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martedì 3 novembre 2009

UN RAGAZZO GAY ALLA DISPERATA RICERCA DI AMORE ATTRAVERSO IL SESSO

Ciao project,
Questa è la mia storia, anche se non è molto bella, anzi tutt’altro.
Preferirei non dare molte informazioni, perchè sono tutt’ora minorenne, e la mia storia potrebbe andare contro la legge, e infatti possiamo dire che non è quello che le personi normali definirebbero “normale”.
Diciamo che ancora non ho raggiunto i diciott’anni e vengo dal meridione, hai già avuto modo di parlare con me, ma non ho facilmente parlato di questo mio pezzo di vita.
Diciamo che nonostante tutto, e della fiducia che ripongo in te, ho paura a ripescare questi ricordi dal mare della memoria.
Iniziamo la storia finendo con inutili dilungamenti, ecco, inizia tutto un paio di anni fa, nel 2007, ero giovane.
Avevo da un po’ accettato la mia natura omosessuale, anche se la definivo alquanto bisessuale, però non fu un duro colpo, almeno per me.
Passò un po di tempo, e reprimermi mi costò quasi totalmente la vita sociale, è dura mantenere una vita che contrasta con la propria vita esterna.
Persi man mano amici ed altro, ed un coming out poco pensato mi porto a chiudere i rapporti con la mia migliore amica, anche se non portò ad un outting .
Chiudere i rapporti però non è mai facile, anzi è una tortura, mi portarono a soffrire della solitudine, mai cosa fù più grave, sopportai per un po’ di tempo, però non riuscì a mantenere tale situazione, ero giovane, ed ero stupido.
Mi ritrovai sbattuto su siti di incontri e altro, vivendo una situazione pietosa, passavo serate con sconosciuti, utilizzando la parola corretta dovrei definirmi una marchetta.
Per sentirmi meno solo mi ritrovai a fare quello che le meretrici fanno per soldi, non ebbi poche relazioni, e non sempre ero sobrio, beh, puoi comprendere la situazione.
In quel momento però mi sentivo felice, desiderato, da persone di età differenti;
Si, hai capito bene, le mie “relazioni” non si limitavano a coetanei, no, ma anche a persone totalmente fuori dalla mia età, anche trentenni.
Li davo sfogo ai miei desideri, l’essere desiderato, l’essere accettato per quello che ero, anche se non nel modo che era propriamente giusto per me.
Riuscii ad uscire comunque, riuscii a capire che era sbagliato, ma mi ritrovai di nuovo catapultato in quel mondo che non mi desiderava, in quel mondo che era differente da me, da quel vecchio mondo dal quale ero fuggito.
Comunque qualche tempo dopo riuscii a trovare qualcuno da “amare” o almeno questo era per me, la nostra relazione durò abbastanza da capire che le parole dolci, i baci, e tutto il resto erano menzogne, che mi stavano utilizzando di nuovo come prostituta, solo che questa volta mi feriva ancora più nel profondo.
Passarono mesi dopo che chiusi quella relazione, dolorosa come una spada conficcata nel cuore, che trovai qualcun’altro a cui rivolgere le mie attenzioni, questa volta sembrava reale, ma non lo era, erano di nuovo menzogne, non riuscivo a mantenere una conversazione aperta per più di dieci minuti senza che finissimo a letto, anche se questa volta niente baci, niente amore, solo sesso da parte sua, nemmeno una bugia alla fine, nemmeno le parole “non andare” quando uscii da casa sua.
E poi qualche giorno fa, con un fare vittimistico ritorna, come niente fosse, senza aspettarsi però una presa di posizione, la forza di non ricadere.
Si, la forza di non ricadere in quello che era gia successo, la forza di mantenere salde le mie convinzioni, e di lasciare che scomparisse di nuovo.
Ora sono qui, forte, rimango saldo nelle mie convinzioni, anche grazie a nuovi amici, che comprendono e vivono nel mio mondo, e anche grazie alla consapevolezza che non sono mondi diversi, ma lo stesso unico mondo, che purtroppo è composto dalla nostra piccola, ma non tanto, popolazione e la loro, che come ho imparato a conoscere, non è tanto differente, e non è tutta uguale, ci sono anche persone che comprendono e accettano quello che siamo, per fortuna.
Project, questo è un pezzo della mia vita, non ho inserito volutamente nomi e altro per facilitarti il lavoro, perchè vorrei che tu faccia vedere questo stralcio di vita, questa pagina della mia storia, a tutti gli utenti che ti seguono, perchè credo che sia giusto che loro vedano, e conoscano certi lati del nostro mondo.
Grazie project di tutto, della tua casa virtuale e della forza che ci dai grazie alle tue parole, e i tuoi consigli.
Project credo di parlare per tutti, GRAZIE!!!

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=457

domenica 8 febbraio 2009

GAY ADOLESCENZA RITARDATA E ASESSUALITA’

Lo sviluppo psico-sessuale nel periodo della preadolescenza (età della scuola media) e dell’adolescenza (dai 13/14 anni fino ai 18/19) dipende in modo molto forte dai livelli di socializzazione. All’età della scuola media la spinta allo sviluppo psico-sessuale viene essenzialmente dal gruppo dei pari. Un ragazzo tra gli 11 e 13 anni sente il gap notevole che lo separa del mondo adulto e tende spontaneamente a integrarsi nel gruppo dei suoi coetanei. La scuola media non ha solo la funzione di istruire ma anche di favorire la socializzazione tra i ragazzi che è assolutamente fondamentale nello sviluppo della sessualità dei ragazi. Accanto alla scolarizzazione che è un’abitudine alla disciplina troviamo altre forme importantissime di esperienze che si realizzano nell’ambiente scolastico o intorno ad asso ma al di fuori di ogni possibilità di controllo da parte degli adulti. I ragazzi sono indotti a socializzare, a fare attività sportiva in comune e hanno più volte occasione di rimanere in piccoli gruppi, anche di due sole persone, e di parlare così di argomenti che non affronterebbero mai con gli adulti o che con gli adulti potrebbero affrontare solo in modo formale. Attraverso questi contatti si creano le prime occasioni di parlare della sessualità. Ciò che per un adulto è ovvio in tema di sessualità non lo è affatto per un ragazzo tra gli 11 e 13 anni. Più o meno a quell’età si scopre la masturbazione e la socializzazione tra coetanei diminuisce di molto l’ansia di quella scoperta e in genere della scoperta della sessualità. I ragazzi apprendono l’idea della masturbazione dai discorsi dei coetanei e poi la mettono in pratica, oppure la scoprono in modo autonomo ma sono in grado di collegarla immediatamente ai discorsi che hanno sentito dai loro compagni. Al tempo della scuola media la scoperta della sessualità degli altri ragazzi avviene in modo spontaneo attraverso il dialogo. Ci si rende conto di come gli altri vivono la sessualità attraverso i loro discorsi e si ha spesso la possibilità di paragonare il proprio sviluppo sessuale (peli pubici, dimensione del pene) con quello degli altri ragazzi, attraverso la presenza nello spogliatoio che è un corollario tutt’altro che secondario dell’attività sportiva in comune. Si impara piano piano ad inserirsi nel gruppo dei pari abituandosi a parlare anche della propria sessualità e nello stesso tempo si sviluppa la disinibizione sessuale attraverso la nudità comune nello spogliatoio. Chiaramente, per un ragazzo che abbia già sperimentato le prime pulsioni omosessuali, la socializzazione nel gruppo dei pari è problematica il ragazzo percepisce chiaramente che termini come frocio, finocchio e simili si riferiscono ai suoi comportamenti sessuali e si trova di fronte a un bivio: 1) Fingere una socializzazione come se fosse etero; 2) Mettersi da parte e ridurre la socializzazione ai soli comportamenti formali. Il giovanissimo ragazzo gay sente il bisogno quasi fisico della presenza e della intimità dei suoi compagni ma nello stesso tempo li teme sentendoli diversi da sé. La maggior parte dei ragazzi sceglie la strada del fingersi etero che, non fosse altro, permette di ascoltare i discorsi a sfondo sessuale dei propri compagni. Questa scelta, per quanto difficile, è già il frutto di una certa consapevolezza e di un certo autocontrollo. I ragazzi che scelgono di isolarsi e di evitare il gruppo dei pari e per esempio preferiscono inserirsi in gruppi di ragazze che sentono meno aggressive, evitano completamente il confronto con gli altri ragazzi su temi sessuali e si privano della possibilità di ascoltare i loro discorsi e quindi di conoscere i loro comportamenti sessuali. In alcuni casi la chiusura rispetto al gruppo dei pari è talmente anticipata (prima della scoperta della masturbazione) che il ragazzo che si isola non ottiene all’età giusta l’input che potrebbe indurlo alla scoperta della masturbazione. La curiosità che permette di superare l’inibizione in questo campo viene molte volte proprio da quanto si è appreso nel gruppo dei pari, senza una socializzazione adeguata nel gruppo dei coetanei maschi la scoperta della masturbazione viene spesso posticipata e ciò rende più problematico lo strutturarsi della sessualità adulta. In ragazzo che si isola dal gruppo dei pari viene nello stesso tempo emarginato dagli altri ragazzi, che lo sentono diverso. L’autoemarginazione arriva al punto di non partecipare ad attività sportive in comune, a gite e a momenti tipici di forte socializzazione che assumono spesso valenze sessuali non secondarie. Bisogna sottolineare che, nella grande maggioranza dei casi, mentre il ragazzo che sceglie deliberatamente di fingersi etero per integrarsi comunque nel gruppo ha coscienza delle motivazioni delle sue scelte, il ragazzo che evita il gruppo dei pari non è consapevole delle motivazioni per le quale preferisce stare fuori dal gruppo. In diversi casi la consapevolezza della omosessualità sopravviene in età nettamente adulta per due distinte strade: 1) la prima conseguente ad esperienze spesso lunghe e ripetute di una sessualità etero sostanzialmente non soddisfacente; 2) l’altra conseguente alla cosiddetta asessualità. Ed è su questa che vorrei ora soffermarmi.
Alcuni ragazzi, che non provano nessuna pulsione eterosessuale, e che quindi non possono essere indotti da pressioni ambientali a sentirsi etero, finiscono per centrare “tutta” la loro vita si aspetti non sessuali. Si tratta di ragazzi che tendono a razionalizzare molto, che vanno molto bene a scuola, che riempiono la loro giornata di mille impegni, tutti ufficiali, nessuno cioè che consenta un contatto affettivo profondo, che si integrano meglio in un gruppo di ragazze per le quali comunque non provano né attrazione sessuale né interesse affettivo. Si tratta di ragazzi che rifuggono dall’uso di termini esplicitamente correlati alla sessualità e che tendono a dare alla loro sessualità una interpretazione esclusivamente fisiologica mettendo da parte i coinvolgimenti sessuali di tipo affettivo-emotivo. Alla base di questi meccanismi c’è spesso la negazione della masturbazione. Questi ragazzi, che non hanno scoperto la masturbazione intorno ai 12/13 anni, come accade di solito, possono finire per non praticarla mai, cosa certamente meno comune, o per praticarla al solo livello meccanico quindi senza tutto il supporto della fantasie masturbatorie che danno alla cosa una valenza psicologica fondamentale. In entrambi i casi, sia i ragazzi che non si masturbano accontentandosi delle polluzioni notturne, spesso non accompagnate da sogni erotici, o che lo fanno in modo meccanico, si privano per anni di una potenzialità di sviluppo psico-sessuale. Va sottolineato che questi ragazzi non sono consapevoli delle reali motivazioni del loro evitare la masturbazione, perché non hanno avuto un imprinting sessuale in questa direzione al momento opportuno. Quando un ragazzo che evita la masturbazione diventa cosciente di quello che è il comportamento comune, cosa che può accadere anche molto tardi, per quanto possa sembrare strano, a giustificazione del suo comportamento adotta altre motivazioni, a volte esterne, come: lo faccio per motivi di fede, oppure: un bravo ragazzo non fa queste cose, e altre volte interne e dirette: non ne sento il desiderio, e può realmente essere così. La visione che questi ragazzi hanno della masturbazione è ampiamente distorta e lo si capisce dalle notazioni negative con le quali ne parlano e forse più ancora dalla necessità di trovare delle motivazioni serie per masturbarsi. Va tenuto presente che questi ragazzi, mano mano che crescono vivono tutte le esperienze sessuali tipiche dei loro coetanei a livello fisiologico, dalla erezione, che tuttavia non li porta alla masturbazione, alla eiaculazione notturna che chiaramente per loro è più frequente e arriva ad essere quasi settimanale, ma da queste forme di sessualità solo fisiologica continua ad essere separata la parte sessuale-emotiva. Mentre ai temi della scuola media l’isolamento di un ragazzo dal gruppo dei pari può essere totale, col passare degli anni le occasioni di contatti aventi valenza sessuale possono aumentare. L’intolleranza del gruppo dei pari diminuisce con l’avanzare dell’età e in genere un gruppo di sedicenni ha già un modo di atteggiarsi, nelle relazioni interne tra i membri del gruppo, di tipo decisamente adulto, intorno a questa età, anche a seguito delle cosiddette amicizie amorose, molti ragazzi per i quali non era accaduto prima, ricevono un imprinting sessuale e cominciano a capire il senso della masturbazione e la sua valenza nell’ambito della sessualità. In alcuni casi la fase della scoperta della sessualità è ulteriormente posticipata anche fino ai 24/25 anni quando i ragazzi vivono isolati, non hanno accesso a internet e quindi alla pornografia che in qualche caso può avere valenza di stimolo. Fino al momento di presa di coscienza della loro sessualità, questi ragazzi vivono l’esperienza della “asessualità” che non è traumatica perché non è cosciente e perché manca il secondo termine di paragone. Prima o poi la vita stessa mette questi ragazzi di fronte alla loro sessualità talvolta in età pienamente adulta e in modo traumatico. Il momento della crisi arriva quando essi si rendono conto di andare in erezione quando stanno vicino a un ragazzo e di cominciare, finalmente, anche se tardivamente, a fare fantasie sessuali su quel ragazzo. Quando queste cose avvengono in età adulta a ragazzi che in pratica non hanno mai vissuto la loro adolescenza con le relative valenze sessuali, la scoperta apre la porta ad un mondo assolutamente sconosciuto, che con la razionalità non ha nulla a che vedere. Si tratta in sostanza di un’adolescenza ritardata, vissuta in età adulta, che comporta lo smantellamento degli schemi di interpretazione del sé costruiti nel corso degli anni. Un ragazzo che si avvia a vivere un’adolescenza ritardata avverte la difficoltà di relazionarsi con fenomeni che sono per lui sostanzialmente nuovi e che hanno una enorme forza emotiva. Alcuni ragazzi gay che vivono un’adolescenza ritardata assumono atteggiamenti che tendono alla sublimazione. Avvertono il trasporto verso un altro ragazzo ma lo leggono in chiave esclusivamente affettiva e non sessuale o meglio lo accettano in chiave sessuale ma solo fino all’erezione e continuano a evitare la masturbazione perché in realtà non sanno seriamente di che cosa si tratta e come possa essere vissuta. Per questi ragazzi, accettare l’idea di una fantasia sessuale strutturata che li porti alla masturbazione come modo di vivere a livello fantastico un contatto sessuale che non è realizzabile nella realtà, è oggettivamente molto difficile. Come sempre, nelle questioni relative alla psicologia sessuale non senso alcuna forma di tentativo che non derivi da una profonda e autonoma esigenza. Già il fatto di arrivare a parlare di queste cose ha un significato importante perché le sdrammatizza e aiuta a vederle per quello che sono realmente evitando che si strutturino dei veri e propri complessi di impossibilità. Un messaggio rassicurante mi sento di darlo senza esitazioni: l’adolescenza ritardata si supera in modo spontaneo, non occorrono forzature, che anzi sono controproducenti. La scoperta della propria sessualità è e resta a tutte le età uno dei viaggi più entusiasmanti della vita. Ciò che conta è non chiudersi al confronto con gli altri e accettare quello che si è con tutte le proprie pulsioni, accettare cioè e non rimuovere la propria sessualità. La gratificazione che viene a un ragazzo dal vivere la propria sessualità in modo sereno, libero, senza condizionamenti, migliora notevolmente la qualità della vita e la rende più autenticamente umana.

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martedì 4 novembre 2008

IMPRINTING GAY

28 ottobre 17.31 CARLO scrive:

Sai un mio amico ha un problema grave ormai cerchiamo tutti d aiutarlo ... vedi lui sin da piccolo ha avuto esperienze omosessuali a 5 anni, poi alle elementari, e poi a 14 anni ha avuto la sua prima strusciatina con una ragazza e dopo numerose esperienze con quest'ultima sa che gli piacciono le donne ... sul campo va meglio ma sulla masturbazione oltre al pensiero delle donne avverte un forte desiderio di masturbarsi su uomini ... io credo che cmq sia stato condizionato da fattori passati, esperienze omosessuali che cmq hanno contribuito a questo suo particolare orientamento ... cmq sia tutti siamo etero però in base al contesto sociale e a fattori, esperienze ecc. scegliamo un orientamento piuttosto che un altro ... quindi la sua dipendenza sessuale è molto forte ma e convinto d poterne uscire ... e quello che voglio sapere è questo ... se ne può uscire?????? mi chiarisci le idee???? sennò ci scappa un morto..
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In questo commento di Carlo sono sintetizzati molti elementi. Provo ad analizzarli in modo conseguente:

Si parte da un’affermazione secondo la quale “tutti siamo etero però in base al contesto sociale e a fattori, esperienze ecc. scegliamo un orientamento piuttosto che un altro”. Questa affermazione, che ha l’apparenza di un luogo comune di buon senso, contiene affermazioni totalmente gratuite. Non mi soffermo neppure sul “tutti siamo etero” che postula una fantomatica identità etero originaria, ma osservo che nessun gay direbbe di avere “scelto di essere gay”. L’identità gay non è affatto una scelta ma una realtà che spesso si fatica ad accettare.

Si parla di un bambino che ha avuto esperienze omosessuali a 5 anni e poi alle elementari. Dire che un bambino di 5 anni ha avuto esperienze omosessuali è probabilmente un modo improprio di esprimersi che potrebbe significare due cose completamente diverse, cioè che quel bambino ha sviluppato con altri coetanei attività esplorative della sessualità in età molto precoce oppure che quel bambino è stato oggetto dell’attenzioni sessuali di adulti. Le due situazioni sono intrinsecamente diverse. Al di là della terminologia si tratta, sia in un caso che nell’altro, di un problema estremamente serio. Le modalità della scoperta della sessualità e la sistemazione psicologica definitiva delle prime esperienze sessuali (imprinting sessuale) hanno sicuramente una importanza enorme nello sviluppo della sessualità adulta, questo significa che ci si può domandare se esperienze sessuali molto precoci possano essere determinanti nella definizione dell’orientamento sessuale. Avere riscontri oggettivi circa il fatto che l’imprinting sessuale possa essere determinante nella definizione dell’orientamento sessuale non è concretamente possibile. Ogni affermazione, sia in positivo che in negativo, resta quindi priva di verifica e in buona sostanza nulla più che un’affermazione di principio. Ciò che invece è possibile riscontrare è la percezione che l’adulto ha dell’imprinting sessuale come condizionante l’orientamento sessuale. In altri termini non possiamo dire se sia o meno condizionante ma possiamo verificare se sia o meno percepito come condizionante da parte dei singoli in un’età in cui l’orientamento sessuale è ormai definito (anche se talvolta non accettato).

Sulla base dell’esperienza devo osservare che ciò che emerge in chat è legato a situazioni di disagio più o meno grave; quanto non crea problemi non è in genere oggetto di colloquio. Poco importa ad un ragazzo gay se il suo orientamento sessuale derivi o meno da esperienze infantili se il ricordo di quelle esperienze non crea particolari problemi e se l’essere gay è un fatto ormai accettato. Qualora invece il ricordo risulti sgradevole, problematico e non tranquillamente archiviato nell’ambito di una sistemazione organica del proprio passato, oppure l’omosessualità sia vissuta con ansia o non sia accettata, allora per un ragazzo chiedersi se la sua omosessualità deriva da un imprinting infantile ha un senso preciso perché una domanda simile tende a identificare delle colpe dalle quali deriverebbe l’omosessualità. In pratica quando un ragazzo in chat tende ad indagare la propria sessualità infantile alla ricerca del “perché sono gay?”, in realtà si chiede “di chi è la colpa del fatto che sono gay?” Di solito non si identifica nessuna colpa quando l’imprinting sessuale è legato ad una esplorazione sessuale tra ragazzi più o meno coetanei, mentre la colpa viene chiaramente individuata quando l’imprinting sessuale è stato il risultato di un atto di volontà coscientemente compiuto da un individuo molto più grande. Frasi come “però lui non si rendeva nemmeno conto” oppure “però in fondo era un gioco” dimostrano come non sia un comportamento sessuale in sé ad essere considerato colpevole ma come la colpa venga legata alla consapevolezza piena di ciò che si fa e delle relative conseguenze. Il riconoscimento della colpa di un altro individuo crea in un ragazzo la coscienza di essere vittima di un comportamento colpevole altrui e lo spinge a collegare l’origine del proprio orientamento sessuale al fatto di aver subito il comportamento colpevole di un altro individuo (violenza fisica o psicologica o quantomeno strumentalizzazione cosciente), ciò crea grossi problemi circa l’accettazione della omosessualità la cui origine non è considerata spontanea ma è tendenzialmente individuata proprio nell’aver subito violenza. Certo di gran lunga meno complessi sono i problemi legati alla esplorazione sessuale tra ragazzi più o meno coetanei, che è vissuta come un momento di condivisione tra pari in un’atmosfera di morbosità sessuale infantile o preadolescenziale.

Non ha molto senso chiedersi se il fatto che un ragazzo giovanissimo abbia esperienze di esplorazione sessuale con altri ragazzi anziché con ragazze sia la causa del suo orientamento sessuale gay o se proprio perché originariamente gay quel ragazzo cerchi esperienze con altri ragazzi piuttosto che con ragazze, ma certo tra l’avere vissuto esperienze di esplorazione omosessuale infantile o preadolescenziale “fortemente connotate sessualmente” e l’orientamento sessuale gay sviluppato in età successive esiste quanto meno una correlazione statistica che non è tuttavia facilmente riducibile in rapporti di causa-effetto. La specificazione “fortemente connotate sessualmente” è fondamentale perché di norma l’esplorazione sessuale non ha un’autentica connotazione sessuale.

La sessualità preadolescenziale e adolescenziale si sviluppa sulla base di due elementi distinti e correlati:

1) Lo sviluppo sessuale fisiologico, cioè la maturazione sessuale fisica di un ragazzo.

2) Le cosiddette atmosfere (o aure) sessuali.

Le atmosfere sessuali sono percepite molto prima che se ne comprenda il senso in modo sufficientemente chiaro. In genere l’elemento fondamentale che connota come sessuale un comportamento è il tabù (questo non si fa!) che si manifesta sia in forma esplicita come divieto che in forma implicita come rimozione dell’argomento che non è mai preso in considerazione. La proibizione e il tabù caricano un oggetto o un comportamento di atmosfere sessuali, ovviamente la proibizione produce la necessità di superarla ma salvando comunque l’apparenza. Violare il tabù consacrato da un’atmosfera sessuale forte è visto come elemento di crescita che deve essere vissuto tra compagni, in modo segreto, non coinvolgendo il mondo degli adulti: è la cosiddetta morbosità sessuale pre-adolescenziale e talvolta adolescenziale: un contenuto affascina perché è proibito e la proibizione deve essere violata tra pari.

Ormai da diversi anni, mancando una vera educazione sessuale-affettiva, l’educazione sessuale dei ragazzi è totalmente delegata alla pornografia e i contenuti della pornografia sono i tipici tabù sessuali. Vedere insieme un film porno in età pre-adolescenziale ha una dimensione morbosa perché rappresenta la violazione condivisa di un tabù. La morbosità delle trasgressioni le rende momenti carichi di una intensità affettiva e sessuale molto forte, valga l’esempio dei comportamenti anche infantili di esplorazione reciproca della nudità dell’alto, dei primi contatti visivi e non solo con i genitali di un’altra persona, anche in età in cui erezione e eiaculazione sono ancora da scoprire.

In una società in cui non ci sono tabù sessuali connessi alla nudità, che è accettata come una cosa comune, la nudità perde il suo carattere morboso perché manca l’aura sessuale intorno ad essa. In epoche e in società diverse gli stessi fatti possono essere vissuti in modo morboso o addirittura senza alcuna implicazione sessuale a seconda dell’ambiente. Classico è l’esempio del nudo che ha subito nel corso della storia una progressiva liberalizzazione. Sottolineo un fatto paradossale il nudo per i gay ha normalmente una valenza molto meno morbosa che per gli etero. La segregazione per sesso, se toglie ai ragazzi etero la possibilità di vedere ragazze nude, per esempio in ambiente sportivo, offre invece ai ragazzi gay lo spettacolo comune della nudità di altri ragazzi. Per un ragazzo etero vedere una ragazza nuda è molto più difficile di quanto non sia per un ragazzo gay vedere un ragazzo nudo, di conseguenza il senso di trasgressione che prova un ragazzo etero nello spiare la nudità di una ragazza è più forte di quello che prova un gay nello spiare un ragazzo. Le attività sportive in comune, divenute estremamente diffuse, hanno praticamente tolto alla nudità di un ragazzo gran parte della morbosità che essa poteva rivestire in precedenza per un gay.

In età infantile e al limite pre-adolescenziale, quando la nudità non è esperienza comune, essa può rivestire caratteri di morbosità, ma da quando esiste un’attività sportiva in comune, diciamo dagli 11 anni in poi, la morbosità sessuale si manifesta in trasgressioni che vanno oltre la dimensione del nudo, si tratta nella stragrande maggioranza dei casi di comportamenti esclusivamente imitativi dei modelli proposti dalla pornografia messi in pratica da ragazzi non sessualmente maturi. Questi comportamenti, col passare del tempo e con la maturazione sessuale fisiologica, assumono via vita, o possono assumere, una connotazione autenticamente sessuale. Tuttavia nella grande maggioranza dei casi l’esplorazione sessuale reciproca serve a dare a un ragazzo la dimensione della sua maturazione sessuale, la cui realizzazione è percepita tipicamente attraverso la crescita dei peli pubici e la dimensione del membro. I confronti sulla dimensione del membro in età pre-adolescenziale sono comunissimi e non hanno nulla a che vedere con l’omosessualità. L’esplorazione sessuale reciproca in buona sostanza non è neppure avvertita come una forma di imprinting sessuale perché in essa prevale l’elemento di ricerca della tranquillità in rapporto al proprio sviluppo sessuale.

Riassumendo, salvo rare eccezioni, l’esplorazione sessuale reciproca in età infantile o preadolescenziale non è generalmente caricata di valenze autenticamente sessuali e non è vissuta come imprinting sessuale e realisticamente non ha un peso nella determinazione dell’orientamento sessuale. Naturalmente, nei casi in cui l’enfatizzazione del contenuto sessuale è forte, queste esperienze possono essere vissute come un vero imprinting e in quel caso l’ipotesi che possano essere correlate, senza un preciso rapporto di causa ed effetto, con l’orientamento sessuale adulto è un’ipotesi realistica.

Nel caso in cui un ragazzo si senta vittima di interessi sessuali da parte di adulti gli eventuali contatti sessuali subiti non solo sono vissuti come un imprinting sessuale, ma come un imprinting negativo e violento. In questi casi, per i ragazzi che si scopriranno gay, l’accettazione della omosessualità sarà molto problematica perché sarà vista come esito di un imprinting violento del quale si è rimasti vittima e che ha interrotto e deviato il normale corso della maturazione della sessualità. Che ciò sia oggettivamente vero o meno poco conta perché è la percezione del fatto che crea il disagio.

Quanto al fatto riportato nel commento citato che un ragazzo al quale “piacciono le donne” provi forti desideri di masturbarsi pensando a uomini, sono portato a pensare, come ho detto più volte che si tratti di un ragazzo gay che tende a scappare dalla sua identità. Potrebbe anche avere un senso un’ipotesi di bisessualità basata sul fatto che il ragazzo si masturba sia penando agli uomini che pensando alle donne, che è una caratteristica della bisessualità non a periodi, ma il quadro complessivo e il “forte desiderio” di masturbarsi pensando agli uomini ricorda da vicino le situazioni tipiche dei ragazzi gay in fuga dalla omosessualità.

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sabato 14 giugno 2008

DESIDERI SESSUALI GAY E AMORE PER UN ETERO

Ciao Project,
noi non ci conosciamo, ho letto un bel po’ del blog, ma proprio tanto. Diciamo pure che mi piace, però, che ne so, io leggendo le cose che scrivi e forse soprattutto quelle che scrivono i ragazzi mi ci trovo un po’ a disagio. Qui sul tuo forum sono tutti bravi ragazzi, tu lo hai detto tante volte, e allora io che ci sto a fare? Perché io tanto bravo ragazzo non mi ci sento proprio. Cattiverie vere non ne ho mai fatte, ma il sesso mi piace troppo, io ragazzi che ci stanno non ne trovo e quelli che trovo mi fanno proprio schifo. Mica sono razzista coi gay! È che ce ne sono proprio di quelli squallidi e quelli non li sopporto proprio, ma quelli che forse ci starebbero con me sono proprio quelli, ma me mi piacciono i bravi ragazzi, quelli come dici tu, il Forum l’ho letto e tre o quattro ragazzi di quelli mi piacerebbe tanto conoscerli ma non lo faccio perché poi, con me, quando non recito, finisce tutto a schifo, ma mica per colpa loro, solo per colpa mia, perché io alla fine una cosa pulita non me la so conservare. Voglio dire che se un ragazzo mi piace mi piace e io per arrivare al sodo ce la metto tutta, sì, per arrivare a portarmelo a letto, esatto! Hai capito bene! Oh! Questa è la verità, io ci provo, a me tutte quelle cose che non finiscono mai tutto quel gioco di tira e molla non mi piace proprio, poi magari ci perdo tre mesi e quello manco ci sta allora è meglio mettere in chiaro subito. Vabbe’ sono grezzo, ok, ma a me non ne frega niente di essere uno tutto buonino buonino. Scusa eh, ma i ragazzi che conosci tu certe cose non le fanno? Le fanno, le fanno! Stai sicuro che le fanno, beh, e allora le faccio pure io. Oh, se metti le cose in chiaro almeno non perdi tempo, poi se non ci vuole stare: ciao! Ma tu che pensi che i ragazzi sotto sotto non ragionano tutti così? Vebbe’ Insomma , la stragrande maggioranza con me non ci sono voluti stare e sai perché? Questo è il mio segreto! Insomma secondo me faccio schifo pure fisicamente, a me non mi si fila nessuno, non solo, ma quando passo si pure scansano. Sono stato solo con due ragazzi, uno faceva schifo peggio di me e l’ho mollato subito, l’altro pure pure si poteva guardare, però cominciava col ciccì cicciò, i messaggini e ‘ste stronzate qui che ho preso e ce l’ho mandato a lui e tutto il cellulare! E sono rimasto solo! Che stare solo non è che faccia tanto schifo, anzi! Io non lo so perché ai ragazzi gay gli piglia la mania che si devono mettere per forza con qualcuno. Belli! Ma se uno si mette con te è come se ti mettesse il guinzaglio e io sono nato cane sciolto, meglio solo che legato da qualche parte. Mo’ tu mi dirai: ma che caz.. m’hai scritto a fa’? Allora, io sesso sesso magari no! Però diciamo che qualche piccola soddisfazioncella pure me le voglio pigliare. Vebbe’ che sono brutto ma mica sono più fesso degli altri. Almeno un po’ di sesso di serie B lo voglio, un po’ di sesso di straforo. Beh, già m’immagino la faccia che farai, diciamo così, un po’ di sesso rubato, eh? Che dici? E perché no? Io mica li ammazzo. Oh! E poi lo fanno tutti! Lo fanno e manco lo dicono. Vabbe’ la palestra è ovvio, ci vado sì! E se mi perdo pure quello che faccio? Ma mo’ di quelle cose n’hai sentite troppe e non è che io ti posso raccontare cose tanto diverse perché là vedere e non toccare è cosa da crepare! Quindi, diciamo così, là si comincia, ma io quando vedo un bel ragazzo, e l’ho visto pure nudo, non ci resisto proprio, ci devo provare. Io un ragazzo che mi piace proprio tanto, ma ti dico tanto tanto, l’ho visto, me lo sono coccolato bene, me lo sono portato a casa. Oh! Non pensa’ male! Gli ho fatto vedere la mia collezione di monete (non è mia era di mio nonno!) e lui s’è incantato e glien’ho raccontate di balle! Poi m’ha invitato a casa sua, io mi sono messo il vestitino tutto carino che sembravo un Gagà, una cosa che non avevo mai fatto in vita mia, eh l’amore che fa fare! Insomma a pranzo da lui, io arrivo verso le 11.00 e ci sta pure la ragazza, ammazza! Quasi bona! (dico per dire!) Io ho fatto più la corte alla ragazza che a lui, quindi a me mi pigliavano per etero spaccato, m’ha presentato a tutta la famiglia, ma proprio un bravo ragazzo, vabbe’, c’ha la ragazza, ma a me che me frega? Tanto non è che si deve innamorare di me ma un pochetto di sesso di straforo si può fare pure con un etereo, no sesso sesso, ma sesso rubato come t’ho detto prima. Insomma sei etero? Embè! Sempre un ragazzo sei! Mica ci posso andare tanto per il sottile e poi, bello sei e che ti faccio scappare così? No! Insomma, butto là la cosa che volevo andare in campeggio sul Gran Sasso per un paio di giorni, che c’ho la moto (tra parentesi pure lui c’ha la moto!), la tenda e che queste cose si fanno meglio se si sta con un gruppetto di amici e lancio la cosa che ci potevamo andare tutti i tre, io lui e la ragazza. Io la ragazza appresso non me la sarei portata mai, ma buttarla lì così fa scena. I genitori hanno subito pensato che mi volessi fare la ragazza! E hanno cominciato a sollevare eccezioni. E io gli ho detto: “Ma io non la violento mica! E poi ci sta pure lui!” Come a dire che potrei violentare lui! Ma la battuta è stata presa in un senso meno perverso e i genitori pur di salvare l’onore della pulzella si sono offerti di mandare il figlio con me! Lui era perplesso, poi l’abbiamo presa sul ridere e alla fine ha detto di sì! La domenica siamo partiti prima dell’alba e con una moto sola e una mini-tenda a due posti! Più è mini meglio è! Prima ho guidato io e lui si teneva alla maniglia sopra il sedile mio, poi ha guidato lui e io mi tenevo direttamente abbracciato a lui. Mannaggia che sensazione! Per fortuna dovevo stare attento a non cascare dalla moto perché, vabbe’, avete capito! Insomma, siamo arrivati sul Gran Sasso che era ancora mattina preso. Uno spettacolo! Anzi due! La montagna e lui! E io non so qual’era meglio. Siamo saliti su per un stradetta fino a sopra sopra, faceva pure un freddo cane, anche se è cosa di qualche giorno fa. Abbiamo trovato uno spiazzo, un posto bellissimo, ci siamo messi a prendere il sole senza camicia, ma quant’era bello! No il sole, lui! Siamo scesi in paese, abbiamo fatto la spesa e siamo risaliti su al posticino nostro: un silenzio, un pace, una cosa da sogno e noi due là come due piccioncini, io pensavo quasi quasi lo violento veramente! (Scherzo! Non mi passerebbe manco per l’anticamera del cervello!). Insomma una giornata splendida, ma io aspettavo la sera, l’avevo visto nudo decine di volte e la cosa che volevo di più era stare insieme con lui da solo, cioè speravo che magari ci potesse essere da parte sua una mezza erezione perché l’avevo visto sempre e solo, diciamo così, a riposo, e allora, sai, ci vai di fantasia. Però la sera faceva un freddo cane e ci siamo infilati nei sacchi a pelo, due sacchi a pelo, uno per uno, e qui ho fatto la cosa della quale mi vergogno di più che non è una cosa di sesso, abbiamo cominciato a parlare e abbiamo parlato di sesso e m’ha detto dei problemi che aveva con la ragazza, insomma la ragazza di fare sesso con lui non ne voleva sapere, poi m’ha chiesto come facevo io, ma ha dato così automaticamente per scontato che io avessi una ragazza e che facessimo sesso che io non lo potevo deludere e mi sono messo a inventare tutta una storia, mi sono inventato una ragazza e quanto stavamo bene insieme e tutta questa roba qua e lui m’ha detto che ero veramente fortunato e che l’avrebbe voluta avere lui una ragazza come la mia! È paradossale ma l’ha detto! Poi ci siamo messi a dormire, io la mattina mi sono svegliato appena c’è stato un po’ di luce, lui era tutto imbacuccato nel sacco a pelo, usciva solo la testa, beh, non ci crederete, ma per me quello era uno spettacolo sessuale coinvolgente eccome, sono stato in erezione tutto il tempo, poi quando ho capito che stava per svegliarsi mi sono alzato e sono uscito dalla tenda perché l’aria fresca mi rimettesse in ordine. Quando si è alzato abbiamo fatto colazione e lui ha telefonato alla ragazza, era felice, io sono sicuro che era felice di essere stato con me e di essere stato coccolato a quel modo, e di avere parlato di sesso liberamente, vabbe’ il pomeriggio siamo tornati a Roma. Lui era veramente felice e pure io, almeno in un certo senso, poi mi ha chiesto di presentargli la mia ragazza. E qui casca l’asino! Mica gli potevo dire di no, però non mi potevo nemmeno cacciare in qualche pasticcio più grosso. Gli ho detto che gliel’avrei fatta conoscere di sicuro ma che non me la doveva rubare, ecc. ecc. ci abbiamo scherzato sopra. Quando ci siamo salutati era proprio raggiante, mia ha chiesto quando ci saremmo rivisti. Io gli ho detto: “Ti chiamo io! E comunque ci vediamo in palestra!” Lui mi detto: “Domani in palestra”. Ovviamente l’indomani non sono andato in palestra e non l’ho chiamato. Mi ha chiamato lui e io ho cominciato a mettere in cantiere che c’erano cose con la mia ragazza che non andavano bene. Ci siamo visti dopo tre giorni e io ero nero (cioè facevo finta), lui ha cominciato a consolarmi perché mi vedeva giù di corda ed è stato dolcissimo. Io non so la ragazza come fa a non fare sesso 24 ore su 24 con uno così! Adesso sto preparando l’uscita di scena della mia ragazza. Insomma Project, questa è la storia, tu mi dirai: “ma tu non sei uno che ci prova ma sei solo un povero imbecille innamorato di un etero che manco se lo fila.” Ma non è così lui a me mi vuole bene. Lo so che è un amore rubato, ma non ci posso fare niente, questo è il massimo che posso avere. Certe volte ho l’impressione che sto spingendo il gioco troppo oltre. Comunque lui è etero al 100% e di questo non ho proprio nessun dubbio perché mi ha fato certi discorsi sul sesso con le ragazze che li può fare solo chi il sesso con le ragazze lo fa, non solo, ma chi lo fa con una grandissima partecipazione. Lo so che è una situazione di stallo e che prima o poi mi crollerà tutto in testa, ma se succederà, allora gli dirò: “Bello! Io mi sono innamorato di te! Ma ancora non l’hai capito? ”

Project, mi rendo conto che la storia è po’ troppo sexy, però alla fine secondo me non è così sconcia, se pensi che possa servire a qualche cosa mettila nel forum o dove vuoi tu e se vuoi tagliala. Il mio contatto è: [omissis]. Sei un vecchiaccio, ma due chiacchiere con te ce le fari volentieri.

Un abbraccio!

Luca

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Se volete, potete partecipare alla duscussione su questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogay.forumfree.net/?t=29026510

sabato 26 aprile 2008

COMPORTAMENTI SESSUALI GAY

Chiedo scusa a Daniele che si sarà sentito trascurato, cosa del tutto lontana dalle mie intenzioni.

Ciao Daniele,
a causa della rottura del mio computer (e del fatto che non apro spessissimo il mio account di posta sul sito msn), leggo solo oggi il tuo messaggio del 7 Aprile. Ti ho mandato una mail per chiederti scusa. Riposto qui di seguito la tua mail con l’intero post che hai voluto così gentilmente trasmettermi. Ti ringrazio sentitamente per la fiducia.

Ciao Project,
finalmente mi sono deciso, pensa che ti ripensa stavo lasciando correre tutto per l’ennesima volta e invece sto qui e adesso a scriverti ci provo anche se mi fa una stranissima impressione, non fosse altro perché non ti conosco anche se le cose che fai mi sembrano serie, e direi anche molto serie. È questo il motivo per cui ti scrivo. Non ho scritto un post per te da pubblicare nel forum o nei tuoi siti gay, ti mando qualche pagina del mio diario. Mi sono sempre chiesto se ci sono altri ragazzi che abbiano vissuto le stesse esperienze, è ovvio che ci sono, ma mi chiedo se ci sono rimasti come ci sono rimasto io. Magari io non sono capace di dare alle cose il giusto valore. Ti vorrei pregare di pubblicare queste pagine (se non ti sembrano un po’ troppo scabrose) sul sito msn, anche sugli altri e sul forum se vuoi, ma sul sito msn ci terrei particolarmente. Ti saluto e ti abbraccio!

Daniele

(p.s. il mio contatto è: [omissis])

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Mercoledì
Una giornata da incubo! Mi hanno mandato in giro per la città tutta la giornata: fai questo, fai quello! Vai sopra, vai sotto! Insomma io sono il servo di tutti. Non conto un cavolo, va bene, ma un po’ di educazione ce la dovrebbero mettere, ma perché si devono pulite i piedi addosso a me? È gente che fa proprio schifo, io me li devo pure tenere buoni perché se no, dove vado? Il principale un po’ di rispetto ce l’ha ma gli altri sono proprio gente squallida. Stamattina all’ufficio postale è successa una cosa strana, hanno cambiato l’impiegato dei pacchi e ce ne hanno messo uno giovane, sembra proprio un ragazzino e oggi con me è stato gentilissimo. Comunque è una piccola consolazione in una giornata di merda.

Giovedì
Ho lavorato poco oggi. Sono stufo di fare niente. C’è un ragazzo nuovo che lavora con me, ma non è nemmeno passabile, non sarebbe bruttissimo ma è imbranato, gli dici una cosa e ne capisce un’altra, certe volte non riesco a capire nemmeno esattamente quello che dice, parla strano, non lo so, anche se non sarebbe proprio brutto, però non mi attizza proprio, diciamo che non è sgradevole, a parlare con me ci prova e porta la fedina, quindi secondo me c’ha pure la ragazza.

Venerdì
Che stress! Oggi è venuto il boss, proprio il proprietario ma io non l’ho nemmeno visto. Il direttore era in fregola, c’avrà più di 40 anni e si comporta come un ragazzino col proprietario, da quello che ho visto, se il boss gli chiedesse di andare a letto con lui, quello ci andrebbe! Poi ho rivisto per un attimo il ragazzo dei pacchi alla posta, quello è veramente un bel ragazzo, manco niente di eccezionale però caruccio, mi attizza un pochetto, almeno un pochetto, però ci siano scambiati solo un sorriso. A casa ho litigato di brutto con mamma, si impiccia dei cavoli miei e mi manda in bestia. Babbo non lo fa, a lui non gli passerebbe nemmeno per la testa, ma lei è ficcanasa e di che si impiccia poi? E mi fa rabbia quando dice che non è vero. Io metto le cose in un certo ordine e le trovo sempre in un altro modo. Tanto è inutile che fruga, le cose mie importanti stanno tutte nel computer sotto password e lì non ci mette le zampe nessuno, nessuno! Oggi dovevo andare a prendere una pizza con Lorenzo e con Luca, ma col cavolo che se ne sono ricordati, tanto loro c’hanno altro da fare, mica possono mollare la ragazza per stare con me. Va bene che dicono che siamo amici! Ma amici di che?

Sabato
Che orrore il sabato e la domenica. Posso solo aspettare il lunedì. Gli amici hanno da fare, io no! Io sto qui a casa bello bello e che faccio? Per fortuna che c’è internet, però pure internet alla fine è una noia, sì, all’inizio un po’ di sesso, però è tutto falso, non dico che mi fa schifo, anzi! Però alla fine al di là di una bella sega non ci si va, almeno per come la vedo io, perché nei pasticci non mi ci voglio cacciare e nemmeno a livello psicologico, tutto quel tira e molla, penso, perché poi non lo so mica come funziona. Un sito bello è [omissis] anzi è proprio bello, però pure quello non dico che stufa, un po’ lo guardo (più di un po’) però alla fine a che mi serve? Mi scarica un pochetto, questo sì, proprio a livello fisiologico, mannaggia ma non mi basta, non mi basta più! Io voglio un ragazzo vero, mi ci voglio dedicare con tutte le mie forze, io un ragazzo vero lo saprei fare felice, ma tanto io un ragazzo vero non ce l’avrò mai!

Domenica
Pranzo da zio, Almeno ho mangiato bene. Zio secondo me sì è messo in testa che mi posso mettere con Martina [la figlia]. A Martina secondo me una cosa del genere non passa nemmeno per l’anticamera del cervello! Per fortuna! Ci mancherebbe solo questa! Mi avevano proposto di iscrivermi a una palestra, sai tu quanti bei ragazzi da vedere! Ma tanto non ci andrò mai! Domani si va a lavorare. Uffa! Non ne posso proprio più! Adesso me ne vado un po’ sul solito sito, così mi rifaccio gli occhi.

Lunedì
Oggi è successa una cosa stranissima, cioè non stranissima ma una cosa che mi si è messa nella testa e non se ne va più via, il ragazzo dei pacchi dell’ufficio postale mi ha sorriso in un modo che può avere solo un significato. Adesso so che si chiama Mauro M. perché sta scritto sul cartellino identificativo che porta al collo. Si è messo a cercare al computer un pacco raccomandato della ditta che si era perduto e ci ha messo più di mezz’ora ed è riuscito a trovarlo, io ho seguito tutta l’operazione e l’ho potuto osservare da vicino. È proprio carino, non bellissimo ma dolce, insomma non me ne sarei andato più. Quando ha trovato che fine aveva fatto il pacco mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha sorriso, come per dire: l’ho fatto per te! Sono stato a pensarci tutta la giornata, mi sa che mi sto prendendo una cotta pericolosa.

Martedì
Ho parlato con Mauro per qualche minuto, mi ha dato il numero di cellulare e io gli ho dato il mio, stasera andiamo a prendere una pizza. Chissà che cosa ne può venire fuori mi devo fare una bella doccia e mi devo fare bene la barba. Non succederà niente, lo so, ma se dovesse succedere voglio essere preparato.

È gay!!! Che bello! Che bello! Che bello! Che bella serata, quanto è dolce, quanto e coccolone, mannaggia me lo sarei mangiato di baci e poi mi piace molto perché non ha la fissa del sesso, siamo stati a parlare in macchina, solo a parlare, due gay in macchina solo a parlare significa che non è uno dei soliti fissati, mi ha carezzato una mano e un altro po’ mi prendeva un accidente. Mi sentivo carico all’ennesima potenza, pensavo che avrebbe fatto un passo oltre ma non è successo. Mi ha detto che ha avuto solo due ragazzi ma che l’hanno scaricato tutti e due perché nel sesso volevano fare solo come volevano loro ma lui si sentiva strumentalizzato e ha cercato di farglielo capire ma quelli non ne hanno voluto sapere. Ma io dico: trovate un ragazzo come Mauro, ma come fate a impuntarvi su cose di sesso? Se vi volete bene alla fine un equilibrio si trova. Poveretto! Penso che ci sia rimasto veramente male. Con me non sarebbe successo niente di simile, gliel’ho anche detto e lui si è limitato a sorridere e mi ha baciato, ma in modo lieve lieve. Mauro! Come faccio a non saltarti addosso.

[ omissis ]

La settimana seguente.

Martedì
Con Mauro abbiamo fatto tanti progressi, adesso ci baciamo proprio come si deve, insomma proprio una cosa coinvolgente proprio a livello sessuale, però mi ha fatto pure dei discorsi un po’ strani. Mi ha detto che cosa gli piacerebbe fare con me. Fino a un certo punto mi ci ritrovavo ma poi mi ha chiesto se io avrei accettato di essere passivo e ha detto che quella è una grandissima prova d’amore. A me questa cosa m’ha dato un po’ fastidio. Gli ho detto che fantasie del genere non ne ho mai avute e lui mi ha detto che lui invece si sentiva completamente attivo, poi ha minimizzato, e ha cercato di cambiare discorso. Va bene che può avere anche delle fantasie diverse dalle mie, però mannaggia, adesso mi mette in crisi, io non lo voglio perdere, però non voglio nemmeno fare cose che non mi piacciono. E poi non capisco una cosa: Marcello che era gay che di più non si può, queste fantasie non ce le aveva, ma non gli passavano nemmeno per l’anticamera del cervello. C’aveva le sue fisse su tante altre cose, ma nelle cose di sesso mi ci ritrovavo piuttosto bene. Mah! Questa cosa mi crea dei problemi. Ma perché dovrei fare cose che non mi piacciono per fare contento Mauro? E poi c’è pure la faccenda del rischio, perché in quelle cose il rischio aids c’è, va bene, col preservativo molto meno, però non è nemmeno questo, mah! Però magari l’ha detta così per dire e non insiste nemmeno, perché in effetti potrebbero essere tutte paturnie mie e magari per lui non è nemmeno una cosa importante, però da come l’ha detto non sembrava.

Mercoledì
Mannaggia stasera è stato tanto coccolone, dolce dolce, ma anche un po’ troppo insistente. Una cosa mi lascia un po’ perplesso: noi ci baciamo e basta, ho provato ad andare oltre ma mi ha fermato e mi ha detto che con me vuole una cosa completa, in un certo senso, lì per lì, mi è sembrato un ricatto affettivo, come se mi dicesse: o fai come dico io o te ne vai. Alla fine una mezza risposta positiva me l’ha strappata. Sabato sera andiamo a casa sua al mare. Chissà se sto facendo bene. È vero che mi chiama dieci volte al girono e mi dice cose tenerissime, mi dice che pensa solo a me dalla mattina alla sera e che si masturba pensando a me ma non mi ha chiesto se faccio lo stesso pure io. Però insiste troppo su quell’altra cosa. Mah! E poi io che posso fare? Di una cosa del genere non ne posso parlare con nessuno.

Domenica mattina
Mauro non mi è piaciuto troppo. Io con Marcello facevo l’amore, era tutta una cosa alla pari, non c’erano ruoli di nessun genere, con Mauro (che è pure un bel ragazzo e nudo e molto meglio che vestito) io l’impressione di una cosa a due non ce l’ho avuta per niente. Lui pensava solo ai cavoli suoi e io subivo e basta. Io ho sopportato tutto, ma a lui l’idea che fare sesso così mi faceva proprio schifo non gli è nemmeno passata per la testa, non l’ha capito, o forse non gliene fregava proprio niente. Io ho subito tutto e pensavo che dopo non dico ci saremmo scambiati le parti perché la cosa per me era del tutto innaturale e proprio repellente, ma pensavo che dopo ci sarebbe stato un po’ di sesso come quello che facevo con Marcello, cioè vero e a due, alla pari, una cosa in cui tu pensi a come farlo stare bene e non pensi nemmeno a te stesso, e invece niente, quando ha finto di fare quello che voleva, a me non ci ha pensato proprio. Io dico, ma ci sono pure io! Ma come fai a non accorgertene. Mi ha usato proprio, che io sono un ragazzo come lui non l’ha nemmeno pensato, ero solo la sua bambola gonfiabile. Mah! A pensare queste cose mi vengono pure gli scrupoli perché magari dal suo punto di vista è tutto diverso e io la sto facendo troppo grossa per cose che poi non sono nemmeno una tragedia nel senso che uno, al limite ma poi perché? Non so che pensare. Domani proverò a parlarci. Gli mando un sms un po’ affettuoso, ma sì, va’, come quelli che mi manda sempre lui.

Non mi ha risposto, gli ho mandato tre sms e non mi ha risposto, non ha mai fatto così… non so che pensare…

Mi chiama Mauro e mi dice che l’ho trattato male, che non gli voglio bene perché ho cercato in tutti i modi di fargli pesare che mi aveva chiesto di essere passivo e io ho finito per consolarlo e per dirgli che lo amo alla follia. Alla follia no, ma che lo amo è vero.

Dopo una settimana.

Lunedì
Mi ha scaricato definitivamente. Siamo finiti a letto cinque volte in sei giorni, ho finito per fare quello che voleva lui, ma lui voleva pure che facessi finta di divertirmi, no! Questo mi sembrava troppo e ho provato a parlarci seriamente. Gli ho detto che almeno un po’ di attenzione da parte sua l’avrei voluta perché dopo tutto sono un ragazzo anche io, lui mi ha detto che il passivo non lo fa perché non gli piace, gli ho detto che non mi riferivo affatto a una cosa simile, lui mi ha risposto che se volevo essere masturbato potevo farlo pure da solo, s’è arrabbiato e ha cominciato ad alzare la voce, poi si è calmato e mi ha chiesto scusa ma me ne sono andato. Adesso per un verso mi manca e per l’altro mi sento di nuovo libero. Anzi mi manca moltissimo…

Martedì
Ieri ho rivisto Marcello e gli ho raccontato la storia. Lui Mauro lo conosce. Mauro c’ha provato pure con lui con la stessa tecnica, ma lui l’ha mandato a quel paese. Grande Marcello! (Ma perché io sono sempre il più tonto della situazione?) Mi ha detto che Mauro fa sempre così e che l’ha già fatto con parecchi ragazzi. Almeno adesso ho le idee chiare. Ma come ho fatto a dare retta a uno simile? E adesso a chi penso quando mi masturbo? Beh, c’è sempre internet, per fortuna almeno davanti allo schermo posso essere me stesso!

Se volete potete partecipare alla discussione su questo documento aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogay.forumfree.net/?t=27408692

sabato 22 marzo 2008

SESSO GAY NEL DIARIO DI UN DICIOTTENNE

Un documento interessante: la sessualità gay di un diciottenne di 33 anni fa

La sessualità gay, proprio per il fatto che interviene tra persone dello stesso sesso, risponde a una profonda esigenza di identificazione con l’altro e di corrispondenza che la distingue dalla eterosessualità in cui domina il concetto di complementarità legata alla differenza di genere. A questa constatazione elementare e nello stesso tempo basilare rinvia la pagina di diario che riposto qui di seguito. Preciso che ho lasciato il testo in versione integrale.

6 Marzo 1975

Che culo! Io voto!!!! Oggi hanno fatto la legge del voto a 18 anni, io 18 anni l’ho fatti da pochissimo... alle prossime elezioni voto!!! ... ma in fondo che me ne frega a me che voto... io adesso c’ho altro per la testa... Chissà perché mi piace e mi piace da matti? tutto intellettualotto coi capelli un po’ lunghetti, in un certo senso mi somiglia, è chiaro di carnagione come me, castano chiaro di capelli come me, capello liscio come me, sempre jeans e maglione come me. Oggi c’aveva un maglione così largo che ci navigava dentro.. e i jeans... la moda dei jeans stretti benedetto chi l’ha inventata, lì anche se non vuoi, non dico che si vede ma te l’immagini e mi sa che ce l’ha pure come il mio. Lui sta al banco avanti al mio, e sono stato tutta l’ora di matematica a fissare la sua gota sinistra, bellissima con quel po’ di barba chiara appena rasata, ma io m’innamoro anche solo di un particolare così... poi qualche centimetro di collo, l’attaccatura dei capelli, l’orecchio, bellissimo, proprio perfetto. Poi la matta l’ha interrogato e ci sono stato malissimo, l’ha proprio torturato. Dico! Ma lascialo stare no! Invece quella ci si divertiva! ... Io sarei andato lì e gliel’avrei tolto da sotto le grinfie... vabbe’ non l’ho fatto... ma mica mi posso giocare l’anno! Quando siamo usciti ci siamo guardati, occhi negli occhi come facciamo tutti i gironi... che sensazione! Ormai sono tre mesi che abbiamo rotto il ghiaccio, io non credevo che sarebbe mai successo ed invece è successo... erano i primi di dicembre... ti avevo mangiato con gli occhi fino dal primo giorno di scuola, mi dicevo: Ma come fa a essere così bello, così dolce... e così sexy... perché lo sei in un modo così naturale che mi rubi l’anima. Prima di dirtelo... un’ansia da infarto quando poi sono arrivato al punto e ho sputato il rospo tu m’hai fatto il gesto mi mandarmi un bacio, poi m’hai preso la mano e l’hai stretta tra le tue. Il nostro primo contatto fisico vero, voluto. Avevi le mani calde, asciutte, esattamente come le mie, il contatto era gradevole avrei voluto che durasse all’infinito. Stringere le mani di un altro ragazzo... non solo, stringere le Mani di marco, del mio Marco, belle, forti, chissà quante cose c’hai fatto con quelle mani... vabbe’, lasciamo perdere... però un contatto fisico è proprio un’altra cosa, conta più di mille parole, ti trasmette proprio quella vibrazione fisica che ti stordisce. Se quel contatto non ti tradisce, non si perde in esitazioni o in incertezze strane, diventa una cosa così essenziale che non ne puoi più fare a meno... io non posso andare girando con lui mano nella mano ma sarebbe bellissimo... e mi immagino che cosa deve essere poterlo abbracciare, poterlo baciare in pubblico, o addirittura avere con lui un contatto intimo... io credo che per l’emozione mi potrebbe venire un infarto.... se anche solo a stringerci le mani mi sentivo un dio! La sensazione più bella che c’è, che lui ti guarda negli occhi e ti dice di sì. Io la sera ho fatto proprio i buoni propositi per meritarmelo il mio tenerone, ho promesso che non mi sarei più masturbato perché mi volevo conservare tutto per Marco... vabbe’, promesse un po’ pazzesche... però per qualche giorno c’ho provato, anche se era un’impresa titanica, già lo era prima ma dopo che ci eravamo stretti le mani era proprio impossibile. Marco... mi piacerebbe tanto sapere che cosa hai fatto tu quella sera, ma non te lo chiederei mai... non ti voglio mettere in imbarazzo nemmeno un pochettino. Io con te col sesso vorrei correre a velocità stratosferica, ma mi sento un imbranato totale e mi sa che tu pure non scherzi... Poi uno pensa: se trovo un ragazzo gay che mi corrisponde, col sesso parto in quarta, ho risolto tutti i problemi e ho realizzato tutte le fantasie... col cavolo! C’ho sempre una maledetta paura di fare il passo più lungo della gamba, di correre troppo... io voglio che noi andiamo di pari passo perché nel sesso dobbiamo veramente essere in due però, mannaggia, il tempo passa e alla fine ne abbiamo parlato solo, però quando ne abbiamo parlato ero proprio eccitatissimo, non era il fatto di parlare di sesso, era il fatto di parlare di sesso tra noi, l’intimità era pazzesca è mi sono eccitato in modo pazzesco... e quella notte intera al telefono a parlare piano piano per non farci sgamare, non era nemmeno parlare di sesso, anche quello, sì, però era proprio il fatto che eravamo disposti a stare una notte intera al telefono l’uno per l’altro... perché io lo sapevo benissimo quello che passava per la testa a te e tu sapevi benissimo quello che passava per la testa a me... e non solo per la testa. Allora ti sei fatto coraggio tanto c’era il telefono di mezzo, e m’hai raccontato un po’ delle fantasie tue che mi sembravano proprio identiche alle mie, quella notte, sussurrando piano piano, mi hai parlato dei tuoi sogni erotici e dei tuoi desideri segreti, eri quasi stupito che quelle cose mi sembrassero totalmente naturali e totalmente anche mie, mi hai detto: “Ma possibile che siamo uguali fino a questo punto?”... Marco, accidenti, io penso che da qui a qualche giorno non riuscirò più a fermarmi... ma come faccio a fermarmi... io ti salto addosso... stare al posto mio mi costa moltissimo però non ti vorrei mai mettere in imbarazzo, meglio niente di qualcosa che non sia buona anche per te... però io ti porto sempre con me, di giorno e di notte... ieri notte ti ho sognato, ho sognato che ci abbracciavamo nudi, lo so che era solo un sogno ma era bellissimo... adesso la fase del “perché lo dovremmo fare” l’abbiamo passata adesso siamo al quando... insomma sì qualche passo avanti l’abbiamo fatto... ma io non ce la faccio più ad aspettare... ma perché? Uffa! Lo so che non dobbiamo rovinare le cose per correre troppo... tu mi hai promesso che la prossima volta ci proviamo... ve bene... se non te la senti va bene lo stesso... però ti prego... proviamoci... Adesso ogni volta che vengo da te mi faccio una doccia lunghissima senza masturbarmi, ed è già una tortura, poi mi metto la biancheria più bella che ho... perché io penso che possa essere la volta buona... e poi io lo sento che ci siamo quasi... mercoledì, quando ci siamo baciati è stata una cosa così sexy che mi stavo proprio sciogliendo... poi mi dici che ti senti in imbarazzo... per portarti a baciarmi come si deve ci sono voluti mesi, all’inizio ti sembrava una cosa impossibile pure quella, poi ti sei sciolto e adesso chi ti ferma più... però ancora siamo a questo livello... sì, è bello, bellissimo, sexy, sexyssimo... però... me l’hai detto pure tu che non vedi l’ora, ma io non ti dico chissà che cosa, ci spogliamo e ci mettiamo sotto le lenzuola, neanche ci tocchiamo, te lo giuro, ma io voglio sentire il tuo calore, quello vero, quello di tutto il corpo... ma scusa, ma di che hai paura? ... mi pare che alla fine i nostri desideri sessuali sono esattamente gli stessi, non ci saranno sorprese di nessun genere, lo sai già... Marco... la prossima volta... mi raccomando, pensaci... io lo so che ci pensi perché quando stiamo insieme sei eccitatissimo anche tu e si vede... e allora perché no? Perché non ancora? Ma non ti rendi conto che così è una tortura? Però alla fine una cosa bellissima l’hai fatta, mi hai dato una tua foto in costume, io una cosa del genere non te l’avrei mai chiesta e invece l’hai fatta tu, direttamente. Io quella foto l’ho nascosta, non c’è niente di strano nella foto... ma quella foto è mia l’hai data tu a me... è un pegno d’amore... mannaggia adesso mi sento pure stupido... mi ci volevi mettere una bella dedica... e io ti ho detto di non mettercela perché se qualcuno l’avesse trovata sarebbe stato imbarazzante... e m’hai detto pure che cosa ci avresti scritto: “Al mio gattino, perché mi porti sempre sul cuore...” Come si fa a non desiderare di fare l’amore con un ragazzo come te... è impossibile, sei troppo dolce... Lo sai che ho scritto per te anche una poesia erotica... niente di sconvolgente, però l’idea di fare l’amore con te mi torna proprio ossessivamente... che ci posso fare... forse sono un po’ maniaco ma quando ti sto vicino mi sento in orbita e non capisco più niente... Adesso me ne vado a dormire o meglio prima a... e poi a dormire... tanto lo sai... ce lo siamo detto chiaro... Ciao tenerone mio... e masturbati solo pensando a me... capito!?

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Se volete potete partecipare alla discussione su questa testimonianza, aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=26329241

lunedì 22 ottobre 2007

MASTURBAZIONE GAY E GAY INVISIBILI

Mi rivolgo spesso al mio sIto statistico per cercare di orientare questi blog sulla base delle richieste dei lettori, non è un’indagine di mercato, perché qui non c’è nulla da vendere, ma un tentativo di rispondere alle esigenze dei lettori dei quali, onestamente, non so più di quanto il sito statistico mi dice. Quel sito però permette osservazioni e valutazioni importanti. Innanzitutto, col passare del tempo, le chiavi di accesso tipicamente pornografiche a questi blog tendono a ridursi e anche le chiavi d’accesso esplicitamente legate al sesso hanno un tono più serio. L’utenza di questo blog comincia a capirne lo spirito che non è certo di chiusura ma di autenticità. Gli utenti che aprono questi blog aspettandosi un sito porno sono ormai una ristretta minoranza. Molti sono quelli che cercano tematiche sessuali ma lo fanno in modo serio, il che mi spinge ad andare avanti su questa linea.
Inserisco qui, per inciso, un episodio che è accaduto solo pochi secondi fa. Ho attivato una chat e ho usato il mio nick gayproject, chi mi conosce sa che è una cosa seria, ma evidentemente chi non mi conosce non lo sa... e usa nei miei riguardi gli stessi atteggiamenti che userebbe nei riguardi di un coetaneo gay. Ebbene, ricevo una chiamata in chat:
Tipo: sera
gayproject: salve...
segue “immediatamente” una proposta oscena... Dal profilo: lui 22, io... lasciamo perdere...
avrei voluto giocare un po’ con questo ragazzo per vedere dove sarebbe arrivato... ma ho risposto solo: no! E la conversazione è finita lì.
Si trattava di un ragazzo gay, evidentemente, che faceva le sue proposte ad un altro gay. Anche questo è mondo gay! Ma non è il mio. Sono stato tante volte in chat con ragazzi gay conosciuti tramite questi blog ma era proprio un’altro mondo! Questi ragazzi appartenevano al mio mondo, al mio modo di essere gay. Ho scritto tante volte di quanto mi sento contento di quelli che frequentano i miei blog e che mi onorano di un commento... e che commenti! ... Io “ovviamente” non ho figli, ma se avessi figli come i ragazzi che ho incontrato tramite questi blog mi sentirei l’uomo più felice del mondo... ma se ne avessi uno come quello che prima di farmi una proposta oscena ha detto solo “sera”... beh... lo farei correre a pedate! Mi chiedo: ma che si aspettano di trovare dalla vita con questo tipo di comportamenti? ... Un po’ di sesso? ... Non mi permetto di giudicare in termini moralistici ma penso che questi ragazzi stiano “buttando via” la loro giovinezza che potrebbe essere spesa nel costruire un rapporto affettivo serio. Aggiungo che poco dopo ho parlato con un ragazzo di 27 anni del Veneto, che mi ha dato una ottima impressione, non solo un ragazzo educato ma un ragazzo onesto... quanti gay esistono! E quanti gay seri esistono! In chat si manifestano perché per fortuna c’è l’anonimato! Ma i ragazzi seri che ho contattato in cht, che non sono pochissimi, sono in grandissima maggioranza gay non dichiarati e addirittura con vite etero di copertura... è incredibile che in un paese civile si debba vivere ancora così! ... Ma torniamo all’argomento
Come ho già detto altre volte, la chiave di accesso di gran lunga più diffusa di pertinenza sessuale esplicita, usata per accedere a questo blog, è la masturbazione e sulla masturbazione tra i gay ho scritto un post specifico. Vorrei tuttavia tornare sull’argomento e sfatare qualche leggenda metropolitana ancora diffusa, innanzitutto l’idea che la masturbazione sia un fenomeno adolescenziale che poi tende a sparire con la cosiddetta sessualità adulta. Come ho già detto altrove esiste circa la masturbazione un doppio punto di vista, quello degli etero, per i quali la cosiddetta sessualità adulta, ossia la sessualità di coppia è una realtà comune e diffusa, e quello dei gay, per i quali, ancora oggi, la sessualità stabile di coppia rappresenta una eccezione piuttosto rara. E’ ovvio che per un gay la masturbazione costituisca la forma normale della sessualità ma non per scelta ma perché per un gay la sessualità stabile di coppia è un’eccezione e non la regola. I criteri elaborati sulla base della esperienza etero non possono essere trasferiti direttamente alla comprensione del comportamento gay. Questo vale anche per l’idea che la masturbazione sia un fenomeno adolescenziale. Con i ragazzi e anche con gli uomini adulti etero è molto più difficile parlare di masturbazione e quindi avere un’idea anche approssimativa delle cose, ma nel campo gay, dove la masturbazione non è un argomento tabù, è facile rendersi conto che non si tratta affatto di un fenomeno adolescenziale. In sostanza la masturbazione accompagna tutta la vita di un gay, dall’adolescenza fino alla vecchiaia e resta ancora oggi praticamente l’unica forma di sessualità praticata dalla grande maggioranza dei gay, che, bisogna ricordarlo bene, non sono gay dichiarati. Il 7% dei lettori di questi blog cerca argomenti connessi con la masturbazione. Devo sottolineare che chiavi di ricerca che facciano riferimento alla masturbazione reciproca in sostanza sono rarissime. Il verbo mastrurbare è usato nel 99% dei casi in forma riflessiva: “masturbarsi” e non come verbo attivo: masturbare un’altra persona. Espressioni come “masturbarsi con un gay” significano “alla presenza di un gay” ma ciascuno per proprio conto. Ma perché un gay, probabilmente giovane, ma sulla base di quello che si è detto prima potrebbe essere un gay di qualunque età, cerca contenuti che attengano alla masturbazione? Forse per trovare altri incentivi alla stessa masturbazione? Se così fosse la scelta non sarebbe orientata vero un blog come questo, dove non ci sono immagini o filmati anche perché oggi reperire foto o filmati di sesso esplicito è facilissimo. Chi viene su un blog come questo per cercare (in sostanza per leggere) post che parlino di masturbazione lo fa essenzialmente per avere un confronto, per conoscere il punto di vista di altri ragazzi o uomini gay, per raffrontare il proprio modo di vivere la masturbazione con quello degli altri. A questo fine un blog come questo può avere una utilità, perché i riferimenti alla masturbazione che contiene in diversi post non sono stati inventati per catturare la fantasia erotica del lettore ma per dire la verità e per consentire effettivamente un confronto serio di punti di vista su una materia sulla quale in genere è difficilissimo costruire un dialogo serio. Per il momento concludo qui, ma tornerò certamente sull’argomento.

domenica 7 ottobre 2007

DIFFICILE DIALOGO TRA GAY

Chi conosce il mondo gay in modo diretto ha messo da parte da un pezzo tutte le mitologie che sono state create sull’incontro gay dalla letteratura e dagli stessi gay che vogliono pretendere di aver fabbricato un mondo a parte, in qualche modo migliore. Una delle prime certezze mitiche a cadere è quella della facilità dei rapporti personali tra gay. In effetti non ho visto frequentemente rapporti tra gay senza complicazioni, almeno all’inizio. Vorrei precisare che non mi sto riferendo ai rapporti strettamente correlati al sesso, cioè a rapporti tra persone che condividono una intimità sessuale, anche se anche pure in quel campo le cose non sono sempre semplicissime, qui intendo riferirmi in particolare ai contatti di tipo più superficiale. Le vere amicizie appartengono ad un’altra sfera, quella nella quale le incomprensioni sono ormai un problema superato. Parto da un’osservazione. E’ comune sentire che esista una specie di radar gay che ciascun gay sviluppa in modo quasi automatico in conseguenza della sua necessità di cercare il simile in mezzo ad una popolazione dove il simile si nasconde (con la segreta speranza di non essere trovato dalle persone sbagliate e nello stesso tempo di essere trovato dalle persone giuste). Questo radar, se vogliamo, ha una sua indubbia utilità anche se i suoi errori sono talvolta clamorosi e imbarazzanti. In funzione di questa continua ricerca del simile, che tuttavia ha una base spiccatamente sessuale, si sviluppa una specie di equazione mentale: gay = sesso, questa equazione, comunissima tra i gay, è profondamente interiorizzata e la difficoltà di avviare rapporti di amicizia tra gay in giovane età ne accentua il peso. Ogni ragazzo è visto in chiave di possibile partner sessuale, o almeno quella è la prima e immediata chiave di lettura. Rilevo, per esempio che quando ho avuto occasione di parlare con ragazzi dichiaratamente gay che sapevano chi ero, si finiva quasi inevitabilmente a parlare di sesso. Per ragioni di età, i ruoli erano fissi e non sussistevano possibilità di coinvolgimento diretto, ma se io avessi avuto 30 anni di meno, la deriva verso un contatto di tipo sessuale sarebbe stata inevitabile, con tutte le conseguenza che queste cose hanno quando sono prese superficialmente. Voglio dire che l’equazione profondamente assimilata dai ragazzi gay: gay = sesso finisce per essere condizionante e per rendere molto più difficile un contatto di tipo non sessuale. In qualche modo l’idea che la sessualità sa il centro della vita gay sempre e comunque sembra un’idea molto radicata e quando un gay incontra un altro gay (specialmente se ne incontra pochi o pochissimi) la lettura dell’incontro in chiave sessuale è inevitabile. Questi fenomeni sono particolarmente accentuati negli incontri che si fanno in Internet, luogo in cui, se l’anonimato favorisce, o dovrebbe favorire l’essere se stessi, lo tesso anonimato consente giochi di ruolo e di identità che nella vita reale sono impossibili. In qualche modo, conoscere una persona senza l’etichetta di gay e magari apprezzarla per altri motivi e rendersi conto successivamente che si tratta di un gay, favorisce un contatto personale più generico che impedisce poi la lettura del rapporto in chiave sessuale. Le persone che mi hanno voluto bene non mi hanno voluto bene “perché ero gay” ma “perché ero io” e poi hanno accettato il fatto che fossi gay, perché, in fondo si può volere bene solo alle persone, non alle etichette, se sulla persona c’è anche l’etichetta gay si accetta l’etichetta perché è su “quella” persona o si è addirittura più contenti di quella persona perché c’è l’etichetta, ma non si può amare una persona “essenzialmente” per l’etichetta di gay che c’è sopra, che non è in fondo una connotazione di tipo individuale. In un commento ho trovato un riferimento a brutte esperienze fatte negli incontri tramite internet (adesso non cito più i messaggi di altri alla lettera), cioè a persone (veri delinquenti) che hanno cercato di costringere ragazzi giovanissimi a fare quello che non volevano, il post si concludeva osservando che cose del genere, nel mondo gay, purtroppo esistono realmente. Il che significa che come in ogni tipo di sottoinsieme sociale, nel mondo gay c’è di tutto e quindi l’etichetta gay non è affatto una garanzia sotto il profilo morale. Io stesso, girando in internet, trovo delle interpretazioni dell’essere gay che non posso accettare sotto nessun profilo anche se ne trovo altre che mi sembrano veramente molto simili alle mie. In fondo io amo le persone che hanno principi morali simili ai miei, se sono gay tanto meglio, ma un gay che ragioni in modo molto diverso dal mio preferisco non conoscerlo affatto. Il mondo gay è un mondo complesso che rispecchia sotto molti spetti la complessità della società di cui è un sottoinsieme. C’è una cosa che in realtà osservo molto spesso, la tendenza a dare valore al sesso senza affettività, al sesso in cui chi è il partner non è poi così essenziale. Francamente, se posso capire benissimo che uno sia libero di sbrigliare la fantasia in ogni direzione e di costruirsi tutte la fantasie masturbatorie possibili e immaginabili, credo nonostante tutto che il senso profondo di un contatto emotivo intimo con un’altra persona, anche a livello sessuale, se la cosa viene da sé ed è pienamente accettata, sia realmente una realtà di un’altra dimensione. Non lo dico per fare un’affermazione di principio ma perché l’ho sperimentato. Sentirsi amati per quello che si è, anche quando si sbaglia, anche quando ci si comporta in un modo stupidamente aggressivo, anche quando si fa del male senza nemmeno rendersene conto, è una cosa bellissima che permette una crescita morale. Si esce da un mondo affettivo egoistico e si entra in una dimensione d’amore che è un vero dono si sé all’altro. Chi è passato per un’esperienza del genere sa che cos’è la felicità e non la cambierebbe per nulla al mondo.

martedì 18 settembre 2007

DIFFICILE AMORE GAY


Ciao “sonosempreio”.
non mi pare vero di poter cominciare un dialogo a distanza come quello che è partito non più di due ore fa, e adesso sono qui di nuovo a cercare di darti una risposta, ho letto e riletto con estrema attenzione le cose che mi hai scritto. Cercherò di dirti sinceramente quello che penso procedendo per punti. Da quello che scrivi non mi sembri un ragazzo disposto a buttarti via troppo facilmente. Le esitazioni e la paure sono spesso fortissime alleate dai gay, dai ragazzi come te e dei vecchi come me, chi ha paura pensa prima di agire e quindi sbaglia di meno. Anch’io ho fatto il mio coming out ormai molti anni fa con alcune persone, con gli esiti più vari. Nella maggior parte dei casi ho trovato un certo rispetto sostanziale, talvolta risposte neutre seguite da un lento abbandono, in un solo caso ho rischiato di finire e probabilmente sono finito nel gioco del “segreto di Pulcinela”, ma la cosa non ha avuto grosse conseguenze perché per altri motivi sono andato a lavorare in un’altra città. In due casi, tutti e due con ragazzi etero di diversi anni più giovani di me, il coming out ha avuto un risultato assolutamente inatteso. Io (in periodo diversi) ero innamorato di questi due ragazzi e siccome mi accettavano come amico in modo molto serio mi sono sentito in dovere di parlare chiaro con loro, perché in queste cose non si può giocare sull’equivoco. I rapporti con questi due ragazzi, oggi uomini adulti con famiglia e figli, non si sono mai interrotti. Sono persone di qualità, di moralità alta in tutti i sensi, il coming out verso di loro ha creato fra noi un rapporto affettivo ancora più serio ed esplicito. Penso che se non avessi parlato chiaro con questi due ragazzi la mia vita sarebbe stata estremamente peggiore di come è stata, in termini di solitudine e di senso di marginalità. In sostanza il coming out nei loro confronti, fatto da un uomo più grande di loro, ha sottolineato che c’erano le condizioni per una fiducia reciproca totale e ha quindi creato i presupposti per un legame di alto profilo. E’ evidente che i rischi del coming out ci sono sempre ma quelli di un coming out limitato e soprattutto non condizionato dall’esterno sono decisamente molto inferiori. Sono invece rischiosissimi i coming out “difensivi” quella fatti “per evitare il peggio” come quando si corre il rischio di essere incastrati in una situazione matrimoniale non voluta.
Quanto a quella che tu chiami “la paura di poter amare liberamente” io direi che sostanzialmente si tratta di due cose diverse. Per un verso il problema è ambientale: la famiglia e il posto di lavoro non sono certo i luoghi tipici della libertà dei ragazzi gay, ma in effetti questi problemi sono tutti esterni, mentre i veri problemi di una relazione affettiva seria gay, contrariamente a quello che si pensa, sono per la maggior parte problemi di coppia. Personalmente ho conosciuto, più o meno superficialmente, alcuni ragazzi gay, non moltissimi, in termini concreti, se si vuole parlare di una conoscenza che abbia un minimo di consistenza non più di una dozzina, con questi ragazzi creare un rapporto è stato sempre meno facile che con i ragazzi etero, paradossalmente, se sei un gay, i ragazzi etero non ti temono, i ragazzi gay sì, c’è una specie di paura diffusa che tu possa avare nei loro confronti delle intenzioni non dichiarare. Il coming out verso un ragazzo etero in una buona parte dei casi non lo allontana da te, mentre i gay che ho conosciuto avevano delle rigidità schematiche e dei preconcetti in mente, non avevano una vera e propria autonomia affettiva, seguivano le mode, mi dovevano classificare per forza e poi, non ho ai capito perché, mi temevano. Quando invito a prendere una pizza un ragazzo etero che non sa esattamente chi sono, e mi capita abbastanza spesso, a prendere la pizza ci viene senza nessun problema e non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello che ci possa essere un secondo fine, con i ragazzi etero ai quali ho parlato di me apertamente è stata esattamente la stessa cosa, con i gay, invece si percepiva il timore che ci fosse qualcosa sotto. E’ evidente che su queste basi costruire un rapporto affettivo serio è più difficile perchè c’è l’interferenza della sfera sessuale e di tutti i timori connessi, sostanzialmente i timori di sentirsi oggetto, che crea dei falsi ruoli. Da quello che ho visto in prima persona un gay non si comporta con un altro gay seguendo un modello di amicizia maschile etero ma seguendo le logiche tipiche del corteggiamento, il che complica molto le cose e, in particolare, non facilita le amicizie gay gay. Per il momento posto quello che ho scritto, poi continuo a scrivere, intanto se ne può leggere una parte. A tra poco!