martedì 20 marzo 2012
SCOPRIRSI GAY A 30 ANNI
lunedì 10 ottobre 2011
ACCETTARE UNA IDENTITA’ GAY DOPO I 30 ANNI
giovedì 6 maggio 2010
GAY IN FASE FRENETICA
In linea di massima la cosiddetta fase frenetica dura tra sei e diciotto mesi, poi, una volta presa coscienza della realtà, si supera.
Che cosa si può dire ai ragazzi che arrivano in età adulta ad accettare la loro omosessualità? Cerco di riassumere qui quello che suggerisce l’esperienza.
Se un ragazzo è gay non ha alcun senso che neghi la sua sessualità o che cerchi si piegarla in altre direzioni.
Accettarsi come gay non significa diventare attivisti gay o militanti di associazioni gay, accettarsi come gay significa cominciare ad impegnarsi per realizzare la propria vita affettiva, con la discrezione, il buon senso e la prudenza che sono indispensabili in queste cose.
Quello che viene comunemente presentato come tipicamente gay (chat erotiche, siti di incontri e locali gay) non ha nulla a che vedere con la vita vera della stragrande maggioranza dei gay (attenzione l’aids esiste ccome!)
La stragrande maggiorana dei gay non è pubblicamente dichiarata, cosa che indica che dichiararsi pubblicamente non è la scelta migliore nella grande maggioranza dei casi. La grande maggioranza dei gay si dichiara solo a pochissime persone di cui si fida totalmente. Sottolineo che l’idea di DOVERSI DICHIARARE PUBBLICAMENTE è una delle idee fisse più tipiche della fase frenetica e una di quelle che se, portate ad effetto, possono fare i più gravi danni. Il coming out pubblico non solo non è indispensabile ma spesso è fortemente controproducente per la realizzazione della vita affettiva di un ragazzo gay. Tra gay dichiarati pubblicamente e i gay non dichiarati pubblicamente ci sono spesso punti vi vista sensibilmente diversi. Un gay non dichiarato tende a tenere separata la propria vita privata dalla vita pubblica, un gay dichiarato pubblicamente parte del presupposto che dichiararsi è indispensabile per la realizzazione di sé. Aggiungo una cosa, molti ragazzi pensano che ad un gay dichiarato si possano presentare più occasioni sotto il profilo affettivo/sessuale, cosa poco realistica. Un ragazzo non pubblicamente dichiarato è in genere molto restio a farsi vedere con un gay dichiarato per evitare di essere anche lui etichettato. Un gay pubblicamente dichiarato è certamente facilitato nella possibilità di incontrare altri gay pubblicamente dichiarati ma è tenuto a distanza dai ragazzi non dichiarati che sono comunque la grande maggioranza, anche se sono una maggioranza invisibile.
In genere, nella fase frenetica si tende a dimenticare che l’affettività è la base del rapporto tra due ragazzi e si punta essenzialmente sulla dimensione sessuale. Cercare di costruire un rapporto profondo sulla base del sesso, senza una conoscenza reciproca adeguata, significa costruire sulla sabbia.
Ad un ragazzo gay che si è accettato come tale in età adulta, il problema fondamentale appare quello di trovarsi un ragazzo e in questo senso ogni possibile rapporto che non sembri immediatamente e totalmente proiettato della direzione della costruzione di una vita di coppia viene sminuito e messo da parte. Espressioni come “non mi interessa veramente perché è solo un amico” sono tipiche della fase frenetica. Per un ragazzo gay che esce da un periodo di negazione di sé l’amicizia, senza altri fini, con altri ragazzi gay è assolutamente fondamentale, sia perché per capire come vivono veramente i ragazzi gay bisogna conoscere e frequentare ragazzi gay, sia perché per un ragazzo che si è appena accettato il confronto diretto con gli altri è rassicurante. Quindi il primo errore da evitare è mette da parte l’idea di costruire delle amicizie serie in nome della ricerca del ragazzo per costruire subito una vita di coppia.
sabato 31 gennaio 2009
CAPIRE DI ESSERE GAY A 40 ANNI
ti mando molto volentieri il post che mi avevi chiesto, in pratica ho solo modificato un po’ le mail precedenti, ma la sostanza è rimasta quella. Vedi se può andare bene e pubblicale. Sarei felicissimo se potessero servire a qualcuno.
Mario
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Ciao Project,
non immagini quanto mi sento in imbarazzo a scriverti questa lettera, anche se so che te la devo, ci ho provato già parecchie volte ma poi ho cancellato tutto, a mandartela non ce la facevo proprio, ma questa volta prendo il coraggio a due mani e lo faccio. Mi chiamo Mario e ho compiuto 40 anni da qualche mese. La gente che mi conosce mi invidia. Ho un ottimo lavoro che mi assorbe quasi totalmente. Prima pensavo che avere poco tempo per pensare a e stesso fosse una fortuna ma adesso ho cambiato idea. Sono single e fino a poco fa pensavo che sarei rimasto single per il resto della vita. Ho una casa mia che ho cominciato a pagare più di 10 anni fa. In teoria, per quello che si vede, dovrei essere felice. Faccio in modo da apparire sempre sicuro di me stesso perché con il lavoro che faccio è indispensabile ma fino a poco tempo fa quando stavo solo mi venivano dei momenti di depressione totale. Ma cerco di spiegarti il perché. Ho sempre pensato di essere etero o meglio di non essere niente. Tra i 18 e i 20 anni ho avuto la mia prima e unica ragazza. Dire che tra noi non c’è mai stato sesso mi sembra superfluo e scontato, ma non c’è mai stato nemmeno amore e poi sono cose lontanissime. Sono sempre molto galante con le ragazze ma evito nel modo più assoluto qualunque coinvolgimento e succedeva così anche prima, almeno dai 30 anni in poi. Non mi ero mai posto il problema di essere gay, mi sentivo piuttosto un etero sessualmente fallito. Le mie fantasie erotiche le facevo sempre sulle ragazze, erano cose forzate ma, a livello cosciente almeno, non mi sono mai sentito un gay represso. Per i ragazzi non provavo proprio nulla. Ho letto il tuo articolo sulla masturbazione come problema e mi ci sono ritrovato paro paro (mi sento imbarazzatissimo a parlare queste cose). In pratica per me spesso la masturbazione era una forzatura frustrante e allora preferivo viverla senza pensare a nulla come una specie di necessità esclusivamente fisiologica che con i miei desideri non aveva niente a che vedere. Qualche mese fa avevo cominciato a girare su internet per capire perché la masturbazione per me fosse solo un problema (Project, cerca di capire che a 40 anni sto facendo uno sforzo titanico per andare avanti a scrivere queste cose) e ho trovato quel tuo articolo, ma nel titolo parlavi di masturbazione gay, ero tentato di leggerlo ma poi mi sono detto: ma io non sono gay! E non l’ho letto. Ti sembrerà assurdo ma evitavo sistematicamente i siti gay, tutti, di qualunque tipo. Mi reggevo praticamente solo lavorando, stavo in ufficio dalla mattina alla sera e qualche volta pure la notte ma cominciavo a stare proprio male, ero sempre agitato anche se dovevo essere controllatissimo. Ti puoi immaginare quanto per me fosse deprimente provare a masturbarmi. E’ stato allora che sono ricapitato sul tuo post sulla masturbazione come problema, mi sono fatto forza e l’ho letto anche se era in chiave gay. Più andavo avanti più mi veniva il batticuore, avevo l’ansia di arrivare fino alla fine, poi ho cominciato a girare un po’ su progetto gay che è proprio monumentale (ma come hai fatto a raccogliere tutta quella documentazione?). Leggevo e non mi stancavo di leggere, leggevo quelle cose ancora dall’esterno, però continuavo a leggere e il fatto che fossero cose gay non mi respingeva. Quello che leggevo mi stupiva ma in positivo. Mi chiedevo: ma chissà come sarebbe innamorarsi di un ragazzo? Ma non lo pensavo come un tabù. Ho letto tantissimo dei blog e del forum, poi ho cominciato a fare qualche ricerca a partire della masturbazione e ho scoperto che ne parli tantissime volte, poi ho letto delle storie d’amore e mi sembravano belle. Ho fatto mente locale sul fatto che stavo leggendo un sito gay ma ho continuato a leggere e la lettura mi ha preso parecchio, in pratica ci sono stato tutta la notte, più andavo avanti più mi sentivo incuriosito. Non avevo mai letto nessun sito con lo stesso interesse. L’indomani sera ho continuato. Mi dicevo: ma come fanno queste persone a parlare di cose così intime con questa semplicità? Poi ho letto i post su quelli che si scoprono gay tardi e lì il mio cervello si è messo in moto ad un’altra velocità e mi sono detto: e se fosse? Ero perplesso, non te lo nascondo, ma era una cosa possibile. Intanto, mentre il cervello girava su questa ipotesi, continuavo a leggere il blog ma molto meno dal di fuori. Ho letto il post sulla sessualità gay, diciamo sulla sessualità morbida gay e mi sono detto esplicitamente: beh, dovrebbe essere bello! Io mi dicevo che fare l’amore con un ragazzo in quel modo doveva essere bello! Prima non lo avrei mai immaginato ma ho cominciato a fantasticare su quelle cose e non ne avevo né paura né disgusto, immaginavo proprio di ricevere un ragazzo a casa mia, di abbracciarlo, poi di portalo con me nella cucina, di cucinare insieme, di parlare di tutto, ma sapendo entrambi che siamo gay, e poi di vederlo sorridere. Io sorridevo al pensiero di vedere sorridere un ragazzo gay a casa mia. Il mondo mi sembrava proprio capovolto, immaginavo di accarezzargli lievemente la mano durante la cena. Poi mi sarei seduto sul divano e lui si sarebbe steso poggiando a testa sulle mie ginocchia e io avrei potuto accarezzargli il viso. C’era un’unica cosa della quale mi vergogno un po’, quel ragazzo lo immaginavo di 20, massimo 25 anni. Chi lo sa perché ma credo che non mi innamorerei di un coetaneo. Erano pensieri belli, di grande tenerezza, pensavo che se mi fosse venuta un’erezione sarebbe stata un’ottima cosa ma non succedeva nulla e anche con le mie benedette fantasie gay, che avevo appena scoperto e che mi piacevano, perché mi sembravo dolcissime, la mia sessualità non sarebbe miracolosamente resuscitata. Mi dicevo, forse stupidamente, che avrei accettato perfino di essere gay se la mia sessualità si fosse risvegliata. Ma non succedeva e pensavo che sarebbe stata l’ennesima frustrazione. Sono tornato molto deluso a leggere il sito ma era già tardissimo e sono andato a letto e, contrariamente ad ogni aspettativa, per la prima volta in vita mia ho avuto un sogno erotico, e un sogno erotico gay. Ho sognato che stavo in guerra, forse la guerra del Vietnam, non lo so, ero solo e stavo tornando al campo a piedi da una missione pericolosa. Ci sono morti dappertutto, sento un lamento, mi avvicino è un soldato che non conosco , non ce la fa a parlare ma è vivo, non lo posso lasciare lì, devo portarlo con me ma sono stanco morto, alla fine lo prendo in braccio e comincio ad andare verso il campo ma sono stanchissimo e temo che mi si spacchi il cuore. Vado avanti con la forza della disperazione, a un certo punto lo sento inerte, come se fosse morto, respira appena, ha perso molto sangue mi sento dentro una disperazione terribile, mi metto a piangere e a strillare, ma passa una gip del servizio feriti, ci caricano, arriviamo al campo. Io supplicavo che non morisse, un ragazzo giovane, di poco più di 20 anni, lo vede il medico e mi di dice che è morto. Io sono sicuro che non è così e prendo il medico per il collo e lo minaccio. Il medico si convince e tentano di rianimarlo ma non mi fanno entrare. Io aspetto con l’angoscia dentro. Dopo mezz’ora esce il medico e mi dice: ha la pelle dura quel ragazzo, vedremo come reagirà nelle prossime ore. Il sogno che, da come era cominciato, aveva tutto l’aspetto dell’incubo mi lasciava un filo di speranza. Poi cambia tutto, quel ragazzo è in ospedale, ma è cosciente, io gli stringo la mano per confortarlo, apre gli occhi e mi dice: ho paura! Gli stringo forte la mano, poi viene sera e il ricordo è confusissimo. Da ultimo lui sta con me a casa mia, è seduto sul divano, sta bene, sorride, a quel punto mi sento eccitato ma non oso dirgli nulla, lo guardo solo un attimo negli occhi, lui si illumina e apre le braccia. A quel punto mi sono svegliato con il batticuore ed ero in erezione, ma proprio come si deve, una cosa del tutto anomala per me. Quello che ho fatto te lo puoi immaginare, erano molti anni che non provavo cose di quella intensità, anzi penso di non averne mai provate prima. Mi sembrava incredibile. Pensare che ero stato sul punto di farmi prescrivere il viagra. Mi sono detto: la mia sessualità non è morta! Io sono gay! E me ne sono accorto a 40 anni! Per mia fortuna le mie paure mi hanno impedito di fare scelte senza ritorno come il matrimonio. Mi sentivo sconvolto ma totalmente felice. Gay! Sì! E allora? Mi ripetevo stupendomi proprio perché non mi sembrava nemmeno un problema. Un primo passo avanti enorme credo di averlo fatto, almeno so chi sono. Project, il forum l’ho letto in lungo e in largo ma è proprio di me che devo capire tante cose. Non mi metto in testa nulla … e so che a 40 anni mi sono svegliato decisamente tardi però almeno mi sono svegliato. Sembra paradossale, ma negli ultimi giorni ho dedicato molto meno tempo al lavoro e molto più tempo a una cosa che prima non riuscivo a fare e adesso sì. Non me ne vergogno, solo mi dispiace di esserci arrivato così tardi perché ho perso delle occasioni importantissime. Ultimamente, rileggendo le sorie dei ragazzi del forum mi accorgo di leggerle proprio come uno che sa esattamente di che cosa si tratta. Non mi sono mai innamorato di un ragazzo o dovrei dire non ancora, d’altra parte non sono nemmeno tre settimane che ho capito chi sono.
Project, un grazie te lo dovevo
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Ciao Project,
non sai quanto avevo aspettato la tua risposta alla mia prima mail, pensavo che non sarebbe arrivata, ma poi è arrivata e mi è piaciuta moltissimo l’idea della sessualità come cosa normale (Il patologico è nel tabù! È vero!). La chiacchierata di ieri sera è stata bellissima. Solo un mese fa non avrei mai immaginato di potere parlare liberamente della mia sessualità fino a questo punto, alla fine è proprio come dici tu, ti accorgi che ha vissuto rinchiuso per 25 anni per paura dei fantasmi. Provo un senso di leggerezza e di liberazione incredibile. Il Progetto, come lo chiami tu, è unico ed è una cosa importantissima, per me è stato proprio determinante. Non mollare!! Capito!! Qualche volta ti fai prendere un po’ dalla stanchezza, ma puoi dare un po’ di serenità a tante persone, con me è successo.
Un abbraccio, Project! (ti chiamo venerdì prossimo, perché vado fuori per lavoro)
Mario
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Se volete, potete partecipare alla discussione su questa testimonianza aperta nel Nuovo Forum Progetto Gay:
http://progettogay.gratisforum.tv/viewtopic.php?f=14&t=175
mercoledì 3 settembre 2008
AVVICINARSI DA ADULTI ALLA SESSUAITÀ GAY
Il presente post è dedicato alle persone che si sono accettate come gay in età adulta o si stanno avviando in quella direzione.
Nella mia attività di colloquio in chat sul tema della omosessualità e dell’orientamento sessuale, mi capita diverse volte di incontrare ragazzi non più giovanissimi, tra i 30 e i 40 anni, che si riconoscono gay in età pienamente adulta. Situazioni del genere si presentavano prima sporadicamente ma ultimamente non è più così e, tra le persone che mi contattano, i 30/40enni che escono da lunghi e faticosi percorsi di riconoscimento del proprio orientamento sessuale, tendono a diventare una percentuale consistente, in torno all’8-10%. A tutta prima l’idea che un ragazzo di oltre 30anni non si sia accettato come gay non sembra molto credibile perché in genere anche i ragazzi che provengono dalla eterosessualità finiscono per accettare l’identità gay intorno ai 21/22/23 anni. Esistono però situazioni in cui il processo di accettazione della identità gay si blocca sul nascere sia nel caso che ci siano state che nel caso che non ci siamo state esperienze affettive e sessuali etero.
Vale la pena di sottolineare un particolare importante. Nella quasi totalità dei casi i ragazzi che si riconoscono gay dopo i 30 anni sono pienamente consapevoli da moltissimo tempo del loro orientamento sessuale, intendo dire che, a differenze dei ragazzi che terminano il loro processo di accettazione a 21/22 anni, non si sono mai considerati veramente etero. Un ragazzo che si riconosce gay a 20/21 anni può essere stato profondamente innamorato di una ragazza e può essersi sentito etero nel senso vero del termine, cioè può avere anche desiderato sessualmente delle ragazze masturbandosi pensando a quelle ragazze, il che significa che l’orientamento sessuale di quel ragazzo aveva tutti i caratteri di un orientamento eterosessuale, che dopo si è scoperto inconsistente ma che di gay non aveva nulla; in sostanza questi ragazzi sono inizialmente inconsapevoli della loro vera sessualità e il loro comportarsi come etero non è una finzione, quando però si accorgono che quella non è la loro vera sessualità cercano inizialmente di reprimere la sessualità gay anche avviando relazioni etero, ma il tentativo non consiste mai in una repressione violenta della propria sessualità, perché le fantasie gay spesso non sono represse e questi ragazzi si masturbano pensando ai ragazzi, senza nessun senso di colpa, questi ragazzi, in fondo, sanno già, più o meno chiaramente, che finiranno per accettarsi come gay e il problema, più che interno alla persona, è di tipo sociale e familiare. I ragazzi che si riconoscono gay in età adulta (30-40 anni) anni, invece, nella grande maggioranza dei casi, sono consapevoli del proprio orientamento sessuale fin dall’inizio e lo reprimono, ma il livello di repressione non è analogo a quello dei ragazzi che mettono in conto la possibilità di accettare l’identità gay, se la riconoscono come la propria. Questi ragazzi tentano letteralmente una distruzione della loro sessualità che può operare a due livelli, uno esterno che si manifesta in atteggiamenti senili, nel sistematico sviare ogni argomento che rimandi in qualsiasi modo alla omosessualità, nell’usare abbigliamento molto serio, o addirittura formale anche quando non è assolutamente necessario, nel moderare il linguaggio escludendo ogni possibile riferimento sessuale. Spesso questi atteggiamenti si accompagnano ad una tendenziale riduzione dell’attività sessuale che, ovviamente, è vissuta quasi esclusivamente a livello di masturbazione. La masturbazione è disturbata da sensi di colpa, da iterati tentativi di smettere o di viverla solo a livello fisico senza nessun coinvolgimento della fantasia, dato che si tratterebbe di fantasie gay. Talvolta emerge un tentativo di sessualità etero alla base del quale c’è però la piena consapevolezza che non è quello che si vuole. Questi ragazzi vivono il sesso etero come una specie di male necessario se si vuole esorcizzare l’idea di essere gay, se non addirittura come una forma di violenza autoimposta. La conseguente dimensione di frustrazione sessuale è profonda sia a livello di masturbazione che a livello di rapporti eterosessuali, quando ci sono. Devo sottolineare che questi ragazzi non fingono di reprimersi ma lo fanno veramente e in modo violento al punto di manifestare segni di depressione. Vedono il futuro nero, sono portati a sopravvalutare la situazione di disagio in cui vivono, considerandola tragica, vivono le amicizie solo in modo formale e quindi non hanno amici. Se l’educazione ricevuta, il clima sociale in cui sono inseriti e alte circostanze contribuiscono ad appesantire la situazione, lo stress diventa fortissimo, ma quando il disagio è, o appare, insostenibile, arriva, finalmente, in parecchi casi almeno, l’idea di “rompere il cerchio” e di uscire dal meccanismo perverso dell’autorepressione. Questi ragazzi cominciano a cercare qualcosa di gay in internet ma, lo devo sottolineare, in genere non cercano sesso ma tentano di esplorare il mondo gay per capire se in quel mondo c’è un posto “dignitoso” anche per loro. La parola “dignitoso” è fondamentale, perché questi ragazzi sono spesso profondamente scoraggiati, per loro, venire a contatto con il mondo gay non è affatto un’esperienza facile e per accettare l’idea devono vincere remore profonde. Se questi ragazzi si sentissero respinti dal mondo gay al momento del primo approccio con questa realtà, finirebbero per tonare in un meccanismo perverso di repressione-frustrazione. Quello che cercano è la “normalità gay”, vogliono capire se il mondo gay sia compatibile con una vita normale. Questi ragazzi del mondo gay non sanno nulla, lo vedono con timore ma anche con infinita curiosità. Va detto che quando un ragazzo 30/40enne si iscrive ad un forum come Progetto Gay o entra nella nostra chat e avvia un discorso serio, quel ragazzo è già fuori dal guado e il problema più grosso lo ha sostanzialmente risolto da sé. Quando incontro ragazzi in queste situazioni mi rendo conto che per loro l’esigenza assolutamente prioritaria è quella di poter parlare, perché questi ragazzi si ritengono spesso dei casi limite, dei casi unici e valutano i loro comportanti come segno di un fallimento totale della loro vita. I colloqui con questi ragazzi sono una cosa serissima, si tratta di adulti che stanno cercando una loro strada e che lo fanno in totale onestà. Il dialogo parte lentamente ma è autentico, non reticente, e col passare delle ore si manifesta un calo dei livelli di ansia. Per questi ragazzi, sentirsi dire: “Tanti ragazzi vivono esperienze del tutto simili alle tue” è una rivelazione. Tendono a creare un rapporto di amicizia e, per la prima volta, vedono la realtà del mondo gay e si possono rendere conto che non c’è nulla di patologico, che essere gay non ha nulla di eccessivo e che, in buona sostanza, un posto per loro in una dimensione gay sera c’è eccome. Trattandosi di adulti, il discorso su temi strettamente sessuali è piuttosto facile e questi ragazzi nel poter parlare “seriamente” della loro sessualità provano un senso di liberazione notevole. Non si tratta di temi tabù ma di temi che riguardano la vita di tutti. Ciò che in genere mi colpisce di più nei contatti con questi ragazzi è il tono depresso e la lentezza nell’aprire un varco alla speranza. La proiezione verso il futuro è assente o debolissima, la fiducia in se stessi è minima, la paura, ormai non di essere gay, ma di vivere la propria identità è spesso angosciosa, il bisogno di incoraggiamento si avverte fortissimo. Si tratta di ragazzi che stanno vivendo una vera e propria rinascita e il processo è traumatico. Parlare con questi ragazzi è gratificante perché si costruiscono dei rapporti di vera e seria amicizia, il confronto è leale e il dialogo autentico. Per questi ragazzi avere amici gay seri è importantissimo perché con loro possono trovare una possibilità di confronto su tematiche gay. Chi si sente gay, ormai senza problemi, tende a sottovalutare le difficoltà che questi ragazzi devono superare anche per il fatto che si tratta di adulti, cosa che però in questo caso non rende affatto le cose più facili. Quando questi ragazzi hanno riguadagnato un po’ di fiducia in se stessi e nel futuro, si apre davanti a loro un nuovo capitolo, che non è più quello dell’identità gay, ma quello dell’approccio alla sessualità gay. In genere in questa seconda fase si manifestano le vere debolezze di questi adulti per i quali in sostanza la sessualità gay, come cosa possibile, è una scoperta recente. Non è facile trovare l’equilibrio nelle cose del sesso, e persone che si sono represse in modo drastico per anni si fanno prendere facilmente dall’idea del “tutto e subito” e, paradossalmente si sentono attratte dai siti di incontri e dalle chat che sembrano offrire in tempi rapidissimi un modo per risolvere il problema. Il rischio di queste cose consiste nella dissociazione tra sessualità e affettività e nella riduzione dell’essere gay al praticare il sesso “come si crede che facciano i gay”. Si affacciano a questo punto discorsi che si sentono anche in altre situazioni, del tipo: “Visto che non potrò avere mai una vita affettiva come la desidero, almeno trovo una soddisfazione sul piano sessuale.” In questo discorso, in questa situazione specifica, come in tutte le altre situazioni in cui lo si sente, c’è una premessa sbagliata: “Non potrò mai avere una vita affettiva come la desidero”. Questa premessa è il segno evidente che chi la mette in campo non si è mai innamorato. Mi spiego meglio. Chi si è innamorato sa benissimo che innamorarsi non serve a realizzare i propri desideri ma a creare una comunicazione profonda con un altro individuo, nell’innamorarsi c’è un incontro di due persone, innamorarsi nel senso “reciproco” del termine significa provare la sensazione di essere finalmente in due. Chi non ha passato un’esperienza del genere manca di un elemento fondamentale e valuta l’amore in termini di soddisfazione individuale e non di altruismo, che è l’essenza dell’amore. Sembrerà paradossale ma un ragazzo 16enne che ha vissuto un innamoramento profondo vede il sesso con più maturità di un adulto che non ha mai conosciuto un vero innamoramento reciproco. L’ipervalutazione della sessualità, e per di più in chiave si soddisfazione individuale, è uno dei rischi più grossi della scoperta della sessualità gay in età adulta. Ma non voglio chiudere parlando di rischi. A che servono gli amici gay seri? Servono a creare un dialogo serio e un confronto aperto anche sui temi della sessualità perché lo scambio di esperienze aiuta a crescere e a vivere.
Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=31607531