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mercoledì 11 marzo 2009

INNAMORARSI DI UN GAY SPOSATO

Ciao Project,
leggo i tuoi siti da molto tempo e mi hanno aiutato parecchio. Mi chiamo Maurizio, ho 26 anni e penso di avere una marea di problemi legati alla sfera del sesso. Faccio una vita apparentemente normalissima, mi sono laureato da poco e ho trovato anche lavoro, so benissimo che di questi tempi è difficilissimo e che sono stato fortunato e tra l’altro faccio un lavoro che mi piace. Da quando ho cominciato a lavorare non vivo più a casa dei miei ma con un po’ di soldi che mi hanno prestato i miei ho comprato una minicasetta in campagna, vicinissimo al posto dove lavoro, e ci vivo da solo ormai da dieci mesi. La solitudine non mi pesa, esco di casa la mattina alle sei e torno dopo le sette di sera, pranzo e cena in mensa, non cucino. Ho internet e dalle otto di sera in poi navigo in rete. Praticamente ho scoperto i tuoi siti quando sono andato a vivere da solo. Avevo pensato quasi subito che mi sarebbe piaciuto parlare un po’ con te ma poi mi sembrava una cosa imbarazzante e ho lasciato perdere. Però leggendo ho trovato molte cose che mi hanno un po’ chiarito le idee, ma poi ogni volta che leggevo qualcosa che mi interessava direttamente mi dicevo che avrei dovuto scriverti e alla fine l’ho fatto. Ti potrà sembrare strano, ma non ho mai potuto parlare seriamente con nessuno di cose riguardanti la sessualità. A casa mia l’argomento è sempre stato tabù ma non solo riguardo ai gay ma a tutta la sessualità. Non ho mai avuto amici, piuttosto conoscenti ma non erano certo ragazzi coi quali avrei potuto parlare di cose sessuali. Fino ai 21 anni non avevo internet, sentivo qualcuno che parlava di tutto quello che ci si può trovare ma mi sembravano cose sporche, per depravati, e così mettevo da parte la questione anche se ho sempre saputo di essere gay, diciamo che la cosa l’ho considerata come una cosa negativa e che mi era capitata e che mi sarei dovuto tenere, una specie di angolo patologico al quale mi dedicavo solo nei momenti di autoerotismo e anche con grossi sensi di colpa. In pratica, fino ai 21 anni ho sempre cercato di reprimere la mia omosessualità attraverso lo studio, ma ovviamente quello che uno è viene comunque a galla ma, diciamo così, non mi accettavo nel senso pieno del termine. Quindi fino a 21 anni ho cercato di negare a me stesso di essere gay anche se quelle cose le vivevo attraverso la masturbazione che però mi attirava e nello stesso tempo mi creava una marea di complessi, come se in pratica io stessi distruggendo la parte migliore di me per lasciare spazio alla parte gay, adesso so che è assurdo ma allora ragionavo così. A 21 anni le cose sono cambiate, ho avuto il mio primo computer collegato a internet e sono diventato sesso-dipendente, in pratica passavo le nottate a vedere foto e video porno e anche qui c’è stata un’evoluzione, all’inizio ansia e sensi di colpa, poi mi sono scatenato ma col tempo l’interesse andava calando. I primi tempi mi sentivo eccitatissimo anche solo a pensare che mi dovevo mettere al computer a vedere dei porno, poi, nel corso di un paio d’anni, le cose sono cambiate al punto che in pratica i video non dico non mi facevano più nessun effetto ma quasi, e comunque ne vedevo molto meno ed ero diventato molto selettivo, su cento me ne potevano interessare al massimo due o tre. Poi c’è stata la fase delle chat, diciamo che ho cominciato a 22 anni, un po’ come per i video porno, all’inizio una curiosità enorme, ma qui era diverso, mi dovevo esporre ma non lo volevo fare. Le primissime esperienze sono state squallide, proposte oscene e basta, ma non ho desistito e finalmente ho incontrato Stefano che non ha fatto come tutti gli altri (ne avevo provati in chat almeno una trentina), mi diceva una marea di cose belle che mi piacevano molto. Dopo diverse settimane di lunghissimi colloqui giorno e notte, dato che lui non faceva nessuna proposta come facevano tutti gli altri, ci ho provato io, gli ho chiesto di andare in cam ma non ha voluto. La cosa mi ha spiazzato, non capivo perché, ho pensato che mi stesse imbrogliando ma non riuscivo a capire il senso, perché se avesse voluto approfittare della situazione avrebbe dovuto andare al sodo, e invece non succedeva e anzi più passava il tempo e meno si parlava di sesso e poi non aveva proprio niente che mi facesse pensare male. Ho insistito diverse volte perché si facesse vedere in cam ma non lo ha mai fatto. Dopo circa sei mesi che ci conoscevamo è sparito e non l’ho più sentito. Non ho la più pallida idea del perché, le ho pensate tutte, che fosse un uomo grande, anche se mi aveva detto di avere 24 anni, che fosse magari un uomo sposato o un prete o magari un ragazzo che aveva dei problemi tipo handicap. La storia di Stefano mi ha scombussolato parecchio, forse di lui mi sarei anche innamorato. Ancora adesso qualche volta mi rileggo i testi delle conversazioni con Stefano e resto colpito dal livello del discorso che non aveva nulla del classico dialogo da chat erotica. Al tempo della chat con Stefano, che è durata più di sei mesi, non avevo cercato nessun altro, poi ho ricominciato. Poco dopo il mio 23^ compleanno, dopo una marea di cose squallide, ho conosciuto un ragazzo di Alessandria, chiamiamolo Marco, non era del livello do Stefano, ma mi sembrava un bravo ragazzo e non abitava nemmeno troppo lontano dalla casa dei miei, io allora vivevo con loro. Con Marco alle proposte concrete ci siamo arrivati, era anche tutto sommato un bel ragazzo, o almeno passabile, diciamo che ho perso una marea di tempo a cercare di convincermi che con lui in effetti qualche cosa avrebbe potuto pure nascere però per me non era realmente attraente dal punto di vista sessuale, diciamo che da quando l’ho visto in cam ho smesso di masturbarmi pensando a lui. Che avrei dovuto fare? Avrei dovuto dire la verità, lo so benissimo, ma non ho fatto niente del genere, avevo paura che se ne andasse, con lui stavo bene se si trattava di parlare, in un certo senso era un amico ma per lui la cosa non si poteva fermare lì. Lui insisteva e io scappavo, cercavo scuse, ho tirato avanti così, tenendolo sulla corda per un paio di mesi, alla fine mi ha fatto un altolà e mi ha detto: “se non ne vuoi sapere me lo devi dire” ma io non ho avuto la faccia di dire le cose come stavano e abbiamo combinato un appuntamento. Ci siamo visti un pomeriggio, dovevamo andare in una casetta sua in campagna vicino Alessandria. Visto di persona non mi attirava per niente, gli ho detto che non me la sentivo, lui ha cercato di insistere ma mi sono girato e mi sono messo a correre, sono proprio scappato via nella maniera più vergognosa, lui non ha nemmeno provato a seguirmi. A casa ho visto che mi aveva bloccato su msn. Questa è stata la mia avventura più coinvolgente con un ragazzo, almeno fino a poco tempo fa. Adesso hai capito che contatti ho avuto con i ragazzi gay. Dopo la storia di Marco ne ho pensate di tutti i colori, mi sono chiesto se sono gay, se sono un caso patologico, se non fosse il caso di provare con una ragazza, ma per me è proprio un terreno assolutamente sconosciuto e poi sono cose che non mi sono mai passate per la testa. A questo punto della vita sono nella confusione più totale anche perché mi è accaduto un fatto che non avrei mai immaginato. Da cinque mesi di mesi è venuto a lavorare con me in ragazzo di 27 anni, chiamiamolo Andrea, che è proprio l’incarnazione del mio ideale di uomo, credo di non averne mai visto uno più bello, per un suo sorriso darei l’anima, ha una voce così dolce che mi scombussola le budella, ho anche occasione di parlarci e quando succede mi sento in paradiso. È Andrea la vera ragione per cui ti scrivo, Project, perché mi sta proprio sconvolgendo la vita, io per lui farei pazzie, ho cominciato ad esplorare un po’ il terreno, forse è presto per dirlo ma ho tutta l’impressione che lui sia interessato a me, mi cerca, mi sorride, mi tratta proprio in modo affettuoso, ma c’è un problema enorme, Andrea è sposato da 5 anni ed ha anche un bambino. Nelle nostre conversazioni non me lo ha mai detto e qui dove lavoro non lo sa nessuno ma io l’ho saputo con certezza per vie traverse. Se Andrea fosse etero al 100% finirei per togliermelo dalla testa. Di ragazzi bellissimi ce ne sono tanti e lui sarebbe uno dei tanti che con me non possono avere nulla a che vedere, ma io penso che Andrea non sia veramente etero, non è una cosa che io spero, è una cosa che io penso sulla base di tanti minimi elementi che mi ha fornito e che credo mi abbia fornito a ragion veduta. Project, cerca di capire, non sto fantasticando, io ho proprio l’impressione nettissima che Andrea stia cercando di dirmi questo in tutti i momenti in cui ci troviamo insieme, non ci riesce ma ci sta provando e io mi sento in grosse difficoltà, non è tanto il fatto che io me ne possa innamorare che mi fa paura quanto il fatto che lui si possa innamorare di me. Io per me anche a costo di spaccarmi il cuore, potrei sempre fare macchina indietro, ma se lui perde la testa dove andiamo a finire? Andrea non è un frequentatore di chat ma è un uomo sposato, secondo quello che penso io, è un uomo sposato gay che si sente disperatamente solo e sta cercando di costruire qualcosa con me e io non so che fare, ho paura di queste cose, non so se me la sentirei di affrontare una situazione simile e non so da dove cominciare. Project, diciamo che di quello che ho detto sono sicuro al 98% e credo che a un discorso esplicito con Andrea ci arriveremo presto ma temo che anche lui possa essere spaccato in due dentro. Ma perché un uomo sposato con un figlio evita del tutto qualunque accenno alla famiglia? Dovrebbe essere una cosa bella e invece lui non ne parla mai con nessuno. Del fatto che è sposato e che ha un figlio ne sono assolutamente sicuro. Mi chiedo se sia moralmente onesto per me allontanarlo dalla sua famiglia standolo a sentire e magari offrendogli una possibilità di buttare fuori tutto quello che si porta dietro. Per me è una persona importantissima e ti dico che penso a lui dalla mattina alla sera ma accetterei anche di non vederlo più pur di non rovinargli la vita, ma lui mi cerca e ho l’impressione di essere anche io ormai una presenza importante per lui. Ecco sono arrivato alla fine della storia. Project, ti prego dai per scontata l’idea che Andrea non sia etero, o almeno che non lo sia al 100%, e dimmi che faresti tu. Ho bisogno di un confronto serio.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.gratisforum.tv/viewtopic.php?f=16&t=234

mercoledì 23 luglio 2008

SENTIRSI GAY A 16 ANNI MA SI PUÒ SBAGLIARE

Ricevo e pubblico.
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Ciao Project,

ho 16 anni ma prima di natale ne faccio 17, ti scrivo ma non avrei mai il coraggio né di parlare con te in chat né di iscrivermi al forum, perché oggettivamente sento che certe cose non le potrei accettare. Lo so che non c’è niente di strano ma se leggi fino in fondo potrai capire perché dico così. Tu però, se vuoi, mi puoi aiutare veramente, ieri ho letto praticamente tutta la sezione orientamento gay per i più giovani perché sono due settimane che ho in testa un dubbio assurdo e penso che tu mi possa dare un parere serio, però nel forum una risposta chiara a una situazione come la mia non l’ho trovata.

Mi sono sempre piaciute le ragazze, ma ti giuro sempre, sono state la mia fissazione, le mie fantasie, quando mi masturbavo le facevo sempre e solo sulle ragazze e l’idea di pensare a un ragazzo l’avrei considerata proprio pazzesca. Con la mia attuale ragazza ci sto bene, cioè proprio mi eccita. Non abbiamo fatto niente perché lei non vuole, ma ti giuro solo per quello, io l’avrei fatto eccome. Diciamo che le cose stavano così fino a due settimane fa.

Io, dalle elementari, conosco un ragazzo, chiamiamolo Marco, con Marco siamo cresciuti insieme proprio come due fratelli, per me casa mia o casa sua era lo stesso e così pure per lui. Mia mamma l’ha considerato sempre come un figlio e i suoi facevano lo stesso con me. Marco è il mio migliore amico, ci siamo sempre detti tutto, e più o meno da quando facevamo la seconda media abbiamo parlato pure di sesso. Pure lui è sempre stato etero e ha sempre avuto la ragazza e con la ragazza sua lui qualche cosa di sesso ce l’ha pure fatta, perché a me la ragazza me l’ha raccontato. Quando parlavamo di sesso parlavamo solo di ragazze, di quello che gli avremmo fatto, come fanno tutti i ragazzi. A me l’idea che Marco sia gay non mi era mai passata per la testa. Pure questo tutto fino a due settimane fa.

Però due settimane fa è successa una cosa che ha cambiato tutto. Lui era venuto in campagna a casa dei miei per una settimana, ma l’ha fatto tutti gli anni e qualche volta ci veniva pure con la ragazza o io andavo da lui. Quando sta in campagna dai miei stiamo in camera insieme e la notte parliamo sottovoce per non fare sentire quello che diciamo e in genere parliamo solo di ragazze.

Due settimane fa però, non so nemmeno come può essere successo, ma ci siamo messi a fare gli stupidi tra noi e ci siamo masturbati insieme ma non ognuno per conto suo. Prima parlavamo soltanto di cose sessuali ma tra noi non avevamo mai fatto niente. Adesso sto malissimo per quello che abbiamo fatto, ci sto malissimo. I giorni seguenti per lui era come se non fosse successo niente e ha continuato a parlare di ragazze come faceva prima e a dirmi che si faceva le seghe pensando alle ragazze, ma io da quel giorno non sono più riuscito a masturbarmi pensando a una ragazza, mentre la sera prima di quello che ti ho detto l’avevo fatto benissimo.

Mi sta venendo l’ossessione di essere gay, ma io ho 16 anni e in queste cose poso sbagliare, anche se però comincio ad esserne proprio convinto. Project, io non riesco più togliermelo dalla testa e per quanto gli volevo bene io adesso lo odio perché penso che mi ha rovinato la vita e per una cosa così stupida che per lui non contava nulla.

Dimmi che ne pensi Project perché così sto tropo male, in 15 giorni mi è crollato il mondo addosso, continuo a vedere tutti i giorni la mia ragazza, ma non è più lo stesso e non sarà più lo stesso. Ho l'impressione che la mia vita stia prendendo una piega che mi farà stare malissimo.

Non credo di essere l’unico ragazzo a vivere situazioni del genere. Ho bisogno di capire. La lettera, ti prego, mettila nel forum, può darsi che qualcuno mi risponda, tu però non mi fare stare in ansia e dimmi “tutto” quello che pensi, tanto più o meno me l’aspetto!

Andrea

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Parlando poco fa con un ragazzo coetaneo di Andrea, chiamiamolo Lorenzo, gli ho accennato alla mail di Andrea, lui mi ha chiesto di mandargliene il tesoro e io l’ho fatto, lui lo ha letto e questo è il seguito della conversazione:

Lorenzo scrive:
povero

Project scrive:
già letto tutto?

Lorenzo scrive:
si

Project scrive:
che risponderesti?

Lorenzo scrive:
innanzi tutto gli direi: “Non stare troppo in pensiero perché la vita va vissuta bene e non devi pensare che solo una SOLA esperienza ti debba cambiare la vita, forse ti resterà impressa però non devi mollare, perché se non ti ritieni gay allora non devi darci peso anche se è difficile però tentar non nuoce. Masturbati pensando alle ragazze e prova a vedere se cambia qualcosa e metti da parte il ricordo di quella nottata con Marco."

Lorenzo scrive:
in poche parole gli direi ciò che ho fatto io

Project scrive:
Risposta molto saggia!!!

Lorenzo scrive:
già anche se io ancora a volte mi masturbo pensando a maschi però anche alle donne booo non saprei come spiegartelo

Lorenzo scrive:
ma poi è solamente la verità.
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Caro Andrea,

intanto ti ringrazio per la tua mail. Non sei sicuramente l’unico ad avere vissuto esperienze di quel tipo. Lorenzo, del quale ho riportato quello che mi ha detto in chat sulla tua mail, ha un’esperienza molto simile alla tua. Etero senza esitazioni in partenza, ha sperimentato un contatto sessuale con un ragazzo e da allora, per lui, le fantasie masturbatorie gay si alternano a quelle etero. Ho riportato quello che mi ha detto in chat circa la tua esperienza proprio perché penso che l’analogia sia piuttosto stretta. Nel ragionamento di Lorenzo ci sono già tutti gli elementi di un’analisi seria del faccenda.

1) Il fatto che non ci fosse nessuna traccia di omosessualità prima del fatto, nemmeno a livello di fantasie, e questo a 16 anni e mezzo, mi porta a ritenere improbabile che una sola esperienza gay, per quanto intensa, possa avere determinato l’orientamento sessuale di un ragazzo, tra l’altro non proprio giovanissimo. In questo concordo sostanzialmente con Lorenzo lasciando però almeno una piccola percentuale di probabilità alla eventualità che ciò, invece, possa essere accaduto. Ma uno spiraglio alla probabilità dell’orientamento gay lo lascia anche Lorenzo, quando dice che se non ti senti gay non devi dare peso a quell’episodio, anche se è molto difficile e conclude con un “tentar non nuoce”.

2) Concordo perfettamente con Lorenzo su due altri punti: non preoccuparti troppo e non dare eccessivo peso a queste cose, perché, come dice giustamente Lorenzo, avere fantasie sia sui ragazzi che sulle ragazze non è un problema ma semplicemente un fatto. L’ansia, caro Andrea, spesso non è solo una complicazione di problemi sessuali ma ne è addirittura la causa

3) Non posso invece concordare con Lorenzo su consiglio di masturbarsi pensando alle ragazze. La masturbazione è un’espressione spontanea della sessualità e nulla è più deprimente che masturbarsi pensando intenzionalmente a cose che non verrebbero spontanee alla mente.

4) Una raccomandazione: non odiare il tuo amico Marco perché, ammesso e non concesso che tu finisca per riconoscerti gay, non ne è certo lui la causa, al massimo potrebbe averti portato prima alla consapevolezza.

5) Aggiungo un’altra cosa. Ti ho mandato il mio contatto, vedi tu se usarlo. Parlare avrebbe sicuramente un senso, non per appiccicare definitivamente un’etichetta gay o etero sopra Andrea ma per abituarsi considerare queste cose senza ansia e con la massima consapevolezza che, comunque, essere gay non comporterebbe nulla di tragico.

Project
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sabato 14 giugno 2008

AMORE GAY E COMING OUT

Ciao Project,
ti volevo raccontare la mia storia, poi mi piacerebbe sapere che ne pensi, in fondo c’è il mio contatto, se ti va di fare due chiacchiere.

Chiamatemi Marco, non è il mio nome vero, ma mi chiamano tutti così, perché il mio vero nome non mi piace proprio, ho 21 anni, vivo in una grande città, studio scienze motorie, ho fatto studi che hanno a che vedere con lo sport perché sono da sempre uno sportivo e anche adesso faccio sport a livello agonistico e anche con buoni risultati. Cioè, anche se so che la carriera di un’atleta e in particolare delle specialità che pratico io finisce presto, vorrei restare nel mondo dello sport perché è il mio vero mondo e perché qui mi sento veramente a mio agio. Faccio attività sportiva da quando ero piccolissimo, la palestra è la mia seconda casa se non addirittura la prima, perché passo più tempo in palestra che a casa.

Ma veniamo al punto. Fino all’anno scorso al sesso non ho pensato molto. Avevo prima la scuola a poi l’università e soprattutto avevo le gare che per me erano tutto. In pratica fino all’anno scorso, ma direi tutto l’anno scorso se non oltre, anche gennaio, febbraio del 2008, per me l’attività sportiva era solo attività sportiva. Non mi sono mai sentito in imbarazzo nello spogliatoio o a fare le doccia con gli altri e qualche scherzo a sfondo sessuale l’ho fatto e l’ho anche subito assolutamente senza nessun problema, anzi l’ambiente sciolto dello spogliatoio mi è sempre piaciuto parecchio perché lì giochiamo un po’ e la cosa non mi dispiace affatto, ma dall’inizio di marzo, quindi da pochissimo tempo, in fondo, le cose sono cambiate. Non chiedetemi perché e se c’è un motivo preciso, ci ho pensato tanto ma non sono stato capace di scoprirne uno. Avete capito! Ho cominciato a rendermi conto che nello spogliatoio c’erano altri ragazzi nudi e la cosa ha cominciato a preoccuparmi. Non avevo mai fatto troppo caso ai miei compagni nudi nello spogliatoio o nella doccia per me era sempre stata una cosa assolutamente normale, ma diciamo da marzo ho cominciato a notarli proprio, mi accorgevo che per loro non era cambiato niente ma per me sì, mi interessavano, insomma, parliamoci chiaro, me li studiavo proprio e cominciavo a pensare come sarebbe stato bello se quei ragazzi si fossero innamorati di me. All’esterno ho continuato a comportarmi più o meno come prima anche se per me cominciava a presentarsi il problema di controllare l’erezione, che nello spogliatoio e nelle docce è un tabù non da poco. Insomma quello è il segno distintivo che sei gay, fai di tutto perché non ti capiti e hai paura perché non sai come la potrebbero prendere gli altri. Risultato di tutto questo: sto meno tempo nello spogliatoio e cerco di essere coperto il più possibile, ma poi il momento della verità arriva e allora mi vengono le angosce. Praticamente l’idea di essere gay l’ho presa bene, non ho avuto in pratica nessun problema, e pure prima non avevo mai avuto una ragazza nel vero senso della parola, storielle sì, ma non le ho mai prese sul serio, in pratica ho solo preso atto di quello che sapevo già. Però quando sei gay e vivi in posti come quelli dove vivo io, cioè in mezzo agli sportivi che non sono tutti bellissimi come la gente crede anche se tra loro quelli veramente belli ci sono eccome, beh ti senti dentro una certa agitazione. Ho letto che tanti ragazzi cercano i siti di incontri o le chat gay, io cose del genere non le ho mai fatte, per me la palestra è tutto anche da questo punto di vista, praticamente non avrei nessun bisogno di cercare foto di sesso in rete perché io sto in mezzo ai ragazzi quando e come voglio. Il mio problema vero è un altro e cioè capire se tra i ragazzi che mi piacciono ci sono ragazzi gay perché di mettermi appresso a un ragazzo etero per farci la figura del babbeo e magari essere pure messo in mezzo, non ne ho nessuna voglia. Sto pure andando un po’ in crisi rispetto al rendimento sportivo, il mio trainer me lo dice spesso, mi chiede come mai, ma io a lui non lo posso raccontare. Un altro particolare. Non ridete: io non ho nessuna esperienza concreta gay, non ho mai fatto sesso con nessuno. Adesso non mi sento veramente innamorato anche perché come dice Project: bisogna essere in due, e quindi il sesso non mi manca nel senso vero del termine, quando capita faccio quello che fanno tutti però di andarmi a cacciare nei pasticci per fare sesso con uno che non conosco e che non so nemmeno se sta bene, beh non me la sento proprio. Adesso diciamo che sono solo nel senso che non ho un compagno. Premetto che non ho nemmeno amici gay, ho trovato il blog progetto gay sulla ricerca di alice fra i blog e sono rimasto stupito dalla quantità mostruosa di materiale che contiene, io quel po’ di conoscenza sui gay che ho me la sono fatta su quel blog ma non solo leggendo i post ma anche i commenti, poi ho scoperto il forum, prima non ci avevo fatto caso ma anche quello è una miniera. E poi ho letto anche un bel po’ idi post e mi ci sono ritrovato, però non ho avuto il coraggio di iscrivermi. Adesso, parlando schietto, io penso che prima o poi farò qualche grossa fesseria in palestra, a dire la verità un ragazzo che mi attira moltissimo c’è. Io adesso faccio l’allenatore, lui sta in un gruppo che hanno affidato a me, ha 19 anni, è più piccolo di me, ma in fondo io ne ho 21, mica 50. Per essere bello è bello e poi facciamo la doccia insieme tutti i giorni, insomma, avete capito, di lui mi piace proprio tutto. Con lui mi comporto in modo disinvolto e cameratesco, come faccio con gli altri ragazzi, ma con gli altri mi viene spontaneo, con lui no, abbiamo parlato tanto, sia prima che dopo la doccia, di me si fida del tutto mi considera proprio come un fratello. Deve fare la maturità a giorni, un paio di settimane fa stava proprio tristissimo, ci siamo fermati a parlare e mi ha detto che la prof. di matematica lo ha chiamato a tradimento gli ha messo un voto basso e gli ha detto che non lo presenterà con la sufficienza, lui c’è rimasto malissimo, diceva che aveva studiato tanto per quell’interrogazione ma che la prof. era proprio una stron.. e che avrebbe fatto di tutto per farlo andare male, perché ce l’aveva con lui, a un certo punto aveva proprio gli occhi rossi e si stava mettendo a piangere. Lo volevo abbracciare, lo volevo tenere stretto per dirgli che gli volevo bene ma mi sono sentito congelato e non mi sono mosso, gli sono venute proprio due lacrime che mi hanno strappato l’anima, lui se ne è vergognato e le ha asciugate con le mani. Gli ho detto che l’anno scorso ho perso una medaglia importantissima per due centesimi di secondo e che dopo, quando nessuno mi vedeva, mi sono messo a piangere come una fontanella, poi c’è stato l’allenamento e io l’ho coccolato parecchio e di queste attenzioni è stato contento, poi al momento della doccia ho avuto quasi l’impressione che cercasse il mio sguardo, cioè che cercasse di capisse se lo osservavo e penso che lo abbia capito, quando siamo andati via si è fermato a parlare con me ma in un altro modo, almeno io ho avuto l’impressione che fosse in un altro modo, mi guardava negli occhi in modo più diretto e mi sorrideva, ho pensato che volesse da me un incoraggiamento ma io non ho fatto nulla. È vero che con me non ha mai parlato di ragazze ma questo non vuol dire nulla. La mia angoscia adesso è solo una: è gay o no? A dire la verità è come se avessi la premonizione di essere sul punto di cacciarmi in qualche brutto pasticcio e quindi cerco di trattarlo bene ma senza eccedere e anzi sto appresso anche ad altri ragazzi, ma dovrei dire piuttosto che fingo di stare dietro a quei ragazzi per tentare di liberarmi dall’idea fissa di lui. Mi studio tutti i modi per stare con lui più a lungo possibile, senza dare troppo nell’occhio ma quando l’occasione si presenta faccio di tutto per non incontrarlo troppo, in pratica adesso parliamo solo quando è lui che me lo chiede ma io non prendo mai l’iniziativa. Però quando lui me lo chiede mi dimostro entusiasta. Oggi al momento della doccia mi ha guardato e mi è parso che avesse un principio di erezione, ma molto probabilmente uno vede quello che vuole vedere. Uffa! Non ne posso più! Ma perché mi devo innamorare di un ragazzo così e non devo avere il coraggio di parlargli apertamente! Che cosa potrebbe succedere non lo so. In pratica io penso che lui nemmeno lo sospetti che sono gay, o forse sì, non so più che cosa pensare, ma è uno stress insopportabile. Volete ridere? Beh io in fondo in fondo penso che sia etero e che stia bene con me proprio perché per lui non ci sono complicazioni di nessun genere a livello sessuale e pensa che sia così anche per me. Allora io sono condannato a questo eterno tormento del non sapere mai come comportarmi. Se va avanti così e non mi congela con qualche cosa di straordinario, tipo vederlo baciare una ragazza o farmi discorsi da deficiente sui gay, beh, io credo che la follia la farò, ho provato tante volte a prepararmi il discorso ma penso che alla fine sarei banale e molto diretto, tipo: ”Io sono gay e tu?” E a questo punto mi arriva un ceffone oppure mi guarda sconvolto. Certe volte nello spogliatoio mi sento un sessuomane e qualche volta mi sento pure in colpa col ragazzo che mi piace di più perché in effetti lo sto imbrogliando, questo fatto mi pesa parecchio e potrebbe essere pure uno dei motivi di fondo per fare il grande passo e dirgli come stanno le cose veramente.

Un abbraccio,

Marco

p. s. se la pubblichi vediamo pure che ne pensano i ragazzi.


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domenica 25 maggio 2008

ESSERE O NON ESSERE GAY

Ricevo oggi il seguente commento sul Bolog Progetto Gay:

Project visto che sei molto bravo ad analizzare le situzione dei ragazzi gay vorrei darti un suggerimento sul prossimo argomento da trattare: l'omofobia interiorizza: i ragazzi hanno veramente paura di essere gay, perché sono spaventati da questo tipo di sessualità, o perché hanno paura della reazione degli altri, cioè di essere discriminati, non accettati ed etichettati.

Scritto da : erox 24/5/2008

Caro erox,

mi proponi una questione sulla quale mi sono trovato a riflettere più volte, accennando ad una omofobia interiorizzata e chiedendoti se i ragazzi hanno veramente paura di essere gay, perché sono spaventati da questo tipo di sessualità o perché hanno paura della reazione degli altri, cioè di essere discriminati, non accettati ed etichettati. Cercherò di rispondere sulla base dell’esperienza maturata nelle chat. Credo che porre la questione in termini di alternativa secca per un verso non permetta di esaurire tutta la questione ma abbia il vantaggio di mettere subito a fuoco i due aspetti essenziali della paura di essere gay.

Per evitare un approccio astratto, cercherò di riportare situazioni concrete, naturalmente usando nomi di fantasia.

1) Lorenzo ha 20 anni, ha avuto una ragazza fino a sei mesi fa ed ha avuto con lei rapporti sessuali in modo piuttosto regolare, pur avendo avuto talvolta fantasie sessuali gay mescolate con fantasie etero, si è considerato senza esitazione etero ed ha continuato a masturbarsi pensando alle ragazze fino a circa sei mesi fa. Successivamente ha incontrato in palestra un ragazzo 21enne, Marco, che all’inizio ha considerato solo un buon amico, che si è poi rivelato essere gay. Marco con non poca insistenza ha convinto Lorenzo ad avere con lui forme di intimità sempre più spinta fino ad arrivare alla masturbazione reciproca. Quando Lorenzo mi ha contattato si sentiva sereno e libero, il suo rapporto con Marco gli sembrava soddisfacente. Lorenzo, che si considerava chiaramente gay, mi ha contattato essenzialmente per chiedermi come fare a uscire dal rapporto con la ragazza che sentiva ormai come un vincolo. Il discorso di Lorenzo circa la ragazza dimostrava tuttavia che dietro la determinazione di chiudere il rapporto con lei permanevano valutazioni estremamente positive del contatto affettivo con la ragazza, contatto che a detta di Lorenzo doveva essere comunque “purtroppo” chiuso perché sul piano sessuale le scelte di Lorenzo erano orientate verso Marco col quale però Lorenzo non dimostrava di avere un vero rapporto affettivo. In altri termini l’affettività di Lorenzo era indirizzata verso la sua ragazza mentre la sessualità era orientata verso Marco. Ho cercato di fare riflettere Lorenzo perché decidesse che fare in modo meno impulsivo, ma non c’è stato nulla da fare, Lorenzo ha lasciato la ragazza in un autentico stato di disperazione ed è passato a vivere con Marco una sessualità frenetica, tipica di coloro che hanno appena scoperto l’omosessualità in età ormai adulta. Due mesi dopo il rapporto tra Marco e Lorenzo era completamente logorato. Lorenzo accusava apertamente Marco di avergli rovinato la vita. Dopo un litigio furibondo Marco e Lorenzo si sono lasciati definitivamente. La ragazza di Lorenzo lo ha cercato e lo ha rivoluto con sé. Lorenzo e la sua ragazza hanno ricominciato ad avere rapporti sessuali avvertiti da Lorenzo come poco soddisfacenti. Dopo circa un mese Lorenzo mi ha ricontattato per parlare del suo orientamento sessuale dicendomi che si sentiva “più gay che etero” ma che non ce la faceva ad accettare l’idea di essere gay. Si aspettava da me che io gli dicessi che era gay e che doveva di nuovo e definitivamente lasciare la ragazza. Io gli ho detto solo di prendersi il suo tempo e di capire meglio quali fossero i suoi veri desideri sia a livello affettivo che sessuale e ho aggiunto che mi è capitato per due volte che un ragazzo che mi aveva contattato per parlare di orientamento sessuale si sia orientato verso l’eterosessualità, in entrambi i casi ho mantenuto ottimi rapporti con quei ragazzi. Io sono gay ma se un ragazzo è orientato vero l’eterosessualità è mio dovere aiutarlo a fare la sua scelta verso l’eterosessualità facendogli capire che non sta commettendo alcun tradimento ma sta solo seguendo le sue inclinazioni.

2) Massimo, 23 anni, gay fin dall’origine, vive a casa dei genitori esplicitamente omofobi, nonostante le pressioni dei genitori non ha mai avuto una ragazza, non è dichiarato perché vive in un paesino minuscolo nelle Alpi lombarde. Recita la parte dell’etero, per necessità di sopravvivenza, fa la corte alle ragazze del paese, stando attento a non esagerare e a non creare mai nulla di troppo personale. Ha fama di donnaiolo (fama usurpata ma da lui alimentata). Non ha amici gay se non in via telematica. I suoi pochissimi amici etero lo credono etero senza ombra di dubbio. Quando mi ha contattato, Massimo era appena uscito da una vicenda giudiziaria: era stato coinvolto in una oscura faccenda perché aveva partecipato a un pestaggio o qualcosa di simile ai danni di un ragazzo gay allora 19enne. Massimo era stato rilasciato perché il 19enne lo aveva scagionato, mentre Massimo diceva che lui al pestaggio c’era e si era comportato peggio degli altri. Quando abbiamo parlato, Massimo mi ripeteva che al pestaggio c’era anche lui ma che il 19enne lo aveva voluto tenere fuori, non sapeva capire come mai si fosse fatto trascinare in una cosa del genere che gli sembrava palesemente assurda. Massimo mi ha raccontato che l’essere stato accusato di aver partecipato al pestaggio lo aveva fatto considerare da tutti ancora più marcatamente etero tanto che il fatto di non aver mai avuto una ragazza era passato in secondo piano. Quando il padre di Massimo ha saputo di che cosa era accusato il figlio non lo ha rimproverato e quando il figlio è stato scagionato il padre ha continuato a dire che il figlio c’era come se si trattasse di una questione di merito. Massimo non ha mai avuto un ragazzo, ha evitato qualsiasi manifestazione esterna della sua omosessualità, attualmente ha un lavoro precario. Lo scorso anno ha lavorato per quattro mesi. Massimo è solo e sa che resterà solo, sogna di trovare lavoro lontanissimo da casa sua e dal suo piccolo paese.

Credo francamente che le due situazioni di cui ho parlato siano un esempio lampante dei due versanti della paura di essere gay: quello soggettivo legato all’orientamento sessuale e quello sociale legato alle reazioni della gente alla omosessualità. In termini reali le situazioni esistono entrambe, ma le situazioni del primo tipo sono certamente meno numerose anche se più gravi. Grazie erox per il tuo suggerimento!

Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogay.forumfree.net/?t=28318118

sabato 20 ottobre 2007

DUE PAGINE DI DIARIO GAY

Mercoledì 8 Maggio 1974
Oggi ho tanto da scrivere, stamattina sono stato all’università e lui c’era, sono andato al suo istituto e non sono andato alle mie lezioni, lui stava lì, chiacchierava un po’ con quell’aria un po’ distratta che mi piace tanto. Mi ha salutato, ormai è diventata un’abitudine anche se non sa nulla di me, ha fatto finta (io credo) di cercare qualcosa tra le bacheche degli esami e dei programmi, poi si è girato verso di me e mi ha detto: “Hai da fare?”. Gli ho detto di no e lui: “Allora accompagnami all’autobus...” Siamo andati via insieme dall’università ma era presto, non siamo andati alla fermata dell’autobus e ci siamo messi a camminare per Roma: castro pretorio, la stazione, piazza dell’Esedra. Mi dice che i libri gli pesano e gli dico che se vuole glieli porto io. Non so perché mi è venuta una frase simile che è stupida, ma l’ho detta. Appena gliel’ho detto mi è sembrato di avere detto una sciocchezza grossa, ma lui si è limitato sorridere e a dire “no”. Parlavamo poco, come se parlare non fosse nemmeno necessario, quando parlavamo misuravamo le parole, ma per rispetto, senza aggressività e senza paura, si sentiva che c’era una certa confidenza reciproca, quasi il piacere di cedere all’altro e di lasciarlo parlare. Si stava bene, veramente bene, eppure nei giorni precedenti avevamo parlato al massimo per un quarto d’ora. Abbiamo cominciato a parlare di politica (Moro e Berlinguer) ma abbiamo smesso subito. Ogni tanto sia lui che io provavamo discorsi vaghi per cercare un approccio più personale... era un apparente parlare di niente. In effetti i nostri discorsi vaghi erano dei tentativi di esplorare a vicenda la disponibilità dell’altro per capire fin dove ci si poteva spingere. Poi mi è venuta quasi una folgorazione... rimettendo tutti i pezzi mi sono detto: Forse ho capito bene! Ma c’era quel maledetto forse... L’atmosfera era strana, noi eravamo sostanzialmente due estranei eppure ci scambiavamo sorrisi senza parole come fanno gli innamorati. A un certo punto lui mi ha detto: “Sai che sto proprio bene adesso”, non ha detto “con te”, ha detto “adesso”, però ci teneva a dirmi che stava bene e io gli ho detto che stavo benissimo anch’io. Che vuol dire quando due ragazzi ci tengono a dirsi che stanno bene insieme? Io sentivo la sua presenza fisica, la sua voce, non come parole ma come suono, coglievo le sue esitazioni, le sue pause, a un certo punto mi ha chiesto il numero di telefono [allora non esistevano i telefonini ma solo gli impianti domestici. n.d.r.] e quando me l’ha chiesto aveva una voce diversa, questo l’ho notato in modo chiarissimo. Ci siamo scambiati i numeri, poi siamo andati in un bar per fare colazione, anche se erano passate le dieci, ha cercato di pagare lui, ma ho voluto pagare io e lui non ha fatto resistenza... non ha fatto il teatrino del “pago io”, ha ceduto subito. Siamo arrivati a Villa Celimontana e ci siamo seduti sull’erba, poi si è steso supino nell’erba, in faccia al sole e ha fatto segno con la mano che io mi stendessi vicino a lui, ero imbarazzato ma mi sono steso accanto a lui, siamo rimasti così, in silenzio per parecchi minuti proprio come due innamorati. I sogni volavano alto. ... Lo voglio! Io nel cervello avevo solo questo urlo! Ma perché devo stare fermo? Perché non lo posso baciare? Io lo so che lui lo vorrebbe, ma ce ne stavamo lì senza dire una parola, ma il nostro silenzio urlava! ...Poi mi tornava in mente che era solo il parto della mia fantasia malata... e che lui, il suo cervello, forse stava da tutt’altra parte e con persone che io non conoscerò mai... Poi arriva l’ora di pranzo, l’ora di dirsi ciao e di andare a casa... ma noi non abbiamo il coraggio di separarci, si sente benissimo quando i minuti passano ma tu resti lì, perché sai che quello è il tuo posto... Perché dobbiamo separarci se stiamo bene insieme? Non abbiamo parlato di nulla eppure io ho la sensazione di aver capito tutto. Poi il pomeriggio a casa, un’agonia... passavo cento volte vicino al telefono... lo volevo chiamare ma non lo chiamavo mai, lui non mi chiamava, la sensazione di abbandono diventa angosciosa, ci stavo proprio male. Mi sento solo, provo un senso di vuoto terribile. Non riesco a fare nulla. Ma adesso è venuta la notte. Vorrei dannatamente masturbarmi ma non lo faccio per non sporcare la sua immagine, per me deve essere una persona sacra, assoluta. Adesso sono stanco morto, vado a dormire. Ma perché io non posso sapere? Buonanotte mondo. Buonanotte dolcissimo! Ti prego sognami... sogna che facciamo l’amore in un modo bellissimo. Notte docissimo!

Giovedì 9 Maggio 1974
Oggi la facoltà è chiusa. Diavolo... ma perché non mi hai chiamato? ... ma non lo capisci quanto ci sto male! ...
Ha chiamato, ha chiamato! ... Dio, come mi sento felice!
Che giornata! Sensazione netta di simmetria, di corrispondenza, felicità profonda! Però non lo so se è vero. Discorsi bellissimi ma ambigui, vaghi... ma è o non è? L’angoscia è tutta qui. Io glielo direi pure, ma io non lo voglio perdere. Accidenti, ma perché non si riesce a parlare chiaro... Se la cosa stesse bene a lui potremmo essere felici da subito, se non gli stesse bene eviteremmo stress e angosce varie... e invece no! Tutto giocato sul non detto! Che vita assurda, ma io quasi quasi il passo lo faccio, se lo devo perdere è meglio perderlo senza rimpianti. Domani glielo dico! Giuro che domani glielo dico! ... e poi? Che orrore, non sapere che fare! Notte dolcissimo, almeno oggi sono stato felice.

domenica 14 ottobre 2007

INCERTEZZE GAY

Se dovessi dare un nome a questo post lo chiamerei “il piede in due scarpe”, perché io sempre così faccio, voglio acchiappare tutto e il contrario di tutto, voglio salvare capra e cavoli e poi alla fine mi ritrovo con un pugno di mosche. In pratica non sono mai riuscito a decidere, ho detto una cosa e poi ne ho fatta un’altra, ho rinviato sempre le decisioni importanti... in pratica ho pensato che rinviando e prendendo tempo le cose si risolvessero da sé ma è successo sistematicamente il contrario. Prima di tutto col coming out... se uno è intelligente deve scegliere: se e sì, ci si decide e si fa, se e no non ci si pensa più, invece io ho fatto un tira e molla che non finiva più, avevo trovato un ragazzo che mi piaceva, l’avevo trovato per caso... cioè era lui che aveva trovato me e non vice versa, io gli ho detto subito che per me era importante e lo era veramente, lui si aspettava che io prendesi una decisione, che gli dicessi sì, proviamoci, oppure no, lasciamo perdere, io gli dicevo che stavo per dirlo ai miei genitori ma poi mi veniva la paura e non dicevo niente e lui abbozzava, una prima volta ha abbozzato, una seconda e una terza, poi mi ha proprio fatto un discorso chiaro, mi ha detto esplicitamente che lui non aveva tempo da perdere e che se non ero interessato glielo dovevo dire, io interessato ero ma avevo paura e la cosa è finita che ai miei non ho detto niente e che lui se n’è andato... ma io ho fatto la scena pietosa... lo so che è una cosa di infimo livello, ma l’ho fatta, sono andato da lui e l’ho supplicato che non mi mollasse, e lui si è rimesso con me perché gli avevo detto che ormai la decisione l’avevo presa... sono andato da mio padre e ho cominciato il discorsetto, ma l’ho presa troppo alla lontana e lui non aveva tempo da perdere... e il discorso non è arrivato al nocciolo della qustione ... e allora ho cominciato a dire bugie... lo so che è vergognoso ma succede, sono andato dal mio ragazzo e gli ho detto che a mio padre avevo raccontato tutto e che lui, alla fine dei conti, la cosa l’aveva accettata, ma la cosa è finita in modo tragico perché Paolo, il mio ragazzo, è andato da mio padre e gli ha parlato di noi pensando che mio padre lo sapesse, ma lui non sapeva niente... è successo un macello, mio padre mi avrebbe scorticato vivo e mi diceva che se proprio dovevo fare le schifezze erano cavoli miei, ma mandare Paolo a parlare con lui invece di parlargli io personalmente era la cosa più stupida che si potesse fare... perchè mio padre è rimasto convinto che Paolo a parlare con lui ce l’avessi mandato io perché non avevo il coraggio di presentarmi personalmente... ma non basta, Paolo ce l’aveva a morte con me perché gli avevo detto una bugia e gli avevo fatto fare una figura di mer.. Io sono andato un’altra volta a supplicare Paolo che non mi mollasse e lui c’è passato sopra pure questa volta e abbiamo trovato un po’ di quieto vivere, poi però ho conosciuto un altro ragazzo... adesso guai a voi se vi viene in testa di farmi la predica... me la sono fatta già da solo ma tanto non serve... quest’altro ragazzo, si chiamava Giuseppe ed era
molto ma molto carino. Paolo non era brutto... ma Giuspeppe era proprio bellissimo... e io che ho fatto? ... Ebbene sì! L’ho fatto! Non solo era bello ma era pure gay! Non ho capito... ma secondo voi che dovevo fare? Fare le prediche è troppo facile... io avrei voluto vedere voi... ma mica si poteva resistere, Giuseppe ti faceva un sorriso che ti trapassava l’anima da parte a parte e poi era tremendamente sexy... insomma... e poi in queste cose non è che se ne fa una e basta, se Giuseppe ci sta... e ci stava... la cosa non poteva che andare avanti... io che dovevo fare? Lo so! Lo so!! Per favore statevi zitti e la coscienza tenetevela per voi! Io dovevo dire a Paolo che oramai il mio cervello stava da un’altra parte... ma non era nemmeno vero, Paolo era un bravo ragazzo e mi voleva bene, ma Giuseppe era bello... ma come si fa a decidere tra due cose come queste? In una situazione simile per forza si tiene un piede in due scarpe... per questo io non mi sapevo decidere e allora che facevo? Bugie da una parte e bugie dall’altra. A Paolo non avevo detto niente di Giuseppe e facevo finta che le cose stessero come prima... poi al solito il patatrac... Paolo mi becca in macchina con Giuseppe in atteggiamenti inequivocabili... io mi sono sentito un verme... ma ormai era troppo tardi... a casa l’ho supplicato, gli ho detto che Giuseppe per me era solo sesso (come se fosse poco!) e lui m’ha dato un ultimatum: o lo lasci subito o me ne vado, se fossi stato intelligente avrei detto: ok! la storia di Giusppe è finita! ma io non ho detto così... ho detto che avrei dovuto pensarci e Paolo si è fatto la valigia e se n’è andato... Giuseppe poi ce l’aveva a morte con me perché diceva che gli avevo fatto fare una figura tremenda e lo avevo lasciato come un broccolo... insomma pure Giuseppe prende il largo... per essere precisi questa è la storia dei miei ultimi due anni, in pratica questa è tutta la mia vita gay... prima non c’era stato niente... perché non mi decidevo mai nemmeno quando c’era qualche ragazzo che mi piaceva veramente. Adesso alla tenera età di 25 anni mi sento uno spostato totale... sputtanato davanti a tutti, perché tutti sanno che sono gay, ma non dal fatto che l’ho detto io... ma da tutti i pettegolezzi che ci sono stati. Che cosa dovrei fare? Per ricominciare tutto da capo dovrei cambiare testa, io ci proverei pure ma non è detto affatto che possa avere senso... da due settimane avevo notato un ragazzo interessante che lavora al pub del paese ma non è di qua, ho provato a parlarci, quando è successo mi ha congelato: mi ha chiesto immediatamente: “Ma tu che cosa vuoi da me?”... io penso che se gli avessi detto chiaro che mi piaceva, la cosa non sarebbe finita lì... ma ho cominciato a girarci intorno e a dire un mucchio di parole senza senso... Lui mi ha guardato in faccia perplesso e mi ha detto: Ma tu quanto anni hai? ... ma l’ha detto proprio con la faccia schifata... e io ci sono rimasto malissimo... Non è che per caso qualcuno potrebbe darmi un consiglio... però non mi fare prediche moralistiche per favore...