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lunedì 16 ottobre 2017

ESSERE GAY E SEMBRARE GAY

Caro Project,
tu pubblichi sui tuoi siti solo storie gay edificanti, belle storie d’amore che mi emozionano molto quando le leggo, ma che purtroppo non ho mai sperimentato nella pratica. Qualche ragazzo gay simile a quelli delle mail che pubblichi sul forum lo conosco anche io, ma ho conosciuto anche dei gay che erano l’esatto contrario. Può anche darsi che io sia stato sfortunato ma ti voglio raccontare almeno un fatto significativo che mi è accaduto all’inizio del 2016. C’è un ragazzo gay, anzi ci sono due ragazzi gay con due modi di fare strani, secondo me non sono cattivi ragazzi né l’uno né l’altro, ma per capire devi leggere.
Nel veglione di capodanno 2016 avevo incontrato per caso un ragazzo esuberante, quasi esplosivo, che mi aveva colpito molto: lo chiamerò Tano, bellissimo sorriso, sempre a dire battute e a ridere, anche simpatico a parlarci. In breve, mi piaceva. Allora non avevo un ragazzo e la mia fantasia ha cominciato subito a lavorare su di lui. Durante il veglione abbiamo parlato un po’, ma c’era un chiasso indiavolato e siamo dovuti uscire nel cortile del locale, però ho avuto la sensazione di avere fatto anche io colpo su di lui, anche se abbiamo fatto solo discorsi banalissimi. Esci dal veglione e stai a parlare fuori nel cortile, ok, ma lo fai con una ragazza, se lo fai con un ragazzo non succede certo per caso. Quando siamo rientrati a casa la mattina di capodanno ci siamo scambiati i numeri di cellulare. Il 2 gennaio l’ho richiamato e mi è sembrato contento di risentirmi, siccome il 2 era sabato e il 3 sarebbe stata domenica, l’ho invitato a venire con il mio gruppo a una passeggiata al mare e ci siamo dati un appuntamento per l’indomani alle 8.00.
Il mio gruppo è tutto di etero, questo vuol dire soprattutto che c’è un 50% di ragazze e ci sono molte coppie; i ragazzi del gruppo mi considerano etero al 100%, ovviamente, perché non ho proprio nulla che possa fare pensare che sono gay e poi sono affari miei e me li voglio tenere per me. Di Tano non sapevo niente, meno che mai se fosse gay o etero, l’avevo invitato solo perché mi piaceva. Ovviamente nemmeno Tano sapeva nulla di me, lo avevo conosciuto solo la sera prima!
Domenica alle 8.00 i ragazzi del gruppo ci sono già tutti, siamo in 11, io dico che bisogna aspettare Tano, e invece di partire ci mettiamo a chiacchierare. Alle 8.30 Tano ancora non si vede, qualcuno comincia a storcere il naso. Lo chiamo al telefono, mi dice che sta arrivando. Alle 8.45 si presenta con il suo sorriso smagliante. Nessuno fa storie con lui per il ritardo. Quattro coppie vanno con due macchine, io, Tano e un’altra coppia siamo sulla mia macchina. Subito dopo la partenza Tano comincia a fare il cretino, facendo domande inopportune e molto da ficcanaso alla coppia che stava in macchina con noi. Chiede se stanno insieme, cosa che si vedeva a un chilometro, e loro chiedono a lui perché è solo, lui risponde che non è solo ma è con me, che sono il suo ragazzo! Io mi affretto a smentire e sottolineo che l’ho conosciuto solo due giorni prima, ma lui insiste a fare il cretino: noi stavano davanti e la coppia di amici stava dietro. Io avevo la mano sul cambio, lui prende e mette la sua mano sulla mia. Gli dico: “Stai fermo, che so guidando!” allora ritira la mano in modo molto teatrale e mi dice: “Vabbe’, ma che ho fatto?” Poi chiede alla coppia: “Voi che ne pensate delle coppie gay?” Francamente in quel momento lo avrei ammazzato!
I ragazzi della mia comitiva hanno il perfetto controllo di sé, rispondono da manuale e non si fanno trascinare in discorsi strani. La ragazza quando vede che i discorsi di Tano si fanno pesanti e insistono un po’ troppo, entra in mia difesa: “Tano, mi sa che hai sbagliato obiettivo, io conosco Silvia, la sua ragazza, stanno insieme da due anni!” Ma Tano insiste: “Questo non me lo avevi detto… vabbe’ vuol dire che sei un po’ bisex!” Stavo proprio perdendo la pazienza. “Tano, vuoi scendere qui?” e lui mi risponde: “Ma che ho detto? Ma non si può nemmeno parlare?” Ovviamente non esiste nessuna Silvia, ma Tano non lo sa. La ragazza riprende il discorso su Silvia, e anche io faccio prudentemente la mia parte. Silvia agli occhi di Tano prende sempre maggiore consistenza e i discorsi da checca gay finiscono. Per tutto il resto del viaggio parliamo solo in tre. Tano è praticamente fuori gioco, forse si aspettava una comitiva gay, ma ne ha trovata una etero (o quasi) e si è sentito a disagio. Una volta arrivati al mare, con gli altri ragazzi tiene un comportamento educato anche se spigliato, niente di simile a quello che era successo durante il viaggio. Quando eravamo a tavola, io ero di fronte a Tano, mi arriva una chiamata al cellulare, rispondo. Era la ragazza che stava con noi in macchina. Mi dice: “Vedo che hai “quello” di fonte a te, fai come se ti avesse chiamato veramente la tua ragazza, se no non te lo scrolli più di dosso.” Io volevo che il pomeriggio passasse tranquillamente e ho accettato di fingere. Ho coperto il cellulare con la mano perché non si sentissero le parole (e non stavo dicendo proprio niente) e ho fatto facce molto compiaciute da innamorato che parla con la sua bella. Tano fingeva di guardare dall’altra parte ma stava attentissimo al mio comportamento. Quando ho chiuso la telefonata lui ha fatto finta di niente e ha cominciato a parlare col ragazzo che aveva al fianco. A Gennaio, fa notte preso e torniamo a casa. Accompagniamo a casa i due ragazzi che erano in macchina con noi, poi vado ad accompagnare Tano che si scusa per l’accaduto, dice che è stato stupido da parte sua, che non aveva pensato che mi poteva causare dei problemi ma aggiunge che comunque aveva pensato che io non fossi etero, non sapeva perché ma lo aveva pensato. In quei momenti io non sapevo che cosa dire. Tano a me piaceva, anche se era troppo invadente e maldestro. Dovevo dirgli che non c’era nessuna ragazza e che lo avevamo preso in giro per farlo stare tranquillo, ma così lo avrei perso, d’altra parte lo avrei perso anche se avessi continuato a recitare la parte dell’etero. Ero veramente in imbarazzo. Si sarebbe potuto superare l’imbarazzo con un contatto fisico che sarebbe stato più significativo di qualunque discorso, ma un gesto simile mi avrebbe impedito di cambiare atteggiamento in caso di necessità, cioè se Tano si fosse dimostrato troppo invadente o comunque, alla prova dei fatti, fosse stato incompatibile con me. Alla fine ho scelto di continuare a fare l’etero che ha la ragazza, perché l’altra strada mi sembrava troppo arrischiata e soprattutto troppo prematura. Tano era deluso, ma “se uno è etero” c’è poco da fare! Nei giorni successivi non mi ha richiamato e dopo qualche giorno l’ho richiamato io, era contento di sentirmi, ma di una contentezza ufficiale, era controllato nei discorsi e non propenso a prolungare la telefonata. Per un paio di mesi siamo andati avanti così, io lo chiamavo, cercavo di parlare con lui, che però era sfuggente, ma la mia insistenza ha cominciato a sembrargli strana. Il primo di Marzo mi ha fatto una proposta inattesa, mi ha detto: “Vengo a prendere una pizza con te se ci viene pure Silvia.” Era segno che ormai aveva capito. Gli ho detto che andava bene e ci siamo dati appuntamento per la sera del tre in un ristorante. Io sono arrivato prima, ho fatto preparare un tavolo per tre e mi sono seduto ad aspettare. Tano è arrivato, ha visto l tavolo per tre e ha fatto una faccia strana: “Non è che vi rovino la cena?” Gli ho risposto che non avrebbe rovinato niente, e che Silvia era in bagno a risistemarsi un po’. Poi gli ho detto intanto di ordinare e mi ha risposto: “Ma no, aspetto!” e allora gli ho svelato il mistero, ma per gradi: “Silvia non è potuta venire, perché… non esiste…” Allora sulla faccia di Tano è tornato il suo sorriso malizioso: “Veramente?” “Sì” “Allora anche tu… “ “Eh…” “Wow!!” Dopo abbiamo cenato in santa pace!
Così è cominciata la mia storia con Tano, che dura quasi da due anni, ma, sia ben chiaro, non penso affatto che Tano sia senza difetti. Stiamo bene insieme, questo lo posso dire, ma su certe cose non andremo mai d’accordo. Vengo ad elencare i difetti di Tano, o almeno quelli che io considero difetti:
Innanzitutto pretendeva di portarmi nella sua comitiva gay, cosa che a me non sta bene non perché sono gay ma perché si atteggiamo molto, almeno in certe situazioni, e non capiscono che questo può dare fastidio anche agli altri gay. Nella comitiva di Tano ci sono sei ragazzi in tutto, compreso Tano, se li prendi uno per uno sono bravissimi ragazzi, calmi, che pensano prima di agire, ma se li metti tutti insieme diventano un pericolo pubblico, si scatenano e possono creare certamente problemi a uno come me che non si vuole mettere in piazza. Quando Tano voleva andare con loro io non ci andavo, e dopo un po’ non c’è andato più nemmeno Tano, però abbiamo continuato a frequentare gli amici del suo gruppo, uno o due alla volta. E posso dire che Tano l’ha accettato.
In secondo luogo Tano all’inizio ha avuto l’idea fissa che io dovessi fare per forza un coming out pubblico, cosa che, a parte il fatto che non mi piace in nessun caso, non potrei proprio fare, perché una cosa del genere mi potrebbe creare problemi grossissimi sul lavoro. Adesso si è adeguato all’idea che si può essere una coppia anche se uno è dichiarato e uno no!
Terza e ultima cosa, questa molto più privata, Tano ha un’idea di sesso come divertimento che mi sembra molto riduttiva. Gli ho fatto venire la fissa della prevenzione (prima non ci stava troppo attento). Ha un’idea di sessualità gay, diciamo così, molto classica e non mi piace affatto che insista pesantemente per farmi fare cose che non voglio. E qui una volta siamo arrivati proprio sull’orlo della rottura. Gli ho detto: “Essere in due vuol dire essere veramente in due, io mi sono adeguato a tante cose per farti piacere, ok, va benissimo, ma l’elasticità ci vuole da entrambe le parti, altrimenti trovatene un altro!” Lui pensa di incarnare l’essenza della “gayezza” e non capisce che è solo uno dei tanti e che di gay che sono gay al 100% e che ragionano in modo diversissimo dal suo ce ne sono moltissimi. Comunque Tano ha un modo bellissimo di vivere il sesso, è proprio travolto dalla sessualità. Io sarei travolto molto meno, ma quando vedo lui mi faccio portare anche io dall’entusiasmo e le cose funzionano molto bene.
Adesso un pregio di Tano: ti dice le cose in faccia, qualche volta anche brutalmente, e certe volte mi ha impedito di fare grosse stupidaggini proprio con la sua franchezza. Se c’è una cosa che non credo possibile è che possa tradirmi, mi spiego meglio, non credo possibile che possa andare con un altro ragazzo senza dirmi nulla, invece che possa andare con un altro ragazzo dicendomelo prima è possibile ed è un fatto che temo molto, anche se non è mai successo niente di simile.
La nostra vita di coppia non è male, ma per me Tano non è una religione, è una realtà da verificare giorno per giorno. Ora non viviamo insieme, anche se io ho casa per conto mio, perché il pettegolezzo sarebbe distruttivo per entrambi e mi creerebbe problemi enormi anche il famiglia. Stiamo lavorando molto entrambi por poterci comprare una casetta in campagna, senza vicini impiccioni, ma le case costano e ci vorrà tempo, questo, al momento è il nostro sogno come coppia.
Grazie per quello che fai Project, ovviamente puoi pubblicare la mail, l’ha letta anche Tano ed è d’accordo.
Ciao.
Pas e Tano
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domenica 1 marzo 2009

VOGLIO BENE A DUE RAGAZZI GAY MA SONO ETERO

Ciao Project,

mi sono deciso a scriverti anche se non so nemmeno che cosa c’entro io con le cose che fai tu. Tu ti occupi dei ragazzi gay e io credo proprio di non essere gay, anzi direi che ne sono quasi certo. Ho letto tutte le cose che hai scritto sull’orientamento sessuale e tante lettere di altri ragazzi ma, onestamente, non mi ci ritrovo. Tu mi dirai: e allora che mi scrivi a fare? Io penso di essere etero perché le ragazze mi eccitano proprio, se devo cercare un sito in rete cerco un sito di ragazze, l’orientamento sessuale mio è quello, ma io tra i ragazzi etero non sono mai stato bene, con le ragazze sì, almeno fino a quando si rimane sul sessuale e non si cerca di costruire altro, ma coi ragazzi etero non sono mai riuscito ad andare d’accordo. Saranno forse solo mie fissazioni e forse conosco poco i ragazzi etero, ma con loro non ho mai potuto costruire nulla di più di una chiacchierata stupida. Un po’ anche con le ragazze è così, se la metto sul sessuale, ok, funziona, ma se cambio registro l’entusiasmo mi passa proprio. Io ho due amici gay, chiamiamoli Marco e Andrea, che non sanno l’uno dell’altro e io mi guardo bene dal dire a Marco di Andrea e viceversa. Sono due ragazzi che nessuno prende mai per gay. Marco ha 27 anni, fino a un paio d’anni fa aveva la ragazza. Andrea ha 21 anni e da quello che sembra vive in funzione dello studio da quando aveva 15 anni. Io di anni ne ho 28. Tra me e questi due ragazzi, separatamente però, si sono creati rapporti di amicizia molto belli. Per me non hanno un’attrattiva sessuale, giusto forse un po’ Andrea, ma un po’ e solo quando si creano dei momenti di confidenza molto intima, ma sono cose sulle quali non ho mai costruito castelli in aria o fantasie di nessun genere. Io attualmente non ho una ragazza, ne avevo una fino a due anni fa e si stavo bene ma poi è andata a vivere in un’altra regione e piano piano ci siamo persi di vista. Quando è capitato che sono rimasto solo, cioè che la mia ragazza è partita, proprio in quei giorni, Marco ha rotto con la sua ragazza. Eravamo di nuovo scapoli tutti e due e la sera andavamo un po’ in giro per pizzerie. Io che Marco fosse etero non l’avevo mai messo in dubbio, poi piano piano una sera dopo l’altra l’amicizia è diventata un’amicizia stretta e una volta, in macchina, abbiamo parlato delle nostre ragazze e lui mi ha detto che aveva lasciato la sua perché pensava di essere gay, apparentemente l’ha buttata lì senza nessuna sottolineatura ma gli deve essere costato moltissimo. Ho sempre pensato che si aspettasse da me un discorso dello stesso tipo, forse pensava che la nostra amicizia in realtà potesse essere altro, ma sicuramente Marco era del tutto fuori dalle mie prospettive sessuali (su Andrea invece qualche piccolo dubbio lo avrei avuto). Probabilmente è rimasto deluso perché non gli ho detto quello che avrebbe voluto sentire. Onestamente mi sentivo gratificato che Marco mi avesse fatto un discorso del genere, abbiamo continuato ad uscire un paio di volte la settimana per andare a prendere la pizza. Abbiamo parlato tanto. È probabilmente il migliore amico che ho e sa praticamente tutto di me, penso che un po’ sia innamorato di me ma non mi dispiace, certo non posso corrispondere ai suoi sentimenti, ma con lui non mi sono mai sentito in imbarazzo e il fatto che almeno un po’ sia innamorato di me non mi condiziona affatto, cioè mi dispiace per lui perché non trova quello che vorrebbe. Io da Marco mi sento amato ed è una cosa che mi fa piacere e gliel’ho pure detto e gli voglio bene, non è a livello sessuale che non mi viene proprio ma è un bravissimo ragazzo e un amico vero. Quanto ad Andrea il discorso non è molto diverso, c’è che è parecchio più giovane di me. Non è quello che si direbbe un bel ragazzo, ha 21 anni ma gliene potresti dare pure 15, ma è molto affettuoso, ci siamo trovati subito bene insieme, lo conosco da quando aveva 19 anni, era l’hanno che ha fatto la maturità, era il fratello piccolo di un mio amico. Una volta sono andato a casa loro, il mio amico non c’era ma c’era Andrea, con me è stato proprio affettuosissimo ma anche un po’ timoroso, si vedeva che stavamo bene insieme. Mi sorrideva in modo disarmante, ho provato a dire che dovevo andare via e che ero venuto per vedere il fratello e ho proprio visto un attimo di delusione nel suo sguardo e allora ho cercato di non deluderlo e siamo rimasti a parlare per parecchio tempo, alla fine mi ha chiesto se volevo fare due passi con lui la domenica mattina e gli ho detto di sì. A rompere il ghiaccio ci abbiamo messo diversi mesi senza mai parlare di cose troppo private. Un girono mi chiama e mi dice che ha bisogno di parlare con me. Alla fine mi dice che si è innamorato di me e poi mi chiede se sono gay, io gli dico la verità, non sono gay, lui mi guarda e si mette a piangere. È stato uno dei momenti emotivamente più intensi che io abbia mai vissuto, in pratica ci siamo abbracciati ma lui dopo qualche secondo si è staccato, c’è rimasto malissimo, non sapevo che dire e come comportarmi ma sono rimasto a parlare con lui, prima con disagio, poi meno. Nei mesi successivi ho notato che ha fatto dei grossi sforzi per staccarsi da me ma poi ogni volta che ci provava dopo tornava indietro. Ho pensato pure ti tagliare io perché mi sa che così non gli permetto di vivere una vita sua possibile perché continua probabilmente ad aspettarsi da me qualcosa che non penso possa proprio esistere. Io ad Andrea voglio un bene profondo ma non ne sono innamorato nel senso sessuale del termine, cioè non desidero una vera intimità sessuale con lui. Forse l’accetterei pure, ma non sarebbe una cosa mia, lo farei per lui. Certe volte penso che lo farei. Ma è un’ipotesi molto forzata. Marco e Andrea si conoscono ma ognuno pensa che l’altro sia etero, mi sono chiesto se non farei meglio a dire a tutti e due come stanno realmente le cose, ma in realtà, anche se si conoscono, tra loro non è scoccata nessuna scintilla. Sembra un paradosso, ma due ragazzi gay che si conoscono non si innamorano l’uno dell’altro, ma entrambi si innamorano di me, cioè di un etero. Con Marco e con Andrea io in sostanza non provo nessun coinvolgimento sessuale, nemmeno con Andrea, però con loro sto bene. Se ho bisogno di sesso vado su internet lo cerco lì, ed è solo sesso etero, ma con loro sto bene veramente. All’esterno nessuno capisce niente non credo nemmeno che sospettino o cose del genere, siamo solo un gruppo di amici, tra questi amici ci sono io, c’è Marco e c’è Andrea.


Project, avevo cominciato a scrivere questa e-mail e l’avevo interrotta a questo punto, poi ho letto una cosa che avevi scritto tu tanto tempo fa sui rapporti tra gay e etero e sui gay che si innamorano degli etero, in questi post mi ci ritrovo pari pari, però, diciamo così che io la vedo dal lato dell’etero, mentre tu hai scritto quello che si prova del lato del gay, però dal lato dell’etero sono sì cose che hanno un grosso valore ma pure un grosso rischio. Io con questi ragazzi sto bene, direi che per me sono più che amici, il sesso non c’entra niente e io per quelle cose continuo a pensare alla donne, però con loro sto bene. Forse potrei dire che sono gay dal punto di vista affettivo e non sessuale. Per assurdo che possa essere, io con Marco o con Andrea ho pure pensato che sarebbe bellissimo viverci insieme ma addirittura tutti e tre insieme, cioè vivere nella stessa casa, loro magari potrebbero avere anche una vita sessuale tra loro, la cosa non mi creerebbe nessun problema, ma forse sono tutte fantasie stupide perché tra Marco e Andrea non c’è mi stato nulla, però mi piacerebbe anche vivere solo con Marco e soprattutto solo con Andrea. Certe volte penso che la presenza di questi due ragazzi possa perfino essere deleteria per me, perché da due anni a questa parte di fatto ho smesso di cercare contatti reali con le ragazze. In pratica dopo che se n’è andata via la mia ragazza non ho più avuto rapporti con le ragazze né sessuali né relazioni di nessun genere. Ho la mia vita sessuale privatissima come credo tutti i ragazzi che non hanno una ragazza (o un ragazzo) ma quella è tutta basata solo su fantasie etero. Ho provato pure a cercare di fare fantasie su Andrea ma la sento proprio come una cosa forzata, il cervello va spontaneamente in un’altra direzione. L’ho fatto perché, diciamo così, razionalmente, se fossi gay con Andrea starei benissimo (e forse pure con Marco) e, per paradossale che sembri, in un certo senso mi dispiace non essere gay, ma non credo ci sia molto da fare. Dopo che ho letto le cose che hai scritto tu, mi sono chiesto se un ragazzo gay innamorato di un etero riesce a capire veramente quello che si prova dall’altra parte. Certe volte ho proprio paura che Marco e Andrea tendano ad escludermi dalla loro vita, Andrea ci ha provato esplicitamente più volte, Marco mi vuole bene ma è più freddo e soprattutto più controllato di prima, ma queste cose a me fanno male, mi sento veramente come ghettizzato solo perché non sono gay e mi sento a disagio per questo, cioè ci sto proprio male. Poi mi sono chiesto: ma è possibile che queste cose capitino solo a me o che siano cose comunque rarissime? Francamente non credo che tutti i ragazzi etero che sono l’oggetto d’amore di un ragazzo gay si comportino con indifferenza, anzi io penso proprio il contrario. Insomma io voglio bene a questi ragazzi ma non c’è una spinta sessuale ma è una cosa seria lo stesso che in un certo senso pesa molto anche sulla mia vita. Per assurdo che sia, io così sto bene e se mi mancassero ne risentirei parecchio. Ecco questa è la mia storia. Dimmi quello che ne pensi e cerca di metterti pure dell’altra parte. Pubblicala, se lo credi opportuno, perché mi piacerebbe sapere se ai ragazzi del forum sono capitate cose del genere e come si sono comportati.

Ciao. Luca


Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta nel forum di Progetto Gay:

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mercoledì 22 ottobre 2008

QUANDO UN GAY SI INNAMORA DI UN ETERO

Per un ragazzo gay, innamorarsi di un etero non è un evento raro, o almeno non lo era in passato, anche ai miei tempi (40 anni fa) quando non c’era internet e non c’erano i telefonini le storie gay-etero non erano rare. Oggi con internet le cose sono molto cambiate e le storie gay-etero sono decisamente molto più rare perché i gay hanno la possibilità di conoscersi e di frequentarsi. Quando un ragazzo gay non conosceva e non poteva conoscere altri ragazzi gay la sua affettività si indirizzava sui ragazzi che aveva vicino e la probabilità di una storia gay-etero era alta. Queste storie in alcuni casi possono essere molto importanti per tutti e due i ragazzi quando, pur senza sesso, esiste comunque una corrispondenza affettiva molto forte, cosa possibile anche se non molto probabile. Per storia gay-etero intendo una relazione affettiva accettata da entrambe le parti con piena consapevolezza, non il semplice fatto che un ragazzo gay si innamori senza alcuna corrispondenza affettiva di un suo amico etero. Le relazioni gay-etero, oggi assai più rare di una volta, erano una forma di mutuo soccorso molto importante tra persone che, per motivi diversi, non riuscivano a realizzare la loro sessualità che veniva sublimata in una dimensione non sessuale all’interno di un rapporto dissimmetrico tra due uomini. Il gay, per restare con il suo amico etero, di cui era innamorato, non faceva la tipica vita di un gay e l’etero non faceva la tipica vita di un etero. In realtà non si trattava di rinunce difficili perché la reciproca compagnia con la sua valenza affettiva reale era di fatto molto gratificante. Ma la condizione per rendere possibile una relazione gay-etero in cui la sessualità non è condivisa è che esista un rapporto affettivo molto forte e reciproco, cosa, lo ripeto, decisamente poco comune. Quando manca una vera e profonda reciprocità affettiva esiste solo un innamoramento di un ragazzo gay verso un ragazzo etero che non è inteso da tutte e due le parti per quello che è o, se è compreso, è al limite tollerato. È evidente che in situazioni simili un gay deve essere perfettamente cosciente che una corrispondenza non solo sessuale ma anche affettiva non sussiste e non sussisterà nemmeno in seguito. Un gay innamorato di un etero, come tutti i ragazzi innamorati, è portato a credere che il suo amore sarà alla fine accettato e condiviso, ipotesi assolutamente irrealistica. Se un ragazzo gay vuole vivere una sua vita affettiva e sessuale reale e non meramente proiettiva, deve mettere da parte gli amori impossibili, deve evitare di finire impegolato in eterni giochi psicologici miranti a dare un valore enorme a tutti i segnali apparentemente incoraggianti che gli vengono dal ragazzo etero e a non vedere tutti i segnali scoraggianti. Con questi sistemi passano anni o addirittura decenni della vita, in attesa che l’impossibile si realizzi e si va poi verso frustrazioni radicali.

Per creare un rapporto d’amore tra due ragazzi la condivisione dell’orientamento sessuale è assolutamente fondamentale. Due ragazzi gay, che possono comunque essere diversissimi tra loro, hanno comunque vissuto vite molto affini o almeno in qualche modo affini, hanno una fantasia sessuale certamente molto più simile che non un gay e un etereo, possono parlare tra loro della loro intimità senza il rischio di incomprensioni radicali. Mi accade spessissimo, quando parlo con ragazzi gay che si sono conosciuti e che hanno avuto modo di parlare tra loro, di sentirmi dire frasi del tipo: ”Ha vissuto le stesse cose che ho vissuto io, pensa le stesse cose che penso io, abbiamo un mondo in comune!” Affermazioni di questo genere indicano che tra quei due ragazzi ci costruisce una comunione personale profonda, in cui la sessualità si integra e interagisce con moltissimi altri elementi della vita ordinaria. Devo tuttavia aggiungere che comunque sarebbe molto ingenuo dare per scontato che “GAY + GAY = AMORE”. L’innamoramento reciproco, se non è comunque un evento comune nemmeno tra gay, è di fatto impossibile tra un gay ed un etero perché la dimensione di reciprocità, quando anche si fosse, escluderebbe comunque la sfera sessuale.

Per un ragazzo normale gay che fatica ad accettare la propria omosessualità, conoscere un altro ragazzo normale gay significa capire che la vita dei ragazzi gay non ha nulla a che fare con i modelli scoraggianti dei gay che provengono dai mass media e rendersi conto della vera vita dei ragazzi gay, questo bagno di normalità rende alla omosessualità la sua vera collocazione, mille miglia lontana dagli schemi della pornografia e da quanto emerge dai siti di incontri o dalla chat erotiche. Rendersi conto della esistenza di una normalità gay dissolve i timori connessi con l’accettarsi come gay e fa vedere la realtà di una vita gay nel quotidiano, nella scuola, nell’università, tra ragazzi che studiano e che lavorano e, ovviamente, cercano di realizzare anche la loro vita affettiva, ma non come caccia a fini immediatamente sessuali, ma come progetto complessivo di vita in cui la sessualità è importante ma certo non è tutto.

In pratica sento parlare di storie gay-etero solo da ragazzi molto giovani o da parte di ragazzi che hanno un rifiuto conscio o inconscio così radicale del contatto con altri ragazzi gay, che impedisce loro di cercare affetto da parte di un altro ragazzo gay. Per un ragazzo gay innamorarsi di un altro ragazzo gay comporta almeno la possibilità di una corrispondenza affettiva profonda e, francamente, se ho visto alcuni gay innamorati di ragazzi etero, li ho visti in questa situazione per tempi non troppo lunghi, perché prima o poi subentra la consapevolezza della impossibilità della reciprocità e quando ciò accade inevitabilmente questi rapporti finiscono. Innamorarsi di un etero non è alla lunga un’esperienza gratificante.

Quando poi un ragazzo gay si innamora di un ragazzo di cui non consoce con certezza l’orientamento sessuale comincia a presentarsi insistentemente e angosciosamente la domanda “è gay o non è gay?” Per la stragrande maggioranza dei ragazzi gay, che non sono pubblicamente dichiarati, i problemi connessi col fatto di essere innamorati di un ragazzo di cui ignorano l’orientamento sessuale si uniscono a quelli del coming out, perché dichiarare in modo comprensibile il proprio amore ad un ragazzo significa dichiarare la propria omosessualità, con tutti i rischi che una simile dichiarazione comporta. La fase dell’“è o non è gay?”, proprio per il fatto che il coming out è pericoloso, tende quindi ad allungarsi a dismisura alla continua ricerca (vana e stressante) di elementi che confermino o escludano che il ragazzo di cui ci si è innamorati è gay.

Devo dire che, sulla base dell’esperienza, un ragazzo gay che si sia innamorato di un etero e che successivamente sia venuto a contatto con dei ragazzi gay molto difficilmente tornerà ad innamorarsi di ragazzo etero o anche soltanto di un ragazzo di cui non conosce l’orientamento sessuale. Il successo dei siti di incontri e delle chat deriva proprio dal fatto che i gay tendano istintivamente, quando possono, ad evitare di innamorarsi di persone che non siano gay, per non spendere anni della vita in illusioni. Per un gay, innamorarsi in modo unilaterale di un etero è certamente possibile ma costruire una relazione affettiva e sessuale reciproca con un etero non è possibile e di questo bisogna avere piena consapevolezza.

Tra sognare un ragazzo e abbracciarlo in un abbraccio condiviso e reciproco c’è una differenza sostanziale.

Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul forum di Progetto Gay:

http://progettogay.forumfree.net/?t=33399697

sabato 19 aprile 2008

INCONTRI GAY

In questi giorni mi sono reso conto per esperienza diretta di quanto sia importate per me il contatto con i ragazzi di Progetto Gay, di come realmente mi manchino, di come la loro presenza abbia un ruolo primario nella mia vita affettiva. La sensazione di isolamento è in sostanza una sensazione quasi di esilio. Mi sento lontano dal mio mondo. Mi chiedo che cosa sarà successo nel frattempo, che cosa ho perso a causa della rottura del mio computer. Domani è domenica e la giornata trascorrerà in attesa e poi ancora qualche giorno… ancora qualche giorno di vuoto, come quando, internet non esisteva, come quando 40 anni fa mi domandavo che futuro mi aspettasse. Allora sognavo molto, ma la sensazione di isolamento praticamente totale la sentivo vivissima. Perfino la parola gay era tabù, per me poi, cresciuto in una tipica famiglia per bene, quella parola aveva un sapore affascinante di proibito: l’altra faccia della luna, quella che nessuno conosce, eppure io avevo la chiara sensazione di conoscerla. Ma allora, senza internet, senza l’anonimato, la vita di un gay poteva giocarsi solo fra due alternative: essere o non essere. Oggi, col senno di poi, la scelta di “essere” sembrerebbe ovvia, eppure allora non lo era. “Essere” significava nella stragrande maggioranza dei casi finire in un ghetto di marginalità. Allora l’idea di omosessualità come normalità non esisteva affatto. La parola gay comportava un che di abnorme, di eccessivo anche per gli stessi gay, almeno in dimensione pubblica. Allora come oggi i gay esistevano, allora come oggi era in pratica assolutamente impossibile accorgersi di loro nei normali ambienti di vita sociale, a scuola o all’università, ma allora non c’erano altre possibilità di nessun genere, la vita dei gay, della stragrande maggioranza dei gay finiva lì. Solo a 34 anni ho avuto per la prima volta occasione di parlare con un ragazzo dichiaratamente gay. Lo ricordo molto bene. Camminavo lungo un bel viale di una città del Nord Italia, non avevo certo il modo di fare di uno che va di fretta, in quegli anni il mio lavoro mi lasciava tempo libero in quantità, le mie giornate si consumavano letteralmente in lunghissime attese, specialmente nei pomeriggi, passeggiavo, compravo qualche libro, in buona sostanza andavo avanti e dietro come un vagabondo, perché nella città dove lavoravo non conoscevo assolutamente nessuno. Bene, mentre andavo così, col mio fare svagato, mi si avvicina un ragazzo (anche un bel ragazzo) e mi chiede una sigaretta (a me… che non ho mai fumato in vita mia!), io apro le braccia e accenno un sorriso come a dire: “Mi spiace ma hai scelto la persona sbagliata…” lui mi guarda, sorride a sua volta e mi dice: “Dove stai andando?” Gli rispondo che sono senza meta, e aggiunge: “Ti dispiace se facciamo due passi insieme?”. So benissimo che chi legge può rimanere perplesso e può pensare che sia una storia inventata, ed io stesso, sul momento sono rimasto perplesso, ma è successo esattamente così… Mi dice subito che ha 25 anni, ma aggiunge con una punta di autoconsolazione “appena compiuti”, mi chiede la mia età (34) e mi dice che ne dimostro di meno, subito dopo si dichiara “Io sono gay”. Per me è una dichiarazione sconvolgente. Fingo di non essere turbato. Ovviamente mi guardo molto bene dal dire “anche io” e lo lascio parlare, ogni tanto, quando la conversazione langue, gli faccio qualche domanda. Mi risponde in modo singolarmente serio. Mentre camminiamo passa un ragazzo e lo saluta con una formula per me inusuale: “Ciao bello!” Io mi sento molto a disagio perché farmi vedere in giuro con quel ragazzo può significare essere etichettato come gay, lui se ne accorge e mi dice che si rende conto benissimo che posso stare a disagio e che se volessi andare via lui non ci rimarrebbe male, ma lo rassicuro. E’ contento che io non voglia andarmene. La situazione non è simmetrica, lui non mi fa nessuna domanda ma parla solo di sé. E’ un ragazzo gay pubblicamente dichiarato, ha amici gay, con i quali frequenta qualche locale gay, non ha un ragazzo e dice che con i suoi amici gay non riesce a parlare seriamente. Mi parla delle reazioni della sua famiglia e tende a giustificarla anche negli atteggiamenti meno tolleranti. Ride, scherza, fa battute ma sempre su se stesso, non mi chiede nulla di me. Intanto, camminando e parlando abbiamo fatto molta strada e siamo quasi fuori città, a un certo punto cambia strada e mi dice solo: “andiamo per di qua” poi mi chiede che cosa peso di lui. Gli rispondo che sono contento di parlare con lui e che parlare con lui mi ha aperto gli occhi su tante cose. A questa espressione dà il significato più prudente possibile e cerca di spiegarmi quello che lui vorrebbe realizzare, ma lo fa col tono tipico del ragazzo gay che sta spiegando al suo amico etero che essere gay non è poi una cosa così tremenda. Più quel ragazzo parla più mi vado convincendo di una verità che oggi mi sembra ovvia e cioè che essere gay è una cosa assolutamente naturale. Ho parlato con quel ragazzo fino all’ora di cena, l’ho ascoltato molto attentamente ma non gli ho detto che ero gay, un discorso del genere, allora, non rientrava per me tra le ipotesi possibili. L’indomani mattina era domenica e sarei andato, come ogni domenica a fare una gita a Lecco, avrei fatto una lunga passeggiata da solo lungo il lago, avrei pranzato da solo in un ristorante di fronte al lago e poi avrei ripreso il treno per essere a casa la sera. Allora vivevo solo. Mi è venuta in mente un’idea, ho invitato quel ragazzo a venire con me l’indomani, era tentato, anche perché io ho insistito, poi mi ha detto: “No… è meglio di no… altrimenti mi metto strane idee in testa…” A distanza di tempo ho pensato spesso che, se gli avessi detto di me, quell’incontro casuale (chissà se poi era veramente casuale…) avrebbe potuto avere un seguito, si è limitato a dirmi che ero una brava persona e che era stato contento di parlare con me e ci siamo salutati così, senza darci la mano. L’indomani, passeggiando lungo il lago, ho ripensato mille volte a quanto sarebbe stato bello se con me ci fosse stato quel ragazzo, ma ormai la situazione non si poteva più modificare e forse non lo avrei nemmeno voluto. Anche se il rimpianto era stato grande, fare un’altra scelta avrebbe comportato difficoltà insormontabili. Nei giorni successivi sono tornato più volte nei posti dove avevo incontrato quel ragazzo e nelle strade che avevamo percorso insieme ma non l’ho più visto e allora non c’erano nemmeno i telefonini.
Permettetemi ora qualche riflessione sul 25enne che avrei voluto portare con me sul lago di Como. Chi ha letto la storia che ho riportato poco sopra si sarà chiesto perché, anche se sembrava la cosa più ovvia, non ho detto a quel ragazzo che ero gay anch’io e a questo vorrei cercare di dare una risposta quanto più onesta possibile.
Quel ragazzo lo sentivo vicino, almeno in modo intuitivo e nei limiti di quello che si può capire da un colloquio di qualche ora; se mi aveva fermato chiedendomi una sigaretta e poi chiedendomi di fare due passi con lui non era certo per la sigaretta. Mi sono chiesto più volte che cosa potesse averlo indotto ad individuarmi come persona degna di un’attenzione speciale. Io, allora come adesso, non venivo mai individuato come gay, nemmeno a livello ipotetico. Se quel ragazzo mi ha fermato, penso però che lo abbia fatto proprio presupponendo che io fossi gay. Il radar gay di quel ragazzo funzionava veramente bene ma non riesco a capire come sia arrivato alla conclusione. Ho anche pensato, e l’ipotesi non è poi del tutto peregrina, che mi avesse fermato anche prescindendo dalla mia identificazione come gay, perché aveva un fortissimo bisogno di parlare di sé. In effetti sembrava più interessato a parlare si sé e a farsi accettare per quello che era che non a capire chi io fossi veramente. Il suo dichiararsi gay subito, dal mio punto di vista, risultava spiazzante e incomprensibile. Per quanto paradossale possa sembrare, ci possono essere più difficoltà di approccio tra un gay dichiarato pubblicamente e un gay non dichiarato che tra un gay dichiarato pubblicamente e un etero. Da tutto l’insieme della serata sarei portato a credere che quel ragazzo mi avesse considerato realmente un etero di mentalità molto aperta. Nei miei confronti non c’è mai stata la minimia forzatura né la minima insistenza nemmeno verbale. Il colloquio era disinvolto e aveva le tipiche caratteristiche di un discorso amichevole che non sottende alcuna valenza sessuale, parlava di “innamorarsi di un ragazzo” ma non parlava di sesso, anzi il discorso era addirittura impacciato quando rasentava esplicitamente temi sessuali, che rimanevano comunque al solo livello di accenno mentre i temi di interesse affettivo erano il centro della conversazione. Quel ragazzo mi dava l’impressione tipica del gay che nonostante si senta inserito in un ambiente di amicizie gay, non ci si sente di fatto a suo agio, come se, in quell’ambiente, fosse quasi costretto a seguire un copione molto standardizzato. Ma la questione da analizzare non è tanto il comportamento di quel ragazzo quanto il mio aver evitato di dirgli che ero gay. Oggi come allora non sono affatto convinto che dichiararmi sarebbe stata la cosa migliore da fare. A 34 anni avevo vissuto, e anzi vivevo, i miei innamoramenti anche se nei confronti di ragazzi etero, ragazzi con i quali sono rimasto in ottimi rapporti anche ora e che, anche se hanno seguito la loro strada che li portava vero le donne e verso il matrimonio, mi hanno voluto bene veramente. Se la storia col 25enne avesse avuto un seguito (cosa astrattamente possibile) avrei messo in crisi quegli altri rapporti ai quali tenevo e tengo tuttora molto, ma non credo, onestamente che la più grande spinta al silenzio vero il 25enne sia stata questa. Aggiungo che era anche un bel ragazzo, molto sorridente e con una evidente e seria disponibilità affettiva. A quel tempo, relativamente alla mia età, mi sentivo uno piuttosto realizzato e un’amicizia con quel ragazzo, con tutto il giro di chiacchiere che avrebbe potuto comportare in una piccola città, che prima o poi avrebbe inevitabilmente condotto anche me ad essere individuato come gay, era per me un rischio sociale grosso, probabilmente troppo grosso per essere accettabile. Se fossi stato a Milano, forse, mi sarei comportato diversamente, ma lì dove mi trovavo mi sembrava che la prudenza fosse d’obbligo. E in fondo che futuro avrebbe potuto avere una storia come quella? Ostacoli familiari fortissimi da parte della mia famiglia con la quale non ho mai fatto il coming out, rischi gravi a livello di lavoro se quella relazione fosse divenuta di dominio pubblico, cosa comunque alla lunga inevitabile. Mi sarebbe piaciuto mantenere un’amicizia con quel ragazzo ma, onestamente, anche se fosse venuto con me sul lago di Como il giorno appresso, non credo gli avrei detto nulla di me… lo avrei voluto come amico, ma senza scoprire le mie carte, il che in fondo vuol dire che non sarei mai stato veramente un amico per lui. Ho fatto mentalmente i miei conti ed ho deciso di tirare avanti. Piccineria mentale? Paure di tipo sociale? Me ne sono mai pentito? No, non mi sembra proprio. A distanza di quasi 23 anni ho cercato di ipotizzare i possibili scenari in cui quella storia avrebbe potuto evolversi… ma gli elementi sono pochi e labili e le ricostruzioni seguono più che la logica i profili dei miei umori giornalieri.
Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta sul Forum di Proggetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=27213518

martedì 19 febbraio 2008

RAPPORTI GAY ETERO Ciao triste

Rinvio al prossimo numero di “Cronache di Progetto Gay” i ringraziamenti ai lettori che hanno commentato il blog di Progetto Gay o che lo hanno onorato di un post come ha fatto puroQuore, dedicherò ad essi l’attenzione dovuta non appena possibile.

Ora desidero rivolgermi in modo diretto a “triste”, un ragazzo 24enne che ha scritto su Progetto Gay cose che mi riempiono di orgoglio e mi spingono ad andare avanti sulla stessa strada. Ti ringrazio in modo sentitissimo. Conosci Progetto Gay da due giorni e hai postato due tuoi commenti e non puramente occasionali. Il tema che prendi in considerazione è uno dei temi fondamentali del mondo gay. Per un ragazzo gay la ricerca di un compagno, in linea teorica, dovrebbe rivolta ad altri ragazzi gay, tuttavia, sia per l’impossibilità di trovare i contatti gay “giusti” sia perché, come è ovvio, l’interesse affettivo e anche sessuale di un ragazzo gay si rivolge indiscriminatamente a tutti ragazzi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, accade che in un numero niente affatto trascurabile di casi, un ragazzo gay si innamori di un etero. Non si tratta di un errore ma spesso l’innamoramento si radica in modo profondissimo nell’anima del ragazzo gay perché, a parte il sesso, lo scambio affettivo con un ragazzo etero può essere profondissimo. Questi rapporti, che sono veri e propri rapporti d’amore con un diretto coinvolgimento sessuale per il ragazzo gay, anche se solo a livello di masturbazione, dal lato del ragazzo etero possono avere delle valenze affettive fortissime. Porto un esempio che ho potuto vedere direttamente parlando con entrambi gli interessati. Marco è un ragazzo gay, Andrea è un ragazzo etero, Marina è una ragazza etero. In una situazione del genere, Andrea ha un rapporto affettivo fortissimo gay-etero con Marco, Andrea si innamora di Marina, desidera l’approvazione di Marco per vivere il suo rapporto con Marina in modo soddisfacente. Marco approva in rapporto di Andrea con Marina e la cosa funziona benissimo. Poi Marina pretende il monopolio della vita affettiva di Andrea e gli dice: “Se vuoi stare con me non devi vedere più Marco”. Andrea va in crisi, poi decide e lascia la ragazza. Il rapporto con la ragazza che era stato bellissimo quando Marco era in qualche modo una presenza rassicurante, si spezza di fronte all’out out. Aggiungo che ci sono ragazzi eterosessuali che si sentono così legati ai loro amici gay che si dichiarano gay anche se non lo sono, per condividerne il disagio e ho visto situazioni in cui un ragazzo etero è arrivato a proporsi al suo amico gay come partner sessuale perché lo vedeva depresso e sessualmente non realizzato. Devo sottolineare che si trattava di un ragazzo eterosessuale che non ha mai pensato in nessun’altra occasione di fare sesso con ragazzo. Aggiungo un’altra cosa che può sembrare paradossale: l’impossibilità di un contatto sessuale in un rapporto gay-etero costituisce spesso una spinta propulsiva verso un rapporto affettivo molto profondo. Per un ragazzo etero pensare che un suo amico gay è innamorato di lui anche se sa che tra loro non ci sarà mai un contatto sessuale è una cosa gratificante, perché è una forma d’amore molto sublimato e non finalizzato al sesso, una forma d’amore che, cioè, non mette in crisi il ragazzo etero che di fronte alla sessualizzazione del rapporto rimarrebbe assai spiazzato e perplesso.
Tanto premesso devo sottolineare che il fatto che un ragazzo etero non possa contraccambiare un ragazzo gay è vero solo a livello sessuale ma non a livello affettivo, dove invece è la forza di questi rapporti che durano anche dopo che l’etero si sposa, e spesso durano per tutta la vita.
Tu dici so che il ragazzo del quale ti sei innamorato non è gay ma potrebbe essere anche bisex, ma la bisessualità nella grande maggioranza dei casi non è una sessualità intermedia per cui sempre e comunque si possono cercare partner gay o etero. Essere bisessuale significa attraversare fasi successive (che durano anni) di omosessualità e di eterosessualità. Un bisex in fase gay è un gay e un bisex in fase etero è un etero anche se queste condizioni sono destinate a cambiare una o più volte (ma non moltissime) nel corso della vita. Vorrei dirti di non interpretare un comportamento moto aperto verso i gay come omosessuale, perché ci sono molti etero (e ne ho conosciuto più di qualcuno) che hanno dei comportamenti di tale disponibilità vero i gay, con i quali si trovano benissimo anche perche non ci sono complicazioni sessuali, da sembrare essi stessi gay, ma non sono gay e la loro sessualità è tipicamente eterosessuale. Il problema vero è chiedersi che cosa significa per ciascuno di noi amare un ragazzo. Nella grande maggioranza dei casi, innamorarsi di un ragazzo significa desiderare a un contatto con lui che sia anche di natura sessuale, nel senso che senza la prospettiva del contatto sessuale diretto molti vedono il loro innamoramento spegnersi. Ma non è sempre così e ci sono casi (e non pochissimi) di rapporti strettissimi tra due ragazzi, uno gay e uno etero che li hanno condotti a fare vite particolarissime: il gay ha rinunciato alla tipica vita gay per restare vicino al suo amico etero e l’etero ha rinunciato alla tipica vita etero per restare vicino al suo amico gay, si tratta di cose assolutamente fuori schema ma di cose sulle quali si può costruire una vita. Concludo sottolineando che le cose delle quali ho parlato non sono teorie o ipotesi improbabili ma sono cose che sono accadute e accadono realmente anche se in una piccola (ma non trascurabile) percentuale di casi.

mercoledì 2 gennaio 2008

COMMENTO DI UNA RAGAZZA A IL MIO CANTO TRASPARENTE

“Una ragazza” mi ha invito il suo commento al post “Il mio canto trasparente” che non è riuscita a inserire, siccome non sono riuscito neanche io ad inserirlo come commento, lo inserisco come post autonomo.
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E' la seconda volta che provo a commentare sul tuo blog, ma mi da problemi. Questo è il mio commento al post "IL mio canto trasparente"
Io sono d'accordo che l'omosessualità sia una cosa naturale. C'è, esiste, è naturale. Dico che però il leone si accoppia ANCHE col maschio per provare piacere sessuale E BASTA, anche perché i leoni non hanno sentimenti complessi come quelli umani. Il gay invece talvolta non sente minimamente l'esigenza di accoppiarsi con una femmina. Quindi, mentre per il leone si tratta di un "vizietto", un gesto provocato dalla forza di inerzia, per l'omosessuale homo sapiens si tratta del solo modo di esprimere la propria identità. (Certo, poi ci sono anche persone bisex e leoni naturalmente solo omosessuali, ma su questa ultima cosa ne so davvero poco, so solo che il cane maschio di un mio amico si accoppia solo con cani maschi). Voglio solo dire che non stiamo parlando dello stesso fenomeno, quindi, se pure la società riconoscesse che l'omosessualità esiste in natura, avremmo solo dato un suono all'ovvio e non saremmo andati tanto avanti.
Ora parleremo delle mie mestruazioni.
Sono dispiaciuta per la mia sintesi brutale e senza significato, quindi cercherò di approfondire un pochino. Quando io dico "mestruazioni" mi riferisco ad un sistema di cose molto complesso. E' come un'etichetta che racchiude in sé l'intera finalità della donna in quanto animale: la donna "sente" perennemente di essere donna, non c'è un istante in cui lo dimentichi. A questo contribuiscono tutte le fasi mestruali, poiché ognuna condiziona in modo diverso l'agire della donna. "Durante i giorni x e y si ha tanta voglia di accoppiarsi poiché si è fertili; durante i giorni a e b si è irascibili ed euforiche; ecc." E non solo. La "precoce" sfioritura della bellezza, la vera arma della donna, che implica in un certo senso anche il declinare dell'età fertile. Intimamente connesso alla paura del tempo, è il desiderio di maternità. E' un desiderio che induce a vivere la vita in un determinato modo: un modo che è profondamente diverso dal modo in cui vivono gli uomini.
Anche gli uomini desiderano avere figli, è ovvio, ma loro restano sempre strutturalmente LIBERI di rincorrere sogni, progetti, ambizioni, conoscenza. Anche le donne sono libere di farlo, ma se ci guardiamo intorno possiamo accorgerci che NON LO FANNO. E sono tutte balle quelle che ci raccontano sulla società maschilista. Il motivo vero è che le donne sanno che a loro tocca un compito molto più importante, e volano basso, per usare una metafora.
Il fardello della donna consiste nel loro essere legate alla terra. Le mestruazioni non sono che un simbolo di tutto questo. Sangue, ciclicità come quella della Luna, dolore, creazione: a pensarci è molto suggestivo, però :).
Genitori omosessuali?
No, è vero, non dispongo di nessuno studio scientifico su sui basarmi, per poter esprimermi adeguatamente. Penso solo che un bambino debba imparare a confrontarsi profondamente con entrambi i sessi come solo con un genitore è possibile fare. E poi rivolgo una domanda a chiunque voglia rispondermi: Quale importanza ha avuto per voi la presenza di un genitore di sesso femminile? Come vi siete rapportati alla dedizione di vostra madre per voi? Avreste potuto farne a meno? E che importanza ha avuto la figura maschile? Pensate che le due figure siano COMPLEMENTARI o ne sarebbe bastata una sola ma moltiplicata per due?
Ora facciamo finta che pure secondo voi i genitori maschio e femmina siano la soluzione MIGLIORE, quella IDEALE, ma che siate dell'avviso che, IN FIN DEI CONTI, si può crescere ugualmente bene anche con condizioni differenti (molte persone lo fanno e non sempre sono cresciute traumatizzate). Beh, in questo caso sarebbe da stupidi legalizzare una qualsiasi soluzione diversa da quella ideale, no?
L'omosessualità potrà essere naturale (e infatti lo è) ma NON E' normale. Forse i primi che non si accettano sono proprio i gay, perché se così non fosse la smetterebbero di avere pretese assurde come crescere un bambino.
Ma come potrebbe un omosessuale capire e consigliare una figlia adolescente con problemi sentimentali? Quando ogni sentimento amoroso di una donna è strettamente legato ad un desiderio di maternità (anche se solo in fase embrionale in età adolescenziale)? Come potrebbe un uomo senza imene educare una bambina sull'importanza sacra della verginità e dell'unicità e irripetibilità dei sentimenti e delle esperienze? Forse sono concetti che un gay non può nemmeno capire dal momento che riescono miracolosamente ad amare infinite volte.
Per quanto riguarda la poesia... beh sì, fa schifo. non c'è metrica, non c'è lavoro sulle parole, è quasi sloganistica. Troppo sensazionalista. Ma già provarci vuol dire che hai qualcosa in più rispetto agli altri. I più si limitano a pensare, ma esternare i propri pensieri significa dimostrare un forte senso di responsabilità nei confronti dell'umanità, poiché inconsciamente chi propone un dialogo, un messaggio, lo fa sempre perché ama gli altri. Se poi le parole che ho usato sono troppo drastiche, perdonami. Per me le vie di mezzo sono solo bugie che servono a placare le coscienze: la giustizia va perseguita fino in fondo senza compromessi. Per quella storia della metrica... beh, se non si ha voglia o capacità di nobilitare le parole "costringendole" in una metrica, ma allora perché non scrivere in prosa? mi chiedo io.
Una ragazza

venerdì 30 novembre 2007

DIAOLOGO GAY GAY E GAY ETERO IERI E OGGI

Paolo ha così commentato il post “Affabulazione gay” su “Storie gay e non solo”:

“Ho dovuto leggere un paio di volte tutto l'intervento prima di cogliere un aspetto che per me è fondamentalmente sbagliato: questo ragazzo parla di mondo separato in maniera negativa all'inizio, infatti scorrendo il testo mi è sembrato dapprima che il presupposto dello stesso intervento fosse questo mondo separato, poi, continuando ancora, presupposto mi è sembrato di capire fosse che, in poche parole, etero o gay non conta ma che in fondo siamo tutti soli e nessuno si interessa dell'altro, o almeno mi è parso così, forse sbaglio, una spirale verso il pessimismo.
Il fatto è che ha ragione nel dire che molti etero subiscono cambiamenti di atteggiamento nei confronti di amici che prima ritenevano etero e che poi si sono rivelati essere gay; tuttavia ha ugualmente ragione quando dice l'opposto, cioè che molti invece non mutano comportamento e che anzi inconsciamente cercano e preferiscono un amico gay. Nella mia seppur ancora breve esperienza di gay non dichiarato una delle poche cose che penso di aver afferrato e di cui sono abbastanza certo è che non si può ridurre l'intero genere umano ad un numero ristretto di categorie schematicamente intese, ognuna con le sue caratteristiche peculiari. E’ pur vero che molti si omologano al "gruppo" senza un minimo di spirito critico, tuttavia la mia idea è che se siamo in sei miliardi sulla terra, di necessità ci saranno sei miliardi di categorie in cui suddividere il genere umano. A ognuno la sua, che poi è il suo essere, il suo carattere, la sua personalità. E’ facile distinguere fra gay ed etero, creare una separazione fra i due gruppi, ma in tal modo si assume una singola caratteristica (tra l'altro nemmeno così caratterizzante) a indicatore unico delle persone (nonché della personalità, del valore intrinseco ecc. ecc.) alle quali essa viene ascritta.
So che il vedersi di fronte un amico che non sa nulla di te e che vive un momento di "estasi" come la chiami tu può far male e soprattutto porta a riflettere sulla disparità della propria condizione in confronto alla sua, ma questo è normale. E’ logico che scatti un confronto, anche involontario, con chi ci circonda. A me capita più volte al giorno e su qualunque argomento e sono sicuro che chiunque, se ci pensa bene, si può accorgere di averlo fatto e di continuare sempre a farlo. e senza nessuna invidia o altro alla base, altrimenti chiudiamoci tutti nella nostra grotta in cima alla montagna e viviamo da eremiti.
Non è che, quando dici che nessuno pensa a nulla se non ai fatti suoi e che perciò tu rimani sempre e comunque fuori, anche tu ti stai ponendo sullo stesso piano di queste persone? Ti assicuro che mostrare un po' di interesse per qualcuno che ha voglia di essere ascoltato apre porte che probabilmente non immagineresti mai.”

Pubblico il commento in prima pagina nella speranza che l’autore del post lo legga, cosa che però non è così ovvia. Aggiungo qui di seguito alcune mie considerazioni.

Quanto al post, nel leggerlo, ho provato anch’io le perplessità che ha provato Paolo e non ho capito esattamente quale sia il centro del discorso. Certo, assistere alla felicità degli altri, di quelli che dei loro affetti possono parlare apertamente non è indifferente e lascia un sapore amaro in bocca. Si pensa inevitabilmente: Perché lui sì e io no? Non è giusto! Adesso, se posso permettermi, dico a Paolo e agli altri ragazzi che leggono questo blog e che sento spesso in chat: ma voi riuscite a immaginarvi come potesse stare un gay di 40/50 anni fa, quando l’isolamento era totale e la possibilità di trovare anche solo informazioni serie era praticamente nulla all’infuori della pornografia? E’ ovvio che un ragazzo gay non dichiarato vive anche oggi una situazione di disagio ma si tratta di condizioni molto meno pesanti. Un ragazzo di oggi ha internet, ha msn, ha i blog, ha la possibilità di contattare altri ragazzi gay e di scambiare esperienze con loro. Paolo è un ragazzo gay non dichiarato che scrive commenti su un blog gay, li vede a loro volta commentati, legge i commenti di altri ragazzi gay su quello che ha scritto... è vero che Paolo inevitabilmente confronta la sua condizione con quella di tanti ragazzi etero (in fondo lo facciamo tutti) è può sentirsi frustrato e in qualche modo anche represso, ma, anche se con la copertura dell’anonimato, che, ricordiamolo, ha dato voce ai veri gay, Paolo può dire quello che pensa. Paolo si sente sì solo ma è incomparabilmente meno solo di come io stesso sono stato solo, 40 anni fa, quando a rendere meno gravosa la solitudine c’era solo la beata inconsapevolezza. Per imparare a ragionare come Paolo ragiona spontaneamente ci ho messo decenni passando attraverso lotte con me stesso, forme ai autorepressione che adesso mi fanno sorridere ma che allora sono state delle autentiche torture, una strada difficile, contorta e lunga per conquistare un’autonomia personale vera che oggi sembra una cosa ovvia. C’era tuttavia una differenza tra il mio modo di essere un ragazzo gay 40 anni fa e quello dei ragazzi di oggi. Io allora sognavo di incontrare un ragazzo gay e di poter coronare il mio sogno d’amore. I ragazzi di oggi hanno certo una esperienza incomparabilmente molto può larga della mia alla loro età ma spesso essi hanno perso l’idea che incontrare un altro ragazzo gay possa essere una cosa veramente importante e risolutiva. Molti purtroppo, e lo vedo tutti giorni, hanno sperimentato direttamente quanto il fatto di essere due gay, invece che un gay e un etero, non modifichi poi sostanzialmente il quadro, proprio perché, come dice Paolo, dire gay non significa affatto caratterizzare un individuo e, anzi, spesso tra due gay vi sono differenze di mentalità e di comportamenti più radicali che tra un gay e un etero. Questa scoperta, che pure è estremamente realistica, se ha il pregio di aiutare ad aprire gli occhi, ha comunque il difetto di ridurre nettamente la fiducia nel futuro. Oggi quello che prima non era possibile è divenuto possibile ma la felicità che prima sembrava non realizzarsi per impedimenti esterni oggi sembra ancor più radicalmente un’ipotesi eccezionale.

martedì 27 novembre 2007

CHAT CON UN 32ENNE QUASI GAY

Riporto qui il resoconto di una chat con in 32enne “quasi gay”. Il senso di questa espressione si più capire solo dalla conversazione. Il testo è stato ricostruito rispettandone nel modo più rigoroso lo spirito. Sono stati omessi tutti gli elementi di possibile identificazione dell’interlocutore. Sottolineo che il nick fornitomi dal mio interlocutore non è mai risultato accessibile e dopo il 22 Ottobre non c’è stato nessun ulteriore contatto.

CHAT CON 32ENNE DEL CENTRO ITALIA
22/10/2007

ospite - 21:36 - ciao
gayproject - 21:37 - ciao
ospite - 21:37 - di dove?
gayproject - 21:37 - centro Italia
ospite - 21:38 - anch'io
gayproject - 21:38 - ... il mondo è piccolo...
ospite - 21:38 - certo
gayproject - 21:38 - che fai da queste parti?
ospite - 21:38 - cercavo persone divertenti
gayproject - 21:39 - in che senso?
ospite - 21:39 - in tutti i sensi
gayproject - 21:39 - mh...
ospite - 21:39 - tu come ti ritieni?
gayproject - 21:39 - non so se sono divertente... proprio non riseco a valutarmi sotto questo puto di vista... e tu?
ospite - 21:40 - a seconda dei casi e degli stati d'animo, quanti anni hai?
gayproject - 21:40 - ... è una risposta seria... dimmi quanti ne hai tu...
ospite - 21:41 - 32
gayproject - 21:41 - io... tanti di più, non ti spaventare!
ospite - 21:41 - 90?
gayproject - 21:41 - meno
ospite - 21:41 - 70
gayproject - 21:41 - meno
ospite - 21:41 - 60
gayproject - 21:42 - poco meno
ospite - 21:42 - ho indovinato al primo colpo
gayproject - 21:43 - ... come si sta a 32? Io ho perso la memoria...
ospite - 21:43 - sono nel pieno della vita spero che duri cosi, gli do dentro
gayproject - 21:43 - che bella risposta! MERAVIGLIOSA!
ospite - 21:44 - tu invece?
gayproject - 21:44 - tutto sommato mi va benino... e mi sento piuttosto soddisfatto...
ospite - 21:45 - il sesso?
gayproject - 21:45 - dimmi di te e poi di dico onestamente
ospite - 21:45 - cerco di fare più esperienze possibili
ospite - 21:46 - soprattutto con donne
gayproject - 21:46 - ma non solo?
ospite - 21:46 - non solo
gayproject - 21:46 - ok... quindi non hai cercato gayproject per caso
ospite - 21:47 - credo di no
ospite - 21:47 - che vuol dire gayprojet?
gayproject - 21:48 - sei una persona seria... ti spiego... con un nome così...
gayproject - 21:48 - è ovvio quali sono le mie preferenze...
ospite - 21:48 - certo
gayproject - 21:48 - ho avvito un progetto... serio!
gayproject - 21:49 - Ho aperto tre blog... che sono frequentatissimi da gente serissima
gayproject - 21:49 - e sono Progetto gay, Storie gay e Storie gay e non solo
ospite - 21:50 - aperti anche ai non gay?
gayproject - 21:50 - ho avuto diversi commenti di non gay...
gayproject - 21:50 - e anche cose estremamente serie
ospite - 21:51 - la sensibilità delle persone gay è unica
gayproject - 21:51 - no... aspetta... lascia stare i miti!
gayproject - 21:52 - tramite quei blog
ospite - 21:52 - lo dico per esperienza
gayproject - 21:52 - ... allora hai il mio massimo rispetto
gayproject - 21:52 - tramite quei blog ho conosciuto dai ragazzi gay che sono persone splendide!
gayproject - 21:53 - Ma prorio gente di levatura morale altissima!
ospite - 21:53 - non mi dici niente di nuovo
gayproject - 21:53 - ti lascio parlare... e anzi sono curioso
ospite - 21:54 - scusa
ospite - 21:54 - era riferito alle persone
gayproject - 21:54 - sì... ho capito...
ospite - 21:54 - di altissima levatura morale
ospite - 21:55 - parlami dei blog
gayproject - 21:55 - sì... sono blog gay... chiaramente...
gayproject - 21:55 - ma sono seri, cioè non c'è niente di pornografico
gayproject - 21:55 - non ci sono foto...filmati... solo testo scritto...
gayproject - 21:56 - e ci sono post che mi mandano e che io pubblico lì...
ospite - 21:56 - capisco
gayproject - 21:56 - e sono cose vere... autentiche...
gayproject - 21:56 - se uno vuole sapere che cosa sono i gay
gayproject - 21:56 - lo può leggere
gayproject - 21:57 - e ne viene fuori un'immagina autentica...
gayproject - 21:57 - per me è un impegno morale di fondo!
gayproject - 21:57 - Non lo dico per dire...
gayproject - 21:57 - sono cose che mi danno tantissimo!
gayproject - 21:57 - e poi ricevo commenti unici!
gayproject - 21:58 - cose di una serietà incredibile...
gayproject - 21:58 - se vuoi ti passo il link...
ospite - 21:58 - ok grazie
gayproject - 21:58 -
http://progettogay.myblog.it/
ospite - 21:59 - lo visiterò sicuramente
gayproject - 21:59 - questo blog ha moltissimi contatti al giorno
ospite - 22:00 - complimenti!! tutta opera tua?
gayproject - 22:00 - ci lavoro dalla mattina alla sera e pure la notte!
gayproject - 22:01 - e poi ho modo di conoscere gente come si deve...
gayproject - 22:01 - e si creano dei rapporti di stima personale
ospite - 22:01 - sono contento ti averti conosciuto
gayproject - 22:01 - anche io... poso metterti tra gli amici?
gayproject - 22:01 - ... ma sei un ospite!
ospite - 22:01 - non mi troverai sono ospite
ospite - 22:02 - mi faro vivo io sicuramente
gayproject - 22:02 - perché non ti registri... mi farebbe piacere...
gayproject - 22:02 - magari sul blog!
ospite - 22:02 - lo farò contaci
gayproject - 22:02 - Sono contento di averti conosciuto!
ospite - 22:02 - idem
gayproject - 22:02 - ok! In bocca al lupo!
ospite - 22:03 - anche a te a presto!!!
gayproject - 22:03 - CIAO!


Continua con altro nick dopo 20 minuti.

ospite - 22:23 - ciao, sono l'ospite di prima, ho visitato il tuo blog
gayproject - 22:24 - COME L'HAI TROVATO?
ospite - 22:24 - me lo hai dato tu
ospite - 22:24 - molto bello
gayproject - 22:24 - VERAMENTE?
ospite - 22:24 - complimenti
gayproject - 22:24 - ne sono felicissimo!
gayproject - 22:25 - sia che l'hai trovato passabile
gayproject - 22:25 - sia che sei ritornato per dirmelo!
gayproject - 22:25 - queste sono cose che danno proprio dei momenti di felicità!
ospite - 22:25 - ho visto la passione che ci metti
gayproject - 22:25 - ci lavoro giorno e notte...
gayproject - 22:26 - e hai letto un po' do commenti?
ospite - 22:26 - ho letto quel tuo sfogo se cosi possiamo chiamare
gayproject - 22:26 - quale?
gayproject - 22:27 - l'ultimo?
gayproject - 22:27 - quello del post sulla masturbazione?
ospite - 22:27 - riguardo a quel ragazzo 22enne
ospite - 22:27 - si
ospite - 22:27 - esatto
gayproject - 22:27 - è un fatto vero!
gayproject - 22:27 - quando mi capitano quelle cose...
gayproject - 22:27 - mi chiedo...
gayproject - 22:28 - ma questi hanno capito che vuol dire gay?
gayproject - 22:28 - e credo proprio di no!
ospite - 22:28 - per me quelli sono solo sfoghi sessuali di persone inappagate
gayproject - 22:29 - sono frustrazioni profonde...
gayproject - 22:29 - e si cerca di non capire... e di prendere le cose giocando giocando...
ospite - 22:29 - sono d’accordo
gayproject - 22:29 - non so se hai visto un blog gay che ho citato...
ospite - 22:29 - no
gayproject - 22:29 - sta in un post dedicato a Surfer... che me lo ha mandato...
gayproject - 22:30 - si tratta di un blog scritto da due ragazzi di 23 anni
gayproject - 22:30 - scritto a due mani...
gayproject - 22:30 - ma è tra le cose più bello che ho letto in vita mia!
ospite - 22:30 - lo guarderò certamente
gayproject - 22:30 - se ti capita dagli un'occhiata...
gayproject - 22:31 - quello è il mondo gay come lo vedo io... e forse non solo io!
gayproject - 22:31 - un mondo d'amore vero... in quel blog
gayproject - 22:31 - ieri sera ho letto una espressione che non dimenticherò...
ospite - 22:32 - puoi dirmela ?
gayproject - 22:32 - certo...
gayproject - 22:32 - i due ragazzi raccontavano
gayproject - 22:32 - di una nottata passata insieme a letto...
gayproject - 22:32 - ma non parlavano di sesso...
gayproject - 22:33 - ma dicevano che stavano "accucciolati" insieme sotto le lenzuola
gayproject - 22:33 - ed è un'espressione bellissima!
ospite - 22:33 - certo
ospite - 22:34 - grazie di tutto
gayproject - 22:34 - di che?
ospite - 22:34 - del tempo che mi hai dedicato
gayproject - 22:34 - ma è un piacere!
gayproject - 22:34 - e lo dico con la massima sincerità!
ospite - 22:35 - guarderò il blog di giorno con meno stanchezza addosso e magari mi iscriverò
gayproject - 22:35 - se devi andare vai...
gayproject - 22:35 – però mi piacerebbe chiederti una cosa...
ospite - 22:35 - dimmi
gayproject - 22:36 - ti vorrei chiedere che esperienza hai tu del mondo gay...
ospite - 22:36 - solo amicizie vere
gayproject - 22:36 - notevole! Adesso una cosa te la dico io...
ospite - 22:37 - dimmi
gayproject - 22:37 - se ho un minimo di tempo... vado?
ospite - 22:37 - dove
gayproject - 22:37 - cioè... dico? Mi dai tre quattro minuti di tempo?
ospite - 22:38 - ok
gayproject - 22:38 - ti volevo dire che
gayproject - 22:38 - io adesso mi sento realizzato... ho avuto sia gay che etero che hanno voluto bene
gayproject - 22:42 - tu pensa se io posso pensare che tra gay e etero ci sono barriere!
gayproject - 22:42 - Per me non ce ne sono mai state!
gayproject - 22:43 - In fondo sono stato fortunato!
gayproject - 22:43 - e vorrei fare qualche cosa di buono...
gayproject - 22:43 - per tanti ragazzi gay che passano brutti momenti...
ospite - 22:43 - lo stai gia facendo
gayproject - 22:43 - quando sto in chat con loro si crea un'atmosfera di partecipazione profonda...
gayproject - 22:44 - ce ne sono alcuni che stanno all'università...
gayproject - 22:44 - so quando hanno gli esami...
gayproject - 22:44 - e li chiamo per dire in bocca al lupo e sono contenti!
gayproject - 22:44 - E non sono cose stupide!...
gayproject - 22:44 - E parlaimo di tutto... di sesso meno che di altre cose!
gayproject - 22:45 - io penso che c'è tanto bisogno di rispetto, di confronto... di vivere in modo non aggressivo...
gayproject - 22:46 - qualche volta, quando scrivo un post un po' sul negativo... mi chiamano per chiedermi come va!
gayproject - 22:46 - ecco la mia vita è questa!
gayproject - 22:46 - ma è bella!
gayproject - 22:46 - e ne sono felice!
gayproject - 22:46 - e anche si avere trovato te sono felice...
gayproject - 22:46 - etero... ok!
gayproject - 22:46 - Dov'è il problema?
gayproject - 22:47 - Se non lo hai tu... figurati io!
gayproject - 22:47 - Che tu sia andato a vedere il blog mi fa estremamente piacere!
gayproject - 22:47 - e che tu sia tornato in chat ancora di più!!!
ospite - 22:48 - io credo di essere etero ma cosa importa
gayproject - 22:48 - dici credo perché non ne sei sicuro al 100%?
ospite - 22:48 - semplicemente perche non mi importa
ospite - 22:48 - sto bene cosi
ospite - 22:49 - mi piace il tuo mondo
gayproject - 22:49 - per carità... non voglio invadere...
gayproject - 22:49 - non sia mai...
gayproject - 22:49 - Una persona come te deve avere un rispetto totale...
gayproject - 22:50 - quanto al mio mondo... sì... io ne sono felice...
gayproject - 22:50 - più conosco il mondo gay "serio" e più ne sono innamorato!
ospite - 22:50 - ti stimo profondamente!!
gayproject - 22:51 - anche io!
ospite - 22:51 - e ti chiedo di continuare
ospite - 22:51 - perche non fai poco
gayproject - 22:51 - ma tu non sai quello che ricevo!
ospite - 22:51 - tu non sai quello che dai
gayproject - 22:52 - In certi momenti mi sento veramente vivo!
gayproject - 22:52 - anche adesso!
gayproject - 22:52 - non so perché si creano certi momenti di contatto istintivo forte...
gayproject - 22:52 - io noto una cosa nella nostra chat... che mi colpisce molto...
gayproject - 22:53 - E' una cosa seria!
gayproject - 22:53 - non dici cose banali...
gayproject - 22:53 - fin dall'inizio non hai fatto quello che fa la gente che non posso sopportare...
gayproject - 22:53 - cioè non hai cominciato a fare domande...
gayproject - 22:54 - ma hai anche parlato di te e in modo serio!
gayproject - 22:54 - è ovvio che poi a un dialogo di questo livello non si può rispondere in modo stupido!
ospite - 22:55 - grazie
gayproject - 22:55 - mi piacerebbe molto allargare il discorso
gayproject - 22:55 - ma c'è una regola da seguire... il rispetto totale...
gayproject - 22:55 - la non invadenza!
gayproject - 22:55 - La persona innanzitutto!
ospite - 22:56 - spero di ritrovarti
gayproject - 22:56 - mi ritrovi certamente...
ospite - 22:56 – ti do il mio nick registrato se vuoi
gayproject - 22:56 - SI!!!
ospite - 22:57 – [... omissis...]
gayproject - 22:57 - aspetta... se possiamo passare a una chat con quel nick
gayproject - 22:57 - ti posso mettere tra gli amici
ospite - 22:57 - si
gayproject - 22:57 - ci puoi passare tu usando il nick registrato?
ospite - 22:58 - non posso
gayproject - 22:58 - perché?
ospite - 22:58 - sto per staccare
ospite - 22:58 - sono distrutto
gayproject - 22:58 - però... no so come si fa... perché sono su questa chat solo da oggi pomeriggio!
ospite - 22:59 - ti trovero io allora
gayproject - 22:59 - benissimo!!!
ospite - 22:59 - ti metto tra gli amici
gayproject - 22:59 - GRAZIE!!!!
ospite - 22:59 - e vedo quando sei connesso
gayproject - 22:59 - MI HAI FATTO FELICE!!!
ospite - 22:59 - anche tu a me
ospite - 22:59 - ciao buona notte
gayproject - 23:00 - buonanotte!!!