Insisto nel dire che l’unica legittima limitazione che la legge può e deve imporre alla sfera di libertà del singolo è quella che trova la sua ragione nella tutela del diritto altrui. Esistono purtroppo sistemi giuridici che nulla hanno a che vedere con il rispetto della libertà individuale e che in sostanza non si propongono come obiettivo la tutela del supremo valore della libertà ma l’imposizione di un sistema ideologico precostituito, anche a costo della riduzione o dell’oppressione totale dei diritti fondamentali di libertà.
I gay, nel rivendicare anche in Italia una sostanziale parità di diritti, come avviene nei paesi più civili del mondo, chiedono che lo stato svolga il suo compito di garante della libertà e della parità dei cittadini, non solo vietando le discriminazioni esplicite ma dando piena legittimazione alle unioni omosessuali che sono una realtà sociale rilevante e che meritano una seria tutela legale perché sono realtà sostanziali del vivere sociale che non sono minimamente lesive del diritto altrui.
Solo in uno stato giuridicamente arretrato può essere tollerato che il compagno di un gay ricoverato in ospedale non possa nemmeno ricevere informazioni sulla salute del suo compagno non essendo legalmente un congiunto, mentre alle famiglie che di fatto hanno abbandonato i figli non solo è riconosciuto questo diritto ma anche quello di ereditare in assenza di testamento l’intero patrimonio del loro congiunto. Tutto questo non è solo ingiusto ma profondamente incivile. E’ il regno della forma sulla sostanza, del pregiudizio sul giudizio oggettivo e informato.
Se volete, potete partecipare alla discussione sul tema aperta sul forum di Progetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=27213671