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martedì 8 marzo 2011

RAGAZZI GAY IN PISCINA TRA TENEREZZA E SESSUALITA'

Ciao Project,
sono capitato per caso su “progetto gay” e mi sono messo a leggere, è veramente stupendo perché mi ci ritrovo, non c’è niente di troppo né di troppo poco, è proprio la vita dei ragazzi gay come la vivo io. Non avrei mai pesato di scrivere a qualcuno per parlare di me in modo così intimo ma siccome c’è l’anonimato ho aperto una nuova mail e mi sono deciso. Ho pensato di scriverti per chiederti un parere, o semplicemente per dire la mia, su una questione che ormai mi ronza in testa da parecchio e cioè sul rapporto tra sesso e tenerezza, cioè sul senso che ha il sesso nel fatto di innamorarsi di un ragazzo.
Comincio dell’inizio. Ho 21 anni, studio all’università, non ho mai avuto una vera vita sociale, amici o cose del genere, a scuola stavo al gioco degli altri, mi fingevo etero, come penso sia quasi obbligatorio fare, ho avuto le mie cottarelle per un mio compagno, regolarmente etero, all’inizio ci ho sofferto, poi me ne sono fatto una ragione. All’università di bei ragazzi ne vedi quanti ne vuoi ma è come a scuola, tutti etero. Si studia e in pratica non si fa altro, durante gli intervalli nemmeno esco dall’aula e passo il tempo a riordinare appunti. A casa poi recita totale, sono figlio unico, vergognosamente coccolato da mia mamma e da due zie conviventi, meno da mio padre che almeno non mi asfissia. A casa non ho un libro né un film gay. Non parlo di ragazze, questo è ovvio, ma nemmeno di ragazzi, solo di studio e di esami. A quanto pare nessuno si fa troppe domande. Il classico discorso: “ce l’hai la ragazza?”, a casa mia non l’ho mai sento. In un ambiente così, in pratica sorvegliato a vista e senza occasioni di nessun genere, per me, la sessualità è stata sempre un problema. Non ne posso parlare con nessuno a nessun livello e devo stare pure attento a non trovarmi davanti ai miei quando la tv trasmette qualche notizia sui gay. Non sono omofobi, semplicemente ritengono che i gay vivano su altri pianeti e che “noi persone normali, non abbiamo niente a che vedere con quelli”, parole testuali di mia zia. Ho scoperto la masturbazione piuttosto tardi, verso i 15 anni, proprio perché fin dai tempi della suola media questi argomenti sono stati regolarmente messi da parte come se l’ignoranza totale potesse prevenire chissà che cosa. Ero talmente lontano dalle cose del sesso che quando mi sono masturbato per la prima volta e sono arrivato all’eiaculazione mi sono preoccupato tantissimo perché non avevo proprio capito di che cosa si trattasse e pensavo che ci fosse qualcosa che non andava e che quella roba bianca fosse magari dovuta al fatto che ci avevo dato giù troppo e che mi si era rotto qualcosa dentro, magari nei reni. E poi non ne potevo parlare con nessuno, ho avuto proprio paura di stare male, quel girono mi sono misurato la febbre tante volte perché pensavo che mi sarebbe successo qualcosa ma non è successo niente. All’epoca non potevo nemmeno cercare su internet perché non avevo un computer mio e cercare su quello di mio padre lasciando tracce del genere non mi sembrava proprio il caso. Poi i miei sono cattolici e, almeno fino a un certo punto, pure io, e quindi la domenica si andava in chiesa, mamma e le zie facevano sempre la comunione e la facevo pure io. In pratica dai 15 anni mi confessavo ogni domenica di essermi masturbato, mi ripromettevo assolutamente di smettere ma poi, inevitabilmente ci ricadevo, in pratica era ogni settimana la stessa storia. Non dicevo mai al prete che ero gay perché non è quello il peccato, almeno io avevo capito così. In sostanza una cosa deprimente, una lotta con me stesso che si ripeteva tutte le settimane. Poi quando ho fatto 16 anni mi hanno regalato il primo computer tutto mio e lì mi si è aguzzato l’ingegno, mi sono studiato con la massima cura come si mettono le password perché nessuno potesse accedere al mio computer, penso che mio padre non lo avrebbe mai fatto per ragioni di principio (e lo rispetto perché lui rispetta me) ma mia madre lo zampino ce l’avrebbe messo eccome, ne sono certo, secondo lei è dovere di una buona madre impicciarsi degli affari del figlio, ma comunque messa la password potevo stare tranquillo. Non potevo chiudermi in camera, questo i miei non lo avrebbero tollerato, ma avevo il mio computer dove nessuno si poteva impicciare degli affari miei. Ho risistemato i mobili della mia stanza in modo che la mia scrivania guardasse verso la porta, così nessuno sarebbe potuto entrare senza che ne me accorgessi e ho sistemato la postazione del computer in modo da avere il tempo per cambiare pagina se qualcuno fosse entrato. Internet per me significava soprattutto pornografia. I primi tempi era proprio una fissazione, non vedevo l’ora, la sera, di mettermi davanti al computer anche se dovevo aspettare che se ne fossero andati tutti a dormire. All’inizio è stata proprio una caccia frenetica ai siti porno gratuiti, ma ero e sono ancora molto selettivo, porno sì ma ci deve essere qualcosa di tenero, di affettuoso, altrimenti cambio. Mi sono fatto una collezione enorme di foto, meno di video, cercavo il mio modello fisico di ragazzo ideale e poi ci lavoravo sopra di fantasia cercando di costruirmi il film di una storia con un ragazzo, una specie di storia d’amore tenero e anche di sesso, tutto mescolato insieme. Tutta la mia sessualità si è ridotta alla masturbazione e a queste fantasie, che però mi piacevano tantissimo. Non mi sentivo frustrato né pensavo che mi mancasse realmente qualcosa o, almeno, non lo pensavo fino a poco tempo fa. E qui comincia la seconda parte della storia. Sono piuttosto alto e molto magro e, dopo una fastidiosa influenza, il dottore di famiglia ha insistito con i miei perché io facessi un po’ di sport. All’inizio proprio non ne volevo sapere perché non lo avevo mai fatto, nemmeno da piccolo, poi i miei hanno insistito e io ho cominciato a pensare che in effetti la cosa avrebbe potuto avere anche una finalità in un certo senso sessuale e allora ho accettato: tre volte alla settimana in una piscina vicinissima a casa (ci vado a piedi in 20 minuti). Ci vado il pomeriggio alle 18.00 in modo da avere un po’ di tempo libero da dedicare anche ad altre cose. La prima volta che ci sono entrato per l’iscrizione e per pagare la quota sono rimasto scombussolato: un bel posto, molto pulito e molto ben attrezzato, mi mettono al corso principianti e mi fanno conoscere l’allenatore, un ragazzo di 25/30 anni massimo, ma proprio bello, con un sorriso bellissimo e una stretta di mano diciamo atletica. Comunque è stato un colloquio brevissimo. Il pomeriggio ho comprato costume, accappatoio, asciugamani e borsa, ho cercato il costume meno compromettente cioè quello che mi difendesse di più in caso di erezione e poi mi è venuta proprio la paranoia dell’erezione: se mi succede che faccio? E ho cominciato a fare avanti e indietro: ci vado o non ci vado? E poi mi chiedevo se le docce avessero i divisori e tante altre cose del genere, comunque prendo la decisione di andare in piscina già col costume addosso per superare almeno il primo imbarazzo, poi, se del caso, avrei potuto allontanarmi 10 minuti prima degli altri e andare nello spogliatoio quando non c’era nessuno. Le incertezze sul da farsi erano tante, comunque avevo pagato e poi i miei se lo aspettavano, insomma alle 17.45 in punto del giorno dopo faccio il mio ingresso in piscina, c’è l’allenatore, mi presenta agli altri, i ragazzi più o meno della mia età sono parecchi, in tutto circa una decina sui 15 del corso. L’allenatore ci fa mettere seduti sulle panche a bordo vasca in attesa che si rivestano “quelle” del corso precedente, un corso per ragazze, quindi non si può entrare nello spogliatoio finché non hanno finito, nel dirlo l’allenatore fa un sorrisetto malizioso molto spontaneo, diciamo tipicamente etero, il che me lo fa escludere dal numero dei ragazzi interessanti. Nel frattempo adocchio tre ragazzi niente male e in particolare uno dei tre che alla battuta dell’allenatore aveva reagito in un modo un po’ imbarazzato. Entriamo e faccio in modo da prendere posto sulla panca dello spogliatoio proprio vicino a lui, non so se lui se ne sia reso conto ma era imbarazzatissimo. Io avevo il costume sotto e mi sentivo piuttosto tranquillo, lui invece si è messo il costume lì ma in un modo tutto particolare. Aveva una camicia molto lunga (penso che l’avesse scelta proprio per quel motivo), prima ha tirato fuori gli orli della camicia che in pratica coprivano tutta la “zona x” poi si è abbassato i pantaloni tirandoli dalla parte bassa, senza alzare i lembi della camicia, poi si è sfilato gli slip con una manovra del tutto simile e si è infilato il costume e per tirarlo su lo ha preso da sopra la camicia, in pratica il tutto è durato non più di 10 secondi e, ovviamente, non si è visto nulla, poi si è tolto la camicia e la maglietta e l’ho visto col solo costume addosso. Era proprio bellissimo, cento volte meglio di me! Nel frattempo io mi ero tolto i pantaloni e la maglietta ed ero in costume anche io. Ho scrutato il suo pacco e in pratica non si vedeva nulla evidentemente era così in imbarazzo che la situazione non gli provocava nessuna reazione sessuale, per me invece non era esattamente così ma il mio costume era piuttosto rigido e mi conteneva bene, comunque ho cercato di distrarmi per fare passare quel principio di erezione. Durante la lezione c’erano altre persone, c’era l’allenatore e quindi mi sono distratto. Comunque lanciavo al ragazzo ogni tanto occhiate furtive e qualche volta l’ho beccato che anche lui mi guardava. In pratica mi chiedevo che cosa avrebbe fatto alla fine della lezione, se sarei riuscito a vederlo nudo e che cosa avrei dovuto fare io con le docce. Poi il momento è arrivato. Entriamo nello spogliatoio e lui ripete la stessa manovra che aveva fatto quando si era messo il costume ma al contrario, in pratica si asciuga il torace, si rimette maglietta e camicia “a tendina” poi si sfila il costume, si asciuga e si infila mutande e pantaloni sempre sotto il lembo della camicia, anche questa volta il tutto è rapidissimo e non si vede nulla. Io mi metto l’accappatoio mi asciugo e mi rivesto tenendo l’accappatoio ma diciamo proprio sul più bello l’accappatoio mi si apre e lo becco che ci sta buttando l’occhio, si gira dall’altra parte e mi chiede scusa! Una cosa molto anomala in uno spogliatoio di una piscina. Io finisco di rivestirmi in pochi secondi, rosso in faccia per l’imbarazzo, ma non voglio perdere il contatto con lui, anche se invece di avere visto io lui era stato lui che aveva visto me. Mente stava mettendo le cose nella borsa pensavo di chiedergli perché mi aveva chiesto scusa ma lo avrei messo in imbarazzo e allora gli ho solo chiesto se era la prima volta che veniva in piscina (domanda stupida) e da lì abbiamo cominciato a parlare un po’, era sollevato del fatto che non avessi dato peso all’episodio dell’accappatoio. Siamo andati al bar, abbiamo preso una bibita poi gli ho chiesto se aveva la macchina, mi ha detto di no e mi sono offerto di accompagnarlo perché, stranamente per le mie abitudini da camminatore, ero venuto in macchia. L’ho accompagnato a casa, piuttosto lontano, circa 20 minuti in macchina, abbiamo parlato solo di sport e di allenamenti, quando è andato via mi ha salutato con una bella stretta di mano, molto decisa. Lo chiamerò Marco, ma in realtà ha un nome poco comune che mi ispira molta dolcezza. I miei a casa hanno notato che avevo preso bene l’esperienza in piscina e ne sono stati contenti. Conoscere Marco mi ha completamente cambiato la vita, non quella apparente, ovviamente, ma quella sessuale sì. In pratica è tramontata quasi del tutto l’era della pornografia ed è cominciata l’era di Marco. Mi fa una tenerezza immensa e questo è il punto, si tratta di una tenerezza sessuale, in pratica tutta la mia sessualità è dedicata solo a lui e tutti i miei film mentali hanno un solo protagonista. Lo amo perché è un bravo ragazzo, se possibile anche più imbranato di me, ma lo desidero anche sessualmente e non mi vergogno a dirlo. Ci sono state nei primi tempi delle situazioni imbarazzanti in cui mi sentivo in colpa perché non avevo parlato con lui in modo chiaro, per esempio certe volte mi chiamava la sera al cellulare, gli avevo detto che non posso parlare troppo perché ci sono i miei a casa e non ho la privacy che vorrei, ma lui mi chiamava lo stesso e stavamo anche mezz’ora e per me quelle telefonate avevano un valore erotico fortissimo, quando sapevo che stava per chiamarmi me ne vado a letto e mi masturbavo sotto le coperte quando mi parlava al telefono. Di questo mi sentivo un po’ in colpa, perché lui non lo sapeva, ma io avrei tanto voluto che lui facesse lo stesso. Col passare del tempo, in piscina, le cose sono un po’ cambiate, e siamo diventati proprio amici, lo andavo a prendere a casa e lo riaccompagnavo a casa tre volte alla settimana e parlavamo parecchio anche se mai di cose legate al sesso. Negli spogliatoi l’imbarazzo dei primi tempi piano piano lo avevamo superato, lui non usava più la camicia “a tendina” e si cambiava a fianco a me restando nudo per un secondo e io facevo altrettanto, era cosa brevissima ma ogni tanto mi dava uno sguardo in quel momento e io a lui ma facevamo finta di niente. In fondo tra noi era una specie di contatto sessuale accettato. Avevo notato che, come direbbero gli americani, è proprio ben dotato in that department e non posso negare che quando ci pensavo mi ribolliva il sangue. Poi è successo un fatto che ha cambiato completamente le cose. Una sera, dopo averlo riaccompagno a casa, siamo rimasti a lungo parlare in macchina e in pratica ci siamo dichiarati reciprocamente. Prima lui ha fatto un lungo preambolo che poteva voler dire una sola cosa, poi gli ho chiesto se potevo stringergli la mano e mi ha detto di sì, è stata una stretta intensissima che non finiva mai, gli ho detto: “Ti metto in imbarazzo se ti dico che sono sessualmente eccitato?” Mi ha risposto: “Succede pure a me”. Erano passati più di cinque mesi dal nostro primo incontro. Abbracciare Marco, poterlo finalmente baciare, poterlo finalmente toccare anche intimamente sapendo che la cosa a lui stava bene e vedere che tra noi c’era proprio un vivere la sessualità all’unisono, con in pratica reazioni identiche, vedere un ragazzo che “vuole” stare con me, potere pensare che siamo una coppia che questo probabilmente non crollerà, mi fa stare benissimo. Orami stiamo insieme da tre mesi e la mia vita è cambiata. La mia sessualità appartiene a Marco. Purtroppo non possiamo vivere i nostri sentimenti alla luce del sole, ma non c’è cosa al mondo che cambierei con la felicità di stare vicino a lui, perché è un ragazzo dolcissimo, un po’ come penso di essere io, ma è anche tanto sensuale. Quando stiamo in intimità mi pare di sognare. Purtroppo facciamo studi diversi e probabilmente faremo anche lavori molto diversi, viviamo la nostra storia in segreto, ci vediamo una volta alla settimana e passiamo insieme sabato pomeriggio e domenica in una casetta in Appennino fuori città, gli ultimi mesi faceva un freddo cane e starsene abbracciati sotto le coperte era proprio una cosa tenerissima. È bellissimo vivere insieme sesso e tenerezza. Certe volte ho paura che sia solo un sogno e che possa finire da un momento all’altro, quando va in giro in macchina mi faccio mandare un sms ogni volta che arriva a destinazione e faccio lo stesso io con lui. La nostra felicità la devo salvare ad ogni costo. Ecco questo volevo dire ai ragazzi di progetto gay, sesso e tenerezza sono una cosa sola e la felicità è possibile! Quindi coraggio!! Un saluto affettuoso a te, Project, che hai messo su tutto questo progetto. Ovviamente la mail puoi pubblicarla. Un abbraccio carissimo a tutti.
Michael
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul forum di Progetto Gay:
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=1339&start=0

domenica 24 ottobre 2010

FANTASIE GAY E REPRESSIONE IN PISCINA

Ciao Project,
leggendo i post del tuo blog sono rimasto molto colpito da alcuni che riguardano le reazioni dei ragazzi di fronte al clima che si crea nelle palestre e nelle piscine. Io ho 23 anni, sono un ragazzo credo almeno passabile, al momento il mio vero problema consiste nel fatto che da sei mesi a questa parte la mia vita è totalmente concentrata sulla piscina che frequento tre volte alla settimana. Dico totalmente concentrata perché anche se ho cominciato il secondo anno della specialistica e i miei studi vanno bene, in pratica, io vivo solo in funzione della piscina. Sono un nuotatore di livello medio, non proprio una schiappa e potrei magari fare anche un po’ di attività agonistica se mi ci applicassi seriamente, ma per me la piscina ha un altro significato. Mi vergogno molto a scrivere queste cose, tra l’altro vedo che i ragazzi scrivono molto liberamente di argomenti sui quali mi sentirei in imbarazzo anche solo a scrivere due righe. Penso qualche volta che potrei anche essere complessato. Comunque proverò a dire quello che mi succede, diciamo che mi sento un po’ guardone. A costruire un rapporto con un ragazzo non mi ci metto nemmeno perché ho troppa paura, però i giorni che devo andare in piscina mi sento molto gasato, non so se hai capito. In pratica lo spogliatoio è un po’ una tortura, ci rimarrei a vita se potessi ma so che non posso eccedere in nessun modo e devo stare anche molto attento alle mie reazioni. Per un verso mi tenta e per l’altro so che mi devo reprimere. Ormai ho i turni fissi da tanto tempo e i ragazzi del mio turno le conosco tutti, ci scommetterei la testa che nessuno sospetta niente, con me sono naturalissimi e proprio spigliati, io sto molto attento a non dare nell’occhio. Ci sono tre ragazzi, un po’ più giovani di me (20/21) che stanno sempre insieme e che non fanno che scherzare tra loro anche a livello sessuale ma non ho alcun dubbio che siano tutti etero, li ho visti con le loro ragazze e poi i loro scherzi nello spogliatoio probabilmente avevano un significato sessuale solo per me. Arrivo a pensare che mi piacerebbe essere etero per stare con qui tre ragazzi e potermi sentire alla pari e invece non è così. Sono diventati un po’ la mia ossessione. Per tanto tempo avevo pensato che potessero essere gay, o almeno che potesse esserlo uno di loro, ma poi piano piano ho perso le speranze. Però restano per me un’immagine bellissima, un po’ l’immagine dei ragazzi per eccellenza, belli, sereni, felici di vivere. Io invece non faccio che guardarli e non solo per l’estetica, in pratica conosco ogni dettaglio anatomico di ognuno dei tre e queste cose mi si sono bene impresse nella mente. Me li sogno spesso, e anche in sogni non proprio ingenui e il resto te lo puoi immaginare e mi sento anche un ladro perché in effetti io a loro sto rubando qualcosa che loro non mi darebbero se sapessero come stanno veramente le cose. Sono fuori di testa Project? Io penso che non starò mai con un ragazzo, diciamo che ne sono quasi certo, per me la sessualità sarà solo questa. È come se io non volessi crescere e cercassi di tenermi aggrappato per forza al mio salvagente che è lo spogliatoio della mia piscina. Ma poi anche lì il senso di frustrazione è totale, ci sono le docce senza separazione ma non ci vado mai, anche questa è un’altra cosa che mi mette enormemente a disagio, perché non ci vado lo puoi capire, eppure ogni volta che esco di casa per andare alla piscina mi dico mille volte che è la volta buona e che quella volta ci devo andare senza scappare via, ma poi l’imbarazzo prende il sopravvento e mi trattengo nello spogliatoio e anche lì ho sempre paura di starci qualche minuto di troppo e di dare a qualcuno argomento per fare le sue deduzioni e arrivare al fatto che sono gay. In pratica per me fantasie e repressione si mescolano insieme. Ho pensato sinceramente di non andare più in piscina proprio per evitare questo tormento, ma dopo che cosa mi resterebbe? Solo la pornografia? Beh, mi sembra squallido e almeno in piscina i ragazzi sono ragazzi veri. Non ho amici gay, penso che non ne avrò mai, non fosse altro perché magari sarebbero gay che si sentono realizzati, cioè che hanno un ragazzo o che almeno provano ad averne uno ma io non ci provo proprio, mi sento senza volontà di reagire, quasi abbandonato alla corrente e penso che col passare del tempo non cambierà nulla. Dovrei andare da uno psicologo? Con i miei in pratica non ho dialogo, a loro non potrei mai dire che sono gay e sono pure figlio unico. Perché ti scrivo, Project? Non lo so nemmeno io, è come se avessi l’impressione di conoscerti, ho letto tanti tuoi post e mi sembrano seri. Insomma, non so nemmeno io che cosa vado cercando, forse solo uno che mi dica quello che pensa di me. Se vuoi pubblica la mail, tanto è generica, chissà che cosa diranno i ragazzi del forum, comunque loro stanno già molto avanti rispetto a me, io sto ancora a zero. Questo è il mio primo tentativo di essere me stesso e mi costa tantissimo.
Ciao Project. Aspetto la tua risposta.
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domenica 20 giugno 2010

FANTASIE GAY E INIBIZIONI IN PALESTRA

Ciao Project,
ho letto qua e là il forum e mi sono pure impegnato a fare qualche ricerca su tutto progetto gay, che è veramente una cosa enorme. Una cosa ho notato, che l’aspetto proprio dell’attrazione sessuale non dico che è trascurato, ma che per te sembra quasi secondario rispetto alla parte affettiva. Non dico che i sentimenti non siano fondamentali, per carità, ma penso che in qualche modo vengano dopo e che se verso un ragazzo non hai un appeal sessuale vero, alla fine, non ci sono sentimenti che possono sostituirlo. Io ho 23 anni, se ti dicessi che penso soprattutto ai sentimenti sarei un ipocrita. Al sesso ci penso eccome, ne sento proprio la necessità. Sarà perché non sono mai stato con un ragazzo, ma una cosa simile me la sogno spessissimo e me la sogno in termini di sesso prima che di sentimenti, dopo verranno anche quelli, magari insieme, ma non prima dell’attrazione sessuale. Non mi sento gay al 100% ma al 200% perché per me i ragazzi, cioè certi ragazzi, hanno un’attrattiva sessuale fortissima e non me li tolgo più dalla testa, sono, penso tutti o quasi tutti etero ma in effetti questo allo stadio al quale sto io è secondario, non me ne innamoro ancora, mi piacerebbe sì, ma tanto non succede, ma non è che per questo li metto da parte, per me diventano delle immagini sessuali importantissime, ci faccio sopra tutti i miei film, lo so benissimo che sono solo film e che con loro non ci sarà mai nulla di concreto, ma perché dovrei rinunciare perfino alla fantasia? Solo per il fatto che tanto resterà fantasia? Ma lo so benissimo e questa fantasia me la voglio godere, diciamo come quando vai a vedere un film, lo sai che non è vero ma ti piace lo stesso, ti trascina lo stesso. Di porno ne sono stufo, ne ho visti troppi e adesso a cercane qualcuno che mi dica qualcosa ci metto una marea di tempo, in pratica me ne potrà piacere meno di uno su 100. Quindi non dico basta coi porno, però il sesso lo voglio cercare in un altro modo. Allora che ho fatto, circa tre mesi fa, mi sono iscritto in palestra a un centro sportivo bellissimo vicino casa mia (e si paga pure poco). Ci vado tre volte alla settimana, dalle quattro in poi e ci posso restare fino alle 21.00. Quello è per me una specie di paradiso. Ci sono persone di tutte le età , ma di ragazzi che ci vanno ce ne sono un’infinità e cambiano a seconda degli orari e dei turni. Di brutti in pratica non ce ne sono, ma circa un quarto sono proprio belli. Se fossero gay me ne innamorerei eccome, ma da quello che vedo qui la popolazione è (o sembra) praticamente tutta etero. In genere i ragazzi della mia età vengono in piccoli gruppi e se ne rivanno in piccoli gruppi, tre o quattro insieme, quelli li lascio perdere perché hanno già un loro mondo, poi ci sono quelli che vengono da soli e quelli mi interessano di più perché la probabilità che siano gay penso che sia parecchio più alta e poi, siccome anche io sto da solo, è possibile che con un altro ragazzo che sta da solo si possano scambiare due chiacchiere in modo più diretto. La stragrande maggioranza è fatta di ragazzi piuttosto disinibiti, qualcuno pure al limite dell’esibizionismo, poi ci sono quelli che si vergognano di farsi vedere nudi e sono quelli che mi interessano di più. Stesso ragionamento di prima, penso che sia molto più probabile che siano gay, forse sbaglio ma istintivamente penso che sia così. Project, sarò un maniaco, ma stare nello spogliatoio con quell’atmosfera tutta maschile che c’è per me è proprio meraviglioso, cioè è eccitante e molto e poi, quando punto un ragazzo solo e timidone me la studio tutta la tattica per arrivare a fare due cose (non mi vergogno a dirlo perché è vero): per vederlo completamente nudo e poi anche per cercare di attaccare discorso e di capire se è gay oppure no. Ma in genere parto dalla fase uno. Mi studio i tempi più adatti, cerco di capitare nel momento giusto, ovviamente senza dare minimamente a vedere che non sto lì per caso. Diciamo che questo pedinamento prima o poi porta ad un risultato e alla fine il ragazzo riseco a vederlo come mamma lo ha fatto. Ho il cervello bacato? Devo andare dallo psicanalista? Ma perché? Io penso che tutti i ragazzi etero facciano lo stesso con le ragazze. Poi viene la fase due, che in genere mi mette molto in imbarazzo perché se il ghiaccio si rompe da sé va tutto bene, ma se devo essere io a romperlo … diciamo che mi sento molto inibito, ma molto, perché bisogna passare dalla fantasia sessuale a un contatto con un ragazzo vero. Diciamo che qui sta il mio limite. Se è lui a cominciare il discorso, mi ci butto a pesce ma se devo essere io scappo e non concludo nulla. A parte il fatto che ho sempre paura, anche e soprattutto nella fase uno di essere identificato come gay. Non so perché ma la cosa mi fa veramente paura. Non credo che succederebbe niente, ma qui con tantissimi ragazzi in giro non vedi l’ombra di un gay, il che significa non che non ce ne sono ma che non vogliono farsi riconoscere. Sono più di due mesi che c’è un ragazzo nuovo, tra l’altro sempre da solo e molto riservato. Gli ho fatto la punta per 5 settimane e alla fine sono riuscito a beccarlo nudo per un attimo, è stato un momento proprio bellissimo, un flash, ma un flash indimenticabile. Finita la fase uno (non ho nemmeno provato a cercare altre occasioni) sono passato alla fase due e qui fallimento totale. Non ho il coraggio di avvicinarlo. Ha una voce bellissima ma l’ho sentito parlare solo una volta e con un altro ragazzo. Ha una ragazza? Non ne so nulla. Non so se è gay, io lo spero con tutta l’anima. Certo è sempre solo e non lega con gli altri. Io sono tentatissimo di provare a parlarci ma mi sento tremendamente imbranato. In pratica tutte le mie fantasie sessuali sono su questo ragazzo e sto in palestra tutto il tempo che posso anche se lui ci viene solo 4 ore a settimana, che ovviamente non mi perdo mai. Adesso non lo spio neppure più nello spogliatoio perché mi sembra di approfittare di lui, cosa stranissima perché non ho mai ragionato così. So che si chiama [omissis] perché una volta uno lo ha chiamato così, ma non so altro. Che faccio Project? Mi butto e provo a rompere il ghiaccio? Ma se poi è etero mi si demolisce un sogno. Vabbe’, lo so che sono fuori di testa e che è assurdo fissarsi così con un ragazzo che non conosci per niente ma a me succede proprio così.
Project, questo è il mio contatto msn [omissis], così ne parliamo direttamente. La mail se vuoi pubblicala, tanto non ci sono nomi e poi mi piacerebbe vederla sul forum. Tra poco vado via per 15 giorni, poi quando torno mi registro.
Un abbraccio
Un ragazzo malato di sesso
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venerdì 29 febbraio 2008

GAY IN SPOGLIATOIO E IN DOCCIA

I Gay negli spogliatoi e nelle docce delle palestre e delle piscine
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Ricevo “anonimo” e pubblico “integralmente”.
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C’è questo tipo allucinante... insomma vi spiego, la sera durante la settimana vado spesso a farmi una nuotata in piscina... non è una piscina comoda rispetto a dove sto io ma si paga poco... ovviamente c’è un botto di gente e le corsie sembrano un rivolo con in transito un branco di acciughe ma non è malaccio basta sapere in che giorni e a che orari andarci.
Allora c’è questo ragazzo che si mette là seduto sulla panca dello spogliatoio ed attacca bottone con chi gli capita prima e dopo. E’ lento nello spogliarsi ancora di più nel rivestirsi e soprattutto sta sempre a guardare i ragazzi con una faccia che... è chiaro no che se li gode!!!
Ne abbiamo parlato quelle volte che è venuto pure il mio ragazzo... magari gli altri possono anche non farci caso ma... uhmmmm a noi mica sfugge come fissa tutti... pure noi... terzo grado approfondito su ogni piano. Non si fa mai e poi mai la doccia... sapeste i motivi che adduce al riguardo... bhè fra un po’ li esporrò... e soprattutto ha questo brutto vizietto di dimenticarsi a casa l’accappatoio diciamo un po’ troppo spesso. Ed allora che fa? Sta faccia tosta chiede al tipo di turno se glielo può imprestare... così per asciugarsi un po’, giusto per infilarsi i vestiti e non essere tutto gocciolante... una scusa pietosa, ma di gente gentile e fessa ce n’è e spesso molto spesso ottiene il suo bottino... ci si trastulla con quel cazzo di accappatoio... una cosa incredibile... direte e vabbè a te che te ne frega? Perché quello poveraccio non può godersela a modo suo? Ma ci mancherebbe!! Venite a dirlo proprio a me? Felicissimo di vedere qualcuno trovare un modo per stare bene a modo suo... solo che ecco, il punto è che questo gay che più gay davvero non si può, ogni volta tira fuori la battutina malevola, dico ogni fottuta volta che uno gli da un po’ di corda e gli fa qualche domanda... che poi non so che domande gli fanno o di cosa stanno a parlare perché sinceramente io mi faccio i cavoli miei... bhè ogni volta questo esplode (badate in urlata perché lo sentano tutti) tutto sul più bello in una serie di - Attenti al lupo gay che si aggira tra noi... . - Della serie... “Oh, io la doccia non me la faccio mica che poi ti becchi il finocchio che ti punta... oh ma sei pazzo? Quello poi ti segue e ti incantona in un angolo, sai per la fame che hanno... ma tu pensa che schifo pensare che c’è un culattone che tornato a casa si fa le seghe pensando a quando ti ha visto nudo... io qualcuno l’ho visto con l’uccello ben dritto che tenta il trucco del sapone... .” MA DAIIIIII!!!!!!!!!! Ma ci credete? Sto stronzo di un frocio che fa terrorismo gay!!!! E perché poi? Per che diavolo di ragione? Deve forse paracularsi per quando gli scende la bavetta??? Un giorno ha sputtanato un ragazzetto... che ok, ce l’aveva sull’attenti... ma magari erano pure fatti suoi!!! O no? E sto stronzissimo gli ha fatto una scenata pubblica incredibile!!! Io allora gli ho fatto osservare che a uno si può drizzare per i mille e più mille motivi... magari gli è venuta in mente la tipa che gli ha appena fatto da lepre per tutte le vasche... se a me si drizzasse ora tu che mi diresti? Ha detto che uno come me frocio non può certo esserlo... SOB!!! Ma quello invece lo era proprio un bastardo suc xxx cazzi... lui queste cose le capiva al volo... Sto povero ragazzetto rosso come un papavero, che a momenti si metteva a piangere ovviamente non lo si è più visto... avrà cambiato piscina... ma tu pensa !!! Voi lo capite uno che fa così? E non ditemi che è solo per fare l’unico gallo nel pollaio... perché io invece vi dico che è solo uno stronzo frustrato che deve rifarsi delle sue rogne e della sua viltà sugli altri...L’altra sera il trucchetto dell’accappatoio ha provato a farlo anche con me... sbagliato tutto... per prima cosa gli ho fatto notare che se si rivolgeva alla segreteria un accappatoio da imprestargli ce l’avevano di sicuro, una volta era successo pure a me di dimenticarlo e me ne avevano dato uno della piscina... un po’ piccolo e cortino, ma diamine di spugna era!! E poi ho pure aggiunto che si dimenticava un po’ troppo spesso le cose e forse una cura di fosforo e ferro non gli avrebbe fatto male... ci è rimasto un po’ ma poi se l’è messa via e ha seguito il mio consiglio ed è andato a chiedere un accappatoio... poi è tornato alla carica e si è messo a farmi il terzo grado di domande e di sguardi... ho celato il più possibile, mi sono vestito in fretta... farmi vedere da sto stronzo, ma vi pare? Piuttosto nudo su una rivista gay!! Bhè si fa per dire... Poi sul più bello che mi sto infilando il maglione se ne esce con questa “che sono proprio ingenuo a farmi la doccia là”, perché? Chiedo con finta nonchalance e quello attacca con la solita tiritera... . Ah bene, mi dico... ma non è serata per te... sai, osservo, non penso che per quanto ti riguarda devi avere tanti timori, fa uhm? Bhè non penso che sei il tipo che un gay si metterebbe a guardare od a provarci... Ah, e tu che ne sai? Quelli appena vedono un culo od un uccello... No, carino non funziona proprio così uno gli attributi ce li deve avere, sennò che stai a guardare? Mi ripete e tu che ne sai? E’ nero... vedo il fumetto che gli esce da quella inutile testa che si ritrova insaccata tra le spalle... Bhè vedi, dico, si da il caso che io sono gay e sinceramente non ti guarderei mai, già in costume si vede che non ne vale la pena... quello diventa blu e verde e poi violetto, non riesce a smaltirla la verità, perché insomma è pure vero quello che dico... . Poi esplode!!! Le offese, le madonne, e pervertito di qua e pervertito di là, e fate tutti schifo e tutti gli epiteti offensivi del caso etc etc etc... . Gli dico che mi dispiace davvero che la mia presenza lo disturbi tanto ma io un cartello lo volevo proprio appendere mesi addietro “Ragazzi attenti c’è un frocio tra voi!!!” ma la direzione ha detto che pur a fin di bene non si poteva fare... che i cani in piscina non ci possono entrare ma i gay si. S’è stato zitto. Ma proprio zitto.Ora io vorrei davvero un giorno beccarlo in qualche locale gayo e sputtanarmelo di brutto, ma per quel poco che ci vado non ho molte speranza... l’espressione della sua faccia... me la sogno... . Ma mi basterebbe che girando da queste parti leggesse e si riconoscesse...A lui allora al caso dico se non hai palle per vivere la tua vita lascia che chi ce le ha si viva in santa pace la sua!!! STRONZO!!!!!

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