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sabato 5 gennaio 2008

CIAO DISTILLATO 32 - GAY E PATOLOGIE DELLA SOLITUDINE

Ciao Distillato,
mi ripromettevo da parecchio tempo di dedicarti un post perché leggere i tuoi commenti è estremamente gradevole e, come ci siamo detti più volte, mi ritrovo sostanzialmente d’accordo con le cose che scrivi e con il modo di vedere la vita che sottintendono. Colgo l’occasione la volo anche per allargare un po’ il discorso. Citi una mia farse "E la solitudine sostanziale porta a commettere errori anche gravi nel tentativo di uscirne e, ciò che è paggio, diventa spessissimo una condizione cronica" e mi chiedi quali sono i rischi patologici dei quali parlo.
Provo a chiarire il concetto. Che la solitudine sostanziale, cioè quella che si percepisce proprio stando in mezzo alla gente, sia una componente essenziale e caratterizzante della vita di tanti ragazzi gay è purtroppo innegabile. I ragazzi che leggono e commentano questo blog e che ormai hanno formato un gruppo e parlano tra loro ogni giorno in chat potranno andare incontro ad illusioni e a delusioni ma la dimensione della solitudine sostanziale l’hanno superara, perché hanno amici gay con i quali parlare e, aggiungo, persone veramente di alto profilo. Ma la stragrande maggioranza dei ragazzi gay, ma anche degli uomini adulti e degli anziani, non vive in coppia, non ha amici dichiaratamente gay e si limita a vivere una vita di relazione nella quale l’omissione dei contenuti attinenti all’omosessualità è la regola e il conformismo sociale forzato è inevitabile, anche e soprattutto all’interno dell’ambiente familiare. Che la solitudine sostanziale per i gay sia in pratica la condizione di vita prevalente è un fatto. La solitudine ha dei connotati oggettivi riconoscibili ma viene vissuta in termini soggettivi estremamente variabili. Insisto nel dire, piaccia o non piaccia, che secondo me la solitudine più tremenda non è legata alla mancanza di una relazione sessuale ma all’assenza di un contatto umano profondo che coinvolga la persona per quello che è, alla constatazione che nessuno si interessa di te come persona e nessuno ti accetta con tutte le tue caratteristiche, per un gay, ovviamente, compresa l’omosessualità. In questo senso essere amati da persone che “non sanno” è una cosa poco significativa, perché quelle persone non amano te ma un’immagine falsa di te. Le patologie della solitudine sono tante e moto pesanti. Mi riferisco ad un vecchio post agghiacciante per la sua crudezza
STATISTICHE SUI GAY, i dati sono riferiti agli U.S.A. ove si rileva che la percentuale di tentati suicidi tra giovani omosessuali è tre volte superiore a quella della popolazione generale. Esistono ancora molte situazioni difficili in cui manca un'accettazione di sé, in cui ci sono problemi in famiglia e, ancora oggi, ci sono problemi legati al bullismo. Il suicidio è in assoluto la più grave patologia della solitudine sostanziale. Mi limito a suggerirne soltanto altre con implicazioni apparentemente meno tragiche, come la tendenza all’evasione attraverso l’uso di stupefacenti o dell’alcol, la frequentazione di ambienti pericolosi nei quali si spera irrealisticamente di trovare un contatto affettivo, ma si possono citare altri esempi come l’autolesionismo, la guida a rischio. Questi comportamenti crescono su un terreno di sostanziale depressione che si manifesta e si sintetizza nell’espressione: “Tanto la vita non ha senso...” e non è una frase assurda, perché una vita senza una dimensione affettiva seria non ha realmente senso. Queste patologie della solitudine, per di più, sono spesso affrontate non rimuovendo la causa ma ricorrendo a farmaci anche in età molto giovane. In parecchi casi i disturbi comportamentali dell’adolescenza sono riconducibili alla solitudine sostanziale. La solitudine sostanziale e la principale causa di stress dei gay. I gay che hanno una vita affettiva ricca, non necessariamente anche a livello sessuale, non corrono i rischi connessi alla solitudine sostanziale. Le risposte alla solitudine sostanziale possono essere varie, due sono diametralmente opposte: ad un estremo la proiezione nel lavoro e in situazioni gratificanti di tipo non affettivo e all’altro estremo la depressione. Spesso le due cose convivono, è l’ho visto più di una volta: uomini professionalmente realizzati si portano dentro una disperazione affettiva lacerante che talvolta emerge fino al livello del pianto di disperazione. Esiste poi tutta una serie di comportamenti che possono essere rischiosi e che sono caratteristici di persone che hanno vissuto in uno stato di solitudine sostanziale per lungo tempo, come la tendenza a innamorarsi mettendo da parte qualsiasi filtro razionale, a rispondere a stimoli affettivi minimi in modo spropositato e a lasciarsi coinvolgere molto facilmente. In questo modo si creano tutta una serie di illusioni alle quali poi sistematicamente fanno seguito le disillusioni che aggravano ancora di più la sensazione penosa della solitudine. Vorrei sottolineare che anche la lettura di un blog può servire alla rottura del muro della solitudine. Alcuni lettori di Progetto Gay, anche se non lasciano mai commenti, leggono il blog ogni giorno e anche più volte in una giornata, cosa che per me è graditissima, questi comportamenti sono il segno di un interesse e in qualche modo di un’appartenenza della quale mi sento estremamente fiero. Cercherò di evitare sistematicamente post che abbiano aspetti polemici o ideologici e di continuare a pubblicare post che riflettano le esperienze concrete delle persone. Sarei estremamente soddisfatto se la cerchia degli amici di Progetto Gay si allargasse e se questo piccolo blog potesse diventare un centro di aggregazione, perché sentirsi liberi in un luogo serio fa bene allo spirito e aiuta realmente a superare il muro della solitudine.
Grazie Distillato di avermi dato l’occasione per esporre il mio pensiero. Grazie amici. Vi voglio bene.

giovedì 22 novembre 2007

CIAO LOKI

Loki ha detto...
Ho avuto modo di leggere il tuo commento...
E di precipitarmi nel tuo blog (che già da un po' è tra le mie pagine preferite) per leggere i commenti di altre persone che hanno espresso la loro situazione. Mi ha colpito molto il tuo controcommento ai nostri. L'amicizia è un valore fondamentale della vita e sottolineo che attraverso il mio blog e la lettura di tutti coloro che ci sono capitati, ho sperimentato un allargamento della mia cerchia di amicizie, proprio come hai fatto tu e molti altri. Ho modo così, anche in rete, di confrontarmi con realtà diverse o affini. Anche il mio migliore amico tiene un blog via wap (non ha il pc) molto letto e apprezzato. E io giacché passo molto tempo a leggere e commentare blog, ho modo ogni sera di introdurre discorsi squisiti con i miei amici di chat o il mio migliore amico, senza perdersi in pettegolezzi inutili.
Che bello, che bello che BELLO!!!
Un abbraccio!
Loki.P.s. Ti ho linkato nel mio blog (spero che i miei lettori giungano numerosi - oddio non sono poi tanti - a leggere anche te perché quello che scrivi è sempre importante, vero, non scontato e mi sento in dovere di segnalare quello che sa valere davvero) 21 novembre 2007 17.26 commento a ragazzi gay e solitudine
­­­­­­­­­__________

­­­­­­Dedico questo post a Loki, in occasione del suo secondo commento (quello riportato qui sopra) su Storie Gay.
Carissimo Loki,
la lettura del tuo ultimo commento, come d’altra parte del precedente, offre di te un’immagine estremamente positiva. Mi sento onorato di essere stato linkato da te. Ovviamente adesso ho avuto modo di girare per il tuo blog e ti confesso che ne sono rimasto incantato (
http://lokiangelosexy.blogspot.com/). Lo sento vicino al mio modo di essere e di ragionare, è un blog vero, autentico, ci si trova l’anima di un ragazzo e questo lo rende prezioso. E poi alla base c’è sempre l’idea che per un ragazzo gay il punto fondamentale è vivere un amore vero. Hai la consapevolezza che trovare l’amore vero non è una cosa facile e cerchi di valorizzare le amicizie e i contatti via web. E poi hai un entusiasmo di fondo, sei vivo! Non sei un gay in fuga né uno che crede alle favole. Mi piace molto sentire l’entusiasmo di un ragazzo che crede nell’amicizia e nei rapporti umani. Queste cose sono fondamentali anche per me. Stasera sono stato in chat con Manufree che chiamava dal Giappone, con Codice, con Fabio Matteo, con Snapshot83, con Javier, con ReMindZ e con Salvatore. Una serata pienissima tanto che sto scrivendo questo post che sono quasi le due di notte... Carissimo Loki, un piccolo consiglio tecnico: io ho tre blog pressoché identici nei contenuti dei post, ma diversi per utenza e per struttura tecnica, se vuoi leggere un blog molto commentato non andare su Storie Gay (http://nonsologay.blogspot.com/), il cui pregio fondamentale è l’indice, ma vai su Progetto Gay (http://progettogay.myblog.it/), dove i commenti sono centinaia e sono e tutti estremamente interessanti. Ho aggiunto il tuo blog tra i preferiti e tornerò a leggerlo con molta attenzione, di cose da dirti ne avrei tantissime, mi farebbe piacere anche parlare con te in chat ma ti invito innanzitutto a leggere un post fondamentale per avere prima un’idea più concreta di chi sono, poi, se vorrai, ci sarà tutto il tempo di scambiare due chiacchiere. Il post al quale ti rinvio è trasparenza gay. Sui miei blog mi sono dato poche regole fondamentali: dire sempre la verità (il post “trasparenza gay” serve proprio a questo), niente pubblicità, niente immagini. Con i ragazzi che leggono questo blog ormai c’è un rapporto di amicizia e loro sono realmente una parte fondamentale della mia vita. Tu sei uno come si deve, pensare che il mio blog, al quel dedico diverse ore al giorno, possa esserti gradito mi fa estremamente piacere. Per il momento ti saluto. Se vorrai rispondermi ne sarò contentissimo, ma qui la tua libertà deve essere totale. Scrivendomi quello che ha scritto hai fatto una cosa che mi ha reso felice.

mercoledì 21 novembre 2007

RAGAZZI GAY E SOLITUDINE

Scorrendo i commenti sul blog “Storie Gay”, cosa indispensabile per scoprire i commenti recenti ai vecchi post, ne ho trovati tre che meritano la massima attenzione e li riporto qui di seguito. Dopo i tre commenti aggiungo qualche considerazione.

Loki
ha detto...
Penso che in fondo, la maggior parte di noi ragazzi gay, si senta sola. Non siamo tutti dichiarati e, quando uno di noi si trova ad affrontare questa realtà nel gaio mondo è solo. Senza riferimenti... Hai due possibilità: continui a fare le tue esperienze e caricarti il tuo bagaglio sulle spalle, oppure ti apri a qualcuno. Io ed il mio migliore amico eravamo all'oscuro di essere gay. Io non sapevo di lui e viceversa. Un giorno, ha deciso di confidarsi con me. E' stato un terno al lotto: finalmente non ci sentivamo più soli, perché la nostra amicizia si era arricchita di maggiori sfumature. Ora c'è complicità e la possibilità di fare riferimento ad una persona fisica che vive nella tua stessa maniera e con cui puoi veramente condividere le proprie ansie, paure e confrontarti... Il tutto ovviamente non ha mai comportato per noi l'idea di considerare secondi fini (andarci a letto o cominciare una relazione): c'è solo una grande amicizia. In chat ho conosciuto un sacco di ragazzi coi quali ho costruito una certa corrispondenza. Con un ragazzo di Milano sono giunto anche ad incontrarlo, dopo mesi di chat e telefonate. Un ragazzo d'oro dai sani principi. Ed il bello di tutto ciò è che tutto si è svolto senza secondi fini, ma in modo disinteressato... Certo però, ritengo che una amicizia fisica detiene di diritto il primo posto sul podio, se paragonata alle semplici parole amiche di una finestra di chat.
15 novembre 2007 16.26
commento a amici gay in chat

Anonimo ha detto...
CIAO MI CHIAMO LUCA 35 ANNI SONO DI MILANO. ANCHE IO SONO GAY,MA TREMENDAMENTE SOLO, MI PIACEREBBE SVEGLIARMI AL MATTINO PENSANDO AD UNA PERSONA CARA AD UN RAGAZZO DOLCE CHE MI VOGLIA BENE E A CUI DARE IL MIO AFFETTO, LA MIA AMICIZIA. GIA' COME E' DIFFICILE OGGI TROVARE L'AMICIZIA VERA,SENZA INTERESSI,UN AMICO UN COMPAGNO CON CUI DIVIDERE TUTTA LA TUA VITA. SE TI VA SCRIVIMI (segue indirizzo e-mail)
15 novembre 2007 16.28
commento a gay e solitudine

Anonimo ha detto...
Ho più o meno la tua età. Con il tuo post sei riuscito a farmi fare una cosa che non facevo più da una vita : piangere.
15 novembre 2007 1.47
commento a vita gay negli anni

Questi commenti, mettono chiaramente in evidenza che i gay di tutte le età si sentono soli, che in molti casi (la grande maggioranza) il coming out resta una ipotesi non percorribile, e che il fatto di dover recitare praticamente sempre e con tutti diventa pesantissimo. Può accadere come a Loki che due amici si dichiarino reciprocamente la loro omosessualità, ma certo è un evento molto raro. Quando si è molto giovani anche se si è soli si ha comunque un futuro davanti, a 35 anni la situazione è già diversa e la solitudine diventa pesante. Quando poi l’età avanza verso la vecchiaia la solitudine non ha più il senso di una mancanza affettiva forte per un uomo che ha comunque la possibilità di confidare in se stesso, ma acquisisce quello del vero e proprio abbandono. In sostanza, se vogliamo essere realisti, la solitudine è una po’ la nota caratteristica. Ma è possibile limitare i danni della solitudine? Io non parlo di trovare l’amore, che è un’altra questione, ma del semplice superare la solitudine, trovare amici, persone che ti rispettino, che ti capiscano, che abbiano un’esperienza affine alla tua. Una risposta in termini operativi è possibile tramite internet. Intorno ai blog di Gayproject si è aggregato via via un gruppo di persone, io non esito a chiamarli amici. Sono di tutte le parti d’Italia, di età e di condizioni molto diverse ma hanno un denominatore comune, sono gay e vogliono vivere la loro vita gay seriamente, vogliono parlare, vogliono confrontarsi vogliono essere amici. Io passo ogni giorno molte ore in chat con questi ragazzi. Li chiamo affettuosamente così, anche se alcuni di loro non sono più tanto ragazzi o lo sono soprattutto di spirito. Ciò che più mi incoraggia nel proseguire l’esperienza dei blog e che i ragazzi del blog finiscono per conoscersi anche tra loro. Apro il blog di uno e ci trovo i commenti di altri ragazzi del blog e tutto questo mi rende felice, perché queste persone si stanno dando reciprocamente una mano per uscire dalla solitudine. Io non parlo nemmeno di quello che fanno per me, perché li sento vicini anche se vivono a centinaia di chilometri da casa mia. Ieri sera sono stato in chat con Codice e vorrei dirgli che ho ripensato tantissime volte alle cose che ci siamo detti, poi ho parlato con ReMindZ che ho sentito di nuovo pochi minuti fa, ho parlato anche con Fabio Matteo che ringrazio ancora dei suoi graditissimi commenti (uno gliel’ho lasciato anch’io) e ho parlato anche con Javier... Poi ho trovato un commento con il nuovo nick di un vecchio amico... Che dire? Una splendida serata! Dal mese di settembre io non so più che cosa sia la solitudine o la noia! E tutto questo grazie agli amici del blog. Piano piano ci si conosce veramente, si parla più liberamente, si diventa amici nel senso serio del termine. Lasciatemi l’orgoglio di aver visto nascere un gruppo di ragazzi gay come si deve, di persone serie che ormai si conoscono e stanno costruendo rapporti di amicizia stabile. Piano piano il mio sogno si sta trasformando in realtà. Chi mi avrebbe detto dieci anni fa che avrei passato la maggior parte del mio tempo con un gruppo di ragazzi gay superlativi e veri? Chi mi avrebbe mai detto che avrei potuto dedicare finalmente il mio tempo ai ragazzi gay, che è in fondo la cosa che mi viene più naturale e spontanea? Oggi mi sento veramente realizzato perché ci siete voi, perché vivo nella mia dimensione, tra persone che stimo e che amo. Non so se esista una sogno più bello di questo... questo era il mio sogno e sta diventando realtà. Ragazzi! Non sentiamoci mai più soli! Scacciamo la solitudine perché ci siamo, perché siamo vivi, perché ci vogliamo bene, perché siamo amici! Datemi una mano a portare avanti questo “Progetto Gay” che non è mio... ma è nostro, perché la felicità che provo in certi momenti è grandissima e ve la vorrei comunicare centuplicata! Grazie ragazzi! Conoscervi è stata una cosa meravigliosa!

giovedì 8 novembre 2007

AMORE GAY E SOLITUDINE

"VOLERSI BENE A MIGLIAIA DI KILOMETRI DI DISTANZA"
quanto può essere vero.Quanto vero è mettersi a letto da soli, guardare lo schermo del tuo cellulare, inviare un sms vuoto bianco. Sentirsi uno squillo e chiudere gli occhi. Non abbracci quello squillo. Ma lo porti con te per tutta la notte. Poi una notte quello squillo sparisce. Dopo diversi anni sparisce. Tu cambi il cellulare. Ma guardi lo schermo. Poi è la notte che ti porta via. Ma non fa nulla tu ami lo stesso. Un abbraccio, chiunque tu sia. Fa bene anche a me sapere che esistono persone che non mi chiedono altro. A presto
Scritto da : javier 05/11/2007
Ciao Javier,
scrivi cose bellissime che hanno il sapore della verità: messaggio vuoto, squillo di riposta, un filo esile e quel filo si spezza ma continui ad amare. A migliaia di chilometri di distanza... Sono felice di risentirti e mi piace moltissimo quella formula di chiusura “a presto”. Ci hai regalato una cosa meravigliosa. Ti dico ancora una sola cosa, in questi giorni, con uno dei ragazzi che ho conosciuto tramite il blog, è cominciata una bella abitudine. Io sto al computer molte ore al giorno e anche lui, qualche volta si gioca un po’, qualche volta le cose sono serissime, ma da qualche girono, anche se ci siamo sentiti nella giornata per i motivi più vari, ci chiamiamo la sera su msn, ci chiediamo reciprocamente come va e, se tutto va bene, ci scambiamo la buonanotte a centinaia di km di distanza. Questo non è un rito è una cosa spontanea. Mentre sto scrivendo questo post ricevo la chiamata di Codice (un altro dei ragazzi che ho conosciuto tramite il blog). E’ felice! E io non posso non essere felice a mia volta. La felicità si trasmette. E, se posso permettermi, una buona parte della mia felicità di oggi mi viene da te. Qui nessuno ti chiede nulla perché quello che ci stai regalando è al di là di qualsiasi richiesta. Grazie Javier, un abbraccio.

mercoledì 17 ottobre 2007

UN GAY INNAMORATO DEL RAGAZZO DEL BLOG

Voi vivete di sogni? Magari di sogni rubati alla vita di altri? Questa è la domanda di base. E adesso veniamo ai fatto. Io passo ore della mia giornata a leggere i blog dai ragazzi gay, non i siti porno come facevo prima, perché sono cose false, ma proprio i blog dei ragazzi gay, ormai ne ho selezionati un certo numero, ci sono quelli espliciti in cui la parola gay comprare più volte e li leggo per cercare di capire come vivono quelli che hanno il coraggio di uscire allo scoperto. Uscire allo scoperto con un blog non vuol dire assolutamente uscire allo scoperto, però molti di quei ragazzi, da quello che scrivono, hanno una vita gay vera, hanno un ragazzo e, magari con tanti problemi, si sentono realizzati almeno nelle cose fondamentali. Però io non mi riconosco in questi tipi di blog, li leggo per sapere come vivono gli altri, ma si tratta di modi di vivere che purtroppo sono molto lontani dal mio. Poi ci sono i blog, chiamiamoli così, ambigui, pieni di commenti di ragazze che vogliono consolare il tipo con commenti teneri ai quali però il tipo non dà mai nessuna risposta. In questi blog cerco qualche elemento gay, se ce ne sono, o qualche elemento etero che mi permetta di depennarli dalla lista, in sostanza più che quello che c’è scritto mi interessa la caccia a quello che c’è di nascosto, però, anche questo tipo di blog lo sento, in pratica, molto lontano da me. Premetto che io non ho un blog perché prima o poi smetterei di scriverlo, ci vuole troppa pazienza e non è per me. Poi c’è un terzo tipo di blog, è questa volta si tratta di cose che sento affini, sto parlando dei blog che non fanno dell’essere gay il tema principale ma che ne parlano così come parlano di tante atre cose... uno di questi blog l’ho trovato proprio grazie ai blog di gayproject, non dico a quale blog mi riferisco ma per chi legge i blog di gayproject è ovvio. In questo terzo tipo di blog mi trovo perfettamente a mio agio. Io sono gay, ho 25 anni, ma la mia vita è piuttosto piena, c’è il lavoro che non amo troppo ma non mi dispiace e che soprattutto non mi crea veri problemi, cioè mi permette una certa serenità di fondo, ci sono gli amici, tra i quali non so nemmeno se ci siano dei gay, coi miei amici sto piuttosto bene ma con loro non si parla di sesso, in qualche modo si fa una conversazione piuttosto distaccata ma si sta bene lo stesso, poi ci sono le mie amiche. Io sono un gay che non tiene le ragazze a distanza, è vero che cerco di mantenere un rapporto solo con ragazze sentimentalmente già impegnate (in genere sono le ragazze dei miei amici) però non ho paura delle ragazze e, per la verità, non mi è mai capitato che una ragazza si innamorasse di me in modo serio, qualche simpatia sì, anche un po’ di complicità, ma cose gradevoli, mai nessun problema. Poi c’è la musica, il cinema, qualche libro... in sostanza non resto quasi mai solo. Certo, la sera, quando torno a casa (io vivo solo) mi metto a pensare alle cose che vorrei e non sono esattamente quelle che faccio. Mi sono fatto una mia collezione di foto di ragazzi, anche di nudo ma non solo, ho cercato queste cose su internet e ho fatto una selezione. Tutte le foto che ho raccolto hanno una dimensione forte di tenerezza. Sono più che altro foto di ragazzi da coccolare. Questo sarebbe in realtà il mio sogno. Il sesso mi interessa, questo mi pare ovvio, ma in questa dimensione di tenerezza. Per me avere un ragazzo che mi vuole bene e che io possa coccolare sarebbe in assoluto il massimo. Mi rendo conto che quando prima ho detto che la mia vita è piena, in un certo senso avrei dovuto dire che è piena di altro e che in effetti le cose che desidero veramente non le ho mai avute. Chissà se i ragazzi che scrivono i blog che mi interessano l’hanno mai avuta una vita loro vera... Io vado scavando fra questi blog per cercare di capirlo e un po’ mi sento a disagio, mi sento un guardone, uno che spia la vita degli altrui e non ha il coraggio di farsi avanti... Ovviamente ho realizzato una nutrita collezione di blog che mi interessano veramente (sono quasi venti)... e li leggo ogni giorno, e qui viene il paradossale, a forza di leggere quei blog, di quei ragazzi mi sento quasi amico, tra me e me li chiamo per nome, a seconda di quello che scrivono gli dico che sono cretini o li bacerei per quante cose tenere scrivono... di ognuno di loro ho imparato tantissime cose, ma come uno che spia, il mio guaio è tutto lì, io rubo immagini, nella stragrande maggioranza dei casi immagini normalissime di ragazzi sorridenti e completamente vestiti, mi fermo a leggere le cose belle che i ragazzi dei blog hanno scritto per i loro ragazzi come se fossero state scritte per me... ma non sono state scritte per me... mi immedesimo nei destinatari e cerco di immaginare quanto si possa essere felici nel sentirsi dire dal ragazzo che ami delle cose belle come quelle. Il guaio è che io so benissimo che tutte quelle cose non sono per me e che io non c’entro niente, però mi servono a mantenere una specie di contatto immaginario con quei ragazzi. Non so se, poi, se li conoscessi personalmente, mi piacerebbero ancora, questo è difficile dirlo, ma certo le cose che scrivono sono bellissime... certe volte ci ritrovo i miei atteggiamenti in modo preciso, ragionano come me... In una situazione simile uno che dovrebbe fare? Dovrebbe scrivere due righe e mandare una mail o scrivere un commento serio, ma io la faccia di fare una cosa del genere non ce l’ho. Quando poi su qualche blog ci sono le foto dell’interessato allora ho proprio il piacere di osservare quelle fotografie e le rivedo più volte, ci sono un paio di ragazzi che mi piacciono molto anche fisicamente... ma ricevono tanti commenti, hanno tanti amici... perché dovrei scrivere? Per essere uno dei tanti? No! Così non mi piace, però ce n’è uno in particolare, un ragazzo del nord Italia che ha un blog bellissimo e che è anche lui bellissimo... insomma io me ne sono innamorato... sul blog ci sono le foto sue con il suo ragazzo e sono di una tenerezza incredibile... due ragazzi dolcissimi che si vogliono bene... non so che dire ma una cosa del genere mi mette in crisi e nello stesso tempo mi rende felice perché io so che due ragazzi come quelli, che in fondo sento molto vicini, possono essere veramente felici. Ma io la faccia di mandare una mail a quei due ragazzi non ce l’avrò mai. Ciao.

venerdì 5 ottobre 2007

I RAGAZZI DEI BLOG GAY

Mi permetto di cominciare questo post con una citazione dal blog MSN del mio nuovo amico di cui ho parlato nel post precedente: “sono fiero di quello che sono... un ragazzo gay!” Leggere una frase come questa mi fa estremamente piacere, adesso, finalmente, magari sotto la protezione dell’anonimato di Internet (anche se chi pubblica in rete le sue foto non ha il certo il mito della privacy!) queste cose si possono dire. L’orgoglio gay è questo, è niente altro che questo, è potere dire: “io sono fiero di essere un ragazzo gay!” Ai miei tempi Internet non c’era e la solitudine era spaventosa, ma oggi c’è, oggi internet sta cambiando anche il mondo gay e i blog gay sono uno degli stimoli più forti di questo cambiamento. I miei blog (come dice Distillato) sono blog a tema e non sono tipici blog gay personali. I blog come i miei possono avere una funzione di supporto nel diffondere una visione più realistica del mondo gay, ma il vero motore di questo cambiamento sono i blog dei ragazzi gay, i blog di tipo personale. Ne ho letto uno ieri sera e sono rimasto incantato! Ho respirato un’aria di giovinezza, di positività, di amore al futuro, di gioia di vivere, che mi ha portato a pensare che per tanti ragazzi gay la felicità è possibile e concretamente realizzabile, che il mondo, finalmente, non è più quello di una volta. Leggo e ci ritrovo la vita di ragazzi giovani e un po’ meno giovani, ci ritrovo le loro speranze, le loro delusioni, ma anche il loro entusiasmo, gli echi della loro felicità. I blog dei ragazzi gay non sono un numero esiguo ed danno un’idea dell’articolazione quanto mai varia del mondo gay che è, come ogni mondo reale, lontanissimo dall’essere omogeneo. Sono ragazzi che ormai non hanno più paura di dire che sono gay, che di questo hanno fatto un valore e sarei portato a dire il valore e il motivo di orgoglio della loro vita. In questi blog non c’è nulla di pornografico, c’è una sessualità pulita, della quale non ci si vergogna perché è una cosa bella... alto che modelli! Altro che stupidaggini! In questi blog c’è la vita vera di tanti ragazzi gay, una vita bella, dignitosa, moralmente di alto profilo, senza meschinità e senza stupidità, una vita vissuta condividendo la vita affettiva con un compagno, per quelli che hanno la fortuna di averlo, o costruendo un futuro concreto nella prospettiva di vivere prima o poi un vero rapporto d’amore. Quante strade diverse hanno portato questi ragazzi a riconoscersi gay... quanti modo diversi, più o meno condizionati dall’ambiente esterno, ci sono per vivere la propria affettività e la propria sessualità, ma alla fine quello che mi rende felice nel leggere questi blog è che questi ragazzi, pur nelle ansie della vita di tutti i giorni, nei problemi dello studio e del lavoro, hanno fatto del loro essere gay un elemento irrinunciabile della loro vita, sono gay e pure nelle complicazioni più estreme sono fieri di essere gay. Ormai questi ragazzi hanno una coscienza autonoma, hanno superato la necessità di essere sostenuti dall’eterno, non temono i giudizi di nessuno, hanno una loro moralità. Su alcuni di questi blog ci sono delle foto, foto di ragazzi che si baciano, che si tengono per mano, che si sorridono, che non hanno paura di manifestare la loro affettività. Queste immagini sono dolci, trasmettono una sensazione di libertà, di pace, di serenità... sono l’espressione di un modo di vivere che non ha bisogno di nessuna legittimazione esterna perché trova in se stesso il suo perché. I ragazzi dei blog gay sono l’immagine più autentica del mondo gay e non delegheranno a nessuno la rappresentanza del mondo gay. E’ consolante pensare che qualità di persone c’è dietro questi blog. Si sente che il mondo sta cambiando. Grazie ragazzi! State facendo una cosa grande, per fare cose grandi vi basta essere voi stessi.

lunedì 17 settembre 2007

TRASPARENZA GAY LETTERA A UN LETTORE

Questa lettera è indirizzata a “distillato7” un lettore del mio blog "progetto gay" che mi ha lasciato un meraviglioso commento.

Ciao, “distilato7”,
vado subito al sodo, ho un obbligo morale nei tuoi confronti (come nei confronti di tutti i lettori di questo blog), devo evitare che i miei post ti traggano in inganno facendoti immaginare di trovarti di fronte a un ragazzo della tua età, ti ripeto quindi qui ciò che ho già detto altre volte in questo blog, io purtroppo non sono un ragazzo di 23 anni e nemmeno di 33 o di 43 o di 53, io sono più avanti nella strada della vita, sono prossimo alla pensione. Non sto giocando con le identità, è assolutamente vero. Le storie che leggi qui, con l’eccezione di tre soltanto, che mi sono state inviate dai lettori di questo blog, non sono storie autobiografiche che si riferiscono alla mia persona, ma sono il risultato (qui condensato perché i post non possono essere troppo lunghi) di un lavoro durato molti anni di raccolta di episodi di vita vera gay. Chi ha letto questo blog sa che tratta della vita gay da molti punti di vista e soprattutto secondo le prospettive di età e condizioni molto diverse. Io ho raccolto e rielaborato queste storie cercando nel riscriverle di mantenere la massima possibile aderenza ai fatti come mi sono stati riferiti o come li ho visti e in qualche caso vissuti direttamente. Tutto questo per non appropriarmi di identità che non ho, o che non ho più, perché credo che non sarebbe onesto giocare sull’equivoco. Quello che leggi è reale perché rappresenta cose accadute e situazioni reali ma spesso non è riferibile a me in prima persona. Aggiungo qualcosa di me, nei limiti del possibile, perché il post relativo alla “depressione gay” anche se non è mio al 100% lo sento straordinariamente mio dal punto di vista sostanziale. Quando ho riassunto il testo che originariamente era molto più lungo e conteneva lettere autentiche e appunti autentici, ho provato la sensazione di scrivere cose che sento in prima persona. Ho vissuto una vita intera “a fare altro” anche cose relativamente gratificanti, ma fino al 30 Agosto di quest’anno non avevo mai fatto nulla che fosse veramente mio, mio nel senso di gay e di gay dal mio punto di vista. Ma il 30 Agosto di quest’anno ho avviato i miei blog (ce ne sono altri due che sono la fotocopia di questo, al solo fine di raggiungere più persone). Non ho alcuna finalità di tipo economico o politico, vorrei solo parlare qui di quello che la vita vera dei gay è oggi ed è stata negli anni passati. Ho trascorso la vita a scrivere e a raccogliere testimonianze gay, ho scritto romanzi che rispecchiano fedelmente fatti realmente accaduti che, ovviamente, non potevano essere pubblicati, queste cose sono state e sono ma mia vita. Sto cominciando a mettere tutti questi contenuti in rete. Li rielaboro per renderli più immediatamente comprensibili in un tempo ragionevole ma sono cose vere, non sono fantasie. Riscoprire alla mia età la possibilità di mettermi in contatto con un insieme di persone che mi possono capire è un’emozione grandissima. La parola gay, per me, è una parola sacra, dietro c’è una moralità, c’è una sofferenza e c’è una capacità di amare che la gente non immagina nemmeno e che ho trovato nel mondo reale nelle situazioni più varie. Trovare sul mio blog il tuo commento è per me una cosa di valore enorme, hai aggiunto un link al tuo blog, e anche questa è una cosa di un valore enorme, mi ripropongo di leggere il tuo blog con la massima attenzione, probabilmente lo farò questa notte stessa. Copierò questa lettera in un commento che aggiungerò dopo il tuo, in calce al post “depressione gay” e ti lascerò, sul tuo blog un piccolo commento non invasivo usando una identità più neutra “il_progettista”. Per il momento ti ringrazio e mi auguro che voglia continuare a leggere il mio blog. Oggi mi hai fatto felice. Grazie.

domenica 16 settembre 2007

GAY POPOLO INVISIBILE

Avevo in mente, tempo fa scrivere un romanzo sul “popolo invisibile”, anch’io ne faccio parte, salvo che per questi blog. I miei blog ormai totalizzano moltissimi accessi, i commenti sono belli e graditi, ma, a riconferma del fatto che il popolo gay è un popolo invisibile, ho ricevuto un solo commento dichiaratamente gay. Lasciatemi mettere da parte tutte le altre questioni perché per il momento vorrei soffermarmi sulla sostanziale assenza di commenti gay. E’ ovvio che questo blog per quanto non abbia tra i suoi programmi la costruzione di un piccolo mondo “solo gay”, ha, nonostante tutto, un target facilmente individuabile. Se osservo le ricerche inserite dagli utenti nei motori di ricerca non posso negare che si tratta delle tipiche ricerche che inserisco anch’io in internet. Praticamente la parola gay si trova in oltre il 95% delle ricerche e la parola bisex in un altro 4%, in conclusione quindi circa l’1% delle richieste non sono specificamente gay o bisex. La maggior parte dei lettori etero o delle donne arriva a questo blog per altra via, cioè attraverso le notifiche immediate dei blog aggiornati, mentre l’accesso tramite motori di ricerca è al 99% tipicamente gay.
Aggiungo che tra i diritti dei gay metterei ai primi posti il diritto di nascondersi, lo dico perché ne sento la necessità sulla mia pelle. Quindi non mi permetterei mai di insistere perché un gay mi lasciasse un suo commento, queste cose devono essere del tutto libere e, anche se l’individuabilità degli autori dei commenti è praticamente nulla, a meno che essi stessi non aggiungano un link a un blog o a un sito, la paura di poter essere scoperti è ancora molto radicata. I gay, come me, in genere preferiscono legge che scrivere. Io ho scoperto da poco che si può anche gestire un blog gay, l’attività è cominciata il 30 Agosto scorso e vi posso garantire che scrivere è bello e allontana lo spettro della solitudine. Ho aperto un forum che è rimasto rigorosamente deserto ancora alla data di oggi, ma per scrivere su quel forum bisogna registrarsi sulla Community di Alice, il che è come dire che se uno è iscritto alla Community e scrive lì, si può individuare, almeno, se ha un blog il blog si può individuare, se invece il lettore non è iscritto alla Communuty di alice la probabilità che si registri per inserire un commento è pari a 0,00! Quindi forum finito prima di cominciare!
Ma il blog, il blog di Alice, è vivo e vegeto. “Non solo gay” è stato invece distrutto dal fatto che non si trova più nella prima pagina di Google relativa al titolo (non solo gay, appunto).
Lo so che ci siete ed è per voi che scrivo e continuerò a scrivere anche se non ci saranno commenti gay! Prima o poi qualche cosa cambierà.

BLOG GAY E SOLITUDINE

Un sentitissimo grazie a J-mp3 che mi ha lasciato un commento (su “progetto gay”) che è per me una sferzata di energia, certe cose fanno proprio bene all’anima. E adesso, anche sulla scia del commento di J-mp3 cercherò di andare un po’ più a fondo del discorso “blog gay”. Provo a fare uno sforzo sovrumano di sincerità, anche se quello che sto per dire, in fondo, è ovvio. Perché uno come me perde le giornate per tenere in piedi blog come questi? La risposta è una sola: per trovare un rimedio alla disperazione nera che uno si porta dentro. Non mi sento particolarmente in crisi, con queste cose ho imparato a convivere, ma la solitudine non mi piace e la falsa compagnia, quella delle gente con la quale non puoi essere te stesso forse mi piace ancora di meno (la devo accettare e ne devo fare tesoro perché c’è solo quella). E allora si aprono blog come questi, si aprono per non sentirsi sempre soli, per pensare che qualcuno che ti può capire a questo mondo esiste, che la tua esperienza e quello che vivi non sono cose solo tue, per pensare che, anche se non si vedono, di ragazzi gay ce ne sono tanti e che tra quei tanti ce ne sono pure di quelli che ragionano più o meno come te... ecco a che serve un blog gay. Io qui non ho nulla da vendere ma mi sento libero! Io non so se mi potete capire, ma penso che molti di voi mi possano capire benissimo, mi sento libero di dire quello che penso e di essere quello che sono, a livello “alto”, con dignità, senza dovere abbassare la testa di fronte a branchi di cretini che ti mettono il bollo in fronte perché pensano di sapere tutto quello che ti passa per la testa. Io qui un sogno ce l’ho veramente e pieno piano qualche cosa crescerà. Datemi una mano! Soli si sta male anche quando si ha un progetto in mente!