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giovedì 24 novembre 2011

AMORE E SESSUALITÀ DEI VERI GAY

Ciao Project,
sono anni che seguo progetto gay e lo faccio perché mi sembra che sia uno dei pochissimi siti che dicono cose vere. Ho letto il tuo articolo sulla vera sessualità gay e mi ci ritrovo, ed è proprio partendo da quelle premesse che vorrei dire una cosa sulla quale mi hai fatto riflettere. La grande maggioranza della pornografia cosiddetta gay ai gay, o meglio ai veri gay, non interessa più se non come puro sfogo momentaneo e forse nemmeno quello. Io ho 24 anni e ho fatto sempre uso di pornografia ma poi sono arrivato al livello di saturazione, francamente vedere ragazzi che fanno sesso nelle condizioni più improbabili non solo mi annoia ma certe volte mi disgusta addirittura, vorrei dire che un video dovrebbe avere anche un minimo di senso e non essere solo un esercizio fisico di sesso e basta, che poi, per come viene rappresentato, diventa così volgarmente recitato da perdere qualunque interesse. Un film serio con qualche scena di sesso mi piace molto più di un porno che francamente fa pena per la stupidità e la meccanicità dei comportamenti. È un po’ di tempo che ho cominciato a seguire dei blog fotografici, dove c’è anche un po’ di nudo, ma ci sono delle foto bellissime di ragazzi bellissimi in pose naturali, anche di intimità, ma senza nessun atteggiamento strillato o da film porno. Francamente preferisco un nudo semplice a qualsiasi porno. Il mio sogno sarebbe vedere in un blog fotografico quello che accade veramente in una storia d’amore, ma io parlo d’amore, anche di intimità sessuale ma intesa come tenerezza, non come esercizio ginnico e poi quando parlo di un bel ragazzo non intendo riferirmi a certi mezzi ercoli che sono oggettivamente brutti per quando hanno i muscoli pompati, un bel ragazzo è un’altra cosa, deve essere normale, al limite nemmeno bellissimo, ma deve ispirare dolcezza. Ma queste cose non si vedono nemmeno nei blog fotografici. Ci sono blog fotografici che fanno proprio schifo perché sono solo mezzi di propaganda per la pornografia e per quella di bassissimo livello, ma ce ne sono di veramente belli, fatti con amore e senza finalità commerciali, certe volte mi incanto a guardarli, penso francamente che siano stati fatti da veri gay, nel senso che dai tu a questa espressione, cioè da ragazzi che amano i ragazzi, perché ci vedi un altro rispetto, un’altra attenzione per non scadere nel volgare. Ci può anche essere il nudo, che non dispiace certamente, ma è, per dire così, un nudo quotidiano e non sguaiato che dà il senso della intimità e non della teatralizzazione del sesso. Nella mia vita mi sono innamorato solo due volte e ho avuto una vita sessuale con quei due ragazzi e credo che non li dimenticherò mai. Il primo era più grande di me e mi ha insegnato che cosa significa volersi bene, anche io gli volevo bene ma non ne ero innamorato anche a livello sessuale come lui lo era di me, quando gli ho detto che avevo conosciuto un altro ragazzo coetaneo temevo che la prendesse male e invece si è fatto da parte per lasciarmi campo libero e mi sono sentito amato anche per questo. L’altro ragazzo è il mio attuale ragazzo, i primi tempi tra noi non è stato facile, ho temuto parecchie volte che il nostro rapporto sarebbe finito ma non è successo. Credo che non sarei mai capace di fare a meno di questo ragazzo perché ne sono innamorato. Il sesso che ho vissuto col mio primo ragazzo per me non era del tutto soddisfacente ma non è mai stato una cosa stupida, aveva un valore affettivo sia per lui che per me, e ora con il mio ragazzo attuale il sesso è proprio una forma di tenerezza totale. Sono stato fortunato, questo è verissimo. Ho fatto l’amore (perché di quello si trattava, non di fare sesso) solo con due gay e se faccio il paragone con la pornografia siamo proprio su un altro pianeta. Penso che se non avessi conosciuto il mio primo ragazzo avrei cominciato a cercare sesso non solo virtuale e probabilmente avrei cominciato a buttare via la mia vita correndo appresso ai modelli di quella che pensavo fosse la sessualità gay. Per un po’ mi sono sentito perfino strano, avevo cominciato a frequentare certi locali ma mi sentivo un pesce fuor d’acqua e mi chiedevo che cosa ci potessero trovare gli altri che ci andavano. Il mio primo ragazzo l’ho conosciuto per puro caso all’università e con me è stato serissimo, forse era un po’ complessato perché aveva 5 anni più di me ma è stata una cosa bella, sul piano sessuale sono stato io a portarci lui, perché lui tendeva a tenere le cose sul piano dell’amicizia, abbiamo fatto prima il test, come dici tu, Project, è stata una cosa voluta e molto bella anche se lui non era realmente il mio tipo al 100%. Col mio attuale ragazzo, adesso, a livello sessuale l’affiatamento è totale, ci leggiamo nel pensiero e abbiamo costruito una sessualità tutta nostra fatta soprattutto di coccole, di avere tempo per stare abbracciati. Il coinvolgimento proprio passionale c’è eccome, specialmente quando stiamo lontani per qualche giorno, ma poi torniamo a un livello più tranquillo soprattutto di intimità. Una delle cose più belle in assoluto è, quando ci rivediamo dopo una pausa più lunga, vedere come è spasmodicamente in attesa di un contatto sessuale che è quasi liberatorio, come d’altra parte succede a me, lo vedo completamente partito e abbandonato alla sua sensualità ed è una cosa bellissima perché totalmente spontanea. Non credo di poter immaginare niente di più coinvolgente. Nei suoi comportamenti mi ci rivedo, li sento totalmente miei, perché anche a me vengono del tutto spontanei. Anche con lui ci siamo conosciuti all’università, quindi fuori da ambienti gay e devo dire che l’intesa sessuale è arrivata dopo perché per lui all’inizio il sesso era molto legato ai modelli della pornografia e ci ha messo parecchio tempo a capire che per me era proprio un’altra cosa. Mi sembrava che recitasse, gliel’ho detto e si è molto arrabbiato, poi, col passare del tempo certi modelli li ha messi da parte e abbiamo trovato un equilibrio veramente nostro. Tra l’altro né io né i miei due ragazzi siamo dichiarati e questo penso abbia contato molto perché la nostra vita affettiva era solo nostra e non doveva essere raccontata a nessun altro. C’è un solo problema che un po’ mi angoscia e un po’ cerco di tenere tutto per me, se il mio ragazzo si stancasse di me non so se sarei capace di mettermi da parte come ha fatto con me il mio primo ragazzo, penso francamente che ci starei malissimo, ma al momento attuale sono solo paure teoriche, al momento almeno mi sento veramente realizzato e penso che anche lui sia felice. Penso che nel nostro rapporto il sesso conti molto, forse troppo, non lo so, adesso va tutto bene così ma col mio ragazzo mi piacerebbe proprio avere un progetto di vita comune. Ultimamente abbiamo passato nottate intere abbracciati a raccontarci di quando eravamo piccoli e mi sono sentito felice. Qualcuno potrebbe pensare che sono cose da bambini e che non siamo ancora cresciuti, bene, lo pensi pure! Noi stiamo bene così! Adesso per me la sessualità non è più una cosa a sé staccata dalla vita reale e dico sessualità deliberatamente e non sesso. Adesso la sessualità mi sembra una cosa assolutamente ovvia, e voglio dire la sessualità a due, quella condivisa, non solo le fantasie ma il poter stare in intimità vera col mio ragazzo, ormai è una cosa che fa parte delle vita ordinaria sia per me che per lui, è il nostro mondo. Io sono gay, per la verità non ho mai avuto problemi ad accettarlo ma non avrei mai pensato che sarei riuscito veramente a realizzare una vita mia come la desideravo e invece è successo ed è successo in modo del tutto naturale, fuori di qualsiasi ambiente gay, preciso che non ho mai frequentato chat o siti di appuntamenti, i miei due ragazzi li ho riconosciuti dalle loro esitazioni, mi sento felice di essere gay e non ci rinuncerei per nulla al mondo, la mia vita ha avuto un senso perché ho trovato persone che mi hanno amato veramente. Project, un po’ del merito è anche tuo perché piano piano comincio a capire veramente che cosa significa essere veri gay. Forse non è un caso ma anche i miei due ragazzi conoscevano progetto gay. Mi farebbe piacere se tu pubblicassi la mia mail. Grazie per tutto quello che hai fatto e che continuerai a fare!
Angelo
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mercoledì 28 aprile 2010

UN ALTRO AMORE GAY

Ciao Project,
grazie di avere perso tutto quel tempo con me, non me lo aspettavo. In fondo parlare con te mi ha fatto un effetto strano, mi ha un po’ portato indietro nel tempo. Sono parecchi anni che nessuno mi prende sul serio e non pensavo che potesse succedere, tanto più che le mie esperienze sono un po’ all’opposto di quello che dici tu sul blog, o almeno lo sono state. Anche se ormai ho quasi 40 anni, credo di non aver mai usato il cervello, di stupidaggini ne ho fatte tante e pure grosse e te ne ho parlato ieri notte, ma la cosa più stupida che ho fatto è stata cercare di mettere sempre al centro me stesso. Ho cominciato a bazzicare da giovanissimo per quegli ambienti che non ti piacciono, ma mi sentivo libero e soprattutto era tutto molto facile. Tu sai che ho fatto il test e che è negativo, ne farò un altro tra tre mesi ma realmente non ho paura che sia positivo perché nell’ultimo periodo (un anno circa) sono stato molto attento. A me è andata bene ma un mio amico è stato meno fortunato ed è sieropositivo. Credo che la cosa che mi ha rimesso in moto il cervello sia stata proprio questa. In quel ragazzo mi ci rivedo e non lo lascerò solo. Quanto a me mi sento in una situazione strana, come se proprio per tutto quello che ho passato, io fossi uno dei pochi che possono capire i ragazzi che fanno una vita estrema, un po’ come è stata la mia. Certe volte penso che potrei mollare tutto il resto (salvo il lavoro perché devo pure sopravvivere) per dedicarmi ai ragazzi come me. Avevo cominciato a fare delle cose per le quali mi avevano sfottuto parecchio. Andavo per locali gay, “rimorchiavo” i ragazzi e se li vedevo proprio persi ce la mettevo tutta per farli ragionare, gli racconto come ho vissuto io e tutto quello che ho detto a te. Mi dicevano che mi dovevo fare frate. Certi ragazzi quando si rendevano conto che da loro non volevo sesso mi prendevano per uno spostato fuori di brocca. E’ successo quasi sempre così (ci ho provato un dozzina di volte) solo in un caso le cose sono andate diversamente, con un ragazzo di 20 anni che era veramente al limite (anche molto fumato) e soprattutto in pratica faceva di tutto per buttarsi via. In pratica a casa sua non ci stava mai e nessuno lo cercava mai. A scuola un fallimento. Quando l’ho conosciuto doveva fare per la seconda volta l’ultimo anno dell’ITIS perché lo avevano bocciato. Project, non ci crederai ma conoscere questo ragazzo è stata la svolta della mia vita. Fino a 37 anni avevo vissuto nella più totale trasandatezza, l’unica cosa seria che facevo era il lavoro, ma in pratica spendevo tutto quello che avevo e pure quello che non avevo per passare le serate nei locali a caccia di ragazzi, e avevo proprio perso il conto. Se avessi visto casa mia allora ti saresti spaventato, sporcizia e muffa dappertutto, lenzuola nere di sporco, insomma ho detto tutto. Poi ho conosciuto lui, Marco (non si chiama così). Parlava di cose terribili, in pratica sempre e solo di morte e di inadeguatezza, di non avere un senso nella vita. Certe volte pensavo che potesse perfino arrivare a suicidarsi perché lo vedevo proprio perso. L’ho invitato a casa mia, c’è venuto pensando a un incontro di sesso, penso ne avesse avuti tanti, un po’ mi tentava, anzi un bel po’ ma non mi sono lasciato andare e ho recitato un ruolo a metà tra quello del fratello maggiore e quello dell’amico serio. A fine serata mi ha chiesto se poteva restare a dormire da me, da quando me lo ha detto fino alle due di notte mi sono messo a pulire la “sua” stanza (casa mia ne ha solo due) ho lavorato come un negro, ho perfino lavato per terra, cosa che non facevo da almeno un anno, lui prima osservava, poi mi ha dato una mano. Abbiamo riempito 10 buste di immondizia di tutti i tipi, abbiamo tolto la polvere a chili e gli ho dato le uniche lenzuola decenti che ho trovato. Ha voluto dormire con le porte aperte. La mattina mi sono alzato, lui dormiva ancora perché erano passate da poco le sei, gli ho detto che sarei sceso a prendere il latte, lui ha risposto con un mugolio. Quando sono rientrato si era alzato e aveva pulito una parte del bagno. Mi ha chiesto. “Ma tu con chi vivi?” Gli ho detto che vivevo solo e mi ha chiesto se poteva rimanere. Gli ho detto di sì, poi sono andato a lavorare e gli ho lasciato un po’ di soldi perché non ne aveva. Sto al lavoro fino alle 17.00 poi torno a casa e trovo Marco indaffaratissimo, la casa uno specchio, aveva pulito tutto, aveva fatto diversi bucati e li aveva stesi fuori e aveva pure cucinato. Era fine luglio, a settembre doveva riprendere scuola ma non aveva la minima intenzione di andarci, quando provavo a parlarne non mi ascoltava nemmeno e allora l’ho ricattato: “Se vuoi stare qui studi, se no te ne vai!” Prima mi ha risposto a parolacce, poi ha detto che tanto non avrebbe capito niente perché era stupido. La sera abbiamo cominciato a fare progetti sulla scuola, sembrava perplesso ma non infastidito. Voleva fare l’amore con me, anzi diceva che lo voleva fare proprio perché gli veniva spontaneo e qui mi ha messo in crisi allora gli ho detto che non mi fidavo e che dovevamo fare prima i test per l’aids e rifarli dopo il periodo finestra, l’ha bevuta e ha messo da parte l’idea. La sera abbiamo visto la tv io in poltrona e lui allungato sul divano. Ogni tanto rideva e quel modo di ridere non lo dimenticherò mai più. L’indomani al lavoro ho preso un’ora di permesso e sono andato alla sua scuola per l’iscrizione, perché non si era iscritto e gli ho portato i moduli a casa, mi ha guardato incredulo e mi ha detto: “Allora la prendi sul serio!” Marco non si allontanava mai da casa, pensavo che prima o poi avrebbe avuto la necessità di andare in giro per locali come faceva prima, ma non succedeva, non mi chiedeva quattrini. Dopo una settimana ormai quella era anche casa sua. Insomma, Project, tra poco farà la maturità. Io sono andato a parlare coi professori in qualità di zio (fasullo) e Marco con la scuola ha ingranato benino e penso che dopo ci sarà anche l’università. Adesso vive con me, è la cosa più bella che mi sia mai capitata nella vita e io sogno che lui possa trovarsi un ragazzo come si deve che gli voglia bene perché temo che possa affezionarsi troppo a me. Per un lato lo temo e per l’altro lo desidero. Ormai niente più locali né per lui né per me. Nella mia vita ho fatto sesso con tanti ragazzi, mai con Marco, eppure gli voglio un bene totale e mi sento amato. Non so se la nostra è una coppia gay o magari è solo la solidarietà dei disperati però è la cosa più bella che mi sia capitata. Cioè io adesso ho capito che cosa vuol dire amare un ragazzo, prima non l’avevo mai capito, prima pensavo che amore e sesso fossero la stessa cosa ma poi ho capito che non è così. Project, questa è la storia che avevo cominciato a raccontarti ieri sera e sei stato l’unico che l’ha presa sul serio! Grazie Project! Chissà se avessi incontrato progetto gay 20 anni fa …
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mercoledì 25 novembre 2009

DIMENSIONE AFFETTIVA GAY

La parola “gay” sta progressivamente perdendo la sua valenza negativa ed ha, non fosse altro, il merito di essere un termine dall’apparenza non para-scientifica e di essere ormai (e sempre di più lo sarà in futuro) una parola neutra. La parola omosessualità invece, nel suo aspetto para-scientifico e definitorio, pone l’accento sulla sessualità gay e genera nella mente di chi ascolta l’idea che essere gay sia essenzialmente una questione legata alla sessualità e dato che spesso per “sessualità” non si intende, come si dovrebbe, un aspetto essenziale della persona umana intrinsecamente correlato con la personalità nel suo complesso ma semplicemente un comportamento sessuale, si ingenera attraverso l’uso della parola “omosessuale” la convinzione che un omosessuale si distingua dagli altri essenzialmente per i suoi comportamenti sessuali. Da qui una lunga serie di studi, “oggettivi” o presunti tali, tendenti a valutare il fenomeno gay, anche sotto il profilo statistico, sulla base dei comportamenti sessuali “oggettivamente valutabili”. In realtà, per poche questioni come per l’essere gay vale essenzialmente un criterio soggettivo per cui è gay non chi ha comportamenti sessuali conformi a un prefissato modello di sessualità gay ma chi si sente gay, si tratta cioè di un problema identitario irriducibile alla dimensione di comportamenti oggettivamente rilevabili. In questo senso ci sono persone che hanno tenuto e tengono comportamenti sessuali che alcuni autori considerano tipicamente gay che però gay non si sentono affatto e ci sono persone che si sentono profondamente gay che non assumono nessun comportamento definibile gay a priori o addirittura, per varie ragioni, assumono comportamenti qualificabili in astratto come etero.
Questa doverosa premessa tende a chiarire che l’essere gay non è riducibile a dei comportamenti sessuali tipici ma afferisce alla sfera dell’affettività profonda pre-comportamentale cioè alla sfera dell’affettività in senso lato, prima ancora che alla sessualità in senso specifico.
Parlando con i ragazzi si percepisce ce la loro prima preoccupazione non è di natura sessuale ma affettiva in senso lato: creare un rapporto affettivo importante con un ragazzo, perfino con un ragazzo etero, creare un clima di confidenza e di rispetto reciproco in cui poter essere finalmente se stessi, trovare una risposta affettiva senza esitazioni e poter avviare un rapporto basato sull’idea di essere finalmente in due.
Un ragazzo di 16 anni ha inserito nei questionari a risposta libera sulla sessualità gay delle risposte quanto mai significative:
Come ho cercato di realizzare la mia affettività/sessualità: “innamorandomi, dando tutto me stesso a colui che amo.”
La mia attuale situazione affettiva: “amo, credo, un ragazzo della mia classe, perdo la testa per lui, lo penso sempre e mi viene da piangere pensando a lui, al suo volto, lo voglio con tutto me stesso.”
Il mio grado di soddisfazione affettiva: “negativissima, solo come un cane e vivendo di sogni, speranze, illusioni ma ci sono tantissime delusioni.”
Il mio grado di soddisfazione sessuale: “non ho mai fatto sesso, vorrei farlo solo con la persona che amo...”
Il peso del sesso nel mio mondo affettivo: “boo... penso che sarebbe normale, mi servirebbero più coccole e baci per affrontare tutto.”
Che cosa vorrei dal mio ragazzo: “dolcezza, passionalità, comprensione, fiducia e soprattutto sincerità”
Che cosa penso di poter dare al mio ragazzo: “darei la vita se fosse necessario.”
I miei desideri in relazione alla mia vita affettiva/sessuale: “fidanzarmi con il ragazzo dei miei sogni... l'amore chiede tutto ed ha il diritto di farlo.”
Le mie frustrazioni in relazione alla mia vita affettiva/sessuale: “tante, ho paura di perderlo, di non ritrovarlo più sul mio cammino, mi pentirò di non averci provato ma sono timido e in questo mondo non si sa mai come potrebbero reagire le persone...”
Che cosa vorrei conoscere circa la vita affettiva/sessuale degli altri ragazzi gay: “tutto, la loro vita, la loro storia, il rapporto con i loro familiari, amici, com'è sentirsi amato da una persona, chiunque essa sia, perché secondo me l'amore è tutto, non è l'egoismo tra due persone come affermava A. De La Salle.”
Le risposte di questo ragazzo sono cristalline, non appannate da spirito di compromesso e rappresentano un po’, allo stato puro, i desideri originari più profondi di un ragazzo gay.
In relazione alle domande “Che cosa vorrei dal mio ragazzo /Che cosa penso di poter dare al mio ragazzo” i questionari a risposta libera riportano risposte illuminanti:
Tanto, soprattutto dolcezza.
La possibilità di una convivenza stabile stabilità felicità.
Che mi amasse davvero: cioè, che stessimo bene insieme sempre e che volessimo sempre stare insieme, che sappia farmi ridere, che mi abbracciasse quando ne ho voglia, che mi coccolasse un po’, che mi sopportasse quando serve, ecc. (sono un tipo ambizioso). Io che cosa potrei dargli? Mah, diciamo me stesso!
Che mi faccia tante coccole, sincerità, amore, collaborazione.
Non saprei cosa dire oltre a quello che già mi dà. Di lui apprezzo molto la lealtà, il senso di rispetto, il suo non essere mai opprimente. Ha anche tante altre qualità, solo è un po' cocciuto ma va bene così! Spero di potergli dare una vita sentimentale felice e serena con l'entusiasmo di iniziare ogni giorno come se fosse il primo che passiamo insieme.
Poterci accettare reciprocamente per quello che siamo, poterci dire tutto con naturalezza e sincerità, poter fare tutto quello che ci va di fare infischiandosene di quello che pensa il resto del mondo. Se ami qualcuno gli dai tutto ciò che puoi se lui lo vuole. La cosa più preziosa sarebbe la sincerità, ma bisogna che il tuo compagno la voglia e possa accettarla. Non sento così però il mio attuale rapporto: potrebbe lei credere nel nostro rapporto se le dicessi che mi mancano i rapporti sessuali con gli uomini?
Affetto, mi sento così banale, quasi da ragazzina del cioè, ma provare l'amore sarebbe fantastico. E leggerezza sono di un pesante ma mi so far trascinare.
Non sono mai stato innamorato ma sempre per le mie difese personali, adesso che le ho abbassate sono molto più emotivo e meno cinico.
Profondità e potrei insegnargli a guardare la vita da punti di vista differenti.
Che continui a crescere in questo suo modo meraviglioso e unico e ad essere così complicatamente contradditorio e difficile; in breve che sia la persona che è da sempre quella che mi stimola e mi incanta e non mi basta mai. Spero di potergli dare tutto quello di cui ha bisogno per essere pienamente ed evolutivamente se stesso.
Sincerità e onestà d'animo e di rapporto, attenzione, coccole e sesso, fiducia ascolto e comprensione.
Che non si stancasse mai del mio continuo progettare cambiamenti di vita per il futuro. Amore e fiducia.
AMORE, AMORE E ANCORA AMORE... Un compagno di vita, un amico, un amante. Una persona alla quale rivolgersi nei momenti difficili, con la quale non sentirsi mai solo. Sarei la sua spalla su cui piangere e lui sarebbe la mia. Saremmo l'uno il sostegno dell'altro.
Prima di tutto vorrei avere un ragazzo. Gli darei tutto l' amore del mondo.
Affetto, attenzioni e fedeltà. Vorrei un rapporto sincero e basato sulla fiducia, un'intesa forte e un aspetto fisico carino. Vorrei dare a lui le stesse cose che il mio ragazzo dovrebbe sapermi dare.
Vorrei potergli dire ogni cosa, vorrei che ognuno dei due potesse essere un libro aperto con l'altro, vorrei che fosse dolce e comprensivo e, non importa se sembra banale, ma ho veramente bisogno di qualcuno che capisca fino in fondo i miei sentimenti. Lo stesso vorrei fare per lui, sarei sempre al suo fianco per fare ogni minima cosa che è in mio potere per farlo stare bene. potrei dargli dolcezza come forse non ho mai fatto con nessun altro. Semplicemente questo: il mio amore.
Tenerezza, disponibilità, simpatia, apertura, coccole ma anche grinta. Tanto amore, affettuosità ma anche allegria, divertimento!!
La felicità, la gioia e il sentirsi vivo e amato.
Sincerità, felicità, essere trattato con cura. Mi darei al massimo e lo amerei sicuramente più di quanto lui non farebbe.
Sincerità e lealtà, le stesse cose che vorrei da lui.
Sincerità, chiedo troppo ... ebbene si sono egoista! Gli darei tutto me stesso, se lui è sincero.
Una relazione stabile, divertimento, confronto, dialogo, dolcezza, e anche sesso a volontà.
Affetto, dolcezza, comprensione, tutto il bene che potrei dargli, potrebbe risultare alquanto ovvio e stupido ma x me è il massimo...
Sincerità, tutto il, resto viene da sé. Cercherò di dare quello che vorrei avere io.
Dolcezza e protezione, dolcezza e disponibilità in qualunque situazione, darei la vita per la persona che amo.
Credo che queste risposte diano un’idea chiara di quale valore abbia l’affettività nel rapporto tra due ragazzi gay al di là di qualunque discorso teorico.

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domenica 13 luglio 2008

AMORE E SESSUALITÀ GAY

Riporto qui di seguito, previa autorizzazione degli interessati e sostituzione nei veri nomi con altri nomi per la tutela della privacy, uno scambio epistolare iniziato il 22 Febbraio 2008.
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e-mail di Fabio - Venerdì 22 Febbraio 2008

Ciao Project,

complimenti per il forum, una delle poche cose gay serie che ho trovato in rete! Ti scrivo per un motivo molto particolare. In sostanza leggendo il forum posso dire che mi ci riconosco o almeno che mi ci riconosco molto di più di quanto mi accade in altri ambienti gay. Ma bisogna che ti faccia capire meglio perché così non puoi capire niente. Mi chiamo Fabio, ho 23 anni, sono gay da sempre, non sono mai stato con un ragazzo ma non sono timido, sono dichiarato praticamente con tutti quelli che conosco. Qui, nel mio ambiente, se ti conoscono e ti stimano, se sei gay non cambia niente, almeno nel giro di quelli che conosco io è così, gay e etero. Ho due amici gay, che per loro fortuna vivono insieme da qualche anno, ho frequentato le mie community, ho frequentato i locali gay finché non mi sono proprio sentito a disagio e mi sono chiesto che cavolo ci andavo a fare, ho provato a chattare con una marea di ragazzi gay. Io non so perché, ma quando il discorso finiva sul sesso inevitabilmente, ma proprio sempre, la cosa finiva lì. In pratica tanti di questi ragazzi che erano pure ragazzi ok sotto tutti gli altri punti di vista, quando parlavano di sesso mi procuravano automaticamente il rigetto. Sia ben chiaro, io non solo non odio il sesso ma a queste cose ci penso spessissimo e anzi le occasioni non dico per fare sesso ma per divertirmi un po’ me le creo proprio. Frequento una palestra e ci vado tre volte alla settimana, mi piace eccome vedere i ragazzi nudi nello spogliatoio, queste cose mi piacciono molto ma forse perché non sono situazioni veramente sessuali. Mi piace quell’ambiente, il cameratismo, il fatto che scherzano e che il nudo è vissuto come normalità, al massimo un po’ come gioco. La palestra è un po’ il posto dove sto meglio dal punto di vista sessuale, ma con quei ragazzi non ci farei niente altro che guardarli, cosa che per loro non crea nessun problema. Con quei ragazzi non ho mai pensato all’ipotesi vera di fare sesso. Di fantasie ce ne ho fate tante, ma a modo mio. Ecco questo è il punto. Le fantasie a modo mio non corrispondono alle fantasie che fanno gli altri, almeno credo che sia così, anche perché non posso andare dai miei amici gay e chiedere a loro che fantasie fanno sui ragazzi. Però dalle cose che sentivo in chat mi potevo fare un’idea e l’impressione di essere un marziano l’ho avuta tante volte. Io sono gay, di questo non ho mai avuto dubbi, ma si vede che esistono tanti modi di essere gay e quello mio è decisamente minoritario. Per esempio tutta la solfa di attivo e passivo, francamente a me quelle cose non sono mai passate per la testa, a certe cose non mi ci potrei mai adattare, non le sento mie nemmeno un po’. Io vorrei stare con un ragazzo prima di tutto per volergli bene, per metterlo a suo agio, vorrei che tra noi si creasse un’atmosfera di tipo familiare. Certo che un ragazzo mi interessa anche dal punto di vista sessuale. Sono un ragazzo gay io! Quando parlo del sesso a modo mio, i ragazzi che mi ascoltano sorridono e fanno facce strane come a dire che non mi capiscono proprio e mi guardano molto increduli. Piano piano, dai oggi e dai domani, mi è entrata in testa un’idea: cioè che sono un po’ strano e che le mie rotelle non funzionano tutte come dovrebbero funzionare, anche perché alla mia età io non ho ancora trovato un ragazzo gay che abbia un’idea della sessualità simile alla mia. I ragazzi coi quali ho provato a fare un discorso serio non sono certo tantissimi, al massimo quattro, che poi erano i meno peggio di quelli che ho conosciuto, diciamo pure quelli coi quali ci avrei provato, però a modo mio, dico solo “avrei” perché sistematicamente loro mi scartavano e mi dicevano che ero immaturo pure a 23 anni. Adesso io penso che tu abbia un’esperienza seria del mondo gay anche dal punto di vista di quello che pensano i ragazzi del sesso e magari anche di quello che fanno. Ti accludo il mio contatto [omissis] e mi farebbe piacere sentire quello che pensi. Project, io ho bisogno di un confronto serio su queste cose perché l’idea di essere io quello fuori squadra mi viene.

Ciao.

Fabio

p. s. : purtroppo io lavoro dalla 16.00 alle 24.00, quindi in pratica ci possiamo sentire solo di mattina. Spero veramente di potere parlare con te.
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e-mail di Fabio - Sabato 23 Febbraio 2008

Ciao Project,

stamattina ho capito tante cose però mi sono pure venute in testa tante cose strane. Parlando con te sono rimasto spiazzato. Diciamo che all’inizio non mi sembravi nemmeno un gay, affettivamente rispetto al modello che conosco io sei proprio fuori, forse sarà perché non sei giovane. Io sono abituato alla gente che quando si parla di sesso, alla fine, ti fa pure la proposta oscena, invece tu parlavi di sesso come se fosse la cosa più ovvia del mondo, mentre per me parlare di sesso “così” non è affatto la cosa più ovvia del mondo, io sono abituato a fare le battute sul sesso ma non a parlarne seriamente. Però ci voleva. Ma torno all’impressione che mi hai fatto, diciamo come se stessi parlando con uno psicologo che sa quello che dice dal di dentro. Fa uno strano effetto parlare seriamente con te di sesso, alla fine pensi che è tutto enormemente più semplice di quanto sembra e che i complessi non hanno senso, pensi che di fatto la stragrande maggioranza dei problemi non esistono proprio. Sono perfino riuscito a raccontarti le mie fantasie erotiche, ma quello che mi hai risposto però mi ha un po’ stupito, hai detto che quelle sono le fantasie della maggior parte dei ragazzi gay, cosa che a me non sembra proprio. Ho avuto quasi la sensazione che tu mi dicessi una cosa del genere a scopo consolatorio, quasi a dirmi che non sono un’animale raro o un caso patologico. In conclusione, Project, che cosa sono quelli che tu chiami veri gay? E quelli che ho conosciuto io allora erano falsi? Diamo pure per scontata la storia dell’iceberg, il 10% si vede e il 90% è sommerso, però pure quel 10% che si vede è fatto di gay, è possibile mai che in quel 10% non ce n’è uno come me? Ho letto i file che mi hai mandato e sono interessantissimi, cioè, stando a quelle cose, ok, ci stanno eccome i ragazzi che la pensano come me in fatto di sesso. Il file n. 1 e il n. 3 e il n. 4 sono interessanti, diciamo che con ragazzi così penso che potrei riuscire ad avere un dialogo vero in fatto di sesso, però quello che mi ha stupito proprio è il n. 2, perché nel leggerlo ho avuto la nettissima impressione che potessi averlo scritto io. Project, dimmi chi ti ha mandato quella mail, ti prego, per me è troppo importante! Anche se lo so che non me lo diresti mai. Però ragazzi così esistono, ragazzi che hanno una visione del sesso come dolcezza. Se qualcuno potesse parlare di me come quel ragazzo parla del suo compagno io mi sentirei l’uomo più felice del mondo. Domani mattina faccio un turno diverso e sono libero tra le sei e le otto, lo so che ti chiedo molto ma mi piacerebbe moltissimo parlare con te di un ragazzo che ho conosciuto da qualche giorno e che mi pare che in fatto di sesso abbia molti più complessi di me, ha 22 anni, uno meno di me, e adesso, da poco lavoriamo insieme e ho la possibilità di stare molto insieme con lui, spesso noi due soli, è un bel ragazzo cioè, fuori dai denti, mi interessa proprio tanto dal punto di vista sessuale. Sono stato molto prudente nel parlare con lui perché all’inizio era proprio chiusissimo poi si è sciolto un po’, ma proprio poco. Di ragazze non ha mai parlato. Una volta, così amichevolmente gli ho messo un braccio sulla spalla e lui ha fatto proprio uno scatto e si è allontanato, poi si è scusato e mi ha detto che non è abituato a quelle cose. Qui dove lavoro tutti sanno che sono gay, ma lui non lo sapeva e allora gliel’ho detto. È diventato rosso come un peperone. Io pensavo che si sarebbe congelato del tutto e invece un po’ si è sciolto, mi ha chiesto se avevo un ragazzo e poi siamo andati avanti a parlare di queste cose, mi guardava fisso negli occhi e ogni tanto mi sorrideva con un sorriso dolcissimo, alla fine gli ho chiesto in modo diretto se era gay anche lui, gli si leggeva in faccia che era turbato, ma proprio tanto, lui mi ha detto: “Penso di essere etero, fino a sei mesi fa avevo la ragazza, anche se non abbiamo fatto mai nulla, poi mi succedevano delle cose strane e l’ho lasciata”. Io sono rimasto sconvolto dalla semplicità con la quale mi ha detto una cosa simile, non me l’aspettavo proprio, era turbato, ma turbato parecchio, lui poi è molto religioso, ma in modo serio, fa volontariato, si dà da fare per gli altri e penso che abbia un po’ di problemi con la religione. Dopo che abbiamo parlato di queste cose, se si può dire così, me ne sono proprio innamorato. Non ho insistito, però, così, a puro titolo di notizia gli ho buttato lì che ti conosco e che ho parlato con te, lui mi ha chiesto chi sei e qualche altra cosa, ho avuto l’impressione che fosse interessato, ma dato che tu sei molto legato all’ambiente gay penso che lui abbia paura di contattarti. In breve è di questo che vorrei parlare con te domani. Per me è una cosa molto importante.

A domani Project, lo so che ci sarai!

Fabio
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e-mail di Fabio - Lunedì 25 Febbraio 2008

Ciao Project,

ieri ti ho ammorbato per tutta la giornata ma se non mi sfogo con te non lo posso fare con nessuno, intanto grazie! Forse ieri non ti ho dato gli elementi per capire chi è Alessio ma il fatto è che non ce li ho nemmeno io. Ieri te l’ho detto che me ne sto innamorando alla follia, è dolce, è buono dentro, e sembra sempre che abbia dei timori, dei limiti, io lo abbraccerei, ma proprio così per affetto. Ieri mi hai raffreddato molto, mi aspettavo che mi dicessi di farmi avanti e di fargli capire le cose in modo esplicito e invece tu mi hai frenato, ma perché? Per quel po’ che ti conosco se mi dici una cosa ci deve essere una ragione seria e sono stato tanto a pensarci, lui mi sembra freddino, ma mica tanto, con me ci parla e poi a dirmi che in fondo mezzo gay ci si sente è stato lui, non dico mezzo gay, ma etero con qualche dubbio almeno sì, e tu, Project, su queste cose hai messo nel forum tanti post e le cose che scrivi gli si adattano abbastanza. Insomma, va bene che io voglio arrivare alla conclusione che piace a me, ma anche oggettivamente mi sembra che la probabilità che sia un ragazzo gay c’è, lui non lo nega! E allora perché tu hai cercato di frenarmi? Va bene quello che mi hai detto dell’essere in due e che lui in sostanza non prende nemmeno una minima iniziativa e anzi scappa davanti a me, però con un minimo di insistenza, non dico tanto, ma un minimo, si potrebbe pure sciogliere. Però pure io, quando sto da solo con lui, mi sento disarmato, quasi respinto dalla sua semplicità ma anche tanto tanto innamorato, ma proprio nel senso profondo del termine, non è nemmeno questione di sesso, comincio proprio a volergli bene, Stasera abbiamo di nuovo il turno insieme. Speriamo bene! Poi ti faccio sapere.

Fabio
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e-mail di Fabio - Venerdì 7 Marzo 2008

Ciao Project,

ti devo dire una cosa importantissima, il mio collega mi ha chiesto il tuo contatto, l’ha chiesto lui, non gliel’ho detto io e anzi non avevo più parlato di te. Mi ha detto che ha letto il forum e che gli sembra una cosa seria e che vorrebbe provare a parlare con te, penso che ti chiamerà stasera dopo le 22.00 perché finisce il turno alla 21.30.

Fabio

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e-mail di Project - Giovedì 13 Marzo 2008

Ciao Fabio,

ho scritto ieri pomeriggio questa mail e l’ho fatta leggere ad Alessio prima di mandartela, te la mando perché lui è d’accordo.

Ciao Fabio,

ho delle cose da dirti su Alessio ma prima di inviarti questa e-mail devo chiedere a lui che cosa ne pensa.

Ho parlato più volte con Alessio e per molte ore. Ti dico subito che ha manifestato nei miei confronti dei livelli di fiducia che non avrei mai immaginato, in pratica l’imbarazzo è durato una decina di minuti poi il colloquio è stato serissimo e autentico, a livelli inimmaginabili, il che significa che è un ragazzo che ha un bisogno fortissimo di affetto e di attenzione. Non semplifichiamo troppo le cose, non ci si può ridurre all’alternativa: è gay o non è gay. Ti dico subito che è un po’ preoccupato perché ha l’impressione che tu gli stia troppo addosso, come se tu volessi forzarlo (nel senso buono) a venire dalla parte tua, cioè a qualificarsi come gay. Ho provato a fare con lui i tipici discorsi che si fanno in queste circostanze trattando in modo diretto di tematiche legate all’orientamento sessuale, Alessio cercava di rispondere con la massima sincerità ma era realmente confuso e allora siamo partiti proprio dal principio. Alessio è cresciuto senza affetti da quando era bambino e ha vissuto parecchie esperienze negative anche molto traumatiche che lo hanno sicuramente condizionato moltissimo nella maturazione della sua sessualità. Deve prima di tutto riacquistare fiducia in se stesso, e deve trovare delle persone che gli vogliano bene senza pretendere nulla da lui ma dandogli tempo per riacquistare fiducia in sé e nel prossimo. Lascia perdere per adesso parole come gay e etero, Alessio ha veramente bisogno di tranquillità e di amici veri che sappiano stargli vicino. Nei suoi confronti, anche da parte mia, non credo abbia senso scavare ancora alla ricerca dei perché, vorrei invece che con lui si stabilisse un rapporto di amicizia vero, senza ruoli. Gli ho parlato molto di me e anche della mia sessualità perché desidero che mi conosca per quello che sono realmente, vorrei cioè che si creasse un rapporto affettivo vero ma neppure troppo stretto, che si sentisse oggetto di attenzioni ma senza esserne assillato. Alessio non è una caso patologico, i suoi comportamenti si spiegano benissimo e anzi ha saputo reagire e ne verrà fuori sicuramente. So che voi siete tutti e due di Roma e pensavo di invitarvi a pranzo domenica prossima. Si potrebbe andare da qualche parte ai Castelli per passare una giornata insieme. Fabio, se sei d’accordo fammelo sapere. Ci terrei moltissimo!
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e-mail di Fabio - Lunedì 17 Marzo 2008

Ciao Project,

che domenica incredibile! Non avevo mai visto Alessio così! Sembrava un’altra persona, e alla fontana quando m’ha schizzato tutta l’acqua, rideva, una cosa meravigliosa. Insomma quando lo vedo così per me è come stare in paradiso. Che me ne importa del sesso! (è assurdo che io dica una cosa del genere ma è così) Mi sento leggero, felice da staccarmi da terra, una sensazione meravigliosa!

Un abbraccio.

Fabio
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e-mail di Fabio - Venerdì 11 Luglio 2008

Ciao Project,

una cosa bellissima, te la devo dire subito. Ieri Alessio mi ha preso la mano e l’ha stretta tra le sue per quasi un minuto e a me mi è scappata una lacrima e lui ne n’è accorto e mi ha sorriso, poi è arrivata gente ed è finita lì. Io lo vedo molto meglio! Project, ti voglio bene!

Fabio
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e-mail di Alessio - Venerdì 11 Luglio 2008

Project,

ti devo dire una cosa che mi è successa, anzi che ci è successa a me e a Fabio. Ieri era un po’ pensieroso. Lo so che si preoccupa per me, lui è innamorato e io lo posso capire, io no, o forse no, o fino a ieri no, non lo so nemmeno io. Lo vedo che con me si sforza di fare di tutto per farmi stare bene, e mi fa una tenerezza infinita, l’ha presa un po’ come una missione ma gli deve pesare moltissimo, in pratica lui si trattiene anche da un minimo gesto affettuoso, che gli verrebbe spontaneo eccome, perché ha paura di farmi male. Tutto questo, lo so, ha un valore enorme, però, sai, se non ti scatta dentro quella molla proprio fisiologica c’è poco da fare. Project, ieri l’ho visto proprio sconsolato anche se faceva di tutto per non dimostrarlo, ma lo capivo benissimo che era così e allora gli ho preso la mano, ma mi è venuto spontaneo. A me toccare un ragazzo ha creato sempre un senso di stranezza e di rigetto, ma ieri no, mi è venuto proprio spontaneo. Gli ho tenuto la mano per un po’, una sensazione stranissima, mi sentivo totalmente scombussolato, era la mano di Fabio e io la potevo accarezzare, poi ci siamo guardati negli occhi e lui era proprio turbato e poi è successa una cosa che proprio non mi aspettavo: Project ho avuto un’erezione e l’ho avuta perché stavo vivendo un momento di tenerezza totale, una sensazione stranissima, per la prima volta non avevo schifo di me stesso, mi sembrava una cosa possibile, anzi mia, e pure gradevole. Poi è venuta gente ed è finita lì, ma ti giuro che mi sento proprio sconvolto. A Fabio non ho accennato nemmeno di questa cosa perché magari può essere una cosa così, passeggera, e io non so se sono veramente innamorato di lui, però, ti ricordi tutto quello che abbiamo detto proprio della fisiologia dell’innamoramento, beh, per la prima volta comincio a pensare che potrebbe anche essermi successo. Cioè io ho paura di dire a Fabio che forse mi sono innamorato di lui, perché c’è quel forse, però penso che lui abbia capito qualcosa, anzi ne sono certo perché è stato un momento intensissimo. Ti dico che sono pure molto spaventato, ho l’impressione che sto per buttare via tante cose di me, come la mia fede, che forse mi hanno condizionato parecchio ma che mi hanno dato pure tanto, perché sono riuscito ad andare avanti proprio perché c’erano quelle cose e adesso ho paura di staccarmi da quelle cose, so che probabilmente sarà inevitabile, o che almeno dovrò viverle in un altro modo, ma la paura mi resta lo stesso e poi c’è proprio tutto il problema sesso. Per me non sarà facile, ma oggi mi sembra che sia scattato qualcosa di nuovo. Io una reazione sessuale a livello fisico, stando vicino a un ragazzo, non l’avevo mai provata e lo sai benissimo, ma adesso è successo e Fabio mi torna in mente spessissimo e quella reazione fisiologica si ripete, cioè mi accorgo che mi basta pensare a lui. Sono un po’ spaventato da tutto questo ma mi sento pure felice. Project, sto cominciando a capire cose che avevo sempre rifiutato e sono cose belle! Pensi che domenica ce ne possiamo andare ai Pratoni del Vivaro? A Fabio diglielo tu e se pensi sia il caso digli anche del contenuto di questa mail perché mi sento imbarazzato a parlargliene direttamente ma penso che gli farà piacere. Mi sento sconvolto ma pure felice.

Ti abbraccio con tantissimo affetto

Tuo Alessio

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martedì 8 luglio 2008

DUE RAGAZZI GAY

Ricevo e pubblico questo post. Da questo post si capisce a che profondità spirituale possano arrivare i ragazzi gay e che cosa significhi volersi bene a questo livello. Ringrazio con tutto me stesso l’autore e vorrei che mi sentisse vicino.
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Prima X l’ho conosciuto attraverso le parole. Per me erano importanti, mi facevano stare bene e neppure ne capivo il motivo, solo le leggevo e rileggevo. Ho fatto in modo di farmi coraggio e chiedergli il suo msn anche se con una difficoltà incredibile perché per le cose a cui tengo davvero io sono di una timidezza e forse pure di una codardia pazzesca. Parlare con lui mi ha dato così tanto! Lui ha un modo tutto suo di vedere le cose, magari strano e difficile da capire ma riusciva sempre a farmi uscire dalla mia depressione, in un modo o nell’altro mi donava un senso profondo di serenità. Io avevo un macigno dentro qualcosa che mi portavo da anni e che mi toglieva tutto. Non ho mai pensato che avrei mai avuto la forza per dirlo a qualcuno. Invece a X alla fine mi è venuto spontaneo raccontarlo e farlo mi ha fatto stare bene. L’essere gay per me è sempre stata una cosa inaccettabile e mostruosa, ma non i sentimenti solo l’idea del sesso. Io ho una famiglia schifosa. Non interesso a loro, sono sempre stato il classico bagaglio inutile, dopo il loro divorzio sono continuamente sballottato di qua e di là. Niente affetto, nessuna attenzione, nessun dialogo. In realtà è come se non ci fossi, se anche sto fuori casa neppure se ne accorgono e quando sono preso in considerazione è solo per imporre, ordinare, pretendere, offendere o peggio per prendermele. Che da anni sono depresso e da 2 peggio che peggio, tanto che non ho più amicizie, le ho mollate tutte, sono stato bocciato, sto sempre in casa da solo. No, non se ne accorgono. Mi sono sempre sentito solo, da quando ho capito che forse ero pure gay è stato un crescendo. Ma ormai mi ci sono anche abituato, perché sapete quando si vive senza speranza la solitudine non fa più così male. Ma non è questo il macigno. Quello che ho confidato a X è una altra cosa: che quando avevo 14 anni un ragazzo molto più grande di me, che frequentava a volte la compagnia di mia cugina e che tutti sapevano essere gay ha abusato di me. Ecco perché odio il sesso gay. Quando mi sono innamorato per la prima volta 2 anni fa di un ragazzo ho pensato che fosse per quell’abuso. Ho sofferto troppo. Mi sono sentito come se un qualcosa di impuro mi si fosse insinuato dentro. Per me era come un contagio. Una maledizione che mi si appiccicava addosso. Ma ancora non è questa la cosa peggiore. Lo è il fatto che 1 anno e mezzo dopo quello che mi aveva fatto ho scoperto da mia cugina che quel ragazzo era sieropositivo e io sapevo che con me non aveva usato nessuna precauzione. Io lui non l’ho più visto e non ci ho mai potuto parlare per sapere se lo potessi essere divenuto anche io, ma poi non so se avrei mai avuto il coraggio di farlo. Ricordo ancora perfettamente cosa ho provato nello scoprirlo allora. E’ un po’ stato come morire. Avevo in mano il modulo per l’iscrizione a un corso di scrittura creativa a cui tenevo tantissimo ed era stata la prima volte che avevo combattuto tanto per ottenere qualcosa a casa mia, ho cominciato a strapparlo in pezzi sempre più piccoli ed era un po’ come stracciare il mio futuro. Da allora il ghiaccio non mi ha più abbandonato. Ho continuato a vivere ma solo ai margini perché tutto mi faceva soffrire troppo. Il dubbio lo tenevo seppellito dentro di me, il più a fondo possibile, era qualcosa a cui non pensavo mai ma che ad ogni modo se ne stava là e mi avvelenava ogni cosa. Da allora sono sempre stato inconcludente, disfattista e remissivo in tutto. Sentivo gli altri parlare di cosa volevano fare e io non dicevo nulla, non pensavo a nulla. Ultimamente con alcuni mi sono lasciato un po’ trascinare. Ho pensato a cosa avrei voluto fare davvero, ho fatto qualche programma, ad un ragazzo con cui parlavo su msn un giorno ho anche detto che lo sarei andato a trovare questa estate. Un po’ ci credevo, lo speravo ma poi mi passava. Si, in cuor mio era come essere uno già morto. Parlare con X mi ha fatto troppo bene. Lui ha un ragazzo e sono innamoratissimi, lui è felice e realizzato, eppure anche se non mi conosceva per niente, se anche parlare con me era sempre così difficile e penoso credo, mi cercava e se non mi trovava o io non mi facevo trovare perché troppo depresso, mi scriveva comunque anche solo poche parole che però mi facevano sentire che almeno a una persona interessavo veramente. Si X mi dedicava sempre tanto tempo e attenzione, un pensiero costante e sincero, era l’unico a farlo davvero e nel modo più disinteressato possibile, a darmi un po’ di sé e senza ricevere o volere niente in cambio. Ho pensato mille volte che era stranissimo che una persona potesse essere così e per di più con uno come me. Ma lui è speciale e UNICO. Alla fine è riuscito anche a convincermi che dovevo andare a farmi il test. L’ha fatto dicendomi che mi avrebbe accompagnato lui. Ho aspettato di finire la maturità e subito per il giorno dopo ci siamo dati appuntamento tramite msn e mi è venuto a prendere nella città dove vivo. Quando l’ho visto non potevo credere che fosse davvero lui anche se si che era bello si vedeva anche dall’avatar. Perché X è bellissimo ma il punto è che di ragazzi non dico bellissimi ma belli magari ce ne stanno, ma X è una cosa a parte. E poi ha degli occhi incredibili, che uno penserebbe che non possano esistere due occhi così. Nessuno dopo averli guardati anche il più materialista potrebbe mai più poter pensare che non esiste l’anima. Me ne sono innamorato subito. E’ allucinante ma appena l’ho visto non ho più pensato che stavo andando a farmi il test per l’HIV, cioè si lo pensavo ma era una cosa secondaria. Ero troppo preso da lui. Ho subito sentito dei sentimenti bellissimi e per me provarli era una cosa naturale e giusta. E sì, mi attraeva anche fisicamente e tantissimo, per me era davvero troppo imbarazzante ma riuscivo a nasconderlo bene e per la prima volta non mi faceva schifo, era bello e naturale anche quello e andava bene in quel modo. A fare il test siamo andati in una città piuttosto lontana, perché io volevo così, una cosa stupida lo so ma mi faceva sentire più anonimo e sicuro, mi ci ha portato lui in macchina. Io credevo si dovesse andare a digiuno per il prelievo, quando lo ha saputo X ha sorriso e siccome per l’agitazione ero pallidissimo, mi ha detto “Non è che poi mi vai giù vero??”e mentre aspettavamo mi ha tenuto la mano stretta per tutto il tempo, sotto un giornale piegato di lato così non si vedeva e non mi imbarazzavo. Appena uscito dall’ambulatorio mi ha passato un braccio attorno alle spalle e mi ha portato a far colazione. Dopo aver mangiato però al posto di star meglio sono stato malissimo. Mi aveva colpito nel modo più duro l’immagine dell’infermiere che mi faceva il prelievo, i guanti in lattice, il modo in cui stava seduto col busto tutto all’indietro e come mi toccava appena, l’indispensabile, ma soprattutto la visione del mio sangue. Da quel giorno in cui ho saputo, il pensiero del mio sangue mi ha sempre ossessionato. Era un incubo che facevo a volte la notte; il mio sangue che schizzava all’improvviso addosso ai miei compagni di scuola mentre stavo in classe, il terrore del loro sguardo mi rimaneva per tutto il giorno in testa tanto che credevo di vederglielo davvero negli occhi. Io del mio sangue avevo paura e disgusto. E ora che lo avevo visto uscire mi sentivo impazzire. A quel punto sono scoppiato dentro. Ho cominciato a pensare solo all’unica cosa che sentivo reale per me: a cosa potevo aver dentro di me, al fatto che avrei dovuto accompagnarmi a questa cosa estranea e nemica per quello che mi restava, che sarei stato un pericolo, che avrei continuato a stare solo e a rimanerci fino alla fine, che sarei stato tenuto a distanza ma soprattutto che io stesso avrei tenuto tutto e tutti a distanza da me. Per non dover soffrire ancora di più. E questo a soli 19 anni. Niente alle spalle e niente davanti. Uno passa la maturità e dovrebbe cominciare a programmare il suo futuro alla lunga distanza. Nel mio caso sentivo che non aveva più senso, non lo aveva mai avuto per me. X mi guardava fisso ma io non gli dicevo niente e mentre camminavamo mi scostavo e allontanavo sempre più. Lui ad un certo punto mi ha fermato ed abbracciato senza parlare e mi ha abbracciato così tanto tanto stretto! Ho solo detto “Lo sai ho sempre saputo di essere già morto. ” X mi ha scosso forte mi ha fatto pure male e mi ha detto “Non dire stupidaggini!! Se anche fosse la vita non finisce per questo. Cambia solo.“ Non so per quanto tempo mi ha tenuto abbracciato, io volevo piangere ma non ci riuscivo ed è bizzarro perché sono troppi anni che piango ogni singolo fottuto giorno, eppure in quel momento ero secco e quel secco mi faceva troppo male. Ma a un certo punto ho cominciato a sentire il corpo di X, il suo respiro contro di me, il suo calore, il suo odore. Ho trattenuto il fiato e mi sono concentrato sul battito del suo cuore a sentirlo con l’orecchio ma anche con la pelle. Ho provato uno struggimento inesprimibile che mi saliva dallo stomaco, una cosa così bella e intensa che quasi faceva male e poi, insomma ho avuto una erezione. Seppure continuassi a sentire di essere sieropositivo, sentivo anche e con più forza di desiderare X con tutto me stesso e sentivo che ero disposto a tutto pur di averlo vicino a me, anche ad essere sieropositivo. Lo so sembra assurdo ma io in questi tre mesi ho scoperto che è la vita vera ad essere assurda non quella immaginata. Ho cercato di scostarmi era una cosa troppo imbarazzante e poi ho pensato che giustamente se la potesse prendere a male. Ma lui non me l’ha permesso anzi mi ha detto “Lo vedi? Il tuo corpo sa di essere vivo e di volerlo rimanere.” Siamo rimasti ancora abbracciati è passata qualche persona che ci guardava male, qualcuno deve anche aver detto qualcosa. A me non importava per niente sarei voluto rimanere così per sempre. X mi lasciato ad un certo punto e io mi sono sentito un gran vuoto dentro, allora mi è venuto spontaneo dirgli che il suo ragazzo è la persona più fortunata sulla terra, è arrossito, ha sorriso e ha detto “Credimi sono io ad essere quello fortunato ad avere lui.” Ho pensato che mi avrebbe riaccompagnato indietro, alla fin fine quello che dovevo fare lo avevo fatto invece X è voluto comunque rimanere con me. Abbiamo girato per la città, non abbiamo parlato un granché ma abbiamo camminato semplicemente, ogni tanto ci sedevamo da qualche parte. Siamo andati a pranzo ma io avevo lo stomaco chiuso per lui anche se gli ho mentito e ho detto che era ancora per il test. X è così bello che non smetteresti mai di guardarlo, ha un sorriso di luce continuo negli occhi e poi è dolce e affettuoso nelle parole ma anche tanto nei gesti in un modo che ti fa sentire protetto e caldo dentro. Mentre eravamo in giro mi mostrava spesso delle cose che io non avrei mai visto da solo e mi sorprendeva e commuoveva per questo modo che ha tutto suo di guardare il mondo ed essere felice per certe cose che non interessano mai a nessuno. Ogni tanto aveva un gesto verso di me molto dolce come uno sfiorarmi il braccio o una lieve stretta della mano, una comunicazione a parte con cui mi faceva capire che lui c’era. La sera mi ha riaccompagnato al posto dove ci eravamo dati appuntamento. Io ero tutto scombussolato, X mi ha detto che sarebbe venuto di nuovo con me a prendere il risultato del test, perché te lo danno dopo pochi giorni e te lo devi andare a prendere di persona. Io mi sentivo tristissimo con quel senso di vuoto che diventava sempre più grande. X mi ha guardato era teso, preoccupato e ha detto “Tutto apposto?”. Allora ho pensato quanto tutto quello gli potesse fare male. Gli avevo incollato addosso settimane e settimane di angoscia e depressione, le mie, e lui non se ne era mai sottratto anzi, ma una creatura meravigliosa come lui non se ne meritava neppure la miliardesima parte. Mi sono sentito meschino ed egoista nel peggiore dei modi. Mi sono sforzato di dirgli che andava tutto bene, che stavo meglio ma lui si vedeva bene che non ci credeva per niente. Ci siamo comunque salutati e nel farlo mi ha dato un bacio leggero sulla bocca. E’ stato un bacio di una dolcezza bellissima, non aveva nessuna valenza sessuale, ha solo detto quello che nessuna parola poteva spiegare. Che lui non aveva paura di me anche se potevo essere sieropositivo e la disponibilità, l’affetto e il calore di una vera amicizia da lui lo avrei avuto comunque. Nessuno mi ha mai dato in vita qualcosa di più bello. Quel bacio mi ha riempito totalmente l’anima, credo che quella sensazione me la porterò per sempre dentro. In quel momento così come ora penso che almeno una cosa bellissima ce l’ho e nessuno me la può togliere, sarà mia fino alla fine.

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Un annuncio importantissimo: La storia cui si riferisce il post che avete appena letto si è conclusa felicemente. Ho ricevuto la bellissima notizia alle ore 19.15 del 7/7/2008 e mi sono messo a piangere di gioia! Abbraccio con tutta la mia forza i protagonisti di quella storia, che sono due ragazzi splendidi ai quali voglio un mondo di bene. La loro felicità oggi è profondissima e ne hanno resi partecipi tutti noi. VI VOGLIO BENE RAGAZZI!!! OGGI E’ UNO DEI GIORNI PIU’ BELLI DELLA MIA VITA!!!

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lunedì 2 giugno 2008

GAY DALLA DEPRESSIONE ALLA FELICITÀ

Dedico questo post a uno dei ragazzi registrati su questo Forum, che ieri sera mi ha fatto vivere momenti di vero entusiasmo. Mi perdonerete se resto nel vago ma la riservatezza è un obbligo fondamentale in un forum come il nostro. Con questo ragazzo, che chiamerò X, avevo già parlato ed ero rimasto molto colpito dalla estrema serietà della sua partecipazione. Direi che fin dalla prima volta avevo avuto l’impressione netta che parlare avesse veramente un valore, era la ricerca di un confronto vero, una cosa che nulla aveva a che fare con un colloquio di cortesia. X era palesemente teso, stressato non dal sentirsi gay ma dal fatto che essere gay gli creava una marea di impossibilità e di limitazioni soprattutto lo lasciava in solitudine, gli impediva ogni forma di colloquio umano serio. X mi ha raccontato la sua storia, una storia di illusioni grandissime seguite da terribili disillusioni, una storia caratterizzata dalla ricerca frenetica di un contatto umano ed dalla reale impossibilità di costruirlo. L’ansia si leggeva chiaramente nel discorso di X. Nei giorni successivi ho richiamato X su msn e abbiamo parlato un po’, gli ho detto dei ragazzi di Progetto Gay e del fatto che con persone di quella levatura è possibile creare rapporti di amicizia autentici e seri. Poi, avantieri sera ricevo un lungo messaggio da X, realmente angosciante, era sconsolato, prostrato, deluso e non vedeva davanti a sé la minima prospettiva di confronto con altri ragazzi, si capiva che avrebbe voluto sentirsi meno solo, che avrebbe voluto trovare degli amici. È evidente che per un ragazzo giovane anche io posso avere un senso ma il rapporto con persone più o meno della stessa età è assolutamente prioritario. Ho risposto al messaggio di X insistendo su un concetto: ”non sei solo!” L’indomani richiamo X, mi dice che è in chat con Y (un altro ragazzo del Forum, una persona splendida). Più tardi X mi richiama e mi dice che si sente bene, che le malinconie non ci sono più, che uscirà e andrà a fare due passi perché si sente felice. Poi dice anche di me cose bellissime, non posso negare che mi sono sentito gratificato in modo eccezionale. Parlare, stabilire un contatto umano autentico con ragazzi che vivono esperienze analoghe, confrontarsi, sentire, anche nel piccolo, il rispetto e l’attenzione di un’altra persona serve a tenere lontana la solitudine, a sentirsi inseriti in un mondo di affetti veri. Ma chi l’ha detto che i ragazzi gay cercano solo sesso! No! Cercano un po’ d’amore, un po’ di rispetto, cercano un affetto che si manifesta in un sentirsi in chat, in un sostenersi a vicenda. Ieri sera avrei avuto tanti motivi per sentimi a terra ma parlare con X mi ha letteralmente ridato una carica di entusiasmo di cui avevo assoluto bisogno. Quando accadono cose come quelle ci cui ho parlato, la soddisfazione è enorme. È in questo modo che si dimostra quanto sia sbagliata l’equazione Gay = Tristezza. Noi esistiamo e grazie a internet abbiamo la possibilità di sentirci e ci parlarci da ogni posto d’Italia e non solo e tramite internet si creano rapporti affettivi seri, anche a migliaia di km di distanza, si crea una comunanza di affetti, di sentimenti, si condivide la propria vita, il proprio quotidiano con la vita di tanti altri ragazzi (e non più ragazzi) gay, ci si sente tutti sulla stessa barca. E sentici uniti, sentici insieme, ci dà la possibilità di essere realmente quello che siamo, fuori da tutti gli stereotipi commerciali e mediatici. È così che si pongono le basi dell’equilibrio di una vita. Lo vedo dall’effetto che Progetto Gay ha prodotto nella mia vita, che è decisamente salita di livello perché ho conosciuto persone splendide che mi hanno dato la loro amicizia e mi hanno aiutato a vivere. Grazie X! Ieri mi fatto felice.

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mercoledì 19 marzo 2008

GAY AMICI

Ho esitato tanto prima di scrivere a Project, poi mi sono deciso, intanto per dire che questi blog e il forum non li leggono solo i ragazzi ma pure gli anziani come, che sono perfino più grande di Project ma poco poco. Di anni ne ho 59. Project lo sa che cosa vuol dire, quelli che sono ragazzi non lo sanno e magari pensano che a 60 anni è come a 20. Io scrivo per raccontare quello che m’è capitato tra capo e collo a 59 anni, una cosa molto bella in un senso e molto faticosa in un altro.
Io praticamente fino a 58 anni ho vissuto da solo. Ho un buon lavoro, negli anni mi sono comprato una casetta e stavo tranquillo. Gay sì ma non lo sapeva nessuno, proprio nessuno. Project lo sa, ai tempi nostri se ne parlava poco. A 54 anni ho avuto grossi problemi di salute e ho capito che cosa vuol dire essere gay quando stai male e hai bisogno degli altri. Io ho due fratelli e cinque nipoti, abitano tutti a Bari, come me, ma di me se ne sono fregati tutti, sono stato solo come un cane. Mio fratello grande che ha 62 anni l’unica volta che è venuto a trovarmi s’è messo a parlare col figlio di quello che dovevano fare di casa mia dopo che fossi morto io, perché loro pensavano che non potessi sentire, e invece io ho sentito... tutto ho sentito. Poi grazie a Dio sono riuscito a uscire dal malanno, che non ci credevano nemmeno o medici. M’avevano dato per spacciato e io me la sono vista proprio brutta ma poi, forse che m’hanno curato bene... insomma, a 58 anni io dal guaio ne sono uscito, faccio sempre i controlli, ma mi dicono che non ho più rischi di uno qualunque... prima pesavo 85 chili, dopo ne pesavo 66, però ero vivo e mi sentivo pure meglio.
Così a 58 anni la vita mia è ricominciata da capo e mi sentivo proprio forte, però solo ero prima e solo ero dopo. Al palazzo mio viene ad abitare un signore, uno che io non conoscevo, un bel signore, ma non giovane, sui 50/55 anni, vestiva molto di scuro, come se portasse il lutto. Io ho chiesto al portiere e m’ha detto che era un medico del Policlinico e che era rimasto vedovo da poco. Quando lo vedevo per le scale lo salutavo ma non avevamo confidenza, praticamente niente.
Una sera viene alla riunione di condominio e facciamo tardi, si mettono a discutere che non la finiscono più. Io ci vado ma solo per fare numero, non mi metto nemmeno a litigare con tutta quella gente che non paga nemmeno il condominio e ti dicono sempre che gli altri sono ladri. Io mi guardo a quel signore... quello non diceva una parola, stava lì solo a sentire, quella per lui, là, doveva essere la prima riunione di condominio. Passiamo la serata a aspettare che la gente si sfoghi un pochettino... non capiamo niente, né lui né io, e già mi riusciva simpatico, però sai, un vedovo... non è che mi ci potevo mettere a pensare sopra. Alla fine ci siamo presentati, sembrava proprio una brava persona.
Così piano piano quando ci si incontrava per le scale si diceva qualche parola in più, poi m’ha detto che faceva il medico e io gli ho raccontato della malattia mia, lui m’ha detto di portargli le carte a casa sua in serate che le voleva vedere. La sera ci siamo visti, e quello ne capiva proprio tanto, m’ha spiegato bene un sacco di cose e mi ha chiesto quale dottore mi aveva seguito e m’ha detto che era uno dei migliori e che lui lo conosceva benissimo e m’ha pure confermato che ne dovrei essere completamente fuori, io lo sapevo già, però una cosa del genere sentirsela dire ti fa sempre piacere. Gli ho chiesto della moglie e m’ha spiegato che per lei non c’era stato niente da fare. C’era una fotografia della moglie molto bella, una bella signora sorridente e poi ce n’era una di loro due a Vienna, con lo sfondo della cattedrale di S. Stefano. M’ha detto che era una foto di 25 anni prima, del viaggio di nozze. Gli ho fatto le condoglianze per la moglie e gli ho chiesto se aveva figli e m’ha detto di no e ha aggiunto: “Ma è una lunga storia...” Poi lui ha chiesto a me se avevo figli e io gli ho detto che non ero sposato e ci siamo lasciati così.
Insomma, piano piano tra noi s’è creato un certo rapporto, d’amicizia va’... io non è che mi potessi mettere in testa chissà che cosa, quindi diciamo che avevo trovato un amico, che era pure una cosa importante perché coi parenti miei avevo proprio tagliato tutti i rapporti... e un’amicizia così mi faceva piacere, un medico competente, una brava persona, uno dignitoso, non impiccione... mi dicevo che pure tra gli etero ci sta tanta brava gente... Io allora ancora lavoravo, non stavo in pensione come adesso, e tempo per pensare alle cose mie non ce ne avevo troppo, però questo signore mi piaceva molto, ma proprio come persona, una brava persona.
Poi viene a un’altra riunione di condominio, ci salutiamo e ci sediamo vicini ma l’amministratore non arriva e la gente si comincia a spazientire e una delle streghe del condominio viene dove stavamo noi e attacca una storia su due ragazzi che vivono al palazzo nostro. Quelli sono sicuramente due ragazzi gay, ma gente dignitosa, proprio bravi ragazzi, che io ne ho avuto subito simpatia, appena sono venuti a stare da noi e pure due bei ragazzi. La signora se ne esce con un: “Ma voi non l’avete ancora capito....” e il dottore le ha fatto: “Che cosa?” e lei: “Ma quelli sono due omosessuali...” e il dottore fa: “E allora?” La signora prova la filippica sulla morale del palazzo: “Ma pensa che quelli sono come noi? ...” ma il dottore risponde: “Signora quelli hanno gli stessi diritti che ha lei, tali e quali” E a me m’è venuto da pensare che la signora diceva “quelli e noi”, il dottore diceva: “quelli e lei” e non è per niente la stessa cosa: il dottore non si metteva proprio nella categorie della signora pettegola, nemmeno dall’altra parte, ma nella categoria della signora no! Per lui la distinzione tra noi e loro non funzionava.
Una cosa del genere non era indifferente però quello era vedovo e a casa sua c’erano le fotografie della moglie e del viaggio di nozze, però c’era pure il fatto che non avevano figli e lui aveva detto che il fatto di non avere figli era “una lunga storia”. Mi sono fatto coraggio e alla fine della riunione gli ho detto che m’era piaciuto moto come aveva risposto a quella signora e lui m’ha detto che quei poveri ragazzi li dovevano lasciare in pace che quelli si devono vivere la vita loro come si deve. Gli ho detto che per quei due ragazzi avevo molta simpatia e lui m’ha risposto senza esitare: “anche io!”
Qualche giorno dopo è capitato che io stavo parlando col dottore nell’androne del palazzo (allora ancora ci davamo del lei) e quei due ragazzi sono entrati. Li abbiamo salutati, ma è stato un momento particolarissimo, abbiamo avuto l’impressione nettissima che i ragazzi avessero una simpatia per noi, è stato proprio uno scambio di sorrisi, una cosa molto particolare, poi loro sono saliti e io sono rimasto col dottore a parlare ed è stato là che il dottore m’ha detto: “Ma perché non ci diamo del tu?” e abbiamo fatto le presentazioni, dieci minuti dopo m’ha chiesto se m’andava di cenare da lui quella sera o il giorno appreso. Io ho detto di sì e alle otto stavo da lui.
Piano piano abbiamo preso l’abitudine che lui veniva a cena da me un sabato sera e io da lui il sabato appresso. Quando mi vedeva per le scale mi diceva: “Ci vediamo sabato” e io il sabato l’aspettavo. Così, a scambio di visite e di inviti a cena siamo stati quasi sei mesi, poi è successo un fatto nuovo.
Una sera vado da lui, ormai c’era una certa familiarità... e mi dice che mi vuole fare una domanda, premette che se voglio posso benissimo non rispondere ma ci terrebbe moltissimo a una riposta sincera, e mi chiede perché non mi sono sposato. Il mi sono sentito in imbarazzo, lui se n’è accorto e mi ha detto: “Scusa... allora te la dico io una cosa, io sono gay”. Beh... ci sono rimasto di sasso. Una cosa simile non me la sarei mai aspettata... c’è stato un silenzio lunghissimo, non sapevo proprio che cosa fare, io di me non l’avevo mai detto a nessuno ma non potevo non rispondere e non lo potevo nemmeno imbrogliare, dopotutto lui aveva rischiato moltissimo. Insomma dopo parecchi secondi che non dimenticherò mai gli ho setto: “Pure io sono gay...” Ha tirato un profondissimo respiro di sollievo, si vedeva che doveva avere passato dei momenti di ansia terribile... Poi mi dice: “Adesso mettiti a tavola e mangiamo, dopo ti racconto tutto..."
Dopo cena ci sediamo in salotto e mi racconta la sua storia. Si era sposato a 25 anni, la moglie non sapeva che era gay perché lui non glielo aveva detto e pensava che la cosa l’avrebbe comunque superata ma per lui un contatto sessuale con la moglie era una cosa innaturale, qualcosa di strano alla quale non si sentiva affatto portato, ma la moglie di lui era innamorata realmente e anche lui le voleva bene ma in un latro modo. Lei avrebbe potuto chiedere l’annullamento del matrimonio ma non voleva mettere il marito in difficoltà e poi lo amava. In sostanza hanno passato insieme più di 25 anni di una vita matrimoniale che era in pratica un bel rapporto di amicizia. Lui parlava con la moglie delle sue fantasie gay che però restavano sistematicamente fantasie un po’ perché lui non voleva compromettersi e un po’ perché il rapporto affettivo con la moglie aveva finito per essere una cosa veramente seria.
Quando sono tornato a casa mia mi sentivo stranissimo, non facevo che pensare a tutto quello che mi aveva detto lui, pensavo a che cosa sarebbe successo dopo ma, ve lo devo dire subito, non è successo niente di quello che voi potreste aspettarvi. Non so nemmeno dire se mi sono innamorato del dottore o se lui s’è innamorato di me, francamente non abbiamo mai avuto rapporti sessuali, in primo luogo perché lui non era affatto incline a queste cose e in secondo luogo perché non era quello il tipo di attrazione che provavo verso di lui. Però a nostro modo ci amiamo e ci vogliamo bene. Non so se a voi questa sembra una storia gay o un’assurdità, perché mi rendo conto che qui ci manca il finale della favola, però le cose sono andate proprio così.
Però c’è stato un momento in cui mi sono sentito molto in difficoltà. Una sera mi dice: “Ti dispiace se la prossima volta da me non siamo soli?” Gli dico che possiamo benissimo vederci un altro giorno, ma mi risponde che ci tiene moltissimo che io ci sia. Io chiedo: “Ma chi è?” e lui mi dice che è una sorpresa. Io non ho la faccia di dirgli di no ma temo che lui mi voglia presentare qualcuno e sono molto imbarazzato... anzi, diciamo la verità, sul momento l’ho proprio odiato per questa proposta. Mi si era squalificato di colpo, non lo stimavo più, mi chiedevo come avessi potuto perdere tempo appresso a un individuo così grossolano, come avessi fatto a non capirlo fin dall’inizio. Nei giorni successivi mi accennava sempre a sabato e mi irritava moltissimo.
Finalmente sabato arriva. Mi vesto bene perché so che ci saranno ospiti e mi presento a casa sua. Mi fa sedere, mi dà un aperitivo, poi suonano, io sento salire una specie di fastidio per la recita che sta per cominciare... poi mi vedo i due ragazzi del quinto piano, mi giro verso di lui con uno sguardo che diceva tutto. Posso solo dire che è stato uno dei giorni più belli della mia vita. Che ragazzi erano quelli! E come ci si stava bene! ... Adesso voi mi potrete dire che la cosa vi sembra strana però questi sono momenti di felicità che non si dimenticano più.... Anche questo è essere gay.
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venerdì 14 marzo 2008

RAGAZZI GAY ED AFFETTI FAMILIARI

Che rapporti ci sono? Secondo me, cose che hanno un senso e niente affatto banale... così, adesso, solo per dire, tu magari pensi: c’hai il ragazzo... e che ti manca! ... però la vita non è solo quella col ragazzo... ci sono anche altre cose. Adesso chiacchierare così in astratto di queste cose è strano però nella vita di ciascuno di noi contano tante cose, magari non si vede, sembrano cose stupide ma ci sono. Le persone che per te sono importanti hanno tutte ruoli diversi e sono ruoli che non si sovrappongono, il ragazzo ce l’ho... e questo è importante lo so... ma serve anche altro... cioè ci sono tanti tipi di coccole, certe te le può fare solo il tuo ragazzo, va bene, ma altre no, ma io dico, che ne so, un incoraggiamento, o il fatto che si resti a parlare insieme anche sei si parte da punti di vista diversi, il fatto che magari lui sa di te e non ti giudica, che ti accetta come sei. Adesso, nella vita mia sono mancate tante cose proprio da quando ero ragazzino, a livello familiare, diciamo, io allora le coccole le avrei volute, le avrei volute disperatamente e invece per me non ci sono mai state. Quando facevo una cosa, siccome l’avevo fatta io, era per forza una cosa stupida... beh... permetti che sentirmi dire che conto qualche cosa mi fa piacere. Parliamo sì, parliamo tanto, specialmente quando il mio ragazzo non c’è... e per me ha un senso, non è una cosa solo per riempire il tempo... cioè se uno ti sta a sentire e parla con te per ore... beh, qualche cosa vuol dire... ma certe volte arriviamo pure ai ferri corti, gli dico pure qualche cattiveria... sì, sulle cose che fa... insomma cattiverai no, non mi viene, però parlo senza peli sulla lingua e pure lui si arrabbia con me... sempre, sai, in modo molto pacato, ma deciso... mi fa la predica... e a me la predica in quel modo non me l’ha mai fatta nessuno. A casa mia se ne sono infischiati sempre tutti oppure hanno solo saputo giudicare e m’hanno fatto stare male, io l’affetto dei miei l’ho cercato tanto... te l’ho detto... ma proprio disperatamente e non l’ho mai avuto. La mia non era nemmeno una famiglia, io ero la pecora nera... sai, uno gay... insomma si sporca proprio l’onore della famiglia e me l’hanno fatto pesare in tutte le maniere... Insomma mi sarebbe tanto piaciuto vivere in una famiglia vera... perché per un ragazzo gay la famiglia è fondamentale, se non ti supporta tanto o ti ostacola addirittura, la tua famiglia ti può distruggere dentro... perché la libertà va bene ma la vita vera non è solo quello... stare soli è proprio brutto... Con lui, che ne so, c’è un po’ un “effetto famiglia”... non so come spiegarmi, mi fa piacere quando trovo un suo messaggio, cioè non è che non campo se non lo trovo, ma se ce’è mi fa piacere e a vedere se c’è ci vado spesso. Per esempio... del mio ragazzo dice solo cose positive. A Marco gliel’avevo detto tante volte: “Un giorno o l’altro te lo faccio conoscere...” Marco era diffidente, non ne voleva proprio sapere ma tanto ho insistito che l’ho convinto, io non sapevo che cosa sarebbe successo e un po’ ero ansioso, poi ci siamo visti tutti e tre... io pensavo che avremmo parlato, e invece no... ci siamo solo salutati, poi lui ha detto che il pomeriggio era bellissimo e che io e Marco dovevamo passarlo insieme, non insieme con lui, insieme io e Marco... A Marco è piaciuto, ha detto che è sorridente e che è una persona positiva... almeno così l’ha visto per una volta... poi l’argomento è caduto così... In certi periodi non lo sento anche per diversi giorni, anche dieci giorni, ma so che non si è dimenticato, quando ci si risente è come se ci si fosse sentiti il giorno prima... cioè è proprio una cosa di tipo familiare... no... una cosa come dovrebbe essere una cosa di tipo familiare perché la mia non è stata così per niente... un po’ è sostitutivo di un ambiente familiare e poi c’è una cosa che mi colpisce molto, che alla fine ragioniamo più o meno nello stesso modo, se una cosa per me ha un senso importante lui lo capisce, cioè davanti a tante cose ragiona un po’ come me... non è un fatto banale, non è un confronto tra sordi o tra mondi diversi... siamo dello stesso mondo e io a capire quello che pensa di me ci tengo moltissimo... io non lo vedo mica come un concorrente di Marco e non ci si vede nemmeno lui, non c’entra proprio niente... ah, un’altra cosa non si arrabbia mai veramente... cioè con me... magari non è d’accordo... però si discute e non si distrugge niente e un po’ mi sento importante e penso pure lui. Ti sembra strano eh? Marco non ne è geloso per niente e tante volte mi chiede: “Ma che t’ha detto?” e io gli racconto di che cosa abbiamo parlato. Adesso non lo sento da una settimana e un po’ mi manca, ma stasera lo cerco, lui non mi chiama mai ma non è per disinteresse, questo lo so. E’ un amico sì, questo sì, un amico vero, forse qualcosa di più, una specie di fratello che so che mi pensa... ma no, guarda non in modo stupido o chissà perché... proprio perché ci si vuole bene anche cosi. Io adesso sto meglio perché c’è... se non ci fosse mi mancherebbe, mi ridimensiona, nel senso che mi fa vedere le cose per quelle che sono, un po’ mi dispiace quando mi spara a zero sui sogni, però forse serve anche quello però mi piace molto quando mi demolisce le preoccupazioni e mi dice che va tutto bene e che non ho motivi seri di preoccuparmi, finora ha avuto sempre ragione, più o meno, e un certo effetto rassicurante su di me ce l’ha, lui le cose le vede da lontano, ha altre prospettive, questo si sente, però per me alla fine dei conti è importante lo stesso, cioè mi può dare cose che alti non mi possono dare. Lo so che è difficile da credere ma è così... e lui dice che io per lui sono importante e io lo so che è vero... e lo sa pure Marco... eppure non c’è stato mai nessun problema ... sono altri piani, piani paralleli che non si toccano, un po’ io la mia famiglia me la sono ricostituita così...

Se volete, potete partecipare alla dscussione su tema aperta nel FORUM di PROGETTO GAY:
http://progettogay.forumfree.net/?t=26066341 .

venerdì 22 febbraio 2008

FAMIGLIA GAY ALLARGATA

Questo post mi viene dal cuore e rappresenta una riflessione serissima anche se per chi ha pregiudizi, cioè crede di sapere e non sa, quello che sto per dire potrebbe risultare molto strano.Famiglia gay... ok! Costruita sul modello della famiglia etero: una coppia stabile con una prospettiva di ipotetici figli, ecc. ecc., sì, sembra tutto ok... forse potrebbe anche essere tutto ok in un altro mondo, in un altro clima sociale, con un altro livello di civiltà e di consapevolezza. In realtà, quanto meno finché la situazione non cambierà radicalmente a livello sociale le ipotesi di una famiglia gay composta da una coppia stabile e da ipotetici figli è un’idea che serve solo come simbolo di una strada aperta verso il futuro.Ma quale dovrebbe essere la molla di fondo che tiene insieme una famiglia gay di quel tipo? Il sesso... sì quando si ì giovani potrebbe anche sembrare una motivazione sufficiente, l’affettività di coppia, il reciproco volersi bene e sostenersi in situazioni di difficoltà? Certo questo potrebbe essere un buon cemento per tenere unita la coppia, ma poi c’è il problema dei figli... in provetta, con madri in affitto o come vi pare sarebbero comunque figli biologici di uno solo dei componenti della coppia. Ma io mi chiedo, non avrebbe più senso pensare che una famiglia gay non debba essere ricalcata su nessun modello precostituito? Ebbene io un modello alternativo assolutamente originale e originario di famiglia gay ce l’ho eccome! E’ un modello di famiglia gay allargata. Per me la famiglia gay dovrebbe essere un gruppo di solidarietà e dovrebbe reggersi sull’esperienza affettiva del volersi bene. Volete sapere quale è il mio modello di famiglia gay? Il mio modello è il gruppo di ragazzi che si è costituito intorno a Progetto Gay. Ditemi quello che volete ma io penso che si tratti veramente di una famiglia. Ci si vuole bene, ci si sostiene reciprocamente, si è amici, si parla in modo libero, ci si sente accettati e direi qualche volta coccolati in una dimensione affettiva tipicamente familiare. Giorni fa avevo censurato dei post di Loki e di Fabiomatteo che uscivano un po’ dai limiti in cui questo blog si deve mantenere. Ebbene io ho avuto il timore che questo fatto potesse mettere in crisi i miei rapporti con questi ragazzi, poi ho parlato con Fabiomatteo e gli ho spiegato il mio punto o di vista e non è andato in crisi proprio nulla, anzi abbiamo parlato in modo serissimo e ci siamo salutati in modo autenticamente affettuoso con un sentitissimo “Ti voglio bene!” che non era per niente una formula di cortesia. Poi ho parlato con Loki e non si è posto nessun problema. I rapporti che ho con questi ragazzi non possono andare in crisi per delle banalità, il motivo è uno solo, perché ci si vuole bene e ci si stima a livello umano in modo profondo, per me sono parte della mia famiglia. Cito solo loro ma il discorso coinvolge in modo vario tutti i ragazzi. Con qualcuno si creano delle consuetudini di fiducia e di attenzione reciproca veramente speciali, si condividono le preoccupazioni, ci si impegna per le stesse finalità, si sta male nelle stessi situazioni. Ricevo messaggi di una serietà di una profondità che non ho mai visto in nessun’altra situazione. Quando ho dei dubbi, cosa che mi capita quasi ogni giorno, trovo un ascolto autentico, un consiglio, un confronto. Non mi sento solo, sento che si sono cerati dei legami e di questi legami sono felice. Quando vado al lavoro, spesso nella pause penso ai ragazzi di Progetto Gay e li sento presenti, so che non sono una mia fantasia, che sono ragazzi veri... e che ragazzi! Qualche volta per qualcuno ci sto anche male. Qualche volta, se so che c’è qualcuno che non sta bene, non ci dormo le nottate intere, se poi in una situazione del genere non riesco ad avere contatti mi prende proprio una specie di angoscia... ma quando poi il contatto si ristabilisce e riesco ad avere notizie mi sento in paradiso e mi prende un senso straordinario di felicità. E quello che mi lascia incantato è che tra i ragazzi ci sia un rispetto reciproco profondo e una dimensione di solidarietà straordinaria nonostante le differenze talvolta non piccole di punto di vista. E’ stupefacente l’idea di sentirsi gruppo, di sentirsi in qualche modo famiglia. Alcuni ragazzi di Progetto Gay si sono incontrati qualche giorno fa e hanno passato una giornata insieme. Uno di loro mi diceva: “Era incredibile la sensazione di conoscersi da sempre!” In sostanza l’incontrarsi in chat e il parlare per ore ha fatto di questi ragazzi un gruppo, un gruppo di amici che si vogliono bene... ma io vorrei dire un’altra parola, una famiglia, una famiglia senza vincoli di parentela, una famiglia legata solo da vincoli affettivi ma una famiglia vera in cui la solidarietà e il volersi bene solo le uniche cose necessarie... Quando torno a casa dal lavoro e mi metto al computer e mi sento tante chiamate in chat e vedo tanti messaggi e commenti sui blog... mi chiedo: che cosa sarei io se non avessi questa famiglia che si è creata da sé? Sarei un ometto piccolo piccolo, senza scopo nella vita, uno che non dovrebbe preoccuparsi di altro che di se stesso... ma io mi sento un leone e quando mi rendo conto che anche gli errori che commetto (e ne commetto!) non sono in realtà distruttivi perché al fondo di questa famiglia gay c’è un legame affettivo vero che non crolla nemmeno di fronte alla mia stupidità o alla mia ingenuità, quando mi rendo conto che non sono solo e dove io non arrivo altri possono arrivare, quando mi rendo conto che questi altri possono fare le cose cento volte meglio di come posso farle io e in realtà le fanno... beh... allora me la sento veramente una famiglia intorno, una famiglia che non giudica i miei errori ma che mi capisce e che mi vuole bene, che mi supporta e mi conforta, che mi fa sentire un affetto vero al di là ogni possibile immaginazione! Ragazzi! Vi voglio bene!!!Dedico questo post ad uno di voi per il quale ho passato la notte scorsa senza chiudere occhio. Non so se leggerà questo messaggio ma vorrei dirgli che gli voglio bene e che gli sono vicino.
Se volete lasciate un vostro commento nella discussione sul tema aperta nel FORUM DI PROGETTO GAY http://progettogay.forumfree.net/?t=25401374

domenica 13 gennaio 2008

NATALE

Leggendo questo brano, mi è ritornato in mente quanto scritto l'anno passato sul mio diario la sera del 24 dicembre.
Non ho vissuto certo una tragedia come quella di Valerio (vedi post
Natale gay 2001), però a mio modo il problema con la mia omosessualità c'è, e a Natale tutto si acuisce. A ben vedere nulla è cambiato dallo scorso anno...
"Odio il Natale, è da qualche anno ormai, da quando cioè i miei desideri si sono infranti e la speranza è troppo pesante da portare.
Odio il Natale per la mia solitudine.
Odio il Natale per la mia tristezza.
Odio il Natale perché tutto dev'essere scintillante perfetto felice e mi fa sentire ancor più misero.

Sono solo col mio taccuino perché in questi giorni mi è più difficile affrontare la vita.
F. l'altra sera si è stupito di come i libri siano i miei unici compagni, armi a doppio taglio, scudo e pugnale pronto a colpire assieme.So che adesso vorrei essere su un'isola deserta con tanta luce e con tanto calore, dove la mia diversità non conti, solo con me stesso per capire me stesso, per ritornare e trovare il mio posto in questo mondo, per donare tutto quell'amore che sento di avere ma di cui nessuno ancora parrebbe essersi accorto.Credo proprio che stanotte Babbo Natale non passerà per me!Ho comprato un libro ieri sera, il mio regalo di Natale: un libro fotografico sulla Spagna, così ricco di luce e di calore, di quel paese che per me, prima ancora che luogo fisico, è diventato luogo dell'anima in cui cacciare tutte le mie aspirazioni, quasi che così facendo riuscissi a compenetrare la sua vita, a poterne far parte un poco anch'io.
Non so come sia la Spagna , ma penso che avrei voluto comunque condividere questi mesi assieme a lui: ancora oggi mi chiedo perché non abbia scritto Barcellona, perché non abbia deciso di fare quell'erasmus assieme.
Lui dice di non essere cambiato: non so se sia vero. So di certo che noi siamo cambiati, la nostra vita lo è, anche senza il nostro volere.
Sento che le nostre esistenze stanno cambiando, e non solo per distanze fisiche. Forse stiamo crescendo: lui sta affrontando la vita come sempre a testa alta, mentre io sto chiudendomi sempre di più in me stesso.Le mie timide aperture sono state soffocate e mi sto accorgendo che la mia realtà non è pronta ad accettarmi.
Sogno un Natale in cui poter spiccare il volo, finalmente anch'io, semplicemente per quello che sono e con la vicinanza di una persona al mio fianco."
Nightbird

venerdì 28 dicembre 2007

COME NASCE UN AMORE GAY

Federico, io lo chiamo Chicco, mannaggia quante me ne ha fatte... però gli voglio un bene folle... io, vabbe’... insomma, prima ero un po’ scapestarello, diciamo scafato, cioè l’imbarazzo non sapevo nemmeno che cosa fosse, avevo avuto storie più o meno serie con 4 o cinque ragazzi, in tre anni, forse troppe storie... diciamo che io ero piuttosto disinibito... sì... cioè i ragazzi mi sono sempre piaciuti e pure tantissimo, sono teneri, non lo so, stare vicino a loro mi dà tantissimo... beh... non è solo una cosa filosofica... insomma un bel ragazzo è bello e ti fa pure un cero effetto, cioè lo desideri proprio, io lo dico fuori dai denti, mica mi vergogno, un ragazzo mi piace perché mi stimola sessualmente... se no... può avere pure il cervello di Einstein ma a me non dice nulla... io non sono di quelli che restano affascinati al livello mentale, per me deve scattare proprio la reazione fisica... dai che hai capito... vabbe’... il guaio è che a me questa cosa mi capita spesso, cioè non dico proprio con tutti i ragazzi che conosco... però mi capita eccome... e allora... vabbe’, che c’è? Oh... è così... quando mi capita io non è che mi faccio troppi problemi... ci provo... un po’ paura di essere sputtanato ce l’ho ma non è mai successo e poi io il radar gay ce l’ho e fino adesso c’ho beccato... Io ho campato così, diciamo dai 16/17 anni fino ai 22, il primo contatto sessuale vero... vabbe’ sempre una cosa relativa, ma di sesso in termini espliciti con un altro ragazzo ce l’ho avuto a 19 anni... non era male ma non era nemmeno tutta questa cos travolgente... e allora uno in genere si deprime oppure si sta un po’ calmo... ma tu mi ci vedi a me? ... Io ho detto: “Questo è così... ma io me ne trovo uno meglio!”... e poi, uno dopo l’altro... beh! Che ridi? ... Non fare il cretino... oh... succede... vabbe’ due anni fa ho conosciuto Federico all’università... lui aveva 21 anni, stava nel corso mio, un anno dopo di me. Io gli esami li ho sempre fatti... però non c’ho mai avuto la fissa del primo della classe, cioè a lezione ci vado... ma se per caso mi trovo un ragazzo caruccio me ne vado in giro con lui e a lezione non ci vado proprio... oh! Mica mi pigliano gli scrupoli... un’ora di lezione e pure due le posso perdere, ma un ragazzo caruccio non me lo voglio perdere proprio... Vabbè... io lo vedo, ma manco m’ha fatto tutto questo grande effetto, caruccio è caruccio, ma ci sta pure di meglio, almeno, così, fisicamente, dico... Io allora a ragazzi stavo un po’ a secco... e mi sono detto: “Io ci provo!”... Mi avvicino, lo saluto... non so che pensare, il mio radar è disorientato... ho detto... “Ma non è che qui mi imbarco con etero?” ... Mi serviva qualche elemento in più. Chicco parlava solo di esami, niente ragazze... sai... è già molto... però la tramvata la puoi sempre prendere... allora ho detto: lasciamo perdere... lui non mi dava corda... insomma se un ragazzo ci sta, anche solo a chiacchierare lo capisci... ma lui era da manuale e mi faceva venire certi nervi! Parlava come un libro stampato e io ho detto: “Ma vaff... tu e tutta la spocchietta che c’hai! Io me ne trovo un altro!”... Così ho detto eh... però, sai, una cosa è dire e una cosa è quello che ti succede dentro... Sono andato a lezione e ho continuato a pensare a Chicco, io allora manco sapevo come si chiamasse... poi avevo due ore di pausa, in genere me ne vado in biblioteca perché è il posto ideale per guardarsi i ragazzi più carucci, ti metti lì con un libro davanti a fai finta di leggere... vabbe’, stavolta in biblioteca a fare il gaywatching non ci sono andato e mi sono messo a cercare Chicco in giro per l’università, non potevo entrare nelle aule dove c’era lezione ma io lo stavo cercando e mi sono detto: “Caro Sandro, ma tu ti stai rimbecillendo del tutto! ... Tu che corri appresso a un ragazzo che sì e no se t’ha guardato in faccia!”... oh... era così! Vebbe’ insomma, lo trovo nella biblioteca piccola del secondo piano... mi vado a sedere vicino a lui... perché io qualche volta sono proprio un disgraziato... ma mica si scompone... niente! Nemmeno un segno minimo, mi saluta, mi fa cenno di stare zitto perché lì non si può parlare... allora gli scrivo su un foglio: “A che ora vai vita? Così facciamo due chiacchiere”. Mi risponde “Adesso devo studiare perché ho un esame tra 20 giorni, ma grazie della proposta”. Una risposta ambigua e più provocante allo stesso tempo... io facevo finta di leggere e poi ogni tanto lo guardavo ma lui non mi guardava mai, pensava solo al libro... Lo guardo una volta, due e tre e poi mi rompo. Eh no! Io non posso perdere tempo appresso a questo! Mi sento un cretino, mi alzo per andarmene, gli faccio ciao con la mano, risponde allo steso modo, mi guarda e mi strizza l’occhio... Ma l’animaccia sua! Mi strizza l’occhio... non mi saluta come ci si saluta tra colleghi, mi strizza l’occhio... Io ormai l’avevo salutato. Me ne vado. Oh! Non riuscivo a togliermelo dalla testa... I giorni successivi l’ho visto sempre in biblioteca a studiare... io entravo, lo salutavo, lui mi strizzava l’occhio, poi un giorno mi fa segno con le mani – 10, come a dire che agli esami ci mancavano dieci giorni, poi abbiamo fatto il conto alla rovescia giorno per giorno. Sono andato a sentirlo agli esami ed era una cosa mostruosa, io delle cose che sapeva lui non ne sapevo nemmeno la metà. Ero arrivato quando lui stava già sotto e pensavo che si fosse fatto accompagnare da qualcuno ma non era così. Si è preso il suo 30 e lode (cose che io me le sogno!) come se niente fosse, poi si è avvicinato a me... e mi ha detto: “Eccomi...” Siamo usciti, mi ha invitato a fare colazione con lui. Parlava poco, era formale, io non sapevo che fare, un po’ mi sentivo a disagio, non tradiva nessuna emozione. Non sapevo proprio diavolo fare. Gli ho detto che era simpatico e che ero contento che l’esame gli fosse andato bene... il dialogo era lentissimo, al limite del’impossibile. Dopo due ore abbiamo preso la metro ma lui andava molto più lontano di me. Ero turbato e parecchio. Insomma il giorno appresso lo rivedo e passiamo due ore insieme, due ore strane ma non due ore perse, lui non se ne andava e io nemmeno, anche se non si parlava di nulla... insomma, siamo andati avanti così per qualche girono, oramai il fatto di vedersi e di parlare un po’ era diventato una cosa ovvia. Io mi sono detto: “Se non mi butto io qui finiamo impantanati”. Così un giorno, dopo un po’ di convenevoli generici, gli dico che dovevo dirgli una cosa importante e che volevo un po’ di riservatezza, ce ne andiamo fuori dall’università e gli dico: “Senti... io te lo devo dire, io sono gay”. Lui non si scompone, mi dice che lo aveva capito e che la cosa per lui non è un problema, ma la riposta che volevo da lui non era quella... e allora gli faccio la domanda diretta: “Ma tu sei gay?”... Mi dice solo “Sì” e non aggiunge una parola, non si scompone per niente nemmeno nel dirlo... allora insisto: “E se mi fossi innamorato di te?”... e lui comincia tutto un discorso stranissimo, mi dice che non è innamorato di me, poi mi chiede che cosa vuol dire innamorato... e io non so che dire... continuiamo a parlare... poi mi dice che si vede che io gli voglio bene ma lui pensa di non volermene, mi dice che all’amore non ci crede. Mi faccio coraggio e gli dico che io lo desidero proprio a livello sessuale, nel dirlo temo la sua reazione... mi risponde che anche lui mi desidera ma questo con l’amore non c’entra niente e che quello che prova lui non è amore ma solo egoismo, perché in fondo di me come persona non gliene importa nulla... mi dice che non farà mai l’amore con me perché non vuole giocare coi sentimenti... è turbato, molto turbato... gli propongo di fare un giro in macchina, accetta... Andiamo fuori città, non so che fare, non parla. Faccio un gesto azzardato, gli prendo la mano, il primo contatto fisico con Chicco. Io che ne avevo fatte di tutti i colori con lui mi sentivo imbarazzato, turbato... lui aspetta qualche secondo, evidentemente non sa che fare, non ritira la mano, non la ritrae ma non stringe la mia... passano decine si secondi da incubo, poi finalmente mi stringe la mano e la stringe fortissimo quasi a farmi male... poi si mette a piangere e dice che a volermi bene veramente non ci riuscirà mai. Prendo un fazzolettino, gli asciugo le lacrime mi fa un mezzo sorriso... lo sento vicinissimo ma non ho il coraggio di baciarlo. Restiamo in silenzio in macchina per moltissimo tempo senza guardarci in faccia, mano nella mano. Ogni tanto mi stringe più forte. Poi mi dice: “Riaccompagnami a casa, adesso sto bene, ma non ti voglio illudere”. Io sollevo la sua mano e la bacio, lui lascia fare, ormai il momento magico sembra finito, rimetto in moto e lo porto sotto casa. Mi saluta dandomi una carezza lievissima sulla mano, non aveva mai fatto una cosa simile... poi mi dice. “Con me devi avere molta pazienza... ti prego non mi abbandonare...” Lui è sceso, io pure, non se lo aspettava, l’ho abbracciato strettissimo e l’ho sollevato da terra, gli ho fatto proprio fare un giro di 360° senza toccare terra, poi l’ho baciato. Piangeva! La nostra storia è cominciata così!