Visualizzazione post con etichetta AMICIZIA GAY ETERO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta AMICIZIA GAY ETERO. Mostra tutti i post

domenica 5 febbraio 2017

QUESTI LEONI – Romanzo gay 1986

Vi comunico che, in data 5 Febbraio 2016, la Biblioteca di Progetto Gay si è arricchita di un nuovo volume: “Questi Leoni” Romanzo Gay, scritto nel 1986.
Il volume si può scaricare, senza nessuna formalità e ovviamente gratuitamente, dalla Home del Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/ (nella sezione “La Biblioteca di Progetto Gay”, basta scorrere ha Home).
Sarò grato a chiunque vorrà farmi pervenire commenti (tramite Forum, o via mail, all’indirizzo reperibile sempre sulla home del Forum: “Contatta Project”), o vorrà indicarmi errori o oscurità ancora presenti nel testo.
Il romanzo racconta la vera storia d’amore e di amicizia di due ragazzi.
Non faccio anticipazioni per non togliere al lettore il piacere della scoperta.
Buona lettura.

mercoledì 19 settembre 2012

HO AMICI ETERO BELLISSIMI E SOGNO UN RAGAZZO GAY


Ciao Project,
ti scrivo perché mi sento a un punto di svolta. Ho 23 anni, non ho un ragazzo e non ho mai fatto sesso con nessuno ma non mi sono mai sentito un ragazzo sessualmente represso. Sono gay da sempre, per me i ragazzi sono tutto, dominano il mio mondo sotto tutti punti di vista. Frequento una facoltà dove sono in pratica tutti ragazzi, ovviamente non manco mai a una lezione e sto all’università tutto il tempo che posso, quando non sto all’università sto a casa di qualcuno dei miei colleghi di corso a studiare. Il risultato di tutto questo è che oramai mi manca poco alla fine degli studi, cosa che per me sarà una catastrofe. Passo coi ragazzi tutti il tempo che posso e mi accorgo che ne sono proprio affascinato, non mi pongo nemmeno il problema se siano gay o etero, li guardo perché sono belli, certi cono proprio bellissimi, e ogni volta mi sorprendo ad osservarne qualcuno nel dettaglio. Alcuni hanno mani bellissime, perfette, altri hanno un colorito speciale della pelle, oppure i peli sull’avambraccio particolarmente morbidi, altri hanno particolari del viso che mi affascinano, come la regolarità della disposizione della barba o l’attaccatura dei capelli, o la perfezione delle orecchie e poi il sorriso, che è in assoluto la prima cosa che mi conquista. Io adoro i ragazzi che hanno un sorriso deciso, che lasciano trasparire le loro emozioni. Poi l’occhio cade anche da altre parti e lì lavoro di fantasia e lavoro molto. E poi con questi ragazzi ci parlo, scherziamo insieme, studiamo insieme, mangiamo insieme quasi tutti i giorni ce n’è uno che ha un modo di ammiccare incredibilmente tenero, un altro che si passa la mano tra i capelli e uno che soffia via i capelli dalla fronte. Tutto questo per farti capire come passo le giornate. Sto praticamente sempre coi ragazzi. Torno a casa la sera dopo le nove e in genere ho già cenato. Non devo studiare perché ho studiato tutta la giornata, tutto il tempo che resta fino a mezzanotte e mezza, o all’una, lo dedico al sesso, non credo che alla fine sia una cosa così eccezionale, me ne vado nella mia stanza, mi chiudo a chiave e lì vado a e cercare i soliti siti porno. Project, ti dico la verità, di tutto questo non mi vergogno affatto, con capisco proprio perché dovrei farne a meno. Non mi sento dipendente dalla pornografia, non rinuncerei mai ai miei pomeriggi con i ragazzi per stare a guardare video di sesso, ma il fatto è che stare tante ore con i ragazzi sapendo bene che posso al massimo guardarli e senza neppure esagerare mi eccita realmente e molto. So controllarmi benissimo, bene inteso, ma tutto questo non mi è sessualmente indifferente, anzi tutt’altro, e quindi quando poi torno a casa, passare al pratico mi viene assolutamente spontaneo. Mi piace il nudo non sessuale, cioè mi piace vedere ragazzi nudi che prendono il sole, che giocano, che fanno la doccia, queste cose sì, anche vederli in erezione o quando si masturbano, diciamo che in qualche caso mi piace pure vedere video di sesso a due ma deve essere una cosa fatta con estrema tenerezza. Quello che mi piace di più è il gioco sessuale, in cui il sesso c’entra e non c’entra o meglio c’entra ma appunto come gioco. Fino a qui credo che la mia vita sia abbastanza simile a quella di tantissimi altri ragazzi gay. Ma da una quindicina di giorni a questa parte il sesso in questo modo non m basta più e sta diventando come una specie di ossessione: voglio un ragazzo vero! Lo voglio per volergli bene, certo, però anche per farci sesso, io la sessualità non riesco a sublimarla e non la voglio sublimare. Un ragazzo lo sogno e lo desidero anche dal punto di vista sessuale e i ragazzi che dicono che non è così, che il sesso conta poco, ecc. ecc. o sono ipocriti o, chi lo sa, sono diversissimi da me. Io quando penso a un ragazzo, cioè quando lo desidero, penso di abbracciarlo e di baciarlo ma non può finire lì, per me certamente non finisce lì. Passo ore a fantasticare come sarebbe stare con un ragazzo ma proprio nel senso di quello che vorrei fare con quel ragazzo e sono pensieri sessuali eccome e finiscono nella masturbazione. A me tutto questo sembra assolutamente normale. Adesso vengo al punto. Sono molto soddisfatto della mia masturbazione perché gli stimoli non mi mancano proprio ma se penso di fare un passo più in là cominciano le incertezze. Mi dicono che sono un bel ragazzo e anche in termini sessuali credo di stare bene nella media, eppure ho quasi paura di creare situazioni sessualmente molto coinvolgenti. I miei amici vanno spesso in piscina insieme e io non ci vado mai, non ci sono stato nemmeno una volta, in questi ultimi giorni ci ho pensato moltissimo. Per certi versi potrebbe essere veramente molto ma molto eccitante e anche un po’ rischioso perché un gay come me quando si trova davanti nudi gli amici sui quali ha fatto tantissime fantasie sessuali, beh, è difficile che possa controllarsi e sarebbe veramente imbarazzante anche perché nessuno dei miei amici sa di me e penso siano realmente tutti etero anche se di ragazze non parliamo quasi mai, in realtà noi parliamo solo di studio. Ma forse il motivo per cui non vado in piscina è più complesso, da un lato sui miei amici preferisco lavorare di fantasia e in secondo luogo, se è vero che potrei vedere i miei amici nudi, sarebbe comunque una cosa fine a se stessa proprio perché sono comunque tutti etero, quindi andare il piscina con loro sarebbe il massimo dell’eccitazione possibile, ma poi finirebbe per forza tutto lì. In pratica tornerei a lavorare solo di fantasia, di fantasia più concreta ma comunque sempre di fantasia. In effetti, dire: io voglio un ragazzo! Significa: Io voglio un ragazzo gay! Perché un ragazzo come me può fare sesso solo con un ragazzo gay e qui parte tutta un’altra serie di dubbi. I miei amici li conosco, sono etero ma li conosco e mi piacciono come persone prima ancora che a livello sessuale, ma come sono i ragazzi gay? Io non ne ho mai conosciuto uno e d’altra parte non avrei saputo dove cercarlo. Dove li trovo i ragazzi gay? Lo so che sono l’8% di tutti i ragazzi ma non li riconosci. Chat erotiche? Siti di incontri? Ho provato a dare un’occhiata ma è veramente repellente. Per me un ragazzo, per essere interessante deve essere prima di tutto sveglio e poi deve essere come si deve, non mi piacciano gli atteggiati e non voglio incontrare gente strana. Ma dove stanno i ragazzi gay normali? So bene che ce ne devono essere parecchi ma non so dove cercarli e allora ho pensato al coming out, nel senso che se io mi dichiaro magari qualcuno dei ragazzi gay invisibili che sono nella mia facoltà viene anche lui fuori, però in una facoltà come la mia coming out = essere messo fuori da tutto. D’altra parte in tutta la facoltà non ho mai visto nessun gay dichiarato, nemmeno sottovoce, i ragazzi sono tanti, ma di gay non se ne vede nemmeno uno. Che faccio Project? Non ce la faccio più ad andare avanti così! Ho bisogno di un ragazzo normale gay … e nemmeno mi basta, deve essere pure bello e deve essere pure innamorato di me. Mi sa che è più facile andare su Marte! Project, io i ragazzi me li sogno la notte, ci fantastico sopra per ore, mi eccitano moltissimo, ma perché deve finire tutto così? Non è giusto! Perché un ragazzo si deve offendere nel sentirsi fare una proposta anche sessuale da un altro ragazzo? Quando dico proposta sessuale non intendo niente di squallido, intendo sesso anche come affetto, come tenerezza, come volersi bene, certo. Perché per noi è tutto così maledettamene difficile? Ti saluto Project, pubblica la mail se vuoi, ma mi sa che di mail come la mia ne avrai ricevute parecchie e anche sul forum ho letto tante volte storie in cui mi sono identificato. Mi puoi mandare il tuo msn? Magari per fare due chiacchiere se non hai da fare.
Giacomo
__________
Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul forum di Progetto Gay:

martedì 19 giugno 2012

SESSO TRA UN GAY E UN ETERO

Ciao Project,
sono un ragazzo di 17 anni, quasi 18, e penso di essere gay o meglio sono gay anche perché le ragazze mi lasciano del tutto indifferente. Ti voglio raccontare la mia storia, non so se una cosa del genere è capitata ad altri ragazzi ma in pratica ha occupato il mio cervello da più di due anni. Quando stavo in prima superiore, un interesse per i ragazzi ce lo avevo già e mi masturbavo solo pensando ai ragazzi, mi piacevano ma non mi ero mai veramente innamorato di un ragazzo e ancora meno di una ragazza. Diciamo che il mio interesse era solo sessuale, o forse era così perché non poteva essere diversamente. Dunque, aprile 2010, seconda superiore, si fa la gita scolastica, io chiaramente mi ci fiondo perché penso che magari può pure succedere qualcosa, a stare tanto tempo coi ragazzi qualche occasione si crea, non dico di sesso, ma almeno di vederli nudi, o almeno in mutande, che per me sarebbe già stato moltissimo. Dovevamo stare fuori quattro notti, la prima abbiamo fatto tardissimo, causa discoteca e siamo tornati in albergo che erano quasi le tre, quindi siamo crollati dal sonno, la seconda notte si sono pure ubriacati hanno vomitato per terra, proprio un comportamento da deficienti. Il bello è venuto la terza notte. Stavamo in camera in tre e sono venuti altri tre ragazzi, quindi eravamo sei, tutti maschi, e hanno cominciato a parlare di sesso, ma seriamente. Io mi chiedevo come potessero parlare così in modo disinvolto, proprio senza nessun problema. Io in pratica stavo a sentire, dicevano tutto quello che provavano per le ragazze, che provavano a toccarle e a farsi toccare quando potevano, che si masturbavano pensando alle ragazze. Io non sarei mai stato capace di fare discorsi simili. Sono rimasti a parlare per più di tre ore, erano proprio contenti, si vedeva che era una cosa che li metteva a loro agio. Uno dei miei compagni di stanza era in erezione e c’è rimasto tutto il tempo, a me stare con loro faceva un effetto fortissimo, mi veniva duro ma se anche se ne fossero accorti, in una situazione come quella, non sarebbe stato un problema perché stavamo parlando di ragazze. Io poi sono gay e non lo sa nessuno ma se lo dicessi non ci crederebbe nessuno. Non ho mai avuto il problema che qualcuno mi prendesse per gay e adesso comincio ad avere il problema opposto, che qualche ragazza possa pensare che le sto facendo il filo. Le ragazze mi vengono dietro e questo mi imbarazza parecchio. Dunque quella sera per me è stata una bellissima serata anche se mi rendevo conto che quella intimità coi miei amici era tutta basata su un equivoco, però ho provato una forma di quasi intimità sessuale coi miei amici che mi è piaciuta moltissimo. L’ultima notte stavo in una stanza a due e lì è successo quello che ti puoi immaginare, il mio amico ha cominciato a parlare di ragazze poi il discorso è passato sul sesso, un po’ più proprio fisico ed è finita che ci siamo masturbati reciprocamente. Per me era la cosa più eccitante che mi fosse mai capitata. È durata poco, massimo 10 minuti. Ero proprio sconvolto dal fatto di poter fare col mio compagno una cosa simile e avevo cominciato a pensare che alla fine fosse gay, perché mi ha detto che era stato molto bello. Poi siamo andati a dormire. Io non ho chiuso occhio, mi ripassavo mentalmente tutte le sensazioni di qualche minuto prima, ero convinto che il mio compagno fosse gay e mi sentivo straordinariamente felice perché era quello che mi piaceva di più tra tutti i miei compagni. Volevo fargli capire che gli volevo bene, che mi ero innamorato di lui e tutto il resto. La mattina tutto tranquillo come se non fosse successo nulla, io provo a fargli un sorriso ma è del tutto preso da altre cose, dall’ultima escursione della gita, della macchina fotografica ecc. ecc. e non mi guarda nemmeno, ma non deliberatamente, proprio così come gli veniva naturale, poi mi risponde in modo amichevole ma diciamo così amichevole ordinario. La gita finisce, ricomincia scuola, tutto come se tra noi non fosse successo niente, io mi guardo bene dal fare discorsi. In pratica non se ne è parlato più, sono passati due anni, anche quest’anno siamo andati in gita insieme e siamo capitati nella stessa stanza, adesso lui sta con una ragazza o meglio fa il filo a una ragazza che non lo guarda nemmeno e ci sta proprio male, me ne ha pure parlato seriamente durante la gita e una sera era proprio sul punto di mettersi a piangere, praticamente quella ragazza adesso è la sua fissa, ma il guaio è che non è la sua ragazza. Io ho cercato di consolarlo da bravo amico “etero” che sa dare consigli agli amici su come si trattano le donne. A un certo momento ho preso tutto il coraggio che avevo e gli ho detto: “ti ricordi di due anni fa?” Lui mi ha risposto che si ricordava della nottata in sei in una stanza a parlare di ragazze e che era stato bellissimo. Quello che era successo tra noi sembrava che non se lo ricordasse nemmeno, poi sorridendo ha fatto capire che invece se lo ricordava ma ha concluso: “Vabbe’, ma allora eravamo ragazzini!” Io ho risposto con un sorriso come a dire: “sì, è vero”, comunque la sua battuta per svalutare la cosa per me è stata una colettala, io speravo che la gita di quest’anno fosse un’occasione per chiarirci e invece per me è stata un’occasione per capire che se non so che un ragazzo è gay è meglio che non ci penso proprio. Ho capito che lo stesso fatto per me e per lui aveva un significato completamente diverso, a me sembrava l’inizio di una storia d’amore, per lui era una stupidaggine da ragazzini. Eppure io sul ricordo di quella notte ci ho vissuto due anni intensissimi, sognando a occhi aperti, aspettando un suo cenno, interpretando tutto quello che diceva e che faceva in modo gay. Almeno adesso ho aperto gli occhi.
Se vuoi, pubblica pure questa e-mail.
Grazie di tutto quello che fai!
Aldo (nome inventato però mi piace perché sono Alto! Ih ih!!)
__________
Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul forum di Progetto Gay:

mercoledì 22 settembre 2010

AMORI GAY IMPOSSIBILI E AMICIZIE POSSIBILI

Caro Project,
ti scrivo via mail perchè  è difficile trovarsi in chat e perchè credo che la forma della mail sia ora più adatta.
Anche io sono stato impegnato per gli esami però ho spesso pensato che sentivo il bisogno di scrivere quello che sto per dirti, cioè una cosa positiva che penso possa essere interessante condividere anche nel forum.

Negli ultimi mesi la mia vita è cambiata, è migliorata, anche grazie a te e al tuo sito.
Non ho trovato un ragazzo, non è questo che intendo.  Però ho cominciato a capire davvero sulla mia pelle che signficano le cose che dici;
tu me le avevi spiegate bene ed a parole le avevo già capite, ma ora è diverso.
Per dare un capo al discorso(soprattutto se pubblicherai lai mail), premetto che vengo da un lungo infatuamento per un mio amico, A., che mi piaceva da morire, il quale non ricambiava; anzi,durante il mio infatuamento si è fidanzato seriamente con la ragazza che ama.
Da cui tutte le sofferenze, di cui ampiamente si parla in questo sito, a cui va incontro un ragazzo gay non dichiarato (come me) innamorato di un suo amico eterosessuale.
Veniamo al dunque: negli ultimi tempi anche grazie alle esperienze capitate ho cominciato a capire cosa significa veramente che un rapporto unilaterale non ha senso, che un amicizia o una relazione può avere senso solo se parte dall'inizio e continua a due persone e in modo paritario.
Negli ultimi due anni, anche se lo conosco da una vita ero un ragazzino, ho condiviso molto con un ragazzo di nome B. e, cosa che già era nell'aria da un bel po', penso che lui sia il mio migliore amico.
Prima la persona che più volevo accanto a me in una situazione sarebbe stata A.;  Prima volevo uscire con A., parlare con lui ecc. ecc. perchè provavo forti sentimenti per lui, e provavo anche piacere nel vederlo dato che era bello e mi attraeva.
Peccato però che questi sentimenti non fossero ricambiati; che per lui era totalmente diverso, anche se poi effettivamente capitava che passassimo tempo insieme. Io però soffrivo solo, per lui potevo essere un compagno, un amico... ma tutto quello che sentivo io per lui apparteneva all'altra metà del mondo: lui lo sentiva per la sua ragazza.
Ora invece, la persona con cui preferisco passare del tempo più di tutte le altre non è A., ma è il mio migliore amico B.. So che quando sto con lui, più o meno lui sente per me l'amicizia che io provo per lui. Ogni esperienza insieme (tra cui una vacanza organizzata da noi due in primis, anche se poi ha coinvolto altra gente) mi arricchisce e mi fa sentire più felice. Non so se sono il suo migliore amico, ma di sicuro lui è il mio. Non sarà che sono infatuato di lui? Non credo proprio, mi rendo conto che è un'amicizia purissima, del tutto disinteressata: ed è  questo il punto chiave che mi fa capire che qualcosa è cambiato.
Sicuramente è un bel ragazzo e non disdegnerei uno come lui, ma lui non mi interessa in quel senso. Anzi, forse lo vedo bello soprattutto per l'affetto che sento per lui e per l'abitudine di vederlo sempre. La sua presenza e la sua assenza non mi causano quello che mi causava A., tutte le sofferenze che ho passato, ma solo serenità e allegria.
Si potrà dire: cosa centra l'amicizia con l'amore?  Nel mio caso centra eccome, perchè confrontando questi due rapporti, queste due situazioni, mi sono reso conto di quanto fossero essenziali per stare bene le cose che dici: inutile sperare in un sogno ad occhi aperti; inutile stare vicino a qualcuno che ami spacciandoti per amico aspettando che si accorga di una presunta e improbabile omosessualità repressa. Ovviamente, come me, gli altri che ora sono nella situazione in cui mi trovavo, fanno queste cose perchè sentono il bisogno; ma ciò non vuol dire che davvero non possiamo riuscirci a evitarle: piano piano, all'inizio forzandoci, riusciremo a capire che non ne vale le pena ed è meglio fare altro. Lo dice uno che non riusciva nemmeno a immaginare una vita lontano dal ragazzo di cui era innamorato, e che rinunciava a tutti i suoi impegni e anche a altre amicizie per stare sempre e solo con lui e il resto del gruppo. Piano piano è passata, anche perchè io mi sono imposto anche con metodi radicali e che non consentivano ripensamenti certe cose.

Bisogna cercare e coltivare quei rapporti che possono essere paritetici, bilaterali; altrimenti si sta cercando attivamente (anche senza farlo apposta) solo sofferenza.

Detto ciò, anche se il mio amico B. è bello, ora sono sicuro che non potrò mai innamorarmi di lui e sono sicuro che non potrà succedere mai nemmeno per un altro eterosessuale (infatti lui lo è). Me ne piaceranno sì, ma al 99.9% sono convinto che farò in modo da non impelagarmi in un altro rapporto come quello in cui sono stato, perchè anche io ho il diritto di essere felice.
Ora il mio rapporto con A, oltre a essere molto limitato da quando è fidanzato, è disteso: mi è simpatico, ogni tanto ci parlo....ma è libero da tutti quei condizionamenti che mi hanno rovinato (o forse no) due anni della mia giovinezza, cose che mi facevano soffrire terribilmente ma che ora sono solo ricordi. Sembrerà a qualcuno (che magari ora soffre) che se ora parlo così la mia sofferenza non è stata poi così grave: potrei però raccontare cose tristissime per testimoniare quanto era grande il mio dolore, ma non è proprio questo che voglio fare perchè proprio non mi interessa più.

L' amicizia di B., inoltre, mi fa sentire apprezzato e voluto bene e mi rende sicuro che qualcuno che mi interessa potrà interessarsi a me, e se sarà un ragazzo gay a cui piaccio potrà anche nascere un vero amore. Lui stesso ha detto che se fosse una donna starebbe con me :D.
Questo però non ha dato adito in me a sogni di amore impossibile, come sarebbe accaduto tempo fa con A.: ormai sono cresciuto, anche grazie ad A. devo precisare. Se non lo avessi incontrato allora forse starei passando ora i dolori che ho sofferto, e preferisco di gran lunga che essi siano già passati, anche per una questione di età dato che ora sono più grande ed è anche tempo di sbloccarmi in senso serio con un ragazzo gay come me. Ciò non significa che sono alla ricerca spasmodica di un ragazzo, anzi: effettuavo questa ricerca quando soffrivo per A.. Ora sono felice così, fiducioso che anche io proverò un amore ricambiato per un ragazzo.
Quindi grazie Project, grazie al tuo sito, grazie B. e grazie A., anche se tu hai fatto tutto senza saperlo.

P.S.:Questa mail vuole essere anche una testimonianza di chi è passato attraverso il tunnel a coloro che ci sono ancora e che si sentono intrappolati: passerà anche per voi.
Caro Project, ti chiedo di pubblicarla: non lo faccio io perchè ho un altro esame, e ho scritto questo in una pausa dallo studio.
A presto!
_________
Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta dul Forun di Progetto Gay:

domenica 5 luglio 2009

IL SESSO NEL RAPPORTO GAY ETERO

Questo post è dedicato a chiarire il significato della sessualità in un rapporto tra un ragazzo gay e un ragazzo etero. Nelle e-mail che ricevo e nelle chat con i ragazzi emerge spesso l’idea che se un ragazzo accetta un contatto esplicitamente sessuale con un altro ragazzo questo è il segno evidente della sua coscienza di essere gay. Più semplicemente: “se accetta un contatto sessuale con me è gay ed è innamorato di me”. Dietro questa affermazione c’è la tendenza a leggere il sesso esplicito come parte essenziale di un rapporto gay sottovalutando al contempo la dimensione più tipicamente affettiva: “se fa sesso con me è innamorato di me”.


Se per un verso è comprensibile che un ragazzo gay innamorato di un suo amico cerchi di arrivare ad un contatto sessuale con lui, bisogna però che il ragazzo innamorato comprenda che il suo amico può non essere innamorato di lui, e può addirittura non essere gay anche se può finire per accettare un contatto sessuale.


Il costume sessuale sta cambiando e comportamenti che 40 anni fa erano impensabili ora cominciano a diffondersi e molti tabù crollano logorati dal trascorrere del tempo. Oggi l’imbarazzo nel parlare di masturbazione non esiste praticamente più e il tabù della nudità è ampiamente ridimensionato. Dai ragazzi etero il tabù legato ai contati sessuali con altri ragazzi viene più volte superato, sia a livello di giochi gay tra ragazzi etero che anche a livello di contatti sessuali di coppia che sono indubbiamente molto più affini a un rapporto gay vero e proprio dei semplici giochi sessuali. In altri termini, oggi per un ragazzo etero l’idea di poter avere un contatto anche sessuale con un ragazzo, fosse anche un ragazzo esplicitamente gay, non costituisce più un tabù insuperabile. Ho incontrato in chat ragazzi etero che hanno voluto bene a un loro amico gay e hanno finito per accettare un contatto sessuale con quel loro amico gay. Si trattava spesso di contatti sessuali profondamente voluti e desiderati solo dalla parte del ragazzo gay e accettati dal ragazzo etero come una specie di gratificazione da regalare all’amico gay. Nella maggior parte in questi rapporti manca una vera reciprocità sessuale anche a livello minimo. Questo fatto permette al ragazzo etero di partecipare a un contatto omosessuale salvaguardando in qualche modo la propria identità etero attraverso una motivazione altruistica. Il succo di questi discorsi sta nel fatto che un ragazzo etero può benissimo episodicamente essere coinvolto in contatti sessuali con un altro ragazzo, ma il ragazzo etero resta in ogni caso un ragazzo etero, la sua sessualità non cambia per il fatto di aver partecipato qualche volta ad un po’ di sesso gay.


In buona sostanza un ragazzo etero può accettare un contatto sessuale con un altro ragazzo per due motivazioni sostanzialmente differenti ma che non si escludono a vicenda e anzi talvolta si integrano:


1) Per gioco.


2) Per ragioni affettive.


Ma perché un ragazzo etero tende in certi casi a costituire un’amicizia forte con un ragazzo più o meno esplicitamente gay? Le risposte possono essere molteplici:


1) Perché sente l’affetto del suo amico gay e ne è gratificato, si sente amato e desiderato e percepisce le attenzioni dell’altro.


2) Perché non ha nulla di meglio da fare o prova un senso di solitudine che si allevia per la presenza dell’amico gay.


3) Perché l’amico gay è insistente e fa una corte sfrenata al ragazzo etero.


4) Perché, a parte l’orientamento sessuale, tra i due ragazzi c’è una stretta affinità di vedute.


5) Perché si tratta di amicizie che rimontano alla prima adolescenza.


6) Perché il ragazzo gay è interessato ad ascoltare e il ragazzo etero ha bisogno di parlare.


Troppo spesso i ragazzi gay tendono a dividere il mondo in gay ed etero come se questa divisione marcasse una netta linea di confine tra i due gruppi. In realtà se questa linea di confine esiste oggettivamente sul piano dell’orientamento sessuale, non ha certamente alcuna ragion d’essere in moltissimi altri campi. È proprio per questa ragione che le amicizie gay-etero esistono e spesso sono saldissime; anche se non sono simmetriche queste relazioni possono trovare motivazioni profonde da entrambe le parti.


Va tenuto presente che lo sviluppo di una relazione gay non è mai l’esito di una strategia messa in campo da una sola parte, non si tratta di una partita a scacchi e non c’è alcuna strategia vincente. Vedere una storia d’amore come la storia di una conquista significa leggerla come rapporto non paritario nel quale c’è un conquistatore e c’è un conquistato e questa è una tipica eredità della cultura eterosessuale. Nel mondo gay in cui si parte su un piano di parità, il rapporto si costruisce in due, intendo dire che se non si è realmente in due a cooperare alla costruzione di un rapporto affettivo serio il rapporto, ammesso e non concesso che nasca, nasce comunque su basi molto fragili.


Molti ragazzi gay non riescono a concepire veri rapporti di amicizia con un ragazzo e intendono l’amicizia con un ragazzo esclusivamente come una passo necessario di una strategia di conquista che ha come obiettivo la realizzazione di un contatto sessuale. Partendo da questo punto di vista la dimensione del rapporto affettivo è subordinata alla realizzazione di un contatto sessuale. Il rapporto sessuale è visto come una condizione necessaria per la costruzione di un rapporto affettivo serio. In questo modo si capovolge l’ordine naturale delle cose, si pospone la costruzione di un rapporto affettivo serio e la si subordina alla sessualità.


L’incapacità di accettare l’amicizia con un altro ragazzo se non come primo passo del tentativo di coinvolge quel ragazzo dal punto di vista sessuale priva parecchi ragazzi gay di rapporti di amicizia maschile che sono cose assolutamente fondamentali per l’equilibrio affettivo di un ragazzo gay.


In genere il tentativo di sessualizzare il rapporto parte dal ragazzo gay che tende a leggere il comportamento del suo compagno come un cammino verso la consapevolezza di essere gay, cioè tende ad applicare all’altro i propri canoni interpretativi, portiamo alcuni esempi.


1) È un gay latente, ancora non è cosciente di essere gay ma io lo aiuterò nel suo cammino e gli farò scoprire la sua vera natura.


2) In fondo è gay ma non lo vuole accettare, tante delle cose che fa lui un ragazzo etero non le farebbe.


3) Quantomeno è bisex perché non è mai stato appresso a una ragazza in modo serio e questo qualche cosa vuol dire.


È evidente che il tentativo di sessualizzare il rapporto presuppone l’identificazione del proprio amico come gay almeno potenziale. In caso contrario il tentativo sarebbe condannato pregiudizialmente all’insuccesso.


Il punto di vista del ragazzo etero che accetta deliberatamente un contatto sessuale con un suo amico gay si può riassumere più o meno così:


1) Il mio amico è gay ma è un bravo ragazzo e io gli voglio bene. Si è innamorato di me, io non mi sento seriamente coinvolto da questo fatto ma nemmeno respinto. Se posso fare l’amore con delle ragazze che non mi interessano allora lo posso fare anche con lui che non mi interessa sessualmente ma che sento molto affine da tanti altri punti di vista.


2) Io lo faccio per lui, per quanto riguarda me posso essere coinvolto solo a livello fisico, ma la mia sessualità è realmente un’altra. Non mi sento meno etero per il fatto che posso fare contento un amico in un modo che a me non costa nulla.


3) Col mio amico gay in fondo c’è chiarezza, lui sa che sono etero, non penso che possa attaccarsi a me in modo morboso.


Riporto qui di seguito con qualche minima modifica una mail che mi è stata inviata il 21 Giugno 2009.


Ciao Project,


sono un ragazzo etero di vent’anni, ho un amico gay mio coetaneo (chiamiamolo Marco) e ti vorrei raccontare quello che è successo tra noi. Premetto che non ho mai avuto dubbi sulla mia sessualità, poi ho trovato il tuo Progetto e ho letto molto di quello che hai scritto e non ho visto che rafforzata la mia idea di essere etero. Insomma io di gay non ho proprio nulla, questo per sgombrare il campo da equivoci, scusa se faccio questa sottolineatura, non ho nulla contro i gay ma io non lo sono.


Quando avevamo 19 anni Marco mi disse chiaramente di essere gay. La cosa non mi sconvolse affatto, siamo stati sempre affiatatissimi, palestra insieme da quando avevamo 14 anni, compagni di scuola dalle medie in poi, stessa facoltà, studiare insieme per fare gli stessi esami. Io allora non avevo capito che Marco non confessarmi di essere gay aveva cercato di farmi capire che si era innamorato di me. Io allora non lo capii e continuai a trattarlo come sempre. Le cose tra noi però non erano più come prima. Quando stava con me era in imbarazzo, non mi guardava in faccia, era molto più formale. Un giorno l’ho visto proprio male e ho cercato di farlo parlare. Pensavo che lui avesse una vita affettiva sua almeno minima, ma non era così. Eravamo in macchina e quando l’ho visto proprio a terra gli ho preso la mano e l’ho stretta, lui si mordeva le labbra fino a farle sanguinare, poi si è messo a piangere e mi ha parlato di sé (e di me) a cuore aperto. È stato un momento intensissimo, lui tendeva ad allontanarmi e a dirmi che dovevo andare per la sua strada, mi diceva che siccome non sono gay tra noi non ci sarebbe stato mai nulla, ma io a Marco volevo bene, come a un fratello ma gli volevo bene, e ho cercato di farglielo capire, ma lui tendeva a interpretare ogni gesto affettuoso come un modo per mettere in dubbio la mia eterosessualità. Insomma, non è stata facile ed è andata avanti così per mesi. Poi gli è venuta in mente l’idea che se io avessi avuto un rapporto sessuale con lui mi sarei accorto di essere gay perché mi diceva che solo un gay poteva volergli bene come facevo io. Ha insistito tantissimo. Io gli dicevo che tra noi non sarebbe cambiato nulla e che io ero etero e etero sarei rimasto. Mi ha letteralmente supplicato di provare e io alla fine gli ho detto di sì. Sotto il profilo sessuale non mi ha creato grossi imbarazzi, forse solo all’inizio, pensavo che le cose sarebbero andate in un altro modo, in effetti sentivo che non era il mio mondo e lo sentiva anche lui. Insomma è finita con una masturbazione reciproca un po’ maldestra poi mi ha guardato e mi ha detto che aveva capito ed è finita lì. Perché ti scrivo questa mail? La ragione è che dopo quel giorno il nostro rapporto si sta spegnendo, lui non mi cerca più, quando lo cerco io mi sfugge. Una volta mi ha incontrato mentre stavo a passeggio con la mia ragazza ed ha cambiato strada e a me è dispiaciuto tantissimo. Io a Marco voglio bene ma penso che quello che posso offrirgli io a lui non interessi, quando gli parlo di amicizia lui sorride in modo ironico come per dire che non è quello che vuole da me, ma io posso dargli solo quello. Project, ma perché i ragazzi gay devono riportare tutto al denominatore comune de sesso? Io non voglio perdere Marco, per me è importante, che cosa posso fare per fargli capire che avere un amico come lui per me è importante. Tra l’altro penso che si sia vergognato tantissimo di avere insistito tanto per fare un po’ di sesso con me, se ne sente in colpa e lo vedo benissimo, come se mi avesse violentato o qualcosa di simile, ma io non l’ho mai vista in questi termini, vorrei che lo capisse ma non mi sta a sentire. Perché non riesce a capire che nella vita il sesso non è tutto? Project, fammi sapere quello che ne pensi. È quasi assurdo che io ti scriva per questa ragione ma per me Marco è importante e so che mi puoi capire senza fraintendere.


Andrea

__________
Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=326

sabato 28 marzo 2009

AMO UN ETERO E LO SOGNO GAY

Ciao Project,
ho 22 anni e mi sento molto deluso dalla vita. Sono gay, lo so, ma mi sembra una specie di condanna, non dico per la cosa in sé e nemmeno perché devo sempre fare finta di essere etero, anche in famiglia, cosa che mi dà moltissimo fastidio, ma per il fatto che i miei amici etero possono stare con una ragazza in pratica quando vogliono mentre io non posso stare con nessuno. A 22 anni non ho mai avuto un ragazzo, non dico solo che non ho mai avuto rapporti sessuali ma nemmeno una carezza, nemmeno un bacio, niente! Che cosa conosco io della sessualità? Che cosa è cambiato da quando avevo 14 anni? In pratica non è cambiato niente e mi sento proprio uno che nella vita non combinerà mai niente, almeno da questo punto di vista. Penso che un ragazzo con me ci potrebbe stare veramente bene, penso che me ne innamorerei in modo totale, ma dove lo trovo un ragazzo che voglia stare con me? Ho letto sul tuo blog delle storie di ragazzi gay che si innamorano di ragazzi etero e sono felici così, in pratica senza sesso. Ma com’è possibile una cosa del genere? Quei ragazzi saranno solo frustrati. O sono così ipocriti da non dire nemmeno a se stessi che sono dei falliti o io vivo proprio su un altro pianeta. Ma come fai a vent’anni a fare finta di essere felice anche senza sesso? Non ha senso! Perché devo fare a meno della sessualità? Le seghe non mi bastano più, voglio un ragazzo vero. Project, questo non è un discorso volgare, ma perché io non posso vivere le cose che vivono tutti gli altri ragazzi? Solo perché le ragazze non mi interessano? Ma non è giusto! Certe volte per la strada vedo certi ragazzi da togliermi il fiato per quanto solo sexy e io mi devo girare dall’altra parte, devo fare finta che non mi interessano. Un ragazzo etero quando vede una ragazza che gli piace se la mangia con gli occhi, ma io non posso fare la stessa cosa se mi fermo a guardare un ragazzo quello si stranisce e allora non lo posso nemmeno guardare. Io lavoro fuori Milano e prendo il treno tutti i giorni. Una volta mi capita davanti un ragazzo splendido, io lo guardo, lui mi guarda, poi ho dovuto fare finta di dormire per tutto il viaggio perché quello stava cominciando a fare facce strane. E poi mi trovo le ragazze che mi fanno gli occhi dolci, tra l’altro non sarò bellissimo ma almeno passabile sono, e mi vengono appresso e non ne posso più perché mi asfissiano. Devo stare attento a quello che dico, devo dire bugie coerenti perché se no mi trovo in difficoltà. Se una ragazza con me ci prova (e succede spesso) devo cambiare discorso e quella ci resta male perché per lei è ovvio che è un rifiuto di lei come persona, ma non le posso dire: scusa sai, ma sono gay! Poi non sopporto le ragazze invadenti e quelle che ti vogliono toccare per forza, per loro è un gioco per me è proprio sgradevole, a una un altro poco le rompevo proprio un braccio. L’anno scorso mi sono iscritto a una palestra, c’erano veramente dei bei ragazzi e la tentazione dello spogliatoio era grandissima, ma in pratica ci sono andato solo due volte. La prima sono andato anche nello spogliatoio, la seconda ci volevo andare ma mi veniva un’erezione violenta e ci ho dovuto rinunciare. Ma te lo immagini, Project, che cosa provavo io a 21 anni a dover non andare più in palestra? Non è giusto! Era una spinta sessuale profondissima e nello stesso tempo non ci potevo andare. Ma perché no? Ma scusa, ma l’imbarazzo in effetti non sarebbe stato nemmeno il mio. Mi capita così … e allora? Ma perché devo rinunciare a una cosa che per me è eccitante per non dare fastidio agli altri? Comunque partita chiusa, quella almeno è chiusa. Non mi sono più iscritto. Ma ci sono tante altre cose che per me sono importantissime: fare due chiacchiere con un amico da solo a solo, proprio con una certa intimità, almeno a parole, oppure magari andarmene due giorni in montagna con un amico. Project, ma tu credi che queste cose siano possibili? Ma nemmeno per sogno! E poi, anche se volessi mettere da parte il sesso (e non voglio proprio) mi piacerebbe almeno potere avere amici gay come si deve, mi piacerebbe potere stare bene con loro parlando di tutto senza tabù e non pensare a cose assurde, cioè non avere paura di cose assurde, parlare proprio di come vivono loro, se lo hanno detto a casa, di come si sentono dentro. Ma perché due ragazzi etero si possono scambiare un po’ di confidenze intime e io non lo posso fare con nessuno? E mi fa una rabbia fortissima perché di ragazzi gay ce ne sono tantissimi e penso che a tantissimi di questi andrebbe benissimo tutto quello che ho detto, ci potrebbero stare benissimo pure loro e invece non succede niente e ce ne stiamo ognuno nel suo buco, rintanati ad aspettare chissà che cosa. Non solo non ho un ragazzo ma nemmeno un amico, uno come me, voglio dire. Insomma, ho provato a contattare qualcuno in chat quando non ce la facevo più, si attaccava a chiacchierare, apparentemente suonava tutto benissimo ma mi sembrava un copione imparato a memoria. Ho avuto praticamente sempre la stessa impressione che l’interesse per me ci fosse solo finché c’era l’ipotesi di finire a letto in poco tempo. Quando provavo a staccarmi un po’ e a rinviare sparivano. Se parlavo di cose mie nemmeno mi stavano a sentire, era tutto finalizzato a ottenere un risultato. Il giorno prima frasi d’amore bollente: “Tu non sei come gli altri!” il giorno dopo: “Vaffanculo! Stronzo!” solo perché non ci sono voluto stare. Adesso con quelle cose basta! L’idea di trovarmi un ragazzo solo per fare una scopatina mi è passata ma mi era durata un paio d’anni. Lo ammetto, anche solo sesso, mi sarebbe piaciuto. Mi aspettavo chissà che cosa, ma con certi deficienti è meglio non avere proprio a che fare. Ultimamente credo di essermi cacciato in un vicolo cieco. Ho un amico da tanti anni, chiamiamolo Marco. Marco mi ha voluto sempre bene e io a lui. Marco è etero, in pratica su questo non ho nessun dubbio. Bene! Se è etero, diresti tu, lascialo perdere perché etero è e etero resta. Lo so che è così, però, anche a livello sessuale, quello che provo pensando a lui è completamente diverso da quello che ho provato con i ragazzi della chat. Con quelli delle chat c’era un po’ l’interesse per la cosa in sé, di loro non me ne fregava proprio niente, con Marco c’è proprio un po’ a’more, anche sessuale. Praticamente quando mi faccio le seghe penso solo a lui ed è una cosa travolgente. È etero, ok, lo so, ma tanto non me lo tolgo dalla testa lo stesso, non ci provo nemmeno, tanto non ci riesco e almeno un po’ di amore anche sessuale me lo sogno, tanto posso solo sognarmelo. Marco mi vuole bene, ma la verità non posso dirla nemmeno a lui, rischierei di sconvolgerlo e almeno come amico voglio tenermelo caro. Project, ma che pensi? Sono incoerente? Me lo dicono tutti! Mi piace il sesso e mi innamoro di un etero! … però la vita è tutta una frustrazione, alla fine che si sogna a fare?

_________

Se volete potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.gratisforum.tv/viewtopic.php?f=20&t=253

martedì 3 marzo 2009

ATTRAZIONE GAY ETERO

Il tema “Attrazione Gay-Etero”, in questo ultimo periodo è uno di quelli in assoluto più frequenti nelle chat con i ragazzi, direi che anzi si tratta proprio del tema più discusso e di quello che polarizza il massimo di attenzione. Giorni fa ho pubblicato una mail di un ragazzo etero che mantiene un ottimo rapporto con due ragazzi gay che si sono innamorati di lui, separatamente uno dall’altro, ma il tema ricorre anche quando si parla con non più giovanissimi, anche 40enni e anche sposati. Tutto questo lascia pensare che ci sia un progressivo cambiamento nel modo di intendere il rapporto gay-etero, sia dal lato gay che dal lato etero. Queste cose, se ormai non sono più viste come un tabù, non sono però né semplici da gestire né tanto meno riducibili a schemi elementari. La presenza di problematiche connesse ai rapporti gay-etero tra 40enni che scoprono molto tardi la loro omosessualità o tra gay o bisessuali sposati si giustifica sulla base di una osservazione. Un uomo che si scopre gay a 40 anni si rende conto di essere omosessuale perché avverte un interesse sessuale indirizzato verso altri uomini ma siccome questa presa di coscienza avviene in una ambiente non gay la probabilità che il 40enne si innamori di un gay è decisamente bassa e il suo primo innamoramento sarà con ogni probabilità verso un etero, lo stesso discorso e a maggiore ragione si può fare per gli uomini sposati.
Poniamoci ora dal punto di vista di un ragazzo gay non dichiarato, che quindi è abbastanza restio a frequentare ambienti etichettati come gay e a cercare amici fra i gay dichiarati. Questo ragazzo si troverà immerso in un ambiente etero e avrà amici etero, tra questi amici sarà portato inevitabilmente a identificare un ragazzo di cui innamorarsi. Per un ragazzo gay che vive in un ambiente etero è certo molto più facile innamorarsi di un ragazzo etero anche se questo comporta dei problemi che all’inizio non sembrano neppure condizionanti. Ma, sia ben chiaro, un ragazzo gay che si innamora di un ragazzo apertamente etero lo fa con la segreta speranza che quel ragazzo sia gay e che prima o poi arrivi ad ammetterlo.
La partenza può essere più o meno in sordina, si va dalle amicizie che evolvono lentamente verso l’amicizia amorosa alle vere e proprie passioni che comportano forme di dipendenza psicologica anche molto marcata. Innamorarsi non è un fenomeno astrattamente mentale ma un fenomeno che contempera aspetti di affettività e di sessualità propriamente detta e, anzi, è proprio la sessualizzazione unilaterale del rapporto che è il segno tipico del’innamoramento. La presenza dell’altro è sentita come necessaria, la sua fisicità, la sua voce sono vissute come elementi apportatori di serenità e la sua presenza assume una netta coloritura sessuale. Quando un ragazzo gay si innamora, concentra sul ragazzo di cui è innamorato tutti i suoi interessi sessuali, va in erezione al solo pensiero di quel ragazzo, fa su quel ragazzo le sue fantasie sessuali e si masturba pensando a quel ragazzo. In sintesi si potrebbe dire che l’immagine di quel ragazzo entra nella fantasia sessuale del ragazzo che se ne è innamorato. Qui emerge il vero rischio di questi rapporti ossia la tendenza a interpretare come reale il mondo dei desideri connessi alla fantasia sessuale: “Sono innamorato di quel ragazzo, quindi lui è innamorato di me!”. In altri termini il desiderio induce a un salto indebito dal piano reale dell’innamoramento unilaterale al piano fittizio dell’amore corrisposto, o che potrebbe essere corrisposto. Questo salto dalla unilateralità alla condivisione è però spesso oggettivamente immotivato. Le motivazioni, fortissime sotto il profilo soggettivo, sembrano autorizzare e sostanziare l’ipotesi di una almeno ipotetica bilateralità. In questo modo, la dissimmetria, che è la caratteristica di fondo ineliminabile dei rapporti gay-etero, viene dissimulata sotto le apparenze di una ipotesi di possibile omosessualità dell’amato, tutta da verificare. Si tratta di ipotesi palesemente fittizie ma esse alimentano una speranza di fondo. Bisogna tenere presente che in effetti più che palare di rapporto gay-etero bisognerebbe parlare dal lato gay di rapporti tra un gay e un possibile gay nascosto o represso sotto le apparenze di un etero. Questa è, almeno in origine, la chiave di interpretazione della cosiddetta attrazione gay-etero.
Diciamo subito che i rapporti gay-etero non sono mai proiettivi al 100%, non si tratta cioè di pure fantasie di reciprocità radicalmente staccate della realtà. In pratica nella quasi totalità dei casi dei livelli più o meno profondi di condivisione esistono. Sa va da vere e proprie forme di amore reciproco senza sessualità condivisa, quando l’etero capisce e accetta di essere oggetto di desiderio sessuale da parte del ragazzo gay, a forme assai più labili di simpatia più o meno ondivaga. Intanto le situazioni si configurano in modo molto diverso a seconda della dimensione più o meno esplicita del rapporto. I rapporti gay-etero più seri non solo non sono messi in crisi dalla piena consapevolezza della situazione da parte del ragazzo etero, ma ne sono anzi rinsaldati. Non c’è bisogno di sottolineare che in un vero rapporto d’amore, cioè di reciprocità affettiva, la chiarezza reciproca è un postulato essenziale. Quando i rapporti sono costruiti sul non detto e quando il timore circa il fatto che la chiarezza possa distruggere il rapporto invita alla reticenza è lecito ipotizzare una forte unilateralità.
In linea teorica per un ragazzo gay una storia d’amore, in senso sia affettivo che sessuale, ma un storia condivisa, richiede il verificarsi di una serie di precondizioni circa il ragazzo di cui ci si innamora:
1) che sia gay,
2) che sia fisicamente corrispondente agli archetipi di ragazzo ideale del ragazzo che se ne innamora,
3) che abbia un carattere compatibile,
4) che la situazione logistica consenta la costruzione di un rapporto reale,
5) ecc.
Il verificarsi contemporaneo di tutte queste condizioni non è di per sé probabile e un ragazzo gay, pur di arrivare a costruire una storia d’amore, si adatta a diversi compromessi: accetta di viaggiare, almeno entro certi limiti, chiude un occhio sulla compatibilità caratteriale, spesso limita le sue esigenze anche in fatto di bellezza fisica (corrispondenza all’archetipo ideale) e, in ultima istanza, è disposto anche a rinunciare all’idea che il ragazzo da amare sia gay. In un certo senso, anche se l’espressione sembra poco rispettosa, “meglio un etero oggi che in gay domani (che potrebbe anche significare mai)”.
Nell’ipotesi di gran lunga più comune, di un rapporto che nasca senza una vera chiarezza di fondo, si verificano spesso dei fraintendimenti, talvolta radicali e totalmente fuorvianti. Il gay e l’etero interpretano i gesti e i discorsi del compagno secondo codici completamente diversi il che può portare a momenti di imbarazzo pesante. In un rapporto non chiaro l’espressione “ti amo” non è usata e al suo posto compare (peraltro molto raramente) l’espressione “ti voglio bene” alla quale però il gay attribuisce quasi il significato di una dichiarazione d’amore, mentre l’etero dà un significato assolutamente generico. Ma i fraintendimenti più imbarazzanti sono quelli relativi ai gesti affettuosi, come la carezza, il bacio, l’abbraccio e talvolta anche vere forme di disinvoltura e di assenza di imbarazzo a livello sessuale. Il gay tende a caricare questi gesti di significati che per l’etero non esistono affatto. Tra ragazzi strettamente etero esistono spesso forme di disinibizione fisica che sono viste dal gay come forme di vero coinvolgimento sessuale, interpretazione tuttavia totalmente fuorviante.
Accontentarsi o non accontentarsi? Che cosa ci si può aspettare da un rapporto gay-etero? La risposta non può essere data a priori perché ci sono rapporti gay-etero in cui in cui i livelli di coinvolgimento e di soddisfazione sono profondi da entrambe le parti anche se il coinvolgimento sessuale è solo unilaterale. Un parametro strettamente correlato alla reciprocità può aiutare a valutare un rapporto gay-etero e si tratta dell’andamento della soddisfazione nel tempo. Se la soddisfazione mantiene nel medio periodo un andamento stabile il rapporto si può ritenere in buona parte reciproco, se la soddisfazione registra una flessione il coinvolgimento è probabilmente unilaterale. Le relazioni scarsamente condivise hanno un andamento della soddisfazione rispetto al tempo tendenzialmente parabolico, dopo un periodo di rapido aumento, segue una altrettanto rapida diminuzione della soddisfazione, fino ad arrivare a livelli negativi di disagio anche forte, collegati a rifiuti espliciti o alla sopravvenuta consapevolezza di difetti intrinseci del rapporto come falsità, ipocrisia, strumentalizzazione, doppio gioco. Le relazioni condivise presentano indici di soddisfazione che tendono a stabilizzarsi a livello tanto più alto quanto maggiore è il livello di condivisione. Per la definizione stessa di rapporto gay-etero il livello si soddisfazione resta comunque al di sotto, e spesso di parecchio, del livello massimo possibile relativo a una condivisione ideale anche a livello sessuale. In un qualsiasi rapporto e quindi anche in un rapporto gay-etero che abbia un apprezzabile indice di condivisione, il livello si soddisfazione dal lato gay può essere raggiunto mantenendosi sempre al di sotto della linea che indica il livello di stabilità (rapporto inizialmente sottovalutato dal lato gay) ma può essere raggiunto anche dopo una prima forte impennata, legata in genere all’idea che l’altro ragazzo sia o possa essere gay, accostandosi alla linea di stabilità dall’alto (rapporto sopravvalutato dal lato gay e successivamente ridimensionato).
Vorrei concludere questo post con una osservazione, credo che sia accaduto più o meno a tutti i ragazzi gay di trovarsi implicati in qualche modo in rapporti gay etero. Spesso i ragazzi gay si trovano nella condizione di trascinare il rapporto: prendono sempre l’iniziativa, temono di essere importuni, avvertono dall’altro lato una reazione in tono minore, provano desideri fortissimi nei confronti del ragazzo di cui sono innamorati ma si guardano bene dal manifestarlo anche minimamente. Questi sono gli indici tipici di un rapporto fortemente unilaterale. Quando il rapporto è di questo tipo e una relazione condivisa non è possibile neanche a libello medio-basso, un ragazzo gay dovrebbe chiedersi se il suo innamoramento abbia un minimo di prospettiva, il che, al limite potrebbe anche essere, o se sia una fantasia totalmente unilaterale e, valutando la cosa a mente lucida, ne dovrebbe trarre le dovute conclusioni. So benissimo per esperienza diretta che in questo campo valutare le cose a mente lucida è difficilissimo ma non è comunque mai male mantenere un atteggiamento equilibratamente razionale, almeno nei limiti che la situazione permette.

Se volete, potete partecipare alla dscussione di questo post aperta sul forum di Progetto Gay:

http://progettogay.gratisforum.tv/viewtopic.php?f=16&t=227&p=423#p423

domenica 1 marzo 2009

VOGLIO BENE A DUE RAGAZZI GAY MA SONO ETERO

Ciao Project,

mi sono deciso a scriverti anche se non so nemmeno che cosa c’entro io con le cose che fai tu. Tu ti occupi dei ragazzi gay e io credo proprio di non essere gay, anzi direi che ne sono quasi certo. Ho letto tutte le cose che hai scritto sull’orientamento sessuale e tante lettere di altri ragazzi ma, onestamente, non mi ci ritrovo. Tu mi dirai: e allora che mi scrivi a fare? Io penso di essere etero perché le ragazze mi eccitano proprio, se devo cercare un sito in rete cerco un sito di ragazze, l’orientamento sessuale mio è quello, ma io tra i ragazzi etero non sono mai stato bene, con le ragazze sì, almeno fino a quando si rimane sul sessuale e non si cerca di costruire altro, ma coi ragazzi etero non sono mai riuscito ad andare d’accordo. Saranno forse solo mie fissazioni e forse conosco poco i ragazzi etero, ma con loro non ho mai potuto costruire nulla di più di una chiacchierata stupida. Un po’ anche con le ragazze è così, se la metto sul sessuale, ok, funziona, ma se cambio registro l’entusiasmo mi passa proprio. Io ho due amici gay, chiamiamoli Marco e Andrea, che non sanno l’uno dell’altro e io mi guardo bene dal dire a Marco di Andrea e viceversa. Sono due ragazzi che nessuno prende mai per gay. Marco ha 27 anni, fino a un paio d’anni fa aveva la ragazza. Andrea ha 21 anni e da quello che sembra vive in funzione dello studio da quando aveva 15 anni. Io di anni ne ho 28. Tra me e questi due ragazzi, separatamente però, si sono creati rapporti di amicizia molto belli. Per me non hanno un’attrattiva sessuale, giusto forse un po’ Andrea, ma un po’ e solo quando si creano dei momenti di confidenza molto intima, ma sono cose sulle quali non ho mai costruito castelli in aria o fantasie di nessun genere. Io attualmente non ho una ragazza, ne avevo una fino a due anni fa e si stavo bene ma poi è andata a vivere in un’altra regione e piano piano ci siamo persi di vista. Quando è capitato che sono rimasto solo, cioè che la mia ragazza è partita, proprio in quei giorni, Marco ha rotto con la sua ragazza. Eravamo di nuovo scapoli tutti e due e la sera andavamo un po’ in giro per pizzerie. Io che Marco fosse etero non l’avevo mai messo in dubbio, poi piano piano una sera dopo l’altra l’amicizia è diventata un’amicizia stretta e una volta, in macchina, abbiamo parlato delle nostre ragazze e lui mi ha detto che aveva lasciato la sua perché pensava di essere gay, apparentemente l’ha buttata lì senza nessuna sottolineatura ma gli deve essere costato moltissimo. Ho sempre pensato che si aspettasse da me un discorso dello stesso tipo, forse pensava che la nostra amicizia in realtà potesse essere altro, ma sicuramente Marco era del tutto fuori dalle mie prospettive sessuali (su Andrea invece qualche piccolo dubbio lo avrei avuto). Probabilmente è rimasto deluso perché non gli ho detto quello che avrebbe voluto sentire. Onestamente mi sentivo gratificato che Marco mi avesse fatto un discorso del genere, abbiamo continuato ad uscire un paio di volte la settimana per andare a prendere la pizza. Abbiamo parlato tanto. È probabilmente il migliore amico che ho e sa praticamente tutto di me, penso che un po’ sia innamorato di me ma non mi dispiace, certo non posso corrispondere ai suoi sentimenti, ma con lui non mi sono mai sentito in imbarazzo e il fatto che almeno un po’ sia innamorato di me non mi condiziona affatto, cioè mi dispiace per lui perché non trova quello che vorrebbe. Io da Marco mi sento amato ed è una cosa che mi fa piacere e gliel’ho pure detto e gli voglio bene, non è a livello sessuale che non mi viene proprio ma è un bravissimo ragazzo e un amico vero. Quanto ad Andrea il discorso non è molto diverso, c’è che è parecchio più giovane di me. Non è quello che si direbbe un bel ragazzo, ha 21 anni ma gliene potresti dare pure 15, ma è molto affettuoso, ci siamo trovati subito bene insieme, lo conosco da quando aveva 19 anni, era l’hanno che ha fatto la maturità, era il fratello piccolo di un mio amico. Una volta sono andato a casa loro, il mio amico non c’era ma c’era Andrea, con me è stato proprio affettuosissimo ma anche un po’ timoroso, si vedeva che stavamo bene insieme. Mi sorrideva in modo disarmante, ho provato a dire che dovevo andare via e che ero venuto per vedere il fratello e ho proprio visto un attimo di delusione nel suo sguardo e allora ho cercato di non deluderlo e siamo rimasti a parlare per parecchio tempo, alla fine mi ha chiesto se volevo fare due passi con lui la domenica mattina e gli ho detto di sì. A rompere il ghiaccio ci abbiamo messo diversi mesi senza mai parlare di cose troppo private. Un girono mi chiama e mi dice che ha bisogno di parlare con me. Alla fine mi dice che si è innamorato di me e poi mi chiede se sono gay, io gli dico la verità, non sono gay, lui mi guarda e si mette a piangere. È stato uno dei momenti emotivamente più intensi che io abbia mai vissuto, in pratica ci siamo abbracciati ma lui dopo qualche secondo si è staccato, c’è rimasto malissimo, non sapevo che dire e come comportarmi ma sono rimasto a parlare con lui, prima con disagio, poi meno. Nei mesi successivi ho notato che ha fatto dei grossi sforzi per staccarsi da me ma poi ogni volta che ci provava dopo tornava indietro. Ho pensato pure ti tagliare io perché mi sa che così non gli permetto di vivere una vita sua possibile perché continua probabilmente ad aspettarsi da me qualcosa che non penso possa proprio esistere. Io ad Andrea voglio un bene profondo ma non ne sono innamorato nel senso sessuale del termine, cioè non desidero una vera intimità sessuale con lui. Forse l’accetterei pure, ma non sarebbe una cosa mia, lo farei per lui. Certe volte penso che lo farei. Ma è un’ipotesi molto forzata. Marco e Andrea si conoscono ma ognuno pensa che l’altro sia etero, mi sono chiesto se non farei meglio a dire a tutti e due come stanno realmente le cose, ma in realtà, anche se si conoscono, tra loro non è scoccata nessuna scintilla. Sembra un paradosso, ma due ragazzi gay che si conoscono non si innamorano l’uno dell’altro, ma entrambi si innamorano di me, cioè di un etero. Con Marco e con Andrea io in sostanza non provo nessun coinvolgimento sessuale, nemmeno con Andrea, però con loro sto bene. Se ho bisogno di sesso vado su internet lo cerco lì, ed è solo sesso etero, ma con loro sto bene veramente. All’esterno nessuno capisce niente non credo nemmeno che sospettino o cose del genere, siamo solo un gruppo di amici, tra questi amici ci sono io, c’è Marco e c’è Andrea.


Project, avevo cominciato a scrivere questa e-mail e l’avevo interrotta a questo punto, poi ho letto una cosa che avevi scritto tu tanto tempo fa sui rapporti tra gay e etero e sui gay che si innamorano degli etero, in questi post mi ci ritrovo pari pari, però, diciamo così che io la vedo dal lato dell’etero, mentre tu hai scritto quello che si prova del lato del gay, però dal lato dell’etero sono sì cose che hanno un grosso valore ma pure un grosso rischio. Io con questi ragazzi sto bene, direi che per me sono più che amici, il sesso non c’entra niente e io per quelle cose continuo a pensare alla donne, però con loro sto bene. Forse potrei dire che sono gay dal punto di vista affettivo e non sessuale. Per assurdo che possa essere, io con Marco o con Andrea ho pure pensato che sarebbe bellissimo viverci insieme ma addirittura tutti e tre insieme, cioè vivere nella stessa casa, loro magari potrebbero avere anche una vita sessuale tra loro, la cosa non mi creerebbe nessun problema, ma forse sono tutte fantasie stupide perché tra Marco e Andrea non c’è mi stato nulla, però mi piacerebbe anche vivere solo con Marco e soprattutto solo con Andrea. Certe volte penso che la presenza di questi due ragazzi possa perfino essere deleteria per me, perché da due anni a questa parte di fatto ho smesso di cercare contatti reali con le ragazze. In pratica dopo che se n’è andata via la mia ragazza non ho più avuto rapporti con le ragazze né sessuali né relazioni di nessun genere. Ho la mia vita sessuale privatissima come credo tutti i ragazzi che non hanno una ragazza (o un ragazzo) ma quella è tutta basata solo su fantasie etero. Ho provato pure a cercare di fare fantasie su Andrea ma la sento proprio come una cosa forzata, il cervello va spontaneamente in un’altra direzione. L’ho fatto perché, diciamo così, razionalmente, se fossi gay con Andrea starei benissimo (e forse pure con Marco) e, per paradossale che sembri, in un certo senso mi dispiace non essere gay, ma non credo ci sia molto da fare. Dopo che ho letto le cose che hai scritto tu, mi sono chiesto se un ragazzo gay innamorato di un etero riesce a capire veramente quello che si prova dall’altra parte. Certe volte ho proprio paura che Marco e Andrea tendano ad escludermi dalla loro vita, Andrea ci ha provato esplicitamente più volte, Marco mi vuole bene ma è più freddo e soprattutto più controllato di prima, ma queste cose a me fanno male, mi sento veramente come ghettizzato solo perché non sono gay e mi sento a disagio per questo, cioè ci sto proprio male. Poi mi sono chiesto: ma è possibile che queste cose capitino solo a me o che siano cose comunque rarissime? Francamente non credo che tutti i ragazzi etero che sono l’oggetto d’amore di un ragazzo gay si comportino con indifferenza, anzi io penso proprio il contrario. Insomma io voglio bene a questi ragazzi ma non c’è una spinta sessuale ma è una cosa seria lo stesso che in un certo senso pesa molto anche sulla mia vita. Per assurdo che sia, io così sto bene e se mi mancassero ne risentirei parecchio. Ecco questa è la mia storia. Dimmi quello che ne pensi e cerca di metterti pure dell’altra parte. Pubblicala, se lo credi opportuno, perché mi piacerebbe sapere se ai ragazzi del forum sono capitate cose del genere e come si sono comportati.

Ciao. Luca


Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta nel forum di Progetto Gay:

http://progettogay.gratisforum.tv/viewtopic.php?f=23&t=224

mercoledì 22 ottobre 2008

QUANDO UN GAY SI INNAMORA DI UN ETERO

Per un ragazzo gay, innamorarsi di un etero non è un evento raro, o almeno non lo era in passato, anche ai miei tempi (40 anni fa) quando non c’era internet e non c’erano i telefonini le storie gay-etero non erano rare. Oggi con internet le cose sono molto cambiate e le storie gay-etero sono decisamente molto più rare perché i gay hanno la possibilità di conoscersi e di frequentarsi. Quando un ragazzo gay non conosceva e non poteva conoscere altri ragazzi gay la sua affettività si indirizzava sui ragazzi che aveva vicino e la probabilità di una storia gay-etero era alta. Queste storie in alcuni casi possono essere molto importanti per tutti e due i ragazzi quando, pur senza sesso, esiste comunque una corrispondenza affettiva molto forte, cosa possibile anche se non molto probabile. Per storia gay-etero intendo una relazione affettiva accettata da entrambe le parti con piena consapevolezza, non il semplice fatto che un ragazzo gay si innamori senza alcuna corrispondenza affettiva di un suo amico etero. Le relazioni gay-etero, oggi assai più rare di una volta, erano una forma di mutuo soccorso molto importante tra persone che, per motivi diversi, non riuscivano a realizzare la loro sessualità che veniva sublimata in una dimensione non sessuale all’interno di un rapporto dissimmetrico tra due uomini. Il gay, per restare con il suo amico etero, di cui era innamorato, non faceva la tipica vita di un gay e l’etero non faceva la tipica vita di un etero. In realtà non si trattava di rinunce difficili perché la reciproca compagnia con la sua valenza affettiva reale era di fatto molto gratificante. Ma la condizione per rendere possibile una relazione gay-etero in cui la sessualità non è condivisa è che esista un rapporto affettivo molto forte e reciproco, cosa, lo ripeto, decisamente poco comune. Quando manca una vera e profonda reciprocità affettiva esiste solo un innamoramento di un ragazzo gay verso un ragazzo etero che non è inteso da tutte e due le parti per quello che è o, se è compreso, è al limite tollerato. È evidente che in situazioni simili un gay deve essere perfettamente cosciente che una corrispondenza non solo sessuale ma anche affettiva non sussiste e non sussisterà nemmeno in seguito. Un gay innamorato di un etero, come tutti i ragazzi innamorati, è portato a credere che il suo amore sarà alla fine accettato e condiviso, ipotesi assolutamente irrealistica. Se un ragazzo gay vuole vivere una sua vita affettiva e sessuale reale e non meramente proiettiva, deve mettere da parte gli amori impossibili, deve evitare di finire impegolato in eterni giochi psicologici miranti a dare un valore enorme a tutti i segnali apparentemente incoraggianti che gli vengono dal ragazzo etero e a non vedere tutti i segnali scoraggianti. Con questi sistemi passano anni o addirittura decenni della vita, in attesa che l’impossibile si realizzi e si va poi verso frustrazioni radicali.

Per creare un rapporto d’amore tra due ragazzi la condivisione dell’orientamento sessuale è assolutamente fondamentale. Due ragazzi gay, che possono comunque essere diversissimi tra loro, hanno comunque vissuto vite molto affini o almeno in qualche modo affini, hanno una fantasia sessuale certamente molto più simile che non un gay e un etereo, possono parlare tra loro della loro intimità senza il rischio di incomprensioni radicali. Mi accade spessissimo, quando parlo con ragazzi gay che si sono conosciuti e che hanno avuto modo di parlare tra loro, di sentirmi dire frasi del tipo: ”Ha vissuto le stesse cose che ho vissuto io, pensa le stesse cose che penso io, abbiamo un mondo in comune!” Affermazioni di questo genere indicano che tra quei due ragazzi ci costruisce una comunione personale profonda, in cui la sessualità si integra e interagisce con moltissimi altri elementi della vita ordinaria. Devo tuttavia aggiungere che comunque sarebbe molto ingenuo dare per scontato che “GAY + GAY = AMORE”. L’innamoramento reciproco, se non è comunque un evento comune nemmeno tra gay, è di fatto impossibile tra un gay ed un etero perché la dimensione di reciprocità, quando anche si fosse, escluderebbe comunque la sfera sessuale.

Per un ragazzo normale gay che fatica ad accettare la propria omosessualità, conoscere un altro ragazzo normale gay significa capire che la vita dei ragazzi gay non ha nulla a che fare con i modelli scoraggianti dei gay che provengono dai mass media e rendersi conto della vera vita dei ragazzi gay, questo bagno di normalità rende alla omosessualità la sua vera collocazione, mille miglia lontana dagli schemi della pornografia e da quanto emerge dai siti di incontri o dalla chat erotiche. Rendersi conto della esistenza di una normalità gay dissolve i timori connessi con l’accettarsi come gay e fa vedere la realtà di una vita gay nel quotidiano, nella scuola, nell’università, tra ragazzi che studiano e che lavorano e, ovviamente, cercano di realizzare anche la loro vita affettiva, ma non come caccia a fini immediatamente sessuali, ma come progetto complessivo di vita in cui la sessualità è importante ma certo non è tutto.

In pratica sento parlare di storie gay-etero solo da ragazzi molto giovani o da parte di ragazzi che hanno un rifiuto conscio o inconscio così radicale del contatto con altri ragazzi gay, che impedisce loro di cercare affetto da parte di un altro ragazzo gay. Per un ragazzo gay innamorarsi di un altro ragazzo gay comporta almeno la possibilità di una corrispondenza affettiva profonda e, francamente, se ho visto alcuni gay innamorati di ragazzi etero, li ho visti in questa situazione per tempi non troppo lunghi, perché prima o poi subentra la consapevolezza della impossibilità della reciprocità e quando ciò accade inevitabilmente questi rapporti finiscono. Innamorarsi di un etero non è alla lunga un’esperienza gratificante.

Quando poi un ragazzo gay si innamora di un ragazzo di cui non consoce con certezza l’orientamento sessuale comincia a presentarsi insistentemente e angosciosamente la domanda “è gay o non è gay?” Per la stragrande maggioranza dei ragazzi gay, che non sono pubblicamente dichiarati, i problemi connessi col fatto di essere innamorati di un ragazzo di cui ignorano l’orientamento sessuale si uniscono a quelli del coming out, perché dichiarare in modo comprensibile il proprio amore ad un ragazzo significa dichiarare la propria omosessualità, con tutti i rischi che una simile dichiarazione comporta. La fase dell’“è o non è gay?”, proprio per il fatto che il coming out è pericoloso, tende quindi ad allungarsi a dismisura alla continua ricerca (vana e stressante) di elementi che confermino o escludano che il ragazzo di cui ci si è innamorati è gay.

Devo dire che, sulla base dell’esperienza, un ragazzo gay che si sia innamorato di un etero e che successivamente sia venuto a contatto con dei ragazzi gay molto difficilmente tornerà ad innamorarsi di ragazzo etero o anche soltanto di un ragazzo di cui non conosce l’orientamento sessuale. Il successo dei siti di incontri e delle chat deriva proprio dal fatto che i gay tendano istintivamente, quando possono, ad evitare di innamorarsi di persone che non siano gay, per non spendere anni della vita in illusioni. Per un gay, innamorarsi in modo unilaterale di un etero è certamente possibile ma costruire una relazione affettiva e sessuale reciproca con un etero non è possibile e di questo bisogna avere piena consapevolezza.

Tra sognare un ragazzo e abbracciarlo in un abbraccio condiviso e reciproco c’è una differenza sostanziale.

Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul forum di Progetto Gay:

http://progettogay.forumfree.net/?t=33399697

venerdì 28 marzo 2008

COMING OUT IN CHAT

...
- Marco scrive:
ma fai discorsi un po’ strani
- Luca scrive:
perché?
- Marco scrive:
mah... non lo so... questo amico per te mi pare che conta veramente molto...
- Luca scrive:
sì effettivamente sì... ci conosciamo da anni, ci diciamo tutto...
- Marco scrive:
ma tu ce l’hai una ragazza?
- Luca scrive:
no...

- Marco scrive:
e perché no?
- Luca scrive:
beh...
- Marco scrive:
ma che significa beh?
- Luca scrive:
...
- Marco scrive:
oddio non sarai mica gay...
- Luca scrive:
...
- Marco scrive:

mannaggia mi dispiace
- Luca scrive:
che cosa ti dispiace?
- Marco scrive:
beh, non lo so, dicevo così...
- Luca scrive:
Dai, dimmi quello che pensi veramente
- Marco scrive:
mah... che ti posso dire... non è che mi sento in imbarazzo ma non mi era mai capitato prima e poi con te non me lo sarei aspettato proprio, mi dispiace, che ne so... boh... mannaggia non so che dire... però mi sento in imbarazzo... no, magari no, boh... non lo so...
- Luca scrive:
dai, parla chiaro...
- Marco scrive:
insomma io me l’aspettavo, cioè l’avevo capito subito...

- Luca scrive:
ma un secondo fa hai detto esattamente il contrario...
- Marco scrive:
no, vabbe’ che c’entra, mannaggia quanto sei suscettibile... non me ne passi una...
- Luca scrive:
oh... Marco... se vuoi chiudiamo pure subito...
- Marco scrive:
e perché?
- Luca scrive:
beh...
- Marco scrive:
ma che significa beh?
- Luca scrive:
...
- Marco scrive:
ma io non c’ho niente contro i gay, stiamo tra persone civili... se tu sei fatto così... che ti posso dire... ok, va bene... basta che magari non mi corri troppo appresso...
- Luca scrive:
ma l’ho mai fatto?
- Marco scrive:
no... si vede che sono uno scorfano...
- Luca scrive:
ma dai!
- Marco scrive:
beh, non lo so, dicevo così... una battuta stupida... pero, seriamente che cosa pensi di fare?
- Luca scrive:
in che senso?
- Marco scrive:
non lo so... andare da uno psicologo... vedere se si può fare qualche cosa...
- Luca scrive:
cioè?
- Marco scrive:
mah... non lo so... ma che vuoi stare così? Se c’hai problemi con le ragazze ho sentito che qualche cosa si può fare, ti puoi fare dare il viagra...
- Luca scrive:
ma tu lo sai che cos’è un gay?
- Marco scrive:
è uno che quando sta con una ragazza non gli si drizza, ma non ti devi fare condizionare da queste cose, io penso che qualche cosa si può fare... se trovi il medico giusto la risolvi e poi a puttane c’andiamo insieme... bella Luca!
- Luca scrive:
no... mi sa che non hai capito bene... io non sono impotente...
- Marco scrive:
e allora che è? Se con una donna ti si drizza tu ci stai e via... e secondo me non sei nemmeno gay... questa cosa adesso te la sei messa in testa così come una fissa... ma mi sa che è una grande stronzata...
- Luca scrive:
beh... no... io voglio stare coi ragazzi... me ne innamoro proprio...
- Marco scrive:
ma che significa? Ma non è possibile? Ma come fai? Non c’ha proprio senso... sarebbe come se io pensassi di innamorarmi di te ma è pazzesco...
- Luca scrive:
...
- Marco scrive:
oddio mo’ che è successo? Ti sei offeso? ...
- Luca scrive:
no... tanto al fatto che nessuno capisce un cavolo ci sono abituato...
- Marco scrive:
ma che dovrei capire, dai! Non dire stronzate! ... Te ne faccio conoscere una io che quando la vedo vado subito in tiro... quando stai là non ci resisti... Basta che la vedi che ti passano tutte le fantasie stupide... Luca, dai... sono stupide...
- Luca scrive:
mah... Se dobbiamo andare avanti così è meglio che chiudo...
- Marco scrive:
ma che... pensi veramente di essere uno di quelli... Luca!! Tu con quella caz.. di gente non c’hai niente da spartire, te lo dico io! Ma non l’hai visti che attrezzi che sono? Sono patetici...
- Luca scrive:
ti lascio, va... è meglio... ciao
- Marco scrive:
aspetta! Caz.. ! Ma dove vai! Buono! Non ti mangio mica... mannaggia quando uno vuole aiutare un amico alla fine becca solo cazzotti!
- Luca scrive:
scusa, scusa, ma non voglio essere aiutato... voglio rimanere quello che sono punto e basta!
- Marco scrive:
secondo me non sai nemmeno quello che dici... vabbe’ oh... vuoi fare così? Fallo! So’ cavoli tuoi! Ma chi te se caca più a te! Vuoi essere una merda... e allora ti trattano come una merda... è giusto no?
- Luca scrive:
Ciao

Luca chiude la chat

Marco riapre la chat

- Marco scrive:
Oh! Guai a te se mi richiudi la chat in faccia! Mi fai incazzare di brutto... ma c’hai proprio un caratteraccio... vabbe’, vuoi dire che sei gay... come ti pare a te! Vuoi essere stronzo.. Fallo!
- Luca scrive:
se ricominci spengo tutto... Marco se non c’hai manco un minimo di rispetto vattene a quel paese e basta!
- Marco scrive:
vabbe’, scusa, scusa... ma seriamente da uno psicologo perché non ci vai? Che quello ti tira fuori... - Luca scrive:
ma che cavolo dici!
- Marco scrive:
beh, non lo so, dicevo così... ma tu che cosa pensi di fare?
- Luca scrive:
ma che devo fare? Niente!
- Marco scrive:
ma se dallo psicologo non ci vai questa cosa diventa una fissazione, mentre secondo me ci stanno tante cose da fare...
- Luca scrive:
ancora?
- Marco scrive:
va bene... c’hai ragione tu... facciamo finta che c’hai ragione tu...
- Luca scrive:
Marco mi sono stufato di sentire stronzate...

- Marco scrive:
oh! pure io mi sono stufato... e quelle che hai detto tu sono molto più stronzate delle mie...
- Luca scrive:
non ne posso più... Marco basta! ... ma perché t’ho fatto questo discorso... non ne posso più... lasciami in pace!
- Marco scrive:
e no! Se no gli amici a che servono? ... a te t’è venuta in testa una stronzata e io te la devo fare passare dalla testa... tutto qua... Ma a Sandro gliel’hai detto?
- Luca scrive:
no! ... ma perché glielo dovevo dire?
- Marco scrive:
no, così... siccome pure lui mi sembra un po’ stranetto...
- Luca scrive:
ma che cavolo dici?
- Marco scrive:
Beh... io te l’ho detto... tanto tu fai sempre di testa tua...
- Luca scrive:
io l’ho detto a te e ho fatto male perché mi stai trattando in modo assurdo e manco te ne rendi conto...
- Marco scrive:
ma lo sai che Sandro pensava che ti poteva portare pure a te da quella che t’ho detto prima... a lui ce l’ho portato...
- Luca scrive:
ma non era gay?
- Marco scrive:
beh... però lui c’è venuto... e mi sa che pure a te ti farebbe lo stesso effetto...

Luca chiude definitivamente la chat

____________

Se volete, potere partecipare alla discussione su questo documento aperta sul Forum di Progetto Gay:

http://progettogay.forumfree.net/?t=26507706