Ciao Project,
ti volevo raccontare la mia storia, poi mi piacerebbe sapere che ne pensi, in fondo c’è il mio contatto, se ti va di fare due chiacchiere.
Chiamatemi Marco, non è il mio nome vero, ma mi chiamano tutti così, perché il mio vero nome non mi piace proprio, ho 21 anni, vivo in una grande città, studio scienze motorie, ho fatto studi che hanno a che vedere con lo sport perché sono da sempre uno sportivo e anche adesso faccio sport a livello agonistico e anche con buoni risultati. Cioè, anche se so che la carriera di un’atleta e in particolare delle specialità che pratico io finisce presto, vorrei restare nel mondo dello sport perché è il mio vero mondo e perché qui mi sento veramente a mio agio. Faccio attività sportiva da quando ero piccolissimo, la palestra è la mia seconda casa se non addirittura la prima, perché passo più tempo in palestra che a casa.
Ma veniamo al punto. Fino all’anno scorso al sesso non ho pensato molto. Avevo prima la scuola a poi l’università e soprattutto avevo le gare che per me erano tutto. In pratica fino all’anno scorso, ma direi tutto l’anno scorso se non oltre, anche gennaio, febbraio del 2008, per me l’attività sportiva era solo attività sportiva. Non mi sono mai sentito in imbarazzo nello spogliatoio o a fare le doccia con gli altri e qualche scherzo a sfondo sessuale l’ho fatto e l’ho anche subito assolutamente senza nessun problema, anzi l’ambiente sciolto dello spogliatoio mi è sempre piaciuto parecchio perché lì giochiamo un po’ e la cosa non mi dispiace affatto, ma dall’inizio di marzo, quindi da pochissimo tempo, in fondo, le cose sono cambiate. Non chiedetemi perché e se c’è un motivo preciso, ci ho pensato tanto ma non sono stato capace di scoprirne uno. Avete capito! Ho cominciato a rendermi conto che nello spogliatoio c’erano altri ragazzi nudi e la cosa ha cominciato a preoccuparmi. Non avevo mai fatto troppo caso ai miei compagni nudi nello spogliatoio o nella doccia per me era sempre stata una cosa assolutamente normale, ma diciamo da marzo ho cominciato a notarli proprio, mi accorgevo che per loro non era cambiato niente ma per me sì, mi interessavano, insomma, parliamoci chiaro, me li studiavo proprio e cominciavo a pensare come sarebbe stato bello se quei ragazzi si fossero innamorati di me. All’esterno ho continuato a comportarmi più o meno come prima anche se per me cominciava a presentarsi il problema di controllare l’erezione, che nello spogliatoio e nelle docce è un tabù non da poco. Insomma quello è il segno distintivo che sei gay, fai di tutto perché non ti capiti e hai paura perché non sai come la potrebbero prendere gli altri. Risultato di tutto questo: sto meno tempo nello spogliatoio e cerco di essere coperto il più possibile, ma poi il momento della verità arriva e allora mi vengono le angosce. Praticamente l’idea di essere gay l’ho presa bene, non ho avuto in pratica nessun problema, e pure prima non avevo mai avuto una ragazza nel vero senso della parola, storielle sì, ma non le ho mai prese sul serio, in pratica ho solo preso atto di quello che sapevo già. Però quando sei gay e vivi in posti come quelli dove vivo io, cioè in mezzo agli sportivi che non sono tutti bellissimi come la gente crede anche se tra loro quelli veramente belli ci sono eccome, beh ti senti dentro una certa agitazione. Ho letto che tanti ragazzi cercano i siti di incontri o le chat gay, io cose del genere non le ho mai fatte, per me la palestra è tutto anche da questo punto di vista, praticamente non avrei nessun bisogno di cercare foto di sesso in rete perché io sto in mezzo ai ragazzi quando e come voglio. Il mio problema vero è un altro e cioè capire se tra i ragazzi che mi piacciono ci sono ragazzi gay perché di mettermi appresso a un ragazzo etero per farci la figura del babbeo e magari essere pure messo in mezzo, non ne ho nessuna voglia. Sto pure andando un po’ in crisi rispetto al rendimento sportivo, il mio trainer me lo dice spesso, mi chiede come mai, ma io a lui non lo posso raccontare. Un altro particolare. Non ridete: io non ho nessuna esperienza concreta gay, non ho mai fatto sesso con nessuno. Adesso non mi sento veramente innamorato anche perché come dice Project: bisogna essere in due, e quindi il sesso non mi manca nel senso vero del termine, quando capita faccio quello che fanno tutti però di andarmi a cacciare nei pasticci per fare sesso con uno che non conosco e che non so nemmeno se sta bene, beh non me la sento proprio. Adesso diciamo che sono solo nel senso che non ho un compagno. Premetto che non ho nemmeno amici gay, ho trovato il blog progetto gay sulla ricerca di alice fra i blog e sono rimasto stupito dalla quantità mostruosa di materiale che contiene, io quel po’ di conoscenza sui gay che ho me la sono fatta su quel blog ma non solo leggendo i post ma anche i commenti, poi ho scoperto il forum, prima non ci avevo fatto caso ma anche quello è una miniera. E poi ho letto anche un bel po’ idi post e mi ci sono ritrovato, però non ho avuto il coraggio di iscrivermi. Adesso, parlando schietto, io penso che prima o poi farò qualche grossa fesseria in palestra, a dire la verità un ragazzo che mi attira moltissimo c’è. Io adesso faccio l’allenatore, lui sta in un gruppo che hanno affidato a me, ha 19 anni, è più piccolo di me, ma in fondo io ne ho 21, mica 50. Per essere bello è bello e poi facciamo la doccia insieme tutti i giorni, insomma, avete capito, di lui mi piace proprio tutto. Con lui mi comporto in modo disinvolto e cameratesco, come faccio con gli altri ragazzi, ma con gli altri mi viene spontaneo, con lui no, abbiamo parlato tanto, sia prima che dopo la doccia, di me si fida del tutto mi considera proprio come un fratello. Deve fare la maturità a giorni, un paio di settimane fa stava proprio tristissimo, ci siamo fermati a parlare e mi ha detto che la prof. di matematica lo ha chiamato a tradimento gli ha messo un voto basso e gli ha detto che non lo presenterà con la sufficienza, lui c’è rimasto malissimo, diceva che aveva studiato tanto per quell’interrogazione ma che la prof. era proprio una stron.. e che avrebbe fatto di tutto per farlo andare male, perché ce l’aveva con lui, a un certo punto aveva proprio gli occhi rossi e si stava mettendo a piangere. Lo volevo abbracciare, lo volevo tenere stretto per dirgli che gli volevo bene ma mi sono sentito congelato e non mi sono mosso, gli sono venute proprio due lacrime che mi hanno strappato l’anima, lui se ne è vergognato e le ha asciugate con le mani. Gli ho detto che l’anno scorso ho perso una medaglia importantissima per due centesimi di secondo e che dopo, quando nessuno mi vedeva, mi sono messo a piangere come una fontanella, poi c’è stato l’allenamento e io l’ho coccolato parecchio e di queste attenzioni è stato contento, poi al momento della doccia ho avuto quasi l’impressione che cercasse il mio sguardo, cioè che cercasse di capisse se lo osservavo e penso che lo abbia capito, quando siamo andati via si è fermato a parlare con me ma in un altro modo, almeno io ho avuto l’impressione che fosse in un altro modo, mi guardava negli occhi in modo più diretto e mi sorrideva, ho pensato che volesse da me un incoraggiamento ma io non ho fatto nulla. È vero che con me non ha mai parlato di ragazze ma questo non vuol dire nulla. La mia angoscia adesso è solo una: è gay o no? A dire la verità è come se avessi la premonizione di essere sul punto di cacciarmi in qualche brutto pasticcio e quindi cerco di trattarlo bene ma senza eccedere e anzi sto appresso anche ad altri ragazzi, ma dovrei dire piuttosto che fingo di stare dietro a quei ragazzi per tentare di liberarmi dall’idea fissa di lui. Mi studio tutti i modi per stare con lui più a lungo possibile, senza dare troppo nell’occhio ma quando l’occasione si presenta faccio di tutto per non incontrarlo troppo, in pratica adesso parliamo solo quando è lui che me lo chiede ma io non prendo mai l’iniziativa. Però quando lui me lo chiede mi dimostro entusiasta. Oggi al momento della doccia mi ha guardato e mi è parso che avesse un principio di erezione, ma molto probabilmente uno vede quello che vuole vedere. Uffa! Non ne posso più! Ma perché mi devo innamorare di un ragazzo così e non devo avere il coraggio di parlargli apertamente! Che cosa potrebbe succedere non lo so. In pratica io penso che lui nemmeno lo sospetti che sono gay, o forse sì, non so più che cosa pensare, ma è uno stress insopportabile. Volete ridere? Beh io in fondo in fondo penso che sia etero e che stia bene con me proprio perché per lui non ci sono complicazioni di nessun genere a livello sessuale e pensa che sia così anche per me. Allora io sono condannato a questo eterno tormento del non sapere mai come comportarmi. Se va avanti così e non mi congela con qualche cosa di straordinario, tipo vederlo baciare una ragazza o farmi discorsi da deficiente sui gay, beh, io credo che la follia la farò, ho provato tante volte a prepararmi il discorso ma penso che alla fine sarei banale e molto diretto, tipo: ”Io sono gay e tu?” E a questo punto mi arriva un ceffone oppure mi guarda sconvolto. Certe volte nello spogliatoio mi sento un sessuomane e qualche volta mi sento pure in colpa col ragazzo che mi piace di più perché in effetti lo sto imbrogliando, questo fatto mi pesa parecchio e potrebbe essere pure uno dei motivi di fondo per fare il grande passo e dirgli come stanno le cose veramente.
Un abbraccio,
Marco
p. s. se la pubblichi vediamo pure che ne pensano i ragazzi.
Se volete, potet partecipare alla discussione su questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=28992843
Visualizzazione post con etichetta coming out in palestra. Mostra tutti i post
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sabato 14 giugno 2008
AMORE GAY E COMING OUT
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mercoledì 16 gennaio 2008
COMING OUT IN PALESTRA
Una premessa. Per evitare confusioni, chiamerò Marco, l’autore del post “La mia intima depressione”, col nick Marco76 o semplicemente Marco quando, come in questo post, il rischio di confusione non c’è. Ieri sera Marco mi ha mandato un commento al post “Un gay in palestra” che non riusciva ad inserire e ieri sera ho anche avuto il piacere di incontrare Marco in chat e abbiamo parlato diffusamente del suo coming out. Riporto qui di seguito il testo del commento di Marco al post “Un gay in palestra” e aggiungo anche un tratto interessantissimo del dialogo che abbiamo avuto in chat. Accludo poi in terzo documento che è una mail che Marco mi aveva mandato per autorizzarmi a pubblicare sul blog l’intervento che aveva inserito nel forum. Anche questa e-mail è estremamente significativa. Ringrazio Marco per la sua testimonianza.
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COMMENTO AL POST “UN GAY IN PALESTRA”
Bè, io sono un coming out, ed ho proprio incominciato a dirlo in palestra. Volete sapere una cosa??? Nella mia palestra lo sanno tutti, ma proprio tutti e si comportano con me come se non lo sapessero, esattamente come se fossi etero. Non è fantastico???? Loro parlano di ragazze ed io di ragazzi (bè non con tutti, mi vergogno ancora con alcuni). Purtroppo non ci sono altri gay sono l'unico sigh!! E' l'unica cosa negativa, però mi parlano nudi davanti a me, non si imbarazzano per niente a spogliarsi o a fare la doccia con me e, strafortunatamente, non mi capitano erezioni. Mi sa che il problema della vergogna è più nostro che reale. O forse vado in una palestra di persone apertissime e modernissime?? Mah!
Un bacione. Marco
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FRAMMENTI DI DIALOGO SUL COMING OUT
Marco scrive:
Vedi, il mio coming out è stato per due motivi, il primo per verificare dove era mia fantasia e dove realtà,il secondo è per dare la speranza e la gioia di essere come si è senza vergogna o repulsioni e la realtà è stata come nel mio commento non è una cosa grandiosa????
Il progettista scrive:
sì decisamente... anche se sei stato fortunato perché ci sono ambenti dove sarebbe impossibile...
Marco scrive:
è vero, infatti tremavo come una foglia ma alla fine ha vinto il mio Cuore, la vera sfida sta nel rivelarsi negli ambienti, appunto, impossibili e verificare che cosa c'è veramente di impossibile là e cosa è una mia paura.
Il progettista scrive:
però... io nel fare di queste cose un teorema generale userei molta prudenza, ti dico... parlare di sfide è pericoloso... se l'ambiente è favorevole è una cosa... ma se non lo è ti fanno veramente a tocchi.
Marco scrive:
io prenderò il tuo consiglio come preziosissimo, però... penso che più di così non posso cadere in basso... come morale. Quando ho fatto il coming out avevo già preso la decisione di cambiare palestra perché ero straconvinto che mi avrebbero deriso o preso in giro e come dici tu sono stato fortunato però penso anche che la morte arriva e se non scopro il più possibile di me stesso la mia vita sarà inutile. Cercare la felicità è una cosa comune a tutti ma io cerco qualcosa di più cerco di capire me stesso il più che posso e se non lo faccio con il confronto con gli altri con chi lo posso fare? Però è vero, in certi casi può essere folle.
Il progettista scrive:
Mi chiedo se tu ragioneresti ancora come adesso se il linciaggio l'avessi subito anche tu...
Marco scrive:
Il fatto è che l'ho già subito, ero già uscito a 17 anni, le prese in giro arrivavano da tutte le parti e la cosa più brutta è sentirsi difendere dalle ragazze dei ragazzi che mi prendevano in giro era una cosa umiliantissima proprio, come dire che sei una merda da difendere perché non ne sei più in grado di farlo da solo. Non solo prese in giro ma scherzi di tutti i generi, compresa una volta che mi hanno pisciato addosso uscendo da un tombino durante un gioco che facevamo, però vedi, la vita va avanti e, anche se certe cose mi hanno mandato in depressione, sono passate e non esistono più, infatti ora è tutto il contrario, adesso mi cercano, mi vogliono bene, stanno bene con me, mi invitano a destra e a manca, persino un ragazzo - che gli sto antipaticissimo - mi tratta anche male, ma non mi tratta male per quello mi manda a stendere, ma non l'ho mai sentito prendermi in giro per il fatto di essere gay quindi dal mio punto di vista bisogna avere fiducia, anche se è difficilissimo, e prepararsi per il peggio... ma anche per il meglio.
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MAIL DI MARCO
Ciao Gayproject,
certo che lo puoi inserire, sono contento che possa essere uno spunto per argomentare e discutere sulla "reale" situazione dei gay. Spero che possa essere di aiuto.
Ci tengo, ad ogni modo, a precisare che la mia visione è "negativizzata" proprio dalla depressione intima che vivo e quindi non può e non deve togliere il pensiero positivo e la speranza poiché il mondo è come lo vediamo, perciò le esperienze che viviamo sono positive o negative a seconda del nostro stato mentale in quel momento. Difatti ho concluso il mio post affermando che la MIA realtà e il MIO STATO MENTALE mi hanno impedito di vivere storie belle.
Spero di risentirti e sicuramente andrò a visitare il tuo blog per leggere anche altre realtà.
Un grande abbraccio. Marco
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