è un po’ che non ti dedico un post e allora colgo l’occasione per farlo. Ho letto attentamente il tuo commento a “lettera aperta a un ragazzo” su Progetto Gay, quello che scrivi non è irritante e sotto certi aspetti potrebbe anche essere giusto. In un discorso di tipo generale potrei essere d’accordo con te ma in questa situazione specifica è impossibile applicare regole generali. Se vedessi le cose come le vedi tu dovrei sentirmi in qualche modo sfruttato ma la sensazione che provo non affatto quella. Vado ai fatti. In tarda serata il destinatario del mio post mi ha richiamato su msn e ne sono stato felice nel senso più profondo del termine. Non aveva letto il post (non legge spesso i blog ma quando lo fa lo fa con tutta l’anima)... io gli ho detto quello che pensavo ma ha continuato a cambiare discorso e a parlare di altro, il che non significa affatto che non sia stato a sentire, anzi! Con minime interruzioni siamo rimasti a parlare continuamente di altro fin oltre l’una di notte. Dall’esterno una cosa del genere non ha senso, ma solo dall’esterno. Dal mio punto di vista ha un senso profondo. Qual dialogo apparentemente banale e divagante, nella sostanza, non era affatto banale. Spesso le cose serie hanno tutta l’apparenza delle stupidaggini ma sono cose serie perché un dialogo di fondo esiste realmente anche quando si parla solo di altro. Non sono capace di valutare razionalmente cose del genere ma quello che ho ricevuto da quel ragazzo, che conosco ormai da qualche tempo, è moltissimo. Ci si capisce realmente a livelli profondi, anche senza parole, e anche parlando d’altro. Ormai si è creato un rapporto vero di amicizia e ci si conosce a livelli non superficiali, cioè si conoscono i lati deboli dell’altro, i suoi momenti neri, le sue sofferenze, i suoi momenti di disagio... ogni tanto in una marea di cose che non c’entrano nulla si lascia cadere un riferimento più personale con la certezza che non andrà perduto e che non sarà dimenticato. Il mio personale bilancio nel rapporto con quel ragazzo non è solo positivo ma è straordinariamente positivo perché una corrispondenza seria c’è e la mia felicità dipende in buona parte anche dal sapere che è sereno e che sta bene, due cose che non sono né automatiche né scontate. Quando è di umore scuro (e non accade per motivi banali), sono io che sento il bisogno di esserci, talvolta il dialogo è molto difficile, ma non si interrompe comunque, quando poi ricomincia a scherzare un po’ io tiro un respiro di sollievo. Mi dice spesso che per lui non posso fare nulla e che, siccome quando mi dice come si sente io ci sto male, allora non me lo dirà più, mi dice anche cose apparentemente più dure, ma il dialogo non si interrompe e lui sa che non solo non mi sento a disagio in una situazione del genere ma che non lo lascerò solo, non per eroismo ma semplicemente perché non ci riuscirei, perché quando parlo con lui, anche di cose banalissime (succede così quasi sempre), io mi sento importante, so che quelle banalità non sono assolutamente banali e che l’ascolto reciproco è estremamente attento... Lui sa che quando gli chiedo “come stai?” (domanda che non gradisce), non sto facendo una domanda rituale e le sue risposte vanno talvolta molto al di là delle mie aspettative, sono serie, autentiche e richiedono una risposta seria da parte mia che può anche avere l’apparenza di una chat disimpegnata ma che so essere una cosa realmente importante. Vedi, Distillato, il tuo invito finale a stare attento è graditissimo perché è affettuoso, ti preoccupi per me, ma nel caso specifico il problema non si pone... ti ricordi il quarantenne che aveva fatto insinuazioni sgradevoli in tono scherzoso? Lì il tuo consiglio di prudenza ha avuto pienamente ragione, il quarantenne è sparito. Probabilmente aveva solo giocato col blog e con me. Ma nel caso del ragazzo cui è dedicato il post le cose stanno in modo molto diverso. Io devo agire in modo totalmente spontaneo e la spontaneità in questo caso non mi porta a stare in guardia... Chiudo dicendoti che ho sempre il piacere di leggerti perché hai un autocontrollo e una razionalità invidiabili, anche se forse a te non sembra esattamente così. Il fatto che tu non ti dimentichi di questo blog, per me, è importantissimo. Quando apro il blog cerco automaticamente i suoi commenti. Grazie! Un abbraccio e buona domenica a te!
Visualizzazione post con etichetta GAY E SOFFERENZA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta GAY E SOFFERENZA. Mostra tutti i post
sabato 24 novembre 2007
CIAO DISTILLATO 29
Ciao Distillato,
è un po’ che non ti dedico un post e allora colgo l’occasione per farlo. Ho letto attentamente il tuo commento a “lettera aperta a un ragazzo” su Progetto Gay, quello che scrivi non è irritante e sotto certi aspetti potrebbe anche essere giusto. In un discorso di tipo generale potrei essere d’accordo con te ma in questa situazione specifica è impossibile applicare regole generali. Se vedessi le cose come le vedi tu dovrei sentirmi in qualche modo sfruttato ma la sensazione che provo non affatto quella. Vado ai fatti. In tarda serata il destinatario del mio post mi ha richiamato su msn e ne sono stato felice nel senso più profondo del termine. Non aveva letto il post (non legge spesso i blog ma quando lo fa lo fa con tutta l’anima)... io gli ho detto quello che pensavo ma ha continuato a cambiare discorso e a parlare di altro, il che non significa affatto che non sia stato a sentire, anzi! Con minime interruzioni siamo rimasti a parlare continuamente di altro fin oltre l’una di notte. Dall’esterno una cosa del genere non ha senso, ma solo dall’esterno. Dal mio punto di vista ha un senso profondo. Qual dialogo apparentemente banale e divagante, nella sostanza, non era affatto banale. Spesso le cose serie hanno tutta l’apparenza delle stupidaggini ma sono cose serie perché un dialogo di fondo esiste realmente anche quando si parla solo di altro. Non sono capace di valutare razionalmente cose del genere ma quello che ho ricevuto da quel ragazzo, che conosco ormai da qualche tempo, è moltissimo. Ci si capisce realmente a livelli profondi, anche senza parole, e anche parlando d’altro. Ormai si è creato un rapporto vero di amicizia e ci si conosce a livelli non superficiali, cioè si conoscono i lati deboli dell’altro, i suoi momenti neri, le sue sofferenze, i suoi momenti di disagio... ogni tanto in una marea di cose che non c’entrano nulla si lascia cadere un riferimento più personale con la certezza che non andrà perduto e che non sarà dimenticato. Il mio personale bilancio nel rapporto con quel ragazzo non è solo positivo ma è straordinariamente positivo perché una corrispondenza seria c’è e la mia felicità dipende in buona parte anche dal sapere che è sereno e che sta bene, due cose che non sono né automatiche né scontate. Quando è di umore scuro (e non accade per motivi banali), sono io che sento il bisogno di esserci, talvolta il dialogo è molto difficile, ma non si interrompe comunque, quando poi ricomincia a scherzare un po’ io tiro un respiro di sollievo. Mi dice spesso che per lui non posso fare nulla e che, siccome quando mi dice come si sente io ci sto male, allora non me lo dirà più, mi dice anche cose apparentemente più dure, ma il dialogo non si interrompe e lui sa che non solo non mi sento a disagio in una situazione del genere ma che non lo lascerò solo, non per eroismo ma semplicemente perché non ci riuscirei, perché quando parlo con lui, anche di cose banalissime (succede così quasi sempre), io mi sento importante, so che quelle banalità non sono assolutamente banali e che l’ascolto reciproco è estremamente attento... Lui sa che quando gli chiedo “come stai?” (domanda che non gradisce), non sto facendo una domanda rituale e le sue risposte vanno talvolta molto al di là delle mie aspettative, sono serie, autentiche e richiedono una risposta seria da parte mia che può anche avere l’apparenza di una chat disimpegnata ma che so essere una cosa realmente importante. Vedi, Distillato, il tuo invito finale a stare attento è graditissimo perché è affettuoso, ti preoccupi per me, ma nel caso specifico il problema non si pone... ti ricordi il quarantenne che aveva fatto insinuazioni sgradevoli in tono scherzoso? Lì il tuo consiglio di prudenza ha avuto pienamente ragione, il quarantenne è sparito. Probabilmente aveva solo giocato col blog e con me. Ma nel caso del ragazzo cui è dedicato il post le cose stanno in modo molto diverso. Io devo agire in modo totalmente spontaneo e la spontaneità in questo caso non mi porta a stare in guardia... Chiudo dicendoti che ho sempre il piacere di leggerti perché hai un autocontrollo e una razionalità invidiabili, anche se forse a te non sembra esattamente così. Il fatto che tu non ti dimentichi di questo blog, per me, è importantissimo. Quando apro il blog cerco automaticamente i suoi commenti. Grazie! Un abbraccio e buona domenica a te!
è un po’ che non ti dedico un post e allora colgo l’occasione per farlo. Ho letto attentamente il tuo commento a “lettera aperta a un ragazzo” su Progetto Gay, quello che scrivi non è irritante e sotto certi aspetti potrebbe anche essere giusto. In un discorso di tipo generale potrei essere d’accordo con te ma in questa situazione specifica è impossibile applicare regole generali. Se vedessi le cose come le vedi tu dovrei sentirmi in qualche modo sfruttato ma la sensazione che provo non affatto quella. Vado ai fatti. In tarda serata il destinatario del mio post mi ha richiamato su msn e ne sono stato felice nel senso più profondo del termine. Non aveva letto il post (non legge spesso i blog ma quando lo fa lo fa con tutta l’anima)... io gli ho detto quello che pensavo ma ha continuato a cambiare discorso e a parlare di altro, il che non significa affatto che non sia stato a sentire, anzi! Con minime interruzioni siamo rimasti a parlare continuamente di altro fin oltre l’una di notte. Dall’esterno una cosa del genere non ha senso, ma solo dall’esterno. Dal mio punto di vista ha un senso profondo. Qual dialogo apparentemente banale e divagante, nella sostanza, non era affatto banale. Spesso le cose serie hanno tutta l’apparenza delle stupidaggini ma sono cose serie perché un dialogo di fondo esiste realmente anche quando si parla solo di altro. Non sono capace di valutare razionalmente cose del genere ma quello che ho ricevuto da quel ragazzo, che conosco ormai da qualche tempo, è moltissimo. Ci si capisce realmente a livelli profondi, anche senza parole, e anche parlando d’altro. Ormai si è creato un rapporto vero di amicizia e ci si conosce a livelli non superficiali, cioè si conoscono i lati deboli dell’altro, i suoi momenti neri, le sue sofferenze, i suoi momenti di disagio... ogni tanto in una marea di cose che non c’entrano nulla si lascia cadere un riferimento più personale con la certezza che non andrà perduto e che non sarà dimenticato. Il mio personale bilancio nel rapporto con quel ragazzo non è solo positivo ma è straordinariamente positivo perché una corrispondenza seria c’è e la mia felicità dipende in buona parte anche dal sapere che è sereno e che sta bene, due cose che non sono né automatiche né scontate. Quando è di umore scuro (e non accade per motivi banali), sono io che sento il bisogno di esserci, talvolta il dialogo è molto difficile, ma non si interrompe comunque, quando poi ricomincia a scherzare un po’ io tiro un respiro di sollievo. Mi dice spesso che per lui non posso fare nulla e che, siccome quando mi dice come si sente io ci sto male, allora non me lo dirà più, mi dice anche cose apparentemente più dure, ma il dialogo non si interrompe e lui sa che non solo non mi sento a disagio in una situazione del genere ma che non lo lascerò solo, non per eroismo ma semplicemente perché non ci riuscirei, perché quando parlo con lui, anche di cose banalissime (succede così quasi sempre), io mi sento importante, so che quelle banalità non sono assolutamente banali e che l’ascolto reciproco è estremamente attento... Lui sa che quando gli chiedo “come stai?” (domanda che non gradisce), non sto facendo una domanda rituale e le sue risposte vanno talvolta molto al di là delle mie aspettative, sono serie, autentiche e richiedono una risposta seria da parte mia che può anche avere l’apparenza di una chat disimpegnata ma che so essere una cosa realmente importante. Vedi, Distillato, il tuo invito finale a stare attento è graditissimo perché è affettuoso, ti preoccupi per me, ma nel caso specifico il problema non si pone... ti ricordi il quarantenne che aveva fatto insinuazioni sgradevoli in tono scherzoso? Lì il tuo consiglio di prudenza ha avuto pienamente ragione, il quarantenne è sparito. Probabilmente aveva solo giocato col blog e con me. Ma nel caso del ragazzo cui è dedicato il post le cose stanno in modo molto diverso. Io devo agire in modo totalmente spontaneo e la spontaneità in questo caso non mi porta a stare in guardia... Chiudo dicendoti che ho sempre il piacere di leggerti perché hai un autocontrollo e una razionalità invidiabili, anche se forse a te non sembra esattamente così. Il fatto che tu non ti dimentichi di questo blog, per me, è importantissimo. Quando apro il blog cerco automaticamente i suoi commenti. Grazie! Un abbraccio e buona domenica a te!
Etichette:
ABBANDONO GAY,
AMICI GAY IN CHAT,
CHAT GAY,
DISAGIO GAY,
GAY E SOFFERENZA,
GAY E SOLITUDINE
mercoledì 10 ottobre 2007
DOLORE DI UNA RAGAZZA GAY
Questo post è dedicato a Rossana, ma credo che le cose che contiene possano interessare anche atre persone. Rossana è giù di corda... e il fatto di essere gay le sembra una cosa troppo pesante da gestire, parla di sofferenza e, in un certo senso, posso anche capire quello che prova. Dico in un certo senso perché penso che par una ragazza i problemi possano essere molto più grossi che per un ragazzo. Nell’opinione pubblica, ormai, l’idea della omosessualità maschile comincia ad essere accettata come cosa “quasi” normale da parecchie persone, mentre di pregiudizi nei confronti delle ragazze gay ce ne sono molti di più. Delle ragazze gay si parla pochissimo e per questo l’ignoranza in materia è pressoché totale e non parlo solo del grande pubblico ma anche di me stesso. Conosco parecchi ragazzi e adulti gay ma di ragazze gay in pratica non so nulla... ed è una cosa imperdonabile perché queste ragazze vivono gli stessi problemi dei ragazzi gay ma spessissimo in modo più nascosto e, quello che è paggio, colpevolizzandosi. Dai pochissimi contatti che ho avuto con ragazze gay (non più di tre, forse quattro), se faccio il paragone con quello che vedo nel mondo maschile, trovo che tra le ragazze giovani la questione è vissuta in genere peggio... con più angoscia. I ragazzi, in sostanza, vivono momenti brutti di intolleranza o di finta tolleranza ambientale ma le ragazze vanno in crisi a livello della coscienza profonda e ci soffrono da cani. Poi ci sono certo anche i problemi ambientali, ma vengono dopo... prima c’è il problema di non essere come gli altri, di accettarsi come si è... Se ci fosse un livello di discussione pubblica sulle ragazze gay simile a quello che c’è sui ragazzi gay, con ogni probabilità ci sarebbero meno problemi di fondo per una ragazza ad accettarsi come gay. Un’altra cosa mi viene in mente. Molti ragazzi gay hanno amici etero con i quali hanno un dialogo serio e, sesso o non sesso, non si sentono soli perché hanno una valvola di sfogo, per una ragazza una cosa del genere è piuttosto improbabile e la dimensione della solitudine è più profonda. Leggendo il blog di Rossana, si ha talvolta l’impressione di una vera forma di disperazione, nel senso letterale del termine, cioè del perdere la speranza di una propria realizzazione come persona. Voglio dire a Rossana che non è sola e che per quelli che ormai sono affezionati alla lettura di questo blog (non parlo solo di me) la sua presenza non è affatto una cosa marginale... ma questo Rossana lo sa. E poi se c’è una cosa che ha senso nella vita è volersi bene, esserci al momento giusto. Io ho aggiunto il tuo contatto sul mio msn e in rete mi trovi praticamente quando vuoi. E adesso vengo al sodo... Ti devi fare coraggio e ti devi rimboccare le maniche... il mondo è quello che è e tu lo sai bene... ma per carità! Niente vittimismo! Te lo dico con tutto l’affetto possibile... se ti butti a terra da sola ti seppelliscono... l’unica cosa che ha senso fare è mantenere un atteggiamento razionale e costruire il proprio futuro “in concreto” ... studiando, lavorando, conoscendo persone come si deve, dedicandosi ai propri affetti, quelli veri! ... ai propri amici... che ci sono.. e lo sai benissimo! Nessuno scoraggiamento ti deve abbattere, nessun commento cretino ti deve ferire, nessun rifiuto ti deve fare stare male... il tuo coraggio lo “devi” trovare dentro di te... gli amici ti possono stare vicino, ma dal buco nero della negatività si deve uscire da soli... Io ormai sono vecchio ma attraverso questi blog ho incontrato persone splendide... come te... e queste persone le sento veramente vicine. Rossana! Come te lo poso fare capire che la vita di un gay (uomo o donna che sia) può essere bellissima e piena d’amore... Sono estremamente contento che tu mi abbia contattato su questo blog perché sto cominciando a capire tante cose che non conoscevo affatto e sto cominciando a pensare che possa trovarti bene con gli amici di questo blog e la cosa è meravigliosa... Ho sempre detto che per me essere gay è una cosa importantissima ed è la base della mia moralità... con gli anni ho imparato a fare un valore dell’essere gay, e le persone che ho incontrato la pensavano più o meno nello stesso modo... Non essere in crisi! ... ci sono delle cose terribili nella vita: le brutte malattie, la morte delle persone care... questi sono i veri dolori della vita e toccano tutti, gay o etero, il fatto di essere gay può apparirti collegato al dolore, ma il dolore vero è un’altra cosa. Pensa che quello che vivi tu lo vivono decine di migliaia di ragazzi e di ragazze, non sei l’unica, e alcuni lo vivono in modo tanto terribile che non potresti nemmeno immaginarlo. Non ti sentire vittima, perchè i gay, almeno in Europa, non sono vittime più di altri, tante altre persone sono emarginate per tanti altri motivi, prima di tutto la povertà... Rossana... dai! Ti voglio sentire su di corda! Capito!?
Etichette:
DISAGIO GAY,
gay,
GAY E SOFFERENZA,
GAY E SOLITUDINE,
RAGAZZE GAY,
RAGAZZE GAY SCORAGGIATE
martedì 2 ottobre 2007
CIAO DISTILLATO 12 - VECCHI GAY
Ciao Distillato,
oggi sono un po’ giù di corda, in un certo senso mi sento un po’ in colpa per avere risposto in un modo un po’ aggressivo a una ragazza (Foscaforever) che mi aveva lasciato un commento gentile e che non si meritava certo le mie sparate di orgoglio gay, questo fatto mi fa un po’ sentire stupido, perché in fondo in questo modo allontano persone educate che dicono semplicemente quello che pensano, ma ormai è fatta e la mia sparata di fuochi d’artificio l’ho fatta un po’ sull’obiettivo sbagliato. Spero che Foscaforever non se la sia presa a male, perché mi dispiacerebbe molto (nota per Foscaforever: ti chiedo scusa, non dovevo partire in quarta). E poi un altro commento, per carità, anche quello nei limiti dell’accettabilissimo ma realmente non ne ho capito il significato (probabilmente lo hai visto anche tu)... e poi, blog a parte, un po’ di scoraggiamento gay mi viene, per tante altre cose ma sostanzialmente per la solitudine che cerco di riempire come posso. Le persone che mi vogliono bene hanno la loro vita e io non posso approfittare di loro sottraendole a cose importanti (essenzialmente alla famiglia)... quindi bisogna imparare a convivere con la solitudine, c’è questo blog, un po’ di posta ogni morte di papa, il giornale, la tv (poca), un po’ di attività su internet (molta) ma oltre questo... il panorama non è esaltante. Il fatto è che da questo blog vorrei di più. Ci passo molte ore al giorno (e anche la notte) [a proposito, ha visto la versione “blogspot” del blog? Secondo me ne vale la pena, non fosse altro per gli indici e par la grafica pulitissima http://nonsologay.blogspot.com/ se ti va dacci un’occhiata solo per vedere il formato perché i contenuti sono gli stessi di Progetto Gay]. Io ho scritto su tutto, sulla vita gay degli altri ma non sulla mia, cioè su quella dei vecchi, che a dirla tutta non è un gran che e, tutto sommato, la salute ancora va passabilmente e non ho altri problemi, ma la solitudine si sente, qualche amico in rete l’ho trovato anche grazie a questo blog, ma ci si sente pochissimo, il mio MSN è sempre aperto ma in linea, delle persone che mi interessano, non c’è mai nessuno. In effetti si tratta di persone molto più giovani di me che devono studiare, che hanno esami da fare e hanno una vita vera da vivere. Ogni tanto parliamo un po’ ed è una cosa molto gradevole ma mi sento in imbarazzo, sono due cose una in contrasto con l’altra ma è proprio così, si scambiano un po’ di convenevoli e poi non sa che dire... o almeno io non so che dire. Avevo conosciuto un signore americano più giovane di me, ma non un ragazzo, uno tra i 50 e i 55, lo avevo conosciuto tramite un forum che ho gestito per un paio d’anni, ma non si trattava di un forum gay, c’era il problema che non sapeva l’Italiano (ed è un problema grosso perché il mio Inglese non è oxfordiano) ma alla fine avevamo trovato un inglese elementare accessibile anche a me. Sul forum c’erano diversi ragazzi giovani, tutti animati da entusiasmi e da buonismo e ottimismo di maniera e quando lui rispondeva diceva delle cose molto significative e anche molto malinconiche. Ero andato a vedere tramite i motori di ricerca per trovare qualche notizia su di lui e avevo trovato che aveva scritto degli articoli sui Gay in America, articoli basati sull’ironia, commentava un articolo allarmato di un tizio che diceva che diversi gay americani dichiarati avevano ammesso di avere avuto rapporti con minorenni. Il signore col quale ero in chat, nel suo commento, diceva semplicemente: “ho chiesto di leggere le interviste e si sapere chi erano gli intervistati... ebbene, erano tutti minorenni!” Il fatto è vero! Anche se avevo conosciuto questo signore in una chat neutra (non gay) era evidente che mi era piuttosto simpatico, ma poi abbiamo perso i contatti e ormai ci scambiamo pochissime e-mail di cortesia per le feste, tra l’altro è uno che non se la passa bene economicamente e che non sta bene in salute e metterre le due cose insieme negli USA significa essere in una situazione pericolosa. Un vecchio signore gay americano (più giovane di me, ma ormai vecchio), senza quattrini, solo, senza assistenza sanitaria, che lavora e dovrà lavorare per sopravvivere e per pagare il fitto di casa finché ne avrà le forze e che dopo finirà in un miserabile istituto di assistenza pubblica! Non è un divo di Hollywood! E’ una situazione terribile, un vecchio gay povero negli USA vive in una condizione di totale solitudine! Quando ci penso mi vengono i brividi e sono orgoglioso di questa Italia e sono felice del mio piccolo mondo che almeno ha una sicurezza economica e un minimo di dignità.... ma perché ti dico tutto questo? Non lo so... ma spero tanto, e giuro che lo spero con tutta l’anima, che tu possa avere una vita migliore. I tuoi commenti per me sono una presenza (nota che nel dirlo penso subito di avere parlato troppo e mi viene di cancellare quello che ho scritto, primo comandamento: non pesare su nessuno!)... però un dialogo così per me è importante, se si interromperà (se non lo hai letto leggi il post sull’ansia di abbandono) ti sarò comunque grato per avermi dato fiducia. Leggere i tuoi commenti è una cosa bella!
oggi sono un po’ giù di corda, in un certo senso mi sento un po’ in colpa per avere risposto in un modo un po’ aggressivo a una ragazza (Foscaforever) che mi aveva lasciato un commento gentile e che non si meritava certo le mie sparate di orgoglio gay, questo fatto mi fa un po’ sentire stupido, perché in fondo in questo modo allontano persone educate che dicono semplicemente quello che pensano, ma ormai è fatta e la mia sparata di fuochi d’artificio l’ho fatta un po’ sull’obiettivo sbagliato. Spero che Foscaforever non se la sia presa a male, perché mi dispiacerebbe molto (nota per Foscaforever: ti chiedo scusa, non dovevo partire in quarta). E poi un altro commento, per carità, anche quello nei limiti dell’accettabilissimo ma realmente non ne ho capito il significato (probabilmente lo hai visto anche tu)... e poi, blog a parte, un po’ di scoraggiamento gay mi viene, per tante altre cose ma sostanzialmente per la solitudine che cerco di riempire come posso. Le persone che mi vogliono bene hanno la loro vita e io non posso approfittare di loro sottraendole a cose importanti (essenzialmente alla famiglia)... quindi bisogna imparare a convivere con la solitudine, c’è questo blog, un po’ di posta ogni morte di papa, il giornale, la tv (poca), un po’ di attività su internet (molta) ma oltre questo... il panorama non è esaltante. Il fatto è che da questo blog vorrei di più. Ci passo molte ore al giorno (e anche la notte) [a proposito, ha visto la versione “blogspot” del blog? Secondo me ne vale la pena, non fosse altro per gli indici e par la grafica pulitissima http://nonsologay.blogspot.com/ se ti va dacci un’occhiata solo per vedere il formato perché i contenuti sono gli stessi di Progetto Gay]. Io ho scritto su tutto, sulla vita gay degli altri ma non sulla mia, cioè su quella dei vecchi, che a dirla tutta non è un gran che e, tutto sommato, la salute ancora va passabilmente e non ho altri problemi, ma la solitudine si sente, qualche amico in rete l’ho trovato anche grazie a questo blog, ma ci si sente pochissimo, il mio MSN è sempre aperto ma in linea, delle persone che mi interessano, non c’è mai nessuno. In effetti si tratta di persone molto più giovani di me che devono studiare, che hanno esami da fare e hanno una vita vera da vivere. Ogni tanto parliamo un po’ ed è una cosa molto gradevole ma mi sento in imbarazzo, sono due cose una in contrasto con l’altra ma è proprio così, si scambiano un po’ di convenevoli e poi non sa che dire... o almeno io non so che dire. Avevo conosciuto un signore americano più giovane di me, ma non un ragazzo, uno tra i 50 e i 55, lo avevo conosciuto tramite un forum che ho gestito per un paio d’anni, ma non si trattava di un forum gay, c’era il problema che non sapeva l’Italiano (ed è un problema grosso perché il mio Inglese non è oxfordiano) ma alla fine avevamo trovato un inglese elementare accessibile anche a me. Sul forum c’erano diversi ragazzi giovani, tutti animati da entusiasmi e da buonismo e ottimismo di maniera e quando lui rispondeva diceva delle cose molto significative e anche molto malinconiche. Ero andato a vedere tramite i motori di ricerca per trovare qualche notizia su di lui e avevo trovato che aveva scritto degli articoli sui Gay in America, articoli basati sull’ironia, commentava un articolo allarmato di un tizio che diceva che diversi gay americani dichiarati avevano ammesso di avere avuto rapporti con minorenni. Il signore col quale ero in chat, nel suo commento, diceva semplicemente: “ho chiesto di leggere le interviste e si sapere chi erano gli intervistati... ebbene, erano tutti minorenni!” Il fatto è vero! Anche se avevo conosciuto questo signore in una chat neutra (non gay) era evidente che mi era piuttosto simpatico, ma poi abbiamo perso i contatti e ormai ci scambiamo pochissime e-mail di cortesia per le feste, tra l’altro è uno che non se la passa bene economicamente e che non sta bene in salute e metterre le due cose insieme negli USA significa essere in una situazione pericolosa. Un vecchio signore gay americano (più giovane di me, ma ormai vecchio), senza quattrini, solo, senza assistenza sanitaria, che lavora e dovrà lavorare per sopravvivere e per pagare il fitto di casa finché ne avrà le forze e che dopo finirà in un miserabile istituto di assistenza pubblica! Non è un divo di Hollywood! E’ una situazione terribile, un vecchio gay povero negli USA vive in una condizione di totale solitudine! Quando ci penso mi vengono i brividi e sono orgoglioso di questa Italia e sono felice del mio piccolo mondo che almeno ha una sicurezza economica e un minimo di dignità.... ma perché ti dico tutto questo? Non lo so... ma spero tanto, e giuro che lo spero con tutta l’anima, che tu possa avere una vita migliore. I tuoi commenti per me sono una presenza (nota che nel dirlo penso subito di avere parlato troppo e mi viene di cancellare quello che ho scritto, primo comandamento: non pesare su nessuno!)... però un dialogo così per me è importante, se si interromperà (se non lo hai letto leggi il post sull’ansia di abbandono) ti sarò comunque grato per avermi dato fiducia. Leggere i tuoi commenti è una cosa bella!
AMORE GAY E DISPERAZIONE
Ieri sera ho trovato nella casella postale del sito MSN un messaggio molto importante, in allegato c’erano le chiavi di accesso ad un file depositato su MediaFire. L’ho scaricato. Conteneva un diario di 24 pagine. Il messaggio di accompagnamento spiegava che dal diario erano stati eliminati tutti gli elementi che potessero rendere identificabili i protagonisti, ma che l’autore avrebbe gradito che la vicenda fosse pubblicata al più presto su questi blog, nella speranza che il coprotagonista della storia (che sicuramente conosce questi blog) potesse leggerla. La richiesta, come capirete dal seguito, aveva il sapore della disperazione. In sostanza questo post è un messaggio ad personam, che mi auguro possa arrivare a destinazione. Io ho cercato di non stravolgerlo nel tentativo di ridurlo quantitativamente, in modo che possa rimanere riconoscibile al vero destinatario. Questo diario è uno dei più bei documenti di vita gay che mi sia mai capitato di leggere e ringrazio di cuore chi me lo ha invitato. Non ho aggiunto nulla, mi sono limitato a tagliare ciò che non appariva essenzialissimo.
_________
_________
Domenica, il giorno prima.
- Domani comincia questo benedetto corso. Il concorso è andato bene e sono contento ma non mi va di partire, non mi va di stare tanto tempo tra gente che non conosco. Che cosa troverò? Io penso che dovrò stare totalmente solo, almeno qui qualcuno lo conosco ma lì si parte da zero. Mi sta cominciando a venire il panico. Mamma mi ha detto che sono ragazzi “come me”, ma non è vero, sotto certi profili almeno non è vero. Ma come posso spiegare a mamma una cosa del genere? Basta! Non ci voglio andare! Potrei trovare pure un altro lavoro qua... Lo so che ci devo andare per forza ma non mi piace... Uffa! Non ci voglio nemmeno pensare, mi voglio godere almeno questi ultimi momenti di libertà. Da domani sarà come vivere in galera, 24 ore su 24, una pazzesca recita continua.
Lunedì, primo giorno.
Che giornata! Mi sento proprio scombussolato: il viaggio, l’arrivo, l’alloggio, le regole, i compagni, gli orari da caserma... un orrore! Io amo la libertà, non posso sopravvivere qua dentro! Ma oggi mi sento strano, perché un po’ c’è lo schifo delle cose in sé e un po’ c’è un’altra cosa. Oggi ho incontrato lo sguardo di un ragazzo, che purtroppo non è del mio gruppo e che quindi non potrò mai vedere. Qui ci organizzano per gruppi di 20, io sto al primo e lui sta al quinto. Stavamo tutti nel grande cotile dopo le prime tre ore di lezione, perché c’era una pausa di mezz’ora... è un bel ragazzo, ma di bei ragazzi qui ce ne sono tanti e io non posso non osservarli. Ne avevo osservati tanti... belli sì, però non so perché non mi dicevano gran che, poi ho visto lui, non so nemmeno come si chiama, e mi sono fermato a guardarlo e se n’è accorto. Mi sono sentito come un ladro preso con le mani nel sacco, ho avuto proprio un brivido, ma quando lui mi ha guardato sembrava quasi compiaciuto, quando io ho distolto lo sguardo lui non l’ha fatto, io ho dovuto guardarlo negli occhi un’altra volta per cercare di mascherare l’imbarazzo, come se fosse una cosa ovvia, e lui mi ha sorriso. Per me è stato un brivido totale! Non ha girato lo sguardo, non ha fatto finta di non vedere e ha sorriso... Dio, come vorrei che fosse vero! Non so se lo amo, forse è stupido dirlo e forse è troppo presto... però quello sguardo me lo sento in fondo agli occhi e mi brucia ancora... ma perché non posso parlare con te? Ma perché devo solo perdere tempo? Non è giusto? Io voglio sapere! Per me è troppo importante.
Che giornata! Mi sento proprio scombussolato: il viaggio, l’arrivo, l’alloggio, le regole, i compagni, gli orari da caserma... un orrore! Io amo la libertà, non posso sopravvivere qua dentro! Ma oggi mi sento strano, perché un po’ c’è lo schifo delle cose in sé e un po’ c’è un’altra cosa. Oggi ho incontrato lo sguardo di un ragazzo, che purtroppo non è del mio gruppo e che quindi non potrò mai vedere. Qui ci organizzano per gruppi di 20, io sto al primo e lui sta al quinto. Stavamo tutti nel grande cotile dopo le prime tre ore di lezione, perché c’era una pausa di mezz’ora... è un bel ragazzo, ma di bei ragazzi qui ce ne sono tanti e io non posso non osservarli. Ne avevo osservati tanti... belli sì, però non so perché non mi dicevano gran che, poi ho visto lui, non so nemmeno come si chiama, e mi sono fermato a guardarlo e se n’è accorto. Mi sono sentito come un ladro preso con le mani nel sacco, ho avuto proprio un brivido, ma quando lui mi ha guardato sembrava quasi compiaciuto, quando io ho distolto lo sguardo lui non l’ha fatto, io ho dovuto guardarlo negli occhi un’altra volta per cercare di mascherare l’imbarazzo, come se fosse una cosa ovvia, e lui mi ha sorriso. Per me è stato un brivido totale! Non ha girato lo sguardo, non ha fatto finta di non vedere e ha sorriso... Dio, come vorrei che fosse vero! Non so se lo amo, forse è stupido dirlo e forse è troppo presto... però quello sguardo me lo sento in fondo agli occhi e mi brucia ancora... ma perché non posso parlare con te? Ma perché devo solo perdere tempo? Non è giusto? Io voglio sapere! Per me è troppo importante.
Martedì, secondo giorno.
Mi sento eccitatissimo, stanotte non potrò dormire... E’ vero! Accidenti! E’ vero! Non me lo sono inventato io! Si chiama Marco, oggi alla pausa abbiamo parlato per dieci minuti, ci siamo presentati, dopo un minimo di convenevoli, dato che si vedeva benissimo che non ce n’era bisogno, io gli ho chiesto a bruciapelo: “... e la vita affettiva come va?”. Lui mi ha risposto: “forse non ho mai trovato la persona giusta...” poi mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: “... però credo proprio che le cose stiano per cambiare”, ha accennato un sorriso e mi ha chiesto: “... tu che ne pensi?”. Sempre guardandolo negli occhi io gli ho detto: “... lo credo anch’io” e lui ha detto: “be’ ... quello che pensi tu è fondamentale” poi è venuta gente e la conversazione è finita lì. Tutto questo è successo circa 12 ore fa e da quel momento io non riesco più a pensare ad altro... Conto i minuti fino alla prossima pausa di domani perché non lo posso rivedere prima perché ha altri orari e turni di mensa diversi dai miei, in pratica ci possiamo vedere solo 20 minuti al giorno e io vivo solo per quei 20 minuti. Questo posto l’ho odiato, ma adesso mi sembra il posto più bello del mondo, le attese sono terribili, me lo vedo davanti ogni secondo, mi sembra di sentirne la voce, di vedere la sue mani, che sono perfette, io le bacerei se potessi... Marco! Ricordati che esisto! Non mi lasciare solo!
Mi sento eccitatissimo, stanotte non potrò dormire... E’ vero! Accidenti! E’ vero! Non me lo sono inventato io! Si chiama Marco, oggi alla pausa abbiamo parlato per dieci minuti, ci siamo presentati, dopo un minimo di convenevoli, dato che si vedeva benissimo che non ce n’era bisogno, io gli ho chiesto a bruciapelo: “... e la vita affettiva come va?”. Lui mi ha risposto: “forse non ho mai trovato la persona giusta...” poi mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: “... però credo proprio che le cose stiano per cambiare”, ha accennato un sorriso e mi ha chiesto: “... tu che ne pensi?”. Sempre guardandolo negli occhi io gli ho detto: “... lo credo anch’io” e lui ha detto: “be’ ... quello che pensi tu è fondamentale” poi è venuta gente e la conversazione è finita lì. Tutto questo è successo circa 12 ore fa e da quel momento io non riesco più a pensare ad altro... Conto i minuti fino alla prossima pausa di domani perché non lo posso rivedere prima perché ha altri orari e turni di mensa diversi dai miei, in pratica ci possiamo vedere solo 20 minuti al giorno e io vivo solo per quei 20 minuti. Questo posto l’ho odiato, ma adesso mi sembra il posto più bello del mondo, le attese sono terribili, me lo vedo davanti ogni secondo, mi sembra di sentirne la voce, di vedere la sue mani, che sono perfette, io le bacerei se potessi... Marco! Ricordati che esisto! Non mi lasciare solo!
Mercoledì, terzo giorno.
Oggi sono andato letteralmente in estasi, ma proprio la sensazione di coinvolgimento sessuale è stata fortissima, con momenti anche imbarazzanti. All’ora della pausa ce ne siamo andati in un posto un po’ appartato e Marco mi ha stretto le mani, tutte e due, e le ha strette fortissimo! Le sue erano calde, vive, le sue bellissime mani, poi mi ha mollato di botto e si è allontanato, sul momento ci sono rimesto malissimo, poi ho visto passare gente. In un posto come questo che due ragazzi si appartino anche solo per tenersi per mano non è immaginabile. Non mi sono nemmeno reso conto di quello che è successo dopo, siamo rientrati in aula e adesso devo aspettare fino a domani. Ma io il calore delle sue mani lo sento ancora, è come se ne portassi l’impronta fisica. Marco mi ha voluto regalare un istante di contatto fisico. La mia reazione anche fisica è stata immediata e pure la sua e forse il fatto che sia durato in tutto pochi secondi ha evitato situazioni molto imbarazzanti. Ma io adesso non posso non sognarmelo, non posso non sognare di abbracciarlo nudo contro nudo, di sentirne il respiro sulla pelle. Io lo voglio, non poso stare senza di lui! Mi manca fisicamente! Lo desidero proprio a livello sessuale. Stanotte dovrò accontentami di fantasticare perché non posso masturbarmi perché non sono solo in camera, ma credo che arriverò all’orgasmo anche senza toccarmi perché la cosa è travolgente... ma come posso pensare di stare lontano da lui? Io ho bisogno del suo contatto fisico come dell’aria per respirare...
Oggi sono andato letteralmente in estasi, ma proprio la sensazione di coinvolgimento sessuale è stata fortissima, con momenti anche imbarazzanti. All’ora della pausa ce ne siamo andati in un posto un po’ appartato e Marco mi ha stretto le mani, tutte e due, e le ha strette fortissimo! Le sue erano calde, vive, le sue bellissime mani, poi mi ha mollato di botto e si è allontanato, sul momento ci sono rimesto malissimo, poi ho visto passare gente. In un posto come questo che due ragazzi si appartino anche solo per tenersi per mano non è immaginabile. Non mi sono nemmeno reso conto di quello che è successo dopo, siamo rientrati in aula e adesso devo aspettare fino a domani. Ma io il calore delle sue mani lo sento ancora, è come se ne portassi l’impronta fisica. Marco mi ha voluto regalare un istante di contatto fisico. La mia reazione anche fisica è stata immediata e pure la sua e forse il fatto che sia durato in tutto pochi secondi ha evitato situazioni molto imbarazzanti. Ma io adesso non posso non sognarmelo, non posso non sognare di abbracciarlo nudo contro nudo, di sentirne il respiro sulla pelle. Io lo voglio, non poso stare senza di lui! Mi manca fisicamente! Lo desidero proprio a livello sessuale. Stanotte dovrò accontentami di fantasticare perché non posso masturbarmi perché non sono solo in camera, ma credo che arriverò all’orgasmo anche senza toccarmi perché la cosa è travolgente... ma come posso pensare di stare lontano da lui? Io ho bisogno del suo contatto fisico come dell’aria per respirare...
85° giorno.
Ormai ci manca poco... lo vedo solo 20 minuti al giorno perché anche il sabato pomeriggio e la domenica qui ognuno sta con quelli del suo gruppo... qui funziona così... 20 minuti al giorno per alimentare 24 ore di desiderio bruciante. La presenza di Marco ha assorbito tutte le mie energie sessuali. Vado tranquillamente a fare la doccia con gli altri, li vedo nudi nello spogliatoio e mi spoglio nudo anch’io e non me ne importa nulla! Ma proprio non mi fa alcun effetto! E dire che era una delle cose che temevo di più! Gli altri è proprio come se non ci fossero, ma se penso a Marco anche per un istante vado in erezione incontenibile e io a Marco ci penso 24 ore al giorno, cerco di adottare qualche precauzione per non finire in situazioni imbarazzanti... ma non sempre va bene... qualcuno se n’è accorto ma loro non sanno il perchè, per fortuna ragionano usando il loro metro.
Ormai ci manca poco... lo vedo solo 20 minuti al giorno perché anche il sabato pomeriggio e la domenica qui ognuno sta con quelli del suo gruppo... qui funziona così... 20 minuti al giorno per alimentare 24 ore di desiderio bruciante. La presenza di Marco ha assorbito tutte le mie energie sessuali. Vado tranquillamente a fare la doccia con gli altri, li vedo nudi nello spogliatoio e mi spoglio nudo anch’io e non me ne importa nulla! Ma proprio non mi fa alcun effetto! E dire che era una delle cose che temevo di più! Gli altri è proprio come se non ci fossero, ma se penso a Marco anche per un istante vado in erezione incontenibile e io a Marco ci penso 24 ore al giorno, cerco di adottare qualche precauzione per non finire in situazioni imbarazzanti... ma non sempre va bene... qualcuno se n’è accorto ma loro non sanno il perchè, per fortuna ragionano usando il loro metro.
86° giorno
Dovrebbe essere tutto un paradiso ma mi vengono le angosce, mi viene l’idea ossessiva che possa stancarsi di me, che possa tornare nel suo mondo una volta finta questa specie di carcere meraviglioso, mi viene l’angoscia di quello che gli devo dire, non so mai se quello che gli voglio dire è troppo o troppo poco, non lo voglio assillare ma gli vorrei strillare che senza di lui non ce la farei proprio a vivere, perché innamorarsi è bellissimo ma è pure un’angoscia, ho continuo bisogno di rassicurazioni ma non le posso avere... Marco! Pensami! Ti prego pensami! Come vorrei che ti masturbassi pensandomi! Un contatto fisico con te lo voglio disperatamente e al massimo mi stringi le mani per pochi secondi... Ma non è giusto... ma perché devo soffrire come un cane?
Dovrebbe essere tutto un paradiso ma mi vengono le angosce, mi viene l’idea ossessiva che possa stancarsi di me, che possa tornare nel suo mondo una volta finta questa specie di carcere meraviglioso, mi viene l’angoscia di quello che gli devo dire, non so mai se quello che gli voglio dire è troppo o troppo poco, non lo voglio assillare ma gli vorrei strillare che senza di lui non ce la farei proprio a vivere, perché innamorarsi è bellissimo ma è pure un’angoscia, ho continuo bisogno di rassicurazioni ma non le posso avere... Marco! Pensami! Ti prego pensami! Come vorrei che ti masturbassi pensandomi! Un contatto fisico con te lo voglio disperatamente e al massimo mi stringi le mani per pochi secondi... Ma non è giusto... ma perché devo soffrire come un cane?
89° giorno
E’ finita, domani ci diranno dove ci manderanno, non possiamo chiedere che ci mandino insieme, sarebbe troppo pericoloso, posso solo sperare che succeda, ma la probabilità è bassissima e non mi posso illudere. Oggi mi hai passato una mano tra i capelli! E’ stato un brivido bellissimo!
E’ finita, domani ci diranno dove ci manderanno, non possiamo chiedere che ci mandino insieme, sarebbe troppo pericoloso, posso solo sperare che succeda, ma la probabilità è bassissima e non mi posso illudere. Oggi mi hai passato una mano tra i capelli! E’ stato un brivido bellissimo!
90° giorno
E’ andato tutto storto, lui in Sardegna e io a Napoli... La vita è uno schifo! Mi prende uno sconforto totale... quando ci hanno congedato ce ne siamo andati a cena insieme, una cosa che me la ricorderò per tutta la vita. Dobbiamo stare separati almeno tre anni! Ma perché? Ma come si può vivere così? Macro! Io a vivere senza di te non ce la faccio!
E’ andato tutto storto, lui in Sardegna e io a Napoli... La vita è uno schifo! Mi prende uno sconforto totale... quando ci hanno congedato ce ne siamo andati a cena insieme, una cosa che me la ricorderò per tutta la vita. Dobbiamo stare separati almeno tre anni! Ma perché? Ma come si può vivere così? Macro! Io a vivere senza di te non ce la faccio!
100° giorno
Marco! Fatti vivo, ti supplico, lo so che dove stai tu è difficile ma basta poco, un sms, solo un sms! Io mi sento solo e disperato, non ce la faccio proprio più ad andare avanti, ti ho mandato diversi sms e tu non hai risposto... ma perché? Non è giusto! Non mi lasciare in questa disperazione!
Marco! Fatti vivo, ti supplico, lo so che dove stai tu è difficile ma basta poco, un sms, solo un sms! Io mi sento solo e disperato, non ce la faccio proprio più ad andare avanti, ti ho mandato diversi sms e tu non hai risposto... ma perché? Non è giusto! Non mi lasciare in questa disperazione!
giovedì 13 settembre 2007
GAY O ETERO NON IMPORTA IO GLI VOGLIO BENE
A 27 anni che vado cercando? Ragazzino mi ci sento ancora... adesso lavoro, ma sto ancora a casa coi miei, brava gente per carità e mi dispiace pure che con loro non posso parlare chiaro, ma non posso e qualunque altra idea me la devo togliere dalla testa... insomma, come faccio a dirlo... mi sembra una cosa un po’ troppo stupida o un po’ troppo sconcia a seconda dei punti di vista... io non so a voi ma me i ragazzi dai 18 ai 21 anni mi attirano moltissimo, poi quelli più grandi sempre meno, ancora quelli della mia età li guardo, ma mi sembrano già più stagionati. I ragazzi giovani, chiamiamoli i giovani adulti, per me sono il massimo perché sono adulti ma hanno ancora qualcosa di adolescenziale, nel modo di fare, nella disponibilità affettiva, nella voglia di giocare, poi passa, è ovvio che poi passa, ma a quell’età ci sono dei ragazzi che sono proprio meravigliosi, è chiaro, non tutti, anzi, ce ne sono di quelli che non vorrei incontrare per nessuna ragione, ma quelli che dico io sono un’altra cosa. Adesso, non è che mi sento in colpa di cercare dei ragazzi più giovani di me, perché pure io non sono Matusalemme, però, che ne so, quando sto con certi di questi ragazzi mi sento in estasi. Purtroppo non ho occasione di conoscere molti ragazzi di quell’età, io ormai sono fuori dall’università, ho fatto tanto per studiare e per uscire il più presto possibile ma poi dell’università ho perso il meglio e adesso io faccio l’ingegnere e nella mia facoltà c’erano soprattutto ragazzi. Mi hanno detto che trenrt’anni fa le ragazze non c’erano proprio a ingegneria, studiare trent’anni fa mi sarebbe piaciuto moltissimo. Quando ormai stai fuori dall’università e vai a finire nel lavoro di bei ragazzi ne trovi pochi. Qui in ditta con me in pratica non c’è nessuno nemmeno passabile, nemmeno etero, tutta una mezza calzetta di vecchioni con pance enormi o di stecchini lunghi lunghi e fini fini come dei grissini torinesi, il mio capo è così. Quindi qui niente e dove posso andare a cercare qualche cosa di più gradevole? Ma come fa uno di 27 anni a mescolarsi con i ragazzi giovani? Le feste? Sì, ma quali? Da chi? Perché? E poi sarebbe tutto falso, le cose belle o nascono da sé o non esistono. Allora l’ho pensata bene, sembra una storiella pornografica ma qui di erotico non c’è gran che, un po’ di fantasia ma finisce tutto lì. Insomma ho pensato di iscrivermi a una federazione di atletica e di andarmene allo stadio a fare un po’ di sport. Adesso, che ci fosse stata una qualche intenzione malandrina di fondo non lo posso negare, perché a forza di fantasia non si conclude mai nulla e uno o le occasioni se le crea o resta solo con la fantasia, uno quando c’ha in testa una cosa del genere c’ha il cervello che cammina da sé e non si ferma più. Devo fare le visite sportive, anche qui tanto di fantasie non ci sono mancate... poi viene il giorno, entro dal medico, mi fa togliere solo la camicia e mi fa l’elettrocardiogramma, poi mi chiede se ho fatto delle analisi di recente, gli dico di no, poi mi metto in allarme e gli chiedo se c’è qualcosa che non va e lui mi dice che probabilmente sono fenomeni transitori ma sarebbe bene fare qualche accertamento, al che mi sono sentito crollare il mondo addosso, mi ha dato il tracciato e mi ha detto che dovevo andare in ospedale a fare altri accertamenti, me li ha scritti e mi ha mandato dal mio medico. Quando sono uscito ero sconvolto, non pensavo più al sesso ma a un’altra cosa che non nomino mai e che il mio unico tabù. Ho cercato di accelerare il più possibile la visita in ospedale e me l’hanno data per il lunedì successivo. Ho aspettato quattro giorni con un’ansia che mi mangiava il fegato, poi sono andato, c’era una grande sala d’attesa e parecchia gente in fila, ogni tanto passava l’infermiera a raccogliere i foglietti delle prenotazioni. A un certo punto è entrato un ragazzo di 18-19 anni, almeno così sembrava, ma era così bello che mi sono perfino dimenticato di quello che ero andato a fare lì, l’ho guardato da lontano cercando di non farmi notare, poi lui mi ha notato e mi sono sentito congelare ma lui mi ha fatto un accenno di sorriso una cosa tra il dolcissimo e il malinconico, era come se mi cadesse il mondo addosso. Il ragazzo era solo, un fatto anomalo per un ragazzo di quell’età. Ma che ci fa un ragazzo di quell’età nella sala d’aspetto del reparto di cardiologia di un ospedale? Aveva un fascio di carte e di analisi... ma forse non erano sue, potevano essere del padre... ma il padre non c’era... Mi ha preso un dubbio atroce... ma quel ragazzo stava male? Come poteva uno così stare male? Mi era presa un’angoscia quasi fisica, poi mi hanno chiamato per gli esami e sono entrato, mi hanno fatto l’ecocardio e poi la prova da sforzo, ho provato ha chiedere al dottore e mi ha detto che sembrava tutto normale e che mi avrebbero messo l’Holter per un monitoraggio delle 24 ore ma sicuramente non c’era niente di preoccupante. Sono uscito tranquillizzato, dovevo tornare l’indomani per l’Holter ma le preoccupazioni peggiori non le avevo più, poi sono ripassato per la sala d’aspetto e quel ragazzo stava ancora lì, mi sono seduto anch’io, ho letto i referti dei mie esami che non mi sembravano in realtà preoccupanti e sono rimasto lì perché volevo vedere con che faccia quella ragazzo sarebbe uscito dalla visita, era molto dopo di me e ho aspettato un sacco di tempo, quasi due ore, poi l’hanno chiamato ed è stato dentro moltissimo tempo, a me stava tornando l’angoscia, è uscito dopo quasi un’ora e gli ho chiesto: “Com’è andata?” Mi ha riposto: “Meno peggio di quello che pensavo”, gli ho chiesto: “Sei preoccupato?” e lui mi ha detto: “Se scendi giù con me ti dico”, in pratica è cominciata così, lui aveva voglia di parlare e io di ascoltarlo, lui i problemi li aveva, prendeva farmaci e doveva stare molto attento. Io dentro mi sentivo distrutto, ma perché devono succedere cose del genere? L’ho accompagnato a casa sua in macchina e siamo stati a parlare tantissimo tempo lo avrebbero operato prima o poi ma a breve scadenza forse un anno o due, poi ci siamo lasciati e mi ha dato il numero di telefono. Si chiama Dario, ha 23 anni adesso, studia come può giurisprudenza e soprattutto ha combattuto una difficilissima battaglia per sopravvivere. E’stato operato e ha superato l’operazione e se fossi finito io sotto i ferri non avrei provato un’angoscia più profonda, quando suo padre mi ha chiamato (perché poi ho fatto amicizia pure con i genitori) per dirmi che si era svegliato dopo l’operazione mi è sembrato di risorgere, la prima cosa che ho fatto è stata raccogliere tutti i quattrini che avevo in casa mandare un’offerta alle suore di Madre Teresa, un gesto che in un altro momento non avrei mai fatto, ma mi sentivo portato proprio in un’altra dimensione. Volevo ringraziare il Padre eterno perché Dario me l’aveva lasciato. Sono passati i primi giorni, i più difficili, in terapia intensiva, poi l’hanno riportato al reparto, era bello come un angelo ma bianco come un cencio, intorno a lui eravamo in tre: io, sua madre e suo padre e io mi sentivo al posto giusto, quando era più padrone di sé gli stringevo forte la mano e lui accennava un sorriso. La convalescenza è stata lunga, lunghissima, poi la ripresa è stata più decisa, adesso abbiamo cominciato a fare le prime passeggiate, un po’ si stanca ma sempre meno, i medici sono fiduciosi e anch’io. Se Dario sia gay o etero non lo so e in fondo non me ne importa niente, so solo che gli voglio bene come non ne ho mai voluto a nessuno e anche lui mi vuole bene e in fondo non c’è niente di più bello di questa reciprocità. Da lui ho imparato tante cose sulla sofferenza e sul modo di viverla, adesso mi sento molto meno stupido di prima e, in fondo, non ho nemmeno paura di quella cosa che non nomino, adesso più che avere paura della morte ho imparato ad amare la vita, e questo lo devo a Dario.
Iscriviti a:
Post (Atom)