domenica 19 dicembre 2010
SOGNI GAY E VITA ETERO
mercoledì 25 novembre 2009
DIMENSIONE AFFETTIVA GAY
La parola “gay” sta progressivamente perdendo la sua valenza negativa ed ha, non fosse altro, il merito di essere un termine dall’apparenza non para-scientifica e di essere ormai (e sempre di più lo sarà in futuro) una parola neutra. La parola omosessualità invece, nel suo aspetto para-scientifico e definitorio, pone l’accento sulla sessualità gay e genera nella mente di chi ascolta l’idea che essere gay sia essenzialmente una questione legata alla sessualità e dato che spesso per “sessualità” non si intende, come si dovrebbe, un aspetto essenziale della persona umana intrinsecamente correlato con la personalità nel suo complesso ma semplicemente un comportamento sessuale, si ingenera attraverso l’uso della parola “omosessuale” la convinzione che un omosessuale si distingua dagli altri essenzialmente per i suoi comportamenti sessuali. Da qui una lunga serie di studi, “oggettivi” o presunti tali, tendenti a valutare il fenomeno gay, anche sotto il profilo statistico, sulla base dei comportamenti sessuali “oggettivamente valutabili”. In realtà, per poche questioni come per l’essere gay vale essenzialmente un criterio soggettivo per cui è gay non chi ha comportamenti sessuali conformi a un prefissato modello di sessualità gay ma chi si sente gay, si tratta cioè di un problema identitario irriducibile alla dimensione di comportamenti oggettivamente rilevabili. In questo senso ci sono persone che hanno tenuto e tengono comportamenti sessuali che alcuni autori considerano tipicamente gay che però gay non si sentono affatto e ci sono persone che si sentono profondamente gay che non assumono nessun comportamento definibile gay a priori o addirittura, per varie ragioni, assumono comportamenti qualificabili in astratto come etero.
Questa doverosa premessa tende a chiarire che l’essere gay non è riducibile a dei comportamenti sessuali tipici ma afferisce alla sfera dell’affettività profonda pre-comportamentale cioè alla sfera dell’affettività in senso lato, prima ancora che alla sessualità in senso specifico.
Parlando con i ragazzi si percepisce ce la loro prima preoccupazione non è di natura sessuale ma affettiva in senso lato: creare un rapporto affettivo importante con un ragazzo, perfino con un ragazzo etero, creare un clima di confidenza e di rispetto reciproco in cui poter essere finalmente se stessi, trovare una risposta affettiva senza esitazioni e poter avviare un rapporto basato sull’idea di essere finalmente in due.
Un ragazzo di 16 anni ha inserito nei questionari a risposta libera sulla sessualità gay delle risposte quanto mai significative:
Come ho cercato di realizzare la mia affettività/sessualità: “innamorandomi, dando tutto me stesso a colui che amo.”
La mia attuale situazione affettiva: “amo, credo, un ragazzo della mia classe, perdo la testa per lui, lo penso sempre e mi viene da piangere pensando a lui, al suo volto, lo voglio con tutto me stesso.”
Il mio grado di soddisfazione affettiva: “negativissima, solo come un cane e vivendo di sogni, speranze, illusioni ma ci sono tantissime delusioni.”
Il mio grado di soddisfazione sessuale: “non ho mai fatto sesso, vorrei farlo solo con la persona che amo...”
Il peso del sesso nel mio mondo affettivo: “boo... penso che sarebbe normale, mi servirebbero più coccole e baci per affrontare tutto.”
Che cosa vorrei dal mio ragazzo: “dolcezza, passionalità, comprensione, fiducia e soprattutto sincerità”
Che cosa penso di poter dare al mio ragazzo: “darei la vita se fosse necessario.”
I miei desideri in relazione alla mia vita affettiva/sessuale: “fidanzarmi con il ragazzo dei miei sogni... l'amore chiede tutto ed ha il diritto di farlo.”
Le mie frustrazioni in relazione alla mia vita affettiva/sessuale: “tante, ho paura di perderlo, di non ritrovarlo più sul mio cammino, mi pentirò di non averci provato ma sono timido e in questo mondo non si sa mai come potrebbero reagire le persone...”
Che cosa vorrei conoscere circa la vita affettiva/sessuale degli altri ragazzi gay: “tutto, la loro vita, la loro storia, il rapporto con i loro familiari, amici, com'è sentirsi amato da una persona, chiunque essa sia, perché secondo me l'amore è tutto, non è l'egoismo tra due persone come affermava A. De La Salle.”
Le risposte di questo ragazzo sono cristalline, non appannate da spirito di compromesso e rappresentano un po’, allo stato puro, i desideri originari più profondi di un ragazzo gay.
In relazione alle domande “Che cosa vorrei dal mio ragazzo /Che cosa penso di poter dare al mio ragazzo” i questionari a risposta libera riportano risposte illuminanti:
Tanto, soprattutto dolcezza.
La possibilità di una convivenza stabile stabilità felicità.
Che mi amasse davvero: cioè, che stessimo bene insieme sempre e che volessimo sempre stare insieme, che sappia farmi ridere, che mi abbracciasse quando ne ho voglia, che mi coccolasse un po’, che mi sopportasse quando serve, ecc. (sono un tipo ambizioso). Io che cosa potrei dargli? Mah, diciamo me stesso!
Che mi faccia tante coccole, sincerità, amore, collaborazione.
Non saprei cosa dire oltre a quello che già mi dà. Di lui apprezzo molto la lealtà, il senso di rispetto, il suo non essere mai opprimente. Ha anche tante altre qualità, solo è un po' cocciuto ma va bene così! Spero di potergli dare una vita sentimentale felice e serena con l'entusiasmo di iniziare ogni giorno come se fosse il primo che passiamo insieme.
Poterci accettare reciprocamente per quello che siamo, poterci dire tutto con naturalezza e sincerità, poter fare tutto quello che ci va di fare infischiandosene di quello che pensa il resto del mondo. Se ami qualcuno gli dai tutto ciò che puoi se lui lo vuole. La cosa più preziosa sarebbe la sincerità, ma bisogna che il tuo compagno la voglia e possa accettarla. Non sento così però il mio attuale rapporto: potrebbe lei credere nel nostro rapporto se le dicessi che mi mancano i rapporti sessuali con gli uomini?
Affetto, mi sento così banale, quasi da ragazzina del cioè, ma provare l'amore sarebbe fantastico. E leggerezza sono di un pesante ma mi so far trascinare.
Non sono mai stato innamorato ma sempre per le mie difese personali, adesso che le ho abbassate sono molto più emotivo e meno cinico.
Profondità e potrei insegnargli a guardare la vita da punti di vista differenti.
Che continui a crescere in questo suo modo meraviglioso e unico e ad essere così complicatamente contradditorio e difficile; in breve che sia la persona che è da sempre quella che mi stimola e mi incanta e non mi basta mai. Spero di potergli dare tutto quello di cui ha bisogno per essere pienamente ed evolutivamente se stesso.
Sincerità e onestà d'animo e di rapporto, attenzione, coccole e sesso, fiducia ascolto e comprensione.
Che non si stancasse mai del mio continuo progettare cambiamenti di vita per il futuro. Amore e fiducia.
AMORE, AMORE E ANCORA AMORE... Un compagno di vita, un amico, un amante. Una persona alla quale rivolgersi nei momenti difficili, con la quale non sentirsi mai solo. Sarei la sua spalla su cui piangere e lui sarebbe la mia. Saremmo l'uno il sostegno dell'altro.
Prima di tutto vorrei avere un ragazzo. Gli darei tutto l' amore del mondo.
Affetto, attenzioni e fedeltà. Vorrei un rapporto sincero e basato sulla fiducia, un'intesa forte e un aspetto fisico carino. Vorrei dare a lui le stesse cose che il mio ragazzo dovrebbe sapermi dare.
Vorrei potergli dire ogni cosa, vorrei che ognuno dei due potesse essere un libro aperto con l'altro, vorrei che fosse dolce e comprensivo e, non importa se sembra banale, ma ho veramente bisogno di qualcuno che capisca fino in fondo i miei sentimenti. Lo stesso vorrei fare per lui, sarei sempre al suo fianco per fare ogni minima cosa che è in mio potere per farlo stare bene. potrei dargli dolcezza come forse non ho mai fatto con nessun altro. Semplicemente questo: il mio amore.
Tenerezza, disponibilità, simpatia, apertura, coccole ma anche grinta. Tanto amore, affettuosità ma anche allegria, divertimento!!
La felicità, la gioia e il sentirsi vivo e amato.
Sincerità, felicità, essere trattato con cura. Mi darei al massimo e lo amerei sicuramente più di quanto lui non farebbe.
Sincerità e lealtà, le stesse cose che vorrei da lui.
Sincerità, chiedo troppo ... ebbene si sono egoista! Gli darei tutto me stesso, se lui è sincero.
Una relazione stabile, divertimento, confronto, dialogo, dolcezza, e anche sesso a volontà.
Affetto, dolcezza, comprensione, tutto il bene che potrei dargli, potrebbe risultare alquanto ovvio e stupido ma x me è il massimo...
Sincerità, tutto il, resto viene da sé. Cercherò di dare quello che vorrei avere io.
Dolcezza e protezione, dolcezza e disponibilità in qualunque situazione, darei la vita per la persona che amo.
Credo che queste risposte diano un’idea chiara di quale valore abbia l’affettività nel rapporto tra due ragazzi gay al di là di qualunque discorso teorico.
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=16&t=500
domenica 3 agosto 2008
SESSO GAY O AMORE GAY
Ciao Project,
noi non ci conosciamo. Leggo i tuoi siti da un po’ di tempo e, te lo dico sinceramente, per me sono stati un punto di riferimento importantissimo. Sono del Veneto, ho 21 anni, vivo in paesetto microscopico ma non mi sento addosso gli occhi della gente perché in pratica vivo in campagna a 25 minuti di macchina dalla città. Io, gay da sempre, ho sempre recitato la parte dell’etero per non deludere i miei che sono giovani (parecchio più giovani di te, Project!) ma sono di una chiusura mentale totale, forse per ingenuità o per ignoranza. Non sono cattivi, anzi, per me hanno fatto di tutto. Non siamo ricchi ma a me non è mai mancato nulla e tutto perché loro hanno lavorato dalla mattina alla sera per tenere bene me, figlio unico. Studiare ho studiato sia al liceo che all’università e, anche se mi resta un po’, ormai posso dire che arriverò a laurearmi entro l’anno prossimo se non ci saranno imprevisti. Il mio vero problema è sempre stato un altro: io sono sempre stato gay e ho dovuto sempre fare una vita da etero, in tutto e per tutto, ragazza compresa, almeno fino a tre mesi fa. La mia ragazza era una ragazza dolcissima e il fatto di doverla prendere in giro mi faceva stare malissimo. Lei era contenta che io non insistessi per fare sesso con lei e non aveva capito assolutamente nulla del perché, è religiosissima, tutta casa e chiesa, e per mia disgrazia era veramente innamorata di me. Ci vedevamo tutti i giorni, stavamo insieme per ore e io ci stavo anche bene, ma l’idea di fare l’amore con lei non mi sfiorava nemmeno. Quindi una recita a 360°. Una volta, in città, a una festa, circa sei mesi fa, ho incontrato un ragazzo di 30 anni, abbiamo parlato, sono rimasto incantato da lui, non riuscivo a pensare ad altro. Lo vedevo almeno un paio di volte alla settimana, me ne ero innamorato, era il ragazzo dei miei sogni, naturalmente non ho detto nulla a nessuno, nemmeno a lui, era diventato il centro assoluto di tutti i miei interessi, sessuali in primo luogo. Lo sognavo la notte, mi facevo le seghe pensando a lui, quando mi si avvicinava andavo in erezione incontrollabile, ecc. ecc. (Project, tutto da copione, proprio un innamoramento come lo hai descritto tu!) Io non avevo mai detto a nessuno che ero gay ma per provarci con lui glielo dovevo dire, avevo una paura tremenda di fare un discorso simile, pensavo che la probabilità che fosse etero fosse altissima e ho esitato molto, poi un giorno mi sono trovato a parlare con lui da solo e abbiamo parlato di sesso, i suoi discorsi erano strani, non parlava di ragazze, non portava fedine, insomma, piano piano siamo arrivati al punto e il ghiaccio l’ha rotto lui e mi ha detto. “È meglio che te lo dico, sono gay.” Lì tutte le mie resistenze sono crollate di botto e gli ho detto di me, ma non solo che ero gay ma che ero innamorato di lui, lui mi ha detto che la cosa era reciproca. Mi sentivo felice, al settimo cielo e pure moto eccitato al livello sessuale e molto in imbarazzo, lo volevo toccare ma mi trattenevo. A un certo punto mi prende la mano e la bacia, ma in un modo sensualissimo e mi dice che mi desidera. Io non mi ero mai trovato in una situazione simile e non mi sarei mai immaginato che cose di quel genere potessero succedere realmente e per di più proprio a me e così presto, ma stavano succedendo. Mi ha corteggiato in un modo intensissimo ma senza discorsi, solo accarezzando e baciando la mia mano, mi guardava negli occhi e mi sorrideva, ma ormai si era fatto tardi e mi ha riaccompagnato a casa. Prima di farmi scendere mi ha accarezzato in viso e mi ha dato un bacio, molto casto, ma il mio primo bacio ad un ragazzo. A casa ero tutto un fuoco, proprio sconvolto dall’accelerazione che la cosa stava prendendo, il mio sogno di stava trasformando in realtà. Sono andato a farmi una doccia gelata e quello che ho fatto sotto la doccia te le puoi immaginare. Era evidente che avremmo fatto l’amore. Non riuscivo a pensare ad altro, al solo pensiero mi eccitavo in modo pazzesco. Mi manda un sms e mi invita da lui per la domenica (era sabato pomeriggio). Gli rispondo subito di sì e comincio a contare le ore, che dico, i minuti e i secondi. La notte dormo pochissimo, non mi masturbo nonostante la voglia pazzesca per conservarmi tutto per lui. La mattina mi preparo come se dovesse essere la mia prima notte di nozze. In effetti sarebbe stata la mia prima esperienza sessuale con un ragazzo, cercavo di immaginarla, di pensare a tutto quello che avremmo fatto insieme e non sapevo proprio come comportarmi. Di film porno ne avevo visti ma quelle cose mi sembravano in buona parte assurde e come sarebbe stato fare sesso con un ragazzo vero non riuscivo proprio a immaginarlo.
Arriva la domenica mattina. Mi alzo prestissimo, mi faccio una superdoccia, mi metto la biancheria nuova un po’ di lavanda, mi lavo benissimo i denti e poi conto i minuti fino all’appuntamento. Non passavano mai!
Scendo in strada 20 minuti prima, lui ritarda e si presenta dopo dieci minuti dall’orario fissato, in fondo era stato puntuale. Bellissimo, una cosa da rimanerci secchi! Salgo in macchina, andiamo subito a casa sua, mentre guida mi dice cose tenerissime, che mi ha sognato, che non vede l’ora di abbracciarmi e altre cose molto dolci.
Arriviamo a casa sua. Beh, il primo impatto è stato negativo. Era tutto sporco! Ci viveva da solo, va bene, ma io dico, devi portare a casa tua un ragazzo che non conosci, ma perché non metti un po’ le cose in ordine e non fai un po’ di pulizie? Sarebbe il minimo della decenza. La casa era piccolissima, in pratica una sola stanza, la stanza da letto, un cucinotto e un bagno. Il letto sfatto, le lenzuola sporche, le mutande sporche e calzini sulle sedie, un odore non proprio di pulito. Insomma si provava un certo disagio a stare lì, ma non ho detto nulla. La cucina era piena di piatti sporchi e pieni di muffa, nel bagno poi c’era ammucchiato di tutto, dai libri agli scatoloni vecchi. Comunque, mi sono detto, lui è bellissimo, sulle altre cose chiudiamo un occhio. Non mi offre nemmeno un bicchiere d’acqua, mi chiede solo che sto aspettando ed inizia a spogliarsi. Mi sento in imbarazzo, lui mi guarda stupito, gli dico che è la prima volta e lui fa una faccia schifata, come per dire “No! Un inconveniente che non ci voleva!” Tu magari pensi che dici a un ragazzo che è la prima volta e quello può avere un momento di tenerezza in più, in effetti si tratta di iniziare alla sessualità un ragazzo, non so, forse sbaglio, ma a me una cosa del genere farebbe effetto eccome, ma per lui era un fastidio. Resta in mutande, mi si avvicina e comincia a spogliarmi facendo certe facce che non me le sarei mai aspettate. Avevo proprio l’impressione netta di trovarmi sulla scena di un film porno. Mi sono proprio congelato, le mie reazioni sessuali erano in black out completo e lui ha cominciato a prendermi in giro, mi sentivo in un imbarazzo terribile. Non ha minimamente pensato a provare a mettermi a mio agio, del fatto che io non avessi nemmeno l’erezione non gliene importava assolutamente niente. Io ho cercato di minimizzare perché non volevo fare le figura del pivellino che si spaventa, anche se, per la verità, dopo i primi minuti lui ha un po’ cambiato atteggiamento. Project, non ti racconto i dettagli ma te li puoi immaginare, almeno all’inizio ho proprio subito di tutto e certe volte facendo anche finta di divertirmi. Lui delle mie reazioni non se ne preoccupava proprio, aveva il suo copione e lo doveva recitare tutto fino alla fine. Gli ho chiesto quanti ragazzi erano passati nel suo letto e mi ha fatto un sorrisetto furbetto e ha detto: nemmeno una decina. A lui sembrava poco! Poi me ne sono andato e non mi ha neanche riaccompagnato a casa. Project, te lo dico onestamente, durante tutto il tempo che abbiamo fatto sesso io poi l’erezione l’ho avuta eccome e la cosa, se devo essere sincero, non mi è dispiaciuta affatto, lui, alla fine, non mi ha veramente umiliato e mi ha permesso di fare con lui tutto quello che volevo e io questo, all’inizio, non me lo aspettavo. I sentimenti che ho provato nelle ore successive diciamo che erano un mix di attrazione e repulsione, perché l’attrazione dal punto di vista sessuale c’era, solo che in effetti la mia prima volta poteva pure essere meglio di così. Me l’ero sognata molto diversa, pensavo che mi avrebbe coccolato molto, ma lui non l’ha fatto. Io non lo odio ma in realtà non lo amo nemmeno. Project, e adesso vengo all’epilogo. Nei giorni successivi sono stato tanto e pensare se mettermi con lui o lasciarlo perdere, perché è un bel ragazzo e da punto di vista sessuale mi piace molto, ma con lui che rapporto ci può essere? Sesso, quello sì, e bisogna pure vedere quanto durerebbe,ma poi? Forse sono stato il decimo a passare nel suo letto e dopo di me ce ne saranno altri. Ho pensato che voglio una cosa diversa e che ho bisogno di un ragazzo per costruire una vita insieme, gliel’ho detto, un po’ se l’aspettava e un po’ forse si è anche sentito sollevato, perché io per lui sarei stato come una palla al piede. Quindi adesso sono i nuovo solo e ti dico che fa proprio una brutta impressione, ripenso spesso a tutto quello che è successo e le mie fantasie sessuali le faccio solo su quelle cose, penso che sia ovvio, ma ho una paura, una paura terribile, temo che una storia come la vorrei io non ci sarà mai e che alla fine mi resterà solo il rimpianto di avere buttato via un cosa mezza mezza ma reale, in nome d fantasie che resteranno solo fantasie. Ho bisogno di parlarne, Project, perché temo di avere fatto l’errore più grosso d mia vita. Il mio contatto MSN è [omissis].
Ciao, ti aspetto su msn stasera.
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http://progettogay.forumfree.net/?t=30673856
sabato 19 aprile 2008
STORIE E REALTA' GAY
E se invece scrivessi un romanzo diverso? Un romanzo reale… una storia di delusioni, di fallimenti, di vecchiaia incombente o già arrivata? Se cercassi di dire che cosa si prova e non che cosa si sogna? Un romanzo con un titolo semplice “banalità della vita quotidiana”, la storia di un vecchio depresso, deluso, un poco rincoglionito, che si droga talvolta con le letteratura ma che alla fine resta comunque nel suo buco, la storia del non concludere nulla, del lasciarsi andare senza drammi e con mille rimpianti, ma rimpianti stupidi, cose da stupidi, da delusi del mondo e della vita, che hanno passato sì qualche momento bello ma che in fondo non sono mai stati se stessi… questo romanzo sarebbe reale, coerente, non un manifesto ideologico ma un documento reale, qualcuno leggendolo potrebbe sentirsi meno solo… e sarebbe già molto, forse.
Se volete, potete partecipare alla discussione sull'argomento aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogay.forumfree.net/?t=27214709