilità di intervenire e di darmi consigli su un aspetto della mia vita che lei considera tanto importante e dà per scontato che possa essere solo etero. Ma quando ero più giovane, 14/15/16 anni, mia madre si impicciava pesantemente delle mie amicizie femminili, invitava a casa mia le mie amiche e le sottoponeva ad una specie di interrogatorio, era una cosa che non sopportavo. Quanto ai ragazzi invece i miei non si sono mai impicciati di nulla, mi hanno solo messo in guardia, ma di rado, verso quelli che parlavano troppo di ragazze, perché, secondo loro, mi potevano portare su una brutta strada. In pratica tra i 14 e i 16 anni tutto quello che riguardava le ragazze doveva passare al vaglio di mia madre mentre dei amici maschi non si impicciavano. A 14 anni mi ero preso una cotta per una mia compagna di scuola, cioè, meglio dovrei dire che stavo molto bene con lei ma non mi sentivo attratto sessualmente. La masturbazione l’ho scoperta a 15 anni, un po’ tardi lo so, ma al tempo della mia prima cotta diciamo che la sentivo soprattutto come una cosa bella, mi piaceva stare con quella ragazza anche se non sapevo darmene un perché. Poi mia madre ha capito quello che, secondo lei, stava succedendo e si è messa in mezzo pesantemente: “Ma chi è? Ma i genitori li conosci? Perché non la inviti qui a casa?” ecc. ecc., in pratica me l’hanno fatta odiare. Lei era una ragazza molto carina ma quando ha capito che la volevo/dovevo portare a casa mia per farla conoscere ai miei non ne ha proprio voluto sapere e mi ha guardato come se il mio modo di fare fosse strano. Allora la cosa mi diede molto fastidio perché io pensavo di avere fatto tutto come va fatto, cioè come mi diceva mia madre. Poi ho capito che in effetti ero forse succube di mai madre e che lei se ne era resa conto. Diciamo che dopo di allora fantasie sulle ragazze non ne ho avute più ed è avvenuta la mia scoperta della omosessualità. È successo nell’estate in cui ho compiuto 15 anni, al mare. Stavo in campeggio con i miei e con mia sorella. Ci fermavano quasi un mese in campeggio e dopo qualche girono potevo familiarizzare con gli altri ragazzi. Avevo conosciuto un altro ragazzo che aveva 16 anni e i miei mi lasciavano molto libero perché stavo con lui e loro di lui si fidavano. Effettivamente era un bravissimo ragazzo che sembrava più grande della sua età. Passavo con lui tutta la giornata, dalla mattina alla sera tardi, stavo bene, mi sentivo a mio agio, mi faceva sentire più grande ma non parlava mai di ragazze. Era pudico fino all’incredibile, un po’ l’opposto mio, che allora non avevo nessun problema a farmi vedere nudo, forse perché nella nudità non ci vedevo niente di sessuale. Per lui credo fosse esattamente il contrario. Penso che sia stato proprio questo a fare scattare la molla che mi ha fatto entrare nel mondo gay. Facevamo il bagno e dopo andavamo cambiarci in un macchione vicino alla spiaggia. Lì ho cominciato a sfotterlo perché non si levava mai il costume, lui faceva finta di non sentire e allora mi sono buttato su di lui e gliel’ho strappato per forza, allora lui ha reagito e mi ha strappato il mio, poi abbiamo fatto i confronti delle nostre dotazioni e lui è andato in erezione, me lo ricordo come fosse adesso, era rosso come un peperone, poi ha cominciato a masturbarsi e io l’ho imitato, in pratica la masturbazione l’ho scoperta così. Poi per qualche giorno la cosa è andata avanti alla grande, insomma ci siamo masturbati l’un l’altro, poi però è successa una cosa che non mi è piaciuta per niente, lui mi voleva baciare e mi ricordo benissimo che gli ho risposto: “ma questo è da finocchi!” Lui ha fatto finta di niente e non ha insistito ma il nostro rapporto è cambiato radicalmente, abbiamo continuato a fare sesso ma lui non era a suo agio. Dopo tre giorni in questo modo abbiamo litigato furiosamente e ci siamo pure picchiati di brutto. Avevo capito che lui era gay, anche se non me l’aveva detto e di essere coccolato da lui non ne volevo proprio sapere, mi faceva quasi schifo, almeno così gli dissi, anche se poi ho continuato a masturbarmi in pratica fino adesso sul ricordo di quello che avevo vissuto con lui quell’estate. Il punto è questo, non mi sono mai innamorato di un ragazzo. Quando vedo un tipo che mi piace non mi verrebbe mai in testa di baciarlo o di farmi coccolare da lui. Ho letto nel forum che a tanti ragazzi queste cose piacciono addirittura più del sesso, ma per me non è così, io a passare la vita a fianco a un ragazzo non mi ci vedo proprio, mi sembra una cosa innaturale e non mia. In tempi proprio recentissimi c’è stata una cosa importante, ho conosciuto una ragazza e per la prima volta penso di provare per lei dei sentimenti, mi piace starle vicino, la inondo di sms e la chiamo al cellulare tre o quattro volte al giorno (di più non posso perché stiamo ore a parlare), per me è proprio una compagnia gradevole ma c’è un fatto, per lei io provo tenerezza e tanta, ma non proprio un desiderio sessuale come quello che provo per i ragazzi. Io anche se dopo quello che è successo alla spiaggia del campeggio non ho più avuto rapporti fisici con nessun ragazzo, la sessualità di un ragazzo la esplorerei eccome, anzi è una specie di fissa, ma per una ragazza non sento le stesse cose, la sessualità di una ragazza non la conosco affatto e mi sentirei in un imbarazzo tremendo e poi ho provato a masturbarmi pensando a quella ragazza ma è proprio una cosa forzata, sono arrivato fino alla fine ma così, meccanicamente, in pratica non provavo nessun trasporto sessuale. Quello che penso è che mi sono fermato a metà del guado, non mi sento gay perché non mi innamoro dei ragazzi e non mi sento etero perché le ragazze sessualmente non mi dicono nulla. Penso che con una ragazza ci potrei anche stare ma passivamente, cioè accetterei ma farei fare tutto a lei, ammesso e non concesso che ci siano poi dei risultati. Mi sento strano, Project, in una grande incertezza, molto instabile. In pratica non so che direzione devo/voglio dare alla mia vita.
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Chat con Nicola

Nicola scrive: vabbe’ adesso vado al sodo, insomma io penso di essere etero, tu mi chiederai allora perché sto qui, se mi dai un po’ di tempo te lo spiego, ma vorrei partire dal fatto che penso di essere etero. Penso significa che in pratica ne sono convinto o quasi convinto. Dunque, ho sempre avuto delle fidanzatine da quando ero piccolissimo, a 16 anni ho avuto il mio primo vero rapporto sessuale con una ragazza, la mia prima ragazza, ne ho avute tre e con tutte e tre ho avuto rapporti sessuali e da quel punto di vista è sempre andato tutto bene, anche l’autoerotismo era tutto dedicato alle ragazze. Adesso è quasi un anno che non ho più una ragazza. Fino a poco tempo fa fare sesso con una ragazza mi mancava, ma adesso le cose sono cambiare. Faccio attività sportiva, di ragazzi nudi ne vedo tanti tutti i giorni ma non mi sono mai passate per la testa fantasie gay, questo fino a un mese fa, poi è successa una cosa stranissima, in palestra è arrivato un ragazzo nuovo che ha 23 anni, uno meno di me e io ho cominciato a fantasticare su questo ragazzo, proprio a livello sessuale, cosa che non mi era mai successa prima. La sera mi metto sul letto e penso a lui, cioè penso a lui e a me in una situazione sessuale e la cosa mi eccita molto. In pratica non mi masturbo più pensando alle ragazze, o pochissimo, mentre sto benissimo anche solo rimanendo in erezione quando penso a lui senza nemmeno bisogno di arrivare all’orgasmo, succede anche quello ma è proprio il pensarlo sessualmente che mi fa stare bene, penso che stiamo in palestra da soli e ci spogliamo a vicenda e poi ci masturbiamo a vicenda, raramente fantasie di sesso orale. Ti dico, Project, non avrei mai creduto di pensare a un ragazzo in questi termini.
Project scrive: ma con questo ragazzo ci hai parlato?
Nicola scrive: parlato nel senso serio del termine no, perché ho paura, anzi ho la quasi certezza che sia etero, mi sembra così strano che sia io a scrivere una cosa del genere, penso che in pratica il mio interesse per lui sia solo sessuale, non lo so, ma ho questa impressione.
Project scrive: se questo ragazzo ti corrispondesse, cioè se fosse interessato a parlare con te, tu come reagiresti?
Nicola scrive: sarei contentissimo ma credo che sia una cosa impossibile e poi guarda, io lo penso in termini sessuali, questo è vero, anche se le fantasie etero non mi sono passate al 100%, però penso anche che mi piacerebbe abbracciarlo, magari addormentarmi vicino a lui, ma per creare un qualcosa di affettivo bisogna essere in due e io sono solo e allora mi accontento di un po’ di sesso. Se immagino un rapporto di copia con lui, lo penso più o meno come quello con una ragazza, il sesso, va bene, è un’altra cosa, ma penso che l’affetto sarebbe più o meno lo stesso, però non lo so perché non ci ho mai provato e poi penso che se mi capitasse una ragazza che si innamora di me alla fine sarei sempre etero, magari etero con qualche fantasia gay ma essenzialmente etero. E poi con un ragazzo come farei? I miei mi ammazzerebbero, loro mi hanno visto sempre e solo etero al 100% e in effetti penso ancora che sia più o meno così. Per loro la parola gay è come dire depravato. Francamente non mi sono mai sentito omofobo come i miei genitori, non mi ero mai sentito gay fino a un mese fa e non mi ci sento nemmeno adesso anche se qualcosa di strano l’avverto però non ho paura di queste cose, se scopro che sono gay va bene così, quello che non mi piace e l’incertezza e ancora gay non mi ci sento proprio.
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Mail di Federico

Ho letto tutto quello che hai scritto sul peso dell’affettività nel rapporto tra due ragazzi, francamente è molto bello anche se non so quanto possa essere realistico. Cioè, capiamoci, io parlo dal mio punto di vista, cioè dal punto di vista di un uomo sposato 33enne che sta andando in crisi perché ha delle fisse sessuali per un 25enne conosciuto al lavoro. Sia ben chiaro, io sono e mi sento etero, amo mia moglie e la desidero anche sessualmente, però adesso è più di un anno che c’è questo fatto nuovo ed è una cosa che mi destabilizza parecchio. Mi faccio le seghe pensando a un ragazzo. È pazzesco che un uomo sposato faccia queste cose eppure succede. All’inizio mi sentivo in colpa verso mia moglie, ma adesso non mi succede più, io vivo due vite parallele o meglio una vita e mezza, perché il mio essere gay è solo a metà, c’è la parte sessuale, il resto non esiste proprio. Il mio 25enne non l’ho mai considerato un ragazzo di cui potrei innamorarmi, è solo che la sessualità femminile non mi basta più, mi piace moltissimo ma nel mio orizzonte non c’è solo quella, in effetti il mio 25enne lo vedo un po’ nella funzione di un attore porno (lui è un ragazzo serissimo! Anzi addirittura troppo serio) cioè mi eccita. È patologico tutto questo? All’inizio l’ho pensato ma adesso piano piano sono arrivato al punto che se mi faccio le seghe pensando a lui non faccio niente di male, lui non lo sa e non lo saprà mai e mia moglie altrettanto. Quindi dove sta il problema? Che sto facendo di male? Niente! D’altra parte non abbandonerei mai mia moglie, non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello che potrei mettermi con un uomo. Non so come possa evolvere una cosa del genere nel tempo, magari da qui a un anno avrò piantato mia moglie e sarò scappato con lui, ma non mi sembra nemmeno pensabile! E poi, uno come me che cosa è? È gay? Ma da quello che dici tu non sembra proprio. È bisex? Francamente non credo e non mi ci sento proprio. Secondo me uno come me è etero anche se ha qualche piccola fissa sessuale gay, e dico solo sessuale, o meglio solo a livello di seghe perché io con un uomo non ci andrei mai a parte il rischio aids, non è proprio una cosa che mi sembra possibile. Che ne pensi Project?
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SESSUALITA’ GAY E AFFETTIVITA’ ETERO (articolo già pubblicato e poi cancellato)

Mi capita piuttosto frequentemente, nei colloqui con i ragazzi, di trovarmi di fronte a vere forme di scissione tra affettività e sessualità. Non è raro che ragazzi che vivono pulsioni sessuali fortemente o addirittura esclusivamente orientate in senso gay, provino invece attrazione affettiva nei confronti di ragazze, per le quali però vivono forme di interesse sessuale attenuato o fortemente sublimato. Questo fenomeno si riscontra più volte anche nei post del forum ed è confermato dalle statistiche sull’orientamento sessuale di Progetto Gay. Il 23,72% dei ragazzi che hanno fatto il test sull’orientamento sessuale di Progetto Gay (campione di diverse centinaia di ragazzi, ma non rappresentativo della popolazione generale e ad alta concentrazione di gay) dichiara di avere una masturbazione orientata esclusivamente in senso gay, mentre solo il 15,22% dichiara di innamorarsi solo di ragazzi, ma ciò che stupisce ancora di più è che a fronte di un 11,68% di ragazzi che dichiarano di avere una masturbazione orientata esclusivamente in senso etero, ben il 27,26% dichiara di innamorarsi solo di ragazze. Dalle statistiche dell’orientamento sessuale per età si deduce che nello stesso campione la percentuale di masturbazione gay varia poco con l’età mentre tende ad aumentare la percentuale di masturbazione etero e, contemporaneamente, diminuisce notevolmente la masturbazione bisex (con fantasie talvolta etero e talvolta gay). La sessualità si polarizza con gli anni e tende a seguire non la tendenza masturbatoria gay ma quella affettiva etero. Voglio dire che una percentuale di ragazzi più giovani tende a provare un’affettività etero nonostante la masturbazione gay, per loro la dimensione omosessuale ha solo contenuti strettamente sessuali mentre quelli affettivi sono riservati del tutto o quasi alle ragazze. La sessualità di questi ragazzi tende ad evolvere nel tempo, la tendenza affettiva eterosessuale piano piano si sessualizza e la tendenza alla masturbazione etero aumenta. Mentre l’affettività etero si arricchisce anche di contenuti esplicitamente sessuali, la tendenza gay sul piano strettamente sessuale tende ad essere recessiva. Questa è la ragione di fondo per cui, per ritenere un ragazzo gay la masturbazione è indicativa ma non risolve il problema in via definitiva ed è necessario per dire che un ragazzo è gay non solo che abbia una sessualità masturbatoria gay, ma che abbia un’affettività gay, cioè che si innamori di ragazzi. Come per parlare di orientamento sessuale gay è necessario che si riscontrino insieme una tendenza pressoché esclusiva alla masturbazione con fantasie gay e anche una tendenza affettiva pressoché esclusiva all’innamoramento verso ragazzi, così per parlare di reale bisessualità occorre che un ragazzo abbia una masturbazione che contempli sia fantasie etero che fantasie gay, anche in proporzione diversa, e che si innamori di fatto a livello affettivo sia di ragazzi che di ragazze. Intendo dire che in un orientamento sessuale definito, cioè stabile, sia esso, gay, etero o bisex in vario grado, le pulsioni strettamente sessuali sono sempre associate alla tendenza ad innamorarsi delle stesse persone per le quali si provano pulsioni sessuali. La bisessualità non è un fenomeno analogo alla dissociazione tra affettività e sessualità. In buona sostanza un etero si innamora affettivamente e sessualmente solo di ragazze, un gay si innamora affettivamente e sessualmente solo di ragazzi, un bisex si innamora affettivamente e sessualmente sia di ragazzi che di ragazze. In queste situazioni affettività e sessualità interagiscono in modo organico e tendono a indirizzare un ragazzo in modo globale, sia a livello affettivo che sessuale, verso altre persone. La dissociazione tra affettività e sessualità non è una forma di bisessualità ma è una realtà completamente diversa. Ci tengo a sottolineare che non si tratta di fenomeni patologici ma di realtà che toccano percentuali significative della popolazione. Come accade anche per l’omosessualità e per la bisessualità, la dissociazione tra effettività e sessualità può portare a stati di sofferenza anche consistenti se l’ambiente sociale è costrittivo e adotta modelli di sessualità rigidi, ma la sofferenza non viene neppure dalla scissione tra affettività e sessualità ma appunto del clima sessualmente repressivo. Statisticamente la dissociazione tra affettività e sessualità è un fenomeno rilevante, come è evidente dalle statistiche di Progetto Gay. La discordanza tra orientamento della masturbazione e orientamento affettivo è notevole ma tende a diminuire con i passare degli anni e parecchi ragazzi che pur innamorandosi di ragazze avevano una masturbazione gay, pino piano tendono a orientasi anche sessualmente in direzione etero. Circa il 5% dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni che hanno partecipato al sondaggio di Progetto Gay sull’orientamento sessuale tende a orientasi in direzione definitivamente etero col passare del tempo. Devo sottolineare che i ragazzi considerano in genere la scissione tra affettività e sessualità come una forma di bisessualità e tendono a considerasi gay o almeno bisex soprattutto per effetto della masturbazione gay. Interpretare questi fenomeni non è facile perché si tratta di cose che partono da ragazzi che si considerano sostanzialmente gay e che poi pian piano, non realizzando in dimensione gay il loro mondo affettivo si sentono attratti a livello affettivo dalle ragazze e piano piano scoprono anche una sessualità etero che per loro è appagante.
Nei colloqui con i ragazzi sono emersi elementi che mi inducono a cercare di dare un’interpretazione dei fatti che potrebbe almeno in una buona percentuale dei casi essere realistica, il tutto naturalmente va preso con beneficio di inventario.
In diverse situazioni di dissociazione tra affettività e sessualità, si rileva nello sfondo la presenza di una famiglia di tipo molto rigido in campo sessuale e di figli che si sono sentiti in età adolescenziale ipercontrollati. Le loro amicizie femminili venivano valutate e giudicate dalla famiglia che tendeva e esercitare un controllo sulla sessualità dei figli, presupposta in modo automatico esclusivamente etero. Prediche sul modo di comportarsi con le ragazze, tentativi di sapere come si comporta il figlio con le ragazze, tendenziale invadenza nei rapporti del figlio con l’altro sesso, per contro nessun interesse alle amicizie maschili del figlio fin dalla prima adolescenza. Se esci con gli amici maschi, tutto ok, se esci con una ragazza devi dire ai genitori chi è, dove vai, quando torni, ecc. ecc.. La mancanza di libertà in campo sessuale etero porta talvolta i ragazzi a cercare di realizzare la loro libertà dalla famiglia proprio nell’ambiente delle amicizie maschili. Mentre per un ragazzo che può avere una vita affettiva e sessuale etero tendenzialmente libera dal controllo della famiglia, le amicizie sono solo una parte della vita effettiva, e non quella che polarizza la sessualità, per i ragazzi che non hanno alcuna libertà nei loro comportamenti affettivi e sessuali etero, le amicizie di altri ragazzi costituiscono un ambiente estremamente gratificante proprio perché del tutto estraneo alla famiglia. Accade spesso che, anche in gruppi di ragazzi sostanzialmente etero, si creino forme di affettività speciale e molto stretta non necessariamente sessualizzata, le cosiddette amicizie particolari (il migliore amico). Per un ragazzo che non ha altre valvole di sfogo sessuale le amicizie particolari assumo facilmente una coloritura sessuale. Episodi abbastanza comuni in ambiente di adolescenti etero, come il masturbarsi insieme guardando un porno etero, diventano, per un ragazzo che si sente costretto dalla famiglia nella sua sessualità, un modo per avere un proprio privato in cui la famiglia non può entrare, una sessualità che è finalmente sottratta al controllo familiare. Le fantasie sessuali sugli amici e la masturbazione in chiave omosessuale finiscono per dominare la scena e per un lungo periodo il ragazzo si può considerare realmente gay, tuttavia siccome questa sua tendenza sessuale non può essere dichiarata né tanto meno condivisa, viene vissuta solo a livello di masturbazione, anzi il ragazzo avverte netta la differenza tra il suo modo di vivere le esperienze para-sessuali con gli amici, tipo la nudità nella doccia della palestra, e il modo di vivere quelle stesse esperienze da parte degli amici, e questo tende a confermarlo nell’idea di essere gay. Tuttavia la morale sessuale della famiglia rende praticamente impossibile per il ragazzo accettare l’idea di un rapporto affettivo di coppia con un altro ragazzo che comporterebbe il portare l’omosessualità dal livello masturbatorio al livello di condivisione e di scelta consapevole e coraggiosa. Talvolta si arriva anche a veri esperimenti sessuali con altri ragazzi ma in situazioni che non siano in nessun modo accessibili alla famiglia e con contati solo a fini sessuali. Da questa fase e dalla maggiore consapevolezze che l’omosessualità non affettiva non è realmente gratificante nasce un senso di profonda insoddisfazione o di svalutazione della sessualità che si riduce a sola tecnica. Sono queste le fasi più acute della dissociazione tra affettività e sessualità. In queste situazioni i ragazzi divengono di nuovo (ormai sono pienamente adulti, 22, 23, ma anche 25 anni oltre) particolarmente sensibili ad un contatto affettivo etero. E’ ovvio che dopo essersi abituati attraverso anni di masturbazione gay ad avere fantasie omosessuali, l’approccio con la sessualità etero è vissuto come problematico, ma quell’approccio ha dalla sua una dimensione affettiva profonda e soddisfacente che il ragazzo non aveva conosciuto in ambiente gay. Comincia così un cammino di riunificazione di sessualità e affettività che può durare anche due o tre anni, durante i quali lentamente ma progressivamente le fantasie gay cedono e la sessualità etero, congiunta all’effettività guadagna terreno. Bisogna dire subito che il processo è delicato e, per esempio, un’esperienza traumatica in ambiente etero può interromperlo, come potrebbe interromperlo anche un innamoramento gay vero e profondo. Si tratta di fasi transitorie importanti della definizione della sessualità nelle quali, anche se statisticamente l’evoluzione avviene prevalentemente verso la sessualità etero, non è affatto detto che non avvenga il contrario. Una sola idea va tenuta ben presente e cioè che la sessualità non deve mai essere forzata. La dissociazione tra affettività e sessualità rappresenta una fase evolutiva che, lo ripeto, non ha nulla di patologico e che deve essere vissuta per quello che è assecondando la propria affettività e la propria sessualità spontanea, senza farsi troppi complessi e mettendo da parte ogni visione astratta e preconcetta di sé sia in chiave etero che in chiave gay. L’ansia è la peggiore nemica della sessualità, quindi chi si trova in situazioni del genere non le consideri come un problema da risolvere. Le questioni di orientamento sessuale sono problemi solo nella misura in cui le si considera tali.
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sabato 6 marzo 2010

GAY O NON GAY QUESTO E' IL DILEMMA

Ciao projet. sono passato di qua molte volte ma non ho mai trovato il coraggio di scriverti, anche perché sono ancora molto incerto e non riesco proprio... è una cosa più forte di me che non riesco a dire a nessuno e per me è la prima volta parlare così apertamente di ciò che in realtà non so di essere. Per questo mi rivolgo a te visto che hai (da quanto ho visto) una certa esperienza in questo ambito. Il mio è un pensiero non fisso, ma il cui sol pensiero mi fa stare male. Oggi ho letto alcuni post da te aggiunti (visto che non venivo qui da più di due mesi!) e vedevo dentro di me che c'era qualcosa che non andava, che leggendo il tutto sentivo un profondo peso, un qualcosa veramente di straziante!! Cerco perciò di aiutarti, sperando che te possa riuscire a capirmi e a farmi capire quello che sono veramente.
Fin da piccolo non posso negare che avevo un certo "prediletto" per i ragazzini è molto spesso quello che era il mio stesso sesso mi attirava molto. Ma in realtà dentro di me hanno convissuto sempre due anime che non hanno trovato ancora pace e nessuna di entrambe è riuscita (purtroppo!) a prevalere sull'altra. Ma nel frattempo che mi piacevano i lui avevo anche un certo attaccamento verso le lei!! Il mio primo bacio voluto (se così si può chiamare) l'ho ricevuto all'età di 6 anni da un bambino che appena ne aveva 4, ma quel bambino rimarrà per sempre nel mio cuore da quel momento. Nel frattempo però mi piaceva una mia compagna d'asilo con la quale dicevo di esser fidanzato e mi piaceva da impazzire, anche se di lei adesso non rimangono che ricordi. Comunque col tempo si cresce e nella mia vita ci sono state sempre donne: donne (bambine) a destra, bambine a sinistra che mi volevano, che impazzivano per me, mi volevano sposare (in poche parole la mia vita era circondata da femmine!) e mia madre mi faceva sempre "devi stare attento quando sarai più grande", ma io le rispondevo sempre: "mamma... io non mi sposerò mai!". Mi ero fatto una promessa con me stesso (e il signoruzzo davanti!): PROMETTITI CHE NON TI SPOSERAI MAI, PROMESSO!! Comunque questo è solo un inizio. A me piacevano molte ragazzine, ma anche ragazzini e in realtà a quell'età non capivo... Questo fino alle medie, quando tutto cambia: mi accorgo di avere qualcosa che non va, qualcosa di "diverso" rispetto agli altri e forse anche data la mia "bellezza" (anche se io non mi ci sono mai sentito) tutti mi prendevano in giro, perché ero troppo carino per essere un ragazzo: "troppo perfetto per esser un ragazzo"!?! Ed io pensavo: "ma infatti io non sono perfetto, ho un difetto che nessuno scoprirà...". Quindi "onorati" di ricevere questa mia prima confessione assoluta!! Comunque quel bambino a cui ho dato il mio primo bacio diventerà parte della mia vita, uscivamo, giocavamo insieme e... CI PROVAVA CON ME!!!, ed io non capivo perché, perché se sono un ragazzo?!? Poi quando ero più piccolo una storia analoga m'era già successa e mi sembrava "normale" che i ragazzini facessero questo. Arriva però il periodo più brutto della mia vita: le superiori! I primi anni sono stati un vero inferno!?! Non capivo perché mi prendevano in giro e dicevano cose di me che io stesso assolutamente non pensavo! Comunque passo la mia vita in un vero inferno e ho sempre pensato di stroncarmi, ma non so quale santo, o meglio quale "Freak Of Nature" mi ha salvato e la ringrazierò per sempre di questo. Arriva internet anche a casa mia e li inizia la mia girata per il mondo, per capire come effettivamente "girasse" il mondo e rimando sbalordito perché quello che pensavo io era effettivamente vero: ero come mi dicevano gli altri?? E questa è stata una bruttissima notizia per me, perché pensavo sempre di essere normale, anche perché mi piacevano le ragazze, però i ragazzi mi attizzavano molto. Ho avuto molte storie con ragazzE e tutte si sono concluse con esito negativo (ma per mia volontà!), l'ultima qualche settimana fa, quando ho scoperto il vero è proprio piacere... il più bel piacere che secondo me un uomo possa trovare, cioè mi sono masturbato per la prima volta alla modica età di 20 anni!! Infatti sono rimasto impressionato, anche perché solo prima me ne venivo solo nel sonno, quindi io aspettavo sempre la sera che per me era il momento più bello e la mattina mi svegliavo con qualche bagnatina in più, ma per me erano delle sensazioni bellissime!! Comunque meglio che giungo al sodo: non riesco proprio a capire se sono etero, omo o bisex, perché a me piacciono da impazzire sia le ragazze, ma anche i ragazzi, ma in realtà con loro non sono arrivato mai a certi punti, anche perché o non volevo o mi faceva paura, una paura da sentirsi male e di non sapere... Comunque per adesso ho trovato solo conferma nella mia "famosa" promessa, cioè che non mi sposerò mai, ma per il resto?? Ti chiedo semplicemente di riuscire a farmi uscire da questo "buco nero" da cui non riesco ad uscire. Grazie di tutto e ti chiedo momentaneamente di non pubblicare nulla di mio. Grazie e spero di sentirti al più presto!
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Ciao,
ho letto la tua mail che merita una risposta seria e mi sono messo subito a scrivere anche se prima di poterti dare una risposta veramente pertinente ci sarebbe bisogno di conoscere la situazione più da vicino. Ti do comunque atto di aver avuto un notevolissimo coraggio a scrivere una mail come quella che mi hai mandato. È probabile che tu abbia avuto un’infanzia profondamente condizionata, senza veri punti di riferimento adulti che potessero essere dei modelli credibili e soprattutto delle fonti consultabili per tutti i problemi connessi alla sessualità che un ragazzo che cresce può incontrare. Una questione fondamentale è quella connessa alla scoperta della masturbazione a 20 anni, che non è una cosa comune. Partiamo da un presupposto: l’adolescenza è intesa comunemente come quel periodo nel quale avviene lo sviluppo sessuale fisico, per i ragazzi lo sviluppo dei testicoli e del pene che arrivano più o meno alle dimensioni dell’adulto, questo sviluppo e che è accompagnato da modificazioni ormonali profonde. Ma in realtà, dire che nell’adolescenza comincia l’attività sessuale significa anche che a livello psicologico nell’adolescenza si va strutturando la sessualità adulta ossia prendono forma i desideri che poi saranno quelli tipici dell’età adulta. Poiché a quell’età non è concretamente possibile esercitare una sessualità di coppia, lo sviluppo sessuale è realizzato attraverso la masturbazione, che è un modo di sperimentare la propria reattività sessuale polarizzandola su alcuni contenuti specifici. È in questa fase che matura l’orientamento sessuale. Tieni presente che l’orientamento sessuale di un ragazzo non si manifesta nei suoi comportamenti sessuali di coppia, che possono essere condizionati da mille cose, ma nella masturbazione, nella quale la sessualità di un ragazzo si esprime in modo libero. Ti dico subito che mi è capitato altre volte di parlare con ragazzi che avevano cominciato a masturbarsi tardi, anche oltre il 20 anni, 22, 23 e anche di più. Questi ragazzi hanno vissuto un’adolescenza cui è mancata lì esperienza della masturbazione e quindi è mancato un supporto importante per la definizione dell’orientamento sessuale e della sessualità individuale. Questi ragazzi in genere non individuano in modo troppo netto l’oggetto del loro interesse sessuale perché questa individuazione avviene in genere proprio tramite la masturbazione. Ti faccio un esempio. Se un ragazzo sta benissimo sia con un ragazzo che con una ragazza ma si masturba pensando esclusivamente alla ragazza è etero e l’amico è solo un amico, se invece il ragazzo si masturba pensando al suo amico, anche se magari fa sesso con la ragazza, è da considerare comunque gay, perché la sua sessualità libera è orientata in quella direzione. Chiaramente questo criterio distintivo viene meno quando non si pratica la masturbazione e l’orientamento risulta almeno apparentemente incerto. La scoperta tardiva della masturbazione può essere riportata a due ordini di cause. In molti casi un adolescente non arriva a scoprire la masturbazione anche se ne ha sentito parlare dagli altri perché ha dei problemi fisici dei genitali che renderebbero la masturbazione dolorosa, tipico è il caso dell’ipersensibilità del glande, ossia della condizione per cui il glande scoperto fa male anche solo quando ci va sopra una goccia d’acqua della doccia, altra situazione non altrettanto condizionante può essere il frenulo corto, mentre altre condizioni, come la fimosi, cioè l’impossibilità di scoprire il glande, non impedisce la masturbazione. Oltre le cause fisiche esistono poi quelle di tipo psicologico, legate essenzialmente a forme di educazione repressiva con il tabù della sessualità o ad episodi a sfondo sessuale in cui la sessualità del ragazzo è oggetto di scherno. I ragazzi che scoprono tardi la masturbazione vanno incontro ad un periodo di maturazione psicologica della sessualità detto adolescenza ritardata. Si tratta ormai non di adolescenti ma di adulti che vivono però in età adulta le esperienze adolescenziali tipiche della masturbazione. Tra i ragazzi che sono arrivati tardi alla masturbazione per ragioni fisiche e quelli che sono stati pesantemente condizionati a livello psicologico c’è une certa differenza. I primi, superato il problema fisico (la masturbazione aiuta a superare il problema dell’ipersensibilità del glande) in tempi relativamente brevi (un anno o poco più), riescono a ridefinire o a sottolineare il loro orientamento sessuale proprio in base alle fantasie della masturbazione, per gli altri ragazzi la strada è un po’ più complicata, subentrano sensi di colpa rispetto alle attività sessuali di qualsiasi tipo e in specie alla masturbazione, si vedono tentativi di rimozione totale della sessualità, che viene tendenzialmente sublimata in varie direzioni (religione, studio, sport) e soprattutto subentra l’idea ricorrente di dover definire subito il proprio orientamento sessuale in termini di aut aut: o gay o etero. In realtà l’unica cosa che ha senso è non forzare i tempi e fare capire a questi ragazzi che devono lasciare libera la loro sessualità di manifestarsi e di orientasi in modo naturale, sottolineando che, qualsiasi essa sia, la sessualità di un individuo è una parte nobile e profonda della coscienza individuale. Il maggiore problema nello strutturare la sessualità in età adulta è dato dai condizionamenti esterni che un ragazzo che si masturba in età adolescenziale non prova affatto. Per un ragazzo giovanissimo la masturbazione, una volta scoperta, è un elemento di libertà che è molto più forte di qualunque tentativo di reprimerla. Quindi una cosa ti raccomando prima di ogni altra: vivi la sessualità in modo sereno, la masturbazione non è affatto una banalità, ti aiuta a capirti e ad esplorare la tua sessualità ed è una cosa importantissima. Non correre avanti, non cercare subito chiarezza o risposte definitive, lascia libera la tua sessualità e starai molto meglio con te stesso e con gli altri e non aver paura di nulla, che tu sia etero, gay o bisex hai comunque una vita da costruire anche a livello affettivo e sessuale e una felicità da realizzare. Un gay può essere un ottimo ragazzo e può essere felice come può esserlo un etero o un bisex. La prima cosa da fare e mettere la paura fuori della porta e accettarsi per quello che si è, piano piano, senza fretta e con la certezza di fondo che la tua libertà conta più di ogni altra cosa.
Un abbraccio.
Project

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lunedì 8 febbraio 2010

FANTASIE SESSUALI GAY E CONTENUTI OSSESSIVI

Dedico questo post a fare il punto su alcune delicate situazioni che sono emerse con una certa frequenza di recente parlando in chat di questioni riguardanti l’orientamento sessuale con ragazzi che, dopo un periodo più o meno lungo di eterosessualità hanno cominciato ad avvertite, specialmente nella masturbazione, la presenza di contenuti gay. Se è vero che le fantasie masturbatorie sono il primo indicatore dell’orientamento sessuale, non è però vero che tutti i contenuti di tipo omosessuale che possono affiorare alla mente, anche in occasione della masturbazione, sono realmente delle fantasie masturbatorie. Bisogna tenere presente che le fantasie masturbatorie non devono essere confuse con altre due tipiche categorie di contenuti omosessuali e cioè con i pensieri astratti e con i contenuti fobico-ossessivi. Cerchiamo di caratterizzare queste categorie in modo da renderne facile l’individuazione.

1) Una fantasia sessuale è una fantasia, di norma associata all’eccitazione sessuale, cioè all’erezione, o che porterebbe all’erezione se non ci fosse un controllo razionale a reprimerla. Le fantasie sessuali sono vissute come gratificanti, sia a livello fisiologico (erezione) che a livello psicologico. Le fantasie sessuali sono indotte da situazioni concrete vissute come sessualmente coinvolgenti, o dal ricordo di simili situazioni o da episodi che ne fanno riaffiorare il ricordo. Le fantasie sessuali sono coltivate del soggetto che vi si sofferma spontaneamente e volontariamente proprio perché le vive come gratificanti.

2) Una fantasia masturbatoria è una fantasia sessuale che accompagna la masturbazione. Si tratta quindi di fantasie sessuali particolarmente eccitanti, in funzione delle quali si mantiene a lungo l’erezione nell’atto della masturbazione. I ragazzi gay che non si accettano percepiscono comunque a livello sessuale fisiologico e psicologico le loro fantasie sessuali gay come gradevoli, come fantasie contro le quali si “deve” resistere ma contro le quali non si prova alcuna sensazione di repulsione profonda o di rigetto spontaneo, Intendo dire che un ragazzo che non si accetta o fatica ad accettarsi non solo non sente repulsione per la sessualità gay ma ne è attratto. In un certo senso è portato a resistere razionalmente alla tentazione delle fantasie gay che comunque per lui hanno un’attrattiva notevole. L’affiorare della sessualità gay è vissuto come il rendersi conto di qualcosa di nuovo con cui bisogna farei conti ma mai come una realtà repellente o disgustosa e tantomeno come una realtà estranea divenuta invasiva e pervasiva.

3) Una fantasia astratta è una rappresentazione di una situazione che teoricamente potrebbe comportare un coinvolgimento sessuale, cioè che per altri soggetti costituirebbe una fantasia sessuale o addirittura una fantasia masturbatoria, ma che nel caso di specie non si accompagna e nessuna forma di eccitazione sessuale. Le fantasie astratte sono la manifestazione della non repellenza verso certi contenuti sessuali, ma non costituiscono affatto indici di coinvolgimento o di orientamento sessuale. Le fantasie astratte non sono prodotte da episodi sessualmente coinvolgenti o dal loro ricordo, sono invece un parto puramente razionale e non coinvolgono la sessualità fisiologica. Capita spesso che dei ragazzi gay che non si accattano cerchino di avvalorare una loro ipotetica identità etero sulla base di fantasie astratte. Va osservato che le fantasie astratte, anche se riguardano situazioni potenzialmente coinvolgenti a livello sessuale, non hanno per il soggetto che le alimenta alcuna valenza sessuale concreta. È evidente che le fantasie astratte non sono vissute dal soggetto né come gratificanti né come disturbanti, possono al massimo essere tranquillizzanti ma solo a livello razionale, in genere a livello emotivo non servono a risolvere l’ansia.

4) I contenuti sessuali di tipo fobico od ossessivo sono, appunto, contenuti che si presentano in modo automatico e incontrollabile nell’ambito di situazioni o di fantasie sessuali con le quali non sono immediatamente correlati. Si tratta di contenuti che il soggetto teme, dei quali, a torto o a ragione, ha paura e che tendono a ripresentarsi in modo ossessivo e profondamente disturbante. I contenuti di tipo fobico-ossessivo non sono oggetto di fantasie sessuali, nel senso che il soggetto non ci si sofferma volutamente in cerca di una gratificazione, li vede anzi come un elemento estraneo la cui presenza tende ad invadere piano piano tutti i settori della vita affettiva e relazionale. Mentre le fantasie sessuali hanno una radice profonda nel vissuto precedente, i contenuti fobico-ossessivi emergono in modo imprevisto e tendono a stabilizzarsi creando stati di notevole sofferenza psichica. La negatività dei contenuti fobico ossessivi è spesso legata non all’esperienza individuale ma ad archetipi di tipo educativo che si sono consolidati nel tempo come pregiudizi profondamente assimilati. Va sottolineato che la negatività di tali contenuti quando il soggetto li riferisce a se stesso, non significa affatto intolleranza o rigetto di situazioni analoghe non riferire a sé. Per esempio, un ragazzo etero, apertissimo verso i gay e con amici gay, che quindi non presenta alcun tipo di omofobia o di intolleranza sociale verso i gay, può benissimo sviluppare contenuti fobico-ossessivi di tipo gay

Per chiarire la situazione porto due esempi:

Situazione n.1
Un ragazzo 25enne, che ha alle spalle una storia affettiva e sessuale nettamente etero scrive: “Ho paura di essere gay perché da un po’ di tempo ho fantasie sessuali gay, mi immagino che un uomo mi prenda con la violenza ma io l’idea di potere stare con un uomo la considero proprio repellente. Forse sto reprimendo la mia omosessualità, ma quando mi fermo a pensare a una ragazza che mi piace mi torna inevitabilmente in testa l’idea che arriva uno che mi prende con la forza e non riesco più nemmeno a masturbarmi pensando a una ragazza perché l’idea di poter essere gay si sta impadronendo di me, ma non ho mai pensato ad un uomo come a un interesse sessuale, proprio a nessun livello”.

Analisi della Situazione n.1
a) Il ragazzo teme, ha paura di essere gay.
b) Quelle che lui chiama fantasie sessuali sono in realtà contenuti fobico-ossessivi, assolutamente non gratificanti e profondamente disturbanti, vissuti come elementi estranei che invadono il campo.
c) In conclusione il quadro sembra escludere che si tratti di un gay che fatica ad accettarsi

Situazione n.2
Un ragazzo 21enne scrive: “Sono sempre stato etero, ma è un po’ di tempo che guardo i ragazzi con un altro occhio, sta diventando quasi un’ossessione, se ci penso mi eccitano, cerco di reprimermi in tutti i modi ma certe volte non ce la faccio proprio e mi masturbo pensando a un ragazzo e dopo mi sento malissimo, perché non mi sento gay e quando penso al mio futuro lo vedo in una famiglia mia. E poi pensare alla mia vita con una ragazza mi fa stare bene, è esattamente quello che voglio”.

Analisi della Situazione n.2
a) Anche se il ragazzo parla di quasi ossessione, si tratta di vere fantasie masturbatorie contro le quali si cerca di resistere razionalmente in nome di una presunta eterosessualità.
b) L’eterosessualità è presente solo attraverso fantasie astratte come il vedersi in futuro in una famiglia o il sentirsi confortato dal pensiero astratto della vita con una ragazza.
c) In conclusione il quadro sembra indicare che si tratti di un gay che non si accetta.

Tra le cause più frequenti della presenza di contenuti fobico-ossessivi gay nella sessualità di ragazzi eterosessuali si possono citare:
a) La prevalenza della dimensione sessuale su quella affettiva nell’ambito di un rapporto etero, che rende il rapporto insoddisfacente e alimenta ansie di prestazione.
b) Il rifiuto incontrato da parte di ragazze dalle quali il ragazzo etero era fortemente attratto. Il rifiuto deprime l’autostima.
c) L’aver passato l’infanzia e l’adolescenza vivendo il disagio di essere additati come gay in modo del tutto non corrispondente ala realtà.

Sia nel caso a) che nel caso b) si insinua in modo ossessivo il sospetto che l’insuccesso possa derivare da una qualche forma di omosessualità latente in via di emersione. Il ragazzo prima di andare ad un contatto sessuale con una ragazza o prima di masturbarsi, avverte che i contenuti fobico-ossessivi sono lì in agguato e questo fatto comporta che l’esperienza sessuale sia pesantemente condizionata dall’ansia con esiti di mancata o insoddisfacente erezione e di debole partecipazione emotiva che contribuisce a consolidare i contenuti fobico-ossessivi. Sono anche frequenti in queste situazioni gli esperimenti sessuali. Il ragazzo si mete alla prova per valutare la risposta della sua sessualità sia in situazioni etero che in situazioni gay analoghe, prova per esempio a masturbarsi con fantasie analoghe sia in campo gay che in campo etero. Dato che non si tratta di vera sessualità perché manca la spontaneità che è l’elemento portante della sessualità, questi esperimenti sono anch’essi deludenti e preludono talvolta a un vero e proprio rifiuto della sessualità sia gay che etero. In situazioni del genere è controproducente spingere il ragazzo ad andare a fondo nella ricerca dei perché, accade molto spesso che la sessualità sia il bersaglio e non la causa dei contenuti fobico-ossessivi. Se i disturbi fobico ossessivi sono reattivi cioè sono nati per reazione a situazioni molto ansiogene e stressanti, essi spariranno al venir meno della causa che li ha prodotti. Esempi classici sono quelli dei ragazzi che hanno disturbi di questo genere quando vivono in famiglia e che li superano quando si trovano per esempio in un pensionato universitario. Spesso le cause vanno ricercate in territori non collegati alla sessualità: perdita del lavoro, paura di perdere la propria ragazza. Come in molte situazioni di disagio psicologico è consigliabile favorire la socializzazione da parte dei ragazzi, in modo che il pensiero ossessivo abbia meno spazio e soprattutto perché non lo si senta condizionante rispetto all’intera sfera relazionale. In buona sostanza il modo di affrontare i contenti fobico ossessivi può essere riassunto così: molti hanno paura dei fantasmi e per questo non escono di casa, i fantasmi non esistono, ma la paura dei fantasmi può essere paralizzante. Come si cura il timore ossessivo dei fantasmi? Prendendo atto che i fantasmi non esistono! Riportando il ragionamento all’idea ossessiva di poter essere gay da parte dei ragazzi etero, come è possibile superarla? C’è una sola via e cioè rendersi conto che non si tratta di fantasie sessuali che indicano l’omosessualità ma proprio di disturbi ossessivi in cui l’omosessualità è presente non come tale, ma come pausa della omosessualità. E dove l’omosessualità non c’è in termini oggettivi non ha alcun senso averne paura.

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domenica 20 dicembre 2009

FORSE NON SONO GAY

Ricevo la seguente mail, che pubblico con la mia risposta.

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Ciao Project,

mi chiamo Andrea e ti scrivo per parlarti di alcune cose in un periodo abbastanza transitorio della mia vita.
Ti avverto sin da ora che si tratta di considerazioni piuttosto personali che vanno prese con il giusto distacco e lucidità perché probabilmente non sono molto comuni. Inizio con il dirti che ho 24 anni e intorno ai 15 ho iniziato a pensare di essere gay. Ero un ragazzo piuttosto solo e insicuro, pieno di paure e fobie che mi impedivano di vivere in modo spensierato come tutti gli altri. La risposta a tutti questi miei disagi sembrava essere una sola, l'omosessualità, caratteristica con la quale cercavo di giustificare la mia diversità e, allo stesso tempo, rispondere a bisogni molto complessi che non riuscivo a realizzare in nessun altro modo. Con la consapevolezza di essere gay mi sono mosso per anni cercando un contatto umano avendo un enorme bisogno di dare e ricevere affetto. Sin dall'inizio ho capito che la maggior parte dei gay erano diversi da me, sia per il sessocentrismo che per una certa effemminizzazione delle proprie caratteristiche, perciò attraverso le chat d'incontri mi muovevo alla ricerca di un altro diverso tra i diversi. La cosa davvero incredibile e che con la costanza e l'intuito ho conosciuto davvero persone così, eppure negli incontri dal vivo mancava quasi sempre qualcosa. Sebbene spesso mi sentivo psicologicamente appagato da conoscenze e amicizie, cosa che nel mio ambiente di vita ancora non succedeva, mancava sempre un reale trasporto che mi impediva di amare anche fisicamente un altro uomo. Qualcosa sono riuscito anche a fare comunque, però non mi sentivo mai davvero appagato e cercavo sempre giustificazioni a riguardo, davo la colpa alle situazioni del momento, a qualcosa che non mi convinceva del partner o, addirittura, che potessi avere problemi sessuali fisici, ma la realtà probabilmente era ben diversa. Con il passare degli anni sentivo che qualcosa di importante non funzionava perché non avevo mai un riscontro fisico tale da giustificare un certo tipo di inclinazione e così, mentre nella vita di tutti i giorni acquistavo sempre più sicurezza superando la maggior parte dei miei problemi, dal punto di vista affettivo/sessuale continuavo ad avere enormi dubbi.
Solo di recente mi sto sempre più rendendo conto che, molto probabilmente, la ricerca di un altro uomo non era altro che un tentativo disperato di farmi accettare da qualcuno in un periodo già di per se problematico come l'adolescenza. E' dura ammettere queste cose, come è ancora più dura aver capito che mi stavo muovendo nella direzione sbagliata fino a poco tempo fa, tuttavia ho individuato tutta una serie di questioni che mi hanno portato su una strada piuttosto che un'altra. Sia ben chiaro, non rinnego nulla del mio passato, ho fatto ciò che sentivo di fare così come son convinto che non esistono confini così netti a livello di inclinazioni sessuali, però mi sto rendendo conto che vecchi complessi a parte non sono così gay come davo per scontato. La cosa è ovviamente destabilizzante e non è facile ora fare il passo definitivo verso questa nuova consapevolezza, tuttavia ho degli ottimi amici ai quali mi sono confidato prima e anche ora e oltre a loro nessuno sa e immaginerebbe mai che ho avuto pseudo esperienze gay. Tra l'altro in genere piaccio pure alle ragazze e, pur non essendo ancora passato all'azione ammetto, ammetto che in questo periodo oltre a chiedermi il perché e il per come di tante cose inizio pure a provare un certo interesse che mi attrae e allo stesso tempo mi spaventa... non so perché ti racconto tutto ciò, mi rendo conto che è anche piuttosto difficile condensare anni di vita e sensazioni in poche righe, a dire il vero
temo che sia difficile comprendere la mia storia in una mail, tuttavia ho sentito il bisogno di testimoniare la mia esperienza e magari sentire anche il tuo parere. Se deciderai di pubblicare questa mail ti prego di omettere il mio nome. Ti auguro buone feste, un saluto e grazie per avermi letto.

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Carissimo Andrea,

comincio col ringraziarti per aver voluto contribuire alla discussione dei temi riguardanti l’omosessualità con una tua testimonianza personale. Cercherò di risponderti sulla base delle esperienze maturate in Progetto Gay.

In primo luogo non sei certamente il solo a provare momenti di disorientamento sessuale. Sulla base di quello che dici sono possibili due ipotesi interpretative sostanzialmente diverse. Partiamo dalla prima.

Potresti non essere realmente gay e il tuo orientamento pseudo-gay potrebbe essere stato causato dalla necessità di individuare una motivazione precisa a tante situazioni di disagio che forse con l’essere gay avevano ben poco a che vedere. Tu stesso ti ritenevi un gay anomalo perché la tua vita non era polarizzata intorno al sesso e perché non sei effeminato (nota bene che l’equazione “gay = effeminato” è sbagliata nella quasi totalità dei casi). Hai ricercato tra i gay il tuo simile e non lo hai trovato, questo ti ha portato a pensare che probabilmente tu non fossi realmente gay, anche perché in un rapporto fisico omosessuale avvertivi sempre un senso di sostanziale insoddisfazione.

È un’ipotesi, certo, ma per suffragare questa ipotesi ci vorrebbero degli elementi concreti in più. Se accanto alla tua ricerca di un tuo simile in una chat gay, provando un senso di insoddisfazione sessuale ,tu, non dico avessi provato a corteggiare una ragazza, ma semplicemente ti fossi masturbato pensando a una ragazza e in questo caso con una vera soddisfazione sessuale, beh allora l’ipotesi avrebbe maggiore concretezza. L’orientamento sessuale non si manifesta attraverso i comportamenti di coppia ma attraverso i desideri sessuali e attraverso le fantasie sessuali che accompagnano la masturbazione. Aggiungo che il fatto stesso di cercare insistentemente nelle chat gay ragazzi che tu potessi sentire simili, mettendo del tutto da parte per anni la prospettiva della eterosessualità, non lascia pensare che tu abbia un orientamento sessuale realmente etero. Potresti dirmi che esiste la bisessualità, ma la vera bisessualità o alterna lunghi periodi di sessualità esclusivamente gay a lunghi periodi di sessualità esclusivamente etero oppure vede il convivere “soddisfacente” sia di sessualità etero che di sessualità gay, se non nei rapporti d coppia almeno nella masturbazione, che risulta non orientata in una sola direzione e gratificante in entrambe le direzioni.

Francamente leggendo la tua mail, che offre però pochi elementi per farsi un’idea concreta della situazione, l’ipotesi interpretativa che mi è venuta in mente è un’altra.

Vedo spesso ragazzi gay che cercano risposte facili alle loro esigenze affettive, negando quasi che si tratti di vere esigenze affettive e trasponendo tutto sul piano della sessualità. In questo modo, questi ragazzi si mettono in mente che “devono” cercare al più presto la soluzione del loro problema, che a loro appare essenzialmente quello di non avere un ragazzo con cui vivere un’esperienza sessuale, si buttano quindi alla frenetica ricerca del compagno con cui finalmente rompere il ghiaccio e provare. Cioè per loro il loro ragazzo non è un ragazzo da amare ma un modo per risolvere il loro problema personale. Su questa base tramite le chat tanti ragazzi avviano una serie di esperienze sessuali, quasi sempre insoddisfacenti, ma di fatto trascurano l’unica cosa che conta, cioè la costruzione di un legame affettivo profondo. Non mi meraviglia affatto che chi ha vissuto l’essere gay attraverso l’esperienza delle chat, alla fine, non se ne senta per niente soddisfatto, ma quelle cose hanno ben poco a che vedere con l’omosessualità vissuta come si deve, cioè vissuta a livello affettivo profondo. Dico spesso che essere gay non significa fare sasso con un ragazzo ma innamorarsi di un ragazzo. Nell’innamoramento esiste ovviamente una base fisica che però è ben lungi dall’esaurire la portata complessiva dell’essere innamorati. Se la sessualità gay è vissuta con un ragazzo che si ama e che ci ama, allora ha un valore comunicativo profondo perché ha una valenza affettiva forte, cioè non è un modo per risolvere i propri problemi tramite un’esperienza in cui l’altro, in fondo, non è l’elemento essenziale, ma è un modo di amare, di cogliere e di realizzare le esigenze dell’altro, nel rispetto anche dei suo timori, dei suoi tempi e delle sue ritrosie.

È vero che il tuo modo di vedere la vita non è centrato sulla sessualità, ma in effetti la tua mail finisce per concentrarsi solo sulla sessualità “come problema”, manca cioè l’elemento essenziale, quello affettivo, manca l’innamoramento vero, sia per un ragazzo che per una ragazza.

Il mondo gay reale non è quello delle chat ma quello dei rapporti affettivi veri e reciproci che crescono nel tempo ed è proprio l’esperienza del mondo gay “affettivo” che ti manca, è proprio il vivere con un ragazzo un vero rapporto affettivo di coppia. Di fonte alla insoddisfazione sessuale che hai provato nelle tue esperienze gay e alla assenza di rapporti affettivi gay profondi, è ovvio che tu cerchi “la soluzione del problema” in campo etero. Ma devo dirti una cosa, ho parlato spesso, di recente, con un ragazzo che aveva vissuto esperienze gay e che poi ha finito per tornare ad una eterosessualità esclusiva. Bene, quando quel ragazzo parlava della sua ragazza lo faceva con un entusiasmo e una partecipazione affettiva che non lasciavano alcun dubbio sul fatto che, nonostante le esperienze gay, quel ragazzo fosse etero: essere etero non vuol dire fare sesso con una ragazza ma innamorarsene e quel ragazzo ne era innamorato.

Ovviamente nel formulare questa seconda ipotesi, per la quale saresti soprattutto un gay deluso nelle sue aspettative affettive di fondo, che ha conosciuto solo ambienti in cui è estremamente improbabile creare rapporti personali su una vera base affettiva, e che ora è in fuga perso l’eterosessualità, mi baso essenzialmente su analogie con situazioni apparentemente simili in contrate in Progetto Gay, ma ovviamente mi mancano gli elementi concreti per poter capire qualcosa di più. Però non darei tanto per scontato che ora tu stia scoprendo la tua vera sessualità etero perché sembrerebbe piuttosto che tu stia scappando da una serie di esperienze negative in campo gay. Se tu trovassi un ragazzo che ti vuole veramente bene e al quale tu vuoi bene, pensi che vivere con quel ragazzo condividendo con lui tutti gli aspetti della vita, sessualità compresa, ma non come esperienza ma come forma d’amore, ti lascerebbe ancora insoddisfatto? Io credo di no.

Un abbraccio. Buone feste!

Project

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