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domenica 3 aprile 2011

AMORE GAY E SESSO FACILE

Carissimo Project,
tra luglio e settembre 2009 ho parlato di me e delle mie esperienze sul forum di progetto gay (sono [omissis]), poi, mesi dopo, ti ho scritto via mail, abbiamo anche parlato un po’ una volta in chat. Te lo dico perché immagino tu non possa ricordare la mia situazione e per questo te ne faccio un rapido sunto.
Ho 40 anni, so da sempre di essere gay, ma l’ho accettato solo due anni fa, quando ho capito che potevo innamorarmi di un ragazzo, e che i miei genitori avrebbero dovuto essere felici per me (prima invece avevo deciso di reprimere le mie tendenze per non farli soffrire e portarmi per così dire il mio segreto nella tomba!) Ho fatto coming out in famiglia, ne sentivo davvero il bisogno, ed è stato positivo … Ripenso a quel periodo, mi sentivo finalmente felice, sereno, gioioso, un po’ come un adolescente, anche se non avevo ancora un ragazzo da amare. Aggiungi il fatto che ero assolutamente vergine, mai stato né con una ragazza, né con un ragazzo.
Il primo ragazzo che ho conosciuto (quello di cui ho parlato nei miei post sul forum) è stata una strana esperienza, durata poche settimane (senza incontri sessuali veri e propri) … io cercavo un ragazzo da amare … Poi è arrivato Francesco (nome fittizio), 46 anni, di una città lontana dalla mia, ed è più di un anno e mezzo che stiamo insieme … è il primo uomo che ho baciato, che ho abbracciato, con il quale ho fatto l’amore. Con lui la tenerezza, l’intimità, il calore non sono mai venuti meno in questi mesi.
Arrivano i problemi … lui è depresso (praticamente da sempre), ora anche disoccupato da più di un anno, sono prevalentemente io ad andare da lui, ed, ogni volta che ci vediamo, dobbiamo andare in alberghi o bed and breakfast, perché anche lui vive ancora con i suoi (che, come i miei, hanno problemi di salute e non possono essere lasciati soli)… Ho pensato di trasferirmi nella sua città, ho addirittura fatto un concorso e l’ho vinto, per poter avere la possibilità di chiedere l’assegnazione iniziale o il trasferimento alla sede della sua città, ma poi ho deciso di restare a casa mia … Con lui sono molto sincero, gli ho parlato delle difficoltà che sento … quella principale è di tipo sessuale, ed è di questo che vorrei parlarti.
Con lui il sesso è coinvolgente, ma io vorrei di più, in termini di intensità e di frequenza (ho “arretrati” da recuperare!) … ma, vuoi per la sua età, vuoi per la depressione, sono io a dovermi adeguare ai suoi ritmi …
Nelle ultime settimane ho notato un aumento del mio desiderio sessuale, che mi ha colpito e turbato parecchio … ho voglia di fare sesso, e so già che non potrò soddisfare questa mia bramosia con lui … e quindi sto iniziando a pensare al sesso al di fuori della coppia … gliene ho parlato, lui sembra d’accordo, purché questo sia solo uno sfogo fisico occasionale e non una situazione regolare …
Io però non riesco a fare sesso occasionale, proprio non ci riesco … per potermi aprire, ho bisogno di conoscere, apprezzare, stimare un ragazzo, e solo dopo posso farci sesso … e, se l’esperienza fosse piacevole, vorrei anche ripeterla … insomma, cerco un’amicizia, condita eventualmente da un’attrazione sessuale.
Per motivi di crescita personale sono entrato in analisi già da qualche mese: non ci sono particolari problemi, il terapeuta ha solo notato una certa tendenza all’isolamento sociale, e quindi mi esorta spesso a sperimentarmi in situazioni socializzanti, perché no anche gay, non per cercare sesso, ma per conoscere persone come me, capire la realtà gay …
Così, alla fine mi sono deciso, con risultati ambivalenti … in un cineforum, mi sono sentito piuttosto a mio agio, con la possibilità di parlare con altre persone e di essere assolutamente me stesso, senza paura di essere giudicato … in un locale da aperitivo, invece, mi sono sentito un po’ più come un pesce fuor d’acqua, precipitato in un ambiente che sentivo “strano”, dove guardare ed essere guardati.
Al cineforum conosco un ragazzo, chiamiamolo Luigi, 45 anni, che mi riaccompagna alla metropolitana. Con lui mi sono trovato davvero in bella sintonia. Mi chiede di scambiarci i cellulari e lo faccio senza remore. Il giorno dopo mi propone di uscire il sabato sera per conoscerci meglio, ed io accetto: mi sembrava di aver capito, parlando, che gli piacessero solo i palestrati, quindi ero tranquillo che non ci avrebbe provato (non sono muscoloso!), mi andava solo di conoscerlo come potenziale amico.
Fatto sta che in quest’uscita di sabato lui ci prova, mi chiede di baciarlo … poi mi bacia … io non ci capisco più niente, ma rifiuto le sue insistenze, che comunque continuano, in maniera discreta, anche per il resto della serata, ed effettivamente mi lusingano parecchio … Dentro di me in realtà avrei voluto fare sesso con lui, ma me lo sono negato … Mentre mi riaccompagnava a casa, mi accarezzava la coscia e poi cercava di mettermi la mano tra le gambe, ma ero talmente imbarazzato che non è accaduto nulla, poi sono stato io a farlo a lui, ma la sua reazione è stata ben diversa … Comunque non è successo nient’altro. Di tutto questo ho parlato al mio ragazzo (senza indulgere nei particolari): gli ho detto che questo tipo mi attrae, che ci ha provato e io gli ho detto no, ma che mi sarebbe piaciuto provare …
Nei giorni seguenti, con Luigi ci siamo parlati molto al telefono e via sms… provo una bella intesa, mi fa stare bene, mi piace sentire la sua voce … me ne sto innamorando? Non lo so … lui mi dice che con me sta bene, che gli piaccio, che si sta innamorando di me, che mi pensa, che si è masturbato pensando a me … però mi ha precisato che non vuole che io rompa col mio ragazzo per colpa sua, anche perché lui non può essere il mio fidanzato, per vari motivi: è militare in carriera, e nessuno sa del suo orientamento sessuale, neanche i familiari; gli piacciono anche le donne, e non esclude un giorno di poter mettere su famiglia, chiudendo definitivamente la sua vita da gay (possibile!?!).
Ha un carattere deciso, sicuro, allegro, ed è molto generoso, fa programmi, gli piacerebbe portarmi con lui in vacanza, etc. … Ci siamo rivisti, e stavolta è scattato il bacio, mi sono lasciato andare (anche se non è come i baci con Francesco)… Siamo usciti insieme anche quest’ultimo sabato, e mi ha proposto di andare in sauna, anche come “esperienza antropologica”… io ero titubante (mi vergogno ad essere nudo davanti agli altri), ma poi mi sono lanciato, in fondo ci andavo in compagnia, mi sentivo protetto, e così è stato. Mi ha spiegato come funziona (“così ora potrai venirci anche per conto tuo”) e ci siamo fatti un giro … Nelle varie saune umida, secca, etc, sono stato sempre vicino a lui, lo abbracciavo, ci baciavamo, ma sentivo che c’erano altre mani che mi toccavano, ero sicuro che non erano le sue, e perciò le scansavo infastidito… Quest’ultima cosa mi ha colpito molto, la sentivo come un’intrusione alla privacy del mio corpo, ma in fondo dovevo metterla in conto andando in un posto del genere (dove certo non tornerei da solo)
Poi Luigi mi ha portato in una delle salette relax, ha scelto con cura la migliore (quella senza “finestre”), è stato molto premuroso, e abbiamo iniziato a fare sesso … Qui si scatenano una serie di pensieri e di emozioni che non riesco a descrivere compiutamente e con ordine logico … Da una parte, sento desiderio di lui, voglia di farlo godere (e ci riesco!), ma vorrei fargli di più, dall’altra sento che è completamente diverso da come lo faccio con Francesco (meno coccole, tenerezza …), lui cerca di farmi godere, ma è come se fossi anestetizzato, non riesco a lasciarmi andare, nemmeno ad avere una mezza specie di erezione, ed i rumori che provengono dagli altri camerini dove sembra che altri stiano godendo come ricci non mi aiuta …
Lui comunque arriva all’orgasmo, e poi rimaniamo abbracciati a lungo a parlare … Forse era stanco, lo sentivo un po’ assente, io invece ero lì a guardarlo negli occhi, senza smettere di accarezzare tutto il suo corpo (mi ha detto che gli piace il modo in cui lo faccio sentire desiderato), mentre io non ho ricevuto carezze nei postliminari …
Poi siamo usciti a cena, abbiamo parlato molto delle nostre vite … Lui si è innamorato di alcune donne, si è infatuato (lo definisce così!) di alcuni uomini, tra i quali mette anche me … . Io con lui mi apro completamente, senza remore, gli dico di me e dei miei anni difficili, del mio percorso di accettazione, del fatto che sto andando da un analista … Poi siamo andati a bere qualcosa in un locale, ed ho avuto come l’impressione che volesse chiudere la serata: mancavano gli argomenti di conversazione, silenzi forse imbarazzanti ... Così mi ha riaccompagnato alla fermata dell’autobus. Mi aveva accennato in precedenza che avremmo potuto passare un fine settimana insieme a casa sua per la settimana prossima, che sabato prossimo ci sarebbe stata una festa “bear” in discoteca e che mi ci avrebbe portato volentieri, ma nel parlare dei suoi programmi ieri sera ha manifestato tutt’altre intenzioni, ci sono dei suoi amici che vengono da fuori, li vuole rivedere, alla festa posso andarci da solo … Poi, dopo il distacco, un laconico sms di risposta ad uno mio un po’ più articolato …
Ora sto di merda, e non so più cosa pensare di me, di quello che sono, della mia vita …. Sento di essere in una fase molto delicata, ho problemi sul lavoro, mi hanno appena trasferito in una nuova sede, presto cambierò lavoro con tutte le incognite che questo comporta, ho problemi con il mio ragazzo ed ora sono preso da un altro ragazzo che non riesco a decifrare …. Mi sento fragile, fragilissimo, piango e non so più che fare … sono in preda a mille ansie, a mille paure...
Nelle ultime settimane sono ingrassato parecchio, mangio molti dolci, a metà mattinata, a fine pasto, a metà pomeriggio, senza riuscire a controllarmi. Da quando ho capito che può essere una compensazione di esigenze sessuali non soddisfatte, sono riuscito a limitarmi, ed in due settimane ho perso un chilo, aggiungendo un po’ di attività fisica alla mia quotidianità … Ora volevo passare all’atto pratico, ed iniziare a fare sesso al di fuori della coppia, è un mese che ne sento la necessità, ma non riesco più ad avere un’erezione! Nel corso dell’ultima settimana non ho nemmeno avuto voglia di masturbarmi, un calo della libido mai avuto prima … ma cosa mi sta capitando? Devo rivolgermi ad un andrologo? o ad un sessuologo? Perché non riesco a lasciarmi andare nel sesso?
La mia storia con Francesco è probabilmente al suo capitolo finale: il fatto che io sia caduto così facilmente tra le braccia di Luigi è un campanello d’allarme inequivocabile! O forse è solo che avevo bisogno di sperimentarmi con un altro uomo? Mi rendo conto che, avendo iniziato una sessualità di coppia in età così avanzata, attribuisco al sesso significati aggiunti che forse non gli danno i ragazzi più giovani di me, che lo vivono in maniera assolutamente gioiosa e spensierata, senza complicazioni.
Con Luigi non so come andrà: temo di essermi esposto troppo … forse il sesso con me non gli è piaciuto (ma non mi ha detto così), forse l’ho annoiato, forse mi considera un tipo strano (uno che arriva vergine a 38 anni, rispetto a lui che è stato con donne e con uomini!), forse non vuole più vedermi, e la cosa mi fa stare male …. Quasi mi pento di essermi lanciato così, ma non avrei potuto fare diversamente, lo volevo fare …
Spero di aver esposto le mie incertezze in maniera comprensibile …. Gli argomenti e gli spunti di riflessione sono parecchi … Non ho necessità di una risposta immediata e non ho nemmeno problemi se vorrai pubblicare questa mail, magari togliendo i riferimenti a nomi e città
Ti ringrazio fin d’ora e buona domenica.
Marco (nome fittizio)
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Carissimo
Io non so chi sia il tuo analista, probabilmente in buona fede, non conoscendoti quasi per niente e non conoscendo affatto la realtà gay ti ha indotto a tentare un esperimento non solo oggettivamente pericoloso ma certamente non senza effetti negativi su di te. La primissima cosa della quale mi preoccuperei è la tutela della salute. Ti consiglierei in ogni caso di fare il test per l’hiv e di ripeterlo senza avere rapporti con nessuno dopo 110 giorni, se tutto è negativo già siamo un pezzo avanti. Non ti dimenticare mai che le persone promiscue sono a rischio serio e che la salute è in assoluto la prima priorità. Sarò ossessivo ma lo devo sottolineare nel modo più marcato possibile. Il ragazzo di cui parli ha abitudini sessuali molto libere ed il rischio può essere molto concreto.
Vengo adesso ai risvolti psicologici. Il tuo analista ha una visione assolutamente superficiale del mondo gay. Nota bene che tra i gay tipo quelli che frequentano Progetto Gay e un gay che va in giro a fare sesso nelle saune c’è una differenza di mentalità abissale. Chi pensa che il sesso sia un’esperienza da provare ha in pratica eliminato l’affettività seria dai suoi orizzonti e ormai è entrato completamente nel giro gay commerciale (locali, saune, ecc.), che tra l’altro crea delle vere forme di dipendenza un po’ come le droghe. Tutto questo significa perdere definitivamente di vista la sostanza dell’essere gay che consiste nel vivere un rapporto d’amore con un altro ragazzo. La stragrande maggioranza dei ragazzi gay non andrebbe mai in una sauna a cercare sesso, tra l’altro con il rischio serio dell’aids. Non ci andrebbero perché per loro essere gay significa innamorarsi di un ragazzo e innamorarsi di una ragazzo non è una cosa facile, è una scelta di vita, richiede tempo, comprensione reciproca profonda, accettazione anche delle debolezze dell’altro. In pratica sei stato indotto a buttarti in un’esperienza che per te e per la stragrande maggioranza dei gay non solo non è auspicabile ma può essere profondamente traumatica. Dici che in quelle situazioni non hai l’erezione, ma lo credo bene! Nella sostanza ti rendi conto di essere usato, di stare in una situazione che non è affatto quello che stai cercando e per di più – e questo è veramente assurdo – pensi che il mondo gay “vero” sia fatto di cineforum gay e di saune, cosa che non ha alcun senso. In pratica perdi il senso della realtà per entrare in una dimensione che è quella tipica dello sfruttamento commerciale. Adesso sei disgustato dal sesso e non hai nemmeno voglia di masturbarti … ma è assolutamente ovvio che sia così e, tra l’altro, cominci ad entrare nel giro della dipendenza da queste cose perché invece di cercare di capire che cosa c’è che non va pensi che sarebbe opportuno cercare altre esperienze. Parliamoci chiaro, vuoi bene veramente al tuo ragazzo o pensi che il sesso sia solo un modo per soddisfare un mero stimolo fisiologico? Potranno dirti che in effetti puoi avere un ragazzo e cercare anche sesso fuori dalla coppia ma tutto questo è assurdo e distruttivo. Ami il tuo ragazzo nel senso serio del termine? Mi potresti dire che è lontano, è depresso, ha perso il lavoro … ma è proprio in queste situazioni che si capisce se gli vuoi bene veramente. Se per te la sua presenza (non il “contato sessuale” che puoi avere con lui) è importante devi restargli vicino perché per un ragazzo di quell’età perdere il lavoro è traumatico e se al trauma della perdita del lavoro ci aggiungi quello della perdita del suo ragazzo, per lui, la situazione diventa veramente difficilissima. Ma scusa, una persona conta solo perché ti permette uno sfogo sessuale? No! Tra persone che si vogliono bene non funziona affatto così. Il tuo ragazzo ha creato con te un rapporto di stabilità affettiva, ti ha mostrato anche i suoi lati deboli e poi, quando gli hai fatto presente che forse desideravi anche altre esperienze sessuali, non ha osato fermarti ma la cosa l’ha dovuta accettare e puoi stare certo che non l’ha accettata senza sentirsi costretto a farlo. Tu avevi la possibilità di andare a da lui, di lavorare nella sua città, per stare con un ragazzo che ti voleva bene veramente e che hai fatto? Ci hai rinunciato per finire nel giro delle saune gay! No! E’ un’autentica follia. Posso darti solo un consiglio. Chi ti porta in una sauna gay per fare sesso con te e ti dice che si è innamorato di te ha un modo di vedere la vita (anche la vita gay) che non ha NIENTE a che vedere col tuo (almeno da quel po’ che ti conosco). Per giunta ti dice di essere bisessuale, ammesso che sia vero e che non sia solo una scusa per poterti piantare come e quando vuole. Parla col tuo ragazzo (con quello vero!) e cerca di costruire con lui una vita seria, un rapporto affettivo profondo. Puoi stare certo che se gli resti vicino, tanto più in una situazione difficile come la sua attuale, la sua depressione si può risolvere molto prima e molto meglio. Non buttare via una cosa seria per finire a cercare sesso in una sauna, sarebbe veramente assurdo. La soddisfazione profonda un ragazzo gay non la trova facendo esperienze come quelle delle quali parli tu ma vivendo un rapporto d’amore reciproco con un altro ragazzo, l’abbraccio di un ragazzo che ti ama, un contatto sessuale voluto e profondamente desiderato in funzione del suo valore affettivo e comunicativo non hanno nulla a che vedere con il sesso promiscuo della saune. Penso che tu sia ancora in tempo a tornare indietro e penso anche che il tuo ragazzo ne sarebbe felice.
Un abbraccio.
Project
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

lunedì 2 giugno 2008

SESSO GAY E SUBLIMAZIONE

Ciao Project,sono capitato per caso sul forum e mi sono messo a leggiucchiare, non nego che mi piace, se no non ti scriverei però c’è una cosa che probabilmente sai meglio di me e che mi lascia un po’ perplesso: quello che dici rappresenta solo una parte, e a mio parere una parte piuttosto piccola, del mondo gay. Io ho 32 anni e non ti nascondo che sto andando un po’ in crisi. Io sono praticamente uno di quei gay che tu non ami molto. Sono, o forse sarebbe meglio dire, sono stato, anche se per tanti aspetti lo sono ancora, uno di quei ragazzi gay che la vita l’hanno passata tra locali e bar molto immersi nell’ambiente gay, quello che tu chiami etichettato gay. Adesso ci vado ancora ma non so quanto durerà, alla fine arrivi alla saturazione. Certe volte penso che se avessi trovato uno come te al momento giusto forse le cose sarebbero andate diversamente. Mi spiego: uno come te significa uno che ti vuole fare aprire gli occhi, ecco. E invece non ho trovato nessuno così, anzi! Tutto il contrario: di me se ne sono sempre fregati tutti. I miei hanno fatto finta di non sapere quando sapevano benissimo. Quando ho cominciato ad atteggiarmi da gay, perché magari stupidamente ma l’ho fatto già dai 16 anni, mi hanno allontanato tutti! Amici, manco per il cavolo! Stavo in un gruppo politico ma mi hanno emarginato pure lì e allora li ho mollati. Ho cominciato a frequentare i locali per sfida, perché tanto non avevo niente da perdere, la mia vita per me non valeva proprio nulla. A 16 anni ho avuto il mio primo rapporto sessuale con uno che ne aveva 41, non ho provato affatto schifo o repulsione ma una grandissima indifferenza, come se non ci stessi io a fare quelle cose ma un altro, vedevo quello che stava con me, ma pure lui non era veramente coinvolto, era una specie di recita, ognuno faceva la sua parte, una cosa stranissima. Il giorno dopo il 41enne mi sono chiesto: “Ma essere gay significa questo?” Ma avevo 16 anni e, diciamolo chiaro, certe cose almeno non mi dispiacevano, e poi c’è un altro fatto, il 41enne mi aveva fatto anche un bel regalo, niente soldi perché non li ho voluti ma una macchina fotografica, altri poi mi hanno portato in vacanza con loro e qualcuno mi ha pure dato dei soldi, ma non subito, ma quando ne ho avuto bisogno. Un certo commercio sessuale c‘era ma non faceva proprio schifo. Quello che mi chiedevo era che cosa ci trovassero nel fare un po’ di sesso con un ragazzo perché io non ci trovavo quasi nulla, qualcuno poi era proprio patetico, provava a parlare con me proprio come un papà, d’altra parte io allora ero giovanissimo ma io lo smontavo subito, perché erano tutte ipocrisie. Poi piano piano sono passati gli anni, non ero più il pivello, ormai lavoravo, avevo un po’ di quattrini e mi veniva in mente che era ora di cambiare ruolo e di passare io dalla parte di quello che si trova il ragazzo disponibile. Le prime volte l’ho fatto e mi sono trovato di fronte a ragazzi giovani di una ingenuità incredibile, un po’ come ero io alla loro età. L’idea che si dovesse usare il preservativo gliela dovevo mettere in testa io perché loro non ci pensavano proprio e secondo me alcuni avevano proprio voglia di buttarsi via. Prima cercavo di tenere a mente i ragazzi che incontravo, poi ho perso il conto, però mi ero dato delle regole, cercavo di mettermi dal loro punto di vista e di non prevaricare in nessun caso, se sul momento non ci volevano stare la cosa finiva lì e si restava amici come prima. A qualcuno ho regalato anche un bel po’ di quattrini senza chiedere niente in cambio. Insomma, per quanto incredibile possa essere per uno che faceva la mia vita, alcuni ragazzi mi si sono affezionati in modo incredibile, avevano 10 anni meno di me e io per loro ero il fratello maggiore che non avevano mai avuto. Però non sono mai stato un santo, io continuavo ad andare per locali a caccia di ragazzi anche se sentivo che qualcosa stava cambiando, ma lentamente, senza scossoni. E poi rimanevo stupito da una cosa che mi sembrava quasi incredibile quando con questi ragazzi si creava un rapporto di amicizia vera, l’interesse sessuale verso di loro non era più lo stesso, mi sentivo trasportato da un senso di tenerezza incredibile, un po’ in quei ragazzi mi ci rivedevo. Lo so che sembrano cose incompatibili eppure mi succedeva così. Un paio di mesi fa poi, per la precisione il 21 di marzo mi è successa una cosa stranissima. Nel locale dove andavo mi abborda un ragazzo nuovo, letteralmente è lui che abborda me. Mi sembra giovanissimo, un po’ troppo per stare in quei posti, ma il modo di fare è tipico di uno che non ha mai abbordato un uomo in un locale. Parliamo un po’, mi dice che ha paura di tornare a casa, gli chiedo quanti anni ha. Dice 18, io non ci credo, mi fa vedere la carta di identità, sono proprio 18 da pochi giorni, mi chiede di uscire e di fare due passi. Usciamo. Mi fa la sua proposta, è disposto a stare con me ma vuole essere ospitato perché non sa dove andare. Gli dico di sì, lo porto a casa mia, gli preparo una rapida cena, mangia come uno che ha una fame arretrata. Poi mi guarda e mi fa: “Dai non perdiamo tempo! Che poi voglio andare a dormire.” Gli dico che ci può andare anche subito. Mi risponde che abbiamo fatto un patto e che a lui piacciono quelli che i patti li rispettano” Gli chiedo se lo fa solo per il patto e mi dice di sì. Gli dico dove può andare a dormire. Ma mi guarda male e mi comincia prendere a parolacce poi perde il controllo e comincia a picchiarmi, ma a picchiarmi di brutto. È più forte di me e mi carica di botte, poi mi guarda e si mette a piangere ma proprio come un disperato. Io ero tutto rotto, ma mi sono rimesso in piedi e gli ho detto: “Ma perché?” E ci siamo abbracciati. Tenere stretto quel ragazzo mi faceva un’impressione tremenda, era una cosa che non avevo mai provato, siamo stati abbracciati le più di cinque minuti, poi abbiamo parlato, abbiamo parlato tutta la notte. Mi ha detto che era innamorato di un ragazzo che lo aveva trattato malissimo e che era andato via di casa perché non ne poteva più di stare con i suoi e mille altre cose. Questo ragazzo si chiama Massimiliano, piano piano è entrato nella mia vita, ormai vive con me, tra noi non c’è sesso. Io un po’ di sesso lo trovo fuori, ma lui per me sta diventando la presenza fondamentale. Deve ancora finire la scuola, sta in quarto, io per lui faccio cose che non avrei mai immaginato di fare per nessuno: cucino, gli lavo e gli stiro le camicie. Un sorriso di Massimiliano è capace di farmi felice per tutta una giornata. Francamente penso che Massimiliano sia il ragazzo della mia vita. Lo so che sembra assurdo che il ragazzo della mia vita sia un ragazzo gay che ha 14 anni meno di me, che vive a casa mia e col quale non ho mai avuto contatti sessuali, anche se, lo confesso, questa idea è la mia ossessione. A lui l’ho detto e mi ha risposto che la cosa la dava per scontata, che la cosa non gli creava problemi, ma che lui non era attratto da me da quel punto di vista. Questa dichiarazione si è conclusa con un bellissimo sorriso, come a dire: “Dai, cerchiamo di andare avanti così!” E così stiamo andando avanti. Quando esco la sera per andare nei locali lui resta a casa a studiare e mi dice: “Almeno stai attento!” Io lo so che il mio destino è legato a quello si Massimiliano, penso che prima o poi (anzi molto presto) lascerò perdere i locali e mi dedicherò completamente a Massimiliano. Sublimare la sessualità sembra una cosa assurda ma quando capisci che ha un senso profondo è una cosa che ti viene spontanea e non è nemmeno un sacrificio.Project, il mio contatto è [omissis].
Chiamami tu! Ci terrei proprio tanto.Un abbraccio
Marco
Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogay.forumfree.net/?t=28579577

mercoledì 13 febbraio 2008

CIAO KARIM - GAY ED EFFEMINATEZZA

Questo post si riferisce al commento di Karim (12/2/2008 su Progetto Gay) al post “Come riconoscere un gay”.
Innanzitutto ringrazio Karim per il suo commento che mi dà l’occasione di dire la mia in proposito. Nel commento di Karim individuo tre elementi fondamentali:
1) il rapporto tra essere gay ed effeminatezza (delicatezza nel parlare, nell’approccio, ecc.) e la riconoscibilità dei ragazzi gay o bisex,
2) il senso della frequentazione dei locali gay,
3) l’emarginazione dei gay con comportamenti effeminati.
Partiamo dal primo punto. Nonostante quello che la gente pensa e quello che talvolta pensano gli stessi gay, il rapporto tra essere ragazzi gay ed essere effeminati è una tipica legenda metropolitana che presuppone tra l’altro l’idea, a mio parere completamente sbagliata, del gay come personalità quasi femminile, o peggio del gay come portatore di una natura intermedia tra il maschile e il femminile. Questi concetti, lo dico senza incertezze, sono sistematicamente smentiti nella realtà, salvo che un ragazzo gay non voglia atteggiarsi ad effeminato per gioco, per moda e per rendersi più facilmente riconoscibile. Quanto ai bisex, l’idea che il bisex sia un individuo che indifferentemente e sempre è attratto dagli uomini e dalle donne non corrisponde alla realtà. La grande maggioranza dei bisex attraversa dei periodi in cui è perfettamente etero e dei periodi in cui è perfettamente gay. Anche nella mia personale esperienza ho avuto modo di incontrare ragazzi con modi di fare e atteggiamenti quasi femminili che erano radicalmente eterosessuali. Sottolineo che se l’effeminatezza è un atteggiamento adottato “come segnale” allora è evidente che il comportamento effeminato indica che si tratta di un gay, ma si tratta di atteggiamenti assunti appunto come segnale, non spontanei e legati all’idea del farsi riconoscere. Solo una ristretta minoranza di gay manifesta effettivamente comportamenti effeminati ma si tratta di una minoranza strettamente sovrapponibile in termini percentuali con quella degli etero effeminati.
Quanto alla frequentazione dei locali gay, devo riconoscere che in modo graduale certi ambienti stanno cambiando, nel senso che non sono più esclusivamente l’ambiente tipico del dragaggio dove si va per cercare sesso, ma francamente non consiglierei a un ragazzo di frequentare quegli ambienti, tu stesso dici che frequenti locali gay ma non hai mai fatto sesso o preso pastiglie con nessuno anche quando te lo hanno chiesto, il che vuol dire che te lo hanno chiesto, e non è certo un segno che si tratta di ambienti come si deve. Il fatto poi che tu sia una persona seria è un’altra questione che non mi permetterei mai di mettere in dubbio. Certo è che frequentare locali gay per fare conoscenze “senza tante chiacchiere” non mi sembra l’idea migliore. Il mio parere è ovviamente strettamente personale ma conosco tanti ragazzi che hanno frequentato locali gay e si sono sentiti a disagio, anche se da locale a locale le cose possono essere diversissime. C’è comunque un’idea che non mi piace nella stessa definizione di locale gay ed è l’idea del ghetto, dell’ambiente per soli addetti ai lavori, si tratta di un’idea che è un po’ il contrario dell’idea di integrazione. In un mondo in cui ci fosse una vera integrazione dei gay non ci sarebbero nemmeno locali gay ma in un locale dove si balla potrebbero trovarsi insieme coppie etero e coppie gay. Mi rendo conto che si tratta di un sogno lontanissimo ma mi piacerebbe molto vederlo realizzato.
Per quanto riguarda il terzo punto, ossia l’emarginazione dei gay con comportamenti effeminati, per quanto pochi essi siano, devo dire che la tendenza ad isolare i gay effeminati esiste realmente. Spesso i ragazzi gay sottolineano che il loro comportamento “non è effeminato” e tendono a marcare la distinzione tra omosessualità ed effeminatezza e aggiungono addirittura che a loro non piacciono i ragazzi effeminati, ma qui bisognerebbe distinguere. Non è certo la delicatezza, la finezza nel parlare o il garbo tipico delle persone educate che non piace ai gay... anzi queste cose sono in genere molto apprezzate. Ciò che non piace sono gli atteggiamenti assunti per posa, i comportamenti da prima donna, le frivolezze alla moda. Queste cose non piacciono perché sono il segno di un atteggiamento leggero e di una cura eccessiva dell’esteriorità. Se la diffidenza dei ragazzi gay verso i comportamenti effeminati è letta in questa chiave essa appare decisamente molto ridimensionata. Concludo facendo mia la saggissima esortazione di Karim: “... sempre a testa alta a difendere il nostro onore e se posso dare anche un consiglio a quei ragazzi che criticano sempre quelli effeminati, beh ragazzi siamo tutti nella stessa barca o effeminati o non, siamo sempre gay e dobbiamo rispettarci per quello che siamo, è già difficile andare avanti con questa società poi vi ci mettete anche voi... non mi sembra il caso....”
Se volete dire la vostra in proposito, lasciate qui un commento oppure andare alla discussione GAY ED EFFEMINATEZZA sul FORUM DI PROGETTO GAY
http://progettogay.forumfree.net/?t=25129697

venerdì 23 novembre 2007

RAGAZZI GAY DICHIARATI E SOLITUDINE

Dedico questo post a ReMindZ che ho avuto il piacere di sentire ieri sera e di cui ho potuto leggere i graditissimi commenti subito dopo la chiacchierata in chat. Dire che sono contento di queste cose è poco. Grazie ReMindZ, avremo modo di parlarne direttamente, per il momento mi limito a dire che mi stai dando moltissimo e che la gran parte della mia serenità di fondo la devo a te. Da un tuo commento su Storie Gay ho preso lo spunto per andare alla ricerca di un vecchio documento, un video di qualche anno fa (settembre 2001), contenente un’intervista a Gianni, un ragazzo gay ventiquattrenne che circa due anni prima aveva parlato di sé apertamente a tutti: amici e familiari. L’intervista è un po’ più lunga del solito e trascriverla mi è costato una fatica non indifferente ma credo che valga la pena di leggerla.

“Mi chiamo Gianni, 24 anni, nato e vissuto sempre a Milano, sto per laurearmi in Legge, penso in futuro di fare l’avvocato, non ho avuto particolari problemi nello studio e credo che non ne incontrerò nemmeno a livello di lavoro. Da fuori sono un ragazzo normale al 100%... università, un po’ di sport (pallacanestro quando posso), vita normale, cinema, amici... naturalmente niente ragazza... e quello che per me è peggio, niente ragazzo. Ma io non sono il tipico ragazzo gay spaventato di essere gay, no! Io più o meno due anni fa mi sono dichiarato, ma proprio pubblicamente... perché pensavo che il problema fosse tutto lì, mi dicevo che se volevo trovare un ragazzo dovevo dichiararmi pubblicamente, con un termine bruttissimo dovevo “mettermi sul mercato”, perché rimanendo invisibile certo non avrei trovato nulla. Quello che ho passato prima di decidermi ve lo potete immaginare, insomma, le solite cose, crisi su crisi: lo faccio o non lo faccio? ... Perché nessuno sapeva niente... in sostanza che fossi gay non passava proprio per la testa a nessuno, cioè io non sono stato costretto dalle circostanze a dichiararmi, l’ho fatto perché pensavo che fosse indispensabile per trovare un ragazzo che mi volesse bene. Ma l’ho fatto proprio pubblicamente, senza tanti segreti... l’ho detto agli amici e l’ho detto a casa. I miei sono separati e io vivo solo con mia madre, in sostanza a mio padre di me non gliene frega nulla, non solo del fatto che io sia gay, ma proprio in generale... vabbe’... l’ho detto a mia madre... reazioni molto modeste: tipo: stai attento, non ti mettere troppo nei guai... però, tutto sommato, non è crollato il mondo e poi io sono figlio unico... che tra l’altro non è una situazione ideale per un ragazzo gay... comunque gli amici, pure loro, tutto sommato non hanno reagito male anche perché, diciamolo chiaro, erano amici per modo di dire... non gliene fregava niente prima di me come persona... e meno ancora dopo del fatto che fossi gay, per loro era una pura notizia senza nessuna conseguenza... non li dovrei nemmeno considerare amici, ma questo passa il convento... Insomma, a 22 anni... amici veri niente! E invece sarebbero una cosa fondamentale... e soprattutto vita affettiva e sessuale vera, cioè a due, assolutamente niente, masturbarsi sì, ma solo a fantasia, nemmeno pensando a una persona reale, perché nel mondo reale non c’era nessun ragazzo che mi interessasse veramente, dopo qualche mese mi sono detto: qui se non ti dai una mossa resti single per tutta la vita! E ho fatto il mio ragionamento: io vado a cercare ragazzi gay... bene, dove si trovano i ragazzi gay? ... Sembra ovvio: nei locali gay! Però per uno non abituato a quell’ambiente fare un passo critico come cominciare a frequentare ambienti per gay non era una cosa facile. Insomma, passavo a ripassavo davanti al (ometto il nome del locale di Milano), mi tenevo a distanza, cercavo di vedere che gente c’era, ci passavo con passo svelto fingendo di passare lì per caso, due o tre volte ci ho pure parcheggiato la macchina vicino, però di notte non si vedeva quasi nulla. Gente ce n’era e, almeno apparentemente l’ambiente sembrava piuttosto discreto... non distinguevo l’età dei ragazzi, vedevo solo che erano ben vestiti... vabbe’, che devo dire, tra desiderio e repulsione ho passato quasi un mese prima di decidermi, poi ho fatto il grande passo e sono entrato. Prima di andare mi sono fatto una doccia e mi sono cambiato le mutande... perché sai, tu pensi che alla fine chissà che cosa succede... Insomma... alla fine entro, luci assurde, musica curiosa... tutti ragazzi, ammassati uno sull’altro, devo passare in mezzo a una folla di gente, mi sento in imbarazzo tremendo, mentre passo mi tastano... la mia reazione è stata ambigua tra l’interesse e il ribrezzo, sarei scappato via... ma poi sono rimasto... e rimanere da soli in un posto simile è una cosa terribile. Ti squadrano come se stessero valutando la puttana di turno... io, poi, lì dentro, da solo, in mezzo a ragazzi tutti molto più grandi di me... mi sentivo proprio concupito... mi sono seduto su un divanetto, uno mi si è buttato addosso quasi casualmente, ma non era assolutamente una cosa casuale... mi ha tastato e io ho fatto lo stesso. Quando l’ho tastato pure io mi sono sentito meglio, diciamo un po’ più al livello e quello mi lasciava fare... vabbe’, adesso non ve la racconto tutta, lì ci sono stati contatti fisici (tastarsi) con quattro o cinque ragazzi, poi uno mi ha fatto una proposta esplicita... ma era un ragazzo che non piaceva, aveva le unghie nere e puzzava di fumo, gli ho detto di no e lui ha detto che ero solo un ragazzino deficiente che non sapeva che cosa si poteva perdere... e mi ha mollato lì con una sguardo di commiserazione. Mi sono sentito umiliato. Praticamente sono andato via prima che la festa, chiamiamola così, entrasse nel vivo. La sensazione che ho provato quando sono andato via era da brivido, mi si mettevano davanti per non farmi uscire dal locale, ero solo sotto gli sguardi di tutti e nessuno interveniva, poi sono venuti quelli della sorveglianza e mi hanno aperto un varco verso l’uscita. Quando sono stato fuori ho tirato un respiro profondissimo... uscivo da un incubo. Però, se lo devo dire, quell’incubo (perché incubo era) era anche eccitante, lì se vuoi fare sesso trovi quello che vuoi... magari a rischio... Insomma, io ci sono tornato altre due volte, la prima volta dopo 15 giorni di disintossicazione e la seconda dopo un’altra settimana. La seconda volta l’ambiente era migliore, era un giorno feriale qualunque e non un sabato come la prima volta, c’era meno gente, ho avuto l’impressione che ci fosse un po’ di gente con molti quattrini in cerca di ragazzi disponibili. Non saprei dire se è prostituzione... ma se un diciottenne va con un cinquantenne e prima vanno in un ristorante di lusso e fanno un bel giro in una macchina di lusso... tu come la chiami? Magari la prestazione non ha nessuna contropartita in denaro... però... vabbe’. Tutto sommato, anche se con questo tipo di ambiente, la seconda volta non è stato un incubo e almeno quando ho deciso di andarmene nessuno ha cercato di impedirmelo. La terza volta era di nuovo sabato e ho trovato un tipo che c’ha provato proprio in modo sgradevolissimo, questa volta però io ero rimasto vicino all’uscita e quando me la sono vista brutta me ne sono andato di nascosto. Dopo non ci sono andato più. Poi c’è stata l’altra fase, quella più pericolosa. Sapevo che in (ometto il nome di una zona di Milano) era possibile trovare ragazzi che si prostituivano per pochissimi soldi. Però nella mia mente l’avevo messa tutta su bene la storia, io non andavo lì per fare sesso a pagamento ma perché avrei potuto salvare qualche povero ragazzo finito magari suo malgrado nel giro della prostituzione, è un ragionamento ipocrita all’incredibile, ma io l’avevo messa così... Anche lì, come con i locali, prima qualche appostamento, qualche sguardo furtivo per vedere di che si trattava, poi, dopo qualche giorno mi sono deciso, ma ci sono andato in macchina perché mi sembrava più sicuro, anche se in quel modo di fotografano e ti possono ricattare, comunque ci sono andato in macchina, ho aspettato che fosse disponibile il ragazzo che mi piaceva di più e l’ho fatto salire, ci siamo allontanati mentre lui mi parlava dei prezzi... quando l’ho guardato in faccia ho visto che era proprio un ragazzino, sicuramente minorenne... se ti beccano con un minorenne finisci pure in galera... io gli ho fatto la predica sul fatto che non si doveva prostituire e lui prima m’ha guardato e poi, letteralmente, mi ha sputato in faccia... e tutto sommato aveva ragione e mi ha detto che i soldi glieli dovevo dare comunque... io l’ho pagato, arrotondando la cifra per eccesso e l’ho riportato dove l’avevo fatto salire... poi mi è venuto in testa che poteva avere l’aids, probabilmente erano solo mie paturnie, ma il fatto che avessi avuto un contatto col suo sputo mi ha preoccupato per un bel po’... Il girono appresso, seconda esperienza, questa volta con un ragazzo grande dell’Est, almeno 30 anni. Confesso che ho avuto paura, gli ho chiesto del ragazzo del giorno prima, l’ho pagato senza fare nulla e l’ho scaricato subito. Queste sono state tutte le mie esperienze in termini di prostituzione. E ne ho abbastanza! In sostanza dopo queste cose, ormai da più di un anno e mezzo, vuoto totale. Quando non ero dichiarato avevo un amico che si chiamava Luca, un ragazzo che mi piaceva moltissimo, se fosse gay o etero non lo so, è stato praticamente l’unico amico vero che ho avuto, ma non lo sento da due anni e non posso andare a cercarlo adesso. Il mio sogno è Luca. Io cerco un ragazzo come Luca, cioè un ragazzo vero, un ragazzo normale gay, io voglio vivere la mia vita con un ragazzo normale gay, uno che non serve solo per fare sesso, uno che te ne puoi innamorare come persona, uno che ti vuole bene. Un ragazzo gay non ha solo bisogno di sesso, ma ha bisogno d’amore, magari di uno che ti fa da sponda, che ti ferma, che ti porta alla realtà quanto cominci a fare lo stupido. Luca faceva così, vivere con uno come lui sarebbe bellissimo. Lo troverò mai un’altro Luca? Purtroppo credo che non succederà. Se succederà... bene, se non succederà, io cose strane non ne andrò più a cercare. Io voglio un affetto vero, di un ragazzo che voglia stare con me, anche a livello sessuale, ma non solo quello. Adesso mi sento solo... parlo con te qualche volta e mi fa piacere, almeno c’è qualcuno che mi sta a sentire, però io il mio sogno, purtroppo non lo realizzerò mai... e di questo comincio ad essere consapevole. La sostanza del discorso è questa, cioè questo è il mio problema vero... dai adesso puoi pure fermare la registrazione e fammela rivedere subito, che se non mi piace la cancelliamo.”