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mercoledì 26 novembre 2008

COMING OUT IMPOSSIBILE

Ciao Project.
ho 19 anni, sono di Parma, un posto tradizionalmente civile, anzi è la mia città e l’apprezzo molto, però qui non è per niente tutto rose e fiori. Devo fare la maturità scientifica a luglio, la mia scuola è di quelle serie dove ti spacchi la schiena a studiare e ti selezionano in modo pauroso. Di cose ne ho imparate tante, è vero, ma non ho mai vissuto la mia vita, non quella di ragazzo gay, ma semplicemente quella di ragazzo liceale che avrebbe anche bisogno di un po’ di aria libera. La scuola: un’ossessione. A 19 anni io posso dire di avere solo studiato e di non avere una vita mia nemmeno a livello minimo. Amici non ne ho, ai miei compagni di classe interesano solo i voti e poter dire di essere più bravi degli altri. E non finisce qui perché questa musica continuerà anche all’università e poi quando troveremo lavoro, se lo troveremo: una corsa continua per arrivare sempre primi, distruggendo le persone dentro. I miei compagni, che penso che siamo tutti etero, non hanno la ragazza perché non hanno tempo se non per studiare, quelli che ce l’hanno, pochissimi, la vedono una volta ogni 15 giorni se va bene a casa dei genitori. Tra noi non si parla mai di sesso a nessun livello e in pratica non si parla che di cose da studiare e al massimo della scelta della facoltà, cioè praticamente qui non si vive. C’è la fissa del cento e lode! C’è gente che se non lo prende rischia di cadere in depressione. Non scherzo è proprio così. Poi leggo nel tuo forum della prudenza nel coming out, ma quale coming out? Ma lo sai tu a che cosa è ridotta la mia vita affettiva/sessuale? A guardare di straforo qualche compagno che si spoglia prima della lezione di Educazione fisica e poi la mia vita sessuale (che espressione enorme per una realtà così stupida!) non esiste proprio, mi limito a passare un po’ di tempo la sera davanti al computer. Mi piacerebbe almeno starci in pace per un’ora, ma no! Pochi minuti e basta! E certe volte lascio proprio perdere prima di cominciare. E poi arrivo cotto dallo studio e voglia di sesso ne ho poca o niente. Ti dico che magari mi piacerebbe parlare un po’ con te, ma tanto non lo posso fare se non per e-mail perché la sera devo andare a dormire presto se no l’indomani non rendo. Un coming out io? Forse quando avrò 40 anni! E adesso devo pure chiudere la mail perché devo andare a studiare. Rispondimi per e-mail, una bella lunga, quella la leggo rapidamente, ma la chat con va bene per me, ci vuole troppo tempo! (capisci come vivo!)

Stammi bene. Pubblica pure questa mail, mi piacerebbe sapere se gli altri ragazzi hanno le stesse ossessioni che ho io.


Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta nel Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=34492660

martedì 13 maggio 2008

AMORE GAY DIFFICILE A SCUOLA

Ciao Project,

spero di non averti disturbato ieri sera ma te ne dovevo parlare, l’antefatto lo sapevi da Febbraio e in effetti dopo che ho parlato con te ai primi di Aprile sono cambiate molte cose. Stamattina con Stefano ho tagliato i ponti, non è nemmeno per la storia di Lorenzo, penso proprio che sarebbe successo in ogni caso, non ne potevo proprio più. Stefano è un bravo ragazzo ma in effetti quando si mette una cosa in testa non te ne liberi più. Io gli voglio bene, per carità, lui è pure un bel ragazzo, proprio un bello classico ma, diciamo così, a me il bello classico, quello da copertina, tipo Stefano, non mi attira più di tanto. Onestamente ieri sera mi non mi aspettavo di essere accolto così, dopo tutto il casino dell’altra volta. Però poi mi sa che hai ragione, si tratta solo di aspettare fino a metà Luglio per fare la prova del nove, tra 60 giorni saprò e, ti giuro, non vedo l’ora! Ti trovo stasera? Però sul tardi, diciamo dopo le undici. Ti devo chiedere un po’ di cose e ti devo pure raccontare un’altra storia. Per il momento ti saluto.

Ciao Porject. Un abbraccio. Ti allego il post, vedi tu! Mi fido!
Roby
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AMORE GAY DIFFICILE A SCUOLA

Ciao ragazzi,

ieri sera ho parlato a lungo con Project di quello che mi sta avvenendo da qualche mese a questa parte. Project mi ha chiesto di scriverci sopra un post e io l’ho scritto e un vostro parere mi farebbe piacere. Non sono iscritto al forum ma mi iscriverò se alla metà d luglio una cosa andrà come voglio io, tra poco capirete di che cosa sto parlando.

Ho 19 anni (quasi 20), faccio l’ultimo anno dell’ITIS a Milano. Chiamatemi Roby. Quest’anno faccio la maturità ma su questo non c’è molto da dire. La mia classe è praticamente tutta maschile, voi potete pensare che per un ragazzo gay è il massimo. Insomma, non proprio vero, e poi io di essere gay l’ho capito solo da gennaio scorso. Sì, non è assurdo, è così. Prima per un anno ho avuto una ragazza, una brava ragazza (insomma). Lei si è innamorata di me e io con lei almeno non mi sentivo solo. Lei a me ci teneva molto e mi assillava. All’inizio era rimasta affascinata dal fatto che io non ci provavo, poi ha cominciato a preoccuparsi e a me sono venute le angosce perché fare sesso senza convinzione non è gradevole per niente. La prima volta me lo sono proprio imposto, non so se per non deluderla o per convincermi di essere etero. Dopo che l’abbiamo fatto lei era contenta ma io mi sono detto: mai più! Premetto che ho avuto delle reazioni più o meno normali (erezione) in pratica non abbiamo avuto un rapporto vero e proprio, ma dopo ho avuto proprio la sensazione di stare buttando via me stesso in una cosa che non mi interessava. Lei civettava con me per farsi desiderare, ma più faceva così più mi risultava insopportabile.

Abbiamo continuato a vederci poi ha tanto insistito perché ci riprovassimo che io alla fine ho accettato ma proprio perché non riuscivo più a liberarmi di lei. Questa volta erezione zero! Dentro di me pensavo: “speriamo che la faccia finita e che si rassegni”. Macché! Si mette in testa che riuscirà a curarmi e me lo dice con espressioni proprio da crocerossina. Io l’avrei ammazzata. Dopo non siamo usciti più. Lei mi ha perseguitato con sms, con e-mail e con altre cose simili, poi ci ha messo in mezzo Stefano, un mio amico, per supplicarmi di tornare da lei e ha raccontato a Stefano tutto quello che era successo. Così, non solo sono stato sputtanato, ma Stefano mi si è messo alle costole per convincermi a tornare da lei. Io allora non mi sentivo gay, pensavo ancora alle ragazze e guardavo dei porno etero ma anche se allora non ci facevo caso, non guardavo esattamente le ragazze. Comunque al momento non ci facevo proprio caso, della mancata erezione non me n’ero fatto assolutamente un problema perché tanto i porno etero mi facevano comunque effetto, quindi ero etero! Le vacanze di natale sono state per me un’autentica tortura, Stefano e lei erano proprio un’ossessione ma non ci potevo fare granché.

Poi le cose sono cambiate, a gennaio, col ritorno a scuola. Il nostro prof di Matematica si è ammalato piuttosto seriamente e al posto suo è arrivato Lorenzo, un ragazzo di 24 anni. Le ragazze, quelle pochissime che c’erano, non lo consideravano bello, ma io sì! Perché, come dico sempre, i miei canoni di bellezza sono un po’ particolari. L’indomani sono passato al primo banco e ho cominciato a stare attentissimo alle lezioni di matematica e a scandagliare Lorenzo millimetro per millimetro col mio radar gay, io lo facevo in modo automatico ma non avevo nemmeno un’idea chiara del senso di quello che stava succedendo. Beh, 24 anni sì, ma non quelli tipo macho, 24 anni che gliene potevi dare pure 20, dolce, tenero, proprio da ragazzo giovane. Una volta è entrato il preside mentre Lorenzo stava passeggiano per i banche durante un compito e lo ha preso per un alunno! Per una quindicina di giorni sono rimasto in una specie di trance ma non capivo esattamente il senso della cosa. Guardavo le mani grandi e un po’ umide di Lorenzo, il modo di sorridere, veramente dolcissimo, il modo di parlare e di gesticolare sempre molto moderato, quando faceva lezione me lo godevo proprio, lo passavo ai raggi x, come affascinato ma ancora inconsapevole del senso di fondo di quella fascinazione.

Poi c’è stato un compito di matematica, io l’ho chiamato per chiedergli una cosa e lui si è avvicinato, ne sentivo il calore, ne annusavo l’odore e mi piaceva e a un tratto mentre lui stava vicinissimo a me ho sentito che là sotto qualche cosa stava succedendo. Stavo andando in erezione perché Lorenzo mi stava vicino e ho dovuto fare appello a tutto il mio self control per non creare situazioni imbarazzanti. L’ho chiamato più volte per chiedergli chiarimenti sul compito e l’effetto era sempre quello, una specie di automatismo. A casa mi sentivo strano, un po’ una cosa del genere mi piaceva e un po’ no! Anzi, diciamo così, la cosa mi piaceva molto ma mi preoccupava pure parecchio. Io allora dei gay non sapevo niente e francamente non ero portato a credere che un fatto come quello che mi era capitato potesse avere un senso del genere, però continuavo a pensarci e la sera mi sono masturbato pensando al mio prof di matematica! Prima vedevo i porno etero e forse non guardavo le ragazze ma i ragazzi, ma quella benedetta sera, me lo ricordo perfettamente era il 31 gennaio, mi bastava pensare a Lorenzo e partivo subito.

In pratica dal 1° Febbraio ho cominciato a cercare siti gay, ma non mi piacevano proprio, poi ho trovato il blog di Project “Storie gay e non solo”, l’ho letto per tutta la notte, c’era pure il Forum ma era proprio agli inizi e non c’era quasi niente, però i blog erano belli e c’era il motore di ricerca e ho trovato un sacco di storie molto simili a quella che stavo vivendo io. Ho preso il coraggio a due mani e ho mandato una mail a Project. Mi ha risposto dopo 15 minuti e mi ha dato il suo contatto. Abbiamo parlato. Più parlava più mi dicevo: ma come ho fatto a non capirlo prima! Era tutto così chiaro! Ero un po’ spaventato, ma Project mi sembrava una brava persona e ci siamo risentiti nei giorni successivi. Già dalla seconda volta davo per scontato che ero gay. Project mi raccontava delle cose che corrispondevano per filo e per segno a quello che erano capitate a me, ma sia a livello fisico che a livello psicologico. Una volta venuto a capo del problema, lo confesso, sono sparito, Project mi ha mandato gli auguri di Pasqua ma non ho nemmeno risposto, forse avrà pensato male ma spero di no.

Dai primi di Febbraio, quindi avevo una vera consapevolezza della cosa. Adesso Lorenzo me lo godevo proprio in un altro senso e cercavo di capire se anche lui avesse delle reazioni fisiologiche come quelle che avevo io e qualche volta ho avuto proprio l’impressione che fosse così, cose più intuite che viste però. Non facevo mai un giorno di assenza e, ostentando una noncuranza totale, cercavo ogni occasione per stare vicino a Lorenzo. Il mio radar mi diceva che Lorenzo era gay. Ogni tanto lo beccavo a buttare l’occhio dalla mia parte e poi girava subito lo sguardo e diventava pure un po’ rosso. Con me non parlava mai mentre con gli altri ragazzi parlava spesso. Durante un compito in classe l’ho beccato che mi osservava e ho fatto finta di guardare dall’altra parte ma il suo sguardo me lo sentivo addosso, proprio la sensazione di essere scandagliato dal radar gay di Lorenzo.

Se avessi potuto parlare con Project forse sarei stato meno cretino e invece mi sono messo a fare cose assurde di cui non ho difficoltà a dire che mi vergogno. Project mi ha fatto capire senza mezzi termini che sono stato proprio stronzo (la parola ci sta tutta!) Insomma ho finito per condizionare Lorenzo, per giocare vergognosamente con lui a gatto e topo, lo guardavo fisso negli occhi, gli stavo vicino il più possibile, lo mettevo alle strette, gli facevo capire che pretendevo una sua risposta. Lui glissava sempre, non mi ha mai risposto in modo diretto, mi evitava, come se avesse proprio paura di incontrarmi, quando doveva parlare con me (perché lo tormentavo pure durante l’ora di lezione) lo faceva guardando dall’altra parte. Ad Aprile abbiamo fatto la gita ma non c’è voluto venire in nessun modo, io gli ho pure detto: “Ma di che ha paura?” E lui ha risposto al solito cose totalmente evasive. Lo avevo in pugno, lo condizionavo e il fatto di avere un potere su di lui mi gratificava molto, sapevo che con uno sguardo potevo metterlo in crisi o farlo stare bene, poi ho fatto una cosa di cui proprio mi vergogno moltissimo, non solo ho cominciato impunemente a guardarlo in modo esplicito e diretto anche lì per spiare le sue reazioni fisiologiche ma l’ho fatto in modo che lui se ne rendesse conto, onestamente l’ho fatto per dimostrargli che potevo dominarlo.

Quando ho detto questa cosa a Project si è proprio arrabbiato e mi ha detto che non ero un gay ma solo un cretino che voleva giocare ad avere il coltello dalla parte del manico e che ero “immaturo”, questa parola mi ha dato tremendamente fastidio, ho risposto duro a Project e gli ho chiuso la chat in faccia, poi l’ho richiamato subito e gli ho detto che aveva ragione, in effetti lo sapevo benissimo anche da solo ma preferivo continuare a giocare a gatto e topo con Lorenzo. Project è partito a raffica a dirmi cose tremende e ha fatto bene a farlo. In pratica da Aprile ho cominciato a cambiare modo di fare con Lorenzo, non l’ho più messo alle strette e soprattutto ho fatto l’esatto contrario di quello che facevo prima, ho cercato di condizionarlo il meno possibile e di manifestargli più rispetto e la cosa ha avuto delle conseguenze.

Lorenzo ha cominciato a non avere più paura di me. Ogni tanto scambiamo qualche parola, anche simpatica, mi piace anche a livello umano, non ha spocchia, è un timidone, adesso qualche volta mi cerca con lo sguardo e non ha paura, si interessa pure di me, da qualche giorno ha cominciato a fare una cosa che gradisco moltissimo, passa alla ricreazione e mi lascia il suo giornale dopo che lo ha letto, un gesto che non mi sarei mai immaginato. Io sarei tentato di invitarlo a prendere un caffè, ma mi sa che dovrò rimandare a dopo gli esami perché proprio non lo voglio mettere in difficoltà. Non porta fedi né fedine, non parla di ragazze, ma la cosa è poco significativa perché i professori a scuola non credo parlino con gli alunni della loro vita effettiva, ma certo sapere un po’ della vita effettiva e pure sessuale di Lorenzo mi piacerebbe moltissimo. Ultima puntata della serie: tre giorni fa mi guarda con una faccia risentita ma anche divertita: “Mh, mi sa che dopo gli esami ci sarà ancora qualche cosa da dirsi, o no?” e io gli ho risposto: “Penso proprio di sì!” e lui mi ha risposto: “Però adesso cerchiamo di stare tranquilli, ok?” Ha detto “cerchiamo” al plurale, lo diceva anche a se stesso. Ma perché devo aspettare altri 60 giorni!
Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=19&t=169

sabato 13 ottobre 2007

A CACCIA DI RAGAZZI GAY ALL'UNIVERSITA'

Ciao ragazzi, vi vorrei proporre una questione che mi starebbe molto a cuore e che vorrei tanto capire come funziona: ma come si fa a capire se un ragazzo è gay? Cioè, voglio dire, io so benissimo di essere gay ma come faccio a trovare un altro ragazzo gay? I miei compagni, quando stavo al liceo, mi hanno sempre detto che loro un gay lo avrebbero riconosciuto lontano un miglio però loro sono sempre stati convinti che io fossi etero. Chissà perché gli omosessuali la gente se li immagina sempre strani... se sono strano io in effetti non so ma io credo di essere uno normalissimo, salvo per il piccolo particolare che mi piacciono i ragazzi. Non andrei mai in giro vestito in modo eccentrico o troppo colorato, ma non per timore di essere beccato, ma perché queste cose non le capisco...Mi hanno detto, sempre gli amici miei... amici, insomma, non esageriamo, diciamo i compagni miei, che i ragazzi gay sono effeminati... ma io mi chiedo se credono ancora alla befana... Mi hanno detto che i ragazzi gay si appiccicano sempre a tutti i ragazzi... adesso, io sono gay e di questo non ho il minimo dubbio, ma non è che per questo corro appresso a tutti i ragazzi che incontro, quelli che mi piacciono potranno essere l’1% e anche meno, gli altri non mi fanno né caldo né freddo e anche a quelli che mi piacciono non mi appiccicherei mai... e poi che significa appiccicare? Significa contatto fisico? Se è così non mi attira proprio... non che non mi attiri il sesso... ma il contatto fisico “rubato” non è mai stato la mia specialità. Non è il fatto di toccare un ragazzo che conta per me ma il fatto che lui voglia farsi toccare da me e io da lui... se non c’è un contatto emotivo il reso non ha senso... Vabbe’ ma adesso non è questo è il punto... dove lo trovo io un altro ragazzo gay, io ho cominciato l’università da pochissimo... ci sono dei ragazzi da schianto e pure simpatici ma che posso fare per non prendere toppe tremende? Io cerco di osservare i loro comportamenti, quelli che civettano un po’ troppo con le ragazze li scarto, quelli che assumono atteggiamenti troppo sdolcinati li scarto lo stesso, non so se sono gay, ma se lo sono non mi interessano lo stesso... a me piacciono i ragazzi comuni e qui è pieno... non mi piacciono i capelloni, gli atteggioni, i modaioli... quelli tipo: faccio tutto io, quelli che dicono sempre io, io... e non mi piacciono nemmeno quelli sfacciati che chiacchierano di sesso con troppa facilità... quanto a come vanno vestiti... be’ non mi piacciono quelli che portano i pantaloni larghi anche perché così non si intuisce nulla, tanto avete capito, non mi piacciono quelli smutandati, come va adesso, mi piacciono i ragazzi in jeans, meglio se aderenti, ma non troppo, in jeans e camicia, che quando ti passano vicino senti proprio l’ondata del calore fisico che emanano... camicia chiara, colletto aperto, perché è più sexy... ma vanno bene anche pantaloni classici e pullover, la cravatta mi sembra un po’ snob... poi devono essere ben rasati, coi capelli non troppo lunghi, se sono corti è meglio, possibilmente con la pelle molto chiara, con i capelli biondo scuro, lisci o lievemente ondulati... mi piacciono i ragazzi con le mani grandi, forti, ben curate. Non sopporto i ragazzi trasandati, quelli che vanno in giro con le mani sporche, con e unghie nere o non tagliate e lunghe... non mi piacciono i baffi, le barbe le sopporto... quanto agli occhiali... be’ quelli fanno più intellettuale, diciamo che mi sta bene se se li mettono solo in certi momenti... perché li preferisco senza occhiali... se applico tutti questi criteri di selezione, di ragazzo che mi interessa veramente non ne resta nemmeno uno... però a questi criteri ci rinuncerei (non proprio a tutti) se il ragazzo fosse gay... Adesso però mi viene in mente un’altra cosa... io due ragazzi gay li ho conosciuti... mh! Non erano molto entusiasmanti... non erano proprio brutti ma con quelli bellissimi che vedi sui siti non c’era proprio nessun paragone possibile... io mi accontenterei di uno un po’ meglio di quei due, nemmeno tanto, ma un po’ meglio sì... va bene sapersi contentare però... se ci devo fare l’amore preferisco farlo con luce accesa e guardarlo il ragazzo con cui sto ma se è brutto mi tocca farlo a luce spenta... almeno non mi spavento... Insomma uno che attacca bottone con un ragazzo come me potrebbe essere gay? Perché di ragazzi carucci che attaccano bottone con me ce ne sono parecchi... l’ideale sarebbe vedere quando parlano di sesso... quando andavo al liceo c’era il fatto che potevo vedere come si comportavano con le ragazze, qui all’università sono molto più abbottonati e non li vedi mai all’opera e allora i dubbi ti vengono... accidenti se ti vengono. I ragazzi gay sorridono più dei ragazzi etero? Ci vorrebbe una statistica seria... I ragazzi che piacciono a me sono soprattutto gay? ... magari! Ma ho tanto l’impressione che non sia così per niente... e se fossi condannato a innamorarmi solo di ragazzi etero? ... pensa che supplizio! Vedere e non toccare... terribile! ... però mi sa che va a finire proprio così... ah! Un criterio c’è... ragazza sì/ragazza no! Cercare di andare sull’argomento e vedere come reagiscono... però un momento! Se parli troppo di ragazze e loro sono gay se ne scappano di corsa... primo comandamento: mai passare “troppo” da etero! Questa me la scrivo... poi forse un altro sistema c’è, ma non è fatto di discorsi o di osservazioni ... si tratta dello scambio di occhiate... mh! Lì sbagliarsi è più difficile, se il contatto c’è c’è, però una cosa del genere è pure pericolosissima in pratica c’è il rischio sputtanamento... rischio molto concreto e da evitare... Domani ne provo una, arrivo prima che entrino gli altri e scrivo sulla lavagna: se sei gay aggiungi una crocetta... e vediamo che cosa succede... magari è utile a livello statistico... Ma guarda tu che cosa si deve fare per non restare digiuni del tutto!

sabato 15 settembre 2007

AMORE GAY A SCUOLA

La storia che voglio raccontare è una storia che è cominciata l’anno scorso, era l’ultimo anno che stavo insieme coi miei compagni, che brutta cosa! La scuola mia non era male, proprio da nessun punto di vista e andare a scuola mi piaceva pure, i professori non erano stupidi e qualcuno lo stavo pure a sentire volentieri... molto volentieri! Anzi, la questione sta proprio tutta lì, diciamo così, uno mi piaceva proprio ma non per come faceva lezione ma proprio fisicamente, era un professore che non c’avrà avuto manco 25 anni, dove l’avevano trovato non lo so, lui ci stava perché la nostra prof. di filosofia aspettava un bambino e lui doveva restare per 5 mesi ma poi è rimasto tutto l’anno. Con la professoressa io non ci stavo male, ma con lui era un’altra cosa e non era questione di filosofia, è che era proprio bello, proprio un fotomodello. In genere, specie quelli di filosofia, sono vecchi, c’hanno la gobba, ma lui no, e per fortuna che l’avevano mandato alla classe mia se no mi toccava di cambiare sezione, perché mica potevo stare senza. Voi sapete come sono i professori nuovi, c’hanno tutto quell’entusiasmo, e lui era così, ma non l’entusiasmo stupido delle filosofia ma quello di stare con noi e ci si stava bene, pure gli altri ragazzi stavano bene con lui, io di più, è ovvio, ma pure gli altri ci stavano bene. E poi era un pozzo di scienza, ne sapeva di storia dell’arte molto più della professoressa nostra, ma il punto centrale non è questo, si chiamava Andrea F. di lui non sapevo niente ma mi piaceva sentirlo palare, ovviamente mi sono messo al primo banco e con la scusa di stare a sentire la lezione lo guardavo fisso negli occhi. Non so s’è v’è mai capitato di prendere una cotta per un professore ma non c’è niente di strano, perché Andrea era un bel ragazzo che aveva sei anni più di me e allora io lo guardavo e non mi sembrava strano nemmeno un po’. La filosofia è una materia strana, sembra una cosa astratta ma non lo è e Andrea si lasciava andare a tante digressioni che con il programma non c’entravano niente, certe volte raccontava storielle carine, certe volte scherzava, si vedeva che stava bene con noi, ma un gay come me, specialmente quando ha un bel ragazzo come Andrea davanti per tante ore alla settimana e lo può guardare dritto negli occhi per tanto tempo, mette in moto il cervello e rielabora tutte le informazioni a sua disposizione. Andrea non portava la fede, va bene che oggi non la porta quasi nessuno ma lui non la portava, dello stato civile non potevo sapere nulla ma non aveva mai parlato di mogli o di figli e quando parlava di donne e di storie d’amore era piuttosto dissacrante: da quello che diceva doveva avere un rapporto con la religione molto teorico, i discorsi che faceva su queste cose erano positivi ma secondo me poco sentiti. Ovviamente la parola gay non l’aveva mai usata né un sinonimo, a nessun livello, nemmeno per allusioni lontanissime, tutti i discorsi su sesso e famiglia erano etero, ma di un etero astratto che mi metteva in mente una marea di dubbi. Insomma sono passati i mesi e io cominciavo ad avere l’idea che Andrea fosse dei nostri, ma che fai? Tu sei uno studente, lui è il professore, che fai? Magari quando lui diceva: “Avere domande da farmi?” gli chiedi: “Scusi professore, lei è gay?” ma io sul fatto che fosse gay mi ci sarei giocato un terno. Questa però è un’idea che è venuta in testa solo a me, agli altri sicuramente una cosa del genere non passava nemmeno per l’anticamera del cervello. Il bello è venuto quando abbiamo fatto la gita scolastica, se ne leggono di storielle sulle gite scolastiche ma come quella mia non credo proprio. Insomma ci dovevano accompagnare due professoresse stagionate e io avevo detto che non ci sarei andato, non avevo proprio pagato la quota e i termini erano scaduti. Poi una delle due professoresse si è ammalata un po’ seriamente e ha dovuto rinunciare alla gita e al posto di quella c’hanno messo Andrea. Io mi sono andato a raccomandare col preside supplicandolo che mi ci mandasse lo stesso, lui non ne voleva sapere perché le cose erano fatte, mentre stavo parlando col preside entra Andrea, sente il discorso e si mette in mezzo e dice al preside che con l’agenzia c’avrebbe parlato lui e che avrebbe sistemato la cosa perché io ero un bravo ragazzo e avevo diritto a fare una gita l’ultimo anno coi miei compagni di scuola dato che negli anni predenti gite non ne avevamo fatte mai, il preside ha mollato e io sono uscito e l’ho aspettato fuori dalla presidenza, gli sarei saltato al collo per quanto ero contento ma lui m’ha risposto: “Buono! Cerca di stare buono!” e m’ha guardato negli occhi, lì, per me, era fatta, era ovvio che era gay e che per lui non era indifferente che io al viaggio ci fossi oppure no. Due giorni dopo siamo partiti. Viaggio in Italia, cosa economica, noi non siamo ricchi: Padova, Mantova, Ravenna e Ferrara, quindi solo pullman. C’era un solo intoppo, una delle due prof. vecchie era nostra accompagnatrice e stava sempre seduta vicino ad Andrea, quindi io vicino a lui non mi ci potevo sedere e non potevo provare un approccio nemmeno verbale, però mi sono messo nel posto dietro quello di Andrea e ho fatto finta di dormire. Almeno potevo sentire la sua voce, anche se in discorsi assurdi. La sera si stava in camera in quattro e dal mio punto di vista lo spettacolo avrebbe potuto essere piuttosto interessante, ma io avevo in mente Andrea e dei miei compagni di scuola (solo 4 maschi contro 18 femmine), tutti etero, in sostanza non mi importava proprio nulla, io avevo in mente ben altro. Quando tutti se ne sono andati a dormire io sono uscito dalla stanza e me ne sono andato sulla terrazza dell’albergo che era davanti alle stanze... e chi ti trovo lì? Andrea stava lì da solo sul dondolo, io mi sono avvicinato e gli ho chiesto se potevo sedermi accanto a lui, ovviamente mi ha detto di sì. Praticamente quella notte non abbiamo dormito, siamo rimasti a parlare tutta la notte delle cose più strane, dalla pittura agli inni nazionali latino-americani, dai viaggi che aveva fatto alle sua prospettive per il futuro. Si stava bene insieme, cioè si stava benissimo, pure lui stava benissimo, io lo sentivo in modo chiarissimo. Naturalmente nessun riferimento al sesso e meno che mai ad argomenti gay. La mattina alle 5.00 mi ha detto che aveva bisogno di dormire almeno un’ora perché non si reggeva in piedi e se ne è andato nella sua stanza. Io non sono tornato in camera perché mi avrebbero fatto troppe domande, mi sono sciacquato alla fontana esterna e ho aspettato fino alle sette per poter fare colazione. Lui c’era, m’ha salutato in un altro modo, in un modo più caldo, quando m’ha visto lì si vedeva che era contento. I miei compagni che avevano notato che io ero stato fuori stanza tutta la notte volevano sapere che cosa avevo combinato, ma ovviamente da me non lo hanno saputo e hanno pensato a chissà che cosa. Insomma, tornando al punto, io e Andrea ci siamo fermati a parlare anche le sere successive, non così a lungo come la prima sera ma le tre le abbiamo fatte e questa volta abbiamo anche parlato d’amore, non di sesso, che in una situazione simile era fuori luogo, quando parlava d’amore non diceva mai “una ragazza” ma “una persona” e la cosa era molto significativa, in sostanza noi stavano facendo già un discorso gay serio, ci stavamo scambiando i nostri punti di vista, ma travestiti da questioni culturali teoriche, lui lo sapeva e io lo sapevo, ma ufficialmente non lo sapeva nessuno di noi due. Poi il viaggio è finito e siamo tornati. Con lui non ho mai fatto un discorso esplicito, nemmeno a metà, nemmeno minimo. Di questo fatto mi sentivo molto dispiaciuto, mi sarebbe piaciuto moltissimo almeno parlare un po’ in modo chiaro, e credo che sarebbe piaciuto moltissimo anche a lui e penso che lo abbia desiderato in modo forte nonostante tutte le esitazioni proprio come ho fatto io. Ma che ci si può fare? Quando metti insieme un professore imbranato con uno studente imbranato la situazione può essere solo questa, e poi non lo potevo mettere in crisi più di tanto, già penso di avere tirato troppo la corda, andare oltre poteva significare metterlo in difficoltà e una cosa del genere non l’avrei mai fatta. Dopo la gita mi ha tenuto sempre a distanza, cose se avesse paura di me, forse pensava che lo potessi mettere in qualche pasticcio, non lo so, ma questa è l’impressine che ho avuto, In sostanza il momento è svanito e la storia è finita così. Peccato, perché di tutto questo mi è rimasta una certa amarezza di fondo, come delle cose che potevano essere e non sono state e non capisci nemmeno perché è finita così.