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giovedì 7 agosto 2008

BELLEZZA E SESSO GAY

Ciao Project,
mi sento molto strano a scriverti questa lettera, non ti conosco, ho solo letto un po’ (un bel po’) il forum. In genere diffido molto delle persone. Sono due giorni che ho la grandissima tentazione di mandarti una e-mail, l’ho scritta ma quando sto per fare il clic definitivo mi fermo. Ma adesso ho deciso, provo a fidarmi e te la mando qualunque cosa succeda (e poi non ho capito che cosa potrebbe succedere).

Facciamo che mi chiamo Marco (poi, se ci sentiamo, ti dico il nome vero, ma tutte le cose che hai scritto sulla privacy ma spingo ad essere prudentissimo, faccio male?) ho 25 anni, vivo in un paesetto della Lombardia, praticamente sotto le Alpi, un posto bello a livello naturale ma molto isolato, una frazione di poche case su una strada di montagna. Se non ci fosse internet io sarei tagliato fuori dal mondo. Adesso mi sento perfino in imbarazzo nell’andare avanti. Fino a 23 anni il sesso è stata la mia ossessione ma in un senso molto particolare, in pratica è stata la mia preoccupazione. Almeno quando andavo a scuola c’era l’ora di educazione fisica, poi all’università ho solo studiato e adesso proprio da pochissimo, ho finito anche la specialistica e ho avuto diverse offerte di lavoro tramite l’università e di questo vado molto fiero. In fondo queste cose mi hanno dato soddisfazioni grosse e penso me ne daranno ancora. Ma perché scrivo a Project? Per dirgli che sono tanto bravo e che mi sono laureato e che in fondo me ne sento orgoglioso? No, Project, il fatto è che dietro la scorza del ragazzo modello e di quello che non perde un colpo, c’è in realtà un mondo che fa pena. Dal punto di vista affettivo sono stato sempre solo, a casa mia, arrampicata sui monti, non ci viene nessuno, nel mio paese la gente è pochissima, pensa che ci sono10 negozi in tutto! E di ragazzi della mia età non ce ne sono proprio. Io amici non ne ho mai avuti, ho conosciuto dei ragazzi all’università ma li sentivo lontanissimi da me. Tu, poi, che vuol dire essere gay e essere solo lo puoi capire. I miei sono brava gente che sogna il figlio sposato e i nipotini. Quando mi sono laureato sono stati felicissimi e quando hanno visto che è arrivato anche il lavoro sembrava mi volessero dire che ormai era ora di mettere su famiglia. Da ottobre sarò a Milano per un master, oltre che per il lavoro, e almeno potrò stare lontano da casa. Che io possa trovare amici a Milano non mi sembra realistico, visto che non ne ho trovati fino adesso. E adesso vengo al capitolo dolente, quello del sesso. Nelle cose del sesso mi sento proprio un ragazzino, penso che un quindicenne ne sappia molto più di me. Non sono mai stato con un ragazzo e, quello che è paggio, credo che non sarò mai capace di stare con un ragazzo. È come se io avessi rimosso la sessualità, mi ci vorrebbe una specie di rieducazione. Forse mi sono ammazzato sui libri proprio per non pensare a me stesso. Già al liceo pensavo poco al sesso e molto allo studio, ma col sesso per i cinque anni dell’università c’è stato il black out totale o quasi. A casa mia non ho uno spazio mio dove posso stare da solo, la casa è piccolissima e la privacy non è mai esistita, anche farmi una sega è un problema (a 25 anni!), lo posso fare solo di notte con un minimo di comodità oppure la mattina quando faccio la doccia ma in questo caso devo fare molto in fretta. Quanto ai contatti con i ragazzi, non sono mai esistiti. Te l’ho detto, ho conosciuto dei ragazzi solo all’università ma, lo dico chiaro, non ho mai pensato che un ragazzo potesse innamorarsi di me e il motivo è semplice: io non sono un bel ragazzo. Il miglior commento che ho avuto su di me è stato: non hai nulla che non va! Cioè non sei proprio uno schifo, ma stai su quella strada. Ho quasi l’impressione che quando avvicino un ragazzo (non un ragazzo gay, perché di ragazzi gay non ne conosco), ma “avvicino” non nel senso che ci parlo, in chat o al telefono, perché a questo livello non c’è mai stato nessun problema, ma proprio quando mi avvicino fisicamente, quel ragazzo prova una specie si senso di repulsione nei miei confronti. Non so se la cosa è oggettiva, ma io l’avverto così. Saranno magari ragazzi etero, ma se sono ragazzi etero che repulsione potrebbero provare nei miei confronti? Tanto non ci sarebbe nessun rischio di contatto fisico, ma l’impressione è che non piaccio comunque. E se poi si trattasse di un ragazzo gay? Non bisogna essere ipocriti, un ragazzo bello fa presto a trovare quelli che si innamorano di lui, uno come me non ne trova e basta. All’università c’è un ragazzo bellissimo e gli vanno tutti dietro, ragazze, ragazzi e pure i professori, e ovviamente anche io, ma tanto quello non mi guarderà mai, quello ha solo il problema della scelta. Project, tu mi dirai che magari tutto questo con la sessualità c’entra poco e invece, secondo me, c’entra moltissimo. Ma io che me le faccio a fare le seghe su un bel ragazzo che non mi guarderà mai? Un anno fa avevo la fissazione della ginnastica da camera, almeno per irrobustirmi un po’, avevo pure comprato gli estensori e i pesi. Lavoravo come un matto ma non si vedeva nulla. Lo stesso il look. Prima vestivo sempre nello stesso modo, adesso no, sono un po’ più sciolto, ma al massimo guardano il vestito, mica me! Certe volte sul fatto di essere brutto ci faccio pure gli incubi, sogno di stare vicino a un ragazzo che mi parla, poi io gli pendo la mano e lui si ritrae schifato e mi lascia da solo sulla panchina e io mi metto a piangere. Project, non ti scandalizzare di quello che ti dirò adesso, c’è una sola cosa in cui non mi sentirei proprio in imbarazzo: il mio sesso, quello, onestamente, credo che sia di prima categoria (mi vergogno un po’ a dire una cosa del genere ma non la cancello perché è vero. Ma tanto che ci faccio? Uno che vuole stare con te ti valuta dalla bellezza in generale e, se quella non soddisfa, al sesso non ci arriverà mai. Quindi, mi trovo come ad avere un’arma segreta che tanto non potrò mai adoperare. Mi piacerebbe eccome avere un ragazzo vicino e non è solo una storia di sesso, mi piacerebbe essere in due con lui in ogni cosa: nelle coccole, nelle preoccupazioni, nell’essere felici insieme e ovviamente anche nel sesso. Sto tanto a fantasticare su queste cose, cerco di immaginarmele nei minimi dettagli, quello che farei per farlo stare bene, le sensazioni che si provano a fare i progetti insieme, il modo come fargli capire che ho voglia di fare l’amore con lui. Ma alla fine a che serve fissarsi con queste fantasie? Se sei bello c’è pure qualche possibilità che diventino reali, ma se sei brutto come me lo sai benissimo che tanto non andrai da nessuna parte e che nessuno ti desidererà mai. Project, i ragazzi brutti che conosci tu hanno fatto tutti la fine miserevole che ho fatto io? In pratica sono forzato a sublimare la sessualità studiando, perché, diciamocelo chiaro, una sega fatta pensando a un ragazzo con l’idea che prima o poi sarà il tuo ragazzo è una cosa, ma fatta con l’idea nettissima che tanto a te non ti guarderà nemmeno è proprio un’altra cosa ed è pure deprimente. Insomma, io mi masturbo poco perché so benissimo che “fantasie sono e fantasie resteranno”. Project tu hai scritto che le fantasie masturbatorie servono a strutturare la sessualità, ma io che la strutturo a fare? Per arrivare alla conclusione che in testa c’è già tutta la commedia ma che tanto l’attore è sempre uno solo? Un po’ farei il bis della storia del pene, c’è, e pure di prima categoria, ma tanto non serve a niente! Io sono brutto soprattutto di faccia. Sono arrivato a pensare seriamente di farmi una plastica, l’ho detto a mia madre e mi ha guardato come se stessi scherzando, per lei sono “bellissimo”. A Napoli si dice: “pure ‘o scarrafone (scarafaggio) è bello a mamma sua!” Io ci sto scherzando sopra ma per me è un problema grossissimo. Ho letto di tutti i ragazzi che hanno il problema di essere gay e di farsi accettare, ma io sto molto più indietro di questo livello. Certe volte penso che in fondo una ragazza la troverei (forse) ma non è il mio genere! Quindi resterò “solo” a vita. Project, ma quando eri giovane, eri bello? Che domanda stupida! Eppure uno come me le grandi aziende se lo contendono! Quando sento qualche ragazzo che mi parla della paura dell’aids con molta partecipazione mi viene da sorridere e quello mi dice: “Ma che ti credi? Queste cose possono capitare pure a te!” E invece a me non possono capitare!

Project, faccio pena? Dai dillo senza ipocrisia! Ultima cosa e poi ti saluto. Questa è una domanda! Siccome da ottobre lavorerò a Milano, che faccio? Mi ci iscrivo a una palestra o meglio a una piscina? Questa tentazione ce l’ho, e poi, dai, io almeno lì sono sicuro di non sfigurare!

Scherzi a parte (ma non sono scherzi!) mi piacerebbe fare due chiacchiere con te, naturalmente se ti va. A dire la verità mi piacerebbe parlare con te faccia a faccia e forse mi sentirei meno imbarazzato, ma tanto non sarà possibile (anche se io un viaggetto dalle parti tue me lo farei) e allora mi accontento della chat, per il momento. Non ti rompo più. Mi puoi rispondere allo stesso indirizzo.

Ciao Project
Fabio

Se volete, potete partecipare alla discussione di questa testimonianza aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=30844436

domenica 14 ottobre 2007

GAY TRA REALTA' E MORALISMO

Mi chiamo Marco e ho 23 anni, studio ancora, ma spero per poco, vorrei insistere sul tema dell’indecisione e soprattutto sull’idea che “fare il bravo ragazzo” è molto più difficile di quello che sembra, il post del ragazzo indeciso, secondo me, è molto realistico, non so se nel bene o nel male, è un esempio di quello che vive la maggior parte dei ragazzi gay, almeno di quelli che un compagno ce l’hanno, più o meno di nascosto, e io sono uno di quelli e mi ritengo enormemente fortunato. Quando ho letto il post del ragazzo che va a caccia di gay all’università mi ci sono rivisto e un po’ mi sono rivisto pure nel ragazzo che non si decide mai. Adesso vi dico di me. Sto da due anni con un ragazzo che è uno come si deve, lo apprezzo molto umanamente, però non so dire se lo amo, veramente non lo so, quando l’ho conosciuto ero solo come un cane e mi ci sono attaccato subito, prima come amico e poi anche a livello sessuale. Voi potete anche dire che se uno non è profondamente innamorato non ci si deve mettere perché se no crea una marea di illusioni... ma queste sono chiacchiere perché se dai retta a queste cose torni ad essere solo come un cane, mentre se ti metti con lui, non dico che stai bene, ma almeno stai un po’ meglio. Capite quello che voglio dire? Ho letto quello che scrive progettogay sulla morale gay e in un certo senso lo condivido, però le mezze misure sono una cosa che esiste nella vita di tante persone, pure nella mia... ma che significa decidersi? Non lo so, ma mettersi con un ragazzo solo se lo ami in senso totale mi sembra una cosa utopistica... la mezza misura esiste veramente e, secondo me, è la regola, quelli che sanno sempre quello che devono fare, se ci sono, sono pochissimi. Ma adesso torno a me. Io che ci vado a fare all’università? ... onestamente ci vado “anche” per studiare, ma non è quello il motivo principale... io all’università ci vado per stare in mezzo ai ragazzi e, ovviamente, anche per andare a caccia di ragazzi gay, la cosa mi sembra assolutamente naturale... gli etero ci vanno a caccia di ragazze e noi facciamo la nostra parte... se un ragazzo gay va all’università solo per studiare, secondo me c’è qualcosa che non funziona, perché, non so quello che pensate voi, ma il sesso per me è proprio una spinta fondamentale, è proprio la presenza fisica di questi ragazzi che mi manda in orbita. Adesso cerco di farvi capre dove voglio andare a parare... io un ragazzo ce l’ho e ce l’ho in tutti i sensi, sia a livello affettivo che a livello sessuale... però, quando vado all’università non mi posso mettere il paraocchi! Io gli altri ragazzi li vedo e per me sono un interesse fortissimo, voglio dire che sono un interesse fortissimo ”anche” se io il mio ragazzo ce l’ho... mi guardo intorno, comincio con una chiacchiera, poi si va a prendere un pezzo di pizza, poi si parla dell’università... insomma, io ci provo! Non posso fare l’ipocrita... è un gioco che mi piace troppo. Ditemi quello che vi pare... forse io non terrei il piede in due scarpe... ma fare finta che questi ragazzi non mi interessano non ha senso, perché mi interessano eccome. Sono io l’ipocrita e l’immorale perché sto mettendo le corna al mio ragazzo e almeno sto cercando di vedere se è possibile mettergliele? E qui torna il problema del capire se il ragazzo che ti interessa è gay... perché mi potete dire tutto quello che volete, però l’occhio non va alla ricerca del ragazzo gay ma del bel ragazzo, cioè il fatto che sia gay è secondario. Anche qui, per favore, mettiamo da parte le ipocrisie. Io non cerco di vedere se tra i ragazzi gay dell’università (ammesso che riuscissi a distinguerli) ce n’è qualcuno bello, no! Io faccio il contrario, io cerco di vedere se tra i ragazzi belli dell’università ce n’è qualcuno gay! ... se dovessi scegliere tra uno gay e brutto, o almeno che non mi attira, e uno bello che non è gay... beh! ... potrà sembrare paradossale, ma io continuerei a correre appresso a quello bello ed etero e non a quello gay e brutto! Ho sentito dire tantissime volte la storia di quelli che sono belli “dentro”... eh no! Onestamente a me interessano i ragazzi belli “fisicamente”, se poi hanno anche l’anima bella tanto meglio, ma se non mi attirano a livello istintivo alla prima occhiata... beh... c’è poco da fare possono essere pure persone eccelse sotto altri punti di vista ma di loro non mi interessa più di tanto... e aggiungo un’altra cosa...per quelli che dicono che l’amicizia e l’amore non sono la stessa cosa... io gli amici li voglio belli, prima di tutto belli... non mi dite che sono stupido e che non vedo il resto... perché io quello che vedo lo vedo! So benissimo che ci sarà il coro dei moralisti! Io stesso prima ero moralista... ero moralista quando possibilità concrete di trovare ragazzi belli che potessero stare con me non ne avevo... un po’ il discorso della volpe e l’uva... Non ci posso provare io e allora sono immorali quelli che ci provano! Ma poi, quando ho visto che la caccia non al gay, ma al “bello gay” poteva avere successo.... beh... il modo di valutare le cose è cambiato. Dei ragazzi belli e gay che ho conosciuto all’università... tutti ragazzi normalissimi sotto tutti gli altri aspetti, non sono stato mai veramente entusiasta, ma se lo fossi stato io il mio ragazzo di adesso lo avrei mollato, perché se no il rapporto con lui sarebbe stato falso... io queste cose a lui le ho dette e non è rimasto per niente impressionato, mi ha detto che lo sapeva benissimo e che ormai mi conosce bene, ma che a lui sta bene anche così... parliamoci chiaro, di gay belli e “possibili” all’università nell’ultimo anno ne ho conosciuti tre, ma poi alla prova dei fatti non mi sembrava che valesse la pena di cambiare... non lo so se cambierò tanto facilmente... forse no... anche se il mio ragazzo in termini estetici non è assolutamente paragonabile ai bellissimi che ho conosciuto... però... perché devo rinunciare a guardarmi intorno? Per dirmi a distanza di qualche anno che sono stato stupido a non farlo? Gli occhi ci stanno per guardare! E un ragazzo gay sa benissimo che cosa guardare!