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sabato 28 maggio 2011

AMORE GAY NON CORRISPOSTO O SEMPLICE IMBARAZZO?

Carissimo Project,

ho trovato solo da poco il tuo sito, e mi chiedo come possa essermi sfuggito per così lungo tempo viste le mie numerose ricerche sulle tematiche gay. Credevo che in italiano non esistessero siti che discutessero dei gay con serietà o con la normalità che si dovrebbe usare per questo argomento. Mi ero rassegnato a consultare siti del genere solo in lingua inglese, in prevalenza americani. Da quando ti ho scoperto circa 3 settimane fa, sto sottraendo tempo al mio sonno a forza di leggere le storie condivise da altri ragazzi che provano le mie stesse emozioni e che vivono le mie stesse difficoltà. E' stato illuminante sapere che anche qui nel nostro Paese ci sono tanti gay "in gamba", cioè non è come sembrerebbe dalle ricerche Internet che tutti i gay si devono per forza incontrare solo negli appositi locali o se sono 'del giro' , o peggio ancora darsi fugaci appuntamenti a solo scopo di sesso. L'unico cruccio leggendo molti di quei post è stato 'cavolo, avrei voluto incontrare io sulla mia strada questo o quell'altro ragazzo, lui ha quello che cerco io in un'altra persona'. Come ben sai Project, per noi è ben + difficile che per la maggioranza etero riuscire a trovare la nostra metà, per una serie di motivi che sono stati ampiamente discussi in tanti altri interventi.

Eppure io chiedo il tuo consiglio per questo mio caso, per certi versi simile ad altri già sottoposti, ma per altri versi particolare. Innanzitutto io ho 30 anni, sebbene me ne senta e ne dimostri di meno (questa è sempre stata una mia costante, nel bene e nel male), e ritengo di essere tutto sommato passabile, non fosse che per la domanda di rito che mi sento chiedere sin troppo spesso 'ma perché un bel ragazzo come te non è ancora impegnato?'. Sono cresciuto e vivo in una realtà di provincia del profondo Nord, e da quasi 3 anni vivo per conto mio. Ho cominciato a provare interesse per lo stesso sesso a circa 12-13 anni, ma ho preso coscienza di essere per davvero gay solo qualche anno dopo. Storie etero alcune, ma tutte caste anche considerato l'ambiente molto religioso in cui sono cresciuto e le altrettanto religiose frequentazioni femminili. L'ultima storia però è stata un incubo: lei che faceva discorsi di mettere su famiglia dopo soli pochi mesi, che cercava sempre più contatto fisico e io che non riuscivo provare lo stesso trasporto, che anziché avvicinarmi la respingevo sempre più. Dopo un po' di tempo ho deciso di mettere fine in maniera abbastanza drastica alla nostra storia, consapevole di averle spezzato il cuore ma sicuro che poi avrebbe trovato chi la potesse amare per davvero. E infatti ora lei è felicemente sposata. Io invece, resto single e cerco di godermi i vantaggi che questo e l'indipendenza economica possono portare, ma la verità è che a 30 anni, mi sento troppo spesso solo, e questo ovviamente non lo vivo bene. Ma venendo al caso di cui ti anticipavo, lo scorso anno mi sono recato al Centro Commerciale poco distante da casa mia e sono entrato in un negozio di abbigliamento alla ricerca di un paio di pantaloni: è qua che incontro Fabio (nome cambiato), di 25 anni, che mi chiede come può essere utile. Noto subito che è davvero un bel ragazzo, più alto di me che pure sono abituato a guardare quasi tutti dall'alto al basso, e con un sorriso e una disponibilità che mi colpiscono. Penso subito che la sua cortesia faccia parte del suo mestiere e non valuto neanche l'idea che possa essere gay o interessato in qualche modo a me. Da subito però si dimostra particolarmente premuroso nei miei confronti, attacchiamo bottone quasi subito e scatta una scintilla. Per 'allungare il brodo' fingo do essere interessato anche ad un abito, provo giacca e pantaloni e quando lui mi chiede la misura del collo anche per la camicia, rispondo che non la conosco. Lui quindi viene col metro da sarto, in questo angolo defilato del negozio, si porta di fronte me quasi in contatto fisico e molto lentamente mi prende la misura. La tensione va alle stelle. Stando in silenzio, noto anche lui deglutire un po' nervosamente, io idem e non riesco a controllare l'erezione, coi pantaloni in lino e i boxer sotto la cosa risulta evidente e divento viola, e distolgo lo sguardo da lui. Lui termina, sento il suo sguardo su di me e poi mi dice, sempre sorridendo "devo dire che l'abito ti sta davvero bene, di solito dobbiamo sistemarli su misura, ma a te sta proprio bene'. Da quel giorno in poi le mie visite al negozio si fanno + frequenti, trovo altre conferme che la sua gentilezza nei miei confronti va ben oltre la cortesia da dimostrare ai Clienti, vengo anche senza comperare nulla e lui risponde ai Clienti che chiedono di lui che è impegnato, o chiede ai suoi colleghi di occuparsene, anche rischiando perché spesso abbiamo parlato a lungo e ovviamente non di acquisti. Va avanti così per 5-6 volte, quando lui mi vede entrare noto x davvero che è molto contento di vedermi. Nasce un'intesa davvero grande e in breve io me ne innamoro  perdutamente. Non mi era mai successo di provare dei sentimenti così profondi per un altra persona ne' avevo mai flirtato tanto apertamente con un altro ragazzo. Tocchiamo l'argomento sentimentale solo di striscio e lasciamo intendere l'uno all'altro di non avere la ragazza. L'obiettivo però è quello di vederci fuori, in un luogo dove poter discorrere tranquillamente ed aprirci ancora di più, mi rendo conto che tutti e due in realtà siamo molto cauti a fare un passo in più. Prendo coraggio e con la scusa di mostrargli le foto del mio viaggio in Nord Europa gli lascio il mio num. di cellulare per metterci d'accordo su dove vederci. Lui mi dice senz'altro, ne sembra entusiasta, ma non mi contatta. Lascio passare un po' di tempo perché non voglio passare per un ossessivo, torno di nuovo e lui si scusa perché mi dice di essere stato molto occupato, dice che preferirebbe scrivermi un' e-mail x metterci d'accordo, attendo ma anche stavolta invano. Faccio passare dell'altro tempo ancora e torno di nuovo, ma lui non c'è ed entro nel panico. Con nonchalance mi avvicino alla cassa e chiedo alla sua collega dove fosse Fabio; lei (che mi ero accorto averci notato in passato durante le nostre conversazioni) mi squadra e con un mezzo sorrisetto mi dice che quello era il suo giorno libero.
Ritorno la settimana successiva e mi accorgo che la collega mi aveva individuato dalla vetrina ancora prima che entrassi, e poi la vedo andare di corsa nel settore maschile del negozio, dandomi come l'impressione che andasse ad annunciare il mio arrivo. Entro già un po' innervosito da questo fatto, e noto che lui si trova alla cassa. Giro un po' per il reparto maschile ma incrocio solo la collega che continua a guardarmi con un sorriso beffardo. Non so se lui mi avesse visto o meno, ma mi sento le gambe di gelatina, mi viene voglia di piangere e mi sento all'improvviso stupido e patetico. Faccio dietrofront e mi allontano velocemente dal negozio e dal Centro Commerciale. Da quel giorno non ci sono + ritornato. Mi dico che se lui fosse stato davvero interessato a me mi avrebbe scritto, si sarebbe fatto sentire, anche se il cuore mi dice che lui stesso è probabilmente prigioniero delle sue paure, di una prospettiva socialmente insostenibile soprattutto in un contesto così chiuso come il nostro, in fondo un po' le mie stesse paure anche se con la maturità ho cominciato a non permettere loro di sopraffarmi. Mi sono detto tante volte (e sono passati alcuni mesi ormai) che sarei dovuto ritornare lì in barba alla collega o a qualunque malalingua e spiegarmi apertamente con lui, ma non l'ho mai fatto proprio perché gli voglio così bene che mi sembra così facendo di fargli una violenza, oltre ad avere come un'idea di metterlo a disagio agli occhi dei colleghi con la mia presenza (anche se può darsi che nella mia mente la stia facendo + seria di quello che è ). Ma soprattutto, ho pensato che una confessione così aperta potrebbe molto + probabilmente spaventarlo e allontanarlo da me del tutto, facendomi sentire ancora peggio.
Da allora ho provato in tutti i modi a cacciare via il suo ricordo dalla mia mente, ad 'archiviarlo', a dirmi che col tempo lo avrei dimenticato, ma è inutile..non passa praticamente giorno in cui non lo pensi almeno una volta.. tra l'altro la mia condanna è che per forza mi ritrovo a passare davanti a quel Centro Commerciale quasi ogni giorno, e pensare a cosa stia facendo in quel momento è inevitabile.
Pensa che il mese scorso proprio per cercare una distrazione, una via di fuga da questa situazione, ho risposto per la prima vota in vita mia ad un'inserzione su un portale di annunci gay, era difficile perché quasi tutti erano a sfondo sessuale e queste cose mi hanno sempre fatto repulsione. Eppure c'era un annuncio che sembrava decente, di qualcuno che diceva di voler incontrare un altro ragazzo per conoscersi meglio. Un po' nervoso vado all'appuntamento e mi ritrovo un signore sui 50 il cui scopo era chiaramente quello di un certo tipo di divertimento..dopo un po' di tempo trascorso a parlare non senza disagio, me ne sono andato via ancora più deluso e sconfortato di prima. E' poco dopo che ho trovato il tuo sito e con grande sorpresa e sollievo ho visto che esistono tanti altri ragazzi come me. Non che prima pensassi che non ce ne fossero, ma sapevo che appartenevano al mondo invisibile. Leggere tutte le loro storie oltre che alcune fiction molto ben scritte, mi ha appagato tantissimo. E naturalmente Project, ho apprezzato davvero molto le tue risposte, sempre piene di utili consigli e di buon senso, la voce dell'esperienza e della saggezza. Sei davvero una bellissima persona.
Mi farebbe molto piacere se tu mi potessi dare una risposta o un consiglio sul caso di Fabio. Il mio contato msn è [omissis] Se ti fa piacere pubblica pure questo mia storia sul forum, perchè spesso anche le risposte degli altri utenti si sono rivelate utili.
Un abbraccio
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domenica 19 dicembre 2010

SOGNI GAY E VITA ETERO

Caro Project,
da quando ho trovato progetto gay mi sento meno strano e meno solo. Ho 21 anni, mi dicono che sono un bel ragazzo, a me sembra piuttosto di essere uno come ce ne sono tanti, certo sono almeno tre o quattro anni che le ragazze mi corrono appresso, è successo specialmente questi ultimi tre anni all’università e la cosa per un verso mi fa piacere ma per l’altra mi crea molte difficoltà, da bambino mi piacevano le ragazze, le prime fantasie le ho fatte alle elementari su una mia compagna di classe, poi sono successe delle cose che penso mi abbiano creato un po’ di problemi. A 13 anni sono andato al mare l’estate con i miei genitori. Stavamo in Sicilia, in un posto molto bello e molto selvaggio, dove non c’era niente se non il mare e la macchia mediterranea quasi a perdita d’occhio, lì si è formato un gruppo di ragazzetti 13/14 anni, con loro stavo bene, erano figli di amici di famiglia e i miei mi lasciavano molto libero. Stavamo molto insieme  e si finiva spesso a parlare di sesso, naturalmente come se ne parla a quell’età. C’era una ragazzo che aveva solo un anno più di me ma sembrava molto più grande, era alto, biondo, mi piaceva molto, perché io all’epoca ero ancora grassottello e piuttosto basso per la mia età, chiamiamolo Stefano, era molto schivo e con me andava particolarmente d’accordo, certe volte ce ne andavamo al mare insieme su un canotto gonfiabile. Lui nuotava benissimo, io un po’ meno. Ho cominciato ad avere la fissa di vedere Stefano nudo, quando stava con me e parlavamo di ragazze si vedeva che aveva l’erezione, io avrei voluto toccarlo ma volevo che fosse una cosa accettata da lui. Allora gli ho detto che lui ormai era un adulto e che ce l’aveva grosso e che si vedeva, è diventato rosso come un peperone ma era contento di sentire queste cose. Ho cercato di insistere in tutti i modi e di provocarlo, alla fine gli ho chiesto di farmelo vedere, lui si schermiva ma si vedeva che la cosa lo tentava parecchio, io l’ho proprio assillato finché un giorno quando eravamo solo noi nella macchia non ha detto di sì. Quando si è  abbassato il costume mi sono sentito proprio eccitatissimo, ero riuscito a portare Stefano dove volevo e potevo vederlo così, me lo ha fatto anche toccare e qualche giorno dopo si è fatto fare anche una sega ma non ha mai voluto fare lui qualcosa a me, credo che la cosa non lo interessasse realmente e che per lui il senso fosse che mi aveva ridotto un po’ a fare lo schiavo sessuale obbligandomi a fargli quello che voleva lui. In realtà era l’esatto contrario, ma ho preferito fargli credere quello che voleva. Ma è durata pochissimo, non più di una settimana in tutto perché poi sono tornato a Milano coi miei. Lui è rimasto in Sicilia perché era di lì. Ci siamo sentiti qualche volta su msn, senza nessun riferimento a quello che era successo tra noi. Ho rivisto Stefano due anni fa, ha la ragazza e ne dice cose favolose, abbiamo parlato molto, mi ha raccontato di lui e della ragazza e di come si sente felice con lei, io gli ho raccontato una storia simile a quella che lui ha raccontato a me, quasi del tutto inventata, almeno per quanto riguarda la soddisfazione di stare con la mia ragazza. Delle cose successe in Sicilia anni prima nemmeno l’ombra. Penso che per lui siano state realmente cose di nessun peso, per me non è stato così, ho cominciato a masturbarmi pensando a Stefano ed è diventata una fissa, la vivevo bene, la parola gay non mi sfiorava nemmeno, almeno fino ai 16 anni, poi, un po’ sulla spinta dei familiari e un po’ sulla spinta degli amici ho cominciato a frequentare anche delle ragazze, una in particolare, chiamiamola Laura, all’inizio era tutto solo platonico, ma quando stavo vicino a Laura avevo l’erezione e mi imbarazzava molto e qualche volta mi si bagnava pure, ho cominciato a masturbarmi anche pensando a Laura, pensavo che Stefano me lo sarei dimenticato del tutto ma non è stato così. Quando avevo 19 anni la situazione è diventata tale che con Laura siamo arrivati ad avere veri rapporti sessuali, da parte mia le cose funzionavano, mi eccitava, avevo l’erezione e arrivavo anche alla fine, però vedere Laura nuda non mi dava quella sferzata di sessualità che mi sarei aspettato, quando avevo visto Stefano nudo il coinvolgimento era stato totale. Ho pensato che fosse solo dovuto al fatto che era la prima volta e che con Laura le cose sarebbero andate meglio. In sostanza il rapporto che avevo con Laura era pure soddisfacente, desideravo vederla e anche fare sesso con lei ma poi, al momento, l’entusiasmo che mi sarei aspettato non c’era ma la mia era una vera sessualità etero. Quando mi masturbavo non pensavo a Laura, qualche volta pensavo a Stefano ma non lo volevo pensare, cercavo di farlo senza pensare a nessuno, così, come una cosa solo fisica. Laura non voleva che mi masturbassi per conto mio, diceva che mi voleva tutto per lei, ma lei dava assolutamente per scontato che io mi masturbassi pensando solo a lei. Io il coraggio di dirle che non era così non l’ho avuto e ho finito per dirle che non mi masturbavo più ma che facevo solo sesso con lei. È stata la prima bugia tra noi. Non le avevo nemmeno raccontato la storia di Stefano in Sicilia, ma non era una bugia, io così la vedevo, non le avevo detto una cosa per un’altra, semplicemente non le avevo detto di un episodio che ormai mi sembrava proprio lontanissimo anche se era ben presente nella mia memoria. A vent’anni ho conosciuto un ragazzo, chiamiamolo Marco, tra l’altro un amico di Laura, cosa che mi imbarazza terribilmente, lui gioca al calcio e mi ha fatto entrare nella sua squadra. Lì per lì ho accettato ma mi sono trovato in situazioni di imbarazzo tremendo negli spogliatoi, in pratica ci sono andato una volta sola, poi mi sono inventato una tendinite e non ci sono andato più. Marco mi ha chiamato tante volte e qui sono cominciati i problemi seri perché con Marco si è creato un rapporto importante e tra l’altro Marco è un bel ragazzo e mi piace, ma non basta, all’inizio di novembre di quest’anno l’ho visto molto giù di tono e ho cercato di capire il perché, alla fine, dopo giorni e giorni di esitazione, mi ha detto che era gay ma che non lo aveva mai detto a nessuno e che pensava di essersi innamorato di me. Per me tegola in testa! Ho parlato molto con lui ma sempre passando per etero (mi sento un vigliacco per questo) e lui su questo non ha alcun dubbio perché sa di me e di Laura che gli racconta tutto, ma proprio tutto di noi, cosa che a me non è piaciuta affatto, tra l’altro lei non sa che Marco è gay. In pratica adesso sono il confidente etero di Marco e l’amante etero di Laura, non credo che mi sarei potuto trovare in una situazione più incasinata. Conoscere Marco, per me, è stato proprio andare in crisi, quando sto con lui lo abbraccerei stretto e lo bacerei per ore per fargli passare quella sua malinconia  che lo divora, credo che sarebbe la felicità per tutti e due, ma come posso fare una cosa simile? Laura si aspetta che prima o poi ci si sposi e io continuo ad avere una vita sessuale con lei che però è diventata una specie di obbligo dal quale non riesco a liberarmi e nello stesso tempo vedo Marco che quando esce con me si sente come un intruso, un tollerato da un amico etero che non lo vuole abbandonare allo sbando. Il vero guaio è che Marco racconta a Laura tutto quello che ci diciamo e lei ci tiene che noi ci frequentiamo perché non le passa nemmeno per l’anticamera del cervello che cosa potrebbe succedere. Ecco project, questi sono i casini della mia vita ma io Marco non lo voglio perdere a costo di sputtanarmi a vita davanti a tutta la città. Però credimi è proprio difficile fare un passo senza ritorno perché intorno a me ci sarebbe un terremoto, a casa mia nessuno si aspetta una cosa del genere. Insomma non so dove trovare il coraggio ma lo devo trovare, più vado avanti e peggio è.
Aspetto una tua risposta. Ciao. (se vuoi, pubblica pure questa lettera)
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venerdì 28 agosto 2009

UN RAGAZZO GAY INCONTRA UN GAY SPOSATO

Ricevo e pubblico.

Sono un ragazzo di 29 anni, gay da sempre senza tanti problemi. In questi giorni mi sto trovando a lavorare in un piccolo paese. Il tipico paese dove tutti si conoscono, il meccanico e il panettiere li si chiama per soprannome, tutti sanno tutto di tutti. Un classico insomma. Chi mi ha chiamato per il lavoro è un uomo sposato di 46 anni con 2 figli, chiamiamolo Franco, parente alla lontana di un mio amico. Dai primi colloqui in cui si discuteva tra noi del progetto ho avuto una buona impressione di Franco, mi è sembrata una persona onesta e diretta, decisa sulle cose da fare, ma fin da subito ho anche avvertito che c’era qualcosa che lo faceva come inceppare di fronte a me. All’inizio non ci ho fatto più di tanto caso, ero impegnato con tutto il resto, mi sono solo istintivamente messo in una posizione di distacco. Ma le cose non sono tardate a venire fuori. Veniva di continuo in cantiere a gironzolare, si avvicinava a me con qualche scusa e poi dopo poco si allontanava bruscamente. Aveva delle reazioni molto particolari ed esagerate, quelle di chi non si aspetta una certa risposta da se stesso e non sa assolutamente come gestirla, arrossiva, balbettava e distoglieva lo sguardo dopo averlo cercato, ha anche cambiato tipologia di abbigliamento. Non credo certo nell’esistenza del famoso gay radar, so bene a partire da me stesso che se non si vuole far sapere è impossibile capirlo, ma so di essere da sempre un gran osservatore perché come dice il mio migliore amico ho sviluppato “ l’istinto di sopravvivenza della minoranza”, ma giuro che in questo caso non era affatto necessario essere chissà che acuti per notare certe stonature. Mi è stato quasi subito chiaro che Franco è gay ma soprattutto è un gay parecchio represso perché un uomo che la sua sessualità non dico la viva ma almeno la conosca bene non avrebbe mai tali maldestri comportamenti che nel tentativo di mascherare qualcosa la rendono anzi più evidente. Il terzo giorno che stavo là per dire ha iniziato a fare apprezzamenti sulla mia moto e mi ha chiesto se poteva farci un giro. Visto come la guardava affascinato mi è venuto spontaneo dirgli “Ok, dove vuoi che ti porti?”. Ho visto che è stato un attimo in sovrappensiero e poi è diventato troppo rosso e si è girato dandomi quasi le spalle. “Vuoi guidare tu? E io dietro?” ha detto. Poi dopo un sacco ha aggiunto “Comunque ho una enduro, la so guidare una moto”. Allora gli ho detto che se preferiva poteva guidare lui anche se essendo la mia una moto da strada di grossa cilindrata qualche scrupolo per lui lo avevo, ma tanto Franco ha iniziato a fare retromarcia fino a dire che aveva una cosa da fare e non poteva. Se l’è letteralmente svignata. Tutto questo davanti anche ad un manovale. Mi sono sentito in imbarazzo per lui e in una posizione di grande disagio. Essendo un bel ragazzo sinceramente di essere oggetto di attenzione da parte di uomini sposati ci sono anche abituato, ma il tipo di uomini che conosco io sono quelli che cercano il rimorchio senza tanti ma e se, una botta di sesso di quello che si sono privati con il loro matrimonio. Se Franco fosse stato un tipo così non avrei avuto alcun problema anzi mi sarei trovato un diversivo piacevole. So giocare molto bene di attacco, mi ci diverto molto anzi a sedurre, a giocare al classico gatto e topo , e poi a mollare sul più bello. Ma Franco c’entra gran poco con questa tipologia di tizi. Ho avuto modo di osservarlo è un marito affettuoso, un padre molto disponibile e paziente. Insomma mi fa tenerezza e pensare a quanto sia facile per lui potersi sputtanare con tutto un intero un paese mi fa star male. E credo che basti poco, anche solo un sospetto. Ho sentito vari pareri e ho chiesto anche a Project lui mi ha consigliato di fargli capire che la sua presenza non è gradita. Ci ho provato, di più la sera in piazzetta ho iniziato a corteggiare una bella ragazza in sua presenza. Ho visto che ci stava ad osservare e poi se ne è andato via senza salutare nessuno, si stava quasi dimenticando la bambina. Ma in realtà la cosa ha sortito gran poco effetto, a parte trovarmi tra i piedi pure la tipa. Anzi ora in qualche modo Franco pare stare più tranquillo nel suo cercarmi e stare vicino a me. Ho pensato che forse gli ho dato solo una mano in senso contrario. Forse la certezza del non avere nessuna speranza con me gli ha tolto l’ansia che invece avere una possibilità gli dava. Nella certezza che io sia etero non ha più scelte da fare, se non viversi quello che prova almeno per sé. Almeno credo, boh … Ha portato pure la bambina in piscina ieri sera quando sa bene che io vado sempre a quell'ora subito dopo che stacco lavoro ed era così teneramente e pericolosamente imbranato da costringermi ad andarmene a me. Il fatto è che Franco è a rischio ma non so quanto se ne renda conto davvero, non so che cazzo possa passargli per la testa; io mi sento a disagio, non so giocare in difesa e non ho tattiche particolari a parte un educato, freddo e professionale distacco nei suoi confronti che però non mi sembra funzionare chissà che. Vorrei che lui lo capisse che la cosa io la sto vivendo molto male, che mi sento inerme e responsabile se le cose dovessero sfuggire procurandogli grossi problemi . Forse dovrei mettermi nella posizione di creare la confidenza giusta per capirlo meglio, per poter tentare un dialogo. Io per me infondo non ho molto da perderci ad espormi, in questo lavoro non ho colleghi tra i piedi, vivo da tutt’altra parte d’Italia; lui al contrario a giocare col fuoco ha da perdere molto. Project ha detto mentre ne discutevamo una cosa che mi ha colpito molto ossia che a 50 anni non si è più gay, ci si ricorda solo di essere stati gay. Io non sono molto bravo a mettermi nei panni altrui anzi tendenzialmente sono bravo solo a pensare per me stesso, e quindi riesco solo a ragionare con i miei schemi ma credo che ogni persona debba avere sempre la possibilità nella vita di poter intraprendere una scelta consapevole con tutti i rischi del caso annessi, assumendosene in toto le responsabilità. E in fondo non credo che l’ importante sia che il risultato della scelta sia a favore o contro un giro di boa o una rottura totale o parziale con quello che si è stati fino ad un certo punto, l’importante è fermarsi a fare il bilancio della propria vita e sapere con chiarezza cosa davvero scegliamo per noi. E’ per questo che mi fa male la mia posizione perché in fondo io potrei dargliela la possibilità di decidere chi Franco vuole essere veramente.

Sebastiano

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domenica 19 aprile 2009

RAGAZZI GAY CHE SOGNANO MA HANNO PAURA DI VIVERE

Ho ricevuto ieri pomeriggio, 18 Aprile 2009, l’e-mail che riporto qui di seguito. Rassicuro l’autore circa il fatto che viene pubblicato su Progetto Gay solo quello che chi mi scrive mi autorizza a pubblicare e che il rispetto della privacy è la mia prima preoccupazione. Ieri, in tarda serata, ho risposto alla lettera.
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Ciao Project,
dunque … mi sento imbranato parecchio. Cioè a scrivere certe cose sento proprio difficoltà.
Ho 23 anni, sono gay da sempre … fino qui ci arrivo ma poi continuare è più difficile. Io, penso un po’ come tutti i ragazzi (gay e non), sono andato in giro su internet a cercare cose che riguardano il sesso. Non lo nego, la pornografia mi piace, ma un po’ tutta, i racconti erotici forse più dei video perché un po’ mettono in moto la fantasia, però pure i video e le foto. Non mi piacciono le cose spinte, cioè i porno nel vero senso della parola, vorrei trovare delle storie anche con un po’ di sesso ma non solo quello, ci voglio anche una storia, mi ci devo poter immedesimare. Capiamoci, non è che vedere un bel ragazzo non mi piaccia, mi piace eccome ma mi piace come ragazzo nel suo complesso, il volto, il sorriso, la naturalezza, certo se è nudo è meglio ma nel senso che ho l’impressione di capire maglio la persona. Lo so che sembra assurdo ma per me è così. Quanto a me, fantasie sessuali tantissime. Un mio collega dell’università sta sempre nei miei pensieri, è bellissimo! Insomma lo penso sempre, anche quando … . Andando in giro in rete mi è capitato di finire sul tuo forum e da lì sono finito a leggere le interviste e sono rimasto molto colpito perché ci sono tanti ragazzi che parlano di sé e di come vivono il sesso con la massima spontaneità. Cioè, quello che mi lascia veramente colpito è che non sono storie erotiche, cioè questi ragazzi parlano di come vivono il sesso con la massima naturalezza. Io non ci sono mai riuscito. Sto parecchio su internet a cercare sesso e faccio le cose che penso tutti gli altri ragazzi facciano, e da quello che scrivono penso che sia proprio così. Non sono mai stato con un ragazzo (e nemmeno con un ragazza) ma ho l’idea fissa del sesso. Scusa se parlo greve, se guardo un ragazzo la prima occhiata è alla faccia e la seconda finisce lì. È una cosa talmente incontrollabile che avevo proprio pensato di avere qualche cosa che non va. Ho cercato pure su internet tante cose che riguardano la sessualità, proprio l’anatomia maschile, cioè proprio come funziona, ci ho trovato tante cose ma mi restano in testa tanti dubbi che non funzioni proprio tutto benissimo. Forse sono tutte fantasie che mi faccio ma non so con chi parlarne. Sono andato dal mio dottore perché volevo capire qualcosa in più, ma quando sono stato lì non ho avuto la faccia di dire niente. La parola sesso a casa mia non si è mai sentita e la parola gay è considerata una parolaccia. Di amici, se li posso chiamare così, ne ho solo tre, ma forse solo due, ma sono etero e un po’ la nostra amicizia è la continuazione del fatto che siamo stati compagni di scuola.

[-omissis-]

Tu mi dirai che non sono più giovanissimo e che questi problemi li devo risolvere da me, ma come? Poi, ammesso che tutto lì sia in ordine o quasi, c’è una cosa che non riuscirò mai a superare ed è l’idea del contatto fisico con un ragazzo. Io lo sogno un ragazzo, ci faccio le mie fantasie e anche il resto, ma se mi trovassi con un ragazzo, diciamo in una situazione che può coinvolgere la sessualità, mi sentirei bloccato, non riuscirei a fare nulla e scapperei proprio. Avevo pensato di andare in una palestra o in una piscina un po’ per guardarmi intorno dal vero ma non ho mai avuto il coraggio di fare una cosa simile, mi sentirei in un imbarazzo terribile, guardare mi piacerebbe ma dovrei stare lì insieme con questi ragazzi, magari nudi loro e nudo io. Anche a pensarlo mi vengono reazioni sessuali, figuriamoci a stare lì in mezzo, potrei solo andarmi a nascondere. Ma come si fa a vivere queste cose? Mettiamo pure che fossimo nella condizione migliore ma mi sentirei imbarazzato in modo incredibile. Cioè sono arrivato a una conclusione che io il sesso con un altro ragazzo non lo farà mai, lo desidero tantissimo ma non lo farò mai e nemmeno perché è difficile trovare altri ragazzi ma perché mi attira e mi respinge nello stesso tempo. Qui, nelle interviste sul sesso che hai messo in rete, ho visto gente che parla di sé in modo libero e mi sento ancora più strano di prima. Poi m’è venuto in mente di mandarti questa mail anche se in pratica non so chi sei. Facciamo così, adesso non aggiungo il mio contatto msn e aspetto la tua risposta, se la risposta mi convincerà ti manderò il mio contato. Devi capire che ho già fatto un passo enorme a scriverti queste cose. Se vuoi pubblica la mail, ma togli la parte centrale, quella scritta in colore diverso. Se la pubblichi ti strozzo!

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sabato 31 gennaio 2009

CAPIRE DI ESSERE GAY A 40 ANNI

Ciao Project,

ti mando molto volentieri il post che mi avevi chiesto, in pratica ho solo modificato un po’ le mail precedenti, ma la sostanza è rimasta quella. Vedi se può andare bene e pubblicale. Sarei felicissimo se potessero servire a qualcuno.

Mario

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Ciao Project,

non immagini quanto mi sento in imbarazzo a scriverti questa lettera, anche se so che te la devo, ci ho provato già parecchie volte ma poi ho cancellato tutto, a mandartela non ce la facevo proprio, ma questa volta prendo il coraggio a due mani e lo faccio. Mi chiamo Mario e ho compiuto 40 anni da qualche mese. La gente che mi conosce mi invidia. Ho un ottimo lavoro che mi assorbe quasi totalmente. Prima pensavo che avere poco tempo per pensare a e stesso fosse una fortuna ma adesso ho cambiato idea. Sono single e fino a poco fa pensavo che sarei rimasto single per il resto della vita. Ho una casa mia che ho cominciato a pagare più di 10 anni fa. In teoria, per quello che si vede, dovrei essere felice. Faccio in modo da apparire sempre sicuro di me stesso perché con il lavoro che faccio è indispensabile ma fino a poco tempo fa quando stavo solo mi venivano dei momenti di depressione totale. Ma cerco di spiegarti il perché. Ho sempre pensato di essere etero o meglio di non essere niente. Tra i 18 e i 20 anni ho avuto la mia prima e unica ragazza. Dire che tra noi non c’è mai stato sesso mi sembra superfluo e scontato, ma non c’è mai stato nemmeno amore e poi sono cose lontanissime. Sono sempre molto galante con le ragazze ma evito nel modo più assoluto qualunque coinvolgimento e succedeva così anche prima, almeno dai 30 anni in poi. Non mi ero mai posto il problema di essere gay, mi sentivo piuttosto un etero sessualmente fallito. Le mie fantasie erotiche le facevo sempre sulle ragazze, erano cose forzate ma, a livello cosciente almeno, non mi sono mai sentito un gay represso. Per i ragazzi non provavo proprio nulla. Ho letto il tuo articolo sulla masturbazione come problema e mi ci sono ritrovato paro paro (mi sento imbarazzatissimo a parlare queste cose). In pratica per me spesso la masturbazione era una forzatura frustrante e allora preferivo viverla senza pensare a nulla come una specie di necessità esclusivamente fisiologica che con i miei desideri non aveva niente a che vedere. Qualche mese fa avevo cominciato a girare su internet per capire perché la masturbazione per me fosse solo un problema (Project, cerca di capire che a 40 anni sto facendo uno sforzo titanico per andare avanti a scrivere queste cose) e ho trovato quel tuo articolo, ma nel titolo parlavi di masturbazione gay, ero tentato di leggerlo ma poi mi sono detto: ma io non sono gay! E non l’ho letto. Ti sembrerà assurdo ma evitavo sistematicamente i siti gay, tutti, di qualunque tipo. Mi reggevo praticamente solo lavorando, stavo in ufficio dalla mattina alla sera e qualche volta pure la notte ma cominciavo a stare proprio male, ero sempre agitato anche se dovevo essere controllatissimo. Ti puoi immaginare quanto per me fosse deprimente provare a masturbarmi. E’ stato allora che sono ricapitato sul tuo post sulla masturbazione come problema, mi sono fatto forza e l’ho letto anche se era in chiave gay. Più andavo avanti più mi veniva il batticuore, avevo l’ansia di arrivare fino alla fine, poi ho cominciato a girare un po’ su progetto gay che è proprio monumentale (ma come hai fatto a raccogliere tutta quella documentazione?). Leggevo e non mi stancavo di leggere, leggevo quelle cose ancora dall’esterno, però continuavo a leggere e il fatto che fossero cose gay non mi respingeva. Quello che leggevo mi stupiva ma in positivo. Mi chiedevo: ma chissà come sarebbe innamorarsi di un ragazzo? Ma non lo pensavo come un tabù. Ho letto tantissimo dei blog e del forum, poi ho cominciato a fare qualche ricerca a partire della masturbazione e ho scoperto che ne parli tantissime volte, poi ho letto delle storie d’amore e mi sembravano belle. Ho fatto mente locale sul fatto che stavo leggendo un sito gay ma ho continuato a leggere e la lettura mi ha preso parecchio, in pratica ci sono stato tutta la notte, più andavo avanti più mi sentivo incuriosito. Non avevo mai letto nessun sito con lo stesso interesse. L’indomani sera ho continuato. Mi dicevo: ma come fanno queste persone a parlare di cose così intime con questa semplicità? Poi ho letto i post su quelli che si scoprono gay tardi e lì il mio cervello si è messo in moto ad un’altra velocità e mi sono detto: e se fosse? Ero perplesso, non te lo nascondo, ma era una cosa possibile. Intanto, mentre il cervello girava su questa ipotesi, continuavo a leggere il blog ma molto meno dal di fuori. Ho letto il post sulla sessualità gay, diciamo sulla sessualità morbida gay e mi sono detto esplicitamente: beh, dovrebbe essere bello! Io mi dicevo che fare l’amore con un ragazzo in quel modo doveva essere bello! Prima non lo avrei mai immaginato ma ho cominciato a fantasticare su quelle cose e non ne avevo né paura né disgusto, immaginavo proprio di ricevere un ragazzo a casa mia, di abbracciarlo, poi di portalo con me nella cucina, di cucinare insieme, di parlare di tutto, ma sapendo entrambi che siamo gay, e poi di vederlo sorridere. Io sorridevo al pensiero di vedere sorridere un ragazzo gay a casa mia. Il mondo mi sembrava proprio capovolto, immaginavo di accarezzargli lievemente la mano durante la cena. Poi mi sarei seduto sul divano e lui si sarebbe steso poggiando a testa sulle mie ginocchia e io avrei potuto accarezzargli il viso. C’era un’unica cosa della quale mi vergogno un po’, quel ragazzo lo immaginavo di 20, massimo 25 anni. Chi lo sa perché ma credo che non mi innamorerei di un coetaneo. Erano pensieri belli, di grande tenerezza, pensavo che se mi fosse venuta un’erezione sarebbe stata un’ottima cosa ma non succedeva nulla e anche con le mie benedette fantasie gay, che avevo appena scoperto e che mi piacevano, perché mi sembravo dolcissime, la mia sessualità non sarebbe miracolosamente resuscitata. Mi dicevo, forse stupidamente, che avrei accettato perfino di essere gay se la mia sessualità si fosse risvegliata. Ma non succedeva e pensavo che sarebbe stata l’ennesima frustrazione. Sono tornato molto deluso a leggere il sito ma era già tardissimo e sono andato a letto e, contrariamente ad ogni aspettativa, per la prima volta in vita mia ho avuto un sogno erotico, e un sogno erotico gay. Ho sognato che stavo in guerra, forse la guerra del Vietnam, non lo so, ero solo e stavo tornando al campo a piedi da una missione pericolosa. Ci sono morti dappertutto, sento un lamento, mi avvicino è un soldato che non conosco , non ce la fa a parlare ma è vivo, non lo posso lasciare lì, devo portarlo con me ma sono stanco morto, alla fine lo prendo in braccio e comincio ad andare verso il campo ma sono stanchissimo e temo che mi si spacchi il cuore. Vado avanti con la forza della disperazione, a un certo punto lo sento inerte, come se fosse morto, respira appena, ha perso molto sangue mi sento dentro una disperazione terribile, mi metto a piangere e a strillare, ma passa una gip del servizio feriti, ci caricano, arriviamo al campo. Io supplicavo che non morisse, un ragazzo giovane, di poco più di 20 anni, lo vede il medico e mi di dice che è morto. Io sono sicuro che non è così e prendo il medico per il collo e lo minaccio. Il medico si convince e tentano di rianimarlo ma non mi fanno entrare. Io aspetto con l’angoscia dentro. Dopo mezz’ora esce il medico e mi dice: ha la pelle dura quel ragazzo, vedremo come reagirà nelle prossime ore. Il sogno che, da come era cominciato, aveva tutto l’aspetto dell’incubo mi lasciava un filo di speranza. Poi cambia tutto, quel ragazzo è in ospedale, ma è cosciente, io gli stringo la mano per confortarlo, apre gli occhi e mi dice: ho paura! Gli stringo forte la mano, poi viene sera e il ricordo è confusissimo. Da ultimo lui sta con me a casa mia, è seduto sul divano, sta bene, sorride, a quel punto mi sento eccitato ma non oso dirgli nulla, lo guardo solo un attimo negli occhi, lui si illumina e apre le braccia. A quel punto mi sono svegliato con il batticuore ed ero in erezione, ma proprio come si deve, una cosa del tutto anomala per me. Quello che ho fatto te lo puoi immaginare, erano molti anni che non provavo cose di quella intensità, anzi penso di non averne mai provate prima. Mi sembrava incredibile. Pensare che ero stato sul punto di farmi prescrivere il viagra. Mi sono detto: la mia sessualità non è morta! Io sono gay! E me ne sono accorto a 40 anni! Per mia fortuna le mie paure mi hanno impedito di fare scelte senza ritorno come il matrimonio. Mi sentivo sconvolto ma totalmente felice. Gay! Sì! E allora? Mi ripetevo stupendomi proprio perché non mi sembrava nemmeno un problema. Un primo passo avanti enorme credo di averlo fatto, almeno so chi sono. Project, il forum l’ho letto in lungo e in largo ma è proprio di me che devo capire tante cose. Non mi metto in testa nulla … e so che a 40 anni mi sono svegliato decisamente tardi però almeno mi sono svegliato. Sembra paradossale, ma negli ultimi giorni ho dedicato molto meno tempo al lavoro e molto più tempo a una cosa che prima non riuscivo a fare e adesso sì. Non me ne vergogno, solo mi dispiace di esserci arrivato così tardi perché ho perso delle occasioni importantissime. Ultimamente, rileggendo le sorie dei ragazzi del forum mi accorgo di leggerle proprio come uno che sa esattamente di che cosa si tratta. Non mi sono mai innamorato di un ragazzo o dovrei dire non ancora, d’altra parte non sono nemmeno tre settimane che ho capito chi sono.

Project, un grazie te lo dovevo

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Ciao Project,

non sai quanto avevo aspettato la tua risposta alla mia prima mail, pensavo che non sarebbe arrivata, ma poi è arrivata e mi è piaciuta moltissimo l’idea della sessualità come cosa normale (Il patologico è nel tabù! È vero!). La chiacchierata di ieri sera è stata bellissima. Solo un mese fa non avrei mai immaginato di potere parlare liberamente della mia sessualità fino a questo punto, alla fine è proprio come dici tu, ti accorgi che ha vissuto rinchiuso per 25 anni per paura dei fantasmi. Provo un senso di leggerezza e di liberazione incredibile. Il Progetto, come lo chiami tu, è unico ed è una cosa importantissima, per me è stato proprio determinante. Non mollare!! Capito!! Qualche volta ti fai prendere un po’ dalla stanchezza, ma puoi dare un po’ di serenità a tante persone, con me è successo.

Un abbraccio, Project! (ti chiamo venerdì prossimo, perché vado fuori per lavoro)

Mario

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Se volete, potete partecipare alla discussione su questa testimonianza aperta nel Nuovo Forum Progetto Gay:
http://progettogay.gratisforum.tv/viewtopic.php?f=14&t=175

martedì 6 maggio 2008

GAY E IMBARAZZO SESSUALE

Ciao Project,

che nottata ieri! Quando abbiamo chiuso erano le 3.40! Non mi aspettavo proprio una cosa del genere, io normalmente sono moto chiuso e mi trovo in imbarazzo a parlare con le persone, ma ieri per la prima volta mi sono sentito libero. Parlare di sesso in modo libero e serio non mi era mai capitato e pensavo che non mi sarebbe mai capitato e di cose gay poi mi sembrava del tutto impossibile, e invece è successo, mi sembrava di essere quasi un’altra persona. Ho sempre pensato che tante cose di quelle che mi capitano fossero strane, diciamo pure patologiche, un po’ questa idea ce l’ho avuta sempre, beh, ieri sera all’inizio ero intimorito, parlarti di certe cose mi sembrava proprio imbarazzante, poi c’ho provato, mi aspettavo una reazione perplessa e invece mi dicevi che erano cose comuni, cioè cose normali e certe volte, quando mi sentivo troppo in imbarazzo, il discorso lo completavi tu, con le stesse parole che avrei usato io. Insomma, adesso dico una cosa stupida, adesso mi sento più normale, mi rendo conto che le cose che passo io sono cose che passano tanti altri ragazzi. Insomma, mi sento meglio, più libero, meno strano, quasi meno imbranato. Ieri notte (ma dovrei dire stamattina) ci siamo lasciati con una promessa e adesso sono qui per mantenerla. Mi hai chiesto di scrivere un post su una cosa che a me sembrava quasi patologica ma che tu hai considerato molto importante, anzi proprio una cosa positiva, cioè l’imbarazzo sessuale che provavo e che provo ancora adesso col mio ragazzo (forse ora lo proverò un po’ meno! Almeno spero). Sono andato a cercare nei miei diari gelosamente conservati nel mio computer e ho fatto una specie di riassunto che possa fare capire come mi sono sentito davanti al mio ragazzo in certi momenti. Spero tanto che queste cose possano essere utili a chi, come ho fatto io per tanto tempo (e forse lo faccio ancora), pensa ancora che l’imbarazzo reciproco sia un problema e non un valore. Project, io, pensa un po’, stavo andando in crisi col mio ragazzo proprio per questo! Mi sentivo proprio un caso patologico. Lo so che ti pare pazzesco, ieri sera me l’hai detto chiaro. Vado alla storia. Ti ho mandato una mail su quella faccenda specifica, lì ti ho spiegato tutto e mi piacerebbe molto sapere che ne pensi. Con Alex ti prometto che ne parlo, però dopo.

Aspetto la risposta. Un abbraccio affettuoso.

Tuo Claudio

p. s.: se vuoi, pubblica tutto, tanto c’è l’anonimato! Col post mi sono allargato un po’, se vuoi taglia, insomma fai tu!

GAY E IMBARAZZO SESSUALE

Premetto che ho 20 anni, mi chiamo Claudio e mi sono sempre sentito gay, cioè con il mio essere gay, a livello personale, non ho mai avuto problemi. Da quando mi ricordo ho fatto le mie fantasie sui ragazzi immaginando di vivre con loro di tutto e di più, però, finché le fantasie sono state cose solo mie, cioè in pratica finché mi servivano solo per masturbarmi, beh non avevo nessun problema, anzi mi sentivo disinibitissimo e pensavo che se avessi avuto veramente un ragazzo sotto mano, cioè un ragazzo gay che fosse disponibile, beh, tutte le cose che mi immaginavo, io con lui le avrei fatte senza problemi. Siccome fin quasi a 19 anni non ho avuto alcuna esperienza sessuale concreta e in pratica non mi ero preso nemmeno una bella cotta per un ragazzo (pazzesco, lo so!) tutte queste pie illusioni me le sono tenute in testa e mi davano un certo senso di serenità, cioè pensavo che prima o poi sarebbero diventate realtà. Sono andato a caccia di ragazzi, penso che tutti i ragazzi gay, chi più chi meno, lo facciano. Io l’ho fatto alla grande, ma in pratica era solo un cercare di creare situazioni coinvolgenti dal punto di vista erotico, io all’amore come amore non ci pensavo proprio, nemmeno sapevo che cosa fosse, per me, amore e sesso erano la stessa cosa. Frequentavo una piscina, ma proprio per fare birdwatching, per usare un’espressione significativa che ho imparato su questo forum (certe cose si imparano in fretta!) Ma la cosa, cioè la persona, che mi ha messo veramente in crisi non l’ho trovata in piscina ma all’università. Si chiama Alessandro, detto Alex, non frequenta con me perché è di un’altra facoltà (scusate se resto nel vago). Ci siamo incontrati in un modo stranissimo. Alex portava un enorme scatolone pieno di libri, pesantissimo, giù da una scalinata della mia facoltà. Non so che cosa ci fosse andato a fare, mentre scendeva, lo scatolone ha cominciato a cedere, un po’ di libri sono caduti, io stavo lì, gli sono andato incontro per reggere lo scatolone da sotto e siamo riusciti a fatica a farlo arrivare quasi intero al fondo della scalinata. Nel primo momento, per la necessità di reggere lo scatolone lo avevo tenuto fermo a braccia alzate e casualmente avevo toccato la mano destra di Alex. Qual gesto mi ha dato un brivido, ma ho cambiato subito posizione e l’ho fatto deliberatamente proprio per non avere più contatti con la mano di Alex, poi, dopo che abbiamo poggiato lo scatolone io sono andato a raccattare i libri che erano caduti per la scalinata e li ho portati ad Alex, poi gli ho chiesto: “Ma dove li devi portare?” e mi ha detto: “All’Istituto di *** ”. Gli ho risposto: “Ma è lontanissimo, ma hai la macchina?”, mi ha guardato e ha scosso la testa. Gli ho chiesto: “Ti posso dare una mano? (senza nessuna allusione alla mano che gli avevo toccato prima)”. Insomma, abbiamo passato il pomeriggio insieme a trasportare libri, perché oltre quello scatolone ce n’erano altri due. Io avrei dovuto partecipare a delle esercitazioni in laboratorio, ma Alex era così fascinoso per me che me ne sono proprio dimenticato, stavo con lui e sarei rimasto con lui tutto il tempo possibile, era bello, cioè proprio sexy sotto il mio punto di vista, aveva una naturalità e una spontaneità di comportamento quasi incredibile, cioè proprio un’animalità fortissima, un sorriso ammiccante che ti diceva tutto senza dirti una parola e poi le mani grandi, forti ma anche un po’ umide, la pelle chiara, la barba rasata che è una delle cose più sexy in un ragazzo almeno secondo me. Dopo che abbiamo finito di mettere a posto tutti i libri, in teoria ci potevamo anche salutare e invece siamo rimasti a parlare e poi mi ha pure proposto di andare a prendere una pizza. Abbiamo parlato solo di letteratura, della sua facoltà e della mia, pure di politica (e la pensiamo allo stesso modo), ma di sesso non c’è stato nemmeno un cenno, nemmeno minimo. Quando si va a prendere una pizza in pizzeria in genere si mangia facendo quattro chiacchiere, poi ci si alza e si va via. Ma per me (e penso pure per lui) c’era un problema in più. A vedermelo così, a un metro da me, mi veniva l’erezione e non mi alzavo dalla sedia per non dare spettacolo, a lui penso che succedesse lo stesso, lo penso, perché non lo so, perché pure lui è rimasto sempre seduto parlando d’altro. Se l’avessi visto in erezione avrei capito subito che era gay ma siccome ogni riferimento di tipo sessuale era del tutto bandito dal discorso e nessuno dei due si azzardava ad alzarsi dalla sedia il dubbio amletico mi è rimasto eccome, però la situazione era così strana che Alex etero non ce lo vedevo proprio. Insomma, dopo la pizza il crostino, dopo il crostino patate e insalata, poi il gelato, tutto per non alzarsi dalla sedia! Stava lì, davanti a me, bello come il sole, ammiccante, sexy nel modo più naturale che c’è. Mentalmente mi dicevo: “Ma perché non ci provo?” Non sapevo trovare una risposta credibile eppure ad avere con lui un contatto fisico, anche solo una pacca sulla spalla come si fa tra amici, non ci sarei mai riuscito, l’unica scusa che potevo trovare al non prendere l’iniziativa era: “Se non è gay mi sputtana!” Ci siamo visti anche l’indomani e poi il girono appresso. Per un po’ siamo andati avanti così, come due bravi amici etero che passano tutti i pomeriggi insieme. Nessuno dei due parlava mai di sesso a nessun livello. Poi tra noi le cose si sono sciolte un po’ ma solo al livello del parlare perché tra noi non c’era nessun contatto fisico nemmeno il più banale, anzi il contatto fisico lo evitavamo nel modo più scrupoloso. Adesso vi dico una cosa, ma non vi scandalizzate. Mi è sempre piaciuto andare sulle metropolitane affollate. Perché? Su, forza! ... avete capito. Insomma lì c’è la possibilità che magari un bel ragazzo ti capiti vicino e che si appoggi a te e allora tu cerchi di individuare anatomicamente come è fatto, poi ogni tanto lo guardi distrattamente in faccia come se stessi pensando ad altro. In genere i ragazzi non ci facevano nemmeno caso, ma io sì, ci facevo caso eccome! Vabbe’, con Alex quando la metro era troppo piena non la prendevamo mai! Aspettavamo quella appresso o addirittura ce la facevamo a piedi. Una volta sono andato al mare con Alex e abbiamo preso anche una cabina, ma puntualmente al momento di cambiarci, la sua domanda era: “Vai prima tu?” Io gli avrei voluto dire: “Ma perché non andiamo insieme?” Ma non l’ho mai detto. Al mare avevamo entrambi (perché si vedeva) sia lo slip elastico da bagno che dei bermuda sopra, in questo modo non c’erano troppi rischi, il tutto dava un po’ di senso di impaccio ma era così e basta. Una domenica sera, dopo una giornata splendida passata insieme, non ce l’ho fatta più (mi masturbavo pensando a lui anche più volte al giorno) e gli ho detto: “Alex, sono gay e mi sono innamorato di te!” proprio così, secco secco. Lui mi ha risposto: “Mannaggia, ma ce ne hai messo di tempo a dirlo!” In quel momento l’ho odiato, ma poi ha detto: “Però ti capisco almeno tu sei riuscito a dirlo, io ho solo viscidamente aspettato che lo facessi tu!” Adesso tra noi le cose erano dichiarate ma sotto il profilo del contatto fisico le cose sono diventate ancora più assurde (adesso la vedo così, ma allora era diverso), mi è venuto in mente che dovevo essere degno di lui, cioè in pratica che non mi dovevo masturbare pensandolo perché vedevo una cosa del genere come un gesto capace di sporcarlo (Project, lo so quello che stai pensando, me l’hai detto molto efficacemente ieri sera!). Mi ci sono messo con tutte la forza di volontà e ci sono riuscito almeno per un po’ di tempo, ma a costo di sforzi sovrumani, quando poi cedevo andavo in crisi e pensavo che avrei dovuto dirlo ad Alex ma non ne avevo il coraggio. Io quello che poteva passare lui negli stessi giorni nemmeno me lo chiedevo. Poi, in preda a una specie di delirio di sincerità, gli ho detto tutto e lui mi ha detto che lui non cercava di resistere e ci siamo dati il permesso, per dire così, di masturbarci uno pensando all’altro. Ma per arrivare a dire una cosa del genere ci abbiamo messo tre ore di imbarazzo terribile. Ma contatto fisico zero! Niente di niente! Eppure era evidente che ci desideravamo. Ragazzi, lo so che vi sembra patologico, voi dite: “Ma come? Vi desiderate e non vi toccate? Ma perché?” Beh, sarà per insicurezza o per lasciare all’altro la prima mossa, ci abbiamo messo tre mesi per darci il primo bacio e dopo altri tre mesi l’ho visto nudo la prima volta quando abbiamo cominciato ad andare insieme in palestra, ma l’ho visto per pochi secondi e mi sono sentito in dovere di farmi veder nudo da lui immediatamente dopo perché non volevo assolutamente che tra noi ci fossero cose dissimmetriche a livello di sesso, forse la sua nudità era stata casuale, ma io ne avevo diciamo così approfittato e non potevo prendermi dei punti di vantaggio su Alex. La palestra ci ha sciolti un po’, anzi parecchio, perché lì c’erano altri ragazzi e quindi il nudo non aveva subito un significato sessuale. Da quando, diciamo così, stavo con Alex non facevo nemmeno più birdwatching, cioè la curiosità sessuale verso gli altri ragazzi era proprio crollata, pensavo solo ad Alex, con tutto quello che viene appresso. Da pochissimo tempo abbiamo un minimo di contatto sessuale diretto, solo toccarsi, anche lì, io la tentazione la provo grandissima, quando viene da me e stiamo soli vorrei fare sempre quello, o almeno quello, ma anche adesso che qualche volta è successo, non ho proprio la faccia di chiederglielo, vorrei che me lo chiedesse lui, ma lui non me lo chiede. Certe volte l’ho aspetto il pomeriggio con un desiderio fortissimo, poi lui è venuto e siamo stati tutto il pomeriggio a parlare di altro senza nemmeno una carezza, non dico una carezza lì, ma proprio niente! Quando lui se ne va dopo un pomeriggio così, mi sento distrutto, mi verrebbe da urlare e da urlargli in faccia che siamo due cretini e che stiamo buttando via il nostro tempo per chissà quale motivo, ma quando poi stiamo lì, ci comportiamo come due deficienti. Abbiamo pure fatto tutti e due il test per l’HIV, quindi non ci sono nemmeno timori di quel genere. Abbiamo entrambi un’erezione folle, che si vede eccome, ma ognuno se la tiene per sé e finiamo a parlare di letteratura. Sono discorsi assurdi e ipocriti ma li facciamo perché il coraggio dirci in faccia: “Dai, vieni! Fatti abbracciare!” non ce l’abbiamo proprio, e allora giù sproloqui letterari. Io la odio la letteratura! Perché mi sta rubando la vita! È per questo che ho chiesto il permesso ad Alex e ho contattato Project, e ieri sera mi ha fatto capire tante cose, è vero, adesso Alex è via per una settimana, ma non so se quando tornerà sarà ancora come prima, io incrocio le dita. Forse la sveglia di Project mi ci voleva qualche mese prima!

Se volete, potete partecipare alla discussione su questa testimonianza aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogay.forumfree.net/?t=27730847

lunedì 31 dicembre 2007

COME NASCE UN AMORE GAY – terza e ultima parte

- L’altra volta avevamo finito dopo il pomeriggio passato in macchina quando lui m’aveva dato l’appuntamento all’università... Insomma, tanto avete capito Chicco che tipo è... io me ne vado l’indomani all’università ... insomma vabbe’ io m’aspettavo che si sciogliesse proprio bene, cioè, non dico tanto, però un po’ di complicità me l’aspettavo, io onestamente desideravo molto di più... pensavo: Chicco si scioglie e poi me lo posso godere come si deve. Oh! Niente di assurdo eh! Io al Chicco gli voglio bene... ma una cosa tenera, vabbe’, lo sapevo che erano cose impossibili, però, sai, la fantasia ogni tanto ci tornava e poi mi chiedevo se si sarebbe masturbato pensando a me, mi dicevo: ma no! Però poi il cervello sempre lì tornava! Si vergognava tanto, sì... però alla fine non è che ci vuole molto e io mi immaginavo che mentre lo facevo io lo faceva anche lui e poi al limite che lo facevamo insieme... per me essere innamorato di Federico era così... cioè come fai... ti innamori di un ragazzo e non lo pensi in termini di sesso? ... No! Non è possibile! ... Vabbe’ adesso queste erano tutte fantasie mie... da lui, dato il tipo, non sapevo che aspettarmi – Chicco è inutile che mi fai segno di stare zitto e che diventi rosso... se gliela dobbiamo dire gliela dobbiamo dire come sta – Vabbe’ ... Lo aspetto all’uscita della lezione e mi schiva, io lo seguo scodinzolando e lui manco mi guarda... io insisto e gli metto una mano sulla spalla e mi guarda come se mi volesse fulminare, io ritiro la mano... ma non lo mollo esce e va al parcheggio, ha la macchina, mi fa segno di salire e mi attacca uno dei suoi sproloqui, dice che è stato tutto un errore, che ci ha pensato bene, che non mi vuole fare soffrire perché lui tanto non riesce mai a innamorarsi di nessuno, mi chiede scusa cento volte e mi dice che la nostra storia non ha futuro. Apparentemente sembra deciso, io sono imbarazzato. Gli dico: dammi un motivo serio, uno solo! Non sa che dire, ripete che non se la sente ma nel discorso ogni tanto si lascia andare a dei flash sulla sua vita e non sembrano cose casuali e sfuggite per distrazione, sono cose volute e spesso raccontate con un visibile imbarazzo, cioè il discorso che cerca di fare è serio e lui ci si impegna in modo fortissimo. Mentre parla io lo guardo fisso e lui invece fissa lo sguardo nel vuoto davanti a sé. Mi dice che i suoi sono molto religiosi e che per lui sentirsi in pace con la propria coscienza è fondamentale, poi mi attacca tutta una solfa sul fatto che lui le posizioni della chiesa sui gay le conosce benissimo “e le accetta!” ... Sì hai capito bene: le accetta! ... così ha detto!... Io mi dicevo: “Ma che dice questo? Ma io lo strozzo!” Ma lui il discorsetto se l’era preparato tutto e me lo stava sciorinando bello bello... proprio tipo pappa fatta... Oh... a me Chicco mi piaceva e pure parecchio... ma quando uno ti fa una tirata del genere lo molli! Mica puoi diventare matto appresso a lui... Io che dovevo fare, due più due fa quattro e gli dico che mi dispiace di tutto quello che è successo e apro lo sportello per scendere. Si gira verso di me e mi fa: “No! Ti prego! Ti prego! Non te ne andare!” Ho richiuso lo sportello e gli ho detto: “Senti Federico... ma sei tu che mi stai dicendo che me ne devo andare!” Mi dice che non è vero, che non vuole che io me ne vada ma non vuole nemmeno che una bella amicizia come la nostra possa essere rovinata da “altre cose”... Altre cose?! ... In quel momento m’ha fatto rabbia ma m’ha fatto pure pena, vedevo che si tratteneva in un modo spaventoso, quasi si violentava per auto-controllarsi, stavamo al parcheggio dell’università, era mattina e c’era gente, ma io ho avuto la precisa sensazione che se fossimo stati soli e l’avessi baciato lui si sarebbe abbandonato completamente... ma non si poteva fare. Non sapevo che fare... l’ho fatto parlare... ma ha detto una marea di stupidaggini tali che alla fine non ce l’ho fatta più e gli ho detto. “Federico, ma tu della vita non hai capito proprio un cavolo!” E lui m’ha guardato, occhi rossi, lacrimuccia, e m’ha detto: “Penso che tu abbia ragione... io vorrei vivere come te... ma non ci riesco, proprio non ci riesco.” Abbiamo mandato in malora tutte le lezioni della mattina e pure quelle del pomeriggio e ce ne siamo andati fuori città, due panini e una cosa da bere e poi sempre a parlare e abbiamo parlato pure di sesso, m’ha detto che il giorno prima s’era masturbato di nuovo pensando a me e che poi non si era sentito in colpa. Perché per lui, dopo, ti “devi” sentire in colpa! Io gli ho detto che m’ero masturbato pure io immaginando che lo facessimo nello stesso momento e gli ho detto che avevo fantasticato sul fatto che l’avremmo potuto fare insieme e mi ha risposto che era un pensiero bellissimo e che la sera stessa si sarebbe masturbato pensando a me e sognando di farlo con me. Io una cosa del genere da Federico non me la sarei sognata manco dopo vent’anni di matrimonio gay! Io ero sconvolto... la mattina mi dice che c’ha gli scrupoli di coscienza e il pomeriggio mi fa discorsi del genere. Mi dico: “Che faccio? Ci provo?” Alla fine gli prendo la mano, prima lascia fare ma non partecipa, poi mi stringe la mano, l’accarezza. La mia mano è secca e calda, la sua è fredda e umida, quasi insensibilmente cerco di sentirgli il posto: è molto frequente, è ansioso, ansiosissimo. Penso di fare bene e gli dico: “Fede, dai, adesso ti riaccompagno a casa”, mi guarda sconvolto: “Ma perché? Che ho fatto? ... io adesso mi sto lasciando andare ma mi costa moltissimo... stiamo qua, ti prego... non mi riportare a casa... voglio stare con te... Ti prego Sandro, non mi congelare così! Se ce n’è bisogno insisti con me, io non sono abituato a queste cose ma le voglio, ti giuro che le voglio e non voglio rovinare tutto... non voglio rovinare tutto... abbracciami, ti prego, abbracciami! Perché non lo fai? Perché non capisci che ne ho bisogno?” Ci siamo seduti sul sedile di dietro e l’ho abbracciato strettissimo, di baciarlo non mi è passato nemmeno per l’anticamera del cervello. Io lo stringevo e il mio Chicco tremava, tremava e batteva i denti, non diceva una parola. Io ero scioccato, avevo avuto le mie avventure ma non avevo mai visto nessuno che avesse un bisogno fisico di essere abbracciato me violento come quello di Federico. Era stressatissimo. Gli ho accarezzato e capelli ma non l’ho baciato. Dopo qualche minuto l’ho guardato negli occhi e gli ho detto: “Chicco... Ti voglio bene!” Mi ha detto: “Adesso se vuoi possiamo andare”. Siamo passati sui sedili anteriori e ho guidato io fino a casa sua, mi ha detto che aveva temuto che io lo rifiutassi e che mi voleva bene perché io avevo capito che aveva bisogno di tempo. Gli ho detto: “Solo per questo?” e mi ha risposto: “Per questo ancora di più!” Ogni tanto mentre guidavo gli passavo la mano tra i capelli e lui mi diceva: “Dai, dai... non fare così...” ma lo diceva con una voce dolcissima... Lungo la strada gli avrò chiesto mille volte come stava e lui diceva: “Bene! Sandro, bene!” Poi ho azzardato un discorso più difficile, gli ho detto: “Chicco ti devo dire una cosa... mi imbarazza molto ma te la devo dire... quando ci siamo abbracciati io ti ho desiderato... cioè sono andato proprio in erezione fortissima, pensavo che non sarei riuscito a trattenermi.” Mi ha detto: “Sì, l’ho notato...”. Gli faccio la domanda esplicita: “Ti dà fastidio?”. Mi risponde: “No... è successo pure a me...”... Chicco, ma tu non dici niente?
- E’ che devo dire? Hai già detto tutto tu... io però c’ho una paura... che se questa storia finisce in internet io ci passo proprio per deficiente totale... comunque mi piacerebbe sentire come la pigliano quelli che la leggono, tanto dovrebbero essere tutti gay... ammazza! Che figuraccia!... vabbe’ che questa chi la legge... questa non la legge nessuno!

AMORI IMPOSSIBILI – dialogo gay liberamente ispirato a fatti reali (o quasi)

- Impossibile? E che vuol dire impossibile? ... Certo, se parti con un modello per la testa... e ti fissi su quello, tutto il resto ti sembra impossibile.
- Mah... tu puoi dire quello che vuoi ma certe cose vanno proprio al di là del buon senso... ma scusa... ma sei uscito di cervello?
- Può darsi... scusa eh... ma per te che cos’è l’amore?
- Senti... io non sono in vena di chiacchiere stasera... si vede che qualcosa ti frulla nel cervello... fai troppo bla bla e quel bla bla è sospetto... cioè manco sospetto, me l’hai detto proprio tu... ma scusa... ma che vuoi che gliene freghi a quello... quello la vita sua ce l’ha... mettitelo in testa!
- E se non ce l’ha?
- Se non ce l’ha adesso stai sicuro che se la trova... uno come lui... non ti preoccupare che ho capito perfettamente di chi stai parlando, uno come lui non c’ha proprio bisogno di stare a cercare a te! Ma ti sei visto allo specchio? Io a lui l’ho visto ... Ma che tu ti vuoi mettere con lui? Ma lascia perdere...
- Sì, vabbe’, però ci stanno pure tante cose che tu non consideri...
- E sarebbe?
- Mi dice che quando sta con me si sente sereno...
- Embe! ... questo lo dicevo pure io a mia nonna!
- E tu che gli dici?
- Io gli dico che le chiamate sue le aspetto!
- Vedi! Tu lo provochi! Tu la rispostina dolce dolce la vai cercando e lui te la dà... Mi vuoi bene nonna? ... Sì bello, ti voglio tanto bene! ... a me mi sa tanto che il tono è questo...
- Mah! ... ma tu devi sempre distruggere tutto, lo so che vista razionalmente c’hai ragione tu, però delle cose di fondo in comune ci stanno... io lo sento che ci stanno...
- Ah... tu sì... tu parti sempre in quarta! Il problema è che a lui non gliene frega niente... e a te ti sembra un problema da poco...
- Ma non è vero che non gliene frega niente! ... quando parliamo stiamo benissimo non solo io, pure lui... m’ha detto che m’ha pure sognato...
- Che t’ha detto? Ma sei sicuro che c’ha tutte le rotelle a posto? Perché se dice cose del genere mi sa che sbarella proprio...
- E m’ha detto pure che quando sta con me si sente come quando stava col suo ex.
- Appunto! Il suo ex l’ha piantato e farà così pure con te!
- E allora, scusa che mi chiama a fare?
- E che ne so... starà solo, non lo so, non c’ha dove sbattere la testa... tutto può essere...
- Ma non è che per caso su di me ci potrebbe avere fatto un pensierino?
- Ma vattene! Ma che stai a dire... ma solo a te ti possono passare per la testa cose del genere...
- Ma lui il sogno me l’ha raccontato... era bellissimo...
- Ma ti sta prendendo per i fondelli! ... e svegliati! Mannaggia... ma con che razza di broccolo mi dovevo mettere io!
- Ma tu dici così perché sei geloso...
- Io? ... ma magari ti si piglia!
- Adesso se dici così mi offendi...
- Scusa, dai, era una cosa detta per darti una sveglia... tanto lo so che non mi molli... magari tu scappi pure per un po’ ma poi torni sempre all’ovile... ma dove scappi! ... Tu ci provi... e vabbé! E poi sempre qua torni... Comunque non ti ci fissare... poi passa... e lo sai pure tu che poi passa... Senti... che ti faccio per cena? Spaghetti al tonno o spaghetti col pesce?
- Scusa e che differenza c’è? ... No, no, no! Non me lo spiegare...
- Te l’ho spiegato mille volte ma tanto tu non lo capisci... oh... vai! ... Il telefono!
Due ore dopo
- Mannaggia... era ora! Qui s’è gelato tutto...
- Scusa, scusa, scusa, ma non potevo chiudere prima...
- Mh! Vabbe’, abbiamo capito... io domande non te ne faccio tanto ti si legge in faccia!
- Tu dici che sono cose impossibili eh? ... A me mi sa proprio di no!
- Almeno ti vedo sorridere un poco... che tu stai sempre di cattivo umore ... poi quando ti telefona quello... vabbe’...
- Però ci sto proprio bene... e pure lui, non è una cosa a senso unico...
- Adesso una cosa sola ti voglio dire... ma te la devo dire con tutto il cuore perché non voglio correre dopo a raccattare i cocci... non ti illudere! ... Vabbe’ è un bravo ragazzo... me ne hai riempito la testa... tu ci stai bene... lui ci sta bene... ma non credere alla befana, bello mio! Lascia perdere prima che ti cacci in qualche altro pasticcio... e non te lo dico per gelosia, tanto oramai tra noi certe cose sono morte e sepolte... e poi...ricordati che non gli devi dare corda! Che non gli devi fare perdere tempo! Che il tempo lo più impiegare molto meglio in tante altre cose e con tante altre persone! devi avere un po’ di senso di responsabilità che magari quello ci crede pure a tutte le stupidaggini che gli dici tu... si crede chissà che cosa e alla fine che cosa si ritrova?
- Che cose si ritrova? Si ritrova a me...
- Eh! ... come avessi detto il principe azzurro... eh sì... proprio a te si ritrova... e mangia che è tutto freddo! ... dai... sempre a chiacchierare, sempre a chiacchierare! Mo’ questo te lo sei messo in testa e chi te lo toglie più?
- Ma sei geloso?
- Beh... eh! Un pochetto sì... ma non ti credere sai... poco poco... mo’ vattene va’, non fare così... non c’è bisogno che mi dai lo zuccherino... ormai lo so come sei fatto... basta basta! Ma tu una cosa me la devi promettere...
- Che cosa?
- Che tu a lui lo tratti bene, perché è un bravo ragazzo... e guai a te se ti permetti di fare il cretino con lui come fai con me! Se tu non lo tratti bene... quando è vero Iddio... ti cavo gli occhi!
- Ma non è che niente niente... eh?
- Scusa, non ho capito! Tu si e io no? E mica te lo sei comprato!
- Ah! Mo’ ho capito come stanno le cose! ... ma non era impossibile? O no?
- Adesso basta! Abbiamo chiacchierato pure troppo! ... Però ricordatelo, bello mio... piedi per terra... lo dico per lui mica per te... se tu caschi ti raccolgo io... ma se casca lui chi lo raccoglie? Hai capito?

giovedì 6 settembre 2007

IMBARAZZO GAY

IMBARAZZO GAY

Ciao ragazzi, vi vorrei raccontare di una cosa che mi è successa e che mi ha messo in un imbarazzo terribile. Non è vero che il problema dei gay è riconoscersi, perché una volta che ci si è riconosciuti, certe volte è pure più difficile di prima. Tralascio le premesse e vado al fatto. Devo fare quest’anno il secondo anno di Economia, l’anno scorso all’università ho conosciuto un ragazzo che mi incuriosiva parecchio, dico solo incuriosiva, ma veramente parecchio. Un ragazzo molto simpatico, ma almeno in qualche modo un po’ distaccato, un con una certa classe ma sfuggente, apparentemente moto affabile, ma in sostanza molto sulle sue. Durante il periodo delle lezioni abbiamo parlato pochissimo e io in effetti non avevo l’impressione che ci fosse veramente un feeling tra noi, solo col passare del tempo si era sciolto un po’, ma sempre in modo relativo, in sostanza non era un amico nel senso vero della parola, era piuttosto un conoscente simpatico ma niente di più. Alla fine ho scoperto che aveva la mania di internet e ho scoperto anche il suo nick. ovviamente sono andato sul suo blog, però non era una cosa eccezionale, cioè era bello, ben scritto, anche pieno di foto di qualità ma mi sembrava un po’ sfuggente proprio come il suo autore, qualche volta molto poetico e qualche volta con un po’ troppo sentimentalismo. Il blog di Marco (lo chiamo così ma non si chiama così) era pieno di album fotografici, Marco ci compariva abbastanza di rado e sempre con una ragazza diversa... ergo Marco non aveva una ragazza. Ho spulciato tutto il blog dall’inizio alla fine, qualche volta diceva che certe cose che considerava belle erano “come guardare una bella ragazza” ma era detto in tono piuttosto distaccato, un po’ come un modo di dire prefabbricato e automatico. Alla fine del mio studio del blog di Marco, perché si trattava di un vero e proprio studio, io, in pratica, ho archiviato il tutto e ho concluso che Marco non mi interessava. Abbiamo continuato a vederci a lezione e anche a scambiare qualche e-mail ma sempre su problemi riguardanti l’università, in sostanza tutta roba neutra. In pratica, dal mio punti di vista, Marco era un bravo ragazzo con il quale io non avrei mai avuto nessun dialogo serio, ma piano piano sempre in forma molto astratta ha cominciato a dire qualcosa in più, a usare qualche parola meno ambigua, e la cosa è proseguita per un po’, anche sul suo blog cominciavano a comparire cose più strane. E’ a quel unto che ho cominciato a pensare che Marco fosse gay, veramente più a partire dalle cose che aveva scritto sul blog che da quelle che aveva mandato a me direttamente. I nostri scambi di e-mail sono diventati meno banali, sempre molto distaccati, ma meno banali, ogni tanto, sempre nella solita forma sfuggente, si parlava di difficoltà di preoccupazioni, di problemi da risolvere, ma lui non mi diceva nulla di concreto e io mi guardavo bene dal chiedere. Alla fine di maggio pensavo di non avere dubbi sul fatto che fosse gay e ho fatto anch’io un passo in avanti, ma sempre a metà, per poter far finta di niente in caso di necessità. Dal blog ormai sembrava chiaro che stesse per fare il suo coming out. Io gli ho scritto e, anche se in forma generica, gli ho detto di pensarci benissimo perché la prudenza non è mai troppa e gli ho detto che non vorrei che avesse paura di me, mi ha risposto che non aveva nessuna paura e che non voleva perdere i contatti con me, ma non ha fatto nessun riferimento né al coming aut né a qualsiasi altra cosa che avesse anche il minimo contatto con l’essere gay, al che io ho pensato che forse la mia fantasia viaggiava troppo velocemente e probabilmente l’interpretazione in chiave gay di Marco era solo un parto della mia fantasia. Tanto premesso mi sono messo l’anima in pace. Poi mi ha scritto in un modo amichevole e mi ha detto che aveva un problema da risolvere e che gli avrebbe richiesto un po’ di tempo e quindi non ci saremmo risentiti per un po’. Io, francamente, ho pensato che stesse male, che avesse qualche problema di salute, mi sembrava la cosa più ovvia e, come al solito, non ho fatto domande. Non ci siamo sentiti per un po’. Di tanto in tanto tornavo a visitare il suo blog, quando a un certo punto ci trovo un coming out pubblico in piena regola. Una cosa del genere io veramente non me l’aspettavo, ma devo dire che la cosa mi ha messo in uno stato d’animo di vera esaltazione. Gli ho mandato una e-mail piuttosto emotiva, lui mi ha risposto col solito distacco, ma ha risposto cose carine e io gli ho mandato un’altra e-mail più emotiva della prima, badate bene, non esplicita, sempre par la paura di fare un passo di troppo, ma se voleva capire poteva capire venissimo e, secondo me, ha capito benissimo, ammesso e non concesso che non avesse capito anche molto prima, perché certo non gli mancava il cervello per capirlo, però questa volta io non ho avuto risposta, non so perché ma non ho avuto risposta, penso che abbia avuto paura. Sembra assurdo ma il coming out pubblico fa meno paura di un rapporto privato. Chissà perché le cose sono andare così, ma non l’ho risentito per parecchio tempo. Stamattina ci siamo incontrati all’università ed è stata una cosa gelida, mi ha detto un po’ di parole di circostanza e poi mi ha detto che ci saremmo rivisti dopo ma non ci siamo rivisti. A me sarebbe piaciuto moltissimo parlarci, non dico altro, solo parlarci, ma è come se tra noi ci fosse un muro, una forma di imbarazzo che non si supera. Ho pensato di andarlo a cercare, di scrivergli una e-mail, ma non l’ho fatto. Fin quando un gay vero non l‘hai mai conosciuto pensi che il problema sia individuarne uno, poi, quando questo succede ti rendi conto che il dialogo e tremendamente difficile. Non so di che cosa possa aver avuto paura ma ha avuto paura. Sul blog, dopo il coming out ha avuto moltissimi messaggi sul blog, carucci, per carità, ma che c’entra tutto questo con la vita affettiva vera? Almeno tra noi avremmo potuto parlare liberamente ma anche questo è stato impossibile. La sensazione di amarezza di stamattina me le porto ancora appresso. Ma perché deve andare a finire così?