Visualizzazione post con etichetta TENEREZZA GAY. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta TENEREZZA GAY. Mostra tutti i post

martedì 25 aprile 2017

AMORE GAY E RICOSTRUZIONE AFFETTIVA

Caro Project,
ho 27 anni e mi sono innamorato di un ragazzo di 22, gli voglio proprio bene, non è solo una questione di sesso, tra noi c’è una forma di intimità molto profonda. Lui non è alla prima esperienza e penso che ne abbia passate di brutte, cioè che abbia vissuto proprio situazioni molto difficili, lui qualche ammissione l’ha fatta e, mettendo insieme i pezzi del puzzle, penso che abbia avuto esperienze di prostituzione, non sono riuscito ancora a capire perché, dato che ha una famiglia passabile, forse non ottima, ma certo non delle peggiori. Non è uno che butta via soldi per cose stupide, è anzi molto attento al denaro, alla fine sono arrivato alla conclusione che lo abbia fatto non per soldi ma per buttarsi via. Quando il livello del discorso tra noi è arrivato al punto che almeno sul fatto in sé il discorso è stato chiaro, lui si aspettava di essere scaricato, ma è una cosa che non avrei mai fatto, ero sconvolto da quello che mi aveva detto e pensavo a quello che poteva aver passato per arrivare a quel punto. Non si è sentito giudicato, per fortuna. Io non ho fatto domande ma gli ho detto che doveva fare il test hiv. Prima si è arrabbiato in modo furioso e aggressivo, mi ha detto che lo trattavo come un appestato, ma dopo un paio di giorni siamo andati insieme a fare il test (l’ho fatto anche io), aveva paura e si vedeva ma per fortuna il test è venuto negativo. Dopo era molto più sollevato. Mi ha raccontato qualcosa di quello che ha passato ed era evidente che era talmente abituato all’idea che non potesse esistere per lui nessuna forma d’amore, che per fortuna dalle sue esperienze non ha riportato traumi pesanti. È stato quasi sempre con uomini anziani che, pure in una situazione come quella, non lo hanno umiliato, qualcuno, dopo aver parlato cinque minuti con lui se ne andava senza pretendere nulla e addirittura chiedendogli scusa, altri purtroppo erano un po’ come animali ma almeno usavano il preservativo. Mi ha raccontato quello che gli succedeva ma non ho capito come sia arrivato a quel punto, certo c’è arrivato, diciamo così, senza intermediari, cioè senza entrare nel cosiddetto giro della prostituzione e questa è stata una cosa molto positiva. Project, puoi capire che, dopo il test anche io ho tirato un respiro di sollievo perché un po’ di sesso l’avevamo fatto, comunque adesso è un problema superato. Tra noi c’è molta intimità, parliamo molto ma facciamo anche molto sesso, io di lui sono innamorato cotto e penso che il sesso per lui sia una cosa fondamentale, ha una forma di partecipazione totale, un lasciarsi andare senza riserve che mi riempie di tenerezza. In pratica il sesso per noi è un mezzo di comunicazione potente e insostituibile. In questo ho imparato tantissimo da lui, perché prima ero del tutto imbranato e condizionato e pensavo che il sesso fosse solo divertimento. Resto molto colpito dal fatto che sia arrivato a parlare con me liberamente di cose così delicate, si stupisce quasi del fatto che sono innamorato di lui e penso di essere per lui una persona importante. I rapporti coi genitori sono o negativi o al massimo neutri, lui non li considera proprio, cioè non fanno realmente parte del suo mondo, le storie che ha avuto con altri due ragazzi, al di fuori dei siti di prostituzione, non hanno lasciato praticamente traccia, il discorso con loro era rimasto a un livello estremamente superficiale. Che cosa si porta dentro il mio ragazzo io in realtà non lo so, penso che adesso stia meglio che qualche mese fa, ma lo vedo ancora poco attrezzato per affrontare un mondo competitivo come quello del lavoro. Ufficialmente studia, ma è molto indietro con gli esami, anche se è intelligentissimo, certe volte capisce immediatamente cose che io fatico ad intuire. Il suo punto debole è l’affettività, non riesce a capire che ci si può innamorare di lui proprio come persona e che le cose che dice non solo non distruggono nulla ma possono portare ad un rapporto più profondo. Lui parla di sesso ma non d’amore, si sente gratificato dal fatto di essere desiderato sessualmente e dal fatto che io non gli chiedo nessuna prestazione sessuale particolare ma lo lascio del tutto libero e lo seguo in tutto, mi chiede spesso di dirgli e di ripetergli che mi sento sessualmente gratificato da lui e che con lui sto bene, cosa tra l’altro verissima, perché adesso io vivo per lui. Qualche volta vorrei parlare con lui anche d’altro, tipo gli studi e il futuro lavorativo, ma non mi permette di andare su questi argomenti, mi dice che non vuole essere diretto, che non devo dargli consigli, e allora mi sto zitto e gli sorrido o gli dico solo che gli voglio bene. Qualche volta gli prendono attacchi di malinconia e allora vado nel panico perché ho l’impressione che si senta profondamente solo, lui si stende sul letto e io mi siedo vicino a lui e gli stringo la mano in silenzio e sono momenti intensissimi, quasi più del sesso. Nell’ultimo periodo lo sento più disponibile, meno intransigente e radicale dei suoi discorsi, come se volesse riconoscermi un maggiore spazio di autonomia, mi rimprovera meno se non do subito seguito a quello che mi chiede e, se cerco di giustificarmi, mi dice: Tranquillo, non è successo niente! Io penso che al di là del discorso della prostituzione ci siano anche altre situazioni che possono aver pesato molto sul mio ragazzo e penso che siamo cose ancora più difficili da ammettere, non ho idee troppo precise in mente e in ogni caso mi asterrò da qualsiasi sollecitazione. Io posso solo restargli vicino perché quando sto con lui mi sento felice e oggettivamente non ho nessuna esitazione. Se metto a confronto il rapporto che ho con lui con quello che ho avuto con i miei due ex storici, la differenza risulta evidente ed enorme, di lui sono profondamente innamorato, con gli altri ragazzi avevo una relazione ma non ne ero innamorato. Project, ho tanta paura di sbagliare, non di sbagliare per me ma di fare male a lui perché proprio non se lo merita, è un ragazzo profondamente buono, con tanti problemi, certo, ma è il mio ragazzo e non sono stato mai così felice come da quando ci siamo conosciuti. Lui ha cambiato la mia vita e l’ha resa infinitamente migliore, vorrei tanto che fosse felice come lo sono io!
__________
Se volete potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=22&t=6075

mercoledì 12 maggio 2010

SESSUALITA' GAY E TENEREZZA

Ciao Project,
ho letto gli ultimi post del forum è mi sono deciso a scriverti per dire la mia. Ho letto di indecisioni sessuali e anche di mancanza di una vera e propria spinta sessuale ed è in effetti una cosa che succede anche a me (non le indecisioni ma la spinta sessuale debole), in particolare in questo ultimo periodo. Ho 28 anni, a me sembrano già tantissimi, però penso che alla mia età la sessualità dovrebbe essere ancora capace di produrre coinvolgimenti molto forti e invece non la vivo proprio così. La cosa ancora più strana è che non sono assolutamente un represso, ho un compagno fisso che ha quattro anni meno di me e stiamo insieme da quasi cinque anni. Gli voglio bene in modo profondo. Di noi non lo sa nessuno, ci vediamo come si può e ce ne andiamo in campagna dove i miei hanno una casetta in pratica disabitata da anni. Lui (chiamiamolo Marco) è un ragazzo dolcissimo e mi sento felice e fortunato di averlo conosciuto. Ci siamo conosciuti all’università, io mi sono laureato un po’ tardi e lui stava appena cominciando. Ci avevo parlato così, tanto per scambiare due parole, e che fosse gay non mi era minimamente venuto in mente. Poi ci siamo scambiati msn e di là è cominciato tutto. Con lui stavo bene ma lo consideravo come un fratello. In quel periodo non avevo particolari spinte sessuali, mi bastavano i porno e la masturbazione ma nemmeno pensando a lui, cominciavo a volergli bene ma il sesso non c’entrava proprio, almeno a come la vedevo io. Lui con me era molto attento a non eccedere e all’epoca non avevo nemmeno capito che si era innamorato di me. Insomma, un pomeriggio mi chiama e mi propone di vederci. Sono circa le sei ed è praticamente notte, ce ne andiamo in macchina ad un parcheggio e mi prende la mano e la bacia con un’intensità che aveva proprio la forza della disperazione, io gli accarezzo la testa e lui mi abbraccia e poggia la testa sul mio petto, io l’ho stretto fortissimo. Credo che quello sia stato uno dei momenti più intensi della mia vita. Si vedeva che voleva andare oltre ma aveva paura e non lo ha fatto, io stupidamente pensavo di non doverlo incoraggiare per non passare per uno che ci prova e la cosa è finita lì. Poi siamo arrivati anche al sesso ma la cosa aveva soprattutto la sostanza di una tenerezza totale, senza limiti. Certe volte quando si andava in campagna, se era freddo, si accoccolava sotto le coperte stretto a me, nudo, e restava così, io lo accarezzavo anche intimamente, qualche volta si faceva sesso, qualche volta no, si addormentava appoggiato a me e io ne sentivo il calore e il respiro. Francamente questi contatti erano per me più importanti del sesso. Sentivo che ci volevamo (e ci vogliamo) bene. Più che di sessualità a livello tecnico avevamo bisogno di intimità, di tenerezza. Durante certe serate, abbracciati nudi nel letto, parlavamo molto, veramente in maniera libera e il sesso sembrava che fosse proprio una cosa marginale. Tieni presente che in pratica da quando conosco Marco mi sono masturbato pensando a lui pochissime volte, non so come dire, è un po’ come se lo stare insieme avesse spento la sessualità, non che il sesso manchi tra noi, anzi, ma veramente non è la prima cosa nel nostro rapporto. Quando parlo con lui e soprattutto quando ci abbracciamo io lo sento proprio vicino. Per noi arrivare al sesso è stato un dirci che tra noi non c’erano limiti e che c’era una identificazione quasi a livello fisico. Lui ha una sessualità penso molto più forte della mia ma i nostri incontri non sono realmente dominati dal sesso. Ti sembrerà paradossale ma anche se penso che il nostro rapporto possa durare tutta la vita, e me lo auguro con tutta l’anima, e non ho realmente paura di perderlo, provo quasi un senso di insufficienza davanti a lui, come se la mia sessualità fosse un po’ troppo addormentata, come se a lui dedicassi soprattutto tanta tenerezza ma non una sessualità vera che invece dedico ai porno, non ne sono dipendente, ma quando serve è lì che vado. Mentre masturbarmi pensando a lui non mi viene così spontaneo e leggendo quello che scrivi della masturbazione affettiva mi sono preoccupato un po’. Guarda, lo amo come credo non riuscirei ad amare nessun altro ma è come se la mia sessualità fosse allontanata dalla estrema tenerezza che provo per lui. A parte i porno che hanno una finalità pratica perché ci vediamo una volta ogni 15 gironi, in questi cinque anni io non ho mai nemmeno lontanamente pensato sessualmente ad un altro ragazzo. Per me lui è veramente tutto anche se fatico ad inquadrarlo in senso serio in una vera dimensione sessuale, o almeno credo che sia così. Ti dico, Project, io così sono felice, forse mi sto facendo un po’ troppe pare su queste cose. Ne ho parlato anche con lui e lui mi dice che non gli manca nulla e che si sente felice così. Non ho realmente alcuna ragione per pensare il contrario ma il dubbio che magari potrebbe avere bisogno anche di altro mi è rimasto. Quando sto vicino a lui mi sento totalmente sereno e il sesso proprio come pulsione non lo percepisco se non marginalmente. Quando stiamo insieme in pratica succede spesso che dopo magari un primo contatto più eccitante perdiamo l’erezione anche se stiamo abbracciati. Io non credo che in questo ci sia niente di patologico. Sento dire però da altre persone che invece vivono una sessualità travolgente e che sentono fortissima la pulsione sessuale, a me tutto questo non succede, sarò strano! Project, ho fatto leggere questa mail a Marco e anche lui è curioso di sapere che cosa ne pensi. Se pensi che sia utile pubblicala, ovviamente senza dati personali. Ti aggiungo il mio msn [omissis] e spero di sentirti presto!
Ciao Project, e in bocca al lupo per tutto quello che fai!
_____________
Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul forum di Progetto Gay:

martedì 11 dicembre 2007

CIAO TORE

Ciao Tore,
ho letto la tua lettera, inserita come commento al post “fine di un amore gay” e, dico onestamente, la lettura mi ha fatto un certo effetto perché si sente che quello che scrivi lo vivi anche emotivamente in molto forte. Se, come dici, la tua relazione è andata in crisi dopo 18 anni, c’è da ritenere che tu abbia più o meno 40 anni, comunque non sei certo giovanissimo. La storia di cui hai parlato è dominata dalla presenza invadente della famiglia del tuo compagno, presenza che però lui sembra non aver considerato invadente. Quando ci si innamora di un ragazzo si sogna sempre che quel ragazzo non abbia una vita affettiva precedente e non abbia forti legami familiari in modo che possa essere nostro nel vero senso della parola, cioè possa essere lui il completamento del nostro personale mondo affettivo, ma in realtà questa ipotesi, comunque lontanissima dalla realtà, nasconde due pericoli molto gravi, innanzitutto l’idea di completare il proprio mondo effettivo usando in modo più o meno strumentale un’altra persona, quindi la proiezione nella persona di cui ci si innamora di tutti i nostri sogni. La due cose sono complementari. Le storie d’amore vere, e la tua, per essere durata 18 anni, non può essere stata una banalità, dimostrano chiaramente che ci si innamora di un altro, che è diverso da noi, che ha la sua storia, i suoi affetti, i suoi bisogni, che non sono complementari ai nostri. Spesso alla consapevolezza di questo fatto si arriva in breve tempo, si interpreta affrettatamente la cosa in termini distruttivi e si archivia rapidamente la relazione. Altre volte alla consapevolezza che l’altro è realmente un altro, che ha un suo mondo, per ampia parte indipendente dal nostro, si arriva dopo molti anni e dopo una serie di alti e bassi stressante. In questo secondo caso però c’è una storia comune e, in genere, non si arriva alla risoluzione del rapporto per due distinte ragioni: innanzitutto perché per rimanere insieme 18 anni ci devono pur essere delle ragioni serie e poi perché le persone non più giovani che sono abituate a vivere in coppia, vedono la fine del rapporto di coppia come un salto nel vuoto al quale molto difficilmente potrà seguire in concreto la possibilità di costruire un nuovo rapporto di coppia con un’altra persona, quantomeno per le difficoltà di tipo psicologico collegate alla elaborazione del “lutto” connesso con la relazione precedente. Parliamoci chiaro e mettiamo da parte tutte le mitologie (non solo gay) l’amore eterno è un’ipotesi che può verificarsi ma certo non è cosa frequentissima. I rapporti affettivi si modificano nel tempo e a distanza di vent’anni possono non avere più nulla di quello che erano all’inizio. L’introduzione di un eventuale “matrimonio gay” porterebbe inevitabilmente alla conseguente introduzione del divorzio gay. Ci tengo a sottolineare, soprattutto per i ragazzi gay che leggono questi blog, che i gay che non vivono in coppia sono portati a credere che la vita di coppia sia la soluzione di tutti i problemi, che cancelli di botto la solitudine, che crei un’intesa perfetta, una specie di paradiso terrestre gay, in realtà, come ben sanno i gay che vivono in coppia, le coppie gay hanno in pratica gli stessi problemi di convivenza delle coppie eterosessuali, se poi si tratta di coppie gay che vivono alla luce del sole, allora i problemi sono ancora più simili a quelli della coppie etero, si tratta del classico problema dei rapporti con i suoceri e con i cognati, dei classici problemi di chi debba prendere le decisioni comuni rilevanti a livello economico e così via. Queste cose talvolta esorbitano dal livello gestibile della normale amministrazione e diventano veri e propri problemi, come nel tuo caso, Tore. Preso atto di tutto questo, se ami veramente il tuo compagno non hai scelta, a questo punto sembra perfettamente appropriata una citazione di James Baldwin “... qui non c’è niente da scegliere ma tutto da accettare.” Capisco benissimo come puoi sentirti quando il tuo compagno ti dice che ti vuole ma solo come amico, ma tu scrivi “lui mi dice che mi ama come sempre, ma non vuole me e nessun altro” e dalla ultime cose che hai scritto sembra di capire che un rapporto di tenerezza tra voi esiste ancora. Se è così e se gli vuoi bene veramente, non puoi che accettarlo com’è, con le sue contraddizioni e le sue difficoltà. Se una storia d’amore cambia nel corso degli anni non c’è molto da fare, puoi restargli vicino, puoi manifestargli il tuo affetto ma non puoi sostituirti a lui che è comunque libero di amarti a suo modo. Credo che se tu lo abbandonassi del tutto ci starebbe molto male. Quando una storia va avanti per anni e al momento della crisi mantiene un aspetto di tenerezza come quello di cui tu parli, non si presenta affatto come una storia finita. Certe volte la tenerezza, l’ascolto, la disponibilità affettuosa lavorano nel profondo, forse non possono riaccendere una passione che non esiste più ma possono giovare a non creare traumi affettivi profondi. Se tu facessi una scelta drastica e interrompessi definitivamente i rapporti lui, lui vivrebbe la cosa malissimo e, in effetti, non mi sembra proprio che sia questa la tua opzione di fondo. Tu lo ami e si vede, ma se lo ami non puoi che accettarlo com’è.

lunedì 22 ottobre 2007

CIAO SURFER

Ciao Surfer,
ho aperto il sito che tu hai indicato (su Progetto Gay) e sono rimasto incantato! Che belle cose! E soprattutto che cose tenere e autentiche e che esempio di vita gay di coppia! Non so perché ma quel blog rappresenta in modo perfetto quello che intendo per vita gay realizzata, ci si sente un amore profondo, una ricchezza di sentimenti e un senso di soddisfazione veramente unico. E poi mi piace il tono, dolce e serio, vero nel senso più autentico del termine: “teneramente accucciolati tra le lenzuola”, che espressione dolcissima... in quel blog mai una concessione alla banalità o al tono facile. Ho passato leggendo quei post dei momenti di vera pace spirituale, direi di estasi, si tratta di lezioni d’amore di altissimo livello. Ciò che mi dispiace veramente è che il blog si concluda al 31/1/2006, forse gli autori sono migrati verso altri lidi del web (come lasciano capire) e se è una loro scelta deve essere rispettata, ma comunque hanno lasciato una prova certa che l’amore è possibile e che la felicità di essere in due è capace di cambiare la vita. Amare è la cosa più importante e questi due ragazzi (Alfa e Omega) hanno saputo amare in modo stupendo. Concludo dicendo che nella concezione dell’amore di Alfa e Omega mi identifico profondamente. Essere Gay è un dono prezioso da vivere con amore.

mercoledì 17 ottobre 2007

UN GAY INNAMORATO DEL RAGAZZO DEL BLOG

Voi vivete di sogni? Magari di sogni rubati alla vita di altri? Questa è la domanda di base. E adesso veniamo ai fatto. Io passo ore della mia giornata a leggere i blog dai ragazzi gay, non i siti porno come facevo prima, perché sono cose false, ma proprio i blog dei ragazzi gay, ormai ne ho selezionati un certo numero, ci sono quelli espliciti in cui la parola gay comprare più volte e li leggo per cercare di capire come vivono quelli che hanno il coraggio di uscire allo scoperto. Uscire allo scoperto con un blog non vuol dire assolutamente uscire allo scoperto, però molti di quei ragazzi, da quello che scrivono, hanno una vita gay vera, hanno un ragazzo e, magari con tanti problemi, si sentono realizzati almeno nelle cose fondamentali. Però io non mi riconosco in questi tipi di blog, li leggo per sapere come vivono gli altri, ma si tratta di modi di vivere che purtroppo sono molto lontani dal mio. Poi ci sono i blog, chiamiamoli così, ambigui, pieni di commenti di ragazze che vogliono consolare il tipo con commenti teneri ai quali però il tipo non dà mai nessuna risposta. In questi blog cerco qualche elemento gay, se ce ne sono, o qualche elemento etero che mi permetta di depennarli dalla lista, in sostanza più che quello che c’è scritto mi interessa la caccia a quello che c’è di nascosto, però, anche questo tipo di blog lo sento, in pratica, molto lontano da me. Premetto che io non ho un blog perché prima o poi smetterei di scriverlo, ci vuole troppa pazienza e non è per me. Poi c’è un terzo tipo di blog, è questa volta si tratta di cose che sento affini, sto parlando dei blog che non fanno dell’essere gay il tema principale ma che ne parlano così come parlano di tante atre cose... uno di questi blog l’ho trovato proprio grazie ai blog di gayproject, non dico a quale blog mi riferisco ma per chi legge i blog di gayproject è ovvio. In questo terzo tipo di blog mi trovo perfettamente a mio agio. Io sono gay, ho 25 anni, ma la mia vita è piuttosto piena, c’è il lavoro che non amo troppo ma non mi dispiace e che soprattutto non mi crea veri problemi, cioè mi permette una certa serenità di fondo, ci sono gli amici, tra i quali non so nemmeno se ci siano dei gay, coi miei amici sto piuttosto bene ma con loro non si parla di sesso, in qualche modo si fa una conversazione piuttosto distaccata ma si sta bene lo stesso, poi ci sono le mie amiche. Io sono un gay che non tiene le ragazze a distanza, è vero che cerco di mantenere un rapporto solo con ragazze sentimentalmente già impegnate (in genere sono le ragazze dei miei amici) però non ho paura delle ragazze e, per la verità, non mi è mai capitato che una ragazza si innamorasse di me in modo serio, qualche simpatia sì, anche un po’ di complicità, ma cose gradevoli, mai nessun problema. Poi c’è la musica, il cinema, qualche libro... in sostanza non resto quasi mai solo. Certo, la sera, quando torno a casa (io vivo solo) mi metto a pensare alle cose che vorrei e non sono esattamente quelle che faccio. Mi sono fatto una mia collezione di foto di ragazzi, anche di nudo ma non solo, ho cercato queste cose su internet e ho fatto una selezione. Tutte le foto che ho raccolto hanno una dimensione forte di tenerezza. Sono più che altro foto di ragazzi da coccolare. Questo sarebbe in realtà il mio sogno. Il sesso mi interessa, questo mi pare ovvio, ma in questa dimensione di tenerezza. Per me avere un ragazzo che mi vuole bene e che io possa coccolare sarebbe in assoluto il massimo. Mi rendo conto che quando prima ho detto che la mia vita è piena, in un certo senso avrei dovuto dire che è piena di altro e che in effetti le cose che desidero veramente non le ho mai avute. Chissà se i ragazzi che scrivono i blog che mi interessano l’hanno mai avuta una vita loro vera... Io vado scavando fra questi blog per cercare di capirlo e un po’ mi sento a disagio, mi sento un guardone, uno che spia la vita degli altrui e non ha il coraggio di farsi avanti... Ovviamente ho realizzato una nutrita collezione di blog che mi interessano veramente (sono quasi venti)... e li leggo ogni giorno, e qui viene il paradossale, a forza di leggere quei blog, di quei ragazzi mi sento quasi amico, tra me e me li chiamo per nome, a seconda di quello che scrivono gli dico che sono cretini o li bacerei per quante cose tenere scrivono... di ognuno di loro ho imparato tantissime cose, ma come uno che spia, il mio guaio è tutto lì, io rubo immagini, nella stragrande maggioranza dei casi immagini normalissime di ragazzi sorridenti e completamente vestiti, mi fermo a leggere le cose belle che i ragazzi dei blog hanno scritto per i loro ragazzi come se fossero state scritte per me... ma non sono state scritte per me... mi immedesimo nei destinatari e cerco di immaginare quanto si possa essere felici nel sentirsi dire dal ragazzo che ami delle cose belle come quelle. Il guaio è che io so benissimo che tutte quelle cose non sono per me e che io non c’entro niente, però mi servono a mantenere una specie di contatto immaginario con quei ragazzi. Non so se, poi, se li conoscessi personalmente, mi piacerebbero ancora, questo è difficile dirlo, ma certo le cose che scrivono sono bellissime... certe volte ci ritrovo i miei atteggiamenti in modo preciso, ragionano come me... In una situazione simile uno che dovrebbe fare? Dovrebbe scrivere due righe e mandare una mail o scrivere un commento serio, ma io la faccia di fare una cosa del genere non ce l’ho. Quando poi su qualche blog ci sono le foto dell’interessato allora ho proprio il piacere di osservare quelle fotografie e le rivedo più volte, ci sono un paio di ragazzi che mi piacciono molto anche fisicamente... ma ricevono tanti commenti, hanno tanti amici... perché dovrei scrivere? Per essere uno dei tanti? No! Così non mi piace, però ce n’è uno in particolare, un ragazzo del nord Italia che ha un blog bellissimo e che è anche lui bellissimo... insomma io me ne sono innamorato... sul blog ci sono le foto sue con il suo ragazzo e sono di una tenerezza incredibile... due ragazzi dolcissimi che si vogliono bene... non so che dire ma una cosa del genere mi mette in crisi e nello stesso tempo mi rende felice perché io so che due ragazzi come quelli, che in fondo sento molto vicini, possono essere veramente felici. Ma io la faccia di mandare una mail a quei due ragazzi non ce l’avrò mai. Ciao.