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domenica 24 gennaio 2016
DA ETERO A GAY: LA SCOPERTA TARDIVA DELLA PROPRIA SESSUALITÀ
STORIE DI OMOSESSUALI TRA 800 E 900 – parte tredicesima
Prosegue la pubblicazione delle Storie annesse al trattato sull’inversione sessuale di Havelock Ellis.
Nella Storia n. 27, che potete leggere qui di seguito, si può seguire il percorso di emersione della omosessualità in un ragazzo americano di fine 800. Nella storia si ha una chiarissima esemplificazione di un concetto fondamentale riguardante la sessualità: l’imprinting sessuale (cioè le prime esperienze sessuali o para-sessuali vissute in età infantile).
Da una lettura attenta risulta chiaramente che l’imprinting, nel caso specifico molto forte e molto anticipato, e la facilità nel procacciarsi sesso etero, hanno reso impossibile l’emersione della omosessualità fino all’età adulta. Aggiungo che l’assenza della masturbazione dovuta alla facilità e alla frequenza del coito eterosessuale, privava di fatto il ragazzo di un elemento fondamentale per il riconoscimento del proprio orientamento sessuale.
Buona lettura!
STORIA 27
H. C., americano, 28 anni, possidente, non sposato, il maggiore dei due figli. La sua storia può essere meglio espressa con le sue stesse parole:
“Io sono, dalla parte di entrambi i genitori, di ascendenze inglesi molto antiche, essendo i primi coloni del mio nome arrivati nel New England nel 1630. Sia la famiglia di mio padre che quella di mia made sono state prolifiche di soldati e statisti; la famiglia di mia madre diede un presidente degli Stati Uniti. Per quanto ne so, nessuno dei miei predecessori ha fatto sospettare stranezze mentali, ad eccezione di uno zio materno, il quale, per eccesso di studio, divenne folle per un anno.
“Sono laureato in due università con una laurea in belle arti e una in medicina. Dopo un anno come medico in un ospedale, abbandonai la medicina del tutto, per seguire la letteratura, una predilezione che avevo dall’inizio della fanciullezza.
“Mi sono svegliato al sentimento sessuale all’età di 7 anni, quando, in una piccola scuola privata, intravedendo le cosce nude sopra le calze delle mie compagne di scuola femmine, mi esaltavo vagamente. Questo feticismo, è cresciuto più definitamente centrato alla fine sulle cosce e poi su tutta la persona di una ragazza in particolare. Il mio primo sogno tinto di sessualità fu su di lei, mentre lei mi stava vicino io schiacciavo il mio pene sopra un’incudine rovente e poi, in beatifica auto-immolazione, esponevo il moncherino carbonizzato ai suoi supplicanti occhi rotondi. Questo amore, però, diminuì all’arrivo di una nuova ragazza nella scuola, che, non più bella, ma più formosa, esercitava una forte attrazione sulla mia sessualità nascente. Un pomeriggio, nella soffitta della scuderia di suo padre, mi indusse a spogliarmi, dando lei stessa l’esempio. L’erezione che le nostre manipolazioni reciproche produssero fu per me senza impulso cosciente, provai solo una curiosità infantile vedendo la nostra differenza genitale. Ma l’episodio diede l’avvio a capricci stravaganti, uno dei quali con insistenza mi ossessionava: con queste differenze fisiche, ovviamente, compensatorie, perché io e quella ragazza non avremmo dovuto realizzare un qualche tipo di rapporto sessuale? Questa fantasia, derivante esclusivamente da quell’esperienza unica, mi affascinò solo con quello che aveva di grottesco, perché in quel momento la mia sensibilità sessuale non era che rudimentale e la mia conoscenza del sesso era nulla. L’idea bizzarra, presentata alla ragazza altrettanto ignorante e da lei approvata, nacque nella soffitta dell’aia paterna e là, in modo molto pasticciato, giunse a un compimento sorprendente e piacevole.
“Nei quattro anni successivi ho ripetuto l’atto non di rado con questa ragazza e con altre.
“Quando avevo 11 anni io e mia sorella fummo portati dai nostri genitori in Europa, dove rimanemmo sei anni, frequentando la scuola ogni inverno in una città diversa e viaggiando, durante l’estate, in diversi paesi.
“All’estero il mio desiderio fu saziato al massimo grado: la disponibile ragazza compagna di giochi era onnipresente, e io la maneggiavo con ardore negli alberghi svizzeri, negli stabilimenti termali tedeschi, nelle pensioni francesi, dove non l’ho fatto? Verso la pubertà per la prima volta ho fatto ricorso, qualche volta, alle prostitute.
“Alla masturbazione, eccetto alcuni esperimenti, non ho mai fatto ricorso. Pochi dei miei compagni di scuola la praticavano dichiaratamente.
“Di omosessualità avevo sentito qualcosa esclusivamente attraverso i classici, in cui, senza lunga ponderazione, riconoscevo solo il nostro cameratismo moderno, poeticamente esaltato, mascherato con gli abiti con la fraseologia antica. L’omosessualità non riuscì mai ad annidarsi dentro di me e non trovò nessuna consonanza nella scala delle mie simpatie, non possedevo nessuna pietra di paragone per tradurre le esibizioni di quegli amori ambigui in messaggi infuocati Il rapporto con il mio sesso consisteva, intellettualmente, in un’amicizia occasionale priva di forte affetto, e fisicamente, in un blando antagonismo, il corpo nudo di un uomo era per me alquanto repellente. Le statue di donne mi evocavano una risposta sia carnale che estetica, quelle degli uomini, non mi suscitavano alcuna emozione, salvo un approfondimento di quella antipatia originaria. Allo stesso modo accadeva per i dipinti, la letteratura, il dramma, gli uomini servivano solo come complemento per le deliziose fanciulle, che visitavano i miei serragli aerei e mi leccavano nei miei rosei sogni.
“Nel mio diciottesimo anno tornammo in America, dove entrai all’università.
“Il corso del mio amore per le donne era ormai un po’ irregolare, il rapporto sessuale normale cominciò a perdere fascino. Già avevo definito, senza l’aiuto di nessuno la logica del coito, così ora l’immaginazione, brancolando nel buio, concepì un nuovo impulso per il desiderio, il cunnilingus. Ma questo, anche se per un po’ fu abbastanza adeguato, presto cessò di soddisfarmi. In quel frangente, il Natale del mio primo anno di college, fui nominato direttore di una piccola rivista, una pecca precoce del modo di procedere di questa rivista fu la scarsità di storie d’amore. Tale abbandono improvvido era in linea con il mio modo deviante di vedere le donne, un modo di vedere che mi era stato dato dalla auto-dissipazione del glamour attraverso il quale si voleva che apparissero. Avevo vagato in qualche modo dietro le quinte e avevo visto, senza l’intervento delle luci della ribalta del sesso, che le fate una volta così raggianti si riducevano ad una umanità imbellettata, simpatica come sempre, ma non più desiderabile.
“Poco dopo, si cominciò a parlare del caso di Oscar Wilde. I resoconti dei giornali su questa faccenda, mentre mi illuminavano, non accendevano alcuna luce di auto-rivelazione; correggevano soltanto alcune inutili congetture che, su alcuni vizi mistici, avevo sentito sussurrare. Qua e là un’allusione giornalistica ancora troppo recondita mi veniva faticosamente chiarita da un compagno di studi effemminato, che, immagino ora, non avrebbe mostrato alcuna reticenza se lo avessi pregato di aggiungere una dimostrazione pratica. Acquistai anche delle fotografie di Oscar Wilde, le guardavo sotto gli auspici untuosi di quello stesso svirilizzato mentore blandiloquente. Se il mio interesse per Oscar Wilde derivava da qualche altra emozione che non fosse la curiosità piuttosto morbosa allora quasi universale, non ne ero comunque consapevole.
“I sogni erotici, preclusi fino ad allora dal coito, vennero subito ad affliggermi. I protagonisti di questi sogni erano (e sono tuttora) invariabilmente le donne, con questa sola eccezione che io posso ricordare: sognai che Oscar Wilde, una delle mie fotografie di lui incarnata, si avvicinò a me con un languore buffonesco e eseguì una fellatio su di me, un atto che mi era stato spiegato verbalmente poco prima dal mio oracolo. Per un mese o più, il ricordo di questo sogno mi disgustò.
“I pochi tentativi successivi, timidi e svogliati, di ripristinare la mia attività sessuale erano predestinati a fallire, anche perché avevo temuto che lo fossero: l’erezione era incompleta, l’eiaculazione senza piacere.
“Sembrava che ci fosse qualcosa di sbagliato in questo comportamento. Perché coito senza desiderio sensuale del coito? Nessun senso del dovere mi spingeva, né alcun timore di un’aberrazione sessuale. La spiegazione è questa: l’attrazione per le donne non era stata eliminata, ma semplicemente sublimata, la mia immaginazione, che non importava più le immagini delle donne dall’osservazione, creava le proprie sirene deliziose, una volta diventata esigente e trascendente, si rivolgeva invano alla realtà. La sostanza era svanita stabilmente, e presto anche queste sue ombre tormentose divennero via via più evanescenti, finché anch’esse svanirono nel nulla .
“Gli antipodi della sfera sessuale vennero sempre più verso la luce della mia tolleranza. L’inversione, fino ad allora macchiata da una leggera ripugnanza, divenne alla fine esteticamente incolore, e poi riprese delicatamente colore, in un primo momento solo attraverso la pietà verso le sue vittime, ma alla fine, il colore si fece più marcato con l’inclinazione semicosciente ad applicarla a me stesso come una remota possibilità. Questa rivoluzione, però, non avvenne senza una spinta esterna. Il tono prevenuto di un libro che stavo leggendo, Psychopathia Sexualis di Krafft-Ebing, incitando il mio sdegno, mi portò alla simpatia. Il mio prendere le difese degli omosessuali, puramente astratto anche se era solo un inizio, comportava però il mio guardare le cose con occhi ipoteticamente invertiti, un orientamento per amor di discussione. Dopo un po’, insensibilmente e non in un momento ben preciso, l’ipotesi si fuse con la realtà: io stesso ero un invertito. L’inversione occasionale e fittizia non si era mai sovrapposta, credo, a questa vera inversione, ma piuttosto una vera e propria inversione, dormiente per tutti quegli anni, aveva semplicemente risposto alla fine ad uno stimolo forte e abbastanza prolungato, come un uomo che si risveglia quando è chiamato ad alta voce.
“Nel presentare me stesso così sessualmente trasformato, non affermo di aver avuto fin dall’inizio una qualche inclinazione definitiva. L’istinto, così evoluto da poco tempo, rimase per un po’ offuscato. La sua espressione primaria era un interesse debolmente sensuale per le caratteristiche fisiche dei ragazzi specialmente nelle loro somiglianze con le donne. A questo interesse non opponevo alcuna disapprovazione; dato che la lascivia con le donne in molte e diverse situazioni aveva molto tempo prima intossicato la mia coscienza sessuale fino a portarla alla letargia, nessun ragionamento si oppose al tentativo di ricostituire quella coscienza sessuale. D’altra parte, il piacere intellettuale per le promesse del nuovo mondo, così come la sensualità, mi conducevano alla sua esplorazione deliberata. Eppure, per un anno, il desiderio si fermò ad una vera libidine su nulla di più concreto dei giovani, la coabitazione coi quali era la mia unica fantasia.
“Un giovane chirurgo, dopo aver letto la mia copia della Psychopathia Sexualis, si mise una sera a discutere sugli invertiti con tale gusto che gli chiesi ingenuamente se lui stesso fosse invertito. Diventò rosso, se confermativamente o altrimenti non potevo immaginarlo, nonostante il suo no veemente. Immediatamente ritirò molto sottilmente la sua negazione. Ma alla sua domanda, in risposta alla mia, io mantenni il mio no, per paura che mi proponesse qualche atto sessuale, un cosa che l’estetica della mia inversione sessuale in pieno sviluppo non avrebbe ancora permesso, i ragazzi della mia immaginazione dominavano ancora la scena.
“Una sera, subito dopo, mi scortò a molte delle caffetterie dove gli invertiti sono soliti radunarsi. Questi luoghi di incontri amorosi segreti erano tutti molto simili: un lungo corridoio, con l’orchestra ad una estremità, tavoli in marmo lungo le pareti, che lasciavano il pavimento libero per ballare. Attorno ai tavoli sedevano ragazzi e giovani, Adoni sia per effetto dell’arte che della natura, disponibili per un drink o una chiacchierata col Samaritano di turno, e timidamente venivano importunati per i piaceri per i quali, al piano di sopra, c’erano piccole stanze in affitto. Uno dei ragazzi, supportato dall’orchestra, cantava “l’aria dei gioielli” del ‘Faust’. La sua voce aveva la limpida, tremula purezza di un clarinetto, e il suo volto la bellezza di un angelo. La canzone si concluse, lo invitammo al nostro tavolo, dove si sedette a sorseggiare un brandy liscio, mentre rispondeva beffardamente alle mie domande libresche. I ragazzi prostituti che abbelliscono queste sale, ci informò, avevano nomi fantasiosi, alcuni di attrici famose, altri di eroi del teatro, il suo nome era Dorian Gray. I rivali, si lamentava, avevano assunto lo stesso nome, ma lui era l’originale Dorian, gli altri erano solo impostori gelosi. I suoi capelli ricci erano d’oro; le guance rosa; le labbra, rosso corallo, si aprivano incessantemente per rivelare il bianco perla scintillante dei suoi denti Eppure, anche se lo ritenevo il giovane più bello del mondo, non provavo nessun interesse sessuale né per lui né per gli altri ragazzi, che in realtà erano tutti belli – la bellezza era la loro principale risorsa. Dorian, inoltre, esaltato dallo splendore del suo abbigliamento femminile, corsetti di raso, abiti da sera scollati, ecc, si vestiva, nelle notti di gala, in modo da mettere in mostra le sue spalle lucenti e le sue braccia belle, paffute e bianche. Così messo in mostra, scherzava, e avrebbe stregato perfino me, ancora così impassibile, fino a quando non mi fossi buttato, in lacrime di felicità, nel suo abbraccio d’amore.
“La mia prima esperienza di fellatio fu un mese più tardi, con il giovane chirurgo. Gli confessai lo sfizio di provare, e lui accettò. Anche se questo atto nauseante e faticoso, molto imperfettamente eseguito, era dovuto soprattutto alla curiosità, sorse ben presto una passionale velleità di ripetizione. In breve, il desiderio della fellatio crebbe lentamente dalla notte di quel fiasco sdolcinato e divenne alla fine in un desiderio sovrano.
“Forse l’abortire spontaneo di quell’esperimento iniziatico era dovuto alla precipitazione, all’incubazione del mio istinto perverso che non era ancora completa. Ci fu poi una pausa di un mese, nella quale, anche se non ci fu alcun tentativo di una ulteriore fellatio, la mia mente andò via via sempre più vicino ad una conciliazione con la grossolanità dell’atto, e cominciò a scoprire qualche correlazione tra le sue creature e i bei ragazzi visti in carne e ossa. Una sera, a Broadway, concepii improvvisamente un desiderio totale per un giovane che stava uscendo da un hotel mentre passavo. I nostri sguardi si incontrarono e si fermarono insieme. Si accostò a me per la prima volta vicino a una vetrina. Era un invertito. Con lui, nella sua stanza presso l’hotel da dove lo avevo visto uscire, ho passato una notte apocalittica. Da allora in poi il contatto con i ragazzi limitato solo allo spirito cessò di essere un fine, le immagini si erano trasformate in carne, uscivano dal loro contesto a andavano per le strade. Quel ragazzo, quel deus ex machina, lo vedo chiaramente: i suoi capelli ricci marroni, gli occhi azzurri come il mare, il suo petto insieme così ad arco e così pieno, le braccia arrotondate, la sua vita stretta, il rigonfiamento aggraziato dei suoi fianchi e le cosce, piene e bianche come la neve; ricordo come ieri le fossette nelle sue ginocchia, la snellezza delle sue caviglie, la morbidezza dei suoi piccoli piedi, con il collo del piede rosa come l’interno di una conchiglia. Come gongolavo sulle sue ampie rotondità, le sue ricche ondulazioni!
“Negli ultimi otto anni ho eseguito la fellatio (mai la pedicatio) con più di trecento uomini e ragazzi. La mia preferenza è per i ragazzi tra i 15 ei 20 anni, raffinati, carini, con un fare da ragazzina, e loro stessi omosessuali.
“Personalmente, salvo questo amore per i maschi, sono da ogni punto di vista maschile, dedito agli sport all’aria aperta, e a fumare e a bere moderatamente. All’apparenza, non sono che un ragazzo di 18 anni. La mia faccia e la figura sono generalmente considerate belle. Sono ben rasato, con capelli neri e ricci, le guance rosse e gli occhi castani, i lineamenti delicati e regolari; il corpo, di media statura, ovunque praticamente senza peli. Con anni di allenamento ho raggiunto anche grande forza e proporzioni classiche, i contorni dei muscoli sono facilmente arrotondati dal tessuto adiposo. Le mie mani ed i piedi sono di piccole dimensioni. Il mio pene, anche se perfettamente formato, è decisamente enorme – eretto, dieci pollici e mezzo di lunghezza, sette pollici e un quarto di circonferenza.
“Qualche spinta alla mia apostasia dai metodi ortodossi è venuta, senza dubbio, da questa ipertrofia del pene, che già nel mio ventesimo anno aveva acquisito la sua attuale dimensione eccessiva, rendendo il coito impraticabile con la maggior parte delle donne. Io tentavo e dolorosamente quando l’inserimento riusciva. Dal quando mi ritrovai erede dell’inversione, un unico ritorno del desiderio normale, sei anni fa, mi convinse a tentare il coito con undici o dodici prostitute, e, abbastanza stranamente, con quasi tutta la lascivia dei vecchi tempi e con la piena erezione, ma, come avvenne, sempre con troppo grande disparità delle parti per il successo.”
Una certa ricercatezza nei modi di questa comunicazione può essere attribuita in parte alla natura degli interessi letterari che lo scrittore di preferenza coltiva, e in parte, senza dubbio più fondamentalmente, al carattere speciale del suo temperamento, prevalentemente estetico e all’attrazione per l’esotico. Un’attrazione per esperienze esotiche non sarà, tuttavia, sufficiente a spiegare lo sviluppo piuttosto tardivo delle tendenze omosessuali, uno sviluppo ritardato che può essere la base per collocare questo caso proprio nel gruppo degli invertiti ritardati. H. C. stesso ha sottolineato a me che la sua avversione per le donne, che cominciò ad apparire nel diciottesimo anno, era già notevole prima che avesse mai sentito parlare chiaramente di atti omosessuali specifici e un anno intero prima che egli sperimentasse il minimo interesse sessuale per gli uomini o per i ragazzi. Inoltre, se è vero che la tendenza attuale all’attrazione omosessuale è apparsa solo dopo che aveva letto Krafft-Ebing ed era venuto a contatto con gli invertiti, tali influenze non sarebbero sufficienti a cambiare la natura sessuale di un uomo normalmente costituito.
Si può aggiungere che H. C. non è attratto da uomini normali. Per quanto riguarda il suo atteggiamento morale egli osserva: “Non ho scrupoli nell’indulgere alla mia passione. Capisco le obiezioni morali avanzate, ma esse sono così speculative e costruite, mentre, in modo immediato, l’inversione è la fonte di tanto bene.” Egli considera tutta la questione sessuale come in gran parte una questione di gusto.
Considero il caso precedente, un caso di notevole interesse. Presenta ciò che è comunemente considerato un tipo molto diffuso di inversione, di cui Oscar Wilde sarebbe il massimo esponente, in cui una persona eterosessuale diventa chiaramente omosessuale per effetto dell’esercizio della curiosità intellettuale e dell’interesse estetico. In realtà il tipo è tutt’altro che comune; infatti, una curiosità intellettuale e un interesse estetico, abbastanza forti da dirigere anche in apparenza l’impulso sessuale in qualche nuova direzione, sono a loro volta tutt’altro che comuni. Inoltre, una lettura critica di questa storia suggerisce che il controllo apparente della ragione sull’impulso sessuale è un fenomeno superficiale. Qui, come sempre, la ragione non è che uno strumento nelle mani delle passioni. Le cause apparenti sono in realtà gli effetti; e noi assistiamo al graduale emergere di un impulso omosessuale ritardato.
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lunedì 27 dicembre 2010
DA ETERO A BISEX E A GAY
Ciao Project,
sono le 4.40 del 27 Dicembre 2010, un’ora assolutamente insolita per scrivere una mail, ma dopo aver passato alcune ore a leggere il forum mi sono deciso. In realtà l’input è stato un altro. Ieri sera avevo scoperto il forum, a occhio mi sembrava una cosa molto diversa dal solito, poi ho visto che c’era una chat e sono entrato. I ragazzi mi hanno accolto bene, e soprattutto mi sembrava un posto di gente seria, ragazzi educati che parlano di cose normali per il piacere di stare insieme, pochi minuti dopo mi ha contattato un ragazzo che aveva un nick che ricordo bene gp_000, e abbiamo parlato un po’, lui ha 23 anni e mi ha detto di avere parlato con altri ragazzi della chat e che gli sembrava proprio una cosa seria e mi ha detto che ti avrebbe contattato. Francamente mi sono sentito un po’ spiazzato ma in positivo, non mi sembrava vero poter trovare un ambiente gay dove un ragazzo ti contatta senza altri fini che per scambiare due parole. Poi abbiamo parlato un po’, mi è sembrato un ottimo ragazzo. Sono uscito dalla chat e mi sono messo a leggere il forum e ci sono stato fino alle 4.40. Posso dire che non ho mai visto niente di simile in rete e mi piace molto e allora mi sono deciso a scriverti. Sono di fatto un novellino nel mondo gay e ho bisogno di chiarirmi un po’ le idee perché ti confesso che sono un po’ spaventato e trovare un posto serio per me è essenziale. Ma adesso ti spiego meglio. Sono un ragazzo di 25 anni e il mio vero problema è stata la mia cosiddetta bisessualità. Ho letto certi tuoi articoli che mi hanno chiarito un po’ le idee e mi hanno confermato in una serie di convinzioni alle quali ero arrivato già da solo, ma partiamo dall’inizio. In pratica, fino a 20-21 anni non ho mai avuto dubbi circa il mio orientamento sessuale, mi piacevano le ragazze, solo le ragazze, ho avuto moltissime storie, e molte anche con risvolti sessuali, queste cose mi piacevano molto, soprattutto l’idea di vincere le resistenze di una ragazza, però, col senno di poi, credo di non essermi mai veramente innamorato di una ragazza. Cioè vivevo il rapporto con una ragazza come una cosa solo mia, lei era un po’ un modo per dimostrare a me stesso che in quelle cose ci sapevo fare. Per capirci, fino a 21/22 anni ho avuto rapporti sessuali, meglio sarebbe dire, ho avuto forme di contatto sessuale con una decina di ragazze, con quattro ho avuto rapporti completi, con le altre masturbazione reciproca, le mie fantasie erano tutte etero. Tra i 20 e i 21 anni ad una festa di capodanno ho conosciuto una ragazza Emma (non si chiama così) che mi ha preso sul serio e ha cercato di costruire con me qualcosa di diverso. All’inizio la cosa mi stava bene, quando parlavo di lei dicevo “la mia ragazza” cosa che non avevo fatto con nessuna della altre, mi sentivo cresciuto, gratificato, avevamo anche rapporti sessuali e le cose andavano molto bene. È andata avanti così per qualche mese, nel frattempo ho conosciuto un ragazzo, Marco (non si chiama così), che aveva un paio d’anni più di me, mi stava simpatico, parlavamo spesso su msn, poi siamo usciti insieme qualche volta e siamo rimasti spesso fino a tardi. È arrivata l’estate, Emma è andata in vacanza con i suoi e Marco mi ha proposto di passare una settimana con lui in una casa di montagna che ha sull’Appennino. Premetto che Marco è etero e che al tempo ero etero anche io ma quella settimana è stata certamente la più bella settimana della mia vita, mi sentivo libero, apprezzato da Marco, in un certo senso coccolato, si era creato un rapporto di intimità incredibile, parlavamo dei nostri rapporti con le nostre ragazze e lui mi capiva. La prima notte siamo stati in camere separate, dalla seconda siamo stati nella stessa camera a parlare fino a tardi. Io sono stato benissimo, meglio di come stavo con Emma, con lei alla fine al sesso ci si doveva arrivare, non era male però per lei era una fissa, per me no, con Marco mi sentivo libero, senza obblighi, e così ho sperimentato che in effetti con un ragazzo potevo stare benissimo, come con una ragazza se non addirittura meglio. Abbiamo anche scherzato, giocato, fatto a cuscinate, fatto la lotta, ma senza implicazioni sessuali, almeno io allora credevo che fosse così, in realtà, anche se non lo capivo, mi stavo innamorando di Marco. Dopo la vacanza, quando Emma è rientrata io sono tornato da lei e in pratica da allora la sua compagnia ha cominciato a pesarmi, sentivo certe sottolineature che non mi piacevano, mi sembrano cose non realmente mie, almeno non mie al 100%. Con Emma i rapporti sessuali continuavano ma la cosa per me aveva un sapore strano, non era più come prima, ero svogliato, cercavo di non lasciarmi coinvolgere e lei se ne è accorta, voleva sapere se avevo conosciuto altre ragazze, ma non ne avevo conosciute, insomma io ho cercato di accontentarla ed è stato proprio mentre facevo l’amore con lei che per la prima volta mi è venuto in mente Marco in un altro modo, una specie di sostituzione di persona, immaginavo che con me ci fosse Marco. La sera mi sono masturbato pensando a Marco. Era la prima volta che mi succedeva pensando a un ragazzo. La sensazione era stranissima, non avevo mai fatto una cosa simile ma nello stesso tempo sono stato molto bene, mi sono detto: sono bisex, è evidente. E qui è cominciata la mia follia, ho cercato di ricontattare Marco perché mi aspettavo da lui chissà che cosa, pensavo che magari anche lui potesse essersi innamorato di me, ma l’unica cosa che ho ottenuto è stata una cena in quattro in un ristorante. Lui vedeva solo la sua ragazza, Emma vedeva solo me e io vedevo solo lui, una situazione in cui per la prima volta mi sono trovato a recitare la parte dell’innamorato, ma l’ho recitata bene perché non se ne è accorto nessuno. Non sapevo con chi parlare, che Marco lo dovevo lasciare perdere era ovvio, di parlare chiaro con Emma non ne avevo proprio il coraggio e allora mi sono dato da fare per essere un bravo etero, me lo sono praticamente imposto. Ogni volta che facevo l’amore con Emma mi sembrava che in fondo potevo essere anche etero, poi mi masturbavo pensando a Marco e allora pensavo di essere bisex, in effetti dopo l’estate non mi sono più masturbato pensando a una ragazza, per me c’era solo Marco. Voglio precisare una cosa, per me non c’erano i ragazzi, c’era solo Marco e questo mi portava a pensare che in fondo non ero gay e nemmeno bisex, perché desideravo un ragazzo solo. Evitavo scrupolosamente la pornografia perché sarei finito su quella gay e mi avrebbe dato fastidio, quello che provavo per Marco non lo volevo confondere con la pornografia. Mi immaginavo una bellissima storia d’amore con Marco, ma con un Marco gay capace di condividerla, ho detto con un Marco gay, non bisex, proprio pensando a questo mi sono venuti i primi dubbi circa il fatto che in effetti non avrei mai accettato che Marco fosse bisex, gay mi sarebbe stato bene ma bisex no, non lo avrei voluto condividere con nessuno. Immaginavo di poter avere due amori, quello con Emma e quello con Marco e che entrambi fossero innamorati di me in modo esclusivo, io allora ipotizzavo che una cosa del genere potesse avere senso e comunque mi vedevo bisex, anche perché diciamo così, ce la mettevo tutta per essere bisex, la consideravo una cosa più accettabile, più vicina ad un comportamento corretto, sei innamorato di una ragazza e poi anche un po’ di un ragazzo, mi sembrava una cosa meno anomala. Certe volte ero tentato di masturbarmi pensando a Marco e di dire a Emma che non me la sentivo di fare sesso con lei, ma poi mi imponevo di fare esattamente il contrario, cioè di non pensare nemmeno a Marco e di fare l’amore con Emma perché è una cosa normale. La situazione diventava sempre più assurda e alla fine lei mi ha messo alle strette. All’inizio rispondevo cose vaghe, tipo sono stanco, lo stress e simili, poi siccome non riuscivo proprio ad andare avanti e pensavo che alla fine sarebbe stato meglio rompere le ho fatto capire che mi sentivo bisessuale e la sua reazione non la ho sopportata proprio, voleva sapere chi mi aveva messo in testa queste idee, se avevo conosciuto “qualcuno di quelli”, io le ho detto di no prima di tutto perché era vero e poi non avrei mai tirato in ballo Marco in questa storia anche perché lui non c’entra proprio per nulla. Io speravo che fosse una buona occasione per chiudere con Emma ma non è stato così ed è cominciata la tortura, voleva sapere, voleva capire, ma secondo lei quello che io le dicevo non era vero, erano tutte cose che mi aveva messo in testa “qualcuno di quelli”. Ho provato a fare capire ad Emma che non pensavo affatto fosse una cosa banale, ma lei mi diceva che non potevo essere gay e io le dicevo che difatti non mi sentivo gay ma bisex e lei insisteva dicendo che erano solo stupidaggini e che lei mi conosceva bene, ha cominciato a fare con me un po’ di civetterie, cose che non aveva mai fatto prima, vocine da bambina, atteggiamenti sexy, tutte cose che mi mandavano in bestia e gliel’ho pure detto, lei per un po’ ha continuato, poi le ho fatto capire che non me la sentivo di andare avanti e mi ha gridato contro che stavo solo cercando scuse per piantarla perché me ne ero trovata un’altra, per lei l’idea che potessi non essere del tutto etero era in pratica inconcepibile, Tutto questo è successo tra Natale 2009 e capodanno 2010. In pratica dal gennaio 2010 ero di nuovo solo. Non ti nascondo che i primi tempi sono stati durissimi, mi mancava da matti, ma non mi mancava come ragazza ma come persona che si potesse prendere un po’ cura di me, sono stato parecchie volte sul punto di richiamarla perché non ce la facevo proprio ad andare avanti, nota che allora io mi sentito ancora bisessuale e pensavo perfino di ricominciare una relazione con un’altra ragazza e ci sono andato vicino ma quando si è trattato di mettersi realmente in gioco mi sono detto che stavo per fare un’altra stupidaggine e che dovevo prendermi il mio tempo per capire. Così non se ne è fatto nulla. Ero solo, totalmente solo, i miei non capivano perché avessi lasciato Emma e pensavano che dovessi andare da uno psicologo ma non ne se fece nulla. Non sapevo dove sbattere la testa ma avevo bisogno di capire. Ho cominciato a pensare che in fondo avrei potuto usare dei siti di incontri. Ho girato un po’ su qualcuno di questi siti ma la reazione è stata di rifiuto totale e direi anche di depressione. Mi dicevo che io con quelle persone non avevo proprio niente a che fare, era una logica che sentivo del tutto estranea. Poi ho messo da parte internet per mesi e ho pensato che potevo andare ad un’associazione gay, nella mia città ce ne sono, ho cercato l’indirizzo, ci sono passato davanti più volte. Uscivo di casa col proposito di entrare, poi arrivavo a destinazione e tiravo dritto. Non mi sento sicuro, ho bisogno di riservatezza, capisco quelli che si dichiarano ma non è cosa per me e poi loro si dichiarano gay io avrei dovuto dichiarami bisex, almeno era quello che pensavo allora. Cominciavo a guardare i ragazzi per la strada e mi sembravano belli, desiderabili. Questa estate sono stato al mare in Puglia da solo, mi ero proposto di cercare occasioni per fare esperienza, ero in campeggio, di ragazzi ne ho conosciuti tanti ma di gay nemmeno uno. Ormai dico di gay perché sono almeno sei mesi che non penso più sessualmente a una ragazza e i ragazzi del campeggio in Puglia per me avevano un’attrattiva sessuale fortissima che non posso proprio negare, però si trattava solo di fantasia. Ma perché provarci con una ragazza è cos’ facile e provarci con un ragazzo è difficilissimo? Il perché lo so, però il risultato è deprimente. Finite la vacanze direi è anche finita la mia bisessualità, cioè ho chiuso un’altra fase della mia vita ma in effetti non ho risolto nulla, mi restano mille paure, sono attratto dall’idea di conoscere dei ragazzi gay, almeno per capire come sono realmente, ma non vorrei cacciarmi in brutte esperienze. Dopo un periodo un po’ depresso, ieri sono capitato su progetto gay e il resto lo sai.
Ciao.
Uff25
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giovedì 4 novembre 2010
EXPLORE GAY SEXUALITY AT THE AGE OF 25
Hallo Project,
I’m a 25 y. o. guy. I came to U.S. few months ago in order to reach my goal and get specialized in high energy physics. I came from Eastern Europe and I was used to speak English during my university training. I think my English could sound very strange to native English speakers. I’m sorry, I don’t speak Italian al all. I got in touch with Gay Project only reading the English blog “Not only gay”. I got there by chance searching for “Maurice” the novel by Forster on Google. At that time I was searching for novels to read in English in order to improve my reading and my vocabulary. Well, that’s why I got in touch with your blog. Clearly I like better improve my English reading gay novels because I’m gay. On “Not only gay” I got your novel “Only seven days”, something that troubled me deeply. In my home country I had an excellent education at all but I missed the very essential thing. Basically I was forced to deal alone with my homosexuality, because I've never had anyone to talk seriously about these things. Up to 24 y. o., I simply removed the problem and I pretended that there wasn’t any problem. I was always studying, I had to think of anything else and so I walked away from the idea of being gay, or rather I was trying to convince myself more and more to be straight. In my country I had a girlfriend and I told her again and again that we could not get married because I would have gone abroad to study and she would not have been able to follow.
I now begin to understand that in fact my desire to go to study abroad was largely due to the idea to get away from her. She is a girl that I admire but I don’t love. I think if I get the chance, I'll stay to live in the U.S.. For the moment I still have much to study and study hard. But I'm starting to open my eyes about myself and about life that I have done until now. I do not like pornography, I'd really like to talk about homosexuality in a serious way. As I told you I do not speak Italian but I tried to read the English translation of your posts through Google translator, it’s not the best but at least I could follow your arguments.
Well, now you understand how I came up with "gay project”. I have many things to ask, but first I must tell you a little about me. Basically my sexuality was just straight up to 23. I tell you “basically”, because I had a girl and had normal sexual intercourse with her but also, despite everything, I was still attracted to guys, I did not want to accept it, but it was so. I have come to deny even the most obvious things, even my sexual desire, I have completely removed the masturbation because my fantasies ran toward the boys and I could not accept such a thing. I was taught that sex was a bad thing, dirty, ugly, and I could not think otherwise. I read that many guys have lived similar things and I found myself in some of your posts.
Now I'm slowly discovering my sexuality but everything remains at the level of masturbation, I do not think in any case I could have sexual intercourse with a boy, it's as if his physical contact disgusts me. And then there's the other big problem, I have never been in love with a guy, with the girls I am comfortable with the guys I feel deeply uncomfortable and I cannot see a boy as a love object but only as an object of sexual interest. I do not know if this situation may change over time, but now I'm 25 and I fear that things will not change. I have few friends here in the U.S., I have colleagues who are very serious people, but they are all straight, or so it seems, and I don’t think I could talk freely with them of my things. What can I expect from the future? just study and never affective and sexual life? Now I'm working hard to specialize and to find work as soon as possible but I also want to start living my life from other points of view. I see that others live their lives peacefully, but I think I have only to study because I cannot live things I still dream. When I go to bed I dream of hugging a guy, a guy who was my boyfriend, but I have no boyfriend and dreams remain dreams. I don’t want to start looking for a guy here, don’t even know the language well and outside the university I still feel like a foreigner.
I think you understood my problem well enough, if you can, answer me in private. If you want, publish this email as well, but if you can, try to answer me by mail.
A hug.
B. K.
I’m a 25 y. o. guy. I came to U.S. few months ago in order to reach my goal and get specialized in high energy physics. I came from Eastern Europe and I was used to speak English during my university training. I think my English could sound very strange to native English speakers. I’m sorry, I don’t speak Italian al all. I got in touch with Gay Project only reading the English blog “Not only gay”. I got there by chance searching for “Maurice” the novel by Forster on Google. At that time I was searching for novels to read in English in order to improve my reading and my vocabulary. Well, that’s why I got in touch with your blog. Clearly I like better improve my English reading gay novels because I’m gay. On “Not only gay” I got your novel “Only seven days”, something that troubled me deeply. In my home country I had an excellent education at all but I missed the very essential thing. Basically I was forced to deal alone with my homosexuality, because I've never had anyone to talk seriously about these things. Up to 24 y. o., I simply removed the problem and I pretended that there wasn’t any problem. I was always studying, I had to think of anything else and so I walked away from the idea of being gay, or rather I was trying to convince myself more and more to be straight. In my country I had a girlfriend and I told her again and again that we could not get married because I would have gone abroad to study and she would not have been able to follow.
I now begin to understand that in fact my desire to go to study abroad was largely due to the idea to get away from her. She is a girl that I admire but I don’t love. I think if I get the chance, I'll stay to live in the U.S.. For the moment I still have much to study and study hard. But I'm starting to open my eyes about myself and about life that I have done until now. I do not like pornography, I'd really like to talk about homosexuality in a serious way. As I told you I do not speak Italian but I tried to read the English translation of your posts through Google translator, it’s not the best but at least I could follow your arguments.
Well, now you understand how I came up with "gay project”. I have many things to ask, but first I must tell you a little about me. Basically my sexuality was just straight up to 23. I tell you “basically”, because I had a girl and had normal sexual intercourse with her but also, despite everything, I was still attracted to guys, I did not want to accept it, but it was so. I have come to deny even the most obvious things, even my sexual desire, I have completely removed the masturbation because my fantasies ran toward the boys and I could not accept such a thing. I was taught that sex was a bad thing, dirty, ugly, and I could not think otherwise. I read that many guys have lived similar things and I found myself in some of your posts.
Now I'm slowly discovering my sexuality but everything remains at the level of masturbation, I do not think in any case I could have sexual intercourse with a boy, it's as if his physical contact disgusts me. And then there's the other big problem, I have never been in love with a guy, with the girls I am comfortable with the guys I feel deeply uncomfortable and I cannot see a boy as a love object but only as an object of sexual interest. I do not know if this situation may change over time, but now I'm 25 and I fear that things will not change. I have few friends here in the U.S., I have colleagues who are very serious people, but they are all straight, or so it seems, and I don’t think I could talk freely with them of my things. What can I expect from the future? just study and never affective and sexual life? Now I'm working hard to specialize and to find work as soon as possible but I also want to start living my life from other points of view. I see that others live their lives peacefully, but I think I have only to study because I cannot live things I still dream. When I go to bed I dream of hugging a guy, a guy who was my boyfriend, but I have no boyfriend and dreams remain dreams. I don’t want to start looking for a guy here, don’t even know the language well and outside the university I still feel like a foreigner.
I think you understood my problem well enough, if you can, answer me in private. If you want, publish this email as well, but if you can, try to answer me by mail.
A hug.
B. K.
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mercoledì 13 ottobre 2010
SESSUALITA' GAY FRENETICA
Questo post è dedicato ad una particolare fase (la cosiddetta fase frenetica) del processo di accettazione della omosessualità da parte di ragazzi che si scoprono gay in età adulta (dopo l’adolescenza) oltre i 18/19 anni. Anche se su Progetto Gay sono stati già pubblicati diversi articoli concernenti questo argomento, può essere utile cercare di capire in modo più preciso di che cosa si tratta.
Come è noto, un 25/30% dei ragazzi che finiscono per riconoscersi definitivamente gay ha vissuto in precedenza, in modo più o meno convinto, una vita etero, il che significa che ha vissuto, almeno in una percentuale significativa dei casi, un’adolescenza tipicamente etero, spesso con un imprinting sessuale etero e con una sessualità masturbatoria esclusivamente etero. Per questi ragazzi la percezione della propria omosessualità arriva quando ormai hanno strutturato una sessualità adulta in chiave etero non solo a livello esterno e sociale ma spesso a livello di consuetudini sessuali consolidate (sessualità di coppia e masturbazione esclusivamente etero). Nella quasi totalità di casi, questi ragazzi provengono da ambienti in cui l’omofobia o almeno una forte spinta sociale alla eterosessualità è stata un elemento caratteristico di una educazione sessuale praticamente senza nessuna possibilità di scelta autonoma. Devo sottolineare che gli atteggiamenti familiari più pericolosi non si manifestano come repressione della omosessualità, che è argomento del tutto rimosso, ma come induzione dolce, cioè subliminale, non percepibile, alla eterosessualità.
Porto un esempio per essere più esplicito. Un ragazzo 23enne mi raccontò che quando aveva 15 anni la sua famiglia era andata in vacanza al mare con la famiglia di uno zio che aveva una figlia anche 15enne. Il ragazzo, che aveva assimilato del tutto passivamente, cioè senza nessuna esperienza concreta, i modelli di comportamento etero, compresa la masturbazione in chiave etero, non era però di fatto interessato alla cugina ma preferiva giocare a pallone con gli altri ragazzi sulla spiaggia con i quali parlava di sessualità etero anche se quei discorsi risultavano interessanti non perché si parlava di ragazze ma perché erano discorsi a sfondo sessuale condotti appunto con altri ragazzi in un clima quasi di complicità. I genitori è lo zio gli regalarono un battello gonfiabile a due posti e lo indussero ad usarlo per portare la cugina in giro sul mare. Il ragazzo, trovatosi solo con la cugina, ebbe con lei i primi contatti sessuali (imprinting sessuale etero), se ne sentì gratificato e la cosa è continuò. L’incoraggiamento delle due famiglie e una sessualità facile indussero questo ragazzo a ritenersi del tutto etero per diversi anni, ad avere tre ragazze e ad avere rapporti sessuali con tutte e tre. Solo all’età di 23 anni cominciò a riflettere sul fatto che aveva un amico importante e che stare col suo amico senza nessun contatto sessuale era per lui più gratificante che stare con la sua ragazza a avere rapporti sessuali con lei. Un giorno si trovò a parlare di sesso col suo amico, interpretò alcune reticenze dell’amico come una indiretta ammissione di omosessualità e si sentì sessualmente eccitato. Il discorso andò avanti, l’equivoco si chiarì, perché l’amico, che era etero, parlò di ragazze in modo tipicamente etero. Quel colloquio fu per il nostro ragazzo 23enne la scoperta della propria omosessualità.
Ma torniamo alla questione generale. A 18/19 anni, un ragazzo che si è sentito sempre gay ha una percezione piuttosto precisa di che cosa significhi essere gay, di quali siano i meccanismi e i rischi tipici dell’innamoramento gay, in buona sostanza è cresciuto con il suo essere gay, che ormai è maturo ed ha una dimensione solidamente affettiva. Un ragazzo 18/19enne, gay fin dall’origine, ha ormai nella grande maggioranza dei casi una maturità affettiva gay che lo mette al riparo da errori grossolani di valutazione. Per un gay che si scopre gay a 22/23 anni, dopo aver vissuto una vita etero le cose sono piuttosto diverse: manca del tutto la conoscenza e l’esperienza della vita gay, che non ha nulla a che vedere con i modelli mediatici ma ha molto a che vedere con la tutela assoluta della propria riservatezza, con la prudenza sia a livello sociale sia verso i ragazzi dei quali ci si può innamorare, ma, cosa ancora più significativa, quel ragazzo 22/23enne è portato a sopravvalutare la sessualità rispetto alla dimensione affettiva: avere esperienze è di fatto una esigenza molto più urgente che costruire una storia. Le pulsioni gay più direttamente sessuali che un ragazzo che si sente gay fin dall’inizio prova nella prima adolescenza, un ragazzo che si scopre gay a 22/23 anni le prova nettamente più tardi. Nella prima adolescenza c’è il timore del mondo circostante e c’è di solito una dose non piccola di prudenza, a 22/23 anni si ha l’impressione che le pulsioni che si provano e che finalmente non provocano più sensi di colpa possano essere realizzate facilmente. È la fase dell’ “adesso mi sono accettato” come se l’accettazione a livello personale della omosessualità preludesse in modo automatico alla realizzazione di una vita di coppia pienamente soddisfacente. È qui che comincia la fase frenetica. La totale assenza di conoscenza della realtà gay porta un ragazzo in fase frenetica a considerare automaticamente gay tutte le cose che gli appaiono con quell’etichetta. Essere gay viene identificato non con il costruire una storia di affetto vero con un ragazzo ma col realizzare un contatto sessuale in tempi rapidi e attraverso i canali che si considerano tipicamente gay come le chat erotiche e i siti di incontri. E qui cominciano i rischi della fase frenetica, il primo è quello dell’aids che non deve mai essere sottovalutato e che spesso lo è in modo del tutto irresponsabile. Le chat erotiche e i siti di incontri sono luoghi in cui la quasi totalità dei frequentatori entra per cercare sesso facile, si tratta di persone che hanno molti partner e quindi ad alto rischio. Ma al di là del rischio aids se ne deve registrare un altro di tipo psicologico, legato al fatto che si finisce di fatto per identificare la realtà gay con quello che si trova nei siti di incontri e nelle chat erotiche, cosa del tutto lontana dalla realtà. Un ragazzo in fase frenetica non cerca un amore ma un’esperienza, non ha pazienza, non è prudente come i gay che sono stati sempre gay, tende invece a buttarsi facilmente nella mischia, a parlare d’amore anche di fonte a cose che con l’amore non hanno nulla a che vedere, tende a cercare il ragazzo ideale dove è assolutamente improbabile che possa trovarlo. Sottolineo che la volontà di fare esperienze appare nella grande maggioranza dei casi coperta da dichiarazioni di principio in termini di prudenza e di buoni sentimenti. La pulsione a provare è talmente forte che il ragazzo si autoinganna, non ammetterà mai di cercare sesso perché si sentirebbe squalificato, ma dirà “io ci voglio solo parlare”, “non è il sesso che mi interessa” ecc. ecc.. Un ulteriore rischio della fase frenetica è che si entri nei giri di frequentatori di locali di chat e di siti di incontri e che di fatto non se ne esca più. Quando è nella fase frenetica un ragazzo è particolarmente disponibile alla seduzione, si fa portare facilmente dalle belle parole dell’altro e finisce per seguirlo e quasi per diventarne dipendente, tipica è l’espressione: “non posso dirgli di no”. Dopo la prima delusione non segue un risveglio dalla primitiva illusione ma si passa ad una nuova illusione rimanendo sempre nello stesso ambiente. Perché si arrivi ad una presa di coscienza ci vogliono 6/12 mesi in cui si collezionano delusioni o piccole soddisfazioni che aiutano a ridimensionare e a ridisegnare del tutto il proprio essere gay. Un’altra caratteristica spesso presente tra i ragazzi in fase frenetica è la frenesia del coming out, considerato un dovere quasi sacro che porterà un gay a vedersi accettato in famiglia, dagli amici e sul porto di lavoro. Non è un caso che i sostenitori del coming out come elemento essenziale dell’essere gay siano più numerosi tra i ragazzi che hanno avuto in precedenza una vita etero. La sottovalutazione del rischio del coming out porta parecchi ragazzi in situazioni difficili che essi poi attribuiscono genericamente all’essere gay mentre dipendono dall’esserlo in modo imprudente e sostanzialmente poco attento alla realtà circostante. Siccome tutti i modelli mediatici, a partire dalla pornografia, puntano sulla sessualità e non sull’affettività, per un ragazzo che arriva alla coscienza della propria omosessualità a 22/23 anni è molto difficile rendersi conto che l’omosessualità non è una questione di pratiche sessuali ma di sentimenti e che la soddisfazione più profonda di una ragazzo gay sta nell’amare un altro ragazzo e nel sentirsene riamato. Il superamento della fase frenetica, che è di fatto un’adolescenza gay ritardata, consiste proprio nel passaggio da una concezione tipicamente sessuale dell’essere gay ad una dimensione realmente affettiva.
Che cosa può aiutare un ragazzo ad uscire dalla fase frenetica più in fretta e senza danni? La risposta almeno in linea di principio è semplice: sono da considerare positive e utili tutte le circostanze che aiutano il ragazzo capire che cosa significa veramente essere gay. In questo senso, un forum come Progetto Gay può avere certamente una funzione come sono importantissimi i contatti, non con finalità sessuali, con altri ragazzi gay, che aiutino a capre ciò che la vita di un ragazzo gay è veramente e allontanino da modelli del tutto irrealistici. Socializzare, interagire con altri ragazzi, discutere con loro seriemente aiuta a superare le visioni mitiche, in positivo o in negativo, della realtà gay e a farsi un’idea più matura dell’essere gay. La fase frenetica, all’inizio è dominata da pulsioni molto forti ma con l’andare dei mesi la fase di passaggio al omosessualità si supera e si recupera una serenità di fondo caratteristica della vita gay adulta.
Va sottolineato che la fase frenetica in diversi casi è accompagnata anche da una permanente sessualità etero che potrebbe essere recessiva (bisessualità di passaggio) ma potrebbe anche preludere a una qualche forma di bisessualità stabile. La sessualità etero, in questi casi, è vissuta in modo limitato e con molti sensi di colpa mentre quella gay segue il tipico sviluppo frenetico.
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sabato 26 giugno 2010
DA PRETESO ETERO A GAY A 30 ANNI
Ciao Project,
31 anni, quasi sposato, dico quasi perché alla fine non ce l’ho fatta, secondo quanto avevamo programmato con la mia ex ci mancavano sei mesi al matrimonio. Prima pensavo che l’idea di sposarmi avrebbe messo fine ai miei problemi, ma cominciavo a sentirmi in trappola, alla mia ex non avevo detto nulla. Secondo lei andava tutto benissimo perché con lei riuscivo ad avere dei rapporti soddisfacenti, anche sessuali, ma io immaginavo di stare con un ragazzo e solo così riuscivo ad eccitarmi. In pratica la pensavo del tutto priva della sua femminilità e anche dotata di attributi sessuali maschili. Più mi rendevo conto che non era così e peggio stavo. Lei mi desiderava e faceva di tutto per eccitarmi, la risposta fisica c’era ma io non la desideravo. Non abbiamo mai avuto rapporti penetrativi, non ce l’avrei proprio fatta, insomma provavo quasi un senso di repulsione mi sembrava una violenza su me stesso, e così a sei mesi dalla scelta definitiva ho detto a lei, ma anche alla sua famiglia e alla mia, che non mi sentivo di sposarmi. Apriti cielo quello che è successo! Mia madre ha pensato che io avessi un’altra ragazza e lo ha pensato anche la mia ex, mi hanno tempestato di domande di tutti i tipi, le hanno pensate tutte ma l’idea che io potessi essere gay non li ha neppure sfiorati. Con lei e con la sua famiglia la rottura non poteva essere più traumatica di come è stata, coi miei le cose sono andate diversamente, per mia madre la mia ex aveva ragione a pensare che io la tradissi, per mio padre se non me la sentivo ho fatto bene a troncare prima. Ma al punto in cui sono la situazione è ferma, si aspettano da me che io porti a casa un’altra ragazza, secondo loro la cosa è ovvia e necessaria, ma in realtà non solo non ho nessuna ragazza da portare a casa ma dovrei portare a casa un ragazzo e per di più pure molto più giovane di me, dieci anni meno di me. Se facessi una cosa simile non immagino nemmeno la reazione. Che io sia gay sicuramente non se lo aspettano proprio e che io possa stare con uno che ha dieci anni meno di me meno ancora, anche se tra mio padre e mia madre ci sono 16 anni di differenza, ma loro sono etero e la cosa è considerata normale. Il mio ragazzo l’ho incontrato un anno fa. Ci siamo conosciuti sul treno, abbiamo fatto insieme casualmente un viaggio fino in Ungheria. Buona parte del viaggio è stata di notte, in un treno quasi deserto, sulla carrozza ci saranno state 5/6 persone e avevamo un scompartimento solo per noi. Abbiamo parlato parecchio, poi si è addormentato sui sedili ed era proprio bellissimo stare di fronte a lui, che, tra l’altro, è anche un gran bel ragazzo. Poi si è svegliato e abbiamo ricominciato a parlare, inevitabilmente di ragazze (discorso avviato da lui) e mi ha detto che non era il suo genere. L’ho guardato stupito e lui mi ha chiesto: “e tu?” e a quel punto gli ho detto la verità. L’imbarazzo ma anche l’interesse reciproco è stato enorme, mi ha chiesto delle mie esperienze a livello sessuale e gli ho detto che non ero mai stato con nessuno, salvo un po’ di petting, anche spinto, con la mia ex, e mi ha risposto che anche lui non era mai stato con nessuno ma che voleva che succedesse solo se si fosse innamorato veramente e fosse stato ricambiato. Ci siamo scambiati i numeri di cellulare. Mi ha detto tante cose anche della famiglia, insomma si è creato un bel clima. Abbiamo parlato fino all’arrivo. Lui è sceso prima di me. Qual viaggio mi ha letteralmente sconvolto la vita. Speravo con tutte le mie forze che mi richiamasse e così è successo, poi ci siamo visti spesso quando è tornato in Italia perché abita in una città che sta a 20 minuti di treno dalla mia. Quindi abbiamo passato sempre la domenica insieme. Mi faceva una tenerezza infinita e lo desideravo eccome anche a livello sessuale ma dato quello che mi aveva detto non ho mai fatto un passo che potesse metterlo in difficoltà. All’inizio non gli avevo detto nulla della mia ex, ma poi ho dovuto dirglielo e lì ho capito che si era innamorato di me. Ha reagito proprio con manifestazioni di panico, era preoccupatissimo, mi diceva che non dovevo mettermi nei guai ma parlava sempre di me e mai di sé, alla fine mi ha detto chiaro che il suo sogno sarebbe stato stare con me, proprio perché con lui non ci avevo provato spudoratamente e mi ha baciato per la prima volta. Dopo due giorni ho troncato con la mia ex. Ho desiderato tantissimo fare sesso con lui ma per mesi non l’ho mai fatto perché mi sentivo come se in qualche modo stessi per fare una cosa sbagliata. Ci vedevamo, uscivamo, stavamo benissimo insieme, io ero tentatissimo ma cercavo di evitare, poi alla fine ci siamo arrivati. Ha preso lui l’iniziativa e io l’ho lasciato fare. Non è stata una cosa di sesso, era un’esigenza profonda sia sua che mia. Quando lo abbracciavo provavo un trasporto totale, non ho mai avuto il minimo dubbio che il mio ragazzo potesse essere solo lui. Con me è tenerissimo ma anche molto deciso, ha le sue idee in testa e questo mi piace molto, diciamo che sono anche contento che in pratica le scelte le fa soprattutto lui, perché alla fine fa quello che vorrei fare io anche se magari non avrei il coraggio di dirlo. Con lui sto bene e penso che lui stia bene con me (lui sa di questa mail, gliela ho fatta leggere). Ma arrivati a questo punto che si fa? Io penso che ormai siamo una coppia vera ma lui sta all’università e ne avrà per anni, io ho un lavoro precario e non so mai che succederà da qui a sei mesi. Come possiamo pensare a una vita in due? I suoi di lui non sanno nulla ma non la prenderebbero bene, tanto più perché ho 10 anni più di lui. In pratica abbiamo ancora bisogno dell’appoggio delle nostre famiglie per un bel po’ di anni. Lui non mi sembra preoccupato per questo, dice che quello che conta è che io ci sia e che il fatto che gli altri sappiano può essere solo un problema in più non una libertà in più. Di coming out non ne vuole assolutamente sapere e nemmeno di fare progetti a troppo lunga scadenza. Io lo vorrei sempre con me e invece ci si vede al massimo una volta alla settimana, Non mi lamento, per carità, anzi mi ritengo veramente fortunatissimo ma sogno di poter vivere con lui, in una casetta tutta nostra, di potermi addormentare stringendolo fra le braccia, ma adesso la situazione è di stallo totale e resterà così per anni. Un po’ di malinconia me la sento dentro, perché ho trovato un ragazzo meraviglioso ma non posso vivere con lui la vita che vorrei e che vorrebbe anche lui. E invece potrebbe essere così facile vivere una felicità totale!
Un abbraccio Project. Se vuoi pubblica la storia, lui è d’accordo.
Ex viaggiatore solitario
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venerdì 11 giugno 2010
UN GAY SCOPRE LA SESSUALITA' GAY
Ciao Project.
Non so nemmeno perché sto qui a scrivere, forse solo perché non ho niente da fare, comunque ho buttato un occhio qua e là sul “progetto gay” e mi è sembrato una cosa seria, cioè vera, in pratica altri siti come quelli, in rete, non ce ne sono. A me fa un effetto strano perché per la prima volta trovo cose che avrei potuto scrivere anche io, cose, chiamiamole così, ordinarie della vita, cioè voglio dire che mi ci ritrovo e penso che i ragazzi che scrivono al progetto siano persone più o meno come me. Io ho 25 anni, quasi 26, ed è ormai da sei mesi che la mia vita precedente sta andando (dovrei dire è andata) in crisi. Con l’idea di essere gay ci ho sempre fatto a pugni, non mi piace in sé, la rifiuto, forse soprattutto la rifiutavo. Ho cominciato a capire da poco tempo che avevo costruito una vita etero non vera o non del tutto vera, per evitare di riconoscere di essere quello che penso di essere. Non era una recita perché ci ho creduto per anni. Ho avuto due ragazze e credevo di esserne innamoratissimo, facevo di tutto per crederlo e in parte almeno mi ci sentivo. Con loro facevo anche sesso, specialmente con la seconda, io la vedevo molto coinvolta e cercavo di non deluderla ma non capivo che cosa ci trovasse di così coinvolgente. Io lo facevo, ma ormai era un’abitudine. All’inizio ero imbarazzato ma poi alla fine diventa una cosa automatica. Non avevo mai capito perché lei fosse così coinvolta e io no. Mi consolavo nel dire che in fondo a livello sessuale le cose funzionavano ma, diciamo così, io non ci stavo con la testa. Ci vedevamo due o tre volte a settimana per fare sesso, quasi sempre da me al mare, quando io non potevo per ragioni di lavoro lei ci restava malissimo, ma se lei mi diceva che non poteva a me francamente non importava nulla e, al limite, mi sentivo anche più libero, come se uno avesse un dovere in meno da compiere. Con lei avevo provato a parlare non di omosessualità, cosa che fino a sei mesi fa non mi sfiorava nemmeno, ma dei nostri problemi e del fatto che mi sentivo fuori, all’inizio si è preoccupata ma era evidente che non capiva, pensava che avessi problemi sessuali di tipo diciamo così fisico, quando ha archiviato questa idea per lei il problema semplicemente non c’era più e non ne abbiamo più parlato. Anche da questo fatto sono rimasto colpito, evidentemente per me e per lei la sessualità non era la stessa cosa e lì ho cominciato a sentirmi fuori anche dal punto di vista affettivo. Mi chiedevo perché gli altri ragazzi perdessero la testa per il sesso mentre a me il sesso alla fine sembrava una cosa tanto stupida, mi chiedevo che cosa ci trovassero di speciale. Le ho pensate tutte, dal fatto di essere refrattario ai sentimenti al fatto che avessi complessi a livello sessuale ma ho pensato anche di non essere normale non a livello sessuale ma proprio di non avere tutte le rotelle a posto. Naturalmente di queste cose non ho parlato con nessuno. Fino a pochi mesi fa mi sentivo etero al 100%, nessuna fantasia gay, anche se frequentavo tanti ragazzi perché faccio sport agonistico. Con i compagni di squadra al massimo un po’di cameratismo me non ci sentivo proprio nulla di sessuale. Fino a tre mesi fa (20 marzo) non mi ero mai masturbato pensando a un ragazzo, però allora è successo. Avevo conosciuto per caso un amico di un mio compagno di squadra, poco più giovane di me, non lo avevo conosciuto in palestra ma per strada e il mio compagno di squadra me lo aveva presentato così in modo molto generico, ma ci eravamo fermati a parlare un po’ e avevamo finito per andare a prendere una cioccolata calda in un bar perché faceva freddissimo. Non ho mai capito che cosa è accaduto, ma sono stato quasi calamitato da quel ragazzo, sorrideva, si vedeva che voleva continuare a parlare, io ho parlato del mio hobby della fotografia e lui era interessatissimo e ne capiva pure e così ci siamo scambiati i numeri di cellulare. Poi mi sono fatto tutti i film possibili su quel ragazzo e sul mio compagno di squadra perché mi sembravano una coppia, non era così, ma allora a me sembrava che fosse così e la cosa mi faceva ingelosire in modo pazzesco. Mi ha chiamato la sera stessa e abbiamo parlato per un’ora, mi ha anche mandato dei file di foto che ha fatto lui e c’era un autoritratto (solo il volto) ma era bellissimo, dolcissimo e forte nello stesso tempo. Mi sono detto: “che bel ragazzo!” nei giorni successivi mi ha cercato di nuovo e siamo usciti insieme, ed è successo un paio di volte alla settimana per tre settimane e poi stando vicino a lui per la prima volta sono andato in erezione (18 marzo). La cosa mi ha turbato un po’ ma era gradevole, al limite imbarazzante ma gradevole, ma sono riuscito sempre a controllarmi. Due giorni dopo mi sono masturbato per la prima volta pensando a lui e la cosa mi ha veramente aperto gli occhi. In pratica è stata la prima volta che seguivo veramente le mie fantasie e che ho capito che la sessualità è una forza potentissima. Immaginavo che lui mi facesse da modello per le foto, non dico altro. Da allora è diventata una fissa. Lui con me sta bene e mi cerca spesso e di questo sono contentissimo, ma temo che mi capiti quello che ho letto in tanti post di progetto gay, cioè tempo di essermi innamorato di un ragazzo etero, dolcissimo, sì, ma etero. Con me non ha mai parlato di ragazze e nemmeno di sesso a nessun livello e nemmeno io con lui. Ormai sono quasi quattro mesi che ci conosciamo e mi sento in un terribile imbarazzo, ho paura di parlare troppo e di distruggere tutto. Se fosse etero penso che continuerei ad amarlo lo stesso in modo esclusivo (non mi sono mai innamorato di nessuno in vita mia se non di lui), però sto entrando in paranoia e non faccio che pormi mille domande, anzi no, una sola domanda mille volte, sempre la stessa. Lo vedo interessato a me ma la paura di prendere un abbaglio colossale è veramente troppo grande, ma nemmeno per me ma proprio perché magari per lui capire che un ragazzo si è innamorato di lui potrebbe essere imbarazzante. Ho messo la sua foto come sfondo nel computer e certe volte gli parlo (alla foto) e gli dico tutte le cose che non ho il coraggio di dirgli in faccia. Altro problema, quando penso a lui e mi masturbo, è bello sì, ma mi lascia una strana sensazione, come se stessi facendo una cosa che non devo fare, come se stessi abusando della sua immagine. Se lui sapesse in che modo lo penso potrebbe rimanerci malissimo e d’altra parte non glielo potrei mai dire. Adesso sono in una situazione di stallo, diciamo che ad accettarmi come gay con un compagno come lui non avrei nessun problema perché si sente che un legame serio c’è, ma se quel legame non fosse quello che penso io che senso avrebbe essere gay? Essere gay con lui sarebbe il massimo per me, ma esserlo con un altro, magari adattandomi a una cosa che mi sta bene solo a metà non mi piacerebbe per niente. Io adesso la potenza della sessualità che lui mi trasmette la posso vivere solo tra me e me e non faccio che sognare come potrebbe essere poterla vivere con lui, ma mi basterebbe anche solo poterlo abbracciare e baciare e poi magari sentire che è anche lui in erezione. Sembrano cose stupide, lo so, ma è quello che io desidero più di tutto, cioè poterlo abbracciare e vedere che lui è felice tra le mie braccia. Beh, non avevo mai pensato che mi sarebbe capitato di pensare cose del genere, eppure mi succede e non mi sento nemmeno sconvolto, la sento come una cosa naturalissima ma quello che mi distrugge e che non riesco a parlarne con lui. Che ne pensi Project? Che faresti al mio posto. Se vuoi, pubblica questa mail perché mi piacerebbe sapere anche il parere dei ragazzi del forum. Sei un grande! Fattelo dire, io penso che quello che fai abbia veramente un’importanza enorme per tanti ragazzi!
Matteo
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
giovedì 20 maggio 2010
AMMETTERE DI ESSERE GAY
Nella conversazione che segue M. è l’autore della mail pubblicata nel post:
viewtopic.php?f=17&t=678&start=0
M. ha autorizzato la pubblicazione di questo testo.
__________
M. ha scritto: Grazie di avermi aggiunto
Project ha scritto: prego, ma mi sa che non ci conosciamo
M. ha scritto: Infatti! Ho avuto il tuo msn da uno dei ragazzi che hanno parlato con te, scusa, magari te lo dovevo chiedere prima …
Project ha scritto: No! Nessun problema, ma non so che dire perché non ti conosco
M. ha scritto: Ti ho mandato una mail lunedì e mi hai risposto ieri e hai anche pubblicato stamattina la mia mail sul forum, sono M. A., l’autore della mail
Project ha scritto: piacere di conoscerti!
M. ha scritto: Spero di non averti fatto arrabbiare con la mia mail, la risposta l’ho letta attentamente, però in effetti penso che ti manchino proprio degli elementi essenziali per capire, comunque è la prima volta che parlo di queste cose e che ricevo una risposta seria, ho pensato di chiamarti su msn perché penso che possa avere un senso, però mi dovresti dedicare un po’ di tempo, magari stasera, quando vuoi, ma ci terrei
Project ha scritto: Ti ringrazio per quello che mi dici, ho cercato di risponderti sulla base di quello che vedo ogni giorno e magari sono mille miglia lontano da una visione realistica delle cose, quanto al tempo, io sono qui e non ho impegni e in genere le chiamate per le chat mi arrivano nel pomeriggio avanzato, quindi abbiamo molto tempo a disposizione
M. ha scritto: Grazie ma non vorrei approfittare e magari avrai cose molto più importanti da fare
Project ha scritto: tranquillo, nessun problema
M. ha scritto: Allora, ho31 anni, lo sai, anzi non ci manca nemmeno molto a 32, ambiente di livello medio, educazione cattolica ma archiviata da 10 anni, genitori presenti forse anche troppo, fisicamente passabile e forse qualcosina di più. Da dove siano venute le mie fantasie gay non lo so, ho cercato tanto di capire ma non ci sono arrivato, perché risalgono molto indietro ad un tempo di cui ho perso la memoria, penso, ma è solo un’ipotesi, di avere provato le mie prime emozioni sessuali gay a 9/10 anni, ancora alle elementari, perché c’era un bambino che mi piaceva, era il mio migliore amico, però non ricordo altro. La masturbazione l’ho scoperta da solo. In terza media se ne parlava spesso tra ragazzi e io cercavo di fare tesoro di quello che dicevano, poi ho provato e la cosa ha funzionato, ma penso che già a 13 anni le mie fantasie fossero gay, in pratica non mi ricordo di essermi mai masturbato pensando a una ragazza, in effetti però credo che allora fosse solo una cosa fisica ma forse non è esattamente così. L’idea di fare sesso con un ragazzo non l’avevo, mi sembrava una cosa assurda, patologica, era in pratica una cosa tutta legata solo alla masturbazione e allora certo non pensavo in termini di etero e gay. Il sesso a due l’ho scoperto molto preso, stavo per compiere 16 anni, ed è stato sesso etero e mi è piaciuto, nessuna sensazione di rigetto o simili, anzi! Proprio una cosa gradevolissima, ma non mi masturbavo pensando alle ragazze, anche perché stavano lì a tiro ed era anche facile fare sesso con loro. Non solo, ma il sesso con le ragazze mi faceva stare bene, mi sentivo più grande della mia età, veramente soddisfatto sia sotto il profilo sesso che sotto il profilo affettivo, in pratica a 16 anni per la mia prima ragazza davo proprio di matto! L’idea dei ragazzi mi serviva solo quando la mia ragazza non c’era, ma voglio dire che non era minimamente simile a quello che provavo per la mia ragazza. L’unica cosa con coloritura vagamente gay della mia vita mi è capitata a 18 anni, ma non sono stato io ad innamorarmi di un ragazzo, ma è stato lui ad innamorarsi di me e non ti posso negare che la cosa mi ha sconvolto.
Project ha scritto: In che senso?
M. ha scritto: Lui (Marco) aveva un anno più me, faceva la quinta e io la quarta, una volta, durante l’assemblea, abbiamo parlato un po’ e da allora non mi ha mollato più. All’inizio non ho dato peso alla cosa, anzi era gradevole, era un ragazzo molto bello, maschile, le ragazze gli correvano appresso, niente tipo gay da film, e che potesse essere gay non mi era passato minimamente per la testa, con lui stavo bene ma per me era solo un amico. Poi ha cercato, con molta discrezione di avvicinarsi ancora di più, alla fine uscivamo insieme, andavamo al cinema, chiacchieravamo di tutto, anche di ragazze. Siamo andati perfino al mare insieme noi due soli. Nota che io avevo la ragazza e che con lei avevo anche rapporti sessuali e non mi è mai passato per la mente che la presenza di quel ragazzo potesse essere un’alternativa alla mia ragazza, anche se con lui stavo bene, ma erano cose diverse che secondo me non si escludevano a vicenda. Nota che io non mi masturbavo nemmeno pensando a lui, in pratica solo coi porno.
Project ha scritto: e poi con questo ragazzo come è finita?
M. ha scritto: L’anno appresso lui non c’era più perché aveva finito il liceo e praticamente non l’ho più sentito e un po’ mi mancava, come amico, ovvio, ma mi mancava. Poi ho conosciuto un altro ragazzo che lo conosceva perché facevano la stessa facoltà e quello mi ha detto che Marco era gay, beh, ci sono rimasto di sasso e mi sono sentito proprio a disagio. Ero spaventato dall’idea che lui potesse aver fatto fantasie sessuali su di me, cioè mi sembrava di essere spaventato, me lo dicevo come se ci avessi voluto credere, però allora ho provato per Marco delle sensazioni ambigue. Devo dire che la tentazione di masturbarmi pensando a lui mi è venuta ma non l’ho mai fatto, cioè non l’ho mai fatto deliberatamente perché mi sembrava una cosa sporca. Diciamo che per qualche mese ho messo pure da parte i porno e mi sono buttato al 100% sull’etero. Ecco, questo è in pratica tutto quello che ci può essere stato di gay nella mia vita.
Project ha scritto: Ma a Marco tu poi ci hai ripensato?
M. ha scritto: in chiave sessuale no, l’ho proprio cancellato dalla memoria, però certo un po’ come amico mi mancava. Io amici gay ne potrei benissimo avere, queste cose non mi spaventano, però non tollererei che pensassero a me come oggetto sessuale, questo mi darebbe proprio fastidio
Project ha scritto: Ma di non pensare a Marco dici che te lo sei imposto, ma perché?
M. ha scritto: beh, perché con un ragazzo non mi ci vedevo proprio, che ne so, il porno ancora ancora perché lì non c’è nessuna implicazione concreta, cioè non sono persone ma immagini, ma con un ragazzo no, non mi verrebbe mai spontaneo. Una cosa ho notato, che i ragazzi che mi piacciono dei porno somigliano tutti a Marco, adesso vabbe’ tu dici che sono gay perché ho fantasie sessuali gay e il dubbio e qualcosina di più è venuto pure a me perché posso farne benissimo a meno, ma io con la mia ragazza mi sento felice
Project ha scritto: e allora perché masturbarsi pensando ai ragazzi?
M. ha scritto: vabbe’, ma perché no? Ne posso fare benissimo a meno se voglio ma non capisco perché devo sentirmi costretto a farne a meno
Project ha scritto: Ma tu con la tua ragazza di queste cose hai mai parlato?
M. ha scritto: ho pensato tante volte che avrei dovuto farlo ma l’avrei messa in agitazione, cioè tra noi le cose vanno bene, perché le dovrei mettere in testa un dubbio del genere? Una cosa del genere lei non se la marita
Project ha scritto: Dato che non sei proprio un ragazzino quando pensi di sposarti?
M. ha scritto: Non ci penso proprio, non ci penso io e non ci pensa nemmeno lei! Stiamo bene insieme e le trappole legali non ci piacciono
Project ha scritto: Ma quando lei non c’è, ti manca?
M. ha scritto: sessualmente intendi?
Project ha scritto: sì
M. ha scritto: beh, diciamo che non mi manca da starci male, saprei stare pure senza di lei ma non perché non ne sono innamorato ma proprio perché il sesso non è tutto
Project ha scritto: Con lei parli molto?
M. ha scritto: no, anzi proprio pochino, noi non abbiamo bisogno di parlare la nostra comunicazione è essenzialmente fisica.
Project ha scritto: quando stai con lei ti capita di pensare ad altre persone
M. ha scritto: sì ma ad altre ragazze, a ragazzi non è mai successo
Project ha scritto: ti senti anche amico della tua ragazza? Cioè al di là del sesso che cosa ti lega a lei?
M. ha scritto: mi lega il fatto che è una ragazza e pure una bella ragazza
Project ha scritto: ma sei proprio convinto di essere etero al 100%?
M. ha scritto: beh, pensi che se mi sentivo etero al 100% stavo qui a parlare con te?
Project ha scritto: ok ok, ricevuto chiaro e forte. I tuoi conoscono la tua ragazza?
M. ha scritto: certo! In pratica sta sempre a casa mia, cioè a casa dei miei. Che pensi Project? Dimmi che cosa hai in mente
Project ha scritto: Ci sono degli elementi che mi lasciano qualche dubbio, soprattutto il fatto che con la tua ragazza non si sincero al 100% e che poi con lei hai costruito un rapporto in cui la sessualità è l’elemento dominante. Comunque posso dire che parlare con te è facile, ci si capisce al volo, ma dal tuo primo post sembrava tutto molto diverso
M. ha scritto: Project, secondo te che devo fare? Il mio problema adesso è proprio come comportarmi con lei, ma come faccio a fare a una ragazza un discorso come questo? Ci resta secca e poi io quando sto con lei ci sto veramente bene, vabbe’ … la sincerità dove la trovi?
Project ha scritto: Ma ti senti represso?
M. ha scritto: dall’esterno no, almeno da qualche anno a questa parte no, da me stesso non lo so, almeno apparentemente no e poi non ho mai parlato di queste cose, mi fanno uno strano effetto, mi sembrano strane. Sai una cosa, pensavo di fare una prova, cioè di mettere da parte del tutto le fantasie gay, non dico definitivamente, ma così per vedere che succede, so quello che pensi degli esperimenti su queste cose ma penso potrebbe essere utile
Project ha scritto: ma hai amici?
M. ha scritto: amici no, amiche
Project ha scritto: e con le tue amiche puoi parlare di tutto?
M. ha scritto: le mie amiche non sono le amiche dei ragazzi gay, sono proprio le tipiche amiche dei ragazzi etero, dove il confine tra amica è altro è molto labile. Cero con le mie amiche non posso parlare di cose gay come ne parlo con te, è proprio un’altra cosa. Sei perplesso?
Project ha scritto: no, e penso che l’unica cosa che ti serva sia un po’ di tempo e un po’ di tranquillità
M. ha scritto: leggere il forum mi ha un po’ messo in crisi, una specie di richiamo alla realtà, ma se poi finissi per ritenermi gay, alla fine le ragazze penso che mi mancherebbero e lo penso davvero e poi mi manca l’innamoramento, magari unilaterale ma sarebbe moltissimo per me perché non ci sono mai passato o meglio l’ho schivato sempre. Mah! Più ci penso e meno ci capisco! Senti, se ci sei domani ma tardi, dopo mezzanotte, e ti va di fare due chiacchiere si potrebbe parlare un po’ ma non ti voglio monopolizzare
Project ha scritto: penso che ci sarò e non mi monopolizzi affatto
M. ha scritto: se vuoi pubblicare questa conversazione pubblicala, massimo mi prendono per uno un po’ fuori di testa, naturalmente se pensi tu che sia utile, tanto non ci sono dati sensibili
Project ha scritto: ok, grazie la pubblicherò
M. ha scritto: allora a domani notte Project e grazie del tempo che mi hai dato
Project ha scritto: un abbraccio e a domani!! Ciao!
M. ha scritto: Ciao!!
viewtopic.php?f=17&t=678&start=0
M. ha autorizzato la pubblicazione di questo testo.
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M. ha scritto: Grazie di avermi aggiunto
Project ha scritto: prego, ma mi sa che non ci conosciamo
M. ha scritto: Infatti! Ho avuto il tuo msn da uno dei ragazzi che hanno parlato con te, scusa, magari te lo dovevo chiedere prima …
Project ha scritto: No! Nessun problema, ma non so che dire perché non ti conosco
M. ha scritto: Ti ho mandato una mail lunedì e mi hai risposto ieri e hai anche pubblicato stamattina la mia mail sul forum, sono M. A., l’autore della mail
Project ha scritto: piacere di conoscerti!
M. ha scritto: Spero di non averti fatto arrabbiare con la mia mail, la risposta l’ho letta attentamente, però in effetti penso che ti manchino proprio degli elementi essenziali per capire, comunque è la prima volta che parlo di queste cose e che ricevo una risposta seria, ho pensato di chiamarti su msn perché penso che possa avere un senso, però mi dovresti dedicare un po’ di tempo, magari stasera, quando vuoi, ma ci terrei
Project ha scritto: Ti ringrazio per quello che mi dici, ho cercato di risponderti sulla base di quello che vedo ogni giorno e magari sono mille miglia lontano da una visione realistica delle cose, quanto al tempo, io sono qui e non ho impegni e in genere le chiamate per le chat mi arrivano nel pomeriggio avanzato, quindi abbiamo molto tempo a disposizione
M. ha scritto: Grazie ma non vorrei approfittare e magari avrai cose molto più importanti da fare
Project ha scritto: tranquillo, nessun problema
M. ha scritto: Allora, ho31 anni, lo sai, anzi non ci manca nemmeno molto a 32, ambiente di livello medio, educazione cattolica ma archiviata da 10 anni, genitori presenti forse anche troppo, fisicamente passabile e forse qualcosina di più. Da dove siano venute le mie fantasie gay non lo so, ho cercato tanto di capire ma non ci sono arrivato, perché risalgono molto indietro ad un tempo di cui ho perso la memoria, penso, ma è solo un’ipotesi, di avere provato le mie prime emozioni sessuali gay a 9/10 anni, ancora alle elementari, perché c’era un bambino che mi piaceva, era il mio migliore amico, però non ricordo altro. La masturbazione l’ho scoperta da solo. In terza media se ne parlava spesso tra ragazzi e io cercavo di fare tesoro di quello che dicevano, poi ho provato e la cosa ha funzionato, ma penso che già a 13 anni le mie fantasie fossero gay, in pratica non mi ricordo di essermi mai masturbato pensando a una ragazza, in effetti però credo che allora fosse solo una cosa fisica ma forse non è esattamente così. L’idea di fare sesso con un ragazzo non l’avevo, mi sembrava una cosa assurda, patologica, era in pratica una cosa tutta legata solo alla masturbazione e allora certo non pensavo in termini di etero e gay. Il sesso a due l’ho scoperto molto preso, stavo per compiere 16 anni, ed è stato sesso etero e mi è piaciuto, nessuna sensazione di rigetto o simili, anzi! Proprio una cosa gradevolissima, ma non mi masturbavo pensando alle ragazze, anche perché stavano lì a tiro ed era anche facile fare sesso con loro. Non solo, ma il sesso con le ragazze mi faceva stare bene, mi sentivo più grande della mia età, veramente soddisfatto sia sotto il profilo sesso che sotto il profilo affettivo, in pratica a 16 anni per la mia prima ragazza davo proprio di matto! L’idea dei ragazzi mi serviva solo quando la mia ragazza non c’era, ma voglio dire che non era minimamente simile a quello che provavo per la mia ragazza. L’unica cosa con coloritura vagamente gay della mia vita mi è capitata a 18 anni, ma non sono stato io ad innamorarmi di un ragazzo, ma è stato lui ad innamorarsi di me e non ti posso negare che la cosa mi ha sconvolto.
Project ha scritto: In che senso?
M. ha scritto: Lui (Marco) aveva un anno più me, faceva la quinta e io la quarta, una volta, durante l’assemblea, abbiamo parlato un po’ e da allora non mi ha mollato più. All’inizio non ho dato peso alla cosa, anzi era gradevole, era un ragazzo molto bello, maschile, le ragazze gli correvano appresso, niente tipo gay da film, e che potesse essere gay non mi era passato minimamente per la testa, con lui stavo bene ma per me era solo un amico. Poi ha cercato, con molta discrezione di avvicinarsi ancora di più, alla fine uscivamo insieme, andavamo al cinema, chiacchieravamo di tutto, anche di ragazze. Siamo andati perfino al mare insieme noi due soli. Nota che io avevo la ragazza e che con lei avevo anche rapporti sessuali e non mi è mai passato per la mente che la presenza di quel ragazzo potesse essere un’alternativa alla mia ragazza, anche se con lui stavo bene, ma erano cose diverse che secondo me non si escludevano a vicenda. Nota che io non mi masturbavo nemmeno pensando a lui, in pratica solo coi porno.
Project ha scritto: e poi con questo ragazzo come è finita?
M. ha scritto: L’anno appresso lui non c’era più perché aveva finito il liceo e praticamente non l’ho più sentito e un po’ mi mancava, come amico, ovvio, ma mi mancava. Poi ho conosciuto un altro ragazzo che lo conosceva perché facevano la stessa facoltà e quello mi ha detto che Marco era gay, beh, ci sono rimasto di sasso e mi sono sentito proprio a disagio. Ero spaventato dall’idea che lui potesse aver fatto fantasie sessuali su di me, cioè mi sembrava di essere spaventato, me lo dicevo come se ci avessi voluto credere, però allora ho provato per Marco delle sensazioni ambigue. Devo dire che la tentazione di masturbarmi pensando a lui mi è venuta ma non l’ho mai fatto, cioè non l’ho mai fatto deliberatamente perché mi sembrava una cosa sporca. Diciamo che per qualche mese ho messo pure da parte i porno e mi sono buttato al 100% sull’etero. Ecco, questo è in pratica tutto quello che ci può essere stato di gay nella mia vita.
Project ha scritto: Ma a Marco tu poi ci hai ripensato?
M. ha scritto: in chiave sessuale no, l’ho proprio cancellato dalla memoria, però certo un po’ come amico mi mancava. Io amici gay ne potrei benissimo avere, queste cose non mi spaventano, però non tollererei che pensassero a me come oggetto sessuale, questo mi darebbe proprio fastidio
Project ha scritto: Ma di non pensare a Marco dici che te lo sei imposto, ma perché?
M. ha scritto: beh, perché con un ragazzo non mi ci vedevo proprio, che ne so, il porno ancora ancora perché lì non c’è nessuna implicazione concreta, cioè non sono persone ma immagini, ma con un ragazzo no, non mi verrebbe mai spontaneo. Una cosa ho notato, che i ragazzi che mi piacciono dei porno somigliano tutti a Marco, adesso vabbe’ tu dici che sono gay perché ho fantasie sessuali gay e il dubbio e qualcosina di più è venuto pure a me perché posso farne benissimo a meno, ma io con la mia ragazza mi sento felice
Project ha scritto: e allora perché masturbarsi pensando ai ragazzi?
M. ha scritto: vabbe’, ma perché no? Ne posso fare benissimo a meno se voglio ma non capisco perché devo sentirmi costretto a farne a meno
Project ha scritto: Ma tu con la tua ragazza di queste cose hai mai parlato?
M. ha scritto: ho pensato tante volte che avrei dovuto farlo ma l’avrei messa in agitazione, cioè tra noi le cose vanno bene, perché le dovrei mettere in testa un dubbio del genere? Una cosa del genere lei non se la marita
Project ha scritto: Dato che non sei proprio un ragazzino quando pensi di sposarti?
M. ha scritto: Non ci penso proprio, non ci penso io e non ci pensa nemmeno lei! Stiamo bene insieme e le trappole legali non ci piacciono
Project ha scritto: Ma quando lei non c’è, ti manca?
M. ha scritto: sessualmente intendi?
Project ha scritto: sì
M. ha scritto: beh, diciamo che non mi manca da starci male, saprei stare pure senza di lei ma non perché non ne sono innamorato ma proprio perché il sesso non è tutto
Project ha scritto: Con lei parli molto?
M. ha scritto: no, anzi proprio pochino, noi non abbiamo bisogno di parlare la nostra comunicazione è essenzialmente fisica.
Project ha scritto: quando stai con lei ti capita di pensare ad altre persone
M. ha scritto: sì ma ad altre ragazze, a ragazzi non è mai successo
Project ha scritto: ti senti anche amico della tua ragazza? Cioè al di là del sesso che cosa ti lega a lei?
M. ha scritto: mi lega il fatto che è una ragazza e pure una bella ragazza
Project ha scritto: ma sei proprio convinto di essere etero al 100%?
M. ha scritto: beh, pensi che se mi sentivo etero al 100% stavo qui a parlare con te?
Project ha scritto: ok ok, ricevuto chiaro e forte. I tuoi conoscono la tua ragazza?
M. ha scritto: certo! In pratica sta sempre a casa mia, cioè a casa dei miei. Che pensi Project? Dimmi che cosa hai in mente
Project ha scritto: Ci sono degli elementi che mi lasciano qualche dubbio, soprattutto il fatto che con la tua ragazza non si sincero al 100% e che poi con lei hai costruito un rapporto in cui la sessualità è l’elemento dominante. Comunque posso dire che parlare con te è facile, ci si capisce al volo, ma dal tuo primo post sembrava tutto molto diverso
M. ha scritto: Project, secondo te che devo fare? Il mio problema adesso è proprio come comportarmi con lei, ma come faccio a fare a una ragazza un discorso come questo? Ci resta secca e poi io quando sto con lei ci sto veramente bene, vabbe’ … la sincerità dove la trovi?
Project ha scritto: Ma ti senti represso?
M. ha scritto: dall’esterno no, almeno da qualche anno a questa parte no, da me stesso non lo so, almeno apparentemente no e poi non ho mai parlato di queste cose, mi fanno uno strano effetto, mi sembrano strane. Sai una cosa, pensavo di fare una prova, cioè di mettere da parte del tutto le fantasie gay, non dico definitivamente, ma così per vedere che succede, so quello che pensi degli esperimenti su queste cose ma penso potrebbe essere utile
Project ha scritto: ma hai amici?
M. ha scritto: amici no, amiche
Project ha scritto: e con le tue amiche puoi parlare di tutto?
M. ha scritto: le mie amiche non sono le amiche dei ragazzi gay, sono proprio le tipiche amiche dei ragazzi etero, dove il confine tra amica è altro è molto labile. Cero con le mie amiche non posso parlare di cose gay come ne parlo con te, è proprio un’altra cosa. Sei perplesso?
Project ha scritto: no, e penso che l’unica cosa che ti serva sia un po’ di tempo e un po’ di tranquillità
M. ha scritto: leggere il forum mi ha un po’ messo in crisi, una specie di richiamo alla realtà, ma se poi finissi per ritenermi gay, alla fine le ragazze penso che mi mancherebbero e lo penso davvero e poi mi manca l’innamoramento, magari unilaterale ma sarebbe moltissimo per me perché non ci sono mai passato o meglio l’ho schivato sempre. Mah! Più ci penso e meno ci capisco! Senti, se ci sei domani ma tardi, dopo mezzanotte, e ti va di fare due chiacchiere si potrebbe parlare un po’ ma non ti voglio monopolizzare
Project ha scritto: penso che ci sarò e non mi monopolizzi affatto
M. ha scritto: se vuoi pubblicare questa conversazione pubblicala, massimo mi prendono per uno un po’ fuori di testa, naturalmente se pensi tu che sia utile, tanto non ci sono dati sensibili
Project ha scritto: ok, grazie la pubblicherò
M. ha scritto: allora a domani notte Project e grazie del tempo che mi hai dato
Project ha scritto: un abbraccio e a domani!! Ciao!
M. ha scritto: Ciao!!
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martedì 18 maggio 2010
OK SONO GAY MA NON SO CHE FARE
Ciao Project,
volevo ringraziarti per ieri notte, hai una pazienza infinita e soprattutto hai la capacità di farmi sentire meno agitato. Uno come me, che a 25 anni, dopo tanti tira e molla, arriva alla conclusione che stare con una ragazza non fa per lui, si sente parecchio destabilizzato: che fare con la ragazza? Che fare con i genitori? E poi, gay, va bene, ma questo al momento significa solo che ho fantasie sui ragazzi, ma poi come mi devo muovere? Non ne so proprio nulla e puoi capire che la paura fa 90 al punto che qualche volta mi viene proprio la tentazione fortissima di dire: vabbe’, sono gay, ma tanto è solo una cosa di fantasia e non cambierà mai niente allora tanto vale che vado avanti a fare l’etero, l’ho fatto per tanti anni! Alla fine essere gay è troppo complicato, io non sono abituato a tutte quelle cose che ho letto nel forum , la prudenza, il recitare, diciamo che fino adesso l’ho fatto ma inconsciamente, in fondo una mezza idea di essere veramente etero fino a qualche mese fa ce l’avevo, ma adesso dovrei proprio recitare in modo consapevole e poi che faccio? Ammesso e non concesso che mi trovi un ragazzo, lo porto a casa e dico ai miei: ecco, lui è il mio ragazzo? Io credo che chiamerebbero il 113 perché da me non se l’aspettano affatto. E poi, anche ammesso che riesco a risolvere tranquillamente con la ragazza (ovviamente inventando false motivazioni, cosa che mi dà tremendamente fastidio, perché lei con me è sempre stata molto trasparente), che vuol dire trovarsi un ragazzo? Trovarsi una ragazza lo so che vuol dire, anzi, meglio, so che vuol dire essere trovato da una ragazza, e le complicazioni non sono troppe, ma cercare un ragazzo deve essere proprio una cosa diversa. Che dico a un ragazzo? Quanto sei bello! Mi ti mangerei di baci! Ma come si fa a corteggiare un ragazzo? Proprio non riesco ad immaginarlo. Ma insomma di tutte queste cose abbiamo parlato ieri sera e sul momento mi sono tranquillizzato, quando ci siamo salutati mi sentivo euforico, poi stamattina mi sono detto: ho parlato con Project, è vero, ma per me, in concreto, che cosa è cambiato? Proprio niente! Parlo con Project ma alla fine me la devo cavare da solo e qui sta il problema, perché ho proprio paura di non sapere nemmeno da dove si comincia. I ragazzi che gay ci si sono sentiti sempre, loro, queste cose le hanno imparate piano piano, ma io? Ho letto il forum per cercare di capire che cosa vuol dire in concreto essere gay e il risultato è che mi sembra molto più difficile di come pensavo prima. Sono ancora spaventato, mi sa che ci sentiremo presto. Una cosa l’hai fatta di buono, mi hai tolto dalla mente un po’ di idee balorde che mi sembravano assolutamente ovvie, sai, un pivellino non sa nemmeno l’a b c, il coming out, me ne riempivo il cervello, anche se non riuscivo proprio a capire come si potesse fare una cosa del genere, però mi piaceva l’idea e mi sentivo da meno perché inconsciamente sapevo che non era cosa per me. Adesso almeno mi sento meno inetto e più gay, diciamo così, normale, dopo quello che mi hai detto. Poi tutta la tirata della prevenzione! Mannaggia, Project, stavo proprio per gettare la spugna, con la mia ragazza in pratica al massimo un po’ di petting, quindi rischi zero, ma con un ragazzo io di farci un po’ di sesso ci facevo conto. Beh in certi momenti ieri sera mi dicevo: Project esagera! Magari lo fa a fin di bene, ma per lui questa storia della prevenzione è proprio una fissa. Però poi pensare che magari per un po’ di sesso uno può veramente mettersi nei guai grossissimi fa pensare e io non ci avevo mai riflettuto! Vabbe’, diciamo che penso che non mi sarei messo a rischio, ma adesso certo ci starò ancora più attento. Altro punto, ho bisogno di capire come vivono gli altri ragazzi la loro omosessualità (che parola orribile!) perché non mi sono mai innamorato di un ragazzo e credo che i miei dubbi di fondo vengano tutti da lì. Fantasie sessuali sì e tante, ma innamorato di un ragazzo mai! E come è possibile che se sono veramente gay non mi sia mai innamorato di un ragazzo? Mi sembra che un rapporto di coccole lo potrei avere con una ragazza ma con un ragazzo non lo so. Forse è tutta questione di ruoli, magari è una cosa che alla fine viene tutta da sé ed è una cosa semplicissima, però, al momento, a coccolare un altro ragazzo non mi ci vedo proprio. Ho pensato spesso che potrei fare tutte le mie fantasie, fantasie sessuali dico, su un ragazzo, ma se poi lo conoscessi sarei di fatto incapace di viverla in concreto quella sessualità, magari di quel ragazzo sarei amico, anche molto amico, come mi è capitato qualche volta, ma sai com’è quando si è amici il rapporto diventa quasi familiare e la sessualità non c’entra più niente, almeno penso che sia così, dei miei amici non mi sono mai innamorato, anzi non mi sono mai innamorato di nessuno. E poi esiste un ragazzo dolce come una ragazza? Magari se esistesse me ne potrei pure innamorare, ma vedo certi ragazzi che mi fanno proprio cascare le braccia, altro che dolcezza, proprio superficialità e pure brutalità stupida. Insomma, vabbe’, un gay non si innamora di tutti i ragazzi ma di uno solo, ma la cosa vale statisticamente ci sono quelli che di ragazzi ne hanno avuti 10 e quelli (come me) che non ne hanno avuto e non ne avranno nemmeno uno. E se resto solo (cosa molto probabile perché in quanto a coraggio sono un coniglio), gay e solo! Che bell’accoppiata! Non sarebbe meglio magari falso etero e solo! Potrei sempre dire che non ho trovato la donna giusta, che è almeno una cosa che si può dire. Ho paura, Project, di essermi messo per una strada che mi porterà solo grattacapi. Se trovassi un ragazzo che mi vuole bene, ok, allora avrebbe senso, ma è una cosa che mi sembra decisamente poco probabile. L’ultimo dubbio che mi è sfuggito ieri sera: ma di ragazzi nelle mie condizioni ce ne sono tanti? E in genere come va a finire?
Grazie per la pazienza Project, ci sentiamo venerdì sera.
Italo Amleto
p. s. Se pensi che questa mail possa avere un senso anche per altri pubblicala.
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