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martedì 10 agosto 2010
NORMALITA' GAY E DIPENDENZA DALLA PORNOGRAFIA
Caro Project,
sono entrato in una situazione insostenibile e ne voglio uscire, dico che lo voglio ma non ci riesco, è per questo che ti scrivo, perché forse altre cose del genere ti saranno capitate. Ti dico che sono proprio incapace di uscirne. Ho 24 anni, quasi 25, adesso mi sento gay, dico mi sento perché non lo so se è proprio così ma il punto non è questo. Forse è meglio che ti racconto le cose per ordine. Mi sono sentito etero fino a 22 anni, anche qui dico che mi ci sono sentito perché non so se lo ero veramente, però dai 18 anni ho avuto due ragazze anche se per me non era il massimo, che non era il massimo lo capivo ma non pensavo di essere gay. Con le due ragazze ho avuto anche rapporti, pure quelli, magari più per la curiosità ma mi piacevano, cioè quando succedeva non stavo a disagio ma quando non succedeva non mi mancavano. Mi masturbavo pensando alle ragazze, anche lì niente di travolgente ma mi sentivo normale e poi le ragazze di cui ti ho parlato penso si fossero proprio innamorate di me, io di loro forse, ma forse non seriemente. Fino a 22 anni con l’università le cose andavano bene, gli esami li facevo e pure con voti buoni, poi a 22/23 anni è cominciato il disastro. Ora ti spiego. Ho conosciuto un ragazzo che è venuto da noi per fare la laurea magistrale e abbiamo cominciato a studiare insieme e così mi sono accorto che mi piaceva moltissimo stare con lui. Lui è etero e di questo non ho il minimo dubbio. Ho letto quello che pensi dell’innamorarsi di un etero e lo capisco ma io non riuscivo a togliermelo dalla testa, lui poi aveva molte attenzioni per me e penso che “a suo modo” mi volesse anche bene. Comunque sono andato totalmente in crisi. Mi veniva duro anche solo a pensare a questo ragazzo e poi ci vedevamo tutti i giorni mattina e pomeriggio per studiare. Quando stavamo insieme lui studiava e io no. Lo studio insieme è durato un semestre poi lui ha fatto gli esami ed è andato avanti, io non ho fatto nulla e in pratica ho perso il primo anno della magistrale ma questo sarebbe ancora una cosa relativa. Da quando mi sono innamorato di lui ho cominciato a masturbarmi pensando a lui, ed era una cosa che mi piaceva moltissimo, tutta di fantasia ma mi sentivo soddisfatto, ho capito che sono gay e questo fatto non mi ha nemmeno creato problemi, se lo avevo vicino a me ero felice. Quando poi mi ha lasciato per studiare da solo perché non combinavo più niente ci sono stato proprio male. Non andavo all’università per non vederlo perché avevo capito che tra noi non ci poteva essere niente. I miei andavano a lavorare e io me ne stavo da solo a casa a vedere film porno dalla mattina quando i miei uscivano fino alle due quando tornavano, a loro dicevo che ro andato all’università ma non ci andavo. Quando la sera andavano a dormire mi rimettevo al computer a vedere porno fino alle ore piccole. Quando ero più padrone di me mi sentivo un deficiente a buttare la vita così ma poi non riuscivo a staccarmi dai porno, ne avevo riempito il computer. Non c’erano pericoli perché i miei non sanno nemmeno come si accende un computer ma la mia vita girava tutta intorno ai porno e alla masturbazione che, tra l’altro, ormai mi sembrava una cosa molto stupida. Ho cominciato a rimpiangere il tempo quando ero etero magari a metà ma avevo una vita normale. Non ne posso proprio più di andare avanti così. Il mio amico prenderà la laurea magistrale a novembre e io non ho concluso nulla, ho fatto solo due esami e di quelli più stupidi. Devo dare assolutamente una svolta alla mia vita. Tra l’altro ho cominciato a bere un po’ troppo e devo smettere prima che diventi un problema, anche se ancora non lo è. Project io vorrei una vita da ragazzo gay, perché quello sono, ma una vita normale. Quando ero etero le ragazze mi cercavano loro perché mi dicono che sono un bel ragazzo ma come gay mi sento intorno il vuoto totale. Che sono gay non lo sa nessuno, ma essere gay è snervante, se ti innamori di un ragazzo molto probabilmente è etero e non glielo puoi nemmeno dire e allora o hai una volontà di ferro o finisci sui porno come me. Io vorrei essere un gay normale, vorrei avere un ragazzo che mi vuole bene, ma tutto questo finisce per essere difficilissimo e poi comincio ad avere l’incubo dell’età che va avanti e quello delle depressione. Fino adesso non mi sembra di essere depresso ma se vado avanti così il rischio c’è. Ho quasi una paura ossessiva di non riuscire più a uscirne e di buttare via così tutta la vita. Puoi immaginare quanto ho girato i siti gay su internet e ovviamente sono finito parecchie volte su progetto gay, lo scartavo sempre perché non ci sono foto e roba simile poi sono capitato su un post del forum, di un 32enne dipendente dalla pornografia. Per lui le cose sono diverse ma l’ossessione della pornografia in effetti è simile. Io sono un ragazzo molto riservato e per me raccontare certe cose è imbarazzante ma non ce la faccio più ad andare avanti, sta per ricominciare l’università e non voglio buttare via il terzo anno di seguito. Ho bisogno di qualcuno che mi dia un po’ di voglia di ricominciare e mi dica che per uno come me ci può essere un futuro di normalità. Tu dici che per un gay ci può essere una possibilità di vivere come vuole, ne sei convinto, lo dici in tutti i modi ma io vedo davanti a me come un muro di impossibilità. Lo so che devo tornare a una vita normale, è quasi una settimana che mi sono imposto di non vedere più porno e di non bere ma poi mi sembra una grande stronzata e ho paura che ricomincerà tutto come prima. Rispondimi in privato se vuoi, ho bisogno di un confronto serio.
Matteo
__________
Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
martedì 4 dicembre 2007
CIAO V87
Ciao V87,
ho appena letto il tuo commento al post “A caccia di ragazzi gay all’università”... è vero, i ragazzi gay si incontrano sono in internet dove resti sbalordito da quanti sono a dal tipo di persone che sono. Sono tantissimi e sono ragazzi superlativi. Poi vai nella vita reale... e che cosa trovi? Di ragazzi gay non ce n’è la minima traccia... sono spariti, si sono dileguati. E l’università non è certo il paradiso dei gay. In un certo senso potrebbe esserlo perché è il luogo ideale per incontrare ragazzi dai 19 ai 25/26 anni... ma è un posto dove dichiarasi è pericoloso e quindi nessuno lo fa. L’alternativa: vivere una storia affettiva importante con un etero in chiave di amicizia che altro non sarebbe che una forma di amore sublimato. Innamorarsi di un etero è un’esperienza comune per i ragazzi gay non dichiarati (ed è capitato anche a me e più di una volta) ma può essere un’esperienza frustrante non tanto perché la sessualità è vissuta in una dimensione di violenta sublimazione ma perché ci si può rendere conto di essere solo dei sostituti di altri oggetti d’amore che possono non essere effettivamente disponibili. Un discorso del genere si realizza talvolta anche quando si arriva ad avere un rapporto che coinvolge un vero e proprio contatto sessuale... Ricordo con sgomento il racconto che ho ascoltato in chat da un ragazzo che si illudeva di essere “il ragazzo” del suo amico perché aveva anche contatti sessuali con lui, poi, dopo le vacanze l’amico si è rifatto vivo e gli ha detto che non avevano più nulla da dirsi perché ormai aveva trovato “una ragazza vera”. In altri termini, accorgersi dopo anni di relazione anche a livello sessuale di essere stati considerati solo una “ragazza falsa” è veramente sconfortante! Devo dire per la verità che le relazioni che ho avuto con ragazzi etero, relazioni senza sesso ma con una dimensione affettiva profonda, sono state importantissime per la mia vita e in quelle situazioni non mi sono mai sentito strumentalizzato, ma anzi mi sono sentito amato in modo autentico e totalmente disinteressato. Certo se i gay fossero riconoscibili si eviterebbero moltissimi problemi e la vita affettiva di moltissimi ragazzi gay sarebbe molto facilitata ma si tratta di ipoesti di pura fantasia. Sta di fatto che i gay, tutti i gay, ragazzi e non, hanno paura e che l’intolleranza sociale, tramite questo meccanismo di timore, irriconoscibilità e solitudine, si riflette pesantemente nella vita affettiva di tantissime persone condizionandola al punto da condannare di fatto alla solitudine moltissimi ragazzi gay che non se la sentono, o di fatto non possono, rischiare il coming out. Essere gay è difficile!
ho appena letto il tuo commento al post “A caccia di ragazzi gay all’università”... è vero, i ragazzi gay si incontrano sono in internet dove resti sbalordito da quanti sono a dal tipo di persone che sono. Sono tantissimi e sono ragazzi superlativi. Poi vai nella vita reale... e che cosa trovi? Di ragazzi gay non ce n’è la minima traccia... sono spariti, si sono dileguati. E l’università non è certo il paradiso dei gay. In un certo senso potrebbe esserlo perché è il luogo ideale per incontrare ragazzi dai 19 ai 25/26 anni... ma è un posto dove dichiarasi è pericoloso e quindi nessuno lo fa. L’alternativa: vivere una storia affettiva importante con un etero in chiave di amicizia che altro non sarebbe che una forma di amore sublimato. Innamorarsi di un etero è un’esperienza comune per i ragazzi gay non dichiarati (ed è capitato anche a me e più di una volta) ma può essere un’esperienza frustrante non tanto perché la sessualità è vissuta in una dimensione di violenta sublimazione ma perché ci si può rendere conto di essere solo dei sostituti di altri oggetti d’amore che possono non essere effettivamente disponibili. Un discorso del genere si realizza talvolta anche quando si arriva ad avere un rapporto che coinvolge un vero e proprio contatto sessuale... Ricordo con sgomento il racconto che ho ascoltato in chat da un ragazzo che si illudeva di essere “il ragazzo” del suo amico perché aveva anche contatti sessuali con lui, poi, dopo le vacanze l’amico si è rifatto vivo e gli ha detto che non avevano più nulla da dirsi perché ormai aveva trovato “una ragazza vera”. In altri termini, accorgersi dopo anni di relazione anche a livello sessuale di essere stati considerati solo una “ragazza falsa” è veramente sconfortante! Devo dire per la verità che le relazioni che ho avuto con ragazzi etero, relazioni senza sesso ma con una dimensione affettiva profonda, sono state importantissime per la mia vita e in quelle situazioni non mi sono mai sentito strumentalizzato, ma anzi mi sono sentito amato in modo autentico e totalmente disinteressato. Certo se i gay fossero riconoscibili si eviterebbero moltissimi problemi e la vita affettiva di moltissimi ragazzi gay sarebbe molto facilitata ma si tratta di ipoesti di pura fantasia. Sta di fatto che i gay, tutti i gay, ragazzi e non, hanno paura e che l’intolleranza sociale, tramite questo meccanismo di timore, irriconoscibilità e solitudine, si riflette pesantemente nella vita affettiva di tantissime persone condizionandola al punto da condannare di fatto alla solitudine moltissimi ragazzi gay che non se la sentono, o di fatto non possono, rischiare il coming out. Essere gay è difficile!
sabato 13 ottobre 2007
ANDY ROMANZO GAY 4/3
Il quarto capitolo procede. Andy passerà a Giurisprudenza. Andy e Marco cercano un equilibrio tra interesse sessuale e studio. Un lungo [...omissis...] è stato necessario per tagliare la descrizione dell’imbarazzo reciproco di un contatto sessuale più cosciente e nella dimensione di un rapporto che si avvia a divenire stabile.
________________
- Hai detto che mi hanno già adottato e mi sa che è vero!
- E guarda che lo hanno fatto per te, papà me lo ha detto chiaramente… chiedi a Andy che cosa ne pensa di questo e di quell’altro… mi sa che io sto cominciando a passare al secondo posto, da quando ci sei tu…
- Ma è logico io sono il piccolo!
- Ma tu guarda come si atteggia questo!
Marco mise le pietanze a scaldare nel forno. Andy si sentiva totalmente a proprio agio, se la cosa fosse andata in porto i sogni di Andy sarebbero stati anche i sogni di Marco e l’ipotesi sembrava realistica. Andy non permise a Marco di fare nulla, lo servì a tavola e lavò i piatti dopo mangiato, preparò il caffè e lavò la caffettiera. Dopo il pranzo fece cenno a Marco di affrettarsi perché dovevano andare all’università. In strada erano assorbiti dai loro progetti e dai loro pensieri, stentavano a credere che fossero realistici, alla segreteria il discorso fu meno semplice del previsto, li mandarono da un funzionario di livello più alto, furono ricevuti, Andy espose il problema, il funzionario consultò l’ordine degli studi e concluse che Andy avrebbe potuto inserire tre esami di giurisprudenza subito come corsi liberi, avrebbe potuto chiedere il passaggio a settembre con la convalida degli esami eventualmente superati come corsi liberi, l’iscrizione a giurisprudenza avrebbe avuto pieno corso solo con il prossimo anno accademico e se Andy avesse superato i tre esami di giurisprudenza sarebbe stato iscritto al terzo anno. All’uscita comprarono una copia dell’ordine degli studi aggiornato e Andy consegnò la domanda per fare i tre esami a giurisprudenza, compatibilmente con le esigenze di Marco, scelse i tre esami in modo che fosse possibile studiare insieme da subito. Al ritorno Marco si sentiva gasatissimo.
- Adesso possiamo anche cominciare a studiare insieme, … non mi sembra vero.
- Ma è vero! A casa subito sotto a studiare!
- Ma io non vorrei solo studiare…
- Non solo ma soprattutto… Cucciolo adesso siamo in una fase nuova, adesso si tratta di costruire. Tu mi piaci tantissimo e io starei ad accarezzarti tutta la giornata, ma adesso c’è anche altro.
A casa Andy preparò con la massima cura la stanza, tolse tutte le cose fuori posto, preparò due bicchieri di tè e sistemò tre libri a scala a forma di leggio. Si trattava di avviare lo studio del diritto privato, il manuale aveva le dimensioni di un grosso vocabolario, Andy lo mise davanti a sé, invitando Marco a prendere posto sulla poltrona e ad ascoltare. La lettura incominciò. Andy leggeva con enfasi, sottolineando e ripetendo le cose che a suo dire poetavano essere importanti, cercava di andare alla schematizzazione più chiara possibile e talvolta atteggiava il tono della voce per rimarcare questo o quello. Le prime pagine erano piuttosto chiare. Arrivarono senza difficoltà a pagina quaranta, poi Andy chiese a Marco di passare a una verifica, Marco fece cenno di sì e Andy cominciò a fare domande. Marco era in difficoltà mentre Andy ricordava pressoché perfettamente tutto quello che aveva letto, faceva collegamenti, usava una terminologia specifica e in sostanza dimostrava a Marco che c’è modo e modo di studiare. Marco ne era alquanto spaventato.
- Scusa, Andy, tu vai come un treno ma io certe volte non ti seguo… tu sei un mostro ma io non riesco a tenere questi ritmi.
- Aspetta, facciamo così, leggi tu e io sto a sentire, vedrai che leggendo ti restano molte più cose in mente, c’è anche la memoria visiva che aiuta molto, dai Marco.
Andy si alzò e lasciò a Marco il posto al tavolo, Marco cominciò a leggere, la sua lettura era più lenta, meno intuitiva di quella di Andy, certamente meno recitata, ogni tanto si fermava con qualche segno di perplessità in volto, poi continuava la lettura, qualche volta la sosta era più lunga, allora Andy interveniva per riprendere e per sottolineare qualche concetto o per chiedere di rileggere qualche brano da capo. Marco cercava di impegnarsi al massimo, era meno distratto di quando si limitava ad ascoltare, cercava di trasmettere ad Andy tutti i contenuti e di non deluderlo, quella era in fondo già una prova della vita comune, della vita professionale in comune, ma anche quella è vita in comune, in qualche caso Marco rimaneva impressionato della lucidità mentale di Andy, della sua intuizione, del suo controllo espressivo quasi perfetto. Arrivarono a pagina 80, poi Marco propose di fare pausa, presero il tè e un toast.
- Birillo, ma lo sai che sei veramente un piccolo mostro, io gente come te ne ho conosciuto poca, sei proprio bravo, ma proprio tanto.
Marco non accennò al suo sentimento di frustrazione ma tenne la cosa in termini positivi. Andy si schermiva un po’ ma era evidente che i complimenti gli facevano piacere, cercava di sminuire i giudizi superlativi di Marco ma non cambiava argomento. Marco capì che quelle cose ad Andy probabilmente erano mancate e cercò di gratificarlo al massimo, evitando però di cantare troppo sopra le righe.
- Andy, qui mi sa che mi devi fare qualche iniezione di cervello e qualche corso accelerato di lingua italiana, tu parli benissimo, io certe volte ci metto proprio tempo a cercare le parole, le idee ce le ho ma le parole mi mancano, e poi sei proprio intelligente, cioè le cose le capisci al volo e poi riesci a farle capire anche a me… Andy… lo sai che con te sto proprio bene… ma proprio in tutti i sensi, adesso ho trovato anche uno che mi mette sotto a studiare, mi sento proprio perfetto.
- Sai Cucciolo, se non ci fossi tu io adesso forse sarei già andato a finire male…
- Ma che stai dicendo?
- Io l’ho sempre pensato che non si può vivere senza amore, senza il Cucciolo io non sarei nulla, sarei finito, non te lo dico per dire, è la prima volta che comincio a sperare di avere un futuro, voglio dire che spero di costruire un futuro vero con te, di vivere tutta la vita con te, guarda che non sono discorsi di belle parole, io voglio veramente costruire un futuro con te, una vita intera, non è nemmeno questione di sesso o di colpo di fulmine, più vado avanti, più mi accorgo di come sei veramente e più mi innamoro del mio Cucciolo, che ti credi, l’ho notato che hai cercato di mettermi a mio agio anche adesso, io ho fatto un po’ sfoggio di me e tu me l’hai permesso, tu mi hai permesso di fare la prima donna, mi hai ceduto il passo e a me una cosa del genere mi fa una tenerezza fortissima, io al mio Cucciolo sto imparando a volere bene in un altro modo… sesso sì, è ovvio, ma il Cucciolo non mi piace solo per quello, il Cucciolo è buono d’animo e mi vuole bene.
- Andy, ma ai miei dell’università glielo diciamo?
- E perché no? Se è una cosa che a loro può fare piacere glielo dobbiamo dire.
- Però glielo dovresti dire tu.
- Io lo sapevo che saremmo arrivati al nodo… senti Marco, io adesso mi sento ancora un po’ in imbarazzo… non ti arrabbiare, credo che prima o poi succederà, ma non mi forzare, adesso mi sento un po’ sotto sopra per tutte le novità…
- Andy, io voglio solo che tu stia bene, per carità non vorrei mai fare nessuna forzatura, glielo accennerò io e credo che saranno molto contenti, ma tu fai liberamente sempre quello che credi meglio.
- Cucciolo, ti va di studiare ancora?
- Cerchiamo di arrivare a pagina 100.
Ripresero a studiare, cercarono di applicarsi attentamente alla lettura, alla fine della serata, quasi a mezzanotte, la pagina cento era stata superata.
- Oh! E adesso basta con queste cose, adesso voglio essere coccolato dal mio Cucciolo, Marco, mh… ce ne andiamo a letto e ci abbracciamo un po’?
- Sì, Birillo, te lo sei meritato veramente.
[...omissis... (Marco e Andy se ne vanno a letto insieme, hanno fatto il test per l’AIDS ma non hanno ancora i risultati e il loro contatto deve essere limitato, si accarezzano anche intimamente, ma entrambi sono ancora impacciati e temono di prendere iniziative)]
Poi si lasciarono e si stesero ciascuno dalla propria parte del letto per parlare un po’.
- Andy, ma lo sai che è bello stare a letto insieme! Voglio dire che quando ne senti parlare non capisci esattamente che cosa vuol dire, pensi solo al sesso, ma stare così è bellissimo, c’è proprio un senso di intimità fortissimo, io lo sento anche fisicamente che ci sei, sei bello, sei caldo, [...omissis...]
Andy non rispose, Marco si accorse che era distratto e che stava pensando ad altro, non si aspettava che Andy potesse pensare ad altro in quella situazione. Passò qualche secondo di perplessità.
- Marco, aspetta un attimo…
- Che c’è Birillo?
- Aspetta….
- Che c’è?
- Mi sta venendo un’idea…
- E cioè?
- Se noi riusciamo a fare i tre esami entro la sessione estiva mi iscrivono al terzo anno, ma se non ci riusciamo mi iscrivono al secondo, gli esami sono 24, tre me li riconoscono, e sarebbero sei prima dell’iscrizione al terzo anno, poi ci sono due anni, terzo e quarto e diciotto esami, se ne facessimo nove all’anno, si potrebbe arrivare alla laurea entro luglio 2004, se non ce la facciamo a fare i tre esami mi iscrivono al secondo, mettiamo che facciamo due esami, sarebbero cinque, ce ne rimarrebbero 19 ma in tre anni: sette e sette quattordici e cinque diciannove, però si andrebbe a finire a luglio 2005.
- Ma guarda Andy, anche se facciamo i tre esami adesso, riuscire a farne 18 in due anni è una cosa impossibile, forse se ti iscrivono al secondo la cosa è un po’ più umana, già 7, 7 e 5 è una maratona pazzesca ma 9 e 9 mi sembra proprio al di là di ogni buon senso.
- Ma, Cucciolo, non è così, dopo tutto si tratta di farne tre a sessione e non sono tutti così pazzeschi, qualcuno è pure piccolo e poi, se frequentiamo e ci lavoriamo un po’ l’ambiente… Cucciolo… tu capisci che significherebbe finire a luglio 2004, che tra poco più di due anni avremmo la possibilità di cominciare a lavorare…
- Andy! Non sognare troppo! Resta coi piedi per terra, già finire a luglio 2005 è una chimera ma nel 2004 non è proprio possibile.
- Ma scusa, adesso siamo ad aprile, noi per giugno possiamo averne preparati anche due e a luglio ci lasciamo quello meno pesante.
Marco lasciava tentennare la testa in segno di perplessità, ma Andy reagì in modo inatteso.
- Senti, Cucciolo, noi ci dobbiamo riuscire! Adesso cominciamo dai tre esami entro la sessione estiva, poi il resto si vedrà, se la cosa va bene poi cercheremo di mettere in cantiere anche il resto, ma adesso il problema sono i tre esami entro luglio… Cucciolo! Adesso alzati, ti preparo un po’ di tè e ci mettiamo a studiare un po’, dopo tutto io non ho sonno.
- Nemmeno io, ma mi aspettavo una serata un po’ diversa, Birillo, mannaggia, mi lasci così a bocca asciutta?
- Cucciolo, non mi fare i capricci, ti prometto che non mi tirerò indietro ma tu cerca di stare dalla parte mia, non mi contrastare, lo faccio per tutti e due.
- Sì, va be’ però… che devo fare, mi devo alzare?
- Cucciolo, ci devi mettere un po’ di entusiasmo, ci dobbiamo preparare un programma preciso e lo dobbiamo rispettare.
- Uffa! Birillo! Non mi va! Ma non possiamo cominciare domani? Stavamo tanto bene a letto insieme e adesso ti fai venire i sacri furori… Birillo… dai, facciamo domani, adesso non mi va…
Andy si alzò, andò a preparare il tè senza dire niente a Marco, ma Marco non si alzò dal letto. Andy potrò il tè a letto a Marco per cercare di farlo alzare ma Marco non ne aveva alcuna intenzione e fece una smorfia del viso che dimostrava una certa irritazione, Andy ci rimase malissimo ma cercò di non darlo a vedere, se ne andò in cucina e non tornò nella stanza da letto, Marco all’inizio si sentiva tranquillo, era sicuro che Andy sarebbe tornato da lui e alla fine avrebbe abbandonato i suoi progetti estremistici ma quando non lo vide rientrare si alzò per andare a parlare con Andy, andò in cucina ma Andy non c’era, e non c’era nemmeno nel resto della casa, se ne era uscito senza fare nessun rumore, Marco si sentì perso, si rese conto che Andy l’aveva presa male, forse lo avrebbe dovuto assecondare in tutto e per tutto ma a Marco i progetti di Andy sembravano solo sogni campati per aria, sentiva che in fondo Andy stava fantasticando fuori della realtà ma nello stesso tempo comprendeva che Andy non tollerava di essere contraddetto. Marco non sapeva che fare, si accorse che il cellulare di Andy non era al solito posto, pensò subito che Andy lo avesse portato con sé, lo chiamo.
- Andy, ti volevo chiedere scusa, mi dispiace per poco fa, sono stato stupido.
- No, Marco, penso che in fondo hai ragione, non ce l’ho con te, è che mi faccio portare troppo dalla fantasia e non tengo i piedi per terra, perché non scendi giù pure tu e facciamo due passi, non fa freddo, dai, vieni, ti aspetto al portone.
Il tono della conversazione non era di rottura e a Marco piacque molto, scese immediatamente, Andy lo abbracciò.
- Non è successo niente! Mi hai solo riportato con i piedi per terra e a me non piace essere riportato alla realtà… sono stupido eh?
- Andy, adesso aspetta un momento, adesso te la devo chiedere io una cosa ma mi devi rispondere la verità…
- E cioè?
- Ma tu te la sentiresti veramente di provarci? Come hai detto tu! Adesso con i tre esami e dopo, magari, si potrebbe provare il resto.
- Marco, ma lo sai meglio di me che è impossibile, forse per i tre esami adesso ci si potrebbe pure riuscire ma il resto è pura fantasia.
- Be’ però per il momento ci sarebbe il progetto dei tre esami e quelli si potrebbero fare benissimo.
- Sì, ma anche quello non sarebbe poi così facile.
- Andy, se noi ci mettiamo col massimo impegno ci possiamo riuscire e poi se la cosa funziona si può pensare anche al resto e poi, se non dovesse andare bene, ci troveremmo comunque un pezzo avanti per il 2005.
- Cucciolo, io lo so che tanto andrà a finire tutto male, che non concluderemo nulla e che alla fine ci resteranno solo i cocci.
- Senti, Andy, adesso torniamo a casa e ci mettiamo a fare qualche cosa!
- Ma che fai? Mi vuoi recuperare per forza? Io resto tuo comunque, magari un po’ deluso dal fatto che ho sognato troppo.
- Ma potrebbero benissimo non essere solo sogni. Birillo! Adesso andiamo a casa! E guai a te se non studi!
- Be’ dopo tutto il casino che ho combinato in piena notte! La sai una cosa?
- Che cosa?
- Ci siamo scambiati le parti!
- Però senza il mio Birillo io avrei lasciato andare le cose per il loro verso, adesso ci sto pensando seriamente.
A casa si rimisero a studiare, tra tè, caffè e qualche chiacchiera arrivarono quasi all’alba ma riuscirono a macinare altre sessanta pagine, poco prima delle cinque Marco si sentiva cadere dal sonno.
- Birillo, senti, io non ce la faccio proprio più, andiamocene un po’ a dormire!
- Andiamo, Cucciolo!
Quando furono a letto si abbracciarono ma erano così stanchi che si addormentarono l’uno nella braccia dell’altro.
La mattina era avanzata quando Andy si svegliò per primo, si alzò e andò a preparare la colazione, era un po’ stordito per il sonno perso ma anche eccitato per l’idea di continuare a lavorare per l’università. Portò la colazione a letto a Marco, ma Marco era completamente fuso dal sonno e dalle stanchezza.
- Cucciolo, la colazione!
- Birillo, non ce la faccio proprio ad alzarmi, sono stanco morto, lasciami dormire ancora un’ora, solo un’ora, poi mi alzo.
Andy si sedette vicino a Marco e cominciò ad accarezzargli i capelli.
- Peccato, Cucciolo, vuol dire che la doccia la farò da solo!
- Cioè?
- Be’, pensavo che l’avremmo potuta fare insieme… però tu vuoi continuare a dormire…
- Andy, non mi ricattare…
- Io non ti ricatto, se ti alzi subito facciamo la doccia insieme, altrimenti la faccio da solo.
- Mh… ma tu sempre così fai… mannaggia, stai cercando di convincermi proprio con tutti i mezzi…
- Sì, e adesso alzati e non perdiamo tempo!
Marco si alzò un po’ di mala voglia ma molto incuriosito dall’idea di fare la doccia con Andy. Entrarono insieme nel bagno, Andy si spogliò per primo senza dire nemmeno una parola, Marco lo seguì quasi meccanicamente, ancora intorpidito dal sonno, entrarono insieme nel box, non era mai accaduto prima. Andy abbracciò Marco che non se l’aspettava gli passò le mani tra i capelli, poi gli versò un po’ di shampoo in testa, lo fece schiumare, fece scorrere l’acqua, insaponò Marco con molta rapidità e di nuovo fece scorrere l’acqua.
- Adesso tocca a te.
Marco fece più o meno esattamente come aveva fatto Andy, ma alla fine, al momento dell’insaponamento finale si trattenne un po’ troppo a lungo e Andy lo rimproverò.
- Cucciolo! Avevamo detto la doccia insieme ma solo quello…
- Senti, Andy, però non mi tormentare con queste cose, io non reagisco mai ma tu cominci a approfittarne un po’ troppo.
- Va be’, va, se la metti su questo piano… dai sto zitto, sto zitto…
- Ma no, adesso mi hai fatto pure passare la voglia… Andy non sono arrabbiato ma non mi devi trattare come un ragazzino…
- Hai ragione, Cucciolo, scusami ma io dicevo veramente, sono disposto a qualunque cosa ma non voglio che tu ci resti deluso.
- Adesso è già successo, quindi non ci pensiamo più!
- Ti va di studiare?
- Quello mi deve andare per forza. Andy… mannaggia… ma è mai possibile che certe volte mi devi congelare così?
- Lo vedi che sei arrabbiato…
- No, non sono arrabbiato… ma tu da me che cosa vuoi?
- Io voglio tutto!
- E cioè?
- Adesso voglio soprattutto studiare, voglio anche fare l’amore con te, ma adesso voglio soprattutto studiare, ti pare pazzesco?
- No, ma perché non vuoi fare l’amore con me?
- Perché devi dire che non voglio fare l’amore, non è vero!
- Allora facciamolo!
- Sì, ma non adesso.
- E quando? Stasera?
- No, nemmeno.
- E allora?
- Lo faremo dopo i risultati del test.
- Ah! Be’, va be’, allora non ci vorrà troppo tempo… però certo che tu di me non ti fidi proprio!
- Io mi fido eccome, è di me che non mi fido troppo.
- E cioè? Che vuoi dire?
- Che non voglio fare sesso finché non ne sono sicuro…
- Andy, per favore parla chiaro!
- C’è poco da dire, io su me stesso non sono sicuro al cento per cento.
- Ho capito ma perché? Lo posso sapere?
- Se lo vuoi proprio sapere le cose non stanno esattamente come pensi tu.
- E cioè?
- Lasciamo perdere, non mi va di parlartene, mannaggia, adesso mi sono incartato e non riesco a uscirne più.
- Ma c’è qualche cosa che non mi hai detto?
- Sì… e se non mi fidassi di te e non te lo volessi dire?
- In che senso? Non ho capito.
- Voglio dire che potrei essere io a non fidarmi di te.
- Allora le cose stanno così!
- No, ma potrebbe essere.
- Senti, brutto stronzo, ma perché continui a giocare con queste cose, io non sopporto i giochi di parole e l’essere preso per il culo!
- Marco, non ti alterare, non è successo nulla!
- Non è successo nulla?! Ma tu sei stronzo forte! Ma ti credi che sono il tuo burattino? Andy tu con me puoi fare quello che vuoi ma non mi devi prendere in giro, non lo sopporto! Guarda che sto proprio perdendo la pazienza di brutto!
- E avresti anche ragione perché io ti ho preso per il culo, è così, adesso io sono stato stupido, e va bene, ma non la facciamo durare troppo questa cosa, ho sbagliato, ti chiedo scusa, ma tu non ti mettere in cattedra perché non lo sopporto!
- Senti Andy, anche adesso tu stai continuando a giocare un gioco che non mi piace, o la smetti subito e parli chiaro o vai a farti fottere.
- Ah, a questo punto siamo! Tu stavi cercando l’occasione per sbarazzarti di me!
- Senti, stronzetto, ma chi ti credi di essere per venire a sfottere così, sei solo un piccolo deficiente che scherza con cose che non sa nemmeno che cosa sono, Andy, o parli chiaro subito o vai a farti fottere subito, hai capito?
- Aspetta, per favore calmati!
- Andy, guai a te se continui ancora a perdere tempo.
- Te lo dico subito: io non mi fido totalmente di te, questo è il fatto! Non te lo volevo dire e ho cercato una scusa e poi una bugia tira l’altra, basta, solo questo!
- Giura!
- Lo giuro!
- Allora adesso stammi a sentire: se hai dei dubbi ti posso capire, sono cose gravi e non bisogna fare stupidaggini per leggerezza, però guai a te se un’altra volta non parli chiaro e ti permetti di giocare a gatto e topo e su cose di questo genere poi!
- Scusami Marco, ti giuro che non capiterà più…
- Zitto va’ e non giurare per queste stupidaggini, tanto prima o poi ricapiterà eccome… e poi se in qualche momento non hai sentimenti eccelsi nei miei confronti me lo devi dire, non devi essere ipocrita, è una cosa che non posso proprio sopportare, che ti credi che io i dubbi su di te non li ho… Andy, io di te non so nulla, sembri un bravo ragazzo ma io di te non so nulla e se adesso tu ci resti male e te ne vai vuol dire che sei stronzo e basta e che non mi meriti, che hai bisogno di cercare qualche ipocrita che ti prenda per il culo raccontandoti qualche bella storiella. Andy, io ti voglio bene ma io i miei dubbi ce li ho.
- E allora perché volevi fare l’amore con me?
- Be’, non lo so, forse perché non ci ho pensato in quel momento…
- E bello stronzo saresti stato anche tu, ti saresti messo in testa una preoccupazione tremenda solo per un po’ di sesso… e ti sarebbe andata pure bene perché io di me sono sicuro.
- Andy!
- Sì.
- Forse è meglio che ci mettiamo a studiare!
- Ma tu adesso di me che cosa pensi?
- Penso che sei una persona che ha i suoi dubbi, come li ho io… e poi chissà quante stronzate ho fatto io nei tuoi confronti…
- Lo vuoi sapere?
- Sì!
- Non ne hai fatta nemmeno una, prima quando mi stavi rimproverando io lo sapevo benissimo che avevi ragione. Io penso che noi dovremmo parlare molto di più ma io non sono abituato a queste cose… hai fatto bene a tirarmi le orecchie… in genere quando io faccio qualche stronzata non mi dice mai niente nessuno, è la prima volta che mi rimproverano seriamente, cioè che mi rimproverano dicendomi cose giuste, in genere quando mi rimproverano è perché io non ho fatto quello che dicono i miei.
- Birillo! Mannaggia! E adesso non ti posso nemmeno baciare fino al risultato.
- Be’, ci possiamo accarezzare ma è meglio che non ci sia contatto sessuale, è una forma di astinenza un po’ difficile da sopportare ma se facessimo il contrario credo che la paura ci toglierebbe tutto il piacere e poi, ormai, ci siamo quasi!
- Sì! Ma adesso fammi almeno un sorrisetto bello, di quelli tuoi, sì, così, grazie Birillo!
- Cucciolo, adesso al lavoro!
- Ci verresti a pranzo dai miei?
- Prima o poi succederà.
- Ma io dico oggi!
- No, dai, oggi no! Non mi forzare!
- Va be’.
________________
- Hai detto che mi hanno già adottato e mi sa che è vero!
- E guarda che lo hanno fatto per te, papà me lo ha detto chiaramente… chiedi a Andy che cosa ne pensa di questo e di quell’altro… mi sa che io sto cominciando a passare al secondo posto, da quando ci sei tu…
- Ma è logico io sono il piccolo!
- Ma tu guarda come si atteggia questo!
Marco mise le pietanze a scaldare nel forno. Andy si sentiva totalmente a proprio agio, se la cosa fosse andata in porto i sogni di Andy sarebbero stati anche i sogni di Marco e l’ipotesi sembrava realistica. Andy non permise a Marco di fare nulla, lo servì a tavola e lavò i piatti dopo mangiato, preparò il caffè e lavò la caffettiera. Dopo il pranzo fece cenno a Marco di affrettarsi perché dovevano andare all’università. In strada erano assorbiti dai loro progetti e dai loro pensieri, stentavano a credere che fossero realistici, alla segreteria il discorso fu meno semplice del previsto, li mandarono da un funzionario di livello più alto, furono ricevuti, Andy espose il problema, il funzionario consultò l’ordine degli studi e concluse che Andy avrebbe potuto inserire tre esami di giurisprudenza subito come corsi liberi, avrebbe potuto chiedere il passaggio a settembre con la convalida degli esami eventualmente superati come corsi liberi, l’iscrizione a giurisprudenza avrebbe avuto pieno corso solo con il prossimo anno accademico e se Andy avesse superato i tre esami di giurisprudenza sarebbe stato iscritto al terzo anno. All’uscita comprarono una copia dell’ordine degli studi aggiornato e Andy consegnò la domanda per fare i tre esami a giurisprudenza, compatibilmente con le esigenze di Marco, scelse i tre esami in modo che fosse possibile studiare insieme da subito. Al ritorno Marco si sentiva gasatissimo.
- Adesso possiamo anche cominciare a studiare insieme, … non mi sembra vero.
- Ma è vero! A casa subito sotto a studiare!
- Ma io non vorrei solo studiare…
- Non solo ma soprattutto… Cucciolo adesso siamo in una fase nuova, adesso si tratta di costruire. Tu mi piaci tantissimo e io starei ad accarezzarti tutta la giornata, ma adesso c’è anche altro.
A casa Andy preparò con la massima cura la stanza, tolse tutte le cose fuori posto, preparò due bicchieri di tè e sistemò tre libri a scala a forma di leggio. Si trattava di avviare lo studio del diritto privato, il manuale aveva le dimensioni di un grosso vocabolario, Andy lo mise davanti a sé, invitando Marco a prendere posto sulla poltrona e ad ascoltare. La lettura incominciò. Andy leggeva con enfasi, sottolineando e ripetendo le cose che a suo dire poetavano essere importanti, cercava di andare alla schematizzazione più chiara possibile e talvolta atteggiava il tono della voce per rimarcare questo o quello. Le prime pagine erano piuttosto chiare. Arrivarono senza difficoltà a pagina quaranta, poi Andy chiese a Marco di passare a una verifica, Marco fece cenno di sì e Andy cominciò a fare domande. Marco era in difficoltà mentre Andy ricordava pressoché perfettamente tutto quello che aveva letto, faceva collegamenti, usava una terminologia specifica e in sostanza dimostrava a Marco che c’è modo e modo di studiare. Marco ne era alquanto spaventato.
- Scusa, Andy, tu vai come un treno ma io certe volte non ti seguo… tu sei un mostro ma io non riesco a tenere questi ritmi.
- Aspetta, facciamo così, leggi tu e io sto a sentire, vedrai che leggendo ti restano molte più cose in mente, c’è anche la memoria visiva che aiuta molto, dai Marco.
Andy si alzò e lasciò a Marco il posto al tavolo, Marco cominciò a leggere, la sua lettura era più lenta, meno intuitiva di quella di Andy, certamente meno recitata, ogni tanto si fermava con qualche segno di perplessità in volto, poi continuava la lettura, qualche volta la sosta era più lunga, allora Andy interveniva per riprendere e per sottolineare qualche concetto o per chiedere di rileggere qualche brano da capo. Marco cercava di impegnarsi al massimo, era meno distratto di quando si limitava ad ascoltare, cercava di trasmettere ad Andy tutti i contenuti e di non deluderlo, quella era in fondo già una prova della vita comune, della vita professionale in comune, ma anche quella è vita in comune, in qualche caso Marco rimaneva impressionato della lucidità mentale di Andy, della sua intuizione, del suo controllo espressivo quasi perfetto. Arrivarono a pagina 80, poi Marco propose di fare pausa, presero il tè e un toast.
- Birillo, ma lo sai che sei veramente un piccolo mostro, io gente come te ne ho conosciuto poca, sei proprio bravo, ma proprio tanto.
Marco non accennò al suo sentimento di frustrazione ma tenne la cosa in termini positivi. Andy si schermiva un po’ ma era evidente che i complimenti gli facevano piacere, cercava di sminuire i giudizi superlativi di Marco ma non cambiava argomento. Marco capì che quelle cose ad Andy probabilmente erano mancate e cercò di gratificarlo al massimo, evitando però di cantare troppo sopra le righe.
- Andy, qui mi sa che mi devi fare qualche iniezione di cervello e qualche corso accelerato di lingua italiana, tu parli benissimo, io certe volte ci metto proprio tempo a cercare le parole, le idee ce le ho ma le parole mi mancano, e poi sei proprio intelligente, cioè le cose le capisci al volo e poi riesci a farle capire anche a me… Andy… lo sai che con te sto proprio bene… ma proprio in tutti i sensi, adesso ho trovato anche uno che mi mette sotto a studiare, mi sento proprio perfetto.
- Sai Cucciolo, se non ci fossi tu io adesso forse sarei già andato a finire male…
- Ma che stai dicendo?
- Io l’ho sempre pensato che non si può vivere senza amore, senza il Cucciolo io non sarei nulla, sarei finito, non te lo dico per dire, è la prima volta che comincio a sperare di avere un futuro, voglio dire che spero di costruire un futuro vero con te, di vivere tutta la vita con te, guarda che non sono discorsi di belle parole, io voglio veramente costruire un futuro con te, una vita intera, non è nemmeno questione di sesso o di colpo di fulmine, più vado avanti, più mi accorgo di come sei veramente e più mi innamoro del mio Cucciolo, che ti credi, l’ho notato che hai cercato di mettermi a mio agio anche adesso, io ho fatto un po’ sfoggio di me e tu me l’hai permesso, tu mi hai permesso di fare la prima donna, mi hai ceduto il passo e a me una cosa del genere mi fa una tenerezza fortissima, io al mio Cucciolo sto imparando a volere bene in un altro modo… sesso sì, è ovvio, ma il Cucciolo non mi piace solo per quello, il Cucciolo è buono d’animo e mi vuole bene.
- Andy, ma ai miei dell’università glielo diciamo?
- E perché no? Se è una cosa che a loro può fare piacere glielo dobbiamo dire.
- Però glielo dovresti dire tu.
- Io lo sapevo che saremmo arrivati al nodo… senti Marco, io adesso mi sento ancora un po’ in imbarazzo… non ti arrabbiare, credo che prima o poi succederà, ma non mi forzare, adesso mi sento un po’ sotto sopra per tutte le novità…
- Andy, io voglio solo che tu stia bene, per carità non vorrei mai fare nessuna forzatura, glielo accennerò io e credo che saranno molto contenti, ma tu fai liberamente sempre quello che credi meglio.
- Cucciolo, ti va di studiare ancora?
- Cerchiamo di arrivare a pagina 100.
Ripresero a studiare, cercarono di applicarsi attentamente alla lettura, alla fine della serata, quasi a mezzanotte, la pagina cento era stata superata.
- Oh! E adesso basta con queste cose, adesso voglio essere coccolato dal mio Cucciolo, Marco, mh… ce ne andiamo a letto e ci abbracciamo un po’?
- Sì, Birillo, te lo sei meritato veramente.
[...omissis... (Marco e Andy se ne vanno a letto insieme, hanno fatto il test per l’AIDS ma non hanno ancora i risultati e il loro contatto deve essere limitato, si accarezzano anche intimamente, ma entrambi sono ancora impacciati e temono di prendere iniziative)]
Poi si lasciarono e si stesero ciascuno dalla propria parte del letto per parlare un po’.
- Andy, ma lo sai che è bello stare a letto insieme! Voglio dire che quando ne senti parlare non capisci esattamente che cosa vuol dire, pensi solo al sesso, ma stare così è bellissimo, c’è proprio un senso di intimità fortissimo, io lo sento anche fisicamente che ci sei, sei bello, sei caldo, [...omissis...]
Andy non rispose, Marco si accorse che era distratto e che stava pensando ad altro, non si aspettava che Andy potesse pensare ad altro in quella situazione. Passò qualche secondo di perplessità.
- Marco, aspetta un attimo…
- Che c’è Birillo?
- Aspetta….
- Che c’è?
- Mi sta venendo un’idea…
- E cioè?
- Se noi riusciamo a fare i tre esami entro la sessione estiva mi iscrivono al terzo anno, ma se non ci riusciamo mi iscrivono al secondo, gli esami sono 24, tre me li riconoscono, e sarebbero sei prima dell’iscrizione al terzo anno, poi ci sono due anni, terzo e quarto e diciotto esami, se ne facessimo nove all’anno, si potrebbe arrivare alla laurea entro luglio 2004, se non ce la facciamo a fare i tre esami mi iscrivono al secondo, mettiamo che facciamo due esami, sarebbero cinque, ce ne rimarrebbero 19 ma in tre anni: sette e sette quattordici e cinque diciannove, però si andrebbe a finire a luglio 2005.
- Ma guarda Andy, anche se facciamo i tre esami adesso, riuscire a farne 18 in due anni è una cosa impossibile, forse se ti iscrivono al secondo la cosa è un po’ più umana, già 7, 7 e 5 è una maratona pazzesca ma 9 e 9 mi sembra proprio al di là di ogni buon senso.
- Ma, Cucciolo, non è così, dopo tutto si tratta di farne tre a sessione e non sono tutti così pazzeschi, qualcuno è pure piccolo e poi, se frequentiamo e ci lavoriamo un po’ l’ambiente… Cucciolo… tu capisci che significherebbe finire a luglio 2004, che tra poco più di due anni avremmo la possibilità di cominciare a lavorare…
- Andy! Non sognare troppo! Resta coi piedi per terra, già finire a luglio 2005 è una chimera ma nel 2004 non è proprio possibile.
- Ma scusa, adesso siamo ad aprile, noi per giugno possiamo averne preparati anche due e a luglio ci lasciamo quello meno pesante.
Marco lasciava tentennare la testa in segno di perplessità, ma Andy reagì in modo inatteso.
- Senti, Cucciolo, noi ci dobbiamo riuscire! Adesso cominciamo dai tre esami entro la sessione estiva, poi il resto si vedrà, se la cosa va bene poi cercheremo di mettere in cantiere anche il resto, ma adesso il problema sono i tre esami entro luglio… Cucciolo! Adesso alzati, ti preparo un po’ di tè e ci mettiamo a studiare un po’, dopo tutto io non ho sonno.
- Nemmeno io, ma mi aspettavo una serata un po’ diversa, Birillo, mannaggia, mi lasci così a bocca asciutta?
- Cucciolo, non mi fare i capricci, ti prometto che non mi tirerò indietro ma tu cerca di stare dalla parte mia, non mi contrastare, lo faccio per tutti e due.
- Sì, va be’ però… che devo fare, mi devo alzare?
- Cucciolo, ci devi mettere un po’ di entusiasmo, ci dobbiamo preparare un programma preciso e lo dobbiamo rispettare.
- Uffa! Birillo! Non mi va! Ma non possiamo cominciare domani? Stavamo tanto bene a letto insieme e adesso ti fai venire i sacri furori… Birillo… dai, facciamo domani, adesso non mi va…
Andy si alzò, andò a preparare il tè senza dire niente a Marco, ma Marco non si alzò dal letto. Andy potrò il tè a letto a Marco per cercare di farlo alzare ma Marco non ne aveva alcuna intenzione e fece una smorfia del viso che dimostrava una certa irritazione, Andy ci rimase malissimo ma cercò di non darlo a vedere, se ne andò in cucina e non tornò nella stanza da letto, Marco all’inizio si sentiva tranquillo, era sicuro che Andy sarebbe tornato da lui e alla fine avrebbe abbandonato i suoi progetti estremistici ma quando non lo vide rientrare si alzò per andare a parlare con Andy, andò in cucina ma Andy non c’era, e non c’era nemmeno nel resto della casa, se ne era uscito senza fare nessun rumore, Marco si sentì perso, si rese conto che Andy l’aveva presa male, forse lo avrebbe dovuto assecondare in tutto e per tutto ma a Marco i progetti di Andy sembravano solo sogni campati per aria, sentiva che in fondo Andy stava fantasticando fuori della realtà ma nello stesso tempo comprendeva che Andy non tollerava di essere contraddetto. Marco non sapeva che fare, si accorse che il cellulare di Andy non era al solito posto, pensò subito che Andy lo avesse portato con sé, lo chiamo.
- Andy, ti volevo chiedere scusa, mi dispiace per poco fa, sono stato stupido.
- No, Marco, penso che in fondo hai ragione, non ce l’ho con te, è che mi faccio portare troppo dalla fantasia e non tengo i piedi per terra, perché non scendi giù pure tu e facciamo due passi, non fa freddo, dai, vieni, ti aspetto al portone.
Il tono della conversazione non era di rottura e a Marco piacque molto, scese immediatamente, Andy lo abbracciò.
- Non è successo niente! Mi hai solo riportato con i piedi per terra e a me non piace essere riportato alla realtà… sono stupido eh?
- Andy, adesso aspetta un momento, adesso te la devo chiedere io una cosa ma mi devi rispondere la verità…
- E cioè?
- Ma tu te la sentiresti veramente di provarci? Come hai detto tu! Adesso con i tre esami e dopo, magari, si potrebbe provare il resto.
- Marco, ma lo sai meglio di me che è impossibile, forse per i tre esami adesso ci si potrebbe pure riuscire ma il resto è pura fantasia.
- Be’ però per il momento ci sarebbe il progetto dei tre esami e quelli si potrebbero fare benissimo.
- Sì, ma anche quello non sarebbe poi così facile.
- Andy, se noi ci mettiamo col massimo impegno ci possiamo riuscire e poi se la cosa funziona si può pensare anche al resto e poi, se non dovesse andare bene, ci troveremmo comunque un pezzo avanti per il 2005.
- Cucciolo, io lo so che tanto andrà a finire tutto male, che non concluderemo nulla e che alla fine ci resteranno solo i cocci.
- Senti, Andy, adesso torniamo a casa e ci mettiamo a fare qualche cosa!
- Ma che fai? Mi vuoi recuperare per forza? Io resto tuo comunque, magari un po’ deluso dal fatto che ho sognato troppo.
- Ma potrebbero benissimo non essere solo sogni. Birillo! Adesso andiamo a casa! E guai a te se non studi!
- Be’ dopo tutto il casino che ho combinato in piena notte! La sai una cosa?
- Che cosa?
- Ci siamo scambiati le parti!
- Però senza il mio Birillo io avrei lasciato andare le cose per il loro verso, adesso ci sto pensando seriamente.
A casa si rimisero a studiare, tra tè, caffè e qualche chiacchiera arrivarono quasi all’alba ma riuscirono a macinare altre sessanta pagine, poco prima delle cinque Marco si sentiva cadere dal sonno.
- Birillo, senti, io non ce la faccio proprio più, andiamocene un po’ a dormire!
- Andiamo, Cucciolo!
Quando furono a letto si abbracciarono ma erano così stanchi che si addormentarono l’uno nella braccia dell’altro.
La mattina era avanzata quando Andy si svegliò per primo, si alzò e andò a preparare la colazione, era un po’ stordito per il sonno perso ma anche eccitato per l’idea di continuare a lavorare per l’università. Portò la colazione a letto a Marco, ma Marco era completamente fuso dal sonno e dalle stanchezza.
- Cucciolo, la colazione!
- Birillo, non ce la faccio proprio ad alzarmi, sono stanco morto, lasciami dormire ancora un’ora, solo un’ora, poi mi alzo.
Andy si sedette vicino a Marco e cominciò ad accarezzargli i capelli.
- Peccato, Cucciolo, vuol dire che la doccia la farò da solo!
- Cioè?
- Be’, pensavo che l’avremmo potuta fare insieme… però tu vuoi continuare a dormire…
- Andy, non mi ricattare…
- Io non ti ricatto, se ti alzi subito facciamo la doccia insieme, altrimenti la faccio da solo.
- Mh… ma tu sempre così fai… mannaggia, stai cercando di convincermi proprio con tutti i mezzi…
- Sì, e adesso alzati e non perdiamo tempo!
Marco si alzò un po’ di mala voglia ma molto incuriosito dall’idea di fare la doccia con Andy. Entrarono insieme nel bagno, Andy si spogliò per primo senza dire nemmeno una parola, Marco lo seguì quasi meccanicamente, ancora intorpidito dal sonno, entrarono insieme nel box, non era mai accaduto prima. Andy abbracciò Marco che non se l’aspettava gli passò le mani tra i capelli, poi gli versò un po’ di shampoo in testa, lo fece schiumare, fece scorrere l’acqua, insaponò Marco con molta rapidità e di nuovo fece scorrere l’acqua.
- Adesso tocca a te.
Marco fece più o meno esattamente come aveva fatto Andy, ma alla fine, al momento dell’insaponamento finale si trattenne un po’ troppo a lungo e Andy lo rimproverò.
- Cucciolo! Avevamo detto la doccia insieme ma solo quello…
- Senti, Andy, però non mi tormentare con queste cose, io non reagisco mai ma tu cominci a approfittarne un po’ troppo.
- Va be’, va, se la metti su questo piano… dai sto zitto, sto zitto…
- Ma no, adesso mi hai fatto pure passare la voglia… Andy non sono arrabbiato ma non mi devi trattare come un ragazzino…
- Hai ragione, Cucciolo, scusami ma io dicevo veramente, sono disposto a qualunque cosa ma non voglio che tu ci resti deluso.
- Adesso è già successo, quindi non ci pensiamo più!
- Ti va di studiare?
- Quello mi deve andare per forza. Andy… mannaggia… ma è mai possibile che certe volte mi devi congelare così?
- Lo vedi che sei arrabbiato…
- No, non sono arrabbiato… ma tu da me che cosa vuoi?
- Io voglio tutto!
- E cioè?
- Adesso voglio soprattutto studiare, voglio anche fare l’amore con te, ma adesso voglio soprattutto studiare, ti pare pazzesco?
- No, ma perché non vuoi fare l’amore con me?
- Perché devi dire che non voglio fare l’amore, non è vero!
- Allora facciamolo!
- Sì, ma non adesso.
- E quando? Stasera?
- No, nemmeno.
- E allora?
- Lo faremo dopo i risultati del test.
- Ah! Be’, va be’, allora non ci vorrà troppo tempo… però certo che tu di me non ti fidi proprio!
- Io mi fido eccome, è di me che non mi fido troppo.
- E cioè? Che vuoi dire?
- Che non voglio fare sesso finché non ne sono sicuro…
- Andy, per favore parla chiaro!
- C’è poco da dire, io su me stesso non sono sicuro al cento per cento.
- Ho capito ma perché? Lo posso sapere?
- Se lo vuoi proprio sapere le cose non stanno esattamente come pensi tu.
- E cioè?
- Lasciamo perdere, non mi va di parlartene, mannaggia, adesso mi sono incartato e non riesco a uscirne più.
- Ma c’è qualche cosa che non mi hai detto?
- Sì… e se non mi fidassi di te e non te lo volessi dire?
- In che senso? Non ho capito.
- Voglio dire che potrei essere io a non fidarmi di te.
- Allora le cose stanno così!
- No, ma potrebbe essere.
- Senti, brutto stronzo, ma perché continui a giocare con queste cose, io non sopporto i giochi di parole e l’essere preso per il culo!
- Marco, non ti alterare, non è successo nulla!
- Non è successo nulla?! Ma tu sei stronzo forte! Ma ti credi che sono il tuo burattino? Andy tu con me puoi fare quello che vuoi ma non mi devi prendere in giro, non lo sopporto! Guarda che sto proprio perdendo la pazienza di brutto!
- E avresti anche ragione perché io ti ho preso per il culo, è così, adesso io sono stato stupido, e va bene, ma non la facciamo durare troppo questa cosa, ho sbagliato, ti chiedo scusa, ma tu non ti mettere in cattedra perché non lo sopporto!
- Senti Andy, anche adesso tu stai continuando a giocare un gioco che non mi piace, o la smetti subito e parli chiaro o vai a farti fottere.
- Ah, a questo punto siamo! Tu stavi cercando l’occasione per sbarazzarti di me!
- Senti, stronzetto, ma chi ti credi di essere per venire a sfottere così, sei solo un piccolo deficiente che scherza con cose che non sa nemmeno che cosa sono, Andy, o parli chiaro subito o vai a farti fottere subito, hai capito?
- Aspetta, per favore calmati!
- Andy, guai a te se continui ancora a perdere tempo.
- Te lo dico subito: io non mi fido totalmente di te, questo è il fatto! Non te lo volevo dire e ho cercato una scusa e poi una bugia tira l’altra, basta, solo questo!
- Giura!
- Lo giuro!
- Allora adesso stammi a sentire: se hai dei dubbi ti posso capire, sono cose gravi e non bisogna fare stupidaggini per leggerezza, però guai a te se un’altra volta non parli chiaro e ti permetti di giocare a gatto e topo e su cose di questo genere poi!
- Scusami Marco, ti giuro che non capiterà più…
- Zitto va’ e non giurare per queste stupidaggini, tanto prima o poi ricapiterà eccome… e poi se in qualche momento non hai sentimenti eccelsi nei miei confronti me lo devi dire, non devi essere ipocrita, è una cosa che non posso proprio sopportare, che ti credi che io i dubbi su di te non li ho… Andy, io di te non so nulla, sembri un bravo ragazzo ma io di te non so nulla e se adesso tu ci resti male e te ne vai vuol dire che sei stronzo e basta e che non mi meriti, che hai bisogno di cercare qualche ipocrita che ti prenda per il culo raccontandoti qualche bella storiella. Andy, io ti voglio bene ma io i miei dubbi ce li ho.
- E allora perché volevi fare l’amore con me?
- Be’, non lo so, forse perché non ci ho pensato in quel momento…
- E bello stronzo saresti stato anche tu, ti saresti messo in testa una preoccupazione tremenda solo per un po’ di sesso… e ti sarebbe andata pure bene perché io di me sono sicuro.
- Andy!
- Sì.
- Forse è meglio che ci mettiamo a studiare!
- Ma tu adesso di me che cosa pensi?
- Penso che sei una persona che ha i suoi dubbi, come li ho io… e poi chissà quante stronzate ho fatto io nei tuoi confronti…
- Lo vuoi sapere?
- Sì!
- Non ne hai fatta nemmeno una, prima quando mi stavi rimproverando io lo sapevo benissimo che avevi ragione. Io penso che noi dovremmo parlare molto di più ma io non sono abituato a queste cose… hai fatto bene a tirarmi le orecchie… in genere quando io faccio qualche stronzata non mi dice mai niente nessuno, è la prima volta che mi rimproverano seriamente, cioè che mi rimproverano dicendomi cose giuste, in genere quando mi rimproverano è perché io non ho fatto quello che dicono i miei.
- Birillo! Mannaggia! E adesso non ti posso nemmeno baciare fino al risultato.
- Be’, ci possiamo accarezzare ma è meglio che non ci sia contatto sessuale, è una forma di astinenza un po’ difficile da sopportare ma se facessimo il contrario credo che la paura ci toglierebbe tutto il piacere e poi, ormai, ci siamo quasi!
- Sì! Ma adesso fammi almeno un sorrisetto bello, di quelli tuoi, sì, così, grazie Birillo!
- Cucciolo, adesso al lavoro!
- Ci verresti a pranzo dai miei?
- Prima o poi succederà.
- Ma io dico oggi!
- No, dai, oggi no! Non mi forzare!
- Va be’.
A CACCIA DI RAGAZZI GAY ALL'UNIVERSITA'
Ciao ragazzi, vi vorrei proporre una questione che mi starebbe molto a cuore e che vorrei tanto capire come funziona: ma come si fa a capire se un ragazzo è gay? Cioè, voglio dire, io so benissimo di essere gay ma come faccio a trovare un altro ragazzo gay? I miei compagni, quando stavo al liceo, mi hanno sempre detto che loro un gay lo avrebbero riconosciuto lontano un miglio però loro sono sempre stati convinti che io fossi etero. Chissà perché gli omosessuali la gente se li immagina sempre strani... se sono strano io in effetti non so ma io credo di essere uno normalissimo, salvo per il piccolo particolare che mi piacciono i ragazzi. Non andrei mai in giro vestito in modo eccentrico o troppo colorato, ma non per timore di essere beccato, ma perché queste cose non le capisco...Mi hanno detto, sempre gli amici miei... amici, insomma, non esageriamo, diciamo i compagni miei, che i ragazzi gay sono effeminati... ma io mi chiedo se credono ancora alla befana... Mi hanno detto che i ragazzi gay si appiccicano sempre a tutti i ragazzi... adesso, io sono gay e di questo non ho il minimo dubbio, ma non è che per questo corro appresso a tutti i ragazzi che incontro, quelli che mi piacciono potranno essere l’1% e anche meno, gli altri non mi fanno né caldo né freddo e anche a quelli che mi piacciono non mi appiccicherei mai... e poi che significa appiccicare? Significa contatto fisico? Se è così non mi attira proprio... non che non mi attiri il sesso... ma il contatto fisico “rubato” non è mai stato la mia specialità. Non è il fatto di toccare un ragazzo che conta per me ma il fatto che lui voglia farsi toccare da me e io da lui... se non c’è un contatto emotivo il reso non ha senso... Vabbe’ ma adesso non è questo è il punto... dove lo trovo io un altro ragazzo gay, io ho cominciato l’università da pochissimo... ci sono dei ragazzi da schianto e pure simpatici ma che posso fare per non prendere toppe tremende? Io cerco di osservare i loro comportamenti, quelli che civettano un po’ troppo con le ragazze li scarto, quelli che assumono atteggiamenti troppo sdolcinati li scarto lo stesso, non so se sono gay, ma se lo sono non mi interessano lo stesso... a me piacciono i ragazzi comuni e qui è pieno... non mi piacciono i capelloni, gli atteggioni, i modaioli... quelli tipo: faccio tutto io, quelli che dicono sempre io, io... e non mi piacciono nemmeno quelli sfacciati che chiacchierano di sesso con troppa facilità... quanto a come vanno vestiti... be’ non mi piacciono quelli che portano i pantaloni larghi anche perché così non si intuisce nulla, tanto avete capito, non mi piacciono quelli smutandati, come va adesso, mi piacciono i ragazzi in jeans, meglio se aderenti, ma non troppo, in jeans e camicia, che quando ti passano vicino senti proprio l’ondata del calore fisico che emanano... camicia chiara, colletto aperto, perché è più sexy... ma vanno bene anche pantaloni classici e pullover, la cravatta mi sembra un po’ snob... poi devono essere ben rasati, coi capelli non troppo lunghi, se sono corti è meglio, possibilmente con la pelle molto chiara, con i capelli biondo scuro, lisci o lievemente ondulati... mi piacciono i ragazzi con le mani grandi, forti, ben curate. Non sopporto i ragazzi trasandati, quelli che vanno in giro con le mani sporche, con e unghie nere o non tagliate e lunghe... non mi piacciono i baffi, le barbe le sopporto... quanto agli occhiali... be’ quelli fanno più intellettuale, diciamo che mi sta bene se se li mettono solo in certi momenti... perché li preferisco senza occhiali... se applico tutti questi criteri di selezione, di ragazzo che mi interessa veramente non ne resta nemmeno uno... però a questi criteri ci rinuncerei (non proprio a tutti) se il ragazzo fosse gay... Adesso però mi viene in mente un’altra cosa... io due ragazzi gay li ho conosciuti... mh! Non erano molto entusiasmanti... non erano proprio brutti ma con quelli bellissimi che vedi sui siti non c’era proprio nessun paragone possibile... io mi accontenterei di uno un po’ meglio di quei due, nemmeno tanto, ma un po’ meglio sì... va bene sapersi contentare però... se ci devo fare l’amore preferisco farlo con luce accesa e guardarlo il ragazzo con cui sto ma se è brutto mi tocca farlo a luce spenta... almeno non mi spavento... Insomma uno che attacca bottone con un ragazzo come me potrebbe essere gay? Perché di ragazzi carucci che attaccano bottone con me ce ne sono parecchi... l’ideale sarebbe vedere quando parlano di sesso... quando andavo al liceo c’era il fatto che potevo vedere come si comportavano con le ragazze, qui all’università sono molto più abbottonati e non li vedi mai all’opera e allora i dubbi ti vengono... accidenti se ti vengono. I ragazzi gay sorridono più dei ragazzi etero? Ci vorrebbe una statistica seria... I ragazzi che piacciono a me sono soprattutto gay? ... magari! Ma ho tanto l’impressione che non sia così per niente... e se fossi condannato a innamorarmi solo di ragazzi etero? ... pensa che supplizio! Vedere e non toccare... terribile! ... però mi sa che va a finire proprio così... ah! Un criterio c’è... ragazza sì/ragazza no! Cercare di andare sull’argomento e vedere come reagiscono... però un momento! Se parli troppo di ragazze e loro sono gay se ne scappano di corsa... primo comandamento: mai passare “troppo” da etero! Questa me la scrivo... poi forse un altro sistema c’è, ma non è fatto di discorsi o di osservazioni ... si tratta dello scambio di occhiate... mh! Lì sbagliarsi è più difficile, se il contatto c’è c’è, però una cosa del genere è pure pericolosissima in pratica c’è il rischio sputtanamento... rischio molto concreto e da evitare... Domani ne provo una, arrivo prima che entrino gli altri e scrivo sulla lavagna: se sei gay aggiungi una crocetta... e vediamo che cosa succede... magari è utile a livello statistico... Ma guarda tu che cosa si deve fare per non restare digiuni del tutto!
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