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venerdì 5 ottobre 2007

I RAGAZZI DEI BLOG GAY

Mi permetto di cominciare questo post con una citazione dal blog MSN del mio nuovo amico di cui ho parlato nel post precedente: “sono fiero di quello che sono... un ragazzo gay!” Leggere una frase come questa mi fa estremamente piacere, adesso, finalmente, magari sotto la protezione dell’anonimato di Internet (anche se chi pubblica in rete le sue foto non ha il certo il mito della privacy!) queste cose si possono dire. L’orgoglio gay è questo, è niente altro che questo, è potere dire: “io sono fiero di essere un ragazzo gay!” Ai miei tempi Internet non c’era e la solitudine era spaventosa, ma oggi c’è, oggi internet sta cambiando anche il mondo gay e i blog gay sono uno degli stimoli più forti di questo cambiamento. I miei blog (come dice Distillato) sono blog a tema e non sono tipici blog gay personali. I blog come i miei possono avere una funzione di supporto nel diffondere una visione più realistica del mondo gay, ma il vero motore di questo cambiamento sono i blog dei ragazzi gay, i blog di tipo personale. Ne ho letto uno ieri sera e sono rimasto incantato! Ho respirato un’aria di giovinezza, di positività, di amore al futuro, di gioia di vivere, che mi ha portato a pensare che per tanti ragazzi gay la felicità è possibile e concretamente realizzabile, che il mondo, finalmente, non è più quello di una volta. Leggo e ci ritrovo la vita di ragazzi giovani e un po’ meno giovani, ci ritrovo le loro speranze, le loro delusioni, ma anche il loro entusiasmo, gli echi della loro felicità. I blog dei ragazzi gay non sono un numero esiguo ed danno un’idea dell’articolazione quanto mai varia del mondo gay che è, come ogni mondo reale, lontanissimo dall’essere omogeneo. Sono ragazzi che ormai non hanno più paura di dire che sono gay, che di questo hanno fatto un valore e sarei portato a dire il valore e il motivo di orgoglio della loro vita. In questi blog non c’è nulla di pornografico, c’è una sessualità pulita, della quale non ci si vergogna perché è una cosa bella... alto che modelli! Altro che stupidaggini! In questi blog c’è la vita vera di tanti ragazzi gay, una vita bella, dignitosa, moralmente di alto profilo, senza meschinità e senza stupidità, una vita vissuta condividendo la vita affettiva con un compagno, per quelli che hanno la fortuna di averlo, o costruendo un futuro concreto nella prospettiva di vivere prima o poi un vero rapporto d’amore. Quante strade diverse hanno portato questi ragazzi a riconoscersi gay... quanti modo diversi, più o meno condizionati dall’ambiente esterno, ci sono per vivere la propria affettività e la propria sessualità, ma alla fine quello che mi rende felice nel leggere questi blog è che questi ragazzi, pur nelle ansie della vita di tutti i giorni, nei problemi dello studio e del lavoro, hanno fatto del loro essere gay un elemento irrinunciabile della loro vita, sono gay e pure nelle complicazioni più estreme sono fieri di essere gay. Ormai questi ragazzi hanno una coscienza autonoma, hanno superato la necessità di essere sostenuti dall’eterno, non temono i giudizi di nessuno, hanno una loro moralità. Su alcuni di questi blog ci sono delle foto, foto di ragazzi che si baciano, che si tengono per mano, che si sorridono, che non hanno paura di manifestare la loro affettività. Queste immagini sono dolci, trasmettono una sensazione di libertà, di pace, di serenità... sono l’espressione di un modo di vivere che non ha bisogno di nessuna legittimazione esterna perché trova in se stesso il suo perché. I ragazzi dei blog gay sono l’immagine più autentica del mondo gay e non delegheranno a nessuno la rappresentanza del mondo gay. E’ consolante pensare che qualità di persone c’è dietro questi blog. Si sente che il mondo sta cambiando. Grazie ragazzi! State facendo una cosa grande, per fare cose grandi vi basta essere voi stessi.

domenica 30 settembre 2007

BLOG SUL VERO MONDO DEI GAY

Carissimi lettori,
questa sera tutto il lavoro che ho fatto nei giorni scorsi per aggiornare i miei blog gay è stato premiato e, secondo le previsioni, il blog STORIE GAY (
http://nonsologay.blogspot.com/) e comparso su Google al posto n. 4 sotto la chiave di ricerca “STORIE GAY”. Se la cosa durerà (ma ci sono tutte le premesse) quel blog finirà per ottenere più lettori anche di “Progetto Gay” (http://progettogay.myblog.it/) che ha l’unica pecca di chiamarsi “Progetto Gay” e non “Storie Gay” che, tra le chiavi di tipo non porno rappresenta la prima chiave di accesso ai siti gay (circa il 40% del traffico). L’indice molto completo e ben strutturato del blog STORIE GAY presenta un altro grosso vantaggio, offre al lettore, a colpo d’occhio, un’idea del contenuto di tutto il blog, il lettore quindi cerca quello che lo interessa e legge più di un post, oggi siamo ad una media di oltre tre post letti per lettore, mentre per Progetto Gay il numero medio di post letti da ciascun utente non supera 1,5. Tuttavia i lettori di SRORIE GAY sono molto meno fedeli di quelli di Progetto Gay, che ormai mi conoscono. Le visite di ritorno su Progetto Gay sono numerose, su Storie gay sono pochissime. Poiché i miei blog gay contengono al 95% e oltre gli stessi contenuti, la visibilità è notevolmente aumentata e, tra l’altro, aumentando la percentuale di accesso tramite la chiave “storie gay” (chiave non porno) è diminuito proporzionalmente il numero degli accessi di lettori interessati a siti porno a quindi non molto motivati a siti come i miei, i tempi medi di permanenza sui blog tendono quindi ad aumentare.
Come ho detto più volte queste analisi statistiche e questo mio lavoro non hanno alcun fine economico. Io desidero solo smentire l’equazione gay = porno e raccontare cose vere a chi a voglia confrontarsi con cose vere. I miei blog sono letteralmente esplosi, non avrei mai sognato di ottenere simili risultati. Evidentemente quello che scrivo corrisponde all’esperienza reale di molti lettori. Io scrivo per i gay e per chi li rispetta e vuole capirli. Qualunque suggerimento sarà graditissimo. Grazie amici!

CIAO DISTILLATO 8

Dopo una giornata stressante lontana da questo blog, eccomi finalmente al mio posto. E questa volta, dopo ben quattro commenti (su Progetto Gay), Distillato si merita una risposta un po’ più articolata.
Circa il commento a “scoraggiamento gay” ho parecchie cose da dire. Non so se hai mai visto un vecchio film con Rex Harrison e Richard Burton. E’ un film del 1969, ma già prima si era visto in teatro con attori del calibro di Renzo Ricci e Paolo Stoppa e con un regista come Sandro Bolchi. La vicenda sembra ricalcare il tipico modello di commedia gay: un parrucchiere e un ex attor giovane troppo stagionato entrambi oltre i 55 (ovviamente gay e un po’ da operetta buffa) convivono in situazioni paradossali, con vecchie madri che li considerano eterni bambini, vicini pettegoli, ecc. ecc. I due litigano ogni giorno e il litigio finisce sempre nello stesso modo, uno dei due sbatte la porta e se ne va ma poi, dopo dieci minuti torna indietro. Il film ha una portata sentimentale notevole e talvolta ha toni sostanzialmente drammatici. I protagonisti sono due falliti, non solo perché sono gay ma perché nella loro vita non hanno concluso nulla... ma non mi sentirei proprio di dire che non si amano. Si amano da disperati, ma sono l’uno per l’altro l’unica ancora di salvezza. Quello che dici: quando qualcosa ti fa soffrire è bene chiudere e cambiare, è vero solo dal punto di vista di un ragazzo gay ma per un uomo di mezza età, o addirittura per un vecchio, per queste persone le alternative non esistono e amore e disperazione si fondono inevitabilmente, perché, con tutto il seguito di sofferenza che pure è inevitabile in un certo tipo di rapporto, esiste pure una dimensione che è comunque d’amore. I protagonisti di “scoraggiamento gay” non sono ragazzi e la dimensione del fallimento l’avvertono concretamente, per loro, ormai, la vita vera può essere solo quella. Il commento a “coppia gay” mi piace moltissimo anche perché, pure se con qualche differenza, mi sono trovato a vivere situazioni sostanzialmente simili a quelle, e dalla parte di quello che fa il duro, e la cosa è andata a finire più o meno come nella storia. Se avessi trovato persone che non mi volevano bene veramente, non mi avrebbero tollerato, ma per fortuna ho trovato persone che mi volevano bene veramente proprio come nella storia. Siccome questa storia ha per me una valenza autobiografica il fatto che ti abbia fatto effetto, per me, è particolarmente importante. Il commento a “sentirsi imbranati” intanto mi consola perchè forse non sono l’unico a sentirmi imbranato, almeno in certi momenti, e poi la chiusa: contraddizioni o forse no... mi incuriosisce, in effetti non credo che siano contraddizioni ma penso si tratti del riaffiorare di paure ancestrali, essenzialmente la paura dell’abbandono, e dell’idea, sostanzialmente stupida, ma dura a morire, che i rapporti affettivi siano una specie di partita a scacchi in cui non si devono sbagliare le mosse.
Quanto al commento a “eros gay e meccanica quantistica” concordo pienamente sul fatto che la storia potrebbe benissimo essere riscritta in chiave etero, a conferma del fatto, se mi ce ne fosse bisogno, che moltissime tematiche relative alla vita effettiva sono esattamente le stesse per i gay e per gli etero, cosa che d’altra parte mi pare ovvia, ma quando dico che quella è “vita gay” intendo dire che (almeno con gli occhi di una persona della mia età) data l’assoluta improbabilità di realizzare una convivenza gay, come è stata quella iniziale dei protagonisti, quando una eventualità del genere si realizza, l’idea di avere vinto il primo premio della lotteria viene eccome, ma poi ci si rende conto che l’altro è realmente altro, sesso o non sesso, e l’unica scelta possibile è tra tenerselo com’è o buttare via tutto. Alla fine si può anche amare una persona che ti fa soffrire perché in qualche modo ha bisogno di te. Il suo mondo non lo puoi distruggere. Mi torna sempre in mente la frase bellissima di Baldwin: “qui non c’è niente da decidere, qui c’è tutto da accettare!” Mi è capitato giorni fa un episodio significativo a questo proposito, te lo racconto. Un ragazzo che conosco, trentunenne, gay non dichiarato, ma in sostanza convivente con un altro ragazzo un po’ più giovane in un modo molto gratificante (li ho visti insieme tempo fa ed erano l’incarnazione della felicità) ha fatto e vinto due diversi concorsi per il dottorato di ricerca in due università agli estremi opposti dell’Italia, ci siamo trovati a parlarne e mi ha chiesto che cosa ne pensavo, in pratica se, secondo me, sarebbe stato meglio andare a nord o a sud. Io gli ho risposto una cosa che lo ha fatto arrabbiare, gli ho detto che, secondo me, stava per fare la più grande stupidaggine della sua vita, è rimasto piccato, voleva che gli dicessi che era stato bravo, ma in sostanza gli ho detto che stava vendendo l’anima al diavolo e che del suo compagno evidentemente non gliene fregava niente. Io l’altro ragazzo lo conosco bene e come era andato in crisi l’avevo visto, ma quello che aveva vinto il concorso non se ne era accorto e andavano a letto insieme tutti i giorni! Perché non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere. I gay giovani molto spesso sono portati a pensare che vendersi l’anima sia una cosa “intelligente” o che una cattedra all’università sia meglio di una vita affettiva felice e quando è così e inutile tentare di farli ragionare perché non escono dai loro schemi. Nella storia di “eros gay e meccanica quantistica” si risente inevitabilmente anche l’eco dalla vicenda che ho appena raccontato e che, lo devo confessare, non mi è piaciuta per niente, perché poi il ragazzo che ha vinto il concorso la scelta l’ha fatta ed è andato a Milano e il suo compagno e rimasto solo! Quello che è andato a Milano vedeva solo la scelta tra Milano e l’altra università, ma pensare che c’era un’altra scelta da fare a monte, cioè se partire o restare con il suo compagno, non gli è passato nemmeno per l’anticamera del cervello... ma quindici giorni prima il milanese parlava d’amore così bene che sembrava che fosse innamorato per davvero! Per oggi la chiudo qui... ma sto preparando un’altra storia e questa volta proprio su una questione delicatissima, ne ho scritto una bozza, ma non so fino a che punto mi posso spingere senza passare i limiti (non si tratta di sesso).

SENTIRSI IMBRANATI

Vi capita mai di aspettare qualcosa (per qualcosa intendo un momento di colloquio serio a qualunque livello) e quando poi la cosa succede di sentirvi totalmente imbranati e incapaci di gestire la faccenda e perfino di fare una figura dignitosa? A me è capitato oggi con un lettore di questo blog. Era un po’ che non ci si sentiva e, onestamente, cominciavo a pensare male, dietro questa espressione sono solito nascondere l’idea di avere fatto una figuraccia, di essere stato una delusione. [Nota per Distillato: Io predico predico ma poi la differenza di età la sento eccome e accidenti se è un condizionamento!]. Quando i giorni passano e le persone non si fanno sentire pensi che sono rimaste deluse, ti viene quasi naturale... Poi arriva la scampanellata di MSN: Eccolo! Allora c’è! Si fa sentire! ... è paradossale ma a me sembra quasi strano! Anche se non c’è proprio niente di strano! In teoria tutto dovrebbe funzionare benissimo, perché io, in fondo, la chiamata l’ho aspettata, ... ma non è esattamente così, non so che dire, cerco di dire cose “intelligenti” ma poi finisce che faccio una figura barbina, ho paura di rompere le scatole, ho paura di essere stato chiamato per cortesia, se non proprio di avere fatto pena, ho paura di dire troppo o troppo poco, abbozzo una conversazione ma mi viene fuori una cosa misera. Lui mi dice cose serie e oggettive, certe volte anche molto gratificanti, ma più belle sono le cose che mi dice più mi danno l’impressione di essere formule di cortesia... e non ho assolutamente nessun motivo per pensare una cosa del genere... però il cervello segue quasi un automatismo incontrollabile... Ecco le paure come vengono! So benissimo che sono cose stupide, razionalmente lo so, ma non mi fido nemmeno del mio cervello e corro a vedere tutto nero... è un po’ come se uno sentisse l’ebbrezza di distruggere tutto. Lo ripeto, so benissimo che sono cose assurde e l’ho scritto in questo blog molte volte, ma quando ti ci trovi ti rendi conto che queste paure esistono. Sono in scala diversa, ma sono le stesse paure con le quali ho dovuto combattere ormai molti anni fa nei momenti cruciali della mia vita. Per fortuna lui mi ha dato una strigliata un po’ energica e mi ha riportato con i piedi per terra... perché poi quando uno comincia ad incartarsi rischia di andare di male in peggio e di dire solo stupidaggini. Aveva poco tempo e ha detto che mi richiamerà stasera, spero solo che non perda la pazienza. Onestamente perdere questi contatti mi dispiacerebbe parecchio ma rischio di perderli per la mia stupidità.

venerdì 28 settembre 2007

CIAO DISTILLATO 7

Ciao Distillato,
ho letto e riletto il tuo ultimo commento. Sono profondamente felice che ci si trovi sulla stessa lunghezza d’onda e sono felice di averti conosciuto e di questo splendido dialogo che si è creato. Le cose che mi dici mi convincono ancora di più, se mai ce ne fosse bisogno, che i valori tipici del mondo gay, cioè dei gay come persone: il rispetto dell’altro, l’amore incondizionato, la dedizione senza riserve, possono rendere la vita una realtà bellissima. Se il mio sogno era cercare di dare un’immagine vera di ciò che sono i gay, io credo che insieme ci stiamo riuscendo, e l’immagine che ne viene fuori non è solo vera ma di altissimo profilo. E sapere che le mie esperienze sono affini a quelle tue e del tuo compagno mi conferma nell’idea di non essere affatto l’unico a vivere così e il senso di consolazione che ne deriva è grandissimo perché vedo che le cose che danno a me un’emozione possono avere lo stesso effetto anche su di te e che le soluzioni che abbiamo cercato ai problemi della vita affettiva pure senza conoscerci sono in fondo sostanzialmente le stesse. Il mondo vero dei gay che non danno spettacolo è un mondo bellissimo e serissimo dove si può realizzare una felicità profonda. Tu sai bene che queste non sono parole! Volersi bene è l’unica cosa che può dare un senso alla vita e nel mondo gay il valore sommo è proprio il volersi bene. C’è gente che quando parla di gay pensa subito al sesso... ma come fanno a non capire? Io il sesso l’ho sognato e non l’ho mai avuto, ma d’amore ne ho avuto tantissimo, da ragazzi che non hanno avuto paura di me. Quando mi sono reso conto di quello che stava succedendo, cioè che si stava creando qualcosa di serio, pensavo che oltre il fatto di essere gay la differenza di età potesse creare problemi, pensavo che dei ragazzi giovani potessero avere paura di me, che mi potessero vedere come uno che poteva approfittare di loro, un po’ come l’orco delle favole, ma non avevano paura, non ne avevano affatto! Una volta ero rimasto d’accordo con un ragazzo che “forse” ci saremmo visti l’indomani, io non avevo sottolineato la cosa deliberatamente. Avevo un desiderio fortissimo di andarci ma ho fatto violenza a me stesso e non ci sono andato. Lui invece all’appuntamento c’è andato e ha aspettato tantissimo tempo inutilmente, io non ci sono andato per lasciarlo libero, non avrei mai fatto una cosa simile se avessi pensato che potesse starci male. L’indomani è venuto da me e mi ha detto. “Ma ieri perché non sei venuto? ... ci sono stato malissimo, è stata proprio una pugnalata”... io ho provato a spiegargli che avevo desiderato tantissimo di andarci ma che non c’ero andato per permettergli di prendere più facilmente la sua strada, ma nel dire questo lui ha notato che io ero veramente turbato e mi ha perdonato, poi ha stretto le mani a pungo e mi ha dato due lenti pugni sul petto e mi ha detto con gli occhi rossi: “Ma perché sei così stupido!” e io mi sono sentito un verme perché non ero stato capace di capire che quello era amore vero, ma certe esperienze fanno bene all’anima. Sono uscito da visioni molto schematiche e sostanzialmente stupide della vita effettiva proprio perché ho conosciuto questi ragazzi che mi hanno insegnato ad amare e hanno preteso che io lo imparassi passando sopra alla mai stupidità che pure li aveva fatti soffrire. Io oggi mi sento profondamente felice, non avverto il minimo senso di frustrazione e vorrei che gli altri potessero vivere cose meravigliose come quelle che vivo io. Mi sento amato in senso profondo e sono felice di essere gay e per costruire questa felicità anche tu hai fatto la tua parte! Un abbraccio.

CIAO DISTILLATO 6

Ciao Distillato,
dopo un commento come il tuo non posso non dire subito la mia, perché io vedo queste cose dall’altro lato. Io non so che differenza di età ci sia tra te e il tuo compagno ma da quello che dici non deve essere piccola. Di cose da dirti su questi particolari tipi di rapporto ne avrei moltissime perchè sono sicuramente tra le cose che conosco meglio. Ti dico della mia esperienza che, per particolare che sia, non è proprio minima. Quando una persona grande incontra l’amore di un ragazzo della tua età è inevitabile che vada in crisi, la paura c’è, può non darla a vedere ma la paura c’è, non è l’idea di desiderare altri tipi di stabilità ma è proprio il fatto che un ragazzo di 23 anni per una persona adulta gay rappresenta moltissime cose, l’idea di rinascere, di sentirsi giovani anche quando non lo si è più, l’idea di avere un ruolo che è anche paterno, che è anche di guida. Ti posso garantire che il fatto che ci sia anche una dimensione sessuale concreta non distrugge queste cose, sono cose che possono convivere perfettamente e poi in un rapporto dissimmetrico di questo tipo un uomo più grande si sente innegabilmente gratificato dal fatto di rappresentare qualcosa di importante per un ragazzo più giovane, dal fatto di sentirsi amato. Quando è capitato a me, ti giuro, è stata una cosa che io avevo desiderato profondamente ma non avevo mai cercato concretamente proprio per non invadere, per paura di fare danni, di lasciare impressioni negative. La paura di un coinvolgimento profondo in questo tipo di relazioni per un uomo adulto è assolutamente dominante, specie all’inizio, e succedono cose che sono il contrario di quelle che ci si potrebbe aspettare, in genere a rompere il ghiaccio è il ragazzo più giovane che deve riuscire a vincere le paure dell’adulto, almeno a me è successo sempre così. Io scappavo ma il ragazzo che vedeva la mia ritrosia la considerava, come era, un segno di rispetto e d’amore. Aggiungo che ho trovato forme d’amore assolutamente gratuito e totale, con livelli di fiducia incredibili. Non c’è bisogno di dire che per un uomo adulto gay, sentirsi importante e utile, anche solo a livello di colloquio, per un ragazzo gay, è una cosa straordinariamente importante. Diciamola tutta: tra me te si è creata una forma di colloquio a distanza incredibilmente seria e questo fatto per me è una gratificazione importantissima. Aggiungo che un uomo gay adulto, non solo secondo la mia esperienza ma anche secondo quello che ho visto in situazioni non vissute direttamente da me, non mirerà mai (salvo casi realmente patologici) ad approfittarsi di un ragazzo gay giovane. Se penso a me stesso posso dire che per i ragazzi che mi hanno voluto bene e dei quali sono stato profondamente innamorato, in tutti i sensi, mi sarei veramente buttato nel fuoco senza nessuna esitazione, cioè più concretamente, per loro avrei sacrificato “qualsiasi cosa” ma assolutamente senza eccezioni. Voglio dire che nonostante la dissimmetria si viveva un rapporto meraviglioso e incredibilmente reciproco. Tante volte mi hanno fatto uscire dalla mia stupidità, mi hanno fatto ragionare. La cosa che mi ha sempre sconvolto di più, in questi tipi di rapporto, è che un ragazzo giovane, quando ti vuole bene, lo fa con tutte le sue forze e senza riserve e che l’unica cosa che lo mette in crisi è che tu possa dare l’impressione di voler troncare la relazione. Ho visto piangere convulsamente un ragazzo (più o meno della tua età) che nella mia vita è stato ed è fondamentale perché io stupidamente avevo usato un atteggiamento duro nei suoi confronti cercando di allontanarlo, pensando, lo ripeto, stupidamente, che il suo bene fosse andare per la sua strada e staccarsi da me. Quando l’ho visto piangere sono rimasto sconvolto e sono andato totalmente in crisi, perché io cercavo di rifiutare l’idea di poter essere veramente fondamentale per quel ragazzo, mentre era proprio così. Quando ti rendi conto di essere amato a questi livelli non esiste più nessuna possibilità di creare schermi razionali o di pensare di poter ragionare per arrivare a una conclusione, perché arrivare a una conclusione, cioè interrompere la relazione significa ammazzare l’anima di un’altra persona che ti ama e che ti ama in modo profondissimo. Superate queste paure, quando mi sono reso conto che quello che c’era era una cosa verissima e totalmente reciproca, messa da parte le volontà di fuga più o meno dettate da cosiddetti doveri morali, subentrava un’altra paura, anche questa una paura stupida, la paura di poter essere abbandonato, la paura che un ragazzo giovane prima o poi se ne possa andare per la sua strada. Questa è stata per me letteralmente un’idea ossessiva. Altro che cercare una situazione più stabile! Quando si è coinvolti in queste cose ci si sta dentro fino al collo ed è impossibile che si veda qualunque altra cosa sul proprio orizzonte. E la paura di essere abbandonato da un ragazzo più giovane che ti ama veramente è stupida. Forse quel ragazzo potrà avere bisogno di altro, voglio dire di un ragazzo giovane, e allora deve essere proprio l’uomo adulto che lo deve aiutare in questa strada, che gli deve facilitare la via, che lo deve “AMARE” anche quando il ragazzo se ne andrà, se se ne andrà, perché amare non significa tenere per sé ma fare la felicità dell’altro, accompagnandolo senza traumi, assicurandolo che se andrà per la sua strada l’uomo adulto lo amerà comunque, senza limiti e senza condizioni. In questo modo il rapporto di amore profondo potrà cambiare aspetto ma non finirà, non sarà soffocato. Il problema non è creare una relazione stabile ma mantenere un rapporto d’amore capace di crescere nel tempo. Mi sono sfogato un po’, forse ti ho detto cose molto lontane dalla tua esperienza ma, credimi, essere presi sul serio è bellissimo! Io non ti conosco ma quando, come adesso, ti auguro tutta la felicità possibile per te e per il tuo compagno, lo faccio con tutta l’anima, non è una cosa rituale, non mi sento fuori... la tua felicità è anche la mia.

COMMENTI GAY DA MEDITARE

Nel blog ora denominato STORIE GAY ho ricevuto due commenti, quanto mai significativi. Riposto questo commenti qui sotto, perché possiate leggerli comodamente. Per quanto mi riguarda posso solo dire che mi hanno messo in moto il cervello.
Commento ad “UN ETERO CERCA AFFETTO DA UN GAY” (presente anche su questo blog):
Anonimo ha detto...
Sta succedendo anche a me, lui ha 23 anni e io 43! Chi è in pericolo sono io, sono troppo grande, e non penso che possa essere, alla lunga, educativo per lui. Mi sta travolgendo con la sua giovinezza, spensieratezza, incoscienza e ... superficialità. Ho un compagno da 8 anni, non viviamo insieme, ma tra alti e bassi, è sicuramente la storia più importante della mia vita. Ho messo altre volte in pericolo la mia relazione, ma questa volta ho l'impressione che non dipenda solo da me. Mi corteggia e mi parla come se fosse già invaghito di me, piacevolmente grato della mia sola presenza. Sono spaventato ma al tempo stesso non riesco a non pensare a lui.
Commento a “PER UN GAY MEGLIO UN ETERO SERIO CHE UN GAY STUPIDO” (presente anche su questo blog)
lucio ha detto...
Sono perfettamente d'accordo con te quando dici che tra un gay ed un etero puo' nascere un rapporto affettivo, nel rispetto delle proprie tendenze sessuali. Mi dispiace pero' quando affermi che i gay sono solo stupidi. Ho 43 anni, ho vissuto la mia sessualità nascondendomi alla curiosità degli "stupidi etero". Quando però ho capito che era il mio, l'atteggiamento sbagliato, ho trovato degli stupendi etero, così come avevo già incontrato dei fantastici amici gay, hai solo incontrato uno stronzo. Fidati ci sono fantastici gay e stupidi etero, basta saper riconoscere i primi ed evitare i secondi.

CAMBI DI DENOMINAZIONE DEI MIEI BLOG GAY

Questo sito è nato per dire le cose come stanno, per raccontare la vita dei gay, di quelli più giovani e anche di quelli più vecchi. Attualmente curo quattro blog gay che hanno caratteristiche diverse, in pratica, solo a livello tecnico. I contenuti sono al 95% coincidenti. Ho provveduto oggi a cambiare la denominazione di alcuni di questi blog. Qui di seguito spiegherò i motivi cercando di chiarire perché mantengo 4 blog praticamente quasi identici.
Il mio primo blog gay, in ordine di importanza, è certamente:
PROGETTO GAY è un blog di Alice, quindi è un blog di Community. Nell’ambito della community di Alice “Progetto gay” è in assoluto il più gettonato blog gay. Battendo sulla ricerca fra i blog di Alice qualsiasi tema gay troverete una presenza massiccia di “Progetto gay”. Aggiungo che i meccanismi molto efficienti di notifica degli aggiornamenti premiano molto questo blog perché è aggiornato molto frequentemente. Una cosa rilevo come non positiva, ossia che i commenti non siano pagine autonome e non risultino quindi visibili, come tali, su Google. Per un Blog come questo, che riceve di commenti assolutamente fuori del comune, la non visibilità dei commenti su Google è sicuramente un elemento negativo. Tuttavia i Blog di Alice ammettono Java e quindi con essi è possibile avere statistiche molto accurate. Su questo blog è attiva una ricerca personalizzata (colonna di destra in alto) supportata da Google, che permette di fare una ricerca “nei miei blog gay”.
Il mio secondo blog gay è:
STORIE GAY ex NON SOLO GAY (http://nonsologay.blogspot.com/) [Ho modificato il nome perché su Google esiste un altro blog su altra piattaforma, con titolo quasi identico, mentre il nome STORIE GAY è stato usato fino ad oggi dal mio blog MSN al quale da oggi ho cambiato nome.]
Questo blog presenta una caratteristica importantissima, ha degli indici nella colonna di destra che permettono di accedere a qualunque post in modo diretto senza dover ricorrere a indici per categoria. In sostanza il lettore può avere sott’occhio il contenuto di tutto il blog e può vedere anche l’elenco completo dei tag con tutti i link corrispondenti e quindi può effettuare una ricerca per argomento. Anche su questo blog è attiva una ricerca personalizzata (colonna di destra in alto) supportata da Google, che permette di fare una ricerca “nei miei blog gay”. Questo blog ha una grafica eccellente “a pagina intera”. Qui ho pubblicato “QUESTI LEONI” un romanzo gay in Italiano.
Il terzo blog gay è.
STORIE GAY E NON SOLO ex STORIE GAY (http://storiegay.spaces.live.com/). Questo blog presenta il vantaggio della autonomia dei commenti e quindi della loro autonoma visibilità su Google ma presenta un sistema di tipo statistico molto rigido e non consente Java, quindi qui non è possibile ottenere statistiche serie, il che non è un problema da poco. Per di più non si può inserire la ricerca “nei miei blog”.
Il mio quarto blog gay è:
NOT ONLY GAY questo blog è integralmente in lingua inglese. Qui ho pubblicato “ONLY SEVEN DAYS” un romanzo gay in Inglese.
Prima che Google riporti nel motore di ricerca le nuove denominazioni dei miei blog occorrerà un po’ di tempo ma, dopo, gli accessi dovrebbero aumentare.
Per un po’ di tempo ho trascurato i miei blog secondari, ma da oggi riprenderò il loro aggiornamento. Tra qualche girono saranno di nuovo completamente aggiornati.

CIAO DISTILLATO 5

Ciao Distillato,
al solito faccio tesoro di quello che mi scrivi e ti posso garantire che sentire dire da te cose positive su questo Blog (blog serio, senza secondi fini) è una cosa che mi riempie di soddisfazione. Ti dico una cosa che mi è capitata oggi. Ho ricevuto una proposta di spostare questo blog su un’altra piattaforma, ma c’era un motivo preciso, su quell’altra piattaforma avrei potuto (dovuto) inserire la pubblicità e tu vedessi che cosa! Mi hanno offerto pure un piccolo ritorno economico (segno che questo blog attira molti lettori) la mia risposta è stata: MAI! Questo Blog non ha nulla a che vedere con i quattrini e se fosse contaminato con la pubblicità (lasciamo perdere quale) degraderebbe al livello di sito acchiappacitrulli. E questo non succederà MAI! Qualcuno mi ha fatto benevolmente notare che la pubblicità non è necessariamente una cosa negativa, il che è come dire che secondo loro sono stato stupido a rifiutare. Guarda tu il tempismo della cosa! Oggi pomeriggio l’offerta, poi apro i tuoi commenti e ci trovo scritto che questo è un blog serio e senza secondi fini. MERAVIGLIOSO!!! Perché è proprio così! Io non ho e non avrò mai niente da vendere a nessuno (meno che mai pornografia e simili). Quando finisco di lavorare e torno su questo blog mi sento a casa mia (senza striscioni pubblicitari) e poi i blog di Alice, secondo me, forse potrebbero essere migliorati un po’ nella grafica ma sotto i profili sostanziali sono di ottimo livello e permettono di avere parecchi visitatori, più di altre piattaforme, più blasonate ma molto più arcaiche e vincolate.
Secondo punto. Mi è piaciuto moltissimo che tu abbia dato il benvenuto a Rossana, in fondo sapevo benissimo che l’avresti fatto, perché volersi bene è anche questo... e non sono sciocchezze, non sono affatto sciocchezze!
Sai una cosa? Ormai questa è una rubrica fissa! ... ma sì... lo sai, lo sai...
Sono orgoglioso di essere giudicato bene da te! ... ti posso garantire che la cosa è reciproca.

CIAO DISTILLATO 4

Ciao Distillato,
quanto al tuo commento a Ciao Distillato 2 ti dico subito due cose, perché poi vorrei chiederti un consiglio. Innanzitutto mi piace moltissimo il tono sciolto del tuo commento e il fatto che parli anche un po’ di te, cosa che per me ha un enorme valore, quello che dici non è teorico ma è il frutto della tua esperienza che non deve essere stata facile. In sostanza il fatto che questi nostri confronti a distanza non siano confronti di idee ma esperienze mi sembra importantissimo, ciò che conta sono sempre e solo le persone. La seconda cosa che mi ha colpito e anche questa volta mi ha aperto gli occhi su cose che non sono abituato a vedere è l’idea di pensare che ci sono i più giovani e che forse rivolgersi a loro è particolarmente importante. Ieri sera ho ricevuto un commento di Rossana una ragazza che mi ha chiesto se questo blog è aperto anche alle ragazze gay. E’ una ragazza giovanissima e ricevere un suo commento mi ha svegliato un po’, le ho risposto dandole il benvenuto e ho scritto un post per l’occasione, poi sono andato al sito statistico (mio vecchio vizio) e ho trovato cose che mi hanno fatto molto pensare e che prima non avevo notato. Diverse visite anche lunghe e concentrate su pochissimi post (cosa che indica una lettura seria dei testi) provengono da scuole. Il che vuol dire che ci sono ragazzi molto giovani che leggono un sito come questo. Ho scritto un primo post per l’occasione e ne ho aggiunto un altro contenete una storia ambientata a scuola, tra ragazzi molto giovani, su qualche mia vecchissima memoria. Confesso però che rendermi conto che il pubblico di questo blog può essere anche pubblico molto giovane mi mette un po’ in crisi. Con i ragazzi della tua età o più grandi non ho mai trovato incomprensioni, ma con ragazzi molto giovani mi sento in imbarazzo, come se questo sito, per il suo stesso contenuto, potesse creare dei problemi. Mi rendo conto che anch’io ho le mie fisse e che forse il mondo è più semplice di come me lo immagino. Per esempio, alcuni post recenti (che tu hai commentato) mi creano un certo imbarazzo se penso che possono essere letti da ragazzi molto giovani. E allora corro un po’ il rischio di auto-censurarmi, di moderare non solo il linguaggio ma anche i contenuti fino al punto di banalizzarli e tutto per paura di fare danni, cosa che non vorrei fare per nessuna ragione. Questo è oggi il mio momento di imbarazzo ed è proprio su questo che vorrei chiederti quello che pensi si debba fare perché tu hai manifestato la volontà di rivolgerti proprio a questi ragazzi e, probabilmente, ne conosci il mondo da vicino molto più di me.
Un abbraccio.

VERIFICA GAY

Ciao ragazzi, vi racconto la mia storia. E’ un po’ che ho capito di essere gay e come vivo non mi piace affatto, vorrei un po’ d’amore vero, ma non c’è niente. Che faccio? Sembra facile capire quello che devo fare e in fondo è pure facile. Io praticamente c’ho tre amici di scuola che mi piacciono: Lucio è bello ma tanto non mi guarda nemmeno, Giuseppe non sarebbe male ma c’ha la ragazza, Fabrizio parla solo di politica che pare che per lui esiste solo quello, e io che faccio? Una mezza fantasia per Matteo, un altro mio compagno di classe, ce l’ho... anzi forse ce l’ho più che per tutti gli altri perché in pratica penso solo a lui, anche quando... vabbe’ avete capito... cioè ci faccio proprio sopra le mie fantasie a tutti i livelli, perché Matteo è proprio un cucciolotto che me lo mangerei di baci... ma dove vado? Certo quando mi passa vicino mi vengono i brividi, ma tanto il coraggio di avvicinarlo non ce l’avrò mai. Un’idea m’era venuta... io ci potevo provare ma solo in forma anonima. Allora ho pensato di mandargli un biglietto... così per vedere come reagiva. Mi sono messo a meditare su quello che ci potevo scrivere... sesso no! Per carità! Un po’ di cose carine... Insomma mi sono messo a scrivere (e non è che ci so fare un gran che) e il biglietto è venuto fuori così:
“Cucciolo mio,
tu non ti sei nemmeno accorto di me, quando mi passi vicino mi vengono i brividi, ma come fai a essere così bello? Ma io una bella cotta per te me la sono presa... che dici? Ci possiamo provare? Per me sarebbe una cosa meravigliosa... ma per te non lo so... anzi proprio non so come la potresti prendere. La faccia di dirtelo di persona non c’è l’ho ma quando ti vedo mi sciolgo del tutto. Ti amo Cucciolo! Ti bacerei per ore ma non si può, se mi becca la professoressa mi scotenna, e poi mi vergogno terribilmente... Bacioni! Marco”.
Quando l’ho riletta poteva andare ma quel “Marco” sotto ci stava proprio male... troppo pericoloso e allora c’ho messo solo una M puntata, così mi sembrava perfetta. L’ho scritta a mano, non al computer, c’ho disegnato tanti cuoricini rossi... insomma l’ho fatta carina carina. Non sapevo come mandargliela, non gliela potevo mandare per posta perché l’indirizzo non lo sapevo e chiederglielo sarebbe stato come fargli la dichiarazione. Allora ho deciso che gliel’avrei messa nella cartella e il giorno dopo ho fatto proprio così. Poi sono stato ad aspettare. La mattina non s’è accorto di niente, quando siamo usciti mi ha detto ciao, ma niente di più di quello che fa sempre. Io aspettavo di vedere l’indomani che cosa sarebbe successo. Quando è arrivato era tutto contento, evidentemente il biglietto l’aveva trovato. Ci siamo salutati ma niente di più, anche se lui stava decisamente su di tono. Alle prime due ore c’era il compito di Inglese e l’abbiamo dovuto fare, a proposito, io avevo fatto un macello ma non me ne fregava niente perché stavo aspettando le sue reazioni. A ricreazione si va a cacciare in mezzo a un crocchietto di ragazze, io gli volevo dire: “Oh! Io sto qua eh!”. Le stuzzicava, le provocava, e lui in genere queste cose non le fa mai. Insomma, il giorno appresso più o meno la stessa storia. Io mi chiedevo, ma il biglietto l’ha trovato o no? Non sapevo proprio che pensare. A terzo giorno, ma poteva essere pure il quarto, Matteo viene da me, mi dice: “dopo, a ricreazione ti devo parlare” e me lo dice in tono serio. Io faccio solo cenno che va bene. Alla ricreazione ce ne andiamo in giardino in un posto dove non va mai nessuno e lui mi dice: ”Che pensi di Manuela?”. Io gli dico quello che penso e lui mi chiede: “Ma, secondo te, s’è innamorata di me?” Io gli ho detto: “No! perché?” Ovviamente lui il perché non me l’ha detto, poi mi ha chiesto più o meno la stessa cosa anche di Michela. Nella classe nostra ci sono solo due ragazze col nome che comincia per M. Insomma, era chiaro che il biglietto l’aveva trovato ma l’aveva preso per il biglietto di una ragazza, è per questo che era così contento, però, ovviamente, lui non me l’ha detto, in questo è cavaliere, non chiacchiera troppo. E io che dovevo fare? Gli dovevo dire: “Senti Matteo, a quelle di te non gliene frega niente! Sono io che mi sono innamorato di te!” ma come si fa a dire una cosa del genere? Matteo s’era esaltato perché pensava che fosse una ragazza e invece lui ragazze non ne trova, non lo cercano proprio e non capisco perché, a me sembra bellissimo, ma sulle ragazze non fa colpo. Insomma è finita che dopo la scuola sono rimasto a parlare d’amore con Matteo... ma non era così che volevo parlare d’amore con lui! Ma che devo fare? Io non mi sento nemmeno tanto imbranato ma in queste cose sono un deficiente totale, però non è facile, non è facile per niente. Almeno adesso una cosa la so, Matteo è etero spaccato! E le ragazze non lo vogliono! ma non è giusto! Comunque è così e non ci posso fare niente. Chissà quanti ragazzi gay ci stanno a scuola mia... però se sono tutti imbranati come me qui non si combinerà mai nulla... Ci sono... certo che ci sono, ma quali? Loro c’hanno paura e io pure c’ho paura quindi finisce tutto lì. ma vi sembra giusta una cosa del genere? Il problema per noi è riconoscerci... io con Matteo c’ho provato... vabbe’, è andata a finire così... ci riproverò con qualche altro! Non mollate! Mi raccomando! Ciao!

LETTERA AGLI AMICI GAY PIU' GIOVANI

Dai siti statistici rilevo che un numero non esiguo di visite proviene da scuole e che in diverse occasioni non si tratta di visite occasionali perché vengono aperte diverse pagine e i tempi di permanenza sono a volte significativamente lunghi, il che indica che i ragazzi leggono effettivamente i post. Ho ragione di ritenere che tra i lettori di questo blog ci siano anche ragazzi giovanissimi. Questo post è rivolto a questi ragazzi, ma se ci sono anche ragazze il discorso è esattamente lo stesso.
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Ragazzi,
se siete venuti a leggere un blog come questo probabilmente non è per caso, ma dal mio punto di vista il rendermi conto della vostra presenza, tanto più se con casuale, significa mantenere nei vostri confronti il massimo rispetto. Questo blog non è un sito pornografico, non ci sono immagini di nessun tipo e la a finalità è quella di presentare la realtà gay del mondo di oggi com’è realmente, senza falsificazioni e senza finalità ideologiche. Io cerco di moderare il linguaggio e i contenuti nella dimensione necessaria per mantenere questo blog un blog per tutti (non per adulti) ma l’argomento che si affronta qui ha una sua consistenza reale che in ogni caso emerge da queste pagine. Quello che potete trovare qui non è la verità rivelata, è un insieme di punti di vista soggettivi. Potete trovare altrove molte altre fonti di informazioni autorevoli e serie, ma se apprezzate questo blog non posso che esserne contento. So che ci siete e in ogni caso mi sento di darvi alcuni consigli. Se siete ragazzi (o ragazze) gay, non fidatevi di nessuno, tanto meno in rete. Su eventuali vostri blog non usate riferimenti personali identificabili (cognome, scuola frequentata, foto di luoghi o di persone). In rete c’è moltissima gente seria ma ci sono anche persone poco raccomandabili. Non date mai a nessuno numeri di telefono o di cellulare, evitate di dare credito a promesse o a prospettive allettanti. Tenete presente che in rete le identità spesso sono false e dietro l’apparenza di un vostro coetaneo non sapete chi si nasconde realmente. Io stesso ho pubblicato sul blog delle storie (scritte in prima persona) riguardanti ragazzi di 22-23 anni e alcuni lettori mi hanno contattato pensando che io avessi 22-23 anni mentre ne ho moltissimi di più. Ho dovuto pubblicare un post di chiarimento e avvisare gli interessati per non fare nascere rapporti sulla base di un completo fraintendimento, ma in genere non succede così.
Quanto poi al vostro essere gay... usate il cervello! Pensate prima di agire! Non fatevi portare da entusiasmi troppo facili, diffidate delle persone che non conoscete e anche di quelle che credere di conoscere. Se qualcuno di voi pensa al coming out, cioè al dichiararsi gay, come ad una realtà liberatoria, è bene che ci pensi molto seriamente prima perché sono passi senza ritorno e possono creare grossissimi guai che non si è in grado di prevedere in anticipo. Se leggete questo blog e ne condividete la linea lasciate un commento sempre senza riferimenti troppo diretti e senza aggiungere link a un vostro blog personale. Se in qualunque modo posso esservi utile fatemelo sapere tramite un commento senza nessun riferimento troppo specifico. Anche nei confronti di questo blog usate la dovuta prudenza perché è visitato ogni giorno da centinaia di persone. Io cercherò, nei limiti di tempo di rispondere a tutti, come mio solito, con la massima onestà. In genere il mio motto è “Tenere i piedi per terra!”. Non vi dirò cose bellissime, vi dirò semplicemente quello che penso. In bocca al lupo per la vostra vita!

CIAO ROSSANA 2

Ciao Rossana,
ho letto il tuo ultimo commento che mi fa veramente piacere. Se vuoi puoi aggiungere il mio link sul tuo blog, anzi la cosa è gradita e penso realmente che qui tu possa trovare un posto dove sentirti a tuo agio. Certamente passerò sul tuo blog, di questo puoi stare sicura. Oggi purtroppo ho impegni di lavoro che non mi permetteranno di scrivere sul blog e la cosa mi dispiace moltissimo, ma appena mi sarà possibile, forse già da stanotte, cercherò di rispondere. Di cose da dire ne ho tantissime, ma ci vuole tempo e purtroppo oggi devo dedicarmi ad altro, ma almeno un saluto velocissimo volevo fartelo arrivare. Ciao!

CIAO ROSSANA

Cara Rossana,
ho letto il tuo messaggio e anche il tuo blog e l’ho letto con la massima attenzione. Se hai deciso di scrivere un commento su questo blog con ogni probabilità ne sentivi il bisogno. Non so quanto tu abbia letto di questo blog e non so che giudizio tu te ne sia fatta. Leggendo i post e i commenti avrai visto che questo blog è dedicato ai gay. Io mantengo dei contatti più diretti con alcuni dei lettori in chat ma sono tutti ragazzi, sono giovani, ma non giovanissimi, hanno dai 22 ai 30 anni e io ne ho molti di più. Leggere le cose che scrivi mi fa riflettere. In effetti non conosco molto del mondo femminile e con donne omosessuali ho avuto solo qualche contatto sporadico. Chiarito tutto questo, tu qui sei la benvenuta, anche se non è detto che tu possa capire fino in fondo la logica di questo blog. Quello che mi sento di dirti è che qui non ci sono trucchi e che i ragazzi che ho avuto modo di conoscere tramite questo blog sono persone serie. Ciò non di meno, data la tua giovanissima età, ti consiglio in ogni caso la massima prudenza in rete nel contattare chiunque. Non scendere mai troppo nel personale con nessuno, nemmeno con le persone che conosci o credi di conoscere. Sii prudente, evita di fidarti. Se tu ritieni che questo blog possa essere un posto adatto per te, puoi essere certa di essere la benvenuta, questo te lo ripeto. In fondo le cose che vivi tu sono molto simili a quelle che vivono i ragazzi gay della tua età. La sensazione di solitudine, di smarrimento, di incompletezza è in fondo la stessa. Personalmente non sono abituato a trattare con persone della tua età e potresti trovare il mio modo di fare poco comprensibile. Se dovesse accadere fammelo sapere e cercherò di correggersmi. Con i ragazzi che ho conosciuto tramite questo blog mantengo un comportamento moto familiare, ma sono ragazzi e sono molto più grandi di te e quindi il rischio che non ci si capisca in pratica non c’è. Onestamente non mi sento di dirti cose entusiasmanti sulla vita di un gay, ragazzo o ragazza da questo punto di vista conta poco. Ciò che voglio dire è che non avrai vita facile e tieni presente che forse (lo penso a livello istintivo) per una ragazza è ancora più difficile. Sii prudente a scuola, perché la scuola in genere non è un luogo dove i gay vivono bene, e soprattutto non farti mai prendere dallo sconforto o dalla smania di potere risolvere il problema della solitudine con un colpo di bacchetta magica, perché questo non succederà. Ti ripeto: cerca di parlare il meno possibile di te in ambienti dei quali non ti fidi in modo totale. Non ti esporre. Tieni i piedi per terra. Pensa a studiare e a trovare, dopo, un lavoro soddisfacente e, nel frattempo, non ti lasciare sopraffare dai sentimenti negativi. Per un gay (ragazzo o ragazza che sia) la vita è dura, ma ci possono essere delle soddisfazioni bellissime. Mi sono fermato un attimo per pensare che cosa scriverti, ma devo dirti esattamente le stese cose che direi a un ragazzo nella stessa situazione. Metti da parte le favole e i sogni e tieni i piedi per terra... e pensa a costruire il futuro. Da parte mia mi sento di prometterti solo una cosa: ti dirò sempre esattamente quello che penso in modo libero e cercherò di risponderti con la massima serietà possibile. Benvenuta! Ti ripeto: PRUDENZA! Grazie di avermi dato fiducia.

p.s. mi sono permesso di eliminare dal tuo messaggio il link al tuo blog, dopo aver salvato l'indirizzo nella mia rubrica. Non è una una mancanza di rispetto nei tuoi confronti ma una misura prudenziale. Tu sei una ragazza giovane e su questo blog ogni giorno girano centinaia di persone. Se vorrai potremo riesaminare la qustione.

giovedì 27 settembre 2007

CIAO DISTILLATO 2

Ciao distillato7,
eccomi di nuovo qui dopo aver letto i tuoi commenti agli ultimi post. Ormai dire la mia in risposta ai tuoi commenti è divenuta una graditissima consuetudine e questo blog trova nel nostro dialogo un elemento molto importante. Non lo dico per lusingare, lo penso. E’ un confronto a distanza ma è un confronto serio.
Ma andiamo ai commenti.
1) Il commento a “Ciao distillato” mi rimette un po’ in riga e mi ricorda che il mondo è un po’ più grande di come lo vedo io. In effetti, i contatti con i gay che ho io sono pressoché sempre con persone che non hanno avuto problemi nell’accettarsi e per questo sono portato a generalizzare questi atteggiamenti. Quello che dici mi fa riflettere per esempio circa il fatto che i lettori gay (adesso veramente numerosi) di questo blog, anche se in genere non scrivono commenti, sono comunque gay che si sono accettati, che magari non si dichiarerebbero mai né in famiglia né altrove ma che non hanno problemi con se stessi e con la propria identità. Persone che cercano un blog come questo, quanto meno, non hanno problemi di identità e di accettazione, quelli poi che mi hanno scritto o che sono in chat con me sicuramente non hanno il minimo problema di identità. E’ vero, esiste una dimensione più sfumata, un terreno in cui l’accettazione, cioè l’auto-accettazione può essere molto più faticosa, potrà sembrare strano e probabilmente non lo è affatto, ma pur conoscendo più di qualche gay (persone delle età più varie) non ho mai incontrato problemi di identità o di auto-repressione. Probabilmente ormai parlare di esperienze gay da parte di chi si riconosce gay non è poi una cosa veramente tabù, ma i problemi di identità sfuggono e non vengono nemmeno a galla... A queste cose non avevo “onestamente” mai pensato come a cose realmente esistenti, proprio perché non ne ho mai viste direttamente. Non nego che mi piacerebbe (anche se è un’ipotesi estremamente remota) incontrare persone che hanno avuto problemi di identità e che li hanno superati, perché incontrare persone che hanno tuttora problemi di identità su un sito come questo è pressoché impossibile. Devo dire che la tua osservazione mi ha aperto gli occhi su un aspetto dell’essere gay che avevo cercato inconsciamente di eliminare. E tra l’altro si tratta di un aspetto cruciale che può creare sofferenze enormi.
2) Quanto al tuo commento a “Gay e ignoranza”, concordo pienamente con quello che dici. Probabilmente mi sono lasciato andare un po’ troppo, ma in sostanza la storia che c’è alla base è vera. Un ragazzo voleva parlare chiaro ai suoi, poi ha visto atteggiamenti di totale chiusura e ha finito per rinunciarci. Diciamo che il dialogo concentra in poche battute contenuti che probabilmente sono stati espressi dai genitori di quel ragazzo in momenti vari e in situazioni differenti. Riassumere il tutto era difficile e ho insistito un po’ troppo. Certo, oggi queste punte non si raggiungono ovunque né frequentemente.
3) Quanto al tuo commento a “Masturbazione gay” ti dirò che a prima lettura mi sembrava una cosa molto accettabile, in effetti dici cose che è difficile non accettare, ma mi sono chiesto, onestamente, perché in quello che dici c’è comunque una riserva nei confronti della masturbazione. In sostanza dici che non bisogna permettere che la masturbazione, che pure ci mette in relazione con i nostri desideri, diventi un surrogato della vita reale, altrimenti si rischia isolamento, incompiutezza e insoddisfazione. Ripeto, il discorso sembra ineccepibile, ma dipende da una pregiudiziale. Cerco di spiegarmi. Avevo già letto il tuo blog, e sono ritornato a visitarlo più volte. Da una lettura che non sia totalmente superficiale si deduce che tu hai trovato una tua realizzazione a livello affettivo, il che, dal mio punto di vista, significa che quelli che per me sono stati sogni per te sono una realtà. E di questo non posso che essere felice con te. E’ chiaro che trovare un ragazzo col quale si può avere una forma di contatto sessuale serio è la realizzazione del più profondo desiderio che un ragazzo gay posa avere. Però questa volta finisci tu per guardare dall’alto di una posizione sostanzialmente privilegiata quelli che non hanno avuto la fortuna (o la capacità, o l’occasione) di trovare la persona giusta al momento giusto (tra queste persone mi ci metto anch’io) e il giudizio dall’alto in basso lo sento un po’ bruciante. Per carità, non solo non mi offendo ma mi onoro di una scambio di pareri come questo, però mi chiedo, come stavi anche tu prima? Adesso, dire che la masturbazione può lasciare isolati, incompiuti e insoddisfatti a me sembra che contenga un po’ un atto di superbia da parte di uno al quale in fondo è andata bene, verso quelli che sono rimasti nel guado. Per quelli che stanno in fondo e non in cima, la masturbazione non allontana nulla, se mai avvicina, diciamo pure che avvicina l’impossibile ma certo non allontana dalla vita reale perché la sessualità reale, quella condivisa, di fatto, non esiste. Ti ho detto onestamente quello che penso. So che non te la prenderai per questo. Se puoi, continua a darmi una mano e, credimi, ogni volta che pubblico un post comincio a chiedermi che cosa ne penserai. Tutto questo mi fa estremamente piacere.

CIAO DISTILLATO BANDO AI RINGRAZIAMENTI

Confesso che attendo regolarmente il commento di distillato7 e che lo leggo con estremo interesse. Non fosse altro perché è un punto di vista almeno parzialmente diverso dal mio. In realtà spesso davvero molto parzialmente. L’ultimo commento, quello a “Dialogo a distanza”, mi sentirei di sottoscriverlo quasi al 100%. C’è solo una cosa che mi colpisce perché non concorda con la mia personale esperienza che, lo ripeto, è assolutamente parziale. Nel commento si sottolinea che nell’essere gay non c’è nulla di sbagliato. L’osservazione è ripetuta con qualche variante ben due volte. Secondo me i gay non pensano affatto che l’essere gay come tale sia un problema o che in loro ci sia qualcosa di sbagliato. Questo tipo di impostazione, con l’enfatizzazione del problema dell’auto-accettazione, proviene da vecchie visioni di tipo para-psichiatrico dell’omosessualità. Cose del genere possono esistere solo per ragazzi molto giovani e esclusivamente se questi ragazzi hanno subito un fortissimo condizionamento ambientale omofobo, tuttavia, anche solo la frequenza di una scuola pubblica costituisce una efficace vaccinazione contro queste cose. In sostanza penso che il problema dell’identità gay sia il tipico falso problema che viene non dall’osservazione del reale ma da visioni molto astratte e sostanzialmente a priori del mondo dei ragazzi gay. Il problema se mai è la difficoltà di arrivare a capire di essere omosessuali, non l’idea che la cosa in sé sia patologica, cioè la comprensione del fatto non la sua accettazione.
Quanto al fatto che nascondere o reprimere il fatto di essere gay non faccia bene ai ragazzi gay, vorrei dire una cosa: che reprimere il proprio essere gay faccia male mi sembra ovvio, anche se credo che questa repressione sia solo il portato di un condizionamento ambientale non del vedere l’essere gay come cosa per sé problematica; che poi faccia male il nascondere il fatto di essere gay è tutto da dimostrare perché spesso l’applicazione di questo teorema contraddice la sua stessa tesi e si producono più disagi non nascondendo che nascondendo. Quello che distillato dice al punto 3 del suo commento mi sembra totalmente vero e appena ne avrò la possibilità scriverò un post centrato sul problema del rapporto tra omofobia e ignoranza, che mi sembra un punto fondamentale.
Concordo poi totalmente con la conclusione nella quale ravviso una esortazione a superare le geremiadi e ad assumere un atteggiamento positivo e attivo nei confronti dei problemi.
Gra... No! va bene non lo dico più... però una cosa te la dico e mi fa estremamente piacere, questo blog non è più solo mio! E un altro pezzetto del sogno che si avvera!
Un abbraccio!

DIALOGO A DISTANZA

Anche oggi la riflessione ormai abituale sui commenti di Distillato7. Non posso negare che nelle sue parole trovo molta saggezza e un modo di vedere che sento anche mio. Più rileggo questo ultimo commento (essere gay in diversi contesti) più mi ci ritrovo. Quello che dice Distillato7 in merito agli atteggiamenti di chi si trova in situazioni difficili ha un senso importante. In realtà ho effettivamente enfatizzato molto l’aspetto oggettivo delle difficoltà (che negli esempi concreti di cui ho avuto notizia era comunque preponderante) trascurando il peso che gli atteggiamenti individuali possono avere nella gestione dei problemi dei gay. Ringrazio Distillato7 che mi permette di correggere il tiro perché, a pensarci bene, i problemi sono in realtà condizionati profondamente dagli atteggiamenti psicologici individuali. Certo in casi come quello di “Gay arrabbiato” c’è ben poco da attribuire al suo atteggiamento di fronte ai problemi, ma esistono situazioni molto più sfumate e io, in sostanza, ho trascurato questo elemento. Ho una storia da riferire in proposito ma è a livello di materiali grezzi e deve essere riscritta in una forma più breve e comprensibile. Cercherò di farlo oggi stesso e comunque al più presto.
Un altro elemento che mi colpisce tra le cose citate da Distillato7 è “l’appoggio di altri individui che comunque va sempre preso con molta prudenza”. Noto che non parla di aiuto ma di appoggio. Provo a tratteggiare la differenza tra i due concetti e mi piacerebbe molto sapere quello che ne pensa Distillato7. Dal mio punto di vista sono portato a considerare appoggio ogni atteggiamento che favorisce il mio essere quello che sono, in sostanza trovo appoggio in un’altra persona quando mi dà una mano ad essere gay e non certo quando cerca una “sua” gratificazione personale nel sentirsi “come si deve” per il fatto che mi subissa di belle parole. In sostanza l’appoggio lo vedo più collaborativo e meno manipolativo, più concreto e meno retorico. Condivido al 100% quello che dice Distillato7.
Su un ultimo punto sento il bisogno di fermarmi, cioé sulla rarità di quelli che possono CAPIRE DAVVERO (il maiuscolo è di distillato). Ciò che mi è venuto spontaneo alla lettura di queste parole può sembrare molto retorico ma credo sia profondamente vero. CAPIRE DAVVERO un’altra persona significa amarla, amarla per quello che è. Tutto questo può non avere niente a che vedere col sesso. Voglio dire che la parola amore deve essere allargata fino a ricomprendere tutti i casi in cui due individui si sentono necessari l’uno all’altro, qualunque ne sia la ragione. Voglio dire (e non è un paradosso) che tra due gay (per esempio di età molto diversa) o tra un gay e un etero, o tra un gay e una donna ci possono essere dei veri rapporti d’amore che non si possono riportare in modo semplice alla sessualità e forse con essa non hanno nulla a che fere ma sono veri rapporti d’amore, quelli sono modi di CAPIRSI DAVVERO. Capire un altro individuo non è una questione di cervello ma d’amore.
Leggo adesso il commento di Distillato a “Gay arrabbiato”. La persona reale alla quale è riferibile quel post forse non lo leggerà mai. La reazione che hai provato tu nel leggere il post, per quanto sia forte, non è paragonabile a quella che ho provato io quando ho sentito dire quelle cose da chi le ha vissute direttamente. La carica di rabbia e di frustrazione era veramente distruttiva. Con quel ragazzo ho avuto solo contatti telefonici, parlava in modo convulso, ripeteva le cose anche tre volte di seguito per paura che non avessi capito bene, dopo tre o quattro lunghe telefonate di sfogo al numero non ha risposto più nessuno per diversi giorni. Poi ho ricevuto un sms che diceva “parlare con te mi mette in mente idee assurde che mi fanno solo stare peggio”. Non ho avuto più contatti con lui e non ne so nemmeno il nome di battesimo. Sapeva dell’esistenza di questo blog, vorrei tanto che leggesse queste righe e quelle che ha scritto Distillato7 e che sapesse che a me, personalmente, ha dato una lezione di dignità. Questo è un fuori programma ma è in fondo la parte fondamentale di questo post.
Grazie Distillato7, e dirti grazie e poco.